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FRATTURA FRAGILE E DUTTILE Il progetto di un componente o di una struttura si sostanzia spesso nella capacit dellingegnere di minimizzare le probabilit di rottura

La rottura di un materiale quasi sempre un evento indesiderabile per una serie di ragioni. Anche se le cause di cedimento ed il comportamento di un materiale sono note, la prevenzione della rottura difficile da garantire. Le cause pi comuni sono la scelta non appropriata del materiale, lerrata progettazione e produzione del componente o un suo cattivo utilizzo. La frattura di tipo semplice la separazione di un corpo in uno o pi elementi costituenti in risposta ad un carico imposto di tipo statico (cio costante o che cambia lentamente nel tempo) ed a temperatura che sono basse rispetto alla temperatura di fusione del materiale. Il carico applicato pu essere di trazione, di compressione, di taglio o torsionale. Per i materiali ingegneristici, sono possibili due modi di frattura: duttile o fragile. La classificazione si basa sulla capacit di un materiale di subire deformazione plastica. I materiali duttili mostrano una notevole capacit di deformarsi plasticamente assorbendo grande quantit di energia prima della rottura. Al contrario, la rottura fragile caratterizzata da una deformazione plastica scarsa o assente ed accompagnata da un basso assorbimento di energia. La duttilit la misura della deformazione plastica che il materiale in grado di sopportare prima della rottura del materiale stesso. Essa pu essere espressa sia come allungamento percentuale (A%) sia come riduzione della sezione (S%). La resilienza invece la capacit di un materiale di assorbire energia se sottoposto ad una deformazione elastica e quindi di sopportare sollecitazioni improvvise.

La tenacit la propriet di un materiale che indica la capacit di un materiale di assorbire energia prima della rottura. Un modo semplice per valutare la tenacit di un materiale quello di determinare lenergia assorbita per provocare la rottura (per unit di volume) come area sottesa alla curva di trazione.

Ogni processo di rottura avviene in due stadi: la formazione e la propagazione della cricca. La rottura duttile caratterizzata da unintensa deformazione plastica nelle immediate vicinanze della cricca che avanza. Il processo di propagazione procede lentamente e tale tipo di cricca si dice stabile. La rottura fragile caratterizzata da una propagazione veloce accompagnata da una deformazione plastica contenuta. Tale tipo di cricca detta instabile e la sua propagazione, una volta innescata, continuer spontaneamente.

PROVE DI RESILIENZA PROVA CHARPY In ingegneria, la resilienza la capacit di un materiale di resistere a sollecitazioni impulsive[1], infatti diversi materiali che resistono bene a carichi statici[2] (materiali tenaci) possono offrire scarsa resistenza a carichi improvvisi (causati ad esempio da urti). La resilienza, pi precisamente definita come l'energia per unit di volume assorbita da un materiale durante la deformazione elastica (a differenza della tenacit, in cui si considera la deformazione plastica fino a rottura). La resilienza dipende oltre che dalla natura del materiale, dalla temperatura, dalla rapidit di applicazione del carico,dalla presenza e dalla forma di intagli.Un materiale con bassa resilienza presenta un comportamento fragile. La prove di Charpy serve per valutare lenergia di impatto. Il metodo di Charpy con intaglio a V quello comunemente utilizzato. Il provino consiste in una barretta di lunghezza 5mm e sezione 10mm quadrata nella quale viene ricavato un intaglio a forma di V. Il carico viene applicato tramite un martello che viene lasciato cadere da unaltezza nota, h. Il provino viene posizionato alla base. Dopo il rilascio, un coltello montato sul pendolo colpisce e rompe la barretta in corrispondenza dellintaglio. Il pendolo continua la sua corsa, dopo limpatto, risalendo ad unaltezza h, inferiore ad h. Lenergia assorbita, calcolata dalla differenza tra le due altezze, una misura dellenergia di rottura per impatto. Frattura fragile poca energia assorbita Frattura duttile elevata energia assorbita La resilienza importante nello studio dei materiali a bassa temperatura. In genere un materiale diventa pi fragile al diminuire della temperatura, cio l'energia necessaria a romperlo diminuisce con la temperatura. In particolare esiste un intervallo di temperatura, detto zona di transizione, in cui si ha un abbassamento improvviso della resilienza di un materiale. La resilienza usata anche per stabilire l'intervallo di temperature in cui avviene il passaggio da comportamento duttile a comportamento fragile (transizione duttile-fragile) e pertanto il valore minimo della temperatura (temperatura di transizione) per la quale il materiale pu essere utilizzato restando duttile. La temperatura di transizione oltre la quale la frattura da fragile diventa duttile non una caratteristica intrinseca del materiale. Per convenzione si definisce temperatura di transizione duttile-fragile quel valore di temperatura in corrispondenza della quale la superficie di frattura si presenta per il 50% fragile. I metalli con reticolo cubico a corpo centrato diventano fragili alle basse temperature, mentre quelli con reticolo cubico a facce centrate rimangono duttili anche alle basse temperature.

ROTTURA PER FATICA La fatica un tipo di rottura che avviene in strutture sottoposte a sforzi dinamici e fluttuanti. In queste circostaznce possibile che la rottura avvenga a livelli di carico inferiori ai carichi di trazione o snervamento. Il termine fatica deriva dal fatto che questo tipo di rottura avviene dopo lunghi periodi di sforzo ripetuto o ciclici. La fatica importante in quanto la causa principale di rottura nei metalli. La rottura per fatica caratterizzata dalla successione dei seguenti stadi: Innesco della cricca, nel quale si forma una piccola cricca in un punto dove si verifica una elevata concentrazione di sforzo Propagazione della cricca, durante la quale la cricca avanza ad ogni ciclo di carico Rottura finale, che avviene molto rapidamente una volta che la cricca raggiunge le dimensioni critiche Il carico applicato pu avere un andamento sinusoidale e regolare nel tempo, di ampiezza simmetrica per un livello medio di sforzo pari a zero, ad esempio alternante da uno sforzo massimo di trazione ad uno sforzo massimo di compressione di stessa ampiezza.

Come per altre caratteristiche meccaniche, le propriet di fatica di un materiale possono essere effettuate con prove di laboratorio. La prova di fatica comincia sottoponendo un provino ad un ciclaggio con un ampiezza di carico massimo relativamente grande e successivamente viene contato il numero dei cicli di rottura. Questa procedura ripetuta per carichi progressivamente decrescenti.

Dal diagramma proveniente dalla prova si nota che esiste un livello di sforzo limite al di sotto del quale la rottura non avviene. Questo livello detto limite di fatica. Un altro parametro che caratterizza il comportamento di un materiale a fatica la vita a fatica Nf. Tale parametro rappresenta il numero di cicli che provoca rottura ad uno specifico livello di carico. Il limite di fatica teorico solitamente diverso da quello reale. Esso, in realt, dipende da molti fattori come la rugosit, lambiente, dimensione, riduzione di sezioni, intagli. La vita a fatica Nf pu essere espressa come somma del numero di cicli necessari per linnesco o nucleazione della cricca e del numero di cicli necessari per la propagazione della cricca stessa. Il contributo della fase finale di rottura insignificante in quanto avviene rapidamente. Le cricche associate alla rottura per fatica si innescano quasi sempre in corrispondenza della superficie di un componente in un punto di concentrazione di sforzo. Una volta che viene enucleata una cricca stabile, questa si propaga allinizio molto lentamente, in un metallo policristallino, lungo i piani cristallografici dove pi alto lo sforzo di taglio. Questo stadio detto stadio I di propagazione. Nel secondo stadio di propagazione la velocit di estensione della ccricca aumenta drammaticamente. Inoltre, a questo punto, si assiste ad un cambiamento di direzione di propagazione che diviene praticamente perpendicolare alla direzione di applicazione delle sforzo di trazione. Durante questo stadio, la crescita della cricca procede attraverso ripetuti processi di arrotondamento e di affinamento plastico allapice della cricca. La regione della superficie di frattura, che si forma durante lo stadio finale di propagazione pu essere caratterizzata da due differenti segni detti: linee di spiaggia e striature. Entrambe indicano la posizione dellapice della cricca in un determinato momento ed appiaono come linee concentriche che si propagano dal punto di innesco della cricca.