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Progetti

Veronica Dal Buono

A Kolumba suggerisce Zumthor tutto comincia dallarte. Mentre al di fuori scorre il tempo della citt, entro le spesse mura del nuovo museo dellArcidiocesi di Colonia la presenza ancora palpabile del passato e la poesia invisibile di quanto pu accadere si incontrano nello spazio sacro, emozionale,esattamente composto dal Maestro svizzero. Le luci e le ombre che lo attraversano costruiscono uno spettacolo che subito, per il fascino esercitato su chi vi sia immerso, una serie di aggettivi convenzionali pretenderebbe di sintetizzare: magico, incantato, irreale, immateriale. Fra i molteplici passati di que-

peter zumthor

Kolumba Museum, Colonia (Germania)


sto luogo unico nel cuore di Colonia e la sua ritrovata funzionalit, ci che certo si giunge a percepire il tempo della contemplazione,qui tradotto in architettura dal linguaggio della materia e celebrato con solenne intensit. Zumthor, con la sensibilit e letica che gli sono proprie, affronta il compito di ordinare a esposizione permanente il complesso spazio di un antico edificio,o meglio i frammenti di memoria legati ad un sito dal trascorso leggendario. Come successioni sedimentarie, archeologia tardo romana,franca,e poi romanica, e ancora le rovine tardogotiche sulle cui macerie sorsero due opere di Gottfried Bhm,vengono ricomposte e accolte entro la nuova fabbrica. Zumthor succede ai costruttori del passato senza spezzarne lopera. Non il desiderio fine a se stesso di innovare o di inserire lo spazio museale nel vortice del consumo turistico di massa, ma sono il rispetto verso il progetto originario e la ricerca coerente e filologica a guidare il suo paziente lavoro teso a ritrovare il tempo della storia e a creare continuit.

Il nuovo muro di mattoni: dettaglio del filtermauerwerk e delle rovine della basilica tardogotica. Nella pagina a fianco: lantico e il nuovo insieme in ununica massa muraria.

FOTOGRAFIE Helene Binet

Il Kolumba Museum, con portamento da fortilizio che preserva al proprio interno le rovine, pare negarsi al rapporto verso lesterno. In esso, in vicendevole armonia, convivono, senza costringersi o soffocarsi reciprocamente, due elementi: lesposizione museale e larchitettura che ne costruisce litinere, entrambi in aderente e sottile relazione con la qualit architettonica originaria. con audacia e franca decisione, nellinteresse della nuova funzione, che Zumthor,come larchitetto rinascimentale, prosegue le antiche mura della chiesa tardogotica, ritessendone con trame di muratura piena le sue aperture e costruendovi sopra il nuovo. Ripercorrendo il profilo planimetrico della chiesa originaria, le pietre si intrecciano con la nuova muratura, a divenire un massivo paramento che declina ancora una volta, in modo inedito, il principio della stratificazione. Muri portanti, con sessanta centimetri di spessore,realizzati concatenando strati dei mattoni custom made, definiti Kolumba Stein. Studiato nella componente materica e cromatica con prove ed analisi durate anni, il mattone Kolumba, oggi divenuto vessillo della fornace danese produttrice, realizzato a mano in un formato inconsueto, 4 x 21 x 54 centimetri, sottile, ampio e lungo, adatto a innestarsi nei muri medievali, ideale per realizzare murature di spessore complementari alla pietra, cui cromaticamente si rivolge. Unavvolgente sfumatura grigio cenere veste gli spazi, ammorbidita da tonalit cangianti dei colori fondamentali giallo, rosso, blu ed uno strato leggermente pi denso di malta a separare gli elementi. Ma la semplice bellezza del disegno murario trova la propria speciale interpretazione l dove la trama degli elementi si fa pi rada, fino a divenire traforo, diaframma attraversabile dalla luce e, interrotto nella sua continuit, improvvisamente leggero.Sgravate dal peso della materia, minute vibrazioni di luce costellano lo spazio interno rendendolo mobile e imprevedibile.

CIL 125

Sezione trasversale: in evidenza, il corpo edificato e il prospetto sugli spazi del patio esterno. Sezione longitudinale parallela al prospetto est del corpo di fabbrica: in evidenza, la leggerezza dello spazio dedicato ai resti archeologici. Pianta del secondo piano: sale espositive, di lettura, kabinett e accessi alle torri. Sale espositive al primo piano del museo. In evidenza, al piano inferiore, la cappella Madonna in den Trmmen, quella del Sacramento, il percorso nellarea archeologica e gli spazi daccesso funzionali al museo. Nella pagina a fianco: la cappella costruita da Bhm: in evidenza nel suo paramento esterno, ora appartiene agli spazi del museo.

PROGETTI

Qui coerenza di pensiero e di metodo del progettista si fanno materia e torna il concetto, pi volte espresso dallautore, di architettura come organismo ove, tra le sue parti e il tutto, non vi sia nulla di troppo, in una parola concinnitas. Cos, la superficie diviene essa stessa ornamento e i piccoli vuoti che la traforano sono dettagli altrettanto concreti quanto i corpi solidi, giocando con la magia della luce. Presso la promenade archeologica, che si

svolge alla quota inferiore del complesso, costeggiando esternamente le cappelle del Sacramento e la Madonna delle Maceriedi Bhm,lordine spaziale che si avverte dettato dalla presenza dei sottili pilastri in acciaio fasciati nel cemento che - aghi sul corpo dellarchitettura - sostengono, assieme alla muratura, gli spazi costruiti sovrastanti.Ai livelli superiori sono ricavate le sale del museo. Ora ambienti aperti, ora spazi raccolti si susseguono e, mentre

muta la percezione, il comfort rimane costante. Perch vi attenzione anche per la componente energetica. Lo spessore dei muri in mattoni attraversato da tubi che sfruttano la geotermia; laria nelle sale penetra dal soffitto,mentre lelegante stacco tra pareti e pavimento laspira. Al contempo, il racconto della collezione esposta nelle sale composto di oggetti di eterogenea natura, epoca e valore, accostati in modo inconsueto perch passato e presente -

CIL 125

precisa Zumthor - nella buona arte si incontrano.Allestitore attento alla matericit tonale dei fondali, ai punti di luce artificiale e naturale, alla posizione dei singoli pezzi, larchitetto, nellesperire il progetto, ha amato in particolare le rappresentazioni scultoree della Vergine che tutte paiono sorridergli ed una, in particolare, ora occhieggia dalle grandi finestre alla cattedrale della citt, laddove il luogo si ricongiunge con la sua cornice.

Scheda tecnica Progetto: Peter Zumthor D.L.: Atelier Peter Zumthor con Wolfram Stein Arch. resp.: Ranier Weitschies,Atelier Zumthor Team: M. Darlington, S. Meier, G. Salis, S. Schoemaker, D. Bosshard (concorso), M. Elser, R. Gonalves, O. Krell, S. Mahringer, G. Muntwyler, C. Nuyken, D. Schmid Strutture: Jrg Buchli con Ottmar Schwab e Reiner Lemke Geotermia: Gerhard Kahlert, Haltern-Hullern

Impianti:

Ferdinand Stadlin, Ingenieurgesellschaft Hilger Dimensioni: sup. costruita 6.200 m2 Cronologia: 1997, concorso; 2003-07, realizzazione

Le sale espositive del secondo piano ove il trattamento della superficie muraria continuo e intenso luso della luce naturale. Il filtermauerwerk dallinterno. Nella pagina a fianco: al piano terra il foyer prende luce dal patio esterno.

PROGETTI

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