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Il ^i[rio ^i Vin]_nzo Omo^_o colonnello del 2 di linea italiano nella campagna di Russia

dal 16 gennaio 1810 al 26 ottobre 1812

a cura di Guglielmo Giarda


con contributi di Mariano Gabriele e Virgilio Ilari

Peter von Hess (1792-1871). Battle of Maloyaroslavets (1812).

G. Giarda, Roma 2012

NYPL Vinkhuijzen Collection, Friendly version (Image ID: 1535096)

Come arriva una voce dal passato


di Guglielmo Giarda Il diario, o una prima parte del diario del colonnello Vincenzo Omodeo, comandante in 2 del 2 reggimento di fanteria di linea nellEsercito Italico di Eugenio Beauharnais, giunto fino a noi attraverso gli ascendenti della mia famiglia materna i Viola di Crema che lo hanno gelosamente custodito e tramandato per generazioni. Ma come mai questo documento, la cui ultima annotazione datata al 26 ottobre 1812 dalla Russia profonda, arrivato in Italia, e oggi si trova a Roma? E forse possibile che la chiave dellenigma vada cercata nella citt di Crema. Francesco Sforza Benvenuti ricorda alcuni egregi cremaschi che vivevano allepoca napoleonica, e colle opere loro si procacciarono una distinta riputazione, e cita vari personaggi, che accrescono splendore alla citt nostra. Tra questi campeggia il nome del generale Livio Galimberti, che ritroviamo nel diario dellOmodeo e nella storia della spedizione napoleonica. Nato a Crema nel 1768, il Galimberti prese parte, come colonnello capo di S.M. della 15a divisione del generale Pino, alla campagna di Russia del 1812; Il 24 ottobre, durante la sanguinosa giornata di Malojaroslavets il divisionario venne ferito e dovette essere trasportato fuori del campo di battaglia. Ci provoc un principio di sbandamento nellunit, ma il principe Eugenio ordin di assumerne il comando al Galimberti, ed egli seppe cos opportunamente rimettere lordine e lardimento nei soldati da riportare una compiuta vittoria. Napoleone lo nomin sul campo generale di brigata, i resti della divisione gli rimasero affidati ed egli riusc a riportare in Prussia un migliaio di uomini. Bench la sua salute fosse ormai compromessa, prese parte ancora ad altre campagne, finch, sciolto lEsercito del Regno dItalia (31 luglio 1814), si ritir a Crema per godervi le dolcezze di un onorato riposo, da cui non valse a smuoverlo per nuovi servizi militari neanche la nomina a generale maggiore, conferitagli dallimperatore austriaco Francesco I nel 1815. (1) Naturalizzato cremasco, verso la fine della parabola napoleonica viveva nella stessa citt lombarda Francesco Viola, figlio di Luigi e di Angelica Camuzzi, nato nel 1789 a Cuminiano nel Dipartimento dellAlto Po (ora Cumignano sul Naviglio, provincia di Cremona). Il giovane Viola fu reclutato come requisito di leva nel febbraio 1810, milit nel Corpo delle Guardie dOnore, non fu in Russia nel 1812, ma sostenne le campagne del 1813 in Illiria e del 1814 in Italia, meritando la decorazione di Cavaliere della Corona di Ferro, che gli fu conferita il 14 marzo 1814. Le Guardie dOnore costituivano un Corpo montato che faceva parte della Guardia Reale di Eugenio Beauharnais; formalmente erano volontari, ma in realt, come nel caso del Viola, si trattava di giovani di leva, reclutati nelle famiglie di proprietari e benestanti, che pagavano allo Stato una pensione annua per il mantenimento del figlio alle armi. In realt, Napoleone li considerava ostaggi, che dovevano garantirgli la fedelt politica dellalta borghesia, e li port con s nella campagne del 1809 e del 1812. Peraltro, alla spedizione di Russia partecip un solo squadrone che sub gravi perdite tra cui anche il comandante, capitano Battaglia - a Smolensk; risulta inoltre che ai primi di ottobre 50 Guardie partirono da Mosca con un convoglio di feriti, e che il 9 successivo lo squadrone contava ancora circa 200 effettivi con 17 ufficiali. Ma dalla Russia tornarono ben pochi, tanto che l11 gennaio 1813 il Corpo dovette essere ricostituito, e questa volta su una Compagna unica formata col personale del deposito della Caserma milanese di San Simpliciano, che venne posto in congedo assoluto nel maggio 1814. Sino alla fine della campagna di Russia le Compagnie erano state cinque: (2) luniforme di una di queste, la Compagnia di Milano (giacca verde scuro con mostre rosa), appare indossata da Francesco Viola sebbene il reparto non fosse pi attivo, nel quadro - dipinto molto tempo dopo, come appare evidente dalla canizie del personaggio - che lo ritrae con le spalline dargento da ufficiale e che, tramandato dalla famiglia, ora in mio possesso. Non sappiamo da chi e per quale via Francesco Viola venne in possesso del diario di Vincenzo
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Omodeo: ogni ipotesi azzardata e vi si arriva affidandosi un poco al ragionamento, ma, in misura pi larga, alla fantasia. Lo scritto potrebbe essere arrivato al Viola da qualche reduce dalla Russia; per in questo caso bisognerebbe supporre che il diario di un ufficiale superiore vivente, vice-comandante di reggimento, fosse in mano ad altri. Unaltra possibilit che il documento sia stato dato al Viola dallo stesso autore, Vincenzo Omodeo che nel febbraio 1813 era colonnello della Guardia sedentaria di Venezia, per esempio allandata o al ritorno dalla campagna dIlliria di quellanno. Oppure Francesco Viola potrebbe aver ricevuto il diario dal Galimberti, superiore dellOmodeo e quindi non impossibile depositario del documento, nella citt di Crema, dove sappiamo che il generale si era ritirato dal 1814. Oppure...Oppure Ma come il manoscritto giunto fino a noi? Lalbero genealogico della famiglia Viola lo spiega agevolmente. Francesco aveva un fratello, Guglielmo, il cui figlio Luigi nato a Crema nel 1840 e morto nella stessa citt nel 1910 fu uno dei Mille di Garibaldi nella spedizione di Sicilia del 1860 (quasi certamente, a lui che furono conferite le due decorazioni dellOrdine sabaudo postunitario della Corona dItalia, che ho pure ereditato). Luigi Viola, laureatosi a Parma nel 1865, esercit a Crema la professione di notaio, sposando Giulia Vailati sorella del filosofo Giovanni dalla quale ebbe mia madre, Maria Viola, nata a Crema nel 1892 e morta a Roma nel 1993, coniugata a sua volta con mio padre, Goffredo Giarda di famiglia veneziana, noto organista di fama internazionale.

NOTE (1) Storia di Crema, Milano, Bernardoni, 1859, pp. 190-95. (2) P. Crociani, V. Ilari, C. Paoletti, Storia militare del Regno Italico (1802-1814), Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore Esertcito, 2004, vol. I, tomo II, pp. 527 sgg.

Croce di cavaliere dell'Ordine Reale della Corona Ferrea

Ritratto del Principe Eugenio di Beauharnais (1781-1824), Vicer d'Italia (1805-1814) (di Andrea Appiani, 1754-1817, al Museo Correr di Venezia, wikimedia commons)

Gli Italiani nella campagna di Russia del 1812


di Virgilio Ilari Ancora negli anni Sessanta del secolo scorso, tra gli argomenti della propaganda anticomunista cera la profezia di Nostradamus sui cavalli dei cosacchi che si sarebbero un giorno abbeverati a piazza San Pietro. In realt, a parte il Coro dellArmata Rossa e qualche collega di Mitrokhin, gli unici militari russi finora arrivati a Roma per servizio furono 800 religiosissimi marines greco-ortodossi, reclutati in Epiro dall'ammiraglio Fyodor Fyodorovich Ushakov [1744-1817: canonizzato dalla Chiesa ortodossa nel 2000 e fatto patrono delle forze nucleari russe nel 2005] e venuti a piedi da Napoli per restaurare Pio VII: entrarono dalla via Appia il 3 ottobre 1799 e sfilarono dal Campidoglio al Vaticano1 tra gli applausi dei papalini che inneggiavano allo zar. Questo era ancora Paolo I, il quale aveva conferito il titolo di principe dItalia al maresciallo Suvorov, comandante dellArmata austro-russa in Svizzera e Piemonte e dato ospitalit a San Pietroburgo ai cavalieri di Malta scacciati nel 1798 da Napoleone, dei quali si proclam gran maestro per rivendicare larcipelago riconquistato daglinglesi. Proprio il rifiuto dellInghilterra di restituire Malta allOrdine Gerosolimitano provoc il ritiro della Russia dalla Seconda Coalizione e il riavvicinamento alla Francia. Questa politica fu bruscamente interrotta dalla brutale uccisone di Paolo I, soffocato il 25 marzo 1801 in una congiura di palazzo ordita dal partito europeista e avallata dal figlio ed erede Alessandro, mentre Kronstadt era sotto la minaccia della squadra inglese comandata da Nelson. Il primo atto del nuovo zar fu di richiamare i 30.000 cosacchi che stavano marciando verso la Persia con lintenzione di attaccare i domini inglesi in India. Era un grandioso piano strategico, basato sullillusione che i miseri resti dellArme dOrient - in quel momento gi disfatta dalle epidemie e bloccata in Egitto dallArmata di sir Ralph Abercromby fossero ancora in grado di riprendere la marcia verso lIndia lungo la via della Seta. La possibilit di unalleanza globale tra la Russia e la Francia continu tuttavia a condizionare il corso delle guerre napoleoniche e sembr di nuovo realizzarsi con la pace di Tilsit del 1807. Tra le clausole vi furono la rinuncia della Russia a Corf e levacuazione delle residue forze dal Mediterraneo: non venne meno, per, lappoggio diplomatico dello zar alle corti sabauda e borbonica rifugiatesi a Cagliari e a Palermo. Meno numerosi dei colleghi passati al servizio austriaco, almeno due dozzine di ufficiali sabaudi combatterono contro Napoleone sotto le bandiere zariste. Quelli che raggiunsero il grado di generale sono stati poi ricordati e celebrati dalla tradizione militare sabauda, fino alla svolta del 1848, ma si dovrebbe esaminare caso per caso. Occorre infatti tener presente che, dopo la sconfitta austriaca a Marengo (14 giugno 1800), il secondo governo franco-piemontese sottopose ad una rigorosa discriminazione politica gli ufficiali che, rompendo il giuramento di fedelt alla Francia del 12 dicembre 1798, avevano combattuto insieme agli austro-russi; e molti altri dartiglieria e genio furono epurati nellagosto 1801, quando le truppe piemontesi furono definitivamente incorporate nellarmata francese. In qualche caso, dunque, la scelta di restare o tornare al servizio austriaco o russo fu molto probabilmente dettata da ragioni pratiche prima che ideologiche. In una nota dei sudditi sabaudi che nel 1813 si trovavano al servizio russo, redatta a Cagliari da Michaud de Beauretour, sono elencati altri ventiquattro suoi colleghi (manca per Faussone). Il personaggio oggi pi famoso il savoiardo Franois Xavier de Maistre (1763-1852), gi ufficiale del Reggimento La Marina nella guerra delle Alpi e scrittore. Trasferitosi a Pietroburgo al seguito di Suvorov, fu valorizzato solo con larrivo del fratello Joseph, inviato straordinario sardo. Addetto al
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Come fece in jeep il 5 giugno 1944 il generale Mark Clark, con l'unica variante di percorrere la nuova via della Conciliazione. 6

ministero della marina e nominato nel 1805 direttore della biblioteca e del museo dellammiragliato, combatt nel Caucaso, dove fu ferito, e raggiunse il grado di maggior generale. In Russia lo accompagn anche il nipote Rodolfo, capitano di stato maggiore ad Austerlitz, dove merit una spada donore, il quale si distinse pure in Finlandia nel 1808 guadagnando la croce di SantAnna di 3a classe. Cornetta nel reggimento cavalleggeri guardie, torn in patria col grado di maggiore. L'ufficiale italiano di maggior spicco nella campagna del 1812 fu per indubbiamente il marchese Filippo Paolucci (1779-1849). Modenese al servizio sardo nella guerra delle Alpi, gi sottotenente del 2 battaglione delle Guardie, prigioniero a Collardente nellaprile 1794 e al Bricchetto due anni dopo, cavaliere mauriziano, passato al servizio francese e poi a quello russo, combatt in Crimea contro turchi e tatari nel 1810. Comandante delle truppe nel Caucaso nel 1811, difensore di Riga contro Macdonald nel 1812, ricordato in Guerra e pace (III, IX) come il principale portavoce degli ufficiali che, come Clausewitz, si opposero invano alla costruzione del campo fortificato di Drissa. A sua volta Clausewitz lo cita nel suo celebre studio sulla campagna di Russia per il ruolo svolto nel negoziato epistolare col feldmaresciallo Ludwig Yorck von Wartenburg (1759-1830) che prepar la cruciale convenzione di Tauroggen del 30 dicembre 1812 con la quale l'Armata prussiana, formalmente alleata degli occupanti francesi, consent all'Armata occidentale russa di varcare la frontiera per inseguire "il vero nemico": convenzione che fu poi celebrata in funzione antioccidentale da Guglielmo II e da Hitler e analizzata sotto il profilo politologico da Carl Schmitt nella sua famosa Teoria del partigiano del 19632. Promosso generale aiutante, nel 1814 Paolucci ebbe un ruolo importante nel convincere lo zar ad opporsi allinsediamento di un principe austriaco in Piemonte. Governatore della Livonia e Curlandia dal 1821, lo fu poi nuovamente al servizio sardo di Genova, dove nel giugno 1833 represse la cospirazione mazziniana, con la fucilazione di due sergenti e di un vecchio maestro di scherma. Gi dalle due righe precedenti il colto lettore avr compreso la ragione ideologica che ha portato alla completa rimozione dalla tradizione storico-militare italiana di Paolucci e dei suoi colleghi, che pur avevano combattuto dalla parte giusta. Naturalmente si capiscono le ragioni del ribaltamento deciso da Carlo Alberto nel 1848. Ma fatalmente quel che in origine ebbe dignit politica di deliberata e pure sofferta rimozione si tramuta presto o tardi in ignoranza e deformazione storica. Ad esempio il recente saggio dello storico inglese Dominic Lieven sulla guerra franco-russa del 1812-14, pur recando il titolo inequivocabile Russia Against Napoleon ed essendo dedicato "alla memoria dei reggimenti dell'esercito imperiale russo che combatterono, soffrirono e trionfarono", stato tradotto da Mondadori col titolo, assolutamente fuorviante e indisponente, La tragedia di Napoleone in Russia: 1807-1814: la fine del sogno imperiale3. Volendo benevolmente accreditare la megacasa editrice di averci fatto sopra un ragionamento, se ne deduce che a suo giudizio il grosso pubblico italiano sarebbe pi interessato all'ennesima trita rappresentazione del "sogno" di Napoleone e della "tragedia" della Grande Arme che ad un saggio originale ed eccellente sulla storia della grande strategia russa che fa da sfondo drammatico al capolavoro tolstoiano. Peraltro, meno ottimisti della Mondadori, e dopo un quarto di secolo di insegnamento della storia militare a Milano noi dubitiamo che una percentuale minimamente significativa delle decine di migliaia di persone che ogni giorno transitano per via Moscova e per l'omonima stazione della metropolitana sappia perch si chiama cos. In realt pure gli studi sulla partecipazione alla campagna di Russia del 1812 del IV Corpo d'armata (franco-italiano) comandato dal vicer d'Italia, principe Eugenio de Beauharnais, della 33a Divisione napoletana (generale Detrs) e dei reggimenti francesi reclutati in Piemonte (111e de ligne e 11e e 13e lger), Liguria e Parma (32e lger), Toscana e Roma (III e IV battaglione del 113e e 137e de ligne) sono finora di gran lunga quantitativamente e qualitativamente inferiori a quelli relativi alle campagne del CSIR e dell'ARMIR. Dopo i quattro volumi pubblicati nel 1826 dall'elbano Cesare de Laugier de Bellecour (1789-1871)4, e i compendi dello stesso de Laugier5, di
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Cfr. Raymond Aron, Penser la guerre. Clausewitz, Paris, Gallimard, 1976, II, pp. 210-222. Naturalmente Lieven ricorda il ruolo di Paolucci nella convenzione di Tauroggen (p. 303 dell'ed. italiana). Gli Italiani in Russia, Memorie di un uffiziale italiano per servire alla storia della Russia, della Polonia e dellItalia, Italia 7

Alessandro Zanoli (1779-1855)6 e di Antonio Lissoni (1787-1865)7, l'Ufficio storico del Corpo di stato maggiore dedic agli Italiani in Russia una delle monografie di storia militare italiana dell'et napoleonica occasionate dalla partecipazione dell'Ufficio al congresso storico internazionale di Saragozza convocato in occasione del primo centenario della guerra dindipendenza spagnola (1908). Redatta dal capitano Girolamo Cappello (1871), sotto la direzione del Capo Ufficio storico, tenente colonnello Giuseppe Carmine Ferrari (1861)8 e sulla base delle ricerche eseguite "nei varii archivi di stato del regno" dal maggiore Guido de Majo e dai capitani Aristide Arzano (1866-1943), Vittorio Gianotti [discendente di uno degli ufficiali piemontesi al servizio dello zar] e Cesare Cesari (1870)9, l'opera appare nondimeno pi frettolosa e meno documentata delle altre monografie della serie, e in particolare di quelle dedicate agli Italiani in Germania nel 1813 e alle campagne del 1813 e 1814 "in Illiria e nella Venezia". L'opera utilizzava peraltro la storiografia e la memorialistica allora disponibili in lingua francese (inclusi gli studi di Clausewitz, Jomini e Dmitrij Petrovic Buturlin, la traduzione francese delle memorie di Bennigsen e Galitzin e della storia ufficiale allora in corso di pubblicazione da parte del grande stato maggiore russo10, il romanzo di Tolstoi e il tomo VII delle c. d. Mmoires du prince Eugne curate da Pierre Emmanuel Albert Du Casse); e inoltre gli archivi delle famiglie Corigliano e Manzi (Napoli), Gianotti (Torino), Lechi (Brescia) e Ottelio (Udine) e il diario Mantovani (Biblioteca ambrosiana di Milano). Era infine corredata da una relazione inedita del conte Giuseppe de Maistre, ministro sardo a Pietroburgo, e da una conferenza sulla recente campagna tenuta ai Granduchi Nicola e Michele dal torinese conte Luigi Gianotti (1759-1826), loro istitutore, entrambi a cura e con commento di Ferrari. Nel 1912 fu ricostruita pure la partecipazione alla campagna dei 3.500 piemontesi inquadrati nel 111e de ligne, nella storia del reggimento11 pubblicata dall'allora colonnello Eugenio de Rossi (1863-1929), altro illustre componente della task force di storici in uniforme incaricati dal capo di stato maggiore, generale Alberto Pollio (1852-1914), di colmare la lacuna relativa alla storia militare dell'Italia napoleonica. Completamente ignorata in Italia fu la storia [pubblicata a Mosca nel 1913 da V. R. Apucthin12] delle tre brigate (francese, olandese e italiana) che alla fine del 1812 i russi intendevano
(Firenze), 1826-27, 4 voll. (ed. parziale a cura di Giulio Bedeschi, Milano, Mursia, 1980, pp. 17-190; Compagnia dei Librai, Genova 2007); Volume XI (1836) dei Fasti e vicende dei popoli italiani dal 1801 al 1815 o Memorie di un uffiziale per servire alla Storia dItalia nel suddetto periodo, Italia (Firenze), V. Batelli e figli, 1829-1838, 13 volumi in-12 con tavole. Alessandro Zanoli, Sulla milizia cisalpino-italiana. Cenni storico-statistici dal 1796 al 1814, Milano, Borroni e Scotti, 1845, pp. 192-206. I contingenti italiani del IV Corpo, costituiti dalla Divisione della Guardia Reale (Teodoro Lechi) e dalla 15a Divisione (Pino), partirono (da Milano, Bassano, Vicenza, Cividale, Castelfranco e Verona) con una forza iniziale di 27.397 uomini, 8.300 cavalli, 740 buoi, 52 cannoni, 391 cassoni da munizioni e 702 carriaggi da trasporto. Il totale include 1.900 uomini del Reggimento Dalmata, il quale continuava a far parte dell'Esercito italico nonostante nel 1809 la Dalmazia fosse stata scorporata dal Regno d'Italia e annessa alle Province Illiriche dell'Impero francese. Dedotti questi ultimi e aggiunti i napoletani (8.515) e una stima delle reclute italiane presenti nei corpi francesi (25-30.000) si pu ritenere che gli italiani costituissero almeno un decimo dei 600.000 uomini della Grande Arme.
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Antonio Lissoni, Compendio della storia militare italiana dal 1792 al 1815, Milano, Rusconi, 1837 (Torino, Fontana, 1844).

Durante la grande guerra comand, da generale, il presidio dell'Asinara e tenne un diario (pubblicato nel 1929) sul campo di concentramento in cui transitarono da 25 a 30.000 prigionieri austro-ungarici, di cui almeno 8.000 morti di colera e tifo. cfr http://www.studistorici.com/wp-content/uploads/2010/04/SANNA_Dossier_2.pdf
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Gli italiani in Russia nel 1812, Roma, USSME, 1912 (rist. an. Ermanno Albertelli, Parma, 1993).

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Otechestvennaia voina 1812 goda, Part I, 21 volumes (in 22); Part II, 1 volume. St.-Petersburg: Tipografia "Berezhlivost", 1900-1914. Trad. francese del capitano Eutrope Cazalas, cominciata nel 1902, col titolo La guerre nationale de 1812. Publication du Comit scientifique du Grand etat-major russe, Paris: H. Charles-Lavauzelle, [1904-1911].

Il 111 di linea. Fasti e vicende di un reggimento italiano al servizio francese, Scuola di Guerra, Torino, Tip. Olivero e C. 1912 (rist. an. Accademia di San Marciano, LArtistica Savigliano, 1995), pp. 146-173. V. R. Apuchin, Formirovanie Legionov is plennych Franzusov, Italianzev i Gollandzev v Gorode Orel v 1812-13 Godach, Formation des Lgions composes de prisonniers de guerre franais, italiens et hollandais Orel en 1812-1813, Travaux de la Section d'Orel de la Socit Impriale Russe Historique et de la Guerre, Moskva 1913. 8
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formare col sussidio inglese e coi 36.000 disertori e prigionieri della Grande Arme concentrati a Orel, i quali furono per decimati dalle epidemie nel febbraio 1813. L'unica ricerca originale pubblicata (nel 1928) dopo il volume di Cappello quella di Nino Cortese (1893-1976) sul Seguito di Murat in Russia e sulla Divisione napoletana alla difesa di Danzica13; una ricerca condotta su documenti dell'Archivio di stato di Napoli trascurati dai collaboratori di Cappello (il napoletano De Majo?), ma purtroppo distrutti nei bombardamenti del 1943. Altre ricerche originali riguardano il 32 leggero14 e il Reggimento Dalmata15, mentre gli altri recenti lavori sulle truppe napoletane16 e toscane17 a Danzica sono soprattutto compilazioni e rielaborazioni. La distruzione dei documenti del IV Corpo della Grande Arme e degli stessi archivi personali di Napoleone avvenuta durante la ritirata e la difficolt pratica e linguistica di accedere alle fonti russe, spiegano la ragione per cui la partecipazione degli italiani alla campagna di Russia l'unico settore della storia militare dell'Italia napoleonica trascurato dalla grande fioritura di studi verificatasi soprattutto a partire dai primi anni Ottanta del secolo scorso18. Ben poco si infatti aggiunto a de Laugier e a Cappello; il primo stato compendiato da Giulio Bedeschi (1915-1990) e pubblicato [nel 1980 e nel 2007] insieme a un breve saggio del medico alpino sulla campagna del 1941-43, mentre il volume dell'Ufficio storico stato ristampato in anastatica da Albertelli nel 1993. Solo di recente sono comparsi tre nuovi contributi, un lavoro divulgativo, fondamentalmente basato su Cappello, pur con utili rappresentazioni grafiche delle operazioni19, un interessante articolo di Piero del Negro circa l'impatto della campagna del 1812 sull'identit nazionale e il patriottismo italiano20 e un'eccellente tesi di laurea, diretta sempre da Del Negro e basata su un nuovo spoglio del fondo del Ministerro della guerra italico conservato nell'Archivio di stato di Milano e su una rilettura della scarsa memorialistica finora pubblicata21. Naturalmente le gravissime perdite subite dalla Grande Arme in Russia hanno condizionato pure la memorialistica, rarefacendo, rispetto alle altre campagne napoleoniche, il numero delle lettere, dei diari supersiti e delle successive registrazioni di ricordi personali. Le uniche memorie di reduci italiani finora pubblicate sono quelle di Bartolommeo Bartolini (1846)22 e Francesco Baggi (1898)23, seguite nel 1913 da quelle dello stesso de Laugier24 e nel 1942, in concomitanza con la nuova spedizione in Russia, da un
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Nino Cortese, Lesercito napoletano e le guerre napoleoniche, Napoli, Riccardo Ricciardi, 1928, pp. 135-152 e 174-199. Paolo Palumbo, "Il 32 leggero", in Studi storici militari, in corso di pubblicazione.

Jean-Pierre Perconte, Les Dalmates et les Istriens au service italien 1806-1814, ed. Perconte, Lyon, 2007. Cfr. P. Crociani, V. Ilari e C. Paoletti, Storia militare del Regno Italico (1797-1814), Roma, USSME, 2001, II, Il Dominio dell'Adriatico, pp. 135-149 (Il Reggimento Dalmata). V. Ilari, Piero Crociani e Giancarlo Boeri, Storia militare del Regno Murattiano (1806-1815), Invorio, Widerholdt, 2007, II, pp. 48-55 (Guardia Reale e Seguito) e 317-328 (la Divisione a Danzica). Paolo Coturri, Gianni Doni, Stefano Pratesi, Daniele Vergari, Partire parftir, partir bisogna. Firenze e la Toscana nelle campagne napoleoniche 1793-1815, Firenze, Edizioni Polistampa, 2009, pp. 118-129. Cfr. V. Ilari, "La storiografia militare dell'Italia napoleonica", in Rivista Italiana di studi napoleonici e dellIsola dElba (in corso di pubblicazione nel 2010). G. Fedele, G. Martignoni e G. Garuti, Italiani contro lo Zar, vol. I: Dal Niemen a Smolensk, Edizioni Camelot, s. d. (ma 2006).
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Piero Del Negro, "La campagne de Russie et le patriotisme italien", in Revue Historique des Armes, 250, 2008, pp. 16-24.

Elvis Lusa, L'esercito italico nella campagna di Russia del 1812, Universit di Padova, Facolt di Scienze Politiche, anno accademico 2002-2003. Bartolommeo Bartolini, I giorni dorrore. Avventure particolari accadute al cav. Bartolommeo Bartolini di Trento antico ufficiale di cavaleria e ad alcuni suoi compagni darmi dal giorno 13 al 28 novembre 1812 nella campagna di Russia scritte da lui medesimo, 2 vol., Vrone, Tipografia Antonelli, 1846. Francesco Baggi, Memorie, a cura di Corrado Ricci, Bologna, Nicola Zanichelli, 1898.

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conte Cesare de Laugier de Bellecour, In Russia nel 1812: memoria d'un ufficiale italiano, a cura di Cesare Guglielmo Pini, con una prefazione del generale Giovanni Gamerra, Livorno, Raffaello Giusti, 1913 (XX, 143 p.). 9

altro testo di de Laugier25 e da uno di Filippo Pisani26. E' quindi di particolare importanza la pubblicazione del Diario di un ufficiale superiore del 2 Reggimento di linea italiano conservato da maresciallo d'alloggio delle guardie d'onore italiane Francesco Viola. Un diario che purtroppo si interrompe al 26 ottobre 1812, ma che fa in tempo a registrare l'epica giornata del 24 nel villaggio di Malojaroslavets, passata alla storia come "la battaglia degli italiani". E che ci tramanda lo scambio di battute, tra l'Imperatore e Murat, passati il mattino seguente per il campo di battaglia coperto di cadaveri: "N.: Cazzo, come mai avete potuto ammazzare tanta gente? M.: Voil le plaisir qu'on a de commander de si braves gens"27. L'effetto drammatico pi incisivo del colloquio, altrettanto cinico, immaginato da Tolstoi tra Clausewitz e Wolzogen e ascoltato dal principe Andrea ferito sul campo di Borodino: "Der Krieg muss in Raum verlegt werden. Der Ansicht kann ich nicht genug Preis geben" (la guerra dev'essere estesa in profondit. La validit di questa regola non mai abbastanza lodata), disse uno di loro. "Oh ja - disse l'altro - der Zweck ist nur den Feind zu schwachen, so kann man gewiss nichtden Verlust der Privat-Personen in Achtung nehmen". (certamente, l'unico scopo indebolire il nemico, e perci naturalmente non si possono mettere in conto le perdite di singoli individui).

Generale Domenico Pino (1760-1826)

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De Laugier, Concisi ricordi di un soldato napoleonico, a cura di Raffaele . Ciampini, Torino, Giulio Einaudi, 1942

Filippo Pisani, Con Napoleone nella campagna di Russia. Memorie inedite di un ufficiale della Grande Armata, pubblicate con introduzione e note da Carlo Zaghi, Milano, ISPI, 1942
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In realt le perdite furono equivalenti, circa 7.000 per parte, ma rappresentavano il 30 per cento dei 24.000 italiani contro il 22 per cento dei 32.000 russi. 10

La battaglia della Moskowa (o di Borodino). Attacco del Reggimento russo Litovski Lejb-Guard del V Corpo (1a Armata). Le perdite del reggimento a Borodino furono di 973 uomini su 1740. quadro di Nikolaj Semenovich Samokish (, , 18601944)

I soldati russi si segnanio con la Crice al passaggio dell'Icona della Vergine prima della battaglia di Borodino scena del film sovietico Guerra e pace (1967: ) di Sergej Fdorovi Bondaruk 11

Fino a Malojaroslavets, seguendo il Diario dell'Omodeo


di Mariano Gabriele

Il diario manoscritto in possesso dellavvocato Guglielmo Giarda gli pervenuto per il tramite di un antenato di parte materna, Francesco Viola, guardia donore del Regno dItalia. Il documento da attribuire al colonnello in 2 Vincenzo Omodeo, nato a Borgomanero. (1) Il diario si ferma al 26 ottobre 1812, data alla quale figura lultima annotazione, e se in seguito lAutore ha continuato a scrivere, lo ha fatto su altre carte di cui non abbiamo traccia. Certo che la fine delle note di questo o di questa parte del diario, non coincide con la morte del suo estensore, che sopravvisse alla tragica (2) ritirata della Grande Arme, prese parte in seguito ad altre campagne e concluse la sua carriera militare anni dopo, da colonnello, al comando di un corpo locale nella capitale veneta. Sappiamo che il diario giunto fino a noi attraverso Francesco Viola ed i suoi discendenti. Il Viola era Guardia dOnore, ma non era n poteva essere per la sua giovane et tra i poco pi che 300 elementi di questo corpo che presero parte alla campagna di Russia del 1812 e che vi caddero quasi tutti: dobbiamo quindi supporre che possa aver ricevuto il manoscritto in seguito, o direttamente dallOmodeo o attraverso terzi di cui non abbiamo notizia. Naturalmente sono possibili altre ipotesi, ma sembra ozioso in questa sede almanaccare intorno ad esse senza disporre di elementi concreti su cui fondarle. Il testo presenta notevole interesse, pur coprendo soltanto una parte della campagna napoleonica in Russia del 1812. Il diario parte dal 16 gennaio 1810, ma molto sommario per quellanno e il successivo, che si conclude con lannotazione del 21 dicembre: Gli affari politici si andavano intorbidando e si facevano dei gran preparativi per la spedizione della Russia. Tutto era in moto. Delle scheletriche note del 1810, a parte lo straripamento dei fiumi per il maltempo, sembrano pi importanti quella del 14 Grandi misure contro le navi inglesi (3) e del 30 novembre concernente la promozione dellOmodeo a maggiore, come pure quella del 10 dicembre che ha riferimento alla firma di una procura per rendere possibile la vendita dei suoi beni in sua assenza. Nel 1811 lufficiale si muove frequentemente tra vari centri della Lombardia, del Veneto e dellEmilia, in connessione con lattivit di organizzazione e di addestramento di reparti. Ma veniamo al 1812, che assorbe quasi tutto il diario. Il 18 gennaio arriva la promozione a tenente colonnello (colonnello in 2) nel 2 reggimento di linea che fa parte della 15a Divisione del generale Pino, (4) IV Corpo. La mobilitazione dellesercito del Regno Italico per unirsi alla Grande Arme diretta in Russia induce le prime diserzioni, (5) mentre il 21 febbraio la Divisione Pino muove per Verona, Trento e Bolzano verso il Brennero. Il 3 marzo ad Innsbruck, il 9 a Monaco di Baviera, che lOmodeo visita il giorno successivo: la citt bella e spaziosa, il palazzo reale maestoso, vi si gode della massima libert e vi molto brio. Le donne vestono di ottimo gusto e vanno sole. La marcia continua per Augusta, Norimberga, Bamberga; la Baviera ospitale e cordiale, per cui ognuno ne conservava una cara memoria (29 marzo). Si passa in Sassonia, la Toscana della Germania, dove le donne sono vestite graziosamente. Sul capo portano delle cuffiette guarnite doro ed argento. Hanno le sottane che appena arrivano al ginocchio. Sono molto pulite, graziose e generalmente belle (3 aprile). La Sassonia una regione attiva pi della Baviera, ed ha pi commercio. E civile e tranquilla. Le poche chiese sono divise tra i cattolici e i protestanti e tutto si fa colla massima tolleranza e buona armonia. Non si veggono n preti, n frati, e nessun segno esterno di fanatismo. Si viaggia con tutta sicurezza e non si sentono mai assassinj (13 aprile). Anche qui le truppe italiane sono trattate bene. Ogni tanto ci sono riviste, ispezioni. Si arriva in Polonia. Qual differenza tra questi paesi dimmensa
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pianura, ai montagnosi della Baviera e Sassonia! Qual differenza visibile tra gli abitanti! Qui tutto spira sudiceria, miseria e schiavit; l buon umore, nettezza e grande ospitalit (18 maggio). Le strade sono cattive e sabbiose, i centri abitati e le campagne miserabili; fanno eccezione soltanto le tenute di alcuni Signori padroni di tutto. Il rimanente nulla. Servi della gleba (20 maggio). Lufficiale non vede di buon occhio gli ebrei polacchi, che ora si incontrano in gran numero sporchi, sfacciatissimi e molestissimi (19 maggio). Solo loro tengono osteria, ma sono s sucidi che ributta lentrarvi. Hanno per vini, birra ed altri liquori, le quali cose non si invengono che presso i Baroni (20 maggio) Si trova poco da mangiare per soldati e cavalli; ai primi diventa necessario distribuire il biscotto di scorta, ai secondo dare la segale in luogo del fieno. Il paesaggio monotono: boschi, sabbia, laghi, ma soprattutto povert diffusa. Di nuovo si incontra gran quantit di Ebrei, veri porchi, con barba lunga e sucida ed un abito tutto particolare, cio un gran sajone nero con una corda che lo stringe a traverso, ricci al collo, capelli lunghi sparsi e pieni di pidocchi, unghie lunghe, etc., schifosi allultimo segno (4 giugno). Su questi toni lestensore del diario continuer ad esprimersi ogni volta che riferir di nuovi incontri con ebrei, sfoggiando una buona dose di antisemitismo, (6) un po forse anche dimportazione. Non mancano altri bersagli per i dardi dellOmodeo, segnatamente il generale Fontane, il quale era nullo, ignorantissimo, testardo, ma disgraziatamente il comandante della Divisione, generale Pino credeva ciecamente a tutto quello che diceva il Fontane, col risultato, ad esempio, che quando il caldo cominciava a farsi incomodo,(era) il soldato a risentirsene, e tanto pi perch senza alcuna necessit per strade dove la sabbia arrivava quasi al ginocchio si faceva marciare per sezione (10 giugno). Interviene un gran scandalo tra il Gen. Guillaume ed il colonnello Varese, per cui questultimo venne messo per 15 giorni agli arresti di rigore. Intanto i villaggi cominciano a divenire pi rari, peggiorando la sorte dei soldati e cavalli (21 giugno). I cavalli morivano, e per la fatica e pel cattivo nutrimento (23 giugno), mentre il Gen. Pino continuava ad essere menato pel naso dal Gen. Fontane, uomo nullo e doppio (26 giugno). Ma ce n anche per altri Comandanti. Il Gen. Guillaume, uomo di molti talenti, ma pusillanime, e buono di travagliare ad un tavolo. Il Gen. Dembowsky, doppio, poco militare e vero Ebreo. Galimberti onestuomo, intelligente, ma vera berretta fredda (ibidem). Due settimane dopo si manifesta un momento di crisi. La divisione continuava a perdere molta gente, tanto per essere male diretta, quanto che essendo lultima, nei luoghi che arrivava nessun mezzo di sussistenza poteva trovare. Si mandava alla maraude, (7) ma una gran parte non rientrava, ad onta di tutte le precauzioni che si usavano. Arrivati alle 9 oredopo un breve riposo, senza dare il tempo di mangiare la zuppa a tutta la truppa, (la Divisione) si rimise in viaggio ed arriv unora dopo la mezzanotte in un bosco dove tra le altre cose non vi era una goccia dacqua e con un tempo che mai non ebbimo il peggiore. Il soldato estremamente stanco dovette rimanere tutta la notte esposto allacqua e generalmente senza cibo. Questa terribile giornata fu lultimo tracollo per la divisione, la quale se fosse comandata dal nemico non potrebbe essere peggio condotta. Il Gen. Fontane ne la principale causa, non potendo il gen. Pino a motivo della sua gamba inferma seguitare la marcia della Divisione. Si parte tardi dai bivacchi, si fanno gli alti nel gran caldo in campagna aperta, non dando mai tempo di lasciar cuocere la carne, e mangiare la zuppa, di modo che rimangono indietro a centinaia, saccheggiando Il Gen. Fontane, ad onta delle rimostranze fattegli da alcuni capi di Corpo, volle far alto in questo paese; il soldato, che era privo di pane, acquavita, etc. da pi giorni, in un baleno si disperse in tutto il paese. Intanto i Generaliche vergognasi part colla met meno della Divisione (8 luglio). E si continua cos, partendo tardi per pessime strade, essendo obbligati di tanto in tanto di fare dei centinaja di passi nellacqua fino al ginocchio a motivo delle paludi e dei fiumi che si trovano. I Reggimenti al loro arrivo non avevano 300 uomini, essendo gli altri rimasti indietroLi soldati eran sparsi in qua ed in l, e lungo la stradapoco curandosi di raggiungere i loro Reggimenti, di modo che si era in obbligo di servirsi della forza, e di fare dei giri tortuosi, passando dei quarti dora nellacqua per andarli a prendere. Non possibile descrivere le nostre pene. Ritornammo al bivacco con qualche centinaja di uomini (9 luglio). Il giorno dopo, scontata la punizione, il colonnello Varese torna al comando del suo Reggimento, ma nulla ostante, le cose in quel Reggimento non andavano bene. Peccato che il Gen. Pino sia troppo buono, e non vegga che per gli occhi dellignorantissimo Fontane. Il Gen. Guillaume condusse via da Sagan una ragazza, che pretese di far credere che fosse sua figlia inventando una storiella. Ebbe delle mortificazioni,
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ma nulla ostante continuava a vivere vergognosamente colla medesima (10 luglio). Linizio della guerra ha visto fallire il piano di Napoleone, che ha immaginato di risolvere il conflitto favorevolmente in una ventina di giorni, battendo molto allovest, senza inoltrarsi in Russia, lesercito russo che suppone gli venga incontro alla frontiera. Ma le forze russe sono molto disperse su territori vasti e i corpi francesi si distinguono per errori e ritardi che rendono impossibile allImperatore francese porre in atto una di quelle brillanti manovre sul campo che lo hanno reso famoso. Marcer allora in avanti, in direzione della capitale nemica, sperando sempre nella vittoria decisiva che non viene mai, perch i russi appaiono e scompaiono, sostengono scontri locali, ma non si fanno mai agganciare nella grande battaglia campale suscettibile di concludere la guerra, nella quale sperano i francesi. Mano a mano che ci si inoltra in Russia si alternano percorsi e strade agevoli ad itinerari faticosi. Molto spesso gli abitati sono deserti e incendiati. Quando ha il tempo di osservare gli usi e costumi locali, lOmodeo ne fa cenno: Le donne invece di culle per i bambini si servono di due corde attaccate nel mezzo della camera. C sempre il problema del recupero di quelli che restano indietro, ma si incontrano anche, sempre pi frequenti, indizi di una vicina presenza del nemico, e anche di scontri sostenuti dalle forze che precedono gli italiani. Russi e cavalli morti, poi, allimprovviso, sulla Duina, dopo unimprovvisa ispezione di Napoleone, il nemico si materializza; due Reggimenti italiani di Cacciatori sono impegnati, un colonnello ferito. Confusione incredibileSi incontrarono i primi prigionieri Russi, molti dei quali bei uomini Cosacchi della Guardia (25 luglio). La Divisione Pino passa allavanguardia in vista di una grande battaglia verso Vitepsk: Il nemico con tutta la sua armata davanti a Witepsk divisa da noi dalla Visbia, fiume da poco, e da un profondo burrone. Essa era forte di pi di 150 mille uomini. I nostri corpi dArmata si andavano riunendo e successivamente occupando le alture edaltri luoghi loro destinati. LImperatore era su di una collina un poco sulla diritta con tutta la sua Guardia a piedi in quadrato, e da dove dominava ogni punto. LArmata piena di entusiasmo ed anelante ad un affare generale non poteva essere meglio disposta. Gran parte delle fanteria nemica era in battaglia in una pianura un poco alla nostra diritta al di l del gran burrone; unaltra parte era in faccia a Witepsk al di l della Visbia. La cavalleria manovrava e la maggior quantit non si vedeva. In un circuito di poco pi di quattro leghe vi erano pi di 300 mille uomini... I tirailleurs si fucilavanonon si fiatava per cos dire, tutti erano impazientima il sole sparve, ed appena si fece oscuro si videro molti fuochi sulla dritta della Duina e sulla sinistra. Si seppe poi che era il Maresciallo Nei (Ney) col suo Corpo, il quale doveva prendere alle spalle il nemico, intanto che noi lavessimo attaccato di fronte, ma fatalmente le cattive strade hanno ritardato la marcia della sua artiglieria, e quindi non pot giungere a tempo. LImperatore fu molto indispettito e nel giorno antecedente lo rimprover amaramente (27 luglio). Lavversario vicino, ma vi sono sempre difficolt insuperabili per trascinarlo ad uno scontro campale. Al tempo stesso per la sua vicinanza suscita preoccupazione perch non se ne conoscono le intenzioni e perch le incursioni dei cosacchi sono pericolose, specie se si viene sorpresi isolati, e questo vale per i reparti minori come per gli individui. Ufficiali e sottufficiali vengono mandati indietro per riunire i ritardatari, a causa dei quali nessun reggimento aveva pi di mille uomini presenti. Un terzo dellArmata gi perduto per loro miseria (1 agosto).Si trovarono molti dispersi di vari Corpi in una grande osteriaccia (16 agosto) La tappa successiva viene indicata in Smolensk, sulla strada di Mosca. Francesi e italiani si alternano allavanguardia, spesso col nemico in vista, il che rallenta lavanzata perch si cerca anche di avere a portata di mano o di occupare buone posizioni nella prospettiva di dover sostenere un attacco. Citt e paesi lungo il percorso sono teatro di scontri, che producono danni, cui si aggiunge il saccheggio. Ma pi spesso gli abitati sono deserti, anche quando non sono stati dati alle fiamme, e non c molto da prendere. Il giorno 17 vi fu un sanguinosissimo fatto darmi, che fin alla peggio dai Russi. Intimata la resa della citt (Smolensk), il Governatore rispose che si sarebbe fatto seppellire sotto le rovine della citt. Questo bravo militare mantenne la parola, e mor sulla breccia. Napoleone gli fece dare sepoltura con tutti gli onori. La citt non presentava pi che un mucchio di rottami, e squallore. Le strade erano ancora piene di morti, semivivi, e feriti, e non si sentivano che grida e piangistei! La pi gran parte era abbruciata, e nelle case tra i rottami, carboni, etc., si vedevano cadaveri abbrustoliti. Che orrore, che orrore! (22 agosto).
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Il 21 agosto lImperatore ha passato in rassegna gli italiani, decorandone pi di 80 con le insegne della Corona di ferro; appartengono ai corpi che sono stati impegnati nei combattimenti (Guardie donore, cavalleria, artiglieria, veliti, granatieri,ecc.).(8) Passato il Dnieper, crescono le difficolt; la marcia pi faticosa, dappertutto ci sono morti e feriti, continui disordini per labbandono in cui si trovavano i militari dispersi, gli ammalati, etcLe mosche a milioni, insoffribili. Strade paludose (23 agosto). Le erano gi fredde, e bisognava accendere dei fuochi (25 agosto). Il nemico era gi comparso varie volte e una notte vi fu un allarme. Il gen. Dembowski fugg senza cappello. I cosacchi ci tenevano dietro, ma non ci hanno mai molestati, anzi ci furono di non poca risorsa, giacch i soldati, per timore dessere presi, marciavano uniti (29 agosto). LEsercito di Napoleone procede verso la capitale avversaria, ma non una passeggiata: Miseria, e gran caldo con penuria dacqua. Il soldato soffriva assai: incontrando per istrada qualche pozzanghera vi si gettavano sopra come tanti maniaci, per cui molti cadevano ammalati. Qualunque precauzione era inutile mentre si sarebbero piuttosto lasciati ammazzare che tralasciare di bere. Anche i cavalli pativano assai per la mancanza dacqua (31 agosto). A Viatzma molte centinaia di feriti francesi vivevano di patate e verze, oltre che della piet dei reparti che passavano. E da notarsi che quasi tutti i paesi pei quali passava la Divisione erano abbruciati, e la voce generale era che i Russi nel ritirarsi davano fuoco per ordine del Governo, onde cos diminuire le risorse per lArmata (5 settembre). Una tale strategia preoccuper lufficiale italiano: I Russi nel ritirarsi continuavano a dare fuoco ad ogni cosa: questa loro maniera di agire era molto sospetta per chi ci rifletteva a sangue freddo. Ma lArmata era s valorosa ed entusiasta che a nulla pensava (12 settembre). Da un po di tempo si trovavano molte api, e i soldati erano contenti di potersi procurare del miele, ma molti venivano castigati dalle punture di quellutile animale e qualche volta fummo perfino obbligati di cangiare bivacco (5 settembre). I furti di miele, per, sono piccola cosa, ch quando c da rubare nelle campagne ricche e nelle ville compaiono altri protagonisti. I Gendarmi con la scusa di impedire la maraude, e che i soldati si sbandassero, commettevano mille iniquit, spogliando chicchessia, etc. La Guardia Imperiale faceva ancora di peggio. Erano i Corpi pi aborriti dellArmata (ibidem). Il vicer Eugenio Beauharnais ordina a Pino, il 7, di accelerare la marcia per partecipare alla grande battaglia attesa per il giorno successivo, ma la previsione sbagliata perch il combattimento ha luogo la mattina del 7 nei pressi di Borodino: Per la strada si cominciavano a trovare molti feriti francesi, dai quali si seppe che eranvi gi succeduti alcuni fatti sanguinosi. Questi infelici andavano in traccia di qualche ospitale, od ambulanza, senza viveri n mezzi di trasporto (7 settembre). La divisione viene impiegata per il rastrellamento dopo la battaglia, operazione che conduce allo stremo i reparti di truppe a piedi, costretti a ricorrere a marce forzate per muoversi pi velocemente avanti e indietro. Durante queste operazioni si incontrano centinaia di feriti, ma non si pu fare a meno di lasciare indietro pi di un terzo della truppaVeduta una parte del campo di battaglia. Che orrore! A milliaja erano ammucchiati i morti e feriti. Sotto le batterie erano milliaja di nostri. Dove erano stati superati i Russi a milliaja di loro. Mucchi di cavalli, grida che passavano il cuoreI nostri dovettero superare almeno 12 batterie fatte colla pi grande maestria, a che luna proteggeva laltra. Ogni angolo era una terribile posizione pel nemico. Il terreno era composto di molte alture, le quali tutte si dovettero superare colla baionetta (8 settembre). In effetti, lo scontro di Borodino, o della Moscowa, una vittoria di Pirro per Napoleone, che vi perde la superiorit numerica di cui fino a quel momento ha goduto nei confronti dei russi. Ma anche in una situazione cos tesa, tra timori di incursioni nemiche e scambi di cannonate, lautore del diario non trascura annotazioni sugli usi locali: E da notarsi che tanto in Polonia quanto in Russia non si sono mai veduti letti di sorta alcuna. Allintorno della camera vi sono delle assi piuttosto larghe, che sono assicurate alle pareti, le quali di giorno servono per sedersi, e di notte per dormirvi sopra: un poco pi basso del soffitto della camera avvi un eguale giro di assi, che pure servono per dormirvi sopra: dormono pure quelle bestie sul pavimento, che di assi. e sopra la stuffa. Cos in una camera alle volte, e particolarmente nella stagione fredda, vi sono 20, e fino 30 persone, per cui chi non accostumato a quella puzza non pu resistere. Il primo non lascia cangiare laria. Quei miserabili schiavi non si spogliano mai, e mai si lavano, perci non sono differenti dei porchi. Anche in Germania, e
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particolarmente nella Prussia, si dorme assai male; i letti sono fatti come le culle dei nostri bambini, brevi in modo che un uomo di media statura bisogna che vi sia raggrinzato. Sono poi s stretti che appena una sola persona vi pu capire. Eppure i matrimoni dormono assieme. Non vi sono materazzi, ma una specie di sacco riempito di penna docca, per cui appena qualche uno vi si mette sopra, vi profonda dentro, che pi non si vede: invece di coperta vi un eguale sacco, pieno per di minor quantit di penne, invece di lenzuoli vi sono cuciti due pezzi di tela residua (dai) suddetti sacchi. Nella camera tanto in Polonia quanto in Russia, meno negli appartamenti dei Baroni, non vi sono mobili di sorta alcuna, eccettuata qualche meschina pignatta di terra, cattiva secchia di legno, etc. Sono di una miseria inaudita (11 settembre). Al contrario, nelle case dei signori vi di tutto e in grande (ibidem). Per la strada si incontrano migliaja di soldati Russi, ma pi Polacchi, i quali disarmati e avviliti andavano alle case loro, questi ultimi pare assai contenti, assicurandoci che pi nessuno dei loro compagni sarebbe rimasto al servizio Russo. La battaglia del 7 fu veramente un colpo mortale allo esercito Russo (12 settembre). Con questa illusione si arriva a Mosca. Prima per si soffre ancora la sete, una sete bruciante, che induce ad imprudenze fatali: Non essendovi pozzi, si beveva dellacqua di un gran stagno, che pareva un piccolo lago, ma essendovi dentro dei cavalli e dei uomini morti, era puzzolente (13 settembre). Il 14 gli italiani sono a tre leghe da Mosca, che risulta il giorno dopo circondata da tutta lArmata. Alla citt era gi stato messo il fuoco dai Russi. Colonne di fumo oscuravano quasi lorizzonte (15 settembre). Lincendio della capitale impressionante. LOmodeo scrive: Nella notte mi sono pi volte levato per contemplare Mosca in fiamme. Gran vento. Che bellorrore, inesprimibileSi poteva quasi leggere, tanto era il chiarore delle fiamme. Questa immensa citt abbruciava in pi luoghi, e sempre nuovi (16 settembre), poich elementi al soldo dei russi nella notte appiccavano il fuoco in quegli angoli che ancora erano intatti (17 settembre). A questo punto della spedizione i reggimenti italiani erano ridotti a poca cosa, il pi numeroso non oltrepassava li 900 uomini (ibidem). Lestensore del diario visita a pi riprese la capitale nemica, dalla quale sono fuggiti gli abitanti, salvo quei 50.000 miserabili, gi ricordati in altra occasione, che in gran parte si ammucchiavano rannicchiarti sulle piazze, ed in altri luoghi pubblici (18 settembre). Ha luogo intanto il sacco di Mosca, che trasforma la citt in una fiera. In prima linea sono i componenti della Guardia Imperiale, ma anche gli altri fanno la loro parte, vivandiere comprese, le quali avevano delle botteghe fornite di ogni cosa. Ce n per tutti: ai viveri, al panno, alle pellicce ed ai rifornimenti di ogni genere trovati nei magazzini, al vino pregiato depredato nelle cantine private e bevuto o sprecato nelle strade, dove le bottiglie vuote diventano un pericolo per i passanti e i cavalli, fino alle suppellettili asportate dalle abitazioni signorili ed agli ornamenti delle chiese. Si trovano anche molte e ben fornite librerie, che per non dovevano costituire, che non devono costituire, per, lobiettivo primario dei saccheggiatori. Figurarsi una tale citt in fiamme abbandonata allavidit di un centinajo di milliaja di uominiche caosche orroriDispute tra il militare: Prepotenze senza numero della Guardia Imperiale, alla quale era lecito fare qualunque cosa. Quanti centinaja di uomini dei nostri abbruciati: chi ubbriachi erano abbruciati nelle case senza che naccorgessero, chi soffocato rimaneva nelle cantine, magazzini, etc. (ibidem). Dopo una settimana, quando la Divisione Pino entra di guarnigione in citt, il fuoco appare in gran parte estinto. Entro il perimetro di almeno una cinquantina di km si estende la grande citt, che comprende collinette, ampie zone libere da costruzioni, larghe strade mal selciate. Le passeggiate lungo il fiume sono piacevoli e lilluminazione notturna efficiente. Anche laria buona, ma il fango spunta dappertutto. Tra palazzi superbi, spesso come sepolti in un quartiere pieno di miserabili capanne o di case gotiche, e sporchissime botteghe di legno, che spirano miseria da ogni dove, sorgono pi di 2.000 chiese e conventi: le chiese sono, generalmente, di bella architettura e vi sono profuse ricchezze. Il contrasto tra palazzi magnifici e miserabili capanne, definito vivo e disgraziato, era tale che distingueva Mosca da qualunque altra citt. La Moskova scorre tra colline ridenti, su cui monasteri gotici innalzano orgogliosamente le loro torricciuole dorate. Il Cremlino, con la sua struttura triangolare e laspetto imponente, colpisce lOmodeo che lo descrive con evidente ammirazione, dal palazzo imperiale, ora abitato da Napoleone, alle chiese: la pi distinta quella sotto il titolo della morte della
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vergine, e quella dellarcangelo Michele in cui evvi lantico sepolcro degli czar. Nella prima si consacravano gli imperatori. Vi era pure unantica bibliotecaSu tutti questi monumenti domina la torre del grande Ivan, la pi alta di Mosca, nella quale vi erano 22 campane (25 settembre). (9) Si nota invece, nelle parole dellufficiale italiano, un certo disprezzo per il popolino: i Russi sono superstiziosi e generalmente bugiardi. Il popolaccio sordido, e sovente uno loro famiglia coi loro figli vivono in una sola camera affumicata, e puzzolentesi nutriscono di pane, di cocomeri salati, cavoli, aglio, etc., quasi mai carne. (ibidem). La vita degli occupanti a Mosca punteggiata da parate, in cui anche gli italiani si esibiscono. Ogni mattina c la cerimonia del Leve per limperatore e il principe vicer dItalia, ma nessun fatto nuovo e risolutivo per la guerra si produce, un giorno si sparge voce, falsa, che lo czar Alessandro sia stato assassinato, e la notizia preoccupa Napoleone che spera nella pace da vincitore e teme di non sapere con chi concluderla. Ma intanto il foraggio scarseggia e si costretti a muovere in forze per andare a procurarlo fuori dalla citt, perch boschi e dintorni sono infestati da cosacchi pronti a prendere chi imprudente si allontanasse troppo (28 settembre). E chiaro che si pensa alla ritirata, visto che il nemico non chiede la pace: viene dato lordine di procurare viveri per quattro mesi, e saranno soprattutto patate e verze. Si riorganizzano i reparti sui sopravvissuti e si fanno partire ammalati e feriti. In cerca di viveri, e gli italiani hanno la fortuna di capitare in villaggi dove altri non li hanno preceduti, cos riescono ad approvvigionarsi di avena, orzo, segale, pane, maiali, animali da cortile. Ma di quando compaiono armati avversari, anche se ancora non pericolosi. Si comprende che ci si muover da Mosca, dove resta una forte retroguardia, col compito di minare edifici e punti della capitale nemica, dopo la partenza dellArmata. Gran confusione, e fango dappertutto. La partenza della Grande Arme da Mosca incomincia il 19 ottobre dopo che lo zar ha respinto due volte (5 e 14 ottobre), su consiglio di Kutusov, le avances di pace dellimperatore francese. E una partenza brutta, nella massima confusione, perch gli invasori vorrebbero portare con s il frutto dei saccheggi perpetrati a Mosca. Cos carri, carrozze, calessi, cassoni sono sovraccarichi e gli animali da traino, gi indeboliti dallo sfruttamento cui sono stati sottoposti da mesi, cominciano a cedere rendendo ben presto necessario labbandono di una parte del bottino. E vi sono molte vivandiere che invece di occuparsi della sussistenza, trasportano pesanti pani di argento fuso, frutto della distruzione di candelabri e di altri oggetti lavorati in quel metallo. Ma anche lesercito in ritirata presenta un brutto aspetto, perch sulle divise logore per la lunga marcia ed i combattimenti, i militari indossano ogni sorta di vestiario; sono divise, anche le pi strane che hanno trovato, e abiti di tutti i tipi, perfino da prete e mantiglie, che dovrebbero servire a difenderli un po meglio dal freddo. Solo la Guardia imperiale riuscita a dotarsi di pellicce, gli altri si arrangiano come possono. In queste condizioni e con queste pretese, la marcia confusa e lenta, attardata dai carriaggi. In 5 giorni si coprono appena 100 km, bench si sia costretti a lasciare sulla strada e nei campi adiacenti molti bagagli e pesi che lavidit aveva indotto a portar via con s. Il 2 reggimento di linea lascia la capitale nemica il 20 ottobre. Partiti a buon ora, si marci con meno confusione. Strade fangose. Si trovarono molti morti dei nostri vicino ad un bosco. E da credersi che qualche Battaglione francese, otto, o dieci giorni prima sia stato sorpreso di notte e massacrato. Il soldato era generalmente in buon stato, e di buona volont (20 ottobre). La marcia continua per cattive strade, con tempo brutto e piovoso che rende il terreno paludoso e costringe ad abbandonare le vetture (21 ottobre).Si seppe che il re Murat contro il trattato darmistizio era stato attaccato da forze superiori unora dopo la mezza notte, e che per la prima volta perdette della gente (22 ottobre). Intanto le carrette che dovevano portare alle truppe pane sufficiente per 15 giorni a mezza razione furono bloccate dal fiume e non si videro pi (23 ottobre). Il giorno successivo Napoleone avrebbe dovuto passare in rivista le forze italiane, ma giunse un ordine urgente di subito marciare avanti in soccorso delle Divisioni Dalzons e Broussier. Si sentiva un forte cannonamento e le fucilateArrivata la Divisione alla vista di Malojaroslawetz si mise in colonna. Tutta lArmata prendeva posizione su diverse alture. Malojaroslawetz una citt grande, ma molto ineguale e
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su di una alta collina. Per arrivarci bisognava malamente discendere in mezzo a un bosco, la strada finiva in un profondo burrone paludoso, per cui passava un torrente con molta acqua, sul torrente vi era un ponte di legno fatto costruire la sera avanti dal gen. Dalzons il quale sulle prime ebbe dei vantaggi sul nemico, ma in seguito rimase morto. Nella notte le cose cangiarono daspetto e le due Divisioni soffrirono molto. La Divisione forte di circa tre mille uomini part frettolosamente verso le due pomeridiane. Al di qua del ponte ed in battaglia eranvi i granatieri, e veliti della Guardia. Una batteria nemica di pi pezzi batteva il ponte, il quale si pass alla corsa senza verun accidente. Subito dopo il ponte vi era il Vice Re con alcuni suoi ajutanti di campo, il quale indicava i differenti luoghi che ogni Reggimento deve percorrere per attaccare, ed impadronirsi della citt, giacch la sorte dellArmata dipendeva molto dal buon esito di tale operazione. Tutti gli italiani erano animati dal migliore spirito, essendo la prima volta in questa campagna che soli, ed in presenza di quasi tutta lArmata, avevano occasione di distinguersi, fra i gridi di evviva corsero sul nemico, come rabbiose tigri. Lesito coron i loro sforzi ed animo; le Armate furono testimoni del valore sommo italiano. Ogni Reggimento prese una differente direzione. Il 2do prese la diritta, la sua forza era di 700 uomini circa. Come un lampo attacc il nemico dieci volte pi superiore, e senza dargli posa colle baionette alle reni lo insegu fino fuori dallaltra parte della citt, dopo pi di una buona ora di cammino e sempre montando. Giunti in una vasta pianura, pi milliaja di Russi erano in battaglia e quattro batterie cominciavano a far fuoco su di noi, e degli altri Reggimenti, tre volte fummo respinti fino alla met della citt, e tre volte fu scacciato il nemico, finalmente allimbrunire ci mantennimo in posizione, non essendo pi di 100 persone. I nostri soldati andavano a strappare i Russi dai ranghi(24 ottobre). Ma vediamo cosa era accaduto: mentre Kutusov puntava al sud, convinto che in quella direzione avrebbe marciato Napoleone, questi aveva deciso di procedere verso sud fino a Kaluga, per poi piegare verso Smolensk e condurre la ritirata su un percorso pi o meno parallelo a quello di andata. Invi quindi la divisione Delzons ad occupare il paese di Malojaroslawetz, a 110 km da Mosca, sito su una collina strategica, ma Delzons commise lerrore di lasciarvi 2 soli battaglioni a copertura del ponte sul torrente Lonja, dislocando tutto il resto della divisione sulla riva sinistra per essere pronto a rispondere sollecitamente ad una eventuale nuova chiamata che si aspettava verso Borovsk. Pertanto, quando allalba giungono sul posto i russi del Corpo di Doktorov, sostenuti da un forte fuoco di artiglieria, i 2 battaglioni sono respinti e gli attaccanti riescono ad allocare molti pezzi intorno a Malojaroslawetz, senza essere disturbati dalla cavalleria francese, che non pu intervenire in una zona boschiva e collinare. Il vicer Eugenio ordina allora alla divisione Delzons di riprendere la posizione sul ponte, ma lattacco contrastato efficacemente dallartiglieria e dai fucilieri russi, che provocano perdite pesanti tra i francesi: cadono uccisi lo stesso comandante della divisione, generale Delzons e il fratello accorso in suo aiuto. Delzons viene sostituito dal Guilleminot, un ufficiale dello Stato Maggiore di Eugenio; parte un secondo assalto che riesce a rioccupare, ad alto costo di sangue, la posizione perduta dai due battaglioni iniziali, ma i francesi non ottengono il controllo di tutto il paese, impediti dallefficace fuoco dellartiglieria avversaria, la quale ostacola anche i movimenti della sopraggiungente divisione Broussier, cui non rimane che disporsi a difesa nei sobborghi. Intanto il Corpo del generale Raefskoi si avvicina a sostegno di Doktorov e le loro forze congiunte, in rilevante superiorit numerica, incominciano a premere pericolosamente sui francesi. E il momento degli italiani. La divisione Pino avanza sulla riva destra del Lonja, contrastata dallartiglieria russa, e la 1 brigata (2 di linea, reggimento dalmata, 4 battaglione del 1 reggimento leggero), senza nemmeno rispondere al fuoco, attacca con grande slancio alla baionetta ributtando il nemico fuori del paese. Sar poi contrattaccata da una colonna di truppe fresche composta da migliaia di uomini, ma intanto il colonnello Millo riuscito a piazzare alcuni cannoni su un poggio, in modo da poter controbattere la superiorit dellartiglieria avversaria e sostenere la propria fanteria. La 2 brigata (3 di linea e 3 leggero) va allassalto a sua volta con impeto, respingendo i russi verso i boschi che circondano Malojaroslawetz e consentendo lo schieramento di ulteriori pezzi. Ma tutto il paese in fiamme, le perdite sono forti: muore laiutante Giacomo Pino, fratello del generale, il quale ferito due volte. (10) Il colonnello Galimberti, capo di Stato Maggiore della divisione, (11) assume il comando e lazione
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prosegue, mentre, giunto a mezzogiorno sul campo di battaglia, Napoleone sollecita il maresciallo Davout a portare a sostegno lintero suo Corpo. Kutusov, per contro, non altrettanto sollecito e perde tempo ad inviare rinforzi, cos che gli italici, combattendo in difesa, riescono a contenere gli sforzi avversari al di l del torrente: la pressione russa, tuttavia, riduce gradualmente larea occupata dagli italici e dai francesi. Va in linea il reggimento coscritti della Guardia reale di Eugenio, (12) che il colonnello Oliviero Peraldi arringa: non sparate! La baionetta larma della Guardiaquesta la battaglia degli italiani, o vincere o morire. Lazione, condotta dai resti di tre divisioni (13,14 e 15) contro le alture su cui appostata lartiglieria russa ha successo: punta di lancia il reggimento coscritti, che arriva sui cannoni nemici, malgrado perdite elevate, e chiude vittoriosamente la giornata, intorno alle ore 21. Gli scontri, che si sono susseguiti per tutto il giorno, sono stati particolarmente accaniti. Molti ufficiali hanno pagato un tributo di sangue: oltre al generale Pino, anche il comandante del 2 reggimento di linea, colonnello Dubois, rimasto ferito, e con lui lOmodeo e i capi battaglione Boretti, Zampa e Bolognini; feriti anche i generali Fontane e Gifflenga, il colonnello corso Levi, comandante del 3 di linea, che ne morir come il suo capo battaglione Negrisoli: pure ferito il colonnello in 2 del 3 di linea Casella, i colonnelli Lorot e Lachaise e i capi battaglione Perrin e Goulet del reggimento dalmata, il colonnello Varese del 3 leggero e il capo battaglione Maffei. (13) Secondo i dati che riporta Salarsis, i russi ebbero 8.000 morti, 2.500 feriti, 200 prigionieri malconci (nellaccanimento della mischia, altri potenziali prigionieri erano stati uccisi) e gli italici 4.000 morti e 2.500 feriti. (14) Alla giornata di combattimenti e alla sofferta vittoria, segue una notte orribile, col nemico vicino e la citt in fiamme. Le grida dei nostri feriti e dei russi ci strappavano il cuore, ed ogni momento bisognava andare a prenderli sulle spalle, perch non abbruciassero (ibidem). Ma il bilancio della giornata pesante: lOmodeo scrive che il 2 di linea fece prodigi di valore , e perdette 400 uomini con 28 ufficiali fuori combattimento. Anche gli altri Reggimenti diedero prova di sommo valore, e perdettero molta gente. Un battaglione di coscritti della Guardia fin rest quasi sul campo. Case e contrade sono piene di morti e di feriti; in tutta evidenza, per, le perdite russe appaiono molto maggiori, tanto che Napoleone, venuto la mattina dopo a visitare il campo col Re Murat non poteva capire come mai un pugno di gente avesse potuto fare tanto male al nemico. Disse: Cazzo, come mai avete potuto ammazzare tanta gente? Murat rispose: Voil le plaisir quon a de commander de si braves gens (25 ottobre). Non ha torto Murat, poich la vittoria italiana, conseguita con forze numericamente inferiori, ma con coraggio e decisione estremi, suscita lammirazione di tutti. Il Vicer, che in altra occasione, litigando col generale Pino per una divergenza di vedute circa lopportunit di distribuire anche alle truppe italiane il biscotto di riserva, stato molto sgradevole nei confronti di questi militari, scriver al ministro della Guerra Fontanelli che sebbene le forze italiane siano la met del nemico e siano penalizzate dalla loro posizione, hanno respinto vittoriosamente ben otto attacchi nella giornata e che la 15 divisione ha spiegato molto coraggio ed intrepidezza. Altri forniscono rapporti di forza, tra italiani e russi, ancora pi sfavorevoli, come il generale britannico Robert Wilson che nel 1814, a Mantova, afferma: Larmata italiana a Marojaloslavetz mi sorprese pel suo eroismo, sedicimila di questi bravi ne batterono ottantamila dellesercito di Kutusov. Ma forse il riconoscimento pi significativo quello del col. Buturlin, aiutante di campo dello zar, il quale si sente in dovere di rendere il pi grande onore alle truppe del Vicer, che sostennero gli attacchi impetuosi dei Russi con un valore ed una costanza ammirabili. (15) Dopo la battaglia, mentre unimprovvisa sortita cosacca ottiene la cattura di alcune persone amministrative e di un grande bottino (ibidem), lesercito nemico in ritirata. Ma ormai per la Grande Arme urge soltanto partire: Napoleone ha stabilito litinerario, che, per il momento, lo allontana da Kutusov e dalla sua fissazione meridionale, ma che, a gioco pi lungo, risulter disastroso. Decisa la ritirata, si diedero gli ordini pel trasporto di tutti i nostri feriti, ma come riuscirvi, ove trovare tanti mezzi di trasporto? Si caricarono tutti quelli che erano capaci di soffrire il moto del cavallo, e della vettura, gli incapaci si riunirono tutti in un luogo alto e di non facile entrata ai Cosacchi, affinch nel primo impeto non li assassinassero, lasciando per loro dei viveri. Si salutarono per lultima volta quegli infelici, e colle lagrime del dolorela Divisione part (26 ottobre).
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NOTE (1) La sola annotazione che potrebbe essere discordante quella del 17 aprile 1812, quando, dicendo che il colonnello Omodeo si trovava col 4 battaglione, parrebbe che parli di s stesso in terza persona: il che non sufficiente a mettere in dubbio lidentit dellufficiale. Cfr, in proposito, Archivio di Stato di Milano, Ministero della Guerra, cart. 28, Matricole di ufficiali del 2 di linea; cart. 2691, Stato nominativo dei Signori Ufficiali del Reggimento 2 di linea; cart. 2800, Stati di situazione del 2 Reggimento di linea; G. Cappello, Gli italiani in Russia nel 1812, Roma, Stato Maggiore esercito Ufficio Storico, 1912, p. 42. LOmodeo, da capitano, aiutante di campo e aggiunto di Stato Maggiore della Divisione Lechi nellArme de Naples, in Ispagna nel 1808. Maggiore, Capo Battaglione del 3 Reggimento leggero italiano, sostiene la campagna di Russia del 1812 col 2 Reggimento di linea, di cui comandante in seconda, passando poi al 7 di linea con lo stesso incarico. Colonnello, infine, della Guardia sedentaria di Venezia. Vedi C. de Laugier de Bellecourt, Fasti e vicende dei popoli italiani dal 1801 al 1815, (13 volumi) Firenze 1829-1838, tomo XII, Firenze 1838, note al libro I, cap. III, p. 59; V. Ilari, P.Crociani, G.Boeri, Storia Militare del Regno Murattiano (1800-1815), Invorio (Novara), Widerholdt Frres, 2007, tomo III, p. 662. (2) I militari italici partiti sarebbero stati, secondo calcoli attendibili, 27.397; ne tornarono circa 1.000, cui si aggiunsero non molti altri effettivi rientrati dalla prigionia. (3) Dallestate precedente, la marina inglese aveva lanciato una campagna offensiva in Adriatico e nello Jonio, in applicazione della tradizionale strategia periferica, dando molto fastidio allavversario per distruzioni e catture di unit navali militari e commerciali e occupando le isole Jonie. La pressione marittima avrebbe avuto il suo episodio pi importante nella prima battaglia di Lissa, vinta dagli inglesi contro italiani e francesi il 13 marzo 1811. Cfr A. Santoni, Da Lepanto ad Hampton Roads, Milano, Mursia, 1990, pp. 221-23. (4) Domenico Pino, nato a Milano nel 1767, assorb fin dalla prima giovinezza le idee democratiche venute dalla Francia, e ci lo port naturalmente a collaborare con l governi del Direttorio e del Bonaparte. Comand la legione lombarda, pass in Francia nel 1799 e torn con Napoleone lanno successivo. Ministro della Guerra della Repubblica italica presieduta dal Bonaparte, partecip a varie campagne in Italia, Germania, Spagna e Russia: lImperatore sapeva che gli ufficiali e soldati del Pino lo stimavano molto e lo nomin conte, gran dignitario della Corona di ferro e grande ufficiale della Legion donore. Sciolto lesercito italico nel 1814, si ritir a Cernobbio, sul lago di Como, dove mor nel 1826. (5) Non vero, come qualcuno volle sostenere, che le diserzioni si verificarono solo durante il percorso italiano: un documento proveniente dallArchivio di Stato di Milano, riportato in appendice dal Cappello, cit., fornisce i dati seguenti relativi alle diserzioni dalla divisione Pino dal 15 febbraio al 25 aprile 1812: 15 febbraio-1 marzo, 165; 1-15 marzo, 118; 15 marzo-1 aprile, 40; 1-10aprile, 36; 10-25 aprile, 23, totale 382. Nello stesso periodo vennero perduti 225 cavalli, di cui 112 nella seconda met di marzo. (6) Agli ebrei, definiti porchi per il loro sudiciume (24 giugno), ci si rivolge per al fine di procurarsi del vino e qualche altra cosa (26 giugno), dal momento che sono loro ad avere di tutto da vendere (8 e 12 luglio), ma forse anche tale loro qualit una colpa: Gli ebrei sono veramente eguali a quelli che hanno crocefisso Dominedio perch presso loro solamente che si trova qualche risorsa (27 giugno). In Polonia e in Russia se ne incontrano molti, specie a Doksice (19 luglio) e a Vitepsk, sporchi e birbantissimi come al solito (14 agosto). E a Mosca, riferendo dellesistenza di oltre 50.000 miserabili che in gran parte si ammucchiavano rannicchiati sulle piazze, ed altri luoghi pubblici, annoter: Questi infelici erano sucidi e schifosi come qualunque ebreo polacco. (7) Saccheggio, razzia, furfanteria. (8) Lelenco dei decorati in Cappello, cit., pp. 153-55 (9) Vengono riportate anche le curiosit del Cremlino: come quella della campana da 300 libbre, col batacchio lungo pi di 15 piedi, caduta dalla torre di Ivan e, alla destra della porta del palazzo di citt, una colubrina di una esorbitate lunghezza, ed un obice alla sinistra di una incredibile circonferenza (25 settembre). (10) Il Pino ebbe ucciso il cavallo e, mentre combatteva come un soldato tra i soldati, venne ferito una prima volta a una mano e poi ad una gamba, ci che lo costrinse a cedere il comando della divisione al suo capo di S.M. (11) Livio Galimberti, nato a Crema il 4 dicembre 1768, entr in servizio nel giugno 1797 e partecip a molte campagne con gli eserciti del Direttorio e dellImpero. Capo squadrone nei dragoni della Regina nel 1800, fu promosso maggiore nel 1805 e aiutante comandante nel 1811. Valoroso combattente, si distinse in varie occasioni e in particolare a Wagram (1809), dove il suo reggimento condusse una efficace carica. Decorato della corona ferrea, venne nominato capo di S.M. della 15 divisione in Russia, ne assunse come gi riferito il comando nel corso della battaglia di Malojaroslavetz, e vi si condusse con capacit e coraggio, per cui fu promosso generale di brigata. Torn in Italia nel 1813, malato e mutilato dellindice sinistro. (12) La Guardia Reale del Regno Italico era comandata dal conte Teodoro Lechi, nato a Brescia il 16 gennaio 1778. A 19 anni, capeggiando un piccolo gruppo rivoluzionario contribu fortemente allinsurrezione della citt, per cui fu decorato di medaglia 20

dargento dal governo provvisorio. Percorse una brillante carriera militare, prendendo parte anche alle battaglie di Ulma e di Wagram: colonnello nel 1803, generale di brigata nel 1806, fu nominato barone dellImpero e insignito della stella della Legion donore. Dopo la spedizione di Russia comand la 4 divisione dellArmata dItalia. Pass 5 anni in carcere, ebbe il comando della Guardia civica di Brescia nel 1848, fu esule in Piemonte e mor a Milano nel 1866. (13) Cfr Cappello, cit., pp. 240-41. (14) E. Salarsis, Malojarlovetz, in Rivista Militare, 1913, n. 11, p. 2341. Oltre agli ufficiali superiori nominati, caddero numerosi ufficiali, tra i quali i gemelli anconetani Radoani, e molti rimasero feriti. E significativo il lungo elenco di coloro che furono additati per valore, dal capo di S.M. Galimberti, cremasco, che venne promosso generale di brigata e dallo stesso Omodeo, fino a soldati semplici. (12) Gli italiani, Dio sa per quale ragione, si batterono con vigore, specie a Malojaroslavetz, il curioso riconoscimento di N. Nicolson, Napoleone in Russia, Milano, Rizzoli, 2001, p. 47.

Grazie a Dio, la Russia salva! L'eroe Kutuzov in Guerra e pace di Bondarchuk

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Il diario di Vincenzo Omodeo colonnello del 2 di linea italiano nella campagna di Russia
dal 16 gennaio 1810 al 26 ottobre 1812

Aquila del 2 di linea, presa in consegna nel 1814 dal generale Teodoro Lechi, comandante della Guardia Reale italiana in Russia, e da lui consegnata a Milano nel 1848 a Re Carlo Alberto di Savoia

Questa la trascrizione del manoscritto di Vincenzo Omodeo, che contiene il suo diario dal gennaio 1810 al 26 ottobre 1812, appena dopo essere stato ferito nella sanguinosa battaglia di Malojaroslavets, passata alla storia come "la battaglia degli Italiani", in cui il IV corpo d'armata franco-italiano comandato dal vicer Eugenio di Beauharnais (e al quale era aggregato il Reggimento Dalmato) aperse il passo alla ritirata della Grande Arme. Alcune parole che ci sono parse di difficile interpretazione sono segnalate riportando tra parentesi il termine che ci sembrato facilitare la comprensione del periodo. Tra parentesi quadra sono indicate le aggiunte opportune per l'esatta identificazione dei corpi e dei personaggi citati, tratte in particolare dalla Storia Militare del Regno Italico di V. Ilari e P. Crociani, Roma, USSME 2000]. E possibile, malgrado si sia cercato di revisionarli tutti, che qualche nome di persona o di luogo risulti ancora storpiato, e di questo necessario scusarsi con il lettore, non senza per aver ricordato che nel caso di localit conosciute con la denominazione tedesca nel 1812 ed ora aventi denominazione polacca, le difficolt per lindividuazione esatta sono particolarmente pronunciate. L'autore del Diario era nato dall'unione delle due famiglie pi cospicue di Cilavegna in Lomellina, ora nella provincia di Pavia ma allora territorio sabaudo. Era figlio del colonnello Ambrogio e di una sorella di Vincenzo Tosi (1749-1815), viceprefetto della Lomellina, poi presidente della corte civile e criminale del dipartimento italico dell'Agogna e infine vice-intendente generale del Novarese e Vigevanasco28. Di Cilavegna erano pure Annibale29 e Francesco Omodeo (1787-1837)30, figli del notaio
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Goffredo Casalis, Dizionario Geografico storico - statistico - commerciale degli Stati di S. M- Il Re di Sardegna, vol. V, Torino, presso G. Maspero librajo, 1839, pp. 221 e 223. 22

Giovanni Battista, entrambi pi famosi, rispettivamente come medico e come artigliere, del loro coetaneo, e, forse cugino, Vincenzo. Questi pure aveva studiato medicina a Pavia per sei anni31, e fin dall'anno V era chirurgo militare al servizio franco-cisalpino, risultando "domiciliato a Milano fin dal 1796 o 1797"32. Riparato in Francia dopo l'invasione austro-russa e il crollo della Prima Cisalpina, lo ritroviamo sottotenente di cavalleria della Legione italica al combattimento di Varallo del 27 maggio 1800. In seguito la Legione Italica aveva dato vita alla Divisione Lechi, una delle due componenti anche politiche dell'esercito della Seconda Cisalpina, e Omodeo era poi rimasto nella stretta cerchia del discusso generale bresciano Giuseppe Lechi, quale capitano aggiunto del suo stato maggiore nell'occupazione della Puglia (1803-05), poi nella seconda Arme de Naples (1805-06), nel Corpo d'osservazione dei Pirenei occidentali (1807-08), nell'occupazione di Barcellona e infine nelle operazioni in Catalogna. Omodeo fu per rimpatriato in Italia ben prima della destituzione e dell'arresto di Lechi (settembre-ottobre 1810). Infatti gi nel 1809 lo troviamo comandante del 2 battaglione del 3 Reggimento "d'infanteria leggiera", nome assunto l'8 luglio 1807 dal Reggimento dei Cacciatori Bresciani. Comandato dal colonnello Salvatore Varese, il 3 leggero aveva il 1 battaglione a Budua, il 2 (richiamato da Civitavecchia) a Palmanova e il 3, col Deposito, a Venezia. Durante la campagna del 1809 i tre battaglioni costituirono il nerbo del "Corpo distaccato", operante attorno a Rocca d'Anfo. Come accenna nel suo Diario, nel gennaio 1810 Omodeo fu incaricato di ricostituire il 2 battaglione a Venezia. In autunno prese parte all'occupazione dei Baliaggi del Canton Ticino e ai primi di dicembre fu promosso maggiore del 5 di linea italiano, che aveva i tre battaglioni di guerra (comandati dal colonnello Bernardo Peri) in Spagna e il deposito (comandato da Omodeo e composto dal 4 e 5 battaglione) a Ferrara. Promosso colonnello in secondo del 2 di linea, Omodeo ebbe il comando effettivo del reggimento durante la campagna di Russia. Dopo il rimpatrio, fu incluso tra i cavalieri della Corona Ferrea nominati il 12 febbraio 1813 e sotto la stessa data promosso colonnello effettivo della Guardia sedentaria di Venezia. Durante l'assedio anglo-austriaco (novembre 1813-aprile 1814) fu elevato al grado di generale di brigata dal comandante della piazza, generale Jean-Mathieu Seras.

Omodeo, Annibale, (1779-1840), fratello di Francesco, studente di medicina a Pavia (1801), Wrzburg e Bamberga, poi a Krianger e Vienna sotto J. P. Frank, medico militare all'ospedale militare Sant'Ambrogio a Milano (1804-09), poi a quello di Ancona, dimostr la trasmissione per contagio del tracoma militare (1812-13). Consulente del ministero della guerra italico per gli affari di sanit, fu autore di trattati sulla pulizia medica (igiene) delle vettovaglie mil. (1806) e dellesercito (1809) e Del governo politico medico del morbo petechiale, Milano 1822, nonch direttore degli Annali di medicina (1831-38). (A. Forti Messina, Il soldato in ospedale, F. Angeli, 1991). Omodeo, cav. Francesco, (1787-1837), di Cilavegna (PV), postumo del notaio Giovanni Battista, all. scuola mil. di Modena (1.9.1805), ten. (1.9.1809) dart. alla Grande Arme (1809), in Illiria (1810-11), Russia (1812), blocco di Venezia (1813-14: proposto PMG cap.), al serv. austr., dim. (13.12.1814), al servizio sardo come ten. 1a cl. (3.1.1815: 7a cp. dart. e 2a batteria), OSML per Grenoble (22.7.1815), prof. R. scuole teoriche (10.11.1815), cav. OMS per Grenoble (1816), prof. di istituzioni mil. R. Accademia (23.3.1816), cap. 2a cl. (18.5.1816: El. Mil. 1818), ide sistemi atti a convertire le armi da posta in armi a retrocarica, cap. 1a (7.8.1819), ADC di C. Alberto (1.10.1820), inv. da Capel a chiedergli di revocare lordine di trasferire le truppe da Torino a Novara: trovatolo a Rondizzone, fu inc. di riferire al suo com. che Il reggente lavrebbe fatto impiccare se non fosse partito immediatamente (1821). Cap. anziano (22.1.1826), TC dir. studi scuola dart. (1830-37), TC com. Il 1 Regg. (23.8.1831), grado di col. (19.5.1832), dir. del materiale e della scuola dapplicazione (22.1.1833). Membro Accademia delle scienze (1828), OCS, studi Il Codice Atlantico di Leonardo per una storia dellart. (incompiuta): autore di una Storia militare del Piemonte, di numerose pubblicazioni sulla storia delle bocche da fuoco, tra cui Del Petardo di Guerra (1823) (memorie Accademia delle scienze) e di: Relazione di viaggi fatti in Inghilterra, Svizzera, Paesi Bassi e Francia negli anni 1828 e 1829 (ms della Saluzziana). M. in Torino di malattia (15.3.1837). [ASTO RU 2453. DAyala. Pinelli. Enciclopedia Militare. Nagari, Il col. dart. F. O., Torino, sc. dapplicazione, 1981. B. Giordano, Gli ufficiali della scuola mil. di Modena, tesi laurea Un. Milano 2003-04, p. 432]. Nel 1840 un avvocato (e poi anche notaio) Ambrogio Omodeo di Vigevano pubblic ad Alessandria (dalla tipografia e libreria di Luigi Capriolo) un modestissimo opuscolo di diritto penale (Tavole sinottiche del codice penale per gli stato di S. M. Il Re di Sardegna).
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ASM, MG, 1707. Cit. in Bruno Giordano, Gli ufficiali della scuola militare di Modena, tesi laurea Un. Milano 2003-04, p. 347.

v. Annibale Alberti, Elenchi di compromessi o sospettati politici (1820-1822), Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1936. 23

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1810
16 gennaro. Ricevuto l'ordine di andare a raggiungere il [3] Reggimento [leggero italiano] a Venezia e formare il 2do battaglione [al 16 febbraio 1810 il 3 leggero aveva il I battaglione a Cattaro con 697 effettivi e gli altri quattro - II/V - a Venezia con 1.433]. 18 id. Partito per Venezia. Caravaggio. 19 id. Brescia. 20 id. Castelnuovo. 21 id. ontebello. Gran danni recati dallo straripamento dei fiumi. 22 id. Vicenza. Magenta. Il Bacchiglione allagava gran parte della citt per 1a quale si andava in barca. 23 id. Non potendo progredire il viaggio per l acque. 24 id. Padova. Da un lato e dall'altro della strada allagamento. 25 id. Venezia. 26 id. Arriv il primo Battaglione. Pranzo. 27 id. Arriv il Maresciallo Donald. 28 id. Part da Milano il Ministro della Guerra [Marie-Franois-Auguste Caffarelli du Falga]. 19 febbraio. Il Sig. Gen. [Sebastiano Giuseppe] Danna venne incaricato del portafoglio. 21 id. Avviso dell'arrivo del Principe [Eugenio di Beauharnais, Vicer d'Italia]. Marzo. Matrimonio [dell'Imperatore] con [l'Arciduchessa] Maria Luigia [d'Austria: in realt il 2 aprile, nota del curatore]. 12. Ripart per Parigi il Principe. 24 id. Il Reggimento ricevette l'ordine di andare a Padova. 25 id. Imbarcati alle ore 4 a. m. 26 id. Pranzo dal Gen. [di brigata Frdric] Guillaume [de Vaudoncourt, direttore della Scuola teorica d'artiglieria di Pavia e comandante del 2 reggimento a piedi italiano]. 27 id. Pranzo dal Gen. [a riposo Bonaventura] Baratta. 4 aprile. Partito il Colonnello [verosimilmente quello del 3 leggero, cio Varese]. 18 maggio. Essendosi formato un campo d'istruzione ad Udine, il Reggimento ricevette ordine di tenersi pronto alla marcia. 5 giugno. Finalmente accomodati tutti gli affari del Brik "L'amico". 9 id. Andato ad Abano a far visita l Sig. Gen. Pino, che si trovava ai bagni. 10 id. Sig. Gen. Pino a pranzo. Visitate le sorgenti. 15 id. Andato di nuovo dal Gen. Pino. 16 id. partito in permesso. Vicenza. 17 id. Verona. 18 id. Brescia. ontirone, Baggio. 19 id. Nazzine. Cassano (dAdda, n.d.c.). 20 id. Milano.
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22 id. Dal Gen. Danna. 23 id. Pranzo dal Sig. Gen. [Achille] Fontanelli. 24 id. Ministro dell'Interno. [Gen. Martin de] Vignolle. 26 id. Cilavegna. 7 luglio. Milano. 16 id. Ripartito. Chiari. 17 id. Al papa. 18 id. Montebello. 19 id. Padova. 20 id. Abano da mio cognato. 10 agosto. Venezia. [Dominique] Trouchon [colonnello direttore d'artiglieria della Reale Marina Italiana]. 14 id. Morte del Governatore [generale di Venezia, generale Jacques-Franois Abdallah de Menou]. [commissario di marina] Quesnel [ispettore del porto di Venezia]. 15 id. Imbarcati i Dalmati. 16 id. Arrivato il Reggimento a Padova. 28 id. Arriv il Sig. Gen. Danna. 29 id. Rivista del Reggimento del medesimo. Il Vice Re era a Venezia. Arriv il Gen. [Carlo] Zucchi e part il Gen. Guillaume. Il giorno 27 pass il Ministro dell'Interno e si and a farli visita. 6 settembre. Verso sera si ebbe ordine di tenersi pronti per essere passati in rivista dal Vice Re. 7 id. Verso le 10 ore a.m. il Vice Re pass l rivista al Reggimento e ne fu talmente contento, che fece dare gli uffii1i superiori due mesi di soldo per gratificazione. Li invit a pranzo, ed us loro tutte le onest. Fontanelli. [Generale Alessandro] Gifflenga [de Rege, aiutante di campo del vicer]. 9 id. Di ritorno il Ministro dell'Interno. Pranzo. 11 id. Ordine di partire per Venezia col mio Battaglione. 14 id. Venezia, Sagrado. 24 id. Il Gen. Lechi part per Parigi. 12 ottobre. Partita la mamma cn Biggio. Piero (?). 23 id. Ricevuto l'ordine di ritornare a Padova col battaglione. 8 novembre. Imbarcato col Battaglione. Mestre. Charmet. 9 id. Padova. 14 id. Arrivata la Nena con suo marito. Grandi misure contro le navi inglesi. Occupazione dei Baliaggi svizzeri. [Per porre fine alle violazioni del blocco continentale, il 25 luglio Napoleone aveva ordinato loccupazione dei valichi del San Bernardo e del Sempione. Domodossola era stata perci occupata in agosto dallaiutante comandante Dembowski col III/2 leggero distaccato da Milano e seguito in settembre dal IV (il 1 ottobre contavano 1.272 effettivi).
In ottobre loccupazione fu estesa ai Baliaggi italiani del Canton Ticino. Comandato da Fontanelli, il Corpo nei cantoni del Ticino e del Vallese contava al 1 novembre un effettivo di 4.720 uomini, con 1.073 fanti leggeri a Domodossola (III, IV/2), 1.072 a Bellinzona (III, IV/1), 1.393 fanti di linea a Lugano (III e IV/1) e 881 a Locarno (III e IV/4).

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In novembre furono per ritirati il 2 leggero (1.103) e il IV/4 di linea. Il 15 dicembre il corpo era perci ridotto a 3.858 uomini, di cui 1.372 fanti di linea a Lugano e 729 a Locarno. Nel novembre 1811 e nel marzo 1812 restavano solo Il IV/1 di linea a Lugano e Il IV/2 leggero a Bellinzona (unico rimasto nellagosto 1812).]

30 id. Partito in permesso per Milano. Brescia. Avuta la nuova della mi nomina di Maggiore nel Reggimento di linea 5 [italiano, il cui deposito si trovava a Ferrara]. Il fiume Mella era fuori del suo letto. Milano. Trovato il mi brevetto [di nomina a maggiore]. 7 dicembre. Gran parata sulla piazza del Duomo. 8 id. Novara. Trnaco. Cilavegna. 10 id. Fatta una procura a poi (utilizzare) per vendere i miei beni. 11 id. Milano. 14 id. Colazione da Migliorini. Partito per Ferrara. Lodi. 18 id. Casalmaggiore. 20 id. Bologna. 21 id. Ferrara. Strade scellerate. 23 id. Casa Bentivoglio. Li Battaglioni erano in disordine. Il Sig. Gen. Guillaume comandava il Dipartimento. Il Sig. Barn [Costantino] Zacco Prefetto [del Basso Po]. [Conte Leopoldo] Cicognara Podest [di Ferrara]. Ferrara dalla parte nuova nobile, e maestosa. E' cinta di mura che ora vanno diroccando, la fortezza di figura pentagona stata distrutta. Le strade sono larghe e diritte. La piazza nuova bella. E' poco popolata e l'aria cattiva. Tomba d'Ariosto.

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1811
22 marzo. Avuto lavviso della nascita del Re di Roma (nato Il 20 marzo, n.d.c.). 23 id. Arriv il Sig. Avvocato Ruga per gli affari di . 26 id. Ripartito per Milano. 27 id. Arriv il Sig. Gen. [Filippo] Severoli come Inspettore Generale. 28 id. Rivista. Pranzo dal medesimo. 29 id. Ripartito. 18 aprile. Arriv il Sig. Inspettore [Giacomo] Parma per chiudere la contabilit di alcuni anni. 22 id. Venuto il Capitano Pesci. 24 id. Ricevuto ordine di formare due Compagnie per farle partire per Novara e poi per la Spagna. Ricevuto ordine di portare le Compagnie scelte a 150 uomini ciascuna e di tenermi pronto a partire. 28 id. Avuto ordine di partire col [5] Reggimento [di linea] per Venezia, e di organizzare pel 1 del prossimo mese il 3 battaglione [con i Quadri rientrati dalla Spagna e le reclute di nuova leva]. Travagli senza fine. 30 id. Rovigo. A tre miglia di Ferrara per una bella strada selciata si va al ponte di Lagoscuro (Pontelagoscuro) dove si passa il Po in barca e quindi per l'argine sinistro si va alla Polesella, piccolo e brutto paese. Dalla Polesella per l'argine sinistro della fossa di tal nome si va al Canale bianco, il quale si passa egualmente in barca ad otto miglia di Rovigo. Acqua. Il territorio basso, ed bagnato da una moltitudine di canali, molto fertile. Le strade sono cattive e quasi impraticabili nello inverno. Ora se ne sta facendo una nuova. Rovigo bagnata da un ramo dell'Adige, Adria non molto lontana. Il paese discreto ed ricco. 10 maggio. Monselice organizzato il 3 Battaglione. Alla Bovara si passa l'Adige dal porto: la campagna dilettevole. La strada da qui a Monselice buona, e costeggia un cnle navigabile. Alla destra di Monselice vi un scoglio vulcanico. Vi si monta con qualche difficolt. 2 id. Padova. Gran pranzo con gli ufficiali del 37 Reggimento [di linea francese]. 3 id. Venezia. Gran Parigi. 4 id. (Capo Moro). 9 giugno. Battesimo del Re di Roma. 16 id. Condotta la mi famiglia ai bagni di Abano. 10 luglio. II 3 leggero part per Vicenza. 15 id. Arriv la mi famiglia. La divisione Severoli part per Grenoble. 25 id. Avuto ordine di far partire per Ferrara Il 2 Battaglione colla Contabilit e di ritenere a Venezia il 3 e 4 battaglione. Ogni mese dovevo andare a Ferrara, almeno per otto giorni. 30 id. Ricevuto l'ordine di far partire per la Dalmazia, ed al 2do Leggero, il Capo Battaglione Guibert. 15 agosto. Inaugurazione della statua di Napoleone nella piazzetta. Pranzo dal prefetto. 3 settembre. Partito per Ferrara. Viaggio cattivo. Dormito in una capanna.
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4 id. Ferrara. Casa Bottoni. Messo al corrente di ogni cosa. 21 id. Padova. 22 id. Venezia 23 id. Pranzo dal V(ice) Governatore. 5 ottobre. Arriv S.A.I. con S.E. il Ministro della Guerra [Fontanelli]. Schierato con i due Battaglioni sulla piazza. 6 id. Due volte a far visita a S.A.I. Pass la rivista della guarnigione. Fu molto contento dei due Battaglioni del 5 [reggimento di linea italiano]. Pranzo da S.A (mia pippa) (?). 7 id. Visita al Ministro della Gurr. 8 id. Pranzo dal medesimo. 9 id. Dal Sig. Gen. Vignolle, Capo dello stato maggiore generale, molto contento. Ballo dal Sig. Podest. 10 id. Visita delle caserme, scuole etc. del Generale. Soddisfatto. S.A.I. part per Stra. 12 id. Part Il Ministro dell Guerr. 13 id. Arriv Il Ministro dell'Interno. 14 id. Visita di Corpo. Pranzo dal Podest. 17 id. Ritornato Il Ministro della Guerra [Fontanelli]. 19 id. Udienza.

20 id. Ritorno S.A.I. Festa dal Governatore.21 id. Pranzo da S.A.I. 22 id. Pranzo d1 Ministro dll Guerra [Fontanelli]. 24 id. Partito per Ferrara. Padova. 25 id. Rovigo. Fiera passabile. 26 id. Partito per Brescia ove si trovava S.A.I. onde ottenere Il cangiamento di guarnigione ed andare ad Este secondo la mi dimanda, avere un maggiore locale, etc. 27 id. Brescia. Tempo cattivo. Dal Sig. Gen. Vignolle. 28 id. Da S.A. Arriv ndini da Parigi; evasione. 29 id. Ostilia paese grosso. Il Po essendo sommamente grosso, mi sono imbarcato fin al porto di Lagoscuro. 31 id. Gran Giudice. 9 novembre. Ricevuto ordine di far partire da Ferrara per Monselie il 3 Battaglione. Arrivati a Feara due Battaglioni spagnoli [del Reggimento Giuseppe Napoleone]. Maresciallo Davout (?). 10 id. Partito per Venezia. Padova. 11 id. Pranzo agli ufficiali. Assassinato 1'ajutante (di campo) 1 ufficiale Meratti. Ricevuto l'ordine di andare definitivamente di guarnigione ad Este. 15 id. Visita. 16 id. Coi due Battaglioni. Padova dal Gen. Zucchi. Bucchia.
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17 id. Este. 18 id. Ricevuto ordine di andare a Ferrara per la coscrizione. 19 id. Carteggio disgustoso col Gen. Zucchi. 22 id. Monselie. Rivista del Battaglione. 23 id. Nel momento che stavo r andr in vettura, giunto il Gen. Zucchi a Fe. 24 id. Casa Bentivoglio. Pranzo dal Prefetto. 25 id. Gen. Postel. La coscrizione nn poteva andar meglio. 21 dicembre. Partito r Este. Gli affari politici si andavano intorbidando e si facevano dei gran preparativi r la spedizione della Russia. Tutto era in moto.

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1812
2 gennaio. Avuto l'avviso che il 1 e 2 Battaglione in Ispagna fun rifusi nel 2d e 6to Reggimento [di linea italiano]. 14 id. Andato a Monselie a chiudere la contabilit. 18 id. Una staffetta mi port il brevetto di colonnello in 2d [seconda, del] 2do [reggimento] di linea [italiano, inquadrato nella 15a Divisione Pino del] IV Corpo [della Grande Arme, comandato dal vicer d'Italia principe Eugenio di Beauharnais]. Prevenuto dell'arrivo del Gen. Zucchi in qualit d'inspettore. 19 id. Monselie. Rivista del Maresciallo [Laurent de] Gouvion [Saint-Cyr]. 20 id. Este per 10 stesso motivo. Tutto and a meraviglia. 28 id. Essendo arrivato il 1 maggiore Chauvenet, gli consegnai in onselice il comando del Reggimento. 29 id. A Padova dal sig. Gen. Fontane. 30 id. Este. 31 id. Essendo preso da un grave raffreddore, ottenni di poter rimanere per qulh tempo ad Este. 2 febbraio. Partito per Mantova, dove vi era il 2do di linea, che faceva parte della divisione Pino, destinata per la gran spedizione. Butti, Chiatti, Sinoatti. Lasciai con molto dispiacere il Reggimento. Legnago, Zavaroni. ll fortezza. 12 id. Mantova. 13 id. II Sig. Gen. in pass la rivista al Reggimento. Dubois Colonnello in 2: Borretti, Bolognini, Zampa, Poize Capi Battaglioni. Il Reggimento dovendo tenersi pronto alla marcia il Colonnello mi diede gli ordini di consegnarlo. La divisione Pino era composta dei Reggimento 2 e 3 di line, 3 leggero, dalmati, artiglieria, trn, etc. [La 15a Divisione Pino in Russia (marzo-aprile1812). Il 1 novembre 1811 il gran completo della fanteria (48 battaglioni di guerra, 1 coloniale e 12 deposito) prevedeva 48.718 uomini, inclusi 1.269 ufficiali, a fronte di un effettivo di soli 33.819, di cui 17.880 nel Regno e 16.119 allestero. Lesercito fu per completato con la leva di 15.000 coscritti del 1812 (9.000 chiamati nel dicembre 1811 e 6.000 di riserva Il 28 febbraio 1812).
Per la campagna di Russia fu cos possibile mobilitare 1 Divisione completa su 16 battaglioni e 4 compagnie dartiglieria, composta dai Reggimenti 2 e 3 di linea, 3 leggero e Dalmata (su 3 battaglioni dalmati pi il IV/1 leggero), comandati dai colonnelli Dubois, Levi, Varese e Lorot e dai colonnelli in secondo Omodeo e Casella del 2 e 3 di linea e Lachaise dei dalmati. Capibattaglione erano Boretti, Bolognini, Zampa e Poize del 2 di linea; Roussier, Tracol, Molinari e Negrisoli del 3 di linea; Beckly, Olivier, Lorini e Albini del 3 leggero; Della Torre del IV/1 leggero; Perrin, Catturiz e Goulet dei dalmati. Le compagnie reggimentali dartiglieria erano comandate dai capitani Montani, Mazzoleni, Peleggi e Vernarich. La fanteria della Divisione contava 11.659 effettivi il 1 marzo a Bressanone e 11.158 il 25 aprile a Glogau. Levi cadde Il 24 ottobre nella battaglia di Malojaroslavets.]

21 id. Il Reggimento forte di 2800 uomini compresa la compagnia d'artiglieria reggimentaria, si mise in moto alle ore 8 a.m. Il Reggimento come tutti gli altri aveva cinque furgoni a sua disposizione. Tutti erano pieni di effetti, e particolarmente di scarpe e camicie. Nulla mancava. Verona. 22 id. Nella notte disertarono 20 uomini. Tempo cattivo. Dolce. Povero paese e senza risorse.
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Il Reggimento stato diviso e quindi nella notte vi fu una notabile diserzione. 23 id. Ala. Il Reggimento fu tutto alloggiato in citt. 24 id. Roveredo [Rovereto]. Tutto in citt. Da Vetter [Vattaro] per andare a Trento vi fu una bellissima contrada. 25 id. Trento. Vi era il Sig. Gen. [Domenico] Pino [comandante la 15a Divisione italiana del XIV Corpo della Grande Arme]. Si riun la 1a Brigata che era composta dal 4 battaglione del 1 leggero, 2di linea e Real Dalmata. [Capi Battaglione] Lorot, Lachaise, Catturich. Comandata dal Gen. Fontane. La 2da comandata dal Gen. Guillaume, composta dal 3 Reggimento di linea. [colonnelli] Levi e Casella [Comandanti in 1 e in 2, e dal] 3 [Reggimento] leggero (Comandante Varese). II Capo dello Stato Maggiore 1'ajutante Comandante Galimberti. Sottoispettore, Fantuzzi. Commissario di guerra, Fontana. Comandante dell'artiglieria, Millo. Il Gen. Dembowski era incaricato degli allogi per la Divisione. Il totale della Divisione prendeva pi di 13 Mille uomini. Vi era un brigata di Cacciatori a cvll. (Comandanti) Banco, Rmbour, Villata, Gento. Veliti ................ .oroni Granatieri..Lechi Cacciatori ........ Peraldi Dragoni ........... Jaquet / \ \ / Divisione della Guardia Reale comandata dal Gen. [Teodoro] Lechi

26 id. Neumark.. Strada buona, discreto paese. 27 id. Bolzano ... Vi erano due ajutanti di campo del Vice Re per vedervi entrare la Divisione. A due miglia dalla citt si fece halt per riunirsi, poi tutta assieme entr in paese. Era la prima volta che si riuniva tutta la Divisione. Le truppe non potevano essere pi belle e generalmente vi era la migliore buona volont. Rimase tutta in citt. 28 id. Kolman. Il Reggimento si dovette dividere e suddividere. L diserzioni continuavano. 29 id. Brixen. Strade discrete, passabile citt. lle piazze. Si stava fabbricando un bel Duomo. Gli edifici pubblici sono belli. E' situata sul concorso dei fiumi Keintz e Eisach. Il paese ne quasi diviso per met. Buon vino. Il soldato cominci ad avere qualche vantaggio presso l'abitante. Arriv il Sig. Gen. di Divisione Charpentier. 10 marzo. Stertzingen [Sterzing]. Piccola citt appi di un monte sul fiume Eisach. Le strade cominciano a farsi difficili, e la neve ad essere incomoda. 2 id. Steinach, paese discreto. Per giungervi bisogna passare il rnn una delle pi alte montagne. Gran freddo, neve e ghiaccio. Per far montare l'artiglieria vi erano molti paesani a rompere il ghiaccio ed a gettarvi del letame. Motr un bellissimo paese. 3 id. Innsbruck, bella citt posta in un piccola pianura. L'Jser la divide quasi per met, e si passa su di un discreto ponte di legno. Prima di giungere ad Innsbruck si passa il Sconberg [Schnberg], montagna pi alta e difficile del nn. Gran freddo. Discendendo nella valle vi sono dei casini e delle belle vedute: ad un quarto di miglio dalla citt havvi un'ecellente chiusa: vi
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erano mlti seguiti di cannonate, e fucilate tanto sul muro della chiesa, quanto su quello delle case vicine. Si entra per un'eccellente contrada fiancheggiata di graziose case nel cui mezzo vi scorre un piccolo canale d'acqua. La contrada lunga un buon quarto di miglia. Quasi ogni casa ha una specie di nicchia chiusa con dei cristalli, che sporge in fuori, la quale oltre che serve di un bell'ornamento, pure molto comoda. Molte case sono pitturate. Gli abitanti sono molto gentili ed onesti. Tutto il Militare cominci a non pi prendere razioni, ed a vivere presso l'abitante. 4 id. Soggiorno. Il Gen. Pino pass in rivista la Divisione. Pranzo dal medesimo. E' una citt di molto commercio. 5 id. Strade molto cattive e sempre per montagna. Il Reggimento venne diviso tra Seefeld e Mittenwald. Due paesi montagnosi: gran quantit di neve, e molta fatica per 1' artiglieria e cassoni. 6 id. Partenkirk, piccolo luogo. Solite strade. Diviso il Reggimento in miseri luoghi. 7 id. urnau discreta con una lunga e larga contrada. Nella notte vi pass Il principe Ereditario di Baviera. Distaccato con due Battaglioni in poveri luoghi in mezzo alle montagne. Cominciano per a vedersi alcuni pezzi di campagna coltivata. Vi sono dei cavalli piuttosto belli. 8 id. L strade si fanno migliori e le montagne si allontanano un poco di pi. olti boschi con grn selvatici a motivo che la caccia riservata. In ogni luogo dove vi sono pi strade vi sono delle braccia di legno su cui scritto dove conduce e quante miglia vi sono; cosa molto comoda. Weilheim. Citt piuttosto grande in una pianura, costruita di nuovo, e avendo pietre oscure invece di tegole, in lontananza sembra abbruciata. Buona gente. Gen. Pino. 9 id. Soggiorno. Avuto il permesso di arrivare a Monaco. Vi un bel lago n un discreto casino dove qualche volta il sovrano va alla pesca. Il fiume Jser. Viaggiato tutta 1a notte. Strada cattiva. Prima di arrivare a n vi un bosco che ha pi leghe di circuito tutto cinto e riservato per la caccia del Re. Si vedono molti cervi, e caprioli a pascolare in qua ed in l per i viali. Le vicinanze di Monaco nn sn belle, si arriva senza accorgersi. Prima di entrare in citt vi un bellissimo Ospitale. 10 id. Monaco sulle sponde del fiume Jser di qualche considerazione: un ramo del medesimo sorre quasi per mezzo della citt. E' un bella e graziosa citt n contrade diritte, ed anche spaziose. Il selciato incomodo. Le case sono generalmente pitturate ed hanno molte nicchie. Non vi sono gran palazzi, quello del Re per bench vecchio maestoso. Vi sono molti, e superbi appartamenti. Il salone dove vi sn dei centinaja di busti di diaspro, porfido, bronzo, etc., di tutti i colori rappresentanti capitani Greci, imperatori Romani, inapprezzabile. Vi pure una ricchissima C app el l a, ed el e gant i s s i m a n un t es oro di m olt o val ore. Evvi pure una numerosissima, e ricercatissima raccolta di pitture. Per mezzo di gallerie, ed archi dai principali appartamenti si comunica non solo con tutto il palazzo, ma colle principali chiese della citt.
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La passeggiata in citt attigua al palazzo reale. Forma un gran quadrato ed circondata di portici. Nell'interno vi sono molti alberi, ma non gran cosa. Gran quantit di neve. Andato ad un brutto teatro in un angolo della citt. 11 id. Nella parte di Monaco nuovo al di l del fiume si fabbricano dei palazzi di tutto gusto. E' un piacevolissima situazione. In nc si gode della massima libert e vi molto brio. Le donne vestono di ottimo gusto e vanno sole. Vi sono dei bellissimi cavalli. La truppa montata, e tenuta n molta eleganza. Il Teatro Reale di cattivo gusto, ma alquanto ric. Partito verso notte, e giunto dopo la mezza notte in Augusta. Strade pessime ed in modo fangose, che appena permettono di andare di passo. 12 id. Augusta. Una delle pi belle, e graziose citt che potrebbe servire di modello alle altre del mondo; vi una grande, e bella contrada, che incanta. Anche qui tutte le case sono dipinte, e nicchiate, e costruite n buon gusto. E' posta in una bella pianura fertile, ed amena. I boschi sono pieni di cacciagione. Non pi tanto mercantile. E' posta tra i fiumi Verdach e Lech ed cinta di mura che vanno dirocando. Soggiorno per la Divisione. Vi sono molti che parlano italiano. Vi un pessimo teatro e poco belle passeggiate. Vi era riunita tutta la Divisione. E' superbo il palazzo di Citt e gli altri edifici pubblici. 13 id. Mitingn. Strade cattive. Luogo discreto. Distaccati in paesi vicini, quasi tutti luterani, ed ottima gente. Gli uomini portano una calotta come quella dei preti. Buone campagne, con molti pascoli. 14 id. Dillingen in vicinanza dal Danubio. Buona pianura. Gran quantit di legni. E' un passabile citt. Andato avanti per la dislocazione della Divisione. 15 id. Donuworth. Piccola citt qualche poco fortificata; situata su1 Danubio il quale si passa su di un ponte di legno: in questo luogo di poca conseguenza. Una volta si faceva molto commercio. Ora impoverisce pi che mai. Arrivati a notte a Nordlingn. Strade piuttosto cattive. Citt grande, ma non bella e poco pulita. Una volta era molto commerciante, ora si fa poca s, si professa la religione protestante. E' posta su1 fiume Aigre. Tre battaglioni rimasero in citt, il quarto pass a Vallenstein paese lontano poche miglia. L compagnia Reggimntri avendo bisogno di cavalli, se ne comprarono 26, molto belli ed a prezzo discretissimo. Nessuno si pag pi di 16 luigi. All'Av Maria della sera ed a quella della mattina sul principale campanile si suonava dalla fanfara, e gli stessi individui sono obbligati ad invigilare pl fu. 18 id. In questo giorno il Reggimento venne passato in rassegna d1 Capo Squadrone Grosbois ajutante di campo del principe rthier. Un ordine dei pi precisi dell'Imperatore prescriveva che tutti i Reggimenti dell'Armata fossero passati in rigorosa rivista. Tutto trov in ordine, infatti nulla mancava al soldato.
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19 id. Andato a Vallenstein. Strade mediocri. E' un bel paese, vi sono delle belle vedute. Il palazzo del principe nn brutto. Gran pranzo da un famiglia piemontese ricca, col stabilitasi d molti anni. Cmprai un bel cavallo. Durante li cinque giorni che siamo rimasti fermi, h quasi sempre piovuto. In tutte le citt e paesi appena grandi vi sono dei cos detti Caffeaus (ffehus), dove i galantuomini si riuniscono per bere, fumare e giuocare. E' tanto il fumo delle pippe che sembra di essere in mzz alle nubi. Dappertutto si trov della bravissima gente ed un grande ospitalit. Il soldato aveva tutto quello che poteva desiderare. E' pure ammirevole la gran pulizia nello interno delle case. In quasi tutte le camere vi una bella stufa, i serramenti sono doppi, ed i pavimenti d'asse ben levigata. I particolari avevano gran cura di far segnare il nome del loro ospite su di un libretto che tenevano a bella posta. 20 id. Gunzenhusen bel paese. Weissnburg citt bellina sulla Reidnitz. Partito avanti per la dislozion della Divisione. Ottingen bella e grande citt sul fiume Inn. Vi ancora l'antico principe. Strade discrete e gran quantit di lepri, cervi, etc. 21 id. Schwabach e Roth, due belle citt, e particolarmente la prima. Appartenevano a piccoli principi. Peignitz (Lauf n d Pegnitz) notte. Nuremberg (Nurnberg) capitale della Franconia; una delle pi belle citt. Il fiume Pgnitz la divide per met. Vi sono molti ponti, fra i quali uno superbo. La citt un poco ineguale, e vi sono continui saliscendi. Si vanno fabbricando delle nuove case. Una volta si faceva un gran commercio, ora alquanto decaduto. Vi sono molte stamperie, e si trovano delle belle carte geografiche. Vi un gran negozio, dove si trova di tutto. Vi pure un bella piazza tutta cinta di portici e di botteghe di ogni qualit. La maggior parte degli abitanti sono luterani e molto attivi. 22 id. Andato incontro al Reggimento, che and a pernottare a sei miglia sulla sinistra in un brutto paese. Passando per Furth bella, e grande citt, in cui vi era un gran parte dell'artiglieria bavarese, situata sulla Cham (alla confluenza tra i fiumi Pegnitz e Regnitz). Un volta si faceva molto commercio. Strade cattive. 23 id. Erlangen bella citt moderna con bellissima contrada, giardino pubblico, etc. E' sul fiume Regnitz. Il Reggimento alloggi pi avanti in diversi villaggi. 24 id. Forchheim sulla Regnitz. E' una bella e grande citt n un castello. 25 id. Halstad ad una lega da mbga: un bel paese. Alloggiato nel palazzo d1 Re. Strada fangosa, molta neve. mberga una bella (citt) situata dove si congiungono i fiumi Meno e Regnitz, sui quali si passa su di un superbo ponte di marmo di un sol arco. Vi sono dei bei palazzi, e due Reali nei quali abitano degli antichi principi. Arrivarono i laniri polacchi con altra cavalleria. Gen. Pino. 26 id. Siti di caccia. 27 id. Staffelstein. Brutto luogo montagnoso. Tempo cattivo. Strade infami. Si costeggia quasi sempre Il Meno pel quale si trasportano molti legnami lavorati, ed anche di costruzione. Tratto tratto si
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inntravn gran cataste di lgn. La maggior parte del legno va in Olanda. 28 id. Cronach. Povera citt dove alloggi malamente tutto il Reggimento ed altri Corpi. Strade infami, neve, ghiaccio, et. Montagne altissime, le quali n molta difficolt, e pericolo si sn potute superare. Orrori, pessimo tempo. E' al confluente dei torrenti Radach, aslach, Cronah. 29 id. Nordhalm. Solite strade, e tempo: gran discese e torrenti di continuo. E' su di una grande montagna. Il Gen. Pino accantonasi a tre miglia pi avanti in un misero paese, dove si stette molto male. Si ricevuto un ordine dal generale. Il quale faceva conoscere quanto doveva avere ogni individuo toccando lo Stato Maggiore, cominciando dalli Marescialli al tamburino. Per tutto Il passaggio della Baviera, la truppa trov negli abitanti di citt e campagna la maggiore ospitalit, e venne trattata con tale cordialit, per cui ognuno ne conservava un cara memoria. 30 id. Lobenstein. Vicino alla Saale fiume di poca conseguenza. 31 id. Schlatz: Passabile citt, apparteneva ad un piccolo principe. E' un buon paese. Si passa la Saale. 1 aprile. Weida. Passabile citt della Sassonia, ma piccola; prima di giungervi si passa per Aum che una bella, e grande citt attorniata di bastioni. elle colline con delle graziose vedute. E' fabbricata in una il valle. A canto di un bella casa vi era un vit, cosa assai rara. Si vide la prima guarnigione sassone andata ad alloggiare n due Battaglioni in un castello prussiano. S t r a d e d i t r a v e r s o i n f a m i s s i m e . P a e s i b u o n i , e ( c a m p i ) b e n coltivati. Per cnfin nn vi che un piccolo fosso. Saalfeld. 2 id. Gera. Graziosa citt ben fabbricata sul fiume Elster, apparteneva al conte di Reussen. Le strade sn belle e ben tenute, lateralmente vi sn dei bei alberi. Nelle vicinanze della citt vi sono dei casini passabili. 3 id. Altenburg. Blla e grande citt sulla Pleisse. Trovato Buchia che partiva col suo Reggimento. Strade belle e campagne bn tenute. Si pu veramente dire che la Sassonia la Toscana della Germania. Le donne sono vestite graziosamente. Sul capo portano delle cuffiette guarnite d'oro ed argento. Hanno le sottane che appena arrivano al ginocchio. Sono molto pulite, graziose e generalmente belle. Accantonati in bel paese qualche migli avanti. 4 id. Soggiorno. Vi era anche il Reggimento Dalmata. 5 id. Rochliz. Piccola citt con un castello da poco, ed un bel ponte sulla uld. Partito per Dresda colli Capi Battaglione Bolognini e Zampa. Notte a Dresda. Strade orribili particolarmente pel gran fango. Si incontrarono dei paesetti, ed a qualche miglio dalla citt un'eccellente casa di campagna del Re con un luogo di caccia tutto murato. Lago. A due miglia dalla citt si vedono dei casini di campagna. Albergo di Polonia. 6 id. Dresda giace sull'Elba, che la divide in citt vecchia e nuova, l prima presenta nulla di bello. Casone antiche ed alte, contrade strette, etc. La piazza discreta. La parte nuova bellissima, e si vanno costruendo delle case graziose: queste due parti sono riunite da un superbo ponte di sasso lungo 420 passi. La citt molto grande, e popolata. Gli abitanti sono attivi, e molto gentili. nn una predilezione per la lingua italiana e per gli italiani, che sono molto ben veduti. Vi opera italiana e la cappella del Re servita da alcuni musici di Ancona. Un italiano possiede un ricco negozio di vini, cioolata, etc. Le botteghe sn provviste di tutto, ed il commercio piuttosto in fire.
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Il palazzo del r antico, ma bello, e ricco. Abbiamo veduto un superba raccolta di cose rar, ed antiche nel gran gabinetto. I francesi avevano spesso delle notizie. Bellissimi cavalli. 7 id. Partiti un poco prima di sera, per istrada incontrammo il Re [di Westfalia Gerolamo Bonaparte] colla sua famiglia che veniva dalla caccia. Neve. Strade fangose. Le mura .della citt si andavano distruggendo. Rademburg (Radeberg ?). Piccolo lug. Strade montuose. 8 id. Kamens. Piccolo paese in un buco. Strade montuose. Prima di sera arriv il Re di Vestfaglia (Westfalia) che prosegu il suo viaggio per la Grande Armata. Gran quantit di neve. Le campagne sono bn coltivate, ma nn vi sn che montagne, miniere di ferro, e molte fabbriche. 9 id. autzen. ll e grande citt piuttosto ineguale. Giace sulla Sprea. Ottima gente. Vi era tutta la Divisione. Vice Re [Eugenio] arriv. La citt sull'alto. Vandali. 10 id. Lobau. Strade discrete, pianura ben coltivata. E' una piccola citt che ha un bella piazza. Prima di giungervi vi sulla sinistra un piccolo paese dove gli austriaci venendo per la montagne della Boemia credute impraticabili sorpresero un Corpo prussiano. Rimase morto il Maresciallo Klein. Nel campanile vi sono ancora 1'impronte delle palle di cannone. 11 id. Soggiorno. 12 id. Gorlitz. Sulla Neiss, grande, bella e molto commerciante citt, vi un discreto ponte sul fiume; tre quarti della citt sullo alto. Saliscendi. ll case. La contrada maggiore alquanto larga, diritta, e bella. Vi un bella piazza. Molte fabbriche di panno, di biancheria da tavola. Vi sono dei bellissimi cavalli. Non si veggono buoi. 13 id. Luban sulla Queis (Kweisa), la quale separa la Lusazia dlla Slesia. E' una citt piuttosto grande e passabile. Accantonati nei paesi circonvicini. Le campagne sono fertili ed hanno molta somiglianza con quell della Lombardia. Da un fittabile, si raccoglie molto grano. Anche in tutta la Sassonia fummo trattati con molta ospitalit. Generalmente vi pi attivit che nella Baviera. Le poche chiese sono divise tr i cattolici e i protestanti e tutto si fa colla massima tolleranza e buona armonia. Non si veggono n preti, n frati, e nessun segno esterno di fanatismo. Si viaggia n tutta sicurezza e nn si sentono mai assassinj. 14 id. Lowenburg sulla obr in Slesia poco distante da untzln piccolo paese. 15 id. Accantonati sulla sinistra di Hainau in piccoli paesi dove fummo ben ricevuti. Si fa molto grano e vi molta cacciagione. 16 id. Sulla sinistra di Polkwitz. Sempre pianura, strade molto sabbiose. Gran quantit di boschi di pino, i quali si tagliano a due o tre piedi d'altezza, lasciandovi marcire il tron che serve
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d'ingrasso. 17 id. rinkenu. Piccolo luogo, o citt fabbricata in gran parte di nuovo. Il paese piuttosto povero e mancante di risorse per i gran passaggi. Il primo e 2do Battaglione andarono a Glogau col Colonnello, il 3 Battaglione occup molti piccoli villaggi all'interno di Prinkenau dv vi era il 4 Battaglione col Colonnello modeo. Rivista Generale del Gen. Pino. In ogni citt vi era un ufficiale prussiano destinato pel buon ordine, e bisogni delle truppe. E' un governo Militare. 22 id. Ebbimo una visita del Gen. Lechi Comandante la Guardia Reale. 23 id. Ripartito alla sera. Poveri paesi, le case sono quasi tutte di paglia. 29 id. A motivo di qualche impegno accaduto tra la guarnigione in Glogau, il lnnell pass coi due Battaglioni a Sprottaw. 30 id. Andato a Sprottaw. Strade sabbiosissime e continui boschi di pino. 1n questi paesi 1'qua scarsa. La citt discreta ed posta al concorso del Bobr e Sprona. Millo coll'artiglieria. 1 maggio. Prinkenaw. 4 id. Il Colonnello rievtt l'ordine di riunir il Reggimento. Per istrada un altro ordine lo fece ritornare da dove part. Si seminarono i campi. Non vi che segala, e poco frumento. Avevamo notizie regolari dall'Italia. 5 id. Ricevuto l'ordine di partire. Movimento generale. La truppa era in ottimo stato. Gran pomi di terra. 10. id. Soggiorno. 11 id. Non vi fu mai un campo italiano pi numeroso. Tutto il quarto Corpo si riun sulla grande spianata di Glogow, e venne passato in rivista dal Vice Re, il quale fu contento della divisione Pino, che nn poteva essere pi bella. Vi era pure la Guardia Reale, l'artiglieria e i due Reggimenti Cacciatori. Tempo orrido, l'acqua cadeva a secchi. Glogow una grande e piuttosto bella, e popolata citt sull'der, il quale forma un piccolo porto. E' molto fortificata e si pu allagare per due terzi. Il generale Seras era Governatore. Vi sono delle belle case, molti canali, ed ogni sorta di risorse. Gran quantit di ebrei tutti negozianti. Notte a due ore fuori dll citt. Belle e fertili campagne bn coltivate. I Prussiani sono meno agiati dei Sassoni e Bavaresi. 12 id. Frajstad. Bella citt, un volta pl, fatta rifabbricare da Federico. Presa la sinistra, ed andato con due battaglioni a Bojanowo, paese lunghissimo ad aver notizia di qualche Cosacco. Accantonati a cinque miglia in poveri luoghi. Sempre gran sabbia e campagne di
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segala. Vi un bel lago. Qual differenza tra questi paesi d'immensa pianura, ai montagnosi dell Baviera e Sassonia! Qual differenza visibile tra gli abitanti! Qui tutto spira sudicieria, miseria e schiavit; l buon umore, nettezza e grande ospitalit. 19 id. Sempre per boschi, cattive strade sabbiose a tre ore in qua di Kalisch (Kalisz) con due Battaglioni, in un discreto castello presso un impiegato di S.M. il Re di Sassonia, il quale era appassionatissimo per la coltura, ed aveva molti belli, ed utili istromenti rurali, e particolarmente un ferro per legare il fieno. Vi un piccolo lago. Si manca d'acqua, e la campagna soffriva assai per la gran siccit. Andato Kalisch che una bella citt con delle case di pietra, e situata sulla Valla di cui un ramo passa per la citt. Tutto era asciutto. Infinita quantit di Ebrei sporchi, sfacciatissimi e mlestissimi. Ritornato all'accampamento. 20 id. Kspinek. Paese grande, ma povero. Stawitsciw (Stawiszin?) paese da niente, poco lungi da un ri Barone. Questi Signori sono padroni di tutto, il rimanente nulla. Servi della gleba. Il soldato il pi delle volte era malissimo, e viveva colle sue razioni. E' da notarsi che in tutti questi paesi i soli ebrei tengono osteria, ma sono s sucidi che ributta l'entrarvi. Hanno per vini, birra ed altri liquori, le quali cose non si rinvengono che presso i Baroni. A Kalisch vi per un bello e grande albergo con bigliardo, etc., tenuto da un forestiere 21 id. Soggiorno. Andato a Kalisch dove vi era la Guardia Reale Doro Crovi Lorot Ritornato all'appostamento. Sempre gran quantit di sabbia, pochissima acqua, povere campagne. 22 id. Richeval (Rychwal). Si sono passati due paesi piuttosto grandi. Montagne di sabbia, e gran pioggia. Confusione nella distribuzione degli accantonamenti. Col terzo leggero Olivier misero luogo. Il soldato portava il pane con s per tre, o quattro giorni, giacch nn se ne trovava in alcun luogo. La carne non mancava, ma bisognava far gridare li poveri abitanti. Anche il foraggio cominciava a farsi scarso. 23 id. Rudnik. Poverissimo luogo. Pessime stradelle, paludi, etc. Era una gran fortuna quando si poteva trovare della paglia fresca per coricarsi. 24 id. Klo. Luogo passabile sulla Warta, Saliscendi. Alloggiato in un monastero di donne. Sempre gran sabbia e peggioramento delle risorse. 25 id. Brdwo. Accantonati in miserissimi luoghi sulla paglia. Si sono cominciate a trovare delle case senza la paglia sui tetti, essendosene serviti quelli che passarono prima di noi. Le case sono quasi tutte di legno e paglia. Gran povert. Sabbia. Segala. Qualche piccolo lago. 26 id. Lubranice (Lubraniec). Luogo piuttosto grande. Nei contorni nella miseria. Di tanto in tanto si trovavano dei laghi. Saliscendi. 27 id. Wrolawek (Wloclawek: Breslavia). Piuttosto paese grande sulla Vistola. Riunita tutta la Divisione. A gran stento si poteva trovare il fieno e quindi si tagliavano le segale pel mantenimento dei cavalli.
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La Vistola un fiume maestoso paragonabile al Po. 28 id. Soggiorno. Essendo mancato il pane in qualche luogo si era gi cominciato a distribuire il biscotto. Con un ordine del giorno si ingiunse ad ogni Capo di Corpo di far provvedere ad ogni soldato un piccolo sacco di tela onde riporre il biscotto, ordinando pure al soldato di economizzare il detto prezioso biscotto, del quale se ne fece la distribuzione per sei giorni. Cosa per altro difficile ad eseguirsi. Cominci a passare la Vistola l'artiglieria. 29 id. Passarono i Dalmati. 30 id. Passata la Vistola col Reggimento. Accantonati in poveri luoghi all'intorno di Kammienz. Sabbia in quantit. Boschi. 31 id. Scheps. Lungo paese, povero, e brutto. Passati molti laghi. Acqua in quantit. Accantonati al solito. 10 giugno. Skompe. Vi un bel convento. Malissimo da un povero parroco protestante. Si cominciava a foraggiare a destra, e sinistra. Poveri paesi, sabbiosi, etc. Molti paesani si ritiravano nei boschi. 2 id. Kikol. ella e ri baronia. Passato a Wola piccola Baronia alla distanza di cinque miglia. Tra queste due Baronie vi un bel paese, Strade di traverso, boschi. 3 id. Vi molto bestiame, ma mal tenuto, piccolo, e magro. Non si netta mai: il foraggio mancava affatto. Li cavalli sono piccoli, ma forti, e di buon servizio. Il 10 e 2do Battaglione a Kikol, 3 in un paese vicino, 4 a Wola. 4 id. Andato a Lipno dal Gen. Pino.; una piccola citt con poche risorse. Vi sono molti laghi. Gran quantit di Ebrei veri porchi, n barba lunga e sucida ed un abito tutto particolare, cio un gran sajone nero con una corda che lo stringe a traverso, sino al collo, capelli lunghi sparsi e pieni di pidocchi, unghie lunghe, etc. schifosi all'ultimo segno. Wola. 6 id. Riunito tutto il Reggimento a Kikol per farlo manovrare. Alla sera a Wola. Vi una bella strada che conduce a Zhora (?). 9 id. Riunito di nuovo il Reggimento per dirigersi su Blirno facendo un giro molto vizioso. Al solito accantonati in luoghi miseri, ed obbligati a prendere il bestiame per vivere. Povere campagne, sabbia, boschi. 10 id. Biesnn. Boschi, sabbia, molti laghi. E' impossibile di formarsi un'idea della miseria di quei paesani che dormono, e mangiano peggio delle bestie. Il caldo cominciava a farsi incomodo, e il soldato a risentirsene, e tanto pi perch senza alcuna necessit per strade dove la sabbia arrivava quasi al ginocchio si faceva marciare per sezione. Il Gen. Pino credeva ciecamente a tutto quello che diceva il gen. Fontane, il quale era nullo, ignorantissimo, e testardo. 11 id. Zilona piccolo luogo. Malissimo. La divisione italiana essendo 1'ultim a viaggiare, era la pi disgraziata, perch in paesi di poche risorse, (queste) venivano consumate dalle prime truppe. 12 id. Soldan. Discreta citt prussiana, con una bella piazza quadrata.

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Per istrada si cominciavano a trovare i bivacchi della Divisione Davout, la quale al nostro entrare in citt, essa ne sortiva. Tempo cattivo e piovoso. La citt bagnata dal fiume Soldan. 13 id. II pane mancando affatto, ed essendosi consumato il biscotto, ricevetti l'ordine di progredire avanti a Rossel con un distaccamento per procurare dei viveri, e formare dei magazzini. Notte in un piccolo villaggio. Gli abitanti, e particolarmente gli uomini, abbandonavano i loro tuguri conducendo seco il bestiame. Sulla paglia. elle campagne di segale. Un bel lago. 14 id. Strada discreta. In un buon paesetto al di l di Naidenbourg, la quale una bella citt; ma le Divisioni dell'Armata cominciando ad incrocichiarsi vi era molto disordine. Si cominci a trovare dei cavalli morti. Laghi. Strada molto paludosa. Croati. 15 id. In un piccolo castello. Sempre laghi e acqua. Gran quantit di pomi di terra. Tutta la Divisione dovette bivaccare ad Omulef, dove vi un bel lago e nn pi di tre case. Si incontrano dei paesi discreti e fabbricati in gran parte di mattoni. Sempre confusione, e gli abitanti in gran timore. 16 id. ischofsburg discreta citt alla quale si giunge per un bella strada. enskut piccola citt quasi abbandonata, e sul fiume Passrge. Prima di giungervi vi un bel lago. 17 id. Strada con saliscendi. ischofstein una piccola citt. Rossel passabile citt piuttosto ricca, e commerciante fabbricata su di una piccola montagna, o collina n un grande lago, e paludi quasi tutto all'intorno. Erano tutti paesi polacchi. 18 id. Molte corse a dritta e a sinistra per trovare viveri, ma quasi inutilmente. Alla notte partito per Rastenbourg per parlare a S.A.I. Vi era la Guardia Reale. Dovo. E' un brutta e grande citt, quasi tutta circondata da acqua. Ripartiti alla sera. Strade cattive. Saliscendi, boschi, acqua. A met strada vi un bellissimo convento. 19 id. Gen. Dembwski jeri sera. Gen. Pino. Vi un forte ma quasi diroccato. La citt era molto estesa e popolata, ma ad arte anni sono, da una donna venne abbuiata. In mezzo al paese vi un torrente. 20 id. La Divisione si r gi messa in marcia, ed in seguito di un nuovo ordine, retrocesse e venne divisa nei paesi vicini. Raggiunto il Reggimento in un piccolo paese. Saliscendi, boschi a tre leghe di Rossel. Tutti li Corpi ebbero ordine di procurarsi dei cavalli, bovi, farina, etc., facendosi fare del pane in abbondanza. Partiti alle ore otto pomeridiane. Gran confusione negli ordini. Alla belle toIle un'ora indietro di Rastenburgo, poco lungi di Lotzen. Continuano sempre i laghi.
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21 id. Bogosky piccolo luogo. Bivacco. Ieri vi fu un gran scandalo tra il Gen. Guillaume, ed il Colonnello Vars, per cui quest'ultimo venne messo per 15 giorni agli arresti di rigore. I villaggi cominciano a divenire pi rari, peggiorando in conseguenza la sorte dei soldati, e i cavalli. 22 id. Gletzko. Citt che appartiene al principe di Radivil, molto potente. Al bivacco, mezza ora inditr. --~~ Saliscendi per i continui laghi. 23 id. Dolivin bivacco piccoli luoghi abbndnz di cattivo bestiame. I cavalli morivano, e per la fatica, e pel cattivo nutrimento, giacch nn eravi che erba e segala. 24 id. Bakalawrewo. Bivaccati in avanti, continui saliscendi. Ebrei, porchi. 25 id. Lubowo al bivacco, misero luogo. 26 id. Kalvari. Passabile citt dove si trov del vino, e qualche altra cosa dagli ebrei. Davei (?) con due Battaglioni Spagnuoli. Vice Re. Gen. Pino. Al bivacco in un gran bosco mezza ora indietro. Tutta la Divisione. Gran pioggia. I dispiaceri nella Divisione tra i Generali e qualche Colonnello continuavano. Il Gen. Pino continuava ad essere menato el naso dal Gen. Fontane, uomo nullo, e doppio. Il Gen. Guillaume, uomo di molti talenti, ma pusillanime, e buono di travagliare ad un tavolo. Il Gen. Dembowsky, doppio, poco Militare, e vero Ebreo. Galimberti onest'uomo, intelligente, ma vera berretta fredda (?). Durante la marcia da Rastenburgo a Kalvari il solo terzo leggero perse pi di 300 uomini, ed il 37 di linea poco meno. nt influiva anche sul soldato la poca intelligenza e capacit dei superiori. Il caldo era insoffribile ma incostante, per cui il soldato se ne risentiva, e pi ancora perch neppure si trovava dll paglia per coprire le baracche. Alcuni soldati del 3leggero morirono avvelenati dalla cicuta, mangiata per datteri. 27 id. Soggiorno. Gli ebrei sono veramente eguali a quelli che hanno crocefisso Dominedio, perch presso loro solamente che si trova qualche risorsa. 28 id. Dauche (?). Malamente accantonati. 29 id. Prennij. Passabile luogo, il pane andava diminuendo senza poterlo rimpiazzare. Strade pessime. 30 id. Bokenkirken. In un misero luogo. Pessime strade, e tempo orrido. I disgusti, ed il mal'umre nell Divisione andavano crescendo. Il Gen. Pino per far cangiare di Brigata il Gen. Guillaume, ottenne dal Vicer di nominare comandante in 2da della Divisione il gen. Fontane, della la Brigata Guillaume e della 2da Dembowsky. Non si trovavano pi paesi, ma delle misere capanne. La strada fangosa. La Polonia un povero paese. 10 luglio. Piloni, misero paese al di l del Niemen, il quale paragonabile alla Sesia.

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Tempo orrido. Strade infami, e sommamente fangose. S.A.I. era sul ponte costrutto in legno a bella posta pl passaggio della truppa, vi pass in rassegna tutta I Divisione, l quale era in buon stato. Il 2do Reggimento aveva sotto le armi 2600 uomini. Bivacco un quarto dora avanti in baracche Dal 2do al 3 gran cangiamento di freddo e acqua per cui soffersero molto uomini e cavalli. Bivacco un quarto d'ora avanti in baracche che avevano gi servito ad altra truppa. 2 id. Zismori discreto paese, e grande. Il Sig. Gen. Pino vi lasci un ufficiale con 50 uomini di quelli che non potevano marciare presi sui quattro reggimenti. Strade molto larghe, e sabbiose. Ad una ora in 1 la 1a brigata pass la Vilia su di un cattivo ponte, poi bivacc. Mancando affatto di pane da pi giorni, e nn avendo che della cattiva carne, si mandavano dei distaccamenti a dritta, e sinistra per trovare viveri, ma qualche soldato rimaneva sempre indietro, di modo che si cominciava a perdere degli uomini, e quelli che rientravano erano faticatissimi, perch lateralmente vi erano paludi, ed estesissimi boschi. id. Si cominci di nuovo a marciare a Sezione, senza che ve ne fosse il bisogno. Il soldato soffriva assai per il gran caldo, e per la sabbia. L'acqua era cattiva e la carne metteva la diarrea. Le carrette dalla Vistola al Niemn nn sufficienti. Poveri paesi. Biskontij, Accampati Militarmente due leghe in qua. 4 id. la divisione marciava su WIlna, dove vi era l'Imperatore col Gran Quartier Generale. A due ore di distanza si ricevette ordine di prendere l diritta. Biskontij. La divisione and ad accamparsi militarmnt due ore pi in l di Trolly. Strade larghe, sabbiose, gran boschi. Ci incontrammo cn varie Divisioni francesi. rolly un bella citt, ma piccola, l lasciammo a diritta, e su di un piccolo fiume, il Bresch, attorniata da molte paludi. Vi un bel lago. Cera un paesano morto. Avanti di noi eravi il Gen. Villata coi due Reggimenti di Cacciatori a cavallo. Il Gen. Pino a mezz'ora indietro, e l Divisione della Guardia un'ora e mezza, di modo che tutti gli italiani si trovavano presso che riuniti. Tempo assai cattivo. Non vi erano che cinque o sei capanne e si aveva molta difficolt per avere dell'acqua, essendo obbligati a mettere la guardia ai pochi pozzi di acqua buona. 5 id. Soggiorno. Si diedero dei permessi per andare a Wilna a fare delle provisioni. Remboust. alin (?). I paesani si erano quasi tutti ritirati altrove. Poca unione nei Generali, e Colonnelli. L'ignoranza del Gen. Fontane, e la debolezza del Gen. Pino erano le principali cause. Mediante un ordine del giorno si spedirono a Wilna tutti i furgoni e mezzi di trasporto per
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caricare del pane, e ricevere qualche altro genere. 6 id. Soggiorno. Tempo cattivo e piovoso; essendo baraati in un bosco a terreno umido, il soldato sentiva vieppi l'incomodo. Si ebbe del vino, e dl pane fresco da Wilna mediante per pagamenti. Andato a pranzo dal Gen. Lechi. Tempo orrido. 7 id. Si faceva alcuna riconoscenza, senza peraltro mai vedere un Cosacco. Nei boschi si trov molta aquavita, oltre a qualche piccola provvigione abbandonata dagli abitanti. 8 id. La Divisione sloggi dirigendosi a Kuwal, dove arriv alle ore 11. Di tanto in tanto si trovarono dei discreti paesi, m quasi tutti snz abitanti, e senza risorse. Le campagne sono povere, e paludose. Il nemi si era ritirato da pi giorni, e non si avevano traccie di lui. La Divisione continuava a perdere molta gent, tanto per essere male diretta, quanto che essendo l'ultima, nei luoghi che arrivava nessun mezzo di sussistenza poteva trovare. Si mandava alla maraude [non ricevendo pi regolari razioni, i reggimenti si organizzavano
per "vivere sul paese", inviando di propria iniziativa piccoli distaccamenti alla ricerca di viveri e foraggi nascosti dalla popolazione civile, impiegando sequestri di persona, torture, esecuzioni e rappresaglie per costringere alla consegna], ma una gran parte non rientrava, ad onta di tutte l precauzioni che si usavano [infatti i drappelli di saccheggiatori finivano spesso in mortali imboscate. Come si era visto in Spagna, Il sistema di nutrire l'esercito affamando la popolazione rurale era al tempo stesso Il segno pi vistoso del criminale pressappochismo logistico di Napoleone e Il massimo incentivo alla resistenza contadina e alla guerra partigiana].

Arrivati alle 9 ore vicino Olkiniky, e dopo un breve riposo, senza dare il tempo di mangiare l zuppa a tutta la truppa, (l Divisione) si rimise in viaggio ed arriv un'ora dopo la mezzanotte in un bosco dove tra le altre cose nn vi era una gi d'acqua e con un tempo che mi nn ebbimo il peggiore. II soldato estremamente stanco dovette rimanere tutta la notte esposto all'acqua e generalmente senza cibo. Questa terribile giornata fu l'ultimo tracollo per la Divisione, la quale se fosse comandata dal nemico nn potrebbe essere peggio condotta. Il Gen. Fontane ne l principale causa, nn potendo il Gen. Pino a motivo della sua gamba inferma seguitare la marcia della Divisione. Si parte tardi dai bivacchi, si fanno gli alti nei gran caldo in campagna aperta, nn dando mai tempo di lasciar cuocere l carne, e mangiare l zuppa, di modo che rimangono indietro a centinaia, saccheggiando. Olkiniky un bel paese, grande, e ricco, dove vi sono moltissimi ebrei che hanno di tutto. Il Gn. Fontane, ad ont delle rimostranze fattegli da alcuni Capi di Corpo, volle far alto in questo paese; il soldato, che era privo di pane, acquavite, etc. da pi giorni, in un baleno si disperse in tutto il paese. Intanto i Genrali...che vergogna... si part colla met meno della Divisione. Giornata orribile, strade perverse continue paludi, laghi, fiumi, boschi. Nell'interno vi sono delle ricche Baronie ed probabilmente col, che i nostri soldati sono trattenuti dai Baroni.

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Anne S. K. Brown Military collection of the John Hay Library (Brown University)

9 id. Si part alla mattina piuttosto tardi e si giunse a Redniky per una cattivissima strada sempre fiancheggiata di gran boschi, essendo obbligati di tanto in tanto di fare dei ntinja di passi nell'acqua fino al ginocchio a motivo delle paludi e di fiumi che si trovano. I Reggimenti al loro arrivo nn avevano 300 uomini, essendo gli altri rimasti indietro. Che desolazione. Rudiniky un paese discreto, ma senza un abitante, tutti fuggivano nei boschi col bestiame. Al bivacco lungo un bel fiume, e di acqua buona. Ogni Colonnello mand indietro buon numero di ufficiali e sottufficiali per riunire i tranard (sta per tranards, ritardatari, n.d.c.). lo ebbi il comando e la direzione di questi distaccamenti. Li soldati eran sparsi in qua ed in 1 per boschi, e lungo la strada facendo (deviazioni, soste, ritardi), poco curandosi di raggiungere i loro Reggimenti, di modo che si era in obbligo di servirsi della forza, e di fare dei giri tortuosi, passando dei quarti d'ora nell'acqua per andarli a prendere. Non possibile di descrivere 1 nostre pene. Ritornammo al bivacco con qualche centinaja di uomini. 10 id. Soggiorno. E' stato un gran ristoro per tutti. I Reggimenti avevano una buona provvista di buoi, mancava il pane. Alcuni vivandieri per ne avevano fatto delle
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provviste. Il Colonnello Varese venne rimesso al comando del Reggimento, ma nulla ostante, le cose in quel Reggimento nn andavano bene. Peccato che il Gen. Pino sia troppo buono, e nn vegga che per gli occhi dell'ignorantissimo Fontane. Il Gen. Guillaume condusse via da Sagan un ragazza, che pretese di far credere che fosse sua figlia inventando un storiella. Ebbe delle mortificazioni, ma nulla ostante continuava a vivere vergognosamente colla medesima. 11 id. Si part alle ore 3 pomeridiane lasciando indietro pi di quattro mille uomini. Il 3 leggero stato il pi disgraziato. Panlowo piccolo paese. Si riprese la grande strada che meglio sarebbe stato mai avere abbandonata. Questa strada buona. Continui saliscendi. Si sono pure perduti molti cavalli. Vi sn frequentemente delle belle Baronie, ma noi per essere gli ultimi eravamo sempre in critiche circostanze. Caldo insoffribile. I soldati nn potevano quasi pi camminare, e la maggior parte aveva la diarrea, perch per mancanza di pane era obbligata di mangiare molta carne, e bere del1' acqua cattiva. 12 id. Belle strade con belle vedute. Le campagne sono migliori, ed anche passabilmente coltivate. Osmiana. E' un buon paese n delle risorse. Gli Ebrei avevano di tutto. Vi erano quasi tutti gli abitanti, che sono molto sporchi. Bivaccati appena fuori del paese. 13 id. Sollovi. Si bivacc un'ora indietro. Bella strada. Si continuava a perdere della gente. 14 id. Smorgoni. Paese grande, e n qualche risorsa. Arrivarono da Wilna i furgoni col pane, ma cos guasto che era immangiabile. Accampati a Zachkevtski. Il Gen. Pino lasci un capitano dalmata n 40 esclops [da esclot o esclop, zoccolo: indica soldati infortunati, n.d.c.], incaricandolo di riunire anche i rimasti indietro. Vi sono sempre boschi, fiumi, e paludi; la strada per bella e spaziosa. Le notti nn sono lunghe pi di tre ore. Gran caldo. 15 id. Vileika. Grande e discreto paese, accampati di dietro. Si passa la Vilia che un mediocre fiume sul gusto dell'Agogna quando ha dell'acqua. 16 id. Kzeczi. Vi sono delle belle pianure n delle baronie. Dalle relazioni dei paesani il Re Murat ebbe un piccolo affare colla cavalleria nmica. Molta segala. Orzo, et. Due belle baronie, e un mediocre paese. I paesani nn amano i Russi. 17 id. Duthinoff. Discreto paese. Vi era S. A. I. Strade orribili, bivaccati nel fango. Vi era la Guardia, con delle altre Divisioni. Continuamente laghi e paludi. E' una bella citt un poco sull' alto con un superbo convento. M tutto era stato saccheggiato. Vi erano dei Russi morti. Gran quantit di cavalli morti. Sempre la stessa confusione. 18 id. ubny. Buona strada quasi sempre sull'alto. Gran caldo, e polvere.
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Ogni giorno vi erano degli affari di avamposti tra la cavalleria leggera, e Cosacchi. 19 id. Doksic. ll citt con alcune case passabili. Molti ebrei. Si trovarono delle risorse. Vi era il principe, e la Guardia. 20 id. Eravamo accampati pochi passi indietro dalla citt. Dovo. Al dopo pranzo prese fuoco, etc., e sofferse molto la citt l vento. Il Vice Re si condusse male. Dovo Enrdia Abrants. Laghi paludi. 21 id. eresino. Passabile luogo. Li Corpi d'Armata andavano concentrandosi. Gn scarsezza di pane. Molti boschi. 22 id. Puizna piccolo luogo. Prima di giungrvi si passa per Leel paese molto grande n qualche bella baronia. Si trov zucchero, caff, formaggio, birr, etc. vi un bel lago. Bel colpo d'occhio. Gran sabbia. Vi qualche commercio. In quasi tutte queste citt si lasciavano ufficiali n un Distaccamento per raccogliere viveri. Le donne invece di culle per i bambini si servn di due corde attaccate nel mezzo della camera. 23 id. Kmn mediocre luogo n acqua in mezzo. Strade pessime, tempo orribile, arrivati a notte avanzata, e al bivacco nel fango - vicino a un lago saliscendi in una cappelltta di legno. Nella notte arriv l'Imperatore n una gran parte della Cavalleria della Guardia. Maresciallo essires in una vicina Baronia. 24 id. Gen. D'Eclmas [Exelmans] Colonnello dei Dragoni della Guardia. Defilata tutta la cavalleria: superba. A met strada, ed all'improvviso l'Imperatore pass in rivista la Divisione, che appena arrivava a quattro Mille uomini, met dei quali aveva la dissenteria. Napoleone era solo col Gen. Pino, piccolino piccolino. Gran confusione. Si trovarono dei pezzi di strada impraticabili. otszikowo. Bivaccati avanti - paesi bbruciati Li due Reggimenti di Cacciatori italiani si erano gi battuti ucchia Si marciava a zic za. 25 id. Boschi, sabbia. Quasi tutti i paesi abbruciati - alcune belle baronie paese gr ande n un fi um e ed una t es t a di p o nt e fat t a d al nem i co . S i l as ci a un distaccamento. edenkovici - posizione dietro Ostrwn - gran paese bagnato dalla Duin, fiume come 1'Agogna. Rimase ferito il Colonnello Lacroix. Confusione incredibile. Imperatore. Murat. L'Armata era quasi tutta concentrata. Si incontrarono i primi prigionieri Russi, molti dei quali bei uomini Cosacchi della Guardia. Accampati al di l di un molino. Pass truppa giorno e notte. Ogni Reggimento avendo ricevuto ordine molte tappe indietro di provvedersi del maggior numero possibile di carrette, e cavalli per portare dei viveri, il numero delle paia era prodigioso. 26 id. Si credeva un'azione in grande, e quindi alcune Divisioni passarono, e
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ripassarono la Duina. Le Divisioni Delzons e Broussier del 4 Corpo ebbero degli affari seri. Costeggiando la Duina al di l vi erano delle belle posizioni Militari. Abbiamo trovati molti morti, e particolarmente Russi. Tutta l'Armata marciava in ordine, il nemico era in forza, e bisognava cacciarlo di posizione in posizione. Tutto il 4 Corpo bivacc dietro d'Ostrowno. In una vicina Baronia vi erano molti centinaia dei nostri feriti. Altri Corpi d'Armata erano sulla nostra sinistra, e sul di dietro. 27 id. Le due Divisioni avendo superato tutti i posti nemici, anche la nostra ebbe ordine di mettersi in movimento. Gran confusione sulla gran strada, etc. Strada facendo molti morti Russi, e francesi con nn pochi feriti. Le Divisioni francesi marciavano avanti e noi ebbimo ordine di far alto (Millo). Strade passabili, boschi, posizioni difficili. Verso il mezzogiorno la divisione ricevette ordine di proseguire il suo viaggio verso Witpsk [Vitebsk]. Saliscendi. Acqua. Quasi tutta l'Armata marciava su Witpsk. Gen. Lechi. Il Gen. Pino avendo ottenuto di passare alla vanguardia colla sua Divisione, and a rilevare i francesi. Il nemico con tutta la sua Armt davanti a Witpsk divisa da noi dalla Visbia, fiume da poco, e da un profondo burrone. Essa era forte di pi di 150 Mille uomini. I nostri Corpi d'Armata si andavano riunendo, e successivamente occupando le alture ed altri luoghi lor destinati. L'Imperatore era su di una collina un poco sulla diritta con tutta la sua Guardia a piedi in quadrato, e da dove dominava ogni punto. L'Armata piena di entusiasmo ed anelante di un affare generale non poteva essere meglio disposta. Gran parte della fanteria nemica era in battaglia in una pianura un poco alla nostra diritta al di l del gran burrone, un' altra parte era in faccia a Witpsk al di l della Visbia. La cavalleria manovrava, e la maggior quantit non si vedeva. In un circuito di non pi di quattro leghe vi erano pi di 300 Mille uomini. Non possibile immaginarsi un bel colpo d'occhio. I tiraIlleurs si fucilavano...non si fiatava per cos dire, tutti erano impazienti...ma il sole sparv, ed appena si f oscuro si videro molti fuochi sulla dritta della Duina e sulla sinistra. Si seppe poi che era il Maresciallo Nei [Ney] col suo Corpo, il qul doveva prendere alle spalle il nemico, intanto che noi l'avessimo attaccato di fronte, ma fatalmente le cattive strade hanno ritardato la marcia della sua artiglieria, e quindi non pot giungere a tempo. L'Imperatore fu molto indispettito e nel giorno antecedente lo rimprover amaramente. Tutta la notte fumm sul chi vive: il nemico per nn perdendo un momento di tempo, avendo divisa la sua Armata in piccoli Corpi si ritir precipitosamente, avendo prima dato il fuoco ai magazzini in Witepsk ed alla citt, la quale soffr poco. Mai una simile notte! Erano tanti i nostri fuochi, e dei nemici, che quasi si poteva leggere. 28 id. Alla mattina ben per tempo tutti i Corpi d'Armata si misero in moto.
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L'Imperatore era sulla gran strada che conduce in Witepsk ed aveva mandato la nostra Guardia d'Onore a scacciare i pochi squadroni di cavalleria, che ancora erano in citt, ed intanto passava in rivista tutta la truppa, che gli passava da vicino. Noi passammo la Visbia e a poca distanza trovammo una gran pianura dove era accampata la fanteria Russa. Vi erano molte migliaja di baracche. La sola Guardia entr in citt coll'Imperatore. La quantit della nostra cavalleria era incredibile da immaginarsela. Non si vide mai pi bella tru. Dopo avere consumata tutta la giornata senza avere trovato un Russo accampammo a Gaponowszezina luogo di posta, e dove nn vi erano, che poche casupole. Strade sabbiose, ma belle, e fiancheggiate d'alberi. Seguitano i laghi. 29 id. La 1a nostra Brigata col 16 Cacciatori e 1'8 Ussari frm la vanguardia del 4 Corpo dirigendosi verso Suraz. La Duina era sulla nostra sinistra all'altezza di lzi (?). Boschi. Buone strade. Campagne passabili. Senza poter trovare il nemico arrivammo a mezzo giorno a Suraz. Verso le due pomeridiane arriv il Principe con tutta la Guardia italiana. La Divisione si accamp Militarmente su due lin a due miglia all'est del paese, appoggiando la dritta a dei foltissimi boschi, e la sinistra alla Duina, che si poteva facilmente guazzare (guadare) a piedi. 30 id. Suraz un paese piuttosto grande, n qualche bella casa, diviso quasi per met dal fiume Osviat che mette nella Duina. Si trovarono dei viveri, pollami ed alcuni abitanti, specialmente ebrei. 31 id. Il caldo essendo divenuto insoffribile si ricevette ordine che per alcuni giorni vi sarebbe riposo. La Divisione si accamp pi regolarmente, avvicinandosi un poco pi al paese, dove aveva il suo Quartier Generale il Principe, ed il Gen. Pino. L'Imperatore era a Witepsk. Li due Reggimenti di Cacciatori italiani [2 Principe reale e 3] passarono avanti di noi per formare la vanguardia, a Ve1ij. 10 agosto. Si form un ponte sulla Duina. La Brigata dei Cacciatori ebbe dei brillanti affari contro il nemico, a Ve1ij. Durante i giorni di riposo Il soldato si potuto rimettere dalle sue fatiche. Il pane, ed i viveri, nn mancavano, anzi vi era abbondanza di tutto. Si mandarono ufficiali, e sotto ufficiali sul di dietro per riunire i rimasti indietro. Nessun reggimento aveva pi di Mille uomini presenti. Un terzo dell'Armata gi perduto per la loro miseria. Guai. Andato pi volte da Davout. Battaglia. Ricci. Videriow. (?) 9 id. Tutte le tru ebbero ordine di tenersi pronte a marciare. Il 2do di linea, ed il 3 Cacciatori dovevano rimanervi fino Il 14 per osservare gli andamenti del nemico, ch si sapeva di dirigersi in forza verso Witepsk. L'Armata si era diretta alla volta di Smolensko, sulla strada di Mosca 10 id Partirono tutte le truppe. Movimento generale.
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A due miglia e mezzo avanti di Suraz vi era una famiglia fiorentina di brava gente, Il cui co era fattore, e giardiniere di una ricca baronia, e ci fu di nn oc utilit. 11 id. Sull'avviso che il nemico si avanzava, cangiammo di posizione, avendo ripassato 1'Olviat e riunito le nostre forze. Avuto dal Gen. Villata il comando della piazza. 12 id. Verso sera feci abbattere il ponte sulla Duina in seguito a delle relazioni avute sul conto del nemico, il quale aveva pi Reggimenti di Cavalleria. La nostra forza consisteva in tre Battaglioni al pi forti in totale di 800 uomini. 3 Cacciatori, 450 uomini. E notte e giorno era necessaria la maggiore vigilanza. Gli abitanti si condussero bene, ed erano poco amici dei Russi. 13 id. Al di l della Duina si cominci a vedere la vanguardia nemica composta di Cavalleria di differenti Copi. Il Gen. Villata diede delle belle disposizioni per imporre al nemico, e ritirarsi senza essere inquietati. Ebbimo alcuni prigionieri, che foraggiavano al di l della Duina. Le nostre vedette parlavano colle nemiche. Qualche forte distaccamento di Cavalleria nemica, che si avvicinava di troppo a noi per osservare i nostri movimenti, si faceva fuggire con qualche colpo di cannone. Appena fatta notte cominciammo il nostro movimento retrogrado. 14 id. A un'ora dopo la mezzanotte arrivammo a Gaponowszrina (?) nello stesso luogo dell'alto alla nostra andata a Suraz. Battaglia di rasnoj. Vi era un posto francese di uomini distaccati da Witepsk. Dopo avere riposato tr ore ci rimisimo in marcia, ed arrivammo alla porta di Witepsk un ora dopo Il mezzo giorno. La divisione si era diretta a Smolensko per la strada seguente: 10. a due ore da Surrai 12. Liozna 14. Rasana 17. Kovowtnin 20. Avanti 11. Velakowsky 13. Liowanisky, sinistra 15. Liadawi. 16. id. 18-19 Dietro Smolensko 21. Strada di Janowo

Witepsk una bella e molto grande citt situata sulla Duina, e Wisba circondata da muri, in alcuni luoghi capaci di difesa. IL Sig. Gen. Chapentier che era Governatore aveva fatti alcuni travagli, e si lavorava tutt'ora. Vi sono dei superbi palazzi, ed molto popolata con ogni sorta di risorsa, e forse l'unica citt che venne pi di tutte risparmiata. Nella citt vi era molto ordine e non mancava di provvigioni. Vi sono delle belle viste. La citt ineguale per i torrenti che vi passano dentro, e particolarmente la Wisba sulla quale vi era una testa di ponte, e delle altre opere fatte dai Russi. Vi sono molti negozianti, e una gran quantit di ebrei sporchi, e birbantissimi secondo il solito. Fecimo buona provvista di biscotto, vino, etc. Un discreto albergo. Dopo avere riposato fino alle ore cinque si travers la citt, e si and a pernottare due ore al di
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l di Witepsk in alcune capanne avanti Liadowi. Per istrad incontrammo due Reggimenti di Cacciatori francesi appartenenti alla guarnigione di Vitepsk. 15 id. abinowich un bella citt, ossia vi una larga, e lung contrada. Vi un lago assai grande, e lungo. Prima di entrarvi vi un bella pianura con qualche casino. Si trov del vino etc. Vi era di guarnigione un distaccamento della Confederazione Renana. Vi erano cannoni, cassoni, etc. Strada infame di traverso, boschi, laghi, e continuamente paludi. Gli abitanti avevano un gran paura dei Cosacchi, avendo gi provato il lo valore nel rubare. Vi era quasi tutta la popolazione. 16 id. Liubawiazi sulla sinistra. Tutte le notizie erano che il nemico veniva in forza contro di noi da pi parti. Si prese uneccellente posizione. Si trovarono molti dispersi di vari Corpi in un grande osteriaccia. Si pass un notte tranquilla, e si ebbero delle buone notizie della Armata. 17 id. Strade secondo il solito. Di tanto in tnt si trvn delle belle campagne di orzo, segale, etc. Paesi poco popolati prima di entrare in Dubrowna (Dubrovno), si passa il Dnieper, o Nieper, 1'nti Boristana. Vi era un cattivo ponte provvisorio fatto di barche. Vi pure un esteso borgo. E' un fiume come il Ticino, ma pi rapido. Dubrowna un bella citt ed sull'alto. Vi un superba piazza, che forma un bel quadrato tutto circondato di botteghe di ogni qualit; si fa molto commercio, e particolarmente di grano, pelli, etc. Paese ricco. Vi sono dei discreti palazzi, e delle belle case. Notte a Razany, ossia bivaccati un'ora pi in l. La citt era stata saccheggiata ed affatto rovinata, essendovisi battuti dentro, e fuori. Molti trnards, che facevano del male, Prima di sortire dalla citt vi un torrente profondo, al di 1 d1 quale [il nemico] aveva fatti dei trinceramenti. 18 id. Continuo passaggio di convogli, distaccamenti, etc.. Larghissime strade guarnite lateralmente di un doppio giro di alti, e grossi alberi. Notte ad un piccolo villaggio, in cui vi era un distaccamento di portoghesi, che scortavano il tesoro imperiale. In quasi tutte 1 citt a motivo del terreno, che paludoso il pavimento formato di grossi tronchi d'alberi rotondi, mettendovi prima un gran quantit di fascine per sostenerli, senza di ci nn si potrebbe passare. 19 id. Ladi. Bivaccati fuori. Qualche Reggimento di cavalleria francese guardava alcuni passaggi sul Dniepr. 20 id. Continuano 1 strade ad essere belle n alberi. Gran polvere, e poca acqua. I paesani nella Lituvania sono egualmente schiavi. Vi sono molti boschi, e paludi, e quindi poco popolata.

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Verso sera si ricevette l'ordine di raggiungere la Divisione vicino di Smolensko. Il Sig. Gen. Villata and avanti colla cavalleria, Noi dopo avere viaggiato tutta l notte, e il giorno seguente, morti dalla fatica arrivammo anche noi. (?) 21 id. Lugiai paese discreto, ma abbandonato: tutte le case erano piene di feriti. Vi erano anche le ambulanze, a tr miglia da Smolensko, dove prima di prenderlo d'assalto furonvi alcuni combattimenti. 22 id. Raggiunta la Divisione un miglio prima di Smolensko, Incowa. Rudnia. Il Gen. Pino avendo ricevuto ordine di andare in cerca di due Divisioni Russe, che si dicevano vagare nella Lituania, si mise in marcia al momento verso Suraz. Sotto i suoi ordini aveva pure una Divisione di cavalleria francese comandata dal gn. Di divisione Partos (?) Notte a Janowo piccolo luogo: strade di traverso e molto cattive, sempre in mezzo ai boschi. Andato a Smolensko. Prima di giungervi vi sono delle eccellenti posizioni, e dei continui, e profondi burroni. La citt era molto fortificata, e circondata da mura, ed era difesa da un forte castello. Il Nieper lo bagna a tramontana ed molto profondo. La citt, meno (che) da ponente, che fu dalla parte che si dovette attaccare, dominata da eminenze. Il giorno 17 vi fu un sanguinosissimo fatto d'armi, che fin alla peggio dai Russi. Intimata la resa della citt, Il Governatore rispose che si sarebbe fatto seppellire sotto le rovine della citt. Questo bravo Militare mantenne 1a parola, e mor sulla breccia. Napoleone gli fece dare sepoltura con tutti gli onori. La citt nn presentava pi che un mucchio di rottami, e squallore. Le strade erano ancora piene di morti, semivivi, e feriti, e non si sentivano che grida e piangistei ! La pi gran parte era abbruciata, e nelle case tra i rottami carboni, etc. Si vedevano cadaveri abbrustoliti. Che orrore, che orrore! La citt molto ineguale e grande. La bellissima chiesa principale venne rispettata, ed era riin di donne e bambini con pochi dei loro effetti. I cadaveri cominciavano a puzzare. Passato il Nieper su di un ponte di barche, ed andato dal Gen. Lechi che era accampato su di una bella ed estesissima eminenza col rimanente del quarto Corpo. La truppa era in modo accampata, che pareva un scena da teatro. Vi erano pure molti parchi di artiglieria. Raggiunta la Divisione. 23 id. Accampati un'ora dietro Liorna. Strade cattive, pessimo bivacco. Non si trovava pi un vano (?) in alcuna casa. E da notare che in ogni paese, e fuori al pi una mezzora distante, chi di una qualche eminenza, qualora vi sia, vi un locale dove si seppelliscono i morti circondato da grandi alberi. Liorna un paese molto grande ed era ripieno di feriti, la maggior parte della Confederazione. Continui disordini per l'abbandono in cui si trovavano i Militari dispersi, gli ammalati, etc. Si incontravano degli altri paesi n qualche abitante. Le mosche a Milioni, insoffribili. Strade paludose. 24 id. Janirowitsky bivaccati tre ore indietro. Belle campagne di orzo, avena, etc. Belle baronie.
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Vi erano delle baracche lasciate da un altro Corpo d'Armata passatovi prima. 25 id. Ricevuto ordine di andare a Witepsk, con distaccamento, scortando un parco d'artiglieria, e dovendo riunire tutti i soldati della divisione, che si trovavano in quella citt. Poriecze. Notte sulla diritta di Liorna. Strade cattive, e difficili per i continui saliscendi per cui si arriv a notte. Le notti erano gi fredde, e bisognava accendere dei fuochi. 26 id. Vedendo che l'artiglieria non poteva marciare che lentamente, partij avanti con un solo ufficiale ed arrivai a Vitepsk tre ore prima di sera. Il gen. Charpentier dal quale pranzai ne era ancora Governatore. Vi era una gran paura d1 nemico, che si era gi presentato inutilmente varie volte. La citt scarseggiava di pane. 27 id. Avendo riuniti da 1500 uomini partij con la colonna, e dopo aver fatto alto alla solita osteria, raggiunsi la Divisione al di l di Jaowitsky, che una bella citt con un graziosissima chiesa. La citt bagnata dal fiume Oswiat. Raggiunto il Reggimento vicino a Poglianowo. Si incontravano alcuni paesi con delle risorse. 28 id. Poriecze bel paese, e molto grande. I cosacchi al nostro avvicinarsi fuggivano nei boschi, essendo inseguiti da alcune compagnie di volteggiatori. Si trovarono molte risorse. Gran quantit di polleria, pomi di terra, etc. Belle baronie. Vi erano alcuni abitanti. 29 id. Pevsen (?). Avanti Il 2d. La divisione prese un'altra strada. Gran boschi nei quali si ritiravano gli abitanti, alberoni, sabbie. Nella notte vi fu un allrm. Il gen. Dmbowsky fugg senza cappello. I cosacchi ci tenevano dietro, ma non ci hanno mai molestati, anzi ci furono di nn poca risorsa, giacch i soldati per timore d'essere presi, marciavano uniti. Orzo, avena, segale in quantit presso gli abitanti, che tutti erano fuggiti. 30 id. Duchowsziin. Paese del tutto rovinato. Nessuna risorsa. Molti morti, moribondi feriti, etc. in tutte le case. Cavalli puzzolenti, miseria, fetore, nessun abitante. Per avere un poco d'acqua bevibile bisognava andarla a prendere a molta distanza. Vi erano gi le baracche fatte, essendo stato accampato un altro Corpo. A cntinaja si trovavano i cavalli morti. 31 id. Slodoba, un'ora avanti. Miseria, e gran caldo con penuria d'acqua. Il soldato soffriva assai: incontrando per istrada qualche pozzanghera vi si gettavano sopra come tanti maniaci, per cui molti cadvano ammalati. Qualunque precauzione era inutile mentre si sarebbero piuttosto lasciati ammazzare, che tralasciare di bere. Anche i cavalli pativano assai per 1a mancanza d'acqua. Il soldato aveva della carne, e s'ingegnava anche el pane, giacch i paesani avendo gi raccolta la segala, ed in parte fatta seccare se ne servivano pestandola, e qualche volta macinandola. Vicino ad ogni casa vi un gran portico chiuso, in fondo al quale avvi un forno, di cui se ne servono e per far seccare la segala all'intorno e per cuocere il pane e qualche vivanda. Da qualche giorno si cominci a trovare un gran quantit di api. Questa parte di Russia qualche poco popolata e la campagna discretamente tenuta.

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1 settembre. Durogobusch. Nel borgo in qua dal Nieper sul quale vi era un cattivo ponte di legno guardato da un distaccamento francese, vi una bellissima scuderia di legno, che pu contenere pi di Mille cavalli. (Vi) si mise (?) tutta 1a Divisione. Prima di giungere al borgo sudetto vi erano delle batterie nemiche su di un'altura, per difendere la strada, ed Il passaggio del Nieper. 2 id. Durogobusch una discreta citt, ha una contrada molto lung, ed ineguale, vi sono alcune case discrete, ma tutto squallore per essere stata saccheggiata. Vi sono alcune abitazioni, ed una bella chiesa su di una grande eminenza, che domina il paese, e i contorni. Il distaccamento francese si era trincerato in questo luogo per mettersi al coperto di qualunque insulto. Per questa citt passa la gran strada di Mosca, alla quale si unisce pure anche quella di Vitepsk, e Smolensko. Pass un Reggimento di Cacciatori della Guardia Imperiale. Il soldato ebbe il tempo di macinare del grano e farsi del pane. Vi erano alcuni abitanti. 3 id. Nella notte prese fuoco la grande scuderia che tutta abbruci. La Divisione si mise in marcia verso le 9 a.m. Sortendo dalla citt vi un borgo lungo pi di tre miglia, tutto consunto dalle fiamme con un grn quantit di bestiame. Si incontrarono dei bellissimi locali per la razza dei cavalli. Boschi. Posizioni terribili, che si dovettero superare dai francesi con molti sacrificj. Luogo abbandonato. Morti, e feriti in tutte le case. Postojadowo, miseria, neppure acqua. 4 id. Polianowo. Paese grande n nessun abitante, e nessuna risorsa. Di male in peggio. 5 id. Strade cattive, paludi, e molti saliscendi incomodissimi, continuamente boschi. Prima di giungere a Viatzma bisogna montare assai. Viatzma una bellissima citt che potrebbe stare al pari delle migliori d'Italia tanto per le belle case, e palazzi di pietra, quanto per la regolarit delle strade generalmente spaziose, e passabilmente selciate. Un ramo del Nieper passa nel mezzo, ci che la rende molto commerciante. La citt ineguale, e si monta specialmente sortendo dalla parte di Mosca. Evvi un bellissima piazza circondata di belle case; in mezzo della medesima vi un vasto quadrato il di cui esterno un continuo porticato fatto con gusto, e entinaja di belle botteghe d'ogni qualit. L'interno del quadrato che assai grande serve per le fie, etc. Questa citt nn presentava, che un mucchio di rovine, tutte 1e case di legno essendo state abbruciate, e le altre rovinate. Al nostro passaggio in alcuni luoghi vi erano ancora le fiamme e il grn fumo oscurava lorizzonte. Questa citt deve essere pi grande di Milano. Nella citt vi erano molti entinaja di feriti francesi, ed ammalati che vivevano n dei pomi di terra, e verze senza nessun altro soccorso che quello che gli lasciavano le Divisioni che passavano e che si procurava il Gn. Baraguay d'HIlliers che ne era
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Governatore, quando poteva avere qualche distaccamento a sua disposizione. Triste, e miserabile situazione. Nei contorni della citt vi sono delle baronie ricche, e campagne di pomi di terra, e verze, ci che era di gran vantaggio per tutti. I Gendarmi con la scusa di impedire la araude, e che i soldati si sbandassero, commettevano Mille iniquit, spogliando chicchessia, etc. La Guardia Imperiale faceva ancora di peggio. Erano i Corpi pi aborriti dll'Armata. Le case occupate dai Generali, ufficiali, soldati, etc., e particolarmente quelle dei direttori delle poste, che di tratto in tratto si trovavano lungo la strada maestra pel servizio dei Corrieri, erano tutte circondate da un profondo fosso, e di palizzate per garantirsi della visita notturna dei Cosacchi. E' da notarsi che per quasi tutti i paesi pei quali passava la Divisione erano abbruciati, e la voce generale era che i Russi nel ritirarsi davano il fuoco per ordine del Governo, onde cos diminuire 1e risorse per l'Armata. Notte a Fedeovowskoe due leghe avanti, e sulla sinistra. Gran pianura. Nessun abitante, ma si trovarono molta segala, orzo, etc. E' inutile l'avvertire, che ogni Reggimento conduceva seco, oltre i furgoni, pi carrette, e cavalli 1 trasporto dei viveri, scarpe, etc. 6 id. Accampati due leghe in qua di Ghiat, in un gran paese dove eravi tutto il raccolto della segala, orzo, etc. Donna moribonda. IL soldato seguitava a trovare del miele, ma molti venivano castigati dalle punture di quell'utile animale e qualche volta fummo perfino obbligati di cangiare bivacco. Buona strada. 7 id. Ghiat grande alte. Era una bellissima e graziosissima citt quasi tutta fabbricata di legno, ma la maggior parte era abbruciata. Vi passa in mezzo un ramo del Nieper, ci che serve a renderla pi piacevole. Il Gn. Pino ricevette un corriere dal principe Beauharnais, n un ordine di sollecitare 1a sua marcia, onde trovarsi presente alla battaglia che si doveva dare il giorno 8. In tutta la citt nn vi era un abitante. Il fuoco continuava a distruggerla. Fuori della citt, e sulla diritta vi un bellissima chiesa, questa pure era gi stata saccheggiata. Strade molto larghe, e comode. Per 1a strada si cominciavano a trovare molti feriti francesi, dai quali si seppe, che eranvi gi succeduti alcuni fatti sanguinosi. Questi infelici andavano in traccia di qualche ospitale, od ambulanza, senza viveri, senza mezzi di trasporti...Cose incredibili...accampati in un pessimo bivacco alla diritta di Polianowo paese grande tutto pieno di feriti. Si venne in cognizione che la gran battaglia si era data alla mattina, invece del giorno 8 come per isbaglio aveva scritto il principe Beauharnais. Arrivati a notte avanzata. 8 id. Si continu a trovare feriti a centinaia. Dopo tre ore di strada si fece un grande riposo in un elegante castello che tutto era formato in un ospitale. Gran boschi, etc. Il Capo Battaglione Bovetti ci diede dei dettagli della decisiva battaglia. Arrivati tre ore dopo il mezzod a Prokolewo, sul fiume Kaloga, e presso la chiesa sulla linea del campo di battaglia dietro Molayk. Bivacco scelleratissimo in mezzo a l'acqua. La Divisione avendo camminato a marce forzate per arrivare in tempo alla battaglia lasci indietro pi di un terzo della truppa. Diversi corpi si erano gi messi in marcia per inseguire il nemico.
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L'Imperatore comparve un momento vicino alla Divisione, e fermatosi su di un'altura qualche minuto per osservare con un cannocchiale, diede gli ordini per mettere in moto il rimanente dell'Armata. Veduta un parte del campo di battaglia. Che orrore! A Milliaja erano ammucchiati i morti e feriti. Sotto le batterie erano Milliaja di nostri. Dove erano stati superati i Russi a Milliaja di loro. Mucchi di cavalli, grida che passavano il cuore... Ritornato al bivacco per essere stato assicurato che la Guardia Reale gi era partita, notte in un bosco. P generale. I nostri dovettero superare a meno 12 (o 22?) batterie fatte colla pi grande maestria, a che l'una proteggeva l'altra. Ogni angolo era una terribile posizione pl nemico. Il tno era composto di molte alture, le quali tutte si dovettero superare colla baionetta. 9 id. Ratschiev. Campagne con delle risorse. Rura. Sulla grande strada di Pietroburgo. Guazzata (guadata) la Moskova che nn ha pi acqua dell'Agogna, ma che pi limpida, e di fondo sabbioso. Paese grande, ma fabbricato senza ordine. Tutto consiste in un camera con un forno, che srv per stufa, e dei gran locali per riporvi il grano. Tutto a pian terreno. Abbiamo trovato molti pomi di tea, verze, etc. Tali asuppole che sono di paglia e di lgn, sono molto distanti l'una dall'altra, e si comunica per un interno sentiero, Gran cannonamento fino a notte, tra il Corpo del Re Murat, ed il nemico che era in un gran bosco. La Divisione ebbe ordine di fare Halto e sostenerlo in s di bisogno. Per la prima volta abbiamo letto molti monitori (giornali). Di tanto in tanto si avevano pure notizie dall'Italia. 10 id. Koslin paese lunghissimo n un gran lago vicino. Le notti erano alquanto rigide. Si trovato del fieno, etc. Nessun abitante. 11 id. Worontsowo. Strade mediocri, saliscendi. Lateralmente sempre boschi immensi. Zwenigrod. Si siamo fermati pi di due ore in passabile paese dove si trov molta acqua vita, e della farina, polleria etc. Nessun abitante. Questo paese diviso dalla Moskova, passata la quale vi un grande montata, che conduce un bellissima pianura, nella quale si vedevano centinaja di mucchi di segala ad uso che si ammucchia il fin in campagna o presso i fittabili quando si lascia allo scoperto, a piramide. In quella marcia si lasci indietro moltissima gente, che andava in qua, ed in l per prendere viveri in alcuni bei paesi, e Baronie che si incontravano di frequenti. Bella vista, bella campagna. Non s'incontravano mai abitanti. E' da notarsi che tnt in Polonia, quanto in Russia non si sono mi veduti letti di sorta alcuna. All'intorno dll camera vi sono delle assi piuttosto larghe, che sono assicurate alle pareti, le quali di giorno servono per sedersi, e di notte per dormirvi sopra: un poco pi basso d1 soffitto della camera avvi un eguale giro di assi, che pure servono per dormirvi sopra: dormono ur quelle bestie sul pavimento che di assi, e sopra la stuffa. Cos in una camera alle volte, e particolarmente nella stagione fredda vi sono 20, e fino 30 persone, per cui chi nn accostumato a quella puzza, non pu
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resistere. Il primo non lascia cangiare di aria. Quei miserabili schiavi non si spogliano mai, e mai si lavano, perci non sono differenti dai porchi. Anche in Germania, e particolarmente nella Prussia si dorme assai male; i letti sono fatti come le culle dei nostri bambini, brevi in maniera che un uomo di media statura bisogna che vi sia raggrinzato. Sn poi s stretti che appena una sola persona vi pu capire. Eppure i matrimonj dormono assieme. Non vi sono materazzi, ma una specie di sacco riempito di penna d'cca, per cui appena qualche uno vi si mette sopra, vi profonda dentro, che pi non si vede: invece di coperta vi un eguale sacco, pieno per di minor quantit di penne, invece di lenzuoli vi sono cuciti due pezzi di tela residua (dai) sudetti sacchi. Nella camera tanto in Polonia quanto in Russia, meno negli appartamenti dei Baroni, non vi sono mobili di sorta alcuna, eccettuata qualche meschina pignatta di terra, cattiva secchia di legno, etc. Sono di una miseria inaudita. Con un bicchiere di acquavite si fa fare ogni cosa ad un Russo. Nelle Baronie poi vi di tutto, e in grande. 12 id. Kavinsko. Strade cattive per 1 molte volte che bisogna passare la Moskova, rami, etc. Sulla sinistra vi era su di un collina un bel paesetto con un superbo convento con alcuni monaci, costrutta a guisa di un forte: la chiesa era ricchissima, il cielo era incrostato d'oro. Si lasci un distaccamento comandato da un ufficiale, onde mantener sicure le comunicazioni. Mancando molte tru della Divisione, sulla supposizione che molti soldati avessero potuto ingannarsi di strada, ed avessero seguitato il Quartier Generale (?) dell'Imperatore dove vi era il grosso dell'Armata, ricevetti Zwanigorod - ordine di recarmi col con almn un ufficiale per Reggimento, prendendo prima gli ordini da S.A.I., che trovavasi avanti sulla stessa nostra strada. Cammin facendo trovata la Guardia; per Dovo (?) tempo cattivo. ella pianura, e belle baronie. S.A. stava facendo costruire un ponte sulla Moskova pel passaggio della fanteria. Vi era una bellissima e graziosissima chiesa di legno nn del tutto ancora terminata al di fuori. Era gi stata saccheggiata. Pi un superbo palazzo di legno nn ancora finito, e l'uno, e l'altra godevano di una eccellente prospettiva. Guazzata (guadata) la Moskova, e notte a bel paese, etc., ma tutto era rovinato. Non conoscendo la strada, e nn avendo guida di sorta, meno qualche uno che parlava Il plcc, la nostra direzione era incerta, ed alquanto pericolosa la nostra situazione, particolarmente nel passaggio dei boschi. Per la strada abbiamo trovato di migliaja di soldati Russi, ma pi Polacchi, i quali disarmati ed avviliti andavano alle case loro, questi ultimi pare assai contenti, assicurandoci che pi pi nessuno dei loro compagni sarebbe rimasto al servizio Russo. La battaglia del 7 fu
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veramente un colpo mortale allo esercito Russo. Grn campagne di avena, paesi abbandonati, distrutti, abbruciati, etc. Tutto spirava orrore e lutto. I Russi nel ritirarsi, continuavano a dare il fuoco ad ogni cosa: questa loro maniera di agire era molto sospetta per chi ci rifletteva a sangue freddo. M l'Armata era s valorosa, ed entusiasmata, che nulla pensava. Zwanigorod bella citt, e molto grande. Dormiti malamente sotto di un portio. 13 id. La citt era stata abbruiata dal nemico, con un ponte su di un profondo torrente. Non essendovi pozzi si beveva dell'acqua di un gran stagno, che pareva un piccolo lago, m essendovi dentro dei cavalli, e dei umini morti, era puzzolente. In tutto il paese non vi era un abitante, n la pi piccola risorsa. L'Imperatore era in un bel palazzo con giardino inglese. Alla mattina prese fuoco in un camino, ma fu subito estinto. L'Imperatore part in una vettura scoperta col Principe Beauharnais (con una scorta di) cavalleria. Nn avendo trovato soldati della Divisione, me ne ritornai per la stessa strada, e la raggiunsi a Spasko, sulla riva sinistra della Moskova. 14 id. A tre leghe da Mosca, vicinissimi ad un passabile paese si bivaato, avendo passato la Moskova subito dopo Spasko. Nei paesi non vi sn pozzi, e quindi difficilmente si ha acqua buona. Con Bekly alla notte. Prese fuc in un forno. 15 id. Ripassata la Moskova. Gran pianura, ma deserta, nulla indica che (ci) si avvicini ad un s rinomata citt. Visitati alcuni campi di cavalleria attorno la citt. La quale era circondata da tutta l'Armata. Alla citt er gi stato messo il fuoco dai Russi. Colonne di fumo oscuravano quasi l'orizzonte. Gran campagna di pomi di terra, e fu un gran ventura, nn si pens pi alla stanchezza, ed ogni un se ne fece abbondante provvista. Notte a Petrowsky luogo di delizie, sulla sinistra dell citt, ed ad una lega di distanza da Mosca sulla strada di Zwov. 16 id. Nella notte mi sono pi volte levato per contemplare Mosca in fimme. Gran vento. Che bell'orrore, inesprimi(bi)le...Si poteva quasi leggere, tanto era il chiarore delle fiamme. Questa immensa citt abbruiava in pi luoghi, e sempre nuovi. Petrowsky un aggregato di bellissimi casini di legno fatti colla massima eleganza, appartenenti ai primarj signori della citt. Tutti gli arredi preziosi, ed effetti erano gi stati levati dai padroni, e dai primi soldati arrivati, la maggior parte per dei mobili erano intatti, ed erano di gusto squisito. Si appurato che in nessuna casa vi era un letto. Generalmente questi casini erano di un solo piano, con giardino, e cinti di legno. In quasi tutti i giardini, o cortili vi erano dei giuochi, e particolarmente delle giostre. Ve n'erano dei grandissimi e capaci di alloggiare molte famiglie. Quello dell'Imperatore era di pietra, e fatto a guisa di fortezza. Il disegno nn gran cosa, ed al di fuori quasi anora rustico. Vi un estesissimo bosco con grandissimi alberi, viali, panche di sassi, etc., che serve di pubblico passeggio. D'estate il sole non vi pu penetrare coi suoi raggi. Questo bosco circondato da casini. Snd il solito non vi sono pozzi, e bisognava mandare a prendere l'acqua in alcuni
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stagni nei quali si raccoglieva l'acqua piovana, in breve diveniva imbevibile per la noncuranza dl soldato che si serviva di marmitte per attingere l'acqua, e vi faceva bere i cavalli. 17 id. La Divisione cangi di posizione portandosi una viersta [versta, misura lineare russa, equivalente a poco meno di 1 km, n.d.c.] indietro sulla gran strada di Pietroburgo. I Reggimenti italiani erano ridotti a poca cosa, il pi numeroso nn oltrepassava li 900 uomini. Il palazzo di campagna dell'Imperatore, anche all'interno nulla presentava di bello. 18 id. Andato a Mosca, la strada larga, a volte sabbiosa. Il fuoco continuava colla maggiore forza, e gli stipendiati Russi nella notte appiccavano il fuoco in quei angoli che ancora erano intatti. Tutti i palazzi, e la maggior parte delle case di pietra, invece di tegole sui tetti, erano coperti di latta bianca, la quale quando il fuoco la disuniva faceva un rumore dl diavolo, ed era anche pericolosa per i pezzi che cadevano. L'Imperatore aveva gi dati tutti gli ordini per passare al palazzo di piacere Petrwich, e gi quasi tutta la Guardia imperiale era sortita dalla citt, ma poi non si mosse, e diede degli ordini rigorosissimi per far arrestare quei manigoldi, che tutto abbruciavano, facendoli appiccare alla lanterna della piazza del palazzo che abitava. In citt vi erano pochissimi abitanti possidenti. Eranvi poi pi di 50 Mille miserabili, che in gran parte si ammucchiavano rannicchiati sulle piazze, ed altri luoghi pubblici. Questi infelici erano sucidi e schifosi come qualunque ebreo polacco. Ne11a citt nn vi era che la Guardia Imperiale, e Reale con poca altra tru. Il rimanente della tru era distribuito Militarmente. Il Re Murat n molta cavalleria er dalle parti di Kaluga. Mosca presentava una vera fiera: i soldati, e particolarmente quelli della Guardia imperiale vendevano di tutto, le donne, 1e vivandiere avevano dll botteghe fornite di ogni cosa. E' impossibile il farsi un'idea degli immensi magazzini d'ogni qualit che si sono trovati. Si sono fatte delle distribuzioni per pi giorni a Milliaja di uomini di pesci salati, il quale era in libert per tutti. Milliaja, centinaja di Milliaja erano 1 bottiglie del miglior vino forestiere d'ogni qualit, per cui il soldato nn aveva altra pena, che quella di andare nelle cantine di qualunque particolare. Milliaja di botti di acquavite, liquori d'ogni qualit. Un Milliaja di casse (di) zucchero, uno Milliaja di vasi di conserve, composte di canditi, ananas etc. magazzini d'oglio, candele, butir(r), etc..Infin ogni particolare aveva tanta quantit di viveri, e liquori d'ogni genere, quanto uno dei principali negozianti dll nostre principali citt. Magazzini di panno, pelliccia d'ogni sorta, ed altri capi di comune valore. Nelle chiese poi il soldato fece dei ricchissimi bottini: perle, gioie, broccati, vasi sacri, etc Le s erano montate col gusto pi squisito, i mobili erano fatti coi legni pi preziosi, e col massimo gusto. Presso i pi ricchi signori si trovavano gran vasi d'alabastro, di marmi di Carrara, pendole ed orologi d'ogni qualit, e di gran prezzo. Infine l'oro, l'argento, perle, etc., tutto
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era a profusione, e riguardo ai viveri era una vera cuccagna. Erano tante 1 bottiglie di vino che si bevevano, e che il soldato gettava in qu, e in 1, che si sono dovuti dare degli ordini perch non se ne gettassero pi sulle strade, onde poter passare a piedi od a cavallo senza rovinarsi. E non solo in Mosca, ma in tutti i campi era un continuo mercato. Si sn trovate moltissime librerie fornite delle migliori opere di ogni genere, legate col massimo lusso, e delle pi ricercate edizioni. I Signori Russi, che mai pi si sono immaginati di dover abbandonare i loro palazzi poco hanno potuto trasportare con loro, onde facile il figurarsi l'immensa quantit di cose trovate. Di tanto in tanto si scoprivano dei nascondigli dove vi erano dei tesori in effetti. Figurarsi un tale citt in fiamme abbandonata all'avidit di un centinaj di Milliaja di uomini...che caos, che orrori...Dispute tra il Militare. Prepotenze senza numero della Guardia imperiale, alla quale era lecito fr qualunque cosa. Quanti cntinaja di uomini dei nostri abbruciati: chi ubbriachi erano abbruciati nelle case senza che s n'accorgessero, chi soffocato rimanv nelle cantine, magazzini, etc. Le botteghe rn piene di effetti d'ogni qualit. Infine si pu accertare, che con dell'economia, e del vigore, l'Armata avrebbe potuto passarvi l'inverno senza che nulla le mancasse. 1600 chiese. Andato pi volte a Mosca. 25 id. In questo giorno anche la Divisione italiana entr di guarnigione in citt. Ogni Reggimento ebbe locale sufficiente per rimanervi comodamente. Mediante molta attivit, e molto vigore il fuoco era in gran parte estinto. Mosca un'immensa citt, ed il suo circuito di circa 12 leghe (una lega varia da 4 a 5 km,a seconda dei paesi: se ne dedurrebbe che la misura indicata vada stimata in una cinquantina di km, se non pi, n.d.c.) , le strade sono mal selciate, e le pietre nn sono legate tra loro da alcun cemento di modo che incomodissimo di camminare in vettura, e pericoloso a cavallo. Sono poi oltre modo fangose, e sporche. Ve ne sono pure alcune nei borghi non selciate, di modo che nellinverno sono quasi impraticabili. In tale recinto vi sono dei terreni vuoti, e delle campagne dove si potrebbero collocare degli intieri paesi. Molti palazzi non erano finiti perch tanto grandiosi, che al proprietario mancavano i mezzi. Superbi palazzi si trovavano come sepolti in un quartiere pieno di miserabili capanne, o di case gotiche. La maggior parte delle strade ascendono, e discendono essendo la citt fabbricata sopra varie collinette. Le contrade dei borghi, e di Mosca nuova sono larghe, ma nel mezzo in generale vi sono dll sporchissime botteghe di legno, che spirano miseria da ogni dove. Vi sn molti ponti sulla oskov, e particolarmente uno bello alle vicinanze del Kremlin. L'ordinaria popolazione era di circa 200 Mille anime, ma nell'inverno accresciuta di molto, perch una grn parte di nobili venivano a soggiornarvi. L'aria salubre, e l'atmosfera pura, e serena. Le case fabbricate generalmente ad un solo piano sono sovente intersecate di giardini, e separate quasi tutte da intervalli. La citt vecchia assomiglia molto ad un ghetto a motivo delle contrade strette, botteghe piccole, etc. vi nulla di buono.
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Nel centro della citt in luogo molto elevato trovasi il Kremlin, ossia fortezza da dove la vista si porta ad una grandissima lontananza sopra di una immensa quantit di oggetti, che piacevolmente la trattengono. Al di sotto la Moscova scorre con giri tortuosi: a destra si vd un bel ponte di pietra, a sinistra un di legno. Da un lato si scopre una gran parte della citt, qui palazzi magnifici, l miserabili capanne: contrasto vivo, e disgraziato, che distingueva Mosca da qualunque altra citt. Sulle due sponde del fiume, e particolarmente sulla sinistra, dove eravi quasi tutta l'artiglieria, e parte della cavalleria, vi sono delle ridenti colline, sopra delle quali monasteri gotici innalzano orgogliosamente le loro torriciuole dorate. Il Kremlin di una figura triangolare, ed ha circa due miglia di circonferenza, alte muraglie con torri di pietra, e di mattoni difeso d una profonda fossa. Non vi alcuna casa di legno. Il palazzo degli antichi czar, ove nacque Pietro il Grande di gusto gotico, e nulla presenta di maestoso (era da pochi giorni abitato da Napoleone), quello del patriarca, il palazzo di citt, 1' arsenale, parecchie belle chiese e conventi, la zecc ed altri pubblici stabilimenti, oltre sei Mille botteghe a volta. Quando i Sovrani temevano dagli abitanti si ritiravano nel detto castello. Tra 1 chiese del Kemlin la pi distinta quella sotto il titolo della morte della vergine, e quella dell'arcangelo San Michele in cui evvi 1' antico sepolcro dei czar. Nella prima si consacravano gli imperatori. Vi era pure un'antica biblioteca. Su tutti questi monumenti domina la torre del grande Ivan, la pi alta di Mosca, nella quale vi erano 22 campane, meno la pi grossa da molto tempo caduta, e che molto profondata nella terra che si crede pesasse 500 Mille libbre; il batacchio era lungo pi di 15 piedi. Alla diritta della porta del palazzo della citt vi era una colubrina di una esorbitante lunghezza, ed un obice alla sinistra di un incredibile circonferenza. Nel Kremlin vi erano altre belle fabbriche in costruzione. Le botteghe nella citt sono tutte al piano della strada, sotto portici, che adornano la fronte di vastissimi fabbricati: al di sopra vi erano le taverne, ed altri luoghi ove si mangiava. Ogni mestiere aveva il suo 1ugo destinato, in una 1i orefici in altro gli utensigli di rame, etc. Il falso lume che regnava in queste botteghe, era come altrove le coltrine, o mezzi praticati dalla superhieria [fori nella parte alla della struttura, n.d.c.]. Tutte 1 case sono soprcaricate di ornamenti di architettura, bassi rIlievi, statue, vasi, e dappertutto colonne. Si contano pi di due Mille chiese, e conventi. A ciascheduna, oltre un alto campanile, e terminato in punta acuta, vi sono quattro o cinque torricciuole, sulle quali posta un croce dorata, e talvolta un mezza luna, che sostiene la croce in mezzo alle sue due corna. La croce sovente attaccata per mezzo di catene dorate, che scendono lungo 1 torricciuole, come le corde di un albero di vascello. La forma medesima delle torricciuole varia moltissimo, alcune terminano in una piccola cupola sferica molto prominente, altre rappresentano un turbante, la maggior parte sono coperte di tegole verdi rilucenti, collocate come le squame di un giaco antico. L'ornamento interno delle chiese il pi delle volte nn osservabile che per la riunione di una grande ricchezza. Vi sono da poco tempo delle belle passeggiate pubbliche, la polvere per nuoc molto all'incremento delle piante. Le chiese fabbricate di nuovo sono di bella architettura, e circondate da tappeti di verdura. Il passeggio lungo la oskova piacevole, ed fiancheggiato da continui magazzini. Di notte la citt era riccamente illuminata. Sono innumerevoli le grandi lanterne. Generalmente nn vi sono pozzi, ma invece una grn quantit di fontane colla tromba. D'inverno affinch non gelano le intonacano di un gran quantit di
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lattame. Lo stesso si fa pure in Germania. Vi sono pure dei piccoli laghetti artificiali. In ogni casa vi erano molte slitte, e di forme graziosissime. Si sn pure trovate a Milliaja le carrozze, ed i bombi (?). I Russi sono superstiziosi e generalmente bugiardi. Il popolaccio sordido, e sovente un loro famiglia coi loro figli vivono in un sola camera affumicata, e puzzolente simile alle grotte sotterranee dei Cabinei (?). Si nutriscono di pane, di cocomeri salati, cavoli, aglio, etc., quasi mai carne. In ogni casa vi un forno, e pare che in generale facessero il pane da loro. Il tempo era bello, ma freddo. Difficilmente si avevano notizie dllItalia meno quando giungeva qualche ufficio di corrispondenza da Milano. 28 id. Si cominci a fare la parata da tutta la truppa italiana in un pubblico passeggio vicino al palazzo di S. Giorgio [forse S.G.I.= Sua Grazia Imperiale ?]. Freddo secco. Per le strade vi erano cavalli morti, e qualche volta anche qualche russo. Molti di questi feriti abbandonati si strascinavano alla meglio per chiedere l'elemosina, ed erano soccorsi. Il foraggio 1'articolo che pi d'ogni altro era scarso e quindi ogni giorno un Colonnello per turno con un forte distaccamento andava al foraggio, ed era necessario tenersi ben in guardia perch era d'uopo d'allontanarsi 8 o 10 miglia dalla citt, ed i Cosacchi erano sempre nascosti nei boschi per prendere chi imprudente si allontanasse di troppo. Noi vivevamo nella massima buona armonia, e ci vedevamo frequentemente. Il soldato era s ricco, che vendeva lo argento nn coniato contro dell'oro a dieci lire la libbra di 16 oncie. Dall'Imperatore, Principe, etc., vi era gni mattina il Leve. Nulla si poteva penetrare delle operazioni dei Russi, si sapeva per che andavano, e venivano degli ufficiali parlamentarj. Un giorno che si era sparsa la voce che l'Imperatore Alessandro era stato assassinato, Napoleone mostr molto dispiacere, e disse: avec qui traiterai-je la paix. Nessuno sapeva se si doveva andare o fermarsi, quando venne messo all'ordine del giorno che ogni Colonnello pensava a trovare viveri per quattro mesi, intanto si dava subito mano all'opera per fare un grande provvisione di verze pel salkraut, e di mi di terra, avendo per ciascun Reggimento fissati i locali necessari. E' da notarsi che in Mosca vi erano a Milliaja le cornacchie, ossia Grole (?), 1e quali avevano i nidi sulle torri, chiese, palazzi. Effetti Rotspokin (?). 7 Ottobre. IL tempo continuava a essere bello e molto freddo, i soldati erano generalmente provvisti degli effetti necessarj, ed anche di pelliccie. I Reggimenti avendo perduto molta gente e gli ufficiali essendo di troppo numerosi, l'Imperatore ha ordinato che gli schelettri [resti, o quadri] dei quarti battaglioni rientrassero nell'interno, in conseguenza i Colonnelli fecero l'analogo travaglio. 9 id. Li quadri riuniti in un distaccamento partirono per 1'interno: in pari tempo fecr partire tutti gli ammalati, e feriti che non erano pochi Milliaja, a tale effetto si
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riunirono tutti i possibili mezzi di trasporto. Quartier Generale Russo a Letaszewo - arusino. Campo trincerato Lauristow. In questo stesso giorno ogni Corpo armato ebb ordine di mandare a cercare dei viveri. Pe1 4 Corpo part la 1a Brigata italiana, composta del Battaglione leggero, 2 di linea, e dalmati, comandato d1 Gen. Dembowsky. Partito solo personale d'rmi. Agli asporti prevenirsi 3 ore al giorno (?). Presa la gran strada di Pietroburgo, qualche campo coltivato, saliscendi, passati due paesi piuttosto grandi, dove vi erano alcuni abitanti. Notte a shermaja paese piuttosto grosso, ma povero. 10 id. Partiti r tempo. Strade passabili. Czernaja Gria(t)z sulla strada di wev. Fuori di Griatz paese grosso, ma brutto, vi era in (ordine di) battaglia al di 1 di un burrone un Reggimento di Cosacchi. Formati due quadrati, dopo altre disposizioni i siamo messi in marcia, ma al primo colpo di cannone e di fucile della vanguardia si diedero alla fuga. Si prese posizione nel paese, lasciando un miglio avanti in una grande osteria il Battaglione leggero, e guardando gli altri punti necessari.. Case di un sol piano. Si trov una grande quantit di avena, orzo; segale, ed avena ammucchiate in gran pagliari sotto a dei casoni. In questi non si erano ancora veduti francesi. Eravamo ad otto leghe da Mosca. 11 id. Formate diverse colonne, le quali tutte rientravano la sera con molta quantit di farina, segala, bestiame, etc. Andato in un paese piuttosto grande, dove vi erano tutti gli abitanti. Si trovarono molti majali, polleria, pane, etc. I paesani sono miserabilissimi, e molto sporchi. 12 id. Andato con tutto il Reggimento a fr un lungo giro. Strade di traverso, boschi. Gran quantit di segala, avena, ed orzo. Si vedevano di tanto in tanto degli uomini armati, i quali appena vedevano, che qualche distaccamento si dirigeva verso di loro, se ne andavano. Passati aluni piccoli paesi, ci fermammo per qualche tempo in uno piuttosto popolato, e dove vi era un bellissima Baronia, la quale a quello che sembrava era stata saccheggiata poco tempo prima. I paesani ci davano tutto quello che avevano: al nostro arrivo il pi vecchio del paese con poche altre persone si avvicin. Tutta l'Armata era in moto. L'Imperatore pass dopo il mezzo giorno a cavallo. Strada molto larga n gran sabbia. Chi pu descrivere la confusione, il rumore? I Reggimenti erano divisi dalla cavalleria, dai cannoni, etc. Si giunse a notte vicino a olomenko (?) piccolo paese. La Divisione bivacc in una gran corte. Notte cattiva, ed alquanto fredda. Vi era un Capellano polacco ferito. Gran confusione, e mancanza di tutto. Allo avvicinarsi del paese gran fango. A Mosca rimase il Maresciallo Mortier colla giovine Guardia, e molti distaccamenti di differenti Corpi. Si sapeva che qualche giorno dopo la nostra partenza doveva far saltare il Kremlin con tutto il rimanente, al quale effetto si erano gi minati i luoghi opportuni. In Mosca alla partenza si lasciarono molti magazzini d'ogni sorte.
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20 id. Partiti a buon ora, e si marci con meno confusione. Strade fangose. Si trovarono molti morti dei nostri vicino ad un bosco. E' da credersi che qualche Battaglione francese, otto, o dieci giorni prima sia stato sorpreso di notte e massacrato. Il soldato era generalmente in buon stato, e di buona volont. atutinka. Notte in un piccolo paese dove eravi una superba baronia a guisa di castello. Si trov del foraggio. Nessun abitante. Il Maresciallo Davout comandava la retroguardia. Subito dopo veniva il nostro Corpo che aveva ordine di sostenerlo in caso di bisogno. 21 id. Tempo assai cattivo, e piovoso. Di tanto in tanto dei saliscendi, e cattivissimi passi per cui i cavalli da tiro soffrivano molto. S'incontrarono dei luoghi paludosi nei quali si dovettero abbandonare delle vetture. (Sicco)(?). Cammin facendo si vedevano i Corpi a prendere ognuno la sua direzione. La sola Divisione and a pernottare in un paese affatto abbruciato, il rimanente del Corpo pass il fiume Luja. Si trov molto foraggio. Notte umida. 22 id. Si pass per Sominskoe discreta citt divisa dal fiume Luja sul quale vi erano due ponti. La truppa trov delle risorse. Gran quantit di nociuoli. Nessun abitante. Il tempo si fece bello, ma il freddo nella notte era molto sensibile. Bella pianura con qualche bassa collina, l'Armata era quasi tutta riunita. Bivacco colla Guardia. Dovo. Si seppe che il Re Murat contro il trattato d'armistizio era stato attaccato da forze superiori un'ora dopo la mezza notte, e che per la prima volta perdette della gente. 23 id. Solita strada. Saliscendi, etc. Nel paese di orowsk il Principe. La Guardia. Ogni Corpo prima di partire da Mosca aveva avuto ordine di avere del pane per 15 giorni in ragione di mezza razione. M le carrette non poterono passare il fiume...e non ci raggiunsero pi, ossia la maggior parte rimase indietro. 24 id. Ordine di tenersi pronti per essere passati in rivista dall'Imperatore. Poco dopo il Gen. Pino ricevette ordine di subito marciare avanti in soccorso delle Divisioni Delzons e Broussier. Si sentiva un forte cannonamento, e 1e fucilate. Strada passabile. Saliscendi. Arrivata la Divisione alla vista di Malojaroslawetz [Malojaroslavets] si mise in colonna. Tutta l'Armata prendeva posizione su diverse alture. Malojaroslawetz una citt grande, ma molto ineguale e su di una alta collina. Per arrivarci bisognava malamente discendere in mezzo a un bosco, la strada finiva in un profondo burrone paludoso, per cui passava un torrente con molta acqua, sul torrente vi era un ponte di legno fatto costruire la sera avanti dal gen. Delzons il quale sulle prime ebbe dei vantaggi sul nemico, ma in seguito rimase morto. Nella notte le cose cangiarono d'aspetto e le due Divisioni soffrirono molto. La Divisione forte di circa tre Mille uomini part frettolosamente verso 1e due pomeridiane. Al di qua del ponte ed in battaglia ernvi i granatieri, e veliti della Guardia. Una batteria nemica di pi pezzi batteva il ponte, il quale si pass alla corsa senza verun accidente. Subito dopo il ponte vi era il Vice Re con alcuni suoi ajutanti di campo, il quale indicava i differenti luoghi che ogni Reggimento deve percorrere per attaccare, ed
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impadronirsi della citt, giacch 1a sorte della Armata dipendeva molto dal buon esito di tale operazione. Tutti gli italiani erano animati d1 migliore spirito, essendo la prima volta in questa campagna che soli, ed in presenza di quasi tutta l'Armata, avevano occasione di distinguersi, fra i gridi di evviva corsero sul nemico, come rabbiose tigri. L'esito coron i loro sforzi, e le Armate furono testimoni del valore sommo italiano. Ogni Reggimento prese una differente direzione. Il 2do prese la diritta, la sua forza r di 700 uomini circa. Come un lampo attacc il nemico dieci volte pi superiore, e senza dargli posa colle bajonette alle reni lo insegu fino fuori dellaltra parte della citt, dopo pi di una buona ora di cammino e sempre montando. Giunti in una vasta pianura pi Milliaja di Russi erano in battaglia e quattro batterie cominciavano a far fuoco su di noi, e degli altri Reggimenti, tre volte fumm respinti fino alla met della citt, e tre volte fu scacciato il nemico, finalmente all'imbrunire si mantennimo in posizione, nn essendo pi di 100 persone. I nostri soldati andavano a strappare i Russi dai ranghi. Prima che la Divisione marciasse contro la citt, l'Armata Russa defilava dall'altra parte, alla distanza di non pi di un miglio e mezzo, e velocemente andava verso Kalug, sulla supposizione che la nostra Grande Armata fosse gi in marcia per quella volta. Notte orribile, il soldato non ne poteva pi, e bisognava vegliare perch il nemico r a pochi passi e tutte le case la maggior parte di legno bbruciavano. Le grida dei nostri feriti e dei russi ci strappavano il cuore, ed ogni momento bisognava andare a prenderli sulle spalle, perch nn bbruciassero. Nella notte, D'ntrios(?), Broussier. 25 id. Il Reggimento fece prodigi di valore, e perdette 400 uomini n 28 ufficiali fuori di combattimento. Anche gli altri Reggimenti diedero prova di sommo valore, e perdettero molta gente. Un Battaglione di coscritti della Guardia fin rest quasi tutto sul cm. La citt, 1e case, e le contrade erano piene di morti, e feriti, il nemico perdette dieci volte pi gente di noi. L'Imperatore che verso la mezza mattina venne a visitare il campo col Re Murat nn poteva capire come mai un pugno di gente avesse potuto far tanto male al nemico. Disse: Cazzo, come mai avete potuto ammazzare tanta gente? Murat rispose: Voil le plaisir qu'n a de commander de si braves gens. Il nemico abbandon le posizioni, e le batterie fatte n tutta l'arte. Intanto l'Armata nemica continuava a defilare alla nostra vista. Il 2d di linea proteggeva alcuni pezzi di cannone che tiravano sul nemico. La nostra cavalleria leggera, e qualche poco di fanteria facevano le fucilate come s fosse stato in un cm di piacere.
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Nella citt si trovarono alcune risorse. Alla mattina i Cosacchi fecero un grande Hurr sortendo all'impensata precipitosamente da un bosco, facendo un gran bottino. elfort fu preso con molte altre persone amministrative. La Divisione rimase tutta la giornata su1 campo di battaglia. Ogni Clnnll ebbe ordine di fare degli stati per decorazioni, avanzamenti, etc. Un Corpo d'Armata guardava la strada di Kaluga, e faceva dei movimenti per ingannare il nmi, intanto che tutto il resto si metteva in moto retrogrado. Venn ferito il nostro gen. Pino, ammazzato suo fratello, feriti Levi, Maffei. La Divisione perdette pi di due terzi della sua gente.
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26 id. Decisa la ritirata, si diedero gli ordini pel trasporto di tutti i nostri feriti, ma come riuscirvi, ove trovare tanti mezzi di trasporto? Si caricarono tutti quelli che erano capaci di soffrire il moto del cavallo, e della vettura, gli incapaci si riunirono tutti in un luogo alto e di nn facile entrata ai Cosacchi, affinch nel primo impeto non li assassinassero, lasciando per loro dei viveri. Si salutarono per l'ultima volta quegli infelici, e colle lagrime del dolore...1a Divisione part.

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Allegato. voce Baggi, Francesco,


nel Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 5 (1963), di Gian Paolo Nitti.
BAGGI, Francesco. - Nacque a Sassuolo (Modena) Il 24 sett. 1783 da CaMillo, di famiglia nobile e noto per i suoi rapporti col Tiraboschi e altri letterati. Dal 1795 studi nel collegio di Correggio, rimanendovi durante i primi anni del dominio francese, mentre Il fratello Luigi (1774-1832) faceva le sue prime armi in Francia e poi in Germania. Nel 1805, quando fu costituito in Modena in onore di Napoleone, re d'Italia, un corpo di quaranta guardie nobili a cavallo, vi si arruol insieme al fratello Luigi agli ordini del colonnello C. Boschetti, e furono entrambi presentati all'imperatore, in occasione della sua visita a Modena. Poco dopo i reparti regionali delle Guardie d'onore vennero sciolti per ordine del vicer e riorganizzati in Milano su quattro compagnie. Il B. rassegn le dimissioni, mentre Luigi riprendeva servizio nell'esercito regolare. Ma giunto per Il B. Il tempo della coscrizione, valutando Il rischio di essere incorporato come recluta in un reggimento di linea e desideroso di lasciare Sassuolo per la capitale del regno, ottenne di essere arruolato nel Corpo delle Guardie d'onore in Milano. Alla fine del 18o8 Il reparto d'onore terminava Il suo addestramento Militare e nella primavera dell'anno successivo veniva impiegato, con tutto l'esercito, a contrastare Il passo agli Austriaci comandati dall'arciduca Giovanni. Ma, rotta a San Cassano, l'armata iniziava quel disordinato ripiegamento che doveva cessare solo quando Napoleone, vinti gli Austriaci a Ratisbona, mutava le sorti della guerra. Iniziava allora per l'armata d'Italia, rapidamente riorganizzata dal vicer, quella marcia che l'avrebbe condotta attraverso Il Tirolo e la Carinzia nella pianura ungherese per essere poi impegnata, ricongiunta alla Grande Armata, nella battaglia di Wagram. Conclusa la pace, l'esercito torn a Milano e Il B., che aveva partecipato a tutta la campagna, ritenendo i suoi meriti disconosciuti e vista sfumare la promozione ad ufficiale, ottenne con decreto vicereale del 18 nov. 1810 la nomina a sottotenente ed Il passaggio alla fanteria di linea. Il fratello Luigi, tornato dalla Spagna dove aveva duramente combattuto, amareggiato dal mancato avanzamento, dava invece, irrevocabilmente, le proprie dimissioni. Con queste due decisioni i fratelli Baggi si ponevano fuori dalla cerchia dei favoritismi che faceva capo al Fontanelli, ministro della Guerra, e cominciava allora per Il B. la dura vita dell'ufficiale di linea. Il nome del B. legato appunto alla narrazione delle sue vicende di ufficiale subalterno dell'armata napoleonica, narrazione che occupa la prima e pi importante parte di un grosso manoscritto di circa Mille pagine in quarto, pubblicato in stralcio da Corrado Ricci in due volumi: Memorie di F. B.,I: Napoleone in Italia (1805), campagna d'Austria (18o9), campagna e prigionia in Russia (1812-15); II: Moti del 1831, rivoluzione del 1848, guerre italiane del 1849, 1859 e 1866, Bologna 1898. Il primo volume offre una testimonianza immediata su diversi dei pi noti avvenimenti delle imprese napoleoniche e getta su questi, attraverso Il racconto di vicende personali, una luce particolare e umana, atta a far conoscere da vicino la vita quotidiana di fatica e di stenti, che l'aspetto meno noto ma non meno straordinario della storia della Grande Armata. Nominato al 2 reggimento di fanteria di linea, Il B. fu di guarnigione a Macerata e Ancona. Nel 1812, in occasione dei grandi concentramenti di truppa che si facevano per la campagna di Russia, part per Mantova e Innsbruck per poi proseguire fino ad Augusta, dove fu promosso tenente. Aggregato alla 1, brigata della divisione italiana, comandata dal Pino, giunse in territorio polacco dove la marcia dei reparti si fece pi difficile per l'ostilit delle popolazioni. In territorio russo dovettero procedere aperti in ordine di battaglia, mentre i carri seguivano a fatica, e s'incominciava a patire la fame. Finalmente, Il 24 luglio 1812, fu stabilito ad Ostrowno Il contatto col nemico, Il quale, nella notte stessa, iniziava quel ripiegamento che doveva portare la Grande Armata ad inoltrarsi sempre pi nel cuore della Russia e ad allungare le sue linee di rifornimento fino al momento in cui sarebbero state spezzate. Smolensk, la Moscova e l'incendio di Mosca punteggiarono la loro lunga marcia fino alla met di ottobre. Quindi cominciarono i primi freddi e i primi rovesci. La ritirata fu tremenda soprattutto per la fanteria italiana, male equipaggiata: a stento Il B. con i resti del suo reparto pass Il ponte della Beresina e sfugg pi volte ai cosacchi. Ricoverato all'ospedale di Knigsberg per Il congelamento della falange del piede destro, di cui dovette subire l'amputazione, fu fatto prigioniero dai Russi quando Murat abbandon senza combattere la citt, i carriaggi e gli ospedali. Tradotto con altri ufficiali italiani per Simbirsk sulla riva destra del Volga e poi verso Stavropol, visse per due anni, fino al luglio 1814, da confinato, stabilendo relazioni di viva cordialit con le famiglie dei funzionari e dei proprietari locali. 66

Il B. ritorn a Sassuolo, dopo molte peripezie, verso i primi del 1815. Ormai stanco e sfiduciato, fisicamente malconcio, accett Il collocamento a riposo con lo scarso mezzo soldo di tenente, concessogli con provvedimento granducale del 18 apr. 1815, e si ritir a vita privata. Non fu carbonaro, n partecip ai raduni di ex ufficiali napoleonici; fu spettatore passivo della rivoluzione modenese del 1831 e accett, a cose fatte, Il comando della 6 compagnia della guardia civica. Ristabilito Il potere legittimo, non solo non fu molestato, ma ebbe restituite le armi che gli erano state confiscate nel disarmo della citt. Ricevuto a corte, vi fece sporadicamente mostra di s; cresciutagli la famiglia, destin Il primogenito CaMillo agli studi, mentre inviava Il secondogenito Alberto alla scuola dei cadetti dell'esercito austriaco. All'inizio del 1849 Il duca di Modena lo nomin comandante della guardia civica e in tale carica venne poi confermato dal governo insurrezionale. Rifiutatosi di cedere, per rispetto alla parola data, a coloro che chiedevano si dichiarasse decaduta la dinastia degli Estensi, fu lieto di essere esonerato dal comando. Di sentimenti moderatamente liberali con una punta di anticlericalismo, fautore dell'indipendenza e della riunione degli stati italiani in un forte Stato, come molti ufficiali napoleonici, temeva pi di ogni altra cosa Il disordine e la guerra civile. Avuta notizia che Il figlio Alberto aveva disertato in Milano con tutto Il suo reparto ed era passato agli insorti, persuaso che gli avvenimenti volgessero a favore del Piemonte, si fece sostenitore dell'annessione agli Stati sardi. Verso la fine di luglio 1848, rovesciatasi la situazione e temendo Il saccheggio di Modena da parte delle truppe austriache, chiese un passaporto sardo e fugg con la moglie e Il terzogenito Gherardo in Firenze. Ricevute assicurazioni che non sarebbe stato perseguitato, torn dopo quaranta giorni. Il figlio Alberto, rifugiatosi in Piemonte, ammesso alla scuola Militare di Cherasco, doveva poi combattere in Crimea e cadere sul campo di San Martino Il 24 giugno 1859, mentre Gherardo, che lo aveva raggiunto dopo i massicci arruolamenti dei primi del '59, scampava miracolosamente alla morte. Il B. trascorse gli ultimi anni ordinando le sue carte e memorie, amareggiato che, nonostante i buoni uffici del generale Ribotti, Napoleone III non gli concedesse la Legion d'onore cui tanto aspirava. Mori a Modena Il 18 febbr. 1868. Bibl.: Sulle Memorie del B. v. recensione di C. Rinaudo in Riv. stor. ital.,XV(1898), parte 3, p. 200; sulla importanza di queste per la ricostruzione delle vicende dell'armata italiana in Russia nella campagna del 1812, cfr. C. Zaghi, In margine alla campagna napoleonica del 1812. Italiani prigionieri in Russia,in Rass. stor. del Risorgimento,XXIII (1936), p. 933; vedi anche Diz.del Risorgimento naz.,II,pp. 114 s. Su Luigi, fratello del B., vedi G. Canevazzi, La scuola Militare di Modena (1756-1914),I,Modena 1914, pp. 237-239. Su Alberto figlio del B., si veda per la sua partecipazione alla spedizione di Crimea la Gazzetta di Genova del 30 ott. 1855 e per la sua morte all'assalto delle posizioni austriache nella battaglia di San Martino Il Foglio di Modena del 18 luglio 1859, n. 19.

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