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CHIMICA MODERNA
Legge di conservazione della massa
In ogni procedimento chimico la quantit di materia prima e dopo il procedimento rimane la stessa. (Antoine Lavoisier)

Legge delle proporzioni definite


In un dato composto chimico i rapporti in massa degli elementi di cui esso e costituito sono costanti indipendentemente dallorigine del composto o il modo di preparazione. (Joseph Proust). Certi solidi presentano u piccolo intervallo di composizione variabile, chiamati composti non stechiometrici Wustite (FeO). Questi composti sono chiamati Berthollidi. (Claude Berthollet).

La teoria atomica di Dalton


1. 2. 3. 4. 5. La materia composta di atomi indivisibili. Tutti gli atomi dello stesso elemento hanno la stessa massa e le stesse propriet. Elementi diversi hanno atomi differenti; in particolare i loro atomi hanno masse differenti. Gli atomi sono indistruttibili e mantengono la loro identit nelle reazioni chimiche U composto si forma dagli elementi mediante la combinazione degli atomi di elementi diversi secondo rapporti di numeri interi.

La legge delle proporzioni multiple


Quando due elementi formano pi di un composto tra loro le masse di uno degli elementi che si combinano con una massa uguale dellaltro elemento sono fra loro secondo rapporti da numeri interi e piccoli.

La legge di combinazione dei volumi


I volumi di due gas che reagiscono tra loro (nelle stesse combinazioni di temperatura e di pressione) sono secondo rapporti dati da numeri piccoli e interi. Inoltre anche il rapporto del volume di ciascun prodotto gassoso al volume di ciascun gas reagente dato da numeri piccoli e interi. (Joseph Gay Lussac).

Lipotesi di Avogadro
Volumi uguali di gas diversi misurati nelle stese condizioni di temperatura e di pressione contengono lo stesso numero di particelle.

Definizioni
Eterogeneo: presenta zone con propriet differenti Omogeneo: propriet non variano nel campione Miscela: possibile separare i componenti di cui sono costituite con metodi fisici comuni come distillazione. Composto: sostanze che contengono due o pi elementi. Numero atomico: numero di protoni e di elettroni Numero di massa: numero di protoni + numero di neutroni. Volume molare: il volume occupato da una mole della sostanza. Formula empirica: la formula pi semplice che d il corretto rapporto di atomi di ciascuna specie in una sostanza cio il rapporto di combinazione. Formula molecolare: specifica il numero di atomi di ciascun elemento in una molecola della sostanza.

Ioni e composti ionici


Gli elettroni occupano una serie di gusci pi interni che circondano il nucleo e non sono coinvolti nella formazioni di legami tra gli atomi. Il guscio pi esterno parzialmente riempito (guscio di valenza) contiene gli elettroni da considerare nella maggior parte dei legami chimici cio gli elettroni di valenza. Il numero di elettroni di valenza in un atomo neutro di un elemento uguale al numero del gruppo dellelemento nella tavola periodica. Il modello di Lewis rappresenta gli elettroni di valenza con dei punti, gli elettroni di core non vengono mostrati. Uno ione con carica positiva (catione) si forma quando un atomo perde uno o pi elettroni mentre uno con carica negativa (anione) si forma quando un atomo acquista elettroni. Tendenza degli atomi a raggiungere ottetti di valenza. Gli atomi dei gruppo I II lo raggiungono perdendo elettroni per formare dei cationi, gli atomi dei gruppi VI VII lo fanno acquistando elettroni. In un legame covalente gli elettroni non vengono trasferiti da un atomo allaltro ma vengono condivisi. La regola fondamentale che sta alla base delle formule di struttura di Lewis e la regola dellottetto gli elettroni in un composto covalente sono distribuiti in modo tale che ogni elemento dei gruppi principali sia circondato da otto elettroni. Le coppie di elettroni non condivise vengono chiamate coppie solitarie. In un doppio legame sono condivise due coppie di elettroni mentre in un triplo legame tre.

Le formule di struttura di Lewis


1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Lidrogeno ed il fluoro sono sempre atomi terminali nelle formule di struttura di Lewis Contate il numero totale di elettroni di valenza pari al gruppo di appartenenza. Se uno ione negativo aggiungete il valore assoluto della carica totale, se positivo sottraete il valore della carica. Calcolate il numero di elettroni necessario per far si che ciascun atomo abbia attorno a se un numero di elettroni pari a quelli del gas nobile successivo. Sottraete a questo numero quello calcolato nel punto 1 = numero di elettroni condivisi. Assegnate due elettroni di legame ad ogni legame della molecola o ione. Se rimangono elettroni di legame assegnateli a coppie rendendo alcuni dei legami doppi o tripli Sistemare i restanti elettroni come coppie solitarie sugli atomi dando degli ottetti a tutti gli atomi tranne idrogeno. Calcolate la carica formale di ciascun atomo e scriverla vicino ad esso. La somma delle cariche formali sia pari alla carica totale della molecola o ione.

Strutture di risonanza
Per alcune molecole possibile scrivere due o pi formule di struttura di Lewis. La descrizione basata sul modello di Lewis non pi valida si pu risolvere il problema dicendo che la struttura di Lewis e un ibrido di risonanza delle due formule di struttura dove ciascun legame intermedio tra un legame singolo ed uno doppio.

Non validit della regola dellottetto


1. 2. 3. Molecole con numero dispari di elettroni. Qualunque molecola che abbia un numero dispari di elettroni non pu soddisfare la regola dellottetto. Molecole elettron - deficienti. Alcune molecole sono stabili bench abbiano pochi elettroni per raggiungere lottetto. Espansione del guscio di valenza. E necessario espandere il guscio di valenza quando il numero di elettroni di legame condivisi non sufficiente per porre una coppia di elettroni tra ciascuna coppia di atomi che si suppone siano legati

IL LEGAME CHIMICO
Propriet del legame chimico
Gli elementi che hanno i gusci di valenza pieni hanno poca reattivit a causa dellelevata energia necessaria per aggiungere e rimuovere elettroni. Gli elementi con guscio aperto sono reattivi in quanto raggiungono stabilit scambiando elettroni.

Distanze di legame
La distanza di legame aumenta allaumentare del numero atomico e delle dimensioni atomiche.

Entalpie di legame
La geometria molecolare quella che permette la minore energia. La variazione di entalpia di dissociazione il calore associato a pressione costante che varia in funzione del numero atomico. I legami diventano pi deboli allaumentare del numero atomico.

Ordine di legame
Lordine dei legame il numero di coppie di elettroni condivise nel legame.

Legami ionici e covalenti Elettronegativit


Lelettronegativit di Mulliken proporzionale alla media dellenergia di ionizzazione e dellaffinit elettronica. Gli accettori sono molto elettronegativi mentre i donatori elettronici sono elettropositivi. La differenza di elettronegativit tra due atomi indica il grado polarit del legame. Elevati valori indicano un legame prevalentemente ionico mentre piccole differenze indicano u legame covalente, valori intermedi covalente polare.

Il legame ionico
Un legame ionico si forma attraverso linterazione delle forze attrattive di Coulomb. Quando la distanza tra gli ioni bassa lattrazione di Coulomb compensa lenergia richiesta per la formazione del legame. La distanza di legame determinata da un bilanciamento di forze attrattive e repulsive. La polarizzazione implica la distribuzione non simmetrica di carica attorno ad ogni nucleo determinata dal campo elettrico degli ioni.

Legame covalente
Il legame covalente deriva dalla condivisione di elettroni tra atomi. Se lelettrone si trova tra i nuclei esercita una forza attrattiva di Coulomb sui nuclei tenendoli assieme e rafforzando il legame. Se lelettrone non si trova tra i nuclei le forze tendono a separare i nuclei indebolendo il legame. Il legame covalente si ha quando lelettrone trascorre la maggior parte del tempo tra i nuclei.

Forza degli ossiacidi


Gli ossiacidi sono acidi nei quali gli ioni idrogeno ceduti in soluzione sono legati ad atomi di ossigeno. La forza dellacido aumenta allaumentare dellelettronegativit dellatomo centrale dellatomo centrale.

Geometria molecolare La teoria VSEPR


Le coppie elettroniche di legame e non di legame si respingono tra di loro e quindi assumono una posizione tale da minimizzare tale repulsione. Per trovare la geometria si calcola il numero sterico dellatomo centrale che costituito dal

numero di atomi legati allatomo centrale pi il numero di coppie solitarie sullatomo centrale. Le coppie solitarie tendono ad occupare pi spazio delle coppie di legame e quindi gli angoli di legame opposti tendono a restringersi. Una coppia solitaria cerca pertanto di occupare una posizione che renda che renda che renda minimo il numero di coppie di legame elettroniche a 90.

Momenti di dipolo
Molecole con momenti di dipolo diversi da zero sono polari mentre quelle che non hanno momento di dipolo sono non polari.

Orbitali molecolari nelle molecole biatomiche


Per costruire una funzione donda molecolare sufficiente effettuare una combinazione lineare delle due funzione * donda atomiche. Orbitali indicano che la densit elettronica distribuita intorno allasse di legame

* ha una probabilit * ridotta quindi un orbitale antilegante. Nellorbitale i nuclei si attraggono mentre nellorbitale si respingono
simmetricamente. orbitale legante probabilit maggiore di trovare lelettrone tra i nuclei. (tale orbitale tra i nuclei ha un nodo. La differenza di energia tra i due orbitali pu essere mostrata da un diagramma di correlazione dove gli eletroni sono sistemati negli orbitali a partire da quello con minore energia. Lordine di legame il numero di elettroni in orbitali leganti meno il numero di elettroni in orbitali antileganti diviso 2. Un ordine di legame maggiore corrisponde ad energie di legame elevate ed a distanze di legame pi corte. 1. Combinazioni lineari di orbitali atomici per ottenere orbitali molecolari. Il numero di orbitali molecolari uguale al numero di orbitale atomici utilizzati. 2. Ordinare gli orbitali i base allenergia dalla pi bassa alla pi alta. 3. Sistemare gli elettroni partendo dallorbitale con energia pi bassa. Gli orbitali 2 p x perpendicolari allasse di legame si combinano per formare un orbitale legante e antilegante e si indica con . Gli orbitali z sono orbitali p paralleli allasse di legame. Le fasi della funzione donda determinano il carattere legante o antilegante dellorbitale molecolare. Orbitali molecolari leganti si ottengono dalla sovrapposizione della stessa fase della funzione donda mentre quelli antileganti da fasi opposte. Si utilizzano due diversi diagrammi di correlazione per gli elementi del 2 gruppo uno per gli elementi fino allOssigeno e laltro dallOssigeno in poi. Molecole con elettroni non accoppiati in orbitali molecolari determinano una elevata reattivit e paramagnetismo.

Molecole biatomiche eteronucleari


Se un atomo pi elettronegativo di u altro gli elettroni passeranno pi tempo sullatomo pi elettronegativo. Nel diagramma di correlazione i livelli di energia dellatomo pi elettronegativo sono spostati verso il basso poich tale atomo attrae gli orbitali in maniera maggiore.

Molecole poliatomiche
Lutilizzo di orbitali molecolari delocalizzati con funzioni donda distribuite sullintera molecola. Negli orbitali localizzati, gli orbitali atomici s e p dellatomo centrale si mescolano per formare nuovi simboli atomici singolarmente occupati adatti per formare legami o con altri orbitali singolarmente occupati si ottengono nuovi orbitali ibridi sp - sp sp che sono caratterizzate dalla struttura rispettivamente planare triangolare planare e tetraedrica Nelle molecole triatomiche gli atomi esterni hanno orbitali s completamente occupati non coinvolti nel legame o con lorbitale p z e legami formati dagli orbitali p x p y delocalizzati. Combinazioni lineari di orbitali p x e p y formano orbitali molecolari delocalizzati che partecipano al legame
2 3

. Tali

orbitali p x formano un orbitale legante senza nodi, uno antilegante con due nodi e uno di non legame con un nodo.

Prima gli elettroni vengono posti negli orbitali localizzati formando legami singoli. I restanti orbitali p sono utilizzati per formare orbitali molecolari . Nella geometria molecolare stabile gli atomi di idrogeno dei carboni centrali che stanno sullo stesso piano dello scheletro di carbonio Isomeri geometrici hanno stessa formula chimica ma strutture diverse isomeria ottica o chiralit un atomo di carbonio forma quattro legami con atomi o gruppi di atomi differenti esiste in due forme luna immagine speculare dellaltra ma non interscambiabili. Sistema elettronico coniugato d due o pi legami doppi o tripli si alternano a legami singoli. Questi sistemi presentano energie pi basse rispetto al modello dei legami localizzati. La molecola del benzene presenta una singola distribuzione elettronica dove il legame descritto con orbitali molecolari delocalizzati.

Acidi e basi
Propriet degli acidi e basi
Si dice acido una sostanza che pu donare uno ione idrogeno mentre una base una sostanza che pu accettare uno ione. Acidi e basi si presentano come coppie acido base coniugate. Anfoteri sostanze che funzionano sia come basi che come acidi.

Autoionizzazione dellacqua
Autoionizzazione dellacqua cio la presenza di ioni H 3 O
+

e OH

in eguale concentrazione in acqua pura.

Acidi e basi forti e pH


Una soluzione acida contiene ioni H 3 O

in prevalenza rispetto agli ioni OH . Un acido forte un acido che in


7

soluzione acquosa si ionizza completamente. Un base forte una base che in acqua reagisce completamente per dare ioni OH . Se soltanto vengono aggiunti quantit di acido a base nellordine di 10 si deve considerare lautoionizzazione dellacqua pH scala logaritmica di acidit pH>7 base pH=7 neutro pH<7 acido. Acido debole il trasferimento di ioni non avviene completamente e quindi sono elettroliti deboli in quanto la bassa presenza di ioni favoriscono il passaggio di energia elettrica.

Forza degli acidi e basi


La costante di ionizzazione acida un indice di forza dellacido pi debole pi forte la base coniugato e viceversa Indicatore un colorante solubile che cambia colore in un intervallo di pH Una base debole reagisce parzialmente con acqua per formare OH .

Idrolisi
Idrolisi la reazione di una sostanza con acqua ed in particolare quando il pH cambia rispetto a 7 Idrolisi avviene solo con acidi coniugati di basi deboli o viceversa.

Soluzione tampone
Si dice soluzione tampone una soluzi0ne con mantiene il pH approssimativamente costante anche quando vengono aggiunte acido e base.

Progettazione di tamponi
Per realizzare un tampone efficace tenere le concentrazioni dellacido e della base coniugato in misura uguale grande. Per un sistema tampone si deve scegliere lacido che ha il pH il pi possibile vicino al pH da ottenere Pi alti sono le concentrazioni delle specie tamponi e minore sar la variazione di pH allaggiunto di un acido e una base.

Titolazioni
Punto di equivalenza nella titolazione quando la quantit di base addizionata uguale a quella dellacido

Acidi poliprotici
Acidi monoprotici acidi le cui molecole possono donare un solo ione idrogeno. Mentre gli acidi poliprotici possono donare due o pi ioni idrogeno. La concentrazione di pari a quello derivata dalla prima ionizzazione

EQUILIBRI DI SOLUBILITA
In una soluzione satura esiste un equilibrio dissoluzione precipitazione. Fuori dalle condizioni di equilibrio la soluzione si dice insatura

Solubilit dei sali


La solubilit di una sostanza in un solvente la massima quantit che si scioglie in condizioni di equilibrio in un valore di solvente ad una data temperatura. Composto con una solubilit inferiore a 0,1 sono insolubili, maggiore di 10 solubili, tra 0,1 e 10 parzialmente solubili

Equilibri ionici
K costante del prodotto di solubilit si riferisce allequilibrio di un solido ionico poco solubile Solo per soluzioni ideali il K ps attendibile

Precipitazione
Quoziente di reazione Q se Q> K ps precipita solido fino a quando Q= K ps se Q< K ps non precipita solido. Leffetto ione comune si ha quando la soluzione ed il sale che in essa deve essere sciolto hanno uno ione comune e la solubilit del sale diminuisce. Gli idrossidi metallici sono pi solubili i soluzione acida che in acqua pura Le sostanze in cui lanione una base pi o meno forte sono pi solubili in ambiente acido. Reazioni di ossido riduzione in cui viene modificato lo stato di ossidazione delle specie che partecipano alle semireazioni uno di ossidazione e uno di riduzione. Quando una stessa sostanza si ossida e si riduce si ha una disproporzione. Il ponte salino permette agli ioni positivi di fluire a destra (catodo) mentre ai negativi a sinistra (anodo) mantenendo una carica neutra nei due recipienti. Anodo la cella in cui avviene lossidazione e catodo quella in cui avviene la riduzione. Gli elettroni fluiscono dallanodo verso il catodo. Per spingere gli elettroni a fluire da una parte allaltra del circuito necessario una differenza di potenziale elettrico. Il voltaggio dipende dalla quantit di correte che passa. Aumentando il voltaggio oltre la differenza di potenziale gli elettroni cambiano direzione. Una cella che funzione spontaneamente si dice cella galvanica una cella che viene fatta funzionare nella direzione opposta si dice elettrolitica.

Legge di Faraday
1. 2. La massa di una sostanza consumata o prodotto allelettrodo proporzionale alla carica elettrica della cella. Masse equivalenti di sostanze diverse sono prodotte o consumate ad un elettrodo da una quantit definita di carica elettrica

Corrente elettrica la quantit di carica che passa in un circuito nellunit di tempo. Il lavoro elettrico dato da una carica che si muove in una differenza di potenziale nelle celle galvaniche il lavoro negativo mentre nelle elettrolitiche positivo. Accoppiando 2 mezze celle quella con il potenziale pi positivo si riduce e quello con il potenziale meno positivo si ossida. Il potenziale di cella la differenza dei potenziali di mezza cella. La mezza cella standard H 3 O |
+

H2

alla

quale gli viene assegnato un potenziale uguale a 0 ed preso come riferimento per le altre celle. Un agente ossidante una specie chimica che si riduce facilmente. Un agente riducente viene ossidato facilmente. Una specie pu dar luogo a disproporzione solo se il potenziale di destra maggiore di quello di sinistra

pH METRI
Celle galvaniche sensibile alle variazioni di pH con elettrodi di Pt | H 2 . Alcune zone del metallo funzionano da catodo altre da anodo e si formano dove ci sono impurezze del metallo. La superficie scoperta agisce da catodo mentre le zone sotto vernice da anodo. Quindi al catodo si forma la ruggine mentre allanodo si consuma il metallo Passivazione ricopertura della superficie con un sottile ossido di metallo. Anodi superficiali che si ossidano pi facilmente del ferro in contatto elettrico con il metallo.

VELOCITA DI REAZIONE
Velocit media di reazione si divide la variazione di concentrazione per il tempo trascorso t=0 velocit iniziale velocit istantanea piccoli intervalli di t . Velocit globale = velocit in avanti velocit indietro. K costante di velocit dipende solo dalle concentrazioni. Velocit dipende dalla concentrazioni reazioni di ordine n. Non prevedibile dalla forma dellequazione chimica, legge cinetica integrata esprime direttamente le concentrazioni delle specie in funzione del tempo. Gli stadi attraverso cui avvengono le reazioni si chiamano reazioni elementari. Meccanismo di reazioni una serie di reazioni elementari che si combinano per formare la reazione globale un intermedio di reazioni una specie che si forma ma non compare nella reazione globale nei meccanismi di reazione uno molto pi lento degli altri e condizioner la velocit totale della reazione

REAZIONE CATENA
una reazione a catena una reazione che procede attraverso una serie di stati elementari alcuni si ripetono pi volte tre fasi inizio catena, propagazione e termine di catena o catena ramificata gli stadi di propagazione aumentano

Energia di attivazione
Non tutte le collisioni danno vita a reazioni ma solo quelle in cui lenergia di collisione supera un certo valore. Quando si raggiunge un massimo dellenergia potenziale costituiscono unentit chiamata complesso attivato. Non tutti i reagenti hanno energia sufficiente per rompere i legami e formare i prodotti. Lenergia di attivazione sempre positiva perch c sempre un livello energetico da superare.

Catalizzatori e catalisi
Catalizzatore modifica il meccanismo di reazione. Catalisi omogenea presente nella stessa fase dei reagenti. Catalisi eterogenea presente in fase in fase separata Il catalizzatore aumenta il fattore di Arrhenius e diminuisce lenergia di attivazione accelera la reazione diretta e inversa non modifica K. Inibitore Ruolo inverso. Il valore della costante di equilibrio dipende solo dalla temperatura stato di equilibrio le velocit delle reazioni dirette e inverse si uguagliano. Gli equilibri non ci sono cambiamenti macroscopici. Si raggiungono con processi spontanei. Bilanciamento tra processo diretto e inverso. Non dipendono dalla reazione utilizzata per raggiungerli. Le pressioni parziali dei gas allequilibrio sono correlate da una costante di equilibrio che dipende dalla temperatura. Legge dellazione di massa che mette in relazione le pressioni per valori di K grandi le pressioni dei prodotti sono maggiori dei reagenti se K piccolo le pressioni dei reagenti sono maggiori di quelle dei prodotti. Per valori intermedi sono entrambi presenti in proporzioni significative. K adimensionale perch costituito da attivit cio da rapporti fra pressioni e quindi adimensionali. Q quoziente di reazione se Q minore di K deve crescere e quindi la reazione si sposta verso destra. Se Q maggiore di K deve diminuire e quindi la reazione procede verso sinistra.

Le Chatelier
Un sistema allequilibrio soggetto ad una spinta esterna reagir in modo da controbilanciare la spinta. Questa affermazione permette di comprendere la risposta di un sistema ad una variazione dallesterno soprattutto in maniera termodinamica. I gas entrano nelle espressioni di equilibrio come pressioni parziali. Le specie disciolte in concentrazioni. Non rientrano nelle espressioni ne i solidi, i liquidi ed il solvente. Fasi: uniformit di composizione chimica e stato fisico. Tensione di vapore tendenza a passare allo stato di vapore.

Equilibri di fase
Lequilibrio di fase quando le due fasi si eguagliano. La tensione di vapore aumenta al crescere della temperatura Lequilibrio di fase un processo dinamico. Quando la pressione esterna maggiore della tensione di vapore si ha lebollizione. Punto ebollizione normale punto in cui la tensione di vapore 1 atm. Punto di fusione temperatura in cui solido e liquido sono in equilibrio. Diagramma di fase schema nel quale sono definiti gli stati fisici stabili per ogni combinazione di pressione e temperatura. Punto triplo coesistono tra loro tutte e tre le fasi. Punto critico scompare il menisco cambiano propriet e densit una sostanza oltre punto critiche si chiama fluido supercritico. Titolazione: aggiunta di una concentrazione di una soluzione a concentrazione nota e volume stabilito ad una soluzione di concentrazione ignota.

Procedimento di distillazione
Usato per separate miscele nei suoi componenti puri. Processi di evaporazione e condensazione svariate volte. Colonna di distillazione evaporazione seguite da condensazioni che si succedono su tutta la lunghezza delle colonne.

Deviazioni dalla legge di Rault


Soluzioni con deviazione negative dalla legge di Rault (in cui prevalgono le forze attrattive soluto solvente) mostrer un punto di ebollizione massima per una certa composizione definita azeotropo di massimo. Una miscela con deviazioni positive presenta un punto di ebollizione minima cio un azeotropo di minimo. Miscele azeotropiche si comportano come un liquido puro cio bolle ad una temperatura precisa e con la stessa composizione e non possono essere separate per distillazione frazionata.

STRUTTURE CRISTALLINE
Solidi elementi si simmetria quali ossi piani e punti di simmetria. Il reticolo con pi alta simmetria quello cubico. Cella unitaria che contiene tutti e caratteri fondamentali del reticolo cristallino. A volte vengono scelte celle non primitive per avere la stessa simmetria del reticolo. Cella o corpo centrato, a facce centrali e a basi centrate. Per misurare le distanze internucleari di un reticolo cristallino si utilizza la diffrazione dei raggi X. Le onde che colpiscono centri di diffusione vengono deviate, ma solamente quelle che lanciano un multiplo intera di lunghezza donda, cio alcune si rafforzano oltre si distruggono. Per misurare la distanza si utilizza la legge di Bragg che tiene conto dellangolo di riflessione. Struttura a corpo centrato cubico gli atomi sono disposti sugli otto vertici del cubo + uno allinterno. Struttura cubica a facce centrate vi un atomo al centro di ogni faccia pi un atomo su ogni vertice. Siti interstiziali spazi vuoti presenti nella cella tra gli atomi i pi diffusi siti interstiziali sono il sito ottaedrico ed il sito tetraedrico. I cristalli molecolari includono i gas nobili lossigeno lazoto gli alogenuri e la maggior parte dei composti organici. Il reticolo cristallino tenuto insieme dalle facce intermolecolari. Molecole compenetrate centro nel nucleo dellatomo e raggio pari al raggio di van der Walls successivamente si impaccano tra loro per ridurre gli spazi vuoti. Bassi punti di fusione teneri e deformabili. Cristalli ionici formati da atomi con notevole elettronegativit. Gli ossidi solfuri i metalli alcalini terrosi assumono una struttura a salgemma come il cloruro di sodio. Rapporto tra il raggio dellanione e del catione compreso 0,414 e 0,732 si forma struttura di salgemma>0,732 struttura del cloruro di cesio<0,414 struttura a sfalerite. Solidi duri fragili e alte temperature di fusione solido fuso si rompe il reticolo cristallino quindi gli ioni liberi permettono buona conducibilit elettrica.

Cristalli metallici
Alta conducibilit elettrica e termica grazie allalta mobilit degli elettroni di valenza. Elettricit flusso di elettroni da zone ad alta energia potenziale a zone di bassa conducibilit termica spostamento di elettroni da zone con elevato energia cinetica o bassa. Gli elettroni di valenza sono delocalizzati in orbitali molecolari sullintero atomo. Molti atomi di elementi metallici insieme formano una banda di livelli energetici. Gli elettroni che si trovano alla base della banda non vengono influenzati dalla differenza di potenziale in quanto sono seguiti da livelli energetici pienamente occupati. Gli elettroni del livello di fermi i quali elettroni possono muoversi ed occupare i livelli energetici superiori. La migrazione di elettroni forma la corrente elettrica. La conducibilit costante per la nuvola di elettroni delocalizzati sul cristallo legame forte. Ampio intervallo di punti di fusione.

Cristalli covalenti
Diamante gli orbitali ibridi sp sono in grado di sovrapporsi con altri orbitali ibridi sp cos dei legami ionici covalenti. Alte temperature di fusione duri e fragili.
x x

di un altro atomo formando

TERMONDINAMICA
Lavoro pressione volume quando un gas compresso espansa sotto linfluenza di una pressione esterna Trasferimento di energia tra oggetti differenti il calore. Calore specifico: quantit di calore necessaria per aumentare di 1C un grammo massa della sostanza. Capacit termica quantit di calore necessaria ad aumentare la temperatura di 1K. Importanti capacit termiche molari. Primo principio della termodinamica la variazione di energia data dalla somma di calore pi lavoro q e w non sono funzioni di stato E se lenergia totale delluniverso rimane invariata.

funzione di stato. Una reazione che cede calore esotermica una che acquista calore endotermica. Lentropia di reazione corrisponde alla variazione di entropia della trasformazione dei reagenti in prodotti. Entropia standard variazione di entropia quando i prodotti e i reagenti si trovano a 25C e 1 atm entropia standard di formazione variazione di entropia per produrre una mole di composto entropia di legame derivata dalla rottura di un legame variazione di entropia definita come la quantit di calore trasferita al sistema divisa la temperatura e entropia una funzione di stato le variazioni non dipendono dal percorso seguito.
Secondo principio 1. In un processo irreversibile la somma dellentropia di un sistema non cambia e dellambiente 2. In un processo irreversibile la somma dellentropia e del sistema e dellambiente deve aumentare 3. Un processo in cui la variazione lentropia totale < 0 impossibile Termodinamica statistica cambiamenti spontanei utilizzando la teoria della probabilit. Numero di stati disponibili per ogni molecola. Microstato indica una distribuzione particolare delle molecole con la stessa probabilit di essere occupato dal sistema. La relazione di Boltzmann legame mette in relazione il mondo microscopico e macroscopico della termodinamica. Lentropia aumenta allaumentare del numero dei microstati disponibili per le molecole. Nella fase solida vi una bassa entropia perch i microstati disponibili sono pochi. La variazione di entropia S si avvicina allo 0 allavvicinarsi dalla temperatura a 0 K. Lentropia di qualunque sostanze nel suo stato di equilibrio raggiunge 0 allo 0 assoluto. Energia libera di Gibbs fornisce un criterio per prevedere la spontaneit di un qualsiasi processo.

LUCE E SPETTRO ELETTROMAGNETICO


Ampiezza spostamento rispetto alle condizioni in assenza di perturbazione. La distanza tra due massimi e la lunghezza donda. La frequenza il numero di massimi al secondo. Velocit prodotta tra lunghezza e frequenza. La luce una radiazione elettromagnetica. Il campo visibile separa le microonde onde radio dai raggi e x (basse lunghezze donda frequenze sono penetranti). Lenergia deve presentarsi a pacchetti o quanti secondo la relazione

E = h .

Effetto fotoelettrico.
Un raggio di luce che colpisce un metallo pu estrarre elettroni e questo dipende solo dalla sua frequenza. La luce formata da pacchetti detti fotoni. Lenergia in eccesso si trasmette allelettrone come energia cinetica massima. Energia che lega lelettrone alla superficie metallica chiamata funzione di lavoro.

Appunti di chimica
di Fulvio Cacciapuoti

Sommario:
Atomo: ________________________________________________________________________ 5 Numero di Avogadro: ____________________________________________________________ 5 Mole: _________________________________________________________________________ 5 Peso atomico: __________________________________________________________________ 5 Numero atomico, numero di massa, nuclidi, isotopi e isobari:____________________________ 6 Modello atomico:________________________________________________________________ 6 Il principio di indeterminazione di Heisenberg: _______________________________________ 6 Lequazione di Schroedinger: _____________________________________________________ 7 Numeri quantici: ________________________________________________________________ 7 Principio di esclusione di Pauli:____________________________________________________ 7 Regola di Hund: ________________________________________________________________ 7 Principio di Aufbau: _____________________________________________________________ 7 Tavola periodica:________________________________________________________________ 8 Effetto schermante e carica nucleare: _______________________________________________ 8 Energia di ionizzazione: __________________________________________________________ 8 Affinit elettronica:______________________________________________________________ 8 Elettronegativit:________________________________________________________________ 9 Legami chimici:_________________________________________________________________ 9 Momento dipolare (): __________________________________________________________ 10 Orbitali molecolari:_____________________________________________________________ 10 Distanza di legame:_____________________________________________________________ 10 Legge di Coulomb: _____________________________________________________________ 10 Dissociazione elettrolitica: _______________________________________________________ 10 Paramagnetismo: ______________________________________________________________ 10 Ibridazione degli orbitali atomici: _________________________________________________ 11 Cinetica chimica: ______________________________________________________________ 11 Teoria delle collisioni: __________________________________________________________ 11 Velocit di reazione: ____________________________________________________________ 11 Molecolarit ed ordine di reazione: ________________________________________________ 11 Reazioni di ordine zero: _________________________________________________________ 12 Reazioni di primo ordine: ________________________________________________________ 12 Reazioni di secondo ordine: ______________________________________________________ 12 Temperatura e velocit di reazione: ________________________________________________ 13 Equazione di Boltzmann: ________________________________________________________ 13 2

Equazione di Arrhenius:_________________________________________________________ 13 Catalizzatori e velocit di reazione: ________________________________________________ 13 Equilibrio chimico: _____________________________________________________________ 14 Legge di azione di massa (o legge di Guldberg e Waage): ______________________________ 14 Principio dellequilibrio mobile (o principio di Le Chatelier): ___________________________ 14 Grammoatomo: ________________________________________________________________ 14 Grammomolecola (mole): ________________________________________________________ 14 Peso equivalente di un acido: _____________________________________________________ 15 Grammo-equivalente di un acido: _________________________________________________ 15 Peso equivalente di una base:_____________________________________________________ 15 Grammo-equivalente di una base: _________________________________________________ 15 Reazioni di ossido-riduzione: _____________________________________________________ 16 Costante di Plank:______________________________________________________________ 16 Soluzioni:_____________________________________________________________________ 16 Dissociazione elettrolitica: _______________________________________________________ 17 Grado di dissociazione ():_______________________________________________________ 17 Costante di dissociazione dellacqua (KW): __________________________________________ 17 pH e pOH: ___________________________________________________________________ 18 Acidi e basi secondo Bronsted e Lowry:_____________________________________________ 18 Elettroliti anfoteri (anfoliti):______________________________________________________ 18 Forza di acidi e basi:____________________________________________________________ 19 Costante di dissociazione:________________________________________________________ 19 Legge di diluizione (di Ostwald): __________________________________________________ 19 Soluzioni tampone: _____________________________________________________________ 19 Equazione di Henderson-Hasselbalch: _____________________________________________ 20 Formule dei composti organici: ___________________________________________________ 21 Tipi di reagenti:________________________________________________________________ 22 Intermedi di reazione:___________________________________________________________ 22 Tipi di reazioni organiche: _______________________________________________________ 22 Idrocarburi alifatici: ____________________________________________________________ 23 Alcani lineari _______________________________________________________________ 23 Radicali alchilici _____________________________________________________________ 23 Idrocarburi aromatici: __________________________________________________________ 24 Alcoli: _______________________________________________________________________ 25 Le aldeidi e i chetoni: ___________________________________________________________ 25 Acidi carbossilici: ______________________________________________________________ 27 3

Le ammine: ___________________________________________________________________ 27 Ammidi, nitrili e isonitrili: _______________________________________________________ 28 Composti eterociclici azotati: _____________________________________________________ 29 Amminoacidi e proteine:_________________________________________________________ 29 Idrati di carbonio: ______________________________________________________________ 31 I lipidi: _______________________________________________________________________ 31 Nucleosidi, nucleotidi e acidi nucleici: 32

CHIMICA INORGANICA
Atomo:
Latomo rappresenta la parte pi piccola della materia di cui presenta tutte le caratteristiche sia fisiche che chimiche. Risulta costituito da centinaia di particelle subatomiche di cui solo 3 presentano caratteristiche fondamentali ai fini dei comportamenti dellatomo: 1. protoni carica positiva 2. neutroni privi di carica elettrica 3. elettroni carica negativa

Nucleoni
Ruotano attorno al nucleo

Numero di Avogadro:
Indicato con il simbolo NA o N0, il numero di molecole contenute in una mole di qualunque sostanza o, alternativamente il numero di atomi contenuti in 12 gr. di
12

C. Esso

risulta identico considerando una mole di qualunque sostanza. Le prime stime del numero di Avogadro divennero possibili alla fine dell'Ottocento, dopo che il concetto di mole fu esteso alle sostanze liquide e solide; attualmente si assume il valore 6,022 10 , calcolato come media approssimata dei dati ottenuti mediante metodi sperimentali chimici e fisici indipendenti.
23

Mole:
La mole di una sostanza una quantit in gr. pari al numero che esprime il suo peso molecolare relativo. In essa contenuto un numero di molecole che espresso dal numero di Avogadro.

Peso atomico:
Il peso atomico un valore che indica il peso di un singolo atomo. Tale valore pu essere espresso in maniera assoluta o relativa. Il peso atomico assoluto indica il peso effettivo di un atomo (espresso in gr.) di un elemento. Il peso atomico relativo indica quante volte un atomo dellelemento pesa in pi rispetto allU.M.A. ( un numero adimensionale).

Numero atomico, numero di massa, nuclidi, isotopi e isobari:


Il numero atomico (Z) indica il numero di protoni contenuti in un atomo. In un atomo neutro il numero atomico indica anche il numero di elettroni. Il numero di massa (A) esprime il numero totale di protoni e neutroni contenuti in un atomo. Il numero di protoni pu essere dato dalla differenza AZ. Il nuclide un atomo contrassegnato dal suo numero atomico e dal suo numero di massa. Esso si indica scrivendo in alto a sinistra il numero di massa ed in basso a sinistra
A il numero atomico ( Z E).

Il numero di neutroni estremamente variabile da un atomo di un elemento allaltro; aumenta con laumentare del numero di protoni senza una regola fissa o di stretta proporzionalit. Gli isotopi sono nuclidi che presentano lo stesso numero atomico ma un diverso numero di massa. Gli elementi presenti in natura sono, di solito, un misto di vari isotopi. Esempi di isotopi sono il prozio, il deuterio e il tritio (rispettivamente i nuclidi 1 H, 2 H e 1 1
3 1

H).

Gli isobari sono nuclidi che presentano, a differenza degli isotopi, uno stesso numero di massa e un diverso numero atomico.

Modello atomico:
Il primo modello atomico fu proposto da Thomson nel 1899, e secondo questo le particelle dotate di carica erano disposte tutte in maniera uniforme nellatomo. Successivamente Rutherford propose un modello secondo cui protoni e neutroni erano disposti nel nucleo, mentre gli elettroni erano liberi di muoversi attorno al nucleo stesso. Lipotesi pi accreditata rimane quella di Bohr, secondo cui gli elettroni si muovono attorno al nucleo (in cui sono contenuti protoni e neutroni) descrivendo delle orbite stazionarie ben delimitate.

Il principio di indeterminazione di Heisenberg:


Date le caratteristiche dellelettrone, Heisemberg formul il suo principio di indeterminazione, secondo cui impossibile determinare con eguale precisione la velocit e la posizione dellelettrone.

Lequazione di Schroedinger:
Il moto di un elettrone allinterno di un atomo descritto da unequazione donda che tiene conto della continuit dellonda descritta dallelettrone, della stazionariet dellonda nel tempo (cio della sua non mutevolezza). Lequazione di Schroedinger risolvibile mediante lintroduzione di tre costanti: n, l ed m (definite numeri quantici) .

Numeri quantici:
Gli orbitali atomici e le caratteristiche degli elettroni di un atomo dipendono dai 4 valori detti numeri quantici. Si distinguono: 1. numero quantico principale (n) caratterizza lo stato energetico dellorbitale in base alla sua distanza dal nucleo. Pu assumere valori interi compresi tra 1 e 7. 2. numero quantico secondario (l) riguarda la forma dellorbitale. Pu assumere valori compresi tra 0 ed n1. 3. numero quantico magnetico (m) esprime lorientazione spaziale dellorbitale. Pu assumere tutti i valori compresi tra l ed l. 4. numero quantico di spin (s) indica il senso di rotazione dellelettrone. Assume solo valori che siano o + .

Principio di esclusione di Pauli:


Il principio di esclusione di Pauli (1925) afferma che gli elettroni di uno stesso atomo non possono a vere tutti e 4 i numeri quantici uguali (almeno uno deve essere diverso).

Regola di Hund:
La regola di Hund, o principio della massima molteplicit afferma che gli elettroni si dispongono ad occupare il massimo numero di orbitali in un sottolivello.

Principio di Aufbau:
Per il principio di Aufbau, gli elettroni tendono ad occupare gli orbitali seguendo lordine di energia crescente. -Lo stato fondamentale di un atomo quello in cui questo neutro e non eccitato-

Tavola periodica:
Tutti gli elementi presenti in natura sono stati raggruppati nella cosiddetta tavola periodica a lunghi periodi, in cui essi sono stati ordinati in base a numero atomico crescente e disposti secondo 7 righe orizzontali (periodi) e 16 colonne verticali (gruppi). Il gruppo IA comprende i metalli alcalini, il gruppo IIA i metalli alcalino-terrosi, il gruppo IIIA viene chiamato gruppo del boro, il gruppo IVA gruppo del carbonio, il gruppo VA gruppo dellazoto, il gruppo VIA i calcogeni, il gruppo VIIA gli alogeni, il gruppo 0 i gas nobili.

Effetto schermante e carica nucleare:


Gli elettroni di strati energetici differenti subiscono lattrazione coulombiana da parte del nucleo in misura diversa non solo per la diversa distanza, ma anche per leffetto schermante che gli elettroni interni esplicano a danno di quelli periferici. Indicando quindi con Q la carica nucleare e con S la parte di carica che viene meno a causa delleffetto schermante, la carica effettiva (Qeff) sar data da: Qeff = Q S. Lungo i periodi della tavola periodica, la Qeff aumenta, mentre rimane costante lungo i gruppi.

Energia di ionizzazione:
Viene definita energia di ionizzazione, lenergia necessaria per strappare lelettrone pi debolmente legato allatomo isolato allo stato gassoso e portarlo allinfinito. Tale energia dipende dalla carica nucleare effettiva e dal raggio atomico. Se il numero di protoni maggiore di quello di elettroni, allora si parla di catione, in una condizione contraria, abbiamo anioni.

Affinit elettronica:
Laffinit elettronica definita come lenergia che viene liberata quando un elettrone viene acquistato da un atomo neutro allo stato gassoso. Come lenergia di ionizzazione, anche laffinit elettronica dipende dalla carica nucleare effettiva e dal raggio atomico.

Elettronegativit:
La grandezza che raccoglie sia gli effetti dellenergia di ionizzazione che dellaffinit elettronica lelettronegativit. Viene definita come la tendenza di un atomo ad attrarre verso di s gli elettroni di legame. Un elemento elettronegativo se nelle sue interazioni con altri elementi tende ad acquistare elettroni. Lelemento pi elettronegativo il Fluoro (4), seguito dallOssigeno (3,5) e dallAzoto (3).

Legami chimici:
Linsieme delle forze che tengono uniti due o pi atomi fra loro in un assetto stabile di minore energia. Questa configurazione composta da 8 elettroni ed indicata anche con il termine di ottetto. I legami si distinguono in deboli e forti: i deboli sono i legami ad idrogeno (2-7 kcal/mol) e le forze di Van der Waals (1-4 kcal/mol), mentre i forti hanno energia compresa tra 50 e 250 kcal/mol. 1. legame ionico: una forza di natura elettrostatica che si stabilisce tra due ioni di carica opposta e si forma a seguito di un trasferimento reale di elettroni da un atomo allaltro. Non si pu mai formare tra atomi dello stesso tipo. 2. legame covalente: si forma quando la configurazione stabile dellottetto si raggiunge attraverso la compartecipazione tra atomi di due o pi elettroni. Se gli atomi sono simili, il legame si definisce covalente omeopolare. Quando gli elettroni sono 1 coppia, si parla di legame covalente semplice; nel caso in cui le coppie di elettroni siano 2 o 3, il legame viene definito doppio o triplo. 3. legame dativo: si instaura tra due atomi di cui ve ne sia uno che cede elettroni (donatore) ed uno che li acquista (accettore). 4. legame metallico: poich i metalli presentano nel loro strato pi esterno pochi elettroni da mettere in compartecipazione con altri atomi dello stesso tipo per formare lottetto, trovano pi agevole liberarsi degli elettroni esterni, diventando cationi. 5. legame a idrogeno: anchesso un legame di natura elettrostatica, si forma quando un atomo di idrogeno condiviso tra due atomi fortemente elettronegativi che fanno parte di due molecole o raggruppamenti diversi. 6. forze di Van der Waals: si tratta di deboli forze di natura elettrostatica che possono stabilirsi tra molecole originariamente non polari (dipolo istantaneo, indotto, permanente).

Momento dipolare ():


Il momento dipolare, espresso dal simbolo , si definisce come il prodotto tra il valore assoluto della carica e la distanza. Cio, se le due cariche - e + si trovano ad una distanza r, il momento dipolare dato da: = X r.

Orbitali molecolari:
lo spazio in cui si spostano gli elettroni di pi atomi che appartengono agli atomi che compongono una molecola.

Distanza di legame:
Indica la distanza tra i due nuclei alla quale corrisponde il minimo di energia (e quindi la massima stabilit) del sistema.

Legge di Coulomb:
La forza di attrazione (F) tra due cariche di segno opposto q+ e q- poste tra loro alla distanza r data da: F= 1 q+ q D r2

dove D una grandezza detta costante dielettrica che dipende dalla natura del mezzo interposto tra le cariche.

Dissociazione elettrolitica:
la formazione di ioni liberi in soluzioni derivanti dalla dissoluzione di composti ionici in solventi polari.

Paramagnetismo:
Il paramagnetismo quella propriet di cui una sostanza si rivela essere propria quando sottoposta ad un campo magnetico o elettrico, ma non la conserva se ne viene allontanata.

10

Ibridazione degli orbitali atomici:


La combinazione di orbitali di uno stesso atomo da luogo al fenomeno dellibridazione, e gli orbitali derivanti vengono detti orbitali ibridi. Libridazione pu essere di tipo sp, sp2, sp3. Libridazione di tipo sp (alchini) deriva dalla fusione di un orbitale s e di un orbitale p. I due orbitali ibridi sono orientati luno rispetto allaltro formando un angolo di 180. Libridazione di tipo sp2 (alcheni) deriva dalla fusione di un orbitale di tipo s e due di tipo p. Langolo di legame di 120; nellambito di questo tipo di ibridazione si ricorda il legame carboamidico -CONH- (nelle proteine prende il nome di legame peptidico). Libridazione di tipo sp3 (alcani) deriva dalla combinazione di tre orbitali s e tre p. Si ottiene cos una struttura tetraedrica che presenta angoli di 109.

Cinetica chimica:
Oggetto di studio della cinetica chimica la velocit con cui avviene una reazione chimica ed i fattori da cui essa dipende. La concentrazione la grandezza di riferimento per esprimere la velocit di reazione dei reagenti o dei prodotti.

Teoria delle collisioni:


Per poter reagire tra loro, due molecole devono urtarsi. Affinch lurto sia efficace, necessario che le due molecole si urtino con sufficiente energia cos da rompere i vecchi legami e formarne di nuovi, e secondo un fattore sterico o geometrico che assicura che lurto avvenga in punti sensibili delle molecole.

Velocit di reazione:
La velocit di reazione un valore proporzionale alla concentrazione dei reagenti (A) e alla concentrazione dei prodotti (B). V = k [A] [B] -Equazione cinetica della reazione-

Molecolarit ed ordine di reazione:


Data una reazione generica aA + bB cC + dD a temperatura costante, la velocit di reazione (V) data dalla generica formula 11

V = k [A]a [B]b dove a e b sono dei valori numerici che non corrispondono necessariamente con i coefficienti a e b della reazione. La molecolarit di una reazione indica il numero di molecole reagenti che devono complessivamente interagire fra loro per dar luogo alla reazione e si ottiene sommando i coefficienti stechiometrici a e b. Lordine di reazione riflette linfluenza, sulla velocit, delle concentrazioni dei reagenti ed dato dalla somma degli esponenti a e b che soddisfano lequazione cinetica. Un parametro importante per stabilire lordine di reazione il tempo di dimezzamento (t1/2), definito come il tempo necessario affinch la concentrazione dei reagenti diventi la met di quella iniziale.

Reazioni di ordine zero:


Data la reazione generica AB Se lequazione cinetica ha la forma
V = [ A] = k 0 [ A] 0 t

lordine della reazione zero. In questo caso, la velocit della reazione non dipende dalla concentrazione.

Reazioni di primo ordine:


Se per una reazione generica A B lequazione cinetica assume la forma
V = [ A] = k1 [ A] t

si parla di una reazione di primo ordine. In questo caso la velocit di reazione diminuisce con laumentare del tempo di reazione (t).

Reazioni di secondo ordine:


Per una generica reazione A + B C + D, lequazione cinetica data da
V = [ A] [ B ] = = k 2 [ A][ B ] . t t

Poich la somma degli esponenti di A e di B uguale a 2, la reazione di secondo ordine.

12

Temperatura e velocit di reazione:


La velocit di reazione un fenomeno direttamente proporzionale alla temperatura, infatti con laumentare della temperatura, aumenta anche la probabilit che vi siano urti efficaci tra le molecole. Lenergia totale posseduta dalle molecole connessa ai loro moti di traslazione, di rotazione, di vibrazione. Questa energia aumenta con laumentare della temperatura secondo lequazione Ecin =
2 1 3 mv = RT . 2 2

Dove m la massa, v la velocit media delle molecole, T la temperatura assoluta e R la costante universale dei gas.

Equazione di Boltzmann:
Indicando con E un certo valore di energia, il numero NE di molecole che posseggono unenergia eguale o superiore ad E dato dalla formula: N E = Ne
E RT

Equazione di Arrhenius:
La relazione tra temperatura e velocit di reazione data dalla equazione
k = Ae
E RT

in cui k la costante cinetica, A una costante per ciascuna reazione (Costante di Arrhenius) e Ea il minimo valore di energia che le molecole devono possedere affinch un loro urto dia origine a reazione (Energia di Attivazione).

Catalizzatori e velocit di reazione:


I catalizzatori sono sostanze che sono in grado di accelerare la velocit di una reazione chimica. Essi non sono consumati e quindi non compaiono nellequazione di reazione. La catalisi pu essere un fenomeno omogeneo o eterogeneo a seconda che il catalizzatore e i reagenti siano nella stessa fase o meno.

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Equilibrio chimico:
Lo stato di equilibrio viene raggiunto da un sistema quando le concentrazioni di tutte le specie chimiche che lo compongono sono costanti (non uguali!!!) nel tempo. Viene indicato aA + bB
> <

cC + dD.

Il tempo a partire dal quale le concentrazioni sono costanti e le velocit V1 e V2 sono uguali si definisce tempo di equilibrio (te).

Legge di azione di massa (o legge di Guldberg e Waage):


In un sistema chimico allequilibrio, il rapporto tra le concentrazioni dei reagenti e le concentrazioni dei prodotti, ognuna elevata a potenza con un esponente eguale al proprio coefficiente di reazione, costante a temperatura costante. In formula: k1 [C ]c [ D ] d = = ke k 2 [ A] a [ B]b dove alla costante ke si da il nome di Costante di equilibrio. Se ke >1, si dice che lequilibrio spostato verso destra (quindi verso i prodotti); se invece ke <1, allora lequilibrio spostato verso sinistra (quindi verso i reagenti).

Principio dellequilibrio mobile (o principio di Le Chatelier):


Laggiunta di uno dei prodotti ad un sistema in equilibrio, provoca uno spostamento dellequilibrio di reazione verso sinistra, viceversa, laggiunta di uno dei reagenti provoca lo spostamento dellequilibrio di reazione verso destra.

Grammoatomo:
Il numero di Avogadro esprime il numero di atomi di un elemento contenuti in una quantit in grammi dellelemento stesso numericamente pari al suo peso atomico relativo.

Grammomolecola (mole):
E la quantit in grammi di una sostanza pari al peso molecolare relativo della sostanza stessa.

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Formule riassuntive
Numero di atomi = numero di grammoatomi X 6,03 X 1023 numero di atomi Numero di grammoatomi = 6,03 10 23 Numero di molecole = numero di moli X 6,03 X 1023 numero di moleole Numero di moli = 6,03 10 23

Peso equivalente di un acido:


quel numero che si ottiene dividendo il peso molecolare relativo dellacido per il numero di ioni H+ che una molecola dellacido in grado di liberare o per il numero di atomi di H, della molecola dellacido, che nel corso di una reazione vengono sostituiti.

Grammo-equivalente di un acido:
la quantit in grammi numericamente corrispondente al peso equivalente. Il pesoequivalente un numero, laddove il grammo-equivalente esprime una quantit in grammi numericamente corrispondente al peso equivalente.

Peso equivalente di una base:


un numero che si ottiene dividendo il peso molecolare relativo della base per il numero di ioni H+ che una molecola di base capace di accettare (o di ioni OH- che capace di dissociare).

Grammo-equivalente di una base:


la quantit in grammi numericamente corrispondente al peso equivalente della base stessa. Si pu calcolare dividendo il peso di una mole per il numero di H+ che una molecola di base capace di accettare (o di OH- che capace di dissociare).

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Reazioni di ossido-riduzione:
Sono quelle reazioni in cui si verifica una variazione del numero di ossidazione di alcuni elementi. Lelemento che aumenta il proprio numero di ossidazione detto agente riducente (si ossida), mentre quello che lo diminuisce detto agente ossidante (si riduce). gr-equiv. di un ossidante =
peso di una mole n.ro di elettroni accettati da una molecola peso di una mole n.ro di elettroni ceduti da una molecola

gr-equiv. di un riducente =

Costante di Plank:
Quando un elettrone passa da uno stato energetico E1 (orbita 1) ad uno stato energetico E2 (orbita 2), la variazione di energia connessa a tale salto soddisfa lequazione:

E1 E 2 = h v
in cui h la costante di Plank e v la frequenza della reazione.

Soluzioni:
Sono miscele omogenee di due o pi sostanze pure. Qualsiasi parte della soluzione presenta le stesse caratteristiche fisiche e chimiche delle pari rimanenti. Si possono avere soluzioni di gas in gas, liquidi in liquidi, solidi in solidi e solidi in liquidi. Il solvente la componente presente in maggior quantit; il soluto la componente presente in quantit minore. La composizione della soluzione si indica attraverso la concentrazione.

Molarit (M):
Esprime il numero di moli di soluto in un litro di soluzione:
M = n moli di soluto litri di soluzione

Molalit (m):
Esprime il numero di moli di soluto disciolte in 1000 gr di solvente:
m= n moli di soluto gr. di solvente 1000 .

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Normalit (N):
Esprime il numero di grammo-equivalenti di soluto disciolti in un litro di soluzione:
N= n grammo equivalenti di soluto volume in litri di soluzione

Frazione molare:
il rapporto tra il numero di moli di soluto o solvente e il numero di moli totali.

Legge di Henry:
A temperatura costante la quantit in peso di un gas disciolto in un liquido direttamente proporzionale alla pressione parziale del gas.

Dissociazione elettrolitica:
Acidi, basi e sali disciolti in solventi polari (es. H2O) si dissociano dando luogo alla formazione di ioni. Questo tipo di composto prende il nome di elettrolita.

Grado di dissociazione ():


il volume di gas che, a 1 atm. e a una data temperatura si scioglie in un volume di liquido. Indica il rapporto tra il numero di molecole di elettrolita dissociate (ND) e il numero di molecole totali (Nt).

ND . Nt

Il valore numerico del grado di dissociazione compreso tra 0 ed 1. 0 < < 1.

Costante di dissociazione dellacqua (KW):


[ H + ] [OH ] = K DISS . = 1,8 10 16 . [ H 2O ]
P

a 25C.

In dipendenza delluguaglianza o della diversit tra [H +] e [OH-] si definiscono i concetti di neutralit, acidit e basicit delle soluzioni.

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A 25C una soluzione si definisce:


Neutra Acida Basica [H+] 1 X 10-7 M [H+] > 1 X 10-7 M [H+] < 1 X 10-7 M

pH e pOH:
Il pH esprime la concentrazione di ioni H+. un valore numerico che equivale al logaritmo decimale negativo di [H+]
pH = log[ H + ] = log 1 . [H + ]

Il pOH indica il logaritmo decimale negativo di [OH-]


pOH = log[OH ] = log 1 . [OH ]

Formule di calcolo di pH e pOH:

pH + pOH = Kw = 14 pH = 14 pOH pOH = 14 pH


(a 25C)

Acidi e basi secondo Bronsted e Lowry:


Secondo le definizioni di Bronsted e Lowry, si definisce acido una sostanza capace di cedere H+; una base invece una sostanza in grado di accettare un H+.

Elettroliti anfoteri (anfoliti):


Gli anfoliti sono specie chimiche che, a seconda dellambiente in cui sono immerse, sono capaci di comportarsi sia da acidi che da basi.

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Forza di acidi e basi:


La forza di un acido o di una base la capacit di questo di dissociare o di accettare un H+.

Costante di dissociazione:
La costante di dissociazione di un acido (KA) data dalla formula

[ H 3O + ] [ A ] = K [ H 2 O] = K A . [ AH ]
Secondo la legge dellequilibrio chimico, il valore di KA non dipende dalla concentrazione totale dellacido in soluzione, ma solo dalla temperatura (25C). La costante di dissociazione di una base data dalla formula

[ B + ] [OH ] = KB . [ BOH ]
Indica la tendenza della base a mandare in dissociazione ioni OH-.

Legge di diluizione (di Ostwald):


Al diminuire della concentrazione, (grado di dissociazione) aumenta in maniera tale da mantenere costante il valore del rapporto espresso da KA.

2C KA = (1 ) =
Dove C rappresenta la concentrazione.

KA . C

Soluzioni tampone:
Le soluzioni tampone sono in grado di limitare le variazioni di pH che si hanno a seguito dellaggiunta ad esse di moderate quantit di acido o di base. Esse possono essere costituite da: a. un acido debole e da un suo sale con una base forte oppure b. una base debole e da un suo sale con una base debole.

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Equazione di Henderson-Hasselbalch:
Consente di calcolare il pH di una soluzione tampone di cui si conoscano le concentrazioni dei componenti. Essa data dalla formula: pH = pK A + log [ Sale] [ AH ] = pK A + log . [ Acido] [ A]

Essendo pKA una costante a temperatura costante, il pH di una soluzione tampone dipende dal rapporto [ Acido] . Il massimo potere tampone si ha quando tale rapporto 1. [ Sale]

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CHIMICA ORGANICA
Tipi di legame carbonio-carbonio:
Per il carbonio esistono tre possibilit di ibridazione: 1. legame semplice: un legame di tipo e si forma in seguito alla sovrapposizione di due orbitali appartenenti a due diversi atomi di carbonio. Si pu ottenere: per sovrapposizione di due orbitali ibridi sp3; per sovrapposizione di un orbitale ibrido sp3 o di due orbitali ibridi sp2; per sovrapposizione di un orbitale ibrido sp3 con un orbitale ibrido sp o di due orbitali ibridi sp. 2. legame doppio: caratterizzato dalla presenza di un legame e uno . 3. legame triplo: costituito da un legame di tipo e due di tipo .

Formule dei composti organici:


- Formula minima: Indica in quale rapporto stanno tra loro gli atomi degli elementi nella molecola di un composto. - Formula molecolare: La formula molecolare, o bruta o grezza da uninformazione pi completa in quanto precisa il numero di atomi di ciascun elemento presente nella molecola del composto preso in esame. - Formula di struttura: Indica come sono legati gli atomi degli elementi costituenti. - Formula convenzionale: esprime la struttura di un composto in maniera simbolica. - Formula razionale: Vengono indicati gli atomi che costituiscono la struttura portante della molecola.

Scissione di legami covalenti:


La scissione omolitica o radicalica si verifica quando gli elettroni impegnati in un legame covalente si ripartiscono egualmente tra gli atomi che si separano. Una scissione si dice invece eterolitica quando si verifica tra atomi legati da un legame covalente non polarizzato e pu portare anche alla formazione di atomi liberi.

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Tipi di reagenti:
In base alla carenza o alla disponibilit di elettroni, i reagenti vengono classificati in elettrofili e nucleofili. I primi (ioni H+, acidi, ) sono caratterizzati dalla presenza di parziale o totale carica positiva e possono disporre di un orbitale vuoto. Essi tendono ad attaccare la molecola con cui reagiscono nei punti di maggiore densit elettronica. I
nucleofili (basi, ROH alcoli, R2NH, RNH2 e R3N ammine, OH-, Cl-, I-, NO 3 -ammine-,

) sono portatori di totale o parziale carica negativa per cui si legano alle molecole nei punti di minor densit elettronica.

Intermedi di reazione:
Molte reazioni organiche decorrono attraverso diversi stadi ognuno dei quali prevede composti intermedi estremamente reattivi. I pi frequenti sono: radicali (o radicali liberi), ovvero raggruppamenti atomici o atomi isolati caratterizzati dalla presenza di un numero dispari di elettroni; carbocationi (C+) si formano per scissione eterolitica di un legame C-X. In essi latomo di carbonio ibridato sp2 e ha quindi una configurazione planare; carboanioni (C-) sono ioni contenenti un atomo di carbonio dotato di un doppietto elettronico e quindi di una carica negativa. Hanno struttura sp3. Sono basi molto forti.

Tipi di reazioni organiche:


Le reazioni organiche possono essere classificate in diversi modi: radicaliche: sono quasi sempre reazioni a catena che portano a prodotti di sostituzione. Sono costituite da una reazione di inizio, una reazione di propagazione e una reazione di terminazione; sostituzione elettrofila (SE): riguardano composti nei quali un atomo che dispone di un eccesso di carica negativa (nucleofilo) viene attaccato da un composto contenente a sua volta un atomo con un difetto di elettroni (elettrofilo) con conseguente eliminazione di un gruppo uscente;

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Idrocarburi alifatici:
Alcani: (CnH2n+2) sono detti anche idrocarburi saturi, in quanto contengono il maggior numero possibile di atomi di H compatibile con la tetravalenza del carbonio.

Alcani lineari
Metano Etano Propano Butano Pentano Esano CH4 C2H6 C3H8 C4H10 C5H12 C6H14

I radicali alchilici si originano dagli n-alcani per sottrazione di un H. Prendono il nome dai corrispondenti n-alcani cambiando la desinenza ano in ile.

Radicali alchilici
Metile Etile Propile Butile Pentile Esile CH3 C2H5 C3H7 C4H9 C5H11 C6H13

Dal metano al pentano gli alcani sono gassosi; da C5 a C16 sono liquidi; da C17 in poi sono solidi. La temperatura di fusione e di ebollizione aumenta con laumentare del P.M.; a causa della piccola differenza di elettronegativit tra Carbonio e Idrogeno, gli alcani sono composti apolari, e quindi insolubili in acqua. Sono composti caratterizzati da una debole reattivit a causa della presenza dei legami C-C e C-H. Danno luogo a: reazioni di ossidazione, producendo CO2, H2O e calore; reazioni di alogenazione di tipo radicalico. I cicloalcani (CnH2n) sono alcani a struttura chiusa. Per denominarli si aggiunge il prefisso ciclo- che si fa seguire al nome dellalcano da cui derivano. Secondo la teoria delle tensioni di Bayer, si generano delle tensioni molecolari derivanti da tensioni angolari e da tensioni torsionali che sono tanto pi elevate quanto maggiore la deviazione dellangolo di legame dallangolo tetraedrico.

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Alcheni: (CnH2n) sono idrocarburi insaturi contenenti un doppio legame. Il nome degli alcheni deriva da quello dei corrispondenti alcani sostituendo la desinenza ano in ene. Il doppio legame pu essere posizionato diversamente lungo la catena carboniosa. Le catene laterali devono essere nominate prima. Le temperature di fusione e di ebollizione sono pi basse rispetto a quelle dei corrispondenti alcani. Letene, il propene e l1-butene sono gassosi, i successivi sono liquidi, da C20 in poi sono solidi. Si possono preparare mediante disidratazione con acido solforico concentrato a temperatura elevata, oppure dagli alogenuri alchilici mediante trattamento con basi forti. La presenza del doppio legame conferisce elevata reattivit che si evidenzia soprattutto attraverso le reazioni di addizione. Secondo la regola di Markonikov stabilisce che lattacco elettrofilo di H+ avviene sullatomo di carbonio pi idrogenato. I cicloalcheni hanno formula generale CnH2n-2. Alchini: (CnH2n-2) sono idrocarburi insaturi che contengono nella molecola uno o pi tripli legami. Prendono il nome dai corrispondenti alcani per sostituzione della desinenza ano in ino. I radicali hanno la desinenza finale inile.

Idrocarburi aromatici:
Secondo la regola di Huckel si definiscono idrocarburi aromatici quei composti ciclici la cui molecola contiene 4n+2 elettroni . Si dividono in: idrocarburi ad anello singolo (un solo anello), policilci (pi anelli) ed eterociclici (contenenti un atomo diverso dal carbonio). Il benzene (C6H6) ha un alto grado di in saturazione ed poco reattivo. Nella sua struttura 3 legami singoli si alternano a 3 legami doppi.

Il nome degli idrocarburi aromatici NON DERIVA dal numero di atomi di C: - Benzene (un anello) - Naftalene (due anelli) - Atracene (tre anelli). I nomi dei composti bi-sostituiti vengono preceduti dai prefissi orto (1,2), meta (1,3) e para (1,4). Nel caso dei composti tri-sostituiti, i sostituenti possono legarsi in posizione vicinale, simmetrica o asimmetrica. Per sottrazione di un H si ottengono radicali arilici. 24

Alcoli:
Negli alcoli (R-OH), il radicale alchilico (R) pu essere saturo o insaturo. La denominazione di un alcol deriva dal nome del corrispondente idrocarburo sostituendo la o terminale con la desinenza olo. CH3O -MetossiCH3CH2O -EtossiCH3CH2CH2O -Propossi-

Si classificano in primari, secondari e terziari, a seconda del tipo di atomo di C cui sono legati. Sono monovalenti, bivalenti o trivalenti a seconda del numero di gruppi OH. Gli alcoli, per le loro caratteristiche chimiche, sono elettroliti anfoteri.

I mercaptani (R-SH) hanno legami H intermolecolari molto deboli (hanno quindi temperature di ebollizione inferiori!!!) rispetto agli alcoli.

I fenoli (C6H5-OH) sono composti in cui il gruppo ossidrilico legato direttamente allanello aromatico. Si ottengono per distillazione del catrame. Sono solidi a temperatura ordinaria (T.F. 43C) estremamente solubili in acqua.

Gli eteri (R-O-R) sono composti caratterizzati dalla presenza di un atomo di ossigeno legato a due residui idrocarburici che possono essere alifatici o aromatici. Al nome dei residui legati allossigeno si fa seguire la parola etere. Si preparano per disidratazione degli alcoli mediante acidi concentrati oppure tramite alchilazione degli calcolati con alogenuri alchilici. Si tratta di composti molto stabili, per cui la loro reattivit estremamente bassa. Malgrado ci, alla luce e allaria si ossidano lentamente dando luogo alla formazione di perossidi esplosivi. La loro temperatura di ebollizione molto pi bassa di quella degli alcoli isomeri e prossima a quella degli alcani derivanti dalla sostituzione dellossigeno con un gruppo CH2.

Le aldeidi e i chetoni:
Sia aldeidi che chetoni sono caratterizzati dalla presenza del gruppo carbonilico /\ C = O . In questi, il carbonio del gruppo C=O presenta una ibridazione sp2 e il doppio legame con cui esso legato allatomo di ossigeno costituito da un legame , che deriva dalla 25

sovrapposizione di un legame sp2 del carbonio con un orbitale p dellossigeno, e da un legame che si origina dalla sovrapposizione dellorbitale p non ibridato del carbonio con lorbitale pz dellossigeno. Aldeidi:il gruppo funzionale aldeidico (CHO) legato ad un residuo idrocarburico aromatico o alifatico. Solo nellaldeide formica (HCHO), che laldeide pi semplice, il carbonio legato ad un secondo atomo di idrogeno. Le aldeidi sono indicate dalla desinenza ale che si aggiunge al nome del residuo idrocarburico cui legato. Laldeide formica, il primo termine della serie, gassosa; le aldeidi alifatiche sono liquide, quelle aromatiche sono solide. La solubilit in acqua delle aldeidi (ma anche dei chetoni) deriva dalle possibilit dellatomo di ossigeno di formare un legame a idrogeno con lacqua. Le temperature di fusione e di ebollizione sono pi elevate rispetto a quelle degli idrocarburi di P.M. paragonabile. Queste non formano legami a idrogeno intermolecolari, a differenza di quanto accade per gli alcoli rispetto ai quali hanno temperature di ebollizione pi basse. Le aldeidi si possono preparare per ossidazione degli alcoli primari o per riduzione degli acicloruri. Danno luogo a reazioni di ossidazione, di addizione e di condensazione. In ambiente acido, poi, le aldeidi reagiscono con gli alcoli per dar luogo alla formazione di semiacetali o emiacetali. Laldeide formica (o formaldeide) si prepara su larga scala per ossidazione dellalcol metilico. A temperatura ambiente gassosa, la sua soluzione al 37% costituisce la formalina. Laldeide acetica si ottiene per addizione di acqua alletino o mediante ossidazione delletene. Laldeide benzoica si ottiene dal toluene, ed una delle pi semplici aldeidi aromatiche.

Chetoni: si distinguono in semplici e misti. Sono caratterizzati dalla presenza del gruppo carbonilico / C=O, legato a due residui aromatici che possono essere uguali o diversi: nel primo caso vengono definiti semplici, nel secondo sono detti misti. La desinenza dei chetoni one. Oppure, al nome dellidrocarburo cui sono legati, si fa seguire la parola chetone. Non potendo formare legami a idrogeno intermolecolari, sono pi volatili degli alcoli secondari corrispondenti e quindi hanno temperature di ebollizione pi basse. Queste sostanze si ottengono principalmente mediante ossidazione degli alcoli secondari, o per riscaldamento degli acidi carbossilici in presenza degli opportuni catalizzatori.

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Sono attaccati dagli agenti ossidanti solo in condizioni estremamente energetiche. Le reazioni di addizione e quelle di condensazione sono simili a quelle gi viste per le aldeidi. Anchessi reagiscono con gli alcoli, come le aldeidi, per formare chetali e semichetali. Lacetone viene prodotto mediante ossidazione dellalcol isopropilico o del propene. completamente solubile in H2O e trova largo impiego come solvente. Il ciclopentanone e il cicloesanone sono chetoni ciclici di natura alifatica. Lacetofenone un chetone misto alifatico/aromatico. Tra i chetoni di natura esclusivamente aromatica va ricordato il benzofenone. Derivati della naftalina sono i naftochinoni. Numerosi chetoni rivestono importanti ruoli in campo bio-medico, tra questi vanno citati la vitamina K (vitamina liposolubile coinvolta nella coagulazione del sangue) e lubichinone (o Coenzima Q) che, per la sua capacit di essere prima ridotto e poi ossidato, interviene nella catena respiratoria come trasportatore di elettroni.

Acidi carbossilici:
Gli acidi carbossilici contengono il gruppo funzionale carbossile (RCOOH) il cui atomo di carbonio ibridato sp3 e la cui geometria simile a quella del gruppo aldeidico. Dalla sostituzione dell OH con un atomo di alogeno (es. latomo X) derivano gli alogenuri alchilici, RCOX, mentre due radicali RCO legati tra loro da un atomo di ossigeno costituiscono le anidridi, (RCO)2O. Il nome di un acido carbossilico deriva da quello dellalcano corrispondente in cui la desinenza o sostituita dal suffisso oico. La catena carboniosa viene numerata a partire dallatomo di carbonio del gruppo carbossilico. Per eliminazione del gruppo OH si ottengono i radicali acilici che prendono il nome dellacido cambiando la desinenza da ico in ile.

Le ammine:
Le ammine sono caratterizzate dalla presenza del gruppo amminico NH2 legato a un radicale alchilico o arilico. La denominazione si ottiene facendo seguire al nome del radicale idrocarburico il suffisso ammina. Si definiscono invece immine quelle sostanze che presentano un gruppo =NH legato con un doppio legame al C della catena carboniosa. In generale le ammine si distinguono in primarie, secondarie e terziarie a seconda se contengono un gruppo NH2 legato a un solo radicale idrocarburico, il gruppo /\ NH legato 27

a due radicali, o il gruppo

\ /

N legato a tre radicali. Le ammine primarie reagiscono

facilmente con il gruppo carbonilico di aldeidi e chetoni per formare immine sostituite o basi di Schiff. Le ammine hanno carattere basico in dipendenza del doppietto elettronico disponibile sullatomo di N. Lazoto ha una configurazione elettronica esterna di tipo 2s22p3, e nel gruppo amminico ibridato sp3. In soluzione acquosa le ammine legano uno ione H+ proveniente dalla dissociazione dellacqua formando uno ione di alchilammonio (RNH + ). 3 Le ammine alifatiche primarie e secondarie reagiscono con lacido nitroso in maniera differente e, da questo, dipende il loro riconoscimento. Le primarie portano alla formazione di un alcol e allo sviluppo di azoto gassoso; le secondarie formano, invece, nitrosoammine (di colore giallo); le terziarie si riconoscono se non si ha la produzione di azoto gassoso o se non si osserva la presenza di colore giallo.

Ammidi, nitrili e isonitrili:


Le ammidi sono caratterizzate dalla presenza del gruppo funzionale contenente carbonio e azoto (CONH2) legato a un residuo aromatico o alifatico. Prendono il nome dallacido corrispondente e il suffisso ico o oico dellammide viene sostituito dal suffisso ammide. Si distinguono anchesse in primarie, secondarie e terziarie a seconda del numero di radicali che presentano. Le ammidi primarie sono tutte solide a parte il primo termine della serie che liquido. Le ammidi terziarie non possono portare alla formazione di legami a idrogeno in quanto latomo di N non legato a nessun idrogeno. Si possono ottenere per idrolisi dei nitrili; per reazione degli alogenuri acilici o delle anidridi con lammoniaca o con le ammine. La formammide (HCONH2) lammide pi semplice. Si prepara per sintesi da ossido di carbonio e ammoniaca. La benzammide (C6H5CONH2) la pi semplice delle ammidi aromatiche. Lurea ha un valore rilevante ai fini delle funzioni biologiche quale risultato finale del metabolismo azotato delluomo. Le ammidi cicliche sono denominate lattami e si formano dai -, - ed - amminoacidi in seguito alla formazione di un legame ammidico intermolecolare. Le immidi sono un particolare tipo di ammidi, composti nei quali due gruppi acilici sono legati allo stesso atomo di azoto. Frequenti sono le immidi cicliche che si originano dagli acidi carbossilici, tra cui la sucinimmide e la ftalimmide. 28

I nitrili e gli isonitrili sono costituiti da un radicale acrilico o alchilico legato al gruppo ciano (C=N). Prendono il nome dellacido che da essi si ottiene per idrolisi, sostituendo il suffisso oico o ico con onitrile.

Composti eterociclici azotati:


Il pirrolo costituito da cinque atomi, di questi quattro sono di carbonio e uno di azoto. Tutti e cinque gli atomi sono ibridati sp2. I cinque orbitali p non ibridati contengono in totale sei elettroni delocalizzati su cinque atomi. La porfina un sistema aromatico molto stabile che pu considerarsi molto stabile e costituito da quattro ponti pirrolici tenuti insieme da altrettanti ponti metinici CH. La pirrolidina un derivato completamente deidrogenato del pirrolo. Limidazolo un composto eterociclicopentatomico costituito da 3 atomi di carbonio e due di azoto (legato ad H in posizione 1, con un doppietto elettronico in posizione 3). Derivato dellimidazolo listidina (un amminoacido). La pirimidina ha una struttura ciclica esatomica con un atomo di azoto in posizione 1. Da questa derivano la nicotinammide e lacido nicotinico (COOH il primo e CONH2 il secondo). Lindolo un composto che pu considerarsi derivato dalla condensazione di un anello benzanico ed uno pirrolico.

Amminoacidi e proteine:
Delle migliaia di amminoacidi, solo 20 rientrano nella composizione delle proteine. Questi (gli amminoacidi) sono caratterizzati dalla presenza di un gruppo COOH e uno NH2. Gli amminoacidi sono solubili in solventi polari e, disciolti in acqua, danno luogo alla formazione di anfoioni (che presentano un gruppo NH3+ e un gruppo COO- e sono quindi elettricamente neutri). Se nella soluzione c un eccesso di ioni H+, lamminoacido si comporta da base, se c invece un difetto di protoni, lamminoacido si comporta da acido. Ad un determinato valore di pH (punto isoelettrico P.I.) lamminoacido non migra sotto il flusso di alcun campo elettrico.

P.I . =

pK COOH + pK NH +
3

Per valori di pH superiori al punto isoelettrico, lamminoacido si comporta come acido. Gli amminoacidi possono essere classificati in:

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1. amminoacidi a catena laterale idrofobica (non polare) alanina glicina (eccezione catena non alifatica) isoleucina metionina valina

Catena alifatica

fenilalanina prolina triptofano 2. amminoacidi a catena laterale idrofilica (polare) non carica (a pH = 7) serina treonina tiroxina

Catena aromatica

Gruppo ossidrilico Gruppo ammidico Gruppo tiolico

asparagina glutammica cisteina

3. amminoacidi a catena laterale idrofilica e acida (a pH =7) acido aspartico acido glutammico Entrambi questi acidi presentano nella catena un secondo gruppo carbossilico. Tutti gli amminoacidi presenti nelle proteine (tranne la glicina) hanno asimmetrico latomo di carbonio in posizione e sono quindi otticamente attivi. Quelli naturali appartengono alla serie stereochimica L, in quanto il loro atomo di carbonio asimmetrico ha la stessa configurazione dellatomo di carbonio asimmetrico della L-gliceraldeide. Le propriet chimiche degli amminoacidi sono le stesse del gruppo amminico e del gruppo carbossilico. Lacido nitroso reagisce con il gruppo NH2 trasformando un -amminoacido in un ossiacido. La trasformazione di un -amminoacido in un -chetoacido si ottiene mediante deidrogenazione enzimatica e successiva reazione con acqua. La decarbossilazione degli amminoacidi porta alla formazione di ammine primarie. Da un punto di vista biologico, la reazione pi importante quella in cui il gruppo NH2 di un amminoacido reagisce con il gruppo COOH di una seconda molecola di amminoacido per formare un dipeptide in cui il raggruppamento carboamidico CONH tiene legati fra loro i due residui di amminoacidi. Il legame che tiene uniti C, O e N prende il nome di legame carboammidico; quando presente nei polipeptidi e nelle proteine viene detto legame peptidico. Le proteine hanno struttura primaria, secondaria, terziaria e quaternaria. 1- Primaria: sequenza di amminoacidi uniti da legame peptidico. 30

2- Secondaria: disposizione spaziale della catena polipeptidica (struttura e ). 3- Terziaria: struttura tridimensionale delle catene polipeptidiche. 4- Quaternaria: organizzazione delle catene (subunit) che formano una proteina. Poich la composizione varia, ogni proteina ha un proprio coefficiente di assorbimento (coeff. di estinzione molecolare) che dipende dalla lunghezza donda.

Idrati di carbonio:
Sono caratterizzati dalla formula generale Cn(H2O)n. Essi sono molto diffusi sia nel mondo animale che vegetale. Vengono distinti in: 1. monosaccaridi: caratterizzati da una catena carboniosa costituita da 3 a 7 atomi di carbonio; 2. disaccaridi: per idrolisi danno 2 molecole di monosaccaridi; 3. oligosaccaridi: per idrolisi danno da 3 a 10 molecole di monosaccaridi; 4. polisaccaridi: per idrolisi danno da 11 a diverse centinaia di molecole di monosaccaridi. I monosaccaridi sono solidi a temperatura ambiente e molto solubili in acqua; altrettanto solubili sono i disaccaridi, mentre i polisaccaridi sono poco solubili o insolubili. In soluzione acquosa sono assai poco dissociati. La loro principale propriet fisica lattivit ottica che deriva dalla presenza da 1 a 5 atomi di carbonio asimmetrici. Lappartenenza alla serie D o L viene definita per convenzione in base alla configurazione dellatomo di carbonio asimmetrico che si trova pi distante dalla funzione carbonilica. I monosaccaridi danno luogo a reazioni di condensazione, ossidazione, riduzione. La mutarotazione quel fenomeno per cui un carboidrato, messo in un solvente, passa dalla forma chiusa alla forma aperta. Il legame glicosilico un legame covalente che si forma in corrispondenza degli atomi di carbonio e ossigeno, ed i composti che lo contengono prendono il nome di glucosidi.

I lipidi:
Sono composti insolubili in acqua e solubili in solventi apolari. Si distinguono in: 1. acidi grassi: (CnH2n+1COOH) sono acidi monocarbossilici alifatici a numero pari di atomi di carbonio e superiore a otto; 2. trigliceridi: sono esteri di acidi grassi con il glicerolo; 3. cere: sono esteri degli acidi grassi con alcoli diversi dal glicerolo;

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4. lipidi fosfati: si distinguono in derivati del glicerofosfato e derivati della sfingosinafosfato. Gli acidi grassi fino a 10 C sono liquidi a temperatura ordinaria. La temperatura di fusione aumenta con la lunghezza della catena carboniosa. A parit di numero di atomi di carbonio gli acidi grassi insaturi hanno una temperatura di fusione pi bassa rispetto ai saturi. I saponi sono sali di sodio o di potassio, caratterizzati da unelevata solubilit in acqua. Il noto potere detergente una conseguenza della loro struttura in cui lestremit polare, che contiene il gruppo COOH, idrofilica mentre la catena carboniosa idrocarburica idrofobica o lipofilica. Le cere sono esteri degli acidi grassi e di alcoli alifatici monovalenti entrambi a lunga catena carboniosa non ramificata. Gli acidi grassi che rientrano nella composizione delle cere sono gli stessi che rientrano nella composizione dei trigliceridi (saturi o insaturi); tra gli alcoli che entrano nella composizione delle cere si ricordano lalcol cetilico (16 C) e lalcol mirilico (30 C) di solito esterificati con acido palmitico. Tra i principali fosfogliceridi si riconoscono i plasmalogeni (che contengono anchessi legati al glicerolo la fosforilcolina e un acido grasso); la cardiolipina costituita da due molecole di acido fosfatidico tenute insieme da una terza molecola di glicerolo. Le sfingomieline sono derivati della sfingosinafosfato. Sono costituite da un ponte fosfodiestereo che lega la colina o la etanolammina alla sfingosina che, tramite un gruppo NH2, lega anche con legame carboammidico un acido grasso. I lipidi non fosforilati comprendono tre classi di composti: 1. glicolipidi: costituiti da sfingosina, da un acido grasso e da una unit saccarifica di glucosio o galattosio. 2. proteolipidi: derivano dallassociazione non governata da legami covalenti tra proteine e lipidi. La loro struttura non ben nota. 3. steroidi: costituiscono una classe di lipidi alla qualle appartengono composti la cui struttura fondamentale quella del ciclopentanoperidrofenantrene. Dal colesterolo derivano gli acidi biliari, i sali biliari, la vitamina D2.

Nucleotidi, nucleosidi e acidi nucleici:


Si tratta di composti cui sono affidati due compiti delicatissimi: conservazione, riproduzione e trasmissione dellinformazione biologica; espressione dellinformazione nella sintesi delle proteine. 32

La loro composizione chimica fondata sulla combinazione di: basi azotate, zuccheri pentosi, acido fosforico secondo lo schema seguente:

base azotata + pentoso nucleoside nucleoside + 1 o pi gruppi fosfati nucleotide polimerizzazione dei nucleotidi catena polinucleotidica, costituente funzionale degli acidi nucleici.

Le basi azotate appartengono, strutturalmente, a due classi: basi puriniche, adenina e guanina, composte da due anelli eterociclici condensati di cui uno esatomico ed uno pentatomico, basi pirimidiniche, citosina, timina, uracile composte da un anello eterociclico esatomico. Principali caratteristiche chimiche: aromaticit, che conferisce stabilit chimica elevata; sostituenti esterni (per es. gruppi NH2 OH): essi sono legati in posizioni definite, dipendenti dalle caratteristiche di aromaticit; conferiscono alle basi propriet individuali di reattivit; possono subire tautomeria cheto-enolica o imino-aminica, responsabile di cambiamenti transitori delle loro propriet chimiche. interazioni tra basi: interazioni idrofobiche tra anelli sovrapposti; formazione di legami a idrogeno. Gli zuccheri pentosi che rientrano nella formazione dei nucleosidi sono di due tipi: - ribosio nei ribonucleotidi; - deossiribosio nei deossiribonucleotidi. I nucleotidi sono il risultato della combinazione di nucleotidi con una o pi molecole di acido fosforico. Le catene polinucleotidiche sono il prodotto della condensazione di singoli nucleotidi che si legano fra loro con ponti fosfodiesterei. Risultano dotate di uno scheletro covalente che conferisce loro stabilit, di una disposizione ordinata dei nucleotidi entro la catena che ne genera la polarit, si una sequenza di basi liberamente variabile che conferisce informazione. Gli acidi nucleici sono macromolecole aventi, insieme alle proteine, il ruolo di

componenti essenziali ed insostituibili di tutte le unit biologiche elementari. Sono costituite da una o due catene polinucleotidiche, lineari o circolari. In base alla loro composizione vengono classificati in DNA ed RNA. Sono dotati di una struttura primaria, 33

secondaria e terziaria. Le molecole di DNA a doppia elica possono essere sottoposte a denaturazione termica reversibile, valutabile attraverso valutazioni di: viscosit della soluzione di DNA in corso di denaturazione; assorbimento di radiazione ultravioletta di 260 nm.

La rinaturazione delle catene pu avvenire spontaneamente attraverso una fase iniziale (lenta perch richiede una energia di attivazione) ed una fase finale (veloce).

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SAPONI E DETERGENTI

I saponi sono sali e si ottengono per idrolisi dei grassi che a loro volta sono esteri

CH2-O-CO-R' CH2-O-CO-R'' CH2-O-CO-R'''

L' idrolisi acida una reazione di equilibrio mentre quella basica una reazione irreversibile

CH2-O-CO-R' KOH CH2-OH R'-COO- K+ CH2-O-CO-R'' ------> CH2-OH + R''-COO- K+ CH2-O-CO-R''' CH2-OH R'''-COO- K+

In saponi sono tensioattivi che diminuiscono la tensione interfacciale tra due fasi. Sono costituiti da una parte idrofila solubile in acqua ed una idrofoba le quali si dispongono nell'interfase. I saponi presentano un difetto: i sali formanti con Ca++ e Mg++ sono insolubili e precipitano dando ai tessuti il tipico aspetto grigio. I saponi inoltre per idrolisi rendono il pH basico distruggendo lo strato acido protettivo della pelle. Per queste ragioni al posto dei saponi si utilizzano i detergenti o tensioattivi sintetici. Essi hanno una parte polare ed una apolare.Non subiscono idrolisi (con conseguente innalzamento del pH) e non precipitano con Ca++ e Mg++. Esistono detergenti cationici(R-P+),anionici(R-P-) e apolari(R-P). Sono in genere sali di acidi solfonici le cui basi coniugate sono basi deboli che danno idrolisi trascurabile.

ove R= CH3-CH(CH3)-CH2-CH(CH3)Le catene ramificate non sono biodegradabili a differenza di saponi che presentano catene lineari. Per questa ragione si utilizzano sali sodici di alchil solfati.

O R-CH2-O-S-O- Na+ O O Cl-S-OH O O R-OH ------> R-O-S-OH O

Gli alcoli R-OH necessari per la reazione in genere si ottengono per riduzione dei saponi o degli acidi carbossilici.Effettuadando quindi una reazione tra l'alcol e l'acido clorosolforico si ottiene il detergente desiderato.

O CH3(CH2)10-CH2-O-S-O- Na+ O

Sintesi del detergente

Per la sintesi necessario preparare in un becker asciutto una miscela di 4,8 ml di acido acetico raffreddati in acqua e ghiaccio e poi ad essi si aggiungono 1,8 ml di acido cloro solfonico. Sempre a bassa temperatura si aggiungono 5 g di alcol che nel nostro caso il dodecanolo. Questa soluzione contiene reagenti che non hanno ancora reagito. Dopo 30 minuti si versa il tutto in un becker con 30 g di ghiaccio. La soluzione sar acida ed quindi necessario neutralizzare con una base che per non deve essere forte altrimenti si potrebbe verificare un' idrolisi del detergente. Per tale ragione si utilizza del carbonato di sodio. Per ridurre lo schiumeggiamento si utilizzano dell' alcol n-butilico che oltre a ridurre lo schiumeggiamento estrae il detergente dalla soluzione acquosa. Si estrae un con altri 15 ml di butanolo dalla fase acquosa e poi si svapora il tutto al rotavapor.

Sintesi del sapone Per la sintesi del sapone si utilizzano 10 g di olio di oliva posti in un becker e ad essi si aggiungono 5 g di idrossido di sodio in 40 ml di una soluzione acqua-alcol al 50% (20ml di acqua e 20ml di alcol). Si scalda il tutto per 45 minuti agitando continuamente. A parte si prepara un'altra soluzione acqua-alcol da aggiungere di volta in volta. Dopo un po' si aggiunge tutto ad una soluzione di 150 ml di acqua e cloruro di sodio fredda. Questa serve ad innalzare la forza ionica e a favorire la precipitazione del sapone. Si filtra il precipitato e lo si asciuga in stufa.

Per verificare la differenza tra i saponi e i detergenti si possono sciogliere 0,15 grammi di sapone in 10 ml di acqua distillata agitando. In tal modo si former una certa quantit di schiuma. Se a questa soluzione si aggiungono 10 ml di una soluzione al 4% in CaCl2 agitando, la schiuma diminuir. Se si ripete la stessa operazione utilizzando del detergente si potr verificare che la schiuma rimane inalterata. La arresa ottenuta in alchil solfato 1,21 g. I

SINTESI DELLA BENZOCAINA

La reazione consiste nella trasformazione in estere dell'acido paraamminobenzoico.

Circa 5 g di PABA sono sospesi in 48ml di metanolo in un pallone da 250ml.Si raffredda e si aggiungono 4ml di acido folico concentrato. In tal modo si ottiene un precipitato che viene riscaldato a ricadere per due ore. Dopo le due ore il precipitato si completamente sciolto e si trasferisce il tutto in un becker e si aggiunge cautamente del carbonato di sodio che sviluppa anidride carbonica. Terminata la reazione, non si ottiene un solido ma un olio (basso pronto di fusione ) da estrarre con etere in due volte. Si disidrata con solfato sodico, si filtra su filtro a pieghe e si svapora al rotavapor. Alla fine si ottiene un olio, si aggiunge a questo etanolo e si scioglie tutto trasferendolo in una beuta a caldo con la minima quantit di etanolo. Dopo si aggiunge, molto lentamente, dell'acqua alla soluzione ancora calda. La benzocaina insolubile in acqua. Dobbiamo quindi cristallizzare in solvente misto (acqua pi etanolo). Il punto di fusione 92 C.

Ci sono anestetici locali come la benzocaina. L'azione anestetica e dovuta ad una parte della molecola insolubile in acqua ma in lipidi presenti nella membrana cellulare e una parte solubile in soluzione fisiologica. Altre molecole con queste caratteristiche sono: 1. La procaina che non da assuefazione 2. La lidocaina.