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Piano EMERGENZA

(art.12)
Dott. Ing. Luigi Abate

di

PIANO DI EMERGENZA (art. 12)


Il D.L. ai fini della sicurezza dei lavoratori attua l'adempimento dell'art. 4, comma 5, lettera q) che stabilisce:
"adottano le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei lavoratori, nonch per il caso di pericolo grave e nonch immediato. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell'attivit, dell'attivit alle dimensioni dell'azienda ovvero dell'unit produttiva, e al numero delle dell'unit persone presenti"

ed in particolare:
a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in competenti materia di pronto soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione gestione dell'emergenza; b) designa i lavoratori incaricati di attuare le misure di pronto soccorso, pronto salvataggio, prevenzione incendi, lotta antincendi e gestione dell'emergenza; c) informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave pericolo e immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare; adottare; d) programma gli interventi, prende i provvedimenti e d istruzioni d affinch i lavoratori possano, in caso di pericolo grave e immediato che non affinch pu essere evitato, cessare la loro attivit, ovvero mettersi al sicuro, attivit abbandonando immediatamente il luogo di lavoro; (Sanzione:Arresto da 3 a 6

mesi o ammenda da 3 a 8 milioni)

e) prende i provvedimenti necessari affinch qualsiasi lavoratore, in caso affinch di pericolo grave e immediato per la propria sicurezza ovvero quella di quella altre persone e nell'impossibilit di contattare il competente superiore nell'impossibilit gerarchico possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili. Ai fini delle designazioni di cui al comma 1, lettera t), il datore di lavoro datore tiene conto delle dimensioni dell'azienda ovvero dei rischi specifici specifici dell'azienda ovvero dell'unit produttiva. dell'unit I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la rifiutare designazione. Essi devono essere formati, essere in numero sufficiente e sufficiente disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni ovvero dimensioni dei rischi specifici dell'azienda ovvero dell'unit produttiva. dell'unit II datore di lavoro deve salvo eccezioni debitamente motivate astenersi dal astenersi chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attivit in una situazione di attivit lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato

Ladempimento dellart. 12/626 si consegue con la redazione del:

PIANO DI EMERGENZA AZIENDALE

TABELLA A Pianificazione delle Emergenze


Incendio Allagamenti Fuga di gas Scoppio/crollo di impianti e strutture interne Spandimento liquidi infiammabili e non ANALISI SITUAZIONI DI EMERGENZA E DI GUASTI AL SISTEMA Antinquinamento/tossico/biologico Tromba daria - Ciclone d Terremoto Scoppio/crollo allesterno Caduta all aeromobili - Tumulti Telefonate anonime (minaccia di bomba) Mancanza di energia elettrica Blocco ascensori/montacarichi Incidenti sul lavoro Esplosione Deflagrazione

Responsabile del coordinamento Ausiliari di piano INDIVIDUAZIONE DEI COMPITI ED ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE COINVOLTO NELLA GESTIONE DELLA SICUREZZA Tecnici dei Servizi Generali Squadra aziendale ( ove costituita ) Addetti alla segnalazione di allarme Addetti alla assistenza ai portatori di handicap Squadra sanitaria Masse passive Eventi che provengono dallesterno ed interessano dall contemporaneamente lutenza l Eventi che provengono dallinterno ed interessano dall STESURA DEI PIANI PER EVENTI gradatamente lutenza l ESTERNI-INTERNI ESTERNI Eventi che provengono dal settore di produzione ed E DI SETTORE interessano la sola utenza di settore Eventi per singola attivit di lavoro ed interessano gruppi e/o attivit un solo addetto

TABELLA A Pianificazione delle Emergenze

Simulazione degli eventi comportamenti (antincendio, evacuazione)

ed analisi dei sanit, violenze, sanit

COLLAUDO AGGIORNAMENTO DEL PIANO PUBBLICIZZAZIONE

Modifiche al piane per mutamenti delle aree a rischio, per l'immissione di nuove maestranze, per reazioni comportamentali ecc. Stampa e diffusione dei piani (norme generali di prevenzione infortuni negli uffici, negli archivi e depositi, nelle autorimesse ed officine, nelle aree tecnologiche e nelle aree a rischio specifico; norme antincendio, norme di comportamento in caso di emergenza per gli utenti esterni, per le maestranze e lavoratori autonomi Informazione conferenze ecc. tramite audiovisivi, dibattiti,

EVOLUZIONE DEGLI INCENDI ORDINARI

Per intuire e risolvere i problemi connessi con la evacuazione di locali di interessati da un incendio necessita almeno conoscere le modalit di modalit evoluzione dell'evento. A seconda del tipo di materiale che inizia a bruciare (combustibile o infiammabile) si ha dapprima la formazione di deboli fiamme che durano pochi minuti (da uno a dieci) e limitati innalzamenti delle temperature temperature ambientali; successivamente a seguito di inneschi dei materiali surriscaldati in vicinanza dei focolai di incendio si verifica una una generalizzazione dell'evento che determina un innalzamento immediato iato immed delle temperature che possono arrivare in un ambiente confinato anche sull'ordine dei 1.000C sul soffitto. 1.000 II fronte di fiamma avanza rapidamente in ogni direzione, gli effluenti effluenti della combustione (gas, fumi, vapore acqueo ecc.) si espandono nell'ambiente opacizzandolo e rendendo irrespirabile l'ambiente stesso. L'incendio decresce nel tempo o per azioni di contrasto o per esaurimento esaurimento del materiale. combustibile. La durata e l'evoluzione dell'incendio funzione: - Qualit, quantit, dimensione del materiale combustibile e sua Qualit quantit distribuzione nel locale (carico di incendio) - Dimensioni e posizione delle sorgenti di accensione - Dimensioni e posizione delle aperture nel locale - Direzione e velocit dell'aria/fumi (ventilazione) velocit - Forma e dimensione dei locale

EVOLUZIONE DEGLI INCENDI ORDINARI


Si differenzia a secondo che si tratti di: 3 + 1 materiali infiammabili 1 1 + 3 fortemente combustibili 3 3 + 10 mediamente combustibili 10

La prima fase

Ignizione ( t < 100C ) 100

PRODUZIONE DI FUMI CALDI Flash - over INNALZAMENTO DELLE TEMPERATURE FENOMENI DI AUTOACCENSIONE

Si differenzia a secondo che si tratti di: Seconda fase Incendio generalizzato ( t > 100C ) 100 RESISTENZA DELLE STRUTTURE REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI OPERA DI SPEGNIMENTO

Levacuazione deve iniziare e completarsi entro la 1 fase quanto meno per lambiente direttamente (e quelli prossimi) interessato dallincendio perch dopo, anche volendo, le condizioni di vivibilit non lo consentirebbero

Si ricorda che:
La consistenza strutturale (resistenza delle strutture) - facilita: laccumulo dei fumi, del calore e la propagazione delle fiamme allinterno del comparto - ritarda: la propagazione ad altri ambienti

EFFETTI SULLUOMO DI UN INCENDIO


REAZIONI FISIOLOGICHE E PSICOLOGICHE CARATTERIZZATE DA: Aumento del battito cardiaco
Deflusso del sangue dagli organi digestivi Aumento delle pulsazioni al cervello Aumento della formazione di adrenalina Aumento della capacit organica di capacit assorbire le tossine

CALORE

PRODOTTI COMBUSTIONE (Effluenti)


CO2 + CO + ALTRI(*) PPM TEMPO ESPOSIZIONE IN MINUTI
riposo sotto sforzo

EFFETTI

Nelle forme di irraggiamento conduzione e convenzione termica e conseguente innalzamento delle temperature

500 1.000 5.000 10.000

100 50 10 5

20 10 2 1

Trascurabile Sensibile Collasso Mortale

La resistenza umana alle temperature : A 120 C 120 A 143C 143 A 177C 177 15 15 5 1

- Aumenta il ritmo respiratorio - In concentrazione del 2% fa aumentare del 50% la velocit o profondit di respirazione velocit profondit - In concentrazione del 3% fa aumentare del 100% la velocit o profondit di respirazione velocit profondit

Conseguenze:
Laumento della concentrazione di CO2 rende sempre pi irrespirabile laria; pi l lambiente diviene invivibile con concentrazione di O2 inferiore al 15%. Laffanno L respiratorio favorisce linspirazione di maggiori quantitativi di gas tossici prodotti l dalla combustione nonch lassorbimento di particelle solide dei fumi nonch (*) Altri = gas tossici: acido cianidrico, cloridrico, ecc. ( Effetti sulluomo: Danni alle Effetti sull vie respiratorie e sulla pelle) TEMPI OTTIMALI PER LEVACUAZIONE: L Dalla segnalazione di allarme il tempo disponibile per evacuare si valuta:

- da 30 - 90 s. per raggiungere un luogo sicuro dinamico - da 3 - 5 m. per raggiungere un luogo sicuro statico in discesa - da 1 - 2 m. per raggiungere un luogo sicuro statico in salita

SINTOMI IN CASO DI INTOSSICAZIONE CON MONOSSIDO DI CARBONIO IN FUNZIONE DEL CONTENUTO DI CO NELLEMOGLOBINA
Hb - CO
Dal 5 al 10 percento

EFFETTO
Lieve riduzione appena misurabile della funzione visiva (abbassamento della soglia della frequenza di fusione) Lieve mal di testa, spossatezza, malessere, asma in caso di sforzo, palpitazioni cardiache Vertigini, riduzione dello stato spossatezza e paralisi della membra di coscienza,

Dal 10 al 20 percento

Dal 20 al 30 percento

Dal 30 al 40 percento

Pelle color rosa, perdita della conoscenza, respirazione superficiale, collasso circolatorio Letale da 10 minuti ad 1 ora Letale in pochi minuti

Dal 40 al 60 percento

> 70 percento

Tossicit acuta derivante da gas


CONCENTRAZIONE Sostanza CO HCN HCL ACROLENE CO2 5 minuti 12.000 570 12.000 - 16.000 500 1.000 100.000 LETALE ENTRO (PPM) 10 minuti 7.600 290 10.000 150 690 -----------30 minuti 4.600 110 2.000 4.000 50 135 90.000

Causa della morte di topi di fogna in occasione di incendi tipo riguardanti materiali pi diversi (4000 esperimenti con apparecchiature DIN 53436 pi alimentate ad aria)
Monossido di carbonio (CO) Acido prussico (HCN) Idrogeno alogenizzato ( HCL, HF) Effetto combinato di varie sostanze perfettamente note 92 % 4% 2% 2%

VALUTAZIONE ANALITICHE DEGLI EFFETTI DELLINCENDIO SULLUOMO


Dal presupposto che:

1 KG. DI LEGNA che brucia produce

6 m3 di fumi / Kg

In una stanza ammobiliata 5 x 4 m. che contiene mediamente da 100 150 Kg. Di legna standard Ammesso che ogni 1 bruciano 10 Kg. di legna standard si ha: 1 10 Kg./min x 6 m3/Kg = 60 m3/min. min. Kg./min Per H = 3 mt. (altezza stanza) si ha: Volume di fumi prodotti in 1 1 dalla combustione di 10 Kg. di legna standard Volume della stanza

5 x 4 x 3 = 60 m3

BASTA 1 PER SATURARE COMPLETAMENTE LA STANZA DI FUMI 1

Si consideri infine la tromba di una scala di un edificio a 5 piani fuori terra piani 2 (H=15 mt.) avente superficie pari a 20 m mt.) VOLUME SCALA = 20 x 15 = 300 mc. mc. 300 mc --------- = 5 minuti 60 mc/1 mc/1

Tempo entro il quale la scala completamente saturata dai fumi

viene

IN 5 MINUTI LA TROMBA DELLE SCALE VIENE RIEMPITA COMPLETAMENTE DAI FUMI

Poich bastano 120 g. di legna in un locale di 60 mc. per avere una Poich concentrazione di CO pari a 0,016%, dopo la combustione di 10 Kg. Di Kg. legna nello stesso locale si avr una concentrazione di CO pari a 1,38 % avr corrispondente a 13.800 PPM Respirare 1,38% di CO per 1 min. porta alla MORTE

CONCETTO DEL CORPO ELLISSE (Larghezza della unit di esodo) unit riproduce le dimensioni di ingombro di uomo medio maschio inserito in rettangolo di 60 x 45 cm. (pari un area di 0,27 mq.) un un ad

CONDIZIONE DI ALLINEAMENTO E CONTATTO TRA PERSONE (0,27 mq.) SI HA IL MASSIMO FLUSSO MA IN POSSIBILI CONDIZIONI DI PANICO

CORRIDOIO DI ESODO: SEMPRE NON INFERIORE A 1,20 mt. ED AUMENTABILE PER MULTIPLI DI 60. Misure intermedie invoglierebbero a disporsi in numero maggiore alle reali possibilit creando condizionamenti di contatto ed addensamento che possono produrre condizioni di panico e movimenti impediti.

Luogo statico e dinamico Si intende:


Spazio a cielo libero (scoperto) Punti di raccolta del Piano di Emergenza Compartimento interno alledificio separato dagli all altri tramite filtro che contiene un predeterminato numero di persone impossibilitate nel muoversi e/o di portarsi allesterno all

STATICO

DINAMICO

Luoghi di transito che consentono in modo ordinato lallontanamento allesterno (solamente le scale all esterne di emergenza e quelle a prova di fumo interne ed esterne, tunnel, gallerie) delle persone. N.B. Lo scrivente ritiene che le scale protette non possano essere considerate luoghi sicuri dinamici

Scala protetta
Scala in vano costituente compartimento antincendio avente accesso accesso diretto da ogni piano, con porte di resistenza al fuoco REI predeterminata predeterminata e dotate di congegno di autochiusura

La conoscenza dei parametri esposti precedentemente permette di stabilire il tempo entro il quale si deve completare levacuazione di un l edificio adibito ad attivit lavorativa dal momento in cui viene impartito attivit lordine di evacuazione ESEMPIO: - per un edificio con due piani fuori terra dotati di una scala aperta ed una aperta scala protetta di piano - con locali di lavoro nella posizione pi sfavorevole distanti 60 metri dalle pi uscite esterne (misura dalle porte dei locali allesterno incluso la all lunghezza delle scale) - con aree di raccolta distanti 20 mt. Dalledificio Dall Spazio da percorrere Velocit di deflusso ordinato Velocit minuti e 18 secondi 60 + 20 = 80 mt. 35 mt./min mt./min

Tempo teorico di evacuazione y = 80/35 =2,3 min. pari a 2

Scala di sicurezza esterna


Scala totalmente esterna, rispetto al fabbricato servito, munita di parapetto regolamentare e di altre caratteristiche stabilite dalla norma dalla

Scala a prova di fumo


Scala in vano costituente compartimento antincendio avente per ogni ogni piano mediante porte di resistenza al fuoco almeno RE predeterminata e dotate di congegno di autochiusura da spazio scoperto o da disimpegno aperto per almeno un lato su spazio scoperto dotato di parapetto a giorno.

Scala a prova di fumo interna

Scala in vano costituente compartimento antincendio avente accesso, per accesso, ogni piano, da filtro a prova di fumo.

SPAZIO CALMO SU SCALA A P.F.

Esempio di spazio calmo

PANICO

Trasformazione di una folla costituita da individui, ciascuno con propria e indipendente personalit e proprio autonomo pensiero, in una massa che, se anche costituita da elementi eterogenei, suscettibile di essere influenzata da forze esterne (eventi).

Folla Psicologica

= Anima Collettiva

-La personalit cosciente di ciascuno svanisce (self-control) -I sentimenti e le idee di tutte le unit si orientano nella medesima direzione -Cresce il sentimento di potenza (lunione f la forza) -Si propende a soluzioni estreme (ci salviamo tutti o nessuno) -Subentra la credulit, ovvero credezza isterica collettiva (faccio io perch credo in te per contagio mentale) -Subentra la suggestionabilit ed emulazione (faccio io perch lo fai tu) - Subentra labulia ed lagressofobia (ritrosia a reagire allevento scatenante, ovvero paura di attivare iniziative per porsi in salvo dalle vie di esodo) come altre psicosi pi note (claustrofobia, agorafobia, paura dellalto, ecc.)

Quanto maggiore lomogeneit mentale degli individui, tanto maggiore la possibilit di formazione di una folla psicologica Quando i legami che si sono venuti a creare tra gli individui che compongono la folla psicologica si spezzano e questultima si disgrega, si verifica il fenomeno di PANICO

Insieme di individui

Folla Psicologica

Panico

Lindividuo riacquista la sua personalit in una situazione non consueta, indesiderata e minacciosa per la sua incolumit

PIANI DI EMERGENZA
SCOPI:
-

Pianificare con procedure situazioni non ordinarie

di

lavoro

Ostacolare con processi di informazione, formazione e simulazione la formazione di una folla psicologica impedendo che lindividuo perda la sua personalit e soggiaccia al contagio psicologico, alla suggestione ed alla imitazione, oppure, una volta che tale tipo di folla, per particolari condizioni ambientali si venuta irrimediabilmente a creare, impedire che essa si disgreghi in modo che vengano mantenuti i legami affettivi che ne hanno provocato la formazione Verificare e ottimizzare, se del caso, le vie di esodo in funzione del massimo affollamento ipotizzabile

ovvero:
-

educazione allautocontrollo nei momenti di pericolo assuefazione dellindividuo al pericolo stesso

conoscenza della reale consistenza dei vari rischi che si possono presentare preparazione mentale individuale e collettiva ai processi di autotutela rimuovendo la propensione alla confusione, disordine, sopraffazione, aggressivit, emulazione, ecc. perfetta conoscenza e percezione continua delle vie di esodo e dei percorsi di esodo e/o dei luoghi sicuri per impedire linsorgenza della agressofobia (tramite sistemi visivi di segnaletica, sistemi luminosi, sistemi fonici).

PIANI DI EMERGENZA = SENSO DI SICUREZZA

LINEE GUIDA PER LEVACUAZIONE DELLE STRUTTURE PUBBLICHE

LUOGHI OVE SCOPPIANO GLI INCENDI

16% 13% 12% 11% 9% 8% 7% 6% 2%

aree raccolta rifiuti laboratori aree lavaggio aree non occupate da dipendenti locali per macchinari aree di ricerca, magazzini, gabinetti spacci e rivendite aree occupate da dipendenti, altre aree aree presidiate

IL PIANO DI EVACUAZIONE
In caso di emergenza l'intera struttura organizzativa deve essere in grado di reagire rapidamente e nel modo pi uniforme possibile per fronteggiare il pericolo. I criteri da seguire per predisporre un Piano di Evacuazione si articolano in tre momenti:

la strategia. la tattica. la logistica.

La strategia.
Nella formulazione di un P.Ev necessario: Predisporre le mappe dei vari piani servizi dellufficio con indicazione delle vie d'uscita, scale, ascensori, aree sicure. Eseguire un analisi dei rischi per area funzionale. Individuare un area esterna come punto di ritrovo dei dipendenti evacuati. Individuare un area di atterraggio per gli elicotteri (per edifici di grande altezza)ed una di stazionamento ambulanze. Predisporre la segnaletica informativa e quella dei percorsi di fuga. Individuare e segnalare linee telefoniche dedicate all'emergenza. Predisporre i Protocolli operativi scritti per ogni reparto od area funzionale. Predisporre un sistema giornaliero per conoscere il numero aggiornato dei dipendenti in sofferenza e di quelli autonomi. Censire tutto il materiale necessario da utilizzare durante le prime fasi dellemergenza

La tattica.
Identificare il centro di controllo e coordinamento (es C.O 118). Controllo e verifica sulla sequenza di allarme. Sopralluogo per verificare l'entit del danno e del rischio evolutivo. Quantificazione dei dipendenti rimasti coinvolti o feriti nell'evento che impone l'evacuazione. Procedura per il blocco degli accessi ad esterni e mass media Allertamento della direzionedi comando e istituzione dell'unit di crisi con il richiamo in servizio del personale necessario alla gestione dell'evento. Modalit di preparazione all'evacuazione dei dipendenti Circuito di evacuazione interno. Allestimento di un area protetta di attesa. Circuito di evacuazione esterna. Centro di coordinamento all'esterno dellufficio Centro di informazione per parenti e stampa.

La Logistica Insieme delle risorse materiali ed umane che consentono di applicare i piani. Fra esse ricordiamo: materiale protettivo; radio ricetrasmittenti per le comunicazioni; sistemi di trasporto per i diversamente abili(barelle, teli, carrozzelle); sistemi di illuminazione autonomi e trasportabili.

Linizio dellesodo (esperienze vissute) Spesso in occasione di gravi emergenze o incendi in fabbricati con grande affollamento pi della met delle persone hanno iniziato lesodo senza aver ricevuto unindicazione in tale senso. Chi non lo ha fatto ha fornito le seguenti indicazioni :

rimaneva in attesa di istruzioni considerava pi opportuno rimanere sul posto non sapeva che cera un problema rimaneva per aiutare altri era impossibilitato per motivi di salute fumo eccessivo attendeva in attesa di condizioni migliori attendeva i Vigili del fuoco, come richiesto.

Cosa fare in caso di Incendio Se di piccolissima entit i sistemi migliori, in assenza di estintori, sono quelli di soffocare il fuoco con coperte bagnate o utilizzando acqua. Acqua e coperte sono le pi indicate per soffocare abiti in fiamme. Ricordarsi di non utilizzare l'acqua per spegnere un incendio di origine elettrica o vicino impianti sotto tensione, si potrebbe ricevere una forte scossa elettrica. L'acqua non si deve usare nemmeno per spegnere incendi di liquidi infiammabili (derivati del petrolio, solventi, reagenti di laboratorio, ecc.) perch galleggiando estendono rapidamente lincendio. Mantenere la calma e utilizzare, se esistono, le scale di sicurezza per cercare una via d'uscita. Se ci si trova intrappolati all'interno dell'edificio i luoghi pi sicuri sono i bagni ed i locali provvisti di acqua e rivestimenti non infiammabili. Entrarvi aprendo tutti i rubinetti, facendo scorrere l'acqua sotto la porta bagnandone continuamente la superficie, chiudere le fessure con asciugamani, stracci o altri tessuti bagnati per evitare la penetrazione del fumo, aprire la finestra e chiedere aiuto.

Cosa fare in caso di Incendio Non bisogna assolutamente rinchiudersi in ambienti privi di finestre e, in ogni caso, non fuggire in zone al di sopra dell'incendio. Non usare mai l'ascensore , in caso di blocco (molto probabile) si esposti al calore e ai fumi asfissianti che potrebbero essere presenti all'interno del vano ascensore. Se possibile raggiungere i locali contigui a quelli dellincendio avendo cura di chiudere tutte le aperture per ritardare la propagazione dellincendio e, se possibile, scendere al piano inferiore. Se dopo aver chiamato il 115 la situazione richiede un intervento a persone in pericolo occorre comunque evitare di entrare in un edificio nel quale l'incendio ormai attivo e le fiamme sono fortemente sviluppate, gli atti di eroismo spesso si trasformano in tragedie. Non entrare dove si ritiene siano presenti sostanze tossiche derivate dalla combustione di plastiche, gommapiuma ed oggetti sintetici se non indossando maschere alimentate con bombole di aria autoprotettori, le normali maschere antigas non sono sufficienti alla salvaguardia personale in quelle condizioni.

Cosa fare in caso di Incendio


Prima di avventurasi in un edificio legarsi con una fune e chiedere l'aiuto a persone esterne al fabbricato cos da potere essere tratto in salvo in caso di emergenza, bagnarsi gli abiti e la testa, e, se non si possiede altro, legarsi un fazzoletto bagnato sul viso contro il fumo. Prima di aprire una porta verificare se filtra del fumo e se, sfiorando con il dorso della mano, la maniglia risulta calda perch in questi casi la stanza potrebbe essere invasa dal fuoco. Se calda o filtra fumo dalla stanza non possibile passare, non tentate di aprire la porta. In caso contrario aprire leggermente la porta, utilizzandola come schermo e tenendola bloccata con il piede per evitare possibili vampate di fuoco e fumo, e, una volta passati, richiudere la porta per evitare correnti d'aria che alimentino l'incendio ed il passaggio di fumi, analogo discorso vale per le finestre. In caso di presenza di fumo strisciare sul pavimento perch, sul pavimento, la concentrazione dei fumi tossici, caldi, minore.

Nella pianificazione dellemergenza degli edifici alti si devono coordinare diversi flussi di persone. Oltre ai Vigili del fuoco, che accedono alledificio dal piano di accesso e che si servono degli ascensori antincendio per arrivare con le proprie dotazioni fino ai piani alti, si deve considerare che le persone in grado di utilizzare le scale se ne serviranno per raggiungere il piano di uscita; Gli ascensori di esodo e lesodo assistito manualmente attraverso le scale, permettono di portare in salvo tutti coloro che necessitano di aiuto (popolazione pi vasta delle sole persone disabili).

PROCEDURE OPERATIVE IN CASO DI INCENDIO

EVENTO IN ZONA SOLITARIA Non usare gli ascensori Chiudere tutte le porte dietro di se lungo la via di fuga per ostacolare il propagarsi dell'incendio Qualora il corridoio fosse invaso dal fumo tenere la testa bassa camminare carponi (il fumo tende a salire) Favorire la respirazione usando un fazzoletto bagnato davanti al naso Tenersi lungo le pareti onde, al buio, riconoscere una porta o una deviazione sulla via di fuga Scendere le scale a ritroso in presenza di fumo, onde saggiare gli scalini e non perdere l'equilibrio

PROCEDURE OPERATIVE IN CASO DI INCENDIO

EVENTO IN AMBIENTE CHIUSO CON UNA SOLA USCITA


Aprire la porta dopo aver toccato la maniglia col dorso della mano onde evitare scottature Se la maniglia rovente lasciare chiusa la porta e portarsi verso un balcone o una finestra per segnalare all'esterno la propria presenza Bagnare la porta ed il pavimento Bagnare tessuti vari e porli lungo il perimetro della porta

PROCEDURE OPERATIVE IN CASO DI INCENDIO

PROCEDURA DI EVACUAZIONE DALLE UNITA' OPERATIVE DI LAVORO Individuare le vie di fuga pi vicine Indirizzare i
visitatori ed i dipendenti deambulanti verso il percorso di fuga Restare vicino ai dipendenti in sofferenza o non deambulanti in attesa dei soccorsi Non utilizzare ascensori Non attardarsi a recuperare oggetti personali ma solo i propri indumenti ,se protettivi (lana,cotone,con esclusione dei tessuti sintetici) Non rientrare nella zona interessata all'emergenza senza l'ordine dei responsabili Utilizzare,qualora necessario per il trasporto di persone non deambutanti anche sedie o poltroncine Utilizzare come "luogo sicuro" di transito per i dipendenti le zone pi vicine e non interessate all'evento o comunque indicate dal Responsabile Emergenza

FUGHE DI GAS
Tale evento per potrebbe verificarsi nelle zone tecniche. In tal caso: Se possibile intervenire chiudendo le valvole sull'ingresso del gas Prepararsi per ulteriori esplosioni riparandosi vicino muri perimetrali o sotto un tavolo robusto Allontanarsi da finestre, apparecchiature elettriche e scaffali Allontanarsi con prudenza dalla zona non usando gli ascensori Non usare accendini o fiammiferi

MANCANZA DI ENERGIA ELETTRICA


Gruppi elettrogeni che entrano automaticamente in funzione dopo 15 sec Gruppi di continuit. Luci di emergenza autoalimentate che garantiscono circa un'ora di luce nei casi rarissimi ed eccezionali di assenza di alimentazione (rottura del cavo principale)

In quest'ultimo caso:
Indicare ai presenti le uscite di emergenza Nel buio pi completo fermarsi alcuni secondi per abituare gli occhi al buio ed attendere il ritorno della luce Incamminarsi verso le uscite con prudenza avvalendosi delle luci di emergenza In ascensore: Tranquillizzare i presenti Usare il pulsante di emergenza Aspettare l'intervento della squadra tecnica

ALLAGAMENTO
Informare i responsabili del luogo esatto Fornire precise indicazioni su possibili rischi per apparecchiature e documenti importanti Segnalare la presenza di componenti elettrici in prossimit della zona interessata all'allagamento Tenersi lontano da apparecchiature elettriche Staccare l'alimentazione elettrica qualora il responsabile ritenga che ci non produca danni alle persone e alla strumentazione

TERREMOTO
Di solito gli eventi tellurici si manifestano con una forte scossa iniziale e scosse violenti successive. Evitare il panico e tranquillizzare i pazienti Non usare gli ascensori Tenersi lontano da scaffalature, apparecchi elettrici e finestre Prepararsi in caso di lesioni strutturali ad evacuare l'Unit Operativa con l'aiuto dei soccorsi esterni

AGGRESSIONE DEL PERSONALE


Sempre pi frequentemente le aggressioni avvengono in modo repentino e senza preavviso. Tenersi a distanza dall'aggressore

Non discutere con l'aggressore mettendo in discussione le sue affermazioni o cercare di convincerlo Chiamare immediatamente le forze dell'ordine (112 o 113)

MINACCIA TERRORISTICA Cercare di tenere l'interlocutore in linea e


tramite un altro telefono e l'aiuto di un collega avvertire il 112 o 113 Ascoltare attentamente quanto comunicato dall'interlocutore cogliendo il massimo delle informazioni Fornire tutte le indicazioni ed una dettagliata relazione ai responsabili dell'emergenza Non rivelare il fatto e la notizia per evitare il panico.

CONSIDERAZIONE SU INCENDI RILEVANTI

Il numero di vittime degli attentati che hanno distrutto le Torri Gemelle, relativamente esiguo rispetto alle 50.000 persone che popolavano quotidianamente le due strutture, permette di affermare che i servizi di sicurezza antincendio avevano studiato a fondo le carenze evidenziate dallattentato del 1993. In tale occasione erano state necessarie pi di quattro ore per completare lesodo, mentre nel 2001 si ritiene che nei circa sessanta minuti intercorsi tra limpatto ed il crollo, si siano messi in salvo quasi tutti coloro che si trovavano nei piani sottostanti i punti di impatto. I Vigili del fuoco morti sono rimasti allinterno della struttura fino al momento del crollo, impegnati nel soccorso di coloro che non potevano allontanarsi da soli.

CONSIDERAZIONE SU INCENDI RILEVANTI

Lanalisi delle prime cinque azioni Una parte interessante del questionario chiedeva agli interessati di descrivere le prime cinque azioni compiute dopo aver appreso dellevento tra le seguenti categorie: investigare, cercare informazioni, prepararsi allesodo, allontanarsi, dare lallarme ad altri, assistere altri, cercare un luogo sicuro, aspettare.

Le risposte a queste domande sono state analizzate per le differenze tra le due torri e per quelle tra maschi e femmine. La prima analisi, pu essere spiegata ricordando che nella torre 2 le informazioni sono state molto pi ambigue, determinando quindi comportamenti conseguentemente diversi.
Di converso, denotano che nella torre 1 c stato un diverso comportamento tra maschi e femmine, mostrando queste ultime pi preoccupate di avvertire gli altri, e di allontanarsi, mentre i maschi hanno mostrato una maggiore propensione a combattere il fuoco.

DA ADOTTARE IN CASO DI

PROCEDURE

INCENDIO
Dott. Ing. Luigi Abate

PROCEDURE D ADOTTARE QUANDO SI SCOPRE UN INCENDIO


Comportarsi secondo le procedure prestabilite (se esistono). Se si tratta di un principio di incendio valutare la situazione determinando se esiste la possibilit di estinguere con mezzi disponibili. Non tentare di iniziare lo spegnimento con mezzi portatili se non si sicuri di riuscirvi. Dare immediatamente l'allarme al 115( VV.F.)

PROCEDURE D ADOTTARE QUANDO SI SCOPRE UN INCENDIO

Intercettare il gas, l'energia elettrica, ecc. Limitare la propagazione di fumo e dell'incendio chiudendo le porte di accesso e le compartimentazioni Iniziare l'opera di estinzione solo con la garanzia di una via di fuga sicura alle proprie spalle e con l'assistenza di altre persone. Accertarsi che l'edificio venga evacuato.

PROCEDURE D ADOTTARE QUANDO SI AFFRONTA UN INCENDIO

Affrontare l'incendio solo se si stati addestrati a questa operazione Non contrastare il focolaio principale, ma diminuirne l'intensit tenendolo sotto controllo Attaccare il fuoco sempre nel suo perimetro respingendolo verso il centro

PROCEDURE D ADOTTARE QUANDO SI AFFRONTA UN INCENDIO

Assicurarsi della fruibilit delle vie d'esodo rispetto al punto di attacco dell'incendio Non usare gli ascensori In presenza di fumo occorre abbassarsi il pi possibile sul pavimento per facilitare la respirazione (i fumi caldi tendono ad andare verso l'alto) Entrare sempre in due nei locali invasi dal fumo

PROCEDURE D ADOTTARE QUANDO SI AFFRONTA UN INCENDIO

Non aprire mai porte di locali dove si sospetta la presenza di incendio (l'apertura improvvisa della porta fa affluire aria che alimenta le fiamme e genera lingue di fuoco verso l'esterno) Isolare elettricamente il locale e, se possibile, allontanare i recipienti a pressione prima di iniziare le operazioni di spegnimento

TIPOLOGIE DELLE VIE DI ESODO

Sezione verticale edificio

Scala protetta

Scale a prova di fumo

Filtri a prova di fumo

Comunicazione con il piano interrato

Pianta piano tipo di edificio di civile abitazione con vano scala centrale a prova di fumo

Piante piano tipo di edificio con due tipi diversi di scale a prova di fumo

Condotte di ventilazione di filtro a prova di fumo tipo shunt

Sezione verticale

GRAZIE PER LATTENZIONE