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FILOSOFIA TEORETICA SPINOZA ETICA PARTE PRIMA DIO Definizioni I.

Per causa di s intendo ci la cui essenza implica lesistenza, ossia ci la cui natura non pu essere concepita se non come esistenza. II. Si dice finita nel suo genere una cosa che pu essere limitata da unaltra della stessa natura. III. Per sostanza intendo ci che in s ed concepito per s. IV. Per attributo intendo ci che lintelletto percepisce della sostanza come costituente la sua stessa essenza. V. Per modo intendo le affezioni della sostanza, ossia ci che in altro per mezzo del quale anche concepito. VI. Per Dio intendo lente assolutamente infinito, cio la sostanza che consta di infiniti attributi. Spiegazione Dico assolutamente infinito, ma non infinito nel suo genere; infatti di qualsiasi cosa, infinita soltanto nel suo genere, possiamo negare uninfinit di attributi. VII. i dice libera quella cosa che esiste per sola necessit della sua natura e si determina da s sola ad agire: invece si dice necessaria o, meglio, coatta, quella cosa che condizionata a esistere e ad agire da qualcosaltro. VIII. Per eternit intendo lesistenza stessa. Assiomi. 1. 2. 3. 4. 5. Tutto ci che , o in s, o in altro. Ci che non pu essere concepito per mezzo di qualcosaltro, devessere concepito da s. Da una causa determinata deriva per necessit un effetto. La conoscenza delleffetto dipende dalla conoscenza della causa e la implica. Le cose che non hanno niente in comune fra loro non possono essere comprese luna per mezzo dellaltra. 6. Unidea vere deve concordare con il suo ideato. 7. Lessenza di tutto ci che pu essere concepito come non esistente, non implica lesistenza. Proposizione I La sostanza per natura anteriore alle sue affezioni. Dimostrazione Deff. 3 e 5. Proposizione II Due sostanze aventi attributi diversi non hanno tra loro niente in comune.

Dimostrazione Risulta evidente anche dalla Def. 3. Infatti il concetto delluna non implica il concetto dellaltra. Proposizione III Cose che non hanno niente in comune non possono essere luna causa dellaltra. Dimostrazione Assiomi 4 e 5. Proposizione IV Due o pi cose distinte si differenziano tra loro o per la diversit degli attributi delle sostanze o per la loro diversit delle affezioni delle sostanze. Dimostrazione Tutto ci che , o in s, o in altro. Fuori dellintelletto, non c nulla per cui possano essere distinte pi cose tra loro, tranne le sostanze, vale a dire i loro attributi e le loro affezioni (Def. 4). Proposizione V Non possono esserci nella natura due o pi sostanze della medesima natura o del medesimo attributo. Dimostrazione Se ci fossero pi sostanze distinte, esse dovrebbero differenziarsi tra loro o per la diversit degli attributi o per la diversit delle affezioni (prop. Prec.). Se si distinguessero soltanto per la diversit degli attributi si ammetterebbe che non ce n che una sola dello stesso attributo. Se invece si distinguessero per la diversit degli attributi, poich la sostanza per natura anteriore alle sue affezioni, ne consegue che, considerate di per s, la sostanza non potr concepirsi distinta da unaltra. Proposizione VI Una sostanza non pu essere prodotta da unaltra sostanza. Dimostrazione Nella natura non vi possono essere due sostanze del medesimo attributo. Quindi una non pu essere causa dellaltra. Corollario Una sostanza non pu essere prodotta da qualcosaltro. Nella natura, infatti, non c niente oltre le sostanze e le loro affezioni. Altra dimostrazione Se la sostanza potesse essere prodotta da qualche altra cosa, la conoscenza della sostanza dovrebbe dipendere dalla conoscenza della sua causa. Proposizione VII Esistere proprio della natura della sostanza. Dimostrazione La sostanza non pu essere prodotta da qualcosaltro . sar quindi causa di s, e la sua stessa essenza implica necessariamente lesistenza. Proposizione VIII Ogni sostanza necessariamente infinita. Dimostrazione Di un unico attributo non c che ununica sostanza, e alla sua natura appartiene lesistere. Finita no: infatti dovrebbe essere limitata da unaltra della stessa natura, e cos ci sarebbero due sostanze del medesimo attributo, il che assurdo.

Scolio I Poich in realt lessere finito parzialmente una negazione, e lessere infinito una assoluta affermazione dellesistenza di una natura, risulta dalla sola Prop. 7 che ogni sostanza deve essere infinita. Scolio II Coloro che ignorano le vere cause delle cose confondono tutto e credono che sia gli alberi che gli uomini siano parlanti, che gli uomini nascano sia dalle pietre sia dal seme, e cos via. Se invece gli uomini basassero alla natura della sostanza non dubiterebbero affatto della verit della Prop. 7. Infatti per sostanza intenderebbero ci che in s e per s concepito, ossia ci la cui conoscenza non dipende dalla conoscenza di unaltra cosa. Invece intenderebbero modificazioni ci che in altro e il cui concetto formato dal concetto della cosa nella quale esse sono. Bisogna dunque ammettere necessariamente che lesistenza di una sostanza, come pure la sua essenza, una verit eterna. Da ci possiamo concludere anche che non esiste se non ununica sostanza della stessa natura. Ma per procedere con ordine bisogna notare che: 1. la vera definizione di ciascuna cosa non implica n esprime nientaltro che la natura della cosa definita. 2. Nessuna definizione implica n esprime un certo numero di individui. 3. Di ogni cosa esistente bisogna che ci sia necessariamente una determinata causa per cui esiste. 4. Questa causa, devessere o contenuta nella stessa natura, o al di fuori di essa. Stabilito ci, ne consegue che se esiste in natura un certo numero di individui deve necessariamente esserci una causa. Se per esempio esistono venti uomini, non baster mostrare la causa della natura umana in generale, perch in essa non contenuto il numero venti. Ora, poich alla natura della sostanza appartiene di esistere, la sua definizione deve implicare lesistenza come necessaria, e quindi, dalla sua sola definizione, si deve concludere la sua esistenza. Ma dalla sua definizione non pu derivare lesistenza di pi sostanze; ne consegue quindi necessariamente che esiste soltanto ununica sostanza della medesima natura. Proposizione IX Quanto pi una cosa possiede realt o essere, tanti pi attributi le competono. Dimostrazione Risulta evidente dalla Def. 4. Proposizione X Ciascun attributo della medesima sostanza deve essere concepito per s. Dimostrazione Lattributo ci che lintelletto percepisce di una sostanza come costituente la sua essenza, e quindi devessere concepito per s. Scolio I Sebbene due attributi siano concepito come realmente distinti, non possiamo tuttavia concludere che essi costituiscano due enti, o due diverse sostanze; infatti prorio della natura della sostanza che ognuno dei suoi attributi sia concepito per s; poich tutti insieme i suoi attributi sono da sempre in essa, luno non pu essere stato prodotto dallaltro. Lente assolutamente infinito deve necessariamente essere definito come lente che consta di infiniti attributi, ognuno dei quali esprime una determinata essenza eterna e infinita.

Proposizione XI Dio, cio la sostanza costituita da una infinit di attributi, ognuno dei quali esprime unessenza eterna e infinita, esiste necessariamente. Dimostrazione Se lo neghi, pensa, se possibile, che Dio non esista. Allora la sua essenza non pimplica lesistenza. Ma questo assurdo, dunque Dio esiste necessariamente. Altra dimostrazione A ogni cosa deve essere assegnata una causa, o ragione, del perch essa esiste o non esiste. Per esempio la ragione per cui non esiste un cerchio quadrato, la indica la sua stessa natura, poich implica una contraddizione. Se, dunque, non ci pu essere alcuna ragione che impedisca che Dio esista, o che gli toglie lesistenza, bisogna concludere assolutamente che egli necessariamente esiste. Ma anche se tale causa ci fosse, essa dovrebbe trovarsi o nella stessa natura di Dio o al di fuori di essa. Infatti se fosse della stessa natura si ammetterebbe automaticamente che Dio esiste. Ma una sostanza che fosse di altra natura non potrebbe avere nulla in comune con Dio, e quindi n dargli n togliergli lesistenza. Ulteriore dimostrazione Poter non esistere impotenza; al contrario, poter esistere potenza. Se quindi ci che adesso esiste necessariamente sono soltanto gli enti finiti, essi sono dunque pi potenti dellEnte assolutamente infinito; ma ci assurdo. Proposizione XII Non si pu concepire in verit alcun attributo della sostanza dal quale consegua che la sostanza pu esser divisa. Dimostrazione Le parti, infatti, in cui la sostanza cos concepita sarebbe divisa, o conserveranno la natura della sostanza o no. Nel primo caso, ogni parte dovr essere infinita e si dovr constare di un attributo diverso, e cos da una sola sostanza se ne potranno formare parecchie, il che assurdo. Inoltre le parti non avrebbero niente in comune con il tutto, e il tutto potrebbe essere e essere concepito senza le sue parti, il che assurdo. Nel secondo caso, invece, le parti non conserveranno la natura della sostanza, ed essendo tutta la sostanza divisa in parti uguali perderebbe cos la natura e finirebbe di essere, il che assurdo. Proposizione XIII La sostanza assolutamente infinita indivisibile. Dimostrazione Le parti nelle quali sarebbe divisa o conserveranno la natura, oppure no. Nel primo caso ci saranno molte sostanze della stessa natura, il che assordo. Nel secondo caso la sostanza assolutamente infinita potr cessare di esistere, il che assurdo. Corollario Da ci deriva che nessuna sostanza, in quanto sostanza, divisibile. Scolio La natura della sostanza non pu essere concepita se non come infinita, e per parte della sostanza non si pu intendere altro che una sostanza finita, il che una palese contraddizione. Proposizione XIV Allinfuori di Dio, non pu esserci, n essere concepita, alcuna sostanza. Dimostrazione Poich Dio lente assolutamente infinito, se ci fosse qualche sostanza allinfuori di Dio la si dovrebbe spiegare con qualche attributo di Dio, e cos esisterebbero due sostanze dello stesso attributo, il che

assurdo; non ci pu essere quindi alcuna sostanza allinfuori di Dio. Corollario I Da ci deriva molto chiaramente 1) che Dio unico, ossia nella natura c una sostanza sola e assolutamente infinita. Corollario II Deriva 2) che la cosa estesa e la cosa pensante o sono attributi di Dio o sono affezioni degli attributi di Dio. Proposizione XV Tutto ci che , in Dio, e nulla pu essere n essere concepito senza Dio. Dimostrazione Allinfuori di Dio non ci pu essere alcuna sostanza. Ma allinfuori delle sostanze e dei modi non c nulla. Dunque nulla pu essere, n essere concepito, senza Dio. Scolio per una spiegazione pi esauriente, confuter gli argomenti degli avversari: 1. La sostanza corporea, in quanto sostanza, secondo loro composta di parti; perci negano che possa essere infinita e quindi appartenere a Dio. Se la sostanza corporea infinita, essi dicono, la si concepisca divisa in due parti: o finite o infinite. Nel primo caso linfinito composto da due parti finite, il che assurdo. Nel secondo, c un infinito due volte pi grande di un altro infinito, il che pure assurdo. Poich secondo loro queste assurdit derivano dallaver presupposto una quantit infinita, essi concludono che la sostanza corporea deve essere finita e quindi non pu appartenere allessena di Dio. 2. Dio, essi dico no, non pu essere passivo poich lente sommamente perfetto; ma la sostanza corporea, in quanto divisibile, pu essere passiva,, e quindi non appartiene allessenza di Dio. Tutte queste assurdit non derivano affatto dal supporre infinita la quantit, bens dallammettere che essa sia misurabile e composta di parti. Proposizione XVI Dalla necessit della natura divina devono derivare infinite cose in infiniti modi. Dimostrazione Poich la natura divina ha attributi assolutamente infiniti, ciascuno dei quali esprime unessenza infinita nel suo genere, dalla sua stessa necessit devono necessariamente derivare infinite cose in infiniti modi. Corollario I Da ci deriva che 1) Dio causa efficiente di tutte le cose che possono cadere sotto un intelletto divino. Corollario II 2) che Dio causa per s e non per accidente. Corollario III 3) che Dio assolutamente causa prima. Proposizione XVII Dio agisce per le sole leggi della sua natura, non costretto da alcuno. Dimostrazione Tutto in Dio; perci, allinfuori di lui non vi pu essere nulla da cui egli sia determinato o costretto ad agire. Corollario I Da questo deriva che 1) non vi alcuna causa estrinseca o intrinseca a Dio che lo spinga ad agire. Corollario II

2) che solo Dio causa libera. Scolio Altri ritengono che Dio sia causa libera perch, secondo loro, egli pu far s che le cose che, come abbiamo detto, derivano dalla sua natura, cio sono in suo potere, non avvengano o non siano prodotte da lui. Se avesse creato tutte le cose che ci sono nel suo intelletto, essi dicono, non avrebbe potuto creare nientaltro, e credono che questo contrasti con lonnipotenza di Dio; hanno perci preferito ammettere che Dio indifferente a tutto e crea solo ci che ha stabilito di creare con una certa quale assoluta volont. Lonnipotenza di Dio in atto dalleternit, e rimarr in eterno nella medesima attualit. In questo modo, a mio avviso, si stabilisce una onnipotenza di Dio molto pi perfetta. Invece i nostri avversari sembra addirittura che neghino lonnipotenza di Dio. Sono infatti costretti ad ammettere che Dio conosce infinte cose creabili ma non potr mai crearle. Poich se creasse tutte le cose che intende esaurirebbe la sua onnipotenza e diventerebbe imperfetto. Proposizione XVIII dio causa immanente, e non transeunte, di tutte le cose. Dimostrazione Tutte le cose che sono, sono in Dio e devono essere concepite per mezzo di Dio. Dio causa delle cose che sono in lui. Allinfuiri di Dio, quindi, non ci pu essere alcuna sostanza. Dunque Dio causa immanente. Proposizione XIX Dio, cio tutti gli attributi di Dio, sono eterni. Dimostrazione Dio la sostanza che necessariamente esiste. Quindi egli eterno. Per attributi di Dio bisogna poi intendere ci che esprime lessenza della sostanza divina, ossia ci che appartiene alla sostanza. Ma alla natura della sostanza appartiene leternit. Proposizione XX Lesistenza di Dio e la sua essenza sono una sola e medesima cosa. Dimostrazione Dio e tutti i suoi attributi sono eterni, cio ognuno dei suoi attributi esprime lesistenza. Quindi i medesimi attributi che spiegano lessenza eterna di Dio ne spiegano contemporaneamente lesistenza. Corollario I Da questo deriva: 1) che lesistenza di Dio, come pure la sua essenza, una verit eterna. Corollario II Deriva 2) che Dio, cio tutti gli attributi di Dio, sono immutabili. Proposizione XXI Tutte le cose che derivano dallassoluta natura di un attributo di Dio devono esistere da sempre ed essere infinite, cio in virt di quellattributo sono eterne e infinite. Dimostrazione Se lidea di Dio nel pensiero, o qualche altra idea in un attributo di Dio deriva dalla necessit dellassoluta natura dellattributo stesso, deve necessariamente essere infinita. Inoltre, ci che in questo modo deriva dalla necessit della natura di un attributo non pu avere una esistenza o durata, determinata. Proposizione XXII Qualunque cosa che derivi da un attributo di Dio, in quanto modificata da una modificazione tale che in

virt dellattributo stesso esiste necessariamente e infinitamente, deve anchessa esistere necessariamente e infinitamente. Dimostrazione Procede come la dimostrazione della proposizione precedente. Proposizione XXIII Ogni modo che esiste necessariamente ed infinito deve per forza essere derivato o dallassoluta natura di un attributo di Dio, o da una attributo modificato da una modificazione che esiste necessariamente ed infinita. Dimostrazione Il modo ci che in altro per mezzo del quale deve esser concepito, cio solo in dio e solo per mezzo di Dio pu essere concepito. Se dunque si concepisce che un modo esiste necessariamente ed infinito, ognuna di queste due caratteristiche deve necessariamente essere ricavata per mezzo di qualche attributo di Dio. Proposizione XXIV Lessenza delle cose prodotte da Dio non implica lesistenza. Dimostrazione Risulta evidente dalla Definizione I. Infatti ci la cui natura implica lesistenza causa di s ed esiste per la sola necessit della natura. Corollario Da ci deriva che Dio non solo causa per cui le cose cominciano a esistere, ma anche per cui continuano ad esistere, cio causa essendi delle cose. Proposizione XXV Dio non solo causa efficiente della esistenza delle cose, ma anche della loro essenza. Dimostrazione Se lo neghi, allora Dio non causa dellessenza delle cose; quindi (per lassioma 4) lesistenza delle cose pu essere concepita senza bisogno di Dio: ma questo assurdo (per la proposizione 15) Scolio Questa proposizione risulta pi chiaramente dalla proposizione 16. Da essa infatti consegue che dalla natura divina devono necessariamente dipendere tanto lessenza delle cose quanto lesistenza. Corollario Le cose particolari non sono altro che affezioni degli attributi di Dio, ossia modi con cui gli attributi di Dio vengono espressi in maniera definita e determinata. Proposizione XXVI Una cosa, che determinata a operare qualche effetto, stata necessariamente determinata cos da Dio; una che non stata determinata da Dio non pu determinarsi da sola. Dimostrazione Ci per cui si dice che le cose sono determinate a operare qualche effetto necessariamente un che di positivo. Se una cosa che non determinata da Dio potesse determinarsi da sola, la prima parte di questa dimostrazione sarebbe falsa, il che, come abbiamo dimostrato, assurdo. Proposizione XXVII Una cosa che determinata da Dio a fare qualcosa non pu da s sola rendersi indeterminata.

Dimostrazione Questa proposizione risulta evidente dallassioma 3. Proposizione XXVIII Una qualunque cosa singola, cio qualsiasi cosa finita che abbia una esistenza determinata, non pu esistere n essere determinata a operare se non determinata ad esistere e a operare da unaltra causa anchessa finita e dotata di unesistenza determinata: a sua volta questa causa non pu esistere n essere determinata a operare se non determinata ad esistere e a operare da unaltra causa, anchessa finita e dotata di una esistenza determinata, e cos via allinfinito. Dimostrazione Tutto ci che determinato ad esistere e ad operare determinato cos da Dio. Ma ci che finito e ha una esistenza determinata, non pu essere stato prodotto dalla assoluta natura di un attributo di Dio. Deve quindi essere derivato da Dio, o sa un suo attributo, in quanto considerato affetto da qualche modo; infatti tranne la sostanza e i modi non c nulla, e i modi non sono che affezioni degli attributi di Dio. Scolio Poich alcune cose hanno dovuto essere immediatamente prodotte da Do, ne consegue che Dio la causa assolutamente prossima delle cose prodotte immediatamente da lui. Gli effetti di Dio non possono, infatti, essere concepiti senza la loro causa. Proposizione XXIX Nella natura non vi nulla di contingente, ma tutte le cose sono determinate dalla necessit della divina natura ad esistere e a operare. Dimostrazione Tutto ci che , in Dio, ma non si pu dire che Dio sia una cosa contingente. Quindi i modi della natura divina sono da essa stessa derivati in modo necessario e non contingente. Perci tutte le cose sono determinate dalla necessit della natura divina non solo ad esistere, ma anche ad esistere e operare in un certo modo, e non vi nulla di contingente. Scolio Voglio qui spiegare cosa intendo per Natura naturante e Natura naturata: la prima ci che in s e per s concepita, ossia quegli attributi della sostanza che esprimono unessenza eterna e infinita, cio Dio. Invece la seconda tutto ci che deriva dalla necessit della natura di Dio, o di ciascuno dei suoi attributi, in quanto considerati come cose che sono in Dio. Proposizione XXX Lintelletto finito in atto, o infinito in atto, deve comprendere gli attributi di Dio, le affezioni di Dio, e nientaltro. Dimostrazione Unidea vera deve concordare con il suo ideato, ossa ci che obiettivamente contenuto nellintelletto deve esserci necessariamente in natura; ma in natura non c che una sostanza, cio Dio, e non ci sono altre affezioni se non quelle che sono in Dio. Proposizione XXXI Lintelletto in atto, sia finito che infinito, come pure la volont, il desiderio, lamore, ecc, devono essere riferiti alla Natura naturata e non alla Natura naturante. Dimostrazione Per intelletto intendiamo solo un certo modo del pensare, e quindi deve essere concepito per mezzo del

pensiero assoluto, cio per mezzo di qualche attributo di Dio che esprima lessenza eterna e infinita del pensiero. Proposizione XXXII La volont non pu essere chiamata causa libera, ma solo causa necessaria. Dimostrazione La volont, come lintelletto, solo un certo modo del pensare; di conseguenza, nessuna volizione pu esistere. Corollario I Ne deriva che: 1) Dio non opera mediante la libert della sua volont. Corollario II Ne deriva che: 2) la volont e lintelletto hanno verso la natura di Dio lo stesso rapporto che il moto e la quiete e, in senso assoluto, tutte le cose naturali che devono essere determinate da Dio ad esistere e a operare in un certo modo. La volont, infatti, come tutte le altre cose, ha bisogno di una causa dalla quale sia determinata ad esistere e a operare in un certo modo. Quindi la volont non appartiene alla natura di Dio pi che le cose naturali. Proposizione XXXIII Le cose non possono essere state prodotte da Dio in alcun altro modo e in alcun altro ordine se non come sono state prodotte. Dimostrazione Tutte le cose sono derivate necessariamente dalla natura di Dio, e dalla necessit della natura di Dio sono state determinate ad esistere e a operare in un certo modo. Di conseguenza ci potrebbero essere due o pi Dei, il che assurdo. Scolio I Si dice che una cosa necessaria in ragione o della sua essenza o della sua causa. Per gli stessi motivi, inoltre, si dice che una cosa impossibile; o perch la sua essenza, o definizione, implica contraddizione, o perch non c alcuna causa esterna determinata a produrla. Scolio II Le cose sono state prodotte da Dio con somma perfezione, perch provengono necessariamente da una causa perfettissima. Adesso mostrer come, pur concedendo che allessenza di Dio appartenga la volont, dalla sua perfezione nondimeno consegue che le cose non hanno potuto esser create da Dio in alcun altro modo e in alcun altro ordine. Altrimenti, infatti, Dio non sarebbe la causa di tutte le cose. Consideriamo inoltre che tutti i decreti di Dio sono stati stabiliti da Dio stesso fin dalleternit. Ma poich nelleternit non c n quando, n prima, n dopo, dalla sola perfezione di Dio consegue che Dio non pu e non ha mai potuto decretare diversamente, cio che Dio non stato prima dei suoi decreti. Infatti, se Dio avesse decretato diversamente da come ha fatto riguardo alla natura e al suo ordine, cio se avesse voluto e concepito diversamente rispetto alla natura, avrebbe avuto necessariamente un altro intelletto, diverso da quello che ha, e unaltra volont, diversa da quella che ha. Ma, se fosse cos, anche la sua essenza sarebbe diversa; e quindi se le cose fossero state prodotte da Dio diverse da come sono ora, lintelletto di Dio e la sua volont, cio la sua essenza, dovrebbero essere diversi, il che assurdo. Le cose, quindi, non possono essere diverse. Proposizione XXXIV La potenza di Dio la sua stessa essenza.

Dimostrazione Infatti dalla sola necessit dellessenza di Dio deriva che Dio causa di s e di tutte le cose. Quindi la potenza di Dio, per la quale egli stesso e tutte le cose sono e agiscono, la sua stessa essenza. Proposizione XXXV Tutto ci che concepiamo essere in potere di Dio, necessariamente. Dimostrazione Infatti tutto ci che in potere di Dio deve essere compreso nella sua essenza in modo da conseguirne necessariamente, e quindi necessariamente. Proposizione XXXVI Non esiste cosa alcun dalla cui natura non segua qualche effetto. Dimostrazione Tutto ci che esiste esprime in un certo e determinato modo la natura o lessenza di Dio, cio tutto ci che esiste esprime in un certo e determinato modo la potenza di Dio che causa di tutte le cose, quindi deve conseguirne qualche effetto.