Sei sulla pagina 1di 10

3)ALCUNI

ASPETTI

DELLO

SVILUPPO

DELLE E

STRUTTURE SPAZIALI

SENSOMOTORIE,

PERCETTIVE

Costruzioni, regolazioni e compensazioni


Secondo Karl Buhler la peculiarit della vita mentale non di raggiungere lequilibrio, ma piuttosto di creare continuamente nuove relazioni e nuovi strumenti del pensiero. La soluzione consiste nel ricorrere non a forme predeterminate di equilibrio, ma a processi successivi di equilibrazione maggiorante inframmezzate da disequilibri o dalle forme imperfette di equilibrio a forme migliori richiede ad ogni tappa lintervento di costruzioni nuove. Ci che si tratta di stabilire ora la corrispondenza obbligata tra i diversi tipi di messa in relazione tra osservabili o le diverse variet di coordinazioni costruttive (in quanto inferenziali) e le forme multiple di compensazione. Linterpretazione ammette che se ogni costruzione, e a tutti i livelli, tende a ottenere una forma di equilibrio che si pu considerare interna rispetto al sistema costruito, perch sin dallinizio questa costruzione svolge un ruolo di compensazione rispetto a certe perturbazioni. In altri termini, il processo generale che si ritroverebbe sempre e senza eccezioni inizierebbe dallesercizio di uno schema iniziale di assimilazione, la cui attivazione si troverebbe prima o poi ostacolata da perturbazioni: le compensazioni risultanti si tradurrebbero allora in una nuova costruzione, della quale le regolazioni che ne caratterizzano le fasi sarebbero dunque sai compensatrici rispetto alle perturbazioni sia formatrici rispetto alla costruzione. Ci fino alla costruzione di una nuova struttura equilibrata e allulteriore riprodursi di processi analoghi. Per quanto riguarda lo schema considerato come iniziale, o esso acquisito o innato. Secondo il punto di vista funzionalista, ogni attivit mentale, e in particolare cognitiva, deriva da una tendenza a soddisfare un bisogno. Un bisogno consiste in un disequilibrio momentaneo e il suo soddisfacimento in una riequilibrazione. Daltronde, il bisogno si traduce sotto forma di interessi: linteresse una relazione tra i bisogni del soggetto e le caratteristiche delloggetto; daltra parte linteresse un generatore di energia che libera le energie del soggetto e anima

lazione in direzione delloggetto. Si deve riservare un posto essenziale al bisogno e agli interessi. Da una parte linteresse laspetto motivazionale o il valore di qualsiasi schema dassimilazione. Daltra parte, il bisogno lespressione del non-funzionamento momentaneo di uno schema e quindi corrisponde, dal punto di vista cognitivo, a una lacuna o a un deficit, cio allaspetto negativo delle perturbazioni. I concetti di disequilibrio e di riequilibrazione assicurano la possibilit di una saldatura tra i punti di vista funzionalisti e quello proprio al nostro strutturalismo genetico.

Le regolazioni sensomotorie
Per analizzare le regolazioni che intervengono nella registrazione degli osservabili e nel loro mettersi in relazione, e per verificare che queste regolazioni orientano le costruzioni da loro derivanti proprio nel senso delle compensazioni, indispensabile risalire fino ai livelli sensomotori. Il soggetto riesce a costruire certe relazioni e ad ottenere certi risultati o prestazioni, senza prendere coscienza dei mezzi che ha impiegato. PRESA DI COSCIENZA: consiste

nellinteriorizzare i meccanismi dellazione sotto forma di rappresentazioni, cio nellinterpretarli per mezzo di una concettualizzazione che pu essere pi o meno adeguata. Importante quindi stabilire quali sono le regolazioni propriamente sensomotorie. Gli schemi iniziali si assimilazione sono contemporaneamente innati, poco numerosi e molte generali per quanto riguarda i campi assimilabili. Ne risulta che le perturbazioni che possono ostacolare lesercizio di questi schemi consisteranno allinizio in semplici lacune (1FASE) In una 2 SECONDA FASE la perturbazione legata a quelle che si possono chiamare le distanze spaziotemporali tra loggetto assimilabile e il soggetto. Infine, solo in una 3 FASE molto pi tardiva la perturbazione riguarda un oggetto o un avvenimento ben determinati e manipolabili. E dunque essenziale ricordare questa evoluzione delle perturbazioni per poter giudicare la natura delle regolazioni compensatorie. Lo sviluppo delle condotte sensomotorie dominato da un secondo fatto fondamentale. Se si cerca di tradurle nei termini delle interazioni dei tipi da IIA a IIC si costata che nel corso dei primi stadi gli osservabili registrati sugli oggetti (Oss. O) e sullazione del soggetto (Oss. S) rimangono essenzialmente indifferenziati. Ai livelli iniziali dello sviluppo sensomotorio non esistono dunque

che osservabili globali, che non sono osservabili relativi agli oggetti, perch questi non sono dissociati dalle propriet che li collegano al proprio corpo; n relativi alle azioni del soggetto, poich questi non le conosce come tali, non ne percepisce i particolari e ignora tutto del suo Io e del suo corpo in quanto tale. E ovvio che agli inizi non potrebbe esistere una differenziazione che consenta di distinguere le coordinazioni tra azioni (Coord. S) e tra oggetti (Coord. O). La prima ragione che le coordinazioni causali tra oggetti appaiono nettamente pi tardi di quelle tra le azioni del soggetto e degli oggetti. In secondo luogo, se le coordinazioni che collegano gli oggetti e le azioni del soggetto appaiono dunque anteriormente a queste Coord. O propriamente dette, esse non utilizzano inizialmente che degli Oss. OS, prima che il soggetto riesca a regolare anche in dettaglio le proprie azioni. Ma, in terzo luogo, queste coordinazioni fondate su degli Oss. OS non sono esse stesse immediate e iniziano soltanto a partire da un secondo stadio, nel corso del quale si formano le prime abitudini acquisite, mentre nel primo stadio non si osserva alcuna coordinazione tra schemi e azioni. Durante i primi mesi di esistenza luniverso del bambino consiste solo in una serie di quadri mobili, senza oggetti permanenti n causalit tra oggetti, e interamente centrata sul suo corpo e sulle sue azioni, senza per che il soggetto ne sia consapevole; al contrario, durante il secondo anno il proprio corpo e le proprie azioni sono collocati nello spazio-tempo di un universo coerente. Ora, questo ribaltamento totale delle prospettive, che conduce da un egocentrismo radicale a un sistema decentrato di trasformazioni, deriva innanzitutto dalla differenziazione degli osservabili OS in osservabili dellazione in s stessa (Oss. S) e degli oggetti (Oss. O) e di conseguenza dalla costituzione delle coordinazioni differenziate (Coord. S e Coord. O) rese possibili da questa differenziazione. Il problema allora di stabilire se questa vasta costruzione deriva gi anchessa da processi di equilibrazione per compensazione, e se le regolazioni in gioco sono significative per questo aspetto. Sin dal livello degli schemi innati vediamo costituirsi certe regolazioni. C una regolazione motoria che assicura una compensazione di tipo alfa. Per quanto riguarda le prime abitudini (acquisite mediante reazioni circolari primarie), che costituiscono di fatto le costruzioni nuove (in quanto acquisite) pi elementari, esse consistono in azioni nuove, ma integrate in schemi innati come prolungamento di questi ultimi. Rimane da spigare il caso delle acquisizioni mediante condizionamento. Una condotta

condizionata stabile solo a condizione di confermarlo periodicamente, presentando di nuovo lo stimolo assoluto subito dopo lo stimolo condizionato. E dunque chiaro che la cosiddetta associazione invocata dagli autori di fatto unassimilazione che conferisce un significato al segnale incorporandolo nello schema dal quale dipendono il bisogno e la sua soddisfazione. Il problema principale sollevato dal livello seguente quella della coordinazione tra schemi. Le forme pi precoci sono quelle che collegano la visione con ludito, poi la suzione e la prensione. La pi importante coordina la visione e la prensione. Abbiamo in questi casi unassimilazione reciproca di schemi differenti. Il fatto nuovo rappresenta indubbiamente una perturbazione rispetto allintenzione del soggetto; tuttavia, si ha ben pesto uno spostamento dinteresse mediante sostituzione, e la perturbazione supposta sembra immediatamente integrata, mediante una condotta che annuncia il tipo beta e diviene costitutivo di un sottoschema differenziato. Due aspetti fondamentali degli inizi del periodo sensomotorio: il primo il carattere molto generale degli schemi utilizzati; in secondo luogo, a questi livelli elementari non cera ancora una differenziazione o una frontiera tra il mondo degli oggetti e quello delle azioni o dei poteri dellIo. Il livello delle differenziazioni e coordinazioni tra mezzi e fini (quarto stadio). La permanenza delloggetto si costruisce poco dopo. Una generalizzazione delle regolazioni compensatrici modificheranno in seguito i comportamenti nel corso del sesto e settimo stadio. Ma qual il motore di questa generalizzazione? Le compensazioni per annullamento nel senso delle modificazioni di direzione contraria possono prendere due forme diverse a seconda che si tratti di perturbazioni grandi o piccole: nel primo caso, lo spostamento perturbatore corretto mediante uno spostamento di direzione opposta, mentre se la perturbazione grande, questa viene semplicemente scartata nel senso che viene trascurata. Ci sono casi in cui il soggetto non sa che cosa compensare, e rinuncia. Questo quarto livello inaugura il secondo periodo dello sviluppo sensomotorio, nel corso del quale si assiste allequilibrazione progressiva delle differenziazioni e delle integrazioni. In linea di principio questa equilibrazione non costituisce nientaltro che un ampio prolungamento dei rapporti dequilibrio tra laccomodamento, origine delle differenziazioni, e lassimilazione reciproca tra i

sottosistemi, origine dellintegrazione totale, entrambe per mediante molteplici regolazioni parziali. Per quanto riguarda le differenziazioni con la bipolarit tra il soggetto e gli oggetti, gli accomodamenti diverranno pi precisi, cio si accompagneranno a regolazioni compensatrici pi avanzate. Da questo fatto deriva che gli accomodamenti sono pi differenziati nel momento in cui si pongono in relazione mezzi e fini; ma, daltra parte, che la permanenza degli oggetti va di pari passo con quella delle persone. La formazione dellIo legata a queste relazioni interpersonali e in particolare allimitazione che costituisce un prolungamento degli accomodamenti. In secondo luogo, nel 5 stadio si assiste a condotte nuove provenienti ugualmente dagli accomodamenti alloggetto e che costituiscono un secondo importante fattore di differenziazione: sono tali le reazioni circolari terziarie o esperimenti per vedere con variazioni dei fattori. Ora, queste intanto producono modificazioni che, fino a questo livello, sarebbero state considerate perturbatrici. E dunque sin dal periodo sensomotorio, ma sul piano della sola azione pratica, che si pu vedere come le condotte di tipo alfa si trasformino in reazioni di tipo beta mediante integrazione delle perturbazioni nel sistema cognitivo considerato o anche mediante variazione intenzionale di fattori che cessano in tal modo di essere perturbatori grazie allaccomodamento compensatorio. Ne consegue allora un terzo importante insieme di differenziazioni, che prolunga le precedenti e che svolge un ruolo notevole nella conquista del mondo degli oggetti: la scoperta di mezzi nuovi o di un vero e proprio strumento. A questi insiemi di differenziazione corrisponde passo passo un insieme di coordinazioni assimilatrici che conducono a integrazioni dinsieme e che impediscono a questa molteplicit di condotte differenziate di condurre al disordine o alla semplice giustapposizione di reazioni senza alcun legame luna con laltra. Dal punto di vista degli oggetti divenuti permanenti, in primo luogo la coordinazione delle posizioni e degli spostamenti che conduce, nel corso del quinto e sesto stadio, a quel grande sistema spaziotemporale che il gruppo pratico degli spostamenti: questultimo conferisce alluniverso sensomotorio una considerevole unit di struttura decentrata rispetto al proprio corpo. In seguito la causalit che si spazializza e si oggettiva divenendo il sistema delle interazioni tra gli oggetti medesimi. Infine, il sistema delle assimilazioni reciproche tra gli schemi e tra i sottosistemi del soggetto medesimo che rende possibili le coordinazioni tra oggetti.

Da una parte si tratta dellinsieme delle regolazioni necessarie alla costruzione di queste coordinazioni nel caso del gruppo degli spostamenti. Dallaltra parte pu intervenire un processo pi generale di equilibrazione tra le differenziazioni e le integrazioni come tali, nel senso che ad ogni accomodamento corrisponde unassimilazione che lo collega a coordinazioni pi o meno generali. La genesi delle costruzioni nuove che avviene ad ogni livello non estranea ai meccanismo compensatori poich lelaborazione di ognuna di queste strutture inizia con una fase di regolazioni, che sono allo stesso tempo compensatrici e formatrici. Si pu giungere anche fino a sostenere che la novit di un comportamento proporzionale allimportanza delle perturbazioni che stato necessario compensare. Vi una successione di regolazioni compensatrici . Quanto allaspetto formale di queste regolazioni, chiaro che esso si traduce tra laltro nella formazione di negazioni multiple che, pur rimanendo sul piano dellazione, costruiranno lorigine di astrazioni destinate a svolgere in seguito il loro ruolo nella laboriosa costruzione delle negazioni concettualizzate.

Le regolazioni percettive
Sin dai livelli sensomotori le costruzioni strutturali in gioco procedono mediante compensazioni sempre pi raffinate: concettualizzazione dellazione vera e propria. Osservabili relativi alle attivit del soggetto presuppongono anche una percezione adeguata: dunque necessario riesaminare la questione delle regolazioni percettive per stabilire se queste ultime siano sufficienti a spiegare le prime, o al contrario, non possono riuscirvi. Il fatto che esista unequilibrazione percettiva, e di conseguenza un gioco di regolazioni proprie a questo campo, dimostrato dallesistenza di certi apprendimenti che migliorano la percezione senza dover ricorrere a rinforzi esterni. E dunque da questi fatti che bisogna partire. Lesplorazione durevole di una medesima configurazione percettiva attenua le deformazioni per una specie di compensazione spontanea (poich non vi rinforzo esterno mediante informazioni sui risultati ottenuti). La riduzione delle deformazioni inerenti allinterazione immediata degli elementi in ogni campo di centrazione sarebbe dovuta ad attivit propriamente dette (in questo

caso di esplorazione), comportanti dunque un meccanismo regolatore. Ma queste regolazioni si sviluppano con let. I soggetti pi giovani scelgono male i loro punti di fissazione, e dunque sanno esplorare in maniera relativamente poco sistematica una configurazione. Lattivit esploratrice migliora con let, oltre alla percezione visiva che registra pi o meno bene ci che guardato, interviene un meccanismo superiore che decide circa la scelta di ci che deve essere centrato dallo sguardo per ottenere la maggiore informazione possibile. Scegliere bene ci che devessere visto. Questo meccanismo o questa guida dipendo dalle strutture dinsieme che si costruiscono nel corso di questa evoluzione, il che significa che provengono dallintelligenza in senso lato. Questa guida delle attivit di esplorazione da parte dellintelligenza presenta anchessa un aspetto di compensazione che rinforza semplicemente quelli dei livelli inferiori. Al livello delle centrazioni ognuna deformante, ma due centrazioni distinte e successive si compensano parzialmente. Al livello medio, lesplorazione percettiva tende a percorrere le parti principali della figura, in modo da ridurre a poco a poco queste deformazioni. Al terzo livello lintervento dellintelligenza consiste dunque semplicemente nello scegliere i punti di compensazione massima, che fornisce la quantit maggiore dinformazione con il minimo possibile di perdite. Ma accanto a queste attivit percettive i cui successi sono relativamente tardivi, ve ne sono altre che si evolvono anche con let, ma che sono di formazione molto pi precoce e presentano sin dallinizio meccanismi compensatori. Si tratta delle costanze percettive della grandezza e della forma ecc. Queste costanze si costituiscono sin dal periodo sensomotorio. Bisogna ammettere una certa convergenza tra i meccanismi compensatori che intervengono nella formazione delle costanze percettive e quelli nella costituzione delle conservazione operatorie. Le conservazioni non derivano dalle costanze. Le ragioni di questo sta nel fatto che le conservazioni sono inerenti alle trasformazioni delloggetto stesso, mentre le costanze non si fondano che sulle modificazioni di posizione o di distanza tra il soggetto e loggetto. Le correzioni compensatrici possono dunque essere effettuate per via di regolazione percettiva, mentre questultima non sarebbe sufficiente a compensare una modificazione reale degli oggetti. Lintelligenza prima o poi chiamata a complementare la percezione poich per il soggetto si tratta costantemente di sapere che cosa guardare per raggiungere una certa oggettivit e ridurre le deformazioni percettive: per compiere interamente la sua funzione di regolazione una percezione

non guidata rimane insufficiente. Lintelletto pu inoltre guidare fino a fornire alle attivit percettive metodi di esplorazione che queste non avrebbero trovato da sole: lattivit di metter in relazione che permette di percepire lorizzontalit o la verticalit duna linea retta; relazioni tra transitivit operatoria e la trasposizione percettiva; percezione delle configurazioni seriali. Abbiamo dunque bisogno di : percezione+intelligenza. Le regolazioni e compensazioni percettive rimangono insufficienti per ottenere una registrazione completa degli osservabili.

Le regolazioni della rappresentazione spaziale


Quando lo spazio sensomotorio e lo spazio percettivo cominciano ad essere completati a un nuovo livello dallo spazio rappresentativo, si costata con qualche sorpresa che alle coordinazioni sensomotorie gi precise che intervengono nelle condotte strumentali degli spostamenti non corrisponde ancora nulla di simile nelle prime rappresentazioni spaziali, dunque a livello della concettualizzazione verbale o anche grafica: le uniche caratteristiche che vi appaiono sono quelle topologiche dinclusione, di continuit, di prossimit e separazione, di limite e dinizio dellordine. Il primo problema di equilibrazione e di regolazione che solleva la costruzione dello spazio rappresentativo quello di comprendere il perch del primato dei fattori topologici in termini di perturbazioni e compensazioni. Bisogna cominciare col ricollocare la rappresentazione spaziale nellinsieme dei processi che caratterizzano gli inizi dellassimilazione concettuale. A questo riguardo un oggetto viene definito riconoscendone le diverse caratteristiche di utilizzazione o di consistenza, colore, forma ecc., che permettono di applicare ad esso lo schema. In questa situazione le perturbazioni sono costituite dalle qualit impreviste, delle differenze ecc., che hanno bisogno di un accomodamento troppo grande, e la compensazione consiste nello scartare gli ostacoli o nell'integrarli nella misura del possibile. Le prime condizioni perch un oggetto si mostri assimilabile sono che esso sia consistente, continuo nel tempo e nello spazio, che le sue parti siano compatibili, che sia isolabile e accessibile

alla manipolazione ecc., tutte propriet di natura molto generale e che intervengono prima che il soggetto sinteressi alla forma in quanto tale e che consideri cos gli attributi spaziali delloggetto indipendentemente dagli altri. Le prime forme utilizzate saranno quelle che qualificano loggetto in s stesso e queste forme forniranno le migliori compensazioni alle alterazioni perturbatrici di qualunque genere. E essenziale che loggetto formi un tutto. Vi dunque una compensazione per annullamento delle caratteristiche percettibili e anche percepite. Le regolazioni che portano dagli schemi topologici allo spazio euclideo sono dunque molto progressive. La prima, che ancora di natura topologica, ma costituisce la transizione ai livelli successivi, porta a distinguere lo schema fondamentale di ordine da quelli di prossimit. Queste regolazioni dordine si completano, daltro lato, con suddivisioni che risultano dalla sintesi delle prossimit e delle separazioni, e che risolvono nellintroduzione delle separazioni allinterno di un continuo per distinguerne e ordinarne i settori. Ma questa suddivisione preoperatoria non si accompagna ancora per nulla a una conservazione quantitativa del tutto. Dopo questo viene la conquista essenziale dello spazio euclideo e che consiste nella costruzione della retta in quanto conservazione delle direzioni. la nozione di direzione deriva da quella di ordine, poich questultimo sempre orientato secondo una direzione o il suo opposto, e poich la regolazione che trasforma le prossimit in ordini consiste nel mantenere una di queste direzioni opponendola allaltra. Le correzioni regolatrici consistono nel compensare con una modificazione inversa ogni direzione o perturbazione relativamente alla direzione del fine, in modo da conservare da un capo allaltro la medesima direzione. Limitazioni: per il fatto che la retta allinizio si fonda semplicemente sullordine e sulla direzione, la lunghezza della retta non pu essere valutata che in funzione del suo punto darrivo, cio secondo un criterio di frontiera in parte topologico. Rimangono gli spostamenti, ma anche questi derivano da una costruzione ordinale, poich sono cambiamenti di ordine in rapporto alle posizioni di partenza. Ora, a loro volta, essi comportano compensazioni, che svolgeranno in seguito un loro ruolo nella costruzione della conservazione delle lunghezze e delle superfici: il posto lasciato libero compensato dalla nuova posizione della figura spostata; in altri termini, in ogni spostamento laddizione di spazio occupato al termine

compensa la sottrazione di questo spazio allinizio. Vi una vasta costruzione dello spazio proiettivo e della concettualizzazione delle prospettive. Rispetto alle compensazioni chiamate a vincere le perturbazioni costituite da questi cambiamenti di posizione, le perturbazioni non riguardano pi soltanto le posizioni occupate da un mobile invariante, ma anche le modificazioni di forma o di grandezza apparente alloggetto in quanto tale. Nel caso dun cambiamento di prospettiva per un oggetto che ruota su s stesso, le parti delloggetto che scompaiono dal quadro (visivo) o si spostano in secondo piano sono compensate da quelle che compaiono o che si spostano in primo piano; in caso di semplice allontanamento, ci che si perde in grandezza apparente degli oggetti viene compensato dal numero di oggetti nuovi contenuti nel quadro che mantiene invariate le sue dimensioni. Intorno ai nove-dieci anni la rappresentazione dello spazio giunge a due tipi di acquisizioni: dal punto di vista euclideo, la generalizzazione della misura a tre dimensioni conduce alla costituzione di un sistema generale di riferimenti o coordinate ortogonali naturali, e dal punto di vista proiettivo il soggetto giunge a prevedere i cambiamenti dovuti alla prospettiva per diversi oggetti contemporaneamente. Nuove costruzioni sono provocate da processi compensatori (coordinate). Il sistema delle coordinate, nato dalla generalizzazione delle misure a due o a tre dimensioni, ha la capacit di tener conto dei riferimenti immobili e delle compensazioni del medesimo genere della precedente. A partire dalle strutture topologiche iniziali fino a queste condotte superiori, ogni costruzione spaziale si orienta sin dallinizio nel senso di una compensazione, dato che ogni nuovo problema sorge in occasione di una perturbazione relativa agli schemi del livello precedente. Inoltre, queste perturbazioni e le loro compensazioni seguono proprio lordine delle condotte descritte: compensazioni per modificazione inversa o annullamento, ai livelli inferiori: poi compensazione per integrazione progressiva della perturbazione, facendo diventare questultima una delle variazioni del sistema; infine, compensazione per simmetria, il che fa permanere queste variazioni e le loro inverse al rango di operazioni propriamente dette. Uno degli aspetti fondamentali di questo passaggio dalle condotte alfa a quelle gamma linteriorizzazione delle negazioni, inizialmente imposte dallesterno, poi integrate sotto forma di variazioni in pi o in meno, e infine sotto la forma delle operazioni inverse proprie delle strutture operatorie.