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In copertina

iek e Tsipras al museo Benaki di Atene il 3 giugno 2012 ranea e iniscono con il rinunciare ai loro princpi religiosi pur di sradicare gli aspetti del secolarismo che odiano. Comunque sia, le ronde contro gli immigrati in Grecia non sono il pericolo maggiore, ma solo un corollario della vera minaccia, cio la politica di austerit che ha messo in ginocchio il paese. Il 17 giugno i greci torneranno alle urne, e i leader europei ci ripetono che queste elezioni avranno unimportanza capitale: in ballo non c solo il destino di Atene, ma anche quello di tutta lEuropa. Questi leader si augurano un risultato che possa permettere di portare avanti il doloroso ma necessario processo di ripresa attraverso le misure di austerit. Dal loro punto di vista, lalternativa, cio la vittoria della coalizione di sinistra Syriza, scatenerebbe invece il caos e porterebbe alla ine del mondo (europeo) per come lo conosciamo oggi. I profeti della catastrofe hanno ragione, ma non nel senso che intendono loro. Secondo quelli che criticano il nostro attuale sistema democratico, oggi le elezioni non ofrono una reale possibilit di scelta: siamo chiamati ad assegnare il nostro voto a partiti di centrodestra o di centrosinistra i cui programmi sono pressoch indistinguibili. Il 17 giugno, invece, i greci potranno davvero fare una scelta di campo: da una parte lestablishment (i conservatori di Nuova democrazia e i socialisti del Pasok), dallaltra Syriza.

INVISION/LUzPhOtO

Lultima possibilit
Slavoj iek, The London Review of Books, Gran Bretagna
Per la prima volta i greci possono scegliere un partito alternativo allestablishment politico e inanziario che domina lEuropa
civilt europea dagli immigrati lo fanno con una tale ferocia da rappresentare per questa civilt una minaccia molto pi pericolosa dei musulmani. Con amici come questi, lEuropa non ha bisogno di nemici. Cento anni fa G.K. Chesterton ha ben spiegato il paradosso in cui si trovano gli avversari della religione: Uomini che cominciano a combattere la chiesa per amore della libert e dellumanit iniscono per sacriicare anche la libert e lumanit pur di sconiggere la chiesa. I secolaristi non hanno distrutto le cose divine, ma hanno distrutto le cose secolari, se questo gli di qualche consolazione. Oggi molti paladini della libert sono cos ansiosi di combattere il fondamentalismo antidemocratico che iniscono per rinunciare alla libert e alla democrazia pur di sconiggere il terrore. Se i terroristi sono pronti a radere al suolo questo mondo in nome di un altro mondo, i nostri guerrieri antiterroristi sono pronti a sacriicare la democrazia mossi dal disprezzo per i musulmani. Alcuni di loro amano la dignit umana al punto da essere disposti, per difenderla, a legalizzare la tortura. un ribaltamento del processo in cui i fanatici della religione cominciano attaccando la cultura secolare contempo-

Contro la paura
Come sempre accade quando esiste una reale possibilit di scelta, lestablishment in preda al panico: se farete la scelta sbagliata minacciano ci saranno devastazione, povert e violenza. La semplice ipotesi che Syriza possa vincere ha terrorizzato i mercati globali. Viviamo nei giorni della prosopopea ideologica: i mercati parlano come se fossero persone, esprimono preoccupazione per ci che potrebbe accadere se il futuro governo greco non si dimostrasse disposto a rispettare il programma di rigore iscale e riforme strutturali. Ma i greci non hanno tempo di preoccuparsi di tutto questo: devono pensare alla loro vita quotidiana, che sta peggiorando ino a raggiungere livelli sconosciuti in Europa da decenni. Le minacce dei leader europei sono profezie che si autoavverano. Scatenano il panico, favorendo cos la messa in moto di quegli stessi meccanismi da cui i verti-

rovate a immaginare la scena di un ilm distopico che descrive la nostra societ in un futuro prossimo. notte. Squadre di uomini in uniforme pattugliano le strade del centro di una citt semideserta in cerca di immigrati, criminali e vagabondi. Quando li trovano, li picchiano senza piet. Sembra una fantasia holliwoodiana, e invece la Grecia ai giorni nostri. Il partito neofascista e negazionista Alba doro ha conquistato il 7 per cento dei voti alle elezioni del 6 maggio e a quanto pare gode del sostegno del 50 per cento dei poliziotti ateniesi. Di notte i suoi militanti pattugliano le strade picchiando tutti gli immigrati che gli capitano a tiro: afgani, pachistani, algerini. Cos si difende lEuropa nella primavera del 2012. Quelli che vogliono proteggere la
Internazionale 953 | 15 giugno 2012

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ci dellUnione ci mettono in guardia. Se vincer Syriza, i leader europei sperano che inalmente impareremo la lezione sulla nostra pelle e capiremo cosa succede quando si interrompe il circolo vizioso della mutua complicit tra la tecnocrazia di Bruxelles e il populismo xenofobo. Per questo Alexis Tsipras, leader di Syriza, ha dichiarato in una recente intervista che la sua priorit in caso di vittoria sar quella di combattere il panico: Il popolo sconigger la paura. La gente non soccomber e non si lascer ricattare. La missione di Syriza quasi impossibile, ma la sua voce non quella della follia di estrema sinistra: la voce della ragione che lotta contro la follia dellideologia di mercato. Gli uomini di Syriza sono pronti a prendere in mano la situazione, e hanno superato la tradizionale paura di governare che caratterizza

I greci sono in guerra contro i vertici delleconomia europea


la sinistra. Hanno il coraggio di provare a rimediare agli errori commessi da altri. Per farcela dovranno dimostrare di essere capaci di tenere insieme i princpi e il pragmatismo, la democrazia e la capacit di agire rapidamente e con decisione quando necessario. Se vogliono avere una minima possibilit di successo, avranno bisogno di un forte movimento di solidariet a livello paneuropeo: non solo un trattamento accettabile da parte degli altri paesi, ma anche un sostegno in termini di idee creative, per esempio per la promozione del turismo.

La minaccia dei tecnocrati


Nei suoi Appunti per una deinizione della cultura, T.S. Eliot sottolineava che ci sono momenti in cui lunica scelta possibile quella tra leresia e la non-fede. In altre parole, a volte lunico modo di mantenere in vita una religione provocare una scissione settaria. Oggi lEuropa si trova esattamente in questa situazione. Solo una nuova eresia cio Syriza pu salvare quanto di buono c nel progetto europeo: democrazia, iducia nei popoli, solidariet, uguaglianza. Se Syriza sar sconitta, saremo invece condannati a vivere in unEuropa dai valori asiatici,

che naturalmente non avr nulla a che vedere con lAsia ma sar solo lo specchio della tendenza del capitalismo contemporaneo a calpestare la democrazia. questo il paradosso connaturato al voto libero nelle societ democratiche: il cittadino libero di scegliere, a condizione che faccia la scelta giusta. Qualunque altra scelta (lo abbiamo visto quando gli irlandesi hanno riiutato la costituzione europea) viene trattata come un errore. Per correggere questo errore lestablishment chiede subito che il processo democratico riparta dallinizio. Quando lanno scorso il primo ministro greco Giorgos Papandreou ha proposto un referendum sul piano di salvataggio per la Grecia, lidea stata bollata come assurda. I mezzi dinformazione ofrono due versioni della crisi greca: la versione tedesco-europea (i greci sono irresponsabili, pigri, spendaccioni, evasori iscali e hanno bisogno di essere controllati e di imparare la disciplina iscale) e la versione greca (la nostra sovranit nazionale minacciata dalla tecnocrazia neoliberista di Bruxelles). Quando diventato impossibile ignorare le soferenze del popolo greco spuntata una terza versione: i greci vanno aiutati perch sono vittime di unemergenza umanitaria, come se fosse in corso una guerra o se il paese fosse stato colpito da una calamit naturale. Tutte e tre queste storie sono chiaramente false, ma la terza la pi disgustosa. I greci non sono afatto vittime inermi. Sono uomini in guerra contro i vertici delleconomia europea, e quello di cui hanno bisogno la nostra solidariet, perch la loro battaglia anche la nostra battaglia. La Grecia non uneccezione, ma uno dei tanti banchi di prova per un nuovo modello socioeconomico dalle applicazioni potenzialmente illimitate: una tecnocrazia depoliticizzata in cui banchieri e altri saggi demoliscono ogni forma di democrazia. Se riusciremo a salvare la Grecia dai suoi presunti salvatori, avremo salvato anche lEuropa. u as Slavoj iek un ilosofo e studioso di psicoanalisi sloveno. Il suo ultimo libro Dalla tragedia alla farsa (Ponte alle grazie 2010).

un messaggio politico coerente. Il 13 maggio, quando stato chiaro che non sarebbe stato possibile formare un governo, Syriza ha riunito il comitato centrale del partito (composto da 120 persone) nella sala da ballo di un albergo non lontano dalla sua sede. Dal giorno delle elezioni, negli uici del partito non si fa che pianiicare strategie e organizzare incontri con giornali e tv. Stiamo cercando di trasformare i nostri valori politici fondamentali in proposte concrete, spiega Yiannis Bournos, che fa parte del comitato centrale. Invece di limitarsi a ripetere slogan sulla riforma democratica del isco, i dirigenti del partito stanno cercando di capire concretamente come tassare i redditi pi alti. un lavoro pi complicato di quanto ci aspettassimo, ammette Vassilis Primikiris, un altro membro del comitato. Pochi delegati indossano un completo o la cravatta. Il catering consiste in torte fatte in casa e una carafa di caf poggiata su un tavolino vicino alla porta. Tsipras arriva con pi di unora di ritardo, facendosi largo tra i giornalisti e accompagnato da un paio di assistenti. Mentre raggiunge il fondo della stanza saluta i sostenitori con due baci sulle guance. Quando parla, quasi si protende verso il pubblico con un sorriso; quando i suoi interlocutori gli rispondono, contorce le labbra in una smoria di concentrazione. Dal suo discorso chiaro che si considera un candidato estraneo allestablishment, ma anche che sa di essere il favorito. I nostri avversari hanno cercato di metterci ai margini del sistema politico, spiega Tsipras. Ma gli elettori hanno scelto di portarci al centro. Calibra con attenzione il ritmo delle parole. Stanno provando a far passare lidea che le elezioni saranno un referendum sulleuro. Anche secondo noi saranno un referendum, ma sul memorandum, dice, riferendosi agli accordi sul debito. Alza la voce solo raramente. Ma quando lo fa lascia trasparire tutte le sue ambizioni. Chiediamo al popolo un mandato chiaro per sovvertire questa politica dellinfelicit. Il nostro obiettivo una vittoria netta.

Ideologia e realismo
Tsipras fa politica da quando aveva 15 anni. Si iscritto allassociazione giovanile del Partito comunista greco (Kke) alla ine degli anni ottanta, su consiglio di alcuni studenti pi grandi che lo avevano sentito parlare durante unassemblea scolastica e avevano riconosciuto il suo talento. I politici greci urlano e strepitano, ma Tsipras non mai stato cos, ricorda Panos PapaInternazionale 953 | 15 giugno 2012

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