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Il Dolore 13/12/2010 - Sensazione e percezione sono due concetti diversi dal punto di vista fisiologi co.

. Per sensazione si intende il processo in cui i recettori raccolgono informazioni dallesterno e dallinterno e le trasportano a livello centrale, laddove avviene un a elaborazione preliminare dello stimolo. La percezione invece il processo attraverso cui il cervello organizza, integra e d interpreta le varie sensazioni; si tratta, dunque, di un processo pi complesso, che tiene conto di pi sensazioni. (Tuttavia nel resto della lezione il prof ha chiarito che avrebbe usato i due te rmini come sinonimi) - I recettori del dolore (nocicettori) appartengono al I tipo (terminazioni libe re) e sono anchessi dei trasduttori biologici, dotati di un sistema dencoder. Risp etto ad altri recettori, tuttavia, sono aspecifici per quel che riguarda lo stim olo in ingresso; mentre i corpuscoli del Meissner, del Pacini etc. rispettano la legge di Muller delle energie specifiche, per i nocicettori possibile una rispo sta a pi stimoli di natura diversa, purch essi abbiano in comune lintensit, che deves sere elevata. - Il dolore una sensazione fortemente spiacevole, arricchita da unelevata compone nte piscoaffettiva ed emozionale, associata a danno cellulare. Si distinguono: a) un dolore fisiopatologico (cronico), caratterizzato dal persistere della caus a patogena stimolane b) un dolore fisiologico, dovuto ad uno stimolo intenso, ma non protratto c) un dolore neurogeno, dovuto a lesione di fasci nervosi - Tipi di dolore e loro trasmissione Il dolore pu essere pungente, urente e viscerale. Il dolore pungente pi localizzat o degli altri due, poich condotto dal fascio neo-spinotalamico, di origine filoge netica pi recente del paleo-spinotalamico e spinoreticolare, che conducono gli al tri due tipi di stimolo. - Esistono vari tipi di nocicettori. Quelli polimodali rispondono a pi stimoli di natura diversa (termica, chimica, meccanica), ma gli stimoli devono essere inte nsi perch necessario che inducano citolisi. I nocicettori meccanocettivi rispondono invece prettamente a stimoli pressori, m entre quelli meccanotermici sono recettori bimodali sensibili sia a stimoli pres sori che termici. (N.B. Lo stimolo termico rappresentato sia da abbassamenti che da aumenti della temperatura) - Campo recettivo e localizzazione anatomica dei nocicettori I campi recettivi possono essere retinici, cutanei etc.; quello cutaneo rapprese ntato dallarea di cute la cui stimolazione determina attivazione di catene neuron ali in serie, che collegano la periferia con il centro. Pi neuroni possono condiv idere zone del campo recettivo, tuttavia il neurone pi vicino al punto di stimola zione sulla cute scaricher a frequenza pi elevata rispetto a quelli circostanti; i noltre, il delta di frequenza tra neuroni limitrofi sar maggiore nelle cellule di II ordine che in quelle di I ordine (nella catena neuronale), per il meccanismo dellinibizione laterale. In particolare, nel campo recettivo centro ON (periferia OFF), il neurone centra le, maggiormente stimolato, scaricher a frequenze maggiori rispetto a quelli limi trofi, mentre il contrario accade nel campo periferia ON (centro OFF); queste de finizione si riferisce per ai neuroni di II ordine, perch quelli di I ordine sono sempre eccitati (ON). Linibizione dei neuroni di II ordine dovuta allazione di int erneuroni. La funzione del campo recettivo quella di localizzare spazialmente uno stimolo, tuttavia nel caso dei nocicettori questa localizzazione difficoltosa, soprattutt o per lo stimolo urente e viscerale. I nocicettori sono particolarmente rappresentati a livello della polpa dentaria, della dentina, delle meningi, del tessuto muscolare, delle pareti vascolari, de lle capsule articolari, del pericardio e del peritoneo; sono invece assenti a li vello epatico e cerebrale. - Unaltra caratteristica peculiare dei nocicettori lassenza di scarica basale, che

invece si trova in tutti gli altri recettori; quindi, i nocicettori sono del tu tto silenti, in assenza dello stimolo in ingresso. - Per quanto concerne ladattamento, questo risulta del tutto assente nei nocicett ori, che quindi continuano a scaricare per tutta la durata dello stimolo; la fre quenza di scarica pu anzi aumentare al persistere dello stimolo (iperalgesia-> fe nomeno opposto alladattamento) -Meccanismo dazione dei nocicettori I nocicettori sono formati da terminazioni nervose libere, con membrane ricche d i recettori, tra cui quelli per la serotonina, lATP, gli ioni H+; altri recettori sono quelli TRPV, che generano potenziali dazione transitori e sono sensibili an che alla capseicina, sostanza estratta dal peperoncino. I recettori purinergici (ATP) sono sia metabotropici che ionotropici; in presenz a di aumenti della concentrazione di ATP nellinterstizio, liberato in seguito a d anno cellulare, si attiva il recettore P2X3 sulle terminazioni nocicettive, prod ucendo la sensazione di dolore. Quindi lATP una molecola algogena. Una serie di sostante sensibilizzanti sono poi in grado di aumentare la sensibil it dei nocicettori alle molecole algogene, con conseguente aumento della scarica recettoriale; tra di esse rientrano soprattutto citochine infiammatorie come TNF ,IL-6,IL-1,NGF, bradichinina. Oltre alliperalgesia, che unamplificazione della sensazione dolorifica, lazione dei nocicettori soggetta anche al meccanismo dellallodinia, che consiste in una perc ezione dolorosa evocata da stimoli in realt non algogeni (es. deglutizione durant e uno stato infiammatorio della faringe) - Meccanismi di controllo della sensibilit dolorifica Questi meccanismi sono sia di tipi centrale che periferico. Uno dei meccanismi di modulazione principali quello del gate control (teoria di Me lzack e Wall); secondo questa teoria, nel dolore non modulato, le afferenze dai nocicettori (fibre C amieliniche) quando scaricano inibiscono contemporaneamente un interneurone inibitorio; quando il dolore invece modulato, si verifica conte stualmente la scarica di un meccanocettore (fibra spessa mielinica, tipo A/A), che invece eccita linterneurone inibitorio, il quale pu quindi scaricare sul neurone di II ordine e inibirlo. Gli interneuroni (IN) inibitori appartengono alla sostanza gelatinosa di Rolando e sono encefalinergici; essi agiscono su recettori di tipo delta e K, determina ndo iperpolarizzazione del neurone di II ordine. Quindi: fibre C ->inibizione IN Rolando -> eccitazione neurone di II ordine fibre mieliniche A/A ->eccitazione IN Rolando -> inibizione neurone I I ordine Questo meccanismo alla base della reazione allo stimolo doloroso. Molte strategie di attenuazione del dolore sfruttate in terapia si basano sul pr incipio del gate control, perch agiscono eccitando le fibre mieliniche A/A. I neurotrasmettitori rilasciati dai nocicettori sono rappresentati dal glutammat o e salla sostanza P . A livello della lamina II (IN di Rolando) giungono proiezioni discendenti dal tr onco encefalico, che stimolano i neuroni encefalinergici che qui si trovano; per cui il risultato linibizione della trasmissione del dolore. Queste proiezioni di scendenti utilizzano noradrenalina e serotonina e provengono dal rafe magno e da l grigio periacqueduttale. - La percezione del dolore molto variabile da individuo ad individuo, a causa de lle componenti psicoaffettive che la contraddistinguono: ad esempio, nei soggett i affetti da depressione questa percezione amplificata; di fatto, gli antidepres sivi sono utilizzati contro la sintomatologia dolorosa quando gli anti-dolorific i classici si rivelano inefficaci. - Dolore riferito Si tratta di una proiezione del dolore ad aree distanti dal sito di stimolazione ed dovuto al fatto che afferenze nervose da queste zone giungono allo stesso li vello di quelle cutanee dolorifiche; ci influenzato anche da esperienze pregresse di quel particolare tipo di dolore.

Il concetto di dolore riferito connesso a quello di dolore dellarto fantasma: in seguito ad unamputazione di un arto, il soggetto, per alcune settimane dopo linter vento, riferisce un intenso dolore in corrispondenza dellarto amputato; ci dovuto allattivit dei neuroni corticali, che in precedenza erano stati eccitati per mesi dai nocicettori provenienti da quellarto. Essi continuano a scaricare anche dopo lamputazione, eccitando la catena neuronale verso i centri superiori; quindi, com e se esistesse una memoria del dolore. Leggi della piscofisica - Legge di Muller delle energie specifiche - Legge di Weber: S/S = K (costante) dove S =stimolo soglia e S lincremento dello s timolo. Lo scopo della legge valutare quale devessere il discriminatorio di alcune modali t sensoriali (capacit discriminatoria del cervello); attraverso questa legge possi bile, dato un certo stimolo soglia, conoscere di quanto deve aumentare lintensit d i un altro stimolo affinch sia percepito come pi intenso. Questo discorso varia per le differenti modalit sensoriali (per la vista, del 2%, per la sensibilit tattile epicritica del 3% e per quella protopatoca dell8-12%. - Dalla legge di Weber deriva la legge di Fechner: E=K(log S/So) - Legge di Stevens: L=K(S-So)^n per n=1, la relazione stimolo-intensit lineare per n > 1 lintensit della sensazione aumenta in misura maggiore rispetto allintensi t dello stimolo per n<1 lintensit della sensazione tende a diminuire ed ha concavit verso il basso Come viene valutata lintensit del dolore? Le leggi della piscofisica in questo caso possono indurre ad errore perch si basa no su una valutazione soggettiva dello stimolo doloroso. Perci si fa ricordo a te cniche pi obiettive come misurazioni di EEG, EMG, potenziali dazione evocati, in r isposta a vari stimolo nocicettivi.