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Italiano e filosofia: D annunzio e Nietzsche Il superuomo

Emblema dell unione tra gli estremi e le esasperazioni del periodo di affermazione fascista e nazista sicuramente Gabriele D annunzio, uomo che ha fatto della sua vita e della sua arte un tuttuno. Propagandatore di se stesso, attraverso la sua vita, port avanti la sua opera, facendo coincidere la travalicazione del Superuomo con il suo estetismo, l azione che cambia la storia e l apoteosi della bellezza vista come valore irraggiungibile e come merce acquistabile. D annunzio nacque a Pescara nel 1863 il 12 marzo. Frequenta il Reale Collegio dei Cicognini di Prato e non appena finisce gli studi si trasferisce a Roma, iscrivendosi nella facolt di lettere.

Abbandonata dopo poco l universit, collabora a Roma con vari periodici scrivendo di letteratura. Nel frattempo frequenta gli ambienti aristocratici della Roma umbertina. Conduce una vita spregiudicata e piena di tumultosi amori. Infatti nel 1883, ancora ventenne sposa la duchessa Hardouin, dopo essere fuggiti, dalla quale avr 3 figli. Nel 1891, per sfuggire ai creditori, si trasferisce a Napoli, dove collabora con il Mattino. Proprio nel periodo napoletano, lo scrittore si avvicina alla filosofia di Nietzsche, che ha modo di leggere tramite parziali traduzioni in francese. Avvia cos la stesura dell opera Il trionfo della morte,che terminer in Abruzzo. Nel 1895, durante una crociera in Grecia, D annunzio ispirato dalle letture del filosofo tedesco, ha una fondamentale rivelazione sul significato della classicit greca. Da l l esperienza classica non gli appare pi solo nella connotazione

Apollinea, ma anche nei suoi aspetti oscuri e dionisiaci, legati all istinto e alla vitalit umana, totalmente contrari alla religione cristiana, che aveva sempre cercato di reprimere. Dalle idee del filosofo tedesco, D annunzio recep sia il richiamo a una grecit carica di pulsioni irrazionali e anche il mito del Superuomo. Questo termine traduce in italiano il termine bermensh, che indica l anelito dell uomo ad oltrepassare i proprio limiti. Tale termine verr codificato proprio da Nietzsche. Questi interpret il Superuomo come un modello di una umanit a venire, liberata dalle sue superstizioni e dai condizionamenti religiosi, sociali e morali. Molti studiosi, per questo, preferiscono utilizzare il termine oltreuomo. D annunzio rimase affascinato dal filosofo, tanto da basare delle sue opere proprio su queste tematiche. Cio lo possiamo riscontrare nell opera Il

trionfo della morte, nel quale il protagonista, Giorgio Aurispa, il quale ha letto Nietzsche aspira a tradurne le idee nella pratica della propria vita. Il protagonista pensa allo Zarathustra di Nietzsche come il dominatore che conquista, forte e tirannico, circondato dalla gioias del dominio. Egli plasma la vita costringendola a soddisfare ogni desiderio. Dominare significa anche liberarsi dalla tirannia della morale delle masse, dominare significa elevarsi al di l del bene e del male. Il valore massimo quello del dominio del pi forte. L uomo dionisiaco vive nell eccesso, ha la forza per sottomettere gli altri. Ed giusto che il forte sia il padrone e il debole il servo. Ma l introduzione di questa dottrina nella sua vita non gli riesce, e finisce con il suicidarsi. Altre due opere presentano al loro interno l idea di superuomo: Le vergini delle rocce e Il fuoco. Il protagonista della prima, Claudio Cantelmo, aspira a diventare

padre di un essere che abbia come vocazione quella di guidare la stirpe italica verso le glorie imperiali. Invece il protagonista del Fuoco aspira a diventare il nuovo Wagner italico