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ULTIMORA

TERREMOTO
IN EMILIA ROMAGNA
AL LAVORO PER UNA
NUOVA EMERGENZA

il magazine della
CROCE ROSSA ITALIANA

LINTERVISTA

ANDREA RICCARDI

VIGILARE CONTRO LA
CULTURA DEL DISPREZZO
SCRIVE PER NOI

Anno II ~ NUMERO 3
Maggio + Giugno 2012

MARCELLO VILLARI

QUANDO LA DISCRIMINAZIONE
COLPISCE I PROFUGHI

DISCRIMINAZIONI

D
EDITORIALE

150+
A FIANCO DI CHI HA BISOGNO

di Francesco Rocca

Commissario straordinario Croce Rossa Italiana

Mentre stiamo andando in stampa, gli ultimi drammatici eventi del terremoto in Emilia e della bomba di Brindisi ci hanno costretto a ritardare di
qualche giorno e cambiare ovviamente lapertura e leditoriale. Questo
numero stato dedicato alle discriminazioni e alle tante sfaccettature che
questa parola porta con s e proprio per questo abbiamo voluto ospitare una serie di importanti interventi sul tema. Avrei voluto parlare dellimportanza della Croce Rossa e del volontariato per far fronte a un
problema che purtroppo cova sempre sotto la cenere e che tante, troppe
volte, torna fuori con estrema drammaticit.
Tutto cambiato, ovviamente, quando ci siamo svegliati sabato 19 maggio con la tragedia della bomba infame di Brindisi davanti alla scuola
Morvillo-Falcone che ha tolto la vita a Melissa e ha ferito unintera comunit nazionale: una violenza che non ha giustificazioni e che deve essere solo condannata fermamente. Colpire una scuola infatti un atto di inaudita ferocia:
si colpisce la speranza, si colpisce il luogo dove si diffonde il sapere e si dissemina la cultura dell'integrazione e della
cittadinanza attiva. In quella circostanza, i volontari della Croce Rossa di Brindisi sono intervenuti a sostegno delle
vittime e dei familiari.
Poche ore dopo, poi, una forte scossa di terremoto sconvolgeva la vita dellEmilia, colpendo una serie di paesi e
mettendo in ginocchio un tessuto sociale e soprattutto industriale che faceva prosperare quella zona del nostro
Paese. Il 29 una seconda scossa raddoppiava il numero degli sfollati e portava a 17 il numero delle vittime. Scrivo
questo editoriale, appena tornato da una visita che ho voluto fare nelle zone maggiormente colpite dal terremoto,
per rendermi conto personalmente della situazione e per incontrare le centinaia di uomini e donne della nostra Associazione che hanno risposto e stanno rispondendo a questa nuova emergenza. Storie di volontari di Finale Emilia,
di SantAgostino, di San Felice sul Panaro, giusto per citarne qualcuno, che subito dopo aver messo in sicurezza i propri cari, hanno indossato la divisa della Croce Rossa e si sono messi a disposizione della propria comunit. Una risposta efficiente e puntuale dellintero sistema di Protezione Civile che proprio in Emilia Romagna uneccellenza.
A causa delle frequenti repliche di scosse di terremoto, ho riscontrato nella popolazione presente nei campi, composta anche da moltissimi anziani e da stranieri, molta preoccupazione e disagio. Proprio per questo, abbiamo deciso di aumentare il sostegno psicologico: passata la paura per la prima grande scossa, ora per alcuni comincia anche
langoscia per il domani. Sappiamo che ci sono a rischio parecchi posti di lavoro perch il tessuto industriale stato
gravemente danneggiato. Dal punto di vista sociale c un lavoro molto delicato da fare e i nostri volontari stanno
cercando di dare il loro contributo al meglio. Laltro aspetto che stiamo implementando lanimazione: opportuno creare dei momenti di svago, per alleggerire la tensione. Poi ci sono molti anziani e questo un altro problema
molto serio. Alcuni sappiamo non vogliono lasciare la terra dove sono cresciuti, dove hanno le radici e quindi dobbiamo cercare di farli uscire dalle tende senza sradicarli. Insieme a loro questa fragilit nella fragilit del tessuto urbano riguarda anche i nuclei familiari pi deboli, quello degli extracomunitari, degli stranieri, che sono da sostenere.
Un grande lavoro, una grande sfida, che i volontari e gli operatori della CRI, sapranno sicuramente portare a termine nel migliore dei modi.

LIPTON ICE TEA. DRINK POSITIVE

D
SOMMARIO

ULTIMORA
Terremoto
in Emilia Romagna, al lavoro per una nuova emergenza

Croce Rossa Italiana

10

LINTERVISTA
Vigilare contro la cultura del disprezzo
Intervista ad Andrea Riccardi, ministro per la cooperazione internazionale e lintegrazione

16

PRIMO PIANO
Conoscenza dellaltro e integrazione per un futuro migliore
Come imbrigliare l'islamofobia
Rom e discriminazione
Discriminazioni antigay
Se la diversit si chiama dipendenza
la diversit che accomuna

28

TESTIMONIANZE
Oltre 20 anni di impegno contro le discriminazioni
Franco Pittau racconta la sua ventennale esperienza nella lotta alle discriminazioni

150+
Il Magazine della Croce Rossa Italiana
Registrazione al Tribunale di Roma
n 359/2011 del 05/12/2011
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www.cri.it
Telefono: +39.06.47596283
Fax: +39.06.47596358
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Direttore editoriale:
Francesco Rocca - commissario@cri.it
Direttore responsabile:
Tommaso Della Longa - tommaso.dellalonga@cri.it
Caporedattore:
Lucio Palazzo - lucio.palazzo@cri.it
Redazione:
Lucrezia Martinelli - lucrezia.martinelli@cri.it
Felicia Mammone - felicia.mammone@cri.it

Hanno collaborato:
Marco Accorinti, Maria Grazia Baccolo, Sandra Crowther, Ludovico Di Meo, Silvia Elzi, Ilaria Forte, Adele Fraschetti, Marco Galassi, Paola Longobardi, Marusca Micchi, Eloisa Miranda,
Michele Novaga, Gian Marco Onorato, Fabio Patruno, Alessandro
Pistecchia, Paolo Russo, Andrea Niccol Strummiello, Marcello
Villari, Giovanni Zambello.
Progetto grafico, photo editing, impaginazione e produzione:
Ince Media S.r.l.
Segreteria di redazione:
Francesco Testa - f.testa@incecomunica.it
Pubblicit:
Ince Media S.r.l.
Miriam Martini - adv@incecomunica.it

Credits Photo:
Michele Belmondo, Contrasto, Giovanni DallOrto,Tommaso
Della Longa, Marco Galassi, Ibrahim Malla, Andrea Niccol
Strummiello, E.Tovar.
@pressCROCEROSSA
Ufficio Stampa - Croce Rossa Italiana

34

IN MEDIA CRI
I tentacoli della discriminazione
Quando progresso tecnologico e civile non vanno di pari passo

40

FOCUS
Impegno concreto per le pari opportunit
Al servizio dei ragazzi disabili, una struttura che insegna lautonomia

48

SCRIVE PER NOI


Quando la discriminazione colpisce i profughi
Marcello Villari, Caporedattore ai Servizi Esteri del TG5 racconta la sua esperienza

52

64

STORIE DI VOLONTARI
Insegnando si riceve pi di quanto si d
Eloisa Miranda racconta le sue esperienze di insegnamte al Centro di Accoglienza Migranti
Nulla accade per caso
La storia di Marusca Micchi, forza e volont al servizio di CRI
Una volontaria italiana in Siria
Silvia Elzi racconta lincontro fra due culture

CRI NEL MONDO


CRI in Palestina: capoeira a Hebron

70

LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE
Kazakistan: il volontariato come strumento per combattere lesclusione sociale
Bosnia Erzegovina: i sette principi in scena

74

IL COMITATO INTERNAZIONALE
Croce Rossa Cipriota: la 188a Societ Nazionale del Movimento
CICR, Giornata Internazionale per la sensibilizzazione sulle mine

78

CONOSCIAMO I COMITATI
Le attivit della CRI a Milano, Napoli e Urbino

84

ATTIVIT
News dal territorio
Disagio giovanile e devianze: come la CRI interviene

92

DIU
Diritto Internazionale Umanitario e le discriminazioni

Michele Belmondo

TERREMOTO

IN EMILIA ROMAGNA,

AL LAVORO PER UNA NUOVA EMERGENZA

IL 20 MAGGIO IL SISMA HA SCONVOLTO LA REGIONE.


MARTED 29 LA SECONDA TERRIBILE SCOSSA. NELLE
PRIME ORE SUBITO IN AZIONE 200 VOLONTARI CRI
PER ASSISTERE LA POPOLAZIONE

ULTIMORA
di Felicia Mammone e Lucrezia Martinelli

UN

FORTISSIMO SISMA HA COLPITO IL 20 MAGGIO IL NORD ITALIA, DEVASTANDO LEMILIA ROMAGNA. LA SCOSSA, DI MAGNITUDO 5,9 DELLA
SCALA RICHTER, SI VERIFICATA ALLE 4.04 CON
EPICENTRO A 36 CHILOMETRI A NORD DI BOLOGNA, FRA LE PROVINCE DI MODENA E FERRARA. POI UNA SECONDA TERRIBILE SCOSSA HA
PORTATO A 17 IL NUMERO DELLE VITTIME E A
15.000 QUELLO DEGLI SFOLLATI. FINALE EMILIA, FERRARA, SANTAGOSTINO, MIRANDOLA,
SAN FELICE SUL PANARO, SAN POSSIDONIO,
BONDENO, CAVEZZO, MEDOLLA, FERRARA, MOGLIA (MANTOVA) SONO I CENTRI PI COLPITI.

diamo in stampa) che gestiscono i punti di accoglienza di: S. Agostino (FE), presso il Palareno, con capienza fino a 210 persone;
Moglia (MN), 52 persone assistite; Finale Emilia (MO), 170; Camposanto (MO), 50; Bondeno (FE), 30; Mirandola (20), 20; Ferrara (FE), 50 persone. La CRI ha garantito supporto
sanitario-logistico e distribuzione di generi di conforto. Ha montato 12 tende pneumatiche ad uso centro di accoglienza e attivato
3 PMA (Posto Medico Avanzato) a Finale Emilia, a Mirandola e a
San Felice sul Panaro. Montate ed attivate 2 cucine. Le attivit
svolte riguardano il supporto e lassistenza sanitaria, trasferimenti
e trasporto disabili, distribuzione generi di conforto e pasti (preparati da altre associazioni), monitoraggio e censimento della popolazione nei punti di accoglienza. Effettuata anche attivit di
carattere psico-sociale con lausilio per i pi piccoli di clowneria
e animazione.
Quindici volontari CRI sono stati impiegati a San Possidonio (MO)
nel campo per 250 ospiti allestito dalla Regione Toscana. Per la
presenza di oltre 60 bambini e ragazzi in una fascia det che va
da zero anni fino a 17 circa, su iniziativa dei volontari CRI provenienti dal Comitato Locale di Firenze e con laiuto della Misericordia di Montenero, stata aperta una ludoteca per le attivit
ludico-creative.

Fin dai primi minuti la Croce Rossa Italiana ha attivato la Sala


Operativa Nazionale, che ha coordinato le operazioni e la Sala
Operativa Regionale Emilia Romagna insieme alle Sale Provinciali.
Mobilitati inizialmente 200 volontari dellEmilia, ai quali se ne
sono poi aggiunti anche altri provenienti da Toscana, Trentino,
Umbria. La CRI, in stretta collaborazione con Protezione Civile,
stata impegnata anche nei giorni successivi nelle attivit di assistenza alla popolazione colpite dal sisma. Coordinati da Michele
Camurati, Responsabile della Sala Operativa Regionale, ad oggi
sono operativi oltre 200 volontari CRI (nel momento in cui an-

SISMA EMILIA: CROCE ROSSA ITALIANA ATTIVA RACCOLTA


FONDI PER SOCCORSO E ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE
La Croce Rossa Italiana ha attivato una raccolta fondi per sostenere gli abitanti dellEmilia Romagna colpiti dal sisma del
20 maggio. Le donazioni raccolte saranno impiegate nelle operazioni di soccorso e di assistenza alla popolazione.
La CRI, operativa sin da subito dopo il terribile evento, al momento impegnata nella gestione dei centri di accoglienza
per gli sfollati, nel supporto sanitario-logistico e nella distribuzione di generi di conforto, con mezzi adibiti al trasporto
di materiale sanitario e pulmini per il trasporto disabili, e nelle attivit psico-sociali con l'ausilio, per i pi piccoli, di
Clowneria e animazione.
E possibile donare mediante:

BONIFICO
SU CONTO CORRENTE BANCARIO
Codice IBAN: IT19 P010 0503 3820
0000 0200 208
Intestato a: "Croce Rossa Italiana,Via
Toscana 12 - 00187 Roma"
presso Banca Nazionale del Lavoro Filiale di Roma Bissolati
Tesoreria -Via San Nicola da Tolentino 67 - Roma
Indicare la causale "Sisma Emilia
Romagna"
(Per donazioni dall'estero codice
BIC/SWIFT: BNL II TRR)

CONTO CORRENTE POSTALE


n.300004
intestato a: "Croce Rossa Italiana,via
Toscana 12 - 00187 Roma"
Indicare la causale "Sisma Emilia
Romagna"
ON-LINE
Sul sito www.cri.it,nella sezione
DONA on-line,selezionare la causale
"Sisma Emilia Romagna"

ULTIMORA

IL LAVORO SENZA SOSTA DI MARCO ED


ELISA

LA GIOIA DI ESSERE
DAIUTO NEI
RACCONTI DEI
VOLONTARI
DI FINALE EMILIA

Tutto stato molto casuale, noi solitamente non facciamo il


turno di sabato ma ci siamo trovati in 3 a voler trascorrere
la notte in Comitato e cos, per una fortunata sfortuna, abbiamo potuto rispondere prontamente alle necessit della
popolazione colpita dal sisma. Inizia come il racconto di
una coincidenza la cronaca dei soccorsi che Marco Alberghini, 46 anni e da 17 volontario della Croce Rossa, ha prestato con i volontari del Comitato CRI di Finale di Emilia a
feriti e sfollati nelle notte di sabato 19 maggio.
Appena abbiamo sentito la scossa ci siamo svegliati e
pochi minuti dopo, alle 4.25, eravamo gi fuori in ambulanza
per un codice rosso - racconta Marco -. Da subito, forse, non
ci eravamo resi conto della potenza del terremoto. Abbiamo
iniziato a realizzare bene i danni che aveva provocato
quando sulla strada per San Felice, dove eravamo diretti per
soccorrere una signora, una dopo laltra ci sono apparse le
case distrutte e le macerie, dice Marco, che anche Commissario del Comitato locale CRI di Finale. Il codice rosso
era unanziana che a causa della scossa era caduta, aveva
battuto la testa ed era in stato confusionale. Appena arrivati
a casa della signora le abbiamo prestato le prime cure e subito abbiamo provveduto a trasportarla allospedale di Mirandola... e l - continua Marco - cera il caos: persone con
traumi facciali, lesioni agli arti, gente in preda al panico, il
terremoto era stato veramente forte.
I volontari della CRI sanno benissimo che in questi momenti
fermarsi per razionalizzare serve a poco, se si vuole dare
una mano a chi in difficolt necessario reagire: un sorriso, una pacca sulla spalla o anche una semplice parola di
conforto sono importanti sostegni. Abbiamo continuato il
nostro turno fino a domenica sera - spiega Alberghini - abbiamo trasportato un malato allospedale di Modena e poi
abbiamo portato una bambina a Carpi. La piccola soffriva di
attacchi epilettici e non avendo le medicine con s necessitava di stare sotto osservazione medica; durante il viaggio
abbiamo giocato con lei, era abbastanza impaurita, ma noi
con pupazzi e qualche piccolo passatempo siamo riusciti a
farla sorridere. stata una bella soddisfazione.
Il lavoro di Marco e degli altri volontari di Finale di Emilia
continuato per tutta la giornata di domenica 20 maggio.
Proprio durante la seconda scossa, quella delle 15.18, ho
messo in salvo una signora. Eravamo stati chiamati dal 118
per soccorrere lanziana che si trovava al secondo piano di
una casa pericolante tra Canaletto e Finale ma, proprio in
quel momento, arrivata la scossa. Lei ci chiedeva aiuto
dalla finestra e mentre tutto ballava sono salito su per le
scale, lho presa in braccio e lho portata in strada - ci racconta - Niente di che, non ho pensato tanto prima di agire

I PRIMI INTERVENTI DI SOCCORSO


RACCONTATI DA GABRIELE

Siamo riusciti ad intervenire prontamente subito dopo il


sisma: alle 4.27 il nostro sistema era gi a regime, devo dire
anche per merito di un nucleo di sei volontari che si sono
resi subito disponibili. Alle 4.27 Gabriele Mantovani, volontario della Croce Rossa e coordinatore del servizio ambulanze CRI di Finale Emilia, entrato in attivit per questa
drammatica emergenza. A distanza di 40 ore era ancora al
lavoro senza sosta, infaticabile come gli altri volontari che lo
hanno affiancato in uno straordinario lavoro di assistenza
alla popolazione colpita dal terremoto.
Grazie poi al supporto del Comitato locale CRI di Carpi racconta Gabriele - nel giro di unora dal sisma siamo riusciti a gestire tutti i trasporti, i feriti su chiamata del 118, le
persone sfollate dalle case inagibili al centro raccolta potendo contare, a Finale, su 5 ambulanze, 2 pullmini, una automobile per trasporto disabili pi altri mezzi di trasporto
vari. Abbiamo anche partecipato allevacuazione degli
ospedali di Finale, Mirandola e Cento.
Domenica, il giorno del terremoto, stata una giornata
davvero intensa, mi ha colpito soprattutto la calma della popolazione civile che ha reagito mostrando sentimenti di
grande solidariet e unione. Il panico era dipinto sui volti
delle persone anziane che non volevano abbandonare la
casa. Alcune di esse erano anche ferite, con fratture al femore, al bacino e traumi vari, accomunati da una unica
esclamazione:Io non lascio casa mia!. In questi casi - prosegue Gabriele - c voluta molta pazienza per fare opera di
convincimento, del resto non potevamo fare diversamente,
erano feriti e le loro abitazioni inagibili. Professionalit, efficienza, umanit, doti fondamentali per gestire con il dovuto controllo la situazione, anche se operare nella propria
citt distrutta un dolore che si rinnova ad ogni angolo.
Non ho potuto fare a meno di commuovermi - ammette Gabriele - quando mi sono recato nel PMA della Croce Rossa:
era di fronte alla Rocca di Finale, il simbolo della citt.
Quando lho vista in quelle condizioni non stato facile.
Michele Belmondo

Michele Belmondo

Michele Belmondo

Michele Belmondo

ULTIMORA

QUANDO LA VITA APPESA A UN FILO

mi solo venuto in mente che se fosse stata mia nonna


anche io avrei voluto che qualcuno laiutasse. La modestia
accompagna i racconti del volontario. Non sono mica un
eroe - dice - quelli hanno le croci, bh noi anche portiamo
una croce ma la nostra rossa! - e continua - non facile
mettersi in gioco, non facile portare laiuto giusto, noi ci
proviamo e teniamo duro. Gli occhi atterriti delle persone
traumatizzate dalla scossa non si dimenticano facilmente,
sono esperienze che ti segnano profondamente - spiega
Marco - ma di certo ogni volontario cerca di fare il suo meglio per aiutare chi ha bisogno, anche semplicemente ascoltando i loro racconti, i sacrifici fatti per costruire quelle case
che il terremoto in pochi secondi ha distrutto s, anche
solo lascolto e un abbraccio possono alleviare le sofferenze
di queste persone.

Salvataggi drammatici e interventi singolari. Un giornata di


intensa attivit quella del 20 maggio, raccontata da Paola Re,
volontaria 31enne della Croce Rossa di Finale Emilia e capo
equipaggio, in azione insieme con gli altri volontari CRI
pochi minuti dopo la devastante scossa di terremoto. Alla
fine di una giornata cos intensa come quella del 20 maggio,
la soddisfazione di essere stati daiuto a cos tante persone
grande, ma certo lo molto di pi sapendo di aver contribuito a portare a buon fine il salvataggio di una vita
umana. Con grande entusiasmo e coinvolgimento Paola ripercorre uno dei primi, forse il pi drammatico intervento
di emergenza-urgenza messo in atto da un equipaggio della
CRI di Finale Emilia, operativo pochi minuti dopo la scossa
delle 4.04, in soccorso di un giovane malato di SLA. Il paziente, di 45 anni, viveva attaccato ad un respiratore - racconta Paola - ma subito dopo la violenta scossa di terremoto
in tutta la cittadina saltata la corrente elettrica. Il respiratore, per la precisione un ventilatore polmonare insieme
con unaltra macchina per laspirazione della saliva, hanno
smesso di ricevere energia elettrica e non avevano che
pochi minuti di autonomia per proseguire prima di cessare
il funzionamento. Dopo la segnalazione immediatamente ci
siamo recati con il nostro equipaggio nella frazione rurale di
Finale Emilia dove si trovava il paziente, lo abbiamo subito
trasportato allaperto e in prossimit di un prato siamo riusciti ad attaccarlo ad un generatore dei Vigili del Fuoco. Poi
- conclude Paola - con non poche difficolt, abbiamo approntato il trasporto in ambulanza e trasferito luomo allospedale di Beggiovara. Inutile descrivere la nostra
contentezza.

UNA FORTUNATA SFORTUNA

I momenti di fortunata sfortuna hanno continuato a coinvolgere i volontari della CRI. La mattina del 20 maggio ci
siamo recati al Posto Medico Avanzato perch chiamati ad
aiutare un signore anziano ma ci siamo trovati a dare ausilio a diversi ospiti della struttura. Cos, con tono positivo
e una voce tanto dolce ed entusiasta, Elisa Confente, infermiera di professione, 27 anni e da 3 in CRI, ci racconta di
una macchina dei soccorsi che continua a lavorare anche
dopo limmediata emergenza. Siamo andati poi al PMA allestito dalla Protezione Civile presso il Centro sportivo di
Finale per trasportare a casa un anziano che si alimenta tramite Peg (sondino in plastica inserito nello stomaco di una
persona per permetterne la nutrizione). Mentre cercavamo
di trovare una giusta soluzione al trasporto del signore, una
donna si avvicinata dicendoci che non aveva i propri farmaci. Un paio di telefonate e abbiamo rintracciato un farmacista che si subito prodigato per aiutare la signora. Poi
- continua Elisa - abbiamo saputo che la casa dellanziano
non era agibile e quindi, tramite il 118, riamo riusciti a trovargli una sistemazione in un hotel della zona che sta funzionando come centro di riposo per anziani. Inoltre,
abbiamo procurato delle coperte per una signora e proprio
mentre pensavamo di aver finito il da farsi, allimprovviso,
una signora ha avuto un grave problema respiratorio: siamo
intervenuti subito con i nostri macchinari e siamo riusciti a
soccorrerla.
Sono in servizio da 2 giorni - racconta la volontaria - e non
ci penso proprio ad andare a casa. Sono contentissima di
stare qui, nel pieno dellemergenza. Mangio quel che mi capita, dormo poco ma io non potrei stare altrove: voglio aiutare gli abitanti di Finale e tutte le altre persone che sono in
difficolt. questo il mio compito da volontaria.

SALVATAGGIO INZONA ROSSA

Dopo il terremoto anche a Finale Ligure il centro storico ha


guadagnato la triste etichetta di zona rossa, edifici danneggiati, crolli diffusi, strade invase di macerie. Qui, in un
vecchio palazzo dal soffitto collassato, domenica 20 maggio
i volontari del Comitato Locale della Croce Rossa e i Vigili
del Fuoco, sono riusciti a raggiungere quel che restava della
casa di unanziana signora di 88 anni, malata di alzheimer e
costretta a letto. Quando siamo arrivati verso le 13 - racconta Paola - era spaventatissima, aveva lo sguardo atterrito ed era circondata da calcinacci, i vetri erano in frantumi,
oggetti e mobili rovesciati e sparsi ovunque. La sua badante
dopo la scossa era fuggita e laveva abbandonata l da sola.
Grazie ai Vigili del Fuoco che ci hanno preceduto creando
un varco tra le macerie per farci passare, siamo riusciti ad
arrivare dalla signora e a trasportarla in ospedale, dove
stata poi raggiunta dai familiari.
Michele Belmondo

LucioTagliazucchi

Michele Belmondo

DISCRIMINAZIONI

VIGILARE CONTRO
LA CULTURA DEL DISPREZZO

INTERVISTA AD ANDREA RICCARDI, MINISTRO PER LA


COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E LINTEGRAZIONE
di Lucrezia Martinelli

LINTERVISTA

Nell'esperienza di Sant'Egidio la fede si fa anche cultura. Cultura


della vita, promozione umana. E cambiamento di contesti bloccati.
In tutto il mondo le nostre "Scuole della pace" guardano con affetto alla vita dei pi piccoli in ambiti in cui il minore non ha quasi
rilievo. Lo stesso pu dirsi a proposito degli anziani, del lavoro
che la Comunit porta avanti per vincere la loro solitudine, per
proporre alternative allistituzionalizzazione. E potrei continuare citando limpegno per gli immigrati con le scuole ditaliano e la formazione dei mediatori culturali. E poi il grande amore per lAfrica,
gli sforzi per la pace, i tanti progetti, Dream, un programma di cura
gratuita per decine di migliaia di malati di Aids in dieci paesi subsahariani . Insomma, tutto questo bene si lega con la titolatura
del dicastero che dirigo, con la cooperazione, con lintegrazione,
con la delega alle politiche familiari, etc. Certo, non che guardare le cose dal punto di vista delle istituzioni renda tutto pi semplice, pi fattibile. Anzi, c da fare i conti con la mancanza di fondi,
con lesigenza di armonizzare politiche, scelte, problematiche concrete.

OGNI INDIVIDUO SPETTANO TUTTI I DIRITTI E


TUTTE LE LIBERT ENUNCIATI NELLA COSTITUZIONE
E NELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI
DELLUOMO

Andrea Riccardi il Ministro per la Cooperazione Internazionale e


lIntegrazione del governo Monti. Professore di storia contemporanea allUniversit di Bari, alla Sapienza e allUniversit di Roma
Tre, premio Unesco per la pace e fratellanza tra i popoli, il fondatore della Comunit di SantEgidio, da sempre impegnata nella
lotta alla povert e nellinclusione sociale.
Ministro Riccardi, chi sono oggi le vittime di atteggiamenti discriminatori e razzisti in Italia?
Sicuramente i migranti, gli stranieri e i rom in una dimensione spesso
sottovalutata, sono vittime di atteggiamenti di intolleranza, di discriminazione, di violenza. Nonch la comunit ebraica, sempre oggetto di attacchi inaccettabili, dalle scritte sui muri, ai siti web
antisemiti. Abbiamo il dovere di garantire e proteggere in primis la
sicurezza di questi soggetti. Ma credo pure che la societ italiana
nel suo insieme rischi di diventare, anchessa, vittima di gesti o parole del genere. Bisogna sempre vigilare contro quella che definisco la cultura del disprezzo, perch in tali circostanze viene
compromessa la possibilit che la nostra societ sia aperta, pacifica, integrata.

Negli ultimi tempi gli italiani hanno imparato a considerare gli immigrati come una risorsa, unopportunit per
leconomia e per la famiglia. Qual il loro contributo sociale, culturale, economico?

Che cosa possibile fare per contrastare le discriminazioni?


C una responsabilit dellazione di governo, e delle forze politiche. A ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libert enunciati nella Costituzione e nella Dichiarazione Universale dei Diritti
dellUomo, senza distinzione alcuna. Sono questi i principi fondamentali che costituiscono la base di ogni democrazia, di ogni stato
di diritto. Lazione di governo - oggi e nel futuro, qualunque maggioranza la sostenga - chiamata a salvaguardare e a riaffermare
queste acquisizioni. E dunque ad impedire e a sanzionare, a garantire e a tutelare, a favorire e ad incoraggiare, dando vita a una
rete di riferimento non soltanto normativa, ma pure propositiva,
perch ogni manifestazione di disprezzo, di discriminazione, di razzismo, sia isolata, ridotta, ed infine eliminata. E poi c una responsabilit dellintero corpo sociale. Una societ che si facesse
conquistare dal fascino di parole dordine semplificatrici ma illusorie, sarebbe meno libera, meno democratica e senza prospettive.
Il benessere, la dignit, il riscatto di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di coloro che ci vivono accanto, chiunque essi
siano.
Quant importante la Sua esperienza sul campo, a SantEgidio, per poter rispondere ora dallinterno delle istituzioni al disagio delle categorie pi vulnerabili e allo
stigma nei loro confronti? Ce la pu raccontare?

Andrea Riccardi

Ministro per la Cooperazione Internazionale e


lIntegrazione del governo Monti

11

LINTERVISTA

Penso che sempre pi, negli ultimi tempi, si stia riuscendo ad andare oltre le generalizzazioni, i luoghi comuni. Perch il razzismo, la
xenofobia, la discriminazione, la contrapposizione, si nutrono di
luoghi comuni. Ma lo stereotipo non la verit. Mentre la realt
quella che sempre pi italiani imparano a riconoscere, a sperimentare. Una realt fatta, certo, di qualche difficolt, ma anche di un
grande sostegno al bene comune, al bene nazionale e al bene
individuale e familiare di tanti che passa attraverso il contributo
degli immigrati, attraverso la loro scommessa sullItalia. Lo riconoscono sempre pi famiglie italiane, che, per alleggerire la vita
dei loro componenti pi deboli gli anziani, i bambini, i portatori
di handicap si affidano a chi viene dallEuropa dellEst. Lo riconoscono sempre pi imprenditori e artigiani italiani, che portano
avanti la loro attivit in un tempo difficile con chi viene dallAfrica.
Lo riconoscono gli economisti e anche lInps che dichiara esplicitamente che senza i contributi versati da milioni di stranieri i suoi
bilanci sarebbero compromessi. Parliamo di una realt di supporto
e di sviluppo che in crescita e che lo sar sempre di pi.

degli immigrati. Si tratta di fenomeni isolati oppure esiste un pregiudizio xenofobo in Italia?
C un atteggiamento xenofobo che,
Il ruolo della
quando non contrastato, si fa
Croce Rossa Ita- strada, in particolare tra i pi giovani.
liana prezioso La sfida educativa, formativa, coproprio in una
municativa. Gli italiani non sono raztale prospettiva. zisti. Ma ci sono segnali che non
Unistituzione
vanno sottovalutati e che soprattutto
che unisce,che vanno contrastati. Credo che il problema sia agire su pi livelli. Responguarda alla
complessit del sabilizzare le comunit immigrate, e i
rom. Responsabilizzare i media rimondo
spetto al linguaggio che usano. Favorire i mille percorsi educativi presenti nelle scuole italiane. Favorire
i processi di incontro con laltro. E parlare. Per condannare, certo,
quando ci sono reati; ma anche per spiegare, per informare, per
avvicinare.

Le cronache purtroppo continuano a registrare, seppur


sporadicamente, episodi di intolleranza nei confronti

In questo scenario di crisi economica ancora pi complesso costruire percorsi di integrazione sociale. Quale
modello immagina per il nostro Paese?
La societ italiana, per lacutizzarsi della crisi economica, per latomizzazione degli individui, per lo spaesamento di tanti, per linsufficienza di un investimento culturale di largo respiro, percorsa da
troppe pulsioni divisive. In questo tempo pi solo e pi difficile si
tanto maggiormente risentiti e irritati, tanto pi spesso alla ricerca di nuovi e vecchi capri espiatori. Ma unillusione pensare
che dalla crisi si esca da soli. O alimentando contrapposizioni e antagonismi. Dalla crisi si esce insieme. Non c solo un problema di
risorse economiche da reperire per favorire politiche di integrazione problema che pure esiste e che va in qualche modo messo
sul tavolo ma c anche un problema di scelte culturali, di messaggi che si mandano. Il modello che immagino per il nostro Paese
un modello inclusivo, un fare sistema tutti insieme. Perch
sempre le costruzioni che uniscono le forze, le visioni, che mettono in sinergia interessi e prospettive differenti, sono le pi solide
e le pi capaci di resistere alle tempeste della vita e della storia.
In questo contesto come vede il ruolo della Croce Rossa
Italiana?
Il ruolo della Croce Rossa Italiana prezioso proprio in una tale
prospettiva. Unistituzione che unisce, che guarda alla complessit
del mondo - del mondo di casa nostra e di quello globale - con
una visione aperta e solidale, ecco un segno importante per la societ in cui viviamo e ancor pi per quella in cui vivremo nel futuro.
Lei stato insignito del Premio Carlo Magno, un prestigioso riconoscimento attribuito a persone e istituzioni
che si sono particolarmente distinte nella promozione di

Marko Kokic

12

LINTERVISTA

dialogo, delle sue risorse, della sua cultura. Schumann, padre fondatore dellEuropa, scriveva: LEuropa unita prefigura la solidariet universale del futuro. LEuropa nel mondo un segno di
pace. LEuropa, una e molteplice, realizza la civilt del convivere.
la civilt che tante volte manca a un mondo che reagisce con gli
scontri di civilt e di religione; che manca a uneconomia disumana,
senza quel quid che viene dallumanesimo di tradizione europea.

unEuropa unita e nella diffusione di una cultura di pace


e di dialogo. In questa ottica come vede il futuro dellEuropa?
Il futuro dellEuropa lo decideremo noi europei. E scelte chiuse,
meschine, prive di visione, potrebbero anche condurre a unEuropa irrilevante, fuori dalla storia, avulsa dal respiro del nostro
tempo globale. Da parte mia credo che lEuropa non possa vivere
per se stessa. Il mondo ha bisogno dellEuropa, del suo umanesimo,
della sua forza ragionevole, della sua capacit di mediazione e di

14

PAGINA

A CURA DI INCE

MEDIA

LAND ROVER
SOSTIENE LA
LOTTA ALL'AIDS
CON LA FEDERAZIONE
INTERNAZIONALE DELLA CROCE
ROSSA E DELLA
MEZZALUNA ROSSA
La Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mez-

in ambito di prevenzione mediante lattuazione di un programma

zaluna Rossa (IFRC) uno dei sei partner di Land Rover nel Glo-

di sensibilizzazione e di educazione. Le informazioni per preve-

bal Humanitarian & Conservation Partners, all'interno del

nire e per combattere linfezione sono state divulgate ad una

programma Land Rovers Our Planet.

platea di 7.675 persone. Presso il Red Cross Kids Club viene of-

Nel 2010, lIFRC e Land Rover hanno lanciato una partnership

ferto un pasto nutriente ai bambini in maggiore difficolt, spesso

triennale chiamata Reaching Vulnerable People Around the

lunico della giornata.

World. Tra i numerosi progetti globali, l'iniziativa fornisce il sup-

Analoga iniziativa stata estesa in Estremo Oriente. La Croce

porto ai programmi della Croce Rossa nella lotta alla HIV in Sud

Rossa Cinese, oltre a promuovere una campagna di preven-

Africa ed in Cina.

zione rivolta allintera popolazione, ha sostenuto oltre 354 fami-

Il Sud Africa una delle nazioni maggiormente colpite. Ogni

glie colpite distribuendo trattamenti farmacologici anti-retro virali

giorno 100 persone muoiono di malattie legate allAIDS e 5,6

e facendo esami del sangue, cos che i malati potessero con-

milioni hanno contratto lHIV. Nel KwaZulu-Natal, una delle re-

trollare il virus e rimanere in buona salute.

gioni pi povere del Paese, un bambino su cinque ha perso uno

Importante e in netta crescita limpatto del programma nella

o entrambi i genitori a causa di questo male.

zone oggetto dell'azione. Sono stati aiutati oltre 39.109 individui

Nellultimo anno, insieme a Land Rover, la IFRC ha aiutato 240

affetti da HIV /AIDS e le famiglie pi vulnerabili, con i loro mem-

orfani e bambini in difficolt e offerto assistenza domiciliare a

bri gravemente colpiti dallHIV, hanno ricevuto un sostegno vitale

271 persone affette da HIV fornendo cibo, generi essenziali per

dalla Croce Rossa.

la famiglia ed abbigliamento. Importante il contributo dato anche

PRIMO

PIANO

Conoscenza
dellaltro e
integrazione
per un futuro
migliore

I pregiudizi e luoghi comuni a cui stiamo assistendo, collegano limmagine degli immigrati a risorse che sottraggono il lavoro, pensiero
che degenera con lo stereotipo dellitaliano che non ha pi voglia
di svolgere lavori domestici o di assistere anziani e bambini. Altro
luogo comune, rivolto a persone di diverse nazionalit, comporta
che spesso si arrivi a pensare che gli albanesi commettano atti di
violenza contro le nostre donne o che i rumeni si ubriachino e provochino incidenti automobilistici. Ancora peggiore il pensiero che
tutti i musulmani siano dei fanatici estremisti e terroristi. Per non
parlare poi di noi ebrei che, pur non essendo immigrati, siamo per
eccellenza gli stranieri fra tutti, magari dimenticando che, per esempio, molti ebrei hanno costruito e contribuito allunione dellItalia.
Ovvio che possano esserci persone di altre nazionalit che rubano
a bordo degli autobus o che commettono atti di estrema violenza,
ma ci non significa che tutte le persone di queste nazioni siano disoneste o capaci solamente di delinquere.
La nostra sfida preparare le persone gi nelle scuole a saper cogliere la ricchezza dei fenomeni migratori, aiutando tali popolazioni
a integrarsi nel nostro Paese. Ad ognuno di loro bisogna insegnare
la nostra lingua, quale miglior mezzo per evitare incomprensioni e,
allo stesso tempo, prepararle a conoscere le nostre leggi e i nostri
valori, iniziando dalla Costituzione.
Nel contempo necessario anche saper respingere coloro che
sfruttano questi flussi migratori per venire a delinquere o peggio ancora per commettere azioni legate al terrorismo internazionale.
Solo coniugando valore e accoglienza, un principio cardine delletica ebraica, la conoscenza dellaltro e lintegrazione con lesigenza della sicurezza dei cittadini, possiamo lasciare una speranza
per un futuro migliore ai nostri figli. Sopratutto ai figli dei nuovi cittadini italiani.

di Riccardo Pacifici

LA COMUNIT EBRAICA ATTRAVERSO LE


DEL PRESIDENTE RICCARDO PACIFICI

PAROLE

La sfida che dovr affrontare la societ italiana ed europea, sar


quella di saper cogliere le opportunit che si presentano, le spinte
che arrivano dalle nuove migrazioni e il saper affrontare lingresso
di masse di uomini e donne disperate che immaginano di trovare
in Italia ed Europa una speranza. Noi pensiamo che questa speranza esista e qualora mancasse, dobbiamo far s che venga costruita. Immaginare di chiudere e blindare le nostre frontiere,
significa non aver compreso che queste saranno lo spartiacque di
una Europa che ha voglia di crescere e invertire la rotta del declino
e del calo demografico a cui, con remissivit, ci stiamo abituando.
Le nuove immigrazioni possono e debbono essere colte anche
come lopportunit di arricchirci culturalmente ma anche di saper
competere con nazioni che prima di noi hanno saputo utilizzare
queste masse migratorie come un modello di sviluppo, ci riferiamo
in particolare agli Stati Uniti dAmerica e alla citt di New York in
primis.
Nello stato di Isarele per esempio, negli anni 90 a seguito dellabbattimento del Muro di Berlino e dellopportunit degli ebrei
russi di lasciare il loro paese nativo, sono arrivati circa un milione
di persone in un paese, come quello dello Stato ebraico, che allepoca contava circa cinque milioni di abitanti. Per fare un altro
esempio, come se in Italia fossero ritornati a casa dieci milioni di
italo americani. Tra loro vi erano indubbiamente disperati e gente
molto povera ma il livello di istruzione in ogni campo ha fatto si che
tale sforzo di accoglienza sia poi diventato il motore di un piccolo
Paese che oggi, anche grazie a questa ondata migratoria, allavanguardia nel settore della ricerca scientifica e tecnologica e
che ha la pi alta percentuale di premi Nobel rispetto al numero
dei suoi abitanti.
Tali sfide debbono purtroppo conciliarsi con il tema pi delicato e
spesso odioso, quale la xenofobia, oltre agli egoismi, le lotte sociali,
la disoccupazione, la paura del diverso, e sopratutto il razzismo.

Riccardo Pacifici
Presidente Comunit Ebraica
16

PRIMO

PIANO

Come imbrigliare l'islamofobia


di Omar Camiletti socio fondatore del Tavolo Interreligioso di
Roma, collaboratore della Grande Moschea di Roma e del Centro
Islamico Culturale dItalia

Andrea Strummiello

La grande prova di solidariet e di generosit mostrata pi volte


dalla gente comune e dalle ong italiane nelle difficili realt dell'immigrazione, non ci pu far ignorare taluni suoi risvolti amari, ovvero, l'affiorare di sentimenti razzisti, di vessazioni economiche nei
confronti dei pi deboli.
All'interno di questo magma esplosivo va posta maggior attenzione ad una particolare forma di intolleranza, l'islamofobia, di cui
ad esempio il caso di Neila e Nadia, a Monterotondo, per citare
l'ultimo episodio, ne evidenzia tutta la vilt. Nel corso degli ultimi
venti anni da vari paesi del Nordafrica, dall'Asia e dai Balcani, sono
arrivati uomini, donne, anziani e minori, in un numero tale da far
quotare i fedeli dell'islam come la seconda religione di fatto del
Belpaese. Ci si pu rendere facilmente conto come ci sia una posizione impegnativa per ambedue le parti, nella necessit reciproca di sforzi per imbrigliare estremismi. indubbio che l'attacco
terroristico dell11 settembre 2001 ha fornito la base, per cos
dire, alla vulgata mediatica o alla pubblicistica per dipingere i musulmani come fanatici, violenti ed essere percepiti da settori della
popolazione come degli invasori, in cui minareti e moschee e
perfino i kebab sarebbero gli effetti di questa conquista terri-

Omar Camiletti socio fondatore


delTavolo Interreligioso di Roma
toriale.
Il risultato evidente, a proposito di esecrabili fatti di cronaca nera,
l'accentuazione nel discorso pubblico della preoccupazione, in
modo spesso esclusiva, da cui far dedurre la diversit, la volont
dei musulmani di vivere separati dal resto della popolazione; le
considerazioni implicite del tipo: tutti i musulmani ucciderebbero
la figlia disobbediente, tutti i musulmani costringono mogli e figlie a portare il velo, tutti i musulmani aderiscono al Jihad, por-

18

PRIMO

PIANO

il documento d'intento realizzato dallospedale Santo Spirito con un


opuscolo che illustra l'atteggiamento dei fedeli di fronte alla malattia e anche il San Camillo-Forlanini con la stipula di un protocollo
che permette di agevolare l'assistenza spirituale, un compito a cui
si dedica il tavolo interreligioso di Roma. La questione invece specifica ai media emersa durante un recente convegno svoltosi a
Roma (MEDIAMente diversi. Giornalismo e immigrazione in Italia e
in Europa) in cui si delineata la necessit di inserire giovani delle
seconde generazioni nel settore dell'informazione. Gli argini all'islamofobia si costruiscono anche cosi.

tano a giudicare i musulmani incompatibili e refrattari alla convivenza sociale e civile.


Il segno che si sia in presenza di islamofobia non risiede nella critica a questo o a quell'aspetto dell'islam e dei musulmani, cosa in
s pienamente legittima al pari di ci che si pu pensare per ogni
religione, filosofia o politica. Al di l dell'insultare, offendere e deridere la figura e l'opera del Profeta dell'islam, come avvenuto
in pi occasioni ricordiamo il caso delle vignette danesi che
possiamo far rientrare nella problematica della blasfemia, dobbiamo essere avvertiti su quanto la propagazione di pregiudizi, stereotipi e soprattutto di generalizzazioni, costituisca un grave rischio
per la nostra societ. Infatti, la storia tragica del '900 ci dovrebbe
trovare pi cauti.
Speranze tuttavia allignano nella stessa vita politica a partire dall'iniziativa del Ministro Andrea Riccardi nel promuovere la Conferenza permanente Religioni, Cultura e Integrazione alla quale
partecipano le principali organizzazioni islamiche, fra cui spicca la
Grande Moschea di Roma. Favorire programmi di conoscenza, nelle
scuole in particolare e consentire, secondo i principi costituzionali,
il massimo della libert religiosa sono questi temi che le comunit
islamiche si aspettano di veder affrontati.
La Grande Moschea di Roma si particolarmente attivata nella delicata missione intrapresa da alcune aziende ospedaliere romane di
accogliere al meglio degenti di diverse fedi religiose. Per esempio,

19

PRIMO

PIANO

Rom e
discriminazione

Ma chi sono e perch si trovano in Europa e in Italia le popolazioni


rom e sinte? Nel nostro Paese la prima presenza di comunit zingare descritta da una cronaca del 1422 registrata presso la citt
di Bologna, cui seguono documenti che ne confermano la presenza
a Forl, Roma e in altri centri. Sono gli esiti del successo ottomano
nella battaglia del Kosovo (1389) e della penetrazione nei territori
Balcani, che avrebbe portato allapprodo di comunit rom unitamente a minoranze albanesi (o Arbresh) e croate attraverso
lAdriatico. Tracce di questa presenza sono tuttoggi ritrovabili tra
i rom abruzzesi (storicamente calderai e sensali, sedentari ma ramificati in diverse regioni e nelle grandi citt) che costituiscono il
gruppo numericamente pi importante tra i rom di antico insediamento, insieme al cosiddetto gruppo di rom calabresi.
Il popolo sinto, sottogruppo considerevole nella macrocategoria
degli zingari, suddiviso e classificato etnicamente in base alla regione di stanziamento, tradizionalmente dedito allo spettacolo
viaggiante e allartigianato. Si distingue dal sottogruppo rom per una
variante fortemente germanizzata della lingua romanes, che prova
la maggiore presenza in et moderna nei territori tedeschi ed un
passaggio in Italia attraverso le Alpi.

di Marco Accorinti - ricercatore IRPPS-CNR, Delegato tecnico del


Commissario Straordinario per la progettazione Rom e Senza Dimora
e Alessandro Pistecchia - Dottore di ricerca in Storia dEuropa, Coordinatore dellintervento del Comitato Locale CRI Roma presso il Villaggio attrezzato di Salone

IL PARLAMENTO EUROPEO, NELLA RISOLUZIONE


DEL 25 MARZO 2010, HA ESPRESSO FORTI PREOCCUPAZIONI DINANZI ALLE DISCRIMINAZIONI DI
CUI I ROM SONO VITTIME NEI SETTORI DELLISTRUZIONE (IN PARTICOLARE LA SEGREGAZIONE), DELLALLOGGIO (SEGNATAMENTE LE
ESPULSIONI FORZATE E LE DIFFICILI CONDIZIONI DI
VITA), DELLOCCUPAZIONE (INGRESSO AL MONDO
DEL LAVORO) E DELLA PARIT DI ACCESSO AI SISTEMI DI ASSISTENZA E CURA.
20

PRIMO

PIANO

abusivi.
In conclusione possiamo dire che parlare di zingari, o rom, definire sottogruppi per mestiere, provenienza o reti parentali
unoperazione assai problematica, trattandosi di gruppi culturalmente distinti ed eterogenei, che praticano diverse strategie di inserimento socio-economico. Il nomadismo, lutilizzo della lingua
romanes, il rispetto di specifici rituali funerari, la credenza nella dicotomia puro/impuro, la risoluzione delle controversie attraverso
tribunali ritualizzati, sono stati pi volte tenuti in considerazione per
stabilire il tratto fondamentale dellidentit roman. I tentativi si
sono dimostrati sempre vani, tanto che lunico carattere riconosciuto come sufficiente e necessario allindividuazione delletnicit
rom sembra essere la considerazione negativa dei non zingari (gag)
verso gli zingari.
Quali sono le condizioni di esclusione e di mancata integrazione sociale delle popolazioni rom e sinte?
La comunit roman non gode di riconoscimento della legislazione
italiana come gruppo etnico-linguistico e ci rende problematico
il rafforzamento della tutela dei diritti delle comunit per favorire
lintegrazione e attenuare i profondi sentimenti generali di ostilit.
Lesclusione e lo stigma antigitano hanno radici profonde e complesse: la percezione dellopinione pubblica resta generalmente negativa (anche rispetto ad altre comunit straniere, peraltro) ed
tesa allequazione rom=criminale, mentre la valenza antipopolare
degli interventi a favore delle comunit rom contribuiscono alla
mancata applicazione delle tutele normative in ambito scolastico, sanitario, occupazionale, abitativo.
Esistono tuttavia dei tentativi e dei progetti tesi alla sensibilizzazione e alla lotta contro letnocentrismo e lo stereotipo antizingaro, che mirano ad unattenuazione dellansia collettiva e dei suoi
devastanti effetti.
La CRI, impegnata con volontari e professionisti, da anni a fianco
delle popolazioni rom pi vulnerabili e marginalizzate, supporta
lautonomia e la partecipazione delle comunit rom, con forme di
assistenza diretta. Inoltre, nel rispetto del principio fondamentale
dellumanit, riconosce e sostiene i diritti fondamentali contrastando
il processo di disumanizzazione dei rom, spesso non percepiti come
individui, e i miti che hanno giustificato in passato comportamenti
vessatori e pratiche genocidarie.
Gli interventi di sostegno della CRI, oltre a favorire linclusione sociale e la tutela sanitaria delle comunit rom pi vulnerabili, rappresentano un messaggio per la popolazione non rom, uno
strumento simbolico di prossimit verso laltro che pu favorire la
rottura di barriere culturali e paure immaginarie.
In linea con la sua storia e con lintervento promosso da molti volontari in Italia, la CRI, coinvolta per lelaborazione della strategia
italiana volta allinclusione di rom, sinti e caminanti, ha fornito un
contributo tecnico di rilievo allelaborazione del testo recentemente inoltrato dal Governo alla Commissione Europea. Lopera
di inclusione delle comunit roman pu realizzarsi solo attraverso
una duplice azione: favorendo il coinvolgimento e la partecipazione della popolazione e continuando lopera di sensibilizzazione
e di distruzione del pregiudizio presso i gag.

In seguito a flussi migratori intermittenti tra la fine del secolo XIX e


linizio del XX, alle comunit di antico insediamento si aggiungono
i rom cosiddetti Vlax, provenienti dalle terre romene ed affrancati
dalla schiavit, abolita nel biennio 1855-86 in Moldavia e Valacchia. Tra questi troviamo diversi sottogruppi (Ciurari, Ursari, Rudari, Kaldersaa e Lovara), insieme ad altre comunit di origine slava
come i rom sloveni, croati ed istriani.
Ma in tempi pi recenti, il conflitto nella ex Jugoslavia ha dato origine al flusso di consistenti comunit, tra cui i rom xoraxan (musulmani) e dashikan (cristiano ortodossi) da Serbia, Montenegro e
Bosnia, gi protagonisti di movimenti migratori verso lItalia tra gli
anni Sessanta e Settanta con lavviamento della politica dellautogestione della Jugoslavia titoista. Le pi recenti migrazioni hanno
visto un crescente transito di rom di origine romena (tra i quali Rudari, Caldarari, Lautari e Spoitori della Dobrugia), con altri gruppi
mimetizzatisi con i connazionali migranti economici. Tale flusso, con
lingresso in UE di Romania e Bulgaria ha registrato un picco dal
2007, a causa della facilitazione della regolarizzazione dei documenti di soggiorno. I rom rumeni si sono insediati principalmente
nelle periferie delle grandi citt, frequentemente in accampamenti
21

PRIMO

PIANO

Discriminazioni
antigay

nazionale. E poi c il web, dove apre un nuovo gruppo antigay su


Facebook, dove la diffusione di odio facile quanto un click.
Ma questa la punta delliceberg di un fenomeno dai contorni
sfuocati: la discriminazione lgbt, per sua natura non emerge, non
denunciata nel meccanismo discriminatorio pi classico: la vittima
non denuncia n assume visibilit per evitare altra violenza, che comunque arriver.
uno stillicidio quotidiano, che ho scelto di raccontare anche con
alcuni scatti ripresi dai muri di diverse citt italiane e raccolti da Encilopegaya.com, inoffensivi allapparenza ma di una potenza evocatrice senza pari nella loro brutale e gratuit volgarit. E nel loro
ricordare ad ogni omosessuale e lesbica il disgusto ancora troppo
diffuso e profondo nella societ italiana.
un disgusto che accompagna generazioni di uomini e donne, giovani e anziani, gay, lesbiche, transessuali, che continuano e essere
emarginati nel silenzio di biografie e identit rifiutate e stravolte, ovvero condannate (o autocondannate) al disprezzo, fino alla violenza, alla tortura, allassassinio.
E la discriminazione antigay italiana, certificata, se proprio ce ne
fosse bisogno, in ambito istituzionale da una recente Relazione
sulla discriminazione in Italia diffusa da UNAR, lagenzia antidiscriminazioni italiana, o da un libro bianco sullomofobia che a disposizione sul sito di Arcigay e che aggiorniamo ogni anno. una
piaga che chiede risposte istituzionali e personali, dallintimo di
ogni individuo.
Le istituzioni dovrebbero offrire al Paese una legge che non c:
gli omofobi italiani, a differenza dei razzisti, sanno di poter agire impunemente tanto i codici italiani sono privi di qualsivoglia tutela
per le vittime.
Ogni individuo deve riflettere su quanto la tolleranza e il rispetto
della dignit degli omosessuali esattamente come quella di donne,
ebrei, islamici, cattolici, le persone di colore, gli handicappati, i
malati, grassi, magri, alti o bassi (e chi pi ne ha pi ne metta) sono
valori non negoziabili per il pieno compimento della democrazia e
un parametro di autentica realizzazione della Costituzione nella
quale ci riconosciamo. E che meno omofobia sempre meno sangue versato, meno ferite e meno morti.

di Paolo Patan - presidente nazionale Arcigay

DISCRIMINAZIONE OMOFOBIA, TRANSFOBIA E


CIO ODIO, DISGUSTO E VIOLENZA.
Omosessuali, lesbiche e transessuali ne sono vittime, sia in quei
paesi che si confrontano con pi serenit rispetto al passato con i
curiosi affetti persone dello stesso sesso (perch amare essenzialmente essere gay) sia, pi visibilmente in quelli dove i nostri
amori sono ancora puniti con la pena di morte, con larresto e il
carcere.
E il nostro paese, che tra quelli che il 17 maggio di ogni anno
celebrano la Giornata internazionale contro lomofobia e la transfobia e che hanno incominciato a confrontarsi con lomosessualit,
resta a met del guado dilaniato tra pregiudizi su ricchioni e
lelle e spinte, anche favorite dal movimento lgbt, e cio lesbico,
gay, bisessuale e trans, verso un futuro pi accogliente per tutti. Ma
quanta fatica.
Mentre le cronache ci informano di uccisioni barbare di omosessuali allestero, il caso di Daniel Zamudio, un giovane omosessuale
cileno segregato e ucciso da un gruppo neonazista o di David Kato
Kisule, attivista gay ucciso a martellate in Uganda per il coraggio di
essere se stesso, uomini che diventano simboli di lotta per la libert, assistiamo in Italia ad una miriade di atti di vergognosa discriminazione.
Un gruppo di ragazzi gay viene pestato in discoteca in provincia di
Verbania, un ragazzo gay inseguito e insultato per strada a Napoli,
un anziano omosessuale subisce unestorsione, e un giovane viene
apostrofato come checca da un bullo e abbandona la scuola,
una donna perde il lavoro perch ama una donna, mentre si rincorrono le dichiarazioni omofobe di questo o quellesponente politico o di una importante giornalista dalle tribune della TV

Giovanni DallOrto/enciclopegaya.com
22

PRIMO

PIANO

Se la diversit si chiama dipendenza


di Fabio Patruno - Presidente network europeo ERNA (European Red
Cross / Red Crescent Network on HIV, AIDS and TB), tra i fondatori di
Villa Maraini, Servizio Operazioni Internazionali e Attivit Sociali Sanitarie - Desk Riduzione del Danno.

Durante una lezione

Secondo lOrganizzazione Mondiale di Sanit (OMS) 25 milioni di


persone nel mondo soffrono di gravi forme di tossicodipendenza.
Comportamenti errati, personalit fragili, ambienti di vita particolari, tante possono essere le concause di una storia di dipendenza.
certamente questo un modo di vivere sbagliato, che porta gioia
temporanea ma poi, inevitabilmente, il dolore. La gente preferisce
non vedere, non parlare, dimenticare lesistenza dei tossicomani e
di solito ci riesce a meno che non si tratti di un proprio parente o
di un amico stretto.
Unaltra patologia che ha creato allarme sociale lAIDS. Tossicodipendenti e malati di AIDS sono persone considerate diverse, da
cui tenersi alla larga, eppure sono solo esseri umani che come maggiore colpa hanno quella di avere scelto comportamenti sbagliati,
come i tossicomani, o che soffrono di una malattia infettiva, come
lAIDS.

LAIDS e la tossicodipendenza sono in qualche modo legate fra di


loro per via dello scambio di siringhe, pratica questa che ha determinato in alcuni paesi europei lesplosione dellepidemia HIV fra
tossicomani allinizio e, dopo il suo passaggio alla popolazione generale, attraverso i rapporti sessuali non protetti.
Della tossicodipendenza e dellAIDS i mass media non parlano se
non in maniera allarmistica, lasciando cos che la paura basata sullignoranza dilaghi e che della prevenzione si occupino, in maniera
insufficiente in quanto forzosamente limitata, solo gli esperti. La
gente ha paura dei tossicomani, ha paura della gente malata di
AIDS. Questa paura nasce dallignoranza, dal non sapere in cosa effettivamente consistono questi problemi, come possono essere prevenuti e come poter aiutare queste persone a vivere in condizioni
rispettose della loro dignit umana.
Vista la difficolt dei Governi a risolvere questi problemi e lemergenza sociale e sanitaria che ne consegue, il Movimento Internazionale di Croce Rossa ha scelto di aiutare le persone pi vulnerabili
fra quelle colpite da TD e AIDS. La pratica di eccellenza sviluppata
in questo campo con 36 anni di attivit a Villa Maraini in Roma per
iniziativa del dr. Massimo Barra e sotto legida della CRI divenuta
un modello per tutto il Movimento Internazionale di Croce Rossa,
e a questo esempio di buona pratica le Societ Nazionali interessate possono ispirarsi per intraprendere nuove attivit o potenziare quelle in essere nel loro Paese. 34 SN e rappresentanti della
Federazione di tutto il mondo hanno partecipato a corsi intensivi
a Villa Maraini in un programma che vede la CRI promotore e la
Federazione coordinatore.
Che la Croce Rossa si occupi dei drogati e dellAIDS un ele-

Uno scorcio del giardino dellaVilla

24

Massimo Barra
FondatoreVilla Maraini
Costoro vivono come fossero in una sorta di limbo dove lunica
preoccupazione procurarsi la dose successiva e non si pongono
il problema di avere con s una siringa sporca o non averla affatto
ed usare la prima che capita. Lesperienza di Villa Maraini ha dimostrato che se si avvicinano queste persone accogliendo il loro
dolore senza giudicare, ma fornendo loro il contatto, il sostegno,
le opportunit e gli stimoli per una ripresa, in breve accompagnandole il miracolo pu accadere! Con tempi e modi diversi perch ogni storia differente e ogni persona deve poter fare le sue
scelte, a noi il compito di fornire le pi adatte modalit di assistenza, cura e riabilitazione.

mento che muove le coscienze dei popoli e dei Governi. Queste


persone discriminate dalla Societ vengono finalmente riconosciute
malate e quindi meritevoli di assistenza e di ricevere quello di cui
hanno bisogno per la loro condizione di vulnerabilit, esse non
sono pi solo degne di attenzione in quanto criminali da condannare o malati infettivi da isolare.
I servizi che noi promuoviamo vogliono raggiungere i pi vulnerabili, noi non ci limitiamo ad assistere coloro che vengono a chiedere aiuto al nostro centro, costoro hanno gi maturato il seme del
cambiamento, ma andiamo sulla strada, nei sottopassaggi, nelle stazioni, negli angoli pi nascosti della citt, a raggiungere coloro che
vivono completamente rinchiusi ed isolati nel mondo della droga.
25

PRIMO

PIANO

la diversit che accomuna


di Giuseppe Trieste - Presidente FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche)

La diversit un concetto positivo e negativo assieme, a seconda


del valore che ognuno di noi le attribuisce in determinate situazioni.
La diversit pu generare sentimenti avversi oppure pu diventare
una vera e propria ricchezza attraverso lo scambio ed il confronto
che genera con laltro.
Nel nostro Paese il diverso fa ancora paura. Diverso viene considerato non solo chi appartiene ad unaltra etnia, parla unaltra lingua o professa unaltra religione, ma anche chi ha una disabilit.
Permangono barriere culturali che non permettono di affrontare
con maggiore serenit il problema della diversit e generano cos
pregiudizi e discriminazioni.
necessario pertanto favorire un cambiamento culturale che vede
nella diversit un valore aggiunto, non un ostacolo ma una risorsa.
Larticolo 3 della nostra Costituzione recita:Tutti i cittadini hanno
pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione
di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali e sociali.
Tutti siamo diversi e proprio perci tutti siamo uguali e luguaglianza
implica, quindi, pari dignit e pari opportunit. La diversit unisce
e arricchisce la collettivit; sono le differenze che invece separano

GiuseppeTrieste
Presidente FIABA

e creano disuguaglianze. Tutti siamo unici e perci a tutti, proprio


per la unicit che viene rappresentata, deve essere garantito di vivere la propria vita e lambiente in cui sinteragisce senza problemi,
ostacoli, senza discriminazioni. Ognuno di noi portatore di un
modello individuale che arricchisce e contribuisce a realizzare un
confronto costruttivo ed unappartenenza.
Ecco perch FIABA si propone di abbattere tutte quelle barriere,
da quelle architettoniche a quelle culturali, psicologiche e sensoriali, che precludono la possibilit di godere e di vivere lambiente
in tutte le sue forme e caratteristiche.
Dalla sua costituzione FIABA sta tracciando un percorso che tocca
e si prospetta verso tutti gli ambiti della vita per affermare una
nuova visione di welfare che consideri al primo posto la qualit
della vita per tutti.
Per questo promuove la fruibilit universale e la progettazione di
ambienti totalmente accessibili secondo i principi della Total Quality e dellUniversal Design, che non si limitano solo alleliminazione
delle barriere ma che hanno anche come obiettivo quello di eliminare la discriminazione della progettazione e di fornire una
piena partecipazione sociale a tutti i membri della societ. Di ci
ne beneficeranno non solo le persone con disabilit ma tutta la
popolazione in quanto la disabilit una condizione che pu riguardare tutti noi in qualsiasi momento della nostra vita in modo
temporaneo o permanente. Un ambiente accessibile e fruibile, non
solo da chi ha unesigenza particolare, un ambiente che eleva la
qualit della vita di tutte le persone ed garanzia per laffermazione delle pari opportunit. Se si riducono le possibilit di scelta
anche la qualit della vita si riduce; senza una piena ed effettiva partecipazione ed inclusione allinterno della societ, si ledono i diritti umani, il rispetto per la dignit della persona.

28

TESTIMONIANZE
di Franco Pittau
coordinatore Dossier Statistico Immigrazione Caritas Migrantes

Oltre 20 anni
di impegno
contro le
discriminazioni
Pi di 20 anni di impegno contro le discriminazioni nei confronti degli immigrati: questa la
singolare esperienza che ho potuto fare nellambito del Dossier Statistico Immigrazione
della Caritas e della Migrantes, vedendo man
mano questo rapporto annuale concepito e realizzato in ambito ecclesiale, diventare sempre
pi un sussidio sempre pi utilizzato in ambito
istituzionale e sociale con la creazione di quelle
sinergie assolutamente indispensabili in questo
settore di impegno.

La Caritas (alla quale successivamente si unita la Fondazione Migrantes), pur avendo una funzione prettamente religiosa come organismo della Conferenza Episcopale Italiana, si sentita coinvolta
fin dallinizio nella promozione umana dellimmigrazione in Italia. In
particolare, questi due organismi pastorali hanno ritenuto opportuno favorire lapproccio statistico allimmigrazione come rimedio
al pericolo di un suo inquadramento aprioristico, parziale e controverso, non tanto in occasione delle prime due leggi sullimmigrazione (n. 943 del 1986 e n. 39 del 1990), approvate con una
larga maggioranza parlamentare, quanto negli anni successivi, caratterizzati da una forte contrapposizione tra i diversi schieramenti
politici e i cittadini, come stato riscontrato in occasione delle
successive leggi (n. 40 del 1998 e n. 189 del 2002) e, specialmente, del cosiddetto pacchetto sicurezza(Legge 94/2009).
Lequipe del Dossier Statistico Immigrazione stata costituita ai
tempi della Legge 39/1990, quando era diffuso linteresse al
nuovo fenomeno mentre i dati risultavano scarsamente disponibili
e, per giunta, spesso discordanti. Pubblicare un dossier statistico
sullimmigrazione ha significato fin dallinizio impegnarsi a raccogliere il maggior numero di dati per compendiarli in tabelle e presentarli con una breve introduzione finalizzata a facilitarne la lettura,
distinguendo il compito dei redattori da quello dei promotori Ca29

TESTIMONIANZE

e rester sempre un processo di adattamento delle singole persone, ma ci non toglie che attraverso i dati cos strutturati si possano individuare i contesti nei quali questo processo risulta di per
s pi agevole.
Certamente la statistica non pu essere considerata una via alternativa alle scelte politiche, ma sarebbe sbagliato e fuorviante trascurare la lezione dei numeri. Gli interventi sociali debbono essere
diversamente calibrati a seconda del numero degli immigrati, della
loro ripartizione di genere, della loro et, della loro anzianit di
soggiorno, del vivere o meno in famiglia, dei settori lavorativi di inserimento, dei paesi di provenienza e delle relative culture, delle
religioni professate, della situazione culturale ed economica: tutti
questi aspetti si conoscono attraverso le statistiche.
Spesso si rimane invischiati nelle sigle, negli schieramenti culturali o
religiosi, nelle parole dordine dei partiti, mentre un orizzonte limitato non consente di cogliere la sostanza del fenomeno e di prepararsi al futuro. Il Dossier, con la metodologia improntata alla
riflessione statistica, ha voluto essere un incentivo a consonanze
trasversali. Limmigrazione, pur senza nasconderne i problemi, va
inquadrata al di l delle esperienze personali negative, delle paure

ritas e Migrantes che valutano anche le politiche migratorie e, alloccorrenza, le sottopongono a critica.
La visione dinsieme data non solo dalla ricchezza dei contenuti,
ma anche dallapproccio pluriprofessionale che caratterizza la redazione del Dossier, composta da esperti in vari discipline umane.
Dai singoli dati si arriva alle linee strutturali del fenomeno migratorio, sia a livello di territori che di collettivit. Se si individuano
le linee strutturali, si riesce a cogliere ci che veramente conta nella
comparazione tra i differenti territori e le differenti collettivit. Il
fruitore delle statistiche viene posto in grado di ripercorrere per
suo conto il processo conoscitivo, non solo perch gli si fa leggere
lintroduzione ragionata di chi ha curato il testo, ma anche perch
vengono messe a disposizione le tabelle con i dati indispensabili per
verificare criticamente la metodologia seguita.
Dalla lettura quantitativa si pu passare a quella qualitativa: questo lo sforzo che compiamo, dallinizio del Duemila, insieme al
CNEL che cura gli Indici di inserimento territoriale degli immigrati,
in cui gli indicatori statistici vengono accorpati in indici omogenei
e il diverso posizionamento di regioni e provincia d luogo a punteggi specifici e poi ad un punteggio complessivo. Lintegrazione
30

TESTIMONIANZE

31

TESTIMONIANZE

gomentata nel parlare agli altri che non sono sulle stesse posizioni.
Con calma bisogna far capire che senza gli immigrati non si pu
pensare il futuro dellItalia. Dagli anni 90, ormai, il sistema Italia
non tira pi, ma ci non pu essere addebitato ai nuovi venuti
stranieri, che avranno anche creato qualche problema sociale (assistenza, casa, scuola ecc.) per le esigenze proprie di ogni essere
umano, ma fondamentalmente hanno rappresentato un aiuto fondamentale a livello demografico e occupazionale. Questi aspetti si
possono giustificare con i dati statistici e su di essi bisogna continuare a far perno per ottenere la convinzione della gente. In Italia gli immigrati sono una realt innovativa che pu aiutare per il
cambiamento di cui abbiamo bisogno. I cittadini stranieri, molti dei
quali nati in Italia, sono una risorsa del paese e non una presenza
da combattere. Il razzismo una strategia cieca e, oltre tutto, anche
poco conveniente. Una politica migratoria che non valorizza gli immigrati equivale a un grande spreco, mentre dal punto di vista dei
valori ci scredita a livello internazionale e rinnega il passato di oltre
un secolo di emigrazione, durante il quale abbiamo sollevato allestero le stesse richieste degli attuali immigrati.

collettive e dei capri espiatori, del sentito dire (magari in televisione


da un politico autorevole), dei calcoli elettorali, della paura di
perdere la fede, della sindrome da invasione.
A questo punto viene da chiedersi cosa cambiato a partire dagli
anni 90. Si passati dallindifferenza iniziale, allemergenza e alla
preoccupazione nel corso degli anni 90, e a partire dallinizio del
secolo alla sistematizzazione in positivo o in negativo. Una buona
parte della popolazione ha capito che con limmigrazione si deve
convivere e se ne fatta una ragione, dando anche esempi ammirevoli di lavoro fatto per gli immigrati e con gli immigrati. Unaltra
parte, anchessa molto consistente, ha radicalizzato le paure e ne
ha fatto un programma, le ha per cos dire razionalizzate. Lavversione agli immigrati, anche quando non diventato un programma
partitico, da questi cittadini stato ritenuto frutto di buon senso,
qualcosa di scontato, un principio da far valere da chi ama il proprio paese.
Personalmente ritengo che non ci sia bisogno n di sconti verbali
n di altro tipo e chi ha maggiormente approfondito il tema dellimmigrazione deve avere una pazienza senza fine e molto ben ar32

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IN MEDIA

I TENTACOLI DELLA

DISCRIMINAZIONE
a cura di Ludovico Di Meo - Vicedirettore di RaiUno

IN MEDIA

Vivere nel mondo di oggi e discriminare qualcuno per sesso, religione, colore della pelle o quantaltro, come vivere in Alaska ed
essere contro la neve. Cos diceva William Faulkner, il grande scrittore, poeta e drammaturgo, gi negli anni 50. Allora sembrava
che la guerra contro ogni tipo di discriminazione potesse essere
vinta, e in fretta, ma invece cos non stato, e stiamo ancora a
parlarne nel secondo decennio del terzo millennio, come se il
tempo non fosse mai passato. Sembra incredibile come il progresso
tecnologico vada a quadrupla velocit rispetto al progresso civile
e sociale, come se fosse pi semplice inventare un telefonino che
abbandonare definitivamente atteggiamenti ed idee sinceramente
indifendibili ed anacronistiche. Dunque la discriminazione esiste ancora, e siccome molto diffusa, non fa pi notizia. La discrimina-

zione pi odiosa (semmai fosse possibile una classifica in questo


senso) rimane quella razzista: e in questo caso su giornali e tg viene
ancora - giustamente - segnalata con indignazione. La persona di colore, lo straniero in genere, vittima di una discriminazione guadagna sicuramente uno spazio importante sui media. Le ragioni
sono molte: anzitutto la sensazione di aver a che fare con un rottame del passato, roba che sa di ku-klux-klan, croci incendiate,
schiavismo medievale. Con un presidente americano di colore (e
persino con un campionissimo del golf come Tiger Woods!) difendere qualsiasi idea di razzismo come pensare che sia il sole a girare attorno alla terra e non viceversa. Eppure, lo sappiamo, il
razzismo pi o meno strisciante esiste ancora, non viene espresso
a parole (non sarebbe politically correct!) ma con i fatti e gli at36

IN MEDIA

teggiamenti quotidiani. Si sussurra allorecchio dellamico compiacente, ma mai a voce alta. Stessa storia con altre forme di discriminazione, come il sessismo o lomofobia. Difficilmente troverete
persone che davanti ad una telecamera o al taccuino di un giornalista ammettono di odiare i gay o affermano che una donna, nel
lavoro, considerata una comprimaria.
La nostra societ (quella democratica e opulenta, occidentale intendo) ha formalmente accettato le unioni gay o lesbiche, e solo
qualche formazione estremista ritiene gli omosessuali dei diversi
quasi senza diritti. Questa aria nuova ha permesso molti outing
da parte di omosessuali, quasi sempre persone famose, che con il
loro gesto (non semplice, non facile) sperano di fare da volano,
di convincere quelli che vivono in segreto la loro condizione, a
uscire allo scoperto, e parlarne con la famiglia e gli amici. Ma questo non succede, almeno non succede con una frequenza che pu
indurre a pensare che qualcosa, nella societ, sia cambiato. E allora, nonostante la nostra mente moderna, si sorride e si ammicca
vedendo un gay, e addirittura dal
mondo dorato e machista del cal- Le cronache dei
cio, lo sport nazionale, arrivano
giornali degli
secche smentite alle voci che voanni 50 erano
gliono questo o quel campione
piene di articoli
sul delitto
sospettato di legami omosessuali.
donore,la no(Il presidente iraniano Ahmadinejad
stra
Italia era in
disse alle Nazione Unite: Nel mio
pieno medioevo
paese non esistono omosessuali).

tenzialmente vittime di discriminazione. Si creata una struttura per


le pari opportunit tra i sessi e si introdotta in Parlamento la regola delle cosiddette quote rosa per garantire quote minime di
presenza femminile nelle rappresentanze politiche ed istituzionali. Al
momento la percentuale di parlamentari donna oscilla, tra camera
e senato, fra il 14 e il 17 per cento. Ancora troppo poco?
Sul fronte europeo lanno 2007 stato definito lanno europeo
per le pari opportunit per tutti. Nellarticolo 21 della carta dei
diritti fondamentali dellUnione europea si afferma che vietata
qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso,
la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza
ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap,

Nel mondo del lavoro la loro vita


non sempre facile, anche se qualcuno parla addirittura di lobby
gay per definire centri di potere pi o meno occulti che facendo
leva sul senso di colpa degli altri, impongono scelte ed orientano decisioni. E laltra faccia della medaglia, sinceramente poco
credibile.
Anche la discriminazione verso le donne dura da morire. Le cronache dei giornali degli anni 50 erano piene di articoli sul delitto
donore, la nostra Italia era in pieno medioevo: le donne devono stare a casa a seguire la famiglia, e non in ufficio, le donne
che lavorano tolgono posti alluomo: discorsi del genere li abbiamo sentiti tutti, ancora adesso. In realt in Italia sono stati notevoli gli sforzi fatti negli ultimi decenni per creare quelle che si
definiscono politiche di discriminazione positiva, ovvero creare
i presupposti per avvantaggiare quelle categorie di persone po37

IN MEDIA

l'et o le tendenze sessuali. Nell'ambito d'applicazione del trattato


che istituisce la Comunit europea e del trattato sull'Unione europea vietata qualsiasi discriminazione fondata sulla cittadinanza,
fatte salve le disposizioni particolari contenute nei trattati stessi.
Insomma, le istituzioni nazionali ed europee si impegnano a contrastare ogni discriminazione verso le donne, ma forse quelle pi difficilmente estirpabili si nascondono in casa, in famiglia: ogni tanto
storie di donne vessate e maltrattate trovano la dignit di pubblicazione su giornali o telegiornali, ma la sensazione - sgradevolissima
- quella di avere a che fare con la classica punta delliceberg.
Sessismo, razzismo, xenofobia, omofobia. La piovra chiamata discriminazione ha tentacoli lunghi e spesso invisibili. I media se ne

occupano, quando la storia fa notizia, e forse sempre troppo


poco. Come se non sempre lequazione discriminazione = indignazione funzionasse a dovere. Labitudine al malcostume, alle ingiustizie, al sopruso, condiziona gli animi di tutti e sembra
anestetizzare le coscienze. Fino ad un certo punto: fino a quando,
inaspettatamente, diventiamo noi stessi, magari inaspettatamente,
vittime.
E solo allora, in quellattimo, prima di reagire o dimenticare in fretta,
realizziamo quanto doloroso e violento possa essere giocare nella
serie B della vita.

38

PAGINA

A CURA DI INCE

MEDIA

CON ORGOGLIO
SIAMO PARTE
DI UNA GRANDE
FAMIGLIA

La Croce Rossa Italiana da un anno ha un nuovo partner che si

acquisire la loro caratteristica impermeabilit, devono volare fino

occupa della protezione e del benessere dei Volontari durante la

in Indonesia. L infatti subiscono un trattamento denominato

loro instancabile opera di assistenza. Erbasan, ditta leader nel

EPIC che consiste in un incapsulamento con materiali parti-

settore dellabbigliamento da lavoro, dal 2011 il fornitore uffi-

colari in modo da formare una vera e propria membrana ag-

ciale di divise e capi di vestiario per i Volontari del Soccorso.

giuntiva, cos sangue e liquidi biologici non intaccano i tessuti

Sappiamo benissimo che la parola dordine fra i Volontari

neanche se vengono compressi sulla divisa.

emergenza.

per questo che Sergio Erba, titolare dellazienda, ci riferisce

Si lavora in emergenza, ci si occupa di emergenza, si viene av-

con una nota di orgoglio che, considerando importantissima lin-

visati con il preavviso inesistente che unemergenza impone.

columit e la sicurezza del personale di Croce Rossa, lieto di

Sono proprio queste le situazioni che mettono alla prova anche

poter garantire questa protezione grazie alluso delle divise tec-

Erbasan.

nologicamente avanzate della Erbasan.

Infatti la caratteristica distintiva delle nostre divise la loro emorepellenza sia al contatto che alla pressione, ma questa peculiarit impone una lavorazione lunga e attenta. Per questo
abbiamo sviluppato procedure e tempistiche che ci permettono
di essere pronti ogni volta che il nostro importante partner ne ha
bisogno. Queste divise infatti vengono realizzate in Italia, ma per

www.erbasan.it

39

IMPEGNO CONCRETO
PER LE PARI OPPORTUNIT
di Alessandra Servidori - Consigliera Nazionale di parit - Ministero del lavoro e delle politiche sociali

siddetta legge di stabilit, prevede, tra le altre cose, una serie di


incentivi finalizzati a favorire loccupazione sia giovanile che femminile e la ricollocazione del personale in esubero. Ma anche il
D.Lgs. n. 167/2011 (il cosiddetto Testo Unico dellapprendistato)
sostiene un nuovo incentivo in favore dei lavoratori in mobilit,
quindi anche delle donne, che possono essere assunti con contratto di apprendistato, con possibili vantaggi economici e normativi per i datori di lavoro. Ma occupiamoci dellaspetto femminile.
Il Governo con i suoi provvedimenti sia in materia di riforma del
lavoro che di legge di stabilit sta promuovendo atti necessari che
abbracciano lintera materia, dai regimi di orario ai rapporti di lavoro flessibili, al rafforzamento dei servizi fino alle misure per una
effettiva parit nei trattamenti di genere. In questo contesto stiamo
valorizzando lavviso comune sulla conciliazione lavoro/famiglia sottoscritto nel marzo 2011 dalle parti sociali: una batteria di stru-

Coerentemente come la scelta che mi accompagna nellesercizio


del ruolo affidatomi di consigliera nazionale di parit, mi corre
lobbligo di sottolineare che dalla parte delle donne e del lavoro,
vi sono adempimenti gi previsti nella legislazione vigente, da attuare, che hanno nel Governo una grande attenzione anche nella
predisposizione delle linee del PNR (Piano di riforma nazionale)
quale adempimento annuale e soprattutto che sono stati illustrati,
in parte, dal Ministro Fornero nella sua programmazione in materia
di politiche di pari opportunit nella audizione al Senato e alla Camera il 24 gennaio scorso e che peraltro ritroviamo confermate
nella recente riforma del mercato del lavoro in discussione in Parlamento.
fondamentale attuare quanto detto anche con politiche antidiscriminatorie attive.
Non solo la normativa, contenuta nella Legge n. 183/ 2011, co40

FOCUS

disoccupazione superiore al 20% e che superi di 10 punti quello


maschile.

menti di politica attiva che trovano nellOsservatorio nazionale sulla


contrattazione della Consigliera di parit una ricca raccolta di accordi e nuove prassi in materia di flessibilit e produttivit lavorativa. Per divulgare e implementare strumenti condivisi per rafforzare
la produttivit e la flessibilit sui luoghi di lavoro e sostenere cos
loccupazione femminile, il salario di produttivit con le sue agevolazioni previste sia per le aziende che per le lavoratrici e lavoratori una leva fondamentale per sviluppare politiche di
conciliazione e quindi maggiore flessibilit produttiva.
La Carta delle pari opportunit e uguaglianza sul lavoro che i Ministeri del Lavoro e delle Pari opportunit in collaborazione con
la Rete delle consigliere, Sodalitas e importanti realt associative
come Aidda, Ucid, Impronta Etica e successivamente sottoscritta da
numerose aziende, rappresenta un importante strumento di politiche attive dando ai suoi dieci punti (che coincidono con gli strumenti dellavviso comune) una aggregazione tra le parti sociali che
portano beneficio alle imprese e alle lavoratrici .
Tra gli obiettivi del decreto Salva Italia che peraltro valorizzano
il Piano Italia 2020 per loccupabilit femminile e i provvedimenti
assunti dal precedente Governo, rimane quello di incentivare loccupazione femminile. In sintesi, gli interventi previsti dalla Manovra
per rilanciare il lavoro femminile sono:

Incentivi di natura economica. Tutti i lavoratori assunti con


contratto di inserimento possono essere inquadrati in deminutio
fino a due livelli inferiori a quello previsto in applicazione del Ccnl,
ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni corrispondenti a quelle
al conseguimento delle quali preordinato il progetto di inserimento dei lavoratori. Il sotto inquadramento non trova applicazione per le lavoratrici sopra indicate (lettera e. dellart. 54, comma
1, del D.Lgs. n. 276/ 2003), salvo che non si rinvenga una diversa previsione nella contrattazione nazionale o territoriale.
Incentivi di natura contributiva. Per tutti gli assunti con contratto di inserimento (ad eccezione dei giovani di et compresa tra
i diciotto ed i ventinove anni - art. 54, comma 1, lettera a) viene
riconosciuto un abbattimento della contribuzione a carico del datore di lavoro, pari al 25%: la concessione della contribuzione age-

Sgravi Fiscali. Sono stati introdotti sgravi dellIrap (Imposta regionale sulle attivit produttive) per le imprese che assumeranno
donne (oltre che giovani sotto i 35 anni) a tempo indeterminato.
Queste imprese avranno la possibilit di dedurre 10.600 euro
per ogni nuova lavoratrice di sesso femminile. La cifra sale a
15.200 al Sud. un provvedimento che incide sulla domanda di
lavoro da parte delle imprese.
Irap Incentivo di natura fiscale. Lart. 22, comma 7, della
Legge n. 183/2011 prevede un incentivo di natura fiscale che ogni
Regione potrebbe attuare a partire dal 2012, strettamente correlato alla contrattazione collettiva territoriale od aziendale finalizzata
alla produttivit, alla qualit ed al miglioramento del servizio. Con
lart. 2 del D.L. n. 201/2011 si ulteriormente intervenuti in materia prevedendo agevolazioni fiscali nei confronti di chi assume a
tempo indeterminato personale femminile e giovani al di sotto dei
trentacinque anni di et.
Contratti di apprendistato. I datori di lavoro con pi di 9 dipendenti che assumano da gennaio 2012 a dicembre 2016 manodopera femminile avranno uno sgravio contributivo del 100% per
un periodo di tre anni, del 10% dal terzo anno in avanti.
Contratti di inserimento. riconosciuto un contributo a tutti i
datori di lavoro che favoriscono il lavoro femminile, stipulando
contratti con lavoratrici di qualunque et purch prive di un impiego da almeno sei mesi e che risiedano in territori con tasso di
41

FOCUS

ticipata dal lavoro delle lavoratrici in stato interessante. A partire


dal 1 aprile 2012 saranno la Direzione territoriale del lavoro e la
Asl a disporre linterdizione. Questultima si applicher in tre ipotesi:
a. Per il periodo precedente al parto;
b. Per uno o pi periodi nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano
essere aggravate dallo stato di gravidanza;
c. quando le condizioni di lavoro ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino e la lavoratrice non
possa essere spostata ad altre mansioni.
Molto interessante la parte, in via di definizione, del Ddl del Governo di riforma del mercato del lavoro dedicato alloccupabilit
femminile soprattutto in dimensione proprio antidiscriminatoria.
Infatti nel Capo V, Ulteriori disposizioni in materia di mercato del
lavoro, art. 55. (Tutela della maternit e paternit e contrasto del
fenomeno delle dimissioni in bianco) si prevede:
1. Il comma 4 dellarticolo 55 del Decreto Legislativo 26 marzo
2001, n. 151, sostituito dal seguente:
4. La risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni
di vita del bambino o nei primi tre anni di accoglienza del minore
adottato o in affidamento, o, in caso di adozione internazionale,
nei primi tre anni decorrenti dalle comunicazioni di cui allarticolo
54, comma 9, devono essere convalidate dal servizio ispettivo del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali competente per territorio. A detta convalida sospensivamente condizionata lefficacia della risoluzione del rapporto di lavoro.
Segue comma 2, 3,4,5,6,7,8 omissis.

volata comporta anche la rispondenza ai requisiti del regolamento


Ce n. 2204/2002 sulle persone svantaggiate e per le donne di
qualsiasi et.
Lavoratori e lavoratrici disoccupati o sospesi da almeno
24 mesi. Lart. 8, comma 9, della Legge n. 407/1990 prevede
un abbattimento contributivo per trentasei mesi nel caso in cui i datori di lavoro assumano a tempo indeterminato disoccupati da almeno ventiquattro mesi o lavoratori sospesi e beneficiari di
trattamento integrativo straordinario da un uguale periodo. Lagevolazione appare riconoscibile anche in altre ipotesi: in caso di sospensione del rapporto per astensione dal lavoro a causa della
maternit, cosa che comporta lo spostamento in avanti della fruizione.
Assunzione a tempo indeterminato di lavoratori e lavoratrici in mobilit. Lart. 25, comma 9, della Legge n. 223/1991,
prevede che lassunzione di un lavoratore iscritto nelle liste di mobilit venga incentivata sotto una duplice forma: quella contributiva
e quella economica. Il Ministero del lavoro, con una nota risalente
al 1999, condivisa dallInps, ha ritenuto che in caso di maternit
con relativa sospensione del rapporto, il datore di lavoro abbia diritto ad usufruire dei benefici contributivi, cosa che comporta il
differimento degli stessi per un periodo uguale a quello della sospensione.
Lavoratori e lavoratrici che usufruiscono di trattamento
integrativo in deroga - Assunzione a tempo determinato
per sostituzione di lavoratrice in maternit. Lart. 10,
comma 2, della Legge n. 53/2000, poi confluito nellart. 4 del
D.Lgs. n. 151/2001, ha previsto incentivi di natura contributiva in
favore delle aziende sottodimensionate alle venti unit che assumano con contratto a tempo determinato per sostituire lavoratori
in congedo ex art. 4 del D.Lgs. n. 151/2001.

Art. 56 (Sostegno alla genitorialit)


1. Al fine di sostenere la genitorialit, promuovendo una cultura di
maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli allinterno della
coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro,
in via sperimentale per gli anni 2013 - 2015:
a) il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita
del figlio, ha lobbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di tre
giorni, anche continuativi, .omissis. Segue b, art 2 a,b, art3 omissis.
In buona sostanza queste sono le principali novit introdotte in
materia di sostegno alloccupabilit femminile, vero che alle parti
sociali e alle consigliere di parit spetta in collaborazione con gli
enti locali e le parti sociali limpegnativo compito di far conoscere
e applicare in un vero meccanismo di mainstreaming interistituzionale di genere, ovvero gestione della conoscenza in quanto elementi strategici che fanno parte del processo di miglioramento ed
innovazione e di governance del mercato del lavoro femminile.

Fondo per il finanziamento. La Legge n. 214 del 22 dicembre


2011 - art 24 comma 26 ha istituito presso il ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali il Fondo per il finanziamento di interventi a favore dellincremento in termini quantitativi e qualitativi
delloccupazione giovanile e delle donne. Il finanziamento sar effettuato in diverse tranches, distribuite nellarco temporale 20122015. Questanno saranno apportati 200 milioni di Euro di risorse,
mentre per ognuno degli anni 2013 e 2014 la somma sar di 300
milioni di Euro. Per lanno 2015 lammontare sar pari a 240 milioni di Euro. Con decreti del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
sono definiti i criteri e le modalit istitutive del predetto Fondo.
Astensione anticipata dal lavoro per lavoratrici in stato interessante. Si semplifica la procedura per avviare lastensione an43

AL SERVIZIO
DEI RAGAZZI
DISABILI,
UNA STRUTTURA
CHE INSEGNA
LAUTONOMIA
di Paola Longobardi

Ciao, io sono Marco, del Centro Archimede di Croce Rossa.


cos che ci accoglie uno dei ragazzi ospitati nel centro diurno di via
Ramazzini, a Roma. Nato nel febbraio del 1991 con la denominazione di Laboratori Arti e Mestieri, inizialmente la struttura era un
servizio interno al Centro Educativo Motorio (CEM), quale risposta operativa alla richiesta di inserimento di giovani e adulti disabili. Rispondere alla carenza di servizi per quei ragazzi che dopo la
scuola dellobbligo non potevano percorrere la strada dellinserimento lavorativo, con gravi rischi di regressione e isolamento, il
motivo della nascita di questa importante struttura di Croce Rossa.
Dopo una prima collocazione a Palazzo Mario Riva, sede del CEM
a Villa Maraini, il Centro sposta la propria residenza al primo piano
della cosiddetta Casa nel Bosco, sempre allinterno della Villa.
Inaugurati i nuovi locali, la struttura si inserisce nel pi ampio servizio a favore dei diversamente abili svolto dalla Croce Rossa di
Roma. I lavori di ristrutturazione del villino, che ospita il Centro
diurno, hanno consentito di raddoppiare la capacit ricettiva e di
rendere maggiormente accoglienti gli ambienti utilizzati dagli utenti
che potranno rimanervi per alcuni periodi. Il lavoro, svolto da personale altamente qualificato, tende attraverso linserimento in attivit programmate, al mantenimento delle attitudini dei ragazzi e
allo sviluppo delle loro capacit al fine di rafforzarne lautosufficienza.
La struttura, inaugurata nel 2006 dallallora Sindaco di Roma Walter Veltroni e dal Presidente nazionale della Croce Rossa, Massimo
Barra, oggi non solo formativa ma anche riabilitativa, e al centro

Ufficio Comunicazione CRI

di ogni azione viene posta esclusivamente la persona. Qui i ragazzi


imparano ad essere autonomi e allo stesso tempo a svolgere lavori.
44

FOCUS

Ufficio Comunicazione CRI


45

FOCUS

COUNTDOWN

Gioielli, oggetti in ceramica, sculture in legno e disegni, sono solo

di grande successo che permette integrazione e socializzazione, pa-

alcuni degli prodotti creati dagli ospiti, che seguiti costantemente

role chiave che la coordinatrice del Centro intende specificare pi

dallequipe di educatori, svolgono durante larco della giornata le

volte. E queste attivit di interazione con lesterno, sono uno stru-

iniziative per cui sono assegnati quotidianamente. Attivit ludico ri-

mento molto utile per concretizzare linserimento sociale. Attual-

creative e laboratori di arti e mestieri che impegnano i ragazzi di-

mente, la necessit della struttura quella di disporre anche dei

verse ore della giornata. Tra questi, anche il giardinaggio e la

locali ai piani superiori della palazzina, per avviare il servizio di re-

manutenzione del verde, esperienza che si estende fino allinse-

sidenza temporanea. Questo servizio ha spiegato Antonella Ticca,

gnamento. Infatti, in collaborazione con le scuole del territorio, gli

responsabile del Centro Archimede la fisiologica evoluzione del

ospiti del Centro Archimede, insegnano agli studenti ci che im-

percorso che i nostri ospiti compiono, ovvero la possibilit di vivere

parano loro stessi attraverso i laboratori di giardinaggio. Iniziativa

in modo autonomo, organizzato e sociale, brevi periodi di tempo


46

FOCUS

COUNTDOWN

Ufficio Comunicazione CRI

lontano dalle loro famiglie, sviluppando quindi processi di eman-

consentir di proiettare gli educatori e i formatori verso uno sce-

cipazione e distacco da queste. Tutto ci ora sar finalmente rea-

nario di ampliamento dei servizi portando a completamento il ven-

lizzabile. I ragazzi si sono fatti parte attiva di questa azione

taglio di interventi che il Centro stesso potrebbe ancora offrire ai

allestendo, nei luoghi da loro desiderati, una mostra aperta al pub-

propri utenti, in particolare sar possibile dare una risposta con-

blico di opere che rappresentassero in modo tangibile come avreb-

creta ai genitori di questi ragazzi che ogni giorno si domandano che

bero voluto che fossero trasformati ed utilizzati i locali. Ad oggi

cosa succeder quando non potranno pi occuparsi dei loro figli.

questi ambienti non possono per ancora essere usati, ma una volta

E lobiettivo ultimo proprio questo, superare al pi presto le

realizzato anche questo passaggio, sar possibile e auspicabile of-

barriere burocratiche per arrivare allapertura di una Casa Famiglia

frire allutenza maggiori garanzie di ospitalit, nonch di sollecita-

che porti allautonomia e allemancipazione di tutti gli ospiti del

zioni ed esperienze che ne arricchiscano il percorso. Ma soprattutto

Centro Archimede.
47

SCRIVE

PER

NOI

di Marcello Villari - Caporedattore Servizi Esteri TG5

Quando la
discriminazione
colpisce i
profughi
Ero a Mosca quel 25 dicembre del 1991 quando accadde un
evento fino a pochi mesi prima inimmaginabile, la dissoluzione dellUnione Sovietica, un avvenimento epocale che ha concluso in
modo del tutto inaspettato il Novecento. Nessuno in quel momento
poteva pensare allo sconvolgimento che avrebbe provocato nella
vita di milioni di persone che fino a quel momento avevano vissuto
in uno spazio comune dove convivevano pi di 170 nazionalit diverse. Molti cittadini sovietici, si ritrovarono dalla sera alla mattina,
dopo che le ex 15 repubbliche che formavano lURSS erano diventate stati indipendenti, a essere stranieri in quella che era stata
la loro patria, perch i russi che abitavano nei paesi baltici o nellAsia centrale, i georgiani che abitavano in Armenia, gli azeri che
vivevano in Kazakhstan e cos via persero in quel momento il diritto
allo stipendio erano in gran parte dipendenti pubblici o militari
alla pensione, alla casa. Sul passaporto di ogni sovietico cera
scritta la nazionalit, e cos un dato che voleva dimostrare la convivenza di paesi ed etnie diverse in ununica nazione divenne un
motivo di discriminazione e di emarginazione. Chi aveva qualche aggancio se ne torn nel paese di origine, dove forse non aveva mai
abitato: milioni precipitarono in miseria, discriminati e spesso, come
accade ai russi in Lettonia o Estonia privati pure del diritto di voto.
Una tragedia poco conosciuta di cui sono stato, in quegli anni, diretto testimone, perch coinvolse anche gente che avevo conosciuto. Di l a poco altri milioni di persone e in modo molto pi
cruento si sarebbero trovati nelle stesse condizioni nella ex Jugoslavia.
La condizione di profugo per ragioni politiche, economiche,
guerre o fame non importa il primo passo verso la discriminazione, il razzismo, il rifiuto da parte di chi si sente invaso dagli
49

SCRIVE

PER

NOI

altri soprattutto quando ci si trova di fronte a fenomeni di massa

rette in Siria appunto, oppure, via nave, a Cipro e in Grecia. Pro-

o a cambiamenti radicali nella struttura statale anche dove non

fughi di guerramaIn quei giorni di bombardamenti coloro che

c in origine un razzismo diffuso. Ero in Somalia nel 1993 allepoca

avevano potuto lasciare il paese, in particolare verso lEuropa,

delloperazione umanitaria Restore Hope, alla quale partecip

erano generalmente famiglie benestanti o del ceto medio o co-

anche lItalia. Intorno a Mogadiscio, in campi improvvisati maleo-

munque non gente particolarmente disagiata. I media libanesi io

doranti e dalle condizioni igieniche spaventose si ammassavano cen-

ero a Beirut raccontavano dellottima accoglienza ricevuta a Cipro

tinaia di migliaia di essere umani arrivati dallinterno per sfuggire alla

e della disponibilit di proprietari di barche, yacht e altri mezzi na-

siccit e alla fame. Respinti anche dagli abitanti della citt (tutto

vali ad accompagnare i profughi alla destinazione prescelta. Unal-

relativo!) che si vedevano assediati da folle di affamati. Loperazione

tra storia appunto che suggerisce una considerazione pi generale:

umanitaria, come noto, fall e la situazione del Corno dAfrica

razzismo, discriminazione, odio interetnico hanno certamente radici

tuttora drammatica. da questa parte del continente che arriva in

culturali e storiche antiche, ma la grave crisi economica internazio-

Europa uno dei filoni dellimmigrazione clandestina. Nel 2009 li ho

nale e il conseguente peggioramento dei livelli di reddito e occu-

rivisti a Malta, primo fronte di sbarco dei barconi di disperati che

pazione anche nei paesi pi ricchi rischiano di riproporre nelle

partivano dalla Libia. Ero andato nei giorni delle polemiche con

varie aree del mondo, Europa compresa, fantasmi daltri tempi e

lItalia sulla sorte del mercantile turco con 144 migranti a bordo che

fenomeni nuovi che gettano una luce sinistra sul nostro immediato

vagavano senza cibo ne acqua nel Mediterraneo, dopo il rifiuto di

futuro.

Malta di accoglierli nonostante la nave fosse in acque di competenza


maltese. Alla fine li accolse il nostro paese. Nellisola, intorno alla
Valletta, cerano due grandi campi, una vecchia caserma abbandonata dagli inglesi e una tendopoli, stile lager, guardati a vista da militari armati. Il ministro degli esteri, Tonio Borg, mi disse
chiaramente: siamo una piccola isola, ne abbiamo migliaia, si sta
creando una situazione sociale ingestibile, prendeteveli voi che siete
pi grandi e pi ricchi. Dalla tragedia della fame al dramma dellemarginazioneallo stesso modo del resto accade e continua a
succedere in Italia. Il benestante, la persona affermata, luomo daffari, qualunque sia il colore della pelle, difficilmente provoca sentimenti di razzismo, il povero, lemarginato s: di fronte allesercito
di dannati che preme ai confini, che invade la tua citt o il tuo
borgo, la differenza razziale, spesso abilmente sfruttata dalla politica o da imprenditori senza scrupoli, diventa discriminazione e
causa di ogni male, dalla disoccupazione alla criminalit.
Ma la storia pu essere anche diversa. Nel luglio del 2006 ero a
Beirut, devastata dai durissimi bombardamenti israeliani, durante la
guerra fra il Libano e lo stato ebraico. Mentre cercavo di entrare
in citt arrivando dalla valle della Bekaa ero entrato in Libano
attraverso il confine con la Siria avevo incontrato colonne interminabili di automobili che procedevano in senso inverso, lasciavano la citt: si disse in quei giorni che quasi 100 mila persone
avevano abbandonato Beirut e altre localit del sud del paese, di51

52

STORIE

DI

VOLONTARI

di Eloisa Miranda

Insegnando
si riceve pi
di quanto si d
No matter how short a man is, he can still see the sky
La sveglia, una canzone dei Beatles, suona alle 7.15. la canzone
che mi ha svegliata ogni mattina degli ultimi mesi passati a scrivere
la tesi. Sembra diversa adesso, mentre apro gli occhi in questa
stanza del Centro di Accoglienza Migranti di Mineo, ma probabilmente sono io che sono cambiata, senza accorgermene n volerlo.
Solo ora, a distanza di mesi, me ne rendo conto.
La maggior parte delle emozioni provate da me e da alcune persone che ho avuto al mio fianco sono indescrivibili, nella loro complessit, in quel binomio ossimorico di asprezza e dolcezza che le
ha caratterizzate ogni giorno. Non sempre possibile trovare le
parole per spiegare ci che si prova, a volte dovremmo accontentarci di assaporarne il ricordo. Ma in questo caso bisogna fare
uno sforzo, soprattutto per coloro che non c'erano.
Una volta assegnata all'info-point, l'ufficio di interpreti e mediatori,
ho accettato con entusiasmo la proposta di occuparmi del corso
di lingua italiana per gli ospiti adulti, ma le preoccupazioni non
hanno tardato a sorgere. Non avevo esperienza come insegnante:
cosa e come avrei dovuto insegnare? Sarei riuscita a farmi rispettare da una classe di adulti? Quanti sarebbero stati? E se dopo due
lezioni ci fosse stato il deserto? Se avessi ceduto alla paura di non
riuscire ad affrontare una classe composta da persone con una diversa base di partenza a seconda della lingua di riferimento e del
livello di istruzione, non tutte davvero interessate e praticamente
tutte sprovviste di materiale per scrivere, il corso si sarebbe concluso al secondo giorno.
Ma non stato cos, grazie alla tenacia dei miei studenti, che per
settimane hanno usato i fogli volanti che mi procacciavo dagli operatori della logistica (maestra! vorrei u-un foglia, per favore!),
orientandosi tra il crescente numero di cartelloni appesi alle pareti
con il nastro adesivo, che mi hanno ascoltata con attenzione religiosa e non si sono scoraggiati di fronte a niente. I risultati sono
stati sorprendenti e, per me, le ore di scuola erano diventate fon53

STORIE

DI

VOLONTARI

damentali per affrontare anche il resto, per mantenere il sangue


freddo, essere pi paziente e riflessiva e vedere le problematiche
del campo, da quelle minime a quelle pi gravi, in una prospettiva
pi obiettiva.
La grammatica, le storie che inventavo come esempi, i consigli che
cercavo di dare quando mi chiedevano come comportarsi in Italia
una volta usciti dal campo, i tentativi di metterli in guardia sullo
stato dell'economia, del mercato del lavoro, delle politiche sull'immigrazione, nutrendo la mia loquacit con il loro bisogno di sapere: sentivo che tutto ci che dicevo mi tornava indietro e mi
costringeva a riflettere. I loro occhi, la loro attenzione, mi comunicavano qualcosa, da interpretare e da cui imparare. Come mi
comporterei se fossi nella loro situazione? Avrei la forza di affrontare la diversit, le novit, l'ostilit di tanta gente? Di dimostrare che
persona sono, di cosa sono capace, che posso essere utile al Paese,
anche se non quello in cui sono nata e cresciuta? Riuscirei a mantenermi integra, fedele a me stessa, senza vendermi o cercare scappatoie, combattendo per farmi riconoscere come persona cui
spettano non solo doveri, ma anche diritti?.

Durante quella lunga e afosa estate siciliana, scandita dagli sbarchi


e dalle notizie sull'andamento della guerra in Libia, che stampavamo da internet in inglese, francese e arabo e appendevamo alla
porta a vetri dell'info-point in modo che tutti potessero leggerle
e commentarle, i pomeriggi passati in classe hanno lasciato un segno
indelebile. Lo hanno lasciato sui ragazzi, che hanno imparato a parlare e a scrivere in italiano, ma lo hanno lasciato anche su di me.
Mi hanno insegnato che anche se la vita pu essere crudele, sottoporci alle prove pi dure, costringerci a lasciare la nostra terra
e la nostra famiglia, ad attraversare il deserto su camion stracolmi,
il mare su barconi arrugginiti, mezzo continente asiatico nel bagagliaio di una macchina per cominciare da zero, non bisogna mai
perdere la speranza, la fiducia in noi stessi e la determinazione di
cambiare ci che si pu cambiare.
La vita bella, semplice e molto meno pesante quando qualcuno
riesce la prendre con filosofia. Le personni si conoscono un giorno,
un'altro inelutabilmente devono continuare la loro strada e seguire
il loro destino. (Ahmed)
La vita una scelta, sia felice nella scelta della tua vita. E la vita

54

STORIE

DI

VOLONTARI

Grazie ai loro racconti ho viaggiato per i paesi dell'Africa e dal Pakistan attraverso l'Asia, li ho visti tramite i loro occhi, ne ho percepito l'amore, la nostalgia e la rabbia di fronte a problemi
decennali che impediscono a milioni di persone di vivere serenamente nei luoghi che vorrebbero chiamare casa. Ho imparato ad
amare quelle terre, le loro contraddizioni, la loro asprezza e la loro
poesia e ho capito che l che voglio che mi porti la mia strada.
La vita nel villaggio molto bene. Pakistan paradiso. Se volete
andare Pakistan allora dovete partire subbito, non in ritardo.
(Amjad)
L'Eritrea ha fatto il divincolarsi lungho e forte con l'Ethiope della
sua libert. Poi ha vinto sull'Ethiope e ha ottenuto la sua libert nel
1990 dopo trenta anni la guerra lungha. (Daniel)
In foreste ci vivono elephante, garafia, gazzale e diverse tipi di
animale. La sua citta somiglia a Roma e questo perche Mossoline
built. (Abdelfetah)
Abidjan il suo capitale economica, no ha niente a invidiare altre
citta del monde, con il suoi miniatura gratte cielo. Da l'impressione
di essere da qualche parte in America o europa. (Ahmed)

molto corta, bisogna vivere. Sia felice nella pazienza e nel coraggio. (Alfayo)
Ho imparato ad apprezzare quello che ho, a dare valore anche a
ci che pu sembrare insignificante. Ho capito che possiamo essere
privati di tutto tranne che della nostra dignit. E sono la dignit, il
buon umore, la tenacia di persone a cui il destino ha, per ora,
tolto quasi tutto, che mi hanno insegnato che a ogni fine corrisponde un inizio e che in noi stessi che bisogna trovare la forza
di ricominciare, di continuare a sorridere.
Maestra the expression 'mamma mia!' what should a man use,
pap mio? (Atta)
Il governo e l'individuo hanno molti i soldi ma il governo non
buono. Abbiamo molti belle ragazze, non queste vecchie e brutte
ragazze qui lei rida (IK)
Poi la polizia ha presso me nell'ufficio e ha scritto la mia storia ha
preso una foto di me e firmo con le miei deci dita sulla macchina.
Poi un'uomo chi lavora nella croce rossa ha dato me una casa. La
casa ha due letto con le coperte e lenzuola anche una finestra e
una porta. (Daniel)
55

STORIE

DI

VOLONTARI

di Marusca Micchi

Nulla
accade per
caso
Tutto cominci per caso, una di quelle domeniche indaffarate, c'era da riorganizzare la
sede e gran parte del lavoro era ancora da
fare. Eravamo un gruppo, i soliti amici e tra
una chiacchiera e l'altra si tirava avanti nel
tentativo di fare un po' d'ordine. Poi, nell'angolo pi nascosto ecco uno scatolone con
tanti fogli arrotolati.

Chiss che contiene, mi dico. D'istinto allungo la mano e prendo


quello pi grande, quello arrotolato con cura, incuriosita. uno di
quei cartelli in polietilene, di quelli che si mettono esposti fuori, che
non si logorano con il tempo, una pubblicit di un evento organizzato dalla CRI. Mi si illumina il volto, guardo Alice cercando complicit, detto e fatto. Ci faremo due cartelli da esporre al cancello.
Voglio che si veda sempre, voglio che chi passa sappia che qui ci
siamo noi, che qui c' la Croce Rossa!. D'altronde la nostra sede
non visibile, bisogna affacciarsi all'entrata del piccolo parcheggio
e scorgere i mezzi parcheggiati, per capire che siamo l. Lo pulisco
e lo appendo da sola. Bene, a distanza di tanti mesi, non avrei immaginato che tutta quella mia caparbiet nel voler mostrare l'emblema, un giorno mi avrebbe regalato una delle emozioni pi belle
della vita. Passano i mesi, infatti, tra mille impegni e difficolt, tanti
cambiamenti, forse troppi, forse troppa dedizione e alla fine sono
quasi vicina a mollare tutto. Non sono pi in grado di aiutare nessuno, sto vedendo tutto nel modo sbagliato, troppo polemica,
troppo pessimista e probabilmente sto perdendo quei principi che
tanto avevano dato unimpronta alla mia vita. C' da fare questo,
quello e quell'altro e cos mi ritrovo pi impegnata, pi coinvolta,
pi incasinata. S perch non c' solo la CRI nella vita di un volontario, c' anche tutto il resto, tutti i problemi della vita quotidiana,
tanti, troppi da gestire tutti assieme. In fondo per la vita va avanti,
deve andare avanti se pur tra mille difficolt, cos insisto, porto
avanti il mio compito di Collaboratore Tecnico di Gruppo alla Formazione, ogni tanto studio per l'esame di Istruttore PSTI, ma principalmente continuo a fare i turni, a dare una mano a chi, per
quanto nelle mie possibilit, ne ha bisogno. Non ho cambiato idea,

57

STORIE

sono sempre convinta che dopo gli imminenti impegni dovr dare
uno stop, soprattutto per me stessa, perch ho bisogno di rimettere assieme le idee, di ricominciare da qualche parte con o
senza la Croce Rossa.
Poi succede che il destino decide che il momento di metterti
alla prova. Non basta avere dubbi, non basta perdere l'affetto di
una persona cara, non basta perdere il lavoro, non sufficiente rimanere semplicemente soli, no, il destino decide di darti una spinta,
o cadi o vai avanti.
Ed cos che qualche domenica fa, dopo un tranquillo turno pomeridiano passato tra amici, arrivano le diciannove. ora di tornare a Pistoia. Ero ancora in fila nel traffico quando arriva
l'ennesimo sms del capo che chiedeva se ero libera la sera stessa
perch c'era da preparare il nuovo corso, i ripassi, i documenti. La
caparbiet del capo di solito ha la meglio e tanto in sede dovevo
passare ugualmente. In sede ero sul pianerottolo della scala per fumare una sigaretta, stavo guardandomi attorno, senza pensare a
niente, osservando semplicemente i riflessi delle auto illuminate dal
faro che sta sopra alla porta. Vedo la sagoma di un uomo alto e
distinto che si avvicina con passo indeciso. Rimane perplesso nel
vedermi fuori, probabilmente stava pensando a cosa dire. Scusami, mi dice coprendosi la bocca, tira fuori un foglio di carta
con dentro dei biscotti, Scusami stavo mangiando un biscotto.
Mi colpisce il gesto, l'educazione nel non voler parlare mentre mangia e nel porre la sua mano davanti alla bocca. Buonasera, continua salendo le scale. un fiume di parole quelle che escono dalla
bocca di quest'uomo, parole scandite in un pressoch perfetto italiano che denota che si trova in Italia ormai da diverso tempo.
Sono frastornata e sinceramente non capisco cosa vuole. Il responsabile prova a chiedergli Di cosa hai bisogno, cosa stai cercando?. L'uomo si ferma, ci guarda entrambi e dice: Avevo solo
bisogno di parlare con qualcuno che mi guardasse negli occhi, che
mi facesse capire che c' ancora una speranza, che sono un uomo
e devo andare avanti.
Ho smesso di respirare in quel momento, mi sono bloccata. Quanta
dignit in quell'uomo, quanto vivere c'era in lui. Aveva solo bisogno di parlare con qualcuno, aveva bisogno di essere semplicemente considerato un uomo. Ci racconta la sua storia, di uomo
in regola, di persona di sani principi che semplicemente non pu
tornare al proprio paese. Gli avevano preso tutto. Gli era rimasta
solo la dignit di uomo di 46 anni, di padre di famiglia, di lavoratore. Ci racconta che stava camminando, preso dalla disperazione
per non avere una soluzione che lo facesse tornare a casa, parla
di depressione, di rabbia, di dolore. Camminavo lungo la strada
venendo dalla stazione, non ho incontrato nessuno. A quest'ora

DI

VOLONTARI

non c' mai nessuno per la strada, non sapevo dove andare, ero
senza meta, fino a quando non ho visto quel cartello e le vostre
macchine. Mi son detto che qui doveva esserci qualcuno.
Gi, quel cartello di qualche mese prima, quell'emblema per indicare che noi eravamo l e quel qualcuno che doveva essere l in
quel momento. Abbiamo fatto poco per Basil, gli abbiamo dato
tutto ci che potevamo, per prendere quel treno che per lui era
la salvezza, qualcosa da mangiare e dell'acqua.
Mi difficile esprimere le esatte parole che ha usato per ringraziarci, erano confuse, emozionate ma soprattutto sincere. Prima di
salutarlo gli ho dato un abbraccio ed ho visto i suoi occhi riempirsi
di lacrime, gli ho detto che avremmo aspettato sue notizie e su un
foglietto gli abbiamo scritto i nostri nomi e l'indirizzo. Grazie. Dir
ai miei figli cosa avete fatto per me questa sera, che eravate qui invece di essere nelle vostre case, o fuori a divertirvi con le vostre
famiglie ed amici. Insegner loro cosa significa il gesto che ho ricevuto stasera, io ero finito, disperato e non sapete quanto mi
avete dato, quanta forza mi avete fatto ritrovare questa sera. Guardando l'emblema sulla mia divisa ha detto: Grazie. Io ed il capo
rimaniamo in silenzio, ho le lacrime agli occhi e nella testa cominciano a rimbalzarmi tutti i pensieri, uno dopo l'altro, senza freno,
un susseguirsi ordinato di eventi e di situazioni. Perch avevo voluto quel cartello, perch avevo tanto insistito per metterlo, perch quella fila nel traffico che mi ha fatto ritardare, perch
l'insistenza del capo nel dover preparare il corso proprio quella
sera, perch non avevo avuto il solito invito a cena, perch dovevo
o meglio dovevamo essere in sede proprio quella sera, quando di
solito chiusa, perch proprio ora che stavo per mollare la CRI?
Troppe coincidenze, troppe cose che non dovevano essere ed invece erano e tutte semplicemente perch Basil doveva passare di
l, e doveva regalare a me e Claudio la pi grande emozione e la
pi grande gioia che un volontario possa ricevere dopo tanto,
tanto impegno in questa unica, grande Associazione chiamata
Croce Rossa. Basil ci ha fatto il pi bel regalo, ci ha insegnato
che spesso basta veramente poco per aiutare qualcuno, ci ha insegnato che prima o poi la nostra caparbiet, il nostro impegno, i
nostri sacrifici, nel momento pi inaspettato verranno ricompensati, con un semplice sorriso, con occhi pieni di lacrime e con un
grazie pronunciato a bassa voce. Tutto questo vale molto di pi
di tante onorificenze, di tanti discorsi, di qualsiasi ricompensa economica. Basil, non scorder mai ci che ha fatto per me con la sua
stretta cos forte e con i suoi occhi. Spero, se mai un giorno
potr insegnare, di poter trasmettere ci che egli mi ha veramente
insegnato, ad essere un volontario.
59

STORIE

DI

VOLONTARI

UNA VOLONTARIA

ITALIANA IN SIRIA
di Silvia Elzi

Quando si inizia a fare volontariato si possono avere varie aspettative ma forse


pochi pensano di incontrare il proprio destino. Se entri a far parte di unorganizzazione internazionale, di un mondo ampio
e variegato come quello di Croce Rossa in
breve tempo la tua vita puo cambiare
completamente: puoi trovarti a parlare
unaltra lingua, conoscere una cultura di-

versa in un paese nuovo e sentirti comunque a casa. Questa la mia storia. Dalla
Croce Rossa Italiana alla Mezzaluna Rossa
Siriana, la mia avventura nel volontariato
mi ha condotta attraverso due paesi, due
societ e due culture molto diverse ma animate dalla stessa passione per lUmanit,
passando per Solferino dove ho conosciuto
mio marito Ibrahim Malla.
60

STORIE

DI

VOLONTARI

Ibrahim Malla

lontari da tutto il mondo si riuniscono per celebrare unidea che


ogni anno ringiovanisce anzich invecchiare.
Nel 2009, per il 150esimo anniversario dellIdea di Croce Rossa,
il mio comitato ha realizzato un gemellaggio con la Siria. Io sono
laureata in lingue e ho studiato brevemente anche la lingua araba,
quindi mi sono occupata con entusiasmo di questo progetto, senza
sapere che per me questo evento era anche un appuntamento con
il destino perch stavo per conoscere mio marito.
Qualche giorno prima della Fiaccolata, con altri volontari del co-

Sono volontaria del soccorso dal 2004 e istruttrice di Diritto Internazionale Umanitario, ho fatto per diversi anni servizio sullambulanza nel gruppo di Gorla Minore - Comitato di Busto Arsizio
(VA), una delle piccole e meravigliose cellule che costituiscono la
base del nostro Movimento. Mi capitato spesso di pensare a
quanti di questi gruppi ci sono nel mondo, tutti uniti da uno scopo
e da ideali comuni. Una delle esperienze pi belle per un volontario di Croce Rossa partecipare alla Fiaccolata di Solferino: l si
respira davvero linternazionalit della nostra organizzazione: vo61

STORIE

DI

VOLONTARI

mitato e una bandiera con lemblema, sono andata allaeroporto


ad accogliere la delegazione siriana: posso quindi dire che io e
Ibrahim ci siamo incontrati letteralmente sotto la bandiera di Croce
Rossa.
Ibrahim collabora con la Federazione Internazionale di Croce Rossa
e Mezzaluna Rossa in Medioriente e Nord Africa come istruttore di
comunicazione e fotografia ed il fotografo ufficiale della Mezzaluna Rossa Araba Siriana. A Solferino ha allestito una mostra fotografica sulle attivit della Mezzaluna Rossa in Siria, in questo
contesto abbiamo collaborato e abbiamo avuto modo di confrontarci su diversi temi e nonostante la diversit culturale e religiosa
ho trovato in lui gli stessi principi e lo stesso spirito che mi anima.
Damasco non proprio dietro langolo, e credo che la distanza
abbia svolto un ruolo fondamentale nella nostra storia, perch ci
ha spinti a valutare limportanza che avevamo luno per laltra e
quindi a compiere dopo pochi mesi un passo importante per entrambi: abbiamo deciso di sposarci.
Allinizio avevamo tanti interrogativi e ci chiedevamo come sarebbe
stato il futuro ma ci siamo promessi di affrontarlo insieme. Adesso
quando qualcuno ci chiede se abbiamo problemi dovuti alla religione o alla cultura diversa ci viene da sorridere, perch rispetto

alle difficolt pratiche che normalmente si incontrano nella vita,


forse la religione e la cultura sono le pi semplici da affrontare: se
ci sono amore e rispetto, la diversit non un ostacolo, anzi un
punto di interesse, di dialogo e quindi di incontro.
Trasferirmi in Siria non stato facile: ho lasciato la mia famiglia, gli
amici, il lavoro, ma non il volontariato. Sono cambiate le persone
e le attivit, ma la stessa passione che ho conosciuto in Italia lho
ritrovata qui nella Mezzaluna Rossa Siriana.
Allinizio la barriera linguistica era un ostacolo importante perci seguivo Ibrahim sui servizi e facevo attivit con i bambini perch con
loro non servono molte parole. Poi il mio arabo migliorato e mi
sono integrata nel gruppo dei soccorritori fino a diventare istruttrice di primo soccorso con un corso tenuto dalla Croce Rossa Libanese.
Le tecniche di primo soccorso hanno delle differenze dovute al
contesto, sono diversi i materiali e a volte le procedure: ricordo che
una delle cose che pi mi ha stupito che in Italia nei trasporti con
la barella posizioniamo il paziente in modo che veda dove ci stiamo
dirigendo perch questo lo possa tranquillizzare, in Siria invece
al contrario: il paziente non vede dove andiamo perch non si spaventi.

Ibrahim Malla
62

STORIE

DI

VOLONTARI

Ibrahim Malla

i contatti con altre societ nazionali e inviando loro materiale fotografico per diffondere e sostenere le attivit in Siria.
Oggi le foto di Ibrahim sono pubblicate sul sito della Croce Rossa
Italiana e di altre societ nazionali di tutto il mondo che ci hanno
contattato per ringraziarci e per dirci quanto le immagini rendano
pi efficaci le campagne di raccolta fondi per la Siria, questo ci
rende molto orgogliosi.
Ogni giorno riceviamo messaggi di sostegno che diffondiamo in
facebook e tra i volontari siriani perch sentano la vicinanza e il
senso di fratellanza che persone da tutto il mondo condividono
con noi e perch continuino la loro attivit con orgoglio: il coraggio con cui i volontari stanno affrontando la difficile situazione, il
desiderio di contribuire, con neutralit e indipendenza, a migliorare
le condizioni e la dignit delle persone sono degni di ogni lode e
sono gli stessi che oltre 150 anni fa mossero Henry Dunant.

Inizialmente queste differenze mi hanno sorpresa e mi hanno tolto


la sicurezza dei nostri protocolli, la sensazione di conoscere, nella
maggior parte dei casi, il modo migliore per aiutare chi ha bisogno.
Poi ho capito che non c un modo solo ma tanti modi, che pratiche diverse possono raggiungere il miglior risultato, e anche che
c sempre un modo per contribuire a mantenere alto il valore dellUmanit.
Dallinizio della crisi in Siria, in quanto straniera, non ho pi potuto
fare servizio sullambulanza, n seguire Ibrahim nelle missioni con il
Comitato Internazionale (CICR) per la consegna di aiuti umanitari
nelle citt pi colpite come Homs e Idlib. Ma ho avuto la possibilit di vedere, tramite le foto di mio marito, la straordinaria attivit che il Comitato Internazionale, la Federazione e la Mezzaluna
Rossa Araba Siriana stanno compiendo in questo momento storico
per il paese, e ho trovato il mio modo di contribuire mantenendo
63

CRI

IN

PALESTINA

CAPOEIRA A HEBRON
di Gian Marco Onorato
Delegato CRI in Medio Oriente e Nord Africa (MENA)

Poco tempo fa accompagnavo una delegazione di rappresentanti


dellufficio ECHO di Gerusalemme e di Amman a Hebron, nel sud
della West Bank. Essi volevano vedere alcune attivit del programma
psicosociale che, sostenuto dalla CRI da vari anni, implementato
con successo dalla Mezza Luna Rossa Palestinese. Decidemmo di visitare, tra laltro, una scuola media femminile, nel centro della citt
vecchia di Hebron, dove si svolgeva una sessione di Capoeira. La
citt vecchia lantico centro storico di Hebron, dove si dice che
la presenza delluomo sia stata continua per oltre 5.000 anni.
Adesso, questa parte della citt, con lantica Moschea di Ibrahim,
il suo suk e il suo labirinto di viuzze, si trova nel Settore H2, sotto
amministrazione militare israeliana. Qualche centinaio di coloni ul-

traortodossi ebrei si sono installati nel Centro Storico, accompagnati da circa 1.500 militari israeliani. Attorno a loro, vivono nel
dubbio circa 10.000 palestinesi, il resto di una popolazione che,
prima della guerra del 1967, la famosa guerra dei sei giorni, contava pi di 30.000 abitanti. La citt di Hebron antica e la convivenza tra arabi ed ebrei stata spesso travagliata e tragica. Ma
cosa ci faceva la Capoeira in questo luogo che ricorda immancabilmente il teatro della tragedia greca? Cosa proponevano giovani
brasiliani a fanciulle palestinesi dal capo coperto?
La Capoeira una forma darte marziale che combina danza e musica. O meglio, essa una danza che lotta e una lotta che
danza. Essa nacque in Brasile, forse nel XVI secolo, come una spe64

CRI

ranza di sopravvivenza, uno strumento grazie al quale uno schiavo


in fuga, sprovvisto di qualsiasi strumento di difesa, poteva sopravvivere in un ambiente ostile e sconosciuto, sfuggire alla caccia dei
capitaes-do-mato, agenti coloniali a cavallo armati e incaricati di
ritrovare i fuggitivi.
Le rappresentazioni sono generalmente teatrali, acrobatiche e con
poca marzialit. Ma larte marziale presente, ancorch sottile e nascosta, al punto che coloro che non la praticano ne ignorano la
presenza. Linganno sempre presente e lesperto capoeirista
non distoglie mai lo sguardo dal suo opponente. Un attacco pu
presentarsi persino sotto le vesti di un gesto amichevole. La malizia fa parte del bagaglio di Capoeira.
Durante e dopo la rappresentazione mi sono soffermato su tutti
questi aspetti di resistenza, malizia, teatralit, cercando di vedere le possibili equivalenze esistenti tra questa disciplina esotica
nata dalla schiavit degli africani da parte degli europei e la Terra
Biblica che trova in Hebron il suo punto di partenza: Abramo, il
padre degli ebrei e dei palestinesi, si ferm a Hebron e qui acquist
le grotte che dovevano servire alla sepoltura sua e di sua moglie
Sarah (le Grotte di Macpelah = le Tombe dei Patriarchi). Su queste grotte, si dice, fu costruita la Moschea di Abramo. Ebbene,
tutto mi parve improvvisamente presente nella complessa societ
israelo-palestinese: la resistenza alloccupazione israeliana da parte
dei palestinesi e quella non meno forte degli ebrei nei confronti
dei loro cugini lontani nella ferrea convinzione che la Terra sia
loro per diritto divino. La Malizia nella costante alternanza di gesti

NEL

MONDO

amichevoli e di confronti fisici. La Teatralit con la quale ognuno


esprime i suoi umori e anela ad aver il tutto necessario per essere
un vero abitante della Terra Santa, Promessa, Posseduta.
Le bambine palestinesi, nella scuola media a Hebron, iniziano movimenti che con il tempo, forse, diventeranno eleganti e flessibili,
sotto la guida di giovani brasiliani che sottolineano la necessit di
guardare lavversario sempre negli occhi, onde evitare di farsi sorprendere. Io mi auguro che questo sguardo attento possa anche individuare segni di pace, un sorriso non malizioso che termina con
un teatrale abbraccio, di quelli che ti strappano le lacrime di felicit. Nel fondo, se le parole non sono pi sufficienti per comunicare e per capirsi, forse con il linguaggio del corpo potremo
stabilire un miglior dialogo.
In Brasile la Capoeira un simbolo di resistenza alloppressione
ma anche diventato un modo per interagire, schivando i colpi, evitando il contatto fisico e doloroso, mostrando grazia e intelligenza.
A Hebron, ho sognato che essa diventasse lispiratrice di confronti
maliziosamente pacifici. Non pi occhio per occhio ma occhi
negli occhi.

Nota: Capoeira contribuisce a dare forza, flessibilit, resistenza fisica e mentale ed


equilibrio. Insomma, mens sana in corpore sano. Per questa ragione stata sperimentata allinterno del programma psicosociale di PRCS ma anche adottata da
UNRWA e ONG internazionali che lavorano nei territori palestinesi occupati e in
Israele.

65

CRI

NEL MONDO

10
12

LE ATTIVIT

INTERNAZIONALI

8
13

11

n Attivit di emergenza in caso di catastrofe naturale, conflitto armato, tensione interna, grave situazione di crisi sanitaria o alimentare in ambito internazionale

n Progetti di soccorsi e sviluppo in collaborazione e a sostegno dello sviluppo istituzionale delle Societ di Croce Rossa degli altri Paesi,in favore delle popolazioni
svantaggiate e ad alta vulnerabilit sociale

Africa
1

mation, education and communication pour eliminer le paludisme


dans duex district della regione di
Atsimo Atsinanana
Il progetto si propone di contribuire alleliminazione progressiva a lungo termine della malaria,
secondo la politica del governo Malgascio in conformit con l'Obiettivo dello Sviluppo del Millennio. In particolare gli interventi previsti mirano
a ridurre la mortalit e la morbilit dovuta alla malaria nei distretti di Midongy del Sud e Befotaka
della regione di Atsimo Atsinanana.
Samar II Securit en mer
Il progetto prevede la formazione e sensibilizzazione dei volontari della CRM del distretto di
Nosy Be e della popolazione in generale, sulle
norme di base da adottare in materia di sicurezza
in mare. Considerata inoltre la fatiscenza delle
strutture portuali e dei mezzi utilizzati per il trasporto dei malati dalle isole circostanti Nosy Be
all'ospedale maggiore,il progetto prevede un intervento di ristrutturazione del porto di Nosy Be
e l'acquisto di nuovi mezzi di trasporto unitamente
a materiale di salvataggio.

Repubblica Democratica
del Congo
Ristrutturazione ed Equipaggiamento dell'Ospedale GILD
di Kinshasa
Il progetto mira ad aumentare e migliorare l'accessibilit alle cure mediche per la popolazione
a basso reddito del Comune di Mont Ngafula nella citt di Kinshasa.La Croce Rossa Italiana ha deciso di collaborare con l'Ong BUS - Bambini Uniti per la Solidariet,per portare a termine e rendere effettivo l'ospedale pediatrico "Gild" di Kinshasa.
Etiopia
Integrated and Community Based
Water-Sanitation in Saharti Samre
Woreda and ERCS Tigray Region
Adwa Sub Branch capacity building
I due progetti prevedono da un lato l'implementazione di un programma di Water and Sanitation presso la Saharti Samre Woreda (villaggi
di Samre e Mai Tekli), a 60 km a sud ovest di Makall, e dall'altro delle attivit di Capacity
Building nella Red Cross local Branch di Adwa,
150 km a nord.
Madagascar
Keep-up: moustiquaireset infor-

Mozambico
Riduzione del rischio disastri in 25
comunit distretti di Govuro e Vilankulo, Provincia di Inhambane
Il progetto propone di contribuire al rafforzamento
della prevenzione disastri in due distretti fre-

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quentemente soggetti a gravi fenomeni atmosferici al fine di ridurre la vulnerabilit della popolazione locale.
5

Ruanda
Agazozi villaggio modello della Croce Rossa Ruandese a Nyamashek
Il progetto contribuisce a raggiungere gli Obiettivi del Millennio attraverso la realizzazione di due
villaggi pilota. Lo sviluppo di tali villaggi servir
a ridurre la soglia di povert raggiungendo gli
obiettivi posti in essere dalla Visione 2020. Il Progetto co-finanziato dalla Commissione Europea.
Progetto di riduzione dei rischi catastrofi
Obiettivo del programma garantire una risposta
efficace alle catastrofi e alla riduzione del rischio
disastri nelle province del Nord e dellOvest garantendo lintervento in otto distretti.Nelle zone in
cui il progetto sar operativo,i Comitati Locali della CR Ruandese verranno riorganizzati nel settore dellemergenza attraverso squadre di volontari pi efficaci in risposa alle catastrofi. I volontari
formati attraverso moduli standardizzati acquisiranno le capacit tecniche in attivit di riduzione
dei rischi.
Il programma prevede,inoltre,il potenziamento dei
materiali di primo soccorso presso i Comitati locali attraverso lacquisto degli equipaggiamenti necessari.
La realizzazione del programma,di durata triennale,

CRI

NEL MONDO

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favorisce lo sviluppo di attivit prioritarie per


la Societ Nazionale Ruandese dandole la possibilit di accrescere le proprie competenze nel
campo inerente alla gestione catastrofi.

del progetto 500.000 dollari,di cui 250.000 a carico della CRI da suddividere in tre anni di attivit, con avvio nel 2011.
Progetto Preparazione delle comunit agli adattamenti dovuti ai
cambiamenti climatici e per fronteggiare i disastri in caso di inondazioni (PRACC)
progetto di rafforzamento della capacit comunitaria e istituzionale a far fronte ai disastri
causati dalle inondazioni,agli effetti collegati ai
cambiamenti climatici e alle conseguenze dei
disastri,con particolare attenzione ai gruppi di
vulnerabili perch affetti da HIV,nelle comunit
individuate come prioritarie, quali: Tela, La
Ceiba e Jutiapa nel Dipartimento di Atlntida,
Choloma e Chamalecn nel Dipartimento di
Cortes, in collaborazione con la CR Honduregna (2012-2013).1 annualit anno 2012.Costo
complessivo del progetto: Euro 260.000,00.

Gabon
Gestion de Catastrophe
Il progetto stato concepito sia per rinforzare
le capacit di risposta ai disastri dei volontari
della Croce Rossa del Gabon sia per migliorare
le condizioni di vita di tutta la popolazione del
Gabon.
Gambia
Changing Minds Saving Lives
Il progetto volto ad incrementare la formazione
dei volontari della Croce Rossa Giovanile del
Gambia per garantire una rapida ed efficace risposta alle esigenze della popolazione e nello specifico dei gruppi pi vulnerabili.

Americhe

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Honduras
ProgettoAmpliando Opportunit
(PAO)
Progetto in consorzio con la CR Honduregna,la
CR Svizzera e il CICR per la riduzione dei fattori di rischio sociale e di emarginazione della popolazione giovanile (2011) del Barrio
S.Francisco - Tegucigalpa. Costo complessivo

Nicaragua
ProgettoMi Hogar Saludable
Miglioramento delle condizioni di salute, gestione rifiuti ed igiene nellIsola di Ometepe:
progetto in collaborazione con la CR Nicaraguense focalizzato nellampliamento delle conoscenze delle comunit sul tema specifico di
uso dellacqua,delle latrine,della gestione dei
rifiuti organici, igiene personale e domestica.
Le attivit vertono inoltre nella realizzazione del-

67

le infrastrutture necessarie (500 latrine) in quattro localit carenti,nel rafforzamento delloperativit del nuovo Posto di Soccorso e nella formazione dei nuovi volontari sul tema. Costo complessivo del progetto
Euro 145.000,00 con termine a maggio 2012. (avviato a Luglio 2011)
ProgettoHermano Sol
Promuovere il tema del Cambiamento Climatico allinterno ed allesterno della CRN in 6 Dipartimenti del Paese: Intervento finalizzato alla diffusione di nozioni
specifiche sul tema del Cambiamento Climatico nelle
Filiali della CR Nicaraguense per promuovere azioni utili alladattamento a livello locale attraverso programmi
e progetti specifici.Costo del progetto Euro 260.000,00.
Il progetto ha una durata di 18 mesi con avvio a febbraio
2012.
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Haiti
Progetto La Sanit in Movimento
Gressier
In consorzio con CR Haitiana e Lussemburghese, si
ritenuto di fornire servizi socio-sanitari alla popolazione della citt di Gressier e delle comunit semirurali circostanti, attraverso il potenziamento delle
strutture e del personale del Centro Sanitario della
CR Lussemburghese e del Comitato Locale della
CRH a Gressier. Costo del progetto Euro 142.000,00,
1 anno di attivit (avviato a novembre 2011).
ProgettoVillaggio Haitien Solferino
Il progetto mira al miglioramento delle condizioni
di resilienza, salute, educazione ed economia di 53

CRI

NEL MONDO

famiglie haitiane colpite dal terremoto, attraverso attivit integrate. La principale prevede
la costruzione di un villaggio di 53 case, una
scuola, campi sportivi, un centro comunitario,
ed il rafforzamento di un centro sanitario. In
collaborazione con IFRC e Padri Scalabriniani
di Haiti per gli aspetti di progettazione, costruzione ed integrazione sociale (scuole, attivit
psicosociali, attivit produttrici di reddito), affiancandosi ed integrando il progetto Future4Haiti dellASCS nelle attivit generatrici
di reddito. Costo del progetto Euro
2.342.680,00 in 3 anni. 1 anno di attivit 2012.
ProgettoSupporto psicosociale
CRI ha aderito mediante Pledge al consorzio
con IFRC, ICRC, CR Haitiana, CR Islandese e CR
Norvegese, per la realizzazione del Programma Nazionale di Appoggio PsicoSociale
della CRH, al fine di fornire servizi di sostegno
psicosociale a lungo termine in qualsiasi circostanza, come anche in caso di crisi. CRI ha
messo a disposizione Euro 400.000,00 per i 4
anni di durata prevista. 2 anno di attivit 2012.
Progetto Risposta Appello FICR
MDRHT008 Haiti Hearthquake
Progetto 4 del Programma 2 - Attivit Psicosociali per Haiti, denominato Programma di
intervento integrato a sostegno della Croce
Rossa Haitiana - Risposta all'appello della
FICR nel quale stato previsto di fare seguito
agli accordi presi in occasione del Summit di
New York del mese di maggio 2010 con ladesione della CRI all'appello per Haiti indetto
dalla FICR. Firmato un Pledge Earmarked e impegnato limporto di CHF 1.412.000 (
1.000.000 circa), per lo sviluppo della CR Haitiana nel settore della Salute, in particolare per
primo soccorso, ambulanze e staff della Societ
Nazionale.

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11 Ecuador

Miglioramento delle condizioni di


salute della popolazione pi vulnerabile nella Comunit La Victoria
Provincia di Cotopaxi
Lobiettivo contribuire al miglioramento
della salute psico-fisica di 1336 bambini minori di 5 anni, anche diversamente abili, e di
donne in et fertile, attraverso la sensibilizzazione al problema della contaminazione da
piombo e limportanza dellassunzione di calcio come protettore dellorganismo dallintossicazione, in una comunit che fonda il suo
sostentamento sulla lavorazione della ceramica tradizionale. In collaborazione con CR
Ecuadoregna. Costo del progetto Euro
125.000,00 in 2 anni (iniziato a maggio 2011).
2 annualit anno 2012.

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12 Guatemala

Progetto Potenziamento dellIstituto di formazione Integrale della


Croce Rossa Guatemalteca (IFI)
in consorzio con le CR di Giappone, Spagna,
Canada e Norvegia, attraverso il potenziamento della struttura di formazione della Consorella e lo sviluppo di un programma di auto
finanziamento, si punta al progresso nella formazione sia del personale della SN, sia della
popolazione in generale, in un contesto dove
alleducazione conferita particolare attenzione sociale. Costo del progetto Euro
200.000,00 in 2 anni. 1 annualit anno 2012.

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e formativo per la salute mamma -bambino sieropositivi a Bangkok (800 beneficiari).


Programma per riduzione danno
HIV e rafforzamento sistema sanitario a Chang- Mai
Il Programma fornisce sostegno sanitario e formativo ai nonni di bambini sieropositivi rimasti orfani a causa dell'Aids a Chiang Mai (60 beneficari).
Cliniche mobili a Bangkok
rivolto a circa 8.400 beneficiari in strada per ridurre il rischio HIV.Circa 300 volontari guidati da
personale specializzato su due camper a turno danno assistenza diretta alle persone a rischio di contrarre la malattia.
una tua sceltaa Chiang-Mai
rivolto a circa 600 famiglie per lassistenza alle
minorenni in gravidanza. Con laiuto di personale specializzato e di volontari si vuole prevenire la
gravidanza non voluta nei minori, ridurre la percentuale di minori in gravidanza, coinvolgere
non solo i minori ma anche le loro famiglie.

El Salvador
Progetto Promuovendo Opportunit per la Inclusione sociale della
popolazione giovanile di Habitat
Confien - San Salvador
In consorzio con la CR Salvadoregna e il CICR,
il progetto si propone di diminuire i fattori di
esclusione e rischio sociale dei giovani e delle
loro famiglie, attraverso la lo sviluppo delle
proprie abilit individuali, favorendo la scelta
di alternative positive a quella prevalente di
adesione a gruppi criminali come forma di affermazione sociale. Costo del progetto Euro
240.000,00 in 3 anni (avviato ad aprile 2011).
2 annualit anno 2012.

Asia e Pacifico

Cambogia
Community based health care
Programma sanitario di formazione rivolto alle comunit pi vulnerabili per migliorare i servizi sanitari di base e per la prevenzione della tossicodipendenza.
Indonesia
Fornitura materiali di assistenza
per risposta ai disastri
Programma di prevenzione ai disastri con l'acquisto di materiale di assistenza (mascherine e
cucine comunitarie). Il progetto co-finanziato
dalla Regione Veneto ( 20.000).
Riduzione rischio nella preparazione ai disastri per la Comunit
della Provincia di Kalimantan
Si tratta di formare la popolazione locale ed i volontari di Croce Rossa attraverso corsi di formazione rivolti a dette categorie con la super-visione
della CR di Jakarta.Lo scopo di rafforzare la CR
Indonesiana,sia a livello centrale che periferico,
la Comunit locale di base con le Municipalit,
nel settore della ''preparazione ai disastri'' e
nell'adattamento ai cambiamenti climatici. I beneficiari sono 4.316 tra personale dipendente di
CR e volontari,160 persone di quattro villaggi e
50 scuole locali.
Korea Dem.Rep.
Capacity building for communication
Programma di rafforzamento della S.N. nell'ambito della comunicazione interna alla S.N.ma anche esterna con l'acquisto di materiale di diffusione (manuali,video etc) e di promozione. previsto uno scambio tra le due S.N. nel settore comunicazione.
Mongolia
Disaster preparedness
Definito accordo quadro di cooperazione sulla
preparazione ai disastri.In fase di stesura proposta
di progetto e budget dettagliati.
Sri-Lanka
Health care for children (bambini
cardiopatici)
Programma di sostegno per intervento chirurgico
a bambini cardiopatici.
Thailandia
Programma per riduzione del danno HIV e rafforzamento sistema sanitario a Bangkok
Il Programma mira a fornire sostegno sanitario

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Laos
Programma di formazione e assistenza mamma-bambino rivolto a
circa 1400 donne con 800 bambini per
la cura e prevenzione malattie tra cui
la sindrome HIV.

Europa e Asia Centrale


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Bielorussia
Migliorare laccesso di donne tossicodipendenti ai servizi di prevenzione HIV e di riduzione del danno
Il Progetto contribuisce a mitigare la diffusione della epidemia HIV attraverso il miglioramento della fruibilit dei servizi a favore delle persone tossicodipendenti di sesso femminile nella Regione
di Grodno.
Humanitarian Assistance Programme to the Vulnerable in Belarus
Il Programma - svolto in collaborazione con CR Bielorussa, CR Svizzera e IFRC - assicura supporto alle
fasce della popolazione bielorussa maggiormente colpite dalla grave crisi economica che il
paese sta attraversando. Obiettivi principali: garantire adeguati livelli nutrizionali ai gruppi pi vulnerabili, migliorare il loro accesso a sevizi sociali di qualit, sensibilizzare la pi ampia comunit
locale e mobilitare risorse in loco da destinare allassistenza.
Bosnia-Herzegovina
Organizational Development of Red
Cross of Bosnia-Herzegovina
Il Progetto, di particolare rilevanza dati i delicati
equilibri geo-politici dellarea, mira al rafforzamento istituzionale e allo sviluppo organizzativo
della RC BiH,con lintento di contribuire al processo
diunificazionedelle due Societ di CR afferenti alle due Entit politiche del paese (Repubblica
Srpska e Federazione Bosniaca),avviato nel 2006
e per il momento realizzata attraverso lelezione
di un unico Presidente della CR di BiH, due vicepresidenti ed un unico Segretario Generale.Il Progetto CRI originario stato ampliato e rafforzato
dalla partecipazione,anche finanziaria,di ICRC e
IFRC discussa ed elaborata congiuntamente a CR
BiH.
First Aid Training and Advocacy Programme in Bosnia-Herzegovina (First
Aid at Work)
Il Progetto intende contribuire ad una delle prio-

CRI
rit strategiche definite dalla CR Bosniaca:essere riconosciuta dalle autorit governative del
paese quale organizzazione di riferimento in tutto il territorio della BiH nel fornire corsi di formazione in primo soccorso di elevata qualit,
in base ai requisiti richiesti dal First Aid Certificate dellUnione Europea,anche in vista del
necessario allineamento della Bosnia-Herzegovina alle normative europee nel processo di
integrazione nellUE attualmente in corso.
Home Care Programme 2006-2010
Review in Bosnia-Herzegovina
Sin dal 2006, la Croce Rossa Italiana supporta,
in partnership con CR Bosniaca e IFRC, il Programma Home Care che garantisce assistenza
domiciliare socio-sanitaria a migliaia di persone
non autosufficienti nel paese, principalmente
anziani. Lidea di una valutazione del Programma pluriennale fin qui svolto con il supporto della CRI legata non solo a ragioni di
accountability, ma anche per sostenere la CR
Bosniaca nella individuazione di punti di forza
e debolezza nellattuale gestione del Programma e nella definizione un piano dazione
che ne assicuri la sostenibilit a lungo termine.
Social Inclusion and Income Generating Activities for Roma Communities
Il Progetto intende dare continuit e rafforzare
ulteriormente le attivit della Croce Rossa Bosniaca a favore dellintegrazione sociale della
popolazione Rom nel paese,attraverso:a) promozione di una cultura di pace,solidariet e inclusione mediante scambi (youth camp) tra giovani Rom e giovani di Croce Rossa; b) formazione professionale che faciliti linserimento lavorativo dei Rom,in coordinamento con ufficio
di collocamento nel paese.
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Bulgaria
Support to Home Care Centers Programme
Dal 2004 la Croce Rossa Italiana e la Croce Rossa Bulgara promuovono un programma di assistenza agli anziani isolati in Bulgaria,che ha permesso, nel corso degli anni,lapertura di 3 centri
di assistenza domiciliare nelle citt di Plovdiv,Montana e Blagoevgrad. In ogni Centro attiva una
squadra di infermieri professionali/infermieri
generici e promotori sociali che hanno effettuato mediamente 18.000 visite domiciliari all'anno.
I tre Centri lavorano in collegamento con il network
dei medici di famiglia,con i Municipi e le autorit provinciali.
Georgia
Combattere
la
diffusione
dellHIV/AIDS e la stigmatizzazione
attraverso attivit di prevenzione
e riduzione del danno
Prosecuzione di Progetto per limitare la diffusione della epidemia HIV attraverso attivit di
prevenzione fra i giovani e riduzione del danno fra i tossicodipendenti in Rustavi,Gori e Tbilisi.
Supporto alla ristrutturazione del
Centro Sociale per Anziani di Bolnisi
Il Progetto contribuisce al rafforzamento della attivit svolte dalla Croce Rossa Georgiana a favore degli anziani,attraverso la ristrutturazione
del Centro Sociale di Bolnisi gestito dalla Consorella in coordinamento con le autorit locali.

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Montenegro
Accesso all'istruzione e inclusione
sociale per bambini e giovani Rom
dei Campi Konik di Podgorica
Il progetto in partnership con Croce Rossa
Montenegrina, promuove l'inclusione sociale
di bambini Rom (3-6 anni) dei Campi Konik
a Podgorica, facilitando il loro accesso all'istruzione e contrastando il fenomeno della
dispersione scolastica; facilita, inoltre, l'accesso
di adolescenti e giovani Rom (15-20 anni) a
corsi di formazione professionale, contribuendo al reinserimento e finalizzazione del
ciclo scolastico di base e ottenimento di diplomi necessari per l'iscrizione ad istituti
pubblici professionali; contribuisce a migliorare la prevenzione sanitaria presso i
campi Konik, attraverso iniziative di sensibilizzazione.
Home Care: assistenza socio-sanitaria domiciliare agli anziani
Il Progetto Home Care di assistenza domiciliare ad anziani e persone non autosufficienti, mira al rafforzamento della gestione dei servizi home care forniti dai volontari della CR
Montenegrina e promuove iniziative volte
alla sostenibilit del programma, attraverso:
attivit di formazione dei volontari; la definizione e realizzazione di un piano di comunicazione e fund-raising; la realizzazione di
uno studio sul livello di soddisfazione dei servizi home care offerti e sul ruolo specifico di
Croce Rossa nel prestare tale assistenza, al fine
di giungere a raccomandazioni utili al miglioramento del programma.

gramma di rafforzamento delle SN nellambito dei progetti contro le tossicodipendenze e di harm reduction
Il coordinamento tenuto da IFRC Ginevra in collegamento con le diverse Zone e CRI. Attivit in
corso di svolgimento in Argentina, Azerbaijan, Cambogia, Kazakstan, Uganda e Kenia. Il contributo sostiene anche le attivit del Network Europeo della
Federazione ERNA, la cui Presidenza retta dalla
CRI.

Medio Oriente
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Tajikistan
Community Development
Sostegno alla Comunit di Sagirdasht finalizzato allacquisto di medicinali e piccole attrezzature per l'Ospedale e per adattare uno
spazio ad attivit fisico-riabilitative.
Ucraina
Riduzione del danno: HIV/AIDS e
droga per vie iniettiva in Ucraina
Prosecuzione di Progetto per limitare la diffusione dell epidemia HIV e migliorare i servizi per le persone tossicodipendenti e per le
persone affette da HIV a Kiev, Zaporizhzhya,
Melitopol a Chernivtsy.
Albania
Social and Professional Support to
Disavantaged Women in Albania
Il Progetto, in partnership con Croce Rossa
Albanese, intende contribuire a ridurre la discriminazione sociale nei confronti delle
donne albanesi - in particolare le donne
capo-famiglia con scarsi mezzi di sostentamento che vivono in aree rurali isolate - offrendo loro opportunit di formazione professionale che faciliti il loro inserimento nel
mondo del lavoro, rafforzando la loro autostima e migliorando il loro accesso allassistenza sanitaria. Il progetto svolto in collaborazione con CR Albanese.
Europa e altre aree geografiche
Supporto alla Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per il funzionamento
del Network Europeo su HIV,AIDS e
Tubercolosi ERNA e per il Pro-

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NEL MONDO

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Libia
Supporto psicosociale a bambini, genitori e insegnanti
La CRI, dal 1 ottobre 2011, in consorzio con la Croce
Rossa Danese ( CRD) e la Mazzaluna Rossa Palestinese (PRCS) ha deciso, sfruttando le competenze acquisite con il programma psicosociale in Palestina,
di allestire un centro psicosociale nella citt di Ajdabiya al sud di Bengazi, dove il conflitto armato ha
lasciato segni profondi nella popolazione locale e
nella popolazione di sfollati, trovando nella Libyan
Red Crescent (LRC) un partner interessato e motivato.
A breve e medio termine, il PSP in Libia ha come target principale i bambini e l'assistenza agli ex detenuti e agli ex combattenti. A lungo termine, il PSP
prevede di ampliare l'ambito di intervento alla comunit in generale e di coprire tutta l'area nord del
paese, da Bengazi a Tripoli.
Siria
Programma di reclutamento e formazione di volontari siriani
Il progetto si propone di aiutare la Mezzaluna Rossa
Siriana a reclutare e formare giovani volontari. La
SARC, la pi grande organizzazione umanitaria in Siria, negli ultimi anni ha visto aumentare il volume
delle attivit svolte, contro un diminuire della base
di volontariato. Inoltre, non stata sviluppata
unadeguata struttura dellorganizzazione, che si
trova ora a dover fronteggiare attivit troppo ampie
per le sue capacit. Per questo motivo la CRI si propone di dare assistenza per migliorare la loro abilit nel coinvolgere nuovi giovani volontari e migliorare la qualit dei loro servizi alle comunit.
Palestina
Supporto psicosociale a bambini,genitori e insegnanti
Il programma psicosociale messo in atto dal consorzio PSP riscuote ogni anno grandi successi ed sempre pi visto come un progetto capace di effettuare
eccellenti interventi ed arrivare ad ottimi risultati.Pertanto viene rinnovato ogni anno con forte consenso
da parte della popolazione palestinese.
Supporto psicosociale a bambini,genitori e insegnanti a Jenin
Questo progetto,non coperto da ECHO,sar attuato a
Jenin, una zona particolarmente vulnerabile nel nord
della West Bank.
Organizational Development / Disaster
Management
Il progetto prevede la preparazione della popolazione
locale al pronto intervento in caso di disastri di origine naturale, cui il territorio palestinese soggetto,
come terremoti, inondazioni, carestie, o di origine
umana, come guerre, data la precaria e instabile situazione politica. Il programma composto di due
parti: Capacity Building e Disaster Risk Reduction.

LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE

KAZAKISTAN: IL VOLONTARIATO
COME STRUMENTO PER COMBATTERE
LESCLUSIONE SOCIALE
di Assel Tastanova - Coordinatrice di Comunicazione e Principi e Valori Fondamentali, Delegazione Regionale FICR in Kazakistan

Alimahmad,cittadino tajiko di 21 anni,


lavora ad Astana,Kazakistan,come
spazzino.Nel tempo libero,assiste i
volontari della Mezzaluna Rossa nel
raggiungere altri migranti che,come
lui prima,si trovano in condizioni di
vulnerabilit e di esclusione sociale/
Mezzaluna Rossa Kazaka
Nellaprile 2010, Alimahmad fu obbligato a lasciare il paese e a ritornare in Tajikistan. Il comitato locale di Astana della Mezzaluna
Rossa Kazaka lo support nellacquisto del biglietto aereo di ritorno e gli forn i riferimenti di centri informativi per migranti presenti allinterno del suo paese di origine.
I centri presenti in Kazakistan, Tajikistan, Uzbekistan e Kirghizistan
fanno parte di una rete che ha come scopo quello di migliorare le
condizioni dei lavoratori migranti nei paesi di origine e destinazione in Asia Centrale. In base al progetto del Network, volontari
e dipendenti di questi centri lavorano a stretto contatto tra loro,
condividendo informazioni sulle attivit e i servizi ai beneficiari.
Coloro che presentino domanda presso la Societ Nazionale del
paese in cui si trovano sono inclusi nel programma di reintegrazione. anche offerta loro possibilit di diventare volontari e contribuire cos alla promozione dei principi e valori umanitari della
Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
Tutte le informazioni sulla situazione di Alik furono quindi inviate alla
persona incaricata di migrazioni allinterno della Mezzaluna Rossa Tajika e al Rappresentante di Paese della FICR in Tajikistan. Alik, tuttavia, lasci di nuovo il paese dopo pochi mesi, spinto delle
necessit finanziarie della propria famiglia.
Pochi mesi fa, Alik buss di nuovo alla porta del comitato della
Mezzaluna Rossa di Astana, ricordando il supporto materiale e
umano che aveva ricevuto da loro e raccontando del tentativo andato a vuoto di cercare lavoro in Russia e altri paesi.
Ora Alik tornato a lavorare come spazzino nella capitale del
paese e, nel tempo libero, assiste i volontari della Mezzaluna Rossa
nel raggiungere altri migranti che, come lui prima, si trovano in condizioni di vulnerabilit e ad esclusione sociale.

Alimahmad, un cittadino tajiko di 21 anni, arriv ad Astana, Kazakistan, nel 2007, costretto a lasciare la sua casa alla ricerca di un
un lavoro e di una fonte di sostentamento per la sua famiglia.
Giunto nella capitale, Alik cos lo chiamano i suoi amici trov
lavoro come spazzino presso uno dei blocchi di appartamenti della
citt.
Alik inviava alla famiglia quasi lintero salario che percepiva, rimanendo con poco denaro che bastava a stento a garantirgli cibo e
abiti. Quando venni a conoscenza della Mezzaluna Rossa e mi
recai da loro per chiedere aiuto, mi trovai di fronte persone disponibili e generose, che mi diedero da vestire e cercarono di supportarmi come potevano ricorda Alimahmad che, per paura di
essere scoperto, non si avventurava mai fuori dalledificio in cui
abitava o dal suo luogo di lavoro. Per questo motivo, spesso non
aveva mai nessuno con cui parlare.
Alik cominci a frequentare il comitato locale di Astana della Mezzaluna Rossa Kazaka, a volte anche solo per condividere i propri
problemi con il personale della Societ Nazionale.
Quando, nel 2009, con il supporto dellUnione Europea, fu lanciato il progetto del Network delle Societ Nazionali della Mezzaluna Rossa in Asia Centrale per lavoratori migranti, Alik divenne un
volontario attivo e cominci ad assistere la Mezzaluna Rossa nel
garantire accesso umanitario ad altri migranti dal Tajikistan.
Dallaltro lato, lesperienza lo aiut considerevolmente a superare
lesclusione sociale in cui era sprofondato: insieme ad altri volontari, prese parte a campagne informative sui servizi offerti dalla
Mezzaluna Rossa e, dopo aver ricevuto una formazione specifica,
cominci a informare altre persone migranti su come condurre uno
stile di vita sano e prevenire HIV, tubercolosi e altre malattie sessualmente trasmesse.
70

LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE

BOSNIA ERZEGOVINA:
I SETTE PRINCIPI IN SCENA

di Michele Rezza Sanchez - Rappresentante Paese della FICR e Delegato della Croce Rossa Italiana in Bosnia Erzegovina

La proposta arriv da un collega della Croce Rossa della Bosnia


e poi musica, una musica un po inquietante forse, ma assolutaErzegovina, Nidal, un giovane dipendente della sede centrale della
mente in sintonia con il contenuto dei video. I balletti erano eseSociet Nazionale che ha stretti contatti con i volontari di altri coguiti dai volontari stessi, quindi non da professionisti, ma leffetto
mitati del paese.
mi parve veramente riuscito.
Un giorno, lo scorso setLa storia narrava di un
tembre, Nidal si present
gruppo di volontari di Croce
nel mio ufficio con un doRossa impegnati nel pronto
cumento in mano: la prosoccorso, e della loro capaposta di un progetto
cit di vivere i Sette Principi
elaborata dai giovani voFondamentali di Croce
lontari del comitato di SreRossa e Mezzaluna Rossa in
brenik, nella parte orientale
ogni momento della loro
del paese, e mi chiese se
quotidianit Ma non vi
fossimo disposti ad aiutarli.
svelo ulteriori informazioni,
Dopo una breve discussperando che abbiate occasione, lidea inizi ad alletsione di assistere alla raptarmi: si trattava di uno
presentazione prima o poi,
spettacolo teatrale, dal timagari in uno dei prossimi
tolo Seven Principles (i
incontri internazionali che veSette Principi), interamente
dranno riunita la giovent di
ideato, realizzato e rappreCroce Rossa e Mezzaluna
sentato da volontari. Il budRossa.
get richiesto era minimo.
Dato lo strepitoso successo
Lo spettacolo and in
di questiniziativa - la cui
scena nel dicembre delcontinuazione anche la Delanno scorso nel teatro
legazione del CICR in Bosnia
della cittadina, invitate
Erzegovina si mostrata inanche le autorit locali
teressata a supportare - ci
Un successo travolgente!
piacerebbe mettere in scena
Fui invitato alla prima dello
lo spettacolo in altre due lospettacolo e naturalmente
calit della Bosnia. Per il moandai, anche se Srebrenik si
mento, il progetto curato
trova a tre ore di strada da
dal gruppo di volontari che
Volontari del comitato locale di Srebenik
Sarajevo e la rappresentaha avuto originariamente
durante la performance teatrale Seven
zione si svolgeva di sera, il
lidea, ma lintenzione
che avrebbe significato
quella di formare volontari
Principles tenutasi lo scorso Dicembre nella
dover rientrare a casa dudi altre sedi locali perch
cittadina/ Croce Rossa della Bosnia
rante la notte guidando
possano replicarlo allinterno
Erzegovina
sulle strade ingombre di
della loro comunit.
neve. Ma non me lo volevo
Il trasporto, lintensit e la
perdere assolutamente.
forza con cui ho visto recitare i giovani volontari di Srebrenik mi
Appena entrato nel teatro, un po prima dellinizio della rapprehanno colpito profondamente, facendomi ricordare quanto i nosentazione, fui immediatamente colpito dallatmosfera che regnava
stri Principi Fondamentali influiscano su ogni azione che svolgiamo,
tra il pubblico: era gioiosa, carica di attesa, coinvolgente. Vado a
su ogni pensiero o parola che produciamo quotidianamente.
teatro ogni tanto ma non ricordo di aver mai provato unemozione
Penso che questa rappresenti unimportante iniziativa per far codel genere in attesa di fronte a un palcoscenico.
noscere a tutti i principi fondamentali e i valori umanitari che sono
Lo spettacolo si present come un misto di prosa e balletto, inalla base del nostro Movimento, ma soprattutto per ricordare a
frammezzati da spezzoni di filmati proiettati su un grande schermo,
noi stessi da dove veniamo e in che direzione stiamo andando.
71

LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE

AMRA JAHIC

Amra Jahic volontario sin da quando aveva 15 anni, per cui, quando parla dei Principi di Croce Rossa, in un certo senso parlo dei
principi con cui cresciuto. Quando ascolt per la prima volta la storia di Henry Dunant e di Solferino, ne rimase affascinato. Ecco
come lazione di una singola persona pu cambiare il mondo, pens. Dunant era un uomo di grandissima umanit, forte volont,
grande slancio ed entusiasmo, che fu in grado di trasmettere ad altri queste qualit. Riusc a risvegliare ci che di buono c nelle
persone, a spingerle ad aiutare un amico, oppure uno sconosciuto per strada, senza distinzione alcuna: questo ci che la Croce
Rossa ha fatto negli ultimi 150 anni, cambiando per sempre il mondo in cui viviamo.
Amra racconta che Fare parte di una stessa famiglia e sapere che in tutto il mondo ci sono persone che seguono gli stessi principi
che seguo io mi d la forza per continuare a credervi.
Umanit. Imparzialit. Neutralit. Indipendenza. Volontariato. Unit. Universalit. Per me e per tanti altri, queste non sono solo parole,
sono un modo di vedere e vivere il mondo.

Volontari del comitato locale di Srebenik durante la performance teatrale Seven


Principles tenutasi lo scorso Dicembre nella cittadina/ Croce Rossa della Bosnia
Erzegovina

ORHAN IBRAHIMAGIC

Per Orhan Ibrahimagic, come per tutti i volontari di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, i Sette Principi rappresentano uno stile di vita.
impossibile pensare che una persona possa far parte del nostro Movimento senza credere fermamente nei principi e valori su cui
esso si basa. LUmanit un principio che ciascuno dovrebbe portare dentro di s, e ogni momento delle nostre vite dovrebbe essere contraddistinto dalla volont di fare del bene e dal desiderio di creare un mondo pi giusto e migliore per tutti.
Nella rappresentazione teatrale Orhan ricopre il ruolo di Tarik. Tarik il capitano di una squadra di primo soccorso che durante unoperazione perde la propria ragazza. I sentimenti irreprimibili di rabbia e senso di colpa lo spingono a lasciare la squadra e ad abbandonare la citt in cui vive. La storia si sviluppa attorno al suo personaggio, che incarna alcuni dei Principi Fondamentali.
Gi dalle sue prime rappresentazioni a Srebrenik e Lukavac, questa iniziativa ha dimostrato come, attraverso le proprie azioni, i giovani possano fare la differenza. Spero che continua Omar quanti pi giovani possibile abbiano occasione di vedere Sette Principi, e comprendere come ciascuno ha dentro di s le potenzialit per provocare un cambiamento nel mondo in cui vive, per se stesso
e per gli altri.

72

IL COMITATO INTERNAZIONALE

CROCEa ROSSA CIPRIOTA:


LA 188 SOCIET NAZIONALE
DEL MOVIMENTO
traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo (tratto dal nr. 490 del Caff Dunant)

Nel corso della riunione del 22 e 23 febbraio 2012, il Comitato Internazionale


dellaCroceRossa(CICR)hariconosciuto
la Croce Rossa di Cipro come la 188a Societ Nazionale del Movimento internazionale della Croce Rossa e della
Mezzaluna Rossa.
Intervista a Philip Spoerri,direttore del
diritto internazionale e della cooperazione al CICR.

Perch la Croce Rossa di Cipro, che esisteva in quanto


organizzazione indipendente dal 1960, stata riconosciuta solo ora?
Ogni volta che la Croce Rossa di Cipro ha chiesto il riconoscimento - la prima volta fu nel 1971 - non ha soddisfatto tutti i criteri indicati nello statuto della Croce Rossa Internazionale e della
Mezzaluna Rossa per il riconoscimento come una societ nazionale.
La recente adozione da parte della Croce Rossa Cipro di nuovi
strumenti statutari di base ha aperto la strada per la procedura di
riconoscimento, e il CICR, in virt delle responsabilit statutarie di
cui incaricato, ha attentamente esaminato la posizione giuridica
della Societ per valutare se rispettava le dieci condizioni per il riconoscimento. Ora siamo lieti di accogliere la 188a Societ Nazionale, riconosciuta come parte del Movimento.
Che cosa si intende per "Movimento"?
La Croce Rossa Internazionale e della Mezzaluna Rossa, che un'organizzazione composta dal Comitato Internazionale della Croce
Rossa (CICR), dalla Federazione Internazionale della Croce Rossa
e della Mezzaluna Rossa, e dopo che la Croce Rossa di Cipro
stata riconosciuta, da 188 Societ Nazionali di Croce Rossa o Mezzaluna Rossa.
La Croce Rossa di Cipro, come le sue 187 consorelle, svolge molti
ruoli ed ha obiettivi diversi per sostenere le persone e le comunit
che hanno bisogno di aiuto. Fornisce servizi di ambulanza, gestisce
una casa per bambini malati e assiste i migranti. Secondo la legge
1967 sulla Croce Rossa di Cipro, si comporta anche come ausiliario
alle autorit nazionali della Repubblica di Cipro in campo umanitario e svolge un ruolo centrale nella preparazione alla risposta in
caso di catastrofi.
La situazione politica nell'isola di Cipro ha ostacolato il
processo di riconoscimento?
La procedura per il riconoscimento di una nuova Societ nazionale
74

IL COMITATO INTERNAZIONALE

cedenti, che questo fatto non avrebbe potuto impedire alla Croce
Rossa di Cipro di chiedere il riconoscimento, dato che la Societ
non stata in grado di estendere la sua azione all'intero territorio
a causa di circostanze non dipendenti dal suo controllo. Questa decisione in accordo con l'interpretazione della condizione settima
data dalla commissione congiunta CICR / Federazione Internazionale per gli Statuti delle societ nazionali, che responsabile dellesame di nuove domande per il riconoscimento e l'ammissione in
seno alla Federazione.
La Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna
Rossa deve ancora esaminare la questione prima di prendere una
decisione definitiva sull'ammissione della Croce Rossa di Cipro.
Questa procedura pu essere effettuata ufficialmente prima dell'Assemblea Generale della Federazione nel 2013.

in seno al Movimento segue rigorosamente considerazioni di carattere legale ed determinato da dieci condizioni per il riconoscimento di cui ho parlato. Si tiene conto inoltre di prassi
precedenti. Considerazioni politiche o conflitti non entrano in
gioco nelle decisioni, queste si basano sui Principi Fondamentali
del Movimento, in particolare quello della neutralit, e l'impegno
preso dalla Societ Nazionale di offrire i suoi servizi a tutte le persone e tutte le comunit. Va inoltre rilevato che la decisione di riconoscere una Societ Nazionale ha effetto solo a livello della
Croce Rossa Internazionale e della Mezzaluna Rossa.
Pu ricordarci i criteri richiesti a una Societ Nazionale
per essere riconosciuta all'interno del Movimento?
Le dieci condizioni per il riconoscimento sono definite nell'articolo
4 dello Statuto del Movimento. La prima condizione che lo Stato,
sul cui territorio la societ nazionale richiedente costituita in conformit della legislazione nazionale, deve rispettare le Convenzioni
di Ginevra del 1949. Altre condizioni riguardano lo statuto di autonomia della Societ Nazionale richiedente nei confronti del governo, l'uso di un emblema riconosciuto e il rispetto dei sette
Principi fondamentali.
La settima condizione riguarda il fatto che la Societ Nazionale richiedente abbia accesso a tutto il territorio dello Stato. In questo
caso specifico stato un problema, dato l'attuale clima politico
sull'isola di Cipro. Tuttavia, il CICR ha concluso, sulla base di pre-

Le considerazioni culturali o religiose che influenzano


ogni processo di ammissione?
Dato il principio fondamentale di imparzialit, proprio del Movimento, le operazioni della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa devono essere condotte senza discriminazione, basate sulla nazionalit,
razza, credo religioso, di classe o di opinioni politiche.
Nel 2012, le maggiori operazioni del CICR sono state condotte per
le persone che vivono nel mondo musulmano, in paesi come Afghanistan, Somalia, Iraq, Pakistan e Sudan. In questi paesi, lavoriamo a stretto contatto con le Societ Nazionali della Mezzaluna
Rossa, come facciamo con le Societ Nazionali della Croce Rossa
in altri contesti. In definitiva, il nostro obiettivo di alleviare la
sofferenza e ci sforziamo di dare priorit ai bisogni umanitari pi
urgenti, indipendentemente questioni di origine e cultura.
Quali rapporti il CICR e il Movimento hanno con la "Societ della Mezzaluna Rossa turca di Cipro del Nord"?
Il CICR intende sostenere lo sviluppo di attivit che questa entit
svolge per le persone che hanno bisogno di assistenza. Sono in
corso trattative con la Federazione per pianificare una missione
congiunta alfine di incontrare rappresentanti della Mezzaluna Rossa
turca, nel nord di Cipro, di discutere le circostanze e le disposizioni
necessarie per poter stabilire un vero dialogo.

75

IL COMITATO INTERNAZIONALE

CICR, GIORNATA INTERNAZIONALE PER


LA SENSIBILIZZAZIONE SULLE MINE:
FERMARE LE ARMI CHE CONTINUANO A UCCIDERE!
di Felicia Mammone

In occasione della Giornata Internazionale per la sensibilizzazione sulle


mine antipersona, il 4 aprile, il Comitato Internazionale della Croce Rossa
ha rivolto un appello,ancora una volta,
per porre fine alla sofferenza causata
dalle armi che uccidono e devastano
le vite anche dopo la fine dei conflitti.

e attuassero pienamente i trattati di diritto internazionale umanitario che cercano di affrontare i problemi causati da queste armi,
cio la Convenzione di messa al bando delle mine Anti-persona, la
Convenzione sulle munizioni a grappolo e il Protocollo sui residui
bellici esplosivi.
Mentre lattuale quadro normativo un risultato notevole in s,
investire sullimplementazione essenziale per raggiungere gli obiettivi umanitari ha detto Mister Daccord. In particolare, c un reale
bisogno di aumentare il supporto alle persone che sono state colpite da mine e da altri residui bellici letali. Costoro hanno bisogno
di un accesso a vita allassistenza medica, alla riabilitazione fisica e
ai servizi psicologici, cos come lassistenza per riconquistare il loro
posto nella societ.
Gli Stati devono intensificare i loro sforzi per distruggere le mine
e le bombe a grappolo e aumentare la bonifica dalle mine - ha
detto Daccord -. In molti luoghi, la raccolta dei dati delle vittime
deve essere migliorata e, attuando la legislazione nazionale, per
imporre gli obblighi del trattato che deve ancora essere adottato.
Questanno sancir il 15o anniversario della Convenzione del 1997
sulla messa al bando delle mine anti-persona. Un totale di 159 Stati
hanno aderito alla Convenzione, di cui almeno 35 ancora hanno
obblighi di sminamento. Il Protocollo 2003 sui residui bellici esplosivi ha coinvolto 76 Stati. Un totale di 70 Stati hanno aderito alla
Convenzione del 2008 sulle bombe a grappolo e altri 41 Stati
lhanno firmata.

La comunit internazionale deve continuare ad agire fino a quando


le persone continueranno a essere uccise o mutilate dalle mine,
dalle bombe a grappolo e dai residui bellici esplosivi - dice Yves
Daccord, Direttore Generale del CICR -. Maggiori sforzi devono
essere fatti per sminare i campi da mine, bombe a grappolo e altre
forme di ordigni inesplosi e abbandonati. Anche luso di mine-antiuomo e bombe a grappolo deve finire.
Il Direttore Generale del CICR ha espresso rammarico visto che le
mine e altri esplosivi pericolosi non sono solo uneredit delle lunghe guerre passate ma anche una minaccia nei conflitti recenti. In
Libia, per esempio, i residui bellici esplosivi stanno ostacolando il
ritorno delle persone alle loro case, cos come il rallentamento
della ricostruzione post-bellica. Anche se il conflitto durato meno
di un anno, la rimozione di queste armi andr avanti per un lungo
tempo a venire.
La sofferenza causata dalle mine e da altre munizioni inesplose potrebbe essere di gran lunga ridotta se tutti gli Stati collaborassero

Colombia,gli scolari in una citt in dipartimento del Cauca partecipare al


seminario CICR su come tenersi al sicuro dalle mine
ICRC - E.Tovar
76

IL COMITATO INTERNAZIONALE

Brazzaville,il quartiereTalangai.Un esperto CICR nella rimozione di ordigni


esplosivi durante un'operazione di bonifica
ICRC
77

di Michele Novaga

CROCE ROSSA PER


LA STRAMILANO

stenza logistica e sanitaria per lottima


riuscita della manifestazione che prevede tre gare: la Stramilano vera e propria di 10 chilometri, la Stramilanina
dedicata ai pi piccini e la mezza maratona di 21 chilometri.

Il 25 marzo si corsa la 41esima edizione della Stramilano, la gara che dal


1972 coinvolge oltre 50.000 persone.Determinante lapporto della Croce Rossa
Provinciale di Milano che,come avviene
da quasi un decennio, ha fornito assi-

78

CONOSCIAMO I COMITATI

mattina presto quando la colonna dei mezzi si muove dal CPECRI del Parco Nord di Milano direzione Parco Sempione, nel centro della citt. Unora dopo oltre 250 operatori della Divisione
Emergenze della Croce Rossa Provinciale di Milano, sono gi al lavoro per montare il Villaggio degli Atleti, punto di riferimento per
chi lindomani correr la Stramilano. Anche per ledizione di questanno, infatti, come da tradizione consolidata dellultimo decennio, la Croce Rossa fornir agli oltre 60.000 partecipanti, di
quella che stata definita la corsa pi bella dItalia, lassistenza sanitaria durante il percorso e allarrivo ma anche lassistenza logistica. In questo villaggio montato tra lArena Civica e lArco della
Pace custodiremo 6.500 borse dei partecipanti alla mezza maratona e prepareremo e serviremo 6.000 pasti che verranno consumati allinterno della mensa montata nella tenda pneumatica di
ultima generazione di 400 mq, racconta Antonio Arosio, Delegato
Provinciale CRI alle Attivit di Emergenza, mentre coordina le operazioni. Durante la corsa di domani saranno impiegati circa 300
operatori oltre a 40 mezzi e 15 ambulanze per il soccorso avanzato. In 16 bag points alloggeremo e custodiremo le borse degli
atleti della mezza maratona, altre tre serviranno allo staff dei fisioterapisti per massaggiare i muscoli dei maratoneti. Allinterno dellArena e durante il percorso, allestiremo dei PMA sanitari per
assistere e medicare eventuali traumatizzati.
Tra i vialetti e i prati del Parco Sempione c un gran fermento: ci
sono squadre che montano i gazebo delle borse, ci sono i cuochi
gi allopera a tagliare le verdure per il sugo, ci sono gli elettricisti intenti a montare limpianto di illuminazione, ci sono quelli che
allestiscono la mense con decine di tavoli e panche, c chi spazza,
chi pulisce e chi guida il bilico da una parte allaltra dei 4.000
metri quadrati di estensione del villaggio. Le divise rosse dei volontari creano un divertente confronto cromatico con lazzurro intenso del cielo di Lombardia (che, come diceva il Manzoni, .
cos bello quand bello) e il verde degli alberi secolari del parco.
Ma per molti dei volontari questi due giorni saranno un test desame
del corso Opem-Operazioni dEmergenza della Scuola Divem. Abbiamo approfittato di questo avvenimento per svolgere gli esami di
specializzazione che prevedono unattivit pratica nella gestione logistica del montaggio delle strutture - commenta Gianmaria Parotti,
responsabile del Comitato Scientifico di Scuola Divem -.Tutto il
corso stato finalizzato allo svolgimento di questa prova e 54 corsisti oggi hanno lavorato allallestimento facendo tesoro dellattivit
teorica svolta in aula.
Sono le 8.30 di domenica, i primi atleti affollano la piazza Duomo.
Quaranta operatori CRI si posizionano sotto lo striscione della
partenza per contenere la folla degli oltre 50.000 che si cimenteranno nella corsa non competitiva, di 10 chilometri, a breve.
Anche le 7 squadre di soccorso appiedate e ciclomontate sono gi
sparpagliate tra partenza, arrivo (dentro lArena Civica) e lungo il
percorso. Cos come sono pronti gli equipaggi delle ambulanze e
del centro mobile di soccorso.
Al Villaggio ci si d un gran da fare per sistemare le borse degli atleti

che partono per la mezza maratona da piazza Castello. Il colpo di


cannone decreta linizio. La gara dei professionisti si svolge senza
particolari problemi.
Come tradizione viene consegnato il Premio Croce Rossa MF35 alla
prima donna 35 enne arrivata al traguardo, in memoria di Michela
Rossi, latleta abruzzese morta nel devastante terremoto dellAquila
poche ore dopo aver corso la Stramilano 2009. Nel frattempo il
Sergente Maggiore Massimo Boncristiano il primo della delegazione di corridori di Croce Rossa ad arrivare al traguardo.
Una cinquantina saranno, alla fine delle due gare, gli interventi sanitari sui corridori soprattutto per curare storte, stati di affaticamento e piccole escoriazioni in seguito a cadute.
La corsa finita ma al tendone mensa i 20 cuochi e i 30 addetti
alla distribuzione dei pasti non si fermano un attimo: in otto turni,
tutti i 6.000 atleti della mezza maratona a rotazione ricevono e
consumano un pranzo completo a base di orecchiette al sugo, parmigiano, salame, pane e frutta. Gli ultimi a mangiare sono gli operatori CRI che, finalmente si possono rifocillare, in vista del lavoro
di smontaggio che li attende nel pomeriggio.
A ringraziarli personalmente Alberto Bruno, Commissario CRI Provinciale di Milano. Voglio ringraziare tutti per il lavoro svolto sin
da ieri. Tutto quello che abbiamo fatto per consentire lo svolgimento di un grande evento e una grande festa di popolo, allo
stesso tempo una grande esercitazione molto reale in caso di emergenza. Ringraziamenti a cui si associato, con uguali parole, il
Commissario Regionale, Maurizio Gussoni, presente allevento insieme allIspettrice Regionale dei Pionieri, Sabrina Turrin.
Mentre i cittadini milanesi affollano il parco in questo caldo e assolato pomeriggio domenicale, i volontari sono al lavoro per smontare tutto e caricarlo, di nuovo, sui mezzi per il ritorno al CPE-CRI
del Parco Nord.
Rientreranno alla base stremati ma contenti, pronti per una
nuova emergenza!

79

a cura di Paolo Russo

LAMERICAS CUP A NAPOLI


La prima edizione dellAmericas Cup a Napoli non era partita proprio bene, anzi non era partita affatto. Rallentamenti, ripensamenti
hanno fatto temere fino allultimo che la manifestazione risentisse
del ritardo che giorno dopo giorno andava accumulandosi. Per la
Croce Rossa Italiana, e il Comitato Provinciale CRI di Napoli, la
prima riunione organizzativa si tenuta il 26 marzo e lassegnazione ufficiale delle attivit di soccorso sanitario alla CRI avvenuta nove giorni prima dellinizio delle gare. Cos, a ritmo di passo,

stata avviata la macchina organizzativa. Il primo step stato garantire un presidio sanitario avanzato, con volontari e personale
paramedico, nellarea che da Mergellina arriva a Piazza Vittoria
dove stato successivamente allestito il Villaggio ospitalit, dellarea tecnica riservata ai team e al Comitato organizzatore.
Completati a tempo di record i lavori, sabato 7 aprile, si apre la
manifestazione. Il sole del giorno prima lascia il posto alla pioggia,
80

CONOSCIAMO I COMITATI

Venerd le previsioni annunciano un mini-tornado in arrivo su Napoli. Lintera giornata di gare viene annullata e tutto il villaggio rinforza gli ormeggi e si prepara al peggio. Nonostante questo nessun
volontario della Croce Rossa Italiana lascia il villaggio, preparandosi
a fronteggiare lemergenza, che per fortuna non arriver.
Un vento particolarmente teso e onde di grandezza tale da superare il frangiflutti realizzato a ridosso del Lungomare Caracciolo
aprono la giornata di sabato: il Comitato di Regata dellAC World
Series Napoli decide di annullare le prove. Anche nellultima giornata della manifestazione, domenica 15, il tempo inclemente, ma
il villaggio pieno di visitatori. stato allestito anche uno stand per
la raccolta fondi della campagna 2012 di Trenta Ore per la Vita e
Croce Rossa Italiana al fine di acquistare defibrillatori da donare
a palestre, piscine e campi sportivi. Le gare cominciano a mezzogiorno ed Luna Rossa Piranha lAC45 vincitore del Fleet Racing
Championship valido ai fini dellAC World Series. Il saluto caloroso
del pubblico, la presenza dei quasi 500 volontari CRI in otto giorni
di manifestazione sono la dimostrazione pi sincera che Napoli
piena di risorse individuali straordinarie.

motivo per cui buona parte degli eventi previsti, taglio del nastro
compreso, vengono spostati allinterno degli stand istituzionali. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, incontra i volontari della CRI,
visita larea dove lAssociazione ha istallato, con strutture gonfiabili,
un Posto Medico Avanzato (PMA), una tenda per lalloggio temporaneo di visitatori e il camper di coordinamento delle attivit.
La pioggia fa da padrona per tutta la giornata di domenica tenendo lontano i visitatori. In serata, nella fantastica cornice di Piazza
del Plebiscito, si svolge la spettacolare cerimonia di inaugurazione:
il colonnato della Chiesa di San Francesco da Paola trasformato in
un grande acquario, gli effetti speciali di Marco Balich, presidente
di Filmmaster Events che firma lintera organizzazione scenografica
dellevento, stupiscono oltre 20.000 presenti. In un crescendo di
entusiasmo il video messaggio del Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, lingresso della bandiera portata dalla campionessa olimpica Alessandra Sensini, ed ecco la presentazione delle
squadre. Con larrivo sul palco del team Luna Rossa, un nubifragio
si abbatte sulla piazza e la manifestazione si chiude. Nel fuggi-fuggi
generale qualcuno cade e sinfortuna, la CRI presente con 3
equipaggi cos pu soccorrere, tra gli altri, anche una giovane
donna per la quale si render necessario il ricovero in ospedale.
Il giorno successivo, luned 9, una giornata bellissima. Gi dalla
mattinata un fiume umano affolla lenorme isola pedonale dedicata alla manifestazione. A fine giornata, saranno pi di 250.000
i visitatori che hanno passeggiato tra la Villa Comunale e il lungomare. Gli spettatori si arrampicano sugli scogli per vedere da vicino
i catamarani che, anche nella giornata di riposo delle gare, assaporano il sole e il mare del golfo di Napoli. Qualcuno scivola, sinfortuna e i soccorritori corrono ad assisterli. Superlavoro anche
per la CRI che nel corso della giornata ha realizzato una quarantina di interventi e 3 ricoveri.
Da marted il maltempo torna a essere il protagonista della manifestazione. Un velista neozelandese, durante una manovra in acqua,
si produce una profonda lacerazione alla mano. Al PMA riceve lassistenza e anche la consulenza del Commissario del Comitato Provinciale CRI di Napoli, Paolo Monorchio che, da ortopedico,
esclude lesioni ai tendini. Il velista comunque trasferito al pronto
soccorso per poi rientrare al villaggio in serata. Nonostante il maltempo alle 14.30 partono le prime regate. Tra un temporale e una
schiarita, gli equipaggi si fronteggiano allultimo bordo ma ormai
tutti i velisti hanno individuato il nemico da battere: il maltempo.
Dopo unora circa di gara, il vento alzatosi troppo forte e le regate vengono sospese.

Il Commissario Provinciale CRI di


Napoli,Paolo Monorchio
81

URBINO: LIMPEGNO DELLA


CRI PER LINTEGRAZIONE
DELLE DONNE IMMIGRATE

di Sandra Crowther

Nel 2006 si aperto un laboratorio CRI


per le attivit di integrazione di donne
immigrate a Urbino, citt che ha dato
i natali al Duca di Montefeltro e che,in
questi ultimi anni,oltre alla forte presenza di studenti universitari,ha visto
anche una forte presenza migratoria.
Ci, in collaborazione con Comune di
Urbino, Caritas, Asur, ha spinto la CRI
ad assumere un ruolo di coordinamento interistituzionale per affrontare questa problematica.

Allinterno del laboratorio sono stati avviati percorsi di approccio


alla lingua italiana, percorsi di educazione alla salute che vedono
sempre il coordinamento del Comitato CRI di Urbino. Inoltre, il laboratorio si posto lobiettivo di far da ponte tra le donne immigrate e i servizi socio sanitari territoriali. Nei corsi svolti nel
laboratorio CRI, le docenze sono state tenute sia dal personale di
Croce Rossa sia dal personale socio sanitario che ha accettato la
collaborazione. In sintesi, i percorsi formativi attuati sono stati: a
maggio 2006, organizzazione e coordinamento interistituzionale
per percorso formativo per insegnanti dell'Istituto Comprensivo
"Pascoli" di Urbino; a novembre 2006, organizzazione e coordi82

CONOSCIAMO I COMITATI

giuntamente unendo risorse e competenze delle donne immigrate,


delle istituzioni, del privato sociale. Da questanno la CRI di Urbino
partecipa attivamente allorganizzazione e coordinamento di un
corso di formazione per facilitatrici dedicato a donne immigrate
che vivono nel nostro ambito territoriale. Il corso di formazione
prevede le seguenti tappe: 1) coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholders rilevanti e programmazione di strategie di accesso delle
donne immigrate ai servizi socio-sanitari; 2) raggiungimento di
donne a maggior rischio di isolamento e creazione di antenne
(le facilitatrici) sul territorio che agiscano da gatekeeper per definire il bisogno e indirizzarlo verso la rete di intervento ed i servizi
pi opportuni. Aumento della conoscenza dei problemi territoriali
nei rapporti interculturali che coinvolgono le donne immigrate; 3)
miglioramento dell'uso competente dei servizi e della relazione di
cura; capacitazione delle donne immigrate coinvolte nella gestione
delle problematiche socio-sanitarie, in particolare ostetrico-ginecologiche; 4) miglioramento e qualificazione delle competenze formali e informali per facilitare il riconoscimento, maggior
coinvolgimento delle donne immigrate nel volontariato e nell'associazionismo e maggior riconoscimento di volontariato e associazionismo nel rapporto con le istituzioni rilevanti partendo da una
metodologia bottom-up; 5) dare rilevanza pubblica ai vantaggi reciproci associati ad una relazione di cura pi fluida, al fine di favorire il supporto alla continuit e ulteriore sperimentazione di
azioni in questo campo; favorire l'istituzionalizzazione di una presa
in carico a rete e diversity-sensible delle donne immigrate; 6) coinvolgimento e sostegno alla motivazione delle donne immigrate alla
partecipazione dei corsi CRI del Comitato di Urbino come volontarie. Una parte del corso includer tre project work di cui uno coordinato e realizzato interamente dalla Croce Rossa con evento
finale. Il contesto scelto per l'avvio sperimentale del corso l'area
urbinate, che comprende circa 20 Comuni nell'interno della Provincia di Pesaro ed Urbino. Esso caratterizzato sia nell'ottica dei
bisogni e dei problemi non sufficientemente coperti, sia nell'ottica
delle risorse che potenzialmente pu esprimere. Infatti, sul territorio si riscontra una forte e crescente pressione migratoria. I servizi
per la maternit e l'infanzia, sociali e sanitari, inoltre, sono fra quelli
pi investiti dal fenomeno, in quanto nei Comuni interessati gli stranieri sono minorenni fra il 25 e il 30% dei casi: ormai pi di un
quarto dei nati nell'Ospedale di Urbino ha una madre straniera
(238 su 940 parti nel 2008, secondo i dati pi recenti dell'Osservatorio Epidemiologico sulle Disuguaglianze della Regione Marche). Sul territorio esiste una rete informale di istituzioni e
l'associazionismo immigrato formale e informale, che mette assieme
attori con diverse competenze ed esperienze, i quali gi da diversi
anni hanno avviato una riflessione su questi temi.

namento incontri prevenzione salute donne immigrate, con CRI Comitato di Urbino, NAAA onlus e rete istituzionale; nel 2007, attivit aggregative in localit Ponte Armellina, dedicate alle donne
immigrate; nel 2008, organizzazione corso BEPS per volontarie
immigrate, di cui ben 8 donne hanno conseguito lattestato; nel
2009, coordinamento interistituzionale per servizio volontarie immigrate CRI presso lOspedale di Urbino ed il Distretto sanitario;
sempre nel 2009, coordinamento interistituzionale per servizio
donne immigrate per accompagnamento dellostetrica alle visite
domiciliari riguardanti il post parto e lallattamento delle donne
immigrate in difficolt; infine nel 2011, organizzazione segreteria
per il convegno "Il dialogo interculturale nella sanit", promosso
da ASUR in collaborazione con la CRI di Urbino e NAAA Onlus.
Gli ambiti d'azione che la CRI ha scelto per il servizio delle donne
immigrate riguardano la prevenzione del disagio sociale, la tutela
della maternit, l'accompagnamento delle donne migranti come
persone a rischio di esclusione sociale. Questi ambiti sono tenuti
assieme dall'obiettivo di lavorare sull'empowerment delle donne
migranti nel contesto territoriale urbinate, aggredendo condizioni
di svantaggio ed isolamento sociale con percorsi di accompagnamento, aiuto, promozione e formazione di competenze di facilitazione e mediazione di comunit, a partire dalla sfera dei bisogni
socio-sanitari.
I servizi sanitari e socio-sanitari, per esempio relativi alla maternit,
costituiscono una delle principali porte di accesso delle donne immigrate alle relazioni intergruppo, ma sono anche occasione di
fraintendimenti e rischi. Ne consegue un aggravio di carico su alcuni
servizi e figure professionali (vedi gli accessi inappropriati al Pronto
Soccorso, i troppi ricoveri urgenti rispetto a quelli programmati),
con un impegno sproporzionato e a tratti inefficace di risorse economiche e umane, e rischi per la qualit della presa in carico: il tipo
di bisogni e le domande espresse si veicolano infatti verso l'offerta
non sempre adeguata, a causa di difficolt di comunicazione. Difficolt che hanno sia una componente linguistica, ma anche socioculturale: condizioni sociali e di vita (l'isolamento, povert materiale
e relazionale), la conoscenza frammentaria e le rappresentazioni
differenti del servizio socio-sanitario, sono alcuni degli elementi
che possono incidere negativamente sullalleanza terapeutica e la
continuit socio-assistenziale, rafforzando in un circolo vizioso lisolamento delle donne immigrate.
L'obiettivo generale delle azioni svolte dalla Croce Rossa Italiana
di Urbino stato ed quello di lavorare sul ribilanciamento della
presa in carico, considerando la complessit del bisogno, gli aspetti
di prevenzione ed educazione alla salute, in modo da sgravare la
cura ed avviare percorsi di autonomia nella gestione del proprio
benessere e nella fruizione dei servizi. Empowerment, auto-aiuto
e limitazione delle discriminazioni istituzionali sono affrontati con83

ATTIVIT

NEWS DAL TERRITORIO


a cura di Lucrezia Martinelli

CUNEO

NEC Wheelchair tennis tour


Per il tredicesimo anno consecutivo a marzo si tenuto a Cuneo,
presso il Palatennis GIS, il consueto appuntamento con il NEC Wheelchair tennis tour, meglio noto come Tennis in carrozzina, un torneo internazionale riservato ad atleti diversamente abili ospitato in
tutto il mondo da ben 24 Paesi. Anche questanno la Croce Rossa Italiana ha preso parte allevento; i Giovani, in particolare, hanno fornito
parte dell'assistenza logistica portando in campo bibite ed alimenti all'inizio di ogni incontro, aiutando nella sistemazione gli atleti nei diversi hotel e favorendo gli spostamenti dei medesimi giocatori dagli alberghi al luogo dei match. La Croce Rossa si anche occupata dell'assistenza sanitaria durante tutto l'evento. I volontari CRI hanno espresso
vivo entusiasmo per aver avuto la possibilit di partecipare ad unesperienza di questo calibro e poter quindi far tesoro di quanto appreso;
ogni anno infatti la Croce Rossa di Cuneo si impegna a fondo affinch il proprio ruolo nell'organizzazione sia sempre pi attivo e vissuto
con la giusta consapevolezza, fondamentale per il buon funzionamento dellattivit. Ci che rimane impressa sicuramente la grande lezione
di vita che questi sportivi infondono a tutti, come ai loro familiari, pronti a fare il tifo e agli organizzatori dellevento.

FASANO (BR)

Corso di formazione per Assistenti

familiari
A Fasano (Br), presso la sede del Comitato Locale della Croce si
svolto, nei mesi di marzo e aprile, il Corso di formazione per Assistenti familiari, comunemente note come Badanti. L'iniziativa, promossa dal Comitato Femminile della CRI fasanese, stata strutturata
in 10 dieci incontri. Le lezioni teoriche si sono svolte in aula presso il
"Centro di Formazione" della Croce Rossa a Fasano e qualche ora di
abilit pratica trascorsa invece presso l'Istituto per Anziani "Canonico Rossini", per una durata complessiva di 30 ore. Durante gli incontri
sono stati analizzati alcuni contenuti di gerontologia e geriatria, cura e igiene della persona e dell'abbigliamento, principi di educazione alimentare, i bisogni della persona anziana e i suoi aspetti psicologici, i diritti e le tutele delle badanti, la medicazioni di piaghe da decubito e
abilit legate al movimento della persona, le abilit comunicative, relazionali e sociali che consentano un adeguato rapporto interpersonale
con l'utente e con il nucleo familiare ed infine alcuni elementi di primo soccorso.

84

ATTIVIT

LATINA

Unit di Strada - Angeli Custodi


Un servizio sempre pi impegnativo e che cresce nel tempo. In questi
termini possibile qualificare il lavoro svolto nel 2011 dalle Unit di
Strada-Angeli Custodi, gestite dalla Sala Operativa Sociale CRI in partenariato con la Provincia di Latina. Resta alta l'attenzione sui minori,
mendicanti e non, con oltre 100 interventi di vario genere. In particolare, vanno avanti i progetti di scolarizzazione dei bambini presenti
nei vari campi nomadi, come Al Karama e ad Aprilia. La CRI inoltre
stata scelta dalla Giustizia minorile per un progetto di rieducazione e

lavori socialmente utili tanto da aver accolto due giovani su indicazioni del Tribunale per i Minori.
Il responsabile della Sala Operativa Sociale, Daniele Bruni, ha dichiarato: Sono orgoglioso dell'attivit delle Unit di Strada per i risultati
raggiunti nel 2011. Cito solo a titolo di esempio, i diversi rimpatri con la collaborazione delle ambasciate, delle societ nazionali di Croce
Rossa di altri Paesi e del Comune di Latina; gli inserimenti nelle case d'accoglienza di donne e minori, l'incondizionata assistenza ai senza fissa
dimora di tutto il territorio. Un progetto su convenzione con la Provincia di Latina che senza dubbio cresciuto nel tempo.
Per ogni emergenza sociale possibile contattare il numero 800-585200 - Sala Operativa Sociale CRI.

CALTANISSETTA

Gli esami non finiscono mai: SMTS


Si sono svolti alla fine di marzo gli esami che hanno diplomato 9 operatori specializzati nei Soccorsi con Mezzi e Tecniche Speciali del Comitato Provinciale CRI di Caltanissetta. Gli operatori SMTS sono unit
altamente specializzate della Croce Rossa Italiana; hanno abilitazioni in
tecniche speleo alpine, cartografia, orientamento, avvicinamento agli
aeromobili, soccorso in acqua e soccorso in zone impervie. Oltre al
classico corso PSTI (Pronto Soccorso Trasporto Infermi) hanno nozioni
importanti in materia di Protezione Civile e in materia NBCR (Nucleare

Batteriologico Chimico e Radiologico). Inoltre, hanno gi partecipato attivamente a numerose esercitazioni con il Comando dei Vigili del
Fuoco nella provincia di Caltanissetta, alla ricerca di un disperso in localit Gela (CL) nel 2010 e in altre numerose attivit. I Soccorsi con
Mezzi e Tecniche Speciali possono effettuarsi con personale specializzato, in strade interrotte e impraticabilit del terreno per via delle calamit naturali, ricerche a largo raggio di persone disperse o intrappolate in sacche d'aria nelle cavit del terreno poi inondate da qualche
temporale o nevicata, oppure portare il primo soccorso in alta quota con lausilio delle tecniche speleo alpine, o in aree contaminate da
qualche sostanza chimica o da scorie radioattive.

85

ATTIVIT

PADOVA
Get Right WhenYou Drive
Giovani volontari della Croce Rossa Italiana che sensibilizzano i coetanei sul consumo responsabile di sostanze alcoliche. Controlli gratuiti
con etilometro, area di decompressione, trasporto a domicilio e materiale informativo. il progetto Get Right When You Drive del Comitato Provinciale CRI di Padova che si sta svolgendo in questi mesi
nel territorio nei pressi di locali e discoteche i cui titolari hanno ben accolto l'iniziativa, come del resto anche i giovani. I volontari agiscono
come semplici informatori, non volendo e non potendo sostituirsi alloperato degli agenti di pubblica sicurezza. Lintento dellattivit quello
di limitare il danno. Nei luoghi previsti i giovani CRI allestiscono una piazzola di sosta dove le persone troveranno materiale informativo sulle
conseguenze dell'abuso di alcolici e sugli effetti causati in chi si mette alla guida in stato di ebbrezza. Ci sar anche un piccolo quiz per valutare la conoscenza degli elementi basilari della materia. Si potranno effettuare gratuitamente controlli del tasso alcolemico senza nessuna
sanzione. Nel caso in cui la persona interessata risulti fuori norma, i volontari la inviteranno, ma non possono obbligarla, a sostare nell'apposito gazebo-relax allestito, finch il tasso non ritorner sotto il limite previsto dalla legge. Il Progetto svolto da una squadra di 5-6 volontari della Croce Rossa, appositamente formati da Franco Marcomini del Dipartimento dipendenze SERT dellAzienda sanitaria 16 di
Padova, dagli addetti delle squadre di emergenza psicologica della CRI e da Nicol Zanuso, referente provinciale del progetto ed Ispettore
giovani CRI di Vigodarzere, delegazione coordinatrice del servizio. Informazioni: www.cripadova.it

ROMA

Bimbinfiera
Il Comitato Locale CRI di Roma ha partecipato alledizione di quest'anno di Bimbinfiera, il pi importante salone espositivo italiano
dedicato al mondo dell'infanzia, rivolgendosi ai bambini, alle mamme,
ai pap e agli operatori del settore presenti in gran numero. Nel primo
fine settimana di aprile la Croce Rossa di Roma stata presente allevento con un ampio spazio allestito all'interno della manifestazione,
promuovendo e diffondendo tra l'altro la disostruzione e rianimazione

cardiopolmonare in et pediatrica.
Lo spazio espositivo era organizzato in differenti aree. La prima area era dedicata a genitori e operatori, con sessioni formative tenute da
istruttori CRI sulla disostruzione in et pediatrica e distribuzione di materiale informativo e formativo, cartaceo e multimediale. Una seconda
area stata dedicata all'intrattenimento dei pi piccini con il supporto dei Giovani del Comitato Locale di Roma che con grande entusiasmo hanno coinvolto i bimbi facendoli colorare su immagini a tema CRI e preparando insieme a loro innumerevoli "sculture di palloncini"
dalle forme pi svariate. Un'ulteriore area ha ospitato l'esposizione di mezzi e tecniche dei soccorsi speciali, con presentazione dei diversi
presidi.

86

ATTIVIT

DISAGIO GIOVANILE E DEVIANZE:


COME LA CRI INTERVIENE
di Ilaria Forte

Si svolto sabato 17 marzo, a Roma,


presso la sala Palasciano del Comitato
Centrale della Croce Rossa Italiana il
convegno intitolatoDisagio giovanile e
devianze: come la CRI interviene.
Lobiettivo dellincontro stato quello di
voler capire e far comprendere le modalit con le quali la Croce Rossa generalmente affronta il problema del disagio
minorile e la devianza che pu scaturirne.

possibile conoscere le loro prospettive: la riflessione con la


quale ha avuto inizio il convegno e che ha coinvolto un centinaio
di Giovani CRI provenienti da numerose regioni.
Come ha detto Enrico Girmenia, psicoterapeuta, esistono dei campanelli dallarme che possono far comprendere lesistenza di devianze giovanili.
Tra i segnali, quello pi ovvio e frequente in primis la trasgressione che in alcuni casi pu arrivare a sfociare in fenomeni di bullismo, partecipazione a baby gang, discriminazione, violenza ed
illegalit. In risposta a questo, vi stato lintervento di Santa Sicali,
giovane CRI psicoterapeuta, che in base alle proprie esperienze allinterno dellassociazione e in base a quanto stato realizzato dalla
Croce Rossa dal 2006 ad oggi, arriva ad evidenziare come il disagio giovanile si origini laddove il ragazzo abbia difficolt a trovare una sua collocazione nella societ in cui vive.
La realt viene dunque vista come fonte di disorientazione per il
ragazzo, che in mancanza di una guida, pu non saper rispondere
nel giusto modo.
stata Serenella Pesarin, Direttore Generale per lattenuazione di
provvedimenti generali, invece, a voler sottolineare come ogni
azione o iniziativa allinterno della societ possa avere risvolti positivi o negativi. Il 30% di chi abusa lo fa perch ha subito un abuso
sessuale e sicuramente non si pu solo pensare alla riduzione del

Per ogni ragazzo si sa, ladolescenza un periodo critico. Si affrontano cambiamenti fisici, si cresce, c la paura che questi cambiamenti non vengano accettati. Si fanno nuove esperienze, si
scoprono nuove cose, e molto spesso si entra a contatto con nuove
realt che non sempre si in grado di gestire nel migliore dei modi.
Quando a tutti questi fattori si aggiunge poi la devianza il disagio
aumenta, ci si sente ancor di pi fuori la societ, e allesterno appare evidente la necessit di ricorrere a un sostegno.
In Italia esiste una fitta rete di servizi appositamente predisposti, di
questa rete fa parte la CRI che mira a fornire un valido supporto
in ambito di prevenzione primaria, secondaria, e terziaria.
Sono centomila i ragazzi con i genitori in carcere, e di questi non

Marco Galassi
87

ATTIVIT

Marco Galassi

danno, quando al voler affrontare il tutto a livello sociale. Generalmente si tende a considerare protagonisti di questi eventi i giovani extracomunitari e a pensare che la devianza giovanile sia in
aumento. In realt non vera nessuna delle due affermazioni.
Pierluigi Rossetti, funzionario del Servizio Politiche di welfare del
Comune di Forl, ha condiviso tre casi pratici avvenuti nel comitato
Locale della Croce Rossa per i quali i Giovani si sono impegnati a
integrare la persona assegnatagli al pari degli altri volontari, nel
pieno rispetto dei principi di Croce Rossa.
A concludere gli interventi stata Arianna Marchetti, delegato tecnico Nazionale Area Servizio nella Comunit, che ha proposto una
panoramica delle attivit e delle iniziative svolte dai Giovani della
Croce Rossa Italiana sul territorio, lanciando la sfida per lavorare
di meglio ed ottenere un maggiore impatto.
I giovani trovano difficoltoso superare la fase adolescenziale a causa
di questo malessere generalizzato; diventa dunque difficoltoso riuscire a superare questa fase critica ed arrivare verso let adulta
senza incorrere in situazioni di rischio. E proprio questo il punto.
Provare a superare questa fase e magari affrontare il rischio senza
contare su riferimenti stabili, senza relazioni solide fondate su principi e valori positivi, pu comportare listaurarsi di comportamenti
devianti dovuti proprio allinequilibrio e alla difficolt poi di trarsene fuori. Tutte quelle persone che vivono in condizioni di marginalit sociale, perch istituzionalizzati o colpevoli di reati penali,
inseriti poi in programmi di messa alla prova, trovano difficile il
percorso di reinserimento nel tessuto sociale. Per questi ultimi la
Croce Rossa rappresenta una vera e propria possibilit di cambiamento, o meglio, rappresenta una seconda possibilit per tornare
a vivere.
Gi nel corso della seconda Assemblea Nazionale dei Giovani CRI
si era arrivati al punto di voler promuovere un maggiore impegno
dellAssociazione attraverso il miglioramento delle attivit di prevenzione e la reazione alle attuali problematiche giovanili, sollecitando la collaborazione con Enti ed Istituzioni del servizio sociale
principalmente finalizzate al recupero dei minori.
Levento ha voluto anche tracciare un report del servizio reso a
seguito della firma del protocollo dintesa con il Dipartimento della
Giustizia Minorile, nonch della formazione avviata in questi anni.
Proprio in riferimento a questaccordo di cooperazione strategica
il convegno ha voluto essere uniniziativa volta a capire come la
CRI possa agire concretamente di fronte alla tematica.
Loccasione, che ha costituito momento di dibattito e confronto,
si proposta di favorire unazione coerente con gli obiettivi strategici della Croce Rossa Italiana e, tramite la sensibilizzazione dei
volontari, come un momento di confronto con esperti del settore,
ovvero con rappresentanti delle Istituzioni e servizi territoriale.
In occasione dellevento stata consegnata da Andrea Gradella,
Vice Ispettore nazionale dei Giovani CRI, la medaglia di bronzo al
Pioniere Santa Sicali quale riconoscimento per la realizzazione del
progetto La Citt che Vorrei.

ROMA,SABATO 17
MARZO 2012

Nella foto Serenella Pesarin,


Direttore Generale
attuazione provvedimenti
giudiziari del Dipartimento
di Giustizia Minorile
88

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DIRITTO
INTERNAZIONALE
UMANITARIO
E LE DISCRIMINAZIONI
di Adele Fiaschetti

Tommaso Della Longa

DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

Il termine Discriminazione deriva dal latino discrimino che significa distinguere, separare, fare una distinzione. Parlava Seneca di Discriminator, ancor di pi SantAgostino, indicandolo come colui
che fa la differenza, la Discriminatio indica dunque una separazione.
Il concetto di Discriminazione nel corso della Storia ha interessato
filosofi, religiosi e molti giuristi costituzionalisti, ma il termine nella
sua accezione moderna ha iniziato a essere utilizzato solo nella
prima met del 1800, considerandolo come un trattamento sfavorevole rispetto allindividuo che ne danneggiato, in quanto
trattato in maniera diversa.
Nel diritto esso assume una nozione pi specifica e riveste peculiare importanza, poich tocca situazioni soggettive garantite come
diritti della persona che, in ossequio ai principi generali del nostro
ordinamento sia interno sia internazionale, sono considerati inviolabili.
Esistono vari tipi di discriminazioni sia legate alla teoria dellidentit sociale sia a quella del conflitto realistico. La posizione delle
Nazioni Unite circa le Discriminazioni che i comportamenti discriminatori possono assumere molte forme, ma tutti comportano
una qualche forma di esclusione o di rifiuto . Ci ha portato a disposizioni normative che sviluppano il divieto di discriminazione in
maniera sempre pi progressiva ed evoluta nella specificazione e
sempre pi precisa e ricca delle cause di discriminazioni, basti pen-

sare allesempio dellart.21 della Carta dei diritti fondamentali dellUnione Europea e allart 14. della Convenzione Europea per la
Salvaguardia dei diritti dellUomo e delle Libert fondamentali.
Dunque, recentemente il dibattito giuridico internazionale e nazionale si incentrato sul principio di eguaglianza, sulle modalit e gli
strumenti pi adatti a combattere le discriminazioni, tanto attraverso lutilizzo di clausole di divieto di discriminazioni quanto il ricorso a disposizioni normative identificate di volta in volta come
azioni positive, misure temporanee e speciali o discriminazioni speciali.
importante sottolineare che nei documenti comunitari e internazionali si sviluppato il DIVIETO di DISCRIMINAZIONI, mentre
nella legislazione nazionale le disposizioni giuridiche vengono definite solo come azioni positive.
Il nostro ordinamento giuridico e sociale poggia sulle fondamenta
del principio di uguaglianza.
Esso sancito espressamente allart. 3 della Costituzione Italiana,
la quale, stabilendo che tutti i cittadini hanno pari dignit sociale
e sono eguali avanti alla legge, enuclea, in primo luogo, il cd. principio di eguaglianza formale. Esso impone al legislatore di emanare
regole aventi efficacia generale e valide per tutti a prescindere dallappartenenza degli individui ad una determinata categoria, ossia
senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione opinione politica
e di condizioni personali e sociali.

93

DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

Per vero, il principio in esame completato dal secondo comma


della norma citata che sancisce il principio di eguaglianza cd. sostanziale, con il quale il legislatore costituente mira alla creazione
di un sistema in cui non solo le leggi risultino uguali per tutti ma che
esse siano altres orientate e volte a eliminare gli ostacoli allattuazione effettiva di una situazione egalitaria per tutti i cittadini.
Ci premesso, evidente che il principio di parit di trattamento
e i divieti di discriminazione non costituiscono altro che estrinsecazione di quanto solennemente sancito
dallart. 3 della Carta fondamentale.
In verit, essi trovano espresso riconoscimento anche nellordinamento internazionale a cui lItalia aderisce e si conforma. E
infatti, per citare i documenti normativi pi
applicati nellordinamento, il principio di
non discriminazione enucleato:
allart. 14 CEDU, che stabilisce che il godimento dei diritti sanciti dalla Carta deve
essere assicurato senza che venga attuata
alcuna discriminazione determinata dal
qualsivoglia fattore;
allart. 21 della Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea
vieta qualunque forma di discriminazione.
Il riconoscimento espresso nelle carte dei diritti fondamentali emanate nellambito del sistema giuridico interno ed europeo dimostrano che i comportamenti discriminatori tenuti ad ogni livello
costituiscono violazione di un diritto inviolabile appartenente ad
ogni individuo e rappresentato dalla dignit umana.
Tanto premesso in termini generali, possibile collegare le problematiche relative alla discriminazione con il Diritto internazionale
Umanitario prendendo in esame larticolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra del 12 Agosto 1949.
Le persone che non prendono parte attiva alle ostilit, compresi
membri delle forze armate che abbiano deposto le armi o si trovino hors de combat per infermit, ferite, detenzione o qualsiasi
altra ragione, saranno trattate umanamente in ogni circostanza, senza
alcuna discriminazione fondata su razza, religione o credo, sesso, nascita o censo, o qualsivoglia altro criterio analogo. Il diritto cd. di
Ginevra, relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati e
della popolazione civile, si sviluppato a partire dalla convenzione
di Ginevra del 1864 e ha trovato una sistemazione nelle Convenzioni di Ginevra del 1906, 1929 e 1949: tradizionalmente si di-

stingue dal cd. diritto dell'Aja, relativo alla disciplina dell'uso della
violenza bellica fra belligeranti (cfr. Convenzioni dell'Aja del 1899
e 1907), anche se tale distinzione viene ritenuta superata dall'adozione dei Protocolli addizionali alle 4 Convenzioni di Ginevra del 1977.
Il diritto internazionale umanitario diritto internazionale in senso
proprio, cio un insieme di norme dirette a regolare una parte dei
rapporti tra stati nei casi di conflitto armato. Lo scopo la protezione dell'individuo e il divieto di eventuali
discriminazioni ex art. 3 comune Convenzioni
di Ginevra del 1949, per la protezione non
si esprime nella forma del riconoscimento di
diritti dell'individuo ma in quella di obblighi
reciproci tra gli stati belligeranti.
La relazione tra diritto internazionale umanitario e diritto internazionale dei diritti umani
si fonda sul principio di specialit. La distinzione non intrinseca, ma riguarda il contesto, vale a dire le diverse circostanze che ne
richiedono l'applicazione. A livello sostanziale, le norme si compenetrano e si completano, in particolare durante i conflitti armati non internazionali. A livello procedurale, gli
strumenti di tutela dei diritti umani contengono sofisticati meccanismi di enforcement, che sono pi efficaci di quelli propri del diritto internazionale umanitario, caratterizzati da un approccio
essenzialmente State oriented.
Le norme di diritto umanitario amplificano la tutela dei diritti fondamentali e limitano le discriminazioni, in quanto obbligano al rispetto di diritti umani fondamentali alcuni soggetti tendenzialmente
irresponsabili, come i gruppi armati irregolari e i movimenti di liberazione nazionale. Inoltre, le quattro Convenzioni di Ginevra,
con norme analoghe, dispongono affinch gli stati introducano nei
loro ordinamenti sanzioni penali per la prevenzione e la repressione delle infrazioni gravi (l'omicidio intenzionale, la tortura o i
trattamenti inumani, compresi gli esperimenti biologici, il fatto di cagionare intenzionalmente grandi sofferenze o di attentare gravemente all'integrit fisica o alla salute, la distruzione e
l'appropriamento di beni non giustificate da necessit militari e
compiute in grande proporzione ricorrendo a mezzi illeciti e arbitrari) e procedano contro i responsabili secondo il principio aut punire aut dedere (Grotius ), vale a dire sul principio della
giurisdizione universale.
94

Per ci che riguarda i conflitti armati non internazionali, che


oppongono nel territorio dello Stato le forze governative ad
altri gruppi armati, l'esistenza di un conflitto interno non fa venire meno la vigenza del diritto nazionale e gli obblighi del governo di garantire i diritti umani ed evitare o limitare al massimo
le discriminazioni. Per la parte dei diritti umani ritenuta derogabile dagli strumenti internazionali di tutela, soccorre l'art. 3
comune citato, che norma internazionale inderogabile di diritto internazionale (ius cogens). La norma in esame, combinata
all'art. 2 comune alle Convenzioni di Ginevra, richiede un conflitto armato (interno), ma non l'esistenza di scontri su vasta scala
o assimilabili comunque a situazioni di guerra civile, e vieta, in
ogni tempo ed in ogni luogo, oltre alla violenza proditoria, l'oltraggio alla dignit delle persone e le condanne in assenza delle
garanzie processuali ( ). L'art. 3 impedisce in particolare che
siano inflitte condanne in assenza di due process of law, mentre l'interpretazione delle norme sui diritti umani internazionalmente riconosciute lascerebbe spazio alla possibilit di
esecuzioni sommarie ( ); la stessa norma vieta qualsiasi provvedimento coercitivo che pur non costituendo trattamento inumano o degradante, dovesse rivelarsi oltraggioso per la dignit
dell'individuo. Come si vede, la sovrapposizione tra diritti umani
e diritto umanitario garantisce un elevato standard di tutela dei
diritti della persona.
Ci chiarito, in relazione alle Discriminazioni, seppur brevemente, non pu non prendersi in considerazione LA CONVENZIONE DI GINEVRA DEL 1951 RELATIVA ALLO STATUS DEI
RIFUGIATI E IL PROTOCOLLO DEL 1967.
Il rifugiato colui "che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalit, appartenenza ad
un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche,
si trova fuori del Paese di cui cittadino e non pu o non
vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di
questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di
tali avvenimenti, non pu o non vuole tornarvi per il timore di
cui sopra".
Tale convenzione, che attualmente protegge milioni di persone
da discriminazioni e da persecuzioni, si dimostrata eccezionalmente flessibile di fronte ad un mondo in rapida evoluzione,
continuando ad essere larchitrave dellattivit di protezione dei
rifugiati.

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progetti,
sperimentiamo.
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