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CESVE Servizi

Informatici Bancari S.p.A.

Standard di configurazione delle postazioni


di lavoro presso la filiale di emergenza
Premessa

Il presente documento ha lo scopo di fornire uno standard per la creazione, configurazione e


utilizzo delle postazioni di lavoro (di seguito PDL) presso la filiale di emergenza di CESVE
Servizi Interbancari S.p.A. (di seguito Cesve). Si prendono in considerazione, sia per le banche
con struttura tradizionale che terminal server, i software utilizzati, fornendo le modalità di
installazione e configurazione e creando uno standard di nomenclatura. Vengono inoltre
identificati i compiti e lavori preliminari a carico delle banche al fine di rendere operativa la filiale
di emergenza nelle situazioni di test di disastro e disastro.
La filiale di emergenza sarà identificata come “filiale 95”.
Nell’appendice A sono contenuti gli standard di denominazione delle sessioni e dei PDL.
Nell’appendice B è presente lo schema da compilare, a carico delle BCC, con i dati (sessioni, ruoli
utenti,..) relativi alle singole postazioni di lavoro presenti presso la filiale di emergenza.

Con la denominazione “PDL fisico” si intende quell’apparecchiatura (desktop, latptop, wbt)


presente presso la filiale di emergenza e che viene utilizzata per effettuare un collegamento di tipo
RDP ai server terminal (in caso di BCC terminal) o a posti di lavoro virtualizzati sui server
VMWare di CESVE (in caso di Banca tradizionale). Tali postazioni non hanno installato nessun
applicativo.
Per “PDL virtuali” si intendono le postazioni di lavoro virtuali preconfigurate che ricreano la
postazione di lavoro della Banca e che verranno utilizzate dagli utenti delle BCC in architettura
tradizionale. Tali postazioni hanno installato tutti gli applicativi necessari al normale
funzionamento della postazione di lavoro della Banca, relativamente alle funzionalità garantite in
fase di disastro.

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Gestione degli applicativi e delle periferiche

Personal Communication - Architettura terminal server

La Banca con architettura terminal server dovrà provvedere alla creazione sul proprio ambiente,
delle sessioni correttamente nomenclate secondo lo standard riportato in Appendice A. Ciò
significa creare i profili con i nomi delle macchine di disastro, contenenti le sessioni 5250 e 3270.
Tipicamente ciò viene eseguito tramite script presenti c/o la Banca.

Sarà inoltre necessario da parte della Banca richiedere a Phoenix la creazione delle medesime
sessioni lato AS400, tramite apposita richiesta di assistenza. Essendo i diritti applicativi legati
all’utente, non sarà necessario nessun tipo di configurazione preventiva su tali sessioni.

Per la sessione di stampa 3270 sarà necessario, da parte della BCC, identificare nel range di
sessioni fornito da Phoenix, una o piu’ sessioni 3270 disponibilii per il disastro. Tali sessioni
possono essere anche utilizzate giornalmente presso la sede e, in caso di test o disastro,
saranno“girate” sulla filiale di emergenza. Ricordiamo che l’associazione dei profili di stampa lato
3270 avviene a livello utente. Tale configurazione potrà essere effettuata solo quando si conoscerà
l’effettivo nome dell’utente che utilizzerà il PDL.

I dettagli di configurazione (stampante predefinita, print host transform) possono essere eseguiti da
parte del personale Cesve all’atto della creazione delle sessioni standard.

Personal Communication - Architettura tradizionale

Per l’architettura tradizionale la Banca deve compilare l’apposito modulo presente in Appendice
B. Ciò permetterà a Cesve di configurare preventivamente le macchine virtuali con la corretta
nomenclatura delle sessioni 5250.

Sarà inoltre necessario da parte della Banca richiedere a Phoenix la creazione delle medesime
sessioni lato AS400, tramite apposita richiesta di assistenza.

Per le sessioni di stampa 3270 vale lo stesso discorso fatto per la sessione terminal server.

I dettagli di configurazione (stampante predefinita, print host transform) saranno eseguiti da parte
del personale Cesve all’atto della creazione delle sessioni standard.

Lotus Notes – Architettura terminal server

Il funzionamento del software Lotus Notes in ambiente terminal server non prevede nessun tipo di
configurazione da parte del personale CESVE. Dato che l’ambiente della Banca viene ricreato
specularmente presso il datacenter DeltaDator, il collegamento alla sessione terminal server può
avvenire senza implicazioni sul funzionamento del software Lotus Notes; ciò indipendentemente
dal fatto che i file ID di identificazione degli utenti siano posti in una cartella comune condivisa
che nel profilo locale dell’utente. Qualunque utente utilizzi il PDL, infatti, accederà tramite il
proprio utente Windows direttamente al proprio profilo, comprendente la propria configurazione
di Lotus Notes.

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Lotus Notes – Architettura tradizionale

La configurazione del software Lotus Notes in caso di Banca con architettura tradizionale e’ legata
al nome dell’utente che utilizzerà la postazione; è cioè necessario avere a disposizione il file ID
che l’utente utilizza abitualmente per il collegamento. Per questo motivo:
- il software Lotus Notes e’ caricato sui PDL virtuali ma non configurato; la configurazione
potrà avvenire solo nel momento in cui si verrà a conoscenza dell’identità dell’utilizzatore.
- La Banca dovrà provvedere a centralizzare tutti gli ID Notes del proprio personale in una
cartella condivisa sul server. Ciò permetterà di raggiungere, in maniera certa, il file ID
dell’utente in caso di disastro.

Microsoft Office – Architettura terminal server

Nessuna modifica o configurazione è richiesta alla Banca o al personale CESVE. Il software


Microsoft Office sarà esattamente quello presente sui server terminal della Banca.

Microsoft Office – Architettura tradizionale

Sui PDL virtuali forniti da CESVE e’ installato Microsoft Office 2003 Standard in modalità
completa. Ciò garantisce l’utilizzo degli applicati Word, Excel e Powerpoint. Eventuale possibilità
di utilizzo di componenti aggiunti (Access,….) va concordata con CESVE.

Stampanti

Indipendentemente dall’architettura della Banca, sul PDL fisico saranno installate le stampanti
locali (su LPT1):
- Generica (con driver “Generica/Solo Testo”)
- IBM Proprinter (con driver “IBM Proprinter”)
- Laser (con driver “HPLaserJet 4”)

In caso di ambiente tradizionale le printer locali verranno redirette sull’ambiente virtuale. Per
evitare inconvenienti legati ai nomi dei driver in fase di redirezione, si consiglia, sui PDL fisici,
l’utilizzo di driver nativi Microsoft.
In caso di struttura terminal la redirezione avverrà attraverso i server terminal.

Sarà inoltre presente una printer di rete. Sui Pdl fisici la stampante andrà configurata per stampare
direttamente su una porta IP. Per la redirezione e l’utilizzo nei vari ambienti valgono le stesse
considerazioni fatte per le printer locali.

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Considerazioni sui PDL

PDL Fisici

Sono i pc (laptop o desktop) o wbt presenti presso la filale di emergenza. Possono essere utilizzati
per connettere l’utente ad un server terminal server (struttura terminal) oppure ad una macchina
virtuale, il PDL virtuale (struttura tradizionale) che emula il pc presente presso la Banca.

La configurazione IP del PDL fisico viene impostata una sola volta e può rimanere invariata
indipendentemente dalla Banca che utilizza il PDL.

PDL Virtuali

Sono macchine virtuali con sistema operativo Windows XP, presenti sui server VMWare di
CESVE e che, preventivamente configurati, ricreano la macchina tipo presente presso la Banca in
struttura tradizionale.

La configurazione IP delle macchine virtuali può essere preimpostata con indirizzi IP del range
assegnato da CESVE alla singola Banca. All’interno del range, come standard, poniamo di
dedicare gli IP pari ai PDL fisici e gli IP dispari ai PDL virtuali. Ad esempio:

Indirizzo IP Nome PC Descrizione

10.75.119.226 - - 9501 PDL fisico


10.75.119.227 tc9501 PDL virtuale (da attivare sul PDL fisico --9501)

La configurazione IP dei PDL fisici deve seguire l’esempio delle pagine seguenti (gli IP riportati
costituiscono un esempio e vanno adeguati alla singola Banca):
tc = targa cassa

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Risorse di rete > Tasto Dx > Proprietà:

Impostazione di IP, subnet mask, default gateway e srever DNS

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Impostazione dei suffissi DNS

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Impostazione server WINS

I dati relativi a server DNS e WINS dovranno essere forniti dalla Banca nel modulo descritto
nell’Appendice B.

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Sui PDL virtuali va inoltre abilitata la possibilità di connessione remota.
Risorse del computer > Tasto Dx > Proprietà
Selezionare “Consenti agli utenti di connettersi in remoto al computer”.
Cliccare “Seleziona utenti remoti”

Cliccare “Aggiungi”

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Aggiungere il gruppo di utenti “Domain Users”

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Appendice A – Standard Nomenclature Sessioni e PDL

Standard nomi sessioni 5250

- Sessione Video 5250:

tcT95xy dove:

tc targa cassa
T lettera fissa che identifica il terminale video
95 cifra fissa che identifica la filiale 95
x lettera variabile da assegnare con la seguente logica:

O per uffici organizzazione e ced


J per ufficio fidi
T per ufficio titoli
P per ufficio portafoglio e contabilità
W per uffici amministrativi,direzione, segreterie e risk controller

y lettera variabile progressiva da A a Z.

- Sessione stampante 5250:

tcP9501 dove:

tc targa cassa
P lettera fissa che identifica l’emulazione stampante
95 cifra fissa che identifica la filiale 95
01 numero variabile progressivo da 01 a 99.

Standard nomi PDL fisici

Lo standard di nomenclatura per PDL fisici e’ il seguente:

- - 9501 dove:

-- i due caratteri --, sono stati scelti per non utilizzare caratteri alfabetici che potevano
risultare in conflitto con una targa cassa esistente.
Per BCC in struttura tradizionale non e’ necessario modificare questo nome pc.
Per BCC con struttura terminal server, i caratteri “—“ vanno sostituiti con l’effettiva targa
cassa. I nomi pc risultanti dovranno corrispondere a quelli creati dalla Banca all’interno
dell’infrastruttura terminal.
95 cifra fissa che identifica la filiale 95.
01 numero variabile progressivo da 01 a 99.

Il nome della macchina fisica andrà modificato di volta in volta in base alla Banca che effettuerà il
test di disastro o che si presenterà per il disastro.

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Standard nomi PDL virtuali

Lo standard di nomenclatura per PDL virtuali e’ il seguente:

tc 9501 dove:

tc targa cassa
96 cifra fissa che identifica la filiale 95.
01 numero variabile progressivo da 01 a 99.

Possono essere create tante macchine virtuali quante sono le effettive macchine richieste da tutte le
Banche con struttura tradizionale tramite l’apposito modulo descritto in Appendice B. Verranno
avviate di volta in volta le macchine relative alla Banca che effettuerà il test di disastro o che si
presenterà per il disastro.

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Appendice B – Modulo caratteristiche PDL

Nella presente sezione si vuole definire un modulo standard da compilare a carico della Banca, al
fine di configurare preventivamente l’ambiente di disastro. Il modulo contiene le seguenti
informazioni:

- Indirizzo IP del/dei server DNS


- Indirizzo IP del/dei server WINS
- Posizione dell’ID Notes dell’utente (previa centralizzazione su file server centrale)

Lista delle postazioni da attivare presso la filiale di emergenza, completa di:

- Nome PC
- Sessioni 5250 video e stampanti associate
- Sessioni stampante 3270 (ove utilizzata)
- Ruolo dell’utente che utilizzerà il PDL

La seguente tabella rappresenta un esempio:

NOME Sessione Sessione Sessione Sessione Sessione Sessione Ruolo


PC 5250 5250 5250 5250 5250 3270 Printer
Video 1 Video 2 Video 3 Video 4 Printer

tc9501 tcT95OA tcT95OB tcP9501 Ced


tc9502 tcT95OC tcT95OD tcP9502 Organizzazione
tc9503 tcT95JA tcT95JB tcT95JC tcT95JD tcP9503 FCtcP17 Fidi
tc9504 tcT95TB tcT95TA tcP9504 Titoli
tc9505 tcT95WA tcT95WB tcP9505 Direzione
tc9506
tc9507
tc9508
tc9509
tc9510
tc9511
tc9512
tc9513
tc9514
tc9515
tc9516
tc9517
tc9518
tc9519
tc9520

Per il modulo completo si faccia riferimento al file “Modulo PDL DR.xls” allegato a questa
documentazione.

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