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CAPITOLO 1

ANALISI TECNICA E ANALISI FONDAMENTALE: UN CONFRONTO

E' ragionevole ritenere che i fenomeni economici ed i loro riflessi sui mercati finanziari siano caratterizzati da crescente complessit: le variabili che influiscono sul livello dei tassi d'interesse, sui prezzi delle materie prime o dell'oro, sulle quotazioni dei valori mobiliari o sul corso del cambio, sono assai numerose e vanno necessariamente individuate e valutate, senza tralasciare l'interpretazione delle possibili interazioni tra di esse. Le svariate procedure e tecniche d'indagine a questo scopo, sono riconducibili sostanzialmente a due ampie branche di ricerca 1 : l'analisi fondamentale e l'analisi tecnica. In realt l'utilizzo dell'analisi tecnica come metodo di studio e di previsione del comportamento dei mercati fonte di ampie divergenze tra operatori professionali e accademici. Da un lato i paradigmi teorici vengono criticati dal pratico, in quanto pretendono di spiegare un fenomeno complesso come le fluttuazioni dei prezzi di borsa, supponendo che all'interno di essa agiscano "marionette razionali e ottimizzanti"; trascurare le imperfezioni di funzionamento, i costi delle transazioni, le diverse capacit di valutazione e sopportazione del rischio degli operatori,... significa analizzare un mondo inesistente. D'altro lato il modo di operare del pratico viene completamente ignorato dal teorico e questo principalmente per una ragione: l'analisi tecnica avulsa da ogni formalizzazione realmente scientifica che consenta di verificare spessore e validit generale dei concetti utilizzati, nonch l'affidabilit delle informazioni prodotte. Ricordiamo un giudizio pesantemente negativo2, in cui si sosteneva non solo l'inutilit dell'approccio tecnico, ma addirittura la potenziale dannosit per una gestione oculata degli investimenti. Tuttavia, in tempi pi recenti, l'atteggiamento parzialmente cambiato; gli studi economici stanno colmando talune deficienze dell'analisi teorica, portando l'attenzione anche sulla microstruttura operativa, cio sulla struttura e sul funzionamento concreto dei mercati. A questo contribuisce certamente la popolarit raggiunta dagli strumenti di analisi tecnica che, per la loro diffusa utilizzazione, possono fornire numerosi spunti alla ricerca scientifica. L'analisi fondamentale parte da presupposti radicalmente diversi. Colui che pu esserne a pieno titolo considerato il fondatore, Benjamin Graham, autore tra l'altro di un classico sul tema
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Fornasini A., Analisi tecnica e fondamentale di borsa, ETAS (1991). Malkiel B.G., A Random Walk down Wall Street, Dow Jones Irwin (1981).

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pubblicato in quattro edizioni tra il 1934 e il 1962, veniva descritto con queste parole 3 : "...having made his mark on Wall Street as well as in the academic world, he became widely accepted.....as the leading authority on the theory of investments.". Fin dall'inizio l'analisi fondamentale stata pienamente condivisa anche a livello teorico, cos come stata diffusamente utilizzata a livello empirico; questo ne fa un termine ideale di paragone con l'approccio alternativo dell'analisi tecnica, tanto diffusa in pratica, quanto controversa in teoria.

1.1 Definizione di analisi tecnica


In uno dei primi manuali classici di analisi tecnica 4, ne appare una definizione concisa ma pregnante: "Technical analysis is the science of recording, usually in graphic form, the actual history of trading ....in a certain stock or in the averages and then deriving from that pictured history the probable future trend". L'analisi tecnica quindi lo studio sistematico del comportamento dei mercati finanziari, principalmente mediante metodi grafici, con lo scopo di prevederne l'evoluzione futura. In effetti l'analisi tecnica si basa, nella sua forma pi pura, principalmente sull'osservazione dei prezzi ed, in via subordinata, dei volumi trattati e consiste nell'identificare un cambiamento di tendenza ad uno stadio iniziale, e nel mantenere la posizione di investimento fino a quando l'evidenza dei fatti non prova che la tendenza stessa si di nuovo invertita. Il mercato azionario ha offerto nel corso degli anni eccellenti risultati agli investitori che si sono limitati ad acquistare e tenere in portafoglio dei titoli (buy and hold strategies); ma esso pu offrire opportunit ancora migliori a coloro che imparino a riconoscere le fasi del ciclo attraverso l'analisi tecnica. Questo appare evidente considerando l'indice Dow Jones Industrial Average durante il periodo 1966-1982; in sedici anni non ha fatto registrare alcun progresso netto, ma ha evidenziato importanti fluttuazioni dei prezzi con ben cinque cicli di rialzo. Un investitore orientato al ciclo che fosse stato cos fortunato da vendere in corrispondenza dei cinque massimi del 1966, 1968, 1973, 1979, 1981 ed acquistare ai minimi del 1966, 1970, 1974, 1980 e 1982, avrebbe visto crescere il suo investimento di 1000 dollari nel 1966 sino a 10.000 dollari entro l'ottobre del 1983 (senza considerare costi di transazione ed imposte)5. Nello stesso periodo un cassettista con strategia di acquisto e immobilizzo avrebbe guadagnato solo 250 dollari.

3 Good 4

W. Hermansen R. W. Meyers J.R., Active Asset Allocation, Mc Graw Hill (1994). Edwards R.D. Magee J., Technical Analysis of Stock Trends, Magee (1957). 5 Pring M.J., Analisi tecnica dei mercati finanziari, Mc Graw Hill (1995).

Analisi tecnica e analisi fondamentale: un confronto


COMIT 1100 1000 900 800 700 600 500 400

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Figura 1.1: Indice Comit (1973-1996) Un altro esempio di quanto affermato pu essere facilmente visualizzato in figura 1.1, dove viene presentato l'andamento dell'indice COMIT dal 1973 al 1996; particolarmente significativo appare il decennio 1986-1996 durante il quale l'indice non ha fatto registrare alcun progresso. Ci sono state, tuttavia, notevoli fluttuazioni dei prezzi; in questo periodo una strategia buy and hold avrebbe fatto registrare una performance addirittura negativa, mentre una strategia che avesse individuato i principali punti di svolta avrebbe consentito notevoli guadagni. Naturalmente impensabile riuscire ad acquistare esattamente nei punti di minimo e vendere nei punti di massimo, ma questi semplici esempi costituiscono una verifica delle potenzialit di questo approccio. Le finalit dell'analisi tecnica sono appunto quelle di identificare la direzione di un trend e di segnalare tempestivamente quanto prossima una sua inversione; per fare ci si avvale di una molteplicit di strumenti non solo di tipo grafico, ma anche di tipo quantitativo. Si tratta, in termini generali, di un insieme di indicatori, definiti come funzioni di prezzi e volumi precedenti; se viene ravvisato il raggiungimento di un certo valore prestabilito come soglia, ci segnala l'opportunit di un acquisto o di una vendita. Questa definizione corrisponde all'utilizzo di quel complesso di strumenti che alcuni autori 6 hanno definito euristici, cio non

Fornasini A., Analisi tecnica e fondamentale di borsa, ETAS (1991) e Fornasini A. Bertotti A., Analisi tecnica dei mercati finanziari, ETAS (1989).

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rigorosi dal punto di vista formale, in contrapposizione ai cosiddetti sistemi statistici (si osservi la figura 1.2). In realt l'analisi tecnica propriamente detta si identifica proprio con i primi; si tratta di procedimenti sviluppati e raffinati negli Stati Uniti a partire dagli anni '30, che nel corso di oltre sessant'anni hanno determinato un insieme di regole che costituiscono un concentrato di esperienze operative sistematizzate di migliaia di operatori. Al contrario i sistemi di tipo statistico non sono cos familiari agli analisti, a causa della complessit di calcolo che rende i modelli poco maneggevoli, e a causa della necessit di sistematiche verifiche per una stima appropriata dei parametri dei modelli; comunque, per completezza espositiva, vengono di seguito accennati i principali modelli utilizzabili per l'analisi statistica delle serie storiche.

ANALISI TECNICA

Figura 1.2: Componenti ideali dellanalisi tecnica


DOMINIO TEMPORALE

SISTEMI STATISTICI

DOMINIO FREQUENZIALE

SISTEMI EURISTICI
METODI GRAFICI

METODI QUANTITATIVI

Analisi tecnica e analisi fondamentale: un confronto

I metodi statistici si possono inquadrare dunque in due schemi generali; innanzitutto modelli applicati nel "dominio temporale", cio sistemi attraverso cui si analizzano i prezzi in connessione esclusiva con la variabile tempo: si usano le tecniche della regressione, delle medie mobili, della decomposizione e dell'autoregressione. Poi modelli applicati nel "dominio frequenziale", cio indagini volte ad identificare i cicli della serie storica: si distinguono in questo ambito le Analisi di Fourier, le Analisi del Periodogramma, l'Analisi Spettrale. Questo lavoro far riferimento esclusivamente all'analisi tecnica propriamente detta, che ha raggiunto notevole diffusione e popolarit tra gli operatori professionali; i presupposti su cui fonda le sue previsioni sono sostanzialmente tre: A. il mercato sconta tutto; i prezzi riflettono tutte le informazioni; qualunque variabile rilevante, sia essa di carattere prettamente economico, monetario o semplicemente politico, viene istantaneamente riflessa nel prezzo di mercato. Non viene indagato su quali siano i fattori determinanti: il prezzo viene accettato come sintesi perfetta di tutto ci che riguarda l'attivit quotata. Vi sono certamente le pi valide ed eterogenee motivazioni che provocano il rialzo o il ribasso dei prezzi, ma non indispensabile conoscerle. Poich ognuno di questi fattori si riflette nel movimento dei prezzi (e dei volumi) di scambio, l'analisi di queste sole variabili nel tempo sufficiente per capire ed individuare la direzione del mercato. B. la storia si ripete; questo secondo presupposto di carattere psicologico, e si basa sulla convinzione che, ad uno stimolo identico, gli individui rispondano con una reazione ed un comportamento analoghi ed immutati nel tempo. Attraverso lo studio di precedenti punti di svolta del mercato, possibile evidenziare alcuni particolari che servono ad identificare i principali minimi e massimi. L'agire umano, e di conseguenza l'andamento del mercato azionario, estremamente complesso e non si ripete mai in modo esattamente identico; ma il riproporsi di modelli di comportamento (patterns) simili sufficiente per permettere all'esperto di individuare i punti critici principali. Ci sostanzialmente significa ammettere che l'andamento del prezzo passato abbia qualche possibilit di ripetersi nel futuro; questo movimento dei prezzi tende a riflettere le reazioni psicologiche dei partecipanti al mercato. E' questione distinta, e subordinata, quali siano gli strumenti pi adatti per riconoscere e descrivere tali patterns. C. validit dei trend; si assume che una tendenza nei prezzi debba essere ritenuta valida fino a che non appariranno netti segnali di inversione. E' fondamentale quindi identificare, sin dal primo stadio del suo sviluppo, la tendenza che caratterizza il mercato in generale e le singole operazioni in particolare, per operare coerentemente con la direzione del trend che stata individuata. Un'ulteriore condizione di contesto per l'applicabilit dell'analisi tecnica riguarda determinate caratteristiche dell'ambiente operativo; si tratta sostanzialmente del grado di

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efficienza funzionale del mercato di riferimento, cio di tutte quelle condizioni che agevolino l'incontro tra domanda e offerta e, di conseguenza, accrescono la significativit del sistema dei prezzi. In particolare, la funzionalit pu essere stimata in base allo spessore (o profondit), all'ampiezza e all'elasticit. Un mercato profondo se in esso si concretizzano opportunit di scambio basate su prezzi sia superiori che inferiori a quelli correnti; in altre parole eccessi temporanei di domanda e offerta trovano sempre controparti in grado di impedire repentine e anomale variazioni dei corsi. L'ampiezza invece funzione della consistenza del volume di ordini da eseguire per ogni possibile livello di prezzo; un mercato si definisce ampio se volumi consistenti di ordini di compravendita non provocano oscillazioni troppo marcate dei prezzi. L'elasticit del mercato dipende invece dalla tempestivit con cui il mercato reagisce ai segnali impliciti nelle variazioni di prezzo. Un certo grado di efficienza funzionale costituisce una variabile ambientale necessaria per l'applicabilit dell'analisi tecnica. I tre principali presupposti suddetti (A, B e C) vengono proposti, seppure con diverse sfumature, da ogni manuale specializzato di analisi tecnica. Per la verit stata da alcuni 7 rilevata una certa incoerenza tra quanto stabilito nella prima premessa rispetto alle altre due condizioni; infatti se il mercato dovesse valutare autonomamente le attivit finanziarie tenendo conto di tutte le informazioni disponibili al tempo t, allora anche la possibilit che i corsi seguano delle tendenze manifestatesi in passato, pu essere scontata nei prezzi, rendendo impossibile in tal modo l'insorgere di comportamenti ripetitivi. Sostanzialmente si asserisce che, se il prezzo riflette tutte le informazioni (presupposto A), non possono riproporsi modelli di comportamento con le medesime modalit, cio i prezzi non possono dare luogo a patterns (presupposto B). Trovare una risposta ragionevole a questo apparente paradosso non possibile rimanendo all'interno della logica classica dell'equilibrio; essa prevede che ad un dato set di informazioni corrisponda un unico prezzo in grado di bilanciare domanda ed offerta. Si richiama un modello interpretativo dai contorni ancora imprecisi, ma comunque diverso dalla teoria economica classica. Tale modello interpretativo sar approfondito nella terza parte dell'elaborato e costituir il mezzo attraverso cui si tenter di giustificare l'analisi tecnica a livello teorico, conferendole maggiore dignit scientifica.

1.2 Definizione di analisi fondamentale


E' necessario definire ora cosa si intenda per analisi fondamentale e su quali assunti essa si basi. Operare sul mercato finanziario attraverso questo approccio significa decidere di comprare
7 Zambruno

G.M., Analisi tecnica ed efficienza del mercato finanziario italiano, Finanza Imprese e mercati (1992) e Terzi A., Diffusione dignit scientifica e futuro dellanalisi tecnica : una riflessione, pubblicato in Rapporto IRS (1994).

Analisi tecnica e analisi fondamentale: un confronto

o vendere un bene ufficialmente quotato, sulla base della discrepanza tra il prezzo ed il suo vero valore; ci si propone quindi di calcolare il valore teorico di un bene (che nell'ambito del nostro lavoro sar un titolo azionario), che verr assunto come base di confronto per analizzare l'ampiezza degli scostamenti tra tale valore e la quotazione espressa dal mercato. L'analisi fondamentale consiste infatti non nell'analisi degli scambi, ma piuttosto nell'analisi dell'oggetto scambiato; non nello studio dei prezzi, dunque, ma dei fattori che determinino quei prezzi. Un bene quotato ha un proprio valore effettivo che il fondamentalista ha lo scopo di determinare. Il mercato tende ad esprimere questo "giusto prezzo" nella quotazione in modo pi o meno rapido; se vengono individuate delle distorsioni, l'analista dovr comportarsi coerentemente ed intraprendere azioni d'acquisto (vendita) se il bene sottovalutato (sopravvalutato). Il processo di analisi fondamentale si articola secondo diversi livelli di generalit: innanzitutto viene effettuata la cosiddetta indagine strutturale, che esamina l'ambiente macroeconomico di riferimento (analisi economica). Ricorrendo a modelli di tipo econometrico, pi o meno complessi, vengono interpretate e descritte le relazioni che si instaurano tra le grandezze economiche interessate, tramite un articolato intreccio di relazioni matematiche. Mentre questi modelli macroeconomici sono indispensabili perch i governi possano definire le proprie scelte di politica economica, simulando possibili situazioni con un'analisi di tipo what if, essi risultano meno utili per guidare quotidianamente l'operatore sui mercati finanziari. Alcuni limiti dei modelli macroeconomici di tipo econometrico sono infatti:
la

significativit dei dati dipende da una revisione costante e accurata, con costi di

conseguenza elevati.
i

parametri sono poco controllabili, perch sono molto numerosi e variano nel tempo,

cosicch il risultato del modello viene pesantemente condizionato da piccole variazioni apportate a questi parametri.
la

specificit del modello ne impedisce l'applicabilit ad altri mercati o il suo utilizzo per dei dati pu richiedere tempi lunghi, cosicch il modello pu fornire

diversi periodi.
l'elaborazione

indicazioni non tempestive. Nessun trader pu pensare di subordinare le proprie decisioni sulla base delle indicazioni fornite da questo tipo di modelli. E' comunque auspicabile una conoscenza di massima, volta perlomeno a stabilire i possibili effetti di accadimenti politico-economici nazionali e internazionali su talune variabili determinanti il processo di valutazione di un titolo azionario. Un secondo livello di approfondimento dell'analisi fondamentale costituito dall'indagine particolare: all'interno di essa si distinguono poi un'analisi di tipo settoriale e di tipo aziendale.

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Tale studio diretto ad identificare le potenzialit economiche, finanziarie e patrimoniali della societ, per operare una stima corretta dei flussi di reddito associati a quel particolare titolo azionario. Viene considerato dapprima il segmento di mercato, per tentare di fornire una stima del livello di competitivit dell'azienda: si approfondiscono le relazioni tra domanda e offerta, nonch il grado di concorrenza all'interno del settore, i costi ed il ciclo di vita del prodotto, l'eventuale stagionalit della produzione, possibili effetti di regolamentazioni nazionali o estere. L'analisi fondamentale di tipo aziendale consiste invece nello studio dinamico dei bilanci societari riferiti a pi esercizi: attraverso comparazioni storiche, valutazioni prospettiche e confronti con altre aziende appartenenti allo stesso settore, si vuole indagare l'aspetto economico (capacit dell'azienda di produrre redditi futuri), l'aspetto finanziario (capacit dell'azienda di mantenere un persistente equilibrio tra fonti e impieghi) e l'aspetto patrimoniale (capacit dell'azienda di conservare il proprio patrimonio nel tempo). A fini operativi divengono poi molto utili gli strumenti della cosiddetta analisi finanziaria. Si studiano e si costruiscono indici di apprezzamento borsistico, utilizzando sia dati provenienti dai bilanci societari sia dati di mercato: esempi molto conosciuti ed utilizzati possono essere considerati il rapporto Price/Earnings (prezzo/utili), Earning Per Share (utili per azione), Ricavi/Patrimonio netto per azione,.... Una descrizione approfondita degli strumenti effettivamente utilizzati nell'analisi fondamentale, sia per l'approccio di tipo aziendale che per l'analisi finanziaria, sar oggetto specifico del secondo capitolo; qui si voluto solo fornire concetto, presupposti e finalit di un approccio di questo tipo, per consentire successivamente il confronto critico con l'analisi tecnica.

1.3 Analisi tecnica e fondamentale a confronto


Nel paragrafo precedente sono stati definiti i concetti di analisi fondamentale e di analisi tecnica. Risulta molto interessante ora una loro comparazione, per favorire una migliore comprensione ai due approcci e per valutare correttamente le basi sulle quali vengono fornite le informazioni all'operatore. Il confronto sistematico tra le due tecniche si riferisce inizialmente ai presupposti, poi alle finalit ed infine agli strumenti. 1.3.1 Presupposti:

Analisi tecnica e analisi fondamentale: un confronto

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Per l'analisi tecnica, il prezzo la sintesi ideale di tutte le informazioni, conosciute o meno; le cause determinanti non devono essere indagate. Secondo l'analisi fondamentale il prezzo di mercato frutto di molteplici fattori che debbono essere necessariamente individuati e valutati. Da questa ipotesi di fondo originano molteplici argomentazioni contrastanti. L'analisi fondamentale sarebbe superiore all'analisi tecnica, poich si basa su di un insieme informativo pi esteso, in quanto considera non solo la serie storica dei prezzi passati, ma anche tutte le informazioni pubblicamente disponibili. Si vedr in seguito che ci coerente con i tre gradi di efficienza 8 informativa dei mercati finanziari: il prezzo rifletter le notizie sul passato in un mercato efficiente in forma debole, le informazioni pubblicamente disponibili in un mercato efficiente in forma semi-forte, anche le informazioni private in un mercato perfettamente efficiente. Ogni forma di mercato implica la precedente, per cui l'analisi fondamentale pu considerarsi pi efficacie dell'analisi tecnica. Di qui la teoria opposta 9 che, se tutte le informazioni che possono in vario modo essere rilevanti sono sempre rispecchiate nel prezzo, allora l'analisi tecnica contiene implicitamente l'analisi fondamentale: il prezzo un indicatore di tutte le variabili cos rapido ed efficiente, che addirittura anticipa la diffusione delle informazioni fondamentali. Non possibile quindi cogliere l'andamento dei mercati sulla base dei fundamentals, in quanto essi sono noti all'investitore sempre troppo tardi e potrebbero non considerare variabili che invece influenzano notevolmente la quotazione. Questa visione chiaramente incompleta, perch, come gi precisato nel paragrafo precedente, non spiega come possano verificarsi i caratteristici patterns dell'analisi tecnica se il mercato finanziario fortemente efficiente dal punto di vista informativo. Rispetto al prezzo c' poi una considerazione 10 che si colloca in una posizione mediana, rivalutando tuttavia l'utilit di entrambi i tipi di analisi: il valore relativo di un bene sarebbe determinato sia da fattori elastici sia da fattori viscosi; i primi si propagano rapidamente dando luogo a cambiamenti repentini delle quotazioni e movimenti secondari di breve durata. I secondi, di origine fondamentale, esercitano invece la loro influenza sui prezzi molto lentamente, stabilendone la tendenza primaria. Conseguentemente risulta scomposto in due ambiti l'insieme informativo; non detto che nelle sue valutazioni l'analista fondamentale riesca a cogliere i cosiddetti fattori elastici, anche dal punto di vista della tempestivit; questa incompletezza rivaluta l'approccio tecnico per i movimenti secondari delle quotazioni. 1.3.2 Finalit:

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Fama E., Efficient Capital Markets : A Review of Theory and Empirical Work, Journal of Finance (1970). Murphy J.J., Technical Analysis of the Futures Markets, New York Institute of Finance (1986). 10 Coliva E. Galati L., Analisi tecnica finanziaria, UTET (1992).

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L'analisi tecnica tenta di identificare i punti di svolta in una tendenza di prezzi, per valutare cos il momento migliore (timing) per entrare od uscire dal mercato; ha anche l'obiettivo di verificare la ricorrenza storica di significati movimenti dei prezzi. Viceversa l'analisi fondamentale cerca di individuare il valore intrinseco di un bene, che sar messo costantemente a confronto con la quotazione corrente di mercato, nel tentativo di cogliere quegli scostamenti (mispricing) che suggeriscono l'acquisto o la vendita. Un celebre passo 11 di uno dei classici dell'analisi tecnica viene puntualmente ripreso in molti manuali per indicare le difficolt insite nell'assegnare un valore intrinseco ad un titolo azionario; viene riportato il prezzo della United States Steel tra l'autunno del 1929 e la primavera del 1946: esso oscill da 261 dollari a 22, da 126 a 38, e poi ancora da 97 a 70, mentre nelle stesse date il valore della stessa societ stimato sulla base dei libri contabili vari, rispettivamente, da 204 a 187 dollari, da 151 a 117, a 142. La discrepanza tra quotazione di mercato e valore desunto dal bilancio societario viene considerata troppo ampia per poter essere spiegata da errori di valutazione; in questo modo si affievolisce l'obiettivo dell'analisi fondamentale, poich sostanzialmente viene meno la capacit di individuare e valutare ogni fattore. Questo esempio sancisce la superiorit informativa del prezzo quale perfetto compendio di ogni variabile, anche di carattere irrazionale. 1.3.3 Strumenti: E' importante esplicitare, prima dell'esposizione delle caratteristiche degli strumenti utilizzati, una nota di carattere metodologico comportamentale che contraddistingue gli analisti fondamentali rispetto agli analisti tecnici. Ogni studioso del mercato che si sia affidato all'uno o all'altro approccio pu ricordare episodi in cui le sue conclusioni furono nettamente smentite dall'andamento delle quotazioni: c' per una notevole differenza 12 tra le due ipotesi; se la metodologia tecnica induce proiezioni errate, lo stesso strumento analitico che le ha originate porter ad una conclusione opposta. Infatti l'analisi tecnica un procedimento di auto-correzione (selfcorrecting), per il quale il mercato "ha sempre ragione"; l'operatore riconosce i propri errori e impara da essi, utilizzandoli per affinare la capacit previsiva dei propri strumenti. I sistemi di analisi tecnica sono infatti in continua evoluzione e sottoposti ad un sistematico collaudo; ove l'evoluzione dei prezzi sia in contrasto con le segnalazioni tecniche, sar compito dell'analista prenderne atto e farne tesoro per perfezionare la sua ricerca. Al contrario l'analista fondamentale agisce in modo molto pi pericoloso: se il valore intrinseco di un'azione viene stimato essere 15.000 lire quando il prezzo di mercato 14.000, per definizione egli diventer ancora pi rialzista quando il prezzo scender a 13.000 (a parit di
11 Edwards R.D.

12Schwager J.D.,

Magee J., Technical Analysis of Stock Trends, Magee (1957). Fundamental Analysis, Wiley (1995).

Analisi tecnica e analisi fondamentale: un confronto

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condizioni economico-aziendali); cos facendo egli si trover a piramidare le proprie posizioni, proprio quando ha sbagliato le proprie valutazioni, portandolo a perdite tanto maggiori quanto pi rigida la sua opinione. Gi da questa caratteristica del comportamento degli analisti fondamentali si intravede l'alto grado di specializzazione che questo approccio necessita: l'operatore deve avere una competenza settoriale molto approfondita sul tipo di bene trattato, nonch una notevole mole di informazioni da elaborare. Tutto ci limita flessibilit ed adattabilit dell'analisi: non si possono applicare gli stessi strumenti ad ogni tipo di mercato. Per esempio l'analisi di un titolo azionario consister in gran parte nell'esame della struttura patrimoniale, finanziaria ed economica della societ, mentre per le valute sar rilevante tra l'altro il saldo della bilancia dei pagamenti, il deficit pubblico e il tasso d'inflazione. Punto di forza dell'analisi tecnica invece la sua estrema duttilit: gli stessi tools (strumenti) possono essere usati per analizzare mercati anche molto diversi tra loro, quali il mercato azionario, obbligazionario, dei futures, dell'oro, delle valute, delle commodities,... con costi conseguentemente minori rispetto all'analisi fondamentale. 1.3.4 Interazioni: Al di l delle differenze sopra esposte che si riferiscono, per chiarezza espositiva, alle figure estreme dell'analista tecnico puro e dell'analista fondamentale puro, esiste nella realt un'ampia diffusione di combinazioni tra i due approcci. Per la verit questa interazione avviene normalmente per opera di persona diversa dagli analisti, i quali approfondiscono individualmente le due prospettive. Comunque il compromesso, o meglio, la complementariet tra le due tecniche viene spiegata dividendone le funzioni: all'analisi fondamentale spetterebbe il compito di individuare il titolo che presenta le migliori opportunit di rendimento (che cosa), all'analisi tecnica l'incarico di indicare il timing, cio il momento pi favorevole per operare (quando).

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MERCATO
ATTIVITA' FINANZIARIA BUY, SELL , WAIT

WAIT

CERCO UN'ALTRA ATTIVITA'

BUY/SELL COSA

Valutare COSA tramite NON E' L'ANALISI CONVENIENTE FONDAMENTALE


BUY/SELL QUANDO NON E' IL MOMENTO

Valutare il MOMENTO IDEALE tramite ANALISI TECNICA


GRAFICA/ALGORITMICA E' IL MOMENTO

ACQUISTO VENDO ANALISI TECNICA FONDAMENTALE


NON CONTRAPPOSIZIONE MA COMPLEMENTARITA'

Figura 1.313: Utilizzo congiunto dei due approcci. In un recente lavoro in materia, l'autore 14 propone le opinioni di due famosi analisti che hanno ottenuto straordinari risultati con visioni completamente opposte sull'efficacia di analisi fondamentale e tecnica; conclude il suo ragionamento dicendo che entrambi i punti di vista
13 Coliva E.

14Schwager J. D.,

Galati L., Analisi tecnica finanziaria, UTET (1992). Fundamental Analysis, Wiley (1995).

Analisi tecnica e analisi fondamentale: un confronto

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contengono elementi di verit e certamente non sono mutuamente esclusivi, anzi: "....many of the world's most successful traders use fundamental analysis to determine the market direction in which to trade and technical analysis to time the entry and exit of such trades." Il compromesso tra i due approcci che si indicato non deve sembrare troppo generico, n tantomeno semplicistico; bastano pochi esempi per capire le sinergie che si possono ottenere da un'interazione siffatta. Se i fondamentali indicano che il mercato sovrastimato ed allo stesso tempo i prezzi evidenziano un trend ascendente ininterrotto, la cosa migliore sar ritardare l'implementazione di una posizione corta; tuttavia il primo segnale che il mercato sta esitando costituir la motivazione indubbia per porre in essere la strategia di vendita. E cos accadr anche quando la tendenza ascendente dei prezzi incontra una forte area di resistenza (i concetti di supporto e resistenza verranno spiegati analiticamente nella parte seconda). Se poi attraverso l'analisi tecnica viene individuato un punto di svolta in un mercato orso, esso potr essere l'inizio di un nuovo mercato toro, oppure un semplice movimento secondario di minore entit (detto bull trap cio trappola del toro); l'analista fondamentale potr utilizzare la sua conoscenza del mercato per verificare se esistono le condizioni di fondo per uno sviluppo duraturo, o se lo scenario di riferimento non presenta ancora le caratteristiche necessarie. Nel primo caso si potr utilizzare una strategia pi aggressiva.

1.4 Analisi tecnica e fondamentale nel tempo


La popolarit relativa di analisi tecnica e fondamentale tende ad aumentare o a declinare in modo che si potrebbe definire ciclico; essa poi certamente differenziata geograficamente, a seconda dell'evoluzione finanziaria della nazione. Negli Stati Uniti, che da sempre possono vantare una posizione all'avanguardia nell'uso di nuovi strumenti finanziari, nella diffusione di molteplici attivit in cui investire, nell'elevato quantitativo di scambi effettuato nelle borse valori e borse merci, si visto fin dagli anni '60 un inizialmente flebile confronto tra le due tecniche. Mentre a quel tempo l'analisi fondamentale era definita un solido approccio, l'analisi tecnica era considerata dai pi come una sorta di stregoneria o di magia nera. La situazione cambi durante l'enorme trend ascendente dei prezzi che si verific sul finire degli anni '70 e prosegu nei primi anni '80: questa era una situazione che si sposava perfettamente con le strategie di analisi tecnica, che favorivano dichiaratamente il cosiddetto rimanere in tendenza (si veda anche il terzo presupposto dell'analisi tecnica elencato in precedenza). Alla fine degli anni '80, negli Stati Uniti, una significativa maggioranza dei money

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managers utilizzava pressoch esclusivamente l'approccio tecnico nelle proprie decisioni, relegando il fondamentale ad una metodologia minoritaria. Certamente questo spostamento di risorse stato favorito anche da altri due fattori: da un lato l'aumento delle mole di informazioni da elaborare derivante anche dall'incremento dei titoli e prodotti su cui si trova a lavorare il gestore; dall'altro, il progresso tecnologico, che ha sensibilmente migliorato velocit e capacit di calcolo, riducendo i costi dell'analisi tecnica. Non va dimenticato poi il fatto, gi ricordato, che con l'analisi tecnica vengono applicati gli stessi strumenti a mercati anche molto diversi tra loro. Attualmente il comportamento del mercato diventato meno regolare, con meno tendenze sostenute e pi falsi segnali; questo ha ridimensionato gli straordinari profitti degli anni '80 dei technicians, ed a Wall Street ci sono segnali di rivalutazione dell'analisi fondamentale. ANNI 1978 1981 1983 1984 1985 1986 1987 1988 OPERATORI INTERROGATI 23 13 11 13 24 34 31 31 ANALISI TECNICA 3 1 8 9 15 20 16 18 ANALISI 19 11 1 0 5 8 6 7 ENTRAMBE 0 0 1 2 3 4 5 6

FONDAMENTALE LE TECNICHE

Figura 1.4 : Risultati dellindagine sul mercato dei cambi. L'evoluzione delle procedure operative utilizzate, passate dal predominio incontrastato delle metodologie di analisi fondamentale, alla progressiva prevalenza dell'approccio tecnico, fino ad un lieve ridimensionamento di quest'ultimo, evidente nei risultati del sondaggio annuale della rivista Euromoney, sulle tecniche seguite dagli operatori del mercato dei cambi (si veda la figura 1.4). Nel 1978 la maggioranza degli operatori assegnava ancora scarso peso alle indicazioni provenienti dall'analisi tecnica; nel 1985, all'apice del trend ascendente del dollaro, la situazione era totalmente invertita. E' certamente diversa la situazione italiana, dove l'analisi tecnica un fenomeno molto pi recente. La sua diffusione, ancora ad un livello nemmeno lontanamente paragonabile a taluni paesi esteri, dovuta in parte ai vantaggi sopra esposti, in parte alla commercializzazione sul mercato italiano di pacchetti software specifici di provenienza americana ed in parte all'apertura

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del mercato dei futures, che si rivelato adatto all'analisi tecnica. Per questo un raffronto intertemporale della diffusione analisi tecnica-fondamentale non si pu riferire alla realt italiana, che manca di tradizione.