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Compendio di diritto commerciale e dei titoli di credito

Le categorie dimprenditori Esistono diversi tipi dimprese e dimprenditori, che si distinguono in base: 1. Alloggetto: a. Imprenditore commerciale b. Imprenditore agricolo 2. Alla dimensione: a. Piccolo imprenditore b. Imprenditore medio-grande 3. Alla natura dellimpresa: a. Impresa individuale b. Societ c. Impresa pubblica Tutti gli imprenditori sono parimenti assoggettati allo statuto generale dellimprenditore che comprende parte della disciplina dellazienda, della concorrenza e dei consorzi. Limprenditore commerciale non piccolo assoggettato a un ulteriore e specifico statuto. La nozione generale dimprenditore contenuta allarticolo 2082 c.c.: E imprenditore colui che esercita unattivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi. Requisisti minimi sono dunque: a. Lattivit intesa come serie coordinata di atti. b. Lo specifico scopo inteso come la produzione di beni o servizi. c. Le specifiche modalit di svolgimento (organizzazione, economicit, professionalit). controverso se siano indispensabili, per quanto lorientamento dottrinario sia di parere negativo: 1. La liceit dellattivit svolta. 2. Lo scopo di lucro. 3. La destinazione al mercato dei beni o servizi prodotti. Lattivit produttiva Limpresa unattivit finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi. Non impresa lattivit di mero godimento (es., la locazione dimmobili). impresa, invece, il godimento di beni preesistenti e la produzione di nuovi beni o servizi (es., la compravendita di strumenti finanziari con scopo dinvestimento o speculazione). La qualit dimprenditore riconosciuta anche allimprenditore che svolga attivit produttiva illecita, ovvero contraria a norme imperative, ordine pubblico, buon costume. Nei casi pi gravi sar loggetto stesso dellattivit a essere illecito. Lorganizzazione Non concepibile attivit dimpresa senza limpiego coordinato dei fattori produttivi capitale e lavoro proprio e/o altrui. Tuttavia, la qualit dimprenditore non potr essere negata sia quando lattivit sia esercitata senza lausilio di collaboratori, sia quando il coordinamento degli altri fattori produttivi (capitale e lavoro proprio) non si concretizzi nella realizzazione di un complesso aziendale. Sar comunque necessaria leterorganizzazione, in mancanza della quale si avr semplice lavoro autonomo non imprenditoriale. Leconomicit Limpresa attivit economica. dunque necessario che lattivit produttiva sia svolta con metodo economico, ovvero con modalit che consentano la copertura dei costi con i ricavi. sufficiente che lattivit sia svolta secondo modalit tendenti al pareggio fra costi e ricavi (metodo economico) o ulteriormente necessario che le modalit di gestione tendano alla realizzazione di ricavi eccedenti i costi (metodo lucrativo)? Dai dati legislativi emerge la sufficienza del solo metodo economico, in quanto la nozione dimprenditore nozione unitaria, comprensiva sia dellimpresa privata sia dellimpresa

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pubblica, la quale tenuta semplicemente a operare secondo criteri di economicit non necessariamente preordinati alla realizzazione di un profitto. La professionalit Significa esercizio abituale e non occasionale di una data attivit produttiva. La professionalit non richiede che lattivit imprenditoriale sia svolta in modo continuato e senza interruzioni (es., attivit stagionali), e nemmeno che quella dimpresa sia lattivit unica o principale. Limpresa si pu anche avere quando si opera per il compimento di un unico affare, e questo richieda lutilizzo di un apparato produttivo complesso. Le professioni intellettuali I liberi professionisti non sono mai in quanto tali imprenditori. Larticolo 2238 c.c. stabilisce, infatti, che le disposizioni in tema dimpresa si applicano alle professioni intellettuali solo se lesercizio della professione costituisce elemento di unattivit organizzata in forma dimpresa. I professionisti non sono imprenditori per libera scelta legislativa, a cagione della particolare considerazione sociale che tradizionalmente circonda le professioni intellettuali. Scelta, ormai, anacronistica, in quanto lattivit dei professionisti attivit produttiva di servizi, di regola condotta con metodo economico e anzi a scopo di lucro, e la quale comporta limpiego di capitali e altrui prestazioni lavorative. Limprenditore agricolo 2135 c.c. La formulazione originaria dellarticolo definiva limprenditore agricolo come colui dedito alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, allallevamento del bestiame e alle attivit connesse. Ne discendeva una distinzione tra attivit agricole essenziali e attivit agricole per connessione. Allo stato attuale, il progresso tecnologico consente di ottenere prodotti merceologicamente agricoli con metodi che prescindono del tutto dallo sfruttamento della terra e dei suoi prodotti (es., coltivazioni artificiali o fuori terra). La dottrina e la giurisprudenza si sono divise sulla definizione dimpresa agricola, tale da far emergere due correnti di pensiero in merito a ci che possa essere definito attivit agricola: Ogni forma di produzione basata sullo svolgimento di un ciclo biologico naturale. Rilievo anche al modo di produzione tipico dellagricoltore. La recente riforma con la l. 228/2001 ha privilegiato la prima impostazione: Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attivit dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. In base alla nuova nozione, danno vita a impresa agricola anche le coltivazioni fuori terra di ortaggi e frutti, e deve intendersi allevamento anche lallevamento dei cavalli da corsa o degli animali da pelliccia. Limprenditore ittico colui che esercita attivit di pesca professionale diretta alla cattura o alla raccolta di organismi acquatici in ambienti marini, salmastri o dolci. Le attivit agricole per connessione 1. Quelle dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano a oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali. 2. Le attivit dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attivit agricola esercitata. Queste attivit oggettivamente commerciali sono considerate per legge attivit agricole quando esercitate in connessione con una delle tre attivit agricole essenziali. Condizioni necessarie sono che: a. Il soggetto che la esercita sia gi imprenditore agricolo e che eserciti unattivit coerente con quella connessa (connessione soggettiva).

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b. Si tratti di prodotti ottenuti prevalentemente con lesercizio dellattivit agricola essenziale (connessione oggettiva). Limprenditore commerciale imprenditore commerciale limprenditore che esercita una o pi delle seguenti categorie di attivit elencate allarticolo 2195, comma I c.c.: 1. Un'attivit industriale diretta alla produzione di beni o di servizi; 2. Un'attivit intermediaria nella circolazione dei beni; 3. Un'attivit di trasporto per terra, per acqua o per aria; 4. Un'attivit bancaria o assicurativa; 5. Altre attivit ausiliarie delle precedenti (imprese di agenzia, di mediazione, di deposito, di commissione, di spedizione, di pubblicit). Il piccolo imprenditore Il piccolo imprenditore sottoposo allo statuto generale dellimprenditore, ma invece esonerato, anche se esercita attivit commerciale, dalla tenuta delle scritture contabili e dallassoggettamento al fallimento e alle altre procedure concorsuali. Sono piccoli imprenditori: a. Coltivatori diretti del fondo b. Artigiani c. Piccoli commercianti d. Coloro che esercitano unattivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia Necessario: 1. Che limprenditore presti il proprio lavoro nellimpresa. 2. Che il suo lavoro e quello degli eventuali familiari prevalgano sia rispetto al lavoro altrui sia rispetto al capitale proprio o altrui investito nellimpresa. La sola definizione codicistica di piccolo imprenditore creava non trascurabili inconvenienti in sede di dichiarazione di fallimento, in quanto accertare la prevalenza del lavoro familiare sugli altri fattori produttivi, non sempre agevole. In base allattuale disciplina, non soggetto a fallimento limprenditore commerciale che dimostri il possesso congiunto di questi tre requisiti: a. Aver avuto nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dellistanza di fallimento, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore a trecentomila euro. b. Aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dellistanza di fallimento, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore a duecentomila euro. c. Avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a cinquecentomila euro. Limpresa artigiana Fra i piccoli imprenditori rientra anche limprenditore artigiano, che si caratterizza: 1. Per loggetto dellimpresa, che pu essere costituita da qualsiasi attivit di produzione di beni o di prestazione di servizi. 2. Per il ruolo dellartigiano nellimpresa, richiedendosi che esso svolga in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo. Oggi, il riconoscimento della qualifica artigiana non basta per sottrarre lartigiano allo statuto dellimprenditore commerciale, in quanto necessario altres che sia rispettato il criterio della prevalenza ex art. 2083, ovvero, per quanto riguarda il fallimento, che non siano superati i limiti dimensionali fissati dallart. 1, comma II, della l. fall.

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Limpresa familiare impresa familiare limpresa nella quale collaborano (anche attraverso il lavoro nella famiglia) il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado dellimprenditore: c.d. famiglia nucleare. Lordinamento predispone una tutela minima del lavoro familiare nellimpresa, destinata a trovare applicazione quando non sia configurabile un diverso rapporto giuridico. La tutela giuridica realizzata riconoscendo ai membri della famiglia nucleare che lavorino in modo continuato nella famiglia o nellimpresa determinati diritti patrimoniali e amministrativi. Per quanto riguarda i diritti patrimoniali, sono riconosciuti: 1. Il diritto al mantenimento 2. Il diritto di partecipazione agli utili dellimpresa 3. Il diritto sui beni acquistati con gli utili 4. Il diritto di prelazione sullazienda in caso di divisione ereditaria o di trasferimento dellazienda stessa Sul piano amministrativo, riconosciuto ai membri della famiglia nucleare di: a. Partecipare alle decisioni in merito alla gestione straordinaria dellimpresa; decisioni che saranno prese a maggioranza dei familiari che partecipano allimpresa stessa. Limpresa familiare resta, tuttavia, unimpresa individuale: a. I beni restano in propriet esclusiva dellimprenditore-datore di lavoro. b. I diritti patrimoniali dei partecipanti allimpresa familiare costituiscono semplici diritti di credito nei confronti del familiare imprenditore. c. Gli atti di gestione ordinaria restano di competenza esclusiva dellimprenditore. Limpresa societaria Le societ sono le forme associative tipiche previste dallordinamento per lesercizio collettivo dellattivit dimpresa. La societ semplice utilizzata solo per lesercizio di attivit non commerciale. Le societ diverse dalla societ semplice si definiscono societ commerciali. Le imprese pubbliche a. Lo Stato e gli altri enti pubblici possono svolgere attivit dimpresa servendosi di strutture di diritto privato, attraverso la costituzione (o la partecipazione in) societ, generalmente per azioni. b. La pubblica amministrazione pu dare vita a enti di diritto pubblico il cui compito istituzionale esclusivo o principale lesercizio di attivit dimpresa. Sono esonerate dal fallimento e dalle procedure concorsuali. c. Lo Stato o altro ente pubblico territoriale possono svolgere direttamente attivit dimpresa, avvalendosi di proprie strutture organizzative prive di distinta soggettivit, ma dotate di relativa autonomia decisionale e contabile. Limpresa sociale In base al d.lgs. 155/2006 si definiscono imprese sociali tutte le organizzazioni private [] che esercitano in via stabile e principale un'attivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di utilit sociale. Tali sono i beni o servizi che ricadono nei settori tassativamente indicati dal decreto: assistenza sociale e sanitaria; educazione, istruzione e formazione; tutela dellambiente; servizi culturali; inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati o disabili, etc. Ulteriore elemento caratterizzante lassenza dello scopo di lucro. Utili e avanzi di gestione devono essere destinati allo svolgimento dellattivit statutaria o allincremento del patrimonio dellente. In caso di cessazione dellimpresa, il patrimonio residuo devoluto a organizzazioni non lucrative di utilit sociale. Privilegi legislativi sul piano civilistico sono: a. La facolt di potersi organizzare secondo qualsiasi tipo societario.

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b. La possibilit di limitare la responsabilit giuridica dei partecipanti, anche quando sia impiegata una forma giuridica che preveda la responsabilit personale e illimitata di costoro. Dal punto di vista della disciplina, le imprese sociali: 1. Devono essere iscritte in unapposita sezione del registro delle imprese. 2. Devono redigere le scritture contabili. 3. In caso dinsolvenza, sono assoggettate alla liquidazione coatta amministrativa. 4. Devono essere costituite per atto pubblico, osservando le disposizioni di legge in merito al contenuto dellaatto costitutivo. In particolare occorrer: a. Determinare loggetto sociale. b. Enunciare lassenza dello scopo di lucro. c. Indicare la denominazione dellente. d. Disciplinare le modalit di ammissione e di esclusione dei soci. Il Ministero del lavoro dispone la perdita della qualifica dimpresa sociale, cui segue la cancellazione dellimpresa dal registro delle imprese e lobbligo di devolvere il patrimonio a enti non lucrativi determinati dallo statuto: a. Se rileva lassenza di condizioni necessarie per il riconoscimento. b. Se rileva violazioni della relativa disciplina. Lesercizio diretto dellattivit dimpresa Lindividuazione del soggetto cui applicabile la disciplina dellattivit dimpresa non solleva problemi quando gli atti dimpresa sono compiuti direttamente dallinteressato o da un terzo che agisce come suo rappresentante e quindi in nome dello stesso. Tuttavia, quando il mandato senza rappresentanza il mandatario che agisce in proprio nome acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi, anche se questi hanno avuto conoscenza del mandato. Limprenditore occulto Largamente diffusa la prassi dellesercizio dellimpresa tramite interposta persona. Altro il soggetto che compie in proprio nome i singoli atti dimpresa (c.d. imprenditore palese o prestanome). Altro il dominus dellimpresa, pur non palesandosi come imprenditore di fronte ai terzi (c.d. imprenditore indiretto o occulto). Finalit della pratica di aggirare un divieto di legge o di non esporre al rischio dimpresa tutto il patrimonio personale. Questo modo di operare solleva gravi problemi quando gli affari non prosperano e il soggetto utilizzato dal dominus sia una persona fisica nullatenente o una societ per azioni con capitale irrisorio. I creditori ben potranno provocare il fallimento del prestanome ma, data linsufficienza del relativo patrimonio, ne potranno ricavare ben poco. Per finire, il rischio dimpresa non sar sopportato dal reale dominus, ma da questi trasferito sui creditori. In giurisprudenza, si ritenuto che i comportamenti del reale dominus dellimpresa possano dare vita a unautonoma attivit dimpresa (di gestione o finanziamento). Pertanto, e sempre che ricorrano i requisiti fissati dallart. 2082, il soggetto che ha abusato dello schermo societario risponder come titolare di unautonoma impresa commerciale individuale per le obbligazioni da lui contratte nello svolgimento dellattivit fiancheggiatrice della societ di capitali. Linizio dellimpresa La qualit dimprenditore si acquista con leffettivo inizio dellesercizio dellattivit dimpresa. convincimento diffuso che le societ acquisterebbero la qualit dimprenditori fin dal momento della loro costituzione e, quindi, prima e indipendentemente dalleffettivo inizio dellattivit produttiva. da tener presente poi che leffettivo inizio dellattivit dimpresa preceduto da una fase preliminare di organizzazione pi o meno lunga e complessa. Si ritiene che gli atti di organizzazione faranno acquistare la qualit dimprenditore quando, per il loro numero e la loro significativit, manifestino in modo non equivoco lo stabile orientamento dellattivit verso un determinato fine produttivo.

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La fine dellimpresa Per quanto riguarda limprenditore individuale, la giurisprudenza affermava che la fine dellimpresa era dominata dal principio di effettivit: la qualit dimprenditore si perdeva solo con leffettiva cessazione dellattivit. Nessun dubbio che la fase di liquidazione costituisse ancora esercizio dellimpresa, e che perci la qualit dimprenditore si perdesse soltanto con la chiusura della liquidazione (definitiva disgregazione del complesso aziendale). Il nuovo art. 10 l. fall. dispone ora che gli imprenditori individuali e collettivi possono essere dichiarati falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese. Per gli imprenditori persone fisiche e per le societ cancellate dufficio, la cancellazione dal registro delle imprese deve accompagnarsi anche alleffettiva cessazione dellattivit dimpresa, mediante la disgregazione del complesso aziendale. Incapacit e incompatibilit La capacit allesercizio dellattivit dimpresa si acquista con la piena capacit di agire. Si perde in seguito ad interdizione o inabilitazione. Il minore o lincapace che esercitano attivit dimpresa non acquistano la qualit dimprenditore. Costituiscono semplici incompatibilit i divieti di esercizio dimpresa commerciale posti a carico di coloro che esercitano determinati uffici. Limpresa commerciale deglincapaci possibile lesercizio di attivit dimpresa per conto di un incapace (minore o interdetto) da parte dei rispettivi rappresentanti legali (genitori esercenti la potest familiare o tutore), ovvero da parte di soggetti limitatamente capaci di agire (inabilitato, minore emancipato e beneficiario di amministrazione di sostegno), con le disposizioni al riguardo dettate. Il legislatore, essendo lattivit dimpresa, attivit per sua stessa natura rischiosa, stabilisce che in nessun caso consentito linizio di una nuova impresa commerciale in nome e nellinteresse del minore. Salvo che per il minore emancipato, pertanto consentita solo la continuazione dellesercizio dellimpresa commerciale preesistente, quando ci sia utile per lincapace, e purch la continuazione sia stata autorizzata dal tribunale. Diversamente che per gli altri incapaci, il minore emancipato pu essere autorizzato dal tribunale anche a iniziare una nuova impresa commerciale. Con lautorizzazione il minore acquista la piena capacit di agire, anche relativamente gli atti eccedenti lordinaria amministrazione. Tale disciplina ha perso gran parte del suo rilievo pratico con la fissazione della maggiore et al compimento del diciottesimo anno. La pubblicit delle imprese commerciali Lesigenza da parte di quanti operano sul mercato di poter disporre dinformazioni veritiere e non contestabili sui fatti e situazioni delle imprese con cui entrano in contatto soddisfatta dal legislatore con lintroduzione di un sistema di pubblicit legale che ha reso le informazioni accessibili non solo ai terzi interessati (pubblicit-notizia), ma diventano opponibili a chiunque (conoscibilit legale). La l. 580/1993, contenente norme per il riordino delle camere di commercio, ha introdotto alcune novit rispetto al sistema previsto dal codice del 1942: a. Lattuale registro delle imprese diventato strumento dinformazione sui dati organizzativi di tutte le imprese (anche imprese agricole, piccoli imprenditori, societ semplici). b. La tenuta del registro delle imprese affidata alle camere di commercio. c. Il registro delle imprese tenuto con tecniche informatiche. Il registro delle imprese Il registro delle imprese istituito in ciascuna provincia presso la camera di commercio. Il registro articolato in una sezione ordinaria e tre speciali: Nella sezione ordinaria si iscrivono: o imprenditori individuali commerciali non piccoli,

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societ di persone (tranne la societ semplice), societ di capitali, consorzi fra imprenditori con attivit esterna, i gruppi europei di interesse economico con sede in Italia, gli enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un'attivit commerciale, le societ estere che hanno in Italia la sede dell'amministrazione, ovvero l'oggetto principale della loro attivit. L'iscrizione alla sezione ordinaria produce effetti di pubblicit legale dichiarativa per tutti gli imprenditori iscritti eccetto le societ di capitali, per le quali l'iscrizione ha effetto di pubblicit legale costitutiva. Alla prima sezione speciale si iscrivono, con diverse qualifiche: o imprenditori agricoli individuali (persone fisiche e persone giuridiche); o piccoli imprenditori commerciali; o le societ semplici (pubblicit legale dichiarativa); o imprenditori artigiani. Nella seconda sezione speciale si iscrivono: o societ tra professionisti (societ tra avvocati). La terza sezione speciale destinata alla pubblicit dei legami di gruppo: o societ o enti che esercitano attivit di direzione e coordinamento e quelle che vi sono soggette. L'iscrizione alla sezione speciale ha effetti di pubblicit notizia per tutte le imprese eccetto le societ semplici e gli imprenditori agricoli individuali anche piccoli. Unulteriore apposita sezione sar dedicata alliscrizione delle imprese sociali. Allo stato attuale, tuttavia, non ancora stato emanato il relativo regolamento attuativo. Gli atti e i fatti da enumerare sono contemplati agli artt. 2196, 2197, 2198, 2200. Liscrizione eseguita su domanda dellinteressato, ma pu avvenire anche di ufficio se liscrizione obbligatoria e linteressato non vi provvede. Prima di procedere alliscrizione lufficio del registro deve controllare che la documentazione sia formalmente regolare (regolarit formale), nonch lesistenza e la veridicit dellatto o del fatto (regolarit sostanziale). Linosservanza dellobbligo discrizione punita con sanzioni pecuniarie amministrative. Liscrizione nella sezione ordinaria ha funzione di pubblicit legale, e specificamente ha efficacia: 1. Dichiarativa: i fatti e gli atti soggetti a iscrizione e iscritti sono opponibili a chiunque e lo sono dal momento stesso della loro registrazione (efficacia positiva immediata). Per le societ di capitali, lopponibilit diventa piena solo dopo 15 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese. 2. Costitutiva: a. Totale: liscrizione nel registro delle imprese dellatto costitutivo delle societ di capitali e delle societ cooperative. Prima delliscrizione la societ di capitali o la societ cooperativa non esistono giuridicamente come tali, n per gli aspiranti soci n per i terzi. b. Parziale: la registrazione delle deliberazioni di riduzione reale del capitale sociale di una societ in nome collettivo. 3. Normativa: liscrizione presupposto per la piena applicazione di un determinato regime giuridico (societ in nome collettivo, societ in accomandita semplice). La mancata registrazione impedisce che operi il regime di autonomia patrimoniale proprio di tali societ. Liscrizione nelle sezioni speciali del registro non produce alcuno degli effetti finora esposti, in quanto ha di regola solo funzione di certificazione anagrafica e di pubblicit notizia. o o o o o o Le scritture contabili Le scritture contabili sono i documenti che contengono la rappresentazione, in termini quantitativi e/o monetari, dei singoli atti dimpresa, della situazione del patrimonio dellimprenditore e del risultato economico dellattivit svolta.

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Le scritture contabili obbligatorie La norma (art. 2214) pone il principio generale che limprenditore deve tenere tutte le scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dellimpresa. Stabilisce inoltre che in ogni caso devono essere tenuti determinati libri contabili: 1. Il libro giornale, che un registro cronologico-analitico, nel quale devono essere indicate giorno per giorno le operazioni concernenti lesercizio dellimpresa (art. 2216). 2. Il libro degli inventari, che un registro periodico-sistematico, che deve essere redatto di anno in anno. Linventario deve contenere lindicazione e la valutazione delle attivit e delle passivit dellimprenditore, anche estranee allimpresa. Linventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite; meglio: con il bilancio comprensivo dello stato patrimoniale e del conto economico (artt. 2423-2435-bis). Infine, devono essere conservati gli originali della corrispondenza commerciale. La regolarit delle scritture contabili Per garantire la veridicit delle scritture contabili, imposta losservanza di determinate regole formali e sostanziali nella loro tenuta. Innanzitutto, il libro giornale e il libro degli inventari devono essere numerati progressivamente, pagina per pagina, prima di essere messi in uso. Tutte le scritture contabili devono poi essere tenute secondo le norme di unordinata contabilit e, in particolare, senza spazi in bianco, senza interlinee, senza abrasioni e in modo che le parole cancellate restino leggibili. Le scritture contabili e la corrispondenza devono essere conservate per 10 anni. Limprenditore che non tiene le scritture contabili non pu utilizzarle come mezzo di prova a suo favore. Ausiliari dellimprenditore commerciale Nello svolgimento della propria attivit, limprenditore pu avvalersi di soggetti stabilmente inseriti nella propria organizzazione aziendale per effetto di un rapporto di lavoro subordinato che li lega allimprenditore (ausiliari interni o subordinati), o di soggetti esterni allorganizzazione imprenditoriale che collaborano con limprenditore in modo occasionale o stabile, sulla base di rapporti contrattuali di varia natura (ausiliari esterni o autonomi). Linstitore institore colui che preposto dal titolare allesercizio dellimpresa o di una sede secondaria o di un ramo particolare della stessa (nel linguaggio comune, il direttore di filiale). Linstitore di regola un lavoratore subordinato con la qualifica di dirigente, posto al vertice della gerarchia del personale. Rilevante che linstitore sia stato investito dallimprenditore di un potere di gestione generale. Tale posizione comporta che linstitore tenuto, congiuntamente con limprenditore, alladempimento degli obblighi discrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili dellimpresa. Anche in mancanza di apposita procura, linstitore pu compiere in nome dellimprenditore tutti gli atti pertinenti allesercizio dellimpresa. Non pu invece compiere atti che esorbitano dallesercizio (gestione) dellimpresa. Inoltre gli espressamente vietato di alienare o ipotecare beni immobili del preponente, se non stato a ci espressamente autorizzato. Per quanto riguarda la rappresentanza processuale, linstitore pu stare in giudizio sia come attore sia come convenuto per le obbligazioni dipendenti da atti compiuti nellesercizio dellimpresa cui preposto. I poteri rappresentativi dellinstitore, cos determinati in via legislativa, possono essere ampliati o limitati dallimprenditore. La tutela dellaffidamento del terzo completata dalla personale obbligazione dellinstitore quando omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente. Tuttavia, personalmente obbligato, sar anche il preponente.

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Il procuratore I procuratori sono coloro che in base ad un rapporto continuativo, abbiano il potere di compiere per limprenditore gli atti pertinenti allesercizio dellimpresa, pur non essendo preposti a esso (art. 2209). Sono quindi ausiliari subordinati di grado inferiore rispetto agli institori, in quanto: a. Non sono posti a capo dellimpresa o di un ramo o di una sede secondaria; b. Il loro potere discrezionale circoscritto a un determinato settore operativo dellimpresa (es., direttore del personale). I procuratori sono ex lege investiti di un potere di rappresentanza generale rispetto alla specie di operazioni per le quali sono stati investiti di autonomo potere decisionale. Inoltre, il procuratore: 1. Non ha la rappresentanza processuale dellimprenditore; 2. Non soggetto agli obblighi discrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili. I commessi I commessi sono ausiliari subordinati cui sono affidate mansioni esecutive o materiali che li pongono in contatto con i terzi. I commessi (art. 2210) possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie di operazioni di cui sono incaricati. In particolare, i commessi: a. Non possono esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, n concedere dilazioni o sconti che non siano duso. b. Se preposti alla vendita nei locali dellimpresa, non possono esigere il prezzo fuori dei locali stessi, n possono esigerlo allinterno dellimpresa se alla riscossione destinata apposita cassa. Limprenditore pu ampliare o limitare tali poteri. LAZIENDA Lazienda il complesso dei beni organizzati dallimprenditore per lesercizio dellimpresa (art. 2555). Lazienda costituisce, quindi, sotto il profilo giuridico, lapparato strumentale di cui limprenditore si avvale per lo svolgimento della propria attivit. La circolazione dellazienda Necessario ma al tempo stesso sufficiente affinch possa parlarsi di circolazione dazienda, che sia trasferito un insieme di beni potenzialmente idoneo a essere utilizzato per lesercizio di una determinata attivit dimpresa (ma non necessariamente la stessa svolta dal trasferente). Le forme da osservare nel trasferimento dellazienda sono disciplinate dallart. 2556. I contratti che hanno per oggetto il trasferimento della propriet o la concessione in godimento dellazienda sono validi solo se stipulati con losservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono lazienda o per la particolare natura del contratto. Il divieto di concorrenza dellalienante Oltre gli effetti dedotti in contratto, lalienazione dellazienda produce ex lege effetti ulteriori, che riguardano: 1. Il divieto di concorrenza dellalienante; chi aliena unazienda commerciale deve astenersi per un periodo massimo di 5 anni, dalliniziare una nuova impresa che possa comunque, per loggetto, lubicazione e altre circostanze, sviare la clientela dellazienda ceduta. Il divieto derogabile e ha carattere relativo. vietato prolungare oltre i 5 anni la durata del divieto. 2. La successione nei contratti aziendali; previsto che, se non sia stato pattuito diversamente, lacquirente dellazienda subentri nei contratti stipulati per lesercizio dellazienda stessa, i quali non abbiano carattere personale (art. 2558, I); al terzo contraente riconosciuto il diritto di recedere dal contratto entro 3 mesi dalla notizia del trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilit dellalienante.

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La deroga ai principi di diritto comune vistosa in merito alla posizione del terzo contraente. Per diritto comune, la cessione del contatto non pu avvenire senza il consenso del contraente ceduto. 3. I crediti e debiti aziendali; se limprenditore ha gi adempiuto le obbligazioni a suo carico, residuer un credito a suo favore nei confronti del terzo. Viceversa, residuer un debito dellimprenditore qualora il terzo contraente abbia integralmente eseguito le proprie prestazioni. Limitata la droga introdotta per i crediti aziendali dallart. 2559. La notifica al debitore ceduto o laccettazione da parte di questi sostituita da una sorta di notifica collettiva: liscrizione del trasferimento dellazienda nel registro delle imprese. Tuttavia, il debitore ceduto liberato se paga in buona fede allalienante. Pi vistosa invece la deviazione dai principi di diritto comune per quanto riguarda i debiti inerenti allazienda ceduta sorti prima del trasferimento; e ci per evitare che la modificazione, quantomeno qualitativa, del patrimonio dellalienante pregiudichi le aspettative di soddisfacimento dei creditori aziendali. mantenuto fermo il principio generale per cui non ammesso il mutamento del debitore senza il consenso del creditore. , invece, derogato, per le sole aziende commerciali, laltro e altrettanto generale principio secondo cui ciascuno risponde solo delle obbligazioni da lui assunte. infatti previsto che nel trasferimento di unazienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche lacquirente dellazienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori. Lusufrutto e laffitto dellazienda Lazienda pu formare oggetto di un diritto reale o personale di godimento. Pu essere costituita in usufrutto o pu essere concessa in affitto. Lusufrutto comporta una serie di doveri/poteri in capo allusufruttuario. Lusufruttuario deve, infatti, esercitare lazienda sotto la ditta che la contraddistingue. Deve, inoltre, condurre lazienda senza modificarne la destinazione e in modo da conservarne lefficienza dellorganizzazione, degli impianti e le normali dotazioni di scorte. La violazione di tali obblighi o la cessazione arbitraria della gestione dellazienda determinano la cessazione dellusufrutto per abuso dellusufruttuario. La disciplina prevista per lusufrutto si applica anche allaffitto di azienda per espresso rinvio operato dallart. 2562. Si applicano a entrambi il divieto di concorrenza previsto dallart. 2557 e la disciplina della successione nei contratti aziendali. Il sistema dei segni distintivi La ditta, linsegna e il marchio sono i tre principali segni distintivi dellimprenditore. La ditta contraddistingue la persona dellimprenditore nellesercizio dellattivit dimpresa (c.d. nome commerciale). Linsegna individua i locali in cui limpresa esercitata. Il marchio, infine, individua e distingue i beni o i servizi prodotti. Funzione dei segni distintivi il mantenimento della clientela. I principi dominanti nel sistema dei segni distintivi sono tre: 1. Limprenditore gode di ampia libert nella formazione dei propri segni distintivi. tenuto per a rispettare determinate regole, volte a evitare inganno e confusione sul mercato: verit, novit, capacit distintiva. 2. Limprenditore ha diritto alluso esclusivo dei propri segni distintivi. Si tratta per di un diritto non assoluto, ma relativo e strumentale alla realizzazione della funzione distintiva rispetto agli imprenditori concorrenti. 3. Limprenditore pu trasferire ad altri i propri segni distintivi. Formazione e contenuto del diritto sulla ditta La ditta il nome commerciale dellimprenditore; lo individua come soggetto di diritto nellesercizio di attivit dimpresa; in mancanza di diversa scelta, essa coincide con il nome civile dellimprenditore.

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Nella scelta della propria ditta limprenditore incontra per due limiti rappresentati dal principio di verit e dal principio di novit. Il principio di verit della ditta ha contento diverso a seconda che si tratti di: o Ditta originaria, ovvero quella formata dallimprenditore che la utilizza. Essa deve contenere almeno il nome o la sigla dellimprenditore. o Ditta derivata, ovvero quella formata da un dato imprenditore e successivamente trasferita ad altro imprenditore assieme allazienda: nessuna disposizione impone a chi utilizzi una ditta derivata di integrarla col proprio nome e cognome. In merito al principio della novit, la ditta non deve essere uguale o simile a quella usata da altro imprenditore, e tale da creare confusione per loggetto dellimpresa o per il luogo in cui questa esercitata. Il diritto alluso esclusivo della ditta e il corrispondente obbligo di differenziazione sussistono per solo se i due imprenditori sono in rapporto concorrenziale fra loro. La ditta trasferibile solo insieme allazienda. Il marchio Il marchio il segno distintivo dei prodotti o dei servizi dellimpresa (artt. 2569-2574). Per i marchi celebri la tutela legislativa estesa oltre i limiti segnati dalla necessit di evitare confusione tra prodotti affini. Limprenditore pu utilizzare un solo marchio per tutti i suoi prodotti (marchio generale), ma pu anche servirsi di pi marchi per differenziare i diversi prodotti della sua impresa o anche tipi diversi dello stesso prodotto (marchi speciali). Il marchio pu essere costituito solo da parole (marchio denominativo) e pu coincidere con la stessa ditta o con il nome civile dellimprenditore. Inoltre, pu essere costituito da figure, lettere, cifre, disegni o colori (marchio figurativo). Il marchio deve rispondere a determinati requisiti di validit: o Liceit: il marchio non deve contenere segni contrari alla legge, allordine pubblico o al buon costume, stemmi o altri segni protetti da convenzioni internazionali. o Verit: il marchio non deve contenere segni idonei a ingannare il pubblico, in particolare sulla provenienza geografica, sulla natura o sulla qualit di prodotti o servizi. o Originalit: il marchio deve essere composto in modo da consentire lindividuazione dei prodotti contrassegnati fra tutti i prodotti dello stesso genere immessi nel mercato. Non possono essere perci utilizzati come marchi: a. Denominazioni generiche del prodotto o del servizio. b. Le indicazioni descrittive dei caratteri essenziali e della provenienza geografica del prodotto. c. I segni divenuti di uso comune nel linguaggio corrente, come le parole super, extra, lusso. o Novit: aspetto ulteriore della capacit distintiva del marchio (es., Aeroplano calzature). Il marchio registrato Il contenuto del diritto sul marchio e la relativa tutela sono sensibilmente diversi a seconda che il marchio sia stato o meno registrato presso lUfficio italiano brevetti e marchi. La registrazione attribuisce al titolare del marchio il diritto alluso esclusivo dello stesso su tutto il territorio nazionale. Il diritto di esclusiva sul marchio registrato copre poi anche i prodotti affini qualora possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico. Per i marchi celebri luso inibito quando tale uso consenta di trarre indebitamente vantaggio dal carattere distintivo o dalla rinomanza del marchio o rechi pregiudizio agli stessi. Il diritto di esclusiva sul marchio registrato decorre dalla data di presentazione della relativa domanda allUfficio brevetti. La registrazione nazionale il presupposto per estendere la tutela del marchio in ambito internazionale, attraverso la successiva registrazione presso lOrganizzazione mondiale per la Propriet Industriale di Ginevra (OMPI).

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La registrazione nazionale dura 10 anni ed rinnovabile un numero illimitato di volte. Costituisce causa di decadenza la volgarizzazione del marchio, ovvero che lo stesso sia divenuto nel commercio denominazione generica di quel dato prodotto, cos perdendo la propria capacit distintiva. Il marchio registrato tutelato penalmente e civilmente. In particolare, il titolare del marchio pu promuovere contro colui che abbia leso lesclusiva, lazione di contraffazione, volta a ottenere linibitoria alla continuazione degli atti lesivi del proprio diritto e la rimozione degli effetti degli stessi, attraverso la distruzione delle cose materiali per mezzo delle quali stata attuata la contraffazione. Il marchio non registrato Lordinamento tutela anche, sebbene in tono minore, chi usi un marchio senza registrarlo. Dispone, infatti, lart. 2571 che chi ha fatto uso di un marchio non registrato ha la facolt di continuare a usarne, nonostante la registrazione da altri ottenuta, nei limiti in cui anteriormente se n avvalso. Il trasferimento del marchio Il marchio trasferibile e pu essere trasferito sia a titolo definitivo sia a titolo temporaneo (c.d. licenza di marchio). In seguito alla riforma del 1992, il marchio pu oggi essere trasferito o concesso in licenza senza che sia necessario il contemporaneo trasferimento dellazienda o del corrispondente ramo produttivo. La novit pi significativa per costituita dallespresso riconoscimento dellammissibilit della licenza di marchio non esclusiva (prodotti dello stesso genere contraddistinti dallo stesso marchio, ma con diversa fonte di provenienza). Linsegna Linsegna contraddistingue i locali dellimpresa (stabilimento industriale, negozio di vendita) o, secondo una pi ampia concezione, lintero complesso aziendale. Linsegna disciplinata dallart. 2568 non pu essere uguale o simile a quella gi utilizzata da altro imprenditore concorrente. Linsegna dovr quindi essere lecita; non dovr contenere indicazioni idonee a trarre in inganno il pubblico circa lattivit o i prodotti; dovr avere sufficiente capacit distintiva. da ritenersi ammissibile il trasferimento dellinsegna cos come la licenza non esclusiva e il conseguente co-uso della stessa insegna da parte di pi imprenditori collegati (franchising). Le creazioni intellettuali Le opere dellingegno (idee creative nel campo culturale) e le invenzioni industriali (idee creative nel campo della tecnica) costituiscono le due grandi categorie di creazioni intellettuali regolate dal nostro ordinamento. Le opere dellingegno formano oggetto del diritto dautore. Le invenzioni industriali possono formare oggetto, a seconda dello specifico contenuto: a. Del brevetto per invenzioni industriali b. Del brevetto per modelli di utilit c. Della registrazione di disegni e modelli Il diritto di autore Formano oggetto del diritto dautore le opere dellingegno scientifiche, letterarie, musicali, figurative, architettoniche, teatrali e cinematografiche, qualunque ne sia il modo e le forma di espressione. Unica condizione richiesta che lopera abbia carattere creativo: presenti cio un minimo di originalit oggettiva rispetto a preesistenti opere dello stesso genere. Il diritto di autore gode di una tutela sia morale sia patrimoniale. I diritti morali dautore sono irrinunciabili e inalienabili, non si perdono con la cessione dei diritti patrimoniali e possono essere esercitati dai congiunti anche dopo la morte del loro autore. Lautore ha poi il diritto di utilizzazione economica esclusiva dellopera in ogni forma e modo, originale o derivato.

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Il diritto patrimoniale dautore ha durata limitata. Si estingue, infatti, in linea di principio, in 70 anni dopo la morte dellautore. Il trasferimento del diritto di utilizzazione economica Il diritto di utilizzazione economica dellopera dellingegno liberamente trasferibile sia fra vivi che a causa di morte. I contratti specificamente previsti e normalmente utilizzati per lo sfruttamento economico di unopera dellingegno sono: a. Il contratto di edizione, con cui lautore concede in esclusiva a un editore lesercizio del diritto di pubblicare per la stampa lopera, per conto e a spese delleditore stesso. Il compenso costituito da una partecipazione percentuale ai ricavi della vendita, ma, per talune opere, pu essere fissato a forfait. b. Il contratto di rappresentazione, con cui lautore cede, di regola non in esclusiva, il solo diritto di rappresentazione in pubblico di opere destinate a tal fine o di eseguire in pubblico una composizione musicale. Laltra parte si obbliga a provvedervi a spese proprie. Il diritto di autore protetto con specifiche sanzioni civili, amministrative pecuniarie e penali. Le invenzioni industriali Le invenzioni industriali sono idee creative che appartengono al campo della tecnica. Esse consistono nella soluzione originale di un problema tecnico, suscettibile di pratica applicazione nel settore della produzione di beni o servizi. Possono formare oggetto di brevetto per invenzione industriale: 1. Invenzioni di prodotto 2. Invenzioni di procedimento 3. Invenzioni derivate Non sono brevettabili come invenzioni i programmi per calcolatori ed elaboratori elettronici (c.d. software). Non sono altres considerate invenzioni industriali i metodi per il trattamento chirurgico o terapeutico del corpo umano o animale e i metodi di diagnosi applicati al corpo umano o animale. Requisiti di validit sono la: o Novit: nuova linvenzione che non compresa nello stato della tecnica. o Attivit inventiva: se per una persona esperta del ramo, essa non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. o Industrialit: linvenzione considerata atta ad avere applicazione industriale, se il trovato pu essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria, compresa quella agricola. Linvenzione brevettata Il brevetto per linvenzione industriale concesso dallUfficio brevetti sulla base di una domanda corredata, a pena di nullit, dalla descrizione dellinvenzione in modo sufficientemente chiaro e completo perch ogni persona esperta del ramo possa attuarla, nonch dai disegni necessari per la sua intelligenza. Il brevetto per invenzioni industriali dura 20 anni dalla data di deposito della domanda ed esclusa ogni possibilit di rinnovo. Il relativo diritto di esclusiva si pu perdere prima della scadenza qualora sia dichiarata la nullit del brevetto, o sopravvenga una causa di decadenza dallo stesso, quale la mancata attuazione dellinvenzione brevettata. Il brevetto liberamente trasferibile sia tra vivi, sia mortis causa. Sul brevetto possono essere costituiti diritti reali di godimento o di garanzia. Linvenzione brevettata tutelata con sanzioni civili e penali. In particolare, il titolare del brevetto (ed anche il licenziatario) potr esercitare lazione di contraffazione nei confronti di chi abusivamente sfrutti linvenzione. La sentenza che accerta la contraffazione ordina linibitoria per il futuro della fabbricazione o delluso di quanto forma oggetto del brevetto. Alcune sanzioni previste sono: lassegnazione in propriet al titolare del brevetto, il sequestro, la rimozione, la distruzione.

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Linvenzione non brevettata La nuova disciplina delle invenzioni riconosce una, seppur limitata, tutela anche a chi abbia utilizzato uninvenzione senza brevettarla: potr continuare a sfruttare linvenzione stessa nei limiti del pre-uso. I modelli di utilit I modelli industriali sono creazioni intellettuali applicate allindustria, di minore rilievo rispetto alle invenzioni industriali. I modelli di utilit sono nuovi trovati destinati a conferire particolare funzionalit a macchine, strumenti, utensili o oggetti duso, mentre i disegni e modelli sono nuove idee destinate a migliorare laspetto dei prodotti industriali. questo il vasto campo dellindustrial design. Il punto pi significativo di differenziazione rispetto alle invenzioni industriali riguarda la durata del brevetto: 10 anni per i modelli di utilit. Le opere dellindustrial design sono state ammesse a godere anche della pi lunga tutela offerta dalla disciplina del diritto di autore quando presentino di per s carattere creativo e valore artistico. CONCORRENZA PERFETTA E MONOPOLIO La ricerca di un faticoso punto di equilibrio fra il modello teorico e utopico della piena perfetta concorrenza e la realt operativa, sovente orientata verso situazioni di oligopolio o di monopolio, ha portato il legislatore, fissato il principio guida della libert di concorrenza, a: a. Consentire limitazioni legali della stessa per fini di utilit sociale ed anche la creazione di monopoli legali in specifici settori di interesse generale. b. Consentire limitazioni negoziali della concorrenza. c. Assicurare lordinato e corretto svolgimento della concorrenza attraverso la repressione degli atti di concorrenza sleale. La disciplina italiana e comunitaria La libert di iniziativa economica e la competizione fra imprese non possono tradursi in atti e comportamenti che pregiudichino in modo rilevante e durevole la struttura concorrenziale del mercato. La l. 287/1990 ha istituito lAutorit garante della concorrenza e del mercato per vigilare sul rispetto della normativa antimonopolistica generale. Tre sono i fenomeni rilevanti per la disciplina antimonopolistica nazionale e comunitaria: a. Le intese restrittive della concorrenza, i quali sono comportamenti concordati tra imprese, anche attraverso organismi comuni, volti a limitare la propria libert di azione sul mercato. Vietate sono solo le intese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza allinterno del mercato o in una sua parte rilevante. Particolarmente: 1. Fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni contrattuali; 2. Impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, gli investimenti, lo sviluppo tecnico o il progresso tecnologico; 3. Ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento; 4. Applicare, nei rapporti commerciali con altri contraenti, condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, cos da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza; Le intese vietate sono nulle a ogni effetto. Chiunque pu agire in giudizio per farne accertare la nullit. b. Labuso di posizione dominante. Vietato solo lo sfruttamento abusivo di tale posizione con comportamenti capaci di pregiudicare la concorrenza effettiva, quali: 1. Imporre direttamente o indirettamente prezzi di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose; 2. Impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, lo sviluppo tecnico o il progresso tecnologico, a danno dei consumatori;

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3. Applicare nei rapporti commerciali con altri contraenti condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, cos da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza; Nel contempo oggi vietato nellordinamento nazionale anche labuso dello stato di dipendenza economica nella quale si trova unimpresa cliente o fornitrice rispetto a una o pi imprese. c. Le concentrazioni, che si hanno quando: i. Due imprese si fondono dando cos luogo a ununica impresa. ii. Due o pi imprese, pur restando giuridicamente distinte, diventano ununica entit economica. iii. Due o pi imprese indipendenti costituiscono unimpresa societaria comune. Le concentrazioni costituiscono un utile strumento di ristrutturazione aziendale e non sono di per s vietate. Diventano per illecite quando diano vita a gravi alterazioni del regime concorrenziale del mercato. LE LIMITAZIONI DELLA CONCORRENZA Limitazioni pubblicistiche e monopoli legali La libert di iniziativa economica privata e la conseguente libert di concorrenza sono libert disposte nellinteresse generale e non possono svolgersi in contrasto con lutilit sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libert, alla dignit umana (art. 41, II Cost.). E sia la Costituzione, al comma III, sia il codice civile (art. 2595), consentono che tali libert possano essere compresse o limitate dai pubblici poteri. In particolare, potr legittimarsi anche la costituzione per legge di monopoli pubblici, in settori predeterminati dalla stessa Costituzione. Derogando al principio generale della libert di contrattare, lart. 2597 c.c. pone un duplice obbligo a carico di chi opera in regime di monopolio: 1. Lobbligo di contrattare con chiunque richieda le prestazioni dellimpresa. 2. Lobbligo di rispettare la parit di trattamento fra i diversi richiedenti. Limitazioni convenzionali della concorrenza La libert individuale di iniziativa economica e di concorrenza libert parzialmente disponibile ex art. 2596, che consente la stipulazione di accordi restrittivi della concorrenza. Per esigenze di certezza giuridica, il patto che limita la concorrenza deve essere provato per iscritto. Il patto stesso valido solo se circoscritto a un determinato ambito territoriale o, alternativamente, a un determinato tipo di attivit. infine imposto un limite di durata: massimo 5 anni. Costituiscono esempi di patti limitativi della concorrenza i cartelli e i consorzi anticoncorrenziali. LA CONCORRENZA SLEALE interesse generale che la competizione fra imprenditori si svolga in modo corretto e leale. Nello svolgimento della competizione fra imprenditori concorrenti vietato servirsi di mezzi o tecniche non conformi ai principi della concorrenza professionale (art. 2598). I fatti, gli atti e i comportamenti che violano tale regola sono atti di concorrenza sleale. Tali atti sono repressi e sanzionati anche se compiuti senza dolo o colpa, e anche se latto sia soltanto idoneo a danneggiare laltrui azienda. Tanto necessario e sufficiente perch scattino le sanzioni tipiche dellinibitoria alla continuazione degli atti di concorrenza sleale e della rimozione degli effetti prodotti (art. 2599), salvo il diritto al risarcimento dei danni in presenza dellelemento psicologico e di un danno patrimoniale attuale (art. 2600). Gli atti di concorrenza sleale Gli atti di concorrenza sleale sono definiti dallart. 2598 c.c., come quegli atti idonei a creare confusione con i prodotti o con lattivit di un concorrente. Il legislatore ne individua espressamente tre. Chi:

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1. Usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o con i segni distintivi legittimamente usati da altri, o imita servilmente i prodotti di un concorrente, o compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti e con lattivit di un concorrente; 2. Diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sullattivit di un concorrente, idonei a determinare il discredito, o si appropria di pregi dei prodotti o dellimpresa di un concorrente; 3. Si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo con conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare laltrui azienda. Non sempre costituisce atto di concorrenza sleale la pubblicit comparativa. Costituisce pubblicit comparativa ogni pubblicit che identifichi in modo esplicito o implicito un concorrente, ovvero beni o servizi offerti da un concorrente. La comparazione lecita quando fondata su dati veri e oggettivamente verificabili, non ingenera confusione sul mercato e non comporta discredito o denigrazione del concorrente. Lart. 2598 chiude lelencazione degli atti di concorrenza sleale affermando che tale ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare laltrui azienda. Fra gli atti contrari al parametro della correttezza professionale rientra la pubblicit menzognera, la concorrenza parassitaria (che consiste nella sistematica imitazione delle altrui iniziative imprenditoriali), il dumping (la sistematica vendita sotto costo dei propri prodotti), la sottrazione a un concorrente di dipendenti particolarmente qualificati, quando venga attuata con mezzi scorretti. I CONSORZI FRA IMPRENDITORI Con il contratto di consorzio pi imprenditori istituiscono un'organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese (art. 2602). Un consorzio pu essere costituito al fine prevalente o esclusivo di disciplinare, limitandola, la reciproca concorrenza fra imprenditori che svolgono la stessa attivit (consorzio anticoncorrenziale). Pi imprenditori possono per dar vita a un consorzio anche per conseguire un fine parzialmente o totalmente diverso: per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese (consorzi di coordinamento). Altra , invece, la distinzione rilevante sul piano civilistico. Ed la distinzione fra consorzi con sola attivit interna e consorzi destinati a svolgere anche attivit esterna. In entrambi si crea unorganizzazione comune; ma nei consorzi con sola attivit interna il compito di tale organizzazione si esaurisce nel regolare i rapporti reciproci fra i consorziati e nel controllare il rispetto di quanto convenuto. Nei consorzi con attivit esterna, invece, le parti prevedono listituzione di un ufficio comune, destinato a svolgere attivit con i terzi nellinteresse delle imprese consorziate. Il contratto di consorzio Il contratto di consorzio pu essere stipulato solo fra imprenditori e deve essere stipulato per iscritto a pena di nullit (art. 2603). Essenziale la determinazione delloggetto del consorzio, degli obblighi assunti dai consorziati e degli eventuali contributi in danaro da essi dovuti. Il contratto di consorzio per sua natura contratto di durata. Questa pu essere liberamente fissata dalle parti. Nel silenzio il contratto valido per 10 anni (art. 2604). controverso se lattuale regola in tema di durata sia applicabile anche ai consorzi anticoncorrenziali, in deroga allart. 2596 che fissa in 5 anni la durata massima dei patti limitativi della concorrenza. Il contratto di consorzio pu sciogliersi limitatamente a un consorziato, per volont di questi (recesso) o per decisione di altri consorziati (esclusione). Le cause di recesso e di esclusione devono essere indicate nel contratto. Dalle cause di recesso e di esclusione vanno tenute distinte le cause di scioglimento dellintero contratto di consorzio.

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I consorzi con attivit esterna Per essi innanzitutto previsto un regime di pubblicit legale destinato a portare a conoscenza dei terzi i dati essenziali della struttura consortile: a norma dellart. 2612, il contratto di consorzio deve essere depositato per liscrizione presso lufficio del registro delle imprese entro 30 giorni dalla stipulazione. Il contrato deve indicare le persone cui attribuita la presidenza, la direzione e la rappresentanza del consorzio e i relativi poteri. Nei consorzi con attivit esterna poi espressamente prevista la formazione di un fondo patrimoniale (c.d. fondo consortile), costituito dai contributi iniziali e successivi dei consorziati e dai beni acquistati con tali contributi. Il fondo consortile costituisce patrimonio autonomo rispetto al patrimonio dei singoli consorziati, e a norma dellart. 2615 gravato dalle obbligazioni: a. Assunte in nome del consorzio, delle quali risponde esclusivamente il consorzio e i creditori possono far valere i loro diritti solo su fondo consortile. b. Assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati, delle quali rispondono solidalmente sia il consorziato o i consorziati interessati, sia il fondo consortile. Le societ consortili Consorzi e societ (art. 2247) sono istituti diversi. La diversit netta quando il consorzio svolge attivit esclusivamente interna, mancando lesercizio in comune di unattivit economica da parte dei consorziati. La distinzione pi sottile quando il consorzio destinato a svolgere anche attivit con i terzi, in quanto persegue il fine di realizzare attraverso tale attivit un interesse economico dei partecipanti. Diversa per la natura di questo scopo egoistico, in quanto mira a conseguire un vantaggio patrimoniale diretto nelle economie dei singoli consorziati, sotto forma di minori costi sopportati o di maggiori ricavi conseguiti nella gestione delle proprie imprese, mentre, nelle societ lucrative, lo scopo di produrre utili da distribuire tra i soci. Lo scopo consortile presenta accentuate affinit con lo scopo tipicamente perseguito dalle societ cooperative: lo scopo mutualistico. La mutualit consortile si differenzia per, pur sempre, dalla generica mutualit delle cooperative. Ci in quanto specifico e tipico il vantaggio mutualistico perseguito dai partecipanti a un consorzio. Con la modifica della disciplina dei consorzi del 1976 stato espressamente consentito di perseguire gli obiettivi propri del contratto di consorzio attraverso la costituzione di una societ. Dispone lart. 2615ter che tutte le societ lucrative, ad eccezione della societ semplice, possono assumere come oggetto sociale gli scopi indicati dallart. 2602, ovvero gli scopi del consorzio. Il gruppo europeo di interesse economico Il Geie un istituto giuridico predisposto dallUE per favorire la cooperazione fra imprese appartenenti a diversi Stati membri, cos rimuovendo gli ostacoli al riguardo frapposti al riguardo dalla diversit delle singole legislazioni nazionali. Parti del contratto costitutivo del gruppo possono soltanto essere persone fisiche o giuridiche che svolgono unattivit economica (anche i liberi professionisti). necessario, tuttavia, che almeno due membri esercitino la loro attivit economica in Stati diversi della Comunit. Al pari dei consorzi con attivit esterna, il Geie un centro autonomo di imputazione di rapporti giuridici privo di personalit giuridica. Il contratto costitutivo del Geie deve essere redatto per iscritto a pena di nullit. Nel contratto devono essere indicati almeno: la denominazione del gruppo; la sede, che deve essere situata nellUE; loggetto; il nome dei membri: la durata, che pu anche essere a tempo indeterminato. Il contratto soggetto a pubblicit legale, mediante iscrizione nel registro delle imprese e successiva pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. Sono espressamente previsti un organo collegiale (assemblea) composto da tutti i membri e un organo amministrativo. I profitti risultanti dallattivit del gruppo sono considerati direttamente profitti dei membri e ripartiti fa gli stessi secondo la proporzione prevista nel contrato o, in mancanza, in parti uguali.

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La disciplina del Geie non prevede la formazione di un fondo patrimoniale iniziale. Delle obbligazioni di qualsiasi natura assunte dal Geie rispondono solidalmente e illimitatamente tutti i membri del gruppo, col proprio patrimonio. La responsabilit dei membri , tuttavia, sussidiaria rispetto a quella del Geie. LE SOCIET Il sistema legislativo Le societ sono organizzazioni di persone e di mezzi create dallautonomia privata per lesercizio in comune di attivit di unattivit produttiva. Il legislatore nazionale pone a disposizione dellautonomia privata otto tipi di societ: 1. La societ semplice 2. La societ in nome collettivo Societ di persone 3. La societ in accomandita semplice 4. La societ per azioni 5. La societ in accomandita per azioni Societ di capitali 6. La societ a responsabilit limitata 7. La societ cooperativa 8. Le mutue assicuratrici Recentemente si sono affiancati altri due tipi societari, regolati dal diritto comunitario: la societ europea e la societ cooperativa europea. Il contratto di societ Con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attivit economica allo scopo di dividerne gli utili (art. 2247). Questa era fino al 1993 la nozione di societ, dato che il codice del 1942 non consentiva la costituzione di societ con atto unilaterale, oggi consentito per le societ per azioni e (eccezionalmente) per le societ a responsabilit limitata. Le societ sono, dunque, enti associativi caratterizzati dalla contemporanea presenza di tre elementi: a. I conferimenti dei soci. b. Lesercizio in comune di unattivit economica (scopo-mezzo). c. Lo scopo di divisione degli utili (scopo-fine). I conferimenti I conferimenti sono le prestazioni cui le parti del contratto di societ si obbligano. Essi costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della societ. La loro funzione quella di dotare la societ del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dellattivit di impresa. Quanto alloggetto dei conferimenti, lart. 2247, stabilisce genericamente che essi possono essere costituiti da beni e da servizi: denaro, beni in natura trasferiti in propriet o anche concessi in semplice godimento alla societ; prestazioni di attivit lavorativa sia manuale sia intellettuale, Nelle societ di capitali e nelle societ cooperative espressamente stabilito che non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni dopera o di servizi. Patrimonio sociale e capitale sociale Il patrimonio sociale il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla societ. Esso inizialmente costituito dai conferimenti promessi o eseguiti dai soci; successivamente subisce continue variazioni qualitative e quantitative in relazione alle vicende economiche della societ. La consistenza del patrimonio sociale (attivit e passivit) accertata periodicamente attraverso la redazione annuale del bilancio di esercizio. E si definisce patrimonio netto la differenza positiva tra attivit e passivit. Il patrimonio sociale costituisce la garanzia principale o esclusiva dei creditori della societ. Diversa la nozione di capitale sociale (nominale).

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Il capitale sociale nominale una cifra che esprime il valore in denaro dei conferimenti quale risulta dallatto costitutivo della societ. Il capitale sociale nominale rimane immutato nel corso della vita della societ fin quando, con modifica dellatto costitutivo, non se ne decide laumento o la riduzione. Il capitale sociale nominale assolve a due fondamentali funzioni: o Una funzione vincolistica, in quanto rappresenta la frazione del patrimonio netto non distribuibile fra i soci e perci assoggettata a un vincolo di stabile destinazione allattivit sociale. evidente poi che la funzione vincolistica del capitale sociale si traduca per i creditori in un margine di garanzia patrimoniale supplementare. o Una funzione organizzativa, soprattutto nelle societ di capitali, in quanto funge da base di misurazione proporzionale di alcune fondamentali situazioni soggettive dei soci, sia di carattere amministrativo (diritto di voto), sia di carattere patrimoniale (diritto agli utili e alla quota di liquidazione). Ulteriore funzione organizzativa assolta la determinazione dellutile di bilancio [attivit (passivit + capitale sociale)]. Lesercizio in comune di attivit economica (scopo-mezzo) Oggetto sociale si definisce la specifica attivit economica che i soci si propongono di svolgere. Pi precisamente deve trattarsi di unattivit produttiva, ossia condotta con metodo economico e finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o sevizi. Vietate sono le societ di mero godimento. Le societ fra professionisti Lattivit dei professionisti intellettuali attivit economica, ma non legislativamente considerata attivit di impresa. Una societ fra professionisti per lesercizio in comune della loro attivit darebbe vita a unipotesi di societ senza impresa. Il condizionale, tuttavia, dobbligo. La nozione di societ non offre in verit indicazioni preclusive, per quanto lart. 2247 vada coordinato con altre norme, quali quelle del codice civile che regolano lesercizio delle professioni intellettuali (artt. 2229 ss.), dalle quali emerge con chiarezza il carattere rigorosamente personale dellattivit del professionista intellettuale, e sulle quali poggia, in definitiva, il riscontro negativo della giurisprudenza. Levoluzione delle professioni intellettuali spinge, tuttavia, inevitabilmente, verso lutilizzazione di strutture organizzative di tipo imprenditoriale per il loro esercizio in forma associata. A oggi, deve ritenersi ancora non consentita la costituzione di societ fra professionisti. La societ tra avvocati ha per oggetto lesclusivo esercizio in comune dellattivit professionale di rappresentanza, assistenza e difesa in giudizio svolta dai propri soci. La societ fra avvocati non soggetta a fallimento e tutti i soci devono essere in possesso del titolo di avvocato. Il cliente ha, inoltre, il diritto di chiedere che lesecuzione dellincarico conferito sia affidata a uno o pi soci da lui scelti, per garantire il rispetto del principio della personalit della prestazione. Ulteriore fenomeno, distinto dalle vere e proprie societ fra professionisti, quello delle societ che offrono sul mercato un servizio complesso, per la cui realizzazione sono necessarie anche prestazioni professionali dei soci o dei terzi (es., societ di engineering). Prestazioni queste ultime che hanno per carattere strumentale e servente rispetto al servizio unitario offerto dalla societ. Lo scopo-fine delle societ Una societ pu essere costituita per svolgere attivit di impresa con i terzi allo scopo di conseguire utili, destinati a essere successivamente divisi fra i soci. Ed questo lo scopo tipico che il legislatore assegna ad alcuni tipi di societ: le societ di persone e le societ di capitali, che perci vengono definite societ lucrative. Societ sono per anche le societ cooperative e queste devono perseguire per legge uno scopo mutualistico, ovvero di procurare ai soci un vantaggio patrimoniale diretto, che potr consistere in un risparmio di spesa o in una maggiore remunerazione del lavoro prestato dai soci nella cooperativa.

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Per completare il quadro dei possibili scopi del contratto di societ, infine da tener presente che tutti i tipi di societ possono essere utilizzati anche per la realizzazione di uno scopo consortile, consistente in un particolare vantaggio patrimoniale degli imprenditori consorziati. In definitiva, sotto il profilo dello scopo perseguibile, le societ possono essere distinte in tre categorie: a. Societ lucrative b. Societ mutualistiche c. Societ consortili Classificazioni La societ semplice utilizzabile solo per lesercizio di attivit non commerciale (art. 2249). Tutte le altre societ lucrative possono esercitare sia attivit commerciale sia attivit non commerciale e sono sempre soggette a iscrizione nel registro delle imprese con effetti di pubblicit legale. Altra distinzione legislativa quella fra societ dotate di personalit giuridica (societ di capitali e societ cooperative) e le societ prive di personalit giuridica (societ di persone). Nelle societ di capitali, in quanto societ con personalit giuridica: a. legislativamente prevista ed inderogabile (salvo che per la s.r.l.) unorganizzazione di tipo corporativo, cio basata sulla necessaria presenza di una pluralit di organi. b. Il funzionamento degli organi sociali dominato dal principio di maggioranza. c. Il singolo socio in quanto tale non ha alcun potere diretto di amministrazione e di controllo (salvo che nella s.r.l.); ha solo il diritto di concorrere, con il suo voto in assemblea, in proporzione al capitale sociale sottoscritto, alla designazione dei membri dellorgano amministrativo e/o di controllo. Nelle societ di persone (prive di personalit giuridica) invece: a. Non prevista unorganizzazione basata sulla presenza di una pluralit di organi. b. Lattivit della societ si fonda su un modello organizzativo che, per un verso, riconosce a ogni socio a responsabilit illimitata il potere di amministrare la societ e, per altro verso, richiede di regola il consenso di tutti i soci per le modificazioni dellatto costitutivo. Ultimo criterio di distinzione quello basato sul regime di responsabilit per le obbligazioni sociali. Sotto tale profilo vi sono: a. Societ nelle quali per le obbligazioni sociali rispondono sia il patrimonio sociale sia i singoli soci personalmente e illimitatamente, in modo inderogabile (s.n.c.) o con possibilit di deroga pattizia per i soli soci non amministratori (s.s.). b. Societ, come laccomandita semplice e per azioni, nelle quali coesistono istituzionalmente soci a responsabilit illimitata (gli accomandatari) e soci a responsabilit limitata (gli accomandanti). c. Societ nelle quali per le azioni sociali di regola risponde solo la societ col proprio patrimonio (s.p.a., s.r.l. e societ cooperative). Personalit giuridica e autonomia patrimoniale delle societ Il legislatore del 1942, al fine di soddisfare le esigenze di tutela dei creditori sociali e di rendere il patrimonio della societ autonomo rispetto a quello dei soci, ha operato una netta distinzione: le societ di capitali e le societ cooperative sono persone giuridiche; la personalit giuridica invece negata alle societ di persone. Queste societ godono per di autonomia patrimoniale. Le societ di capitali e le societ cooperative, in quanto persone giuridiche, sono per legge trattate come soggetti di diritto formalmente distinti dalle persone dei soci. La societ gode, perci, di una piena e perfetta autonomia patrimoniale. Alle societ di persone, il legislatore ha negato la personalit giuridica, pur tuttavia rendendo il patrimonio della societ autonomo rispetto a quello dei soci. Infatti: a. I creditori personali dei soci non possono aggredire il patrimonio della societ per soddisfarsi. b. I creditori della societ non possono aggredire direttamente il patrimonio personale dei soci illimitatamente responsabili. necessario che prima tentino di soddisfarsi sul patrimonio della societ e solo dopo aver infruttuosamente escusso il patrimonio sociale potranno agire nei confronti dei soci.

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In sintesi, anche nelle societ di persone il patrimonio della societ (relativamente) autonomo rispetto a quello dei soci; il patrimonio dei soci (relativamente) autonomo rispetto a quello della societ. inoltre orientamento sempre pi diffuso che anche le societ di persone, pur se prive di personalit giuridica, costituiscano soggetti di diritto distinti dalle persone dei soci. Particolarmente significativo al riguardo lart. 2266: La societ acquista diritti e assume obbligazioni per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza e sta in giudizio nella persona dei medesimi. Ne consegue che: a. I beni sociali non sono beni in compropriet speciale fra i soci, bens beni in propriet della societ. b. Le obbligazioni sociali non sono obbligazioni personali dei soci ma obbligazioni della societ, cui si aggiunge a titolo di garanzia la responsabilit di tutti o di alcuni dei soci. c. Imprenditore la societ, non il gruppo dei soci, anche se il fallimento della societ determina automaticamente il fallimento dei soci illimitatamente responsabili. Tipi di societ e autonomia privata Se lattivit non commerciale, nel silenzio delle parti, lart. 2249, II comma, stabilisce che si applica la disciplina della societ semplice, a meno che i soci abbiano voluto costituire la societ secondo uno degli altri tipi. Anche quando lattivit commerciale unesplicita scelta del tipo non tuttavia necessaria. Infatti, il silenzio delle parti in merito pu e deve essere interpretato come implicita (ma inequivocabile) opzione per il regime della societ in nome collettivo. , invece, inammissibile la creazione di un tipo di societ del tutto inconsueto e stravagante, che non corrisponda ad alcuno dei modelli legislativi previsti. LE SOCIET DI PERSONE Distinzioni La societ semplice, la societ in nome collettivo e la societ in accomandita semplice formano la categoria delle societ di persone. La societ semplice (artt. 2251-2290) un tipo di societ che pu esercitare solo attivit non commerciale. La societ in nome collettivo (artt. 2291-2312) un tipo di societ che pu essere utilizzato sia per lesercizio di attivit commerciale, sia per lesercizio di attivit non commerciale. Nella societ in nome collettivo tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali e non ammesso patto contrario. La societ in accomandita semplice (artt. 2313-2324) si caratterizza rispetto alla societ in nome collettivo per la presenza di due categorie di soci: a. I soci accomandatari che rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali. b. I soci accomandanti che rispondono limitatamente alla quota conferita. La societ semplice non ha avuto molta diffusione essendo che pu essere legittimamente impiegata solo per le imprese agricole. La costituzione della societ Il contratto di societ semplice non soggetto a forme speciali, salvo quelle richieste dalla natura dei beni conferiti (art. 2251). Inoltre, non sono dettate disposizioni specifiche per quanto riguarda il contenuto dellatto costitutivo. Anche per le societ semplici prevista liscrizione nel registro delle imprese, con effetti di pubblicit legale per le societ semplici (esercenti attivit agricola). Il contratto pu essere concluso anche verbalmente o pu risultare da comportamenti concludenti. Regole non diverse valgono per la nascita della societ in nome collettivo. vero, infatti, che sono dettate regole di forma (art. 2296) e di contenuto (art. 2295) per latto costitutivo della societ in nome collettivo. Le une e le altre sono per prescritte solo ai fini delliscrizione della societ nel registro delle imprese; iscrizione che, a differenza di quella della societ semplice, condizione di regolarit della societ, non gi di esistenza.

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Da qui la distinzione fra societ in nome collettivo regolare (iscritta nel registro delle imprese e integralmente disciplinata dalle norme della societ in nome collettivo) e irregolare (non iscritta nel registro delle imprese, cui applicabile la disciplina della collettiva irregolare, coincidente in larga parte con la disciplina della societ semplice). Latto costitutivo della societ in nome collettivo deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, e deve contenere: 1. Le generalit dei soci. Soci possono essere anche altre societ e in particolare societ di capitali. 2. La ragione sociale, che deve essere costituita dal nome di uno o pi soci con lindicazione del rapporto sociale. 3. I soci che hanno lamministrazione e la rappresentanza della societ. 4. La sede della societ e le eventuali sedi secondarie. 5. Loggetto sociale. 6. I conferimenti di ciascun socio. 7. Le prestazioni cui sono obbligati i soci dopera. 8. I criteri di ripartizione degli utili. 9. La durata della societ. Ai fini della registrazione non tutte queste indicazioni sono per essenziali (nn. 3 e 8). La libert di forma per la costituzione di societ di persone incontra un limite quando forme speciali sono richieste dalla natura dei beni conferiti (art. 2251): ad es., a pena di nullit, occorrer la forma scritta per il conferimento di beni immobili. Societ di fatto, societ occulta e societ apparente Il contratto di societ si pu perfezionare anche per fatti concludenti e si parla in tal caso di societ di fatto. La societ di fatto regolata dalle norme della societ semplice se lattivit esercitata non commerciale. invece regolata dalle norme della collettiva irregolare se lattivit commerciale, con la conseguenza che tutti i soci risponderanno personalmente e illimitatamente delle obbligazioni sociali. Lesteriorizzazione della qualit di socio non necessaria e non esonera da responsabilit per le obbligazioni sociali e dal fallimento. societ occulta la societ costituita con lespressa e concorde volont dei soci di non rivelarne lesistenza allesterno: lattivit di impresa deve essere svolta ed svolta per conto della societ, ma senza spenderne il nome. Finalit perseguita quella di limitare la responsabilit nei confronti dei terzi al patrimonio del solo gestore. Da tempo la giurisprudenza e parte della dottrina hanno reagito contro questo fenomeno sostenendo che la mancata esteriorizzazione della societ non impedisce ai terzi di invocare la responsabilit anche della societ occulta e degli altri soci, ove si provi che gli atti posti in essere dal soggetto agente in proprio nome, siano comunque riferibili a tale societ. E questorientamento stato infine recepito anche a livello normativo (d.lgs. 5/2006). Per concludere, capita spesso che il giudice si convinca che dietro un imprenditore individuale, insolvente o gi fallito, ci sia una societ; convinzione, questa, spesso supportata da scarsi elementi probatori. Quid iuris? Al proposito, nata la figura della societ apparente. Con formula ormai costante, la giurisprudenza afferma, infatti, che una societ, ancorch non esistente nei rapporti tra i presunti soci, deve tuttavia considerarsi esistente allesterno quando due o pi persone operano in modo da ingenerare nei terzi la ragionevole opinione che essi agiscono come soci. La societ apparente assoggettata a fallimento come un societ di fatto realmente esistente. I conferimenti Con la costituzione della societ il socio assume lobbligo di effettuare i conferimenti determinati nel contratto sociale. La legge stabilisce allart. 2253 che se i conferimenti non sono determinati si presume che i soci siano obbligati a conferire, in parti uguali tra loro, quanto necessario per il conseguimento delloggetto sociale. conferibile qualsiasi prestazione di dare, fare o anche di non fare.

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Per il conferimento di beni in propriet, disposto che la garanzia dovuta dal socio e il passaggio dei rischi sono regolati dalle norme sulla vendita. Il socio perci tenuto alla garanzia per evizione e per vizi. Per le cose conferite in godimento, il rischio resta a carico del socio che le ha conferite. Il socio che conferisce crediti risponde nei confronti della societ dellinsolvenza del debitore ceduto nei limiti del valore assegnato al suo conferimento. Nelle societ di persone il conferimento pu, infine, essere costituito anche dallobbligo del socio di prestare la propria attivit lavorativa a favore della societ. Il socio dopera non un lavoratore subordinato e non ha diritto al trattamento salariale e previdenziale proprio dei lavoratori subordinati. Il compenso per il suo lavoro rappresentato dalla partecipazione ai guadagni della societ. Patrimonio sociale e capitale sociale I conferimenti dei soci formano lattivo patrimoniale iniziale della societ. Luso di beni appartenenti al patrimonio sociale per fini estranei a quello della societ, espone al risarcimento del danno e allesclusione dalla societ. Il divieto derogabile con il consenso di tutti gli altri soci. Una disciplina del capitale sociale del tutto assente nella societ semplice, in quanto non obbligata alla tenuta delle scritture contabili e alla redazione annuale del bilancio, non svolgendo attivit commerciale. Una frammentaria disciplina del capitale sociale invece dettata per la societ in nome collettivo. prescritto che latto costitutivo indichi non solo i conferimenti dei soci, ma anche il valore a essi attribuito e il modo di valutazione. Lart. 2306 vieta agli amministratori di rimborsare ai soci i conferimenti eseguiti o di liberarli dallobbligo di ulteriori versamenti in assenza di una specifica deliberazione di riduzione del capitale sociale. La partecipazione dei soci agli utili e alle perdite Tutti i soci hanno diritto di partecipare agli utili e partecipano alle perdite della gestione sociale, ma non richiesto che la ripartizione sia proporzionale ai conferimenti. Il solo limite posto allautonomia privata (e valido per tutte le societ lucrative) rappresentato dal divieto di patto leonino. Infatti, nullo il patto con il quale uno o pi soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite (art. 2265). Criteri di ripartizione legale degli utili e delle perdite, quando non altrimenti pattuito, sono: 1. Se il contratto nulla dispone, le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti. 2. Se neppure il valore dei conferimenti stato determinato, le parti si presumono uguali. 3. Se determinata soltanto la parte di ciascuno nei guadagni, si presume che nella stessa misura debba determinarsi la partecipazione alle perdite. Ed da ritenersi che valga anche la regola inversa. Le perdite incidono direttamente sul valore della singola partecipazione sociale riducendolo proporzionalmente. Prima dello scioglimento della societ, le perdite accertate impediscono la distribuzione degli utili successivamente conseguiti, fin quando il capitale non sia stato reintegrato o ridotto in misura corrispondente. La responsabilit dei soci per le obbligazioni sociali Nella societ semplice e nella societ in nome collettivo, delle obbligazioni sociali risponde, innanzitutto, la societ col proprio patrimonio, che costituisce perci la garanzia primaria di quanti concedono credito alla societ. Garanzia primaria ma non esclusiva, dato che per le obbligazioni sociali rispondono personalmente e illimitatamente anche i singoli soci. Nella societ semplice, la responsabilit personale di tutti i soci non principio inderogabile. La responsabilit dei soci non investiti del potere di rappresentanza della societ pu essere, infatti, esclusa o limitata da un apposito patto sociale. Nella societ in nome collettivo, invece, la responsabilit solidale e illimitata di tutti i soci inderogabile. Leventuale patto contrario nullo. Responsabilit della societ e responsabilit dei soci non sono per sullo stesso piano.

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I soci sono responsabili in solido fra loro, ma sono responsabili in via sussidiaria rispetto alla societ in quanto godono del beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale. Il beneficio di preventiva escussione opera per diversamente nella societ semplice e nella collettiva irregolare, rispetto alla societ in nome collettivo irregolare. Nella societ semplice il creditore sociale pu rivolgersi direttamente al singolo socio illimitatamente responsabile e sar questi a dover invocare la preventiva escussione del patrimonio sociale indicando (art. 2268) i beni sui quali il creditore possa agevolmente soddisfarsi. Il beneficio di escussione opera quindi in via deccezione. Questa disciplina si applica anche alla societ in nome collettivo irregolare. Nella societ in nome collettivo regolare, invece, il beneficio di escussione pi intenso; opera automaticamente. I creditori sociali non possono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo lescussione del patrimonio sociale. I creditori personali dei soci Il patrimonio della societ insensibile alle obbligazioni personali dei soci e intangibile da parte dei creditori di questi ultimi. Il creditore personale del socio, sia nella societ semplice, sia nella societ collettiva, potr: a. Far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al socio suo debitore. b. Compiere atti conservativi sulla quota allo stesso spettante nella liquidazione della societ. Nella societ semplice e nella societ in nome collettivo irregolare, il creditore particolare del socio pu inoltre chiedere anche la liquidazione della quota del suo debitore; deve per provare che gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti (art. 2297). La richiesta opera come causa di esclusione di diritto del socio. Una diversa disciplina , invece, dettata per la societ in nome collettivo regolare. In questa, il creditore particolare del socio, finch dura la societ, non pu chiedere la liquidazione della quota del socio debitore. Lamministrazione della societ Lamministrazione della societ lattivit di gestione dellimpresa sociale. Il potere di amministrare il potere di compiere tutti gli atti che rientrano nelloggetto sociale, che si pongono in altre parole in rapporto di mezzo a fine rispetto allattivit di impresa dedotta in contratto. Per legge, ogni socio illimitatamente responsabile amministratore della societ. Latto costitutivo pu tuttavia prevedere che lamministrazione sia riservata solo ad alcuni soci, dando cos luogo alla contrapposizione fra soci amministratori e soci non amministratori. Quando lamministrazione spetta a pi soci e il contratto sociale nulla dispone in merito alle modalit di amministrazione, trova applicazione il modello legale dellamministrazione disgiuntiva (art. 2257). Ciascun socio amministratore pu intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nelloggetto sociale. Lampio potere di iniziativa individuale tuttavia temperato dal diritto di opposizione riconosciuto a ciascuno degli altri soci amministratori. Sulla fondatezza dellopposizione decide la maggioranza dei soci, determinata secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili. Lamministrazione congiuntiva deve essere espressamente convenuta nellatto costitutivo o con modificazione dello stesso. Con lamministrazione congiuntiva necessario il consenso di tutti i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali. Latto costitutivo pu, tuttavia, prevedere che per lamministrazione o per determinati atti sia necessario il consenso della maggioranza dei soci amministratori calcolata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili. Amministrazione e rappresentanza Fra le funzioni di cui gli amministratori sono per legge investiti, vi anche quella di rappresentanza della societ (c.d. potere di firma), che si traduce nel potere di agire nei confronti dei terzi in nome della societ, dando luogo allacquisto di diritti e allassunzione di obbligazioni da parte della stessa (c.d. attivit amministrativa esterna).

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In mancanza di diversa disposizione dellatto costitutivo, la rappresentanza della societ spetta a ciascun socio amministratore, disgiuntamente o congiuntamente, a seconda che in un modo o nellaltro sia stata conformata lamministrazione. La rappresentanza anche processuale, e latto costitutivo pu limitare lestensione del potere di rappresentanza del singolo amministratore. La previsione di limitazioni convenzionali al potere di rappresentanza degli amministratori solleva il problema della loro opponibilit ai terzi che entrano in contatto con gli stessi. Il problema linearmente risolto nella societ in nome collettivo regolare attraverso lo strumento della pubblicit legale. Nella s.n.c. irregolare lomessa registrazione si ritorce contro i soci essendo tutelato laffidamento dei terzi sulla corrispondenza della situazione di fatto al modello legale di rappresentanza. Diversa e pi complessa infine la situazione della societ semplice, per la quale solo di recente stato introdotto un regime di pubblicit legale (d.lgs. 228/2001). Le limitazioni originarie sono sempre opponibili ai terzi. Le limitazioni successive o lestinzione del potere di rappresentanza devono, invece, essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei e in mancanza sono loro opponibili solo se la societ prova che le conoscevano (art. 2266). I soci amministratori La regola secondo cui ogni socio illimitatamente responsabile amministratore della societ ha carattere dispositivo. Latto costitutivo pu riservare lamministrazione solo ad alcuni soci. In tal caso, i soci investiti dellamministrazione possono essere nominati direttamente dallatto costitutivo o con atto separato, a maggioranza dei soci calcolata in base alla partecipazione agli utili. La revoca dellamministratore nominato nel contratto sociale comporta una modifica di questultimo; deve perci essere decisa dagli altri soci allunanimit, se non convenuto diversamente. Inoltre, la revoca non ha effetto se non ricorre una giusta causa. Lamministratore nominato per atto separato, invece, revocabile secondo le norme del mandato, ed revocabile, quindi, anche se non ricorre una giusta causa, salvo il diritto al risarcimento dei danni. Per quanto riguarda i diritti e gli obblighi degli amministratori, lart. 2260 stabilisce che essi sono regolati dalle norme sul mandato. Di conseguenza, dai poteri degli amministratori restano esclusi solo gli atti che comportano modificazione del contratto sociale. Per quanto riguarda i doveri degli amministratori, nella societ in nome collettivo essi devono tenere le scritture contabili e redigere il bilancio di esercizio, nonch provvedere agli adempimenti pubblicitari connessi alliscrizione nel registro delle imprese. Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la societ. Quando lamministrazione della societ riservata soltanto ad alcuni soci, ai soci esclusi dallamministrazione sono riconosciuti ampi e penetranti poteri di informazione e di controllo, quali: a. Il diritto di avere dagli amministratori notizie dello svolgimento degli affari sociali. b. Il diritto di consultare i documenti relativi allamministrazione e, quindi, tutte le scritture contabili della societ. c. Il diritto di ottenere il rendiconto al termine di ogni anno, oppure alla conclusione degli affari sociali se ci avviene prima dellanno. Nella societ in nome collettivo incombe su ciascun socio un obbligo di non esercitare attivit concorrente a quella dellimpresa, e di non partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra societ concorrente. Le modificazioni dellatto costitutivo Nella societ semplice e nella societ in nome collettivo il contratto sociale pu essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci, se non convenuto diversamente (art. 2252). Fra le modificazioni del contratto sociale rientrano anche i mutamenti nella composizione della compagine sociale. Nella societ in nome collettivo e ora anche nella societ semplice, le modificazioni dellatto costitutivo sono soggette a pubblicit legale.

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Se la regola per le modifiche dellatto costitutivo lunanimit, lart. 2252 consente per che possa essere convenuto diversamente. I poteri modificativi della maggioranza sono, tuttavia, soggetti a due principi generali: lobbligo di esecuzione del contratto secondo buona fede e il rispetto della parit di trattamento tra i soci. Scioglimento del singolo rapporto sociale Il singolo socio pu cessare di far parte della societ per: a. Morte, che tuttavia non determina in alcun caso lo scioglimento della societ; di per s comporta solo la necessit di ridefinire i rapporti patrimoniali fra i soci superstiti e il socio uscente o gli eredi del socio defunto attraverso la liquidazione della quota sociale. Il principio di conservazione della societ opera anche quando rimane un solo socio. Infatti, il venir meno della pluralit dei soci opera come causa di scioglimento della societ solo se la pluralit non ricostituita nel termine di sei mesi. In alternativa alla liquidazione, i soci superstiti possono decidere: 1. Lo scioglimento anticipato della societ. 2. La continuazione della societ con gli eredi del socio defunto, ma in tal caso necessario sia il consenso di tutti i soci superstiti, sia il consenso degli eredi. b. Recesso, ovvero lo scioglimento del rapporto sociale per volont del socio (art. 2285). Se la societ a tempo indeterminato o contratta per tutta la vita di uno dei soci, ogni socio pu recedere liberamente. Il recesso deve essere comunicato a tutti gli altri soci con un preavviso di almeno tre mesi e diventa produttivo di effetti solo dopo che sia decorso tale termine. Se la societ a tempo determinato, il recesso ammesso per legge solo se sussiste una giusta causa. Il recesso, in tal caso, ha effetto immediato. c. Esclusione, di diritto oppure facoltativa. escluso di diritto: 1. Il socio che sia dichiarato fallito, salvo che non si tratti di fallimento conseguente al fallimento della societ. 2. Il socio il cui creditore particolare abbia ottenuto la liquidazione della quota, nei casi consentiti per legge. I fatti che legittimano la societ a deliberare lesclusione di un socio sono stabiliti dallart. 2286 e possono essere raggruppati in tre categorie: 1. Gravi inadempienze degli obblighi che derivano dalla legge o dal contratto sociale. 2. Linterdizione, linabilitazione del socio o la sua condanna a una pena che comporti linterdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici. 3. Sopravvenuta impossibilit di esecuzione del conferimento per causa non imputabile al socio. Lesclusione deliberata a maggioranza dei soci calcolata per teste. Questo procedimento non evidentemente possibile quando la societ sia composta da due soli soci. In tal caso lesclusione di uno di essi pronunciata direttamente dal tribunale su domanda dellaltro. La liquidazione della quota In tutti i casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente a un socio, questi o i suoi eredi hanno diritto alla liquidazione della quota sociale. Pi esattamente, hanno diritto soltanto a una somma di denaro che rappresenti il valore della quota (art. 2289). Il valore della quota determinato in base alla situazione patrimoniale della societ nel giorno in cui si verifica lo scioglimento del rapporto. Il pagamento della quota spettante al socio deve essere effettuato entro sei mesi dal giorno in cui si verificato lo scioglimento del rapporto.

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Scioglimento della societ Le cause di scioglimento della societ semplice, valide anche per la collettiva, sono fissate dallart. 2272. Esse sono: 1. Il decorso del termine fissato nellatto costitutivo. tuttavia possibile la proroga della durata della societ, sia espressa, sia tacita. 2. Il conseguimento delloggetto sociale o la sopravvenuta impossibilit di conseguirlo. 3. La volont di tutti i soci, salvo che latto costitutivo non preveda che lo scioglimento anticipato della societ possa essere deliberato a maggioranza. 4. Il venir meno della pluralit dei soci, se nel termine di sei mesi questa non ricostituita. 5. Le altre cause previste dal contratto sociale Sono poi cause specifiche di scioglimento della societ in nome collettivo, il fallimento della stessa e il provvedimento dellautorit governativa con cui si dispone la liquidazione coatta amministrativa della societ. La societ, tuttavia, non si estingue immediatamente. Lulteriore attivit della societ deve perci tendere solo alla definizione dei rapporti in corso. Il procedimento di liquidazione Il procedimento di liquidazione si apre con la nomina di uno o pi liquidatori, che richiede il consenso di tutti i soci se nellatto costitutivo non diversamente previsto. In caso di disaccordo, provvede alla nomina il presidente del tribunale. Con laccettazione della nomina i liquidatori prendono il posto degli amministratori. Questi devono consegnare ai liquidatori i beni e i documenti sociali, presentare loro il conto della gestione relativo al periodo successivo allultimo rendiconto. Gli amministratori e i liquidatori devono poi redigere insieme linventario (c.d. bilancio di apertura della liquidazione), dal quale risulta lo stato attivo e passivo del patrimonio sociale. I liquidatori possono compiere tutti gli atti necessari per la liquidazione (art. 2278). Sui liquidatori incombe, poi, un duplice divieto: 1. Non possono intraprendere nuove operazioni, che non siano in rapporto di mezzo a fine rispetto allattivit di liquidazione. E se violano tale divieto essi rispondono personalmente e solidalmente per gli affari intrapresi nei confronti dei terzi (art. 2279). 2. Non possono ripartire fra i soci, neppure parzialmente, i beni sociali finch i creditori sociali non siano stati pagati o non siano state accantonate le somme necessarie per pagarli (art. 2280). Nessuna regola specifica prevista per la chiusura del procedimento di liquidazione nella societ semplice. Nella societ in nome collettivo, invece, i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione e il piano di riparto (art. 2311). Il primo in sostanza il rendiconto della gestione dei liquidatori; il secondo invece una proposta di divisione fra i soci dellattivo residuo. Con lapprovazione del bilancio, il procedimento di liquidazione ha termine. Nella societ in nome collettivo irregolare la chiusura del procedimento di liquidazione determina lestinzione della societ. Principi diversi valgono, invece, per la societ in nome collettivo registrata, nonch per la societ semplice, per le quali, approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ dal registro delle imprese. Con la cancellazione la societ si estingue, quandanche non tutti i creditori sociali siano stati soddisfatti. I creditori insoddisfatti non sono per senza tutela. Essi possono infatti agire nei confronti dei soci che restano personalmente e illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali insoddisfatte. I creditori della societ in nome collettivo, infine, possono chiedere il fallimento della societ entro un anno dalla cancellazione della societ dal registro delle imprese. LA SOCIET IN ACCOMANDITA SEMPLICE La societ in accomandita semplice (artt. 2313-2324) una societ di persone che si differenzia dalla societ in nome collettivo per la presenza di due categorie di soci:

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1. I soci accomandatari che, al pari dei soci della collettiva, rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali. 2. I soci accomandanti che rispondono limitatamente alla quota conferita. La disciplina della societ in accomandita semplice modellata su quella della societ in nome collettivo. Laccomandita semplice il solo tipo di societ di persone che consente lesercizio in comune di unimpresa commerciale con limitazione del rischio e non esposizione a fallimento personale per alcuni soci. La costituzione della societ e la ragione sociale Per la costituzione della societ in accomandita semplice valgono le stesse regole esposte per la societ in nome collettivo. Latto costitutivo dovr ovviamente indicare quali siano i soci accomandatari e quali gli accomandanti. Latto costitutivo soggetto a iscrizione nel registro delle imprese, ma lomessa registrazione comporta solo lirregolarit della societ. Nelle societ in accomandita semplice, la ragione sociale deve essere formata col nome di almeno uno dei soci accomandatari e con lindicazione del tipo sociale. Laccomandante, il quale consente che il suo nome sia compreso nella ragione sociale, risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali (art. 2314). Lamministrazione della societ Lamministrazione della societ pu essere conferita soltanto ai soci accomandatari, che hanno gli stessi diritti e gli stessi obblighi dei soci della collettiva (art. 2318). La norma stabilisce che gli accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, n trattare o concludere affari in nome della societ, se non in forza di procura speciale per singoli affari. Pi esattamente, per quanto riguarda lamministrazione interna laccomandante privo di ogni potere decisionale autonomo. Per quanto riguarda lattivit esterna, laccomandante pu legittimamente trattare e concludere affari in nome della societ in forza di procura speciale per singoli affari. Laccomandante che viola il divieto di immistione risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente per tutte le obbligazioni sociali che a qualsiasi titolo siano imputabili alla societ. Alcuni poteri amministrativi in senso lato riconosciuti agli accomandanti sono: a. Il diritto di concorrere (sia pure in posizione non paritetica) alla nomina e alla revoca degli amministratori. necessario al riguardo il consenso di tutti i soci accomandatari e lapprovazione di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale da essi sottoscritto. Per quanto riguarda la partecipazione allattivit di impresa comune: a. Possono trattare o concludere affari in nome della societ, sia pure solo in forza di una procura speciale per singoli affari. b. Possono prestare la loro opera, manuale o intellettuale allinterno della societ. c. Possono, se latto costitutivo lo consente, dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni, nonch compiere atti di ispezione e di controllo. Il trasferimento della partecipazione sociale Resta ferma per i soci accomandatari la disciplina prevista per la societ in nome collettivo. Se latto costitutivo non dispone diversamente il trasferimento per atto fra vivi della quota degli accomandatari pu avvenire solo con il consenso di tutti gli altri soci. E per la trasmissione a causa di morte sar necessario anche il consenso degli eredi. Diversa invece la disciplina dettata per il trasferimento della quota degli accomandanti (art. 2322). La loro quota liberante trasferibile per causa di morte. Per il trasferimento per atto fra vivi invece necessario il consenso dei soci che rappresentano la maggioranza del capitale sociale.

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Quote dei soci accomandanti

Quote dei soci accomandatari Trasferimento col consenso di tutti i soci Trasferimento col consenso di soci ed eredi

Inter vivos

Trasferimento a maggioranza del capitale sociale Liberamente trasferibili

Mortis causa

Lo scioglimento della societ La duplice categoria dei soci che caratterizza la societ in accomandita semplice deve permanere per tutta la vita della societ, pena lo scioglimento della stessa, semprech nel termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che venuto meno. Inoltre, se sono venuti meno i soci accomandatari, gli accomandanti devono nominare un amministratore provvisorio, i cui poteri sono per legge limitati al compimento degli atti di ordinaria amministrazione. La societ in accomandita irregolare irregolare la societ in accomandita semplice il cui atto costitutivo non stato iscritto nel registro delle imprese, fatto questo che, tuttavia, non impedisce la nascita della societ medesima. LA SOCIET PER AZIONI La societ per azioni forma con la societ in accomandita per azioni e con la societ a responsabilit limitata la categoria delle societ di capitali. Ed una societ di capitali nella quale: 1. Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ col suo patrimonio. 2. La partecipazione sociale rappresentata da azioni. Il primo dato differenzia la s.p.a. dalla s.a.p.a. nella quale vi una categoria di soci (i soci accomandatari) responsabili solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali. Il secondo dato differenzia le s.p.a. dalle s.r.l. In queste ultime, le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni, n costituire oggetto di offerta al pubblico. La societ per azioni, in quanto societ dotata di personalit giuridica, per legge trattata come soggetto di diritto distinto dalle persone dei soci e gode perci di una piena e perfetta autonomia patrimoniale. Il funzionamento dellassemblea dominato dal principio maggioritario e il peso di ogni socio in assemblea proporzionato alla quota di capitale sottoscritto e al numero di azioni possedute (maggioranza per capitale). Ultimo dato caratterizzante la societ per azioni che le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da partecipazioni tipo omogenee e standardizzate. Le azioni sono, infatti, partecipazioni sociali di uguale valore e che conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Limitazione del rischio individuale dei soci e possibilit di pronta mobilitazione dellinvestimento favoriscono la raccolta di ingenti capitali di rischio di cui necessita la grande impresa. Si rende cos possibile la compartecipazione di un ristretto numero di soci, che assumono liniziativa economica e sono animati da spirito imprenditoriale (c.d. azionisti imprenditori), con una gran massa di piccoli azionisti animati dal solo intento di investire fruttuosamente il proprio risparmio (c.d. azionisti risparmiatori) e rassicurati dalla possibilit di pronto disinvestimento, soprattutto se le azioni sono quotate in borsa. Quando la societ fa stabilmente appello al pubblico risparmio e quindi le azioni sono quotate in borsa, lesigenza quella di garantire il funzionamento del mercato azionario e di tutelare il pubblico dei potenziali investitori.

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Levoluzione della disciplina Il movimento di riforma della disciplina nazionale iniziato nel 1974. Le novit: a. stato posto un freno al proliferare di mini-societ per azioni con capitale del tutto irrisorio. Fenomeno questo determinato dal fatto che il codice del 1942 fissava in un milione di lire il capitale sociale minimo richiesto per la costituzione. Il capitale sociale minimo per la costituzione della s.p.a. stato per portato a duecento milioni di lire nel 1977, poi ritoccato a centomila euro e oggi elevato a 120.000,00 . Il capitale minimo della s.r.l. stato elevato da cinquantamila lire, a venti milioni di lire, e oggi fissato in 10.000,00 . b. Si dettata una specifica disciplina per le societ con azioni quotate in borsa. c. Si sono dotate le societ della possibilit di emettere una particolare categoria di azioni (azioni di risparmio) prive del diritto di voto e privilegiate sotto il profilo patrimoniale al fine di introdurre strumenti di eterotutela della massa inerte e disorganizzata degli azionisti risparmiatori. d. A partire dal 1983, allinvestimento diretto da parte dei piccoli risparmiatori si affiancato linvestimento indiretto tramite operatori professionali (fondi comuni di investimento, fondi pensione, etc.) che raccolgono risparmio fra il pubblico e lo investono in partecipazioni di minoranza in societ quotate secondo il criterio della diversificazione del rischio. La costituzione La costituzione della societ per azioni si articola in due fasi essenziali: a. La stipulazione dellatto costitutivo. b. Liscrizione dellatto costitutivo nel registro delle imprese. Solo con liscrizione nel registro delle imprese la societ per azioni acquista la personalit giuridica e viene a esistenza. La stipulazione dellatto costitutivo pu a sua volta avvenire secondo due diversi procedimenti: a. Stipulazione (o costituzione) simultanea. b. Stipulazione (o costituzione) per pubblica sottoscrizione. Nella costituzione simultanea latto costitutivo stipulato immediatamente da coloro che assumono liniziativa per la costituzione della societ (soci fondatori). E tali soggetti provvedono contestualmente allintegrale sottoscrizione del capitale sociale. Nella costituzione per pubblica sottoscrizione, scarsamente utilizzato, invece, si addiviene alla stipulazione dellatto costitutivo al termine di un complesso procedimento che consente la raccolta fra il pubblico del capitale iniziale sulla base di un programma predisposto da coloro che assumono liniziativa. Latto costitutivo La societ per azioni pu essere costituita per contratto o per atto unilaterale (art. 2328), nel caso in cui si abbia un solo socio fondatore. In ogni caso, latto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullit della societ (art. 2332). Latto costitutivo deve indicare (art. 2328): 1. Le generalit dei soci e degli eventuali promotori, nonch il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi. 2. La denominazione e il comune ove sono poste la sede della societ e le eventuali sedi secondarie. La sede sociale il luogo dove risiedono lorgano amministrativo e gli uffici direttivi della societ. 3. Loggetto sociale; vale a dire il tipo di attivit economica che la societ si propone di svolgere. tuttavia pratica diffusa quella di indicare nellatto costitutivo una pluralit di attivit. 4. Lammontare del capitale sottoscritto e versato. 5. Il numero e leventuale valore nominale delle azioni, le loro caratteristiche e le modalit di emissione e circolazione. 6. Il valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura. 7. Le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti. 8. I benefici eventualmente accordati ai promotori o ai soci fondatori.

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9. Il sistema di amministrazione adottato, il numero degli amministratori e i loro poteri, indicando quali tra essi hanno la rappresentanza della societ. 10. Il numero dei componenti del collegio sindacale. 11. La nomina dei primi amministratori e sindaci e, quando previsto, del soggetto che dovr esercitare il controllo contabile. 12. Limporto globale, almeno approssimativo, delle spese per la costituzione poste a carico della societ. 13. La durata della societ (anche a tempo indeterminato). Lomissione di una o pi di tali indicazioni legittima il rifiuto del notaio di stipulare latto costitutivo. Non tutti i requisiti di contenuto fissati dallart. 2328 sono per richiesti a pena di nullit della societ una volta intervenuta liscrizione nel registro delle imprese. Le condizioni per la costituzione La societ per azioni deve costituirsi con un capitale non inferiore a 120.000,00 , salvo i casi in cui leggi speciali impongano un capitale minimo pi elevato. Per procedere alla costituzione della societ per azioni poi necessario che ricorrano le seguenti condizioni stabilite dallart. 2329: 1. Che sia sottoscritto per intero il capitale sociale. 2. Che siano rispettate le disposizioni relative ai conferimenti; e in particolare che sia versato presso una banca il 25% dei conferimenti in denaro o, nel caso di costituzione per atto unilaterale, il loro intero ammontare. 3. Che sussistano le autorizzazioni e le altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la costituzione della societ in relazione al suo particolare oggetto. I conferimenti in danaro devono essere versati prima della stipula dellatto costituivo e restano vincolati presso la banca fino al completamento del procedimento di costituzione. I sottoscrittori hanno tuttavia diritto di rientrare in possesso delle somme versate se la societ non iscritta nel registro delle imprese, entro 90 giorni dalla stipulazione dellatto costitutivo. Liscrizione nel registro delle imprese Il notaio che ha ricevuto latto costitutivo deve depositarlo, entro 20 giorni, presso lufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione stabilita la sede della societ, allegando allatto costituivo i documenti che comprovano losservanza delle condizioni richieste per la costituzione. Lufficio del registro delle imprese, a sua volta, prima di procedere alliscrizione pu e deve verificare solo la regolarit formale della documentazione ricevuta (art. 2330). Per le operazioni compiute fra la stipulazione dellatto costitutivo e liscrizione della societ nel registro delle imprese, di regola poste in essere dai futuri amministratori, sono illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi coloro che hanno agito. La nullit della societ per azioni Prima della registrazione, esiste solo un contratto di societ; un atto di autonomia privata che per il momento destinato a produrre effetti solo fra le parti contraenti. Pertanto, tale contratto pu essere dichiarato nullo o annullato nei casi e con gli effetti previsti dalla disciplina generale dei contratti (art. 1418). La situazione muta radicalmente dopo liscrizione della societ nel registro delle imprese, in quanto la sanzione pu consistere solo nello scioglimento della societ. Intervenuta liscrizione nel registro delle imprese, la societ per azioni pu essere oggi dichiarata nulla solo in tre casi tassativamente elencati (art. 2332): 1. Mancata stipulazione dellatto costitutivo nella forma dellatto pubblico. 2. Illiceit delloggetto sociale. 3. Mancanza nellatto costitutivo (o nello statuto) di ogni indicazione riguardante la denominazione della societ, o i conferimenti, o lammontare del capitale sociale o loggetto sociale.

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Invece, non costituiscono pi cause di nullit della societ: la mancanza dellatto costitutivo; lincapacit di tutti i soci fondatori; la mancanza della pluralit dei fonatori; il mancato versamento dei conferimenti iniziali in denaro; la mancanza di omologazione da parte dei tribunali. La dichiarazione di nullit della societ per azioni non pregiudica lefficacia degli atti compiuti in nome della societ dopo liscrizione nel registro delle imprese. Inoltre, i soci non sono liberati dallobbligo dei conferimenti fino a quando non sono soddisfatti i creditori sociali. Infine, mentre la nullit di un contrato insanabile (art. 1423), la nullit della societ iscritta non pu essere dichiarata quando la causa di essa stata eliminata e di tal eliminazione stata data pubblicit con iscrizione nel registro delle imprese. Cosa rimane allora della comune disciplina della nullit dei contratti? a. La regola che lazione di nullit imprescrittibile. b. La regola che la nullit pu essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e pu essere rilevata di ufficio dal giudice. La societ per azioni unipersonale In base allattuale disciplina, integrata dalla riforma del 2003: 1. consentita la costituzione della societ per azioni con atto unilaterale di un unico socio fondatore (art. 2328). 2. Anche nella societ per azioni unipersonale per le obbligazioni sociali di regola risponde solo la societ col proprio patrimonio. Cautele volte a prevenire i maggiori pericoli cui sono esposti i terzi sono, innanzitutto, che lunico socio fondatore risponde in solido con coloro che hanno agito, per le operazioni compiute in nome della societ prima delliscrizione nel registro delle imprese (art. 2331). Sia in sede di costituzione della societ, sia i sede di aumento del capitale sociale, lunico socio tenuto a versare integralmente, al momento della sottoscrizione, i conferimenti in danaro. Per quanto riguarda il regime di responsabilit per le obbligazioni sociali, lunico socio non incorre in responsabilit illimitata per le obbligazioni sociali. Sono, tuttavia, previste due eccezioni (art.2335) che comportano, in caso di insolvenza della societ, la responsabilit illimitata dellunico socio per le obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui tutte le azioni sono allo stesso appartenute: a. Lunico socio risponde illimitatamente quando non sia osservata la disciplina dellintegrale liberazione dei conferimenti sopra esposta. b. Lunico socio risponde fino a quando non sia stata attuata la specifica pubblicit dettata per la s.p.a. unipersonale dallart. 2362. I patrimoni destinati La riforma del 2003 offre per la prima volta alla s.p.a. anche una nuova tecnica per limitare il rischio di impresa: quella dei patrimoni destinati a uno specifico affare. Limpresa societaria resta unica, ma nel suo ambito sono individuati uno o pi patrimoni separati che rispondono solo delle obbligazioni relative per predeterminate e specifiche operazioni economiche. Lattuale disciplina offre due modelli di patrimoni destinati: a. La s.p.a. pu costituire uno o pi patrimoni, ciascuno dei quali destinato in via esclusiva a uno specifico affare, sia pure entro i limiti del 10% del proprio patrimonio netto e purch non si tratti di affari attinenti ad attivit riservate in base a leggi speciali. La costituzione di un patrimonio destinato avviene con apposita deliberazione adottata dallorgano amministrativo dalla societ a maggioranza assoluta dei suoi componenti (art. 2247). La deliberazione deve essere verbalizzata da un notaio e diventa produttiva di effetti solo dopo che siano trascorsi 60 giorni dalliscrizione. Decorso tale termine si producono gli effetti della separazione patrimoniale (specifico regime di responsabilit). Per ciascun patrimonio destinato dovranno essere tenuti separatamente i libri e le scritture contabili.

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Realizzato laffare o se lo stesso divenuto impossibile, anche per fallimento della societ, gli amministratori redigono un rendiconto finale che deve essere depositato presso lufficio del registro delle imprese. b. La societ pu inoltre stipulare con terzi un contratto di finanziamento di uno specifico affare, pattuendo che al rimborso totale o parziale del finanziamento siano destinati i proventi dellaffare stesso. Il contratto deve indicare gli elementi essenziali delloperazione, deve specificare i beni strumentali necessari per la realizzazione e il relativo piano finanziario indicando la parte coperta dal finanziamento e quella a carico della societ. Il patrimonio destinato formato dai proventi dellaffare, dai relativi frutti e dagli investimenti eventualmente effettuati in attesa del rimborso del finanziamento. Delle obbligazioni nei confronti del finanziatore risponde esclusivamente il patrimonio separato, salvo che la societ abbia prestato garanzie col proprio patrimonio generale per il parziale rimborso del finanziamento. I conferimenti I conferimenti costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della societ; la loro funzione essenziale quella di dotare la societ del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dellattivit di impresa. La disciplina dei conferimenti ispirata da una duplice finalit: a. Quella di garantire che i conferimenti promessi dai soci vengano effettivamente acquisiti dalla societ. b. Quella ulteriore di garantire che il valore assegnato dai soci ai conferimenti sia veritiero. I conferimenti in danaro Nelle s.p.a. i conferimenti devono essere effettuati in danaro se nellatto costitutivo non stabilito diversamente (art. 2342). disposto lobbligo di versamento immediato presso una banca di almeno il 25% dei conferimenti in danaro, o dellintero ammontare se si tratta di societ unipersonale. Costituita la societ, gli amministratori sono liberi di chiedere in ogni momento ai soci i versamenti ancora dovuti. In caso di trasferimento delle azioni, lobbligo di versamento dei conferimenti residui grava sul socio attuale, sia sullalienante (art. 2356). Il socio in mora nei versamenti non pu esercitare il diritto di voto. Inoltre, in luogo della normale azione giudiziaria per la condanna alladempimento e lesecuzione forzata, la societ pu avvalersi di una pi celere procedura di vendita coattiva delle azioni del socio moroso. A tal fine, la societ tenuta innanzitutto a offrire le azioni agli altri soci, in proporzione della loro partecipazione e per un corrispettivo non inferiore ai conferimenti ancora dovuti. In mancanza di offerte, la societ pu far vendere le azioni a mezzo di una banca o di un intermediario autorizzato. Se la vendita coattiva non ha esito, gli amministratori possono sempre in alternativa alla normale azione giudiziaria dichiarare decaduto il socio. Le azioni del socio escluso entrano a far parte del patrimonio della societ e questa pu ancora tentare di metterle in circolazione entro lesercizio. Svanita anche questultima possibilit per lacquisizione dei conferimenti, la societ deve annullare le azioni rimaste invendute riducendo per ammontare corrispondente il capitale sociale. I conferimenti diversi dal danaro espressamente stabilito che non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di opera o di servizi. Limitazioni sono state introdotte anche per quanto riguarda i conferimenti dei beni in natura e dei crediti, per le quali le azioni corrispondenti a tali conferimenti devono essere integralmente liberate al momento della sottoscrizione.

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Questulteriore limitazione certamente preclude lapporto a titolo di conferimento di cose generiche, future o altrui, nonch di prestazioni periodiche di beni. Anche oggi, in definitiva, resta perci conferibile ogni prestazione di dare suscettibile di valutazione economica oggettiva e immediata messa a disposizione della societ. La valutazione I conferimenti diversi dal danaro devono formare oggetto di uno specifico procedimento di valutazione regolato dallart. 2343. Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare una relazione giurata di stima di un esperto designato dal tribunale. Deve attestare che il loro valore almeno pari a quello a essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e delleventuale soprapprezzo. Il valore assegnato in base alla relazione di stima ha carattere provvisorio. Entro 180 giorni dalla costituzione della societ, gli amministratori devono controllare le valutazioni contenute nella relazione di stima e, se sussistono fondati motivi, devono procedere alla revisione della stima. Nel frattempo le azioni corrispondenti sono inalienabili. Se dalla revisione risulta che il valore dei beni o dei crediti conferiti inferiore di oltre 1 / 5 rispetto a quello per cui avvenne il conferimento, la societ deve ridurre proporzionalmente il capitale sociale e annullare le azioni che risultano scoperte. Al socio per concessa una duplice alternativa per non vedere cos ridotta la propria partecipazione: pu versare la differenza in danaro, mantenendo cos inalterato il numero delle azioni sottoscritte; pu recedere dalla societ, con conseguente diritto alla liquidazione del valore attuale delle azioni sottoscritte. In base allattuale disciplina, il socio recedente ha diritto alla restituzione in natura del bene conferito, qualora ci sia possibile in tutto o in parte. Il che implica la necessit di conguagli in denaro per pareggiare il valore del bene con il valore di liquidazione della partecipazione. Le prestazioni accessorie Oltre lobbligo dei conferimenti, latto costitutivo pu prevedere lobbligo dei soci di eseguire prestazioni accessorie non consistenti in danaro, determinandone anche contenuto, durata, modalit e compenso. Le prestazioni accessorie costituiscono utile strumento per vincolare stabilmente i soci a effettuare a favore della societ prestazioni che non possono formare oggetto di conferimento. Le azioni con prestazioni accessorie devono essere nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori, dato che il trasferimento delle azioni comporta anche il trasferimento in testa allacquirente dellobbligo di esecuzione delle prestazioni accessorie. LE AZIONI Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella societ per azioni. La singola azione rappresenta, nel contempo, lunit minima di partecipazione al capitale sociale e lunit di misura dei diritti sociali. perci indivisibile. Azioni e capitale sociale Le azioni devono essere tutte di uguale valore (art. 2348), devono cio rappresentare tutte unidentica frazione del capitale sociale nominale. Si definisce valore nominale delle azioni la parte del capitale sociale da ciascuna rappresentata espressa in cifra monetaria. A differenza della disciplina previgente, quella attuale consente che vengano emesse anche azioni senza indicazione del valore nominale. Il valore nominale delle azioni, al pari del capitale sociale nominale, insensibile alle vicende patrimoniali della societ. Nelle azioni senza valore nominale lo statuto e i titoli azionari devono indicare solo il capitale sottoscritto e il numero delle azioni emesse. La partecipazione al capitale del singolo azionista sar espressa in una percentuale del numero complessivo delle azioni emesse.

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Il valore reale delle azioni si ottiene dividendo il patrimonio netto della societ per il numero delle azioni. Diverso ancora il valore di mercato delle azioni, che risulta giornalmente dai listini ufficiali quando le azioni sono ammesse alla quotazione in un mercato regolamentato (borsa valori). La partecipazione azionaria Ogni azione costituisce una partecipazione sociale e attribuisce al suo titolare un complesso unitario di diritti e poteri di natura amministrativa, di natura patrimoniale, ed anche a contenuto complesso amministrativo e patrimoniale. Le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Si tratta di uguaglianza relativa e soggettiva. Luguaglianza relativa in quanto possibile creare categorie di azioni fornite di diritti diversi (art. 2348). Luguaglianza poi soggettiva in quanto uguali sono i diritti che ogni azione attribuisce, non i diritti di cui ciascun azionista globalmente dispone, dovendosi al riguardo anche tener conto del numero delle azioni di cui ciascuno titolare. Le categorie speciali di azioni Sono categorie speciali di azioni quelle fornite di diritti diversi da quelli tipici previsti dalla disciplina legale. stabilito che, se esistono diverse categorie di azioni, le deliberazioni dellassemblea (generale) che pregiudicano i diritti di una di esse devono essere approvate anche dallassemblea speciale della categoria interessata. Fra i limiti di emissione espressi, rimane dopo la riforma del 2003 il divieto di emettere azioni a voto plurimo. Con la riforma del 2003 tutte le societ possono emettere azioni senza diritto di voto. Nel contempo sono scomparse le azioni privilegiate a voto limitato e si consente a tutte le societ: a. La creazione di azioni con diritto di voto limitato a particolari argomenti. b. Di azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Azioni senza voto, a voto limitato e a voto condizionato non possono tuttavia superare complessivamente la met del capitale sociale in modo da evitare uneccessiva concentrazione di potere nelle mani degli azionisti a voto pieno. Le azioni privilegiate sono azioni che attribuiscono ai loro titolari un diritto di preferenza nella distribuzione degli utili e/o nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della societ. altres consentita lemissione di azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dellattivit sociale di un determinato settore. Perci a nulla avranno diritto se lattivit complessiva della societ registra un perdita. Le azioni di risparmio Le azioni di risparmio possono essere emesse solo da societ le cui azioni ordinarie siano quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dellUnione Europea. Non possono superare, in concorso con le azioni a voto limitato, la met del capitale sociale. Con le azioni di risparmio la distinzione fra azionisti imprenditori e azionisti risparmiatori trova pieno riconoscimento legislativo: le azioni di risparmio sono, infatti, del tutto prive del diritto di voto. Inoltre, a differenza delle altre azioni, possono essere emesse al portatore. Assicurano quindi lanonimato e ci costituisce un forte incentivo alla loro sottoscrizione. Le azioni di risparmio sono dotate di particolari privilegi di natura patrimoniale,e nellatto costitutivo si determina il contenuto del privilegio, le condizioni, i limiti, le modalit e i termini per il suo esercizio. Le azioni a favor dei prestatori di lavoro Lart. 2349 consente lassegnazione straordinaria di utili ai dipendenti delle societ o di societ controllate da attuarsi mediante un articolato procedimento: gli utili sono imputati a capitale e, per limporto corrispondente, la societ emette speciali categorie di azioni che vengono assegnate gratuitamente ai prestatori di lavoro.

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Azioni e strumenti finanziari partecipativi Previsti dalla riforma del 2003, per consentire lacquisizione da parte di soci o di terzi di apporti patrimoniali che non possono formare oggetto di conferimento (le prestazioni dopera o di servizi). A differenza delle azioni, gli strumenti finanziari partecipativi non sono parti del capitale sociale, pur contribuendo a incrementare il patrimonio sociale. Gli strumenti finanziari partecipativi non attribuiscono perci la qualit di azionista. Si prevede che essi possano essere forniti solo di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, con esclusione per del diritto di voto nellassemblea generale degli azionisti. La circolazione delle azioni I titoli azionari (o certificati azionari) sono i documenti che rappresentano le quote di partecipazione nella societ per azioni e ne consentono il trasferimento secondo le regole proprie dei titoli di credito. opinione consolidata che ai titoli azionari deve essere riconosciuta la natura di titoli di credito, pi esattamente titoli di credito causali. Lattuale disciplina stabilisce che le azioni possano essere nominative o al portatore a scelta dellazionista (art. 2354): significa concedere il beneficio dellanonimato, anche e soprattutto a fini fiscali, allinvestimento azionario. La loro emissione normale, ma non essenziale nelle societ con azioni non quotate in borsa. Lo statuto pu infatti escludere lemissione dei titoli azionari (art. 2346). In tal caso, la qualit di socio provata dalliscrizione nel libro dei soci; il trasferimento delle azioni resta assoggettato alla disciplina della cessione del contratto in quanto applicabile e ha effetto nei confronti della societ dal momento delliscrizione nel libro dei soci. Nelle societ quotate in mercati regolamentati invece le azioni non possono pi essere rappresentate da titoli a decorrere dallottobre 1998. Per semplificare e rendere pi sicuro il mercato azionario, la circolazione oggi basata su semplici registrazioni contabili con soppressione materiale dei titoli (gestione accentrata de-materializzata). I vincoli sulle azioni Le azioni possono essere costituite in usufrutto o in pegno e possono inoltre formare oggetto di misure cautelari ed esecutive (sequestro giudiziario o conservativo, pignoramento). Salvo convenzione contraria, il diritto di voto compete al creditore pignoratizio o allusufruttuario. Essi dovranno comunque esercitarlo in modo da non ledere gli interessi del socio, esponendosi altrimenti al risarcimento dei danni nei suoi confronti. Gli altri diritti amministrativi spettano invece disgiuntamente sia al socio sia al creditore pignoratizio o allusufruttuario, se dal titolo costitutivo del vincolo non risulta diversamente. Il diritto di opzione spetta invece al socio e solo a esso sono attribuite le nuove azioni sottoscritte. I limiti alla circolazione delle azioni Le azioni sono in via di principio liberamente trasferibili. La libera trasferibilit tuttavia esclusa o limitata per legge in determinate ipotesi. Ad esempio: a. Le azioni liberate con conferimenti diversi dal danaro non possono essere alienate prima del controllo della valutazione (art. 2343). b. Le azioni con prestazioni accessorie non sono trasferibili senza il consenso del consiglio di amministrazione (art. 2345). Dai limiti legali alla circolazione vanno tenuti distinti i limiti convenzionali, cio accordi intercorsi tra i soci: o Limiti statutari, che risultano dallo stesso atto costituivo. o Patti parasociali, accordi non consacrati nellatto costitutivo (c.d. sindacati di blocco). I sindacati di blocco vincolano solo le parti contraenti, mentre i limiti statutari hanno efficacia reale: vincolano tutti i soci, anche futuri. Al riguardo lart. 2355-bis stabilisce che lo statuto pu sottoporre a particolari condizioni il trasferimento, anche a causa di morte, delle azioni nominative. Nel contempo consente anche che lo

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statuto vieti del tutto la circolazione delle azioni sia pure per un periodo non superiore a 5 anni dalla costituzione della societ o dal momento in cui il divieto fu introdotto. Per quanto riguarda invece le clausole statutarie finalizzate a limitare la circolazione delle azioni, le pi diffuse sono: a. Le clausole di prelazione, le quali impongono al socio che intenda vendere le azioni di offrirle preventivamente agli altri soci e di preferirli ai terzi a parit di condizioni. La violazione del patto di preferenza comporta linefficacia del trasferimento, e correlato il diritto di riscattare dal terzo acquirente le relative azioni. b. Le clausole di gradimento: 1. Clausole che richiedono il possesso di determinati requisiti da parte dellacquirente. 2. Clausole che subordinano il trasferimento delle azioni al consenso (placcet) di un organo sociale, quasi sempre costituito dal consiglio di amministrazione. c. Le clausole di riscatto, che prevedono un potere di riscatto delle azioni da parte della societ o dei soci al verificarsi di determinati eventi. Le clausole statutarie limitative della circolazione possono essere introdotte o rimosse nel corso della vita della societ con delibera dellassemblea straordinaria. In tal caso, se lo statuto non dispone diversamente, riconosciuto diritto di recesso ai soci che non hanno concorso allapprovazione della delibera. Le operazioni della societ sulle proprie azioni Le operazioni delle s.p.a. sulle proprie azioni ed in particolare la loro sottoscrizione e compravendita sono particolarmente pericolose sotto pi profili, e in linea di principio sono vietate. Pericolose per lintegrit del capitale sociale, potendo dare luogo allelusione dellobbligo di conferimento o del divieto di restituzione anticipata dei conferimenti eseguiti. Pericolose per il corretto funzionamento dellorganizzazione societaria, per la massa dei diritti di voto di cui gli amministratori ed il gruppo di comando verrebbero cos a disporre a spese del patrimonio sociale. Pericolose, infine, per il mercato dei titoli, potendo dar luogo a manovre speculative volte ad alterare le quotazioni delle azioni. Tre sono le situazioni attualmente regolate: sottoscrizione, acquisto delle proprie azioni ed altre operazioni sulle stesse. In nessun caso la societ pu sottoscrivere proprie azioni. Il divieto ha carattere assoluto e soffre una sola parziale deroga, introdotta con la riforma del 2003 per lesercizio del diritto di opzione sulle azioni proprie detenute dalla societ. Salvo tale eccezione, il divieto opera sia in sede di costituzione della societ, sia in sede di aumento del capitale sociale. Meno rigido latteggiamento del legislatore per quanto riguarda lacquisto da parte della societ delle azioni proprie. Operazione questa che pu dar luogo ad una riduzione del capitale reale, senza losservanza della relativa disciplina (art. 2445). La riduzione del capitale reale senza riduzione del capitale nominale non si verifica, invece, quando nellacquisto vengono impiegate somme corrispondenti agli utili o ad altre eccedenze di bilancio disponibili. Queste somme, infatti, possono essere liberamente distribuite ai soci e perci possono essere impiegate dalla societ anche nellacquisto di azioni proprie. Loperazione consentita, ma la societ deve rispettare quattro condizioni (art. 2357): 1. Le somme impiegate nellacquisto non possono eccedere lammontare degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato. 2. Le azioni da acquistare devono essere interamente liberate. 3. Lacquisto deve essere autorizzato dallassemblea ordinaria. 4. Il valore nominale delle azioni acquistate non pu eccedere la decima parte del capitale sociale. Le azioni acquistate violando queste condizioni devono essere vendute entro un anno dal loro acquisto, secondo modalit fissate dallassemblea. In mancanza, si dovr procedere senza indugio al loro annullamento e alla corrispondente riduzione del capitale sociale.

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Alla societ vietato, infine, di concedere prestiti o fornire garanzie di qualsiasi tipo a favore di soci o di terzi per la sottoscrizione o lacquisto di azioni proprie. La societ non pu inoltre accettare azioni proprie in garanzia (art. 2358). Le partecipazioni reciproche Le partecipazioni reciproche fra societ di capitali danno luogo a pericoli di carattere patrimoniale e amministrativo non diversi da quelli visti nel paragrafo precedente per la sottoscrizione e lacquisto di azioni proprie. Pericoli che diventano poi particolarmente accentuati quando fra le due societ intercorra un rapporto di controllo. Questi percoli sono di tutta evidenza nel caso di sottoscrizione reciproca del capitale, in quanto si avr una moltiplicazione illusoria di ricchezza. Lart. 2360, a tal fine, vieta alle societ di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni, anche per tramite di societ fiduciarie o di interposta persona. Lattuale disciplina pu essere cos sintetizzata: 1. Lacquisto reciproco di azioni possibile senza alcun limite quando fra le due societ non intercorra un rapporto di controllo e nessuna delle due sia quotata in borsa. 2. Se lincrocio realizzato fra societ controllante e sue controllate, lincrocio sar assoggettato a limitazioni coincidenti con quelle previste per lacquisto di azioni proprie. 3. Diversa , invece, la disciplina degli incroci azionari, che trova applicazione quando una o entrambe le societ protagoniste dellincrocio abbiano azioni quotate in borsa, ma fra le stesse non intercorra un rapporto di controllo. In tal caso, sono previsti solo limiti quantitativi agli incroci; limiti che coincidono con le percentuali che fanno scattare lobbligo di comunicazione delle partecipazioni rilevanti alle societ partecipata e alla Consob. Perci: a. Tutti coloro (persone fisiche, societ o enti) che partecipano, direttamente o indirettamente, in una societ con azioni quotate in misura superiore al 2% del capitale di questa. b. Le sole societ con azioni quotate che partecipano, direttamene o indirettamente, in societ con azioni non quotate o in s.r.l. in misura superiore al 10% del capitale di queste. Qualora la partecipazione incrociata ecceda da entrambi i lati le percentuali massime consentite, la societ che ha superato il limite successivamente: 1. Non pu esercitare il diritto di voto per le azioni o quote possedute in eccedenza rispetto alla percentuale consentita; 2. Deve alienare leccedenza entro 12 mesi; 3. In caso di mancata alienazione la sospensione del diritto di voto si estende allintera partecipazione e quindi anche alla parte che pu essere legittimamente posseduta. Qualora il voto venga ugualmente esercitato le delibere adottate col voto determinante di tali azioni sono annullabili e limpugnazione pu essere proposta anche dalla Consob. LE PARTECIPAZIONI RILEVANTI Al fine di far chiarezza sui possessi azionari rilevanti in societ quotate e in societ che operano in settori di particolare rilievo economico e sociale, lattuale disciplina prevede un obbligo di comunicazione alla societ partecipata e alla Consob per: 1. Tutti coloro (persone fisiche, societ o enti) che partecipano, direttamente o indirettamente, in una societ con azioni quotate in misura superiore al 2% del capitale di questa. 2. Le sole societ con azioni quotate che partecipano, direttamene o indirettamente, in societ con azioni non quotate o in s.r.l. in misura superiore al 10% del capitale di queste. Le sanzioni previste per la violazione degli obblighi di comunicazione sono sanzioni pecuniarie, e per le sole partecipazioni in societ quotate lulteriore sanzione della sospensione del voto inerente alle azioni o agli strumenti finanziari diversi dalle azioni per i quali sia stata omessa la comunicazione.

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Qualora la societ ammetta ugualmente il socio a votare, la relativa deliberazione assembleare impugnabile a norma dellart. 2377 c.d., se il voto di quel socio stato determinante per la formazione della maggioranza. Lacquisto di partecipazioni rilevanti in societ quotate Con la riforma dettata dalla l. 149/1992 il passaggio di propriet di pacchetti di controllo di societ quotate deve avvenire con la massima trasparenza. Per realizzare tale obiettivo sono stati introdotti due principi cardine: a. Il lancio di unofferta pubblica di acquisto obbligatorio quando trasferito il pacchetto di controllo di una societ quotata. b. Lopa, sia essa obbligatoria o volontaria, deve svolgersi nel rispetto di determinate regole di comportamento volte a tutelare i destinatari dellofferta e il regolare funzionamento del mercato. In due casi il lancio di unopa per legge obbligatorio: 1. Lopa successiva totalitaria, che consente agli azionisti di minoranza di societ con azioni ordinarie quotate di uscire dalla societ a seguito del mutamento dellazionista di controllo. infatti tenuto a promuovere unofferta pubblica di acquisto chiunque, in seguito ad acquisti a titolo oneroso, venga a detenere, direttamente o indirettamente, una partecipazione superiore al 30% delle azioni (ordinarie o speciali) che attribuiscono diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o revoca o responsabilit degli amministratori o del consiglio di sorveglianza. Lofferta deve avere a oggetto lacquisto della totalit delle azioni quotate ancora in circolazione (ordinarie o speciali) che attribuiscono diritto di voto nelle medesime materie. 2. Lopa residuale, parimenti, ha la funzione di consentire agli azionisti di minoranza luscita dalla societ a un prezzo equo quando manchi un adeguato flottante (azioni diffuse tra il pubblico). perci previsto che chiunque venga a detenere pi del 90% delle azioni ordinarie tenuto a lanciare unopa sulla totalit delle azioni con diritto di voto ancora in circolazione, al prezzo fissato dalla Consob, se non ripristina entro 120 giorni un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni. Lobbligo di acquisto sussiste anche per chiunque venga a detenere pi del 90% di una categoria speciale di azioni che attribuiscono diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o revoca degli amministratori o del consiglio di sorveglianza. Nel contempo, chi viene a detenere in seguito al lancio di unopa totalitaria pi del 98% delle azioni con diritto di voto ha diritto di acquistare coattivamente le azioni residue a un prezzo fissato da un esperto nominato dal presidente del tribunale. La violazione dellobbligo di promuovere unopa (anche residuale) colpita con sanzioni: a. Il dritto di voto inerente allintera partecipazione detenuta non pu essere esercitato. b. Le azioni eccedenti le percentuali del 30% e del 90% devono essere alienate entro 12 mesi. In due casi prevista la facolt di lanciare unopa volontaria: 1. Oltre che nel caso di opa preventiva totalitaria, l'obbligo di offerta pubblica previsto non sussiste se la partecipazione viene a essere detenuta a seguito di un'offerta pubblica di acquisto o di scambio avente a oggetto almeno il 60% delle azioni ordinarie. Le offerte pubbliche di acquisto e di cambio Lofferta pubblica di acquisto (corrispettivo in danaro) o di scambio (corrispettivo costituito da altri strumenti finanziari) una proposta irrevocabile rivolta a parit di condizioni a tutti i titolari di prodotti finanziari che ne formano oggetto. Ogni clausola contraria nulla. Il documento di offerta tempestivamente trasmesso alla societ bersaglio che a sua volta obbligata a diffondere un comunicato contenente ogni dato utile per lapprezzamento dellofferta e una valutazione motivata degli amministratori sullofferta stessa. Si apre cos la fase delle adesioni allofferta. Adesioni che possono essere raccolte dallofferente o dagli intermediari indicati nel documento di offerta.

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Gli amministratori della societ bersaglio devono astenersi dal compiere atti o operazioni che possano contrastare gli obiettivi dellofferta. Il divieto pu essere rimosso con delibera dellassemblea a maggioranza del 30% del capitale sociale. La societ bersaglio pu quindi avvalersi in pendenza di unopa di una serie di tecniche di difesa, fra le quali rientra anche il lancio di unopa concorrente da parte di eventuali alleati della societ bersaglio. Chi ha lanciato lofferta originaria pu a sua volta reagire allopa concorrente rilanciando, con un aumento del prezzo e/o del quantitativo originario richiesto. Alla scadenza del termine, lofferta diventa irrevocabile se stato raggiunto il quantitativo minimo specificato nel documento di offerta. Se invece le adesioni superano il quantitativo richiesto, il documento di offerta dovr specificare se si proceder a una riduzione proporzionale o se lofferente si riserva la facolt di acquistare ugualmente tutti i titoli. I GRUPPI DI SOCIET Le societ per azioni sono libere di sottoscrivere o acquistare azioni o quote di altre societ di capitali. Il gruppo di societ unaggregazione di imprese societarie formalmente autonome e indipendenti luna dallaltra, ma assoggettate tutte a una direzione unitaria. Tutte sono, infatti, sotto linfluenza dominante di ununica societ per il perseguimento di uno scopo unitario e comune a tutte le societ del gruppo. Da qui la tradizionale affermazione che nei gruppi a ununica impresa sotto il profilo economico corrispondono pi imprese sotto il profilo giuridico. Societ controllate e direzione unitaria societ controllata la societ che si trova, direttamente o indirettamente, sotto linfluenza dominante di altra societ (controllante). Il controllo societario pu assumere diverse forme: 1. controllata la societ in cui unaltra societ dispone della maggioranza dei voti esercitabili nellassemblea ordinaria. 2. societ controllata inoltre la societ in cui unaltra societ dispone dei voti sufficienti per esercitare uninfluenza dominante nellassemblea ordinaria. 3. Si considerano, infine, controllate, le societ che sono sotto linfluenza dominante di unaltra societ in virt di particolari vincoli contrattuali con essa (situazione oggettiva di dipendenza economica). Lesistenza di un rapporto di controllo societario non sufficiente per affermare che si in presenza di un gruppo di societ. Lattivit di direzione coordinamento, in base allattuale disciplina, esercitata dalle societ o enti tenuti alla redazione del bilancio consolidato. Si considerano societ collegate, le societ sulle quali unaltra societ esercita uninfluenza notevole, ma non dominante. E linfluenza notevole si presume quando nellassemblea ordinaria pu essere esercitato almeno 1 / 5 dei voti, ovvero 1 / 10 se la societ partecipata ha azioni quotate in mercati regolamentati. La disciplina dei gruppi Disciplina cardine quella in tema di sottoscrizione e di acquisto di azioni della societ controllante da parte delle controllate; disciplina che oggi limita al 10% del capitale della controllante le azioni che possono essere possedute dalle societ facenti parte di uno stesso gruppo e, nel contempo, inibisce alle controllate lesercizio del diritto di voto anche per le azioni legittimamente possedute. Scattano poi, in sede di redazione del bilancio di esercizio, specifici obblighi di informazione contabile sia a carico della societ controllante, sia a carico delle societ controllate. La tutela dei soci e dei creditori delle societ controllate Resta fermo nel nostro ordinamento il principio cardine della distinta soggettivit e della formale indipendenza giuridica delle societ di gruppo. Lindipendenza formale porta a escludere che la capogruppo sia responsabile per le obbligazioni assunte dalle controllate in attuazione della politica di gruppo. Lindipendenza formale comporta per

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che la capogruppo non pu legittimamente imporre alle societ controllate il compimento di atti che contrastino con gli interessi delle stesse separatamente considerate. Contro eventuali abusi dellinfluenza dominante restano azionabili le norme in tema di conflitto di interessi dei soci (art. 2373) e soprattutto degli amministratori (art. 2391). Al fine della tutela dellinteresse di gruppo, previsto che le decisioni delle societ controllate ispirate da un interesse di gruppo devono essere analiticamente motivate e recare puntuale indicazione delle ragioni e degli interessi la cui valutazione ha inciso sulla decisione (art. 2497-ter). La societ capogruppo tenuta a indennizzare direttamente azionisti e creditori delle societ controllate per i danni dagli stessi subiti per il fatto che la propria societ si supinamente attenuta alle direttive di gruppo lesive del proprio patrimonio: sono direttamente responsabili nei confronti dei soci di queste per il pregiudizio arrecato alla redditivit e al valore della partecipazione sociale, nonch nei confronti dei creditori sociali per la lesione cagionata all'integrit del patrimonio della societ (art. 2497). Rispondono, inoltre, in solido con la capogruppo, sia coloro che abbiano comunque preso parte al fatto lesivo, sia coloro che ne abbiano consapevolmente tratto beneficio nei limiti del vantaggio conseguito. Il diritto di recesso riconosciuto ai soci di una societ non quotata che entra a far parte di un gruppo e ne esce, se ne deriva unalterazione delle condizioni di rischio dellinvestimento e non venga promossa unofferta pubblica di acquisto che consenta al socio di alienare la propria partecipazione. Il gruppo insolvente In caso di direzione unitaria del gruppo, gli amministratori delle societ che hanno abusato di tale direzione rispondono in solido con gli amministratori della societ dichiarata insolvente dei danni da questi cagionati alla societ stessa. LASSEMBLEA I modelli organizzativi La s.p.a. si caratterizza per la necessaria presenza di tre distinti organi, ciascuno investito per legge di proprie specifiche funzioni e di proprie competenze: a. Lassemblea dei soci, organo con funzioni esclusivamente deliberative le cui competenze sono per legge circoscritte alle decisioni di maggior rilievo della vita sociale. b. Lorgano amministrativo, cui devoluta la gestione dellimpresa sociale e che nello svolgimento di tale funzione ha per legge ampi poteri decisionali. c. Lorgano di controllo interno, con funzioni di controllo sullamministrazione della societ. Per quanto riguarda lamministrazione e il controllo, il codice del 1942 prevedeva: 1. Lorgano amministrativo (amministratore unico o c.d.a.). 2. Il collegio sindacale. La riforma del 2003 ha tuttavia affiancato al sistema tradizionale di amministrazione e di controllo, altri due sistemi alternativi fra i quali la societ pu scegliere: a. Il sistema dualistico, di ispirazione tedesca. Con tale sistema, lamministrazione e il controllo sono esercitati da un consiglio di sorveglianza, di nomina assembleare, e da un consiglio di gestione, nominato direttamente dal consiglio di sorveglianza. b. Il sistema monistico, di ispirazione anglosassone. Con tale sistema, lamministrazione e il controllo sono esercitati rispettivamente dal consiglio di amministrazione, nominato dallassemblea, e da un comitato per il controllo sulla gestione, costituito al suo interno e i cui componenti devono essere dotati di particolari requisiti di indipendenza e professionalit. Nozione e distinzioni Lassemblea lorgano composto dalle persone dei soci. La sua funzione quella di formare la volont della societ nelle materie riservate alla sua competenza dalla legge o dallatto costitutivo. Lassemblea organo collegiale che decide secondo il principio maggioritario. Nelle societ che adottano il sistema tradizionale o monistico, lassemblea in sede ordinaria, art. 2364: 1. Approva il bilancio;

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2. Nomina e revoca gli amministratori; nomina i sindaci e il presidente del collegio sindacale e, quando previsto, il soggetto al quale demandato il controllo contabile; 3. Determina il compenso degli amministratori e dei sindaci, se non stabilito dallo statuto; 4. Delibera sulla responsabilit degli amministratori e dei sindaci; 5. Delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dell'assemblea, nonch sulle autorizzazioni eventualmente richieste dallo statuto per il compimento di atti degli amministratori, ferma in ogni caso la responsabilit di questi per gli atti compiuti; 6. Approva l'eventuale regolamento dei lavori assembleari. Rientrano comunque nella competenza dellassemblea ordinaria tutte le deliberazioni che non sono di competenza dellassemblea straordinaria. Lassemblea in sede straordinaria, a sua volta, delibera (art. 2365): 1. Sulle modificazioni dello statuto; 2. Sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori; 3. Su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza. Diversi sono i quorum costitutivi e deliberativi richiesti per lassemblea ordinaria e per quella straordinaria, di prima e seconda convocazione. Lassemblea unica e generale se la societ ha emesso solo azioni ordinarie. Quando invece sono state emesse diverse categorie di azioni allassemblea generale si affiancano le assemblee speciali di categoria. Il procedimento assembleare La convocazione dellassemblea di regola decisa dallorgano amministrativo (o dal consiglio di gestione), i quali possono disporre la stessa ogni qual volta lo ritengano opportuno. La convocazione tuttavia obbligatoria in una serie di casi: 1. Devono convocare lassemblea ordinaria almeno una volta allanno, entro il termine stabilito dallo statuto che comunque non pu essere superiore a 120 giorni dalla chiusura dellesercizio per consentire lapprovazione del bilancio. 2. Devono convocare senza ritardo lassemblea quando ne sia fatta richiesta da tanti soci che rappresentano almeno il 10% del capitale sociale o la minor percentuale prevista dallo statuto e nella domanda siano indicati gli argomenti da trattare. Se gli amministratori oppure in loro vece i sindaci non provvedono, la convocazione dellassemblea ordinata con decreto dal tribunale. Lassemblea convocata nel comune dove ha sede la societ (e non pi necessariamente nella sede della societ), se lo statuto non dispone diversamente (art. 2363). La convocazione mediante avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, almeno 15 giorni prima di quello fissato per ladunanza (30 giorni per le societ quotate), pu essere sostituita dalla pubblicazione in almeno un quotidiano indicato dallo statuto. Lavviso deve contenere lindicazione del giorno, dellora e del luogo delladunanza, nonch lelenco delle materie da trattare (ordine del giorno). Pur in assenza di convocazione o di convocazione nelle forme di legge, lassemblea regolarmente costituita quando rappresentato lintero capitale sociale e partecipa allassemblea la maggioranza degli organi amministrativi e di controllo. Lassemblea presieduta dalla persona indicata nello statuto o, in mancanza, da quella eletta con il voto della maggioranza dei presenti. Il presidente assistito da un segretario designato nello stesso modo (art. 2371). Il presidente verifica la regolarit della costituzione dellassemblea, accerta lidentit e la legittimazione dei presenti, regola il suo svolgimento e accerta i risultati delle votazioni. Ai soci intervenuti, che raggiungono il terzo del capitale sociale rappresentato in assemblea, poi riconosciuto il diritto di chiedere il rinvio delladunanza di non oltre 5 giorni, dichiarando di non essere sufficientemente informati sugli argomenti posti in discussione (art. 2374). Le delibere assembleari devono constare da verbale, sottoscritto dal presidente e dal segretario o dal notaio. Se si tratta di assemblea straordinaria, il verbale deve essere redatto da un notaio (art. 2375). Il verbale deve indicare la data dell'assemblea e, anche in allegato, l'identit dei partecipanti e il capitale

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rappresentato da ciascuno; deve altres indicare le modalit e il risultato delle votazioni e deve consentire, anche per allegato, l'identificazione dei soci favorevoli, astenuti o dissenzienti. Costituzione dellassemblea e validit delle deliberazioni Si definisce quorum costitutivo la parte del capitale sociale che deve essere rappresentata in assemblea perch questa sia regolarmente costituita. Si definisce quorum deliberativo la parte del capitale sociale che si deve esprimere a favore di una determinata deliberazione perch questa sia approvata. Lassemblea ordinaria: costitutivo 1 / 2 capitale sociale con diritto di voto Nessuno

Quorum

I convocazione

II convocazione

deliberativo Maggioranza assoluta delle azoni che hanno preso parte alla votazione Nessuno

Quorum

In merito alle assemblee straordinarie, delle societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio: costitutivo Intero capitale sociale 1 / 3 del capitale sociale

Quorum

I convocazione II convocazione

deliberativo Maggioranza assoluta del capitale sociale 2 / 3 del capitale rappresentato in assemblea

Quorum

In merito alle assemblee straordinarie, delle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio: costitutivo 1 / 2 del capitale sociale 1 / 3 del capitale sociale

Quorum

I convocazione II convocazione

deliberativo 2 / 3 del capitale rappresentato in assemblea 2 / 3 del capitale rappresentato in assemblea

Quorum

Lo statuto pu modificare solo in aumento le maggioranze previste per lassemblea ordinaria di prima convocazione e quelle dellassemblea straordinaria. Infine, consentito che lo statuto preveda convocazioni ulteriori sia dellassemblea ordinaria che di quella straordinaria; convocazioni alle quali si applicano le disposizioni della seconda convocazione. Il diritto di intervento Possono intervenire in assemblea, insieme ad amministratori, sindaci, rappresentante comune degli azionisti di risparmio e degli obbligazionisti, gli azionisti con diritto di voto (art. 2370), nonch i soggetti che, pur non essendo soci hanno diritto di voto, come lusufruttuario o il creditore pignoratizio (art. 2352).

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Lo statuto pu consentire lintervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione o lespressione del voto per corrispondenza. La rappresentanza in assemblea Gli azionisti possono partecipare allassemblea sia personalmente sia a mezzo di rappresentante, il che consente la partecipazione indiretta dei piccoli azionisti alla vita della societ e agevola il raggiungimento delle maggioranze assembleari nelle societ con diffuso assenteismo dei soci. Le delega deve essere conferita per iscritto e deve contenere il nome del rappresentante, che pu farsi sostituire solo da altra persona indicata nella delega stessa. La rappresentanza non pu essere conferita a una serie di soggetti, espressione del gruppo di comando della societ o sotto linfluenza, diretta o indiretta, dello stesso. Con la riforma del 1974 sono state introdotte limitazioni anche per quanto riguarda il numero dei soci che la stessa persona pu rappresentare in assemblea: non pi di 20 soci, o se si tratta di societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio non pi di 50, 100 o 200 soci, a seconda che il capitale di rischio non superi i 5 milioni di euro, non superi i 25 milioni o infine superi questultima cifra. La riforma del 1998 ha introdotto per le sole societ con azioni quotate, in alternativa alla disciplina del codice, gli istituti della: o Sollecitazione, che la richiesta di conferimento di deleghe di voto rivolta a tutti gli azionisti da parte di uno o pi soggetti (committente), che richiedono ladesione a specifiche proposte di voto. Il committente deve gi possedere almeno l1% delle azioni con diritto di voto. o Raccolta di deleghe, che la richiesta di conferimento di deleghe effettuata da associazioni di azionisti esclusivamente nei confronti dei propri associati. Il conflitto di interessi Versa in conflitto di interessi lazionista che in una determinata delibera ha, per conto proprio o altrui, un interesse personale contrastante con linteresse della societ (art. 2373). La delibera adottata col voto del socio in conflitto di interessi non senzaltro annullabile. A tal fine necessario che ricorrano due ulteriori condizioni: a. Che il suo voto sia stato determinante (prova di resistenza). b. Che la delibera possa danneggiare la societ (danno potenziale). Due ipotesi tipiche di conflitto di interessi sono previste dallart. 2373 che: a. Vieta ai soci amministratori di votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilit. b. Vieta, nel sistema dualistico, ai soci componenti il consiglio di gestione di votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina, la revoca o la responsabilit dei consiglieri di sorveglianza. Si pu anche verificare che una deliberazione sia adottata dalla maggioranza per danneggiare i soci di minoranza. In questi casi lart. 2373 non invocabile. Dottrina e giurisprudenza non sono per insensibili allesigenza di reprimere gli abusi della maggioranza a danno esclusivo della minoranza e desumono dal principio generale di correttezza e buona fede nellattuazione del contratto (art. 1375) un ulteriore limite alla libert di voto. Si perviene cos ad affermare lannullabilit della delibera quando la stessa sia ispirata dal solo scopo di danneggiare singoli soci. I sindacati di voto I sindacati di voto sono accordi (patti parasociali) con i quali alcuni soci si impegnano a concordare preventivamente il modo in cui votare in assemblea. I sindacati di voto possono avere carattere: o Occasionale o Permanente a. A tempo determinato b. A tempo indeterminato

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I sindacati di voto danno un indirizzo unitario allazione dei soci sindacati e se questi vengono a costituire il gruppo di comando, il patto di sindacato consente di dare stabilit di indirizzo alla condotta della societ. I sindacati di comando, tuttavia, cristallizzano il gruppo di controllo e, di fatto, il procedimento assembleare finisce con lessere rispettato solo formalmente, dato che in fatto le decisioni vengono prese prima e fuori dallassemblea. Il patto parasociale ha effetti solo tra le parti. Perci il voto dato in assemblea resta valido anche se espresso in violazione degli accordi di sindacato, ma il socio che ha votato in modo difforme da quanto preventivamente convenuto sar tenuto a risarcire i danni da lui arrecati agli altri aderenti al patto. Nelle societ non quotate non solo i sindacati di voto, ma anche gli altri patti stipulati al fine di stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della societ, non possono avere durata superiore a 5 anni, ma sono rinnovabili alla scadenza. Inoltre, possono essere stipulati a tempo indeterminato, ma in tal caso ciascun contraente pu recedere con un preavviso di 180 giorni. I patti parasociali sono soggetti a un particolare regime di pubblicit: o Per le societ non quotate che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, i patti parasociali devono essere comunicati alla societ e dichiarati in apertura di assemblea. o Per le societ quotate che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, i sindacati di voto e gli altri patti parasociali devono essere comunicati alla Consob, pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana e depositati presso il registro delle imprese del luogo dove la societ ha la sede legale. o Nessuna forma di pubblicit prevista per i patti parasociali riguardanti societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio. La violazione di tali obblighi di trasparenza pesantemente sanzionata: comporta la nullit dei patti e la sospensione del diritto di voto relativo alle azioni sindacate. Le deliberazioni assembleari Linvalidit delle delibere assembleari pu essere determinata dalla violazione delle norme che regolano il procedimento assembleare o da vizi che riguardano il contenuto della delibera. Anche per le deliberazioni assembleari opera la tradizionale distinzione fra nullit e annullabilit propria della disciplina dei contratti. Nel codice del 1942 la nullit si presentava come sanzione eccezionale prevista solo per le delibere aventi oggetto impossibile o illecito. Per contro, i vizi di procedimento davano vita sempre e soltanto allannullabilit della delibera. La giurisprudenza aveva ritenuto che le scelte fatte dal legislatore erano scarsamente protettive della posizione dei soci di minoranza, esposta a colpi di mano della maggioranza. Non potendosi per contestare che le cause di nullit erano solo quelle previste dallart. 2379, si era introdotto accanto alle delibere nulle e annullabili una terza categoria del tutto ignota al codice: quella delle delibere inesistenti, ovvero quelle delibere che presentavano vizi di procedimento talmente gravi da precludere la possibilit stessa di qualificare latto come delibera assembleare (nullit radicale). La riforma del 2003 si prefiggeva di porre fine alla categoria giurisprudenziale delle delibere inesistenti, riconducendo nelle categorie della nullit o dellannullabilit tutti i possibili vizi delle delibere assembleari. Sono semplicemente annullabili (artt. 2377-2378) tutte le deliberazioni che non sono prese in conformit della legge o dello statuto. Nel contempo si specifica che possono dar vita solo ad annullabilit della delibera: a. La partecipazione allassemblea di persone non legittimate, ma solo se tale partecipazione sia determinante per la regolare costituzione dellassemblea (c.d. prova di resistenza). b. Linvalidit dei singoli voti o il loro errato conteggio, ma solo se determinanti per il raggiungimento della maggioranza. c. Lincompletezza o inesattezza del verbale, ma solo quando impediscano laccertamento del contenuto, degli effetti e della validit della delibera. Limpugnativa pu essere proposta solo dai soggetti espressamente previsti dalla legge. Vale a dire: soci assenti, dissenzienti o astenuti, amministratori, consiglio di sorveglianza e collegio sindacale; e anche il rappresentante comune degli azionisti di risparmio.

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Inoltre, al fine di evitare azioni pretestuose o di mero disturbo, legittimati allimpugnativa sono solo gli azionisti con diritto di voto che rappresentano, anche congiuntamente, luno per mille del capitale sociale nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e il 5% nelle altre. Limpugnativa o lazione di risarcimento danni devono essere proposte entro un breve termine di decadenza: 90 giorni dalla data della deliberazione o 90 giorni dalliscrizione o dal deposito nel registro delle imprese. Lazione di annullamento proposta davanti al tribunale del luogo dove la societ ha sede. Infine, lannullamento non pu avere luogo se la delibera sostituita con altra presa in conformit della legge o dellatto costitutivo o stata revocata dallassemblea (art. 2377). Le deliberazioni nulle La delibera nulla solo nei tre casi indicati tassativamente dallart. 2379. Come per il passato, sono nulle le delibere il cui oggetto impossibile o illecito; vale a dire contrario a norme imperative, allordine pubblico o al buon costume. Nullit si ha, tuttavia, anche quando la delibera ha oggetto lecito, ma contenuto illecito. In base allattuale disciplina, la delibera assembleare altres nulla nei casi di: 1. Mancata convocazione dellassemblea. La convocazione non si considera mancante: a. Nel caso d'irregolarit dell'avviso, se questo proviene da un componente dell'organo di amministrazione o di controllo della societ ed idoneo a consentire a coloro che hanno diritto di intervenire di essere preventivamente avvertiti della convocazione e della data dell'assemblea. b. Lazione di nullit non pu essere esercitata da chi, anche successivamente, abbia dichiarato il suo assenso allo svolgimento dellassemblea. 2. Mancanza del verbale. Si precisa per che: a. Il verbale non si considera mancante se contiene la data della deliberazione e il suo oggetto ed e' sottoscritto dal presidente dell'assemblea, o dal presidente del consiglio d'amministrazione o del consiglio di sorveglianza e dal segretario o dal notaio. b. La nullit per mancanza del verbale sanata con effetto retroattivo mediante verbalizzazione eseguita prima dellassemblea successiva. Resta fermo il principio che la nullit delle delibere assembleari pu essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e pu essere rilevata anche di ufficio dal giudice. Possono essere impugnate senza limiti di tempo solo le delibere che modificano loggetto sociale prevedendo attivit illecite o impossibili. In tutti gli altri casi introdotto un termine di decadenza di 3 anni, a decorrere dalla trascrizione nel registro delle imprese o nel libro delle adunanze. La nullit non pu essere dichiarata se la delibera sostituita con altra presa in conformit della legge. AMMINISTRAZIONE Come anticipato, la riforma del 2003 ha previsto tre sistemi di amministrazione e di controllo: 1. Il sistema tradizionale. 2. Il sistema dualistico. 3. Il sistema monistico. Iniziamo lesposizione dal sistema tradizionale. GLI AMMINISTRATORI Nel sistema tradizionale, la societ per azioni non quotata pu avere sia un amministratore unico sia una pluralit di amministratori, che formano in tal caso il consiglio di amministrazione. Alle societ quotate imposta lamministrazione pluripersonale. Il numero dei componenti il consiglio di amministrazione pu essere liberamente determinato dallo statuto. Inoltre, il consiglio di amministrazione pu essere articolato al suo interno con la creazione di uno o pi organi delegati, che danno luogo alle figure del comitato esecutivo e degli amministratori delegati.

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Gli amministratori sono lorgano cui affidata in via esclusiva la gestione dellimpresa sociale e a essi spetta compiere tutte le operazioni necessarie per lattuazione delloggetto sociale (art. 2380-bis). a. Gli amministratori deliberano su tutti gli argomenti attinenti alla gestione della societ che non siano riservati dalla legge allassemblea. b. Gli amministratori (tutti o alcuni) hanno la rappresentanza generale della societ. c. Gli amministratori, inoltre, danno impulso allattivit dellassemblea: la convocano, ne fissano lordine del giorno. Danno attuazione alle delibere della stessa ed hanno il potere-dovere di impugnare quelle che violino la legge o latto costitutivo. d. Gli amministratori devono curare la tenuta dei libri e delle scritture contabili della societ e in particolare devono redigere annualmente il progetto di bilancio da sottoporre allapprovazione dellassemblea. e. Gli amministratori devono infine prevenire il compimento di atti pregiudizievoli per la societ, o quanto meno eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose. Nomina e cessazione dalla carica I primi amministratori sono nominati nellatto costitutivo. Successivamente la loro nomina compete allassemblea ordinaria. Nelle societ quotate almeno un amministratore deve essere espresso dalla minoranza. Inoltre, almeno un componente del c.d.a. (due, se il c.d.a. sia composto da pi di sette membri) deve essere un c.d. amministratore indipendente: deve, cio, essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci e degli ulteriori requisiti eventualmente previsti dallo statuto. Il numero degli amministratori fissato nello statuto. Gli amministratori possono essere soci o non soci. Non possono essere nominati amministratori linterdetto, linabilitato, il fallito o chi stato condannato a una pena che comporta linterdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o lincapacit di esercitare uffici direttivi (art. 2382). Le cause di incompatibilit previste dalle leggi speciali, diversamente da quelle di ineleggibilit, comportano solo che linteressato tenuto a optare fra luno e laltro ufficio. La nomina degli amministratori non pu essere fatta per un periodo superiore a tre esercizi. Essi sono rieleggibili, se latto costitutivo non dispone diversamente. Sono cause di cessazione dallufficio prima della scadenza del termine: a. La revoca da parte dellassemblea, salvo il diritto degli amministratori al risarcimento dei danni se non sussiste una giusta causa. b. La rinuncia da parte degli amministratori. c. La decadenza dallufficio, ove sopravvenga una delle cause di ineleggibilit. d. La morte. Il legislatore ha voluto evitare che il verificarsi di una causa di cessazione dallufficio paralizzi lattivit dellorgano amministrativo. Cos, la cessazione degli amministratori per scadenza del termine ha effetto sol dal momento in cui lorgano amministrativo stato ricostituito (prorogatio). Le dimissioni dellamministratore hanno effetto immediato se rimane in carica la maggioranza degli amministratori. In caso contrario le dimissioni hanno effetto solo dal momento in cui la maggioranza del consiglio si ricostituita. Nei casi infine in cui gli effetti della cessazione non siano differiti o differibili, sono al riguardo previste tre ipotesi: a. Se rimane in carica pi della met degli amministratori nominati dallassemblea, i superstiti provvedono a sostituire provvisoriamente quelli venuti meno (cooptazione). Gli amministratori cos nominati restano in carica fino alla successiva assemblea che potr confermarli o sostituirli. b. Se viene a mancare pi della met degli amministratori non si d luogo alla cooptazione. I superstiti devono convocare lassemblea perch provveda alla sostituzione dei mancanti e i nuovi amministratori cos nominati scadono con quelli in carica allatto della nomina.

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c. Se infine vengono a cessare tutti gli amministratori o lamministratore unico, il collegio sindacale deve convocare con urgenza lassemblea per la ricostituzione dellorgano amministrativo. Nel frattempo, il collegio sindacale pu compiere gli atti di ordinaria amministrazione. Compenso e divieti Gli amministratori hanno diritto a un compenso per la loro attivit (art. 2389). Modalit e misura del compenso sono determinati dallatto costitutivo o dallassemblea allatto della nomina. Per prevenire situazioni di pericoloso antagonismo con la societ e di potenziale conflitto di interessi, gli amministratori di s.p.a. non possono assumere la qualit di soci a responsabilit illimitata in societ concorrenti, n esercitare unattivit concorrente per conto proprio o altrui, n essere amministratori o direttori generali in societ concorrenti, salva lautorizzazione dellassemblea (art. 2390). Il consiglio di amministrazione Quando lamministrazione affidata a pi persone, queste costituiscono il consiglio di amministrazione, retto da un presidente scelto dallo stesso consiglio fra i suoi membri, qualora non sia gi stato nominato dallassemblea (art. 2380-bis). In tal caso lattivit esercitata collegialmente. Lattuale disciplina stabilisce che, se lo statuto non prevede diversamente, il c.d.a. convocato dal presidente dello stesso, il quale ne fissa anche lordine del giorno, ne coordina i lavori e provvede affinch tutti gli amministratori siano adeguatamente informati sulle materie iscritte nellordine del giorno. Per la validit delle deliberazioni del c.d.a. necessaria la presenza della maggioranza degli amministratori in carica, salvo che lo statuto richieda un quorum costitutivo pi elevato. Le deliberazioni sono approvate se riportano il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti (voto per teste). Latto costitutivo pu tuttavia stabilire una diversa maggioranza. Non ammesso il voto per rappresentanza. Una particolare e pi rigorosa disciplina stata introdotta per il conflitto di interessi degli amministratori (art. 2391): a. L'amministratore deve dare notizia agli altri amministratori e al collegio sindacale di ogni interesse che, per conto proprio o di terzi, abbia in una determinata operazione della societ, precisandone la natura, i termini, l'origine e la portata; b. Se si tratta di amministratore delegato, deve altres astenersi dal compiere l'operazione, investendo della stessa l'organo collegiale, se si tratta di amministratore unico, deve darne notizia anche alla prima assemblea utile. c. In entrambi i casi, la deliberazione del consiglio di amministrazione deve adeguatamente motivare le ragioni e la convenienza per la societ dell'operazione. La societ pu agire contro lamministratore per il risarcimento dei danni derivanti dalla sua azione o omissione. Comitato esecutivo e amministratori delegati Il comitato esecutivo , al pari del consiglio di amministrazione, un organo collegiale. Le sue decisioni sono adottate in riunioni alle quali devono assistere i sindaci. Gli amministratori delegati (uno o pi) sono invece organi unipersonali. Se vi sono pi amministratori delegati, essi agiscono disgiuntamente o congiuntamente, a seconda di quanto stabilito nello statuto o nellatto di nomina. In base allattuale disciplina, non possono essere delegati: a. La redazione del bilancio di esercizio. b. La facolt di aumentare il capitale sociale e di emettere obbligazioni convertibili per delega. c. La redazione del progetto di fusione o di scissione. Gli organi delegati (art. 2381): a. Curano che l'assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa;

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b. Riferiscono al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale, con la periodicit fissata dallo statuto e in ogni caso almeno ogni sei mesi, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione nonch sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla societ e dalle sue controllate. Lattuale disciplina attribuisce poi al c.d.a. il potere-dovere: 1. Sulla base delle informazioni ricevute, di valutare l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile della societ; 2. Quando elaborati, di esaminare i piani strategici, industriali e finanziari della societ; 3. Di valutare, sulla base della relazione degli organi delegati, il generale andamento della gestione. La rappresentanza della societ Fra le funzioni di cui gli amministratori sono per legge investiti vi quella di rappresentanza della societ. In presenza di un consiglio di amministrazione, gli amministratori investiti del potere di rappresentanza devono essere indicati nello statuto o nella deliberazione di nomina, soggetta a pubblicit legale. In base allattuale disciplina il potere di rappresentanza degli amministratori generale. Due sono i principi cardine secondo lattuale disciplina: 1. in opponibile ai terzi di buona fede la mancanza di potere rappresentativo dovuta a invalidit dellatto di nomina. 2. La societ inoltre resta vincolata verso i terzi anche se gli amministratori hanno violato eventuali limitazioni volontarie poste ai loro poteri di rappresentanza. Infatti, le limitazioni ai poteri degli amministratori che risultano dallo statuto o da una decisione degli organi competenti non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate, salvo che si provi che questi abbiano intenzionalmente agito a danno della societ. La responsabilit degli amministratori verso la societ Gli amministratori sono responsabili civilmente del loro operato in tre direzioni: 1. Verso la societ (artt. 2392-2393). Sono tenuti, infatti, al risarcimento dei danni dalla stessa subiti quando non adempiono i doveri a essi imposti dalla legge o dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dellincarico e dalle loro specifiche competenze. Se gli amministratori sono pi, essi rispondono solidalmente: in ogni caso gli amministratori sono solidalmente responsabili se essendo a conoscenza di atti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose (art. 2392). La responsabilit degli amministratori comunque responsabilit per colpa, non gi responsabilit oggettiva. Lesercizio dellazione di responsabilit contro gli amministratori deve essere deliberato dallassemblea ordinaria, oppure dal collegio sindacale a maggioranza di 2 / 3 dei suoi componenti. Lazione deve essere promossa entro 5 anni dalla cessazione dellamministrazione dalla carica. La deliberazione dellazione di responsabilit comporta la revoca automatica dallufficio degli amministratori contro cui proposta solo se la delibera approvata col voto favorevole di almeno 1 / 5 del capitale sociale. Se non si raggiunge tale percentuale, sar invece necessaria una espressa e distinta delibera di revoca. Che lazione sociale di responsabilit debba essere deliberata dallassemblea, tutela poco le minoranze azionarie. Una tutela pi energica delle minoranze stata introdotta dalle riforme del 1998 e del 2003. In base allart. 2393-bis, lazione sociale di responsabilit contro gli amministratori (nonch contro i sindaci e direttori generali) pu essere promossa anche dagli azionisti di minoranza. I soci che assumono liniziativa devono rappresentare almeno il 20% del capitale sociale, o la diversa misura prevista nello statuto comunque non superiore a 1 / 3.

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2. Verso i creditori sociali (art. 2394): a. Gli amministratori sono responsabili verso i creditori sociali solo per linosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dellintegrit del patrimonio sociale. b. Lazione pu essere proposta dai creditori solo quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. Lazione ex art. 2394 pu essere proposta dai singoli creditori sociali. Tuttavia, in caso di fallimento della societ, lazione pu essere proposta esclusivamente dal curatore. 3. Verso i singoli soci o terzi (art. 2395). Le azioni di responsabilit della societ e dei creditori sociali non pregiudicano il diritto al risarcimento del danno spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi degli amministratori. Affinch il singolo socio o il terzo possano chiedere agli amministratori il risarcimento dei danni devono ricorrere due presupposti: a. Il compimento da parte degli amministratori di un atto illecito nellesercizio del loro ufficio. b. La produzione di un danno diretto al patrimonio del singolo socio o terzo. I direttori generali I direttori generali sono dirigenti che svolgono attivit di alta gestione dellimpresa sociale e operano in rapporto diretto con gli amministratori, dando attuazione alle direttive generali dagli stessi impartite. I direttori generali sono parificati agli amministratori sotto il profilo delle responsabilit penali. IL COLLEGIO SINDACALE Il collegio sindacale lorgano di controllo interno della societ per azioni, con funzioni di vigilanza sullamministrazione della societ. Composizione, nomina e cessazione Il collegio sindacale delle societ con azioni non quotate si compone di 3 o 5 membri effettivi, soci o non soci, secondo quanto stabilito nello statuto. Devono inoltre essere nominati 2 membri supplenti. Per le societ quotate, con la riforma del 1998, fermo restando il numero minimo di 3 sindaci effettivi e 2 supplenti, latto costitutivo pu determinare liberamente il numero dei sindaci. I primi sindaci sono nominati nellatto costitutivo. Successivamente essi sono nominati nellassemblea ordinaria. Ne deriva che i sindaci sono di regola nominati dallo stesso organo che nomina gli amministratori, e questo un motivo di scarsa funzionalit del collegio sindacale, dato che controllanti e controllati sono in definitiva espressione dello stesso gruppo di comando. La situazione tuttavia mutata per le sole societ quotate con la riforma del 1998. Latto costitutivo di tali societ deve prevedere che almeno un membro effettivo sia eletto dalla minoranza. Nelle societ non quotate, in seguito alla riforma del 2003, almeno un sindaco effettivo e uno supplente devono essere scelti fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili, attualmente tenuto dal Consiglio nazionale dellordine dei dottori commercialisti. Nel registro dei revisori possono iscriversi persone fisiche in possesso di specifici requisiti di professionalit e onorabilit, che abbiano superato un apposito esame di ammissione, nonch societ che abbiano per oggetto esclusivo la revisione o lorganizzazione contabile delle imprese e rispondano a determinati requisiti. Per assicurare lindipendenza dei sindaci sono previste cause di ineleggibilit ulteriori rispetto a quelle dettate per gli amministratori. In base al testo dellart, 2399, non possono infatti essere nominati sindaci: 1. Coloro che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 2382; 2. Il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della societ, gli amministratori, il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle societ da questa controllate, delle societ che la controllano e di quelle sottoposte a comune controllo;

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3. Coloro che sono legati alla societ o alle societ da questa controllate o alle societ che la controllano o a quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d'opera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l'indipendenza. La retribuzione annuale dei sindaci, se non stabilita nello statuto, deve essere determinata dallassemblea allatto della nomina per lintero periodo di durata del loro ufficio (art. 2402). I sindaci restano in carica per 3 esercizi e sono rieleggibili. I sindaci scaduti restano in carica fino alla nomina dei nuovi. Sempre per garantire lindipendenza dei sindaci, lassemblea pu revocarli solo se sussiste una giusta causa. Costituisce causa di decadenza dallufficio il sopraggiungere di una delle cause di ineleggibilit, nonch la sospensione o la cancellazione dal registro dei revisori. Decade, inoltre, dallufficio il sindaco che, senza giustificato motivo, non assiste alle assemblee o diserta, durante un esercizio sociale, due riunioni del consiglio di amministrazione, del comitato esecutivo o del collegio sindacale. In caso di morte, di rinuncia o di decadenza di un sindaco, subentrano automaticamente i supplenti in ordine di et, fermo restando che un componente del collegio deve essere iscritto nellalbo dei revisori contabili. I nuovi sindaci restano in carica fino alla successiva assemblea che provvede alla nomina dei sindaci effettivi e supplenti necessari per integrare il collegio. Il controllo sullamministrazione In base allattuale disciplina, il controllo del collegio sindacale ha per oggetto lamministrazione della societ globalmente intesa e si estende a tutta lattivit sociale, al fine di assicurare che la stessa venga svolta nel rispetto della legge e dellatto costitutivo, nonch dei principi di corretta amministrazione. In particolare, il collegio sindacale vigila sulladeguatezza dellassetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla societ e sul suo concreto funzionamento (art. 2403). La vigilanza del collegio sindacale esercitata innanzitutto nei confronti degli amministratori. Per consentire al collegio sindacale lefficace svolgimento della propria attivit, la legge pone a carico degli amministratori numerosi obblighi di comunicazione nei confronti del primo. Obblighi di informazione particolarmente intensi nelle societ quotate. In queste ultime gli amministratori devono riferire tempestivamente al collegio sindacale sullattivit svolta, sulle operazioni compiute di maggior rilievo economico, nonch su quelle a rischio di conflitto di interessi. I sindaci hanno il potere-dovere di procedere in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo. Il collegio sindacale pu inoltre, previa comunicazione al presidente del c.d.a. convocare lassemblea qualora nellespletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia urgente necessit di provvedere (art. 2406). Il funzionamento del collegio sindacale Nelle societ non quotate il presidente del collegio sindacale nominato dallassemblea (art. 2398). Nelle societ quotate invece latto costitutivo a fissare i criteri di nomina dello stesso. Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni 90 giorni. Il collegio sindacale regolarmente costituto con la presenza della maggioranza dei sindaci e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Delle riunioni deve essere redatto processo verbale. Ogni socio pu denunziare al collegio sindacale fatti che ritiene censurabili. Doveri specifici e pi intensi sono posti a carico del collegio sindacale quando la denuncia provenga da tanti soci che rappresentano il 5% del capitale sociale (2% per le societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio) o la minore percentuale prevista dallo statuto. In tal caso il collegio sindacale deve indagare senza ritardo sui fatti denunziati e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte allassemblea, convocando immediatamente la medesima qualora ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia urgente necessit di provvedere (art. 2408).

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La responsabilit dei sindaci Al pari degli amministratori, i sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalit e la diligenza richieste dalla natura dellincarico (art. 2407). I sindaci sono responsabili in solido con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi ultimi, se il danno non si sarebbe prodotto se i sindaci avessero vigilato in conformit degli obblighi della loro carica (art. 2407). IL CONTROLLO CONTABILE Il controllo contabile esercitato sulle societ non quotate: a. Per le societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, da un revisore dei conti persona fisica o da una societ di revisione inscritta nel registro dei revisori contabili. b. Per le societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio diverse dalle societ quotate, da una societ di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili. La revisione contabile esercitata: sulle societ con azioni quotate, nonch sulle societ che controllano, o sono controllate da una societ quotata, ovvero ancora soggiacciono a un comune controllo con la stessa. Nelle societ non quotate, il soggetto al quale demandato il controllo contabile nominato per la prima volta nellatto costitutivo. Successivamente lincarico conferito dallassemblea, sentito il collegio sindacale. Non possono essere incaricati del controllo contabile, i sindaci della societ revisionata, nonch coloro che si trovano nelle condizioni di ineleggibilit previste per i sindaci dallart. 2399. Lincarico di controllo o di revisione contabile ha la durata di 3 esercizi ed rinnovabile senza limiti. Lincarico pu essere revocato dallassemblea solo per giusta causa e sentito il parere del collegio sindacale. La revisione contabile obbligatoria Nelle societ soggette a revisione contabile obbligatoria, lincarico conferito con deliberazione dellassemblea ordinaria in occasione dellapprovazione del bilancio, su proposta motivata dellorgano di controllo. Per evitare eccessiva familiarit fra controllanti e controllati, le norme in tema di incompatibilit disciplinano anche leventuale trasferimento di personale fra la societ di revisione e la societ revisionata. Lincarico di revisione ha la durata di 9 esercizi, e non pu essere rinnovato o nuovamente conferito se non siano decorsi almeno 3 anni dalla data di cessazione del precedente. La medesima persona fisica non pu inoltre essere responsabile della revisione di una societ per pi di 6 anni consecutivi. Lassemblea ordinaria della societ pu revocare lincarico prima della scadenza del mandato solo se ricorre una giusta causa e su proposta dellorgano di controllo, e deve contestualmente provvedere a conferire lincarico ad altra societ di revisione. La stessa Consob pu disporre la revoca dufficio dellincarico. Funzioni e responsabilit del revisore dei conti Funzione principale, anche se non esclusiva, del revisore quella di controllare la regolare tenuta della contabilit e di esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato. Il giudizio pu essere graduato secondo quattro modelli: 1. Giudizio senza rilievi, se il bilancio conforme alle norme che ne disciplinano la redazione. 2. Giudizio con rilievi. 3. Giudizio negativo. 4. Dichiarazione di impossibilit di esprimere il giudizio. Negli ultimi tre casi il revisore espone analiticamente nella relazione i motivi della propria decisione.

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Il rilascio di un giudizio positivo produce effetti giuridici particolarmente rilevanti perch modifica sensibilmente la normale disciplina dellimpugnativa della delibera di approvazione del bilancio. Il soggetto incaricato del controllo contabile ha diritto di ottenere dagli amministratori documenti e notizie utili per la revisione e pu procedere autonomamente ad accertamenti, ispezioni e controlli. Il soggetto incaricato del controllo contabile, al pari del collegio sindacale, deve adempiere i propri doveri con diligenza professionale. Trova applicazione inoltre la disciplina dellazione di responsabilit dettata per i sindaci. I SISTEMI ALTERNATIVI Il sistema dualistico Il sistema dualistico, di ispirazione tedesca, prevede la presenza di un consiglio di gestione e di un consiglio di sorveglianza. Il controllo contabile affidato a un revisore contabile o a una societ di revisione. Il consiglio di gestione svolge le funzioni proprie del consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale. Peculiare , invece, la posizione del consiglio di sorveglianza: gli sono attribuite sia le funzioni di controllo proprie del collegio sindacale, sia funzioni di indirizzo della gestione che nel sistema tradizionale sono proprie dellassemblea dei soci, come la nomina e la revoca dei componenti del consiglio di gestione e lapprovazione del bilancio di esercizio. La presenza del consiglio di sorveglianza riduce le competenza dellassemblea ordinaria. Questa, infatti, nomina e revoca i componenti del consiglio di sorveglianza, ne determina il compenso e delibera in ordine allesercizio dellazione di responsabilit nei loro confronti. Nomina il revisore. I componenti del consiglio di sorveglianza possono essere soci o non soci. Il loro numero, non inferiore a 3, fissato dallo statuto. I primi componenti sono nominati nellatto costitutivo. Successivamente la loro nomina compete allassemblea ordinaria, che ne determina anche il numero nei limiti stabiliti dallo statuto. Un componente eletto dalla minoranza. Almeno un componente del consiglio di sorveglianza deve essere scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili. Non possono, invece, essere eletti i componenti del consiglio di gestione, n coloro che sono legati alla societ o a societ facenti parte dello stesso gruppo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione dopera retribuita che ne compromettano lindipendenza. I componenti del consiglio di sorveglianza restano in carica 3 esercizi e sono rieleggibili, salvo diversa disposizione dellatto costitutivo. Come gli amministratori nel sistema tradizionale, sono liberamente revocabili dallassemblea anche se non ricorre una giusta causa, salvo il diritto al risarcimento. , tuttavia, necessario che la delibera sia approvata con il voto favorevole di almeno 1 / 5 del capitale sociale. Come anticipato, peculiari sono le competenze del consiglio di sorveglianza. Esercita, infatti, le funzioni proprie del collegio sindacale nel sistema tradizionale, con conseguente applicabilit di larga parte della disciplina per questultimo dettata (art. 2409-quaterdecies). In particolare: presenta la denunzia al tribunale ex art. 2409; riferisce per iscritto almeno una volta allanno allassemblea sullattivit di vigilanza svolta, sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati; destinatario delle denunzie dei soci. I suoi componenti devono assistere alle assemblee e possono (ma non devono) assistere alle adunanze del consiglio di gestione. Nel contempo, al consiglio di sorveglianza attribuita larga parte delle funzioni dellassemblea ordinaria. Infatti: a. Nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione; ne determina il compenso, salvo che la relativa competenza sia attribuita dallo statuto allassemblea. b. Approva il bilancio di esercizio e ove redatto, il bilancio consolidato, ma la distribuzione degli utili resta di competenza dellassemblea ordinaria. c. Promuove lesercizio dellazione di responsabilit nei confronti dei componenti del consiglio di gestione.

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Il presidente del consiglio di sorveglianza eletto dallassemblea e i suoi poteri sono determinati dallo statuto. I componenti del consiglio di sorveglianza devono adempiere i loro doveri con la diligenza richiesta dalla natura dellincarico. Sono solidalmente responsabili con i componenti del consiglio di gestione per i fatti e le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformit dei doveri della loro carica. Lassemblea delibera lazione di responsabilit nei loro confronti. Pi scarna la disciplina del consiglio di gestione, le cui funzioni coincidono con quelle del consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale. Il consiglio di gestione costituito da un numero di componenti non inferiore a 2. I primi componenti sono nominati nellatto costitutivo. Successivamente la loro nomina compete al consiglio di sorveglianza. Nelle societ quotate, se i componenti sono pi di 4, almeno uno deve essere un amministratore indipendente. I componenti del consiglio di gestione non possono essere nominati consiglieri di sorveglianza. Essi sono revocabili ad nutum dal consiglio di sorveglianza. Il sistema monistico Il sistema monistico, di ispirazione anglosassone, si caratterizza per la soppressione del collegio sindacale. Lamministrazione e il controllo sono infatti esercitati dal consiglio di amministrazione e da un comitato per il controllo sulla gestione, costituito al suo interno, che svolge le funzioni proprie del collegio sindacale. Al consiglio di amministrazione, eletto dallassemblea, si applicano in quanto compatibili le disposizioni dettate per gli amministratori nel sistema tradizionale, con una sola ma significativa differenza determinata dal fatto che dal suo ambito devono essere estratti i componenti dellorgano di controllo. infatti previsto che almeno 1 / 3 dei componenti del consiglio di amministrazione deve essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci e, se lo statuto lo prevede, di quelli previsti da codici di comportamento redatti da associazioni di categoria o da societ di gestione di mercati regolamentati. I componenti del comitato per il controllo sulla gestione sono nominati dallo stesso consiglio di amministrazione fra i consiglieri in possesso di tali requisiti di indipendenza, nonch dei requisiti di onorabilit e professionalit eventualmente stabiliti dallo statuto. Almeno uno dei componenti deve essere scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili. Il comitato per il controllo sulla gestione svolge funzioni sostanzialmente coincidenti con quelle del collegio sindacale. I suoi componenti devono assistere alle assemblee, alle adunanze del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo, ma non prevista la decadenza automatica in casi di assenze ripetute e ingiustificate. Pi analitica la disciplina delle societ quotate, che riconosce al comitato per il controllo sulla gestione i medesimi poteri e diritti di informazione del collegio sindacale nei confronti degli altri amministratori, del soggetto che esercita la revisione dei conti e dei corrispondenti organi delle societ controllate. Il comitato elegge al suo interno il presidente e opera con losservanza delle norme di funzionamento dettate per il collegio sindacale. In particolare, deve riunirsi almeno ogni 90 giorni; regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei componenti e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. evidente che il punto debole di questo sistema consiste nel fatto che i controllori sono direttamente nominati dai controllati, siedono insieme a questi ultimi e votano nel c.d.a. I CONTROLLI ESTERNI Comune a tutte le societ per azioni solo il controllo esterno sulla gestione esercitato dallautorit giudiziaria in presenza di situazioni patologiche che ne alterano il corretto funzionamento (art. 2409).

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Il controllo giudiziario sulla gestione Il controllo giudiziario sulla gestione delle societ per azioni una forma di intervento dellautorit giudiziaria nella vita della societ volta a ripristinare la legalit dellamministrazione delle stesse. In base allattuale disciplina il procedimento pu essere attuato se vi fondato sospetto che gli amministratori in violazione dei loro doveri abbiano compiuto gravi irregolarit nella gestione, ma si chiede ulteriormente che le stesse possano arrecare danno alla societ o a una o pi societ controllate. Le gravi irregolarit possono essere denunziate: a. Dai soci (di qualsiasi categoria) che rappresentino almeno 1 / 10 del capitale sociale. Nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio la percentuale richiesta ridotta al 5% del capitale sociale, in modo da rendere pi agevole lutilizzo di tale strumento di tutela da parte di minoranze organizzate. b. In tutte le societ liniziativa pu essere assunta anche dal collegio sindacale o dal corrispondente organo di controllo nei sistemi alternativi. c. Infine, nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, liniziativa pu essere assunta anche dal p.m., cos sottolineandosi linteresse pubblico a regolare il funzionamento di queste societ per azioni; nonch dalla Consob quando sospetti gravi irregolarit nelladempimento dei doveri dei sindaci, del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo sulla gestione. Il tribunale non pu, invece, procedere dufficio. Il procedimento attivato con la denunzia si articola in due fasi: 1. Una prima fase, di carattere istruttorio, diretta ad accertare lesistenza delle irregolarit e a individuare i provvedimenti da adottare per rimuoverle. 2. Se la sostituzione del gruppo di comando da parte dellassemblea dei soci risulta insufficiente alleliminazione delle violazioni denunziate e accertate dal tribunale, questo ha di fronte a s due strade: a. Il tribunale pu disporre gli opportuni provvedimenti cautelari per evitare il ripetersi di irregolarit e nel contempo convocare lassemblea della societ per le deliberazioni conseguenti. Deliberazioni che lassemblea libera di adottare o meno. b. Nei casi pi gravi, si pu rendere necessario lintervento di un elemento estraneo per riportare ordine nella gestione della societ. In tal caso, il tribunale revoca gli amministratori (eventualmente anche i sindaci) e nomina un amministratore giudiziario. I poteri e la durata in carica dellamministratore giudiziario sono determinati dal tribunale col decreto di nomina. Lamministratore giudiziario comunque investito per legge del potere di proporre lazione di responsabilit contro gli amministratori e i sindaci, ma non pu compiere atti eccedenti lordinaria amministrazione. Prima della scadenza del suo incarico lamministratore giudiziario deve convocare lassemblea per la nomina dei nuovi amministratori e sindaci. Lamministratore giudiziario pu per proporre in alternativa allassemblea la messa in liquidazione della societ o anche la sua sottoposizione a una procedura concorsuale. La Consob La Consob (Commissione nazionale per le societ e la borsa) un organo pubblico di vigilanza sul mercato dei capitali. Attualmente la Consob una persona giuridica di diritto pubblico, che gode di piena autonomia nei limiti stabiliti dalla legge. Essa ha sede in Roma, e una sede secondaria operativa a Milano. La Consob progressivamente divenuta organo di controllo dellintero mercato mobiliare, dei soggetti che sullo stesso operano e di ogni operazione di sollecitazione del pubblico risparmio attraverso lemissione e il collocamento di strumenti finanziari.

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La Consob svolge un ruolo centrale per assicurare unadeguata e veritiera informazione del mercato mobiliare sugli eventi di rilievo che riguardano la vita della societ che fanno appello al pubblico risparmio, in modo da consentire agli investitori scelte pi consapevoli. Sono i principi cardine dellattuale disciplina dellinformazione societaria: a. Tutte le societ, quotate e non, con azioni e obbligazioni diffuse tra il pubblico devono tempestivamente informare il pubblico, secondo le modalit stabilite dalla Consob, di qualsiasi fatto, riguardante anche lattivit delle societ controllate, la cui conoscenza pu influire sensibilmente sul prezzo degli strumenti finanziari. b. La Consob pu inoltre richiedere che siano resi pubblici notizie e documenti necessari per linformazione del pubblico e provvedervi direttamente, a spese degli interessati, in caso di inottemperanza. Ha inoltre prescritto che siano messi tempestivamente a disposizione del pubblico i documenti contabili periodici: bilancio di esercizio e relazione semestrale degli amministratori. IL BILANCIO Il bilancio di esercizio In base allattuale disciplina, il bilancio di esercizio il documento contabile che rappresenta, in modo chiaro, veritiero e corretto, la situazione patrimoniale e finanziaria della societ alla fine di ciascun esercizio, nonch il risultato economico dellesercizio stesso. Esso costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Funzione essenziale del bilancio quella di accertare periodicamente la situazione del patrimonio della societ; accertamento che nella s.p.a. acquista rilievo sotto diversi punti di vista. Il bilancio di esercizio costituisce, infatti, per i soci (e in particolare quelli di minoranza) il solo strumento legale di informazione contabile sullandamento degli affari sociali. Il bilancio di esercizio delle societ di capitali ha inoltre rilievo anche per lapplicazione della normativa tributaria in quanto costituisce per il fisco il termine di riferimento per la tassazione periodica del reddito della societ (Ires). I principi cardine che dominano la redazione del bilancio sono quelli della chiarezza e della rappresentazione veritiera e corretta. Infatti, il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della societ e il risultato economico dellesercizio. Ulteriori principi di redazione del bilancio sono: a. Che la valutazione delle voci del bilancio deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva di continuazione dellattivit; e ci al fine di evitare che dal bilancio risultino utili non effettivamente realizzati alla chiusura dellesercizio. b. Che nella redazione del bilancio si deve tenere conto delle entrate e delle uscite di competenza dellesercizio indipendentemente dalla data dellincasso o del pagamento, nonch dei rischi e delle perdite di competenza dellesercizio. c. I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio allaltro, se non in casi eccezionali. La struttura del bilancio Il bilancio di esercizio si articola in tre parti destinate a integrarsi reciprocamente: lo stato patrimoniale, il conto economico e la nota integrativa. Allart. 2423-ter sono dettate alcune regole generali che devono essere rispettate nella redazione di tali documenti: a. Le singole voci devono essere inserite nello stato patrimoniale e nel conto economico secondo lordine tassativo fissato per legge. b. Le voci sono organizzate in grandi categorie omogenee (contraddistinte da lettere maiuscole), a loro volta articolate in sottocategorie (numeri romani), in voci (numeri arabi) e in alcuni casi anche in sottovoci (lettere minuscole).

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c. Per ogni voce dello stato patrimoniale e del conto economico deve essere indicato limporto della voce corrispondente dellesercizio precedente al fine di consentire lagevole confronto col bilancio degli esercizi precedenti. d. vietato il compenso di partite. Lo stato patrimoniale rappresenta in modo scientifico la composizione quantitativa e qualitativa del patrimonio della societ (attivit e passivit) e la sua situazione finanziaria nel giorno della chiusura dellesercizio. Le voci dellattivo sono aggregate in quattro grandi categorie ordinate, salvo la prima, secondo il criterio della liquidit crescente: A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, con separata indicazione della parte gi richiamata. B) Immobilizzazioni, con separata indicazione di quelle concesse in locazione finanziaria: I. Immobilizzazioni immateriali: 1) Costi di impianto e di ampliamento 2) Costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicit 3) Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno 4) Concessioni, licenze, marchi e diritti simili 5) Avviamento 6) Immobilizzazioni in corso e acconti 7) Altre Totale II. Immobilizzazioni materiali: 1) Terreni e fabbricati 2) Impianti e macchinario 3) Attrezzature industriali e commerciali 4) Altri beni 5) Immobilizzazioni in corso e acconti Totale III. Immobilizzazioni finanziarie, con separata indicazione, per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili entro l'esercizio successivo: 1) Partecipazioni in: a) imprese controllate b) imprese collegate c) imprese controllanti d) altre imprese 2) Crediti: a) verso imprese controllate b) verso imprese collegate c) verso controllanti d) verso altri 3) Altri titoli 4) Azioni proprie, con indicazione anche del valore nominale complessivo. Totale Totale immobilizzazioni (B) C) Attivo circolante: I. Rimanenze: 1) Materie prime, sussidiarie e di consumo 2) Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati 3) Lavori in corso su ordinazione 4) Prodotti finiti e merci 5) Acconti Totale

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Crediti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo: 1) Verso clienti 2) Verso imprese controllate 3) Verso imprese collegate 4) Verso controllanti 5) Crediti tributari 6) Imposte anticipate 7) Verso altri Totale III. Attivit finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni: 1) Partecipazioni in imprese controllate 2) Partecipazioni in imprese collegate 3) Partecipazioni in imprese controllanti 4) Altre partecipazioni 5) Azioni proprie, con indicazioni anche del valore nominale complessivo 6) Altri titoli Totale IV. Disponibilit liquide: 1) Depositi bancari e postali 2) Assegni 3) Danaro e valori in cassa Totale Totale attivo circolante(C) D) Ratei e risconti, con separata indicazione del disaggio su prestiti. I ratei attivi sono quote di proventi di competenza dellesercizio esigibili in esercizi successivi. I risconti attivi sono invece quote di costi sostenuti nellesercizio, ma di competenza di esercizi successivi. Passando al passivo dello stato patrimoniale, le relative voci sono aggregate in 5 categorie: A) Patrimonio netto: I. Capitale II. Riserva da soprapprezzo delle azioni III. Riserve di rivalutazione IV. Riserva legale V. Riserve statutarie VI. Riserva per azioni proprie in portafoglio VII. Altre riserve, distintamente indicate VIII. Utili (perdite) portati a nuovo IX. Utile (perdita) dell'esercizio Totale B) Fondi per rischi e oneri: 1) Per trattamento di quiescenza e obblighi simili 2) Per imposte, anche differite 3) Altri Totale C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato D) Debiti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo: 1) Obbligazioni 2) Obbligazioni convertibili 3) Debiti verso soci per finanziamenti

II.

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4) Debiti verso banche 5) Debiti verso altri finanziatori 6) Acconti 7) Debiti verso fornitori 8) Debiti rappresentati da titoli di credito 9) Debiti verso imprese controllate 10) Debiti verso imprese collegate 11) Debiti verso controllanti 12) Debiti tributari 13) Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale 14) Altri debiti Totale E) Ratei e risconti, con separata indicazione dell'aggio su prestiti Mentre lo stato patrimoniale rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria della societ al termine dellesercizio, il conto economico espone il risultato economico dellesercizio (utile o perdita) attraverso la rappresentazione dei costi e degli oneri sostenuti, nonch dei ricavi e degli altri proventi conseguiti nellesercizio. Il conto economico deve essere redatto in forma espositiva scalare (art. 2425), con esposizione cio in un'unica sequenza prefissata dei componenti positivi e negativi di reddito: A. Valore della produzione 1. Ricavi delle vendite e delle prestazioni; 2. Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti; 3. Variazione dei lavori in corso su ordinazione; 4. Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni; 5. Altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio; Totale B. Costi della produzione 1. Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 2. Per servizi 3. Per godimento di beni di terzi 4. Per il personale: a)salari e stipendi;b)oneri sociali;c)trattamento di fine rapporto;d)trattamento di quiescenza e simili;e)altri costi; 5. Ammortamenti e svalutazioni: a)ammortamento delle immobilizzazioni immateriali;b)ammortamento delle immobilizzazioni materiali;c)altre svalutazioni delle immobilizzazioni;d)svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilit liquide; 6. Variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci; 7. Accantonamenti per rischi; 8. Altri accantonamenti; 9. Oneri diversi di gestione; Totale DIFFERENZA TRA VALORI E COSTI DELLA PRODUZIONE (A-B) C. Proventi e oneri finanziari 1. Proventi da partecipazioni, con separata indicazione di quelli relativi a imprese controllate e collegate; 2. Altri proventi finanziari:

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a)da crediti iscritti nelle immobilizzazioni, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti;b)da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni;c)da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni;d)proventi diversi dai precedenti, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti; 3. Interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione di quelli verso imprese controllate e collegate e verso controllanti; 4. Utili e perdite su cambi; Totale D. Rettifiche di valore di attivit finanziarie 1. Rivalutazioni 1. di partecipazioni 2. di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni 3. di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni 2. Svalutazioni 1. di partecipazioni 2. di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni 3. di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni Totale E. Proventi e oneri straordinari 1. Proventi, con separata indicazione delle plusvalenze da alienazioni 2. Oneri, con separata indicazione delle minusvalenze da alienazioni e delle imposte relative a esercizi precedenti Totale RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+/-C+/-D+/-E) 3. Imposte sul reddito di esercizio 4. Utile (perdita) dell'esercizio La somma algebrica dei diversi totali e parziali cos ottenuti costituisce il risultato globale di esercizio, che va indicato prima al lordo e poi al netto delle imposte sul reddito. Si ottiene cos lutile o la perdita di esercizio che va riportato nello stato patrimoniale. Oltre lo stato patrimoniale e il conto economico, gli amministratori devono redigere due ulteriori documenti volti a illustrarne il contenuto e in alcuni casi a integrarlo: la nota integrativa (che illustra e specifica le voci dello stato patrimoniale e del conto economico) e la relazione sulla gestione (un allegato esterno al bilancio, che assolve una funzione di resoconto sulla gestione della societ e sulle sue prospettive). I criteri di valutazione La redazione del bilancio di esercizio comporta per molti cespiti patrimoniali il compimento di una serie di stime da parte degli amministratori, volte a determinarne il valore da iscrivere in bilancio. Sopravvalutazioni arbitrarie delle attivit o sottovalutazioni arbitrarie delle passivit gonfiano artificiosamente lutile di esercizio o ridimensionano le perdite. Per evitare o quantomeno limitare questi effetti discorsivi, il legislatore determina dettagliatamente (art. 2426) i criteri cui gli amministratori devono attenersi nelle valutazioni dei diversi cespiti. Criteri oggi come ieri costantemente ispirati dal principio di prudenza: il criterio base accolto quello storico. Le immobilizzazioni di ogni tipo sono iscritte in bilancio al costo storico; vale a dire al costo di acquisto o di produzione, nel quale vanno computati anche i costi accessori. Regole particolari sono dettate per alcune categorie di immobilizzazioni:

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a. Le immobilizzazioni finanziarie costituite da partecipazioni in imprese controllate e collegate possono essere valutate col metodo del patrimonio netto. b. I costi di impianto e di ampliamento, di ricerca, di sviluppo e di pubblicit possono essere iscritti nellattivo solo se hanno unutilit pluriennale. c. Lavviamento pu essere iscritto nellattivo solo se acquistato a titolo oneroso e nei limiti del costo per esso sostenuto. I crediti devono sempre essere valutati secondo il valore di prudente realizzo. La legge, in presenza di casi eccezionali, impone di derogare ai criteri di valutazione fissati. In tal caso, gli amministratori possono e debbono attribuire ai beni un valore superiore a quello risultante dallapplicazione dei criteri sopra esposti, motivando per le singole deroghe nella nota integrativa. Il procedimento di formazione del bilancio Il bilancio di esercizio un atto della societ alla cui redazione cooperano nel sistema tradizionale tutti e tre gli organi sociali: amministratori, collegio sindacale e assemblea, nonch il soggetto incaricato del controllo contabile. Nelle societ che adottano il sistema dualistico il bilancio predisposto dal consiglio di gestione ed approvato dal consiglio di sorveglianza. Il procedimento di formazione cadenzato dallart. 2364. Lassemblea ordinaria deve essere nominata almeno una volta allanno, entro il termine stabilito dallo statuto e comunque non superiore a 120 giorni dalla chiusura dellesercizio sociale. Gli amministratori redigono il progetto di bilancio e tale funzione non delegabile al comitato esecutivo o agli amministratori delegati. Almeno 30 giorni prima del termine fissato per lassemblea che deve discutere il progetto di bilancio, questo, con la relazione degli amministratori, deve essere comunicato al collegio sindacale. Tale organo deve riferire allassemblea sui risultati dellesercizio sociale e sullattivit svolta nelladempimento dei propri doveri, e fare le osservazioni e le proposte in ordine al bilancio e alla sua approvazione. Il progetto di bilancio e i relativi allegati devono restare depositati in copia nella sede della societ durante i 15 giorni che precedono lassemblea e finch sia approvato. I soci possono prenderne visione. La legge non specifica quali poteri abbia lassemblea in merito al bilancio. Essa pu certamente approvarlo o respingerlo. Entro 30 giorni dallapprovazione, copia del bilancio, corredato dalle relazioni e dal verbale di approvazione dellassemblea o del consiglio di sorveglianza, deve essere depositata a cura degli amministratori presso lufficio del registro delle imprese. Utili, riserve e dividendi Lassemblea che approva il bilancio delibera sulla distribuzione degli utili ai soci. Nel sistema dualistico a tal fine provvede lassemblea convocata dal consiglio di sorveglianza (art. 2433). Non tutti gli utili sono per distribuibili fra i soci sottoforma di dividendi, a causa di vincoli di destinazione imposti dalla legge: 1. Se negli esercizi precedenti si verificata una perdita del capitale sociale, non si possono ripartire gli utili fino a che il capitale non sia stato reintegrato o ridotto in misura corrispondente. 2. Dagli utili netti attuali, deve essere poi dedotta una somma pari al 5% degli stessi per costituire una riserva (riserva legale); e ci fin quando la stessa non abbia raggiunto il 20% del capitale sociale. La riserva legale costituisce un accantonamento contabile di utili imposto per legge a salvaguardia dellintegrit del capitale sociale. Essa si risolve in una forma di autofinanziamento obbligatorio. 3. Vincoli di destinazione agli utili di esercizio possono ancora derivare dalle norme statutarie che prevedono una partecipazione agli utili a favore dei promotori (art. 2340), dei soci fondatori (art. 2341) e degli amministratori (art. 2389). Gli utili di cui lassemblea pu disporre a favore dei soci una volta approvato il bilancio sono dunque: a. Gli utili distribuibili di esercizio.

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b. Gli utili accertati e non distribuiti negli esercizi precedenti. Lassemblea non tenuta a motivare la mancata distribuzione annuale degli utili ai soci. Il bilancio consolidato di gruppo Il bilancio consolidato un bilancio redatto dalla capogruppo in aggiunta al proprio bilancio di esercizio. In esso rappresentata la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del gruppo considerato nella sua unit, come se fosse ununica impresa. Il bilancio consolidato deve essere redatto dalle societ di capitali che controllano altre imprese e dalle societ cooperative che controllano societ di capitali. Sono esonerati dallobbligo di redigere il bilancio consolidato i gruppi di minore dimensione, purch nessuna delle imprese del gruppo sia una societ con azioni quotate. Il bilancio consolidato redatto dagli amministratori della capogruppo e ha la stessa struttura del bilancio di esercizio. Non sono inserite nel bilancio consolidato: 1. Le partecipazioni della controllante in imprese incluse nel consolidamento. 2. I crediti e i debiti fra le imprese incluse nel consolidamento. 3. I proventi e gli oneri relativi a operazioni effettuate fra le stesse. 4. Gli utili e le perdite conseguenti. Rimane ununica, significativa, differenza: il bilancio consolidato, a differenza di quello di esercizio, non assoggettato ad approvazione da parte dellassemblea. LE MODIFICAZIONI DELLO STATUTO Costituisce modificazione dello statuto di una societ per azioni ogni mutamento del contenuto oggettivo del contratto sociale (atto costitutivo e statuto). Le modificazioni dello statuto, per regola generale, rientrano nella competenza dellassemblea dei soci in sede straordinaria (art. 2365). Per rendere pi agevole la conoscenza del contenuto attuale dello statuto, dopo ogni modificazione dello stesso ne deve essere depositato nel registro delle imprese il testo integrale, nella sua redazione aggiornata. Il diritto di recesso Lapplicazione del principio maggioritario anche per le modificazioni dello statuto fa s che nella societ per azioni la minoranza non possa impedire modifiche, anche radicali, dellassetto societario. In presenza di delibere modificative di particolare gravit, tuttavia, la minoranza indirettamente tutelata dalla previsione di maggioranze pi elevate e dal riconoscimento del diritto di recesso dalla societ. Mentre la previgente disciplina prevedeva tre sole cause di recesso (cambiamento delloggetto sociale, trasformazione e trasferimento della sede sociale allestero), lattuale disciplina amplia notevolmente le stesse (art. 2437), che possono oggi essere distinte in cause di recesso: 1. Inderogabili, in merito alle delibere riguardanti: a. La modifica della clausola dell'oggetto sociale, quando consente un cambiamento significativo dell'attivit della societ; b. La trasformazione della societ; c. Il trasferimento della sede sociale all'estero; d. La revoca dello stato di liquidazione; e. L'eliminazione di una o pi cause di recesso previste dal successivo comma ovvero dallo statuto; f. La modifica dei criteri di determinazione del valore dell'azione in caso di recesso; g. Le modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione. 2. Derogabili, per le quali il diritto di recesso spetta ai soci che non hanno concorso allapprovazione delle delibere riguardanti: a. La proroga del termine di durata della societ; b. Lintroduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni.

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3. Statutarie, nelle sole societ che non fanno appello al mercato del capitale di rischio, lo statuto pu prevedere ulteriori cause di recesso. Il diritto di recesso deve essere esercitato mediante comunicazione con lettera raccomandata alla societ entro un breve termine: 15 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima; termine portato a 30 giorni dalla conoscenza da parte del socio, se il fatto che legittima il recesso non una delibera. stabilito che nelle societ non quotate il valore delle azioni da rimborsare determinato dagli amministratori, sentito il parere del collegio sindacale e del soggetto incaricato della revisione contabile, tenuto conto della consistenza patrimoniale della societ e delle sue prospettive reddituali, nonch delleventuale valore di mercato delle azioni. Nelle societ con azioni quotate il valore di liquidazione delle stesse invece determinato facendo esclusivo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la convocazione dellassemblea. Le modificazioni del capitale sociale Una specifica disciplina dettata per le modificazioni dello statuto relative al capitale sociale: aumento e diminuzione (artt. 2438-2447). Laumento del capitale sociale pu essere reale (o a pagamento) oppure semplicemente nominale (o gratuito). Nel primo caso si ha un aumento del patrimonio sociale nominale e del patrimonio della societ per effetto di nuovi conferimenti. Nel secondo caso si incrementa solo il capitale nominale, mentre il patrimonio della societ resta invariato. Laumento reale del capitale sociale Con laumento reale del capitale sociale, la societ intende procurarsi nuovi mezzi finanziari a titolo di capitale di rischio: nuovi conferimenti. Laumento reale d perci luogo allemissione di nuove azioni a pagamento, che vengono sottoscritte dai soci attuali, cui per legge riconosciuto diritto di opzione, ovvero da terzi che cos diventano soci. Competente a deliberare laumento di capitale lassemblea straordinaria dei soci. Lo statuto o una sua successiva modifica possono per attribuire agli amministratori la facolt di aumentare in una o pi volte il capitale sociale. Tuttavia: a. Deve essere predeterminato lammontare massimo entro cui gli amministratori possono aumentare il capitale sociale. b. La delega pu essere concessa per un periodo massimo di 5 anni. Il versamento del 25% dei conferimenti in danaro deve essere effettuato, allatto della sottoscrizione, direttamente alla societ e non presso una banca. Il diritto di opzione Il diritto di opzione il diritto dei soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dellaumento del capitale sociale a pagamento. Il diritto di opzione consente di mantenere inalterata la proporzione in cui ciascun socio partecipa al capitale sociale e al patrimonio sociale, e alla formazione, attraverso il voto, della volont sociale. Tutto ci comporta che il diritto di opzione ha un proprio valore economico, che lazionista pu monetizzare cedendolo a terzi qualora non possa o non voglia concorrere allaumento del capitale sociale. Attualmente il diritto di opzione ha per oggetto le azioni di nuova emissione di qualsiasi categoria e le obbligazioni convertibili in azioni emesse dalla societ. Il diritto di opzione attribuito a ciascun azionista in proporzione del numero di azioni gi possedute. Per lesercizio del diritto di opzione la societ deve concedere azionisti un termine non inferiore a 30 giorni. Il diritto di opzione degli azionisti in tutto o in parte sacrificabile in presenza di situazioni oggettive rispondenti a un concreto interesse della societ: 1. escluso per legge quando le azioni devono essere liberate mediante conferimenti in natura.

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2. Pu essere escluso o limitato con la delibera di aumento del capitale quando linteresse della societ lo esige. richiesta la maggioranza di pi della met del capitale sociale. 3. Pu essere escluso, con delibera dellassemblea straordinaria, quando le azioni devono essere offerte in sottoscrizione ai dipendenti della societ o di societ controllanti o controllate. Laumento nominale del capitale sociale Laumento nominale posto in essere dallassemblea straordinaria imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili (art. 2442). Possono quindi essere utilizzate le riserve facoltative e le riserve statutarie prive di specifica destinazione, assoggettandole al vincolo di stabile indisponibilit proprio del capitale sociale. Non invece imputabile a capitale la riserva legale, almeno per la parte che non supera il 20% del capitale sociale. La riduzione del capitale sociale e la riduzione reale Al pari dellaumento, anche la riduzione del capitale sociale pu essere reale o nominale, a seconda che la riduzione dia luogo o meno a un corrispondente rimborso ai soci del valore dei conferimenti. La riduzione reale del capitale resta per circondata da una serie di cautele sostanziali e procedimentali (art. 2445), in quanto operazione potenzialmente pericolosa per i creditori sociali e per i soci di minoranza: riduce la consistenza del patrimonio sociale pu pregiudicare lo svolgimento dellattivit di impresa. Il capitale sociale non pu essere ridotto al di sotto del minimo legale di 120.000,00 . La riduzione reale pu aver luogo mediante deliberazione dei soci dallobbligo dei versamenti ancora dovuti, o mediante rimborso agli stessi del capitale. La societ pu anche procedere allacquisto e al successivo annullamento di proprie azioni. La riduzione del capitale sociale per perdite Il patrimonio netto della societ (o capitale reale) pu scendere, per effetto di perdite, al di sotto del capitale sociale nominale. La riduzione del capitale sociale per perdite consiste nelladeguare la cifra del capitale sociale nominale allattuale minor valore del capitale reale. quindi una riduzione puramente nominale. La societ non obbligata a ridurre il capitale sociale fino a quando la perdita dello stesso non sia superiore a 1 / 3. Non si ha perdita del capitale fin quando limporto delle perdite non supera lammontare delle riserve. La riduzione del capitale sociale diventa, invece, obbligatoria quando il capitale diminuito di oltre 1 / 3 in conseguenza di perdite. Se il minimo legale non stato intaccato (art. 2446), gli amministratori (o il consiglio di gestione) o in caso di loro inerzia il collegio sindacale (o il consiglio di sorveglianza) devono convocare senza indugio lassemblea straordinaria e sottoporle una situazione patrimoniale aggiornata della societ. Lassemblea cos convocata prende gli opportuni provvedimenti. Non quindi tenuta a decidere limmediata riduzione del capitale sociale e pu anche limitarsi a un semplice rinvio a nuovo delle perdite. Tuttavia, se entro lesercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, lassemblea ordinaria che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate. In mancanza, la riduzione disposta dufficio dal tribunale. La disciplina diventa pi rigorosa se, per la perdita di oltre 1 / 3, il capitale scende al di sotto del minimo legale. In tal caso, lassemblea deve necessariamente deliberare o la riduzione del capitale sociale e il contemporaneo aumento a una cifra non inferiore al minimo legale o la trasformazione della societ. Se lassemblea non adotta una di tali decisioni, la societ si scioglie ed entra in stato di liquidazione. LE OBBLIGAZIONI La societ per azioni (a differenza della societ di persone) pu emettere obbligazioni.

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Le obbligazioni sono titoli di credito (nominativi o al portatore) che rappresentano frazioni di uguale valore nominale e con uguali diritti di ununitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo. I titoli obbligazionari documentano, quindi, un credito verso la societ. Lobbligazionista ha perci diritto a una remunerazione periodica fissa (interessi), normalmente svincolata dai risultati economici della societ finanziata; ha inoltre diritto al rimborso del valore nominale del capitale prestato alla scadenza pattuita. Meno netta la distinzione fra obbligazioni e strumenti finanziari partecipativi emessi dalla societ, in quanto questi sono genericamente forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nellassemblea generale degli azionisti. Fra i tipi speciali di obbligazioni possono essere ricordati per la loro diffusione: 1. Le obbligazioni partecipanti, in cui la remunerazione periodica del capitale commisurata, in tutto o in parte, agli utili di bilancio della societ emittente. 2. Le obbligazioni indicizzate che mirano ad adeguare il rendimento dei titoli allandamento del mercato finanziario. 3. Le obbligazioni convertibili in azioni. 4. Le obbligazioni con warrant (o con diritto di opzione su azioni). 5. Le obbligazioni subordinate, nelle quali il diritto degli obbligazionisti al pagamento degli interessi e al rimborso del capitale , in tutto o in parte, subordinato allintegrale soddisfacimento degli altri creditori, in caso di liquidazione volontaria o di assoggettamento a procedura concorsuale della societ emittente. I limiti allemissione di obbligazioni In base allattuale disciplina, la societ per azioni pu emettere obbligazioni, nominative o al portatore, per somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale (sottoscritto), della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato. La societ pu tuttavia emettere obbligazioni per ammontare superiore al limite fissato in via generale quando: 1. Le obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate a essere sottoscritte da investitori istituzionali soggetti a vigilanza prudenziale (banche, societ finanziarie, imprese di assicurazione). 2. Le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di propriet della societ, sino a 2 / 3 del valore (di bilancio) di questi. 3. Ricorrono particolari ragioni che interessano leconomia nazionale. Il procedimento di emissione Se la legge o lo statuto non dispongono diversamente, lemissione di obbligazioni deliberata dagli amministratori (art. 2410). Le obbligazioni convertibili in azioni Una specifica disciplina dettata dallart. 2420-bis. Le obbligazioni convertibili devono essere offerte in opzione agli azionisti e ai possessori di obbligazioni convertibili precedentemente emesse. Competente a deliberare lemissione di obbligazioni convertibili lassemblea straordinaria. Per assicurare ai sottoscrittori di obbligazioni convertibili leffettiva possibilit di conversione, la stessa assemblea che delibera lemissione delle obbligazioni deve determinare il rapporto di cambio, nonch il periodo e le modalit di conversione. Deve inoltre contestualmente deliberare laumento del capitale sociale per un ammontare corrispondente al valore nominale delle azioni da attribuire in conversione. Laumento di capitale cos deliberato sar sottoscritto, anche parzialmente, via via che gli obbligazionisti eserciteranno il diritto di conversione. In caso di aumento gratuito del capitale o di riduzione dello stesso per perdite, il rapporto di cambio automaticamente modificato in proporzione alla misura dellaumento o della riduzione del capitale.

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Lorganizzazione degli obbligazionisti Lorganizzazione di gruppo degli obbligazionisti volta a tutelare gli interessi degli stessi verso la societ e si articola in due organi: lassemblea e il rappresentate comune (artt. 2415-2418). Lassemblea degli obbligazionisti delibera: 1. Sulla nomina e sulla revoca del rappresentante comune. 2. Sulle modificazioni delle condizioni di prestito. 3. Sugli altri oggetti di interesse comune degli obbligazionisti. Lassemblea convocata dagli amministratori della societ o dal rappresentante comune degli obbligazionisti. La convocazione obbligatoria quando ne fatta richiesta da tanti obbligazionisti che rappresentano 1 / 20 dei titoli emessi e non estinti. Il rappresentante comune dura in carica per un periodo non superiore a tre esercizi ed rieleggibile. Il rappresentante comune tutela gli interessi comuni degli obbligazionisti nei confronti della societ e dei terzi (art. 2418): 1. Esegue le deliberazioni dellassemblea degli obbligazionisti. 2. Ha la rappresentanza processuale degli obbligazionisti. LO SCIOGLIMENTO DELLA SOCIET PER AZIONI Le cause di scioglimento Lo scioglimento della societ per azioni disciplinato dagli artt. 2484-2496 c.c., con disposizioni che lattuale disciplina dedica a tutte le societ di capitali. La societ per azioni si scioglie ed entra in stato di liquidazione col verificarsi di una delle seguenti cause (art. 2484): 1. Il decorso del termine di durata fissato nellatto costitutivo; termine che pu essere tuttavia prorogato prima della scadenza con delibera dellassemblea straordinaria. 2. Il conseguimento delloggetto sociale o la sopravvenuta impossibilit di conseguirlo. 3. Limpossibilit di funzionamento o la continuata inattivit dellassemblea. 4. La riduzione del capitale (per perdite) al di sotto del minimo legale. 5. La delibera dellassemblea straordinaria di scioglimento della societ in seguito al recesso di uno o pi soci. 6. La deliberazione dellassemblea (straordinaria) di scioglimento anticipato. 7. Le cause previste dallatto costitutivo o dallo statuto. Dopo la riforma del 2003 non pi causa di scioglimento la dichiarazione di fallimento della societ. Verificatasi una causa di scioglimento gli amministratori devono procedere senza indugio al suo accertamento e alliscrizione nel registro delle imprese della relativa dichiarazione o della deliberazione assembleare che dispone lo scioglimento. La societ in stato di liquidazione Il verificarsi di una causa di scioglimento non determina limmediata estinzione della societ: si deve prima provvedere, attraverso il procedimento di liquidazione al pagamento dei creditori sociali e alla ripartizione fra i soci delleventuale residuo attivo. Gli amministratori vedono limitati i propri poteri. Infatti, per il semplice verificarsi di una causa di scioglimento gli amministratori conservano il potere di gestire la societ ai soli fini della conservazione dellintegrit e del valore del patrimonio sociale (art. 2486). Con la riforma del 2003 stata espressamente disciplinata la revoca dello stato di liquidazione. La societ pu, infatti, in ogni momento revocare lo stato di liquidazione e tornare a una fase normale di esercizio con delibera dellassemblea straordinaria. Il procedimento di liquidazione Il procedimento di liquidazione si apre con la nomina di uno o pi liquidatori. Salvo diversa disposizione dello statuto, i liquidatori sono nominati dallassemblea straordinaria (art. 2487), con delibera che ne fissa anche il numero, le regole di funzionamento e i poteri.

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Nellinerzia dellassemblea, i liquidatori sono nominati dal tribunale, su istanza dei singoli soci o amministratori ovvero dei sindaci. I liquidatori restano in carica per tutta la durata del procedimento di liquidazione, salvo che non sia espressamente fissato un termine. Valgono per essi le cause di ineleggibilit e di decadenza previste per gli amministratori. I provvedimenti di nomina e di revoca dei liquidatori sono soggetti a iscrizione nel registro delle imprese (art. 2487-bis). Poteri, doveri e responsabilit dei liquidatori sono modellati su quelli degli amministratori (art. 2489): a. I liquidatori devono adempiere i loro doveri con la diligenza e la professionalit richieste dalla natura dellincarico e la loro responsabilit disciplinata dalle norme in tema di responsabilit degli amministratori. b. I liquidatori devono prendere in consegna dagli amministratori i beni e i documenti sociali, nonch redigere con gli stessi linventario del patrimoni sociale. c. I liquidatori possono compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della societ, salvo diversa disposizione statutaria o adottata in sede di nomina. I liquidatori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni derivanti ai creditori. Il liquidatori devono redigere ogni anno il bilancio e sottoporlo allapprovazione dellassemblea. Completata la liquidazione del patrimonio sociale con la conversione in danaro dellattivo, i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione (art. 2492), indicando la parte spettante a ciascun socio nella divisione dellattivo (c.d. piano di riparto). Il bilancio finale di liquidazione deve essere approvato dai singoli soci e non dallassemblea, dato che a questo punto entra in gioco linteresse del singolo allottenimento della quota di liquidazione. Approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ dal registro delle imprese. I libri della societ sono depositati presso lufficio del registro delle imprese (art. 2496). Inoltre, lattuale disciplina prevede la cancellazione di ufficio quando per oltre 3 anni consecutivi non venga depositato il bilancio annuale di liquidazione (art. 2490). LA SOCIET IN ACCOMANDITA PER AZIONI Caratteri distintivi Come laccomandita semplice, anche la societ in accomandita per azioni si caratterizza per la presenza di due categorie di soci: a. I soci accomandatari. b. I soci accomandanti. Nelle societ in accomandita per azioni vi un nesso indissolubile fra la qualit di accomandatario, posizione di amministratore e responsabilit per le obbligazioni sociali. Infatti, nellaccomandita per azioni: a. I soci indicati nellatto costitutivo come accomandatari sono tutti di diritto amministratori della societ e senza limiti di tempo. b. Il socio accomandatario che cessa dallufficio di amministratore non risponde per le obbligazioni della societ sorte posteriormente alliscrizione nel registro delle imprese della cessazione dallufficio. c. Il nuovo amministratore assume la qualit di socio accomandatario dal momento dellaccettazione della nomina. La disciplina Latto costitutivo deve indicare quali sono i soci accomandatari. La denominazione sociale deve essere costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari, con lindicazione di societ in accomandita per azioni. I soci accomandatari rispondono illimitatamente e solidalmente verso i terzi per le obbligazioni sociali. Norme particolari valgono per ladozione di talune delibere assembleari: a. Gli accomandatari, in quanto soci amministratori, non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei sindaci ovvero dei componenti del consiglio di sorveglianza.

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b. Le modificazione dellatto costitutivo non solo devono essere deliberate dallassemblea straordinaria con le consuete maggioranze, ma devono inoltre essere approvate da tutti i soci accomandatari. I soci accomandatari, designati nellatto costitutivo, sono di diritto amministratori e il loro ufficio ha carattere permanente, se latto costitutivo non dispone diversamente. Per la societ in accomandita per azioni prevista una causa di scioglimento tipica e ulteriore rispetto a quelle dettate per la societ per azioni: la societ si scioglie in caso di cessazione dalla carica di tutti gli amministratori, se nel termine di 180 giorni non si provveduto alla loro sostituzione e loro sostituti non hanno accettato la carica. Per questo periodo il collegio sindacale nomina un amministratore provvisorio, i cui poteri sono circoscritti agli atti di ordinaria amministrazione. LA SOCIET A RESPONSABILIT LIMITATA Caratteri distintivi La societ a responsabilit limitata (artt. 2462-2483) una societ di capitali nella quale: a. Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ col suo patrimonio. b. Le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni e, puntualizza lattuale disciplina, non possono costituire oggetto di offerta al pubblico. Lattuale disciplina consente alle s.r.l. di emettere titoli di debito, sostanzialmente assimilabili alle obbligazioni, ma vieta la collocazione degli stessi presso il pubblico dei risparmiatori. Di converso, minore il capitale sociale minimo richiesto per la costituzione della societ: 10.000,00 . La costituzione della societ La costituzione della societ a responsabilit limitata presenta limitate deviazioni dal regime della societ per azioni, la cui disciplina ampiamente richiamata: a. Il capitale sociale minimo richiesto per la costituzione di 10.000,00 . b. La denominazione sociale pu essere liberamente formata, ma deve contenere lindicazione di societ a responsabilit limitata. c. Anche la societ a responsabilit limitata pu essere costituita a tempo indeterminato. In tal caso ogni socio pu recedere dalla societ dando un preavviso di 6 mesi. I conferimenti e le altre forme di finanziamento Lattuale principio base che, come nelle societ di persone, anche nelle societ a responsabilit limitata possono essere conferiti tutti gli elementi dellattivo suscettibili di valutazione economica. poi espressamente consentito il conferimento di prestazioni dopera o servizi purch lintero valore assegnato a tale conferimento sia garantito da una polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria. Con lattuale disciplina infine caduto il divieto per le societ a responsabilit limitata di emettere obbligazioni. Pi esattamente si consente che lo statuto possa prevedere lemissione di titoli di debito. Il taglio minimo dei titoli non pu essere inferiore a 50.000,00 . I titoli di debito non possono essere collocati direttamente presso il pubblico dei risparmiatori. Possono infatti essere sottoscritti solo da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale che, in caso di successiva circolazione, rispondono per legge della solvenza della societ nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali o soci della societ emittente. Le quote sociali Nelle societ a responsabilit limitata il capitale diviso secondo un criterio personale. Il capitale della s.r.l. infatti diviso in base al numero dei soci: il numero iniziale delle quote corrisponde al numero dei soci che partecipano alla costituzione della societ e ciascun socio diventa titolare di ununica quota di partecipazione. Mentre le azioni sono necessariamente di uguale valore, le quote possono essere di diverso ammontare e lo sono se diverso lammontare del capitale sottoscritto da ciascun socio.

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Ne consegue che, mentre le azioni attribuiscono uguali diritti, le quote possono essere anche sotto tale profilo le une diverse dalle altre, essendo che le partecipazioni dei soci sono determinate in misura proporzionale al conferimento. Latto costitutivo pu non solo limitare, ma anche escludere del tutto il trasferimento delle quote. Pu inoltre subordinare il trasferimento al gradimento di organi sociali, di soci o di terzi, senza prevedere condizioni o limiti (c.d. mero gradimento). Il recesso inderogabilmente conosciuto per legge in una serie di casi (art. 2473): a. Nel caso di societ contratta a tempo indeterminato il diritto di recesso compete al socio in ogni momento e pu essere esercitato con un preavviso di almeno centottanta giorni; l'atto costitutivo pu prevedere un periodo di preavviso di durata maggiore purch non superiore a un anno. b. Il diritto di recesso compete ai soci che non hanno consentito: 1. al cambiamento dell'oggetto o del tipo di societ 2. alla sua fusione o scissione 3. alla revoca dello stato di liquidazione 4. al trasferimento della sede all'estero 5. alla eliminazione di una o pi cause di recesso previste dall'atto costitutivo 6. al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell'oggetto della societ determinato nell'atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai soci. Il trasferimento delle quote sociali Il trasferimento della quota valido ed efficace fra le parti per effetto del semplice consenso. per produttivo di effetti nei confronti della societ solo dal momento in cui iscritto nel libro dei soci. I trasferimenti per atto fra vivi devono risultare da scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio, il quale entro 30 giorni deve depositarla per liscrizione nel registro delle imprese nella cui circoscrizione stabilita la sede della societ. Infine, il trasferimento deve essere annotato nei libri dei soci. Se la quota alienata con successivi contratti a pi persone, prevale chi per primo effettua liscrizione nel registro delle imprese, purch sia in buona fede. Alle societ a responsabilit limitata vietato in modo assoluto lacquisto di proprie quote. Gli organi sociali e le decisioni dei soci Modello base di partenza resta sempre la tripartizione assemblea-organo amministrativo-collegio sindacale propria della societ per azioni. Lart. 2479 stabilisce che sono inderogabilmente rimesse alla volont dei soci: 1) l'approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili; 2) la nomina, se prevista nell'atto costitutivo, degli amministratori; 3) la nomina nei casi previsti dall'articolo 2477 dei sindaci e del presidente del collegio sindacale o del revisore; 4) le modificazioni dell'atto costitutivo; 5) la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell'oggetto sociale determinato nell'atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti dei soci. Latto costitutivo pu tuttavia prevedere che le decisioni dei soci siano adottate con una procedura pi snella, mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. In tal caso le decisioni sono adottate col voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la met del capitale sociale. Pur in presenza di tale clausola statutaria, la decisione con metodo assembleare per necessaria per le modificazioni dellatto costitutivo, per le decisioni che comportano: a. Una sostanziale modifica delloggetto sociale. b. Una rilevante modifica dei diritti dei soci. c. La riduzione del capitale per perdite obbligatoria.

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rimessa allatto costitutivo la determinazione dei modi di convocazione, purch gli stessi siano tali da assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare. In mancanza, lassemblea convocata dagli amministratori con lettera raccomandata spedita ai soci, almeno 8 giorni prima delladunanza, nel domicilio risultante dal libro dei soci. Il voto dei soci vale in misura proporzionale alla partecipazione. Le maggioranze richieste per lapprovazione delle deliberazioni sono pi elevate che nella societ per azioni. Lassemblea (ordinaria) regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale e delibera a maggioranza assoluta del capitale intervenuto. Per le modificazioni previste dallatto costitutivo, per necessario il voto favorevole dei soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale. Le decisioni che non sono prese in conformit della legge o dellatto costitutivo possono essere impugnate dai soci che non vi hanno consentito anche individualmente, nonch da ciascun amministratore e dal collegio sindacale entro 90 giorni dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. Possono invece essere impugnate da chiunque vi abbia interesse nel termine di 3 anni le decisioni aventi oggetto impossibile o illecito. Infine, possono essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano loggetto sociale prevedendo attivit impossibili o illecite. Amministrazione e controlli In mancanza di diversa previsione statutaria, resta ferma la regola che lamministrazione affidata a uno o pi soci , nominati con decisione dei soci, che restano in carica a tempo indeterminato (art. 2475). Quando lamministrazione affidata a pi persone queste costituiscono il consiglio di amministrazione, anche se ladozione del metodo collegiale non inderogabile. Tuttavia, e questa la pi significativa novit, latto costitutivo pu prevedere che gli amministratori operino non gi come consiglio di amministrazione, bens congiuntamente o disgiuntamente come nelle societ di persone. Profili di accentuata singolarit rispetto alla societ per azioni presenta infine la disciplina dellazione di responsabilit (art. 2476). Infatti: a. Responsabili solidalmente con gli amministratori sono anche i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la societ, i soci o i terzi. b. Lazione sociale contro gli amministratori pu essere promossa anche dal singolo socio, il quale pu altres chiedere, come provvedimento cautelare, la revoca degli amministratori in caso di gravi irregolarit nella gestione della societ. Latto costitutivo pu prevedere la nomina di un collegio sindacale o di un revisore, determinandone competenze e poteri. Nella s.r.l. la nomina del collegio sindacale per obbligatoria solo se il capitale sociale non inferiore a quello minimo stabilito per la s.p.a. Nella societ in cui manca il collegio sindacale alcuni dei poteri di controllo propri dei sindaci (avere notizie dagli amministratori dello svolgimento degli affari sociali, consultare i libri sociali e i documenti relativi allamministrazione) sono riconosciuti direttamente ai soci che non partecipano allamministrazione (art. 2476). Altri aspetti della disciplina espressamente prevista e disciplinata la delega agli amministratori per laumento del capitale sociale a pagamento. La determinazione dei limiti e delle modalit di esercizio integralmente rimessa allatto costitutivo. Sostanzialmente coincidente con quella della societ per azioni infine anche la disciplina della riduzione reale (art. 2482) e nominale del capitale sociale (art. 2482-bis e ter), fermo restando che il limite minimo del capitale sociale da rispettare nella riduzione per perdite di 10.000,00 . Come anticipato, lo scioglimento della societ oggi disciplinato unitariamente per tutte le societ di capitali.

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LE SOCIET COOPERATIVE In base allattuale disciplina, le societ cooperative sono societ a capitale variabile che si caratterizzano per lo specifico scopo perseguito nello svolgimento dellattivit dimpresa: lo scopo mutualistico (art. 2511). Il nostro ordinamento attribuisce particolare rilievo sociale alle societ che perseguono tale scopo e ne promuove e favorisce la diffusione e lo sviluppo (art. 45 Cost.). Le societ con scopo mutualistico Le societ cooperative si distinguono dagli altri tipi di societ per lo scopo economico perseguito. Pi esattamente, identico lo scopo-mezzo delle societ cooperative e delle societ lucrative: esercizio in comune di una determinata attivit economica. Diverso invece lo scopo-fine: nelle societ lucrative, la produzione di utili (lucro oggettivo) da distribuire fra i soci (lucro soggettivo); nelle societ cooperative, lo scopo mutualistico. Lo scopo prevalente dellattivit di impresa delle societ cooperative consiste nel fornire beni o servizi o occasioni di lavoro direttamente ai membri dellorganizzazione a condizioni pi vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato. Pi esattamente, nelle cooperative di consumo vi una tendenziale coincidenza fra i soci e i soggetti che usufruiscono dei beni o servizi prodotti dallimpresa sociale. Nelle cooperative di produzione e di lavoro, invece, i fattori produttivi necessari per lattivit dimpresa sono tendenzialmente forniti dagli stessi soci. Con formula sintetica si dice che i soci si fanno imprenditori di s stessi. Anche i soci di una cooperativa mirano per a realizzare un risultato economico e un proprio vantaggio patrimoniale. Il risultato economico perseguito non tuttavia la pi elevata remunerazione possibile del capitale investito (lucro soggettivo). invece quello di soddisfare un comune preesistente bisogno economico. E di soddisfarlo conseguendo un risparmio di spesa per i beni o servizi acquistati dalla propria societ, o una maggiore retribuzione per i propri beni o servizi alla stessa ceduti. I soci sovventori non sono specificamente interessati alle prestazioni mutualistiche. Il loro ruolo quello di apportare il capitale di rischio necessario per lo svolgimento dellattivit della cooperativa. Scopo mutualistico e scopo lucrativo Le societ cooperative sono caratterizzate da uno scopo prevalentemente, ma non esclusivamente mutualistico. Se latto costitutivo lo prevede, esse possono svolgere anche attivit con i terzi; possono svolgere in altre parole attivit oggettivamente lucrativa. Incompatibile con lo scopo mutualistico e resta per lintegrale distribuzione ai soci degli utili prodotti dalla cooperativa. Le cooperative a mutualit prevalente Lattuale disciplina generale delle societ cooperative si basa sulla distinzione fra societ cooperative a mutualit prevalente e altre societ cooperative. Elementi caratterizzanti le cooperative a mutualit prevalente sono: a. La presenza nello statuto di clausole che limitano la distribuzione di utili e riserve ai soci cooperatori. b. La circostanza che la loro attivit deve essere svolta prevalentemente a favore dei soci (cooperative di consumo), ovvero deve utilizzare prevalentemente prestazioni lavorative dei soci (cooperative di lavoro) o beni e servizi dagli stessi apportati (cooperative di produzione e lavoro). Perdono la qualifica di cooperative a mutualit prevalente le societ che per due esercizi non rispettano tali condizioni. I caratteri strutturali La disciplina delle societ cooperative era in passato modellata su quella della societ per azioni. Questa opzione permane nellattuale disciplina per le cooperative medie e grandi. Nel contempo si consente per che le piccole cooperative (quelle con un numero di soci cooperatori inferiore a 20 o con un attivo

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dello stato patrimoniale non superiore a un milione di euro) possano optare per la pi snella disciplina della societ a responsabilit limitata. Profili di disciplina: a. previsto un numero minimo di soci per la costituzione e la sopravvivenza della societ. Nel contempo si richiede che i soci cooperatori siano in possesso di specifici requisiti soggettivi. b. Sono fissati limiti massimi alla quota di partecipazione di ciascun socio e alla percentuale di utili agli stessi distribuibile. c. Le variazioni del numero e delle persone dei soci e le conseguenti variazioni del capitale sociale non comportano modificazione dellatto costitutivo. d. Ogni socio cooperatore persona fisica ha in assemblea un solo voto, qualunque sia il valore della sua quota o il numero delle sue azioni. Vale il principio una testa, un voto. e. Le societ cooperative sono sottoposte a vigilanza dellautorit governativa al fine di assicurarne il regolare funzionamento amministrativo e contabile. La costituzione della societ Per procedere alla costituzione di una societ cooperativa necessario che i soci siano almeno 9. Sono tuttavia sufficienti 3 soci persone fisiche se la societ adotta le norme della societ a responsabilit limitata. La societ si scioglie e deve essere posta in liquidazione se il numero dei soci scende al di sotto del minimo e non reintegrato nel termine massimo di un anno. La disciplina attuale fissa come regola generale che non possono essere soci quanti esercitano in proprio imprese in concorrenza con quella cooperativa. Tali requisiti non sono per richiesti per i soci sovventori. Il procedimento di costituzione ricalca quello previsto per la societ per azioni (o per la s.r.l.). Le indicazioni dellatto costitutivo (art. 2521), da redigere per atto pubblico, in buona parte coincidono con quelle stabilite per la s.p.a., essendo necessario inserire: 1. Lindicazione specifica delloggetto sociale, con riferimento ai requisiti e agli interessi dei soci. 2. I requisiti e le condizioni per lammissione di nuovi soci e il modo e il tempo in cui devono essere eseguiti i conferimenti, specificandosi che deve trattarsi di criteri non discriminatori coerenti con lo scopo mutualistico e lattivit economica svolta. 3. Le condizioni per leventuale recesso e per lesclusione dei soci. 4. Le regole per la ripartizione degli utili e i criteri per la ripartizione dei ristorni. La denominazione sociale della societ cooperativa pu essere formata liberamente, ma deve contenere lindicazione di societ cooperativa. Latto costitutivo deve essere iscritto nel registro delle imprese e con liscrizione la societ cooperativa acquista personalit giuridica. I conferimenti e la responsabilit dei soci La disciplina dei conferimenti e delle prestazioni accessorie identica a quella dettata per la societ per azioni, salvo che lo statuto non abbia optato per la disciplina della societ a responsabilit limitata. Con lattuale disciplina, nelle societ cooperative per le obbligazioni sociali risponde solo la societ col suo patrimonio. Il socio che non esegue in tutto o in parte i conferimenti dovuti pu essere escluso dalla societ. Le quote e le azioni Nelle cooperative la partecipazione sociale pu essere rappresentata da quote o da azioni, a seconda che la cooperativa si regolata dalla disciplina della societ per azioni oppure dalla societ a responsabilit limitata. Per stimolare lallargamento della compagine azionaria, nessun socio persona fisica pu avere una quota superiore a 100.000,00 . Nelle cooperative con pi di cinquecento soci latto costitutivo pu tuttavia elevare tale limite fino al 2% del capitale sociale.

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Le quote e le azioni dei soci cooperatori non possono essere cedute, con effetto verso la societ, senza lautorizzazione degli amministratori. Inoltre, latto costitutivo pu anche vietare del tutto la cessione sia delle quote sia delle azioni, salvo in questo caso il diritto del socio di recedere dalla societ con preavviso di 90 giorni e purch siano decorsi due anni dal suo ingresso in societ. Le nuove forme di finanziamento Con la l. 59/1992, sono state consentite nuove e pi incentivanti forme di raccolta del capitale di rischio con la previsione della figura dei soci sovventori e delle azioni di partecipazione cooperativa. La figura dei soci sovventori consente la raccolta di capitale di rischio anche fra soggetti sprovvisti degli specifici requisiti soggettivi richiesti per partecipare allattivit mutualistica. I conferimenti dei soci sovventori sono rappresentati da azioni (o quote) nominative liberamente trasferibili, salvo che latto costitutivo non preveda limiti alla circolazione. Per evitare che la partecipazione dei soci sovventori sia animata da scopi esclusivamente speculativi, stabilito che il tasso di remunerazione dei soci sovventori non possa essere maggiorato in misura superiore al 2% rispetto a quello previsto per gli altri soci. Sono poi introdotte regole volte a evitare che i soci sovventori prendano il sopravvento nella gestione della societ. Cos, latto costitutivo pu attribuire a ciascun socio sovventore pi voti, anche in relazione allammontare dei conferimenti, ma non oltre 5. Inoltre, i voti attribuiti ai soci sovventori non possono mai superare 1 / 3 dei voti spettanti a tutti i soci. Le azioni di partecipazione cooperativa costituiscono una particolare categoria di azioni, che presenta affinit con le azioni di risparmio: sono infatti prive del diritto di voto e privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale. Possono essere emesse per ammontare non superiore al valore delle riserve indivisibili o del patrimonio netto risultante dallultimo bilancio certificato. Esse sono privilegiate sotto il profilo patrimoniale in quanto: a. Assicurano ex lege una partecipazione agli utili maggiorata del 2% rispetto a quella delle quote o delle azioni dei soci cooperatori. b. Hanno diritto di prelazione nel rimborso del capitale per lintero valore nominale, in sede di scioglimento della societ. prevista unorganizzazione di gruppo dei possessori di tali azioni, per la tutela degli interessi comuni. Alle societ cooperative consentita anche lemissione di obbligazioni per la raccolta di capitale di prestito. Il quadro poi completato dalla riforma del 2003 che consente a tutte le societ cooperative lemissione di strumenti finanziari secondo la disciplina prevista per la s.p.a. Ai possessori di strumenti finanziari non pu essere attribuito pi di 1 / 3 dei voti spettanti allinsieme dei soci presenti ovvero rappresentati in ciascuna assemblea generale. Gli organi sociali e lassemblea Gli organi delle societ cooperative disciplinate dalle norme sulle societ per azioni sono gli stessi della societ per azioni e identico il riparto di funzioni. Alcune significative deviazioni sono tuttavia introdotte nella disciplina dellassemblea (artt. 2538-2540). Innanzitutto, il peso di ciascun socio cooperatore in assemblea del tutto svincolato dallammontare della partecipazione sociale (una testa, un voto). Solo ai soci persone giuridiche possono essere attribuiti pi voti, ma non oltre 5, in relazione allammontare della quota o delle azioni, oppure al numero dei loro membri. Come visto, ai soci sovventori possono invece essere attribuiti pi voti, ma essi non devono superare in ogni caso 1 / 3 dei voti spettanti a tutti i soci. Valgono inoltre le seguenti regole: a. Hanno diritto di voto solo coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno 90 giorni.

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b. Il socio pu farsi rappresentare in assemblea solo da altro socio. In ogni caso, ciascun socio non pu rappresentarne pi di 10 (art. 2539). c. Il voto pu essere dato anche per corrispondenza o mediante altri mezzi di telecomunicazione, se latto costitutivo lo consente. Alcune differenze si hanno anche per il procedimento assembleare. I quorum costituivi e deliberativi vanno ovviamente calcolati secondo il numero dei voti spettanti per testa ai soci e non in base allammontare della loro partecipazione al capitale. I quorum sono stabiliti dallatto costitutivo che pu derogare in aumento o diminuzione le maggioranze stabilite per la s.p.a. Linnovazione pi significativa per costituita dalla possibilit di una formazione progressiva della volont assembleare attraverso il meccanismo delle assemblee separate, per agevolare la partecipazione dei soci e la formazione delle maggioranze nelle cooperative con ampia compagine sociale e territorialmente articolate. In base allattuale disciplina, le assemblee separate sono obbligatorie quando la societ ha pi di 3000 soci e svolge la propria attivit in pi province. Le assemblee separate eleggono dei soci-delegati che partecipano allassemblea generale, che delibera definitivamente sulle materie allordine del giorno. Amministrazione, controlli e il collegio dei probiviri Nel sistema tradizionale i primi amministratori sono nominati nellatto costitutivo e successivamente, come di consueto, dallassemblea. Con lattuale disciplina caduta la regola che tutti gli amministratori debbano essere soci cooperatori. Oggi sufficiente che solo la maggioranza degli amministratori sia scelta tra i soci cooperatori ovvero fra le persone designate dai soci cooperatori persone giuridiche. Quanto poi al collegio sindacale, in base allattuale disciplina la nomina dello stesso nelle cooperative obbligatoria negli stessi casi in cui obbligatoria nella s.r.l. (vale a dire, quando la societ ha un capitale non inferiore a quello minimo della societ per azioni, o quando non ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata), nonch quando la cooperativa ha emesso strumenti finanziari non partecipativi (art. 2543). prassi consolidata la previsione negli statuti delle cooperative del collegio dei probiviri, a cui affidata la risoluzione di eventuali controversie fra soci o fra soci e societ, riguardanti il rapporto sociale o la gestione mutualistica. La vigilanza governativa e il controllo giudiziario Le societ cooperative sono sottoposte al controllo dellautorit governativa, finalizzata allaccertamento dei requisiti mutualistici, nonch ad assicurare il regolare funzionamento amministrativo e contabile delle stesse. La vigilanza spetta al Ministero dello sviluppo economico ed esercitata tramite revisioni, effettuate con cadenza almeno biennale, e ispezioni straordinarie disposte ogni qualvolta se ne ravvisa lopportunit. In caso di irregolare funzionamento della societ, lautorit di vigilanza pu revocare, previa diffida, amministratori e sindaci e affidare la gestione della cooperativa a un commissario governativo, determinandone la durata in carica e i poteri. Bilancio, utili e ristorni La formazione del bilancio di esercizio delle societ cooperative integralmente assoggettata alla disciplina dettata per la societ per azioni. Le cooperative di maggiore dimensione e quelle che emettono obbligazioni devono sottoporre il bilancio a revisione obbligatoria da parte di una societ di revisione. Per rafforzare la consistenza del patrimonio sociale, la percentuale degli utili netti attuali da destinare a riserva legale sei volte superiore rispetto alla societ per azioni: il 30%, anzich il 5%. Sono disposti inoltre limiti alla distribuzione fra i soci degli utili residui, cos comprimendosi il profilo lucrativo della partecipazione sociale.

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In primo luogo, per tutte le cooperative non quotate vige la regola che possono essere distribuiti dividendi, direttamente o indirettamente, solo se il rapporto fra patrimonio netto e complessivo indebitamento della societ superiore a 1 / 4: cos si impone alla cooperative eccessivamente indebitate di destinare allautofinanziamento gli utili generati. Dagli utili (remunerazione del capitale) vanno tenuti distinti i ristorni. Questi costituiscono rimborso ai soci di parte del prezzo pagato per i beni o servizi acquistati dalla cooperativa (cooperativa di consumo) a prezzo di mercato, ovvero integrazione della retribuzione corrisposta dalla cooperativa per le prestazioni del socio. Variazioni dei soci e del capitale sociale Le societ cooperative sono societ a capitale variabile. Il capitale sociale non determinato in un ammontare prestabilito. La variazione del numero e delle persone dei soci non comporta modificazione dellatto costitutivo. Estremamente semplificato , quindi, il procedimento per lammissione di nuovi soci (cooperatori), non dovendosi ogni volta procedere a una modifica dellatto costitutivo (c.d. porta aperta). Lammissione infatti deliberata dagli amministratori su domanda dellinteressato, e la delibera di ammissione annotata a cura degli stessi amministratori nel libro dei soci (art. 2528). Se la domanda di ammissione non accolta dagli amministratori, linteressato pu chiedere che sullistanza si pronunci lassemblea. Il recesso ammesso per legge: a. Quando latto costitutivo vieti la cessione delle quote o delle azioni. b. Nei casi previsti per la societ per azioni (o per la s.r.l.). Ulteriori cause di recesso possono essere poi stabilite dallatto costitutivo. Lesclusione pu essere disposta dalla societ in caso di: a. Mancato pagamento delle quote o delle azioni (art. 2531). b. Nei casi previsti per le societ di persone. c. Per gravi inadempienze del socio degli obblighi derivanti dal rapporto sociale, oppure dal rapporto mutualistico. d. Per mancanza o perdita dei requisiti previsti per la partecipazione alla societ. Specifiche cause di esclusione possono essere poi introdotte dallatto costitutivo. Lesclusione deve essere deliberata dagli amministratori o, se latto costitutivo lo prevede, dallassemblea. La liquidazione della quota avviene secondo i criteri stabiliti nellatto costitutivo assumendo come base il bilancio dellesercizio in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente al socio. Il gruppo cooperativo paritetico diffuso nella pratica che il gruppo cooperativo trovi fondamento in un accordo contrattuale, inquadrabile nello schema del consorzio fra imprenditori, volto a dare vita a una strategia imprenditoriale comune e unitaria. Il contratto deve essere depositato in forma scritta presso lalbo delle societ cooperative. Lo scioglimento della societ Valgono per le societ cooperative le cause di scioglimento previste per le societ di capitali, con la sola differenza, dovuta alla variabilit del capitale sociale, che solo la perdita totale del capitale causa di scioglimento (art. 2545-duodecies). Sono poi cause specifiche di scioglimento: a. La riduzione dei soci al di sotto del numero minimo di 9 (o 3), se questo non reintegrato entro un anno. b. La liquidazione coatta amministrativa disposta dallautorit governativa. Per quanto riguarda la destinazione del residuo attivo di liquidazione, nelle cooperative a mutualit prevalente lintero patrimonio sociale netto deve essere devoluto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

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Le mutue assicuratrici Le mutue assicuratrici o societ di mutua assicurazione (artt. 2546-2548) sono societ cooperative caratterizzate dalla stretta interdipendenza che per legge esiste fra la qualit di socio e la qualit di assicurato: non si pu acquistare la qualit di socio, se non assicurandosi presso la societ , viceversa, si perde la qualit di socio con lestinguersi dellassicurazione (art. 2546). Cos, ad esempio, la cessazione del rischio assicurato comporta il contestuale scioglimento del rapporto assicurativo e di quello societario. Nelle mutue assicuratrici per le obbligazioni sociali, e in particolare per il pagamento delle indennit assicurative ai soci, risponde solo la societ col proprio patrimonio. I soci assicurati sono obbligati verso la societ al pagamento di contributi, che costituiscono nel contempo conferimento e premio di assicurazione. Il patrimonio sociale, formato con i contributi dei soci assicurati, pu essere per insufficiente per lesercizio dellattivit assicurativa. Per superare questo ostacolo latto costitutivo pu prevedere la costituzione di fondi di garanzia per il pagamento delle indennit, mediante speciali conferimenti da parte dei soci assicurati o di terzi, attribuendo anche a questi ultimi la qualit di socio (art. 2548). Nelle mutue assicuratrici di regola coesistono dunque due categorie di soci: soci assicurati e soci sovventori. Soci, questi ultimi, che si limitano a conferire il capitale necessario per lattivit della societ senza essere assicurati. TRASFORMAZIONE, FUSIONE E SCISSIONE A) La trasformazione La trasformazione omogenea il cambiamento del tipo di societ. il passaggio da un tipo ad altro tipo societario. Con la trasformazione cambia, in modo pi o meno accentuato, lassetto organizzativo della societ. Non si ha per estinzione della societ preesistente e nascita di una nuova societ; la stessa societ che continua a vivere in una rinnovata veste giuridica e che conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dellente che ha effettuato la trasformazione (art. 2498). Discorso in parte diverso vale invece per la trasformazione che comporta mutamento dello scopo economico della societ e in particolare per la trasformazione di societ lucrative in societ mutualistiche e viceversa. Espressamente vietata resta la trasformazione di una societ cooperativa a mutualit prevalente in societ lucrativa, anche se tale trasformazione sia deliberata allunanimit. La trasformazione omogenea: il procedimento di formazione La trasformazione omogenea deve essere deliberata secondo le modalit previste per le modificazioni dellatto costitutivo e con losservanza delle relative maggioranze. Se latto costitutivo non dispone diversamente, al fine di favorire la trasformazione delle societ di persone in societ di capitali, sufficiente il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la partecipazione attribuita a ciascuno negli utili. Al socio che non ha concorso alla decisione riconosciuto il diritto di recesso. Per le societ di capitali invece necessaria una delibera dellassemblea straordinaria da adottare, nelle societ per azioni non quotate, con le maggioranze rafforzate a suo tempo esposte. Per la trasformazione di societ cooperative, diverse da quelle a mutualit prevalente, in societ di persone o di capitali invece richiesto il voto favorevole di almeno la met dei soci, elevato a 2 / 3 quando i soci non sono meno di 50. Invece, nelle societ con pi di 10.000 soci, latto costitutivo pu prevedere che la trasformazione sia deliberata col voto favorevole dei 2 / 3 dei votanti, se allassemblea presente almeno il 20% dei soci. Per quanto riguarda, infine, le societ cooperative diverse da quelle a mutualit prevalente, lattuale disciplina ne consente la trasformazione in societ lucrative.

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La responsabilit dei soci 1. Se in seguito alla trasformazione i soci assumono responsabilit illimitata per le obbligazioni sociali, lattuale disciplina dispone che comunque richiesto il consenso dei soci che assumono responsabilit illimitata. Tale responsabilit opera anche per le obbligazioni anteriori alla trasformazione. 2. Espressamente regolata, invece lipotesi inversa: a seguito della trasformazione viene meno la responsabilit illimitata di tutti o anche di alcuni dei soci. Al riguardo fissata lovvia regola che i soci non sono liberati dalla responsabilit per le obbligazioni sociali anteriori alliscrizione della delibera di trasformazione nel registro delle imprese. La trasformazione eterogenea Lattuale disciplina regola la trasformazione eterogenea da parte di una societ di capitali o che d vita a una societ di capitali. Una societ di capitali pu trasformarsi in consorzi, societ consortili, societ cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni (art. 2500-septies). Si applica in quanto compatibile la disciplina della trasformazione omogenea di societ di capitali, ma richiesta una maggioranza pi elevata: il voto favorevole dei 2 / 3 degli aventi diritto. La delibera di trasformazione in fondazione produce gli effetti che il codice civile ricollega allatto di fondazione o alla volont del fondatore. Nei consorzi la trasformazione deve essere deliberata dalla maggioranza assoluta dei consorziati. Nelle comunioni di azienda da tutti i partecipanti alla comunione. Nelle societ consortili e nelle associazioni con le maggioranze richieste per lo scioglimento anticipato. B) LA FUSIONE La fusione lunificazione di due o pi societ in una sola. Essa pu essere realizzata in due diversi modi: a. Con la costituzione di una nuova societ, che prende il posto di tutte le societ che si fondono (c.d. fusione in senso stretto). b. Mediante assorbimento in una societ preesistente di una o pi societ (c.d. fusione per incorporazione). La fusione pu avere luogo sia fra societ dello stesso tipo (fusione omogenea), sia oggi fra societ ed enti di tipo diverso nei limiti consentiti dalla disciplina della trasformazione eterogenea. Per le fusioni eterogenee valgono gli stessi limiti esposti per la trasformazione. La societ incorporante, o che risulta dalla fusione assume i diritti e gli obblighi delle societ partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione. Il progetto di fusione Il procedimento di fusione si articola in tre fasi essenziali: il progetto di fusione, la delibera di fusione e latto di fusione. Il progetto di fusione deve avere identico contenuto per tutte le societ partecipanti alla fusione e dallo stesso devono risultare le seguenti indicazioni: 1. Il tipo, la denominazione o ragione sociale, la sede delle societ partecipanti alla fusione. 2. Latto costitutivo della nuova societ risultante dalla fusione o di quella incorporante. 3. Il rapporto di cambio delle azioni o quote. Il progetto di fusione deve essere iscritto nel registro delle imprese del luogo ove hanno sede le societ partecipanti alla fusione. La documentazione informativa non si esaurisce per nel progetto di fusione in quanto prescritta la redazione preventiva di alti tre documenti: a. La situazione patrimoniale, con la quale gli amministratori di ciascuna delle societ partecipanti alla fusione devono redigere una situazione patrimoniale aggiornata della propria societ, con losservanza delle norme sul bilancio di esercizio.

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b. La relazione degli amministratori, la quale illustri e giustifichi il progetto di fusione e in particolare il rapporto di cambio. c. La relazione degli esperti, scelti fra i revisori dei conti o le societ di revisione, i quali devono redigere un rapporto sulla congruit del rapporto di cambio ed esprimere un parere sulladeguatezza dei metodi seguiti dagli amministratori per la determinazione dello stesso. La delibera di fusione La fusione viene decisa da ciascuna delle societ che vi partecipano mediante lapprovazione del relativo progetto (art. 2502). Per lapprovazione vanno rispettate le norme dettate per le modificazioni dellatto costitutivo. Nelle societ di persone, tuttavia, lattuale disciplina non richiede pi il consenso di tutti i soci: sufficiente la maggioranza dei soci calcolata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili. Al socio che non abbia consentito alla fusione riconosciuto diritto di recesso dalla societ. Nelle societ di capitali la fusione deve essere invece deliberata dallassemblea straordinaria con le normali maggioranze. La tutela dei creditori sociali La fusione pu pregiudicare la posizione dei creditori delle societ partecipanti dato che, attuata la fusione, tutti concorreranno sullunico patrimonio risultante dallunificazione dei patrimoni delle singole societ. perci stabilito che la fusione pu essere attuata solo dopo che siano trascorsi 60 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese dellultima delibera di fusione delle societ che vi partecipano. Entro tale termine, ciascun creditore anteriore alla pubblicazione del progetto di fusione pu proporre opposizione alla fusione. Lopposizione sospende lattuazione della fusione fino allesito del relativo giudizio. Latto di fusione Il procedimento di fusione si conclude con la stipulazione dellatto di fusione (art. 2504) da parte dei legali rappresentanti delle societ interessate, che cos danno attuazione alle relative delibere assembleari. Latto di fusione che nella fusione in senso stretto funge da atto costitutivo della nuova societ deve sempre essere redatto per atto pubblico, anche se la societ incorporante o la nuova societ risultante dalla fusione una societ di persone. Latto di fusione deve essere iscritto nel registro delle imprese dei luoghi ove posta la sede di tute le societ partecipanti alla fusione e di quello, eventualmente diverso, della societ risultante dalla fusione. Dallultima delle iscrizioni nel registro delle imprese decorrono gli effetti della fusione. La societ risultante dalla fusione assume tutti i diritti e gli obblighi di quelle partecipanti, che si estinguono. Una volta eseguite le iscrizioni dellatto di fusione prescritte per legge, linvalidit dellatto di fusione non pu essere pronunciata. E ci senza eccezione alcuna. Resta salvo solo il diritto al risarcimento dei danni eventualmente spettante ai soci o ai terzi danneggiati dalla fusione. C) LA SCISSIONE Con la scissione il patrimonio di una societ scomposto e trasferito in tutto o in parte ad altre societ, con contestuale assegnazione ai soci della prima di azioni o quote delle societ beneficiarie del trasferimento patrimoniale. La scissione pu essere: 1. Totale, nella quale lintero patrimonio della societ che si scinde viene trasferito a pi societ. La prima societ perci si estingue senza che per si abbia liquidazione della stessa, dato che lattivit continua tramite le societ beneficiarie della scissione che assumono i diritti e gli obblighi corrispondenti alla quota di patrimonio loro trasferita.

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2. Parziale, nella quale solo parte del patrimonio della societ che si scinde viene trasferito a una o pi societ. La societ scissa resta perci in vita sia pure con un patrimonio ridotto e continua lattivit parallelamente alle societ beneficiarie, di cui entrano a far parte i soci della prima. Beneficiarie della scissione (totale o parziale) possono essere: 1. Societ di nuova costituzione, che nascono per gemmazione dalla societ che si scinde (c.d. scissione in senso stretto) e in tal caso i soci della societ scissa sono inizialmente i soli soci delle societ risultanti dalla scissione. 2. Una o pi societ preesistenti (c.d. scissione per incorporazione), che vedono nel contempo incrementati il loro patrimonio e la compagine sociale per lingresso dei soci della societ. Il procedimento Il procedimento di scissione ricalca, sia pure con i necessari adattamenti, quello dettato per la fusione. Gli amministratori delle societ partecipanti alla scissione devono redigere un unitario progetto di scissione, sottoposto alla stessa pubblicit prevista per il progetto di fusione. Oltre le indicazioni stabilite per questultimo, il progetto di fusione deve contenere: a. Lesatta descrizione degli elementi patrimoniali da trasferire a ciascuna delle societ beneficiarie e delleventuale conguaglio in danaro. b. I criteri di distribuzione ai soci delle azioni o quote delle societ beneficiarie. Rinvio alla disciplina della fusione si ha anche per le altre fasi del procedimento di scissione: delibera di scissione, pubblicit, opposizione dei creditori e stipula dellatto di scissione. Se invece beneficiarie della scissione sono societ di nuova costituzione, latto di scissione, da redigere sempre per atto pubblico, vale anche come atto (contratto) costitutivo delle stesse. La scissione diventa efficace a partire dalla data in cui stata eseguita lultima iscrizione dellatto di scissione nel registro delle imprese in cui sono iscritte le societ beneficiarie. Vale infine per linvalidit dellatto di scissione la stessa disciplina dettata per la fusione. LE SOCIET EUROPEE Dallarmonizzazione dei diritti societari al diritto societario sovranazionale Al fine di garantire uguaglianza di trattamento a tutti i giocatori del mercato, fin dalla costituzione della Comunit europea gli Stati membri si sono impegnati a un progressivo coordinamento degli ordinamenti nazionali circa le garanzie richieste in tema di societ commerciali per proteggere gli interessi tanto dei soci, come dei terzi. Ulteriore e pi ambizioso obiettivo dellazione legislativa dellUnione europea creare un diritto societario sovranazionale. Due sono le societ a tal fine predisposte dallordinamento comunitario: la societ europea (SE), che una societ per azioni; la societ cooperativa europea (SCE), che una societ cooperativa a scopo mutualistico. Caratteristica delle societ di tipo europeo poi la (relativa) facilit di trasferimento della sede da un Stato allaltro dellUnione, senza bisogno di porre in liquidazione la societ nel Paese di costituzione per ricostituirla nuovamente in quello di destinazione. A) LA SOCIET EUROPEA La costituzione La societ europea una societ per azioni, dotata di personalit giuridica, in cui ciascun socio risponde delle obbligazioni sociali esclusivamente nei limiti del capitale sottoscritto. Il capitale minimo di 120.000,00 . La societ europea pu essere costituita solo in cinque casi tassativamente previsti dal regolamento CE 2157/2001: 1. Quando si fondono societ per azioni soggette alla legge di Stati membri differenti (costituzione per fusione). 2. Quando due o pi societ per azioni, o societ a responsabilit limitata, promuovono la costituzione di una societ europea holding, in cui la societ europea assume il ruolo di

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controllante a fine di sottoporsi a una direzione unitaria. per necessario che almeno due societ promotrici presentino un collegamento stabile con ordinamenti comunitari diversi. 3. Quando due o pi enti (anche non societ) che presentano un collegamento stabile con ordinamenti comunitari diversi costituiscono una societ europea controllata in comune (SE affiliata). 4. Una societ europea affiliata pu essere altres costituita per atto unilaterale da parte di unaltra societ europea. 5. Infine, la societ europea pu nascere dalla trasformazione di una societ per azioni costituita secondo la legge di uno Stato membro, purch questultima controlli da almeno due anni una societ soggetta alla legge di un altro Stato comunitario. Per quanto non diversamente previsto dal regolamento, il procedimento di costituzione regolato dalla legge dello Stato della sede in tema di societ per azioni. Esso si conclude con liscrizione della societ nel registro delle imprese. Liscrizione determina lacquisto della personalit giuridica da parte della societ. Nulla prevede infine il regolamento in merito ai conferimenti dei soci, che pertanto restano soggetti alla disciplina degli ordinamenti nazionali. Gli organi La struttura interna della societ europea si caratterizza per la necessaria presenza dellassemblea dei soci; lamministrazione e i controlli possono essere organizzati secondo il sistema dualistico oppure secondo quello monistico. Estremamente scarna la disciplina dellassemblea. Competenze, organizzazione, svolgimento e procedure di voto sono infatti regolate dalla legge dello Stato della sede in tema di assemblea delle societ per azioni. Il regolamento dispone che lassemblea deve tenersi almeno una volta allanno entro 6 mesi dalla chiusura dellesercizio. La legge nazionale dello Stato della sede determina a chi spetta convocare lassemblea. Le deliberazioni vengono prese di regola a maggioranza semplice dei voti, ma per le modificazioni dello statuto necessaria la maggioranza di almeno i due terzi dei voti. La gestione I componenti dellorgano di vigilanza sono nominati dallassemblea generale. Lorgano di vigilanza esercita il controllo sulla gestione. Lorgano di direzione gestisce la societ sotto la propria responsabilit. I componenti dellorgano di direzione sono nominati e revocati dallorgano di vigilanza. Il sistema monistico prevede solo un organo di amministrazione, a cui attribuita la gestione della societ. I suoi componenti sono nominati e revocati dallassemblea, salvo che gli accordi sul coinvolgimento dei lavoratori nella gestione prevedano che alcuni membri siano nominati dai dipendenti. I componenti degli organi dei sistemi dualistico e monistico restano in carica per il periodo stabilito dallo statuto, che non pu comunque essere superiore a 6 anni, e sono rieleggibili. Se non diversamente disposto dal regolamento o dallo statuto, gli organi della societ europea sono validamente costituiti quando presente o rappresentata almeno la met dei loro componenti, e decidono a maggioranza semplice dei membri presenti o rappresentati. Il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione La societ europea si caratterizza per la necessaria presenza di forma di coinvolgimento dei lavoratori nella gestione. Il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione pu consistere nellobbligo di consultare e informare periodicamente o in circostanze speciali un organi di rappresentanza dei dipendenti, e nulla pi. Pu allopposto arrivare fino al riconoscimento del potere di nomina da parte dei lavoratori di alcuni componenti degli organi di gestione o di controllo della societ.

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La concreta determinazione delle modalit di coinvolgimento dei lavoratori rimessa, ove possibile, agli accordi fra i rappresentanti dei dipendenti e gli organi competenti delle societ partecipanti alla costituzione della societ europea. Le disposizioni di riferimento prevedono la costituzione di un organo di rappresentanza dei lavoratori, i cui componenti sono eletti o designati dai dipendenti della societ europea, nonch delle societ affiliate e delle dipendenze interessate. Lorgano di rappresentanza ha diritto di essere informato e consultato almeno una volta allanno dai competenti organi della societ europea in merito allevoluzione delle attivit e delle prospettive della societ. Deve inoltre essere informato quando si verificano circostanze eccezionali che incidono notevolmente sugli interessi dei lavoratori. Altri aspetti della disciplina Il regolamento si limita a fare rinvio alla disciplina in tema di societ per azioni dello Stato della sede per quanto riguarda lo scioglimento e la liquidazione, nonch per lo stato di insolvenza e le procedure concorsuali. B) LA SOCIET COOPERATIVA EUROPEA La costituzione La societ cooperativa europea una societ cooperativa, dotata di personalit giuridica, in cui i soci rispondono limitatamente o illimitatamente, a seconda di quanto previsto dallo statuto. Se lo statuto nulla prevede, la responsabilit limitata. In quanto societ cooperativa, la societ cooperativa europea caratterizzata da scopo mutualistico. Loggetto principale della societ deve consistere infatti nel soddisfacimento dei bisogni e/o promozione delle attivit economiche e sociali dei propri soci mediante linstaurazione con gli stessi di rapporti mutualistici. Corollario dello scopo mutualistico lesigenza che la societ sia costituita da un numero minimo di soci. Devono partecipare alla costituzione della societ cooperativa europea almeno 5 soci, che possono essere persone fisiche, societ o altri enti. per ulteriormente richiesto che i soci fondatori presentino un legame con almeno due ordinamenti nazionali diversi. In alternativa la societ cooperativa europea pu nascere: 1. Per fusione fra cooperative costituite secondo la legge di uno Stato membro, purch le stesse abbiano sede nella Comunit e siano soggette ad almeno due ordinamenti nazionali diversi. 2. Per trasformazione di una cooperativa costituita secondo la legge di uno Stato membro, che abbia sede nella Comunit e possegga da almeno 2 anni una succursale o una controllata soggetta alla legge di altro Stato membro. I procedimenti di costituzione mediante fusione e trasformazione sono regolati in modo sostanzialmente identico alla disciplina della societ europea. I fondatori redigono latto costitutivo e lo statuto della societ cooperativa europea contenente le indicazioni prescritte dalart. 5 del regolamento comunitario. Fra laltro, va indicato il capitale sottoscritto, che non pu essere inferiore a 30.000,00 . La disciplina dei conferimenti ricalca per grandi linee quella della societ per azioni. I conferimenti in denaro devono essere versati almeno per il 25% al momento della sottoscrizione. Le partecipazioni sociali Le partecipazioni dei soci nella societ cooperativa europea sono rappresentate da quote obbligatoriamente nominative. ammessa la creazione di categorie speciali di quote, dotate di diritti diversi. La facolt di introdurre categorie speciali di quote consente anche nella cooperativa europea la presenza di soci sovventori, i quali non sono interessati agli scambi mutualistici. Lingresso di nuovi soci in societ pu avvenire mediante trasferimento delle quote esistenti, oppure sottoscrizione di quote di nuova emissione. In questultimo caso, non necessario il procedimento di modifica dello statuto, essendo il capitale della SCE per legge variabile.

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Lacquisto della qualit di socio cooperatore soggetto ad approvazione dellorgano amministrativo. La qualit di socio si perde (oltre che per alienazione di tutte le quote) per morte, recesso o esclusione. Il diritto di recedere spetta in ogni caso al socio che ha votato contro una modifica statutaria che: a. Impone ai soci di effettuare nuovi conferimenti o altre prestazioni a favore della societ, ovvero aggrava sensibilmente gli obblighi esistenti. b. Prolunga il termine di preavviso di recesso a oltre 5 anni. Lesclusione colpisce di diritto il socio fallito e gli enti che si sciolgono. In caso di scioglimento del rapporto sociale per morte, recesso o esclusione, il socio ha diritto esclusivamente al rimborso del valore nominale della quota, al netto di eventuali perdite di capitale. Condizione del rimborso per che il capitale della societ non si riduca al di sotto del minimo legale o del maggiore importo fissato dallo statuto stesso. Oltre che con lemissione di quote, la societ cooperativa europea pu finanziarsi mediante lemissione di obbligazioni e di altri titoli che non attribuiscono la qualit di socio. Gli organi La societ cooperativa europea pu essere organizzata secondo il sistema dualistico oppure monistico. La disciplina degli organi di amministrazione e di controllo nei due sistemi sostanzialmente identica a quella della SE. Se ne discosta in pi punti invece la disciplina dellassemblea, a partire dal voto capitario: a ogni socio attribuito un voto, qualunque sia il numero di quote che detiene. Lassemblea deve riunirsi almeno una volta allanno, entro 6 mesi dalla chiusura dellesercizio per lapprovazione del bilancio e la destinazione degli utili. inoltre convocata dallorgano amministrativo ogniqualvolta ne ravvisi la necessit, ovvero quando ne faccia richiesta lorgano di vigilanza o una minoranza qualificata di soci (5.000 soci, oppure tanti soci che rappresentino il 10% dei diritti di voto). I quorum assembleari sono fissati dallo statuto. Per le modifiche dello statuto il regolamento precisa tuttavia che in prima convocazione necessaria la partecipazione di almeno la met dei soci, e la maggioranza di almeno i 2 / 3 dei voti. Destinazione degli utili e scioglimento Secondo i principi gi visti per le cooperative nazionali, la cooperativa europea pu attribuire ristorni ai propri soci in proporzione degli scambi mutualistici realizzati con ciascuno, mentre viene limitata la remunerazione del capitale sociale mediante la distribuzione di utili. Le SCE con sede in Italia devono accantonare il 30% degli utili a riserva legale, indipendentemente dallammontare raggiunto dalla riserva, e devolvere un ulteriore 3% ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. La destinazione degli utili residui e delle riserve disponibili viene determinata dallassemblea che approva il bilancio, nel rispetto delle previsioni dello statuto che pu anche escluderne del tutto la distribuzione. La societ cooperativa europea deve essere posta in liquidazione quando risulti che la stessa stata costituita in violazione dei casi consentiti o non rispetti il limite minimo di capitale, o infine non osservi lobbligo di far coincidere nello stesso Stato la sede legale e quella reale. A ci provvede lautorit prevista dalla legge dello Stato della sede (in Italia, Ministero dello Sviluppo economico) su istanza di qualsiasi interessato o di un organo pubblico. Il residuo attivo di liquidazione viene devoluto per finalit altruistiche, dedotto solo quanto necessario per il rimborso del capitale ai soci.

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I TITOLI DI CREDITO I titoli di credito sono documenti destinati alla circolazione che attribuiscono il diritto a una determinata prestazione. Il codice civile del 1942 ha introdotto una disciplina generale dei titoli di credito (artt. 1992-2027), perlopi desumendola dalla disciplina dei tipi gi regolati e dalla relativa elaborazione compiuta dalla dottrina. Funzioni e caratteri essenziali dei titoli di credito I titoli di credito svolgono un ruolo fondamentale in una moderna economia basata sul credito e sulla circolazione della ricchezza. La loro funzione tipica costante infatti quella di rendere pi semplice, rapida e sicura la circolazione dei diritti di credito. Le regole di circolazione pi semplici e sicure sono certamente quelle previste per i beni mobili: la propriet si trasferisce per effetto del semplice consenso (art. 1376) e il possesso di buona fede vale titolo (art. 1153). Sia pure sulla base di una finzione giuridica, la disciplina eleva il documento a equivalente materiale del diritto, cos assoggettando alle regole in merito alla circolazione dei beni materiali anche i titoli cartolari. La finzione giuridica consiste nel ritenere che oggetto di circolazione sia il documento (cosa mobile) anzich il diritto in esso menzionato, mentre in realt lopposto (chi acquista un titolo di credito vuole acquistare il diritto in esso menzionato, non il pezzo di carta). Tale collegamento si esprime sinteticamente affermando che nel titolo di credito il diritto incorporato nel documento e si concretizza in quattro principi cardine fissati dalla disciplina generale dei titoli di credito: a. Chi acquista la propriet del documento diventa titolare del diritto in esso menzionato (c.d. principio dellautonomia in sede di circolazione, art. 1994). b. Chi acquista un titolo di credito acquista un diritto il cui contenuto determinato esclusivamente dal tenore letterale del documento (c.d. principi della letteralit e dellautonomia in sede di esercizio, art. 1993). c. Chi ha conseguito il possesso materiale del titolo di credito, nelle forme prescritte dalla legge, senzaltro legittimato allesercizio del diritto cartolare (c.d. funzione di legittimazione del diritto di credito, art. 1992). d. I vincoli sul diritto menzionato in un titolo di credito (pegno, sequestro, pignoramento) devono essere effettuati sul titolo e non hanno effetto se non risultano dal titolo (art. 1997). In estrema sintesi, il titolo di credito un documento necessario e sufficiente per la costituzione, la circolazione e lesercizio del diritto letterale e autonomo in esso incorporato. La creazione del titolo di credito: rapporto cartolare e rapporto fondamentale La creazione e il rilascio di un titolo di credito trovano giustificazione in un preesistente rapporto fra emittente e primo prenditore (c.d. rapporto fondamentale o causale) e in accordo fra gli stessi con cui si conviene di fissare nel titolo di credito la prestazione dovuta dal primo al secondo in base a tale rapporto (c.d. convenzione di rilascio o esecutiva). Il titolo di credito riproduce in forma semplificata lobbligazione derivante dal rapporto fondamentale. Titoli di credito astratti e causali Sono titoli di credito astratti quelli che possono essere emessi in base ad un qualsiasi rapporto fondamentale e che inoltre non contengono alcuna menzione del rapporto che in concreto ha dato luogo alla loro emissione. Esempio classico: la cambiale. Sono invece titoli causali quelli che possono essere emessi solo in base ad un determinato tipo di rapporto fondamentale, predeterminato per legge. Sono titoli di credito causali: le azioni e le obbligazioni di societ. Nei titoli astratti il contenuto del diritto cartolare determinato esclusivamente dalla lettera del titolo. Sono definiti anche titoli a letteralit piena o completa.

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Nei titoli causali il contenuto del diritto cartolare invece determinato non solo dalla lettera del titolo, ma anche dalla disciplina legale del rapporto obbligatorio tipico richiamato nel documento. Questi titoli si definiscono perci a letteralit incompleta o per relationem. Cos, ad esempio le obbligazioni emesse da una societ per azioni sono assoggettate alla relativa disciplina legale, pur se questa non riprodotta nel titolo. Anche ai titoli causali applicabile il principio di autonomia del diritto cartolare in sede di esercizio. Al terzo portatore non sono opponibili le eccezioni derivanti dal rapporto fondamentale in quanto eccezioni fondate su rapporti personali. I titoli rappresentativi di merci Questi titoli attribuiscono al possessore: a. Il diritto alla consegna delle merci che sono in essi specificate. b. Il possesso delle medesime. c. Il potere di disporne mediante trasferimento del titolo. Lobbligazione cartolare del vettore o del depositario ha per oggetto, invece, la riconsegna di cose determinate e analiticamente descritte nel documento. La circolazione dei titoli di credito Uno dei profili caratterizzanti la disciplina dei titoli di credito la distinzione fra titolarit del diritto cartolare e legittimazione allesercizio dello stesso: titolare del diritto cartolare il proprietario dello stesso; legittimato al suo esercizio invece il possessore del titolo. Le qualit di proprietario-titolare e di possessore-legittimato di regola circolano congiuntamente e coincidono nella stessa persona. Al riguardo necessario distinguere fra circolazione: o Regolare, quando il titolo viene trasferito dallattuale proprietario ad altro soggetto in forza di un valido negozio di trasmissione, che di regola trova fondamento in un preesistente rapporto causale fra le parti. o Irregolare, quando la circolazione del titolo non sorretta da un valido negozio di trasferimento. Chi ha perso il possesso del titolo contro la sua volont potr esercitare azione di rivendicazione nei confronti dellattuale possessore e riottenere cos il documento necessario ai fini della legittimazione. Inoltre, se si tratta di titoli allordine o nominativi potr avvalersi della procedura di ammortamento. Tutto ci, per, fin quando il titolo non pervenga nelle mani di un terzo di buona fede. Scatta, infatti, a tutela di questultimo il principio dellautonomia in sede di circolazione. Stabilisce infatti lart. 1994 che chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformit delle norme che ne disciplinano la circolazione, non soggetto a rivendicazione. Lormai ex-proprietario potr esercitare solo azione di risarcimento danni nei confronti di colui che gli ha sottratto il titolo. Pi esattamente, affinch si perfezioni lacquisto a non domino di un titolo di credito devono ricorrere tre presupposti: a. Un negozio astrattamente idoneo a trasferire la propriet del titolo. b. Linvestitura dellacquirente nel possesso del titolo, con losservanza delle formalit prescritte dalla relativa legge di circolazione. c. La buona fede dellacquirente. La legge di circolazione e i titoli al portatore In base alla legge di circolazione i titoli di credito si distinguono in titoli al portatore (artt. 2003-2007), allordine (artt. 2008-2020) e nominativi (artt. 2021-2027). Sono al portatore i titoli di credito che recano la clausola al portatore, anche se contrassegnati da un nome (assegni bancari, libretti di deposito, le azioni di risparmio, le obbligazioni di societ, le quote di

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partecipazione a fondi comuni, le azoni Sicav [Societ di Investimento a Capitale Variabile], i tioli del debito pubblico). I titoli al portatore circolano mediante la semplice consegna del titolo. Il possessore legittimato allesercizio del diritto in essi menzionato in base alla sola presentazione del titolo al debitore (art. 2003). Di regola non ne ammesso lammortamento. I titoli allordine I titoli allordine sono titoli intestati a una persona determinata. Essi circolano mediante consegna del titolo accompagnata dalla girata. Il possessore del titolo allordine si legittima in base ad una serie continua di girate (art. 2008). Sono titoli di credito allordine: la cambiale, lassegno bancario, lassegno circolare, i titoli rappresentativi di merci. La girata una dichiarazione scritta sul titolo (di regola sul retro) e sottoscritta, con la quale lattuale possessore (girante) ordina al debitore cartolare di adempiere nei confronti di altro soggetto (giratario). La girata pu essere in pieno o in bianco. piena quando contiene il nome del giratario (art. 2009). La forma consueta per me pagate a , con la sottoscrizione del girante. La girata in bianco quando non contiene il nome del giratario. Di regola essa costituita dalla sola firma del girante. Chi riceve un titolo girato in bianco pu: a. Riempire la girata col proprio nome o con quello di altra persona. b. Girare di nuovo il titolo in pieno o in bianco. c. Trasmettere il titolo a un terzo senza riempire la girata e senza apporne una nuova. Effetto costante della girata di mutare la legittimazione allesercizio del diritto cartolare (la girata trasferisce tutti i diritti inerenti al titolo, art. 2011). Quando vi siano state pi girate, lattuale possessore del titolo si legittima in base ad una serie continua di girate, di cui lultima a lui intestata o in bianco. necessario cio che il nome di ogni girante corrisponda a quello del giratario della girata precedente, fino a risalire al primo prenditore. Il debitore tenuto a controllare solo la regolarit formale delle girate. Non invece tenuto a verificarne lautenticit e la validit. I titoli nominativi I titoli nominativi sono titoli intestati a una persona determinata. Essi si caratterizzano per il fatto che lintestazione deve risultare non solo dal titolo, ma anche da un apposito registro tenuto dallemittente (c.d. doppia intestazione). Il possessore di un titolo nominativo perci legittimato allesercizio dei relativi diritti per effetto della doppia intestazione a suo favore: sul titolo e nel registro dellemittente. Possono essere titoli nominativi: le obbligazioni, le quote di partecipazione a fondi comuni di investimento, i titoli del debito pubblico. La doppia annotazione del nome dellacquirente pu avvenire secondo due diverse procedure: 1. Una prima procedura che prevede il cambiamento contestuale delle due intestazioni (o il rilascio di un nuovo titolo), a cura e sotto la responsabilit dellemittente (c.d. transfert). 2. Una pi semplice procedura prevede il trasferimento mediante girata. Nel trasferimento per girata la doppia annotazione eseguita da soggetti diversi e in tempi diversi: lannotazione sul titolo (girata) fatta dallalienante; quella nel registro dellemittente ad opera di questultimo e si rende necessaria solo quando lacquirente voglia esercitare i relativi diritti. La girata dei titoli nominativi assoggettata a particolari regole di forma e produce effetti diversi dalla girata dei titoli allordine. La girata deve essere datata, deve contenere lindicazione del giratario (non pu perci essere in bianco) e deve essere sottoscritta anche da questultimo se il titolo non interamente liberato. La girata deve inoltre essere autenticata da un notaio o da un agente di cambio. Nettamente diversi sono poi gli effetti della girata dei titoli nominativi. Infatti, la girata di questi ultimi attribuisce al possessore solo la legittimazione a ottenere la legittimazione; a ottenere cio lannotazione del trasferimento nel registro dellemittente. Solo in seguito a questultima il giratario consegue la legittimazione allesercizio dei diritti inerenti al titolo.

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Lesercizio del diritto cartolare Il possessore qualificato del titolo pu far valere il diritto cartolare nei confronti del debitore senza essere tenuto a provare il valido acquisto della propriet del titolo e il conseguente acquisto della titolarit del diritto. Stabilisce lart. 1992 che il possessore di un titolo di credito, legittimato nelle forme previste dalla legge, ha diritto alla prestazione in esso indicata verso presentazione del titolo. Nel contempo, il debitore, che senza dolo o colpa grave adempia la prestazione nei confronti del possessore, liberato anche se questi non titolare del diritto (art. 1992). Ci significa che il debitore liberato non solo quando ignora il difetto di titolarit del legittimato (buona fede), ma anche quando, pur essendone a conoscenza, non disponga di mezzi di prova pronti e sicuri per contestare il difetto di titolarit. Le eccezioni cartolari Il regime delle eccezioni che il debitore cartolare pu opporre al portatore del titolo per sottrarsi al pagamento fissato dallart. 1993. Le eccezioni cartolari si distinguono in due grandi categorie: eccezioni reali ed eccezioni personali. Le prime sono opponibili a qualunque portatore del titolo. Le seconde sono invece opponibili solo a un determinato portatore e non si ripercuotono sugli altri. Danno luogo a eccezioni reali: 1. Le eccezioni di forma, vale a dire la mancata osservanza dei requisiti formali del titolo richiesti dalla legge a pena di nullit. 2. Le eccezioni fondate sul contesto letterale del titolo (principio della letteralit del diritto cartolare). 3. La falsit della firma, da intendersi nel senso che la sottoscrizione non giuridicamente riferibile a colui che figura dal titolo come debitore. 4. Il difetto di capacit o di rappresentanza al momento dellemissione del titolo. 5. La mancanza delle condizioni necessarie per lesercizio dellazione. Sono invece eccezioni personali tutte le eccezioni diverse da quelle reali. In particolare: 1. Le eccezioni derivanti dal rapporto fondamentale che ha dato luogo allemissione del titolo, opponibili solo al primo prenditore. 2. Le eccezioni fondate su altri rapporti personali con i precedenti possessori. 3. Leccezione di difetto di titolarit del diritto cartolare, opponibile al possessore del titolo che non ne ha acquistato la propriet (mancanza di un valido negozio di emissione o di trasmissione) o lha successivamente persa (vendita del titolo senza consegna allacquirente). Le eccezioni di cui ai punti 1. e 2. si definiscono eccezioni personali fondate su rapporti personali; quelle di cui al punto 3. eccezioni personali in senso stretto. Per le eccezioni personali in senso stretto applicabile la regola dettata dallart. 1994 per lacquisto a non domino. Condizioni pi rigorose sono invece richieste per lopponibilit ai successivi possessori delle eccezioni personali fondate su rapporti personali. Ci possibile solo se lattuale possessore nellacquistare il titolo ha agito intenzionalmente a danno del debitore ( richiesto il dolo, art. 1993). Lammortamento A favore di colui che ha perso il possesso del titolo e la legittimazione sono apprestati rimedi che, pur nel rispetto dellesigenza primaria di sicurezza della circolazione, consentono di svincolare lesercizio del diritto dal possesso del titolo. Per i titoli allordine e nominativi previsto listituto dellammortamento (artt. 2016-2020 e 2027). questo uno speciale procedimento diretto a ottenere la dichiarazione giudiziale che il titolo originario non pi strumento di legittimazione (decreto di ammortamento). Chi ha ottenuto lammortamento pu infatti esigere il pagamento su presentazione del relativo decreto e, se il titolo non ancora scaduto, pu ottenere dallemittente un duplicato del titolo perduto. La procedura di ammortamento ammessa solo in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo e si articola in due fasi.

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La procedura di ammortamento inizia con la denunzia al debitore della perdita del titolo e con il contestuale ricorso dellex-possessore al presidente del tribunale del luogo in cui il titolo pagabile. Il presidente del tribunale, dopo gli opportuni accertamenti sommari, pronuncia con decreto lammortamento. La procedura di ammortamento non ammessa per i titoli al portatore, salvo alcune eccezioni tassativamente previste per i titoli a circolazione ristretta (libretti di deposito e assegni bancari al portatore). Documenti di legittimazione e titoli impropri I titoli di credito vanno tenuti distinti dai documenti che hanno solo una funzione di legittimazione, ma non presentano gli ulteriori caratteri dei titoli di credito (letteralit e autonomia). Lart. 2002 prevede due categorie di tali documenti: i documenti di legittimazione e i titoli impropri. I documenti di legittimazione servono solo a identificare lavente diritto alla prestazione. Sono documenti di legittimazione, i biglietti di viaggio, di cinema o di teatro, i biglietti della lotteria. I titoli impropri consentono il trasferimento del diritto senza losservanza delle forme proprie della cessione, ma con gli effetti di questultima. Ad esempio, la polizza di assicurazione allordine o al portatore. La gestione accentrata dei titoli di massa Al fine di rendere pi sicuro il mercato dei titoli di massa a larga diffusione, sono stati adottati meccanismi che consentono di ridurre il movimento materiale dei titoli e i relativi pericoli. A tale finalit risponde nel nostro ordinamento il sistema di gestione accentrata di strumenti finanziari rappresentati da titoli. La gestione accentrata di strumenti finanziari non de-materializzati si fonda sulla custodia accentrata dei titoli presso societ di gestione. I titoli sono immessi nella gestione accentrata sulla base di un contratto di deposito titoli in amministrazione stipulato dai titolari con gli intermediari ammessi al sistema (banche) e che attribuisce allintermediario-depositario la facolt di procedere al sub deposito presso la societ digestione accentrata. Nel contempo, lesercizio dei diritti cartolari svincolato dallesibizione dei titoli custoditi dalla societ di gestione in quanto la relativa legittimazione attribuita dal rilascio di apposite certificazioni attestanti la partecipazione al sistema e contenenti lindicazione del diritto sociale esercitabile. Inoltre, non possono pi essere rappresentati da titoli e sono immessi nel sistema di gestione accentrata in regime di de-materializzazione, gli strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, ) negoziati nei mercati regolamentati italiani, nonch quelli diffusi tra i pubblico in misura rilevante. LA CAMBIALE Cambiale tratta e vaglia cambiario La cambiale un titolo di credito la cui funzione tipica, anche se non esclusiva, quella di differire il pagamento di una somma di denaro. Esistono due tipi di cambiale: a. La cambiale tratta, in cui una persona (il traente) ordina a unaltra persona (il trattario) di pagare una somma di denaro al portatore del titolo. La cambiale tratta ha perci la struttura di un ordine di pagamento. In essa figurano tre persone: il traente, che d lordine e per legge garantisce laccettazione e il pagamento del titolo; il trattario, che il destinatario dellordine di pagamento e che diventa obbligato principale solo in seguito ad accettazione; il prenditore, che il beneficiario dellordine di pagamento. b. Il vaglia cambiario, che ha invece la struttura di una promessa di pagamento. In esso figurano solo due persone: lemittente, che promette il pagamento assumendo la veste di obbligato cambiario principale; il prenditore che il beneficiario della promessa di pagamento. Caratteri fondamentali comuni sono: 1. Che entrambi sono titoli di credito allordine, e circolano, quindi, mediante girata. 2. La cambiale un titolo astratto.

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3. La cambiale un titolo rigorosamente formale. 4. La cambiale un titolo che pu incorporare e di regola incorpora una pluralit di obbligazioni. Gli obbligati cambiari sono obbligati in solido verso il portatore del titolo, ma nel contempo sono disposti per gradi e distinti per legge in obbligati diretti (emittente, accettante e loro avallanti) e in obbligati di regresso (traente, giranti, loro avallanti e accettante per intervento). 5. La cambiale un titolo esecutivo ed assistita da particolari agevolazioni processuali in modo da consentire al portatore un pronto soddisfacimento in caso di mancato pagamento. I requisiti formali della cambiale La cambiale di consueto redatta su appositi moduli prestampati, predisposti dallamministrazione finanziaria, con i quali viene assolta limposta di bollo sulle cambiali. Sono requisiti formali essenziali della cambiale: 1. La denominazione di cambiale inserita nel contesto del titolo. 2. Lordine incondizionato nella cambiale tratta (pagherete a ) o la promessa incondizionata nel vaglia cambiario (pagher a ) di pagare una somma determinata. Somma che di regola espressa sia in lettere sia in cifre. In caso di discordanza prevale la somma scritta in lettere. Se la somma scritta pi volte, sia in lettere sia in cifre, in caso di discordanza, la cambiale vale per la somma minore. 3. Lindicazione nella cambiale tratta del nome di chi designato a pagare (trattario), nonch il luogo e data di nascita ovvero il codice fiscale dello stesso. 4. Lindicazione nel vaglia cambiario del luogo e della data di nascita ovvero del codice fiscale dellemittente. 5. Il nome del primo prenditore, che nella cambiale tratta pu essere lo stesso del traente. 6. La data di emissione della cambiale. 7. La sottoscrizione dellemittente o del traente. A differenza di tutti gli altri requisiti, la sottoscrizione deve essere autografa. Sono requisiti formali naturali della cambiale, per i quali, se nulla risulta dal titolo, la lacuna colmata ex lege con norme suppletive: 1. Lindicazione della scadenza. Questa pu essere omessa e la cambiale risulta pagabile a vista. Se indicata, la scadenza deve rientrare, a pena di nullit, in uno dei quattro tipi previsti dalla legge: a vista, a certo tempo vista, a certo tempo data, a giorno fisso. 2. Lindicazione del luogo dove la cambiale emessa. In mancanza, la cambiale si considera sottoscritta nel luogo indicato accanto al nome del traente o dellemittente. Mancando anche questultima indicazione, la cambiale nulla. 3. Lindicazione del luogo di pagamento. In mancanza, la cambiale tratta pagabile nel luogo indicato accanto al nome del trattario; il vaglia cambiario, nel luogo di emissione del titolo. La cambiale in bianco La cambiale che circola sprovvista di uno dei requisiti essenziali si chiama cambiale in bianco. E perch si possa parlare di titolo di credito cambiario, sia pure in bianco, basta la sola sottoscrizione autografa apposta sullusuale modulo bollato o anche su un qualsiasi foglio di carta che porti la denominazione cambiale. Tutto il resto pu essere aggiunto dopo, ad opera del prenditore del titolo. Chi rilascia una cambiale in bianco resta esposto al rischio che la stessa sia riempita dal prenditore in modo difforme da quanto pattuito nellaccordo di riempimento. Tale rischio limitato se il pagamento della cambiale viene richiesto da colui con cui intercorso laccordo di riempimento. Il rischio ben pi grave se limmediato prenditore, dopo aver completato il titolo in difformit degli accordi, lo giri a un terzo. Leccezione di abusivo riempimento infatti uneccezione personale. Essa non opponibile al terzo possessore a meno che questi abbia acquistato la cambiale in mala fede. Il portatore decade dal diritto di riempire la cambiale in bianco dopo 3 anni dal giorno dellemissione del titolo.

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Capacit e rappresentanza cambiaria Lassunzione di obbligazione cambiaria costituisce sempre atto eccedente lordinaria amministrazione, anche se tale non il relativo rapporto sottostante. Il rappresentante legale del minore o dellinterdetto pu assumere obbligazioni cambiarie in loro nome solo previa autorizzazione del giudice tutelare. Il rappresentate generale dellimprenditore commerciale pu assumere obbligazioni cambiarie, salvo che non risulti diversamente dallatto di conferimento dei poteri soggetto a pubblicit legale. In deroga alla disciplina di diritto comune (art. 1398), il rappresentante cambiario senza poteri (o che ha ecceduto i poteri conferitigli) per legge obbligato cambiariamente come se avesse firmato in proprio. Le obbligazioni cambiarie Le obbligazioni cambiarie sono rette da alcuni principi peculiari. Innanzitutto, linvalidit della singola obbligazione cambiaria non incide sulla validit delle altre. Ad esempio: se lobbligazione del traente invalida perch la sua sottoscrizione stata falsificata, laccettante o i giranti, che si sono validamente obbligati, non possono sottrarsi al pagamento della cambiale. Inoltre, tutti gli obbligati cambiari sono obbligati in solido nei confronti del portatore del titolo alla scadenza, che perci pu chiedere a ciascuno di essi il pagamento dellintera somma cambiaria. Sono obbligati diretti: lemittente, laccettante e i loro avallanti. Sono obbligati di regresso: il traente, i giranti, i loro avallanti e laccettante per intervento. Diversa anche la posizione degli obbligati cambiari nei rapporti reciproci: uno solo di essi deve sopportare il peso definitivo del debito cambiario, mentre gli altri sono per legge garanti di grado successivo del pagamento. Nei rapporti interni, gli obbligati cambiari sono disposti per gradi, secondo un ordine tassativamente fissato per legge. Laccettazione della cambiale Laccettazione la dichiarazione con la quale il trattario si obbliga a pagare la cambiale alla scadenza. Con laccettazione il trattario diventa obbligato principale (di primo grado) e diretto. La presentazione della cambiale per laccettazione costituisce di regola una facolt del portatore del titolo. La presentazione per laccettazione tuttavia obbligatoria: a. Nella cambiale a certo tempo vista. b. Quando la presentazione per laccettazione prescritta dal traente o da un girante. Laccettazione deve essere scritta sulla cambiale ed espressa con le parole accetto, visto o altra equivalente, seguite dalla sottoscrizione del trattario, con indicazione del luogo e della data di nascita, ovvero del codice fiscale. Laccettazione deve essere incondizionata. Pu essere per limitata a una parte della somma. La legge, a seguito del rifiuto di accettazione della cambiale, prevede listituto dellaccettazione per intervento. Lavallo Lavallo una dichiarazione cambiaria con la quale un soggetto (avallante) garantisce il pagamento della cambiale per tutta, o parte della somma. Lavallo una tipica garanzia cambiaria che si differenzia nettamente dalla fideiussione. Lavallo una garanzia sostanzialmente autonoma, mentre la fideiussione invece una garanzia accessoria. espresso con le parole per avallo o altre equivalenti, seguite dalla sottoscrizione dellavallante. Nei confronti del portatore del titolo, lavallante obbligato in solido con lavallato o con gli altri obbligati cambiari al pagamento della cambiale. Lavallo pu essere prestato anche da pi persone congiuntamente per lo stesso obbligato cambiario. Si ha in tal caso la figura del coavallo. I coavallanti restano obbligati di grado successivo rispetto allavallato.

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La circolazione della cambiale Il trasferimento della cambiale mediante girata pu essere escluso dal traente o dallemittente, apponendo sul titolo la clausola non allordine o altra equivalente. In tal caso la cambiale trasferibile solo nella forma e con gli effetti di una cessione ordinaria. Lacquirente subentra, in altre parole, a titolo derivativo nei diritti cambiari e resta esposto a tutte le eccezioni opponibili ai precedenti portatori. La girata deve essere apposta sulla cambiale e deve essere sottoscritta dal girante. In caso contrario, la girata nulla. I principi cardine che regolano la circolazione (regolare e irregolare) della cambiale sono identici a quelli dettati dal codice civile per i titoli di credito in generale. Il pagamento della cambiale La disciplina del pagamento della cambiale ricalca le norme in tema di legittimazione dettate in via generale dal codice per i tioli allordine. Legittimato a chiedere il pagamento il portatore della cambiale che giustifica il suo diritto con una serie continua di girate, ance se lultima in bianco. Chi paga alla scadenza tenuto a controllare solo la regolarit formale delle girate e la continuit delle stesse. La cambiale deve essere presentata per il pagamento al trattario, nella cambiale tratta, e allemittente, nel vaglia cambiario, ovvero alla diversa persona designata nel titolo a pagare per loro. Nella cambiale a giorno fisso e a certo tempo data o vista, la prestazione deve essere effettuata nel giorno della scadenza o in uno dei due giorni feriali successivi. La cambiale a vista deve invece essere presentata per il pagamento entro un anno dalla data di emissione. In deroga al diritto comune, il termine di scadenza della cambiale termine essenziale non solo per il creditore, ma anche per il debitore cambiario. Il portatore della cambiale non tenuto a ricevere il pagamento prima della scadenza. Inoltre, anche se consentito dal portatore, il pagamento anticipato avviene a rischio e pericolo del debitore. Sempre in deroga al diritto comune, il portatore della cambiale non pu rifiutare il pagamento parziale. Il pagamento per lintero d diritto alla restituzione del titolo, quietanzato dal portatore. Le azioni cambiarie In caso di rifiuto del pagamento, e nella cambiale tratta anche in caso di rifiuto di accettazione, il portatore del titolo pu agire contro tutti gli obbligati cambiari, individualmente o congiuntamente, per ottenere il pagamento. La relativa azione per regolata diversamente a seconda che si tratti di obbligati diretti o di regresso. Orbene, lazione diretta non soggetta a particolari formalit e in particolare non subordinata alla levata del protesto. Inoltre, non soggetta ad alcun termine di decadenza. Il portatore tenuto a osservare solo il termine di prescrizione di 3 anni, che decorre dalla scadenza della cambiale. Pi complessa la disciplina dellazione cambiaria di regresso. Lazione cambiaria di regresso pu innanzitutto essere esercitata alla scadenza, se il pagamento non ha avuto luogo. Pu inoltre essere esercitata prima della scadenza: a. Se laccettazione stata rifiutata in tutto o in parte. b. In caso di fallimento del trattario o dellemittente nel pagher cambiario. c. In caso di fallimento del traente in una cambiale non accettabile. In caso di fallimento, per esercitare il regresso basta produrre la relativa sentenza dichiarativa. Negli altri casi lesercizio dellazione di regresso per legge subordinato alla preventiva contestazione del rifiuto di accettazione o di pagamento con atto autentico denominato protesto. Il protesto per mancato pagamento deve essere levato nei due giorni feriali successivi alla scadenza della cambiale. Lomessa levata del protesto nei termini comporta conseguenze particolarmente gravi: il portatore decade dalle azioni di regresso.

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Gli obbligati cambiari, bench distinti in obbligati diretti e di regresso, sono tutti obbligati in solido nei confronti del portatore. Il portatore pu agire a sua scelta, per lintera somma cambiaria, contro uno qualsiasi degli obbligati e non tenuto a osservare lordine nel quale si sono obbligati. Inoltre, lazione promossa contro uno degli obbligati non gli impedisce di agire contro gli altri, anche se obbligati di grado successivo. La disposizione per gradi degli obbligati cambiari acquista invece rilievo per regolare i rapporti fra gli stessi. Lobbligato cambiario che ha pagato libera infatti definitivamente i coobbligati di grado successivo. Ha invece azione cambiaria di ulteriore regresso contro gli obbligati di grado anteriore e pu richiedere a ciascuno di essi il rimborso integrale di quanto pagato, oltre gli interessi e le spese. Lazione di regresso del portatore del titolo soggetta al termine breve di prescrizione di un anno, che decorre dalla data del protesto levato in tempo utile o dalla scadenza. Il protesto Il protesto latto autentico necessario per la conservazione delle azioni di regresso. Con esso si constata la mancata accettazione o il mancato pagamento della cambiale da parte del designato a pagare in via principale (trattario o emittente). Sono abilitati alla levata del protesto i notai, gli ufficiali giudiziari e i loro aiutanti o, in mancanza (anche temporanea), i segretari comunali. I protesti per mancato pagamento sono pubblicati in un apposito Registro informatico dei protesti tenuto a cura delle camere di commercio. Il protesto pu essere sostituito da una dichiarazione scritta di rifiuto dellaccettazione o del pagamento, datata e sottoscritta dal trattario. Anche questa dichiarazione soggetta a pubblicit legale. Il processo cambiario e le eccezioni Lazione cambiaria (diretta e di regresso) gode di un particolare regime processuale volto a consentire al creditore un pi rapido recupero della somma dovutagli. La cambiale originariamente in regola col bollo vale come titolo esecutivo, altrimenti il portatore della cambiale pu avvalersi in alternativa dellordinario procedimento di cognizione diretto a ottenere sentenza di condanna. Quanto alle eccezioni opponibili nel processo cambiario, anche per la cambiale opera la distinzione fra eccezioni reali (opponibili a qualsiasi portatore) ed eccezioni personali (opponibili solo a un determinato portatore). Tipica della cambiale invece lulteriore distinzione tra: 1. Eccezioni oggettive, che possono essere poste da tutti gli obbligati cambiari. Ad esempio, leccezione di invalidit della cambiale per difetto dei requisiti formali. 2. Eccezioni soggettive, che possono essere opposte solo da un determinato obbligato. Ad esempio, le singole cause di invalidit dellobbligazione cambiaria. Il binomio eccezioni reali-personali e quello oggettive-soggettive si fonda su criteri diversi. Il primo individua i portatori della cambiale ai quali una data eccezione opponibile; il secondo individua invece gli obbligati che possono opporla. I due criteri sono perci destinati a combinarsi: o eccezione reale e soggettiva leccezione di difetto di capacit o di rappresentanza in quanto opponibile solo da quel determinato obbligato a ogni possessore della cambiale. o eccezione reale e oggettiva leccezione di nullit della cambiale per mancanza dei requisiti di forma in quanto opponibile da tutti i debitori a tutti i portatori. o eccezione personale e soggettiva ogni eccezione desunta dal rapporto causale intercorso fra un determinato debitore cambiario e il portatore del titolo. Le azioni extracambiarie Lemissione e la circolazione della cambiale trovano di regola fondamento in un preesistente rapporto di debito fra chi d e chi riceve il titolo. Per realizzare il proprio credito il possessore della cambiale ha perci a disposizione, oltre le azioni cambiarie, anche lazione causale nei confronti del debitore che stato parte del relativo rapporto.

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Lesercizio dellazione causale, in alternativa o cumulativamente con quelle cambiarie, per subordinato a una serie di cautele per evitare che il debitore contro cui si agisce con lazione causale sia esposto al rischio di un doppio pagamento. Sar necessario che: 1. Siano stati accertati con il protesto la mancata accettazione o il mancato pagamento della cambiale. 2. Il portatore offra al debitore la restituzione della cambiale, depositandola presso la cancelleria del giudice competente. 3. Il portatore abbia inoltre adempiute tutte le formalit necessarie per conservare al debitore le azioni di regresso che possono competergli. Pu infine verificarsi che il portatore della cambiale abbia perduto, per decadenza o prescrizione, tutte le azioni cambiarie e non abbia alcuna azione causale da esercitare. In tal caso, gli consentito di agire contro il traente, laccettante o il girante per la somma di cui si siano arricchiti ingiustamente a suo danno. Lazione inquadrabile in quella generale di ingiustificato arricchimento (art. 2041). Ammortamento La disciplina dellammortamento della cambiale coincide sostanzialmente con quella dettata in via generale dal codice per i titoli di credito allordine. Le cambiali finanziarie Le cambiali finanziarie costituiscono un nuovo strumento di finanziamento delle imprese introdotto e disciplinato dalla l. 43/1994. La loro funzione quella di offrire alle imprese, e in particolare a quelle non abilitate a emettere obbligazioni, uno strumento per raccogliere direttamente fra il pubblico capitale di credito a breve termine. Le cambiali finanziarie sono titoli di credito allordine emessi in serie, con scadenza non inferiore a 3 mesi e non superiore a 12 mesi dalla data di emissione. La loro struttura quella del pagher cambiario. Le cambiali finanziarie sono equiparate per ogni effetto di legge alle cambiali ordinarie, con conseguente applicabilit della relativa disciplina. Le cambiali finanziarie devono avere un taglio minimo non inferiore a 50.000,00 . La denominazione di cambiale finanziaria deve essere inserita nel contesto del titolo in aggiunta agli altri requisiti formali richiesti. LASSEGNO BANCARIO Lassegno bancario (o chque) un titolo di credito che contiene lordine incondizionato diretto a una banca di pagare a vista una somma determinata allordine di una determinata persona o al portatore. Lassegno bancario redatto dal traente su appositi moduli prestampati fornitigli dalla banca (carnet di assegni) e ha la stessa struttura della cambiale tratta. In particolare, anche lassegno bancario un titolo di credito astratto, formale ed esecutivo. Anche lassegno bancario di regola incorpora una pluralit di obbligazioni reciprocamente indipendenti, solidali e disposte per gradi. Se identica la struttura, diversa per la funzione tipica dei due titoli: strumento di pagamento lassegno bancario; strumento di credito la cambiale tratta. Le principali differenze di disciplina dellassegno bancario rispetto alla cambiale tratta sono: 1. Trattario pu essere solo una banca. 2. Il rapporto di provvista tra traente e banca trattaria pu essere costituito esclusivamente da fondi disponibili esistenti presso la banca e utilizzabili mediante lemissione di assegni bancari. 3. Lassegno bancario non pu essere accettato dalla banca trattaria, che perci non pu assumere la posizione di obbligato cambiario principale. 4. Lassegno bancario sempre pagabile a vista e deve inoltre essere presentato per il pagamento entro brevi termini.

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I requisiti dellassegno bancario necessario distinguere i requisiti (formali) di validit dellassegno bancario dai semplici requisiti di regolarit. La mancanza dei primi comporta che il titolo non vale come assegno bancario. La mancanza dei secondi, invece, espone a sanzioni amministrative pecuniarie, ma non comporta n linvalidit del titolo, n linvalidit dellobbligazione del traente e dei firmatari. Sono semplici requisiti di regolarit dellassegno bancario: 1. Lesistenza presso la banca trattaria di fondi disponibili. 2. Lesistenza di una convenzione, espressa o tacita, che attribuisce al traente il diritto di disporre mediante assegni bancari dei fondi disponibili. Entrambe le condizioni sono soddisfatte quando il traente intrattiene con la banca un rapporto di conto corrente bancario. Sono invece requisiti di validit dellassegno bancario (requisiti formali): 1. La denominazione di assegno bancario o chque inserita nel contesto del titolo ed espressa nella lingua in cui lo stesso redatto. 2. Lordine incondizionato di pagare una somma determinata, di regola espressa in lettere e in cifre. 3. Lindicazione del trattario che, come detto, pu essere solo una banca. 4. Lindicazione del luogo di pagamento, ma in mancanza vale come luogo di pagamento quello indicato accanto al nome del trattario. 5. La data e il luogo di emissione dellassegno. 6. La sottoscrizione del traente, per la quale valgono regole identiche a quelle dettate per la cambiale. La posizione della banca trattaria Come anticipato, a differenza della cambiale tratta, lassegno bancario non pu essere accettato. Ogni menzione di accettazione apposta sulassegno dalla banca trattaria si ha per non scritta. Ma se lassegno regolare ed coperto, la banca quantomeno obbligata extracartolarmente verso il portatore a pagare lassegno? Invero, da nessuna norma della legge assegni emerge che la banca obbligata, sia pure extracartolarmente, verso il portatore. Certamente, con lapertura del conto corrente la banca si obbliga a onorare gli assegni nei limiti dei foni disponibili. Ma si tratta di unobbligazione ex mandato che la banca assume esclusivamente nei confronti del cliente-traente e non nei confronti dei prenditori degli assegni, anche perch la convenzione di assegno non configurabile come contratto a favore di terzi. Ne consegue che il rifiuto ingiustificato di pagare lassegno espone la banca a responsabilit contrattuale solo nei confronti del traente, non nei confronti del prenditore. Non mancano tuttavia strumenti, legali o convenzionali, che consentano di tutelare, sia pure parzialmente, laspettativa del portatore al pagamento dellassegno. A tal fine la legge assegni prevede listituto del visto, il quale ha soltanto leffetto di accertare lesistenza dei fondi e impedirne il ritiro da parte del traente prima della scadenza del termine di presentazione. Pi diffuso, soprattutto nei rapporti fra banche, il c.d. benefondi. Questo consiste nella conferma, per lo pi telefonica, dellesistenza dei fondi da parte della banca trattaria, su richiesta della banca cui il titolo girato per lincasso. La banca potr impegnarsi espressamente a bloccare i fondi corrispondenti allammontare dellassegno (c.d. benefondi con blocco). Circolazione e avallo Lassegno bancario normalmente un titolo allordine, ma pu essere emesso anche al portatore. E come assegno al portatore vale lassegno rilasciato senza lindicazione del prenditore. In assenza di specifica disciplina, la circolazione dellassegno al portatore, piuttosto raro per i pericoli che comporta, regolata dalle disposizioni generali del codice in tema di titoli al portatore.

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Il pagamento dellassegno Come anticipato, lassegno bancario sempre pagabile a vista e ogni contraria disposizione si ha per non scritta. Leventuale postdatazione dellassegno non impedisce al portatore di presentarlo anticipatamente per il pagamento, n alla banca di pagarlo. Lassegno bancario non solo pagabile a vista, ma deve essere presentato per il pagamento, presso lo sportello della banca trattaria indicato nel titolo, entro un termine che per gli assegni emessi e pagabili in Italia di 8 giorni dalla data di emissione, se lassegno pagabile nello stesso comune in cui fu emesso; di 15 giorni se pagabile in altro comune. Nellassegno allordine, la banca che paga tenuta ad accertare la regolare continuit delle girate, ma non a verificare lautenticit delle firme dei giranti. Il regresso per mancato pagamento In caso di mancato pagamento da parte della banca trattaria il portatore dellassegno pu agire in regresso contro il traente, i giranti e i loro avallanti. Nei confronti del traente, la presentazione tardiva comporta come unica conseguenza che, se dopo la scadenza del termine di presentazione la disponibilit della somma venuta meno per fatto del trattario, il portatore perde i diritti verso il traente per la somma che venuta a mancare. Lazione di regresso del portatore contro il traente, i giranti e gli altri obbligati si prescrive in 6 mesi dal termine di presentazione. Assegno sbarrato, da accreditare, non trasferibile e lassegno turistico Lassegno sbarrato un assegno cui vengono apposte due rette parallele sulla faccia anteriore. Lo sbarramento non impedisce la circolazione dellassegno, ma circoscrive i soggetti legittimati a incassarlo. La sbarratura pu essere: o Generale, quando fra le linee non vi alcuna indicazione o la parola banchiere. In siffatta ipotesi, lassegno pu essere pagato solo a un banchiere o a un cliente del trattario. o Speciale, quando fra le sbarre scritto il nome di un determinato banchiere, che pu essere lo stesso trattario. In siffatta ipotesi, lassegno pu solo essere pagato al banchiere designato fra le sbarre o, se questi il trattario, a un suo cliente. Lo sbarramento offre una limitata tutela contro i rischi di furto o di smarrimento: evita che il pagamento sia effettuato a persona che non abbia gi avuto rapporti con la banca trattaria, ma non impedisce lacquisto a non domino del titolo da parte del terzo di buona fede cui lassegno sia stato girato dal ladro. Maggior sicurezza offre invece lassegno non trasferibile. Lassegno emesso con tale clausola pu essere pagato solo allimmediato prenditore o accreditato sul suo conto. La girata apposta nonostante il divieto si ha per non scritta. La cancellazione della clausola si ha per non avvenuta. Lunico mezzo a disposizione dellimmediato prenditore che non possa o non voglia riscuotere personalmente lassegno non trasferibile, quello di girarlo per lincasso a una banca, che a sua volta non pu ulteriormente girarlo. Gli assegni bancari (e circolari) di importo superiore a 12.500,00 devono essere emessi con la clausola di non trasferibilit, al fine di prevenire operazioni di riciclaggio di denaro proveniente da reati. La banca che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dalloriginario prenditore, o dal banchiere giratario per lincasso, risponde del pagamento. Lassegno turistico (o travellers check) un assegno bancario che viene tratto da una banca su una propria filiale o corrispondente estera. di regola stilato in valuta estera e rilasciato al prenditore dietro contestuale versamento dellimporto corrispondente. Caratteristica peculiare dellassegno turistico infatti che il pagamento subordinato alla presenza sul titolo di una doppia firma conforme del prenditore. La prima firma apposta al momento del rilascio del titolo; la seconda al momento del pagamento o della negoziazione. Lammortamento La disciplina dellammortamento dellassegno bancario modellata su quella della cambiale.

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La procedura di ammortamento esclusa per lassegno non trasferibile, dato che lo stesso non pu circolare. Il prenditore ha senzaltro diritto di ottenere un duplicato, a proprie spese, denunziandone lo smarrimento, la distruzione o la sottrazione sia al trattario sia al traente. LASSEGNO CIRCOLARE Lassegno circolare un titolo di credito allordine che contiene la promessa incondizionata della banca emittente di pagare a vista una somma di denaro. La sua emissione avviene dietro versamento da parte del richiedente dellimporto corrispondente. Lassegno circolare un mezzo di pagamento come lassegno bancario. Si differenzia per da questultimo in quanto ha la struttura del vaglia cambiario e non della cambiale tratta. Lassegno circolare una mezzo di pagamento pi sicuro dellassegno bancario. Chi lo riceve in pagamento pu fare infatti affidamento sulla solvibilit della banca emittente e dispone di un titolo che pu agevolmente negoziare o riscuotere presso tutti i recapiti della banca che lo ha emesso. Per evitare che lassegno circolare possa fare concorrenza alla moneta legale, lo stesso non pu mai essere emesso al portatore. Lemissione degli assegni circolari inoltre subordinata a una serie di condizioni di regolarit, a salvaguardia della stabilit monetaria: 1. L'emissione di assegni circolari consentita solo alle banche specificamente autorizzate dalla Banca dItalia. 2. La banca pu emettere assegni circolari solo per somme che siano presso di essa disponibili al momento dellemissione. 3. La banca autorizzata a emettere assegni circolari deve costituire presso la Banca dItalia una cauzione in titoli a garanzia dei medesimi. Costituiscono invece requisiti formali di validit dellassegno circolare: 1. La denominazione di assegno circolare inserita nel contesto del titolo. 2. La promessa incondizionata di pagare a vista una somma determinata. 3. Lindicazione del prenditore. 4. Lindicazione della data e del luogo nel quale lassegno circolare emesso. 5. La sottoscrizione della banca emittente. Allassegno circolare si applica, in quanto compatibile, la disciplina del vaglia cambiario a vista. Il possessore deve presentare lassegno per il pagamento entro 30 giorni dallemissione, pena la decadenza dalle azioni di regresso. Nel contempo, si applica allassegno circolare parte della disciplina dellassegno bancario: quella in tema di assegno sbarrato, da accreditare, non trasferibile e turistico; nonch la disciplina dellammortamento. Il diritto commerciale e i titoli di credito sul codice civile TITOLO SECONDO Del lavoro nellimpresa

Capo primo

Capo secondo

Dellimpresa in generale Sezione prima Dellimprenditore 2082. Imprenditore 2083. Piccoli imprenditori 2086. Direzione e gerarchia dellimpresa Dellimpresa agricola Sezione prima Disposizioni generali 2135. Imprenditore agricolo

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Capo terzo

Delle imprese commerciali e delle altre imprese soggette a registrazione Sezione prima Del registro delle imprese 2188. Registro delle imprese 2189. Modalit delliscrizione 2190. Iscrizione dufficio 2191. Cancellazione dufficio Sezione seconda Dellobbligo di registrazione 2195. Imprenditori soggetti a registrazione 2196. Iscrizione dellimpresa 2197. Sedi secondarie 2200. Societ 2201. Enti pubblici 2202. Piccoli imprenditori Sezione terza Disposizioni particolari per le imprese commerciali Della rappresentanza 2203. Preposizione institoria 2204. Poteri dellinstitore 2205. Obblighi dellinstitore 2206. Pubblicit della procura 2208. Responsabilit personale dellinstitore 2209. Procuratori 2210. Poteri dei commessi dellimprenditore 2213. Poteri dei commessi preposti alla vendita Delle scritture contabili 2214. Libri obbligatori e altre scritture contabili 2215. Modalit di tenuta delle scritture contabili 2216. Contenuto del libro giornale 2217. Redazione dellinventario 2219. Tenuta della contabilit 2220. Tenuta delle scritture contabili

TITOLO QUINTO Delle societ

Capo primo

Capo secondo

Disposizioni generali 2247. Contratto di societ 2249. Tipi di societ Della societ semplice Sezione prima Disposizioni generali 2251. Contratto sociale 2252. Modificazioni del contratto sociale Sezione seconda Dei rapporti tra i soci 2253. Conferimenti 2254. Garanzia e rischi dei conferimenti

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Capo terzo

2255. Conferimento dei crediti 2257. Amministrazione disgiuntiva 2258. Amministrazione congiuntiva 2259. Revoca della facolt di amministrare 2260. Diritti e obblighi degli amministratori 2261. Controllo dei soci 2262. Utili 2263. Ripartizione dei guadagni e delle perdite 2265. Patto leonino Sezione terza Dei rapporti con i terzi 2266. Rappresentanza della societ 2267. Responsabilit per le obbligazioni sociali 2268. Escussione preventiva del patrimonio sociale 2270. Creditore particolare del socio Sezione quarta Dello scioglimento della societ 2272. Cause di scioglimento 2273. Proroga tacita 2275. Liquidatori 2276. Obblighi e responsabilit dei liquidatori 2277. Inventario 2278. Poteri dei liquidatori 2279. Divieto di nuove operazioni 2280. Pagamento dei debiti sociali 2282. Ripartizione dellattivo Sezione quinta Dello scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio 2284. Morte del socio 2285. Recesso del socio 2286. Esclusione 2287. Procedimento di esclusione 2288. Esclusione di diritto 2289. Liquidazione della quota del socio uscente

Della societ in nome collettivo 2291. Nozione 2292. Ragione sociale 2293. Norme applicabili 2295. Atto costitutivo 2296. Pubblicazione 2297. Mancata registrazione 2298. Rappresentanza della societ 2300. Modificazione dellatto costitutivo 2301. Divieto di concorrenza 2302. Scritture contabili 2304. Responsabilit dei soci 2305. Creditore particolare del socio 2308. Scioglimento della societ 2311. Bilancio finale di liquidazione e piano di riparto 2312. Cancellazione della societ

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Capo quarto

Capo quinto

Della societ in accomandita semplice 2313. Nozione 2314. Ragione sociale 2315. Norme applicabili 2316. Atto costitutivo 2317. Mancata registrazione 2318. Soci accomandatari 2319. Nomina e revoca degli amministratori 2320. Soci accomandatari 2322. Trasferimento della quota 2323. Cause di scioglimento Societ per azioni Sezione prima Disposizioni generali 2325. Responsabilit 2325-bis. Societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio 2326. Denominazione sociale 2327. Ammontare minimo del capitale sociale 2328. Atto costitutivo 2329. Condizioni per la costituzione 2330. Deposito dellatto costituivo e iscrizione della societ 2331. Effetti delliscrizione 2332. Nullit della societ Sezione terza-bis Dei patti parasociali 2341-bis. Patti parasociali 2341-ter. Pubblicit dei patti parasociali Sezione quarta Dei conferimenti 2342. Conferimenti 2343. Stima dei conferimenti di beni in natura e di crediti 2344. Mancato pagamento delle quote 2345. Prestazioni accessorie Sezione quinta Delle azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi 2346. Emissione delle azioni 2347. Indivisibilit delle azioni 2348. Categorie di azioni 2349. Azioni e strumenti finanziari a favore dei prestatori di lavoro 2350. Diritto agli utili e alla quota di liquidazione 2351. Diritto di voto 2354. Titoli azionari 2355. Circolazione delle azioni 2355-bis. Limiti alla circolazione delle azioni 2356. Responsabilit in caso di trasferimento di azioni non liberate 2359. Societ controllate e societ collegate 2362. Unico azionista

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Sezione sesta Dellassemblea 2364. Assemblea ordinaria nelle societ prive di consiglio di sorveglianza 2364-bis. Assemblea ordinaria nelle societ con consiglio di sorveglianza 2365. Assemblea straordinaria 2366. Formalit per la convocazione 2367. Convocazione su richiesta di soci 2368. Costituzione dellassemblea e validit delle deliberazioni 2369. Seconda convocazione e convocazioni successive 2370. Diritto di intervento allassemblea ed esercizio del voto 2371. Presidenza dellassemblea 2372. Rappresentanza dellassemblea 2373. Conflitto dinteressi 2375. Verbale delle deliberazioni dellassemblea 2376. Assemblee speciali 2377. Annullabilit delle deliberazioni 2379. Nullit delle deliberazioni 2379-bis. Sanatoria della nullit Sezione sesta-bis Dellamministrazione e del controllo Disposizioni generali 2380. Sistemi di amministrazione e di controllo Degli amministratori 2380-bis. Amministrazione della societ 2381. Presidente, comitato esecutivo e amministratori delegati 2382. Cause di ineleggibilit e di decadenza 2383. Nomina e revoca degli amministratori 2384. Poteri di rappresentanza 2385. Cessazione degli amministratori 2386. Sostituzione degli amministratori 2387. Requisiti di onorabilit, professionalit e indipendenza 2388. Validit delle deliberazioni del consiglio 2389. Compensi degli amministratori 2390. Divieto di concorrenza 2391. Interessi degli amministratori 2392. Responsabilit verso a societ 2393. Azione sociale di responsabilit 2393-bis. Azione sociale di responsabilit esercitata dai soci 2394. Responsabilit verso i creditori 2395. Azione individuale del socio e del terzo 2396. Direttori generali Del collegio sindacale 2397. Composizione del collegio 2398. Presidenza del collegio 2399. Cause di ineleggibilit e di decadenza 2400. Nomina e cessazione dallufficio 2401. Sostituzione 2402. Retribuzione

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2403. Doveri del collegio sindacale 2404. Riunioni e deliberazioni del collegio 2405. Intervento alle adunanze del consiglio di amministrazione e alle assemblee 2407. Responsabilit 2408. Denunzia al collegio sindacale Del controllo contabile 2409-bis. Controllo contabile 2409-ter. Funzioni di controllo contabile 2409-quater. Conferimento e revoca dell'incarico 2409-quinquies. Cause di ineleggibilit e di decadenza 2409-sexies. Responsabilit 2409-septies. Scambio di informazioni Del sistema dualistico 2409-octies. Sistema basato su un consiglio di gestione e un consiglio di sorveglianza 2409-nonies. Consiglio di gestione 2409-decies. Azione sociale di responsabilit 2409-undecies. Norme applicabili 2409-duodecies. Consiglio di sorveglianza 2409-terdecies. Competenza del consiglio di sorveglianza Del sistema monistico 2409-sexiesdecies. Sistema basato sul consiglio di amministrazione e un comitato costituito al suo interno 2409-septiesdecies. Consiglio di amministrazione 2409-octiesdecies. Comitato per il controllo sulla gestione revisori contabili. Sezione settima Delle obbligazioni 2410. Emissione 2411. Diritti degli obbligazionisti 2412. Limiti all'emissione 2414. Contenuto delle obbligazioni 2415. Assemblea degli obbligazionisti 2416. Impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea 2417. Rappresentante comune 2418. Obblighi e poteri del rappresentante comune 2420-bis. Obbligazioni convertibili in azioni 2420-ter. Delega agli amministratori Sezione nona Del bilancio 2423. Redazione del bilancio 2423-bis. Principi di redazione del bilancio 2423-ter. Struttura dello stato patrimoniale e del conto economico 2424. Contenuto dello stato patrimoniale 2425. Contenuto del conto economico 2428. Relazione sulla gestione 2429. Relazione dei sindaci e deposito del bilancio 2430. Riserva legale 2431. Soprapprezzo delle azioni

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Capo sesto

2432. Partecipazione agli utili 2433. Distribuzione degli utili ai soci Sezione decima Delle modificazioni dello statuto 2437. Diritto di recesso 2437-bis. Termini e modalit di esercizio 2437-quater. Procedimento di liquidazione 2441. Diritto di opzione 2442. Passaggio di riserve a capitale 2443. Delega agli amministratori 2444. Iscrizione nel registro delle imprese 2445. Riduzione del capitale sociale 2446. Riduzione del capitale per perdite 2447. Riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale Sezione undicesima Dei patrimoni destinati ad uno specifico affare 2447-bis. Patrimoni destinati ad uno specifico affare 2447-nonies. Rendiconto finale 2447-decies. Finanziamento destinato ad uno specifico affare Sezione tredicesima 2448. Effetti della pubblicazione nel registro delle imprese

Capo settimo

Della societ in accomandita per azioni 2452. Responsabilit e partecipazioni 2453. Denominazione sociale 2454. Norme applicabili 2455. Soci accomandatari 2458. Cessazione dall'ufficio di tutti i soci amministratori 2460. Modificazioni dell'atto costitutivo 2461. Responsabilit degli accomandatari verso i terzi Della societ a responsabilit limitata Sezione prima Disposizioni generali 2462. Responsabilit 2463. Costituzione Sezione seconda Dei conferimenti e delle quote 2464. Conferimenti 2465. Stima dei conferimenti di beni in natura e di crediti 2466. Mancata esecuzione dei conferimenti 2468. Quote di partecipazione 2469. Trasferimento delle partecipazioni 2470. Efficacia e pubblicit 2473. Recesso del socio 2473-bis. Esclusione del socio Sezione terza Dell'amministrazione della societ e dei controlli 2475. Amministrazione della societ 2475-bis. Rappresentanza della societ 2475-ter. Conflitto di interessi 2476. Responsabilit degli amministratori e controllo dei soci

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Sezione quarta Delle decisioni dei soci 2479. Decisioni dei soci 2479-bis. Assemblea dei soci 2479-ter. Invalidit delle decisioni dei soci Sezione quinta Delle modificazioni dell'atto costitutivo 2480. Modificazioni dell'atto costitutivo 2481. Aumento di capitale 2481-bis. Aumento di capitale mediante nuovi conferimenti 2481-ter. Passaggio di riserve a capitale 2482. Riduzione del capitale sociale 2482-bis. Riduzione del capitale per perdite 2482-ter. Riduzione del capitale al disotto del minimo legale 2482-quater. Riduzione del capitale per perdite e diritti dei soci 2483. Emissione di titoli di debito

Capo ottavo

Capo nono

Scioglimento e liquidazione delle societ di capitali 2484. Cause di scioglimento 2485. Obblighi degli amministratori 2486. Poteri degli amministratori 2487. Nomina e revoca dei liquidatori; criteri di svolgimento della liquidazione 2487-ter. Revoca dello stato di liquidazione 2489. Poteri, obblighi e responsabilit dei liquidatori 2492. Bilancio finale di liquidazione 2495. Cancellazione della societ Direzione e coordinamento di societ Art. 2497. Responsabilit Della trasformazione, della fusione e della scissione Sezione prima Della trasformazione 2498. Continuit dei rapporti giuridici 2499. Limiti alla trasformazione 2500. Contenuto, pubblicit ed efficacia dell'atto di trasformazione 2500-bis. Invalidit della trasformazione 2500-ter. Trasformazione di societ di persone 2500-quater. Assegnazione di azioni o quote 2500-quinquies. Responsabilit dei soci 2500-sexies. Trasformazione di societ di capitali 2500-septies. Trasformazione eterogenea da societ di capitali 2500-octies. Trasformazione eterogenea in societ di capitali 2500-nonies. Opposizione dei creditori Sezione seconda Della fusione delle societ 2501. Forme di fusione 2501-ter. Progetto di fusione 2501-quater. Situazione patrimoniale

Capo decimo

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2501-quinquies. Relazione dell'organo amministrativo 2501-sexies. Relazione degli esperti 2502. Decisione in ordine alla fusione 2503. Opposizione dei creditori 2504. Atto di fusione 2504-bis. Effetti della fusione 2504-quater. Invalidit della fusione Sezione terza Della scissione delle societ 2506. Forme di scissione 2506-bis. Progetto di scissione 2506-ter. Norme applicabili 2506-quater. Effetti della scissione TITOLO SESTO Delle imprese cooperative e delle mutue assicuratrici

Capo primo

Delle societ cooperative Sezione prima Disposizioni generali. Cooperative a mutualit prevalente 2511. Societ cooperative 2512. Cooperativa a mutualit prevalente 2513. Criteri per la definizione della prevalenza 2514. Requisiti delle cooperative a mutualit prevalente 2515. Denominazione sociale 2518. Responsabilit per le obbligazioni sociali 2519. Norme applicabili Sezione seconda Della costituzione 2521. Atto costitutivo 2522. Numero dei soci 2523. Deposito dell'atto costitutivo e iscrizione della societ 2524. Variabilit del capitale Sezione terza Delle quote e delle azioni 2525. Quote e azioni 2527. Requisiti dei soci 2528. Procedura di ammissione e carattere aperto della societ 2530. Trasferibilit della quota o delle azioni 2532. Recesso del socio 2533. Esclusione del socio 2534. Morte del socio 2535. Liquidazione della quota o rimborso delle azioni del socio uscente Sezione quarta Degli organi sociali 2538. Assemblea 2539. Rappresentanza nell'assemblea 2540. Assemblee separate 2542. Consiglio di amministrazione 2543. Organo di controllo 2544. Sistemi di amministrazione 2545-quater. Riserve legali, statutarie e volontarie

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2545-quinquies. Diritto agli utili e alle riserve dei soci cooperatori 2545-sexies. Ristorni

Capo secondo

Sezione quinta Delle modificazioni dell'atto costitutivo 2545-octies. Perdita della qualifica di cooperativa a mutualit prevalente 2545-nonies. Modificazioni dell'atto costitutivo 2545-decies. Trasformazione 2545-duodecies. Scioglimento Sezione sesta Dei controlli 2545-quaterdecies. Controllo sulle societ cooperative 2545-quinquiesdecies. Controllo giudiziario 2545-septiesdecies. Scioglimento per atto dell'autorit

Delle mutue assicuratrici 2546. Nozione 2547. Norme applicabili

TITOLO OTTAVO Dellazienda

Capo primo

Capo secondo

Disposizioni generali 2555. Nozione 2556. Imprese soggette a registrazione 2557. Divieto di concorrenza 2558. Successione nei contratti 2559. Crediti relativi allazienda ceduta 2560. Debiti relativi allazienda ceduta 2561. Usufrutto dellazienda 2562. Affitto dellazienda Della ditta e dellinsegna 2563. Ditta 2564. Modificazione della ditta 2565. Trasferimento della ditta Del marchio 2569. Diritto di esclusivit 2571. Preuso 2573. Trasferimento del marchio

Capo terzo

TITOLO NONO Dei diritti sulle opere dellingegno e sulle invenzioni industriali

Capo primo

Del diritto di autore sulle opere dellingegno letterarie e artistiche 2575. Oggetto del diritto 2577. Contenuto del diritto 2580. Soggetti del diritto 2581. Trasferimento dei diritti di utilizzazione

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Capo secondo

Capo terzo

Del diritto di brevetto per invenzioni industriali 2584. Diritto di esclusivit 2585. Oggetto del brevetto 2588. Soggetti del dritto Del diritto di brevetto per modelli di utilit e di registrazione per disegni e modelli 2592. Modelli di utilit

TITOLO DECIMO Della disciplina della concorrenza e de consorzi

Capo primo

Capo secondo

Della disciplina della concorrenza Sezione prima Disposizioni generali 2595. Limiti legali della concorrenza 2596. Limiti contrattuali della concorrenza 2597. Obbligo di contrattare nel caso di monopolio Sezione seconda Della concorrenza sleale 2598. Atti di concorrenza sleale Dei consorzi per il coordinamento della produzione e degli scambi Sezione prima Disposizioni generali 2602. Nozione e norme applicabili 2603. Forma e contenuto del contratto 2604. Durata del consorzio 2611. Cause di scioglimento Sezione seconda Dei consorzi con attivit esterna 2612. Iscrizione nel registro delle imprese 2614. Fondo consortile 2615. Responsabilit verso i terzi

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