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Sintesi da pag.

262 a 266 Platone


Luomo e la filosofia Lo studio delluomo da parte di Platone costituisce una importante parte delletica. Egli infatti ritiene che nelluomo sia compresa la capacit di riflettere sulla propria vita, di ricavarne delle idee, di verificare i risultati ottenuti e di memorizzare le esperienze vissute in maniera da diventare filosofo della vita. Evidente quindi il collegamento tra leffettiva contemplazione del mondo delle idee ed lattenzione allattivit politica. Il filosofo di fatto era portato ad intraprendere una vita politica ma, in seguito alla condanna e successiva morte del maestro Socrate, egli si dedic alla contemplazione ed allo studio riguardo le lezioni di vita del suo pi grande estimatore. Ci nonostante cre un nuovo sistema politico, ovvero lAccademia, volto allistruzione dei discepoli in grado di migliorare la polis. Secondo Platone quindi luomo unit di anima e corpo. Lanima appartiene al mondo dellinvisibile ed il carattere che si avvicina maggiormente allidea; inoltre pi antica del corpo col quale deve congiungersi. Luomo quindi tende a fuggire dal mondo malvagio verso il mondo perfetto, quello delle idee, anche se costretto dal corpo ad abitare sulla terra. Egli quindi in un certo senso costretto ad interessarsi alla vita politica. Questa tesi sostenuta ugualmente dai dialoghi platonici, i quali propongono un uomo altruista, che agisce insieme agli altri, sia collaboratore che filosofo. Collaboratore in quanto avverte il bisogno di trasmettere le proprie idee gli altri, filosofo perch indaga continuamente su se stesso affrontando il problema politico. Questa analisi propone di conseguenza un pensatore giunto alla piena realizzazione di s, che si dedica alla contemplazione, che si stacca sa tutto ci che superfluo: egli si muove allora in direzione della ricerca e conoscenza della vera realt. Fine principale del filosofo la pratica delle virt, specialmente quella della giustizia, dalla quale dipendono il bene sia della persona stessa ma anche quello della polis. Vita contemplativa e vita politica si trovano quindi in stretto rapporto. La via che conduce al mondo dellessere identificata da Platone nella dialettica. Lanima ritrova quindi la propria somiglianza con la divinit: il filosofo allora si rende divino gi sulla terra, vive una realt di felicit e di beatitudine. Altra carattere fondamentale delluomo pensatore la consapevolezza di trovarsi a met tra il vero sapiente e lignorante: egli si pone come intermediario tra gli di e gli uomini. Lanima e la giustizia Platone nella Repubblica ha elaborato una tripartizione dellanima, alla base delle differenze degli uomini e delle loro classi sociali. Il filosofo denomina appetitiva la parte che genera un uomo spinto verso gli oggetti ed il materialismo; la parte della ragione quella che trattiene luomo da questi oggetti; la parte irascibile infine quelle con la quale ci si adira. Luomo per essere giusto deve mantenere un adeguato equilibrio da queste tre razioni, anche se da seguire sarebbe ipoteticamente lanima razionale. Notiamo quindi una netta supremazia della ragione : solo in virt di essa luomo realizza pienamente se stesso. Questo equilibrio viene meno se prendiamo in considerazione luomo concreto, pratico, che vive nel quotidiano. In questo caso abbiamo una netta prevalenza di un elemento psichico rispetto agli altri. proprio questa, secondo il pensatore, la differenza sostanziale tra gli individui. La volont di apprendere e la continua ricerca della

conoscenza scaturiscono dal dominio della ragione, si di conseguenza un uomo disinteressato alla ricchezza ed alla gloria: luomo filosofo. Coloro che intendono invece accumulare beni materiali si fanno guidare dalla parte appetitiva dellanima. Il perseguimento della fama e dellonore caratteristico delluomo irascibile. Il tipo filosofico presentato da Platone come superiore rispetto agli altri, in quanto solo coloro che amano il sapere saranno in grado di godere veramente delle ricchezze e dellonore. Da questo principio quindi il filosofo ha fondato la diversit tra le classi sociali nella polis ed inoltre ci riferisce lo sviluppo nella storia di queste. Infatti inizialmente luomo era incapace di soddisfare i propri bisogni primari, ne consegu una specializzazione in diversi lavori in quanto ogni uomo nasce per natura non uguale allaltro, ma con diversa disposizione, ognuno per unopera diversa . Da ci nascono le professioni di pace, come lagricoltura, lartigianato ed il commercio. Platone ritiene inoltre che non tutti gli uomini siano competenti politici, ma siano tutti, nel proprio mestiere, politici. Altra caratteristica presenta nelleffettiva inferiorit delle classi inferiori secondo il pensatore. Egli infatti, come la maggior parte dei Greci, disprezzava il lavoro manuale in quanto storicamente associato agli schiavi. I capi e reggitori dello stato erano scelti tra quelli che amarono maggiormente la patria: sono dunque dei filosofi. Attuare questa precisa scelta comportava porre il divino e lassoluto come fondamento della citt, evidentemente perch il fine ultimo del capo dello Stato era quello di preservare il bene della citt. I capi dello stato che non hanno come principale obiettivo quanto appena detto sono fortemente criticati da Platone. Essi sono rappresentati dalluomo timocratico, che sostituisce alla virt lonore; luomo oligarchico, che sostituisce la virt e lonore con la ricchezza; luomo democratico in quanto proclama luguaglianza dei cittadini; il tiranno perch eccede nella libert e porta solamente anarchia. La polis ipotizzata da Platone comunque storicamente irrealizzabile, in quanto trova il suo senso solo nella tensione delluomo a ricercare e conoscere. Novit della concezione platonica della donna nel libro V della Repubblica Platone, nel V libro dichiara che la natura delluomo e della donna la stessa. La donna di conseguenza considerata pari alluomo e per natura, pu essere guardiana della polis. Le donne possono quindi essere in grado di occuparsi degli affari della citt e possono essere guidate dallelemento razionale della loro anima. inoltre il filosofo ci fa capire che non esiste un pensiero maschile ed uno femminile, ma che il pensiero stesso prescinde dal sesse, in quanto sia luomo che la donna possono possedere lanima della stessa natura: la differenza sessuale quindi ridotto ad una differenza puramente fisica. Platone in un certo senso libera la donna in nome della ragione di stato : egli giunse a considerare le donne come persone con diritti e doveri precisi.