Sei sulla pagina 1di 12

Fratto, fratto, fratto . . .

Matteo Gasparotto Maggio 2012

Avevo promesso un po di tempo fa che avrei scritto degli appunti sulle frazioni continue ed ora, nalmente, riesco a buttare gi` qualche riga. Ad esu sere sincero ho trovato talmente tanto materiale in rete che ho dovuto resistere alla tentazione di pubblicare un post con i link ai documenti, vista anche la qualit` dei lavori, ma alla ne ho preferito mettermi alla tastiera, se non altro a per prendere maggiore condenza con largomento in prima persona. Ecco quindi quello che ` venuto fuori. e

Cera una volta . . .


Lintroduzione delle frazioni continue come strumento matematico pu` essere o ssata ucialmente nel 1693, anno in cui Pietro Antonio Cataldi pubblica il Trattato del modo brevissimo di trovare la radice quadrata dei numeri : riprendendo alcune idee, accennate e non sviluppate, di Raaele Bombelli (autore dellAlgebra, Bologna 1572 e 1579) Cataldi illustra una procedura per calcolare il valore di radici quadrate calcolando iterativamente delle frazioni. Altri cenni si ritrovano in un commento del manuale di aritmetica si Simon Stevin ad opera di Albert Girard (1590-1633), ma per trovare il termine esplicito frazione continua dobbiamo aspettare lArithmetica nitorum di John Wallis (1617-1703). Nei secoli successivi diedero contributi fondamentali, legati soprattutto alle relazioni tra frazioni continue e radici di equazioni polinomiali, molti illustri matematici come Huygens, Eulero e Lagrange e poi ancora Lambert, Galois, Gauss e Jacobi. E interessante osservare che anche se le frazioni continue vennero studiate e formalizzate soprattutto tra il sedices1

imo ed il diciassettesimo secolo, alcune concetti simili, anche se in forma embrionale, erano gi` nellaria da diverso tempo. Teone di Alessandria, in un a commento allAlmagesto di Tolomeo, o Aryabhata nellAryabhatiya del 499, utilizzano calcoli molto simi alle frazioni continue. Anche Fibonacci nel suo Liber Abbaci fornisce alcuni spunti che puntano alle frazioni continue, idee riprese dallarabo Abul Hasan Alkalsadi,in un trattato di aritmetica pubblicato nel 1463, e da Luca Pacioli (1445-1515 circa). La storia delle frazioni continue ` ampia, soprattutto se consideriamo che ulteriori sviluppi possono e sempre presentarsi, come dimostrano alcune recenti applicazioni delle matrici allo sviluppo in frazione continua, e ci da lidea di quanto interesse sia stato destato nei secoli da questi curiosi oggetti (matematici).

Frazione s` ma perch continua? , e


Una frazione ` un oggetto semplice che tutti impariamo a conoscere sui banci e di scuola: un numero dallaltisonante nome di Numeratore (e non Nominatore come sostengono molti studenti!), un lineetta ed un altro numero dallancor 3 N umeratore pi` esoterico nome di Denominatore, una cosa come 4 ( Denominatore appunto). u Semplice ma soprattutto nito: come potrebbe continuare? Forse il modo migliore per capirlo e veder nascere una frazione continua partendo da un numero decimale, magari limitato per non complicarci la vita. Consideriamo il numero 3, 14159 (vi ricorda qualcosa?) e separiamo la parte intera dalla parte frazionaria (i decimali) utilizzando le funzioni Parte Intera e Mantissa: Parte Intera: Mantissa: : R Z 3, 14159 = 3 {} : R [0, 1] {3, 14159} = 0, 14159

Il numero iniziale pu` essere riscritto in questo modo: o 3, 14159 = 3, 14159 + {3, 14159} = 3 + 0, 14159 e se osserviamo che n, n = 1
1 n

0, 14159 =

1
1 0,14159

1 7, 062645667

allora otteniamo 3, 14159 = 3 + 0, 14159 = 3 + 1 1 =3+ 7, 062645667 7 + 0, 062645667

Vediamo gi` comparire una parte frazionaria e, applicando nuovamente queste a operazioni al numero 0, 062645667, notiamo come tale frazione cominci ad allungarsi verso il basso: 1 = 15, 96279596 0, 062645667 1 0, 062645667 = 15 + 0, 96279596 1 3, 14159 = 3 + 1 7+ 15 + 0, 96279596 Quella che abbiamo appena costruito ` una frazione continua, ovvero un e oggetto di questo tipo: a = a0 + a1 + a2 + a3 + 1 1 1 1 . a4 + . .

che per comodit` di notazione indicheremo con la pi` semplice scrittura a u a = a0 + a1 + a2 + a3 + 1 1 1 1 . a4 + . . = [a0 ; a1 , a2 , a3 , a4 , ]

I valori a0 , a1 , a2 , a3 , sono tutti interi e vengono chiamati quozienti parziali. I numeratori possono anche assumere valori non unitari, dando origine alle 3

frazioni continue generalizzate: a = a0 + a1 + a2 + a3 + b1 b2 b3 b4 . a4 + . .

Nel caso di frazioni continue generalizzate la notazione precedente non ` e pi` applicabile, ma esistono notazioni analoghe, meno utilizzate, che possono u essere utilizzate allo scopo: a = a0 + a = a0 + a = a0 + a = a0 + 1| 1| 1| 1| + + + + |a1 |a2 |a3 |a4 b1 | b2 | b3 | b4 | + + + + |a1 |a2 |a3 |a4 1 1 1 1 a1 + a2 + a3 + a4 + b1 b2 b3 b4 a1 + a2 + a3 + a4 + (ordinaria) (generalizzata) (ordinaria) (generalizzata)

Lesempio con il quale abbiamo lavorato prevedeva il calcolo della frazione continua per unapprossimazione di troncato al quinto decimale. Se continuassimo con i calcoli ci` che otterremmo sarebbe 3, 14159 = [3; 7, 15, 1, 25, 1, 7, 4]: o poich il decimale ` limitato, anche la frazione continua lo `; daltro canto e e e possiamo applicare le frazioni continue anche a decimali illimitati, ricavando, ovviamente, frazioni continue illimitate. A titolo di esempio ecco alcune frazioni continue di , e si noti come le frazioni continue generalizzate forniscano sviluppi con una certa periodicit`: a = [3; 7, 15, 1, 292, 1, 1, 1, 2, 1, 3, 1, ] = 4 12 32 52 72 1+ 2+ 2+ 2+ 2+ 4

4 12 22 32 42 1+ 3+ 5+ 2+ 9+ 12 32 52 72 92 6+ 6+ 6+ 6+ 6+

=3+

Unaltra strada
Possiamo provare a costruire lespansione in frazione continua anche di numeri razionali scritti sotto forma di frazione (non chiedetevi ora il perch, e facciamolo e basta). Consideriamo allora il numero 47 . I numeri razionali 16 nascono anche dallesigenza di gestire la divisione tra numeri, quindi possiamo pensarli come il risultato di una operazione di divisione tra interi 47 16 ma ` anche vero che in Z ` sempre possibile la divisione con resto: e e n r n > m Z, q, r Z, r < m|n = q m + r =q+ m m Se mettiamo assieme le due cose e le applichiamo al nostro caso, otteniamo: 47 : 16 = 15 47 15 =2+ 16 16 16 Il primo passo ` fatto: ci basta ricordare che e 47 : 16 = 2 + 1 15 = 16 16 15 per ritrovarci in una situazione analoga alla precedente a cui applicare nuovamente la divisione con resto: 16 1 =1+ 15 15 e dunque: 1 1 47 15 =2+ =2+ =2+ 16 16 16 1 1+ 15 15 5

47 In conclusione: 16 = [2; 1, 15]. Per la determinazione della frazione continua abbiamo semplicemente applicato lalgoritmo euclideo per il calcolo del massimo comune divisore tra due numeri interi, ottenendo ad ogni passo un termine della frazione continua. Inoltre, dati due numeri interi a e b lespansione di a termina proprio b con M CD(a, b), tuttavia per mantenere lunicit` dellespansione se a e b a sono relativamente primi si preferisce sostituire a = [a0 ; a1 , , an , 1] con b a b = [a0 ; a1 , , an + 1].

Sempre pi` in alto! u


Consideriamo nuovamente due numeri interi positivi, a < b; per lassioma di ArchimedeEudosso per due qualsiasi valori (reali) esiste un numero naturale m per cui vale m a > b; sia inoltre m0 il pi` piccolo tra tali m. Osserviamo u che esiste d0 < b tale che m0 a = b+d0 , perci` applicando la divisione euclidea: o m0 a = b + d0 m0 a : b = 1 + 1+ a:b= d0 b d0 b

m0 d0 1+ a b = b m0

La frazione db0 , come a , ha il denominatore maggiore del numeratore, pertanto b anche in questo caso esiste un altro naturale m1 tale che m1 d0 > b, perci` o d1 1+ d0 b = b m1 1+ a = b 1+ d1 b

m1 m0

ed iterando il ragionamento possiamo ottenere una frazione continua, ma questa volta ascendente: 1+ a = b 1+ 1 + m2 1 1 1 m1 = + + + m0 m0 m0 m1 m0 m1 m2

Per questo tipo di frazioni continue ` molto bello lo sviluppo del numero di e Nepero: nonostante il suo valore decimale, che grazie a Wikipedia ammiriamo con ben 55 cifre decimali, si presenti privo di strutture ripetitive e = 2, 7182818284590452353602874713526624977572470936999595749 . . . in forma di frazione continua ascendente presenta uninaspettata regolarit` a 1+ 1+ 1+ e=2+ 2 3 1 + 5 4 =2+

1 1 1 1 + + + + 2 23 234 2345

Diciamo che ho capito, ma cosa me ne faccio?


Linteresse destato dalle frazioni continue non pu` certamente essere solo di o natura estetica, una bella frazione di frazione di frazione di frazione e via cos` perci` cosa si cela dietro queste torri di numeri? , o

Duri e puri
A livello squisitamente matematico ` molto soddisfacente possedere degli ale goritmi, delle rappresentazioni e delle notazioni adeguate a fornire approssimazioni di numeri reali, estendendo le possibilit` oerte da serie innite e proa duttorie, utilizzando unaltra operazione aritmetica, la divisione. Ritrovare poi lalgoritmo di Euclide in applicazioni e sviluppi di secoli pi` recenti ` u e sempre emozionante (non sto scherzando: poche discipline possono vantarsi di questo). Ma ancora questo non basta ed allora: 7

Proposizione 1 I quozienti parziali della rappresentazione in frazione continua di numeri reali forniscono unapprossimazione che, in certi termini, ` e la migliore possibile. Per metterla in termini pi` chiari, torniamo allesempio del nostro quasiu pi-greco 3, 14159 e proviamo ad approssimare questo valore troncando alcuni decimali, dopodich facciamo la stessa cosa troncando per` i quozienti parziali e o della sua espansione in frazione continua e mettiamo a confronto gli errori (relativi) commessi rispetto al valore reale. Troviamo tutto nella tabella 1. Troncamento decimale 3 3,1 3,14 3,141 3,1415 r,t 4,5% 1,3% 0,05% 0,02% 0,003% r,f c 4,5% 0,04% 0,002% 9 105 % 3 106 % Quoziente parziale [3] [3; 7] [3; 7, 15] [3; 7, 15, 1] [3; 7, 15, 1, 25]

Tabella 1: Errori relativi di un semplice troncamento decimale e di quozienti parziali


di una frazione continua per il numero 3, 14159

Come si vede gi` dal secondo quoziente lapprossimazione ` migliore rispetto a e al semplice troncamento, ed inoltre anche senza aver completato lo sviluppo no allultimo quoziente parziale lerrore relativo ` praticamente trascurabile, e almeno per per la maggior parte delle applicazioni pratiche.

Come orologi svizzeri


Volendo cercare unapplicazione concreta per le frazioni continue, possiamo rivolgere lo sguardo verso la meccanica degli orologio, ovvero allingegneria legata agli ingranaggi di macchine meccaniche. In questo tipo di macchinari solitamente vi sono molte ruote dentate, di dimensioni diverse, che regolano i movimenti e le funzionalit` dellapparecchio. Ogni singolo movimento di a una macchina di questo tipo ` legato ad un qualche ingranaggio, cio` una e e ruota con un numero preciso di denti: i rapporti tra i vari ingranaggio, pi` u precisamente tra i denti di ciascuna ruota, sono i responsabili del corretto funzionamento di questi prodigi meccanici. 8

Christiaan Huygens conosceva bene questi meccanismi e li sfrutt` appieno o nella costruzione di un astrolabio. Immaginiamo, per semplicare la cosa, ad un motore che metta in moto un perno centrale al quale sono collegate degli ingranaggi che mettono in moto dei modellini dei pianeti del sistema solare, facendoli ruotare attorno al Sole (nto, ovviamente). Le rivoluzioni simulate devono rispettare quelle reali, pertanto ` necessario rispettare i rapporti tra e i periodi dei vari pianeti. A titolo di esempio consideriamo il caso di Saturno: allepoca si credeva che il suo periodo di rivoluzione fosse di 29,46 anni (mentre oggi sappiamo essere di 29,43), quindi ad un giro completo dellingranaggio di Saturno la ruota della Terra ne avrebbe dovuti fare esattamente 29,46! Ecco allora lidea: determinare lespansione di 256,45 in frazione continua e quindi scegliere la ridotta (solo un altro nome per indicare un troncamento dellespansione ad un certo quoziente parziale) che presenta la migliore realizzabilit`. Non dobbiamo scordare che lobiettivo ` la costruzione di ruote a e dentate per muovere i pianeti, perci` non possiamo avere ingranaggio con o troppi denti o troppo pochi, pena un malfunzionamento generale di tutto il meccanismo. Huygens svilupp` 29,46 in frazione continua, ottenendo da o 29 59 questa le seguenti ridotte: 1 , 2 e 206 . Le prime vennero scartate per ovvie 7 ragioni (ruote con 1 o 2 denti, come gi` detto, non sono molto utili!) ma a la terza non presentava particolari dicolt` costruttive e quindi il gioco era a fatto: un ingranaggio con 206 denti per Saturno ed uno con 7 per la Terra.

Cosa diceva Cataldi?


Se pensiamo che i calcolatori elettronici fecero la loro comparsi solo verso la met` del XX secolo, e che comunque non furono disponibili al grande pubblico a no agli anni settanta dello stesso secolo, non sorprende linteresse che le frazioni continue suscitarono nel buon Pietro Antonio (Cataldi, chi altri?) quando scrisse il suo trattato sul calcolo delle radici quadrate. Disporre di procedure di calcolo semplici (il calcolo di frazioni) con quantit` numeriche a elementari (i numeri naturali) era proprio ci` di cui avevano bisogno scienziati o ed ingegneri sul nire del XVII secolo. Usando un linguaggio moderno, ecco quanto veniva aermata dal Cataldi:

Proposizione 2 Per ogni n naturale se esitono q, r tali che n = q 2 +r allora n=q+ 2q + 2q + 2q + 2q + r r r r r . 2q + . .

Dimostrazione: Sia q 2 il maggiore quadrato minore di n e sia r = n q 2 . Consideriamo n = q 2 + r e poniamo q2 + r = q + da cui = 1 q2 + r q = q2 + r + q r r 1

1 = q + q2 + r 1 r = 1 q+q+ r 2q +

e dunque

1 Iterando la sostituzione si ottiene la frazione continua generalizzata voluta.

n=q+

Quindi ecco un buon metodo per calcolare facilmente approssimazioni di radici quadrate. Prendiamo una radice quadrata, diciamo 31: il pi` grande u 10

quadrato perfetto minore di 31 ` 25, la cui radice ` 5. Allora abbiamo i e e due valori che ci servono per la costruzione della frazione continua: q = 5 e r = 31 25 = 6. Se ci accontentiamo di troncare lespansione al terzo quoziente parziale otteniamo: 31 = 5 + 6 53 5 30 = 5+ 53 = 5+ A questo punto possiamo scegliere se calcolare la frazione corrispondente (cio` e 30 295 e 53 ) oppure calcolare il corrispondente decimale di 53 (cio` ) ed aggiunger lo al 5 gi` in nostro possesso, in entrambi i casi otterremo 31 = 5, 566, a commettendo un errore dello 0,03% circa. Non male, vero? 6 10 + 6 10

Tirando le somme...
Ci sarebbero molte altre pagine da scrivere sulle applicazioni delle frazioni continue e sullinterpretazione che possiamo dare a questi straordinari strumenti di calcolo, ma credo che come introduzione generale allargomento questa decina di facciate possa bastare. Materiale sullargomento se ne trova parecchio e spero di essere riuscito almeno ad incuriosirvi verso queste frazioni che si inabissano ancora e ancora e acnora . . . Alla prossima e buona matematica!

11

Riferimenti bibliograci
[1] F. Santos, Le Frazioni Continue, Universit` degli Studi Roma Tre a [2] G.T. Bagni, Frazioni continue ascendenti e discendenti, Bollettino dei Docenti di Matematica 30 (1995) - pp. 85-90 [3] it.wikipedia.org/wiki/Frazione continua, [5 Maggio 2012] [4] en.wikipedia.org/wiki/Continued fraction, [5 Maggio 2012] [5] it.wikipedia.org/wiki/E (costante matematica), [7 Maggio 2012]

Questopera ` stata rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale e - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia. Per leggere una copia della licenza visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/ o spedisci una lettera a Creative Commons, 171 Second Street, Suite 300, San Francisco, California, 94105, USA.

12