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Unestate di spettacoli nei castelli trentini tra arte, musica e teatro

CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO


Orari: tutti i giorni tranne i luned 10.00-18.00 venerdi di agosto 10.00-21.00, luned di agosto aperto Ingresso: 8 euro Castello del Buonconsiglio, Trento Tel. 0461 492803 - 0461 4928 www.buonconsiglio.it

Sede dei principi vescovi fin dal 1255, il Castello del Buonconsiglio di Trento il pi importante monumento storicoartistico della regione. Allantica fortezza medioevale, Castelvecchio, ingentilita da una raffinata loggia, si aggiunse nel Cinquecento il Magno Palazzo, una delle pi sontuose residenze rinascimentali dItalia. Gli ambienti sono decorati con splendidi affreschi di Girolamo Romanino, Dosso Dossi, Marcello Fogolino e stucchi di Zaccaria Zacchi. Torre Aquila custodisce il celebre Ciclo dei Mesi , una delle pi importanti testimonianze del gotico internazionale realizzato nel 1400 dal pittore boemo Venceslao.

gioved 12 / 26 luglio e 9 / 23 agosto alle ore 20,30 e 22,00 Viaggi notturni


Attori e musici in costume guideranno i visitatori alla scoperta delle storie pi segrete del Castello. Il racconto trover spunto dal poema in versi di Pietro Andrea Mattioli Il Magno Palazzo del Cardinale di Trento. Il testo, composto in ottava rima e pubblicato nel 1539, descrive nel dettaglio la ristrutturazione di carattere rinascimentale che il Principe vescovo Bernardo Clesio ordin per il Castello del Buonconsiglio. Prenotazione obbligatoria Ingresso: 5 euro A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da luned a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it

venerd 27 luglio ore 21,00 Voci nel tempo


Concerto de Il Virtuoso ritrovo con la partecipazione di Andrea Castelli Vicende e momenti della storia trentina del Cinquecento raccontati con il canto e gli strumenti della musica antica e con le parole dei testi classici e popolari. Il repertorio far riferimento alla Comedia harmonica, un genere sviluppatosi sul finire del XVI secolo come musica di intrattenimento: una via intermedia fra il madrigale aulico e le forme meno impegnate quali la villanella e il balletto. Ingresso: 5 euro A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da luned a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it

Festival Risonanze Armoniche Mercoled 11 luglio ore 21,00


Beethoven-Prokovief: musica da camera Settimino di Beethoven e Quintetto di Prokovief: due formazioni insolite nella musica da camera di due grandi compositori agli antipodi. Con lequipe dei docenti dellaccademia internazionale di Lasino: Serena Canino violino, Franoise Renard viola, Roberta Ruffilli violoncello, Nicola Zuccal clarinetto, Igor Delaiti fagotto, Albin Leboss corno e il contrabbassista Massimiliano Rizzoli.

Concerti Nuovo Ensemble Mercoled 22 - 29 agosto ore 21,00


Le belle Addormentate Concerti di musica classica in collaborazione con la Fondazione Caritro

Concerto Cantare Suonando Mercoled 19 settembre ore 21,00


Cantare Suonando unassociazione culturale di volontariato nata a Trento nel 1997. LAssociazione si dedica allinsegnamento della musica a ragazzi/e con disabilit attraverso lapprendimento individuale della notazione musicale e lesecuzione della musica in pubblici concerti. Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Mercoled 18 luglio ore 21,00


Concerto dellOrchestra internazionale di Lasino e Coro Valle dei Laghi Il Coro Valle dei Laghi si unisce agli allievi dellaccademia di Lasino per interpretare il coro del Nabucco: una prima assoluta. Seguir il concerto per pianoforte e orchestra n1 di Beethoven con Matteo Carminati al pianoforte.

Domenica 22 luglio ore 21,00


Le dame, i cavalier, larme, gli amori, le cortesie, laudaci imprese io canto Recital musicale dai poemi cavallereschi di Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso. Viaggio attraverso Umanesimo, Rinascimento e Controriforma sullo sfondo della mostra I Cavalieri dellImperatore allestita al Castello. Valentina Bardi (voce recitante), Marika Lombardi (oboe), Noemi Ghetti (voce narrante e autrice del testo). Musiche improvvisate e del repertorio classico. Ingresso libero fino ad esaurimento posti Info: Castello del Buonconsiglio Tel. 0461 492811 www.buonconsiglio.it

CASTEL THUN

Orari: tutti i giorni tranne i luned 10.00-18.00 venerdi di agosto 10-21 luned di agosto aperto Ingresso: 6 euro 38010 Ton - Via Castel Thun Tel. 0461 657816 www.buonconsiglio.it

Castel Thun viene citato per la prima volta in un atto vescovile del 1258, relativo al conferimento del dosso di Belvesino alla famiglia Thun. La concessione prevedeva il diritto di costruire un castello che prese il nome dal luogo in cui venne edificato.Il nucleo originario del castello, datato alla met del XIII secolo, era costituito da un mastio probabilmente racchiuso da una palizzata in legno. Nei secoli successivi la struttura fu interessata da continui ampliamenti e migliorie che la trasformarono da modesto fortilizio a grandiosa residenza. Nel corso del Trecento furono costruiti diversi fabbricati allinterno della cinta, a ridosso della muratura stessa. Nel Cinquecento la parte residenziale fu sopraelevata ed abbellita sulla scia del rinnovamento architettonico ed artistico, di gusto rinascimentale, promosso dal principe vescovo Bernardo Cles (1514-1539). Anche gli apparati difensivi furono completamente ridefiniti nel corso del XVI secolo e in quello successivo. Gli ultimi importanti interventi architettonici si ebbero nel Settecento; fu attuata una regolarizzazione generale del palazzo mediante il livellamento dei piani, secondo il gusto del tempo. Molte superfici esterne furono intonacate per creare un senso di omogeneit nella costruzione. Le invasioni napoleoniche segnarono profondamente il castello che venne saccheggiato e spogliato di gran parte degli arredi. Con la fine del principato vescovile (1803) la famiglia perse i proventi delle rendite ecclesiastiche; il loro generoso mecenatismo, unito agli investimenti sbagliati di Matteo II Thun (1813-1892), rese irreversibile il tracollo finanziario. Nel 1926 i proprietari furono costretti alla vendita del castello che venne acquistato dal ramo boemo della famiglia Thun, gli Hohenstein. Questi lo abitarono fino al 1985 quando il conte Zdenko, ultimo discendente, mor senza lasciare eredi. Nel 1992 il castello fu acquisito dalla Provincia autonoma di Trento che lo ha aperto al pubblico nel 2010, dopo un impegnativo restauro. Castel Thun rappresenta una delle pi prestigiose residenze trentine con oltre 150 stanze che conservano gli arredi originali delle diverse epoche.

TEATRO A CASTEL THUN

spettacoli teatrali per unestate tra arte e cultura

Sabato 30 giugno ore 18,00 Complotto a nozze


Giallo al matrimonio di Matteo e Raimondina Thun

a cura di TrentoSpettacoli www.trentospettacoli.it Sabato 14 luglio dalle ore 10,00 alle 23,00 domenica 15 luglio dalle ore 10,00 alle 18,00 LArme, la Corte e gli Sponsali
Rievocazione incentrata sulla festa di matrimonio fra il Conte Sigismondo Thun e Anna Orsola di Caldes che, articolata sullarco di due giornate, riporter nelle sale e sotto le mura del maniero della Valle di Non la vita della societ nobiliare del Cinquecento. Il pubblico potr assistere a duelli allarma bianca, esibizioni di musici itineranti e giullari. Servizio bus navetta e ristorazione Ingresso: intero 6 - ridotto 4 A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara in collaborazione con gli arcieri di Castel Thun Info: Da luned a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it

Venerd 20 luglio ore 21,30 Un ballo in maschera


Spettacolo itinerante e liberamente tratto dallopera di Michail Jurevic Lermontov

a cura di OHT|Office for a Human Theatre www.oht.name Sabato 28 luglio ore 20,30 e 22,30 Gli occhi di Castel Thun a cura di Associazione culturale H2O+ www.h2opiu.org Gioved 2 agosto ore 18,00 Il Dosso di Visione | Castel Thun a cura di I Teatri Soffiati www.iteatrisoffiati.it

Ingresso libero previa prenotazione obbligatoria al numero: 0461 492811 dal luned al venerd dalle 8.30 alle 13.00 Eventuali variazioni al programma saranno riportate sul sito: www.trentinocultura.net

CASTEL BESENO

Orari: tutti i giorni tranne i luned 10.00-18.00 Ingresso: 5 euro 38060 Besenello (TN) - Via al Castello, 4 Tel. 0464 820021 www.buonconsiglio.it

La prima notizia documentaria riferibile al castello indiretta e risale al 1171 quando viene nominato Carbonio de Beseno come testimone in un convegno feudale presieduto a Trento dal vescovo Adelpreto, che in quella occasione con tutta probabilit gli affid la collina di Beseno, punto nevralgico a sud di Trento. E tuttavia con il principe vescovo Corrado II che i da Beseno raggiungono lapogeo della loro potenza. Verso la met del 400 un altro importante personaggio entra nella storia del castello, si tratta di Marcabruno II, che si trov a gestire le diatribe tra le truppe di Venezia, quelle Trentine e Tirolesi. Dal 1470 il maniero pass alla potente e prestigiosa famiglia tirolese dei Trapp. Il castello fu teatro della battaglia di Calliano (1487) in cui si scontrano le truppe tirolesi, sostenute dal vescovo di Trento, e lesercito della Serenissima che come noto fu duramente sconfitto. Il complesso feudale inizialmente costituito da tre nuclei turriti, sotto il lungo dominio dei Trapp (dal 1470 al 1972), vide una profonda trasformazione che and sostituendo le forme gotiche ancora preponderanti con nuovi stilemi pi rispondenti al nuovo gusto rinascimentale, fino a raggiungere la fisionomia odierna. Per la posizione e larticolazione il complesso costituito dai castelli di Beseno e Pietra si connot come chiusa con funzioni di controllo sullincrocio della via atesina con le strade provenienti dal Vicentino e dalla Valsugana. Nei weekend dal 21 luglio al 2 settembre Mostra I Cavalieri dellImperatore e rievocazioni storiche

Sabato 4 agosto dalle ore 10,00 alle ore 23,00 Domenica 5 agosto dalle ore 10,00 alle ore 18,00 Allarmi, allarmi!
Vivere nel Castello allalba del Rinascimento Anche questanno Castel Beseno, suggestivo teatro di rievocazioni storiche, si trasformer in un campo di battaglia cinquecentesco. Tende e soldati, armi e stendardi, attrezzature e personaggi in costume storico faranno rivivere la quotidianit di un tempo e latmosfera degli assedi e delle battaglie. Servizio bus navetta e ristorazione Ingresso: intero 5 - ridotto 3 A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da luned a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it

Nellambito della mostra I Cavalieri dellImperatore visitabile fino al 18 novembre, nei fine settimana dal 21 luglio al 2 settembre rivivr latmosfera cinquecentesca dei campi di battaglia con tende, soldati, armi, stendardi, abbigliamento ed attrezzature che ricreeranno la vita quotidiana del tempo e delle battaglie.

CASTELLO DI ROVERETO
Orari: tutti i giorni tranne i luned 10.00-18.00 Ingresso: 7 euro 38068 Rovereto (TN) Museo Storico della Guerra Tel. 0464 438100 www.museodellaguerra.it

Le prime fonti che citano il castello di Rovereto, risalgono alla fine della prima met del XIV secolo: la rocca menzionata come Casteljunclum de novo edificatum ed di diritto vescovile. Risale al 1354 la notizia che vede Marcabruno di Castelbarco sottoscrivere un contratto feudale nella sala del camino della fortezza roveretana. I Castelbarco restarono nel capoluogo lagarino fino al primo decennio del 1400 quando per volont testamentaria cedettero ai veneziani il controllo di tutta la valle. Nel 1416 infatti i veneziani assediarono e presero la citt della quercia. A seguito di accordi diplomatici ad Aldrighetto Castelbarco furono consegnati Castel Nomi e una pensione annua in cambio del castello di Rovereto, del suburbio e di castel Pradaglia. I veneziani iniziarono unopera di ristrutturazione e fortificazione del maniero che ne modific lassetto medievale; a questi interventi sono da ricondurre la costruzione della seconda cinta muraria, i camminamenti, i torrioni Marino, Malipiero e Coltrino lo sperone ed il bastione. Dopo la stagione venexiana, Rovereto fu liberata dalle truppe imperiali il 1 giugno del 1509, e fu elevata da Massimiliano al rango di citt. Morto limperatore, si pens di annettere la citt al Tirolo, fatto questo che incontr lopposizione dei cittadini, timorosi di perdere privilegi ed autonomia. Nel 1564 la citt fu occupata nuovamente dagli imperiali, che costrinsero i cittadini a giurare fedelt a Ferdinando I e che per tutta risposta aggreg la citt ai territori tirolesi, privandola dellautonomia concessa da Massimiliano. Dalla prima met del XVII secolo il castello perse importanza come piazzaforte e cominci un lungo processo di abbandono, che vide la conversione del territorio contiguo in area agricola. Nel 1920 iniziarono i lavori di recupero e restauro degli edifici costituenti il castello, finalizzati ad ospitare il Museo storico italiano della guerra, di cui ancora oggi sede.

Mercoled 11 luglio ore 21.00


Per la rassegna CinemAMoRe verr proiettato:

Su tutte le vette pace


di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi documentario Italia, 1998 - 72 Film documentario sulla prima guerra mondiale ambientato in montagna, dove quel conflitto si manifest con tutta la sua carica, contraddittoria, di moderno e arcaico. E costruito su materiali darchivio che, grazie al meticoloso lavoro di ricerca durato 2 anni, sono stati rinvenuti e studiati, disarticolati fotogramma per fotogramma, infine ricostruiti rifilmati, virati. Ingresso libero www.trentinocultura.net

CASTEL TOBLINO

Orari: ingresso libero visitabile da fuori 38072 Sarche (TN) - Via Caffaro, 1 www.apt.trento.it

In un documento del 1124 nominato un certo Ulrico de Toblino, con ogni probabilit signore del castello, mentre una non meglio specificata domus de Toblino citata per la prima volta dalle fonti nel 1190. Quello di Toblino, assieme alla Rocca di Riva, rappresenta lunico sito fortificato lacustre del Trentino. Venne edificato su un enorme masso staccatosi dal fianco della montagna e finito nel lago. Sorge quindi nel fondovalle e non, come di consueto, in posizione di rilievo facilmente difendibile. Castel Toblino non fu mai centro di potere giurisdizionale e ci ha fatto ipotizzare che in et medievale possa essere stata una rocca con compiti esclusivamente militari e di controllo della fondamentale via passante per la Valle del Sarca e della Valle dei Laghi. Nel corso del XIII secolo i Toblino vennero scacciati per mano dei da Campo, influente famiglia delle Valli Giudicarie. Questi ultimi, che a met del secolo potevano vantare la consacrazione di uno di loro, Aldrighetto, a principe vescovo di Trento, in quegli anni avevano avviato una forte espansione territoriale. Nei due secoli successivi i protagonisti furono i potenti Tirolo, che occuparono a lungo Castel Toblino. Solo nel Cinquecento Castel Toblino divenne bene diretto dei principi vescovi: il principe vescovo Bernardo Cles avvi importanti lavori di ammodernamento e abbellimento del castello a cui seguirono quelli voluti dai Madruzzo. Successivamente entr in possesso della famiglia Wolkenstein. Nel 1703 sub un destino comune ad altri castelli della valle del Sarca: venne incendiato e distrutto dalle truppe francesi che marciavano su Trento. Oggi Castel Toblino considerato uno dei castelli pi suggestivi del territorio trentino proprio per il contesto paesaggistico nel quale inserito.

Venerd 20 luglio dalle ore 19,00 alle 24,00 La notte dei maghi
Vivere nel Castello allalba del Rinascimento I Signori del Castello invitano gli ospiti a vivere una straordinaria avventura passeggiando fra le antiche mura e sulle rive del lago in compagnia di maghi, incantatori, stregoni e stregonesse. Una notte per lasciarsi trasportare dallincanto di questo luogo e conoscere il fascino dei pi valenti artisti italiani ed europei delle arti magiche e dellillusione. Servizio ristorazione Ingresso: intero 5 - ridotto 3 A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da luned a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it

CASTEL DRENA

Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 Ingresso: 3 euro 38074 Drena (TN)- Via al Castello, 2 Tel. 0464 541220 www.comune.drena.tn.it

Castel Drena nominato per la prima volta nelle fonti nel 1175, quando i Sejano lo vendettero ai dArco, vicini rivali. Edificata su di un aspro sperone roccioso, laustera struttura sorgeva in posizione strategica tra Castel Madruzzo, a nord, ed il Castello di Arco, a sud. Al centro delle violente lotte tra le famiglie dei Sejano e dei dArco, per lungo tempo il castello sub alterne vicende politiche ; i continui rovesci e colpi di mano che caratterizzarono la storia del castello ne suggeriscono la straordinaria importanza strategica. Solamente dal 1398 i d Arco se ne impadronirono definitivamente; in quellepoca, tuttavia, erano ormai venute meno le esigenze militari proprie dellet feudale, perci la rocca venne trasformata in casino di caccia signorile. Dato alle fiamme dalle truppe del generale Vendme, venne definitivamente abbandonato cadendo in rovina. Recentemente acquisito dal Comune di Drena e restaurato, il castello si presenta come un complesso dalle evidenti caratteristiche medievali in cui il mastio rappresenta lelemento di maggior spicco. La torre, che raggiunge unaltezza di venticinque metri, dotata di feritoie che rimarcano il carattere difensivo del castello; al suo interno la presenza di sedili ricavati nelle murature sottolinea come la stessa fosse abitata nei momenti di particolare pericolo. Il complesso castellare appare cinto da una cortina esterna, oltrepassata la quale ci si ritrova nel cortile su cui si affacciano vari edifici e stanze con funzioni residenziali.

Domenica 29 luglio e 12 agosto ore 15,00 e 17,00 Il castello incantato


storie di fate e cavalieri Una proposta che punta a coinvolgere lintera famiglia, offrendo ai bambini, ma anche ai loro genitori, la possibilit di trasformarsi per un giorno in principesse e cavalieri. Per vivere insieme unavventura sulle ali della fantasia, in compagnia di elfi, maghi e folletti. Ingresso: intero 5 - ridotto 3 A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da luned a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it

CASTELLO DI SAN GOVANNI


Orari: tutti i giorni 14.00-18.00 fino al 31 agosto, tutti i giorni 10.00-18.00 con guide Ingresso: 2 euro Comune di Bondone Tel. 0465 689133 comune@comune.bondone.tn.it

La prima menzione documentaria relativa al castello di San Giovanni pare risalire al 1086 quando viene citato un castrum de summo lacu. La posizione su uno sperone roccioso a picco sulle acque del Lago dIdro suggerisce lidentificazione del castrum proprio con il castello di San Giovanni. Posto a controllo dellimboccatura delle Valli Giudicarie, delicata area di confine dei domini vescovili tridentini e feudo dei Lodrn, dal XIII secolo, rimase in mano alla potente casata ininterrottamente fino al Novecento, eccezion fatta per una breve occupazione da parte delle truppe milanesi del Piccinino nel XV secolo. Negli anni Cinquanta del XX secolo venne acquistato da nuovi proprietari che vi avviarono notevoli lavori di restauro. Come per altri castelli della Valle del Chiese amministrati dai Lodrn, lelemento militare prevale nettamente su quello abitativo-residenziale. Ne prova che con lavvento della polvere da sparo, si provvide ad ammodernare il complesso, trasformato in una piccola fortezza rinascimentale. Costruito utilizzando il granito proveniente dalle lontane cave di Daone, il castello cadde in rovina per la continua spogliazione cui fu sottoposto da parte della popolazione, ansiosa di impadronirsi di pregevole materiale da costruzione. Oggi il castello di propriet del Comune di Bondone si presenta in ottimo stato di conservazione: i recenti restauri hanno permesso di riportarne alla luce lantica fisionomia.

venerd 24 agosto ore 21,00 Voci nel tempo


Concerto de Il Virtuoso ritrovo con la partecipazione di Andrea Castelli Vicende e momenti della storia trentina del Cinquecento raccontati con il canto e gli strumenti della musica antica e con le parole dei testi classici e popolari. Il repertorio far riferimento alla Comedia harmonica, un genere sviluppatosi sul finire del XVI secolo come musica di intrattenimento: una via intermedia fra il madrigale aulico e le forme meno impegnate quali la villanella e il balletto. Servizio bus navetta con partenza da Piazzale Miralago alle ore 20,00 Ingresso: 5 euro A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da luned a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it

CASTELLO DI STENICO

Orari: tutti i giorni tranne i luned 10.00-18.00 Ingresso: 5 euro Tel. 0465 771004 www.buonconsiglio.it

La prima menzione del Castello di Stenico risale al 1163: in quellanno il principe vescovo di Trento Adelpreto concesse in feudo ai fratelli Bozone e Ottone una casa eretta sul dosso del castrum di Stinigo, probabilmente allepoca non ancora un castello, ma un insieme di fortificazioni rudimentali allestite per la difesa degli abitanti dei villaggi circostanti. Sorge su un dosso soprastante lomonimo abitato. La sua posizione strategica lo rese un fondamentale punto per il controllo del Banale e delle strade che conducevano nel Lomaso, nel Bleggio e nella sottostante Valle dei Laghi. Inizialmente feudo vescovile concesso a Bozone e ai suoi discendenti, nel 1238 venne affidato al nuovo podest di Trento, Sodegerio de Tito, nominato dallimperatore Federico II per privare del potere temporale i vescovi tridentini. Gi nel 1255 torn sotto il controllo dei presuli e da allora in poi vi venne insediato un funzionario di nomina vescovile con compiti di amministrazione del territorio, il capitano delle Giudicarie. Nel corso del XV e, soprattutto, del XVI secolo smise di essere una semplice ed austera fortificazione. Con la costruzione del palazzo hinderbachiano, voluta dal principe vescovo Giovanni Hinderbarch (1465-1486) e con la realizzazione di raffinati cicli pittorici voluti da Bernardo Cles (15141539), infatti, il castello and acquisendo i tratti della residenza rinascimentale. Nel corso del XIX secolo, sotto il dominio austriaco, ospit lImperial Regio Ufficio delle Imposte, mentre durante la Grande Guerra venne adibito a caserma. Col passaggio del Trentino allItalia fu sede della pretura e in seguito caserma dei carabinieri, finch, nel 1973, pass sotto la competenza del Provincia autonoma di Trento. Oggi il Castello di Stenico, aperto al pubblico, si conserva in ottimo stato: composto da diversi edifici, ospita ambienti di notevole interesse tra i quali la Sala del giudizio, la Sala del consiglio e la Cappella di San Martino, in cui si possono ancora osservare le pitture romaniche risalenti al XIII secolo. Concerti Nuovo Ensemble 31 luglio, 7 - 21 - 28 agosto ore 21,00
Le belle Addormentate Concerti di musica classica in collaborazione con la Fondazione Caritro Ingresso libero fino ad esaurimento posti

ROCCA DI RIVA DEL GARDA


Orari: 10.00-12.30 e 13.30-18.00 tranne il luned; da maggio a settembre tutti i giorni Ingresso: 2 euro - ridotto 1 euro 38066 Riva del Garda (TN) Comune di Riva del Garda Tel. 0464 573869 www.museoaltogarda.it

Il nucleo originario della Rocca di Riva venne edificato a partire dal 1124, anno in cui il principe vescovo di Trento Altemanno concesse di costruire una nuova fortificazione nel borgo. Detta anche Castello nuovo, poich era gi presente una pi antica fortificazione oggi andata perduta, la Rocca venne innalzata in riva al lago. Scopo primario della struttura era il controllo e la difesa del porto cittadino, preziosissima risorsa economica per lintero Principato. Col passare del tempo laspetto primigenio della Rocca and trasformandosi: fu modificata e ammodernata. Circondata da un fossato attraversabile grazie ad un ponte levatoio dotato di rivellino, stando a quanto racconta Marin Sanudo nel 1483, essa era altres protetta da due ordini di mura oggi scomparse. Con tutta probabilit il complesso sub un consistente intervento da parte degli Scaligeri, che governarono Riva alla met del XIV secolo; la Rocca fu dotata di quattro torri angolari, una delle quali forse il pi antico mastio, e di edifici che formarono un cortile interno. Un successivo adeguamento delle strutture difensive conseguente allintroduzione delle armi da fuoco fu operato dai Veneziani, che ebbero il controllo del borgo dal 1440 al 1509. Fu abbellita dagli interventi voluti dal principe vescovo Bernardo Cles e dai suo successori. Risulta pertanto difficile comprendere lentit dei diversi contributi architettonici e decorativi apportati in questi anni. La struttura agli inizi del 700 venne profondamente danneggiata dai bombardamenti francesi; nel secolo successivo, durante loccupazione austriaca, venne adibita a caserma per lo stazionamento delle truppe. Il complesso fortificato si presenta oggi nella sua integrit, seppur come il risultato delle continue modifiche subite nel corso del tempo. Lelemento pi genuino risulta essere il mastio. Attualmente la Rocca ospita il museo civico di Riva del Garda.

Mercoled 5 settembre ore 21.00


Per la rassegna CinemAMoRe verr proiettato:

Vita di Giacomo
di Diego Governatori e Luca Governatori cortometraggio Francia, 2007 - 30

Madinat al-zahra. La ciudad brillante


di Antonio Vallejo Triano cortometraggio Spagna, 2009 17

Paesi Sonori Due secoli di musica bandistica in Trentino


di Franco Delli Guanti Documentario Italia, 2012 50 Ingresso libero www.trentinocultura.net

CASTELLO DI AVIO

Orari: 10-18 tutti i giorni tranne i luned e i marted non festivi Ingresso: 6 euro 38063 Avio (TN) - Via Al Castello Tel. 0464 684453

Giocando nel Medioevo Tutte le domeniche fino al 4 novembre ore 10.00 - 18.00
Il Castello propone una divertente attivit rivolta ai bambini per scoprire i giochi di un tempo.

Le prime notizie documentarie dellesistenza del castello risalgono al 1053, quando il monaco bavarese Gotschalcus sulla via del ritorno da Verona vi sost. Le fonti divengono pi consistenti sul finire del XIII secolo, ossia con lincastellamento da parte della famiglia Castelbarco. E con Guglielmo il Grande che il maniero assume funzione di rappresentanza, in quanto diviene unitamente al castello di Lizzana la residenza castrobarcense. Agli inizi del 400, a seguito della volont testamentaria di Azzone, i domini castrobarcensi furono assorbiti dalla Repubblica di Venezia che consolid le strutture difensive affidandole ad una guarnigione. Il dominio veneziano dur fino al 1508, quando le truppe imperiali liberarono tutta la Vallagarina, il castello fu ipotecato poi a Gerardo conte dArco che avvi un imponente opera di restauro, necessaria dopo gli eventi bellici. Nel 1533 il principe vescovo ne riscatt lipoteca. I Quattro Vicariati, e con loro il castello di Avio, furono cos retti dal nuovo principe vescovo, Cristoforo Madruzzo, la cui casata domin la zona fino alla sentenza del consiglio aulico di Vienna del 1654, che riassegnava i Quattro Vicariati ai Castelbarco ramo di Gresta. Nel 1703 come molti altri castelli lagarini, il maniero fu dato alle fiamme ad opera dei soldati francesi guidati dal Vendme; il castello per quasi due secoli sub continue spogliazioni che portarono alla sua trasformazione in zona agricola. Dopo la nuova acquisizione dei Castelbarco nel 1937 si avviarono una serie di lavori di consolidamento delle strutture, ma decisiva per il recupero e la valorizzazione del castello fu la sua cessione al F.A.I. sul finire degli anni settanta del 900.

CASTEL NOARNA
Orari: sabato e domenica 10.00-12.30 / 15.00-18.30 gli altri giorni solo su prenotazione Ingresso: 6 euro compresa degustazione vini 38060 Nogaredo (TN) Fraz. Noarna - Via Castelnuovo Cell. 335 6295965 (orari ufficio) www.castelnoarna.com

Le prime notizie documentarie che possono essere riferite a Castel Nuovo riguardano un certo Adelperone de Castro Novo, il cui nome compare nel 1189, quale testimone di uninvestitura vescovile avvenuta nella valle del Chiese. Non sono chiare le sorti del castello nel corso del XIII secolo, ma appare evidente loperato dei Castelbarco che appoggiando la volont vescovile riguardo linfeudazione dei Castelnuovo, poterono estendere il loro controllo anche su questi territori, sopraffacendo il casato ormai depotenziato. Infatti nelle investiture del 1307 e del 1314 Castel Nuovo affidato a Guglielmo di Castelbarco; alla sua morte il castello passa al pronipote Aldrighetto, capostipite del ramo castrobarcense di Castel Nuovo Castellano Castel Corno. I Castelbarco ressero la giurisdizione fino al 1456, quando Giovanni si rifiut di chiedere al principe vescovo linvestitura, sperando nellappoggio del duca dAustria. Il principe vescovo Giorgio II di Hack, che da sempre era stato in buoni rapporti con la famiglia Castelbarco, dinanzi al mancato riconoscimento della sua autorit, decise di privare Giovanni di tutti i suoi possedimenti, e concesse il suo beneplacito affinch Giorgio e Pietro Lodron ponessero sotto assedio il castello. Dopo la sua resa il maniero fu concesso dal vescovo ai Lodron. Pietro che amava risiedere a Castel Nuovo, avvi nuove opere volte al rinnovo delle difese della fortificazione che per non fu pi coinvolta in fatti darme. Castel Nuovo fu anche teatro delle detenzioni e delle torture conseguenti ai processi per stregoneria, protrattisi fino al 1717. Dagli inizi del XVIII secolo Castel Noarna rimase disabitato; i Lodron preferirono risiedere nel palazzo di Nogaredo ed adibire il castello a dimora dei contadini che lavoravano i loro fondi.

CASTELPIETRA CALLIANO

Orari: solo su prenotazione Ingresso: 4 euro 38060 Calliano (TN) - Via Castel Pietra, 1 info@castelpietra.info www.castelpietra.info

La prima notizia documentaria del castello della Pietra si ha nel 1303, quando Guglielmo di Castelbarco acquista Castrum Lapidis dagli ultimi da Beseno. La particolare posizione lascia supporre che un castello con funzioni di chiusa esistesse gi dal XII secolo e che comunque il luogo fosse stato presidiato fin dall antichit. Bench il castello comparisse nellelenco delle propriet inalienabili del Principato Vescovile di Trento, di fatto, fu governato per 153 anni dai Castelbarco che ne misero in risalto la fortificazione con funzioni daziarie e di controllo sui transiti. Sono da attribuire a questa fase di vita del castello sia la ristrutturazione e lampliamento dei fabbricati, sia il potenziamento della cinta muraria. Come il sovrastante Castel Beseno, Castel Pietra fu teatro degli scontri fra la Serenissima, i duchi dAustria ed i principi di Trento. Dopo la guerra ebbe inizio una lunga serie di infeudazioni che vide come presenza diretta quella di Massimiliano I, arciduca dAustria. Egli ripens il sistema fortificato del complesso, facendogli conferire la fisionomia nota attraverso le miniature cinquecentesche. Nel 1509 poich continuava l ostilit con Venezia, Massimiliano I affid la gestione del castello a Giorgio Trapp, signore di Beseno al fine di esercitare un controllo pi efficiente. Ebbero cos corso una serie di passaggi di propriet che videro il presidio amministrativo e daziario del sito, ma non la sua occupazione residenziale. Tra i vari signori che si succedettero meritano di essere ricordati i Giovanelli che tennero il castello fino al 1738 e che avviarono una significativa opera di restauro.

CASTEL IVANO

Orari: dal luned al venerd dalle 10.00 alle 15.00; sabato e festivi su prenotazione Ingresso: 5 euro 38059 Ivano Fracena (TN) Tel. 0461 763432 - 339 7742841 info@castelivano.it www.castelivano.it

Il maestoso complesso medievale domina il paese di Ivano Fracena e la Valsugana Orientale. Il nucleo originario del castello si raccoglie attorno al mastio, racchiuso da una cortina di mura. La prima menzione relativa ad una famiglia di Ivano risale al 1187, e vede Jacopino de Yvano essere testimone in unassemblea feudale trentina. Il maniero ha avuto una storia complessa, legata alle aspre lotte che fra il XII e il XV secolo videro opporsi le maggiori dinastie feudali per il possesso della Valsugana e dellintera parte sudorientale del Trentino. Successivamente al dominio dei conti vescovi di Feltre, nel 1228, Castel Ivano e la bassa Valsugana vengono contesi per quasi due secoli tra vari Signori tra cui Ezzelino da Romano, i da Camino della Marca Trevigiana, gli Scaligeri di Verona, i Carraresi da Padova, Gian Galeazzo Visconti. Nel 1413 la bassa Valsugana viene annessa alla Contea del Tirolo ed entra nellorbita della Casa dAustria degli Asburgo. Castel Ivano governato prima da capitani di fiducia e poi dalla famiglia tirolese WolkensteinTrostburg. Con la scomparsa dellultimo Wolkenstein, Castel Ivano, occupato dal comando italiano in Valsugana nel corso della Grande Guerra, passa allamministratore del maniero Franz Staudacher di Brunico, che con la famiglia abitava il castello fin dal 1901. Da allora la famiglia Staudacher proprietaria del castello. Vengono organizzate mostre darte, convegni e manifestazioni.

CASTELLO DI ARCO

Orari: tutti i giorni 10.00-19.00 Ingresso: 3,50 euro 38062 Arco (TN) - Via Castello, 10 Tel.0461 510156 www.comune.arco.tn.it

La prima menzione del castello di Arco si ha in un documento del 1196, quando Federico dArco - pur rimanendo il bene propriet della comunit - conferma il suo diritto sul castello ossia rivendica per s lamministrazione e la difesa del territorio ad esso afferente. La fortificazione venne edificata su un sperone roccioso, posta a controllo di un territorio compreso tra il basso Sarca e lalto Garda. La storia del castello strettamente legata alla dinastia dei dArco presenti nella zona gi dai primi decenni del XII secolo. I successivi scontri avvenuti nel 1267 con i signori di Sejano per legemonia territoriale, portarono i d Arco, usciti vincitori, ad acquisire via via sempre pi potere tanto da divenire una delle famiglie pi influenti del Principato. Dal Duecento a tutto il Quattrocento il castello dovette affrontare due secoli di lotte, minacce ed interferenze politiche, spesso risolte con accordi diplomatici. Il Principato vescovile di Trento, che ne manteneva la propriet, lo vendette a Mastino II della Scala, signore di Verona; tuttavia i dArco mantennero il controllo e lamministrazione del castello, quali feudatari. La conquistata delle truppe di Gian Galeazzo Visconti dellintera area determin la necessit per i dArco di allearsi con i milanesi. Nel 1413, in seguito ad un ulteriore cambio di alleanza, i dArco divennero conti del Impero. A fine Quattrocento il castello sub un assedio veneziano: il borgo venne distrutto, ma la fortificazione resistette. Nel 1703 con larrivo del generale francese Vendme, il castello fu posto sotto assedio: le difese si opposero per otto giorni, finendo poi per capitolare. Una volta saccheggiato, le truppe francesi lo distrussero, dando lavvio alla successiva spogliazione e decadenza. Il castello, un tempo complesso di straordinaria vastit, come testimonia il celebre affresco del Drer del 1495, si presenta oggi allo stato di rudere. Poco o nulla si salvato delle cinte murarie e dei bastioni che scendevano dal castello a protezione del borgo. Delle strutture che erano parte del castello oggi si conserva la Torre Grande simbolo della fortificazione stessa. Il recente restauro condotto sul complesso ha permesso di individuare uno straordinario ciclo di affreschi di tema cortese, preziosa testimonianza della pittura gotica in ambito trentino.

CASTEL CAMPO

Orari: prenotazione obbligatoria Ingresso: varia a seconda degli eventi proposti 38075 Fiav (TN) - Castel Campo Tel. 0465 702020 info@castelcampo.com www.castelcampo.com

La prima notizia documentata che fa riferimento a Castel Campo risale al 1211. Venne edificato a circa seicento metri di quota, in una depressione naturale, nelle vicinanze dellabitato di Campo Lomaso. Sorgeva, dunque, nel cuore dellomonimo distretto, crocevia di fondamentale importanza per i collegamenti con la Valle dei Laghi e lalto Garda. Appartenne alla famiglia dei da Campo, feudatari influenti ed ambiziosi dei vescovi tridentini. Per lungo tempo, infatti, questa casata fu impegnata nelle sanguinose lotte per il predominio territoriale; rivali storici furono i dArco, i quali consolidarono la propria influenza nellarea mediante il controllo, ad oriente, di Castel Spine e, ad occidente, di Castel Restr. In seguito si inserirono in queste contese anche i Lodron, che ambivano ad allargare i loro domini, partendo dai loro possedimenti della Valle del Chiese. Proprio i Lodron, nel contesto delle guerre tra il principato tridentino e Venezia dei primi del Quattrocento riuscirono a saccheggiare ed incendiare Castel Campo. Il vescovo di Trento Giorgio Hack (14461465) decise quindi di rimpossessarsi del feudo e di concederlo ai propri fratelli. Nel 1496 Castel Campo venne affidato alla famiglia Trapp. Nobili di provata fiducia verso la chiesa di Trento e limpero a Castel Campo, ed in altri feudi di loro nuova propriet come Beseno, avviarono importanti lavori di ristrutturazione, di ampliamento e decorazione. Nei secoli successivi la fortificazione perse di importanza e venne acquisita di volta in volta da diverse famiglie nobiliari. Oggi il castello di propriet privata, adibito a residenza. Conservato in ottimo stato, mantiene intatte le sue caratteristiche di dimora signorile. Parzialmente circondato dallantica cortina muraria, il complesso composto da tre ali e si caratterizza per i singolari torrioni cilindrici angolari, simili per tipologia a quelli di Torre Franca di Mattarello. La disposizione degli edifici forma un cortile interno caratterizzato dalla presenza di un loggiato con tre ordini darchi, realizzato nel corso del XV secolo. La loggia ed alcuni ambienti interni conservano pregevoli cicli di affreschi con scene di caccia, testimonianze dei passatempi aristocratici assai diffusi nelle dimore signorili quattro-cinquecentesche.

CASTEL CORNO DI ISERA


Orari: venerd 14:00-19:00, sabato e festivi 10:00 -13:00/14:00-19:00 Ingresso: gratuito 38060 Isera (TN) Tel. 0464 487094 (Comune Isera) www.comune.isera.tn.it

La prima menzione relativa alla signoria di Castel Corno risale al 1178, quando in una contesa tra gli abitanti di Nago, Mori e Gardumo, nominato un Olderico di Brentonico e Castel Corno. Il castello che prende il nome dalla roccia a corno su cui sorge, situato sopra allabitato di Lenzima, nel comune di Isera. Pare che i signori di Castel Corno gi nella prima met del XIII secolo non controllassero pi la fortificazione. Linvestitura del nuovo principe vescovo di Trento, Aldrighetto da Campo, diede avvio ad una rivolta capeggiata dai nobili Jacopo da Lizzana e Umberto da Brentonico che port ad una risposta vescovile molto dura: i castelli dei rivoltosi furono presi e tra questi anche Castel Corno. Dapprima affidato alla custodia di Aldrighetto di Toblino, venne poi assegnato ai Castelbarco. La prima met del Quattrocento si caratterizz per dissidi e lotte tra i rami della famiglia castrobarcense per il controllo di Castel Corno e ci favor lemergere dei Lodron, signori delle Giudicarie. Proprio nel marzo 1456 Castel Corno dovette capitolare dopo lattacco subito da parte di Giorgio e Pietro Lodron: il vescovo Giorgio Hack riusc ad ottenere la restituzione pagando 600 ducati ai Lodron. Il castello ritorn quindi in possesso ai Castelbarco che lo mantennero fino al 1499, anno della morte di Matteo, ultimo discendente del ramo famigliare di Castel Corno. Il principe vescovo Udalrico Lichtenstein concede il feudo ai membri della sua stessa famiglia fino al 1759, quando venne restituito ai vescovi di Trento. Dopo loccupazione napoleonica per il castello inizia un lento ed inesorabile declino. Oggi i ruderi del castello sono di propriet del Comune di Isera; recenti restauri hanno permesso lapertura al pubblico.

Sabato 28 luglio ore 20,30 Il castello dei tradimenti


Anche le aspre mura di Castel Corno sono state testimoni, nel corso dei secoli, di trame oscure e sanguinose congiure. Ripercorrere queste storie significa ricostruire una pagina affascinante della storia del Trentino, con le famiglie nobili in guerra fra loro per il controllo del territorio. Alleanze e tradimenti saranno fatti rivivere in uno spettacolo di luci, suoni e parole. Servizio bus navetta Ingresso gratuito A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da luned a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it

CASTEL RESTR
Orari: visita ai ruderi tutti i giorni Ingresso: libero 38074 Bleggio Inferiore (TN) Cell. 339 3491788 www.visitcomano.it

La prima notizia relativa a Castel Restr risale al 1265, anno in cui il principe vescovo di Trento Egnone di Appiano concesse in feudo a Federico dArco il Dosso della Vedova. Con questatto il presule permise di costruirvi un castello per proteggere dai pericoli esterni la popolazione della zona. La fortificazione, oggi nel comune del Bleggio, sorse in un territorio di fondamentale importanza per il collegamento tra il Banale, le Giudicarie, il Lomaso e il Basso Sarca. Durante gli anni di guerra tra Venezia e Milano il Trentino occidentale divenne teatro di continue e feroci battaglie. In questo contesto, Castel Restr venne dapprima occupato dal Gattamelata, capitano della Serenissima, pi tardi espugnato e distrutto da Paride Lodrn. Una volta ricostruito, mantenne le sue funzioni difensive fino al XVIII secolo, quando venne trasformato in casino di caccia. Castel Restr doveva presentarsi originariamente con un impianto piuttosto simile alle altre fortificazioni dei conti dArco, quali Drena e Castellino: una torre quadrangolare circondata tuttintorno da una cinta muraria curvilinea. Oggi si presenta allo stato di rudere, nonostante se ne possa ancora apprezzare la possente torre.

CASTELLO ROCCABRUNA DI FORNACE


Orari: lun, mar e mer 8.00-12.30 / 14.00-17.30 gio e ven 8.00-14.00 Ingresso: libero 38040 Fornace (TN) - Tel. 0461 849023 demografico@comune.fornace.tn.it

Del castello di Fornace, situato al centro del paese in posizione dominante sul dosso di San Martino, rimane oggi solo una porzione dellimpianto originario: la cosiddetta porta-torre. Bench la famiglia dei Roccabruna, signori di Fornace trovi menzione gi a partire dal 1189, il primo documento che si riferisce al castello risale al 1214 ed relativo al giuramento di fedelt al principe e alla conseguente reinfeudazione dei da Fornace. Il nome de Roccabruna compare unitamente quello da Fornace proprio a partire da tale data ed attribuito ad un ramo della famiglia. I Roccabruna provvidero allampliamento dellimpianto fortificato primigenio ed avviarono uningente opera per la trasformazione del maniero in dimora residenziale, secondo il gusto rinascimentale. Il complesso tuttavia nellottocento fu in parte demolito per far posto alla costruzione della chiesa parrocchiale e perse la caratteristiche delledificio fortificato.

CASTELLO DI PERGINE
Orari: tutti i giorni 10.30-19.00, luned dalle 17.00 Ingresso: libero 38057 Pergine Valsugana (TN) Via al Castello, 10 - Tel. 0461 531158 www.castelpergine.it

Limponente Castello di Pergine domina, da un isolato dosso, lantico borgo sottostante e lalta Valsugana, da Civezzano al lago di Caldonazzo. Costruito nel XII secolo, lantico fortilizio controllava lo sbocco nella piana del perginese della Valle dei Mocheni, ricca di giacimenti minerari, e la strada per Trento. A causa della posizione strategica, fu al centro degli scontri fra le potenze che si contendevano il controllo della regione. Le prime notizie documentarie risalgono al 1147 e si riferiscono ad un domini da Pergine, tale Odolricus de Perzene. certo che il castello era da tempo feudo vescovile quando nel 1256 fu espugnato ed incendiato dalle truppe di Ezzelino da Romano. Appartenne ai duchi dAustria e nel 1531 pass al principe vescovo di Trento Bernardo Clesio. Gi dal XV secolo, perso ogni interesse tattico, Castel Pergine fu interessato da alcune ristrutturazioni volte soprattutto allo sviluppo del nucleo abitativo e di rappresentanza, nettamente separato dalla zona difensiva. Il castello presenta ancora le opere medievali di difesa, le due cortine murarie che fanno capo al mastio e le torri, e gli edifici rinascimentali residenziali. Ospita mostre darte contemporanea.

TORRE DEI SICCONI


Orari: da luned a domenica 9.00-20.00, marted chiuso, a settembre visitabile solo nei week-end Ingresso: libero Comune di Caldonazzo Cell. 347 1258958

La torre dei Sicconi o castello di Caldonazzo fu costruito su licenza del principe vescovo di Trento, Corrado di Beseno, nel 1201 da Geremia e Alberto figli di Varimberto di Caldonazzo. Unitamente a Castel Brenta costituiva il sistema di controllo del territorio esercitato dai signori di Caldonazzo; la torre dei Sicconi dallalto del monte Rive presidiava le principali vie di comunicazione. Sembra che durante gli scontri con i vicentini il castello sia stato distrutto e ricostruito solo in parte; fatto certo che la signoria dei CaldonazzoCastelnuovo usc di scena e la Valsugana entr nella sfera dinfluenza austro-tirolese. La torre dei Sicconi venne demolita dal Genio militare austriaco nel 1915, per ragioni belliche in quanto costituiva un punto di avvistamento certo. Oggi sullintera area di monte Rive sorge un parco archeologico; qui ancora possibile scorgere il basamento della torre e di alcuni edifici che erano parte del complesso fortificato.

Referenze fotografiche: Archivio Castello del Buonconsiglio, Dante Brambilla, Albert Ceolan, Giorgio Horak, Augusto Laghi, Matteo Rapan, Chiara Tomasoni, Gianni Zotta Testi castelli: Annamaria Azzolini e Fabrizio Olivotto

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