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Area dellambiente e del territorio

N. B2

Regolamento edilizio comunale 2011

INDICE CAPITOLO I - MISURAZIONI

Art. 1

Misurazione dellaltezza e del volume

CAPITOLO II DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI DI TRASFORMAZIONE URBANISTICA ED EDILIZIA Art. 2 Art. 3 Art. 4 Art. 5 Art. 6 Art. 7 Art. 8 Art. 9 Art. 10 Art. 11 Art. 12 Art. 13 Art. 14 Art. 15 Categorie di intervento Manutenzione ordinaria Manutenzione straordinaria Opere equiparate alla manutenzione straordinaria Restauro e risanamento conservativo Ristrutturazione edilizia Opere interne (soppresso) Demolizione e ricostruzione (soppresso) Costruzioni precarie Manufatti pertinenziali Distanze dai confini dei muri di recinzione e di contenimento Variazione della destinazione duso degli immobili senza opere edilizie (soppresso) Ristrutturazione urbanistica e nuovo impianto Attrezzatura ed uso del territorio (soppresso)

CAPITOLO III CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE EDILIZIA Art. 16 Art. 17 Art. 18 Art. 19 Art. 20 Art. 21 Art. 22 Art. 23 Art. 24 Concessione, autorizzazione e denuncia di inizio attivit Concessione edilizia convenzionata Autorizzazione edilizia (soppresso) Modalit di presentazione delle domande di concessione e di autorizzazione edilizia Documentazione tecnica di progetto Modalit di redazione delle relazioni geologiche, geotecniche e idrauliche e dei pareri di fattibilit Procedimento di rilascio della concessione e della autorizzazione edilizia (soppresso) Durata ed effetti della concessione Durata ed effetti dellautorizzazione

Art. 25 Art. 26 Art. 26 bis

Cartelli pubblicitari di cantiere Pubblicit su ponteggi di fabbricati in costruzione Insegne e impianti pubblicitari

CAPITOLO IV COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE Art. 27 Art. 28 Art. 28 bis Commissione edilizia comunale: composizione e formazione Commissione Edilizia Comunale: competenze Commissione Edilizia Comunale: modalit di funzionamento

CAPITOLO V STRUMENTI DI ATTUAZIONE Art. 29 Art. 30 Art. 31 Art. 32 Art. 33 Art. 34 Piani di attuazione (soppresso) Domanda di lottizzazione Convenzioni di lottizzazione Procedimento di rilascio dellautorizzazione alla lottizzazione Piano Guida Procedimento di approvazione del piano guida

CAPITOLO VI NORME PER LESECUZIONE DEI LAVORI Art. 35 Art. 36 Art. 37 Art. 38 Art. 39 Art. 40 Art. 41 Art. 42 Art. 43 Art. 44 Svolgimento dei lavori e vigilanza da parte dellautorit comunale Ultimazione dei lavori Tabella indicativa Cantieri Provvedimenti contro i pericoli per la sicurezza e la pubblica incolumit Cautele contro i danni e le molestie Recinzioni di cantiere Disposizioni eccezionali per le recinzione di cantiere Scavi Cautele da seguire nelle opere di demolizione

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CAPITOLO VII NORME IGIENICO EDILIZIE Art. 45 Art. 46 Art. 47 Art. 48 Art. 49 Art. 49 bis Art. 50 Art. 51 Art. 52 Art. 53 Art. 54 Art. 55 Art. 56 Art. 57 Art. 57 bis Art. 58 Art. 59 Art. 60 Art. 61 Art. 62 Art. 62 bis Art. 63 Art. 64 Distanza degli edifici da rilievi e terrapieni Camere d'aria, isolazioni e vespai Scarico delle acque bianche e nere Acqua potabile Dimensioni minime dei locali e delle aperture Cavedi e rientranze negli edifici Soppalchi Servizi igienici Cucine Locali a piano terreno, seminterrati e interrati Autorimesse Scale Parapetti, balconi e terrazzi Superficie minima e dotazione degli alloggi Spazi di relazione e servizi comuni Dotazione di servizi igienici degli esercizi pubblici, di locali aperti al pubblico e uffici privati Locali per caldaie e cabine elettriche Spazi per la raccolta dei rifiuti Camini e sfiati Riscaldamento e prescrizioni tecniche per il risparmio energetico Utilizzo di fonti energetiche rinnovabili negli edifici Disposizioni per il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche Disposizioni per il contenimento dell'inquinamento acustico

CAPITOLO VIII AGIBILITA Art. 65 Art. 66 Art. 67 Art. 67 bis Certificato di agibilit Procedimento per il rilascio del certificato di agibilit Rilascio del certificato di agibilit Dichiarazione di inagibilit delle abitazioni

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CAPITOLO IX ARREDO, DECORO, SEGNALETICA, RECINZIONI E SPORGENZE Art. 68 Art. 69 Art. 70 Art. 71 Art. 72 Art. 73 Art. 74 Art. 74 bis Elementi di arredo urbano Decoro delle facciate e delle recinzioni Insegne, targhe, tabelle e tende Obblighi di manutenzione Numeri civici Passi carrai Sporgenze sulle vie e piazze pubbliche Antenne paraboliche

CAPITOLO X DIRITTI DI INFORMAZIONE E ACCESSO AGLI ATTI Art. 75 Art. 76 Art. 77 Informazione ed accesso agli atti Diritti del proprietario e dellacquirente Integrazione delle pratiche

CAPITOLO XI NORME ED AUTORIZZAZIONI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO ARBOREO Art. 78 Art. 79 Art. 80 Art. 81 Art. 82 Sistemazione a verde Sistemazione a verde nelle zone residenziali, nelle zone terziarie e direzionali e nelle zone per esercizi alberghieri Sistemazione a verde nelle zone produttive, nelle zone commerciali, nelle zone integrate per la formazione dei luoghi centrali in aree turistiche e nelle zone interportuali Taglio di piante ad alto fusto nei centri abitati Garanzie degli impegni relativi alla sistemazione a verde

CAPITOLO XI bis NORME ATTUATIVE DELLE DISPOSIZIONI DELLART. 6, COMMA 2 DELLA D.G.P. N. 1241/2006 SUGLI SPAZI DI PARCHEGGIO Art. 82 bis Art. 82 ter Parcheggi per cambi di destinazione duso: funzioni affini Parcheggi per cambio di destinazione duso: criteri di calcolo

CAPITOLO XII NORME FINALI E TRANSITORIE Art. 83 Servit pubbliche speciali

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Art. 84

Entrata in vigore del regolamento

ALLEGATI: Figure 1, 2 e 3 ALLEGATO: Accessori alla residenza: tipologie e materiali (art. 3 delle N.d.A. del P.R.G.)

CAPITOLO I MISURAZIONI

Art. 1- Misurazione dellaltezza e del volume*** 1. Hf - Altezza delle fronti: la differenza di quota, misurata in metri e su ogni fronte, fra il punto medio del piano di campagna e il punto medio della linea mediana della falda o del timpano, nel caso di coperture a falde inclinate, ovvero lestradosso dellultimo solaio, nel caso di coperture piane, come illustrato nelle figure 1, 2 e 3. Qualora ledificio sia progettato per corpi di fabbrica distinti, la verifica dellaltezza delle fronti va eseguita per ogni corpo di fabbrica. Ai fini della valutazione dellaltezza non sono conteggiati: - lo spessore del manto o del pavimento di copertura; - eventuali parapetti che, nel caso di coperture piane praticabili, non possono superare laltezza di m. 1,50; - i muri tagliafuoco, ove previsti, purch di altezza non superiore a metri 1,00; - i volumi tecnici. 2. Hm - Altezza massima del fabbricato: quella della fronte pi alta. Ai fini della valutazione dellaltezza non sono conteggiati gli stessi elementi di cui al punto precedente. 3. Vt - Volume del fabbricato: pari alla somma dei prodotti delle superfici utili (Su) dei singoli piani per le rispettive altezze computate da intradosso a intradosso del solaio, ad eccezione dellultimo piano la cui altezza va misurata come media ponderata delle altezze se i solai sono inclinati, e del piano pi basso che va computato dal pavimento o dal piano di campagna se a livello inferiore. Dalla somma cos computata viene detratta la quota parte del piano seminterrato di altezza netta non superiore a metri 2,80 che non fuoriesce dallandamento del terreno naturale o dal piano di spiccato se a quota inferiore.* 3 bis. Vt - Volume del fabbricato: per le zone specificatamente previste allart. 3 voce Vt delle norme di attuazione del PRG, il volume del fabbricato pari alla somma dei prodotti delle superfici utili (Su) dei singoli piani per le rispettive altezze computate da intradosso a intradosso del solaio, ad eccezione dellultimo piano la cui altezza va misurata come media ponderata delle altezze se i solai sono inclinati, e del piano pi basso che va computato dal pavimento o dal piano di campagna se a livello inferiore. Dalla somma cos computata viene detratta la quota parte del piano seminterrato di altezza netta non superiore a metri 3.00 che non fuoriesce dallandamento del terreno naturale o dal piano di spiccato se a quota inferiore.** 4. Volume tecnico: il volume strettamente necessario a contenere quelle parti degli impianti tecnici (idrico, termico, di scale e ascensore, televisivo, di parafulmine, di ventilazione, ecc..) che non possono, per esigenze di funzionalit degli impianti stessi, trovare luogo entro il corpo delledificio realizzabile nei limiti imposti dalle norme urbanistiche (ad esempio: serbatoi idrici, extracorsa degli ascensori, canne fumarie e di ventilazione, il vano scala al di sopra delle linee di gronda) e a consentirne laccesso. 5. Volume dellalloggio/unit residenziale il volume dellalloggio viene computato al lordo delle murature e di un solaio, con esclusione del vano scala.

* Il presente comma abrogato e sostituito dal comma 3 bis a partire dalla data di approvazione della variante 2004 al PRG, definitivamente adottata dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 130 del 24 novembre 2006. ** Il presente comma entra in vigore dalla data di approvazione della variante 2004 al PRG, definitivamente adottata dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 130 del 24 novembre 2006.

*** Il presente articolo abrogato a partire dallentrata in vigore della VARIANTE 2009 AL PRG DI ADEGUAMENTO NORMATIVO adottata con deliberazione del Consiglio Comunale n. del

CAPITOLO II DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI DI TRASFORMAZIONE URBANISTICA ED EDILIZIA. Art. 2 - Categorie di intervento 1. In applicazione delle leggi vigenti, gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio sono: - manutenzione ordinaria - manutenzione straordinaria - opere equiparate alla manutenzione straordinaria - restauro e risanamento conservativo - ristrutturazione edilizia - costruzioni precarie - nuova edificazione - variazione della destinazione duso - ristrutturazione urbanistica e nuovo impianto - attrezzatura ed uso del territorio

Art. 3 - Manutenzione ordinaria 1. Sono qualificati interventi di manutenzione ordinaria, quelli finalizzati a rinnovare ricorrentemente e periodicamente le rifiniture, la funzionalit e lefficienza delledificio, delle singole unit immobiliari e delle parti comuni, nonch quelli necessari ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti quali: - le opere di riparazione delle finiture esterne (infissi, tinteggiatura, intonaci, grondaie, pluviali, parapetti, manti di copertura, compresa la piccola orditura per le coperture a falda, elementi decorativi e simili); - la riparazione di piazzali senza alcuna modifica del tipo di pavimentazione esistente; - le opere di riparazione delle recinzioni e dei muri di sostegno esistenti; - i movimenti di terra ad uso agricolo che non modifichino sensibilmente landamento del terreno naturale (ricariche di terreno agricolo). 2. E equiparata alle opere di manutenzione ordinaria la costruzione di serre temporanee stagionali, purch non stabilmente infisse al suolo e realizzate in materiale e con strutture facilmente rimovibili.

Art. 4 Manutenzione straordinaria 1. Sono qualificati interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche sugli edifici necessari per rinnovare e sostituire gli elementi costruttivi degradati, anche quelli con funzioni strutturali e per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi o aumentino le superfici delle singole unit immobiliari e non comportino modifiche della destinazione duso. 2. a) b) Sono lavori di manutenzione straordinaria gli interventi che riguardano: il rifacimento degli intonaci e delle tinteggiature esterne; la sostituzione degli infissi esterni, dei tubi pluviali e dei canali di gronda, delle coperture (manto, orditura, gronde), dei parapetti dei balconi e degli elementi decorativi in genere, purch siano utilizzati materiali e criteri costruttivi compatibili con quelli esistenti;

c) d) e) f) g) h)

la rimozione e sostituzione di qualche elemento strutturale, nonch le opere di rinforzo delle strutture fatiscenti purch limitate a piccole porzioni dellesistente; la modifica integrale o la nuova realizzazione degli impianti tecnologici e dei servizi igienici; la modificazione della pavimentazione di piazzali privati; la realizzazione di intercapedini, di bocche lupaie, di drenaggi esterni e di canalizzazioni per il deflusso di acque bianche e nere purch lintervento interessi le sole aree di pertinenza delledificio del quale le canalizzazioni sono a servizio; la sostituzione di recinzioni e dei muri di cinta e/o sostegno con altri dello stesso tipo, forma, colore e materiale; la realizzazione dellisolamento termico ai sensi delle vigenti leggi, sia esterno che interno.

3. Nellambito delle costruzioni destinate ad attivit produttive (industriali, artigianali e commerciali) sono da considerarsi interventi di manutenzione straordinaria, oltre a quelli elencati al comma precedente, anche quelli intesi ad assicurare la funzionalit e ladeguamento tecnologico delle attivit stesse, fra i quali rientra in particolare la realizzazione di: a) cabine per trasformatori elettrici ed impianti di pompaggio; b) sistemi di canalizzazione di fluidi realizzati allinterno dello stabilimento o nelle aree di pertinenza; c) serbatoi per lo stoccaggio e la movimentazione dei prodotti; d) sistemi di pesatura; e) garitte a ricovero degli operatori di macchinari posti allesterno dello stabilimento e per il personale posto a controllo degli ingressi; f) passerelle a sostegno di tubazioni purch interne ai piazzali di pertinenza dellazienda; g) vasche di trattamento e di decantazione; h) attrezzature per carico e scarico merci, di autobotti, nastri trasportatori, elevatori e simili; i) impianti di depurazione delle acque. 4. Nellambito delle aziende agricole e zootecniche si considerano interventi di manutenzione straordinaria anche la realizzazione di impianti ed attrezzature in genere necessari per lo svolgimento dellattivit agricola, quali ad esempio, gli impianti di irrigazione (comprese le cabine di protezione dei sistemi di pompaggio), le vasche di raccolta e le opere di presa, gli impianti di smaltimento dei rifiuti organici.

Art. 5 - Opere equiparate alla manutenzione straordinaria 1. a) b) c) d) e) f) g) Sono equiparate alle opere di manutenzione straordinaria: la costruzione di tettoie o manufatti chiusi definibili come pertinenza delledificio principale e utilizzati come ricovero di autoveicoli o di cose; la realizzazione di cancelli e recinzioni; la posa in opera di tende qualora aggettino su spazi pubblici o aperti al pubblico transito; la realizzazione di depositi di materiali e la esposizione di merci a cielo libero con esclusione di quelli che avvengono per esigenze funzionali nellambito dei terreni di pertinenza di impianti produttivi; la realizzazione di soppalchi interni alle singole unit immobiliari, purch di altezza inferiore a metri 1,80; le opere necessarie per adeguare gli edifici esistenti alle norme relative alla eliminazione delle barriere architettoniche; gli interventi su edifici esistenti concernenti nuovi impianti, lavori, opere, installazioni relativi alle energie rinnovabili ed alla conservazione ed al risparmio dellenergia ai sensi della legge 29.05.1982, n. 308 e successive modificazioni; gli interventi di sistemazione a verde o comunque relativi al verde, ai parchi e ai giardini, quando comportino una modificazione al disegno e alla struttura dellimpianto tipologico.

h)

Art. 6 Restauro e risanamento conservativo 1. Sono qualificati interventi di restauro, quelli rivolti alla conservazione o al ripristino dellorganizzazione del complesso edilizio ed alla valorizzazione dei caratteri stilistici, formali, tipologici e strutturali, assicurandone al tempo stesso la funzionalit nellambito della destinazione duso compatibile. Lintervento comprende inoltre il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costruttivi e degli impianti tecnologici richiesti dalle esigenze duso, nonch leliminazione degli elementi estranei allorganismo edilizio. 2. Sono qualificati interventi di risanamento conservativo, quelli tendenti alla conservazione o al ripristino degli elementi essenziali della morfologia, della distribuzione e della tecnologia edilizia, nonch alladeguamento alluso moderno dellintero organismo degli edifici migliorando le condizioni di abitabilit in ordine soprattutto alle esigenze igienico-sanitarie, mediante un insieme sistematico di opere e con un progressivo recupero del legame con limpianto tipologicoorganizzativo iniziale. 3. Gli interventi di restauro e gli interventi di risanamento conservativo sono soggetti ad autorizzazione edilizia.

Art. 7 Ristrutturazione edilizia 1. Sono qualificati interventi di ristrutturazione edilizia, quelli rivolti ad adeguare ledificio a nuove e diverse esigenze anche con cambio della destinazione duso. Lintervento comprende la possibilit di variare limpianto strutturale interno e distributivo delledificio, modificandone laspetto architettonico formale, i tipi e il modo duso dei materiali, purch le murature perimetrali non vengano demolite. 2. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di elementi costitutivi delledificio, leliminazione, la modifica e linserimento di nuovi elementi ed impianti, la modifica delle caratteristiche distributive del singolo alloggio o di pi alloggi. 3. Gli interventi di ristrutturazione edilizia sono soggetti alla concessione edilizia di cui al successivo art. 16.

Art. 8 Opere interne Soppresso

Art. 9 Demolizione e ricostruzione Soppresso

Art. 10 - Costruzioni precarie 1. E ammessa la realizzazione di costruzioni precarie esclusivamente per cantieri finalizzati alla realizzazione di opere regolarmente assentite, senza necessit di specifica autorizzazione.

Art. 11 Manufatti pertinenziali. 1. E sempre ammessa e non costituisce volume urbanistico, la realizzazione dei seguenti manufatti: a) tende, tensostrutture e simili su spazi pubblici e privati; b) tettoie dalle forme leggere ed aperte sui lati, ed adibite ad esclusivo servizio di esercizi pubblici (bar, ristoranti, gelaterie, ecc.) purch poste su spazi privati e ad almeno metri 3 dai confini di propriet. Questi manufatti devono essere finalizzati ad un uso stagionale estivo. 2. E sempre ammessa e non costituisce volume urbanistico, inoltre, la realizzazione di manufatti anche chiusi e a carattere permanente, a servizio di ristoranti esistenti alla data del 4 marzo 2008 nella zone agricole, alle seguenti condizioni: a) devono essere realizzati con strutture e materiali leggeri quali legno, acciaio e vetro, improntati alla semplicit e qualit architettonica e coerenti con il contesto ambientale e architettonico cui sono a servizio; b) devono avere caratteristiche di amovibilit; c) devono avere una dimensione non superiore a m2 100, essere di altezza contenuta, a piano unico e posti a una distanza di almeno metri 3 dai confini di propriet. Tale facolt ammessa anche per la ristorazione agrituristica nei limiti previsti dalla relativa normativa. In caso di dismissione dellattivit di ristorazione, i manufatti devono essere rimossi entro 3 mesi dalla data di cessazione dellattivit. 3. La realizzazione dei manufatti di cui al presente articolo sono soggetti a titolo abilitativo secondo le disposizione della legislazione urbanistica vigente.

Art. 12 Distanze dai confini dei muri di recinzione e di contenimento 1. Fatte salve le altre disposizioni di legge, i muri di recinzione di altezza pari o inferiore a 3 metri possono essere realizzati a confine; quelli di altezza superiore ai 3 metri devono rispettare una distanza dal confine pari all'altezza, salvo quanto di seguito disposto. Il muro di recinzione deve essere realizzato in allineamento verticale con leventuale muro di contenimento sottostante. Nellaltezza del muro di recinzione si computa anche laltezza delleventuale muro di contenimento sottostante; se laltezza complessiva superiore ai 3 metri, il muro di recinzione deve rispettare una distanza dal confine pari alla propria altezza. 2. Su terreni di pendenza pari o inferiore al 15%, i terrapieni e i riporti e i relativi muri di contenimento devono rispettare le seguenti distanze dai confini: a) se di altezza pari o inferiore a un metro, possono essere realizzati a confine; b) se di altezza superiore a un metro devo rispettare una distanza dai confini pari a cinque metri. 3. Su terreni di pendenza superiore al 15%, i terrapieni e i riporti e i relativi muri di contenimento devono rispettare le seguenti distanze dai confini: a) se di altezza pari o inferiore a due metri possono essere realizzati a confine; b) se di altezza superiore ai due metri e pari o inferiore a tre metri, devono rispettare una distanza pari allaltezza; c) se di altezza superiore ai tre metri devono rispettare una distanza pari a cinque metri. Qualora la soluzione adottata sia per terrazzamenti successivi, i terrapieni e i riporti e i relativi muri di contenimento successivi al primo possono avere unaltezza massima pari a un metro e devono rispettare una distanza minima pari a due metri rispetto al terrapieno immediatamente inferiore.

4. Ai fini della presente norma la pendenza del terreno viene misurata come pendenza media del terreno interessato dal riporto o dal terrapieno per una profondit di cinque metri dal confine. 5. I riporti a confine senza muri di contenimento devono avere una pendenza pari o inferiore al 50% per una profondit di almeno 5 metri dal confine stesso. 6. Le distanze previste al presente articolo possono essere ridotte nel caso in cui riguardino strade e piazze pubbliche, previo parere favorevole, espresso ai fini viabilistici e per la sicurezza, dei competenti servizi comunali.

Art. 13 Variazione della destinazione duso degli immobili senza opere edilizie Soppresso

Art. 14 Ristrutturazione urbanistica e nuovo impianto 1. Gli interventi di ristrutturazione urbanistica sono quelli rivolti a sostituire lesistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale esistente, come precisato sulla cartografia di piano regolatore. 2. Il tipo di intervento prevede la demolizione e la ricostruzione sulla base di parametri planivolumetrici specificati dal p.r.g. o dai successivi piani di attuazione. 3. Lintervento di nuovo impianto consiste nella edificazione di intere aree o zone omogenee.

4. Lintervento di ristrutturazione urbanistica e di nuovo impianto sono soggetti a piano di attuazione.

Art. 15 Attrezzatura ed uso del territorio Soppresso

CAPITOLO III CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE EDILIZIA

Art. 16 Concessione, autorizzazione e denuncia di inizio attivit 1. Ogni attivit comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, ivi compreso il sottosuolo, soggetta a concessione edilizia, ad eccezione degli interventi soggetti ad autorizzazione ovvero a denuncia di inizio attivit e di quelli elencati all'art. 77 della L.P. 5 settembre 1991 n. 22 Ordinamento Urbanistico e Tutela del Territorio e successive modificazioni.

Art. 17 Concessione edilizia convenzionata 1. Alla concessione edilizia resa negli ambiti identificati dal piano guida, ai sensi del comma 3, dellart. 33 del presente regolamento, si accompagna apposita convenzione. 2. La convenzione accessiva alla concessione edilizia deve indicare: a) le caratteristiche dellintervento proposto secondo gli indici di cui allart. 1 (volume complessivo costruibile ed indice medio di edificabilit, aree complessive delle superfici ad uso privato e ad uso pubblico); b) la superficie totale delle aree ad uso pubblico, distinte per destinazione (strade, verde pubblico, ecc..); c) la superficie totale delle aree ad uso privato distinte in ragione delluso; d) le opere di urbanizzazione primaria con la descrizione delle opere da eseguirsi ed i tempi della loro realizzazione; e) lassunzione a carico del proprietario degli oneri di urbanizzazione secondaria, in relazione allentit dellinsediamento, secondo quanto stabilito dallapposita deliberazione del Consiglio comunale; f) le garanzie finanziarie, per ladempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione nella misura del 100% del loro importo: gli importi cauzionali sono restituiti solo dopo lesito favorevole della visita di collaudo effettuata dai competenti uffici comunali; g) le sanzioni convenzionali a carico del proprietario per linosservanza degli obblighi stabiliti nella convenzione, fatta salva lapplicazione delle sanzioni di legge per le ipotesi di abusi edilizi o urbanistici.

Art. 18 - Autorizzazione edilizia Soppresso.

Art. 19 - Modalit di presentazione delle domande di concessione e di autorizzazione edilizia 1. Possono richiedere la concessione o lautorizzazione i proprietari dellimmobile nonch coloro che dimostrino di avere un valido titolo risultante da atto pubblico o da scrittura privata autenticata, da provvedimento dei poteri pubblici ovvero da successione ereditaria. La domanda di concessione e autorizzazione edilizia deve essere presentata in bollo e firmata dal richiedente e dal progettista, secondo il modello predisposto dallAmministrazione comunale. Ad essa vanno allegati, il progetto delle opere da realizzare redatto da un tecnico abilitato e sottoscritto dal richiedente, in duplice copia, il titolo di disponibilit dellimmobile da parte del

richiedente e le necessarie preventive autorizzazioni, dichiarazioni, e nulla osta previsti da disposizioni statali o provinciali. 2. Il progettista non residente nella provincia di Trento deve presentare autocertificazione di iscrizione all'albo o al collegio professionale di appartenenza. 3. I progetti presentati da enti pubblici possono essere sottoscritti soltanto dal progettista.

Art. 20 - Documentazione tecnica di progetto 1. La documentazione tecnica necessaria per la presentazione dei progetti differenziata, a seconda dei lavori proposti, e deve comprendere: 1) per le nuove costruzioni e per gli interventi di ristrutturazione edilizia: - estratto o fotocopia del piano regolatore generale e, ove esista, del piano di attuazione, nelle dimensioni minime del foglio UNI-A5, con evidenziato il lotto sul quale si intende edificare; - estratto della mappa catastale aggiornata anche nella toponomastica stradale, con tutte le indicazioni atte ad individuare con facilit larea sulla quale si intende edificare; - piano a curve di livello con indicata la nuova costruzione e le quote dellandamento naturale del terreno sui vertici del fabbricato; - planimetrie dellarea interessata, con ledificio in progetto in scala non inferiore a 1:500, corredata dellindicazione di tutti gli indici urbanistici e contenente lindicazione degli spazi pubblici circostanti, dei quali devono essere fornite le dimensioni, delle distanze dai confini, dai fabbricati circostanti, e dellasse stradale, della posizione in scala dei fabbricati circostanti il lotto edificando, e degli accessi; delle sistemazioni esterne con le relative quote riferite al piano a curve di livello; tale planimetria deve recare in calce la dichiarazione con la quale il progettista si assume la rispondenza allo stato di fatto esistente alla data di progetto; - planimetria con lubicazione e tipo di cisterna del combustibile dellimpianto di riscaldamento; - sezioni in numero conveniente ad illustrare landamento del livello definitivo del terreno a sistemazioni avvenute con riferimento al profilo del terreno naturale; - piante quotate di tutti i piani, cantina e sottotetto compresi, con indicazione della destinazione e della superficie dei singoli ambienti, delle dimensioni di ciascuna apertura, nonch la posizione delle canne fumarie e di ventilazione degli scarichi; - pianta quotata delle coperture; - sezioni quotate del nuovo edificio in numero sufficiente a garantire unesatta valutazione del progetto; - tutti i prospetti del nuovo edificio con lindicazione dei materiali di finitura impiegati e dei relativi colori e dellandamento naturale del terreno e delle sistemazioni esterne; nel caso in cui ledificio sia costruito in aderenza con altre costruzioni, devono essere disegnate anche le facciate contigue; - gli elaborati dovranno precisare i materiali e i colori utilizzati nelle facciate, i sistemi per il superamento delle eventuali barriere architettoniche, lubicazione della centrale termica e del deposito di combustibile, la localizzazione del punto di raccolta dei rifiuti solidi urbani, di eventuali passi carrai; - relazione con calcolo e schema grafico di bagni e cucine non direttamente aerati; - schema quotato delle canalizzazioni delle acque nere e bianche, qualora lo smaltimento di queste ultime sia previsto a dispersione necessita calcolo e disegni del dispersore, derivati da relazione geologica o da altra apposita relazione firmata da un geologo; - schema delle aree di sosta e di manovra dei veicoli;

- schema della sistemazione a verde delle aree eccedenti la superficie coperta in conformit di quanto previsto agli artt. 78, 79 e 80 con indicate le eventuali alberature comprese nellallegato 1; - documentazione fotografica idonea ad illustrare lambiente nel quale ledificio viene inserito, indicando in planimetria i punti di ripresa delle fotografie; - relazione tecnica esplicativa con particolare riferimento ai criteri assunti a base del progetto; - relazione geologica, geotecnica, idraulica o parere geotecnico, redatti da tecnici abilitati e controfirmati dal progettista e dal direttore dei lavori quando nominato; - modello ISTAT nazionale 1/201; 2) per gli interventi di restauro e risanamento: - estratto o fotocopia del piano regolatore generale e, ove esista, del piano di attuazione, nelle dimensioni minime del foglio UNI-A5, con evidenziato il lotto sul quale si intende intervenire; - estratto della mappa catastale aggiornata anche nella toponomastica stradale, con tutte le indicazioni atte ad individuare con facilit larea sulla quale si intende intervenire; a) situazione dello stato attuale, comprendente: - rilievo quotato di tutti i piani, con indicazioni delle destinazioni, delle superfici e delle altezze degli ambienti, della superficie delle aperture, delle orditure strutturali con i relativi materiali; - rilievo quotato di tutti i prospetti e dei fronti interni, con indicazioni precise su materiali, colori ed elementi di finitura; - sezioni longitudinali e trasversali quotate, in numero sufficiente alla completa comprensione delledificio, riferite al punto medio del marciapiede stradale, ove esso esista, con la precisa indicazione dei materiali delle parti strutturali, laltezza netta dei piani e lo spessore dei solai, gli sporti degli aggetti, landamento dei tetti, le posizioni e le dimensioni di eventuali abbaini, lucernai e simili; - rilievo dei dettagli costruttivi e architettonici in scala adeguata e comunque non inferiore a 1:20, comprendente le caratteristiche esecutive e di consistenza, i particolari architettonici e decorativi, lindicazione dei materiali; - rilievo degli spazi aperti in scala non inferiore a 1:200, debitamente quotato, contenente lindicazione della forma e delle dimensioni dellarea, il rilievo a semplice contorno di ogni elemento qualificante gli spazi esterni, del tipo di pavimentazione nonch, ove esistano, delle essenze arboree; - documentazione fotografica esaustiva dello stato di fatto riguardante linsieme delledificio, i suoi particolari architettonici e decorativi, nonch lambiente; il punto di vista di ogni foto deve essere messo in evidenza sulle piante mediante numerazione; - i dati metrici relativi allo stato di fatto in relazione alla consistenza delledificio in esame; - relazione illustrativa dello stato delledificio in relazione alla documentazione di cui ai punti precedenti, evidenziante levoluzione storica, tipologica e strutturale che ledificio ha subito nel tempo; b) stato di progetto, comprendente: - piante quotate con le destinazioni e le nuove sistemazioni interne; - i prospetti e sezioni con indicazione delle opere di consolidamento e di rifinitura estese agli intonaci, agli infissi e alle coperture; - particolari esecutivi in scala adeguata e comunque non inferiore a 1:20 delle parti interessate allintervento, con particolare riferimento alle operazioni di consolidamento, ripristino e sostituzioni strutturali; degli accessi alledificio, con la precisazione dei sistemi di superamento di eventuali barriere architettoniche; di eventuali passi carrai; dellubicazione della centrale termica e del deposito dei

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combustibili, compreso lo schema delle relative canalizzazioni; e della localizzazione e delle dimensioni del punto di raccolta dei rifiuti solidi urbani; dati metrici relativi al progetto; relazione illustrativa sui criteri adottati per il restauro e il risanamento delledificio e per ladeguamento tecnologico di esso; relazione con calcolo e schema grafico di bagni e cucine non direttamente areati; schema quotato delle canalizzazioni delle acque bianche e nere; schema delle aree di sosta e di manovra dei veicoli; schema della sistemazione a verde delle aree eccedenti la superficie coperta in conformit di quanto previsto agli artt. 74 e seguenti; autorizzazione per lallacciamento alla fognatura e per lapertura di passi carrai; modello statistico provinciale SSP/RE;

3) per gli interventi di demolizione: - estratto o fotocopia del piano regolatore generale e, ove esista, del piano di attuazione, nelle dimensioni UNI-A5, con evidenziato il lotto sul quale si intende demolire; - estratto della mappa catastale aggiornata anche nella toponomastica stradale, con tutte le indicazioni atte ad individuare con facilit larea sulla quale si intende demolire; - documentazione fotografica esaustiva dello stato di fatto delledificio che si intende demolire; - progetto di sistemazione dellarea a demolizione avvenuta; 4) per gli interventi di manutenzione straordinaria: - estratto o fotocopia del piano regolatore generale e, ove esista, del piano di attuazione, nelle dimensioni minime del foglio UNI-A4, con evidenziato il lotto sul quale si intende intervenire; - estratto della mappa catastale aggiornata anche nella toponomastica stradale, con tutte le indicazioni atte ad individuare con facilit larea sulla quale si intende intervenire; - tutti gli elaborati progettuali necessari ad illustrare il tipo e le modalit dellintervento; - idonea documentazione fotografica. 2. Gli elaborati di progetto debbono essere redatti in scala unica 1:100, ad eccezione delle planimetrie e degli elaborati relativi agli impianti produttivi e sportivi o per opere di ampie dimensioni, i cui elaborati possono essere redatti in scala 1:200. Eventuali particolari costruttivi devono essere redatti in scala adeguata a rendere chiaramente comprensibile quanto rappresentato. Nei progetti di riforma devono essere indicate in nero le strutture esistenti che si intendono conservare, in giallo le parti da demolire e in rosso le parti da costruire e deve essere rappresentata su appositi elaborati la situazione corrispondente allo stato di fatto. Gli elaborati di progetto relativi a nuove costruzioni o ad interventi di ristrutturazione devono dimostrare anche con particolari e schemi, che quanto proposto conforme alle norme sulleliminazione delle barriere architettoniche e devono essere corredati dalla dichiarazione del progettista sulla conformit delle opere alle norme anzidette. Tale dichiarazione richiesta altres per le opere di manutenzione straordinaria e di restauro e risanamento conservativo nei casi previsti dalla L.P. 7.1.1991, n. 1. Per i fabbricati ricadenti nei centri storici di Trento e dei sobborghi, gli elaborati di progetto devono essere redatti in conformit alle norme dettate dai relativi piani.

3.

4.

5.

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6. La Commissione edilizia, qualora lo ritenga necessario, pu richiedere la presentazione del plastico o della simulazione grafica computerizzata (rendering) e inserimento dei manufatti in ambiente reale, riproducenti lopera progettata.

Art. 21 Modalita di redazione delle relazioni geologiche, geotecniche e idrauliche e dei pareri di fattibilita 1. Le relazioni geologiche, geotecniche e idrauliche nonch i pareri geotecnici sono redatti nel rispetto di quanto prescritto dal D.M. 11.03.1988 da un tecnico abilitato e devono dare risposta sulla specifica situazione di penalizzazione indicata dal p.r.g., sulla fattibilit dellopera e le sue eventuali condizioni, sulle modalit di esecuzione dei lavori e sul sistema di smaltimento delle acque bianche. Esse devono essere corredate dagli elaborati grafici e dalle documentazioni, dalle indagini in situ (scavi, trincee, sondaggi, indagini geofisiche, ecc..) ed in laboratorio necessari per la chiara comprensione dei risultati. Qualora lo smaltimento delle acque bianche sia previsto a dispersione le relazioni geologiche nel consentire tale possibilit devono essere completate con i disegni e i calcoli dei dispersori. 2. La relazione geologica deve comprendere ed illustrare la situazione litostratigrafica locale, con definizione dellorigine e natura dei litotipi, del loro stato di alterazione e fratturazione e della loro degradabilit, i lineamenti morfologici della zona nonch gli eventuali dissesti morfologici ed i dissesti in atto e potenziali; deve precisare inoltre i caratteri geostrutturali generali, la geometria e le caratteristiche delle superfici di discontinuit e fornire lo schema della circolazione idrica superficiale e sotterranea. 3. La relazione geotecnica deve comprendere ed illustrare la localizzazione dellarea interessata, i criteri di programmazione ed i risultati delle indagini in situ ed in laboratorio e le tecniche adottate, nonch la scelta dei parametri geotecnici di progetto, riferiti alla costruenda opera, ed il programma di eventuali controlli, che si raccomandano per la successiva fase esecutiva per verificare la validit delle ipotesi di progetto. La relazione geotecnica deve essere firmata da un geologo oppure da un professionista laureato in altra disciplina con maturata esperienza in campo geotecnico. 4. La relazione idraulica finalizzata alla specifica verifica delle condizioni idrauliche dellarea e allindicazione degli accorgimenti conseguentemente necessari ai fini della tutela idraulica dellopera e del territorio circostante. 5. Il parere di fattibilit geotecnica pu essere redatto dal progettista o da altro tecnico sulla base della pratica locale utilizzando anche i dati geologici e geotecnici dedotti dalla letteratura; esso deve riportare uno stralcio della carta geologica di sintesi. Il parere di fattibilit deve essere firmato da un geologo o da un tecnico abilitato. 6. La relazione geologico-geotecnica (formata dalla sezione geologica e dalla sezione geotecnica) deve essere firmata da un geologo regolarmente iscritto allalbo nazionale dei geologi, oppure la sezione geologica da un geologo e la sezione geotecnica da un professionista laureato in altra disciplina, purch con maturata esperienza in campo geotecnico. Le due sezioni devono essere fra loro coerenti.

Art. 22 Procedimento di rilascio della concessione e dellautorizzazione edilizia Soppresso.

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Art. 23 Durata ed effetti della concessione 1. La concessione edilizia non pu avere durata superiore a tre anni dalla data di inizio dei lavori, che deve avvenire entro un anno dalla data di rilascio. E ammessa la proroga del termine previsto per linizio o per lultimazione dei lavori con provvedimento motivato del Dirigente e solo per fatti estranei alla volont del concessionario che siano sopravvenuti a ritardare linizio o lesecuzione dei lavori. 2. Un periodo pi lungo pu essere concesso esclusivamente in considerazione della mole dellopera da realizzare, delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o della situazione climatica della zona. 3. Qualora i lavori non siano ultimati nel termine stabilito, il concessionario deve presentare domanda diretta ad ottenere una nuova concessione per la parte non ultimata. In tale caso, ove la domanda sia presentata entro il termine di validit della concessione e i lavori vengano realizzati secondo il progetto originario, pu essere omessa la presentazione degli allegati.

Art. 24 - Durata ed effetti dellautorizzazione 1. Lautorizzazione ha validit per tre anni dalla data di rilascio.

2. Qualora entro tale termine gli interventi non siano stati ultimati deve essere richiesta una nuova autorizzazione.

Art. 25 - Cartelli pubblicitari di cantiere. 1. Con il rilascio della concessione edilizia o dell'autorizzazione edilizia si autorizza anche la realizzazione di cartelli pubblicitari relativi alle ditte operanti nel cantiere, o ad esso correlate, quali ad esempio agenzie immobiliari che operano sull'immobile o attivit commerciali temporaneamente coperte da installazioni, impalcature o altro. 2. Tali cartelli devono avere la dimensione massima di 6 mq. e, ai sensi dell'art. 23 del decreto legislativo 285/92 e successive modificazioni e dell'art. 53 del decreto del Presidente della Repubblica 495/92 e successive modificazioni, potranno rimanere esposti per la durata massima di 3 anni dalla data di rilascio della concessione o dell'autorizzazione. E' comunque fatto salvo il pagamento dell'imposta pubblicitaria. 3. Lesposizione nei cantieri ubicati lungo le strade dei cartelli previsti al presente articolo soggetta alle condizioni e alle limitazioni previste dallart. 51 del Decreto del Presidente della Repubblica 495/92 e dallabaco generale per le distanze di cui allart. 7 delle Norme Tecniche del Piano Generale degli Impianti Pubblicitari del comune di Trento.

Art. 26 Pubblicit su ponteggi di fabbricati in costruzione. 1. I titolari di concessioni o di autorizzazioni edilizie possono esporre teloni a protezione dei cantieri edili riportanti messaggi pubblicitari, alle seguenti condizioni: a) i promotori di tale iniziativa sono esclusivamente i proprietari degli immobili titolari della concessione o dellautorizzazione edilizia, o loro delegati; b) i teloni possono essere apposti solo su ponteggi;

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c) lesposizione temporanea e in ogni caso il periodo massimo concedibile di tre anni dalla data di inizio lavori, se in possesso di concessione edilizia, o dalla data di rilascio, se in possesso di autorizzazione edilizia; d) tutti i messaggi pubblicitari devono avere le caratteristiche previste dal vigente codice della strada, dalle disposizioni normative in materia di beni culturali ed ambientali, dal vigente Regolamento comunale sulla pubblicit, nonch dal vigente Piano degli impianti pubblicitari e possono essere esposti sia in forma normale che illuminata; e) la responsabilit circa il rispetto delle norme inerenti la sicurezza ricade direttamente in solido sui soggetti preposti allesecuzione dei lavori (proprietario, direttore dei lavori, impresa esecutrice, coordinatore per la sicurezza, ecc.). 2. Lesposizione dei teloni sui ponteggi di cui al presente articolo soggetta ad autorizzazione amministrativa pubblicitaria da parte del competente servizio comunale.

Art. 26 bis Insegne e impianti pubblicitari. 1. a) b) c) d) e) Le insegne e gli impianti pubblicitari si dividono in: insegne di esercizio; impianti pubblicitari permanenti; impianti pubblicitari temporanei; segnali turistici e di territorio; targhe professionali.

2. Le insegne di esercizio sono soggette ad autorizzazione edilizia, e devono essere realizzate nel rispetto del vigente Codice della Strada. Lautorizzazione edilizia assorbe anche lautorizzazione amministrativa di cui allart. 23 del Codice della Strada. 3. Gli impianti pubblicitari permanenti sono regolamentati dal Piano degli Impianti Pubblicitari del comune. La realizzazione di questi impianti soggetta ad autorizzazione amministrativa pubblicitaria da parte del competente servizio comunale, previo parere della commissione edilizia comunale. 4. Gli impianti pubblicitari temporanei sono regolamentati dal Piano Generale degli Impianti Pubblicitari del comune e dalle relative Norme Tecniche. La realizzazione di questi impianti soggetta ad autorizzazione amministrativa pubblicitaria da parte del competente servizio comunale. 5. I segnali turistici e di territorio di cui allart. 134 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada sono soggetti ad autorizzazione amministrativa da parte del competente servizio comunale. 6. Le targhe professionali, purch di superficie non superiore a 0,15 mq, sono soggette a semplice comunicazione al sindaco; nel caso di dimensione superiore sono soggette alla procedura di cui al precedente comma 2. Sono fatte salve le norme che regolano la pubblicit sanitaria. 7. Tutte le insegne e gli impianti pubblicitari realizzati su suolo pubblico sono soggetti alla relativa autorizzazione di occupazione.

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CAPITOLO IV COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE

Art. 27 Commissione Edilizia Comunale: composizione e formazione 1. La Commissione Edilizia Comunale cos composta: a) da un architetto; b) da un ingegnere; c) da un geometra; d) da un perito industriale edile; e) da un geologo; f) da due tecnici scelti tra i laureati in architettura, ingegneria o urbanistica di provata esperienza e competenza in architettura, urbanistica, tutela paesaggistico ambientale ed edilizia sostenibile; g) dal dirigente del Servizio Antincendi e Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento o suo delegato, in quanto componente di diritto. Il dirigente del servizio competente al rilascio dei provvedimenti edilizi o suo sostituto partecipa ai lavori della commissione con funzioni di segretario, senza diritto di voto, assistito da personale tecnico e amministrativo. Alla commissione edilizia pu partecipare lassessore allurbanistica, senza diritto di voto. Il Presidente viene eletto dalla Commissione, al proprio interno, con il voto favorevole della maggioranza dei componenti, nella prima seduta; se nessuno riporta la maggioranza assoluta dei voti dei componenti, si procede a votazione di ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti; risulta eletto colui che ha ottenuto il maggior numero di voti; a parit di voti risulta eletto il pi anziano di et; in caso di assenza del Presidente, le relative funzioni sono assunte dal componente pi anziano presente. 2. Il Sindaco nomina i componenti: a) fra tre nominativi proposti dai rispettivi Ordini e Collegi della Provincia di Trento per i componenti di cui alle lettere c), d) ed e) del primo comma; b) fra quattro nominativi proposti dai rispettivi Ordini per i componenti di cui alle lettere a), b) ed f) del primo comma. 3. Fatto salvo quanto previsto nel successivo periodo, i componenti rimangono in carica due anni, e in ogni caso fino alla nomina dei nuovi componenti. Al fine di garantire continuit nei criteri di valutazione della Commissione, nella prima nomina dopo lentrata in vigore del presente regolamento, sar prevista la permanenza in carica per la durata di due anni e sei mesi di almeno quattro componenti scelti fra i diversi profili professionali. 4. I componenti che, senza giustificato motivo, rimangano assenti per pi di tre adunanze consecutive decadono dalla carica; la decadenza dichiarata con provvedimento del Sindaco. 5. Per supplire alle vacanze che si verificano nel corso del mandato, il sindaco procede a nuove nomine con le modalit indicate al precedente comma 2. I componenti cos nominati rimangono in carica fino al rinnovo della commissione. 6. Nel caso di assenza giustificata superiore a tre mesi facolt del Sindaco nominare un componente sostituto per la durata dellassenza, con le modalit indicate al precedente comma 2, ricorrendo preferibilmente ai nominativi gi proposti dai rispettivi Ordini e Collegi professionali.

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Art. 28 Commissione Edilizia Comunale: competenze 1. La Commissione Edilizia organo consultivo dellAmministrazione comunale. Essa ha il compito di esprimere pareri in ordine alla qualit architettonica e edilizia delle opere, con particolare riguardo al loro corretto inserimento nel contesto urbano e paesaggistico ambientale, nonch sulla tutela del decoro e dellestetica delle costruzioni. Il servizio competente allistruttoria, nei casi di particolare complessit, pu chiedere che la Commissione Edilizia si esprima anche sulla conformit dei progetti alle prescrizioni degli strumenti di pianificazione e dei regolamenti edilizi. 2. Il parere della commissione edilizia quando previsto dalle norme, ha natura di parere obbligatorio non vincolante. 3. Il parere della Commissione Edilizia deve essere assunto sui procedimenti relativi a: a) piani guida; b) piani attuativi di cui al capo IV del titolo IV e al titolo IV bis della L.P. 22/91; c) concessione edilizia in deroga; d) parere di conformit per opere pubbliche; e) autorizzazioni ai fini della tutela del paesaggio di competenza comunale; f) interventi soggetti a concessione edilizia e loro varianti, ad eccezione degli interventi indicati al successivo quarto comma; g) interventi di restauro e risanamento conservativo; h) procedimenti in sanatoria ove si debba valutare il contrasto con rilevanti interessi urbanistici; i) autorizzazioni per insegne di esercizio e impianti pubblicitari permanenti di cui allarticolo 26 bis del presente regolamento; j) progetti per i quali richiesta la preventiva valutazione di impatto ambientale; k) in ogni altro procedimento per il quale espressamente previsto dalla legge. 4. Il parere della Commissione Edilizia non in ogni caso dovuto per i procedimenti relativi a: a) interventi di nuova edificazione, di ristrutturazione edilizia ovvero di demolizione e ricostruzione per i quali sia gi stata acquisita lautorizzazione ai fini della tutela del paesaggio; b) interventi soggetti ad autorizzazione edilizia previsti dallarticolo 83 della L.P. 22/91; c) varianti in corso dopera previsti dallarticolo 86 della L.P. 22/91; d) voltura delle concessioni e delle autorizzazioni edilizie; e) concessioni edilizie che costituiscono il rinnovo di concessioni edilizie scadute, nel caso in cui i lavori non siano stati iniziati o ultimati nei termini di legge, qualora il progetto non venga modificato e non sia intervenuta sullarea oggetto di intervento, n sia in corso, modifica della disciplina urbanistica. 5. Fatte salve le competenze attribuite dai precedenti commi, il parere della Commissione Edilizia pu inoltre essere chiesto su qualsiasi oggetto inerente alla materia edilizia e urbanistica, da ciascun organo del comune che lo ritenga utile od opportuno. 6. Al fine di assicurare momenti di verifica preventiva per i progetti sia pubblici che privati di particolare rilevanza, consentito ai progettisti richiedere alla Commissione Edilizia pareri preliminari e orientativi, anche informali. A questo scopo gli uffici assicurano la necessaria programmazione degli appuntamenti.

Art. 28 bis Commissione Edilizia Comunale: modalit di funzionamento 1. La Commissione Edilizia si riunisce, di norma, una volta alla settimana in seduta ordinaria; pu essere convocata in seduta straordinaria ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno.

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2.

Per la validit delle adunanze richiesto lintervento di almeno cinque componenti.

3. I pareri della Commissione Edilizia sono resi a maggioranza dei voti espressi; in caso di parit prevale il parere espresso dal Presidente. 4. I pareri sono trascritti a verbale e sono firmati dal segretario e da almeno due componenti della Commissione Edilizia. 5. I singoli componenti della Commissione Edilizia non possono essere presenti all'esame e alla valutazione dei progetti da essi stessi elaborati o allesecuzione dei quali siano in qualsiasi modo interessati. Non possono altres essere presenti allesame di procedimenti, sui quali hanno un interesse immediato ed attuale proprio e del coniuge o di parenti o affini fino al 2 grado. In questi casi vi sempre lobbligo di astenersi e di allontanarsi dallaula. 6. I componenti della Commissione Edilizia sono tenuti alla riservatezza sugli atti, documenti e decisioni dei quali hanno preso visione e parte nello svolgimento dellincarico.

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CAPITOLO V STRUMENTI DI ATTUAZIONE

Art. 29 Piani di attuazione Soppresso.

Art. 30 Domanda di lottizzazione 1. Per procedere alla lottizzazione di aree il proprietario o i proprietari interessati devono presentare domanda di autorizzazione alla lottizzazione alla quale vanno allegati: 1) stralcio delle previsioni del p.r.g. in scala 1:2000 e 1:5000 relativo alla zona oggetto del piano, esteso anche alle zone adiacenti in modo che risultino chiare le connessioni con le altre parti del territorio comunale, nelle dimensioni minime di due formati UNI-A4; 2) planimetria generale orientata della zona relativa allo stato di fatto, comprendente le propriet soggette al piano di attuazione, in scala 1:1000 o 1:2000 a seconda delle dimensioni dell'area interessata al piano sulla quale dovranno essere indicati: - i dati catastali; - le aree interessate al progetto con la distinzione fra quelle destinate ad uso privato e quelle destinate ad uso pubblico (strade, piazze, parcheggi, aree per attrezzature di interesse collettivo e di interesse pubblico, giardini pubblici, ecc.); - gli spazi pubblici circostanti con le relative dimensioni, destinazioni, ecc. (strade, piazze, giardini, ecc.); - quantit totale e percentuale delle aree destinate ad uso privato e quelle destinate ad uso pubblico; - tutti i fabbricati esistenti nella zona compresa nella planimetria, con lindicazione, per ciascuno, del numero dei piani, della loro utilizzazione (se residenziale, industriale o pubblici servizi); 3) rilievo topografico quotato dellarea interessata al progetto in scala di 1:200 o 1:500; 4) una o pi planimetrie del progetto del piano di attuazione in scala 1:200 ovvero 1:500, a seconda delle dimensioni del piano con leventuale suddivisione in lotti e, contenenti i seguenti elementi: - larghezza delle vie e delle piazze, o altro spazio pubblico, o ad uso privato; - spazi riservati al parcheggio, sia pubblico che privato; - distanze delle costruzioni dai fili stradali e tra i fabbricati, queste ultime anche in deroga a quanto stabilito allart. 1 purch nel rispetto delle disposizioni del decreto ministeriale 2 aprile 1968; - planivolumetria quotata (altezze degli edifici e numero dei piani fuori terra) per riscontrare la rispondenza del progetto alle prescrizioni del p.r.g. e del regolamento edilizio; 5) una o pi planimetrie quotate in scala 1:200 o 1:500 del progetto delle opere di urbanizzazione primaria, corredate dalla dichiarazione di fattibilit e conformit resa dagli enti erogatori del servizio, e cio: a) strade residenziali; b) rete dellimpianto di fognatura per lo smaltimento delle acque nere e bianche, precisando anche il sistema di dispersione e di smaltimento finale e leventuale allacciamento ad altra rete esistente, con le relative concessioni per limmissione in essa; c) rete idrica con la precisazione delle modalit di allacciamento alla rete esistente dellacquedotto; d) rete di distribuzione dellenergia elettrica e del gas (se esiste, o prevista);

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e) rete dellilluminazione pubblica; il progetto va esteso a tutto il tracciato viario con la precisazione delle modalit di allacciamento alla rete esistente della societ erogatrice con le relative concessioni, i punti luce previsti e le eventuali cabine di trasformazione; f) localizzazione dei punti di raccolta dei rifiuti solidi urbani, da realizzare a norma dellapposito regolamento comunale; g) rete idrica antincendi e attacchi idranti di progetto; 6) sezioni in scala da 1:100 a 1:500 in numero conveniente ad illustrare landamento del livello definitivo del terreno a sistemazioni avvenute con riferimento al profilo del terreno naturale; tale livello definitivo del terreno quello da assumere come piano di riferimento per la misura delle altezze; 7) rappresentazioni grafiche atte a definire gli elementi costruttivi di riferimento, forme e distribuzione dei fori, pendenza delle falde, tipologia del tetto, posizione e materiali degli sporti, materiale e colori; 8) relazione tecnica descrittiva dei criteri informatori del piano di attuazione e della sua realizzazione; 9) relazione geologica estesa allintera area oggetto di intervento; 10) dati tecnico-urbanistici degli interventi riferiti agli strumenti di pianificazione; 11) i nulla osta della Sit, dellEnel e ove necessari il nulla osta dei Vigili del fuoco, copia della denuncia allo S.P.A. e lautorizzazione ai fini della tutela del paesaggio, la eventuale valutazione dellimpatto ambientale, ecc.. . 2. I progetti dei piani di lottizzazione oltre agli altri elaborati devono contenere anche: 1) il titolo di propriet o altro idoneo a dimostrare il tipo di diritto esercitato sulle aree interessate al progetto; 2) lo schema di convenzione di cui al successivo art. 31.

Art. 31 Convenzioni di lottizzazione. 1. I piani di lottizzazione sono corredati da apposita convenzione redatta ai sensi delle vigenti disposizioni. 2. a) In particolare, la convenzione deve indicare: le caratteristiche delle costruzioni contenute nel piano proposto secondo gli indici di cui al precedente art. 1; - la superficie totale delle aree ad uso pubblico, distinte per destinazione (strade, verde pubblico, ecc..); le opere di urbanizzazione primaria, con la descrizione di massima delle opere da eseguirsi; lassunzione a carico del proprietario degli oneri di urbanizzazione primaria, precisate dallart. 4 della legge 29.9.1964, n. 847 e successive modifiche, nonch, ove richiesta dal Comune la cessione gratuita entro termini prestabiliti delle aree necessarie; lassunzione, a carico del proprietario, di una quota parte degli oneri per opere di urbanizzazione secondaria relative alla lottizzazione e la cessione gratuita delle aree necessarie, ovvero di una quota parte degli oneri riguardanti le opere necessarie per allacciare la zona ai pubblici servizi; la quota determinata in proporzione allentit ed alle caratteristiche degli insediamenti della lottizzazione; il periodo di validit del piano non superiore a dieci anni; le garanzie finanziarie, nella misura del 100 per cento del costo delle opere desumibile dal computo metrico estimativo, per ladempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione; gli importi cauzionali devono essere aggiornati ogni biennio in relazione allandamento dellindice ISTAT del costo della vita fino alladempimento degli obblighi convenzionali. La restituzione dellimporto di cui sopra pu avvenire solo dopo lesito favorevole della visita di collaudo effettuata dai competenti uffici comunali; i termini non superiori a dieci anni, entro i quali devono essere effettuate le prestazioni di cui ai punti c) e d) del presente articolo e latto di collaudo;

b) c) d)

e) f)

g)

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h)

i)

le sanzioni convenzionali a carico dei proprietari per linosservanza degli obblighi stabiliti nella convenzione, fatta salva lapplicazione delle sanzioni di legge per le ipotesi di abusi edilizi o urbanistici; in sede di convenzione, gli oneri di cui alle lettere c) e d) possono, quando il comune intenda realizzare in tutto o in parte le relative opere, essere sostituiti dal contributo per le opere di urbanizzazione previsto dallart. 106 della l.p. 5.9.1991, n. 22, eventualmente aumentato ai sensi del comma 4 dellart. 55 della stessa legge. In tal caso il contributo corrispondente deve essere versato al comune prima del rilascio della concessione edilizia, secondo le modalit stabilite dalla convenzione.

3. La convenzione di lottizzazione approvata dal Consiglio comunale con la deliberazione di autorizzazione alla lottizzazione.

Art. 32 - Procedimento di rilascio dellautorizzazione alla lottizzazione 1. La domanda di lottizzazione con i relativi elaborati di lottizzazione trasmessa ai competenti uffici comunali per listruttoria e lesame preliminare. 2. Successivamente gli atti sono rimessi alla Commissione edilizia per il parere e quindi, assieme allo schema di convenzione, sono sottoposti al parere obbligatorio dei Consigli circoscrizionali competenti per territorio. 3. Acquisiti detti pareri il progetto di piano con convenzione viene sottoposto allapprovazione del Consiglio comunale, che pu discostarsi motivatamente da essi. 4. Ottenuta lapprovazione del Consiglio comunale si procede alla stipulazione della convenzione e allintavolazione a cura del proprietario o dei proprietari interessati. 5. A seguito dellintavolazione della convenzione possono essere chieste le concessioni edilizie per lesecuzione delle opere.

Art. 33 Piano guida 1. Il piano guida determina, nel rispetto dei parametri stabiliti dagli strumenti di pianificazione le indicazioni di massima che devono essere osservate per la buona sistemazione urbanistica della zona, e il suo inserimento nel territorio circostante, con particolare riferimento alla destinazione delle singole aree, alla tipologia edilizia e alle opere di urbanizzazione primaria e, ove occorra secondaria. Il piano guida pu determinare allinterno di ciascuna zona ambiti di intervento distinti. 2. Nel rispetto delle norme urbanistiche e del R.E.C. il piano guida deve prevedere: a) le rappresentazioni grafiche atte a definire: 1) lo stato di fatto; 2) leventuale suddivisione in lotti e la perimetrazione degli ambiti di intervento; 3) lindicazione planovolumetrica degli edifici con le principali dimensioni e landamento delle coperture; 4) la sistemazione delle opere esterne e gli spazi a verde; 5) le opere di urbanizzazione primaria, reti tecnologiche, viabilit, accessi, ecc..; 6) gli elementi costruttivi di riferimento; 7) i servizi e le infrastrutture pubbliche; b) la relazione tecnica descrittiva; c) i dati tecnico-urbanistici degli interventi, riferiti agli strumenti di pianificazione in vigore; d) la relazione geologica firmata da un geologo;

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3. Negli ambiti di cui al comma precedente ledificazione generalmente subordinata allapprovazione di un piano di lottizzazione esteso allintero ambito; pu essere ammesso il diretto rilascio della concessione edilizia ove la realizzazione dellintervento progettato non richieda precisazioni ulteriori, salvo quelle successivamente desumibili dal progetto delle costruzioni, rispetto a quella contenuta nel piano guida. In tal caso la concessione edilizia accompagnata da apposita convenzione redatta sulla base di uno schema approvato con deliberazione del Consiglio comunale che verr sottoscritta dal Sindaco e dal richiedente la concessione edilizia.

Art. 34 - Procedimento di approvazione del piano guida 1. La domanda di piano guida con i relativi elaborati trasmessa ai competenti Uffici comunali per listruttoria e lesame preliminare. 2. Successivamente gli atti sono rimessi alla Commissione edilizia per il parere e sono sottoposti al parere dei Consigli Circoscrizionali. 3. Acquisiti detti pareri il progetto di Piano viene sottoposto allapprovazione del Consiglio Comunale.

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CAPITOLO VI NORME PER LESECUZIONE DEI LAVORI

Art. 35 - Svolgimento dei lavori e vigilanza da parte dellautorit comunale 1. Prima dell'inizio di qualsiasi intervento edilizio il titolare della concessione o dell'autorizzazione edilizia deve comunicare l'inizio dei lavori, compilando il modulo predisposto dall'amministrazione comunale. A tale comunicazione deve essere allegata, in quanto necessaria, la documentazione relativa allisolamento termico, firmata dal committente e dal progettista e comprensiva della relazione tecnica e del progetto esecutivo di cui alla legge 9.1.1991, n. 10, al D.P.R. 28 giugno 1977, n. 1052 e al D.M. 23 novembre 1982, nonch la dichiarazione del Direttore dei lavori di aver preso conoscenza della relazione geologica, geotecnica o del parere di fattibilit nel caso esso fosse stato richiesto come allegato al progetto. 2. Alla dichiarazione di inizio lavori deve essere allegato un elaborato planimetrico, redatto e sottoscritto dal direttore dei lavori, riportante le quote del terreno esistente misurate ai vertici planimetrici della nuova costruzione, e riferite a un caposaldo, opportunamente monografato, esterno al lotto. Tale caposaldo deve essere lo stesso utilizzato per il rilievo topografico dell'area allegato al progetto. 3. a) b) c) d) e) f) E' obbligatoria la nomina del Direttore dei Lavori per le seguenti opere: nuove costruzioni o ampliamento degli edifici esistenti; ristrutturazione totale o parziale degli edifici esistenti; qualsiasi intervento che preveda la realizzazione di opere in cemento armato o in acciaio per le quali risulti obbligatoria la denuncia ai sensi della legge 5 novembre 1971 n. 1086; interventi di restauro o risanamento conservativo di rilevante entit; lavori soggetti a concessione edilizia; ogniqualvolta reso obbligatorio per legge o regolamento.

4. Un incaricato del Comune munito di mandato del Sindaco (tessera di riconoscimento munita di fotografia) pu in ogni momento visitare i lavori.

Art. 36 - Ultimazione dei lavori 1. Del completamento dei lavori il titolare della concessione o dellautorizzazione tenuto a dare comunicazione al Comune. 2. Tale documentazione sottoscritta anche dal Direttore dei lavori e dal costruttore.

Art. 37 - Tabella indicativa 1. Sul luogo dei lavori deve essere esposta in posizione ben visibile tabella di idonee dimensioni, recante le seguenti indicazioni: data e numero della concessione o dellautorizzazione, il nome del titolare, delleventuale committente, del costruttore, del direttore lavori, del progettista, del calcolatore delle opere in conglomerato cementizio semplice e armato, del tecnico che ha redatto la relazione geologica, geotecnica, idraulica o il parere geotecnico.

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Art. 38 - Cantieri 1. Il cantiere deve essere convenientemente recintato e chiuso in modo da impedirne laccesso a chiunque non sia interessato ai lavori. La recinzione e i ripari delle impalcature devono garantire la sicurezza e lincolumit per persone e cose e avere aspetto decoroso. 2. Quando il cantiere comporti loccupazione temporanea di area pubblica il titolare della concessione o autorizzazione edilizia, leventuale committente, il costruttore o il Direttore dei lavori, devono ottenere concessione per loccupazione del suolo, impegnandosi a rispettare le modalit di eventuali ripristini ed ogni altra prescrizione contenuta nel disciplinare della concessione stessa, e in ogni caso a segnalare in modo opportuno la presenza di eventuali ostacoli alla circolazione anche notturna. 3. Qualora la delimitazione del cantiere racchiuda manufatti che interessino servizi pubblici devono essere adottate le opportune disposizioni per il libero accesso agli addetti. 4. Nella conduzione del cantiere devono essere rispettate le vigenti norme di sicurezza.

Art. 39 - Provvedimenti contro i pericoli per la sicurezza e la pubblica incolumit 1. Qualora i lavori, gli edifici, i manufatti, le opere e in generale la situazione dei luoghi costituiscano pericolo per la sicurezza e la pubblica incolumit, il Sindaco interviene ai sensi delle vigenti disposizioni contenute nelle leggi regionali sullordinamento dei Comuni.

Art. 40 - Cautele contro i danni e le molestie 1. Chiunque voglia eseguire opere edilizie, siano esse nuove costruzioni, riparazioni, sistemazioni o demolizioni di fabbricati gi esistenti, deve osservare tutte le cautele atte a rimuovere ogni pericolo di danno a persone e cose.

Art. 41 - Recinzioni di cantiere 1. Ove le opere, debbano essere eseguite sul confine di vie o spazi pubblici o aperti al pubblico, si deve chiudere il luogo destinato allopera lungo i lati prospicienti le vie e gli spazi pubblici con una recinzione dellaltezza di almeno metri 2,00 di aspetto decoroso, costruito sulle linee e secondo le modalit prescritte dal Sindaco. 2. Prima dellimpianto della recinzione, quando essa importi loccupazione temporanea di area pubblica, il proprietario, o chi per esso, deve chiedere autorizzazione al Sindaco, e, se il recinto venisse a racchiudere manufatti che interessano servizi pubblici, si dovranno adottare disposizioni per il libero accesso a detti manufatti ogni volta che ci si rendesse necessario. 3. Le porte, che si praticano nelle recinzioni, devono aprirsi verso linterno e tenersi chiuse durante la sospensione dei lavori.

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Art. 42 - Disposizioni eccezionali per le recinzioni di cantiere 1. E fatta eccezione per la costruzione della recinzione:

a) se si tratti di opere di pochissima importanza, o da eseguirsi nei piani superiori di un fabbricato, nel qual caso il costruttore potr venire autorizzato dal Sindaco a sostituire la recinzione con altri convenienti segnali che servano di manifesto avviso ai passanti; b) quando in caso di eccessivo intralcio al pubblico transito il Sindaco non ritenga che il suolo pubblico possa essere ingombrato con la recinzione, il costruttore dovr provvedere alla realizzazione di ponti di servizio pensili sopra lo spazio pubblico ad una altezza che sar stabilita dal servizio comunale competente.

Art. 43 - Scavi 1. Negli scavi dei terreni si dovr dare alle sponde una scarpa sufficiente ad impedire franamenti, o comunque in rispetto di quanto prescritto dalla relazione geologica e geotecnica; nel caso ci non fosse possibile, o non fosse sufficiente a dare la sicurezza, lo scavo dovr essere armato a regola darte. Tutti gli scavi, che presentano il ciglio su aree pubbliche, dovranno essere muniti di steccati, recinzioni o parapetti, con relativi segnali luminosi.

Art. 44 - Cautele da seguire nelle opere di demolizione 1. Nelle opere di demolizione e specialmente nello stacco dei materiali voluminosi e pesanti devono usarsi tutte le cautele atte ad evitare qualsiasi danno a cose ed a persone e, in particolare, scuotimento del terreno e conseguente danneggiamento o molestia ai fabbricati vicini e a coloro che vi abitano. 2. E altres vietato gettare e far calare dallalto verso la pubblica via materiali di demolizione; quando ci sia necessario dalla natura dellopera, i materiali stessi, previa bagnatura, dovranno venire calati entro appositi contenitori, condotti, o altri mezzi precauzionali.

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CAPITOLO VII NORME IGIENICO - EDILIZIE

Art. 45 - Distanza degli edifici da rilievi e terrapieni 1. I rilievi o terrapieni o muri di contenimento devono essere contenuti in uninclinata di 45 misurata a partire dalla proiezione della quota del pavimento del volume edificabile sul muro esterno. Inoltre si deve ricavare un passaggio di almeno metri 1.50 fra il fabbricato ed i rilievi, terrapieni o murature di sostegno con piano di calpestio a quota pari o inferiore al piano del solaio di abitazione. 2. In ogni caso le costruzioni non possono essere a distanza inferiore di metri 5,00 da muri di sostegno di altezza superiore a metri 3,00.

Art. 46 - Camere daria, isolazioni e vespai 1. Tutti i locali ad uso abitazione, uffici, negozi, bar, ristoranti, laboratori devono essere provvisti di camera daria fra il terreno e il solaio sul quale appoggia il pavimento del locale. La camera daria pu essere sostituita da vespaio dello spessore minimo di cm. 40. Deve essere inoltre provveduto ad idoneo isolamento contro lumidit.

Art. 47 - Scarico delle acque bianche e nere 1. E vietato scaricare direttamente sul suolo pubblico le acque provenienti dai tetti, cortili e dalle aree private in genere. Esse devono essere raccolte, al limite dellarea privata, incanalate e convogliate nella rete di fognatura bianca; in assenza di questultima le acque andranno avviate ad un adatto ricevente che, se costituito da un dispersore dovr essere progettato secondo le prescrizioni di una relazione geologica o di altra apposita relazione firmata da un geologo. 2. Gli scarichi delle acque nere devono essere immessi di regola nella rete di fognatura nera previo inserimento di un pozzetto di ispezione dotato di sifone tipo Firenze situato nella propriet privata, al confine con lo spazio pubblico. Ove il collegamento con la rete di fognatura nera non sia possibile, consentita ladozione di sistemi alternativi che verranno indicati di volta in volta dal competente ufficio comunale in relazione alla situazione particolare e nel rispetto della normativa sulla tutela dellambiente dallinquinamento. 3. Le canalizzazioni delle acque bianche e nere allesterno del fabbricato, anche su aree private, dovranno essere eseguite in tubi in PEHD, gres o PVC tipo 303 UNI 7447/85, con diametro minimo 125 mm. e pendenza minima i=1,0%; tali canalizzazioni dovranno essere corredate da pozzetti di ispezione con interasse massimo di m. 40 e comunque in corrispondenza di ogni deviazione planimetrica e altimetrica. 4. Per lesecuzione delle opere di cui al presente articolo, e per lallacciamento delle stesse alla rete di fognatura comunale, deve essere chiesta apposita autorizzazione al Sindaco. Il rilascio della stessa sar accompagnato da un disciplinare regolante gli oneri di allacciamento e le modalit di esecuzione eventualmente anche in deroga al punto 3 del presente articolo qualora sussistano particolari motivi tecnici.

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5. Per quanto non contemplato nel presente articolo si rimanda al regolamento di fognatura del Comune di Trento.

Art. 48 - Acqua potabile 1. In ogni casa di abitazione, anche se isolata, deve essere fornita di acqua potabile distribuita in misura proporzionale al numero dei locali abitati ed in modo da garantirne il regolare rifornimento allinterno di ogni alloggio.

Art. 49 - Dimensioni minime dei locali e delle aperture 1. I locali a piano terreno ad uso negozio, laboratorio o pubblico esercizio devono avere laltezza minima, misurata tra pavimento e soffitto di metri 3,00 nelle zone di fondovalle (fino a quota di metri 700 s.l.m.) e di metri 2,60 nelle zone di montagna. Negli interventi di nuova costruzione, di demolizione e ricostruzione e di ristrutturazione edilizia totale le altezze del presente comma devono essere rispettivamente pari a metri 3,10 e metri 2,70. Per tutti gli edifici esistenti ammesso derogare alle altezze minime previste al presente comma al fine di garantire gli interventi strettamente necessari all'isolamento acustico dei piani terra. 2. I locali di abitazione o adibiti ad usi equivalenti (stanze dalbergo, uffici, ecc.) devono avere: a) per le zone di fondovalle, un'altezza minima di metri 2,60 misurata da pavimento a soffitto ed una superficie minima dei vani abitabili di mq. 8,00, riducibili a mq. 6,00 per le cucine; b) per le zone di montagna, oltre i 700 m. s.l.m., unaltezza minima di metri 2,40 misurata dal pavimento al soffitto ed una superficie minima dei vani abitabili di mq. 8,00. (Oltre 700 metri s.l.m.).

3. Per gli ambienti non destinati ad abitazione permanente quali servizi igienici, corridoi, locali di sgombero, depositi, guardaroba e simili, ammessa unaltezza minima di metri 2,20. 4. I locali con soffitto inclinato nei sottotetti devono avere altezza minima interna netta pari a metri 1,90, altezza media ponderale calcolata come rapporto fra il volume abitabile e la superficie abitabile pari a metri 2,40, ovvero, per i locali non adibiti ad abitazione permanente, pari a metri 2,20. Per superficie abitabile si intende quella che in ogni punto presenta i requisiti di altezza sopra stabiliti. Il volume abitabile quello sotteso dalla superficie abitabile. Non sono computati ai fini del calcolo della superficie abitabile gli spazi di altezza inferiore alle minime stabilite; tali spazi possono essere lasciati in diretta comunicazione con le parti abitabili. 5. Le finestre dei vani abitabili devono avere una superficie di apertura non inferiore a mq. 1,20 per le zone di fondovalle e non inferiore a mq. 0,80 per le zone di montagna. 6. In ogni caso le finestre devono avere una superficie utile totale non inferiore a 1/8 di quella del pavimento dei locali situati al piano terreno e a 1/10 di quella del pavimento dei locali situati ai piani superiori. 7. Lareazione degli appartamenti deve essere prevista in modo da assicurare un sufficiente ricambio daria. 8. Per i sottotetti il rapporto fra superficie interna netta dei locali e superficie finestrata non pu essere inferiore a 1/12 e, per ciascun locale, non inferiore a mq. 0,50. In ogni caso almeno il 20% della superficie finestrata, con riferimento allintera unit abitativa, deve essere in verticale. 9. I corridoi devono avere larghezza minima di metri 1,00.

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10. Negli interventi su edifici esistenti, esclusi quelli di demolizione con ricostruzione e sostituzione edilizia, possono essere mantenute eventuali dimensioni inferiori a quelle indicate ai commi precedenti nei casi di seguito indicati: - qualora lintervento non comporti modifica di destinazione duso; - qualora lintervento comporti modifica di destinazione duso a fini residenziali, ad esclusione degli interventi riguardanti i sottotetti, purch le singole dimensioni non siano inferiori a oltre il 5% di quelle previste ai precedenti commi, e in ogni caso non siano peggiorative di quelle esistenti; - qualora lintervento comporti modifica della destinazione duso a fini non residenziali, previo parere favorevole dellazienda provinciale per i servizi sanitari.

Art. 49 bis Cavedi e rientranze negli edifici. 1. La realizzazione di cavedi allinterno degli edifici ammessa a condizione che la distanza misurata ortogonalmente fra i lati del cavedio sia pari allaltezza del lato pi alto; tale distanza non pu in ogni caso essere inferiore a mt. 6.00. I cavedi devono essere liberi, con la sola esclusione delle gronde del tetto. La realizzazione di finestre ammessa esclusivamente a servizio di locali che costituiscono accessori diretti delle unit immobiliari. 2. La realizzazione di rientranze rispetto al filo esterno delle facciate degli edifici ammessa per una profondit massima di mt. 2.50; per profondit superiori, la distanza fra i lati opposti non potr essere inferiore a mt. 10.00.

Art. 50 - Soppalchi 1. La costruzione di soppalchi ammessa nel rispetto delle seguenti prescrizioni: a) il locale da soppalcare deve avere, a soppalco realizzato, unaltezza media ponderale non inferiore a metri 2,60 per i locali da adibirsi ad abitazione permanente e di metri 3,00 per i locali da utilizzarsi come negozi, uffici o pubblici esercizi; b) i locali ottenuti con i soppalchi devono avere unaltezza media ponderale minima di metri 1,90; c) la superficie soppalcata non superi il 40% della superficie del locale da soppalcare nel caso di abitazioni e i 2/3 nel caso di usi diversi dallabitazione; d) i locali ottenuti con i soppalchi possono essere adibiti ad abitazione permanente o ad usi equivalenti oppure a negozio laboratorio, esercizio pubblico se rispettano quanto disposto dallart. 49;

Art. 51 - Servizi igienici 1. Il servizio igienico deve avere: - aerazione ed illuminazione dirette dallesterno mediante finestra di superficie non inferiore a mq. 0,50, oppure ventilazione meccanica con un minimo di 15 ricambi ora, da assicurarsi mediante impianto di aspirazione e regolato da temporizzatore; - pareti rivestite di materiale lavabile fino allaltezza di metri 2,00; - vaso, lavabo, vasca da bagno o doccia. 2. I servizi igienici non devono comunicare direttamente con cucine o locali di abitazione permanente, ma esserne separati da antigabinetti il cui lato minimo deve essere di almeno metri 1,00.

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3. Possono peraltro essere costruiti servizi igienici in soprannumero rispetto al minimo prescritto, senza lobbligo del rispetto delle disposizioni di cui al comma precedente, ad eccezione di quelle riguardanti lareazione, anche in collegamento diretto con camere da letto purch chiusi con serramento. 4. I locali devono essere dotati di tubo di ventilazione protetto da griglia di sufficiente superficie e le canne di cacciata e di mandata devono terminare al di sopra del tetto. 5. Le pareti che delimitano il locale devono avere caratteristiche di fonoattenuazione e di resistenza adeguate.

Art. 52 - Cucine 1. La cucina o langolo cottura devono essere forniti di acquaio, di canna di ventilazione. La canna di ventilazione e la canna fumaria devono sbucare sopra il tetto per almeno metri 1,00. 2. Qualora nel locale venga previsto limpiego di apparecchi con utilizzo di gas combustibile deve essere previsto un foro di presa daria su parete esterna di almeno 100 centimetri quadrati e possibilmente a livello pavimento. 3. E ammessa la costruzione di locali con superficie inferiore a quella prevista per la formazione di cucine alle seguenti condizioni: - le cucine devono essere provviste di diretta illuminazione e aerazione per mezzo di finestra di almeno mq. 0,80 aprentesi verso uno spazio aperto e di canna di sfiato; - ammessa la sola ventilazione forzata purch siano garantiti almeno 15 ricambi daria allora e purch non siano presenti apparecchi a combustione.

Art. 53 - Locali a piano terreno, seminterrati e interrati 1. I locali siti ai piani terreno, seminterrato e interrato devono avere il pavimento unito e impermeabile, pavimento che, negli ambienti a piano terreno e nei porticati, non deve essere a quota inferiore a quella dei marciapiedi o degli spazi aperti con i quali confinano. Le murature perimetrali devono essere protette dallumidit. 2. I piani seminterrati possono essere adibiti a servizi in genere facenti parte di abitazioni ubicate ai piani soprastanti, pubblici esercizi, magazzini di vendita, mense e laboratori, purch abbiano altezza fuori terra di almeno metri 1,50. Qualora destinati agli usi di cui sopra i locali seminterrati devono avere altezza interna netta non inferiore a metri 3,00 e superficie netta di illuminazione e aerazione pari a 1/8 della superficie del pavimento a mezzo di finestra aprentesi a non meno di cm. 20 dal piano di spiccato del terreno circostante. Tali locali devono essere dotati di regolamentare vespaio e idonea intercapedine nonch di regolare scarico delle acque nere. Nel caso in cui vengano utilizzati come autorimesse pubbliche o private si applicano le disposizioni del successivo art. 54. 3. I locali interrati devono avere altezza minima, isolamento e scarichi secondo le regole di cui al comma precedente e possono essere adibiti agli stessi usi dei locali seminterrati purch per essi sia previsto il condizionamento integrale dellaria. 4. Per i locali di cui ai punti 2. e 3. adibiti a cantina, deposito, magazzino non di vendita, servizi igienici, lavanderia, corridoi, ecc.. laltezza minima ridotta a metri 2,20; non prescritta

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illuminazione e aerazione diretta salvo che nei w.c. ove pu essere sostituita con impianto di aerazione meccanica in conformit a quanto disposto al punto 1. dellart. 51. 5. Nei locali seminterrati e interrati vietata linstallazione, il deposito e qualsiasi utilizzo di apparecchiature o impianti alimentati a gas GPL.

Art. 54 - Autorimesse 1. Le autorimesse possono essere a box singoli o con la sola indicazione dei posti macchina.

2. Il box ha le dimensioni minime di metri 2,50 x 5,00 utili, mentre il posto macchina ha le dimensioni minime di metri 2,20 x 5,00 utili. 3. Linizio delle rampe di accesso alle autorimesse e ai piani interrati in generale deve essere arretrato dal limite dellarea soggetta a transito (pubblico) in modo tale da garantire la sicurezza al traffico sia pedonale che veicolare. 4. 5. 6. Le rampe di cui al punto 6. non potranno avere pendenza superiore al 20%. Le corsie di manovra delle autorimesse dovranno avere larghezza minima di metri 5,00. La pavimentazione delle rampe deve essere eseguita con materiali antisdrucciolevoli.

Art. 55 - Scale 1. Nel caso di nuova edificazione o di ristrutturazione totale le scale devono presentare un andamento regolare ed omogeneo per tutto il loro sviluppo. Ove questo non risulti possibile necessario mediare ogni variazione del loro andamento per mezzo di ripiani di adeguate dimensioni. Per ogni rampa di scale i gradini devono avere la stessa alzata e pedata. Le scale devono essere dotate di parapetto di altezza minima di metri 1,00 atto a costituire difesa verso il vuoto. 2. Nel caso di nuova edificazione o di ristrutturazione totale le scale, i passaggi verso le scale, pianerottoli e le rampe devono avere strutture portanti in cemento armato o in materiale di equivalente comportamento allurto e al fuoco. Sono ammesse scale in legno solo allinterno della stessa abitazione. 3. Fra le rampe deve essere realizzato un pozzo luce di conveniente dimensione e comunque mai inferiore a 40 cm. di larghezza qualora il vano scala risulti sprovvisto di finestratura in parete. 4. Il vano scala deve avere superficie netta di aerazione non inferiore a mq. 1,00. Nel foro di aerazione possono essere installati i dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici. 5. Ogni scala non pu servire pi di 500 mq. misurati in pianta con esclusione della superficie occupata dalla scala e da altri impianti di risalita salvo deroga della competente autorit sanitaria per particolari destinazioni duso (magazzini depositi e simili). 6. Quanto indicato ai punti 3. e 4. non si applica per le scale allinterno della stessa abitazione.

7. In ogni caso le scale devono corrispondere a quanto disposto dalle norme in materia di eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati. Le norme in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, con esclusione degli edifici pubblici, non si applicano

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nel caso di scale che non costituiscano parte comune o che non siano lunico accesso agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico. 8. Nel caso di nuova edificazione o di ristrutturazione totale, tutte le scale in comune a pi unit immobiliari devono avere una larghezza minima pari a metri 1,20.

Art. 56 Parapetti, balconi e terrazzi 1. Tutti i parapetti devono avere altezza minima di metri 1,00, struttura e forma idonee a costituire efficace riparo ed essere inattraversabili da una sfera di 10 cm. di diametro. 2. I balconi non possono aggettare sulla pubblica via.

3. E sempre consentita la chiusura stagionale di terrazzi, rientranti dal filo esterno delledificio e chiusi su almeno quattro lati, con strutture leggere, trasparenti e amovibili. Tali chiusure devono comunque garantire laerazione dei locali interni. Le superfici cos ottenute devono essere mantenute a terrazzo. Nel caso di condomini, tali chiusure devono uniformarsi per materiali, tipologie e colori.

Art. 57 - Superficie minima e dotazione degli alloggi 1. Ciascun alloggio non pu avere superficie inferiore a mq. 35,00 misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre e scale interne. 2. Ogni alloggio deve essere dotato di allacciamento alle reti fognanti, idrica ed elettrica, di impianto di riscaldamento, di almeno un servizio igienico e di cucina o angolo cottura e di canna fumaria. Nel caso in cui lalloggio sia dimensionato per pi di sei posti letto, deve essere previsto un secondo servizio igienico. 3. Ogni alloggio deve avere una stanza da letto di superficie minima pari a 14 mq. Nel caso di stanze da letto con soffitto inclinato (sottotetti) nella superficie minima prevista al presente comma pu essere ricompresa, per non pi di 2 mq., anche quella con altezze inferiori rispetto a quelle previste al 4 comma dellarticolo 49 del presente regolamento, purch in diretta comunicazione. Negli interventi sul patrimonio edilizio esistente di modesta entit, quali le opere interne alle singole unit abitative, ovvero nelle varianti non essenziali a progetti autorizzati, ammesso, in presenza di variazioni alla superficie della stanza da letto di dimensioni maggiori, il mantenimento di una superficie inferiore a 14 mq., purch non si preveda una riduzione della superficie della stanza medesima.

Art. 57 bis Spazi di relazione e servizi comuni. 1. Negli edifici residenziale di nuova costruzione, con volume pari o superiore a 2.000 m3, obbligatorio prevedere spazi di relazione condominiali e per il gioco dei bambini, nella misura di 0.3 m2 per abitante equivalente con un minimo di 15 m2. Questi locali devono essere realizzati al piano terra degli edifici, in prossimit e in diretta comunicazione con lingresso principale, anche attraverso unarticolazione dello spazio che, pur identificando chiaramente questa superficie rispetto allingresso, non preveda necessariamente una divisione fisica. Va in ogni caso garantita una forma regolare e fruibile, il rispetto dei requisiti di accessibilit previsti dal DM 236/1989 e caratteristiche igienico-sanitarie tali da consentire la permanenza delle persone. Questi locali devono essere individuati come parti comuni nelle risultanze catastali e tavolari e rientrano nella

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definizione di ingressi al piano terra di cui al terzo allinea della voce Sn dellart. 3 delle N.d.A. del PRG. 2. Negli interventi di nuova costruzione, di demolizione con ricostruzione e di sostituzione edilizia, obbligatorio prevedere spazi per il deposito delle biciclette, con le seguenti caratteristiche e dimensioni: a) per edifici a destinazione residenziale, con un volume del fabbricato pari o superiore a 1.000 m3, il dimensionamento deve essere in misura di 0.50 m2 per abitante equivalente, con un minimo di 10 m2. Questi spazi devono essere realizzati allinterno delledificio; b) per edifici a destinazione terziaria sia pubblici che privati, in misura di 0.15 m2 per abitante equivalente, con un minimo di 10 m2. A questo scopo possono essere realizzate anche tettoie esterne alledificio, purch facilmente raggiungibili dallingresso principale, avere forma regolare e inserite coerentemente con il contesto architettonico e ambientale; la loro realizzazione non costituisce superficie utile netta Sn; c) per edifici pubblici o privati che ospitano funzioni pubbliche o di interesse pubblico, il dimensionamento di tali spazi deve essere contenuto nel progetto edilizio; tali spazi possono essere realizzati nelle medesime caratteristiche previste alla precedente lett. b); d) per edifici a destinazione produttiva consentita la realizzazione di tettoie esterne alledificio, purch facilmente raggiungibili dallingresso principale, avere forma regolare e inserite coerentemente con il contesto architettonico e ambientale; la loro realizzazione non costituisce superficie utile lorda Su, purch di dimensione non superiore a 1 m2 ogni 100 m2 di Su. 3. In via convenzionale e per le finalit di cui al presente articolo, gli abitanti equivalenti si calcolano in misura di 1 abitante ogni 25 m2 di superficie utile netta Sn.

Art. 58 - Dotazione di servizi igienici degli esercizi pubblici, di locali aperti al pubblico e uffici privati 1. Tutti gli esercizi pubblici ed i locali aperti al pubblico con esclusione dei negozi, quali cinematografi, teatri, e simili, devono essere dotati di servizi igienici, anche in deroga rispetto alle prescrizioni dellart. 51, ad eccezione di quella riguardante laerazione e lilluminazione nel rispetto della normativa vigente.

Art. 59 - Locali per caldaie e cabine elettriche 1. I locali contenenti limpianto termico centralizzato e le cabine elettriche devono essere di norma aperti verso lesterno e direttamente ventilati. E consentito che lapertura di detti locali avvenga su apposita precamera direttamente ventilata, fatta salva diversa prescrizione derivante da normativa specifica.

Art. 60 - Spazi per la raccolta dei rifiuti 1. Tutti gli edifici e le aree produttive devono avere idonei spazi privati dedicati alla raccolta dei rifiuti urbani. Ai fini del presente articolo si intende spazio per la collocazione quello dove normalmente vengono conservati i cassonetti, mentre si definisce spazio per lesposizione quello dove i cassonetti vengono lasciati per il periodo necessario al prelievo dei rifiuti; pu essere previsto anche uno spazio unico destinato sia alla collocazione che allesposizione. 2. La Giunta comunale approva, in conformit al progetto per la riorganizzazione delle modalit di gestione integrata dei rifiuti, approvato con D.C.C. nr. 106 del 7 novembre 2006, delle linee

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guida per definire dimensioni e caratteristiche che tali spazi dovranno avere, in relazione alle dimensioni e alla funzione degli edifici e delle attivit. 3. Fino allapprovazione delle linee guida di cui al precedente comma, per tutti gli edifici interessati da interventi di nuova costruzione, demolizione con ricostruzione, ristrutturazione totale, sostituzione edilizia e per le aree dove sono insediate attivit produttive, il dimensionamento degli spazi per la raccolta dei rifiuti deve avvenire nei limiti previsti dalla seguente tabella. superficie area superficie superficie volume produttiva spazio spazio superficie spazio edificio m2 collocazione m2 esposizione unico 3 2 m m2 m fino 800 fino 800 2 801-1300 801-1500 3,5 2 5 1301-2200 1501-3000 6,0 3,5 8 2201-3000 3001-4000 7,5 3,5 9 3001-4500 4001-5000 12,5 6 15 Oltre 4500 Oltre 5000 Dimensioni da concordare con il gestore del servizio Il rispetto delle presenti norme deve essere garantito nei piani attuativi, in sede di rilascio della concessione edilizia o della presentazione della denuncia di inizio attivit. 4. Lo spazio per la collocazione deve essere facilmente fruibile dagli utenti, protetto rispetto alla vista pubblica, con forma regolare e pavimentato con superficie lavabile di pendenza inferiore al 5%. Lo spazio per lesposizione deve avere le medesime caratteristiche costruttive di quello per la collocazione, ma posizionato in vicinanza alla viabilit in modo da permettere il facile accesso da parte degli addetti al servizio di nettezza urbana. Lo spazio unico deve avere le dimensioni riportate in tabella e le caratteristiche costruttive di cui al presente comma. 5. Per casi specifici e particolari sono ammesse soluzioni diverse da quelle previste dal presente articolo previo parere favorevole scritto del gestore del servizio.

Art. 61 - Camini e sfiati 1. Nelle nuove costruzioni, negli interventi di sostituzione edilizia, negli interventi di restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione totali degli edifici esistenti, qualsiasi prodotto di combustione (caldaie, scaldaacqua individuali, termocucine, stufe, forni a gas, fornelli, ecc.), nonch qualsiasi forma di ventilazione naturale o meccanica (bagni ciechi, cucine, condizionamento degli ambienti) devono essere scaricati nellatmosfera a quota superiore di almeno metri 1,20 dalla falda di copertura mediante camini e condotti di idonea sezione. La sezione minima degli sfiati deve avere una superficie pari a 80 centimetri quadrati. 2. Negli interventi sul patrimonio edilizio esistente diversi da quelli previsti al precedente primo comma, si applicano le medesime disposizioni sopra previste. Qualora motivatamente e per ragioni tecniche non sia possibile lo scarico oltre il tetto, consentito, esclusivamente per gli scaldaacqua unifamiliari, per i radiatori individuali, nonch per gli sfiati dei servizi igienici e delle cucine, lo scarico a parete, nel rispetto delle norme UNI vigenti. 3. I camini di scarico dei prodotti di combustione, qualora la loro quota di sbocco sia pi bassa rispetto agli edifici limitrofi, devono rispettare una distanza minima pari a mt. 8 dalle pareti finestrate degli edifici limitrofi pi alti.

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Art. 62 - Riscaldamento e prescrizioni tecniche per il risparmio energetico 1. Tutti gli edifici destinati ad abitazione, uffici, negozi e comunque ogni locale destinato alla presenza di persone devono essere dotati di idoneo impianto di riscaldamento degli ambienti. 2. La progettazione, lesecuzione, linstallazione, lesercizio e la manutenzione dovr avvenire nel rispetto della normativa vigente. 3. Gli edifici e gli impianti in essi installati devono essere progettati, realizzati e accessoriati conformemente alla normativa in materia di risparmio energetico.

Art. 62 bis - Utilizzo di fonti energetiche rinnovabili negli edifici 1. Negli interventi di nuova costruzione, ristrutturazione totale, demolizione e ricostruzione o di sostituzione edilizia relativi a edifici pubblici e privati, obbligatorio lutilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia termica ed elettrica, nelle modalit e nei limiti di cui ai seguenti commi. Per fonti energetiche rinnovabili si intendono quelle di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2003 nr. 387. 2. Negli interventi di cui al primo comma ovvero in occasione di nuova installazione di impianti termici o di ristrutturazione di impianti termici esistenti che interessino lintero edificio, almeno il 50% del fabbisogno annuo di energia primaria richiesta per la produzione di acqua calda sanitaria deve essere assicurato mediante lutilizzo di fonti di energia rinnovabile. Per i soli edifici residenziali, ai fini del dimensionamento dellimpianto, si assume convenzionalmente una densit abitativa di una persona ogni 20 m2 di Sn Superficie utile netta destinata alla residenza ed un fabbisogno giornaliero di 40 litri per persona di acqua calda. 3. Negli interventi di cui al primo comma obbligatoria linstallazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica in modo da garantire una produzione non inferiore a 1 kw picco ogni 250 m2 di superficie utile netta o frazione di questa. 4. Il dimensionamento e la previsione progettuale degli impianti di cui sopra deve avvenire in sede di richiesta di concessione edilizia ovvero in sede di presentazione della denuncia inizio attivit. La loro installazione dovr avvenire attraverso soluzioni tali da garantire un organico inserimento sia nellarchitettura delledificio che nel paesaggio. Con apposito regolamento verranno stabiliti criteri comunali per linstallazione dei pannelli solari termici e fotovoltaici; fino allapprovazione di detti criteri, si applicano gli indirizzi della Provincia Autonoma di Trento. 5. Qualora gli interventi riguardino edifici con particolari vincoli di natura storico-artistica o documentaria, sono fatte salve le prescrizioni che il vincolo impone, anche in deroga alle disposizioni sopra previste. Sono escluse dal rispetto delle norme del presente articolo le tettoie aperte di qualsiasi dimensione.

Art. 63 - Disposizioni per il superamento e leliminazione delle barriere architettoniche 1. Gli edifici, a seconda della destinazione duso, devono corrispondere a quanto disposto dalla normativa di legge e regolamentare statale e provinciale in materia di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche.

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Art. 64 Disposizioni per il contenimento dellinquinamento acustico 1. La costruzione di nuovi edifici ovvero la ristrutturazione degli edifici esistenti deve avvenire nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge e di regolamento relative al contenimento dell'inquinamento acustico. A questo scopo alla domanda di concessione edilizia deve essere allegata la Relazione Acustica contenente: a) le misure di prevenzione dell'inquinamento acustico degli edifici, in conformit alle vigenti disposizioni relative ai requisiti acustici passivi degli edifici; b) il rispetto dei limiti della zonizzazione acustica del territorio comunale e/o dei limiti delle aree adiacenti; c) l'estratto cartografico della zonizzazione acustica comunale; d) e, qualora previsto dalla legge, la documentazione di impatto acustico e la valutazione previsionale del clima acustico. 2. Ai progetti relativi alla costruzione di opere stradali o di altre infrastrutture finalizzate al trasporto, deve essere allegato il piano di contenimento e di abbattimento del rumore. 3. La realizzazione di pannellature fonoassorbenti sulle facciate degli edifici esistenti prospicenti strade e ferrovie non costituisce aumento di volume edilizio, e possono essere realizzate in deroga alle distanze dai confini e dagli edifici.

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CAPITOLO VIII AGIBILITA

Art. 65 - Certificato di agibilit 1. Il certificato di agibilit attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrit, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente. 2. Il certificato di agibilit viene rilasciato dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale con riferimento ai seguenti interventi: a) nuove costruzioni; b) ampliamenti; c) demolizioni e ricostruzioni e sostituzioni edilizie; d) ristrutturazioni; e) interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di cui al comma 1. 3. Con riferimento agli interventi di cui al comma 2, il soggetto titolare della concessione edilizia o il soggetto che ha presentato la denuncia di inizio attivit, o i loro successori o aventi causa, sono tenuti a chiedere il rilascio del certificato di agibilit. La mancata presentazione della domanda comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 77 a euro 464. 4. Per le nuove costruzioni, prima della presentazione della domanda di certificato di agibilit, il richiedente deve aver adempiuto alle procedure per lassegnazione del numero civico.

Art. 66 - Procedimento per il rilascio del certificato di agibilit 1. Entro 15 giorni dall'ultimazione dei lavori di finitura dell'intervento il soggetto di cui all'art. 65 comma 3 del presente regolamento, tenuto a presentare all'ufficio comunale competente la domanda di rilascio del certificato di agibilit, corredata dalla seguente documentazione: a) copia dell'avvenuta iscrizione in catasto dell'immobile in conformit alle disposizioni delle norme vigenti; b) dichiarazione, sottoscritta dallo stesso richiedente il certificato di agibilit nonch da un tecnico abilitato, di conformit dell'opera rispetto al progetto approvato, in ordine alla avvenuta prosciugatura dei muri e della salubrit degli ambienti, nonch di rispetto delle norme igieniche edilizie previste dal Regolamento Edilizio Comunale; c) dichiarazione dell'impresa installatrice che attesta la conformit degli impianti installati negli edifici adibiti ad uso civile alle prescrizioni di cui agli articoli 113 e 127 del Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n. 380, nonch all'art. 1 della legge 9 gennaio 1991 n. 10 ovvero certificato di collaudo degli stessi ove previsto, ovvero ancora certificazione di conformit degli impianti prevista dagli articoli 111 e 126 del DPR n. 380 del 2001; d) certificato di collaudo statico di cui all'art. 67 del DPR n. 380 del 2001; e) dichiarazione, sottoscritta da professionista abilitato, di conformit delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilit e superamento delle barriere architettoniche di cui all'art. 77 nonch all'art. 82 del DPR n. 380 del 2001; f) certificato di prevenzione incendi, dove richiesto; g) certificato di potabilit dellacqua, rilasciato dallAzienda provinciale per i Servizi Sanitari, nel caso di approvvigionamento diverso dalla rete pubblica;

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h) i)

verbale, rilasciato dalla Societ che ha in gestione il sistema di smaltimento delle acque nere, attestante la regolarit dello scarico; la documentazione di conformit degli interventi anticaduta prevista dallart. 4 del regolamento tecnico per la prevenzione dei rischi di infortunio a seguito di caduta dallalto nei lavori di manutenzione ordinaria sulle coperture approvato con Decreto del Presidente della Provincia n. 7-114/leg. del 25 febbraio 2008.

2. Alla domanda deve essere altres allegata la documentazione eventualmente prescritta da specifiche disposizioni normative, in relazione a particolari destinazioni duso dellimmobile. 3. Non sono ricevibili le domande incomplete o mancanti di documentazione obbligatoria.

Art. 67 Rilascio del certificato di agibilit 1. Il servizio comunale competente comunica al richiedente, entro 10 giorni dal ricevimento della domanda di cui allart. 66 comma 1, il nominativo del responsabile del procedimento ai sensi degli art. 4 e 5 della legge 7 agosto 1990 n. 241. 2. Entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di cui allart. 66 comma 1 il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, previa eventuale ispezione dell'edificio, rilascia il certificato di agibilit. 3. Trascorso inutilmente il termine di cui al comma 2, lagibilit si intende attestata nel caso, in sede di rilascio di concessione edilizia, sia stato rilasciato il parere dellAzienda Provinciale per i Servizi Sanitari. In caso di autodichiarazione, il termine per la formazione del silenzio assenso di sessanta giorni. 4. Il termine di cui al comma 2 pu essere interrotto una sola volta dal responsabile del procedimento, entro 15 giorni dalla domanda, esclusivamente per la richiesta di documentazione integrativa, che non sia gi nella disponibilit dell'amministrazione. In questo caso il termine di trenta giorni ricomincia a decorrere dalla data di ricevimento della documentazione integrativa richiesta.

Art. 67 bis Dichiarazione di inagibilit delle abitazioni. 1. Una casa o una parte di essa pu essere dichiarata inagibile per motivi di sanit, di sicurezza o a seguito di calamit naturali. 2. Sono motivi di sanit: a) grave carenza di illuminazione naturale; b) grave carenza di ventilazione; c) assenza o assoluta carenza dei servizi igienici; d) assenza o assoluta carenza degli impianti di acqua potabile; 3. Sono motivi di sicurezza: a) Sussistenza di concreto pericolo di crollo del fabbricato a causa di vetust, vizi di costruzione, o delle caratteristiche meccaniche del suolo. 4. A seguito di calamit naturali possono essere dichiarati inagibili singoli fabbricati o parti di essi quando, in conseguenza del danno, sussista concreto pericolo di crollo.

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5. Ai fini del rilascio della dichiarazione di inagibilit, i motivi di cui al precedente 2 comma devo sussistere tutti. 6. Linagibilit non pu essere dichiarata quando i vizi riscontrati possono essere eliminati facendo ricorso a lavori di manutenzione straordinaria, ovvero a parziali lavori di risanamento conservativo.

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CAPITOLO IX ARREDO, DECORO, SEGNALETICA, RECINZIONI E SPORGENZE

Art. 68 - Elementi di arredo urbano 1. Sono elementi di arredo urbano le fioriere, le panchine, le cabine telefoniche, i chioschi, le fontane, i monumenti e altri manufatti analoghi qualora siano ubicati in spazi pubblici; gli stessi non sono soggetti a preventivo titolo edilizio, ma se realizzati da privati sono soggetti al rilascio della concessione di occupazione di suolo pubblico, laddove sia richiesta dalla normativa vigente in materia. 2. Il rilascio della concessione di occupazione di suolo pubblico per i chioschi subordinato allacquisizione dei pareri obbligatori da parte dei Servizi tecnici competenti con riguardo all'impatto sulla viabilit veicolare e sull'idonea infrastrutturazione del luogo di localizzazione, alla valutazione degli aspetti di traffico veicolare e ciclo-pedonale, alla compatibilit con viabilit e spazi pubblici esistenti, compresi parchi e giardini, e alla conformit alle previsioni del Codice della Strada. E' inoltre subordinato all'acquisizione del parere obbligatorio della Commissione edilizia comunale per gli aspetti estetici del manufatto. 3. Ove la normativa vigente non preveda il rilascio del provvedimento di occupazione di suolo pubblico in quanto trattasi di patrimonio comunale disponibile, le previsioni del comma 2 si applicano per il perfezionamento dellidoneo titolo di disponibilit del bene.

Art. 69 Decoro delle facciate e delle recinzioni 1. Gli elementi di finitura delle facciate quali intonaco, coloritura, serramenti, decorazioni e simili, nonch le recinzioni, i muri di contenimento o di sostegno devono essere realizzati e mantenuti in modo conforme al pubblico decoro e in modo da armonizzarsi con gli edifici circostanti e con le caratteristiche della strada o piazza. 2. Ove le condizioni delle facciate, dei muri di sostegno, di contenimento e le recinzioni non rispondano pi ai requisiti di decoro di cui sopra il Sindaco pu ordinare gli interventi necessari fissando un congruo termine per la loro esecuzione. 3. Le recinzioni, i muri di sostegno o di contenimento, posizionati in corrispondenza di curve, devono essere realizzati in modo tale da non impedire la visibilit o comunque da costituire impedimento alla sicurezza della circolazione. 4. Sono in ogni caso vietate le recinzioni che, per gli elementi di cui sono composte e la loro forma, possono costituire pericolo per la pubblica incolumit.

Art. 70

Insegne, targhe, tabelle e tende

1. Salvo ogni diverso provvedimento autorizzatorio eventualmente necessario, sono soggette ad autorizzazione amministrativa del Sindaco le tende sporgenti sulla pubblica via, insegne, targhe e tabelle, poste allesterno dei fabbricati, nonch i segnali di tipo stradale per lindicazione di attivit private (industrie e simili).

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2. Le targhe e tabelle di dimensioni non superiori a cm. 30 x 40 devono essere raggruppate in vicinanza della porta di ingresso del fabbricato ove si svolge lattivit indicata e disposte negli appositi contenitori. 3. La segnaletica stradale pubblica e di pubblico interesse di cui alla circolare del Ministero dei lavori pubblici 9 febbraio 1979, n. 400, deve essere possibilmente raggruppata in appositi pannelli. 4. Laltezza minima delle tende fissata in metri 2,20 dal marciapiede, salvo leventuale frangia che non potr sorpassare laltezza di cm. 20. 5. In ogni caso tende, insegne, tabelle e targhe devono essere conformi al pubblico decoro e non possono impedire o confondere la vista della segnaletica stradale di interesse pubblico.

Art. 71 Obblighi di manutenzione 1. Ogni proprietario deve mantenere il proprio edificio e tutte le parti di esso comprese le facciate in condizioni di sicurezza e di igiene. 2. A tal fine il Sindaco pu disporre gli opportuni sopralluoghi da parte di personale incaricato e pu adottare i provvedimenti di legge. 3. Le zone verdi, i parchi e i giardini devono essere mantenuti in condizioni di decoro.

Art. 72 Numeri civici 1. In tutti gli interventi edilizi, sia di nuova costruzione che di intervento sul patrimonio edilizia esistente, che comportano nuova numerazione civica ovvero modifica di quella esistente, fatto obbligo ai proprietari di applicare la numerazione civica, secondo le modalit stabilite dallamministrazione comunale. Lamministrazione comunale, tramite lUfficio competente, stabilisce i casi di nuova numerazione, ovvero di modifica di quella esistente, nonch le relative procedure di applicazione. 2. La numerazione civica stabilita dal comune, che ne cura anche la modifica e la revisione, in conformit alle disposizioni vigenti. 3. I contrassegni di numerazione civica sono acquisiti ed installati a cura e spese del proprietario od avente titolo, che provvede anche alla conservazione e sostituzione per usura o danneggiamento.

Art. 73

Passi carrai

1. E vietato aprire passi o accessi carrai sulla pubblica via senza lapposita concessione del Sindaco. La concessione si accompagna ad un disciplinare regolante le modalit di accesso e i relativi oneri. 2. La localizzazione di passi e accessi carrai non pu avvenire in corrispondenza del lato interno di curve o in prossimit di curve cieche o comunque con ridotta visibilit, nonch in prossimit di intersezioni stradali.

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3. La larghezza dei passi e accessi carrai deve essere commisurata alla larghezza dellaccesso privato e allingombro dei veicoli che devono accedervi. 4. Nella realizzazione di passi e accessi carrai deve essere mantenuta la continuit di marciapiede e deve essere garantita la sicurezza al traffico pedonale e meccanico.

Art. 74 Sporgenze sulle vie e piazze pubbliche 1. Sono ammesse le seguenti sporgenze da edifici e da muri che aggettino su spazi pubblici sempre che non costituiscano pericolo per le persone o le cose: lo zoccolo degli edifici per una sporgenza di non pi di 5 cm.; modanature, rilievi e infissi esterni per una sporgenza non superiore a 20 cm.; le gronde.

Art. 74 bis - Antenne paraboliche 1. L'installazione di antenne paraboliche, destinate alla ricezione dei programmi televisivi via satellite, libera e non soggetta ad alcuna autorizzazione edilizia. Sono comunque fatte salve le norme e le procedure relative ad immobili vincolati ai sensi della legge 1 giugno 1939 n. 1089 ovvero soggetti a vincolo paesaggistico - ambientale. Sono inoltre fatte salve le norme del Codice Postale e del Codice Civile. 2. All'interno degli insediamenti storici le antenne paraboliche devono essere del tipo collettivo centralizzato, devono essere installate sopra la copertura e posizionate in modo da recare il minore impatto visivo possibile, in modo particolare dagli spazi pubblici circostanti. 3. Fuori dagli insediamenti storici le antenne paraboliche devono essere installate sopra le coperture, e devono essere, di norma, del tipo collettivo centralizzato. 4. Nella costruzione di nuovi edifici e nella ristrutturazione degli edifici esistenti fatto obbligo di predisporre l'impianto per l'installazione dell'antenna parabolica di tipo collettivo centralizzato per la distribuzione del segnale nelle singole unit immobiliari.

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CAPITOLO X DIRITTI DI INFORMAZIONE E ACCESSO AGLI ATTI

Art. 75 Informazione ed accesso agli atti 1. Dellavvenuto rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni viene data notizia al pubblico mediante affissione allalbo pretorio di apposito elenco, con la specificazione del numero di protocollo, del destinatario del provvedimento e della localizzazione dellopera da eseguire. 2. Chiunque pu prendere visione e copia presso gli uffici comunali competenti della concessione o dellautorizzazione e dei relativi atti di progetto. Lesame dei documenti gratuito. Il rilascio di copia subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione da stabilirsi in via generale con deliberazione del Consiglio comunale. 3. Qualora la richiesta di accesso agli atti presenti la citazione degli estremi identificativi del provvedimento di cui al primo comma, lamministrazione deve consentire la visione o rendere copia di quanto richiesto entro 30 (trenta) giorni dalla richiesta. 4. In ogni altro caso, nel quale sia necessario lespletamento di ricerche per determinare gli estremi identificativi della pratica edilizia, il richiesto provvedimento messo a disposizione del richiedente compatibilmente con le possibilit di ricerca degli uffici. A titolo di rimborso spese per la ricerca dovuto il pagamento di unapposita somma da stabilirsi con deliberazione del Consiglio comunale. 5. Restano salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonch i diritti di ricerca e di visura.

Art. 76 Diritti del proprietario e dellacquirente 1. Il proprietario o lacquirente, anche sulla base di contratto preliminare di vendita con sottoscrizioni autenticate, di unimmobile o di parte di esso ha diritto di prendere visione di qualsiasi documento relativo allimmobile e di ottenerne ogni relativa certificazione. 2. Qualora la richiesta sia corredata dagli estremi identificativi dei singoli provvedimenti, gli uffici comunali sono tenuti a rendere quanto richiesto entro il termine di 30 (trenta) giorni.

Art. 77 Integrazione delle pratiche 1. In sede di rilascio delle certificazioni previste dalla legge, lAmministrazione comunale pu integrare la pratica degli elementi mancanti, anche mediante la richiesta di autodichiarazione a cura del proprietario o di tecnico abilitato.

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CAPITOLO XI NORME ED AUTORIZZAZIONI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO ARBOREO

Art. 78 Sistemazione a verde 1. In tutti gli interventi di nuova edificazione devono essere previste adeguate aree a verde.

2. Le costruzioni interrate sottostanti le aree previste a verde di cui al punto 1. dovranno essere coperte da uno strato di terreno vegetale dello spessore minimo di 40 cm. che va sistemato a verde con impianto di erba ed arbusti da indicarsi nel progetto. 3. Il progetto delle sistemazioni a verde deve comprendere le dimensioni e lubicazione delle parti di lotto destinate a tal fine. 4. La copertura della costruzione sotterranea deve garantire lassoluta impermeabilit e la impenetrabilit delle radici. 5. Le aree a parcheggio esterne possono essere conteggiate nelle zone a verde qualora vengano pavimentate con materiale che consenta la crescita dellerba e sistemate con alberatura varia tra i posti macchina. Nelle zone residenziali, terziarie e direzionali, qualora gli edifici comprendano unit abitative, le aree a parcheggio sistemate ed alberate come sopra descritto, possono essere computate nelle zone a verde per non pi del 50% di zona a verde richiesta.

Art. 79 Sistemazione a verde nelle zone residenziali, nelle zone terziarie e direzionali e nelle zone per esercizi alberghieri 1. Le aree eccedenti la superficie coperta devono essere sistemate a verde per una superficie non inferiore al 10% dellarea totale del lotto e compatibilmente con le zone a parcheggio interrato dovranno essere dotate di un albero almeno ogni 50 mq. di zona a verde. 2. Negli interventi di nuova costruzione relativi a edifici residenziali di volumetria pari o superiore a 2.000 m3 almeno il 50% della superficie a verde di cui al primo comma deve essere riservata al gioco dei bambini. A tale fine deve essere di forma compatta, fruibile e di propriet condominiale.

Art. 80 Sistemazione a verde nelle zone produttive, nelle zone commerciali, nelle zone integrate per la formazione dei luoghi centrali in aree turistiche e nelle zone interportuali 1. Nelle zone produttive, commerciali, per la formazione di luoghi centrali in aree turistiche e nelle zone interportuali soggette a piano attuativo gli spazi di verde e di verde alberato, previsti dal piano stesso non potranno essere inferiori al 5% dellarea totale della zona.

Art. 81 Taglio di piante ad alto fusto nei centri abitati 1. Il taglio di piante ad alto fusto, con diametro del tronco superiore ai 40 cm., nellambito dei centri abitati, qualora non conseguenti a lavori soggetti a concessione edilizia e qualora non

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ricadenti nei territori di cui alla lettera b) n. 3) dellart. 93 della legge provinciale n. 22 del 5.9.1991, soggetto ad autorizzazione del Sindaco ai fini di tutela del paesaggio in conformit a quanto disposto dallart. 93 anzidetto.

Art. 82 Garanzie degli impegni relativi alla sistemazione a verde 1. A garanzia degli adempimenti relativi alla sistemazione a verde previsti nel presente regolamento, lamministrazione comunale pu chiedere adeguata cauzione o garanzia fideiussoria che verr restituita dopo un anno dallavvenuto rilascio del certificato di abitabilit e agibilit previa verifica della buona riuscita dellimpianto a verde.

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CAPITOLO XI bis NORME ATTUATIVE DELLE DISPOSIZIONI DELLART. 6, COMMA 2 DELLA D.G.P. N. 1241/2006 SUGLI SPAZI DI PARCHEGGIO

Art. 82 bis Parcheggi per cambi di destinazione duso: funzioni affini 1. Al fine di dare pratica attuazione alle previsioni dellart. 6, comma 2, della D.G.P. n. 1241/2006 in materia di standard parcheggi applicabili per interventi di cambio di destinazione duso, si individuano di seguito i gruppi di funzioni affini: a) GRUPPO A Funzioni della voce 1. Residenza, della voce 3. Servizi pubblici o di interesse collettivo e della voce 7. Attivit amministrativa, della tabella delle funzioni allegata alla D.G.P. n. 1241/2006; GRUPPO B Funzioni della voce 4. Edifici produttivi e della voce 5.b Edifici per il commercio allingrosso, magazzini e depositi, della tabella delle funzioni allegata alla D.G.P. n. 1241/2006; GRUPPO C Funzioni della voce 5.a Edifici per il commercio al dettaglio e centri commerciali e della voce 6. Esercizi pubblici, della tabella delle funzioni allegata alla D.G.P. n. 1241/2006; GRUPPO D Funzioni della voce 2. Alberghi (comprensiva delle funzioni di bar / ristorante per i soli alloggiati), della tabella delle funzioni allegata alla D.G.P. n. 1241/2006; GRUPPO E Funzioni della voce 8. Impianti di risalita, della tabella delle funzioni allegata alla D.G.P. n. 1241/2006; GRUPPO F Funzioni della voce 9. Altri edifici di tipologia non comune, della tabella delle funzioni allegata alla D.G.P. n. 1241/2006.

b) c) d) e)

f)

Art. 82 ter Parcheggi per cambio di destinazione duso: criteri di calcolo 1. Il passaggio da una funzione con standard superiore ad una con standard inferiore non rilevante ai fini dellapplicazione dello standard parcheggi sia per funzioni appartenenti al medesimo gruppo che a gruppi diversi; in tali ipotesi lo standard risulta gi soddisfatto. 2. I criteri di cui allart. 6, comma 1, della D.G.P. n. 1241/2006, si applicano per il calcolo dello standard parcheggi relativo a interventi di cambio di destinazione duso da una funzione con standard inferiore ad altra, appartenente ad un diverso gruppo, per la quale sia richiesto uno standard superiore. In tali ipotesi quindi lo standard richiesto quello relativo alla nuova funzione. 3. Qualora la nuova funzione richieda uno standard parcheggi superiore a quello previsto per la funzione in essere e le due funzioni appartengono allo stesso gruppo di funzioni affini, come individuato dallart. 82 bis, lo standard applicabile pari alla differenza tra la funzione in essere e quella di progetto.

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CAPITOLO XII NORME FINALI E TRANSITORIE

Art. 83 Servit pubbliche speciali 1. Al comune riservata, per ragioni di pubblico servizio, la facolt di applicare, previo avviso agli interessati, senza che i medesimi possano fare opposizione o richiedere compensi, alle fronti esterne dei fabbricati o costruzioni: a) b) c) d) e) f) g) i nomi delle vie, piazze, corsi, viali, vicoli, ecc.; gli avvisatori di incendi; le targhette degli idranti e saracinesche; i capisaldi di quota; i ganci, cavi, o bracci per lilluminazione stradale; le targhe ed in genere tutte le segnalazioni relative al traffico stradale; quanto altro possa essere ritenuto di pubblica utilit.

2. Le spese per la posizione e per la manutenzione di tutte le installazioni di cui al precedente comma, sono a carico del comune; fatto obbligo ai privati di rispettarle, non coprirle o nasconderle alla pubblica vista, e a ripristinarle qualora danneggiate per fatto a loro imputabile.

Art. 84 Entrata in vigore del regolamento 1. Sono abrogate tutte le disposizioni regolamentari contrarie a quelle contenute nel presente regolamento o con esse incompatibili. 2. Il presente regolamento entra in vigore dopo la pubblicazione allalbo pretorio del Comune per quindici giorni consecutivi successivamente allapprovazione del Consiglio comunale ai sensi dellart. 52 del T.U.L.R.O.C. approvato con D.P.G.R. 19.01.1984 n. 6/L e successive modificazioni.

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Accessori alla residenza: tipologie e materiali


(art. 3 delle N.d.A. del P.R.G.)
Struttura portante Il manufatto dovr avere struttura semplice a telaio costituita da elementi verticali e orizzontali in legno o metallo opportunamente dimensionati. Non consentito lutilizzo di strutture in c.l.s. ed in muratura ad esclusione delle parti immediatamente a contatto con il terreno. Tamponamenti delle facciate I tamponamenti laterali dovranno essere realizzati esclusivamente in legno con listelli posati in senso verticale o orizzontale secondo lo schema sotto indicato, opportunamente distanziati luno dallaltro. Non sono ammessi tamponamenti pieni di qualsiasi materiale. Copertura Le coperture dovranno essere a una o due falde, avere andamento semplice e pendenze comprese fra il 20% e il 40%. Laltezza del manufatto non pu eccedere i metri 3.00 in colmo e i metri 2.30 mt. in banchina, mentre lo sporto delle gronde non pu eccedere i 0,50 mt. I materiali usati per il manto di copertura dovranno essere coerenti con il contesto paesaggistico e storico. A questo riguardo sono consigliati coppi tradizionali in laterizio cotto, lastre in ardesia o porfido, scandole, ovvero in lamiera ma solo fuori dai centri storici. sempre vietato lutilizzo di materiali plastici, bituminosi, vetrocemento, eternit. Esempio di tipologie Prospetto tipo Prospetto tipo a 1 o 2 falde

Ban chin a max 2.30

Col mo max 3.00

Schema tamponamento laterale

Pianta tipo

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1. Il presente regolamento stato da ultimo modificato, limitatamente allart. 68, con deliberazione consiliare 5 luglio 2011 n. 63 ed esecutivo il 5 luglio 2011.

2. -

Il presente regolamento stato gi: approvato con deliberazione consiliare 29 giugno 1993 n. 173; modificato con deliberazione consiliare 12 marzo 1996 n. 37; modificato con deliberazione consiliare 27 novembre 2002 n. 169; modificato con deliberazione consiliare 28 gennaio 2004 n. 5 modificato con deliberazione consiliare 24 marzo 2004 n. 26 modificato con deliberazione consiliare 16 gennaio 2007 n. 2 modificato con deliberazione consiliare 06 novembre 2007 n. 128 modificato con deliberazione consiliare 09 dicembre 2008 n. 131 modificato con deliberazione consiliare 03 marzo 2009 n. 74 modificato con deliberazione consiliare 27 luglio 2010 n. 123

IL SEGRETARIO GENERALE dott. Cecilia Ambrosi

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