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Provincia autonoma di Trento

Ufficio per i rapporti con lUnione europea

Cittadinanza europea: ricchezza nella diversit

Lucia Andreatta

Elaborato finale di tirocinio 2 aprile 2012- 22 giugno 2012

INDICE

INTRODUZIONE...p. 3

1. LIDENTIT EUROPEA...p. 5

2. LEVOLUZIONE DEL CONCETTO DI CITTADINANZAp. 7

3. LA CITTADINANZA EUROPEA.p. 9

4. LINIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI E IL PROGRAMMA DIRITTI, UGUAGLIANZA E CITTADINANZA.p. 18

CONCLUSIONEp. 20

SITOGRAFIAp. 22

INTRODUZIONE

L11 agosto 2011 la Commissione europea ha proposto al Parlamento e al Consiglio europeo di proclamare il 2013 Anno europeo dei Cittadini per celebrare lanniversario dei ventanni della cittadinanza dellUnione introdotta con il trattato di Maastricht il 1 novembre 1993. Ad oggi, il 48% degli europei pensa di non essere abbastanza informato su quali siano i diritti e i doveri del cittadino europeo. Per ovviare a ci gli obiettivi dellanno europeo del cittadino sono: Rafforzare la consapevolezza dei cittadini dell'Unione in merito al loro diritto di circolare e di soggiornare liberamente all'interno dell'Unione europea e pi in generale ai diritti garantiti ai cittadini dell'Unione allorch si trovano in un altro Stato membro, compreso il diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione; Rafforzare la consapevolezza dei cittadini dell'Unione in merito alle modalit con le quali possono tangibilmente beneficiare dei diritti e delle politiche dell'Unione allorch risiedono in un altro Stato membro e promuovere la loro partecipazione attiva a forum civici sulle politiche e su problematiche dell'Unione; Stimolare un dibattito sulle conseguenze e sulle potenzialit del diritto di circolare liberamente quale aspetto inalienabile della cittadinanza dell'Unione, in particolare in termini di rafforzamento della coesione sociale e della comprensione reciproca tra i cittadini dell'Unione, nonch del legame tra i cittadini e l'Unione1. La crisi economico- finanziaria sta preoccupando il futuro dellUnione e dei suoi cittadini, che non solo hanno perso la fiducia nei loro governi locali ma sono anche scettici nei confronti della capacit dellUnione europea di trovare soluzioni a questa crisi: In fondo i problemi principali di credibilit di una societ ormai transnazionale si risolvono nelle domande e nei bisogni dei cittadini, che non riescono a trovare risposte nelle vecchie strutture statali, e spesso rigettano quelle europee, malamente conosciute e dipinte dalle prime con le tinte fosche di una palingenesi dei mali di oggi2. Ma lEuropa non fatta solo distituzioni, consigli o assemblee, fatta anche di persone, che se debitamente informate sul loro ruolo allinterno dellUnione possono aiutare in prima persona a trovare soluzioni per questo momento critico. Per risolvere le questioni attuali necessaria una societ civile europea, che si riconosca nellEuropa e la visione delle giovani generazioni che, forse, sono quelle che pi si sentono cittadine europee.
Cfr. http://www.destinazioneeuropa.eu/aec2013/default.asp Cfr. Tonini, P. V., Il gruppo Spinelli verso gli Stati Uniti dEuropa: un battesimo del fuoco, in www.eurobull.it
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Per fare un esempio in merito, il movimento We are Europe, propone lAnno Europeo di volontariato per tutti, per rispondere alla crisi delleuro, per rendere i cittadini attivi e responsabili, per denunciare unEuropa dallalto per ricostruire lEuropa nello spirito dello slogan kennediano: non chiedetevi che pu fare per voi lEuropa, ma che cosa potete fare voi per lEuropa, facendo lEuropa3. LEuropa non pu funzionare senza i cittadini, che per devono essere consapevoli del loro status e di cosa questo comporta. Le azioni da intraprendere sono quindi due: Rafforzare la fiducia dei cittadini europei, fondamentale nel legittimare le istituzioni democratiche che, per definizione, si fondano sullappoggio dei cittadini; Informare gli stessi in merito a cosa possano fare per lEuropa;

Come fare quindi a rafforzare questa fiducia? Nikiforos Diamandouros, il mediatore europeo, durante un workshop sulla cittadinanza europea, citando il Trattato di Lisbona, evidenzia limportanza della partecipazione attiva della popolazione, soprattutto in un momento di crisi come quello che sta vivendo lEuropa. Le idee e i consigli dellopinione pubblica diventano fondamentali, quindi necessario farla partecipare pi apertamente ai processi di decision- making. quindi molto importante un lavoro di cooperazione tra le Istituzioni e la societ civile. Scopo di questo lavoro quello di delineare brevemente il concetto di cittadinanza e di identit europee, entro le quali ci si possa riconoscere. Vedere quali sono i compiti dei cittadini europei, allo scopo di partecipare in modo pi attivo alla vita istituzionale europea e per arrivare pi preparati allAnno europeo dei cittadini nel 2013.

Cfr. Beck, U., e Cohn- Bendit, D., L'Europa siamo noi il momento di ricostruirla, in www.repubblica.it

1. LIDENTIT EUROPEA4
Per unire lEuropa, c forse pi da distruggere che non da costruire: buttar gi un mondo di pregiudizi, un mondo di pusillanimit, un mondo di rancori. Molto occorse per fare lItalia unita, quando ogni citt aveva imparato a detestare la citt vicina, nei lunghi secoli della servit! Occorrer fare lo stesso per giungere allEuropa. Parliamo, scriviamo, non concediamoci un attimo di tregua: lEuropa sia sempre largomento del giorno!5 Alcide De Gasperi, 1953

Prima di parlare di cittadinanza europea bene fare una breve introduzione sullidea dEuropa e su quella che possiamo definire identit europea. Lucien Febvre, storico francese, chiama Europa semplicemente ununit storica (), che si costituita in una data definita (), lEuropa cos come la definiamo, come la studiamo una creazione del Medioevo, ununit storica che, come tutte le altre unit storiche, fatta di diversit, di pezzi, di cocci strappati da unit storiche anteriori, a loro volta fatte di pezzi, di cocci, di frammenti di unit precedenti6. Se guardiamo alla storia, dai Greci fino agli Stati nazionali possiamo notare come ci siano degli elementi in comune tra i vari Stati europei: leredit greco- romana, quella delle civilt germaniche e del cristianesimo. I principi di tolleranza e di dignit umana, affermatisi con lUmanesimo e il Rinascimento. Dopo le due guerre mondiali si era alla ricerca di una pace duratura fra i popoli europei e poi di una difesa del modello europeo di societ come terza via al liberismo americano e al comunismo sovietico. Ma una pace perpetua e un nuovo modello non bastano a definire unidentit. C chi vede unEuropa circoscritta ai Paesi che hanno in comune il pensiero greco, il diritto romano e la fede cristiana e chi ritiene che questa triplice eredit non basta a definire lidentit europea, poich da un lato nessuna di queste tre identit esclusiva dellEuropa, dallaltro lEuropa si costruita sullapertura ad altre culture7. La via pi promettente per creare unidentit europea sembra quella di riferirsi a valori presenti delineati gi nel trattato di Maastricht e ripresi poi in quello di Lisbona, che illustrano lUnione fondata sui principi di libert, democrazia, del rispetto dei diritti umani e delle libert fondamentali, e non da ultimo dello stato di diritto. Ma non basta. Per costruire unidentit europea necessario adottare un approccio pluralista: Lestrema
Cfr. Testolin, G., Europa: dalle radici allunione europea, www.univia.it ; Lo Giudice, A., Pensare lidentit europea, in I quaderni europei, numero 5, ottobre 2008, in www.lex.unict.it ; Ponzano, P., Identit europea e cittadinanza dellUnione, in http://fermi.univr.it/europa/seminari/08_02_approfondimenti.pdf 5 Cfr. Una cittadinanza europea, in La Stampa, numero 176, 25 luglio 1957, in http://www3.lastampa.it/archivio-storico/ 6 Cfr. Febvre, L., LEuropa. Storia di una civilt, Roma, 1999, p. 3. 7 Cfr. Ponzano, Identit europea, cit. p. 1.
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differenziazione istituzionale e culturale, che caratterizza lo spazio sociale dellUnione Europea, esprime un dato innegabile, presupposto di qualsiasi riflessione in termini identitari. Il pluralismo in s, infatti, quale fattore strutturale, cio quale indice di una divisione virtualmente funzionale sul piano istituzionale, e potenzialmente conflittuale sul piano culturale, sembra essere una condizione per la stessa pensabilit di unidentit postnazionale come quella europea8. Come sottolinea Edgar Morin, filosofo e sociologo francese, lidentit europea non pu essere che la fusione di pi identit, anche se viviamo nellillusione che lidentit debba essere una e indivisibile. Ancora Alberto Melucci, nel saggio Memoria, solidariet, identit, scrive che la costruzione di unidentit condivisa non pu che fondarsi su un modello di solidariet per differenza in cui la differenza che fonda il legame, il riconoscimento, cio di quello che nellaltro ci manca e ci completa9. Lidentit postnazionale si deve quindi fondare su di una societ che coniughi le differenze. Occorre impostare la costruzione dellidentit europea su un progetto politico istituzionale che impieghi le differenze, ovvero ragionare su unidentit condivisa che sia costruita ed espressa attraverso una comune definizione politica e istituzionale del progetto europeo10. Ancora, una ragione dellidentit europea che corrisponde ad una necessit politico- istituzionale che essa garantisce unintegrazione democratica come prodotto di un solidarismo civico. La condivisione ideale dei principi dazione politica e sociale, e il senso di appartenenza che da tale condivisione deriva, pongono le condizioni per una solidariet effettiva. Lidentit condivisa giustifica e legittima quindi la prassi della solidariet, anche a livello istituzionale, perch presuppone una lettura orizzontale dei rapporti sociali, instaurati tra soggetti che giungono a condividere idealit nonostante e a causa delle diverse posizioni sociali che occupano. Una dinamica di questo tipo incide in maniera determinante sui processi di democratizzazione11. Il processo di formazione di unidentit condivisa allora un processo di partecipazione politica. Il cittadino deve partecipare alla vita istituzionale per colmare quel deficit democratico, problema che pi volte stato sollevato in riferimento allEuropa. La questione del deficit democratico non pu essere ridotta al piano formale del carattere rappresentativo delle procedure di governo e a quello della legittimit degli organi istituzionali. Pi a fondo si tratta invece di un deficit identitario; della assente coscienza individuale dellappartenenza a unentit politica europea12. Dunque dentro la sfera politica che occorre inserire il processo dellidentit europea.

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Cfr. Lo Giudice, Pensare lidentit, cit. p.4. Cfr. Lo Giudice, Pensare lidentit, cit. p.6. Ivi, p. 7. Ivi, p. 11. Ivi, p. 12.

2. LEVOLUZIONE DEL CONCETTO DI CITTADINANZA

Il concetto di cittadinanza nasce in Occidente e precisamente nelle polis greche (nonostante il termine venga fatto risalire dal latino civis e civica), dove vengono definiti cittadini coloro che hanno il diritto di partecipare alla gestione della res publica e che godono dellisonomia (uguaglianza davanti alla legge). Ma questa definizione non aveva valore per gli stranieri che non godevano di alcun diritto: nellAtene di Pericle solo il 10% degli abitanti erano veri e propri cittadini. La cittadinanza era quindi la base per poter partecipare alla vita politica della comunit. Nellantica Roma il concetto di cittadinanza ebbe unevoluzione diversa: si estese la cittadinanza anche agli stranieri, man mano che lImpero si ingrandiva. Durante il periodo repubblicano esisteva una carica, quella del pretore per gli stranieri. Ma fu nel 212 d.C. con leditto di Caracalla (o Costitutio Antoniniana) che venne elargita a tutti gli abitanti liberi dellImpero, la cittadinanza romana. Tuttavia in questo periodo la definizione di cittadino perse il significato di partecipazione alla vita politica e di titolarit di situazioni giuridiche attive. Infatti luniversalizzazione della cittadinanza sul vasto territorio dellImpero, governato ancora da una piccola classe privilegiata, fu quello di rendere necessaria la sostituzione dei simboli dellautorictas mediante un maggiore rispetto per la personificazione del potere a danno della partecipazione politica dei singoli13. Si consolid allora, il passaggio dal concetto di cittadinanza a quello di sudditanza, come situazione di soggezione stabile e permanente al sovrano: Il soggetto non era pi considerato dallordinamento giuridico come il titolare dei diritti che gli derivavano dallessere cittadino, ma come loggetto del potere sovrano ed il destinatario di doveri impostigli dal sovrano stesso14. Tra il 1492, la fine del Medioevo, al 1789, la Rivoluzione francese, il concetto che definiva il rapporto tra individuo e Stato era quello di sudditanza, pi che quello di cittadinanza. Lo Stato era inteso come patrimonio del sovrano (concetto di Stato assoluto) e tutti gli individui che abitavano il territorio erano oggetti del potere del sovrano al quale dovevano obbedire. Con la Rivoluzione francese il termine cittadinanza acquist nuovamente il significato di partecipazione del soggetto alla vita politica della comunit. Fu grazie alle teorie di filosofi giusnaturalisti come Locke e Rousseau e alla lotta politica della borghesia che si riconobbe allindividuo in quanto tale la titolarit dei diritti civili. Questi diritti erano considerati come diritti innati e inalienabili della persona, non pi concessi dal potere sovrano, ma

Cfr. Rossi, U., La cittadinanza oggi. Elementi del dibattito dopo T.H. Marshall, in www.gips.unisi.it 14 Cfr. Zolo, D., Introduzione a Cittadinanza. Diritti, conflitto e disuguaglianza sociale di J.M., Barbalet, Liviana, Vicenza, 1992, p.3.

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appartenenti, per diritto naturale, alluomo in quanto tale e in quanto cittadino, cio a colui che era membro della comunit nazionale15. Tale riconoscimento viene sancito allarticolo 4 della Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino nel 1789: La libert consiste nel poter fare tutto ci che non nuoce ad altri: cos, lesercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della societ il godimento di questi stessi diritti. Tali limiti possono essere determinati solo dalla Legge16. La nascita di un concetto pi recente di cittadinanza pu farsi coincidere con la costituzione dello Stato nazione, in cui il popolo diviene uno degli elementi costitutivi. La nazione doveva essere il fondamento del diritto delle genti ed ogni popolo doveva essere una nazione che aveva diritto di diventare uno Stato17. Sotto laspetto giuridico un concetto che si riferisce alle idee della Rivoluzione francese, appunto. Il riconoscimento dei diritti politici ai cittadini comport la necessit di definire con una serie di norme come si attribuiva la cittadinanza. Tali norme trovarono posto nelle Costituzioni, la Dichiarazione del 1789, per esempio, pass integralmente nella Costituzione francese del 1791; e poi in leggi speciali che servivano a determinare come si acquisisce18 o si perde19 la stessa cittadinanza. Oggi nel linguaggio giuridico, la cittadinanza indica la relazione tra un individuo e uno Stato, in particolare i diritti e doveri che tale relazione comporta per entrambi. A questo punto necessario sottolineare la differenza tra il termine di cittadinanza e quello di nazionalit che molto spesso vengono confusi e usati come sinonimi. La prima definibile come un istituto giuridico che lega chi ne investito ad una determinata entit statale20 e rappresenta una complessa posizione giuridica cui fa capo una vasta serie di diritti e doveri che possono essere fatti valere erga omnes, cio sia nei confronti dello Stato che nei confronti di altri soggetti. () un atto positivo, ovvero un atto formale dello Stato
Ivi, p., 5. Cfr. http://www.dircost.unito.it/cs/docs/francia1789.htm 17 Cfr. Contini, L., LEvoluzione del concetto di cittadinanza: riflessi della cittadinanza europea sulla doppia cittadinanza, in http://www.anusca.it/RelazioniXXIIIConvegno/LUIGIA-CONTINI.rtf 18 I criteri di acquisto della cittadinanza sono lo jus sanguinis, cittadino colui che nasce da madre o padre cittadini; lo jus soli, cittadino colui che nasce nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori; iuris communicatio, trasmissione della cittadinanza da un membro della famiglia ad un altro, per esempio per matrimonio o adozione e infine attraverso il beneficio di legge, lattribuzione tipica ed automatica della cittadinanza ad alcune categorie di persone straniere che abbiano un preciso legame con lo Stato nel quale vivono o perano , creando con questo dei rapporti che affievoliscono il legame con lo Stato dorigine. 19 I criteri di perdita della cittadinanza sono vari si possono citare comunque: la perdita per effetto della volont del soggetto, per esempio la perdita per lacquisto volontario di una cittadinanza straniera; e la perdita per intervento dellautorit, per esempio quando il cittadino non ha adempiuto ai suoi doveri oppure quando ha commesso atti gravi contro linteresse dello Stato. 20 Cfr. Contini, L., LEvoluzione del concetto di cittadinanza, cit., p. 3.
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con il quale ad una persona viene, a certe condizioni riconosciuto, lo status civitatis21. La seconda lappartenenza di un soggetto ad una determinata nazione, intesa come esseri umani aventi la medesima origine etnica, linguistica, storica e culturale e che di tale identit hanno coscienza. () una nozione sociologica e culturale che pu essere comune a cittadini anche di Paesi diversi22.

3. LA CITTADINANZA EUROPEA Per meglio comprendere il processo di introduzione e sviluppo del concetto di cittadinanza europea e dei diritti ad essa collegati, bene delineare un quadro storico che ci aiuti a osservare la sua evoluzione nel tempo. Nel 1957 con il trattato che istituisce la Comunit economica europea viene introdotto il diritto delle persone di circolare liberamente sul territorio della Comunit europea. Tale libert di circolazione tuttavia era strettamente collegata allo svolgimento di unattivit economica. LAtto unico europeo nel 1986, ha modificato il precedente trattato, evidenziando la volont di creare uno spazio senza frontiere interne per le persone. Questo diritto di circolare e di soggiornare liberamente stato consacrato dallintroduzione del concetto di cittadinanza europea, nel 1992 con il Trattato sullUnione europea (TUE) o trattato di Maastricht, che definiva che chiunque fosse cittadino di uno Stato membro, era anche cittadino europeo. Il suddetto Trattato superava lobiettivo economico iniziale della Comunit: quello di realizzare un mercato comune dandogli una vocazione politica. I principi posti in rilievo furono quelli di libert, democrazia, rispetto dei diritti delluomo delle libert fondamentali e dello Stato di diritto23. Lintroduzione del concetto di cittadinanza europea mirava a promuovere e rafforzare lidentit europea, coinvolgendo i cittadini nel processo di integrazione comunitaria. Nel 1997 con il trattato di Amsterdam, si trov una soluzione per progredire nel processo di libera circolazione delle persone, integrando gli accordi di Schengen, attraverso un protocollo addizionale nel trattato sullUnione. Inoltre ha modificato gli articoli 17 e 21 (ex articoli 8 e 8D) del trattato di Maastricht, sulla cittadinanza europea aggiungendo una precisazione la cittadinanza dellUnione costituisce un complemento della cittadinanza
Cfr. www.forumcostituzionale.it Cfr. Contini, L., LEvoluzione del concetto di cittadinanza, cit., p. 3. 23 La Carte dei diritti fondamentali dellUnione europea stata proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000. Al Capo V, vengono sottolineati i diritti nel campo della cittadinanza: artt. 39- 40- 41- 42- 43- 44- 45-46. Cfr.http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2010:083:0389:0403:IT:P DF
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nazionale e non sostituisce questultima. Ergo, la cittadinanza europea interessa tutti i cittadini dei paesi membri dellUnione e viene quindi acquisita automaticamente accanto alla cittadinanza nazionale e consente di godere di diritti supplementari e complementari alla cittadinanza nazionale. Nessuno pu avere la cittadinanza europea se non ha quella di uno Stato membro. Nessuna forma di naturalizzazione europea pu avvenire a favore di chi non sia gi cittadino di uno dei paesi membri; nessun extracomunitario24 pu chiedere di diventare cittadino europeo, ma, per esempio, se diventer cittadino italiano sar allo stesso tempo anche cittadino europeo25. I criteri per lattribuzione della cittadinanza europea, non sono quindi illustrati nel Trattato, che rinvia ai criteri stabiliti da ogni Stato membro per lattribuzione della cittadinanza nazionale. La cittadinanza dellUnione europea comporta una serie di diritti e di norme ben definite:

Il diritto alla libera circolazione e il diritto di soggiorno sul territorio degli Stati membri; Il diritto di voto attivo e passivo alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali nello stato membro di residenza con le stesse condizioni previste per i cittadini di questo Stato; Il diritto di beneficiare sul territorio di uno Stato terzo (non appartenente quindi all'UE) della protezione diplomatica o consolare di uno qualsiasi dei 27 Stati membri nel caso in cui lo Stato di origine non sia rappresentato nel paese; Il diritto di petizione al Parlamento europeo e il diritto di rivolgersi al Mediatore europeo oltre che il diritto di scrivere alle Istituzioni e agli organi dell'Unione europea in una qualsiasi delle lingue ufficiali degli Stati membri; Il diritto di accedere ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.

Con la Direttiva 2003/109/CE, lUnione europea assegna uno status europeo ai cittadini di paesi terzi residenti legalmente e ininterrottamente per un periodo di cinque anni sul territorio di un paese dellUE. La presente direttiva armonizza inoltre le legislazioni e le pratiche nazionali relative alla concessione di tale status e stabilisce le condizioni per il soggiorno in un paese dellUE diverso da quello in cui lo status stato concesso. 25 Cfr. http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=2235

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Proviamo ad esaminarli nello specifico:

A. Diritto alla libera circolazione e al soggiorno sul territorio degli Stati membri
Con la direttiva 2004/38/CE che raccoglie in unico testo i due regolamenti e le nove direttive che disciplinavano il settore del diritto dingresso e di soggiorno dei cittadini dellUnione, determina allarticolo 126: Le modalit desercizio del diritto di libera circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati membri da parte dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari27; Il diritto di soggiorno permanente nel territorio degli Stati membri dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari; Le limitazioni dei suddetti diritti per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanit pubblica. Diritto di circolazione e soggiorno fino a tre mesi (articolo 6) Qualsiasi cittadino dell'Unione e i suoi familiari hanno il diritto di recarsi in uno Stato membro muniti di una carta d'identit o di un passaporto validi. Se il cittadino in questione non dispone di documenti di viaggio, lo Stato membro ospitante gli concede ogni ragionevole mezzo affinch egli ottenga o faccia pervenire i documenti richiesti.

Diritto di soggiorno per una durata superiore a tre mesi (articolo 7) Il diritto di soggiorno superiore a tre mesi pu essere concesso in diversi casi: se il soggetto esercita unattivit lavorativa subordinata o autonoma, se dispone di risorse economiche sufficienti e di unassicurazione sanitaria, se sta seguendo una formazione in qualit di studente, se familiare di un cittadino dellUnione. In alternativa al permesso di soggiorno (che per i cittadini europei stato soppresso), lo Stato membro ospitante pu chiedere al cittadino l'iscrizione presso le autorit competenti entro un periodo che non pu essere inferiore a tre mesi dal suo ingresso. Tale attestato di iscrizione viene immediatamente rilasciato dietro presentazione della carta didentit o passaporto validi, una prova che attesti di possedere risorse economiche sufficienti, anche per eventuali familiari, in modo tale che non risultino a carico dello Stato ospitante.
Cfr. http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2004:158:0077:0123:IT:PDF 27 Per familiare si intende (articolo 2, direttiva 2004/38/CE): il coniuge, il partner che abbia contratto con il cittadino dell'Unione un'unione registrata sulla base della legislazione di uno Stato membro, i discendenti diretti di et inferiore a 21 anni o a carico e quelli del coniuge o partner sulla base della definizione di cui sopra, gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge o partner.
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I familiari di un cittadino dell'Unione non aventi la cittadinanza di uno Stato membro devono chiedere una carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell'Unione, che ha validit di cinque anni a partire dal suo rilascio. In determinate condizioni, il decesso, la partenza dal territorio dello Stato membro ospitante del cittadino dell'Unione cos come il divorzio, l'annullamento del matrimonio o lo scioglimento della loro unione registrata non pregiudicano il diritto di soggiorno dei familiari. Diritto di soggiorno permanente (articolo 16) Dopo cinque anni di residenza ininterrotta qualsiasi cittadino dellUnione acquisisce il diritto di soggiorno permanente (purch egli non sia stato soggetto di misure di allontanamento). Tale diritto non pi soggetto ad alcuna condizione. Le stesse disposizioni si applicano ai familiari dell'interessato, non aventi la cittadinanza di uno Stato membro, che hanno risieduto cinque anni con il suddetto nello Stato in questione. Una volta acquisito il diritto di soggiorno permanente si perde in caso di unassenza della durata superiore a due anni consecutivi dallo Stato membro ospitante. Ai cittadini dellUnione che ne fanno richiesta rilasciato un documento attestante il diritto di soggiorno permanente. Gli Stati membri rilasciano ai familiari cittadini di paesi terzi una carta di soggiorno permanente di durata illimitata e rinnovabile di diritto ogni dieci anni. Tale carta rilasciata entro sei mesi dalla presentazione della domanda. La continuit del soggiorno pu essere comprovata con qualsiasi mezzo ammesso dallo Stato membro ospitante. Disposizioni comuni al diritto di soggiorno e al diritto di soggiorno permanente (Capo V) Tutti i cittadini dell'Unione titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, cos come i loro familiari, godono di pari trattamento rispetto ai cittadini nazionali nei settori d'applicazione del trattato. Tuttavia, lo Stato membro ospitante non tenuto ad attribuire il diritto a prestazioni d'assistenza sociale nei primi tre mesi di soggiorno a persone che non siano lavoratori subordinati o autonomi n ai loro familiari. Gli Stati membri non sono tenuti a concedere, prima dell'acquisizione del diritto di soggiorno permanente, aiuti di mantenimento agli studi, compresa la formazione professionale, consistenti in borse di studio o prestiti per studenti. I familiari, indipendentemente dalla cittadinanza, potranno esercitare attivit come lavoratori subordinati o autonomi. Restrizioni al diritto di ingresso e di soggiorno per ragioni di ordine pubblico, di sicurezza o di sanit pubblica (Capo VI) Fatte salve le disposizioni del presente capo, gli Stati membri possono limitare la libert di circolazione di un cittadino dell'Unione o di un suo familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, per motivi di ordine pubblico, 12

di pubblica sicurezza o di sanit pubblica. Tali motivi non possono essere invocati per fini economici (articolo 27). Il comportamento personale deve rappresentare una minaccia effettiva e sufficientemente grave, che pregiudica un interesse fondamentale dello Stato ospitante (articolo 27, paragrafo 2). Prima di adottare un provvedimento di allontanamento dal territorio per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza, lo Stato membro ospitante tiene conto di elementi quali la durata del soggiorno dellinteressato nel suo territorio, la sua et, il suo stato di salute, la sua situazione familiare e economica, la sua integrazione sociale e culturale nello Stato membro ospitante e importanza dei suoi legami con il paese d'origine (articolo 28). In nessun caso, il provvedimento di divieto di ingresso pu avere carattere permanente. L'interessato pu presentare domanda di riesame della sua situazione entro tre anni. Inoltre, la direttiva prevede tutta una serie di garanzie procedurali. In particolare, linteressato ha accesso ai rimedi giurisdizionali e eventualmente amministrativi previsti nello Stato membro ospitante (articolo 32).

B. Il diritto di voto attivo e passivo alle elezioni del Parlamento europeo


e alle elezioni comunali nello stato membro di residenza con le stesse condizioni previste per i cittadini di questo Stato Con la direttiva 93/109/CE28 si sono adottate le modalit di esercizio di voto e di eleggibilit alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dellUnione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini. La direttiva prevede che elettore ed eleggibile alle elezioni del Parlamento europeo ogni cittadino dell'Unione che alla data delle elezioni abbia i medesimi requisiti e condizioni stabiliti da ogni Stato membro per l'elettorato attivo e passivo dei suoi cittadini per i requisiti di incompatibilit. Il cittadino comunitario esercita il suo elettorato attivo e passivo chiedendo l'iscrizione alle liste elettorali, allegandovi la documentazione rilasciata dalle autorit del paese di cui cittadino e deve dichiarare di non aver perso nel paese di origine l'elettorato attivo e passivo, e restando iscritto a tali liste speciali fino a quando non vi sia una cancellazione dalle liste per il venir meno dei requisiti o per trasferimento o su richiesta dell'interessato. L'articolo 4 prevede che: l'elettore comunitario eserciter il diritto di voto nello Stato membro di residenza o nello Stato membro d'origine e che nessuno pu votare pi di una volta nel corso delle stesse elezioni. Prevede inoltre che nessuno pu presentarsi come candidato in pi di uno Stato membro nel corso delle stesse elezioni. L'articolo 8 prevede che l'elettore comunitario eserciter il diritto di voto nello Stato membro di residenza soltanto qualora ne abbia espresso la volont.

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Cfr. http://www.asgi.it/public/parser_download/save/direttiva.93.109.ce.pdf

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Nel Capo II della direttiva si prevedono le misure necessarie per consentire allelettore comunitario di essere iscritto in tempo alle liste elettorali, prima della consultazione elettorale. Per essere iscritto nelle liste elettorali l'elettore comunitario deve fornire le stesse prove di un elettore nazionale. Inoltre deve presentare una dichiarazione formale, indicante la cittadinanza e lindirizzo di residenza, la collettivit locale o la circoscrizione dello Stato membro di origine nelle cui liste elettorali Stato iscritto da ultimo e che eserciter il diritto di voto esclusivamente nello Stato membro di residenza. Gli elettori comunitari iscritti nelle liste elettorali vi restano iscritti, alle stesse condizioni degli elettori nazionali, finch non chiedono la cancellazione o finch non sono cancellati d'ufficio in quanto siano venute meno le condizioni richieste per l'esercizio del diritto di voto. Allarticolo 10 si parla dei cittadini comunitari eleggibili che devono fornire le stesse prove richieste al candito nazionale. Inoltre, devono presentare una dichiarazione formale, indicante la cittadinanza e lindirizzo nel territorio, deve dichiarare di non essere simultaneamente candidato alle elezioni al Parlamento europeo in un altro Stato membro. Il cittadino comunitario eleggibile deve inoltre presentare, all'atto del deposito della propria candidatura, un attestato delle autorit amministrative competenti dello Stato d'origine che certifichi che egli non decaduto dal diritto di eleggibilit in tale Stato o che a dette autorit non risulta che il cittadino sia decaduto da tale diritto. Inoltre, lo Stato membro di residenza pu esigere che il cittadino comunitario eleggibile presenti un documento di identit valido; pu anche esigere che egli indichi da che data cittadino di uno Stato membro. Secondo larticolo 11 ogni Stato di residenza informa l'interessato sul seguito riservato alla domanda di iscrizione nelle liste elettorali o sulla decisione relativa all'ammissibilit della candidatura. In caso di rifiuto di iscrizione nelle liste elettorali o di rifiuto della candidatura, l'interessato pu presentare i ricorsi che la legislazione dello Stato membro di residenza consente, in casi analoghi, agli elettori e ai candidati nazionali. Larticolo 12 prevede precisi obblighi informativi a carico di ogni Stato membro di residenza, il quale deve informare, in tempo utile e in maniera adeguata, gli elettori e i cittadini comunitari eleggibili sulle condizioni e modalit di esercizio del diritto di voto e di eleggibilit nel suo territorio. Con la direttiva 94/80/CE29 si stabiliscono le modalit di esercizio del diritto di voto e di eleggibilit alle elezioni comunali per i cittadini dellUnione che risiedono in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza. La direttiva prevede che elettore ed eleggibile alle elezioni comunali ogni cittadino dell'Unione che alla data delle elezioni abbia i medesimi requisiti e condizioni stabiliti da ogni Stato membro per l'elettorato attivo e passivo dei suoi cittadini in quel comune e per i requisiti di incompatibilit. Tuttavia ogni Stato ha la facolt di stabilire che i cittadini comunitari non siano eleggibili a sindaci e che non siano eleggibili se non esibiscano i certificati elettorali del loro paese o se non siano stati privati nell'elettorato
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Cfr. http://www.asgi.it/public/parser_download/save/direttiva.94.80.ce.pdf

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nel loro paese a causa di una sentenza penale o civile di condanna che comporti l'interdizione dalle cariche elettive. Il cittadino comunitario esercita il suo elettorato attivo e passivo chiedendo l'iscrizione alle liste elettorali, allegandovi la documentazione rilasciata dalle autorit del paese di cui cittadino e deve dichiarare di non aver perso nel paese di origine l'elettorato attivo e passivo, e restando iscritto a tali liste speciali fino a quando non vi sia una cancellazione dalle liste per il venir meno dei requisiti o per trasferimento o su richiesta dell'interessato. Ad ogni Stato data la facolt di prevedere deroghe all'eleggibilit qualora in un comune il numero degli stranieri che sarebbero elettori ed eleggibili superi il 20% degli elettori.

C. Il diritto di beneficiare sul territorio di uno Stato terzo (non


appartenente quindi all'UE) della protezione diplomatica o consolare di uno qualsiasi dei 27 Stati membri nel caso in cui lo Stato di origine non sia rappresentato nel paese In base allarticolo 23 del trattato di Lisbona, ciascun cittadino appartenente allUnione europea gode, nel territorio di uno Stato terzo nel quale lo Stato membro di cui ha la cittadinanza non rappresentato, della tutela da parte delle autorit diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato. La protezione comprende: lassistenza in caso di decesso, di incidenti o di malattie gravi, in caso di arresto o di detenzione, la assistenza alle vittime che hanno subito violenza, laiuto e il rimpatrio dei cittadini dellUE in difficolt. Le disposizioni relative al diritto della protezione consolare sono particolarmente importanti. Questo diritto appare realmente molto innovativo: mentre, in linea generale, un individuo non pu ricevere la protezione diplomatica o consolare che dallo Stato di cui cittadino, il diritto dellUnione europea, permette ad ogni cittadino europeo di essere protetto da qualsiasi Stato membro a partire dal momento in cui lo Stato membro di cui cittadino non rappresentato nello Stato terzo. Nellattuazione di questo diritto, gli Stati membri, tuttavia, devono chiedere il consenso in primis allo Stato di residenza, quando lo Stato accreditante assume la protezione momentanea degli interessi dei cittadini di uno Stato terzo. Un altro aspetto innovativo di questo diritto quello di definire un legame sufficientemente stretto con il territorio dellUnione europea e di rafforzare il concetto di cittadinanza europea.

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D. Il diritto di petizione al Parlamento europeo e il diritto di rivolgersi


al Mediatore europeo oltre che il diritto di scrivere alle Istituzioni e agli organi dell'Unione europea in una qualsiasi delle lingue ufficiali degli Stati membri Il mediatore europeo o ombudsman30, un organo indipendente e imparziale che interroga lamministrazione dellUnione europea e conduce indagini su casi di cattiva amministrazione nellazione di istituzioni, organi, uffici e agenzie dellUnione europea. Qualsiasi cittadino dellUnione Europea o qualsiasi impresa o associazione di uno Stato membro pu presentare una denuncia al Mediatore. Per farlo non necessario essere stati personalmente vittime del caso segnalato. Il Mediatore europeo pu trattare esclusivamente denunce riguardanti lamministrazione dellUE e non quelle concernenti le amministrazioni nazionali, regionali o locali, anche nel caso in cui esse riguardino materie dellUnione europea. Le denunce possono comprendere: irregolarit amministrative, ingiustizia, discriminazione, abuso di potere, mancanza di risposta, rifiuto di accesso allinformazione e ritardo ingiustificato. La denuncia va presentata entro due anni dallavvenuta dei fatti e dopo aver contattato listituzione europea in oggetto per cercare di risolvere il caso. La denuncia va presentata in forma scritta, attraverso il modulo online disponibile sul sito del mediatore europeo e pu essere presentata in una qualsiasi delle lingue ufficiali dellUnione europea. Esiste poi la Commissione per le petizioni del Parlamento europeo attraverso la quale il Parlamento tratta petizioni su questioni che rientrano nel campo delle attivit dellUnione europea, per esempio, questioni ambientali o di discriminazione. Esistono inoltre altri modi che contribuiscono a garantire il pieno esercizio dei diritti dei cittadini europei, per esempio attraverso la rete dei difensori civici nazionali e regionali dellUnione europea; attraverso la Commissione europea, nota come custode dei trattati e garante del rispetto del diritto europeo da parte degli Stati membri; il garante europeo della protezione dei dati, per quanto riguarda il controllo e la protezione dei dati personali e della vita privata; il SOLVIT, una rete online coordinata dalla Commissione, che si occupa di problemi transfrontalieri fra cittadini o imprese, da una parte, e amministrazioni pubbliche nazionali, dallaltra. Infine i centri europei dei consumatori, che offrono consulenza legale o supporto pratico su acquisti o servizi transfrontalieri nel mercato interno.

Ombudsman, significa letteralmente uomo che funge da tremite. Il termine da un ufficio di garanzia costituzionale istituito in Svezia nel 1809. Cfr. http://www.ombudsman.europa.eu

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E. Il diritto di accedere ai documenti del Parlamento europeo, del


Consiglio e della Commissione Qualsiasi cittadino dell'Unione europea o qualsiasi persona fisica o giuridica che risiede o ha la sua sede sociale in uno degli Stati membri ha il diritto di accedere con certe limitazioni ai documenti del Parlamento. Il Parlamento europeo si sempre battuto per la massima trasparenza delle sue attivit e, in accordo con il Trattato e con la Carta dei diritti fondamentali, ha reso pubbliche le discussioni in seno alla plenaria, i documenti relativi alle riunioni delle commissioni, i processi verbali, i testi approvati, il proprio regolamento interno, etc. Oltre ai documenti menzionati sopra, sono considerati documenti ufficiali del Parlamento anche i testi elaborati dai singoli deputati o dai gruppi politici. A tal fine il Parlamento ha istituito un registro ufficiale dei documenti direttamente accessibili attraverso tale registro. I documenti del Parlamento che non sono inseriti nell'elenco sono comunque disponibili dietro presentazione di una richiesta scritta. Lelenco completo dei documenti accessibili attraverso il registro contenuto nel regolamento del Parlamento europeo ed consultabile su sito www.europarl.it. Per concludere questo paragrafo cercheremo di delineare un profilo di quello che potrebbe essere il cittadino europeo. Innanzi tutto costui deve essere consapevole di s in quanto possessore di una sua identit e di una sua storia singola diversa da tutte le altre e che ci rende il suo essere come una fonte di ricchezza nella pluralit e nella diversit. Deve essere poi consapevole della centralit dello sviluppo umano, dei legami empatici che lo legano allaltro che deve includere. Come scrive Jrgen Habermas, nel libro Linclusione dellaltro. Studi di teoria politica, non si pu essere ciechi di fronte alle differenze. Per il filosofo inclusione non significa assimilazione o chiusura verso il diverso ma piuttosto che i confini della comunit sono aperti a tutti anche e soprattutto a coloro che sono reciprocamente estranei e che estranei vogliono rimanere. Questo riconoscimento dellaltro si concretizza in una nuova etica di corresponsabilit fondata sulla realizzazione dello sviluppo umano.

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4. LINIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI E IL PROGRAMMA DIRITTI, UGUAGLIANZA E CITTADINANZA Il trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007, e che modifica il trattato sullUnione europea e il trattato che istituisce la Comunit europea, risponde a tre esigenze fondamentali, per rafforzare la capacit dellEuropa di promuovere gli interessi dei suoi cittadini: Migliorare l'efficacia del processo decisionale; Accrescere la partecipazione democratica potenziando il ruolo del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali; Migliorare la coerenza dell'azione dell'UE sulla scena internazionale. Il trattato rimanda alla Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea (Nizza, 2000) come vero e proprio catalogo dei diritti fondamentali. Con lentrata in vigore del trattato di Lisbona infatti, la Carta dei diritti fondamentali assume il medesimo valore giuridico dei trattati ed quindi pienamente vincolante per gli Stati membri e le istituzioni europee. L'inserimento di un riferimento alla Carta nel trattato non altera i poteri dell'Unione, ma offre maggiori diritti e libert ai cittadini. Ma una delle sue principali innovazioni consiste nellintroduzione per i cittadini europei del diritto diniziativa: i cittadini dellUnione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere liniziativa dinvitare la Commissione europea, nellambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dellUnione ai fini dellattuazione dei trattati(articolo 11, paragrafo 4, del trattato sullUnione europea).31 Dal 1 aprile 2012 ufficialmente resa possibile lIniziativa dei Cittadini Europei, I.C.E. Il cittadino posto al centro del potere decisionale? Tale iniziativa consente ad un milione di cittadini di almeno sette stati membri dellUE di richiedere alla Commissione europea di proporre atti legislativi in settori di sua competenza. Coloro che organizzano liniziativa dovranno costituire un comitato composto da almeno sette cittadini dellUE residenti in almeno sette diversi stati membri e avranno un anno di tempo per raccogliere le dichiarazioni di sostegno necessarie. Il numero delle dichiarazioni di sostegno deve essere certificato dalle autorit competenti degli Stati

Cfr. Libro Verde, Diritto diniziativa dei cittadini europei, Bruxelles, 11 novembre 2009, in http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2009:0622:FIN:IT:PDF I Libri verdi sono documenti di riflessione su un tema politico specifico pubblicati dalla Commissione. Sono prima di tutto documenti destinati a tutti coloro - sia organismi che privati - che partecipano al processo di consultazione e di dibattito.

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membri. La Commissione ha quindi a disposizione tre mesi per esaminare liniziativa e decidere. Liniziativa dovr essere lanciata da cittadini che abbiamo gi compiuto let in cui possibile votare nel loro paese32. Vi poi il programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza33 che verr istituito dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2020. Alla luce degli obiettivi del programma di Stoccolma34 e della necessit di un bilancio pi semplice e trasparente per il periodo 2014- 2020. Diritti, uguaglianza e cittadinanza il successore di tre programmi esistenti (Diritti fondamentali e giustizia, Daphne III e Progress). Lobiettivo generale quello di contribuire allulteriore sviluppo di uno spazio in cui luguaglianza e i diritti delle persone, siano promossi, protetti e attuati in modo efficace. Alcuni degli obiettivi specifici sono: contribuire a rafforzare lesercizio dei diritti derivati dalla cittadinanza dellUnione; promuovere lattuazione efficace del divieto di discriminazione fondato sul sesso, la razza o lorigine etnica, la religione o le convenzioni personali, la disabilit, let o lorientamento sessuale; garantire, ad un alto livello, la protezione dei dati personali e promuovere il rispetto dei diritti del minore. Tali obiettivi saranno raggiunti attraverso un incremento della consapevolezza e conoscenza del diritto e delle politiche dellUnione, della promozione della cooperazione transfrontaliera e della facilitazione della regolare attuazione degli strumenti normativi. Laccesso al programma aperto a tutti gli organismi e le entit con sede negli Stati membri, nei paesi EFTA e nei paesi in via di adesione. Il programma finanzia varie azioni, per esempio, attivit di analisi (raccolta di dati e statistiche); elaborazione e pubblicazioni di guide; attivit di formazione (scambi di personale, convegni, seminari, programmi elearning); attivit di apprendimento reciproco e cooperazione, quali individuazione e scambio di buone prassi, approcci ed esperienze innovativi. Il programma finanzia azioni con valore aggiunto europeo che valutato sulla base di criteri quali il loro contributo allapplicazione coerente del diritto dellUnione, la capacit di sviluppare la fiducia reciproca tra gli Stati membri migliorando la cooperazione transfrontaliera.

Cfr. http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/welcome?lg=it Cfr.http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2011:0758:FIN:IT:PDF 34 Il programma di Stoccolma stabilisce una nuova agenda per l'Unione europea in materia di giustizia, libert e sicurezza per il periodo 2010-2014. Cfr. http://europa.eu/legislation_summaries/human_rights/fundamental_rights_within_european _union/jl0034_it.htm e anche http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2010:115:0001:01:IT:HTML
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CONCLUSIONE Abbiamo visto come la cittadinanza europea porti con s un elemento rivoluzionario, infatti a livello europeo i concetti di cittadinanza e di nazionalit sono concetti completamente slegati. Ci ha uno sviluppo potenzialmente positivo, esiste una possibilit di definire lappartenenza allo Stato in quanto nazionalit in base ad una premessa meno esclusiva, e di democratizzare entro i limiti del possibile la cittadinanza europea in modo da definire una sfera pubblica politica europea.35 Quando si parla di cittadinanza europea si pu parlare di cittadinanza postnazionale? S, se consideriamo che va oltre lidea di nazione. No, se consideriamo che in stretta relazione con lappartenenza ad uno Stato membro (ci significa che cittadini stranieri residenti in uno Stato membro non sono cittadini europei). quindi una cittadinanza indiretta dove il cittadino rimane in relazione con il proprio Stato piuttosto che con un sistema di governo europeo. una cittadinanza poco attiva, perch caratterizzata da molti diritti e pochi doveri. Inoltre pi che unidentit comune indica uno status. Non c da dimenticare, poi, che con i doveri assenti si perdono alcuni diritti, come per esempio quelli sociali: siccome non si pagano le tasse non c una distribuzione delle entrate a livello europeo36. Nella triade dei diritti civili, politici e sociali, la cittadinanza europea, sembra fermarsi ai primi e assomigliare di pi ai diritti umani universali che non alla cittadinanza nazionale. Se si pensa poi che il progetto di Costituzione europea fallito definitivamente nel 2009, a seguito dei no di alcuni Stati europei al referendum e che, come scrive Barbara Spinelli37, esiste ancora un male oscuro in Europa, (pensiamo allattacco alla scuola di Tolosa oppure allestate del 2011 in Norvegia), allora sembra quasi inutile parlare di una cittadinanza europea. Ma dobbiamo anche considerare che le identit nazionali, pur continuando ad esistere e ad avere una certa importanza, stanno perdendo il loro ruolo, il loto potere. Jean- Marc Ferry38 parla della destabilizzazione autocritica delle memorie nazionali. A questo punto la conclusione che mi sento di trarre che abbiamo bisogno di unEuropa che parta dai giovani, coloro che sperimentano ogni giorno la vera cittadinanza europea, attraverso studi, viaggi, scambi. Che, richiamando il titolo, si arricchiscono nelle differenze. E che sono quindi i pi informati, rispetto ai loro diritti, soprattutto per quanto riguarda la mobilit nei diversi Stati e i pi attivi e motivati, perch si tratta del loro futuro.

Cfr. LeGloannec, A., M., Stiamo andando verso una cittadinanza post- nazionale?, in Scienza & Politica, numero 26, 2002, p. 116. 36 Ivi, p. 120. 37 Cfr. Spinelli, B., Il male oscuro dellEuropa, 21 marzo 2012. 38 Cfr. LeGloannec, A., M., Stiamo andando verso una cittadinanza, cit. p. 126.

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Ancora, la sostanza post- nazionale della cittadinanza europea potrebbe fungere da mediazione tra le identit culturali nazionali e il quadro politico comunitario. La sopravvivenza del popolo europeo e della sua grande e diversa civilt deve continuare ad essere costruita dal basso e non deve essere distrutta da fallaci apparenze di egoismi nazionali.

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