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SVILUPPI POST WEBERIANI SULLA DEMOCRAZIA.

Weber lascia aperto un poblema: per lui possibile concepire le organizzazioni razionali solo come burocrazie; esso defin la razionalit in base al senso dei soggetti che agiscono e questo apparve poi insufficiente per spiegare l'effetto delle azioni sociali nelle organizzazioni. Quindi negli anni 40-60 del 900 in USA si svilupparono studi sulle burocrazie che ne misero in evidenza le ambivalenze e le conseguenze inattese. Questi studi revisionistici (di controllo) si dividono in due filoni: 1. revisionismo forte> di Parsons e Gouldner che applica l'approccio funzionalistico al concetto Weberiano di burocrazia, mettendo a fuoco gli scarti (le funzioni latenti) tra l'intenzione razionale con cui i soggetti agiscono e le conseguenze inattese, cio gli inconvenienti che compromettono il perseguimento razionale dello scopo per cui l'organizzazione nata. Gouldner propone poi una pluralit di modelli burocratici da studiare e Selznick studia gli effetti delle interferenze di gruppi esterni di potere sulle burocrazie e i patteggiamenti (trattative, negoziati, accordi) cui le burocrazie scendono per proseguire la propria azione, spesso compromettendo il loro scopo originario. 2. Revisionismo debole> di Crozier e Mintzberg che recupera la dimensione Weberiana del senso che i soggetti danno al loro agire. In un secondo tempo la ricerca si sofferma sull'idea Weberiana che le organizzazioni razionali (orientate secondo lo scopo) si possano concepire solo come burocrazie; cio che la burocrazia l'unica forma che prendono le organizzazioni razionali. Crozier si sofferma sull'analisi della crescente autonomia e sofisticazione culturale delle persone che porta a soluzioni post-burocratiche. Mintzberg analizza il management per obiettivi e concepisce le organizzazioni come una pluralit di configurazioni interne ispirate a diverse logiche di funzionamento. PARSONS & MERTON. le origini del funzionalismo stanno in Durkheim che ne le regole del metodo sociologico sostiene la necessit di considerare i fenomeni sociali come cose che influenzano le azioni dei soggetti, e nello spiegare un fenomeno sociale, distingue tra causa del fenomeno sociale e funzione sociale del fenomeno, al di l delle intenzioni dei soggetti. Questa posizione opposta a Weber fu ripresa da Malinowsky che analizz le funzioni sociali dei fenomeni, cio i contributi che le varie istituzioni sociali e culturali, usanze, cerimonie, danno per mantenere in vita il sistema sociale. Si perviene dunque ad un modello teorico che considera istituzioni, riti, usanze, credenze come necessarie al sistema sociale. Nella sociologia americana colui che recep il funzionalismo fu Talcott Parsons che riprese il concetto di funzione integrativa svolta da istituzioni sociali come chiesa, scuola, famiglia, partiti etc. per spiegare l'ordine sociale.

Anche Merton recep il concetto di funzionalismo ma in modo pi debole di Parsons (cio non costru una teoria generale della societ da cui dedurre strumenti con cui interpretare i fenomeni sociali) ma Merton procede con teorie di medio raggio formate da ipotesi specifiche da verificare empiricamente su un certo numero di fenomeni; cio cerca sempre un rapporto attivo tra teoria e ricerca sul campo. Merton rifiuta 3 postulati del funzionalismo forte: 1. l'unit funzionale della societ secondo cui le funzioni svolte da un'istituzione (religiose, riti, credenze) sono omogenee e diffuse all'intero sistema sociale. Merton crede invece che la societ non possa essere paragonata ad un organismo vivente in cui tutte le parti sono interconnesse, ma anzi, la societ segmentata e composta, formata da elementi eterogenei. ES> la religione indicata nel funzionalismo forte come funzione integratrice, non diffusa uniformemente nella societ intera, e ha provocato guerre e tensioni sociali. Per cui con teorie intermedie (di medio raggio) di studiano il grado di diffusione delle funzioni esercitate da specifiche istituzioni in specifici contesti. 2. Merton rifiuta l'ipotesi del funzionalismo universale secondo cui ogni istituzione svolge sempre una funzione sociale: no, molte istituzioni passate sopravvivono per inerzia senza esercitare pi funzioni per le quali erano nate. 3. Merton rifiuta la corrispondenza biunivoca e necessaria tra funzioni e istituzioni, perch sostiene che le funzioni possano essere svolte da istituzioni diverse: es) la religione (istituzione) non svolge solo la funzione integrativa di conservazione dell'ordine esistente (funzione), talvolta l'ha cambiato. la stessa istituzione pu svolgere funzioni diverse che non sono necessariamente quelle previste dall'origine. Si assume quindi che il rapporto istituzione-funzione sia variabile. Permane in Merton la caratteristica del funzionalismo, cio il primato dato alle conseguenze delle azioni dei soggetti, tenendo ben distinte le motivazioni che spingono i soggetti ad agire cos. I soggetti possono non essere consci delle reali funzioni svolte da quelle istituzioni e delle conseguenze di determinate azioni: le conseguenze possono essere volute e note (funzioni manifeste) o non volute e sconosciute (f. latenti). Ma se le funzioni latenti non sono note, come si fa ad individuarle? Come si fa a capire quali sono le conseguenze non volute di istituzioni e azioni? ES> le danze tribali in periodi di siccit. Funzione manifesta o conseguenza manifesta dell'azione danza: pioggia funzione latente (non voluta n nota): che la danza rafforza i legami di solidariet nel gruppo, nella trib in momento di difficolt come siccit. Ormai si sa che le danze tribali non portano pioggia per cui quella funzione non pi sconosciuta perch la societ evolve e si scoprono funzioni latenti nuove. Scoprirle contribuisce ad aumentare la consapevolezza delle conseguenze inattese di alcune azioni. Il funzionalismo di Merton quindi debole, critico e liberale: critico perch spesso le funzioni svolte (conseguenze) dalle istituzioni non sono positive ed liberale perch

lontano da ideologie di destra o sinistra. Merton usa la ragione solo per aumentare la consapevolezza di alcune conseguenze inattese nell'agire sociale. Merton analizza le ragioni che provocano un cattivo funzionamento della burocrazia e le ricerca all'interno di essa, soffermandosi sugli effetti inattesi e non voluti di azioni che dovrebbero dare ai cittadini un'amministrazione efficiente. Merton arriva a far tremare alcune certezze sulla razionalit del modello burocratico Weberiano, ma muove tali critiche con un approccio funzionalistico, ponendo l'accento sule azioni dotate di senso: c' quindi un recupero della dimensione soggettiva dell'agire. Secondo Merton un motivo del cattivo funzionamento della burocrazia l'eccessiva specializzazione dei funzionari nelle procedure per risolvere le pratiche di lavoro; procedure ultra standardizzate per evitare trattamenti differenziati verso gli utenti del servizio. Questa pu diventare deformazione professionale, cio incapacit addestrata: si manifesta quando la realt delle cose muta, quando sorgono problemi tecnici nuovi etc e il funzionario burocratico entra in crisi perch incapace di adattarsi alla nuova situazione: il primo caso di funzione latente ( conseguenza inattesa) della burocrazia. Un'altra conseguenza inattesa della burocrazia il RITUALISMO BUROCRATICO, cio l'atteggiamento del funzionario che mette al 1 posto la fedelt alle norme, dimenticandosi del fine dell'organizzazione burocratica, cio servire gli utenti, provocando quindi inefficienze. Un'Altra funzione latente la creazione di uno spirito di corpo che porta i burocrati a difendere il proprio status e talvolta l'orgoglio del loro mestiere che li induce ad opporsi ai cambiamenti, piuttosto che assistere gli utenti, oppure a non fornire informazioni ai loro superiori o viceversa ad inondarli di documenti. Un'altra conseguenza inattesa il modo di procedere del burocrate, stereotipato, che riduce tutti i casi a pratica e diventa arrogante verso l'utente, in una posizione di supremazia. Questa conseguenza ha radici nella natura stessa della burocrazia, al suo lato impersonale e formale dei rapporti, per evitare favoritismi. Merton mostra come il germe delle disfunzioni sia dentro la burocrazia stessa, nelle sue conseguenze inattese (o funzioni latenti) che le pressioni delle strutture burocratiche provocano nel comportamento degli uomini.