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Complementi sullo strato limite

F. Auteri
Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale,
Politecnico di Milano,
Via La Masa, 34, 20158 Milano, Italy;
auteri@aero.polimi.it.
17 maggio 2010
2
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Franco Auteri
Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale,
Politecnico di Milano,
Via La Masa,34, 20156 Milano, Italy;
E-mail auteri@aero.polimi.it
Tel. 0039-2-23998046
Fax. 0039-2-23998334
Indice
1 Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
2 Strato limite in similitudine: le soluzioni di FalknerSkan . . . . . . . 4
2.1 Il caso = 0, strato limite su lastra piana . . . . . . . . . . . 7
2.2 Il caso = , corrente nel punto di ristagno anteriore . . . . 7
2.3 Il caso generale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
2.4 Corrente incomprimibile e irrotazionale in un diedro . . . . . 9
2.5 Imposizione delle condizioni al contorno . . . . . . . . . . . 13
3 Spessori dello strato limite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
3.1 Lo spessore di spostamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
3.2 Lo spessore di quantit` a di moto . . . . . . . . . . . . . . . . 15
3.3 Lo spessore di energia cinetica . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
4 Lequazione integrale di von K arm an . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
5 Lo strato limite turbolento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
5.1 Lo strato interno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
5.2 Lo strato esterno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
6 Tecniche di soluzione approssimata . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
6.1 Il metodo di Pohlhausen . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
6.2 Il metodo di Head . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
3
4 2 Strato limite in similitudine: le soluzioni di FalknerSkan
1 Introduzione
In questo documento dedicato allo strato limite sono riportate alcune integrazioni ai
contenuti delle dispense del corso di Fluidodinamica (Quartapelle e Auteri, Fluido-
dinamica). In particolare, nella prima parte, viene trattato in dettaglio il tema degli
strati limite in similitudine e dellequazione di FalknerSkan. Nella seconda parte
si introduce il concetto di spessore di spostamento, spessore di quantit` a di moto e
spessore di energia cinetica e si deriva un modello particolarmente utilizzato nella
pratica: lequazione integrale di von K arm an. Questa equazione viene poi impiegata
per formulare due semplici tecniche di soluzione approssimata delle equazioni dello
strato limite nel caso di uno strato limite laminare, il metodo di Pohlhausen, e nel caso
di uno strato limite turbolento, il metodo di Head.
2 Strato limite in similitudine: le soluzioni di Falkner
Skan
Nel paragrafo precedente abbiamo visto come la soluzione di Blasius per lo strato
limite laminare di una corrente che lambisce una lastra piana con velocit` a esterna
uniforme in direzione x sia di tipo similare, ossia non dipende in maniera indipendente
dalle variabili x e y ma da una loro combinazione adimensionale.
Le soluzioni similari sono molto convenienti perch e permettono di ridurre il pro-
blema allintegrazione di una equazione differenziale ordinaria, anzich e delle consuete
equazioni differenziali alle derivate parziali dello strato limite. Per questo motivo ` e
lecito provare a rispondere alla domanda: per quali campi di velocit` a esterna le equa-
zioni dello strato limite possono essere risolte per similarit` a? In questo paragrafo ci
occupiamo precisamente di rispondere a questa domanda.
Cominciamo scrivendo le equazioni dello strato limite
_
_
_
u = 0
u
u
x
+ v
u
y

2
u
y
2
= U(x)U

(x)
con le solite condizioni al contorno u(x, 0) = 0 a parete e lim
y
u(x, y) = U(x)
allinnito, mentre sostituiamo la condizione al contorno per x = 0 con la condizione
di similarit` a.
Come nel caso dellequazione di Blasius ci conviene, al ne di ridurre il numero di
incognite a una sola e di soddisfare identicamente lequazione della massa, utilizzare
come incognita la funzione di corrente (x, y). Ricordando che u =
y
e v =
x
,
5
dove, per semplicit` a di notazione, i pedici indicano le variabili rispetto alle quali si
deve intendere la derivazione parziale, dallequazione della quantit` a di moto si ottiene

xy

yy

yyy
= U(x)U

(x).
Supponiamo di conoscere landamento dello spessore dello strato limite, denito in
un qualche senso, mediante la relazione = G(x). Nellipotesi di similarit` a possiamo
affermare che, ad ogni stazione x, il problema pu` o essere espresso come unequazione
del tipo F(y; ; U, G), grazie al teorema di Buckingham possiamo allora esprimere
questa relazione attraverso due parametri adimensionali, si ricordi che lequazione
contiene soltanto variabili cinematiche. Una rapida analisi dimensionale permette
allora di riscrivere la relazione in maniera esplicita come

U G
= f
_
y
G
_
.
Detta (x, y) = y/G(x) la relazione pu` o essere riscritta come
= U Gf().
Nellipotesi di similarit` a la soluzione deve dipendere unicamente da e non da x o y
indipendentemente.
Possiamo a questo punto sostituire a lespressione ricavata. Per farlo calcolia-
mone prima le differenti derivate

x
= (U G)

f + U G
_

y G

G
2
_
f

= (U G)

f U G

y
= U f

xy
= U

+ U
_

y G

G
2
_
f

yy
=
U
G
f

yyy
=
U
G
2
f

.
Lequazione dello strato limite diventa allora
U f

_
U

U
y G

G
2
f

_
(U G)

f U G
y G

G
2
f

_
U
G
f

U
G
2
f

= U U

.
Elidendo i due termini uguali e contrari presenti nelle due parentesi quadre e dividendo
per U lequazione si semplica come
U

(f

)
2

(U G)

G
f f


G
2
f

= U

.
6 2 Strato limite in similitudine: le soluzioni di FalknerSkan
che pu` o essere riscritta nella forma
f

+
G(U G)

f f

+
G
2
U

(1 (f

)
2
) = 0.
Afnch e lipotesi di soluzione similare possa essere soddisfatta, allinterno dellequa-
zione non deve comparire la variabile x, ossia i due coefcienti del secondo e del terzo
termine devono essere costanti, indicando con / e / le due costanti, si ottiene il
sistema di due equazioni differenziali del primordine
_
G
2
U

= ,
G(U G)

= ,
e lequazione di FalknerSkan
f

+ f f

+ (1 (f

)
2
) = 0.
Si noti che le due costanti e non sono adimensionali. Utilizzando la prima per
eliminare U

nella seconda e isolando G

si ottiene
_

_
U

=

G
2
,
G

=

U G
.
In questo sistema di due equazioni in due incognite dipendente dai due parametri e
quello che conta realmente ` e il rapporto fra i due. Infatti abbiamo denito G come
uno spessore dello strato limite, senza specicarne meglio il signicato, ridenendo
G come


G, ed effettuando la sostituzione, si vede come le equazioni vengano a
dipendere solamente dal rapporto /.
Per risolvere il sistema conviene moltiplicare il primo membro della prima per il
secondo della seconda e viceversa. Eliminando dxsi ottiene unequazione differenziale
ordinaria a variabili separabili,
( )
dU
U
=
dG
G
,
che integrata fornisce
( ) log U = log G+ C,
La costante C si determina imponendo che, per un determinato x = x
0
, risulti U =
U
0
e G = G
0
. Questa condizione non aggiunge informazioni se non conosciamo
effettivamente i valori di U
0
e G
0
, per` o ci permette di riscrivere lespressione in forma
2.1 Il caso = 0, strato limite su lastra piana 7
pi u compatta e soprattutto di adimensionalizzare largomento dei logaritmi. Si ricava
allora C = ( ) log U
0
log G
0
e sostituendo e riarrangiando
( ) log
U
U
0
= log
G
G
0
,
da cui
_
U
U
0
_
()
=
_
G
G
0
_

.
La relazione appena trovata pu` o essere impiegata per eliminare alternativamente
G e U nelle due equazioni differenziali precedenti. Ci sono alcuni casi particolari che
` e necessario per` o trattare a parte.
2.1 Il caso = 0, strato limite su lastra piana
Consideriamo innanzitutto il caso particolare in cui = 0. La prima delle due
equazioni differenziali ci dice che U

= 0 e quindi la velocit` a esterna allo strato limite


non dipende da x ed ` e uniforme lungo la lastra.
`
E questo il caso della soluzione di
Blasius gi` a vista in precedenza,
f

+ f f

= 0.
dove si ` e posto = 1. Il caso particolare = 0 va escluso, poich e porterebbe a una
funzione di corrente parabolica e a una velocit` a lineare con y, in contraddizione con
le condizioni al contorno.
2.2 Il caso = , corrente nel punto di ristagno anteriore
Anche il caso = ` e di grande interesse, la seconda equazione a sistema diventa
G

= 0, che integrata ci dice che lo spessore dello strato limite ` e costante con x,
G(x) = . La prima equazione diventa anchessa molto semplice, U

=
2
= A.
Integrando una volta e imponendo la condizione al bordo che U(x) si annulli per
x = 0, otteniamo
U(x) = Ax
che rappresenta il primo termine della serie per il usso incomprimibile e irrotazionale
di un uido non viscoso nel punto di ristagno, detto corrente di Hiemenz. Grazie
allarbitrariet` a nella denizione dello spessore dello strato limite G, possiamo assumere
= = . Allora il prolo di velocit` a nello strato limite pu` o essere ricavato
risolvendo lequazione
f

+ f f

+ (1 (f

)
2
) = 0.
8 2 Strato limite in similitudine: le soluzioni di FalknerSkan
2.3 Il caso generale
Consideriamo ora il caso pi u generale. Prendiamo la prima equazione e sostituiamo a
G lespressione
G = G
0
_
U
U
0
_
()/
,
si ottiene, dopo semplici passaggi algebrici,
U
2()/
U

=

G
2
0
U
2()/
0
.
Separando le variabili si ottiene
U
2()/
dU =

G
2
0
U
2()/
0
dx.
Per lintegrazione di questa equazione differenziale dobbiamo distinguere due casi:
innanzitutto il caso particolare in cui 2( )/ = 1, ossia quando = /2.
Il caso = /2
In questo caso lintegrale risulta
log U =
2
U
0
G
2
0
x + C.
Gli altri casi
Nel caso in cui = /2, lintegrale ` e immediato, e risulta, dopo aver semplicato il
coefciente davanti alla potenza di U,
U
(2)/
=
2( )
G
2
0
U
2()/
0
x + C =
2( )
U
0
G
2
0
U
(2)/
0
x + C, (2.1)
dove anche qui C rappresenta la costante di integrazione.
La costante di integrazione deve essere ricavata imponendo una condizione iniziale.
Per comprendere quale sia la condizione iniziale corretta da imporre dobbiamo fare
una digressione riguardante la corrente incomprimibile e irrotazionale in un diedro.
2.4 Corrente incomprimibile e irrotazionale in un diedro 9

Figura 1: Diedro formato da due semipiani.


2.4 Corrente incomprimibile e irrotazionale in un diedro
Consideriamo il diedro costituito da due semipiani che formano un angolo , come
rappresentato in gura.
Vogliamo determinare il usso piano, incomprimibile e irrotazionale che lambisce i
due piani.
Data la semplice connessione del dominio e le restanti ipotesi, il campo di velocit` a
pu` o essere espresso attraverso il gradiente del potenziale cinetico ,
u = .
Data la geometria del dominio, ` e conveniente scegliere un sistema di coordinate polari
centrate nel vertice dellangolo . Il potenziale deve soddisfare lequazione di
Laplace, che in coordinate polari si scrive
1
r

r
_
r

r
_
+
1
r
2

2
= 0.
La condizione al contorno a parete per lequazione del potenziale traduce limpermea-
bilit` a della parete stessa al uido, u n = 0. Essa si traduce in una condizione di
Neumann omogenea per il potenziale cinetico,

n
=

= 0.
Possiamo ricercare la soluzione del problema sfruttando la tecnica di separazione
delle variabili. Ipotizziamo allora che la soluzione possa essere espressa tramite il
prodotto di due funzioni, una che dipende soltanto dal raggio F(r) e una che dipende
soltanto dallangolo G(), se questo procedimento ci permetter` a di determinare una
soluzione essa sar` a la soluzione cercata, essendo il problema lineare. ` e anche possibile
che questa tecnica ci permetta di determinare, come nel caso della corrente attorno al
10 2 Strato limite in similitudine: le soluzioni di FalknerSkan
cilindro a sezione circolare, una famiglia di funzioni che di per s e non soddisfano tutte
le condizioni al contorno, ma dalla cui combinazione lineare ` e possibile ricavare la
soluzione al problema.
Introduciamo ora lespressione di nellequazione di Laplace e moltiplichiamo
entrambi i membri per r
2
. Otteniamo
rG
d
dr
_
rF

_
+ F G

= 0.
Dividiamo per F G e dopo semplici passaggi otteniamo
r
2
F

F
+ r
F

F
+ =
G

G
.
Poich e il primo membro ` e funzione soltanto di r e il secondo membro soltanto di , essi
devono essere entrambi uguali alla medesima costante C. Consideriamo separatamente
il caso in cui C < 0 e il caso in cui C 0.
Se la constante ` e minore di zero possiamo esprimerla come lopposto del quadrato
di una costante k. Lespressione per G diventa quindi

G
= k
2
.
da cui
G

k
2
G = 0.
Lintegrale generale di questa equazione pu` o essere espresso come somma di espo-
nenziali con esponente reale
G() = A
+
e
k
+ A

e
k
.
Dobbiamo ora determinare il valore delle tre costanti ancora incognite, k, A
+
e A

.
Abbiamo a disposizione due condizioni al contorno, una condizione di Neumann su
ciascun semipiano, che possono essere scritte come
G

(0) = A
+
k A

k = 0, G

() = A
+
ke
k
A

ke
k
= 0.
La prima condizione al contorno si riduce a A
+
k = A

k, mentre la seconda con-


dizione al contorno implica k = 0 e quindi lindipendenza del potenziale cinetico
dalla coordinata a cui corrisponde una velocit` a ovunque diretta come r.
`
E facile
riconoscere in questa soluzione la corrente prodotta da una sorgente o da un pozzo
piano puntiforme posto nellorigine. Infatti per G = A, lequazione per F diventa
d
dr
_
rF

_
= 0
2.4 Corrente incomprimibile e irrotazionale in un diedro 11
che integrata una prima volta d` a rF

= B e integrata una seconda volta d` a F(r) =


Blog r, che rappresenta proprio il potenziale di una sorgente/pozzo.
Pi` u interessante ` e il caso in cui la costante C sia maggiore di zero, esprimibile
come k
2
. Lequazione per G diventa allora
G

+ k
2
G = 0.
che ammette come soluzione la somma di esponenziali con esponente immaginario
G() = A
+
e
ik
+ A

e
ik
.
Anche in questo caso andiamo a imporre le condizioni al contorno scritte in precedenza,
G

(0) = iA
+
k iA

k = 0, G

() = iA
+
e
k
iA

e
k
= 0.
La prima condizione al contorno, come in precedenza, permette di affermare che
A
+
= A

A. Questo signica che G() == 2Acos(k). La seconda condizione


al contorno pu` o essere riscritta nella forma pi ` u espressiva
G

() = sin(k) = 0 k = n,
da cui concludiamo
k =
n

.
Possiamo passare ora alla determinazione di F(r), lequazione diventa
r
2
F

F
+ r
F

F
=
n

.
che ` e unequazione di Eulero o equidimensionale, come si riconosce riscrivendola
come
r
2
F

+ rF

n
2

2
F = 0.
La soluzione di questa equazione va ricercata nella forma F(r) = Br
b
. Sostituendo
questa espressione nellequazione e semplicando B si ha
b(b 1)r
2
r
b2
+ br
b1

n
2

2
r
b
= 0.
Semplicando ora r
b
e dopo semplici passaggi algebrici si giunge a scrivere
b
2
=
n
2

2
b =
n

.
12 2 Strato limite in similitudine: le soluzioni di FalknerSkan
La soluzione complessiva pu` o dunque essere riscritta come combinazione lineare delle,
innite, soluzioni appena viste
(r, ) =
+

n=
A
n
r
n/
cos
_
n


_
,
dove la costante A
0
` e completamente arbitraria e pu` o essere posta tranquillamente a
zero. Le due componenti della velocit` a diventano
u
r
(r, ) =
+

n=
nA
n

r
n/1
cos
_
n


_
.
u

(r, ) =
+

n=

nA
n

r
n/1
sin
_
n


_
.
Possiamo scartare i valori negativi dellesponente di r poich e, per tali valori, la
velocit` a tende a innito sia per r che tende a 0 sia per r che tende a innito, abbiamo
le espansioni
u
r
(r, ) =
+

n=1
nA
n

r
n/1
cos
_
n


_
.
u

(r, ) =
+

n=1

nA
n

r
n/1
sin
_
n


_
.
Possiamo distinguere a questo punto due casi. Innanzitutto gli angoli concavi,
cio` e quelli per cui . Ci aspettiamo che la velocit` a tenda a zero se r tende
a zero, in questo caso il vertice dellangolo costituisce un punto di ristagno. In
prossimit` a dellorigine allora possiamo considerare solo il termine dominante, cio` e
quello con esponente pi ` u piccolo. Nel caso di un angolo convesso, per > , la
velocit` a nello spigolo deve tendere allinnito. Anche in questo caso consideriamo
solo il termine dominante, che in questo caso tende allinnito per r che tende a 0.
Possiamo esprimere dunque la velocit` a in prossimit` a del vertice del diedro mediante
il primo termine della serie
u
r
(r, )
A
1

r
/1
cos
_

_
,
u

(r, )
A
1

r
/1
sin
_

_
.
2.5 Imposizione delle condizioni al contorno 13
2.5 Imposizione delle condizioni al contorno
Torniamo ora al problema di determinare il valore della costante C nellequazione
(2.1), che riportiamo qui di seguito per comodit` a di lettura,
U
(2)/
=
2( )
U
0
G
2
0
U
(2)/
0
x + C,
che pu` o essere riscritta come
U =
_
2( )
U
0
G
2
0
U
(2)/
0
(x + D)
_
/(2)
,
Se consideriamo la soluzione del usso incomprimibile e irrotazionale nel diedro,
il valore della velocit` a sulle pareti, in prossimit` a dello spigolo, risulta dato da
u
r
(r, 0)
A
1

r
/1
,
u
r
(r, )
A
1

r
/1
.
Vediamo quindi come il campo di velocit` a esterno richiesto dalla condizione di
similarit` a coincida con il termine dominante della serie nel caso del usso che lambisce
un diedro. In particolare se scegliamo lorigine nel vertice del diedro dobbiamo porre
D = 0, abbiamo dunque
U =
_
2( )
U
0
G
2
0
U
(2)/
0
x
_
/(2)
,
e possiamo eguagliare lesponente di x con lesponente del primo termine della serie
in r

2
=

1.
Ponendo = 1, si ottiene

2
=

1 =

2
(2 ).
Una volta determinata la velocit` a U ` e possibile calcolare anche lo spessore G,
G = G
0
_
U
U
0
_
()/
=
_
2( ) U
()/
0
G
/()
0
x
_
()/(2)
.
14 3 Spessori dello strato limite
3 Spessori dello strato limite
Come abbiamo visto in precedenza, non possiamo denire in modo univoco lo spesso-
re dello strato limite. Possiamo assumere come convenzione quella di indicare come
spessore dello strato limite la distanza dalla parete per la quale il valore della compo-
nente di velocit` a parallela alla parete raggiunge il 99% del valore che avrebbe a parete
per il usso non viscoso, a si tratta comunque di una convenzione.
Possiamo giungere ad alcune denizioni di spessore con maggiore signicato sico
e prive di arbitrariet` a considerando il trasporto nello strato limite di grandezze quali la
massa, la quantit` a di moto o lenergia.
3.1 Lo spessore di spostamento
Consideriamo innanzitutto il trasporto di massa. Se prendiamo due correnti, una non
viscosa e una viscosa ad elevato numero di Reynolds, che lambiscono la medesima
parete e la seconda caratterizzata dalla medesima velocit` a esterna allo strato limite,
possiamo osservare che a causa della presenza dello strato limite la seconda sar` a
caratterizzata da un usso di massa inferiore rispetto alla prima. La differenza fra i
due sar` a data dallespressione
M =
_
+
0
(U u)dy,
nellapprossimazione in cui si ritiene che la corrente non viscosa, nello spessore dello
strato limite, abbia velocit` a uniforme. Chiamiamo questa quantit` a difetto di usso di
massa nello strato limite.
Il difetto di usso di massa provoca un allontanamento dalla parete delle linee di
corrente corrispondenti alla stessa funzione di corrente per la corrente viscosa rispetto
a quella non viscosa. Dal punto di vista della corrente esterna allo strato, limite questo
allontanamento viene visto come un inspessimento del corpo solido.
Per determinare lo spostamento delle linee di corrente in direzione perpendicolare
alla parete possiamo scrivere lequazione seguente che traduce luguaglianza delle
funzioni di corrente per le due linee di corrente,
_
h
0
Udy =
_
h+
0
udy,
avendo laccortezza di prendere h sufcientemente grande da cadere in una zona in cui
gli effetti dello strato limite siano trascurabili. Spezzando in due termini lintegrale a
3.2 Lo spessore di quantit` a di moto 15
secondo membro, possiamo scrivere
_
h
0
Udy =
_
h
0
udy +
_
h+
h
udy.
Se adesso osserviamo che, per y > h, u U, possiamo riscrivere lequazione come
_
h
0
Udy =
_
h
0
udy + U
1
.
Da cui

1
=
_
h
0
_
1
u
U
_
dy.
Facendo tendere h a innito possiamo denitivamente liberarci del parametro h, e
scrivere dunque

1
=
_
+
0
_
1
u
U
_
dy.
Chiamiamo
1
spessore di spostamento dello strato limite, a differenza dello spessore
convenzionale dello strato limite esso non contiene alcuna arbitrariet` a.
3.2 Lo spessore di quantit` a di moto
Consideriamo ora il trasporto di quantit` a di moto allinterno dello strato limite. Ci
domandiamo quale sia la differenza nel trasporto di quantit` a di moto fra due correnti,
una viscosa ad elevato numero di Reynolds e una non viscosa, la prima caratterizzata
dalla medesima velocit` a esterna allo strato limite, ma in pi ` u richiediamo che trasportino
la medesima massa, dobbiamo ci` e tenere conto, nel caso della corrente non viscosa,
dello spessore di spostamento dello strato limite. Allora la differenza fra il trasporto
di quantit` a di moto in assenza di strato limite e in sua presenza ` e data da
Q =
_
+

1
U
2
dy
_
+
0
u
2
dy,
dove si ` e tenuto conto dello spessore di spostamento per la corrente non viscosa al ne
di avere un uguale trasporto di massa per le due correnti. Lespressione precedente
pu` o essere riscritta in modo pi ` u semplice osservando che
_
+

1
U
2
dy =
_
+
0
U
2
dy
_

1
0
U
2
dy =
_
+
0
U
2
dy U
2

1
=
_
+
0
U
2
dy
_
+
0
U(U u)dy =
_
+
0
U u dy.
16 4 Lequazione integrale di von K arm an
Abbiamo perci` o
Q =
_
+

1
u(U u)dy.
In modo analogo a quanto fatto prima, possiamo denire lo spessore di quantit` a di
moto
2
lo spessore nel quale una corrente non viscosa con velocit` a U trasporterebbe
la quantit` a di moto Q,
U
2

2
= Q
da cui si ricava

2
=
_
+
0
u
U
_
1
u
U
_
dy.
3.3 Lo spessore di energia cinetica
In modo del tutto analogo a quanto fatto per lo spessore di quantit` a di moto possiamo
denire lo spessore di energia cinetica
3
:

3
=
_
+
0
u
U
_
1
u
2
U
2
_
dy.
4 Lequazione integrale di von K arm an
`
E utile, ai ni della simulazione numerica dello strato limite, derivare un modello
matematico pi` u sintetico rispetto alle equazioni differenziali di Prandtl. Nel calcolo di
un prolo alare, per esempio, dello strato limite siamo pi ` u interessati a conoscere lo
spessore di spostamento, lo sforzo di attrito a parete, leventuale separazione che non il
prolo delle due componenti di velocit` a in ogni stazione.
`
E possibile, come vedremo a
breve, derivare dalle equazioni differenziali dello strato limite un modello sintetico di
questo tipo, detto equazione integrale di von K arm an. Restringeremo lanalisi al caso
di una corrente stazionario, incomprimibile, a propriet` a costanti e bidimensionale.
Per vederlo consideriamo una stazione x, e integriamo la componente dellequa-
zione della quanti` a di moto in direzione perpendicolare alla parete no a unaltezza
y = h al di fuori dello strato limite,
_
+
0
_
u
u
x
+ v
u
y

2
u
y
2
_
dy =
_
+
0
UU

dy.
Possiamo eliminare lincognita v utilizzando lequazione di conservazione della massa,
u
x
+
v
y
= 0,
17
che integrata in direzione y fornisce
v =
_
y
0
u
x
dy,
in cui si ` e tenuto conto della condizione al contorno di non penetrazione v(x, 0) = 0.
Consideriamo adesso il secondo termine nellequazione, riscritto utilizzando il risultato
appena ottenuto, risulta
_
+
0
v
u
y
dy =
_
+
0
__
y
0
u
x
dy
_
u
y
dy
=
_
u
_
y
0
u
x
dy
_
+
0
+
_
+
0
u
u
x
dy
= U
_
+
0
u
x
dy +
_
+
0
u
u
x
dy.
Consideriamo ora il terzo termine, utilizzando la denizione di vettore sforzo
tangenziale a parete
w
y e la condizione al contorno allinnito di derivata nulla, si
ottiene
_
+
0

2
u
y
2
dy =
_

u
y
_
+
0
=

.
Possiamo a questo punto effettuare le sostituzioni nellequazione di partenza,
otteniamo
_
+
0
_
2u
u
x
U
u
x
UU

_
dy =

.
Cambiamo segno a entrambi i membri dellequazione, poi sommiamo e sottraiamo
uU

, otteniamo
_
+
0
_
U
u
x
+ uU

2u
u
x
+ UU

uU

_
dy =

w

.
La somma sotto il segno di integrale pu` o essere riscritta come
_
+
0
_

x
[u(U u)] + U

(U u)
_
dy =

w

.
Dividiamo ora entrambi i membri per U
2
, scambiando opportunamente il segno di
derivata con quello di integrale, otteniamo
1
U
2

x
_
U
2
_
+
0
_
u
U
_
1
u
U
__
_
dy +
U

U
_
+
0
_
1
u
U
_
dy =

w
U
2
.
18 5 Lo strato limite turbolento
che pu` o essere riscritta come
d
2
dx
+ (H + 2)
U

U

2
=
c
f
2
detta equazione integrale di von K arm an avendo introdotto il parametro di forma
H
1
/
2
e il coefciente di attrito
c
f
=
2
w
U
2
.
Lequazione integrale di von K arm an riduce il sistema di due equazioni differenziali
alle derivate parziali dello strato limite, nelle incognite u(x, y) e v(x, y), a unequazione
differenziale ordinaria che contiene tre funzioni incognite della sola variabile x:
2
,
H e c
f
. Il problema ` e quindi solo apparentemente pi ` u semplice, in quanto occorre
aggiungere a questa equazione anche due relazioni di chiusura che leghino le tre
incognite. Per questo motivo, lequazione integrale di von K arm an si presta pi ` u che
altro alla simulazione numerica dello strato limite, in particolare dello strato limite
turbolento.
5 Lo strato limite turbolento
Proprio come nel caso del moto in un condotto, anche lo strato limite per numeri di
Reynolds basati sulla distanza dallorigine dello strato limite Re
x
sufcientemente alti
diviene instabile alle perturbazioni. Si ha allora la transizione alla turbolenza. I numeri
di Reynolds per i quali si ha la transizione dipendono fortemente dalle perturbazioni
a parete, quali rugosit` a o vibrazioni della parete, e perturbazioni esterne quali onde
acustiche o perturbazioni di vorticit` a nella corrente esterna. Possiamo dare come
ordine di grandezza del numero di Reynolds di transizione il valore 10
5
.
A differenza che per lo strato limite laminare, nel caso turbolento non esistono
soluzioni per similitudine. La ragione di questo consiste nel fatto che se nel caso
dello strato limite laminare in similitudine il prolo di velocit` a dipende da ununica
lunghezza di riferimento, lo spessore, per lo strato limite turbolento il comportamento
vicino alla parete ` e differente rispetto a quello lontano dalla parete e richiede perci ` o
scale differenti per essere descritto. Questo fenomeno ` e ben visibile nella visualizza-
zione delle strutture turbolente nello strato limite in cui si percepisce chiaramente una
netta differenza qualitativa fra la zona dello strato limite prossima alla parete e la zona
dello strato limite pi ` u distante da essa.
Ad esempio, nel caso della corrente su una lastra piana allineata con la velocit` a
indisturbata, nel caso laminare la soluzione di Blasius fornisce un prolo di velocit` a
5.1 Lo strato interno 19
valido per qualsiasi numero di Reynolds. Nel caso turbolento, invece, non esiste un
unico prolo di velocit` a adimensionale valido per qualsiasi corrente.
Nel caso dello strato limite turbolento occorre distiguere fra due regioni con
comportamento differente: lo strato interno e lo strato esterno.
5.1 Lo strato interno
Chiamiamo strato interno la regione dello strato limite turbolento pi ` u vicina alla parete.
In questa zona vale lanalisi che era stata gi` a condotta per la zona di parete del condotto
fra due piani paralleli: consideriamo che la distribuzione della velocit` a media dipenda
solamente dallo sforzo a parete
w
, dalla viscosit` a , dalla densit` a e dalla distanza
dalla parete. Lanalisi dimensionale ci mostra come il prolo di velocit` a medio possa
essere scritto, in forma adimensionale, attraverso la legge di parete
u
+
= f(y
+
),
dove u
+
= u/u

, y
+
= yu

/ e
u

=
_

.
Come abbiamo visto, in prossimit` a della parete dominano gli effetti viscosi, e si ha
perci` o il cosiddetto substrato viscoso, nel quale il prolo di velocit` a ` e dato, per y
+
< 5
da
u
+
= y
+
.
Per distanze maggiori, quando y
+
> 30, leffetto della viscosit` a risulta trascurabile,
possiamo vedere infatti la variabile adimensionale y
+
come un numero di Reynolds
basato sulla distanza dalla parete, la velocit` a di attrito e la viscosit` a cinematica del
uido. In questo caso lanalisi dimensionale ci dice che deve risultare
u
+
y
+
=
1
y
+
,
che integrata d` a
u
+
=
1

log y
+
+ B,
con = 0.41 e B = 5.2. La zona interna intermedia fra il substrato viscoso lineare e
la regione logaritmica viene detta regione di buffer.
20 6 Tecniche di soluzione approssimata
5.2 Lo strato esterno
Lo strato esterno dello strato limite turbolento ` e la zona di dimensioni preponderanti,
rappresentando l80-90% dello spessore dello strato limite turbolento. Occorre notare
che, a causa del fenomeno dellintermittenza, il bordo esterno dello strato limite
turbolento ha una distanza dalla parete fortemente variabile e deve essere denito
come media.
Nello strato esterno dello strato limite la scala di velocit` a ` e la stessa u

utilizzata
per lo strato interno, a causa del fatto che lordine di grandezza degli sforzi ` e lo
stesso nei due strati, mentre invece la scala di lunghezza rilevante ` e lo spessore e
non pi ` u la distanza dalla parete. Anche in questo caso possiamo, mediante lanalisi
dimensionale, esprimere il difetto di velocit` a nello strato esterno in funzione della
distanza adimensionale dalla parete
U u
u

= f
1
_
y

_
.
La funzione f
1
per` o, a differenza che nel caso dello strato interno, dipende fortemente
dalla storia dello strato limite e non pu` o essere assegnata come una legge universale.
Nel caso particolare di uno strato limite con velocit` a della corrente esterna uniforme,
` e possibile esprimere il prolo di velocit` a nella zona a cavallo fra regione interna e
regione esterna per mezzo di una legge universale, che per` o, per le ipotesi fatte, ha
utilit` a piuttosto limitata,
U u
u

=
1

log
y

+ C.
6 Tecniche di soluzione approssimata
Come esempio di utilizzo dellequazione integrale di von K arm an, presentiamo in
questo paragrafo due semplici tecniche approssimate per la risoluzione numerica delle
equazioni dello strato limite, una per correnti laminari, detta metodo di Pohlhausen, e
una per correnti turbolente, il metodo di Head.
6.1 Il metodo di Pohlhausen
Il metodo di Pohlhausen ` e una tecnica approssimata per la risoluzione numerica delle
equazioni dello strato limite per una corrente stazionaria, incomprimibile, a propriet` a
costanti e bidimensionale. Esso consiste nellapprossimare il prolo di velocit` a me-
diante un polinomio di quarto grado. Per comodit` a conviene dare la descrizione del
6.1 Il metodo di Pohlhausen 21
prolo di velocit` a adimensionale, sia per quanto riguarda la variabile indipendente, y
sia per quanto riguarda la variabile dipendente u, scriveremo allora
u
U
= a
0
+ a
1
+ a
2

2
+ a
3

3
+ a
4

4
,
dove =
y

e ` e lo spessore convenzionale dello strato limite, tale che u(x, ) =


0.99U(x).
Le constanti possono essere determinate agevolmente imponendo le condizioni al
contorno:
u(x, 0) = 0,
lim
y+
u(x, y) = U(x),
lim
y+
u
y
= 0,
lim
y+

2
u
y
2
= 0,
cui si aggiunge la condizione, ricavabile dallequazione della quantit` a di moto,

2
u
y
2
= UU

.
La prima condizione al contorno permette di determinare il primo coefciente,
a
0
= 0. Le altre quattro condizioni danno luogo al sistema di quattro equazioni in
quattro incognite
_

_
a
1
+ a
2
+ a
3
+ a
4
= 1,
a
1
+ 2a
2
+ 3a
3
+ 4a
4
= 1,
+2a
2
+ 6a
3
+ 12a
4
= 1,
+2a
2
= ,
dove si ` e sostituito il limite per y tendente allinnito con il valore in y = e si ` e posto
(x) =
(x)
2

(x).
La funzione (x) costituisce lincognita del problema, infatti una volta determinata
essa permette di ottenere univocamente lo spessore dello strato limite e il prolo di
velocit` a in ogni stazione.
22 6 Tecniche di soluzione approssimata
Lultima equazione permette di determinare immediatamente a
2
= /2. Risol-
vendo il restante sistema si ottiene il valore dei restanti coefcienti,
_

_
a
0
= 0
a
1
= 2 +

6
,
a
2
=

2
,
a
3
= 2 +

2
,
a
4
= 1

6
da cui, dopo semplici passaggi algebrici,
u
U
= 2 2
3
+
4
+

6
(1 )
3
.
I valori ammissibili del parametro vanno da 12, per cui si ha separazione dello
strato limite e infatti la condizione di separazione ` e
u
y

y=0
= 0 a
1
= 0, = 12,
no a 12, per cui il massimo di velocit` a ` e posizionato in = 1, valori maggiori di
non sono ammissibili poich e il massimo risulterebbe compreso allinterno dello
spessore dello strato limite.
Una volta determinata la forma dello strato limite occorre determinare come varia il
suo spessore lungo x. Per fare questo utilizziamo lequazione integrale di von K arm an,
che riscriviamo come
d
2
dx
+ 2
U

U

2
+
U

U

1
=
c
f
2
.
Determiniamo i differenti termini:
c
f
2
=

U
2
u
y

y=0
=

U
a
1
=

U
_
2 +

6
_
,

1
=
_
1
0
_
1
u
U
_
d =
_
3
10


120
_
,

2
=
_
1
0
u
U
_
1
u
U
_
d =

315
_
37

3

5
2
144
_
,
ricordando lespressione di
=

2

,
6.2 Il metodo di Head 23
V
u
u
dx
Figura 2: Volume di controllo per il calcolo della velocit` a di entrainment.
otteniamo unequazione differenziale ordinaria nella sola incognita che pu` o essere
integrata al passo assegnando la condizione iniziale (x
0
). Nel caso di un prolo
alare, per assegnare la condizione iniziale si pu` o utilizzare per esempio la soluzione di
Hiemenz in prossimit` a del punto di ristagno.
6.2 Il metodo di Head
Una tecnica utile per un calcolo preliminare dello strato limite turbolento ` e quella
proposta da Head. Nel metodo di Head si affronta il problema della chiusura delle-
quazione integrale di von K arm an individuando delle relazioni aggiuntive che leghino
fra loro le funzioni incognite
2
(x), H(x) e c
f
(x), rispettivamente spessore di quantit` a
di moto, parametro di forma e coefciente dattrito.
Si parte denendo come velocit` a di entrainment V la componente di velocit` a per-
pendicolare al bordo esterno dello strato limite, avremo, applicando la conservazione
della massa a un volumetto innitesimo di lunghezza dx delimitato da due supercie
normali alla parete, dalla parete e dal bordo esterno dello strato limite, si veda la gura
2,
V
d
dx
_

0
udy.
Sommando e sottraendo U nella relazione precedente e dividendo entrambi i
membri sempre per U, si pu` o scrivere
V
U
=
1
U
d
dx
_

0
[U (U u)]dy =
1
U
d
dx
U
_

0
_
1
_
1
u
U
__
dy =
1
U
d[U(
1
)]
dx
.
24 6 Tecniche di soluzione approssimata
Assumendo che la velocit` a di entrainment dipenda soltanto dal parametro di forma, si
pu` o scrivere
1
U
d[U(
1
)]
dx
= F(H
1
).
dove il parametro H
1
` e denito come
H
1
=

1

2
, (6.2)
lultima equazione pu` o essere riscritta come
d(U
2
H
1
)
dx
= U F(H
1
). (6.3)
Head assunse inoltre le seguenti regressioni di dati sperimentali per legare le funzioni
H e H
1
F = 0.0306(H
1
3)
0.6169
(6.4)
e
H
1
=
_
0.8234(H 1.1)
1.287
+ 3.3, H 1.6,
0.5501(H 0.6778)
3.064
+ 3.3, H > 1.6.
(6.5)
Inne per la chiusura delle equazioni, Head propose lutilizzo della seguente
relazione semi-empirica che esprime lo sforzo dattrito
c
f
= 0.246 10
0.678H
Re
0.268

(6.6)
dove Re

= U/.
Le equazioni (6.2)-(6.6) unite allequazione integrale di von K arm an e alla de-
nizione di parametro di forma H forniscono un sistema di sette equazioni nelle sette
incognite ,
1
,
2
, H, H
1
e c
f
e F che pu` o essere risolto con unintegrazione numerica
al passo.
Bibliograa
[1] H. Schlichting, K. Gersten, Boundary layer theory, Springer-Verlag,
Berlin, 2000.
[2] T. Cebeci, J. Cousteix, Modeling and computation of boundary-layer ows,
Springer-Verlag, Berlin, 1999.
25