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La concessione italiana di Tien- Tsin

di Ezio Ferrante

Un secolo fa, come d'altra parte ai nostri giomi. la Cina era al centro dell'attenzione intemazionale, anche se per motivi diametralmente opposti a quelli attuaIi. Se infaui, nel crepuscolo del '900, abbiamo assistito al ritomo sotto la sovranita cinese dell'inglese Hong-Kong prima e della portoghese Macao poi, sia pur nel quadro della formula «un paeseldue sisterni», nonche al periodico e pericoloso riacutizzarsi del contenzioso con Taiwan, nel ben piu difficile contesto del principio dell'unicita della Cina, agli albori del '900 sembrava invece che fosse addirittura imminente una spartizione territoriale della Cina, un vero e proprio break-up dell'allora" Celeste Impero, per dirla con il titulo del celebre saggio del tempo di Charles Beresford I• Gli albori del XX secolo, con l'intervento multinazionale inteso alia repressione della rivolta xenofoba dei Boxer, sembravano infatti marc are il punto terrninale di una crisi iniziata sessant'anni prima con I'avvio della prassi dei Trattati ineguaIi, imposti dalle potenze dell'epoca a seguito delle guerre dell'oppio/, che avevano portato dapprima all' apertura dei porti cinesi al commercio occidentale, con la

I. C. Beresford, The Break-lip of China, Harpers & Brothers, London-New York, 11l99. 2. Cosl denominati, come spiega G. Borsa, perche «le concessioni fatte dai cinesi non avevano nessun corrispeuivo in concessioni fane da pane degli occidentali ne giustificazione in una precedente debellatio»; propriarnente delta, ranr'e che «non sernpre si rendeva necessario il ricorso alIa forza, rna bastava Iii minaccia di essa, il movimento delle navi, a costringere iI Governo cinese a cederc», (La nascita del mondo modemo in Asia. Rizzoli, Milano, 1977, p. 234). Nel mare magnum della bibliografia eritica in merito, per un primo approccio, si segnala K. M. Panikkar, Storia della dominazione europea in Asia dal Cinquecento ai nostrl glomi, Einaudi, Torino. 1965, pp. 176 e 55.; M. Sabauini, P. Santangelo. Storia della Cina, Laterza, Bari, 1989. pp. 606 e ss. ed il brillante volume di A. Peyrefitte. L 'lmpero immobile ol'vero 10 scontro dei mondi, Longanesi, Milano, 1989. pp. 556 e 55 •• mentre, per un csame pili analitico, err. A.Waley. The Opium Wars through Chinese Eyes. A1len&Unwin. London, 1958; J. K. Fairbank. Trade and Diplomacy on the China Coast: the Opening of Treaty Ports,

Affari socia Iiintematlonali

n. 3, 20{)D



conseguente istituzione dei settlements e delle concessioni'' in mana ai «bart-uri occidentali» e poi, in ultima analisi, alla progressiva divisione della Cina in «sfere di influenza» fra Ie potenze stesse, in una situazione generale resa aneora pill preearia dall' esito disastroso della guerra sino-giapponese. «Le tigri di carta occidentali». con i lorn emuli giapponesi. per esprirnersi nel linguaggio figurato del periodo. erano riuscite ad incatenare il dragone cinese! In un tale scenario geopolitieo, cosi forte mente pregiudieato e condizionato, la nostra analisi storica si focalizza proprio sulle «concessioni», da intendersi come «vere e proprie enclaves distribuite nel territorio cinese che, sotto I' egida dell' extraterritorial ita, godevano di una propria arnministrazione finanziaria, fiscaIe. giudiziaria e di polizia» poste sotto il controllo delle varie potenze, che si erano assicuratc, riel corso del tempo, i privilegi in discorso e aile quali si aggiunge alia fine anche l'Italia, a seguito della sua partecipazionc all'intervento multinazionale contro la rivolta dei Boxer (l900-1901rl. La vicenda italiana a Tien-Tsin (ovvero Tianjin, secondo I'attuale toponomastica cinese) inizia il 21 gennaio 1901 con l'occupazione manu militari di un sobborgo cittadino per Ie esigenze di acquartieramen to del distaccamento di marinai sbarcati dalle regie navi nel contesto dell'occupazione intcmazionale della citta, Successivarnente, a ridosso del Protocollo finale eli pace del 7 settembre 1901 stipulato fra la Cina e Ie undici poten-

University Press. Stanford, 1969 e Comire d'hisroire moderne de la Chine, La Guerre de l'Opium, edilions en langucs erraugcres, Pechino, 1979. 3. La dourina irncrnazionalista dell'epoca Iaceva una puntuale distinzione Ira seulement c «concessione .. , in funzione della natura SICSsadell' Accordo in base al quale venivano rispeuivarnente stabiliti, laddove per il prirno s'jntendeva «quell a zona dei porti aperti che i singoli consoli e Ie autorita locali delimitano come luogo in cui i ciuadini di uno SIaIO europeo potevano affiuare terrcni e case direuamente dai proprierari indigeni», mentre la seconda veniva definita come «quell'urea che, scrnpre nei porti aperti, il Govcrno cinese cede in perpetuo ad uno State straniero c che quesro, pagando l'imposta fondiaria alia Cina. pui> meuere a disposizioue dei propri connazionali» (in merito cfr, P. Callaini.f settlements europei nei porti aperti della Cilia. Studio di diritto lntemazionale pubblico, Tip. Cenniniana, Firenze, 1909. pp. III e ss.), "Una formazione pressoche colonialc (rna ben distinta giuridicarnente dallc colonie europee del tempo in tcma di sovranita territoriale] non moho lcntana dalle fattorie commerciaIi dei latini del Vicino Oriente nel basso Medioevo» o, ancor meglio, «una specie di entita intermedia ira 10 State, sia purc semisovrano cd il sernplice ente arnministrativo locale", secondo Ie pregnanti definizioni del tempo (R. Ciasca, Storia coloniale dell'Italia contemporanea da Assab all'Impero, lIoepli, Milano, 1938. p. 2K5 c G. Mondaini, L'asseuo coloniale del mondo dopo la guerra, Cappelli, Bologna, 1921. p. 53). In buona sostanza i settlements c Ie «concessionb •• istituzioni di origine polilica, rna con ragion d'cssere csscnzialrnente commcrciale, si presentano come «municipi autonomi in cui la sovranita cinese perrnanc, mil e attenuata e sospesa dill privilegi di cui godono gli stranieri». 4. Per il ruolo operative svolto dall'Italia in rnerito efr. M. Valli. Gli avvenimenti in Cina nel /900 e l'azione della R. Marina italiana, lloepli. Milano. 1905: A. Tosti. La spedizione italiana in Cina (1900-/901). Ufficio storico Sme, Roma, 1926 e M. Pighini, Marinai italiani in Cilia dal '9(}() alia fine della seconda guerra mondiale, in Le genti ,11'1Mare Meduerraneo, a eura di R. Ragosta, Pironti, Napoli, 1981, vol, 2. pp. 1125-1189. Per le valutazioni politichc e diplomatichc, err. i due Libri Verdi preseruati dal ministro Prineui alia Camera il 10 luglio e 1'8 scuembre 1901 (Ani parlamentari, Camera, Documenti, leg. XXI. sess. 1900-190 1. vol. XXXI e XXXI-bis).

ze, al termine della crisi che ne aveva determinate l'intervento", I'occupazione de facto gill esistente viene sanzionata de jure dall' Accordo italo-cinese del 7 giugno 1902, firrnato dal conte Giovanni Gallina. inviato straordinario e ministro plenipotenziario e Tang-shao-i, Taotai delle Dogane marittime di Tien-Tsin. in cui viene stabilito che «per favorire 10 sviluppo del commercio italiano nel Nord della Cina e specialmente nella provincia del Cili, il Governo cinese consente a cedere in perpetuita al Governo italiano (per un fitto annuo di "un tiao di sapeche per ogni mu" della concessione, cioe 2.800 lire-oro del tempo N.d.a.) un'estensione di terreno sulla riva sinistra del fiume Pei-ho, nella quale il Governo italiano esercitera piena giurisdizione nella stesso modo stabilito per Ie concessioni ottenute da altre nazioni». Ancora una volta dunque un'affermazione di prestigio per l'Italia, allineata sulle posizioni assunte dal concerto delle potenze dell' epoca, come era gia avvenuto nella questione cretese del 1897-'98 e come si verifichera, di n a poco, nella crisi internazionale venezuelan a del 1902-1903; un'Italia dove la questione cinese si dibatteva assai vivacemente, sia in sede politica che pubblicistica, da almeno un quadriennio'', marcata peraltro dall'infortunio diplomatico di San Mun'. Un'affermazione di prcstigio in termini di politica internazionale che pero, ictu oculi, stentava a tradursi, in linea di fatto, in una situazione vantaggiosa per la promozione degli interessi commerciali italiani in Cina. Infatti tra Ie concessioni esistenti all'epoca a Tien-Tsin (inglese, francese, giapponese, russa, tedesca, austro-ungarica e belga) quella italiana, situata tra la sponda sinistra del fiume Pei-ho, Ie ferrovie imperiali cinesi lungo la linea Pechino-Mukden, la concessione russa e quella austriaca, si presentava come la pill piccola, con un'area di 447,647 mq, racchiusa in un quasi rettangolo, con una popolazione di 13.704 cinesi, secondo il censimento dell' aprile 1902. E, invero, anche la pill povera, essendo allocata «in uno dei pill miscri e malsani sobborghi della ciua cinese, dis semi nata di stagni, talora profondi

S. Che peraltro stabiliva, a carico della Cina, un'mdennita di 450 rnilioni di Haiwkan lads (cioe di taels adouati dalle dogane marittime imperiali ed uniformi in rutta la Cina, pari a lire 1.687.500.(00) da vcrsarsi a favore delle potenze intervenute, eon quota parte spettante all'Italia di 26.617.000 taels, pari a lire 99,813.768. 6. Tra cui possiamo ricordare, a titolo esemplificaiivo, gli scriui del prof. Lodovico Nocentini della R. Universita di Rorna, vero e proprio cornea dei conclamati interessi italiani in Cina e delle conseguenti petizioni di principio (apparsi Ira la fine del 1890 e gli inizi del 1900 su numerose riviste quali Nuova All/alogia, Rivista d'Italia, Rivista Geografica /taliana e poi in un certo qual sensa riassunri nel saggio L'Europa nell'Estremo Oriente e gli interessi italiani in Cina, Hoepli, Milano, 1904), ed inoltre M. Carli, «L'Italia in Cina», Rivista d'Italia, fasc, 3,1899: G. Vigna del Ferro, «L'Italia nella questione cinese», Rivista politica e leueraria, fasc, ouobre 1901. In particolare, merita poi di essere souolineata l'azione svolta dal Carriere Mercantile di Genova. portavoce degli interessi dei gruppi armatoriali liguri (ad esempio negli editoriali "II codino cinese nella politica mondiate», «La politica italiana in Cina» e «La Siinge Cinese», del 21 ag0510 1898,3 maggio 1899, 15/16 luglio 1900 e «Partenza delle truppe per la Cina. Entusiastiche dimostrazioni popolari» del 20 lugtio 19(0), 7, In merito G. Borsa, «La crisi italo-cinese del rnarzo 1R99 nelle carle inedite del ministro Canevaro»,11 Politico, XXXIV, 4, (1969), e S. Cilibrizzi, Storia parlameniare politico e diplomatica dell'ltalia, Tosi, Napoli, t923, vol. 3, pp. 93-97 e 124-127.

~ fino a quauro metri e di bare galleggianti, che sono la macabra caratteristica del terre no "vago" in Cina», come si esprimeva all'epoca il Peking & Tien-Tsin Times. II terreno della concessione infatti era costituito sostanzialmente da due ... zone, l'una occupata pressoche completamente da acquitrini. mentre l'altra da terreni in avallamento rispetto al livello del fiume Pei-ho con una serie di antichi cimiteri, in cui i feretri giacevano a diversi strati sovrapposti (<<Iaparte pili deplo_ revole e pili pericolosa dal lato dell'igiene»), a Sud della quale si raggruppava il nueleo centrale dell'abitato cinese con 867 case (di cui una quarantina in rnuratura ed il rimanente in fango, ruu'al pill con rivestimento di intonaco), con circa 200 botteghc locali (spacci vari e carnbiavalute), di cui una sola italiana (una cantina ~ ad uso dei militari italiani). Allepoca gli italiani residenti, oltre ai militari, erano appena sedici ed una sola l'impresa nazionale che operava sul territorio, la Italian Colonial Trading Company, filiale della sede di Shangai «da cui vengono Iornite . Ie merci occorrenti per gli spacci di Tien-Tsin e Pechino», destinati principalmente ai consurni dei militari ivi stanziati", Una situazione non certo rosea, aggravata peraltro da tuna una serie di vincoli amministrativi previsti dall' Accordo istitutivo della concessione stessa, sia in rnerito agli indennizzi da attribuirsi ai mercanti di sale per 10 spostamento dei propri depositi, sia ai diversi proprietari cinesi per I'esproprio delle case e la rimozione delle tombe, che si trovavano nella concessione (artt. IV e IX). Souo il profilo arnministrativo, a differcnza delle altre concessioni, reue ed arnministrate dai consoli delle rispettive potenze, nella concessione italiana tali attribuzioni sono affidate ad un tenente di Vascello, gia responsabile del distaccamento della R. Marina none he dell'Ufficio di polizia fluviale, all'epoca dell' occupazione militare internazionale, «il quale, souo la dipendenza del r.ministro, tratta tutti gli affari intemi e Ie relazioni con i consoli delle altre concessioni e con Ie amorita cinesi» e al quale, dal 1903, viene conferito il titolo di reggente della concessione stessa, prassi che poi si istituzionalizza con specifici incarichi conferiti ai singoli ufficiali all'uopo destinati, che la Marina pone in «aspettativa speciale con competenze gravanti sui bilancio degli Esteri»9. II reggente e assisiito da un ufficio inierpreti c scgretari cinesi, da una stazione di otto Carabinieri. al comando di un maresciallo, per il servizio d'ordine e di sicurezza pubblica, quindi da diciotto guardie indigene (Shimpooi ed altrcttante guardie nottume (Kaufoo), con funzioni di polizia municipale, sorvcglianza notturna c vigilanza antincendio, unitamente ad un piccolo distaccamcnto di marinai per l'armamento del rimorchiatorc «Nanshu», orrneggiato sulla sponda del fiume, il disimpe8. Come scriveva il cay. C. Poma, r.console nella sede Iii Tien-Tsin. appena istituita con rd n.148 lei 18 aprile 1901, nello studio "Sui comrnercio di Tien-Tsin» in Bolleuino del Minislero degll affari -steri, n. 218. marzo 1902. pp. 100-130. Degli italiani a Tien- Tsin, sei risultano addeui alia ristorazio.e, due sono comrnerciarui, due costruuori. due parrucchieri, due vengono qualificati come «artisti di 31110, musicami e piuori- ed intine abbiamo un rneccanico ed un minatore. 9. Archivio storico-diplomatico del Mae (Asdrnae), Serie P. Politica (1891-1916), Cina, p. 427. 1inistero marina ad esteri del 25,7.1903 e sui singoli reggenti, p. 422, f.9 (TV Paolini); p. 423, f.23 e 7 (TV Biancheri e Derui di Pirajno); p. 426. f.37 (TV Michelagnoli); p. 427, f.37 (TV Fileli).

gno dci servizi e delle altre esigenze del distaccamento stesso. II primo regolamento emanato dalla concessione e un regolamento generale di polizia (con particolare attenzione aile norme igieniche) ed i primi bilanci mostrano una differenza in attivo di duecento dollari mensili (circa 450 lire del tempo), laddove i proventi, puntualmente depositati presso la Hong Kong & Shangai Banking Corporation, si riferiscono essenzialmente aile imposte di locazione e desercizio commerciale, a licenze di transito e a contravvenzioni. Nei diversi studi e progetti di sistemazione della concessione stessa eseguiti dai reggenti (in particolare ricordiamo quella di Denti di Pirajno, del settembre 1902 e di Michelagnoli, del dicembre 1903) si insiste sui piano regolatore della concessione e sugli strumenti finanziari da reperire ed impiegarc all'uopo, nell'assunto dell'autonomia finanziaria della concessione stessa (eche si amministra come si amministra un comune, avendo una propria personalita giuridica e quindi godendo del diritto di possedere. comprare, vendere, contrarre prestiti e stare in giudizio»), II problema di fondo per la valorizzazione della concessione era costituito in maniera preIiminare, come si puo facilmente immaginare, dalla rimozione dei cimiteri, dal riempimento degli stagni e dal livellamento dei terreni di proprieta della concessione, portandoli ad una stessa quota (che non poteva esscre inferiore al livello del massime piene del fiume) e a cui doveva seguire I'esproprio ed il Iivellamento dei terreni aventi proprietari cinesi per procedere, infine, alia sistemazione ed aI banchinamento di quei 900 metri di sponda del fiume Pei-ho, che larnbivano la concessione stessa per promuovervi it commercia fluviale. Infine, una volta attivata un' idonea rete stradale, si sarebbe potuto proccdere alia Iottizzazione ed alIa vend ita dei terreni bonificati, in cui si sperava di attirare, con condizioni di favore, residenti europei ed italiani. Un compito veramente arduo per le magre finanze della concessione, a cui il Governo italiano si decise a concedere un prestito di 60.000 lire per finanziarc i lavori piu urgenti di bonifica. Dobbiamo dar atto ai reggenti di aver posto in essere una politica lungimirante mediante una serie di accordi con societa straniere, ad esempio la belga Compagnie des Tramways et d'Eclairage de Tien-Tsin, aile cui linee tramviarie venne concesso il diritto di passaggio altraverso la concessione nonche I'impianto e la gestione dell'illuminazione pubblica, con assegnazione all'ammistrazione della concessione di una percentuale degli utili (ed analoga prassi venne seguita per I'impianto e I'erogazione dell'acqua). Ai lavori di bonifica segul sistematicamente, per singoIi lotti, la vendita all'incanto dei terreni in maniera da rimpinguare Ie economie della concessione e finanziare cosl, progressivamente, i nuovi lavori'", Cia nonostante, data l'entita dei lavori, fu giocoforza ricorrere ad un secondo prestito nazionale di 400.000 lire. autorizzato con I. 70711912, con cui

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10. Per un'unalisi in merito efr. il «Proclama d'asta» ed il relative ..Rcgolamento», datati 31 0110brc 1907, Bollettino del Millis/em degli aJJari esteri, n. genera Ie 358, gennaio 1908, che riporta anche iI Regolamento generale, quello di polizia, edilizio e la Tabella delle Tasse, concemente i diritti d'ormeggio, i diritti di scarico, Ie tasse gravanti rnensilmente sui veicoli ed annual mente sugli immobili, da pagare anticipatamente, come si recita nelle premesse.

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In Cassa depositi e prestiti anticipava al Tesoro dello Stato la somma in parola «destinata a provvedere a urgenti lavori di bonifica di parte delle aree fabbricabili ed al cornpirnento dei lavori stradali e di fognatura nella concessione italiana» II, Le anticipazioni govcrnative (tulle puntalmente in seguito restituite) c la politica posta in essere dalla Reggenza fanno da volano alia normalizzazione e valorizzazione della concessione, tanr'e che, alla vigilia della grande guerra, il ministro degli Esteri, marchese di San Giuliano, nel suo intervento alIa Camera del 19 giugno 1914, poteva a ragione affermare che, alia concessione di Tien- Tsin «si e potuto dare uno sviluppo veramente notevole e, oserei dire, inaucso», col pensiero evidenternente rivolto ai pusillanimi chc, all'indomani dcll'Accordo istiuuivo della concessione, viste Ie sue precaric condizioni generali, ne consigliavano limmediata rctrocessione alia Cina! Certo con i prestiti governativi cadeva il dogma iniziale dell'autarchia della concessione, che non suscitava invero rimpianto aJcuno. «A me pare sommamemc dannosa la pregiudiziale che la concessione debba bastare a se stessa - scriveva ncl 1912 Giuseppe de' Luigi - Non labbiarno chiesta alla Cina per esercitarcl, arrabauandoci nei meandri indecorosi d'un bilancio eccessivamente esiguo, a dimostrarc chc siamo capaci di fare economic (... ). Abbiamo dimenticato che il meglio e nemico non solo del bene rna anche del fare (...). La concessione deve essere la base delJ'incremento dei nostri interessi, sfortunatamenti assai limitati, nel Nord della Cina. Non avrebbe altrimenti ragione di essere» 12 , La storia della concessione, da questo memento in poi, si pub inquadrare in un duplice binario: da un law si presenta infatti come storia del progresso civile della concessione stessa, del suo assestamento amministrativo e della sua valorizzazione commerciale, rnentre, dall'altro, si deve inserire nel pill vasto scenario delle petizioni di principio cincsi in merito alia progressiva corucstazione dei Trattati incguali, «la pill ostica manifcstazione dei quali stava nell'esistenza di zone in cui vigeva il diriuo di extraierritorialita per gli stranieri», per dirla, autorevolmente, con Ie parole di Rene Albrecht-Carrie. Per Ic comprensibili ragioni di assicurare la necessaria continuita di gestionc, gli Esteri avevano fatto sempre resistenza ai mandati temporanei concessi dalla Marina, per ragioni ordinative, ai singoli reggenti e, a partire dal 1907, iniziano a prornuovere declsamente un' azione di stabilizzazione in merito, «nel concorde avviso che non sia possibile che l'umminitrazione della concessione sia direuameruc disimpegnata dal console locale. ma opportuno che I'incarico resti affidato a persona a cia spccialmente designata, avente la richiesta idoneita, il cui mandate abbia curauere di stabilita, per una sufficiente durata di tempo e che,
It. Pubblicata sulla au del 10 lugliu, 11.162;delle anticipazioni 50110 concesse all'Interesse del 4% annuo e rimborsabili in rrerua annualita, 12. G. de' Luigi. La Cina contemporanea. Yiaggio e 11011' di Giuseppe De' Luigi, delegato della Missione italianu ill Cina, Treves, Milano, 1912, p. 148, in cui riprende spumi e proposte gill avanzate nella sua relazionc aI secondo Congresso degli italiani all'estero (<<Dei mezzi pili adaui per favorire l'espansione economica dell'Italia all'esrero e per facilitare Ie iniziative italiane nell'Estremo Oriente», in Alii del Congrcsso.Jstiuno coloniale italiano, Roma.s.i.d., vol. I, pane Il, sez. V, pp.1!29-!l40).

quindi, l'incarico di gerente e di amministratore della concessione resti affidato stabilmente al reggente in carica (T.V. Fileti), che si e guadagnato il piu vivo apprezzamento sia del Consolato di Tien-Tsin, che della Legazione di Pechino, una volta regolata la sua posizione in Marina». Con una ridefinizione peraltro dei compiti della stesso gerente, Ie cui funzioni «dovrebbero essere eli natura puramente amministrativa, da esercitarsi sotto la sorveglianza del r. console, e con ricorso, ove occorra, per parte di questi, alia Superiore direzione della R. Legazione in Pechino» 13. La concessione sara cosl retta dal cav. Fileti, in veste di gerente e amrninistratore, dal 13 aprile 1907 al 25 novembre 1919. data del suo successivo passaggio nei ranghi della stessa carriera consolare; sara quindi anuninistrata direttamente dal locale Consolato sino al 1923, anna di entrata in vigore dello Statuto municipale con i relativi regolamenti, che csaudiva i voti formulati dal secondo Congresso degli italiani all' estero del 191 1, intesi a promuovere I' anuninistrazione autonoma della concessione stessa. Nel contempo, terminati i lavori di bonifica e dinnalzarnento dei terreni (chc implicarono lacquisto ed il trasporto di circa 350.000 metri cubi di terra). la rimozione dei cimiteri e I'esproprio dei terreni delle vecchie case della concessione. si diede I'avvio aile opere stradali in asfalto, al rotaIe banchinamento della sponda del fiume (Banchina d'Italia) ed aile principali opere pubbliche, come la sede del Consolato, del palazzo municipale e I'ospedale (questultimo ad opera dell' Associazione nazionale per la protezione dei missionari cauolici, alia quale venne ceduto gratuitamcnte il terreno). II quadro che ne fa il gerente e amministratore cay. Fileti, al tennine del suo rnandato'", e estremamente lusinghiero nel senso che, mentre ai suoi esordi, la concessione «era denigrata e commiserata da tutti» per Ie sue condizioni generali, nel breve volgere di quasi due decenni, aveva assunto «un aspetto gaio, sano e signorile- tanto da essere chiamata «la concessione aristocratica», con un bilancio in attivo di 20.000 dollari all'anno. dopo che tutte Ie spese per la sistemazione della concessione (per circa 800.000 dolluri) erano state regolarmente liquidate. L'extraterritorialita aveva poi garantito la concessione dalle ricorrenti calamita delle carestie e delle inondazioni (in particolarc quella disastrosa del 1917), che tlagellavano periodicamente la Cina, unitamente al fenomeno endemico delle guerre intestine. Gli anni del primo confliuo mondiale portano ncllo scenario cinese grosse novita, prima con l'occupazione cinese delle concessioni tedesche (15-16 rnarzo 1917), poi la con la stessa entrata in guerra della Cina a fianco delle potenze dellintesa (4 agosto 1917) e la contemporanea occupa13. Asdmae, Seric P. Polirica (1891-1916), Cina, p. 427, f. 37 (Relatione del capo dell'ufficio diplomatico a S. E. iI ministro in data 6 marzo }9(7). In particolare si prodighera per 10 sviluppo e la valorizzazione della concessione il conte Carlo Sforza. ministro d'italia a Pcchinu dal giugno 19 II al giugno 1916. 14. Ed il Fileti ci avrebbc lasciato una sintesi del suo operate nell'opera La concessione ltaliana di Tien-Tsin, Harabino & Graeve, Genova. 1921; in particolarc, il Fileti e dunque reggente della concessione dal 1904 al 1908, rcggente del locale consolato nel pcriodo I907-1 90B e, quindi, dimessosi dalla R. Marina. gerente e amministraiore della concessione sino al 1919 (Mae, Annuario Diplomatico del Regno d'Italia, Roma, 1931, pp. 328·329).

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zione della concessione austro-ungarica, Nella concessione italiana trovano all'cpoca ritugio ed assistenza circa 1.500 ex prigionieri delle terre italiane «irrederue», trcntini e triestini, gia militanti nei ranghi dell'Imperial-regio esercito austro-ungarico c poi, dopo il croUo dell'impero zarista, in fuga dai campi di prigionia siberiani dove erano stati intemati. Alia Conferenza della pace la Cina chiedc che Ie concessioni ed i settlements. europei e giapponesi, siano restituiti entro il 1924. impegnandosi a salvaguardarne i diriui dei proprietari, rna la richiesta non viene accolta e. di conseguenza, la Cina rifiuta di souoscrivere il Trattato di Versailles. chc trasferisce al Giappone Ie concessioni ed i privilegi gia appartenuti alIa Germania guglielmina. In un tale scenario, il tentativo POSIO in essere nel 1917 dall'Italia nei confronti della Cina per una rettifica dei confini della nostra concessione a spese di quelJa austro-ungarica, nonche la success iva richiesta di una derogazione a quanto stabilito dall'art. 4 del progeuo del Trattato di pace con I' Austria", per assicurarci la concessione exaustro-ungarica, sono destinati allinsuccesso per la ferma opposizione statunitense ed inglese anche se, in tale circostanza, il rappresentante francese alia Conferenza di pace si era mostrato conciliative e quello-giapponese arrendevole, II problema delle concessioni vienc riaffrontato nel corso della Conferenza di Washington (novernbre 1921-febbraio 1922), nel cui ambito, se il Trattato delle nove potenze (tra cui I'ltalia) sanciscc, in linea generale, il principio della sovranita, dell'indipcndenza e dell'integrita della Cina, ribadendo il principio della porta aperta (cioe «I'uguaglianza assoluta tra nazionali e stranieri nel campo economico in genere e commerciale in ispecie»), la Convenzione annessa rimanda invece labolizione dei privilegi di extraterritorialita «a quando l'organizzazione intema della Cina possa diventare talc da rcndere questi privilegi non pili necessari». E proprio alIa meta degli anni '20 che la tutela degli interessi italiani in Cina e. in particolare, la difesa della concessione da evcntuali ed improvvisi colpi di mano, e al centro della fiua corrispondenza diplomatic a tra il ministro d'ltalia a Pechino, Vittorio Cerruti e 10 stesso Mussolini, che porta, in ultima analisi, alIa costituzione della Divisione navale Estremo Oriente e del Battaglione italiano di stanza proprio a Tien-tsin. «Nel giudicare la situazionc cinesc pericolosissima per gli stranieri e (che) con ogni probabilita continuera per alcuni anni dare preoccupazioni, giacche questo paese olrre ad essere guidato da aspirazioni nazionaliste e divenuto campo di lone bolsceviche contro Potenze borghesi - telegrafa il 28 giugno 1925 Cerruti a Mussolini - R. Governo dcve rendersi canto che la Cina attira I' attenzione del mondo intero e che noi pure dobbiamo interessarcene attivamente» 16. Nel Tranato preliminare di amicizia e comrnercio, concJuso con la Cina il 2
15. II disposto dell' art. 4: 4 pane - 4 sezione del Trauaro, che sarebbe state firrnaro a St.Germainen-Laye it 10 seuembre 1919, rccitava infani che «L'Autriche accepte, en ce qui concerne l'abrogation des contrats obtcnus du Governemcnl chinois, en vertu desquels la concession austro-hongroise a TienTsin est actuelment tenue». 16. Asdmae, Affari politici (1919-1930). Cilill (/9251. p. 954, L 2093: aueso infaui che la destinazione nei marl cinesi di un'uueriore unita navale (si trattava dell'incrociatore «San Giorgio», che si

dicembre 1928, l'Italia rinuncia, in linea di principio, ai diritti di extraterritorialita in Cina, subordinandone pero I' applicazione, con uno scarnbio di note in pari data. «a particolareggiati accordi per l'assunzione da parte della Cina della giurisdizione sui sudditi italiani» con l'avvertenza che, se tali accordi non fossero intervenuti entro il 10 gennaio 1930. «i sudditi italiani saranno soggetti aile leggi ed alia giurisdizione cinese dalla data che sara fissata dalla Cina, dopo che essa avra raggiunto un accordo, circa l'abolizione dell 'extraterritorial ita, con tutte Ie potenzc firmatarie dei Trattati di Washington, restando con venuto che tale data dovra essere applicabile a tutte le dette potenze». Unilateralmente Ia Cina, il 4 maggie 1931. promulgo un regolarnento sull'abolizione dei privilegi dell'extraterritorialita che ovviamente non poteva avere effeuo aleuno, perche in contrasto con gli obblighi intemazionali derivanti alia Cina dagli Accordi intemazionali che, come quello con I'Italia, subordinavano la cessazione dei privilegi in discorso al soddisfacimento di determinate condizioni. Nel contempo la rnappa delle concessioni in Tien-Tsin si presenta sostanzialmente dimezzata rispetto a quella esistente agli inizi del secolo, annoverando soltanto quattro concessioni (inglese, francese, giapponese ed italiana) dopo l'abbandono, per faui di guerra 0 volontario, da parte della Germania, Austria-Ungheria, Russia sovietica e Belgio. La novita pill importante che riguarda la concessione italiana e I'approvazionc, con dispaccio n.2003451l del 3 gennaio 1923 del R. Ministero degli affari estcri, dello Statuto municipale della concessione con relativo regolamento esecutivo, redatti nel seuernbre precedente, dal r. console amministratpre, Luigi Gabrielli e dal r. ministro a Pechino, Vittorio Cerruti. In base allo Statuto la concessione sara retta da un' Anuninistrazione municipale composta da cinque consiglieri eleui per suffragio (ovvero sette, se gli elettori italiani e stranieri residenti saranno pill di cento) ed il r. console locale sara di diritto presidente del neo-istituito Consiglio rnunicipale, sotto il controllo della Legazione di Pechino e souo I'alta tutela del Ministero degli esteri. I consiglieri, dovranno avere la cittadinanza italiana (solo uno di essi potra essere di altra nazionalita) e nell'ambito del Consiglio municipale saranno eletti il vice-presidente e il tesoriere. Secondoil Regolarnento il Consiglio delibera sulle questioni fiscali e patrimoniali aventi per oggeuo la gestione della proprieta della concessione, approva i progetti e Ie opere pubblichc, i rcgolamenti di igiene, edilizi e di polizia, provvede agli espropriperiv .'; -, causa di pubblica utilita, redigc il catasto e il piano regolatore della concessione.Jl ': .;.~~ Consiglio sara affiancato da un Cornitato consultive, eleuo dai residenti cinesi«proprietari»!", composto da tre membri, con diritto di esame preventivo suitributi e sulle spese dirette della concessione. II 5 luglio 1924 venne poi emanate un vero ~
a aggiungeva aile navi gia stazionami nelle acquc cinesi, cioe I'Incrociatore ..Libia» e Ie cannoniere f1uviali «Carlone» e «Caboto») nonche del Bauaglione San Marco implicavano una spesa di venti miliooi di lire. Mussolini il 25 giugno ave va telegrafaro a Cerruti per sapere «se data enlils spesa CllICI:CISitA sernpre piu urgenti di fare economic, della units e Forze siano assolutamente necessaries. SuUa Cina della meta dcgli anni '20 ricordiamo inoltre la brillante descrizione che ne fa Elisabeua CellUliin Visli do vicino. Memorie eli un 'ambasciasrice, Garzanti, Milano, 1951. oil 17. Infuui, a sensi dell'art.VIII dell'Accordo italo-cinese del 7 giugno 1902.·,q cincli poII'lIIIllO

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e proprio corpus rcgolamenrare della concessione, costituito da quattru regolamenti, redaui in tre lingue (iialiano, cincse e inglese). cioe il Regolamento IondamentaIc e quelli di polizia, edilizio e sanitario. destinati a sostituire gli analoghi regolamenti stilati provvisoriarncnte durante la reggenza militare. Particolare rilievo viene dato nel Regolamento di polizia (ant. LXVII-LXXVIII) aile operazioni di ormeggio, carico e searieo sulla Banehina dItalia, con puntualc disciplina delle misure di polizia e dei diriui di banchina dei galleggianti ehe vi approdano (e dove, con le sisternazioni terminate nel 1925. si erano creati ben quaranta posti di ormeggio). in modo da partccipare attivamente alia ripartizione dell'intenso traffico tluviale sui Pei-ho, atteso chc Ie navi maggiori si fennavano a T'ang-ku, a 80 km da Tien- Tsin e quindi solo quelle con pescaggio inferiore a cinque metri potevano risalire il flume, ovvero trasbordare Ie merei su navi e galleggianti idonei, in un auivo movimento cornmercialc di import-export. i cui capitoli merceologici sono costituiti, negli anni '30. principal mente, da pelli. lana. cotone, carbon fosslIe, sale, riso, tessuti e macchinari. Ma 10 Statuto municipalc con il suo interessante esperimcnto di autogoverno'" sarebbe rimasto in vigore per poco perchc, a seguito del nuovo ordinamento amministrativo introdotto in Italia, che affidava i comuni a podesta di nomina regia, in sostituzione del precedente sistema elettivo e collegiale, di conseguenza, anche a Tien-Tsin il Consiglio comunale venne sciolto e l'amministrazione affidata ad un podesta di nomina ministeriale (che e di farto 10 stesso console), coadiuvato da una Consulta, composta da cittadini italiani e cinesi residenti nella concessione, sotto il controllo della Legazionc di Pechino c !'alta vigilanza del Ministero degli esteri. AlIa meta degli anni '30 Ie impresc italiane operanti in Cina so no 35. che impegnano 756 nazionali, di cui 366 residenti nella concessione di Tien-Tsin. unitamente a 114 europei e 7.663 cinesi. La letteratura politica e geografica del tempo'" ci presenta la concessione di Tien-Tsin. come «un occhio nel lontano Oriente e una sentinella avanzatissima della civilta italiana», un lindo ed elegante «quartiere», ne! contesto di una ciua che contava un milionc di abitanti, scandito da ampie vic (che con i loro nomi - Vittorio Emanuele. Marco Polo. Roma, Firenze. Trento, Trieste, Fiume, ecc. - inneggiano all'Italia lontana) e da due piazze (Dante e Regina Elena), tulle alberate e ricche di villini c di edifici costruiti

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acquistare terrene nella concessione c risicdervi. Ma OCCOHC che si conformino ai regolamemi che I'Italia stabitira appositamentc in futuro», 18. Arnpiamerue esarninato da M. Zagarola, Un eccezionale potere di governo tcrritoriale di un'amministruzione stutale italiana: la concessione di Tien-Tsin, iesi di fine corso, Scuola superiorc della pubblica amministrazione, Rorna, u.a. 1'193·94. 19. A puro ritolo escmplificativo, ricordiamo M. Catalano. "La nostra concessione di Tien-Tsin», l.e Vie d'Italia e del mondo, maggio 1936; C. Masi, ltalia e ltaliani nell'Orientc vicino I' lontano, Cappelli. Bologna, 1936; G. Pestalozza, Estremo Oriente, Ispi, Milano. 1936; A. Salrnony, Tien-Tsin (ad I'llcem) in Enciclopedia ltaliana, lstiuno dell'Enciclopedia italiana, Roma, 1937. vol. XXXIII. pp. 826-828 e C. Cesari, La concessione italiana eli Tien-Tsin, Istituto coloniale fascista, Roma, 1937. menIre per il punto di vista cinese in rnerito ctr. Tsien Sih Kwang. Le relazloni Ira /a Cina e l'Italia, Unione cinese per la Societa delle Nazioni, Nanchino, 1937.

«col maggior buon gusto», come il municipio, il consolato, la Chiesa cauolica, I'ospedale, il mercato coperto, il campo sportivo e Ie due caserme Savoia e Carlouo per il bauaglione di Marina del glorioso Reggimento S. Marco di stanza nella concessione ed infine la bella Banchina d'Italia. Dunque una vera e propria «sede d'italianita ed osservatorio di estrema delicatezza e importanza in quelle regioni lontane, dove son forse destinati a scontrarsi gli interessi e Ie ambizioni di ruui i popoli colonizzatori del mondo», a cominciare dall'imperialismo giapponese, protagonista delle vicende cinesi degli anni '30, dapprirna con la questione della Manciuria e poi. dal 1937, can I' aggressione militare. Ma e solo durante la seconda guerra mondiale che iI Treaty System. cioe que I complesso di rapporti giuridici, amministrativi ed cconornici, creato e consolidato ormai nel corso di un secolo e in cui la concessione italiana di Tien-Tsin trovava la sua ragion d'essere, vicne messo definitivamente in crisi, in uno scenario geopolitico cinese estremamente complesso, lacerato tra il Governo «nazionalista» a Chung King (che 1'8 dicembre 1942 aveva dichiarato guerra aile potenze del Tripartito) ed il Goveruo «nazionale» filogiapponese a Nanchino (riconosciuto dall'Italia sin dal 10 luglio 1941). Aderendo alia richiesta del primo. it 9 ottobre 1942, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna avevano dichiarato di essere pronte ad abbandonare ogni diritto derivante dai Trattati incguali a suo tempo stipulati e, quindi, I'll gennaio 1943 sottoscrivono in merito due Accordi bilaterali per l'abolizione dei propri diritti di extraterritorial ita in Cina. Poehi giorni prima, iI 9 gennaio ...in occasione della dichiarazione di guerra agli Stati Uniti ed alia Gran Bretagna da parte del Govemo di Nanchino, un analogo accordo viene sottoscritto con quest' ultimo dal Giappone e, di consegucnza dall'Italia, per solidarieta nello spirito dell' Asse, il 13 gennaio «aderisce in via di massirna alia retrocessione delle concessioni in Cina ed alia rinunzia dei diritti di extraterritorialita». pur con l'uvvertenza che «accordi particolari saranno iniziati con il Governo di Nanchino per l'auuazione pratica delle necessarie misure di esecuzione». Si tralta evidentemente di un «gesto politico» che suscita peri> I'impressione che la retrocessione delle concessioni e la rinuncia ai diritti di extraterritorial ita da parte dell'Italia «siano gia effettivi», donde Ie dovute precisazioni in merito lomite immeditamente dagli Esteri, in data 19 gennaio, aile arnbasciate italiane a Tokio e Shangai, nel senso che «il consenso e state data soltanto in via di massirna e non puo cioe essere interpretato altrimenti che come espressione della nostra buona volonta di trattare per raggiungere una soluzione che, pur superando Ie posizioni attuali, non pili consone ai tempi e aile circostanze, ci consenta peraltro di salvaguardare i nostri interessi nella piena misura in cui saranno salvaguardate dalle altre potenze, Giappone compreso, e di conservare situazione almeno analoga a quella che esse manterranno». La storia dei rapporti diplomatici con iI Govemo di Nanchino ed il Giappone dei mesi successivi, si focalizza proprio sull'effettivita ed esecutivita della dichiarazione di massima in discorso, con pressioni sempre pill evidenti da parte del Governo imperiale, a cui l'Italia risponde in maniera «dilatoria e temporeggiatrice con procedure lente e caute», senza mai toecare la concessione di Tien-


Tsin, rna avviando sernmai un dialogo sulla rinuncia italiana ai diriui amministrativi sia nel quartiere delle Legazioni a Pechino (<<chesi presentava come l'occasione menu impegnativa e me no lesiva dei nostri direui interessi»), che nella concessione intemazionale di Shangai (<<percheessendo il problema piu intricate e com plesso, avrebbe comportato per consegucnza maggior tempo ed esame»). Accordi che peraltro, contrariamente alle aspettative.vengono stipulati, subito dopo, rispettivamente il 29 rnarzo ed il 24 luglio 1943. Ma e proprio a Tien-Tsin che continuano a mirare i giapponesi, sia intensificando l'azione diplomatica can il Governo del maresciallo Badoglio, sia auraverso una campagna di stampa che melle in rilievo «essere la nostra concessione la sola che rimane in Cina», come telegrafa l'ambasciatore Taliani al ministro Guariglia in data II agosto 1943, assicurando peraltro che «la smobilitazione della concessione e stata preparata nel modo piu vantaggioso per i nostri interessi fin dal 1939 nella convinzione dell'Ineluttabilita della rinunzia e sui vantaggio di non auendere rna di precedere gli avvenimenti. La nostra piccola concessione e gia pronta nci minimi particolari per ogni eventualita che accogliera con esemplare serenita», Gli eventi stavano ormai precipitando e nella sua relazionc sulle drarnmatiche sequenze dell'S settembre 1943 il marchese Taliani de Marchio, ambasciatore in Cina dal 1938, fra I' altro, dava notizia della «conquista da parte di truppe nipponiche ill asseuo di guerra della piccola concessione italiana di Tien- Tsin e 141 distruzione in poche ore degli interessi da noi creati cola in quarantanni di lavorov'", Era sostanzialmente la fine (e non soltanto per l' ltalia) di un modo di concepire le relazioni internazionali con la Cina, quali erano state poste in essere sino a quei drammatici frangenti e di cui la concessione di Tien-Tsin, di per se. ave va rapprcsentato, ovviarnente, soltanto un capitolo, sia pur irnportante, se vogliamo, per l'impegno profuso e per i progrcssi civili raggiunti, destinato pero it concludersi per sempre con I'art. 25 del Trattuto di pace che, alia fine ", ne avrebbe tracciato l' epicedio nei seguenti termini «L' Italic accepte l'annullaiion du contrat obtenu du Governement chinois, en vertu duquel la concession italienne de Tien- Tsin a ete accorde, et accepte de remettre au Governement chinois tous bien et archives appartenant a la municipalite de ladite concession».

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20. In rnerito Asdmae, Affari politici (1931-1945). Cina ( 1943), b. 91. f. 1.2,6 - 7. 21. Sull' Accordo del 15 Iuglio 1944 per la retrocessionc della concessione di Tien- Tsin, [irmato dall'Incaricato d'affari della repubblica di Salo, P. P. Spinelli e Chu Minyi, ministro degli Esteri del Governo di Nanchino nonche sulla politica di appeasement, seguita dal Governo di Roma dopo la ripresa c la normalizzazione delle relazioni diplomatichc e consolari con il Governo di Chung King nel novernbrc 1944 e sulle successive vicende relative al nostro assunto, in particolare cfr. Asdmae, Ibidem. (194445) bb. 92-93: (1946·50), b. 12. f. 3. sf. I (trauative italo-cinesi) (1947) e b. 23, f. I (cimiteri italiani a Tien-Tsin) (1950). Per un'analisi generale della fine del regime del Treaty System, efr. W, R. Fishel, Tire End of Extraterritoriality in China. University of California. Berkeley-Los Angeles, 1952.