Sei sulla pagina 1di 4

I VULCANI 1.1 VULCANI, TERREMOTI E ATTIVIT ENDOGENA La testimonianza pi diretta che il pianeta terra geologicamente attivo sono i vulcani.

. Il pianeta terra, sottoposto all'azione di forze endogene di notevole intensit che trasformano la crosta terrestre. I fenomeni sismici e quelli vulcanici, sono infatti di origini interna alla terra. Rappresentando un grave pericolo per la popolazione , necessitano di studi,a di questi il nostro pianeta terra risulterebbe immutato e non rigenerato. 1.2 MAGMI, VULCANI E PLUTONI Con il termine vulcanesimo si identifica l'emissione attraverso condotti e fenditure sia di fluidi a composizione silicica (lave), sia di materiali solidi, sia di vapori e di gas. Il magma presente sotto forma di sacche isolate che si generano in zone circoscritte della crosta (magma di anatessi) oppure del mantello superiore (magma primario). Il magma pu formarsi da rocce solide quando si assiste ad un aumento o diminuzione della pressione o della temperatura. Anche un aumento del contenuto di acqua pu facilitare la trasformazione di una massa solida in magma. In casi queste forze provocano fenomeni di distensione: grandi fratture. In queste zone per la pressione sulle rocce diminuisce quindi i materiali parzialmente fusi del mantello possono generare un magma primario. In altri casi si forma la compressione e lo sprofondamento di varie regioni. In queste zone cos tormentate si ha la produzione sia di magmi primari sia di magmi anatessi: magmi che si formano in seguito alla fusione della crosta. Una parte dei magmi non riesce a raggiungere la superficie e si solidifica in profondit, formandosi un corpo magmatico intrusivo chiamato Plutone. In altri casi il magma risale in regioni superficiali della crosta dette camere magmatiche che alimentano le eruzioni vulcaniche 1.3 LE CARATTERISTICHE DEI MAGMI La composizione dei magmi pu essere differente e variare anche durante la risalita. Si distinguono magmi femici(poca silice), magmi siliaci e magmi intermedi. La prima propriet da studiare la viscosit, caratterizzata dal tenore di silice( pi il magma siliaco, maggiore la sua viscosit). Altro fattore che influenza la viscosit la temperatura ( pi la temperatura elevata pi facilita lo scorrimento del magma, mentre una forte presenza di bolle di gas aumenta la viscosit). Il contenuto di acqua del magma importante sia per la formazione di vapor d'acqua, sia perch riduce la temperatura di fusione dei siliaci. Infatti quando il magma risale in superficie, l'acqua evapora, in questo modo il magma siliaco gi relativamente freddo pu solidificare. Infatti i magmi pi viscosi solidificano pi velocemente. 1.4 I VULCANI Viene definito vulcano quella spaccatura della superficie terreste dove fuoriescono lave e materiali aeriformi oppure solidi. L'edificio che si forma in superficie viene chiamato edificio vulcanico. Il vulcano alimentato da una camera magmatica che comunica all'esterno attraverso un condotto a camino vulcanico. Nella camera

magmatica il magma proviene da regioni pi profondi, si accumula e ristagna. L'eruzione si verifica solo quando, nella camera magmatica, si crea una pressione che supera la pressione citostatica. Quando la pressione esercitata dal magma e dai gas aumentano di pressione i componenti volatili si espandono trascinando il magma lungo il condotto o all'esterno. Le eruzioni vulcaniche non sono continue e possono avvenire con modalit diverse. Il vulcano pu eruttare lava (attivit effusiva), materiali solidi (attivit eiettiva) o gas (attivit esalativa). I vulcani inoltre si differenziano per il tipo di attivit: quella pi tranquilla si ha con un vulcanesimo effusivo, mentre un attivit caratterizzata da esplosioni violente e distruttive si ha con un vulcanesimo esplosivo. Il tipo di attivit del vulcani dipende principalmente dalla viscosit. Infatti magmi femici, scorrendo pi facilmente, danno vita ad attivit effusiva, mentre i magmi sialici pi viscosi, danno origini ad attivit prevalentemente esplosiva. Nella sua vita per il vulcano pu variare tra attivit effusiva ed attivit esplosiva. 1.5 I PRODOTTI DELL'ATTIVIT VULCANICA I materiali emessi duranti un eruzione vulcanica possono essere colate laviche, piroclasti e gas e vapori. Le quantit dei tipi di materiali variano da eruzione a eruzione. Inoltre lo stesso vulcano pu attraversare, nel corso della sua storia, fasi diverse caratterizzate da emissioni di materiali diversi. Le colate laviche, si dividono in colate basaltiche, riolitiche e andesitica. Le colate basaltiche, hanno temperatura elevata, e notevole velocit e cercano espandi menti di spessore ridotto, che ricoporono l aree intorno al vulcano. Ad ogni nuova eruzione corrisponde un nuovo strato su quello precedente che oramai solidificato. Le colate riolitche, hanno temperatura inferiore ed essendo pi viscose scorrono meno velocemente. Queste creano cupole, guglie e duomi che solidificano prima di allontanarsi dal condotto vulcanico. Le colate andesiti, hanno un comportamento intermedio e formano delle bolle, che liberano i gas. I piroclasti sono frammenti solidi o semisoldi , di diverse composizioni e dimensioni. Sono classificati in base alle dimensioni e sono divisi in polveri, ceneri, lapilli e bombe. Le modalit con cui sono depositati sono la caduta gravitativa, la colata piroclastica, e le onde basaltiche. La prima il meccanismo pi comune, con il quale i materiali eiettati durante l'eruzione ricadono per effetto della gravit formando dei sedimenti. I frammenti pi pesanti si depositano vicino alla bocca del vulcano, quelli pi leggeri possono essere trasportati dal vento. Cementando i frammenti formano le rocce piroclastiche. Le colate piroclastiche sono flussi velocissimi di materiali piroclastici mescolati a fluidi. Un esempio sono le nubi ardenti, formate da polveri, ceneri e lapilli, tenuti in sospensione da gas caldissimi che scivolando lungo i pendii. Altro fenomeno di colate piroclastiche sono i Lahars, colate di fango che si formano quando i materiali piroclastici si mescolano con acqua di ghiacciai o laghi. Le ondate basali invece sono colate di materiali piroclastici a bassa densit, perch contengono i gas. Si formano quando il magma si mescola con grandi quantit di acqua che si infiltra nel condotto vulcanico. L'acqua che si trasforma in vapore genera una

pressione elevata che scatena un getto verticale di gas e piroclastici. Questo fenomeno viene identificato come BASE-SURGE. I gas che si trovano nelle eruzioni vulcaniche sono sicuramente il vapore acqueo, componente principale. Troviamo inoltre biossido di carbonio, ossidi di zolfo, acido cloridrico e ammoniaca. Questi gas espulsi nelle prime eruzioni primordiali hanno favori alla formazione della'atmosfera terrestre. 11.6 LE FORME DEGLI EDIFICI VULCANICI La prima distinzione da fare tra vulcani ad attivit lineare e vulcani ad attivit centrale. Per quanto riguarda le eruzioni lineari, il magma fuoriesce da fratture della crosta allungare e strette. In questo caso la lava si espande su ampie superfici originando ricoprimenti di notevoli dimensioni (plateaux)centrali. Sia per le eruzioni lineari che per quelle centrali, la struttura dell'edificio vulcanico, strettamente collegata al tipo di magma emesso. L apparato vulcanico quindi ci permette di capire il tipo di eruzione. Nelle eruzioni centrali invece, i materiali vengono eruttati da un cratere centrale detto cono. Il magma da un serbatoio, risale fornendo in cratere principale ed attraverso eventuali condotto secondari a dei crateri avventizi. Per quanto riguarda l'attivit centrali si distinguono i vulcani si distinguono in: VULCANI A SCUDO, edifici vulcanici caratterizzati da pendii dolci e di dimensioni molto estese, con produzione effusiva tranquilla e associata a magmi basaltici e fluidi. STRATOVULCANI, vulcani che alternano fasi di attivit esplosiva e fasi di attivit effusiva. L'edificio vulcanico costituito da strati i lava solidificata, alternati a strati di materiali piroclastici. Esempio di questa tipologia di vulcani sono l'Etna ed il Vesuvio. In questi tipi di vulcani poi forte la presenza di crateri avventizi, che si formano quando il cratere principale ostruito. CONI DI SCORIE, vulcani formati da materiali piroclastici e con pendenza molto elevata. Sono generalmente piccoli edifici che si formano nel corso di una sola eruzione. Nella morfologia di un vulcano poi si posso riconoscere alcuni elementi caratteristici: FORME COSTRUITE IN SEGUITO ALL'EMISSIONE DI MATERIALI SOLIDI O FLUIDI, che possono essere colate ed espandi menti lavici, strati di materiali piroclastici FORME DOVUTE A EVENTI DISTRUTTI E DI SPROFONDAMENTO, che possono essere crateri, caldere o diatremi. Le caldere sono depressioni con le pareti scoscese e un ampio fondo piatto. Sono il risultato dell'attivit esplosiva o dello sprofondamento della parte sommitale del vulcano. Se infatti la camera magmatica si svuota questa non pi in grado di sostenere il peso del cono che sprofonda. Un diatrema invece un condotto vulcanico colmato da brecce magmatiche originatesi in seguito a una violenta esplosione interna di gas. Questi si formano quando sono presenti quantit di gas in un bacino demografico e si producono getti di materiale caldo e ricco di gas di risalita. 11.7 LE DIVERSE MODALITA' DI ERUZIONE

Le eruzioni effusive o esplosive possono dimostrarsi in differenti modi. ERUZIONI DI TIPO HAWAINAO, caratterizzate da emissioni di colate laviche basaltiche molto fluide e dall'assenza di esplosioni. Portano alla formazione di un vulcano a scudo. La lava erutta da un condotto principale spesso formando fontane di lava, che forma veri e propri laghi di lava che solidifica molto lentamente. ERUZIONI DI TIPO STROMBOLIANO, caratterizzate dall'emissioni di colate laviche alternate, in cui la lava ha una composizione variabile, ma meno fluida rispetto ai vulcani hawaiani. I gas che si accumulano producono esplosioni intermittenti creando una strato vulcano. ERUZIONI DI TIPO VULCANIANO, caratterizzate da attivit esplosiva e dall'assenza di colate laviche. I gas si accumulano sotto di un tappo di magma solidificato. Una volta raggiunta la pressione adeguata vi l'esplosione. Esempi di questa tipologia, Vulcano e Vesuvio. ERUZIONI DI TIPO PELEANO, caratterizzate dall'emissione di lava fortemente viscosa e ricca di gas che forma cupole e in cui i condotti vengono spesso otturati creando crateri avventizi. L'attivit vulcanica fortemente esplosiva e con l'accompagnamento di nubi ardenti. ERUZIONI FRATICHE, caratterizzate dall'emissione violenta di enormi quantit di vapore. In seguito al contatto di una massa magmatica calda l'acqua presente nel sottosuolo si trasforma in vapore che viene espulso con un eruzione violenta. Se l'eruzione accompagnata da brandelli di magma, si parla di eruzione freatomagmatica. ERUZIONI LINEARI, attualmente sono caratterizzate dall'emissione di lave basaltiche e da un'attivit effusiva. Si trovano principalmente nei fondali degli oceani e nell'Islanda, in corrispondenza delle dorsali oceaniche. 11.8 LE GEOGRAFIA DEI VULCANI I vulcani attivi oggi sono circa 500, distribuiti in modo non uniforme ma in lunghe e strette fasce. Una parte distribuita lungo le dorsali oceaniche, le catene montuose che attraversano tutti gli oceani, dove le colate sono basaltiche e molto fluide. Un secondo gruppo di vulcani si trova negli archi delle isoli e lungo alcuni margini continentali situati in prossimit delle fosse oceaniche. Qui si trovano lave prettamente andesiti che e riolitiche, raramente basaltiche. I vulcani di questo gruppo hanno la forma di tronco di cono e danno origine a esplosioni lunghe ed irruenti. Si parla della cintura di fuoco circumpacifica. Un terzo gruppo di vulcani caratterizzato da lave basaltiche si trova nelle fosse africane. Infine il quarto e ultimo gruppo si distribuiscono in modo atipico, emettendo lave basaltiche e facendo parte di alcuni punti detti caldi. (Hawaii)