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DTP Sujana

ANATT Chi abbia letto con attenzione La Dottrina del Cuore. Cenni sul Buddhismo. si sar fatta unidea abbastanza chiara della Dottrina Buddhista di anatt (antman). Per evitare ripetizioni inutili il Lettore rimandato a quel volumetto. In questo articolo vogliamo riprendere il soggetto da due punti di vista: (1) mostrare che anatt non solo un insegnamento cardinale del Buddhismo, ma anche un dato fondamentale della Teosofia; (2) suggerirne limmenso valore liberatore. C tutta una inutile e ridicola polemica tra i seguaci della dottrina di anatt e quelli della dottrina dellatt (tm); ma si tratta solo di una mera questione di parole. Se per definizione ltm un principio universale, non esiste un tm individuale. Non c argomentazione che possa distruggere questo semplicissimo fatto. E quanto alltm universale che dire? I nostri Lettori familiari con i principi della logica non esiteranno a riconoscere che si tratta di una mera designazione arbitraria. Dire tutto tm oppure tutto il S non ha maggior valore che dire tutto tutto. Infatti se non c nulla che non sia il S, questo non appartiene ad una classe, quindi non ha limiti, non definibile. Tutte le designazioni possibili sono arbitrarie ed equivalenti. la stessa illusione che porta a ritenere che lo spiritualista sia quello che afferma tutto spirito ed il materialista quello che crede tutto materia. Ma si potrebbe obbiettare che il S definibile in quanto opposto al Non-s; in questo caso per il S un termine relativo, quindi condizionato, perci finito. Ed allora mutevole e perituro, poich solo lassoluto, luniversale, immutabile. E ci che mutevole

Supplemento a: La Dottrina del Cuore. Cenni sul Buddhismo.. Aprile 2008

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non ha realt propria (svabhva), un flusso incessante di divenire, un composto privo di sostanza autonoma, un processo, non un essere. Diversamente dal Buddhismo ortodosso, la Teosofia fa libero uso della parola s, oppure S e perfino S, non solo scritta, ma anche intesa in vari sensi differenti. chiaro che, purch si sappia quello che si intende, una parola vale laltra. Daltra parte, nello stesso vasto campo del Buddhismo, vediamo che il Mahyna meno rigidamente attaccato alle parole del Theravda e, per cos dire, pi esplicito:
Sariputra: Di che cosa sinonimo il termine Buddha? Manjusri: Di che dunque sinonimo il termine S? Sariputra: Non manifestazione un sinonimo di S. Manjusri: Cosi Sariputra. E ci di cui S sinonimo, di quello pure Buddha sinonimo. Oppure anche Senza traccia, o Senza sentiero unaltra espressione per Buddha. Poich un Buddha non pu essere facilmente descritto a parole. Uno che voglia, o Sariputra, cercare il Tathgata deve cercare il S; infatti S e Buddha sono sinonimi. Proprio come il S, assolutamente, non esiste e non pu essere afferrato, cos del Buddha. Come il S non pu essere espresso da Dharma alcuno, cos appunto del Buddha. Il Buddha lo stesso che silenzio senza parole (Saptasatik Prajnparmit).

nazione. Il Buddha illuminazione; lilluminazione il Buddha (Ashtadasashasrik Prajnpramit).

La negazione di un s individuale separato deriva dal fatto che tutto in un continuo stato di flusso. Del ReaIe si pu dire che immobile perch comprendendo tutto non ha dove andare n donde venire, non vi nulla in cui (nella sua totalit) possa trasformarsi. Ma ancora una volta occorre fare attenzione alle parole ed alluso che se ne fa. Uno dei sinonimi del Reale Vita, e questo un concetto tuttaltro che statico.
la VITA UNA, eterna, invisibile (indivisibile? ndt), eppure Onnipresente, senza inizio n fine, ma periodica nelle sue manifestazioni regolari, tra i quali periodi regna loscuro mistero del Non-essere; inconscia; eppure Coscienza assoluta; inconcepibile, eppure unica realt autoesistent; invero un Chaos per i sensi, un Kosmos per la ragione. Il suo unico, assoluto attributo, che QUELLA STESSA(1), cio il Moto eterno, incessante, chiamato in linguaggio esoterico il Grande Alito(2), e questo il moto perfetto delluniverso Ci che immoto non pu essere divino (SD, Proem, p. 2).

Anche il passo che segue pu essere utile a questo proposito (ricordando lequazione S = Buddha, oppure: Guarda allinterno: tu sei Buddha):
Il Signore: Che pensi, Subhuti, forse che un Buddha raggiunge lilluminazione? Subhuti: No, Signore. Un Buddha non raggiunge lillumi

Dunque la Realt suprema un moto perpetuo, una vita inesauribile nelle sue manifestazioni, qualcosa in cui perci impossibile identificare alcunch (un essere, un s) che resti identico a se stesso, immobile. E siccome lessenza, la natura, il contenuto del s, dellio, appunto lautoidentificazione, chiaro che un s od un io nel senso comune di questi termini non pu esistere, non esistendo alcun riferimento, alcun termine di paragone stabile.
(1) Cio quella stessa vita una. Trattandosi dellassoluto, lattributo identico al soggetto. (2) In Sanscrito: Mahn tm, cio lAtm universale. 

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Sarebbe un errore pensare che solo il Buddhismo, tra le religioni tradizionali, insegna la dottrina di anatt. Facendo parte dellinsegnamento esoterico questa si trova presente anche nella Bhagavad Gt. Che intendono infatti i versi seguenti?
Ogni attivit lopera delle qualit della Natura (Prakriti) soltanto; ma colui il cui spirito ingannato dallegoismo (ahamkra; oppure lo spirito, tm, ingannato dallegoismo) cos ritiene: io sono quello che agisce. Ma chi, o Mahbhu, conosce la verit riguardo alla natura delle qualit e delle loro funzioni, sapendo che le qualit (sattva, rajas, tamas; ndt) si manifestano nelle loro rispettive funzioni, non vi resta attaccato (III,27-8). Io non faccio nulla dovrebbe pensare luomo che ha raggiunto lunione e che conosce la verit; sedendosi, udendo, toccando, odorando, mangiando, camminando, dormendo, respirando, Parlando, dando, afferrando, aprendo gli occhi e chiudendoli, egli cosi ritiene: I sensi si muovono tra gli oggetti dei sensi (V,8-9).

I grandi Elementi, lahamkra, buddhi ed anche limmanifesto, i cinque organi di senso ed i cinque di azione, la mente, i cinque campi sensoriali, Il desiderio, lavversione, il piacere, il dolore, lorganismo, lintelletto, la continuit; questi in breve costituiscono il Campo e le sue trasformazioni. Conosci Me come il Conoscitore del Campo in tutti i Campilo Bhrata (XIII,5-6, 2).

Solo in apparenza lio un soggetto; quando diciamo o pensiamo io, questo un oggetto della nostra mente; il vero soggetto, ammesso che esista, resta inafferrabile, o non sarebbe pi un soggetto. Si potrebbe obbiettare che un soggetto pu conoscere se stesso; ma questo deve restare un puro atto di fede; essendo infatti il soggetto come tale inafferrabile, non c mai modo di confrontarlo con loggetto che dovrebbe essere esso stesso e vedere che sono la stessa cosa; se fossero confrontabili, sarebbero due oggetti. Quindi il soggetto per sempre inafferrabile, ed affermarne lesistenza un puro atto di fede. Quanto al s, dipende dal senso che diamo a questa parola; inteso come sinonimo di io soggetto alla critica sviluppata poco sopra. Inteso come tm, la Vita una, un principio universale, in cui non identificabile alcun io. Il S, il Conoscitore del Campo in tutti i Campi, appare quindi come pura consapevolezza, pura perch lio assente, e con esso egoismo, interesse personale, soggettivit. In questa pura consapevolezza non esistono soggetto ed oggetto, non esiste distanza tra il conoscitore ed il conosciuto; ogni dualit trascesa; conoscere equivale ad essere. tm, quindi, od antm? Come si diceva, una questione di parole. Negare lesistenza di un ego equivale a


Che dunque fa lio? Qual la funzione del s? se questi esistono ma non fanno nulla; se oltre a tutto una illusione quella che produce lio (aham-kra: che crea lio); se nessuna azione parte dal s o dallio, che cosa si riducono ad essere? Distinguiamo intanto ltm (il s) dallaham (lio). Questultimo il prodotto di uno dei poteri (ahamkra) della natura inferiore:
Terra, acqua, fuoco, aria, etere, manas, buddhi, ahamkra: questa lottuplice divisione della mia prakriti. Questa la mia natura inferiore. Conosci ora quella superiore, lelemento della vita, o Mahbhu, da cui luniverso sostenuto (VII,-).

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negare lesistenza del corpo; ma illudersi che esista un io immutabile ed eternamente separato dal resto un equivoco non meno grande. Tutto il soggetto che andiamo discutendo daltronde fonte di equivoci a non finire, e la causa primaria di tali equivoci proprio il senso di un io separato (sakkyaditthi), lidentificazione con questo io cui si d sostanza e permanenza al di l di ogni logica. Si crede ad esempio che affermare linsostanzialit (asvabhva, svabhvashnyat) dellio significhi negare lesistenza dellEgo, e lequivoco alimentato dal fatto che io ed ego sono sinonimi. Ma lEgo, come teosoficamente inteso, un organismo e, comunque, qualcosa di composto (samskrita) e perci condizionato, mutevole, perituro. La Vita, tm, un flusso incessante in cui nulla esiste di immobile, di eternamente identico a se stesso. In sanscrito tm, in greco atmos, in tedesco atmen, sono parole che esprimono concetti simili: alito, vapore, respiro, e questo simbolismo stato adottato da HPB nel passo prima citato dalla Secret Doctrine, dove la Vita Una mostrata nel suo aspetto essenziale di moto perpetuo, di Grande Alito periodico nelle sue manifestazioni regolari, proprio come il respiro nellorganismo umano. Ora forse possiamo intravedere quale enorme struttura dillusione ha costruito lumanit su questo concetto mentale: io. Io sono peccatore, io sar santo, io andr in paradiso, io devo avere questo e quello, io voglio divenire un discepolo, io anelo alla liberazione, io entrer nel nirvana, io morir, io sopravviver, io mi reincarner, io ho fatto questo, io far quello; e la lista di frasi senza senso potrebbe allungarsi allinfinito. Noi riteniamo di essere questo io, e ne facciamo nostre le paure e le brame. Ma cerchiamo di vedere chiaramente, obbiettivamente,
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come stanno le cose; cerchiamo di stanare lio, vediamo se veramente riusciamo ad afferrarlo, a riconoscerlo, ad identificarlo; vediamo che questa cosa con cui ci identifichiamo, di cui ci facciamo schiavi. Questo lo stato di ahamkrairimdhatm (tm ingannato da ahamkra) di cui parla Bhagavadgt III,27. E quando vi un inganno, quale ne il rimedio? Vedere linganno stesso. Ma non possiamo dire a noi stessi: io un giorno vedr linganno e sar libero, perch ci fa parte dellinganno. Ma vedendo ci abbiamo visto linganno, che quindi scompare. E la scomparsa dellinganno significa che la verit non pi celata od offuscata. Qui vediamo come la verit non sia qualche vasta conoscenza accessibile allio, ma la Vita stessa quando ogni inganno sia rimosso. In altre parole, la frase ipotetica: io conosco la verit una menzogna, poich la verit non accessibile ad una entit illusoria. Che senso hanno tante frasi paradossali che troviamo nei testi mistici? Possiamo congetturare che si cerchi di farci comprendere come sia la vita, la verit, quando si sia dissolta lillusione prodotta da ahamkra, ci che allio appare come la morte, la fine di tutto. Rinunzia alla tua vita se vuoi vivere dice La Voce del Silenzio in una frase che lio interpreta volentieri come riferentesi a qualche grande ed eroica abnegazione in cui egli possa perpetuare se stesso nel compiacimento di s. Lio abilissimo in questi trucchi che gli assicurano la vita sotto unapparenza contraria. E che vuol dire tu non potrai percorrere il sentiero prima di essere diventato il sentiero stesso? Finch lio immaginer se stesso come intento a percorrere un sentiero, non si uscir dai limiti dellio, dellillusione, e non si percorrer sentiero alcuno. Perci detto anche: La via che conduce alla libert finale dentro il tuo S. Questa via comincia e finisce fuori del
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S (cio il S inferiore, personale). Cessando lio cessa la separazione, e cessando la separazione resta lunit. in fondo una cosa semplice, almeno da capire. Questa unit non qualche meraviglioso stato mistico in cui sia dato allio di immergersi a sua maggior gloria; la scomparsa pura e semplice della illusione-io, e non lannullamento, non la fine: la vita trovata con la perdita della vita. Come dice la Isha Upanishad:
yasmin sarvi bhtny tmaivbhd vijnata| tatra ko moha ka oka ekatvam anupayata||7||

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DAL DIARIO DI UN ERETICO La ricerca della Verit Non da ora cammino su questa mia strada alla ricerca della Verit, perch questa lingiunzione costante: Cercate la Verit. E che sarebbe la vita se non vi fosse una Verit? Ma ecco che dopo tanto camminare mi arresto e mi chiedo: Che cosa vuoI dire cercare la Verit?. Se io so gi che cosa la verit, quale la Verit, non ho bisogno di cercarla. Se non lo so, come potr trovarla, come potr riconoscerla quando la vedr? Qualcuno potrebbe certo dirmi: Ecco, quella la Verit. Ma se ci bastasse, avrei gi la Verit dalla parola di un altro, non avrei pi bisogno di cercarla. Ed ancora, come posso sapere se le parole di quellaltro sono veritiere? Solo confrontandole con la Verit, che per non conosco ancora. Se la conoscessi, non avrei bisogno di indicazioni; se non la conosco, le parole di un altro sono prive di senso; potrebbero essere vere, potrebbero non esserlo. Che cosa dunque la ricerca della Verit? un insieme di parole che suonano alte, ma sono vuote in se stesse. Non si pu cercare la Verit. La ricerca della Verit la negazione della Verit. Cercare la Verit significa creare lillusione. Ma quando questa illusione si dissolve la Verit , e basta guardarla.

E per tradurre degnamente le parole di questa lingua divina dobbiamo parafrasare: laddove il S che vita (tm, lalito incessante, la corrente che mai si arresta in alcuna parte del suo corso) divenuto (abhd) tutti gli esseri che divengono (sarvni bhtni), ivi, per chi capace di seguire con la propria visione (anupashyatah) lunit (ekatvam, che quindi non un concetto statico, perci sinonimo di tm), quale confusione (moha) vi pi, quale dolore (shoka)? E dov pi la morte? Io morr, lo sappiamo, una illusione, perch che cosa si pu dire, che abbia un senso veritiero, di una illusione? E cos scompaiono tutti i terrori, le ambizioni, le speranze di cui lio nutre se stesso, mentre acquista importanza assoluta listante presente. E lazione (karma) dellistante presente determina la direzione del flusso di vita (bhta) dellistante successivo. E se lio assente vi azione pura, senza pensiero per i frutti dellazione; quindi lio cessa di generare se stesso mediante unazione interessata, e la vita scorre libera.

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Stampato in proprio. Aprile 2008

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