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LA NOZIONE DI SOCIET Le societ sono organizzazione di persone e di mezzi create per lesercizio in comune di unattivit produttiva; sono le strutture

organizzative tipiche, anche se non esclusive, previste dallordinamento per lesercizio dellimpresa collettiva Il legislatore nazionale offre a disposizione dellautonomia otto tipi di societ: tre tipi sono definite societ di persone (la societ semplice, la societ in nome collettivo, la societ in accomandita semplice); altri tre tipi sono definite societ di capitali (la societ per azioni, la societ in accomandita per azioni, la societ a responsabilit limitata); poi ci sono la societ cooperativa e le mutue assicuratrici. A questi si aggiungono altri due tipi, regolati dal diritto comunitario: la societ europea e la societ cooperativa europea. I tipi di societ sono diversi, ma la nozione unica, ed fissata dal 2247 c.c.: Con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o servizi per lesercizio in comune di un'attivit economica allo scopo di dividerne gli utili. Essa include diversi elementi: CONTRATTO DI SOCIET Le societ sono enti associativi a base contrattuale: esse nascono dallaccordo di due o pi parti per costituire e regolare fra loro un rapporto giuridico a contenuto patrimoniale (1321) Eccezioni: prevista la possibilit di costituzione di societ da parte di una sola persona e quindi con atto non contrattuale per le societ a responsabilit limitata e per le societ per azioni. Sotto il profilo contrattuale, le societ possono essere inquadrate nella pi ampia categoria dei contratti associativi o con comunione di scopo che si differenziano dai contratti di scambio. le prestazioni di ciascuna parte possono anche essere di natura diversa e di diverso ammontare ma sono tutte finalizzate alla realizzazione di uno scopo comune e tutte trovano il loro corrispettivo nella partecipazione ai risultati dellattivit comune il contratto associativo un contratto plurilaterale ed aperto il contratto associativo un contratto di organizzazione di una futura attivit: la sua attuazione non si esaurisce con lesecuzione delle prestazioni (i conferimenti) in quanto esso fissa le basi organizzative della futura attivit comune e predetermina le modalit di partecipazione individuale allattivit di gruppo ed ai risultati di essa; dal contratto di societ nascono quindi fra le parti contraenti situazioni strumentali, non situazioni finali. CONFERIMENTI I conferimenti sono le prestazioni cui le parti del contratto di societ si obbligano. Essi costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della societ; la loro funzione quella di dotare la societ del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dellattivit dimpresa E coessenziale allessenza stessa della societ che tutti i soci partecipino al rischio dellimpresa comune, ma diversi possono essere da socio a socio sia loggetto sia lammontare del conferimento. Quanto alloggetto dei conferimenti, il 2247 stabilisce che essi possono essere costituiti da beni e da servizi, quindi pu costituire oggetto di conferimento ogni entit suscettibile di valutazione economica che le parti ritengono utile o necessaria per lo svolgimento della comune attivit dimpresa. Ma questo ampio principio va tuttavia coordinato con la disciplina dei conferimenti dettata per i singoli tipi di societ: esso trova piena applicazione solo nelle societ di persone e nelle s.r.l. (per quanto riguarda le altre societ di capitali e le societ cooperative per azioni stabilito che non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni dopera o di servizi) Il patrimonio sociale il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla societ; esso inizialmente costituito dai conferimento eseguiti o promessi dai soci, successivamente subisce continue variazioni qualitative e quantitative in relazione alle vicende economiche della societ. La consistenza del patrimonio sociale accertata periodicamente con la redazione del bilancio di esercizio. Si definisce patrimonio netto la differenza positiva fra attivit e passivit.

Lattivo patrimoniale costituisce la garanzia principale od esclusiva dei creditori della societ (a seconda che delle obbligazioni sociali rispondano anche i soci col proprio patrimonio o si sia in un tipo di societ nel quale per le obbligazioni sociali risponde solo la societ col proprio patrimonio). Il capitale sociale nominale una cifra che esprime il valore in denaro dei conferimenti quale risulta dallatto costitutivo della societ. Esso rimane immutato nel corso della vita della societ fin quando con modifica dellatto costitutivo non se ne decide laumento (ad es., per nuovi conferimenti) o la riduzione (ad es., per perdite subite): esso quindi un valore storico Il capitale sociale nominale assolve due funzioni: - funzione vincolistica: la cifra del capitale sociale indica lammontare dei conferimenti dei soci e quindi il valore delle attivit che i soci si sono impegnati a non distrarre dallattivit dellimpresa e che perci non possono liberamente ripartirsi per tutta la durata della socit; esso la frazione (quota ideale) del patrimonio netto non distribuibile fra i soci e perci assoggettata ad un vincolo di stabile destinazione allattivit sociale (c.d. capitale reale): - funzione organizzativa: il capitale sociale nominale termine di riferimento per accertare periodicamente se la societ ha conseguito utili od ha subito perdite: vi un utile se dal bilancio risulta che le attivit superano le passivit aumentate del capitale sociale nominale, vi una perdita in caso contrario; inoltre nelle societ di capitali svolge anche da base di misurazione di alcune situazioni soggettive dei soci, sia di carattere amministrativo (diritto di voto) sia di carattere patrimoniale (diritto agli utili ed alla quota di liquidazione): questi diritti spettano a ciascun socio in misura proporzionale alla parte del capitale sociale sottoscritto. ESERCIZIO IN COMUNE DI UNA ATTIVITA ECONOMICA (c.d. scopo-mezzo) Per oggetto sociale si intende la specifica attivit economica che i soci si propongono di svolgere; esso deve essere predeterminato nellatto costitutivo della societ ed modificabile con losservanza delle norme che regolano le modificazioni dellatto costitutivo. In ogni societ loggetto sociale deve consistere nello svolgimento di unattivit produttiva: unattivit condotta con metodo economico e finalizzata alla produzione od allo scambio di beni o servizi, di una attivit che in sintesi presenta i caratteri propri dellattivit dimpresa. Essenziale per aversi societ che inoltre che lattivit produttiva sia esercitata in comune; perch unattivit economica possa definirsi comune a pi soggetti certamente necessario che essa sia preordinata alla realizzazione di un risultato unitario e comune, di un risultato cio giuridicamente imputabile al gruppo in quanto tale, prima che ai singoli membri del gruppo stesso, in modo che tutti siano partecipi del risultato positivo o negativo della medesima attivit; inoltre necessario che i singoli atti di impresa siano prodotti secondo modalit che ne consentano limputazione al gruppo unitariamente considerato Lattivit delle societ presenta di regola tutti i caratteri propri dellattivit dimpresa: attivit produttiva ed attivit che normalmente esercitata in modo professionale e organizzato. Ma ammissibile la figura della societ senza impresa? - Societ occasionali: lart. 2247 non fa cenno al requisito della professionalit ed quindi legittimo ritenere che lesercizio in comune di una attivit economica non professionale (occasionale) sufficiente per dar vita ad una societ; si tratta delle ipotesi, di marginale rilievo e di limitato riscontro pratico, in cui si in presenza di esercizio in comune di attivit oggettivamente non durature, di unattivit cio che si esaurisce nel compimento di pochi atti elementari e coordinati, che non richiedono la predisposizione di alcun apparato produttivo oggettivamente apprezzabile. - Societ fra professionisti: lattivit dei professionisti intellettuali attivit economica (produttiva di servizi intellettuali), ma non legislativamente considerata attivit dimpresa e quindi una societ fra professionisti per lesercizio in comune della loro attivit darebbe vita ad una societ senza impresa; ma la possibilit stessa dellesercizio in forma societaria delle professioni intellettuale controversa, controversa lammissibilit delle societ fra professionisti.

La nozione di societ non offre indicazioni preclusive in quanto in essa si parla di attivit economica e non di attivit dimpresa; ma lart 2247 va coordinato con altre disposizioni: - con le nome del C.C. che regolano lesercizio delle professioni intellettuali dalle quali emerge con chiarezza il carattere rigorosamente personale della prestazione, imposto dal 2232 al prestatore dopera il che non si concilia con lesercizio della professione da parte di un ente impersonale quale una societ. - Con la legge 1939/1815 Articolo 1: Le persone che, munite dei necessari titoli di abilitazione professionale, ovvero autorizzate all'esercizio di specifiche attivit in forza di particolari disposizioni di legge, si associano per l'esercizio delle professioni o delle altre attivit per cui sono abilitate o autorizzate, debbono usare, nella denominazione del loro ufficio e nei rapporti coi terzi, esclusivamente la dizione di studio tecnico, legale, commerciale, contabile, amministrativo o tributario, seguito dal nome e cognome, coi titoli professionali, dei singoli associati Articolo 2: "E' vietato costituire, esercire o dirigere, sotto qualsiasi forma diversa da quella di cui al precedente articolo (studio associato n.d.r.), societ, istituti, uffici, agenzie od enti, i quali abbiano lo scopo di dare ... prestazioni di assistenza o consulenza in materia tecnica, legale, commerciale, amministrativa, contabile o tributaria." In base a questo quadro normativo in giurisprudenza prevaleva la soluzione negativa: non ammissibile la societ fra professionisti con la conseguenza della nullit delle societ per violazione di norme imperative. Ma la realt spingeva verso esigenze opposte. Nel 1997 con la legge n. 266 si abrogato lart 2 della legge 1815/1939 e nel contempo si conferito al Ministro della Giustizia il potere di fissare con proprio decreto i requisiti per lesercizio in forma societaria delle attivit previste dallart 1; ma nel maggio del 1998 il Governo ha rinunciato ad emanare il regolamento sulle societ fra professionisti, affidando la definizione della disciplina d una legge delega. Quindi (con leccezione della societ di avvocati) rimane irrisolto linterrogativo se sia consentita la costituzione di societ fra professionisti. Occorre innanzi tutto distinguere dalla societ fra professionisti altri fenomeni associativi o societari che vedono coinvolti i professionisti ma che non ricadono nellapplicazioni delle norme di cui sopra e che quindi sono senzaltro ammissibili validi: - assunzione congiunta di un incarico da parte di pi professionisti: non si ha societ perch ciascun professionista si impegna nei confronti del cliente ad eseguire personalmente una propria prestazione intellettuale, sia pure coordinando il proprio operato con quello del collega e quindi si in presenza di distinte attivit professionali coordinate e non di un'unica attivit esercitata in comune. - c.d. societ di mezzi: societ costituita da professionisti per lacquisto e la gestione in comune di beni strumentali allesercizio individuale delle rispettive professioni che perfettamente lecita svolgendo una attivit dimpresa (produzione di servizi) e non attivit intellettuale. - societ di servizi che offrono sul mercato un prodotto complesso: per la realizzazione del prodotto sono necessarie anche prestazioni professionali dei soci e di terzi, prestazioni che per hanno carattere strumentale e servente rispetto al servizio unitario offerto dalla societ, che non si identifica quindi con quello tipico di nessuna delle professioni intellettuali (societ di ingegneria, societ di elaborazione elettronica di dati contabili) Vere e proprie societ fra professionisti sono quindi quelle societ che hanno come oggetto unico ed esclusivo lesercizio in comune dellattivit professionale agli stessi riservata per legge; gli incarichi professionali sono assunti dalla societ ed la societ che giuridicamente si obbliga ad eseguire le relative prestazioni professionali, sia pure attraverso i propri soci a loro volta obbligati verso la comune societ a prestare la propria attivit intellettuale. Il problema di ammissibilit si pone solo per le professioni protette; per le professioni non protette si ammette che la forma societaria possa essere utilizzata senza limitazioni, ma necessaria una precisazione: chi svolge una professione non protetta pu a che operare derogando alle regole fissate per il contratto dopera intellettuale (art 2232), ma cosi facendo la sua prestazione non pi giuridicamente qualificabile come prestazione dopera intellettuale ed egli diventa un comune produttore di servizi e al pari di ogni produttore di servizi acquister la qualit di imprenditore commerciale. In breve non si ha societ senza impresa!

Riguardo le professioni protette, la giurisprudenza monolitica nel negare la liceit delle societ ritenute in contrasto sia con la legge 1815/1939 sia con la disciplina dettata del Codice Civile Il carattere personale rigorosamente personale della prestazione imposto dallart 2232 non conciliabile con lesercizio della professione da parte di un ente impersonale qual una societ. Lesercizio in comune di una attivit, attraverso la creazione di un centro di imputazione unitario dei rapporti giuridici, comporta inevitabilmente la spersonalizzazione delle prestazioni professionali e impedisce che le stesse possano essere giuridicamente riferite ai soci professionisti che le hanno effettivamente eseguite alterando inevitabilmente a che il regime della responsabilit professionale, dato che il contratto dopera intellettuale viene stipulato con la societ e non con i soci professionisti. Quindi per rendere lecita la societ fra professionisti protetti non sufficiente labrogazione dellart 2 della legge 1815/1939, ma necessario che il legislatore definisca anche uno specifico statuto delle societ fra professionisti, in modo da conciliare lesercizio in forma societaria con il rispetto del principio della personalit della prestazione e di quello della diretta responsabilit del professionista nei confronti del cliente La societ fra avvocati stata introdotta dal d. lgs. 96/2001. Oggetto sociale. Essa ha per oggetto esclusivo lesercizio in comune dellattivit professionale di rappresentanza, assistenza, difesa in giudizio e consulenza svolta dai propri soci; la societ pu inoltra acquistare beni e diritti strumentali allesercizio della professione e compiere qualsiasi attivit diretta a tale scopo. Disciplina. E regolata dalle norme della s.n.c. ove non diversamente disposto dalla relativa disciplina speciale. Soci. Tutti i soci debbano essere in possesso del titolo di avvocato e non consentita la partecipazione ad altra societ di avvocati. Ragione sociale. Agisce sotto una ragione sociale costituita dal nome e dal titolo professionale di tutti i soci, ovvero di uno o pi soci seguito dalla locuzione altri; deve inoltre contenere lindicazione in forma abbreviata di societ tra professionisti (s.t.p.) Costituzione. Vale la disciplina dettata per le s.n.c., ma la societ fra avvocati iscritta in una sezione speciale del registro delle imprese relativa alle societ fra professionisti (liscrizione ha solo funzione di certificazione anagrafica e di pubblicit notizia) Invalidit. Le cause di invalidit sono quelle previste dalla disciplina generale dei contratti, mentre per gli effetti dettata una disciplina speciale: - la dichiarazione di nullit o la pronuncia di annullamento non pregiudicano lefficacia degli atti compiti in nome della societ - resta ferma le responsabilit personale dei soci per le obbligazioni anteriori - la sentenza di nullit o annullamento nomina uno o pi liquidatori, dando cosi avvio ad un procedimento di liquidazione della societ che porter allestinzione della stessa dopo aver soddisfatto i creditori sociali e ripartito fra i soci leventuale residuo attivo di liquidazione - linvalidit non pu essere pronunciata se la causa di essa stata eliminata per effetto di una modifica dellatto costitutivo iscritta nel registro delle imprese La societ fra avvocati non soggetta a fallimento, poich essa non svolge attivit di impresa. Incarichi professionali. Lamministrazione della societ non pu essere affidata a terzi e lincarico professionale conferito alla societ pu essere eseguito solo da uno o pi soci in possesso degli specifici requisiti prescritti per lesercizio dellattivit professionale richiesta; inoltre il cliente ha diritto di chiedere che lesecuzione dellincarico conferito alla societ sia affidata ad uno o pi soci da lui scelti; in difetto di scelta la societ deve comunicare per iscritto al cliente il nome del socio o dei soci incaricati, prima dellinizio dellesecuzione del mandato Responsabilit professionale. Solo il socio o i soci incaricati sono personalmente ed illimitatamente responsabili per lattivit professionale svolta in esecuzione dellincarico. Con essi risponde (in solido) la societ col proprio patrimonio. Tuttavia delle obbligazioni derivanti dallattivit professionale svolta da uno o pi soci sono responsabili illimitatamente e solidalmente tutti i soci qualora la societ ometta di comunicare il nome dellavvocato incaricato. SCOPO DI DIVISIONE DEGLI UTILI (c.d. scopo-fine)

Lart 2247 enuncia solo uno dei possibili scopi del contratto di societ: lo scopo di divisione degli utili (scopo lucrativo) Le societ di persone e le societ di capitali vengono definite societ lucrative, perch costituite tipicamente per svolgere attivit di impresa con terzi allo scopo di conseguire utili (lucro oggettivo) destinati ad essere poi divisi tra i soci (lucro soggettivo). Le societ cooperative invece devono perseguire per legge lo scopo mutualistico, cio fornire direttamente ai soci beni, servizi od occasioni di lavoro a condizioni pi vantaggiose di quelle che i soci stessi otterrebbero sul mercato, in poche parole fornire ai soci un vantaggio patrimoniale diretto, che si produce nelle sfere individuale dei singoli soci per effetto di distinti rapporto di scambio instaurati con limpresa cooperativa Tutti i tipi di societ, tranne la societ semplice, possono essere usati anche per la realizzazione di uno scopo consortile: particolare vantaggio patrimoniale degli imprenditori consorziati che consiste nella sopportazione di minori costi o nella realizzazione di maggiori guadagni nelle rispettive imprese. Il dato comune a questo tre tipi di societ lautodestinazione dei risultati: le societ sono enti associativi che operano con metodo economico e per la realizzazione di un risultato economico a favore esclusivamente dei soci, sono un fenomeno essenzialmente egoistico. Societ = Associazioni del I libro La linea di confine fra societ ed associazioni risiede nellautodestinazione in membri del gruppo (scopo lucrativo in senso soggettivo) o nelleterodestinazione (scopo ideale) dei risultati economici dellattivit. Quindi incompatibile con lo schema causale della associazioni solo lo scopo di lucro in senso soggettivo, non lo svolgimento di una attivit di impresa n la realizzazione di utili (lucro oggettivo) attraverso tale attivit Ma questa linea di confine rigida? E vietato ai gruppi associativi che esercitano una attivit di impresa con scopo ideale di costituirsi in forma di societ? Forte la tendenza dei gruppi associativi con scopo ideale a servirsi del pi comodo ed agibile strumento della societ ricorrendo allespediente di dichiarare nellatto costitutivo una attivit economica ed uno scopo lucrativo che poi in fatto non vengono perseguiti. Ma queste forme di utilizzazione anomala dellistituto societario on possono essere considerate legittime se non nei casi espressamente previsti dalla legge. Una vistosa deroga al principio di lucrativit delle societ prevista dalla nuova disciplina sullImpresa Sociale: di definiscono imprese sociali tutte le organizzazioni private che esercitano senza scopo di lucro e in via stabile e principale attivit dimpresa al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi di utilit sociale. Tali sono i beni o i servizi che ricadono in alcuni settori tassativamente indicati dalla legge (es. assistenza sociale e sanitaria; educazione, istruzione, formazione; tutela dellambiente e turismo sociale). Le finalit di interesse generale realizzate dalle imprese sociali vengono favorite dal legislatore con privilegi sul piano civilistico: - possibilit di poter usufruire di qualsiasi forma di organizzazione privata e quindi anche della forma societaria (restando fermo il divieto di distribuzione degli utili) - possibilit di limitare a certe condizioni la responsabilit patrimoniale dei soci anche quando il tipo societario prescelto prevedrebbe la responsabilit personale ed illimitata di costoro per i debiti sociali Scattano inoltre una serie di particolarit e vincoli fissati dalla legge Le imprese sociali sono soggette alla vigilanza del Ministero del lavoro. Esso dispone la perdita della qualifica, se riscontra il venir meno delle condizioni per il riconoscimento o violazioni della relativa disciplina. Societ e comunione

Art. 2248 Comunione a scopo di godimento: La comunione costituita o mantenuta al solo scopo del godimento di una o pi cose regolata dalle norme del Titolo VII del Libro III (1100 e seguenti) Il legislatore con questo articolo ha voluto fissare il principio che il regime patrimoniale delle societ applicabile soltanto quando i beni sono destinati allo svolgimento di una attivit di impresa, quando invece lo scopo perseguito solo quello di godere i beni messi in comune, la disciplina applicabile e resta quella della comunione. In brave, larticolo pu e deve essere letto nel senso che sono vietate le societ di mero godimento, in quanto esse costituiscono un abuso dellistituto societario e un abuso a danno dei creditori personali del comproprietari. Precisazione: vietate sono solo le societ di mero godimento, mentre non vie incompatibilit gra godimento dei beni e attivit produttiva: la stessa attivit pu costituire nel contempo godimento dei beni preesistenti e attivit produttiva di nuovi beni o servizi (ex societ immobiliare che ha per oggetto la gestione di un albergo, utilizzando limmobile conferito dai soci) Sono illegittime dunque le societ immobiliari di comodo, nelle quali il patrimonio attivo costituito solo dagli immobili conferiti dai soci e la cui attivit si esaurisce nel concedere tali immobili in locazione a terzi o agli stessi soci, senza produrre e fornire agli uni o agli altri alcun servizio collaterale. Differenze tra societ e comunione La societ un contratto che ha per oggetto lesercizio in comune di una attivit economica (produttiva), neutre la comunione una situazione giuridica che sorge quando la propriet o altro diritto reale spetta in comune a pi persone e che ha per oggetto il semplice godimento delle cosa comune, secondo la sua normale destinazione economica In entrambi gli istituti previsto lo svolgimento di una attivit a contenuto patrimoniale nellinteresse comune, attraverso una organizzazione di gruppo, ma profondamente diversi sono il rapporti beni-attivit e i poteri dellorganizzazione: - nella societ i beni comuni (patrimonio sociale) hanno funzione servente rispetto allattivit di impresa, nel senso che sono un mezzo per il suo svolgimento e lorganizzazione di gruppo investita dei pi ampi poteri di disposizione sul patrimonio sociale - nella comunione lattivit che svolge una funzione servente rispetti ai beni, nel senso che essa un mezzo per assicurare la conservazione della cosa comune e consentirne il migliore godimento individuale da parte dei comproprietari; entro tali limiti sono rigorosamente circoscritti i poteri dellorganizzazione dei comproprietari (assemblea-amministartore) Profondamente diversi anche il regime patrimoniale dei beni: i beni facenti parte di un patrimonio sociale sono affetti da un vincolo di stabile destinazione allo svolgimento dellattivit di impresa, mente tale vincolo assente nella comunione E diversa anche la tecnica con cui il legislatore realizza tale vincolo: Nelle societ: - il singolo socio non pu liberamente servirsi delle cose appartenenti al patrimonio sociale per fini estranei allo svolgimento dellattivit dimpresa - il singolo socio non pu liberamente provocare a sua discrezione lo scioglimento anticipato della societ e la conseguente divisione del patrimonio sociale - i creditore personali dei soci non possono soddisfarsi sul patrimonio sociale Nella comunione: - ciascun proprietario pu liberamente servirsi della cosa comune, purch non ne alteri la normale destinazione e non impedisca agli altri comproprietari di farne parimenti uso secondo il loro diritto - ciascuno dei comproprietari pu in ogni momento chiedere lo scioglimento della comunione, ponendo fine allo stato di compropriet - i creditori personali dei singoli proprietari possono liberamente aggredire la cosa comune per soddisfare il proprio credito Societ o comunione di impresa? Quando si in presenza di un bene produttivo (fondo rustico) o di pi beni produttivi (azienda), cio di beni il cui godimento presuppone lo svolgimento di una attivit produttiva, la loro utilizzazione da

parte dei comproprietari determina linstaurarsi fra gli stessi di un rapporto societario o si resta nel campo della comunione? Lelemento scriminante la presenza o meno di unattivit comune di impresa. Si resta nel campo della comunione quando due comproprietari di una azienda ne godono lutilit dandola in affitto ad un terzo, oppure nellipotesi di godimento ternario; si da vita ad una societ se i due comproprietari decidono di gestirla in comune: si tratta di una societ di fatto regolata dalle norme della s.n.c. irregolare Quindi necessario e sufficiente perch una comunione (volontaria od incidentale) si trasformi in societ di fatto che i comproprietari si servano dei beni relativi per lesercizio di una comune attivit di impresa. Limpresa coniugale = figure speciale di comunione (impresa collettiva senza autonomia patrimoniale) introdotta dalla riforma del diritto di famiglia. Art. 177 Oggetto della comunione: Costituiscono oggetto della comunione: le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio Limpresa coniugale certamente unimpresa collettiva e nulla vieta ai coniugi di costituire una societ per il relativo esercizio, ma nel silenzio non si crea una societ di fatto ed applicabile la disciplina propria della comunione familiare, sia per quanto riguarda la gestione dellimpresa comune, sia per quanto riguarda il regime patrimoniale. I creditori dimpresa possono soddisfarsi su tutti i beni della comunione legale alla pari con tutti gli altri creditori; possono inoltre aggredire il patrimonio personale di ciascun coniuge, ma solo nella misura di met del credito, in via sussidiaria e solo se i beni della comunione non sono sufficienti a soddisfare i debiti sulla stessa gravanti. I creditori particolare del singolo coniuge possono soddisfarsi direttamente sui beni della comunione legale e quindi a che sui beni aziendali, ma solo fino al valore corrispondente alla quota del coniuge loro debitore e purch i beni personali di questo non siano sufficienti a soddisfarli. I TIPI DI SOCIET Le societ formano un sistema composto da una pluralit di modelli organizzativi, ciascuno dei quali costituisce una diversa combinazione di risposte legislative ai problemi di carattere organizzativo che riguardano lordinamento interno della societ e i rapporti fra societ e terzi; tuttavia gli otto tipi di societ possono essere aggregati in categorie omogenee sulla base di alcuni fondamentali criteri di organizzazione. Scopo istituzionale perseguibile - societ lucrative - societ mutualistiche: societ cooperative mutue assicuratrici Natura della attivit esercitabile - Societ semplice: utilizzabile solo per lesercizio di una attivit non commerciale - Societ commerciale: tutte le altre possono esercitare attivit sia commerciale sia non com. Regime di responsabilit per le obbligazioni sociali - Societ nella quali rispondono sia il patrimonio sociale sia i soci personalmente ed illimitatamente, in modo inderogabile (s.n.c.) o con possibilit di deroga patrizia per i soci non amministratore (societ semplice) - Societ, come laccomandita templi e per azioni nella quali coesistono istituzionalmente soci a responsabilit illimitata (accomandatari) e soci a responsabilit limitata (accomandanti) - Societ nelle quali risponde di regola solo la societ (societ per azioni, s.r.l., societ coop.) Si distingue anche tra societ dotate di personalit giuridica (societ di capitali: s.p.a., societ in accomandita per azioni e s.r.l.; societ cooperative) e societ prive di personalit giuridica (societ di persone: societ semplice, s.n.c., s.a.s.).

Nelle societ di capitali, in quanto societ con personalit giuridica: prevista ex lege ed inderogabile (tranne che per la s.r.l.) unorganizzazione di tipo corporativo, cio basata sulla presenza di una pluralit di organi (assemblea, organo di gestione e organo di controllo); gli organi sociali funzionano secondo il principio maggioritario; in particolare le maggioranze assembleari sono calcolare in base alla partecipazione di ciascun socio al capitale sociale. il singolo socio in quanto tale non ha poteri diretti di amministrazione e di controllo (a parte la s.r.l.): ha solo il diritto di concorrere, col suo voto in assemblea, alla designazione dei membri dellorgano amministrativo e di controllo. Inoltre il suo peso in assemblea proporzionato allammontare del capitale sociale sottoscritto, cio determinato secondo un criterio capitalistico: ne deriva che la partecipazione sociale di regola cedibile Nelle societ di persone (prive di personalit giuridica) invece: non prevista unorganizzazione basata sulla presenza di una pluralit di organi; il modello organizzativo riconosce ad ogni socio a responsabilit illimitata il potere di amministrare la societ, e per contro richiede di regola il consenso di tutti i soci per le modifiche dellatto costitutivo; ogni socio a responsabilit illimitata in quanto tale investito del potere di amministrazione e di rappresentanza della societ, indipendentemente dallammontare del capitale conferito; accentuato il rilievo della persona dei soci e il reciproco rapporto fiduciario fra gli sci stessi: ne consegue che la partecipazione sociale di regola trasferibile solo col consenso degli altri soci. Personalit giuridica e autonomia patrimoniale Le societ di capitali e le societ cooperative, in quanto persone giuridiche, sono trattate come soggetti di diritto formalmente distinti dalle persone dei soci: la societ posta in una posizione di alterit soggettiva rispetto ai soci e gode di una piena e perfetta autonomia patrimoniale. Il patrimonio sociale reso autonomo rispetto a quello dei soci e quello dei soci reso autonomo rispetto a quello della societ. Ma personalit giuridica non implica e sempre e cmq irresponsabilit dei soci; responsabili per legge, anche se in via sussidiaria sono: lunico azionista o lunico quietista di s.r.l. e i soci accomandatari della societ in accomandita per azioni Alle societ di persone il legislatore nega formalmente la personalit giuridica, ma tutela i creditori sociali ed incentiva i soci con specifiche disposizioni che rendono il patrimonio della societ autonomo rispetto a quello dei soci - i creditori personali dei soci non possono aggredire il patrimonio della societ per soddisfarsi; possono solo far valere i loro diritti sugli utili spettanti al proprio debitore e compiere atti conservativi sulla quota dello stesso. Questo principio subisce una deroga nella societ semplice dove al creditore personale concesso di ottenere la liquidazione della quota del socio debitore qualora i suoi beni siano insufficienti. - i creditori della societ non possono aggredire direttamente il patrimonio personale dei soci illimitatamente responsabili: devono prima tentare di soddisfarsi sul patrimonio della societ e solo dopo aver infruttuosamente escusso il patrimonio sociale potranno agire nei confronti dei soci (responsabilit sussidiaria) Tuttavia, la distinzione formale societ-soci si esaurisce sul terreno oggettivo (autonomia patrimoniale), ovvero da ritenersi che anche le societ di persone sono trattate come centri di imputazione giuridica (soggetti di diritto) distinte dalle persone dei soci? Anche le societ di persone danno vita ad un fenomeno di unificazione soggettiva? Prevalente in passato era la risposta negativa, ma numerosi dati legislativi testimoniano con chiarezza che un fenomeno di soggettivit e presenta anche nelle societ di persone

secondo lart. 2266.1 La societ acquista diritti e assume obbligazioni per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza e sta in giudizio nella persona dei medesimi ed quindi la societ che diventa titolare dei diritti e delle obbligazioni relative al pari di un qualsiasi altro soggetto di diritto secondo lart. 2659 la trascrizione degli acquisti immobiliari effettuata anche per le societ di persone al nome della societ (ragione sociale); analoga regola dettata dallart. 2839 per liscrizione delle ipoteche anche le societ di persone hanno un proprio nome e una propria sede Quindi anche le societ di persone sono trattate come autonomi centri di imputazione, come soggetto di diritto distinti dalle persone dei soci: sono dotate di una certa soggettivit giuridica. Corollari: conseguenze di ordine sistematico - anche nelle societ di persone i beni sociali non sono beni in compropriet speciale fra i soci, ma beni in propriet della societ - le obbligazioni sociali non sono obbligazioni personali dei soci ma obbligazione della societ, cui si aggiunge a titolo di garanzia la responsabilit di tutti o do alcuni soci (responsabilit personale dei soci che non qualificabile come responsabilit per debito proprio) - imprenditore la societ non il gruppo dei soci (coimprenditori) Tipi di societ e autonomia privata Art. 2249 Tipi di societ: Le societ che hanno per oggetto l'esercizio di un'attivit commerciale (2195) devono costituirsi secondo uno dei tipi regolati nei Capi III e seguenti di questo Titolo. Le societ che hanno per oggetto l'esercizio di un'attivit diversa sono regolate dalle disposizioni sulla societ semplice, a meno che i soci abbiano voluto costituire la societ secondo uno degli altri tipi regolati nei Capi III e seguenti di questo Titolo. Sono salve le disposizioni riguardanti le societ cooperative (2511 e seguenti) e quelle delle leggi speciali che per l'esercizio di particolari categorie d'imprese prescrivono la costituzione della societ secondo un determinato tipo Coloro che costituiscono una societ possono scegliere fra tutti i tipi di societ se lattivit da esercitare non commerciale, fra tutti i tipi tranne la societ semplice se lattivit da esercitare commerciale. Regimi Residuali: la scelta di un determinato tipo di societ non condizione essenziale per la valida costituzione di una societ, in quanto in mancanza di scelta, si applicano le discipline dei regimi residuali: - se lattivit non commerciale si applica la disciplina della societ semplice, a meno che i soci abbiano voluto costituire la societ secondo uno degli altri tipi. - se lattivit commerciale e le parti non scelgono esplicitamente il tipo, si interpreta il silenzio come implicita opzione per il regime della s.n.c. Scelto il tipo di societ, le parti possono disegnare un assetto organizzativo della loro societ parzialmente diverso da quello risultante dalla disciplina legale del tipo prescelto tramite inserimento di clausole atipiche nellatto costitutivo: i modelli organizzativi fissati dal legislatore per i singoli tipi di societ non sono del tutto rigidi e consentono un parziale adattamento alle esigenze del caso concreto, purch le clausole non contengano pattuizioni che violino aspetti della disciplina legale espressamente dichiarati inderogabili o che devono essere considerati tali perch fissano caratteri essenziali e/o funzionali di quel determinati tipo (ex i regimi di responsabilit per le obbligazioni sociali) inammissibile per la creazione di un tipo di societ del tutto inconsueto e stravagante, che non corrisponde per nome e per caratteri organizzativi ad alcuno dei modelli legislativi previsti (societ atipiche in senso proprio): i tipi di societ costituiscono infatti un numero chiuso Patti parasociali = accordi stipulati dai soci o da alcuni di essi al di fuori dellatto costitutivo, destinati a regolare il loro comportamento nella societ o verso la societ

Sindacati di voto: i soci si impegnano a concordare preventivamente il modo in cui voteranno nelle assemblee della societ Sindacati di blocco: i soci si impegnano a non vendere le loro quote di partecipazione in modo da mantenere omogenea la compagine sociale A differenza della clausole inserite nellatto costitutivo che hanno efficacia reale (vincolano tutti i soci presenti e futuri), i patti parasociali hanno di regola efficacia meramente obbligatoria (vincolano solo gli attuali soci contraenti e non anche i soci futuri) Contratto di societ e organizzazione La societ un contratto, ma nello stesso tempo e sempre forma di organizzazione giuridica di una futura attivit economica: dallatto di autonomia privata che da vita alla societ (societ-contratto) nasce unorganizzazione di persone e di mezzi (societ-organizzazione) destinata a dare attuazione al contratto di societ, attraverso la produzione di una serie indefinita di nuovi atti giuridici in cui si concretizza lesercizio della comune attivit. Il contratto di societ da luogo a situazioni di carattere strumentale, finalizzazte cio allesercizio della comune attivit programmata e alla partecipazione ai risultati economici della stessa; in particolare le parto contraenti acquistano la qualit di soci diventano titolari di una serie articolata di situazioni soggettive di diversa natura, sia attive che passive, distinguibili in due grandi categorie: - situazioni di natura amministrativa, aventi ad oggetto la partecipazione individuale allattivit comune (diritto di voto, potere di amministrare la societ e di rappresentarla di fronte a terzi) - situazioni di natura patrimoniale, aventi ad oggetto la partecipazione individuale ai risultati dellattivit comune, durante la vita della societ ed al momento del suo scioglimento (diritto agli utili ed alla quota di liquidazione, partecipazione alle perdite)

SOCIET PER AZIONI SOCIET A RESPONSABILIT LIMITATA SOCIET IN ACCOMANDITA PER AZIONI SOCIETA DI CAPITALI

SOCIET SEMPLICE SOCIET IN NOME COLLETTIVO SOCIET IN ACCOMANDITA SEMPLICE SOCIETA DI PERSONE

LA SOCIET SEMPLICE LA SOCIET IN NOME COLLETTIVO


Formano la categoria delle societ di persone la societ semplice, la s.n.c. e la s.a.s. La societ semplice (2251-2290)pu esercitare solo attivit non commerciale (pu quindi essere legittimamente impiegata solo per le imprese agricole) La s.n.c. (2291-2312) pu essere usata sia per lesercizio di attivit commerciale, sia per lesercizio di attivit non commerciale; essa in ogni caso soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese con effetti di pubblicit legale; inoltre tutti i soci rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali, e non ammesso patto contrario. La s.a.s. (2313-2324) rispetto alla s.n.c. si caratterizza per avere dei soci: - accomandatari, che rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali; - accomandanti, che rispondono limitatamente alla quota conferita.

COSTITUZIONE DELLA SOCIET Art. 2251 Contratto sociale: Nella societ semplice il contratto non soggetto a forme speciali, salve quelle richieste dalla natura dei beni conferiti (1350, 2643) Anche per le societ semplici prevista liscrizione nel registro delle imprese: essa avviene nella sezione speciale ed ha efficacia di pubblicit legale, ma non incide n sullesistenza (come per le societ di capitali) n sulla disciplina (come per le altre societ di persone). Il contratto pu essere concluso anche verbalmente o risultare per facta concludentia (societ di fatto). Leventuale silenzio delle parti in merito ad aspetti anche essenziali del contratto di societ colmato dal legislatore con norme suppletive (2253, 2257, 2263). Per la nascita della s.n.c., le regole di forma e di contenuto dettate sono prescritte solo ai fini delliscrizione della societ nel registro delle imprese, ma questa iscrizione, a differenza di quella della societ semplice, condizione di regolarit della societ, ma non anche condizione di esistenza della stessa. - s.n.c. regolare: s.n.c. iscritta nel registro delle imprese; essa dalle norme della s.n.c. - s.n.c. irregolare: s.n.c. non iscritta nel registro delle imprese o perch le parti non hannp provveduto a redigere latto costitutivo (societ di fatto) o perch la parti pur avendo redatto latto non hanno provveduto alla registrazione dello stesso (societ irregolare in senso proprio). Lomessa registrazione comporta che i rapporti fra societ e terzi siano regolati sotto alcuni aspetti dalla (per i soci meno favorevole) disciplina della societ semplice Quindi, solo ai fini della registrazione e delle regolarit della societ, latto costitutivo della s.n.c. deve essere redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata. Deve inoltre contenere 1) le generalit dei soci (che possono essere anche altre societ); 2) la ragione sociale (costituita dal nome di uno o pi soci con lindicazione del rapporto sociale); 3) i soci che hanno lamministrazione e la rappresentanza della societ; 4) la sede della societ e le sedi secondarie; 5) loggetto sociale; 6) i conferimenti di ciascun socio, il valore ad essi attribuito ed il modo di valutazione; 7) le prestazioni a cui sono obbligati i soci dopera; 8) i criteri di ripartizione degli utili e la quota di ogni socio negli utili e nelle perdite; 9) la durata della societ. La mancanza del 3 e dell8 supplita da norme di legge (2257 e 2263) La libert di forma per la costituzione delle societ di persone incontra un limite quando forme speciali sono richieste dalla natura dei beni conferiti, ma la forma scritta richiesta solo per la validit del conferimento immobiliare, non per la validit del contratto di societ: la societ sara nulla solo se quel conferimento immobiliare rivestiva carattere essenziale

Societ di fatto La costituzione di una societ di persone pu avvenire per facta concludentia, e la societ di fatto: - regolata dalle norme della societ semplice se lattivit esercitata non commerciale; - regolata dalle norme della collettiva irregolare se lattivit commerciale (tutti i soci rispondono personalmente ed illimitatamente delle obbligazioni sociali). Una societ di fatto che esercita attivit commerciale soggetta al fallimento; e il fallimento della societ determina il fallimento di tutti i soci: di quelli noti al momento della dichiarazione di fallimento della societ (soci palesi) e dei soci occulti, lesistenza dei quali cio sia successivamente scoperta. La prova dellesistenza di soci occulti pu basarsi anche su presunzioni rilevatrici degli elementi essenziali del contratto di societ nei soli rapporti interni (conferimento, gestione comune, alea comune) e quindi lesteriorizzazione della qualit di socio non necessaria: laver tenuto nascosto ai terzi la propria partecipazione ad una societ di fatto non esonera da responsabilit per le obbligazioni sociali e dal fallimento Societ occulta Dalla societ con soci occulti va tenuto distinto il fenomeno della societ occulta, societ cio costituita con espressa e concorde volont dei soci di non rivelarne lesistenza allesterno; per comune accordo, lattivit di impresa svolta per conto della societ, ma senza spenderne il nome: la societ esiste nei rapporti interni ma non viene esteriorizzata e nei rapporti esterni limpresa si presenta come impresa individuale di uno dei soci o di un terzo, che opera spendendo il proprio nome (c.d. prestanome) Scopo = limitare la responsabilit nei confronti dei terzi al patrimonio del solo gestore (di regola modesto); si vuole cio evitare che la societ e gli altri soci rispondano delle obbligazioni di impresa siano soggetti al fallimento Da tempo la giurisprudenza e parte della dottrina hanno reagito contro questo fenomeno sostenendo che la mancata esteriorizzazione della societ non impedisce ai terzi di invocare la responsabilit anche della societ occulta e degli altri soci ove lesistenza della stessa venga successivamente scoperta; necessari e sufficiente che i terzi provino a posteriori lesistenza del contratto di societ e che gli atti posti in essere dal prestanome sono cmq riferibile a tale societ. Questo orientamento stato percepito anche a livello legislativo con la riforma del diritto fallimentare: lart 147.5 dispone che qualora dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale risulti che limpresa riferibile ad una societ di cui il fallito socio illimitatamente responsabile, si applica agli altri soci illimitatamente responsabili la regola del fallimento del socio occulto. La legge tratta quindi allo stesso modo il socio occulto di societ palese e la societ occulta, ma si tratta di fattispecie fra loro diverse. Societ occulta lattivit di impresa non svolta in nome della societ e non quindi imputabile ad essa; gli atti di impresa e i relativi effetti sono imputabili formalmente al prestanome Socio occulto di societ palese lattivit di impresa svolta in nome della societ e ad essa imputabile in tutti i suoi effetti

Sarebbe possibile imputare lattivit di impresa alla societ occulta solo se come criterio di imputazione degli atti si adottasse il criterio sostanziale della titolarit dellinteresse e non il criterio formale della spendita del nome; ma ragioni anche di giustizia sostanziale inducono ad optare per il criterio formale e quindi la societ occulta non direttamente responsabile verso i terzi per le obbligazioni contratte per conto della stessa, ma in nome proprio, dal prestanome-imprenditore individuale, finch questultimo non dichiarato fallito

Per evitare che il giudice rinunci ad estendere il fallimento alla societ quando gli indici probatori raccolti sono fragili e non totalmente convincenti nata giurisprudenzialmente la figura della societ apparente: la giurisprudenza afferma che una societ, ancorch non esistente nei rapporti tra i presunti soci, deve considerarsi esistente allesterno quando due o pi persone operano in modo da ingenerare nei terzi lincolpevole affidamento circa lesistenza effettiva della societ. La societ apparente assoggettata a fallimento come una societ di fatto realmente esistente. La partecipazione degli incapaci La partecipazione ad una societ di persone richiede capacit di agire ed un atto do straordinaria amministrazione. La partecipazione degli incapaci ad una societ in nome collettivo equiparata per legge allesercizio individuale di una impresa commerciale; quindi: - il minore non emancipato, linterdetto e linabilitato possono solo con lautorizzazione del tribunale conservare la partecipazione che ad essi pervenga per donazione o successione ovvero, in caso di interdizione o inabilitazione sopravvenuta, continuare la partecipazione - il minore emancipato pu sia partecipare alla costituzione di una collettiva sia aderirvi successivamente, sempre con lautorizzazione del tribunale Partecipazione di societ in societ di persone Sono ammesse sia la partecipazione di societ di capitali in societ di persone, sia la partecipazione di societ di persone in societ di persona; ma la prima con alcune cautele:
- lassunzione di partecipazioni comportanti responsabilit illimitata deve essere deliberata dallassemblea - gli amministratore devono dare specifiche informazioni nella nota integrativa del bilancio su tali partecipazioni - se tutti i soci illimitatamente responsabili di una societ in nome collettivo oppure di una societ in accomandita semplice sono societ di capitali, il bilancio della societ di persone deve essere redatto secondo le norme della societ per azioni e, ricorrendone i presupposti, deve redigersi anche il bilancio consolidato

Linvalidit della societ Il codice non detta nessuna disposizione specifica per il contratto costitutivo di societ di persone e valgono quindi le cause di nullit e di invalidit previste dalla disciplina generale dei contratti. Invalidit della partecipazione: essa determina linvalidit dellintero contratto solo quando la partecipazione viziata essenziale per il conseguimento delloggetto sociale; in caso contrario il contratto resta valido e produttivo di effetti per gli altri soci se restano almeno due soci. Invalidit della societ: - se la dichiarazione di invalidit interviene quando lattivit della societ non ancora iniziata non si pongono particolari problemi e si tratta di definire solo i rapporti fra le parti contraenti: la sentenza avr effetto ex tunc e quindi le parti sono liberate dallobbligo di eseguire i conferimenti promessi e hanno diritto alla restituzione di quelli eventualmente eseguitid*9 - se la dichiarazione di invalidit interviene quando lattivit sociale in fatto iniziata, dando luogo allacquisto di diritti ed allassunzione di obbligazioni nei confronti dei terzi, la situazione pi complessa. Nelle societ per azioni, in base allart 2332, la dichiarazione di nullit non pregiudica lefficacia degli atti compiuti in nome della societ dopo liscrizione nel registro delle imprese, non libera i soci dallobbligo di conferire i conferimenti fino a quando non sono soddisfatti i creditori sociali e la nullit non pu essere dichiarata se la causa di essa stata eliminata per effetto di una modificazione dellatto costitutivo Parte prevalente della giurisprudenza afferma lapplicabilit dellart. 2332 per analogia anche alle societ di persone; la sentenza di nullit opera quindi come semplice causa di scioglimento della societ: restano in vita tutti gli atti posti in essere in nome della societ, i soci non sono liberati dallobbligo di eseguire i conferimenti, resta ferma lautonomia patrimoniale della societ e la responsabilit personale dei soci per le obbligazioni sociali, con la sentenza si apre il procedimento di liquidazione, che porter allestinzione della societ dopo aver soddisfatto i creditori sociali e ripartito tra i soci leventuale residuo attivo di liquidazione. Possibile sar anche la sanatoria della nullit, ma la modifica dellatto costitutivo dovr avvenire a norma dellart 2252

ORDINAMENTO PATRIMONILAE I conferimenti Lobbligo di conferimento essenziale per lacquisto della qualit di socio Art. 2253.1: Il socio obbligato a eseguire i conferimenti determinati nel contratto sociale Determinazione dei conferimenti la determinazione convenzionale del conferimento dovuto da ciascun socio (specie e ammontare del conferimento) non condizione essenziale per la valida costituzione della societ di persone: alleventuale silenzio delle parti la legge supplisce con norme dispositive suscettibili di prova contraria: - si presume che tutti i conferimento debbano eseguirsi in denaro (2342.1) - si presume che i soci siano obbligati a conferire, in parti eguali tra loro, quanto necessario per il conseguimento dell'oggetto sociale (2253.2) nessuna limitazione posta allautonomia privata per quanto riguarda le entit conferibili: pu essere conferita ogni entit (bene o servizio) suscettibile di valutazione economica ed utile per il conseguimento delloggetto sociale, quindi qualsiasi prestazione di dare, fare od anche di non fare (singoli beni, godimento di azienda, prestazione di garanzie)

Beni conferibili

Il codice detta una particolare disciplina per alcuni tipi di conferimenti diversi dal denaro: - beni in propriet: disposto che la garanzia dovuta dal socio ed il passaggio dei rischi sono regolati dalle norme sulla vendita (2254.1): il socio tenuto alla garanzia per evizione e per vizi, e su di lui grava il rischio del perimento per caso fortuito della cosa conferita fin quando la propriet non sia passata alla societ (il che si verifica con la stipulazione del contratto di societ se si tratta di cosa determinata, e con la specificazione se invece si tratta di cose individuate solo nel genere). Il perimento della cosa promessa prima del passaggio di propriet alla societ comporta che il socio pu essere escluso dalla societ (2286.3) - beni in godimento: il rischio resta a carico del socio che le ha conferite e la garanzia per il godimento regolata dalle norme sulla locazione (2254.2). Il socio potr essere escluso dalla societ se la cosa perisce o il godimento diventa impossibile per causa non imputabile agli amministratori (2286.2) - crediti: il socio che conferisce crediti risponde nei confronti della societ dellinsolvenza del debitore ceduto nei limiti del valore assegnato al suo conferimento (2255) - obbligo del socio di prestare la propria attivit lavorativa (manuale o intellettuale): questo il c.d. socio dopera o di industria. Il socio dopera non un lavoratore subordinato e il compenso del suo lavoro rappresentato dalla partecipazione ai guadagni della societ; su di lui grava il rischio dellimpossibilit di svolgimento della prestazione, infatti gli altri soci possono escluderlo per la sopravvenuta inidoneit a svolgere lopera conferita (2286.2) In sede di liquidazione della societ egli parteciper, secondo la quota di partecipazione agli utili, solo alla ripartizione delleventuale attivo che residua dopo il rimborso del conferimento ai soci che hanno apportato capitali (denaro, beni in propriet, crediti); non ha invece diritto, salva diversa pattuizione, al rimborso del suo apporto (lo stesso vale per il socio che ha conferito il godimento di un bene). La quota di partecipazione agli utili del socio dopera quindi decisiva e, in mancanza di pattuizione, essa determinata dal giudice secondo equit (2263.2) I conferimenti dei soci formano lattivo patrimoniale iniziale della societ, che diventa quindi proprietaria dei beni conferiti tale titolo dai soci. I soci non possono servirsi delle cose appartenenti al patrimonio sociale per fini estranei a quello della societ; la violazione di questo divieto espone al risarcimento dei danni e allesclusione dalla societ; questo divieto per derogabile col consenso di tutti gli altri soci.

Disciplina del capitale sociale = valore in denaro dei conferimenti La nozione di capitale sociale del tutto assente nella disciplina della societ semplice: nessuna norma dettata per garantire che il patrimonio netto della societ (attivit passivit) presenti, uneccedenza pari almeno alla cifra del capitale sociale e non richiesta la valutazione iniziale dei conferimenti; questo probabilmente perch la societ semplice essendo destinata allesercizio di attivit non commerciali, non obbligata alla tenuta delle scritture contabili e alla redazione del bilancio Una disciplina del capitale sociale invece dettata per la societ in nome collettivo: - latto costitutivo deve indicare i conferimenti dei soci, il valore ad essi attribuito ed il modo di valutazione - lart 2303 vieta la ripartizione tra i soci di utili non realmente conseguiti (utili fittizi) e stabilisce che se si verifica una perdita del capitale sociale non si possono ripartire gli utili fino a quando il capitale sociale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente (la riduzione del capitale sociale consiste nelladeguare la cifra del capitale sociale nominale alla consistenza attuale del patrimonio netto) - lart 2306 vieta agli amministratori di rimborsare ai soci i conferimenti eseguiti o di liberarli dallobbligo di ulteriori versamenti, se non vi una specifica deliberazione di riduzione del capitale sociale. I creditori sociali possono opporsi alla riduzione del capitale (infatti la deliberazione di riduzione di capitale, pu essere eseguita soltanto dopo tre mesi dal giorno dell'iscrizione nel registro delle imprese, purch entro questo termine nessun creditore sociale anteriore all'iscrizione abbia fatto opposizione); ma il tribunale pu disporre che la riduzione abbia ugualmente luogo, previa prestazione da parte della societ di unidonea garanzia a favore dei creditori opponenti. La partecipazione dei soci agli utili e alle perdite Tutti i soci hanno diritto di partecipare agli utili e partecipano alle perdite della gestione sociale. Essi godono tuttavia della massima liberta nella determinazione della parte a ciascuno spettante e non necessario che la ripartizione sia proporzionale ai conferimenti. Divieto di patto leonino: il solo limite alla liberta delle parti nella determinazione della partecipazione agli utili e alle perdite la nullit del patto leonino, che il patto col quale uno o pi soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili od alle perdite (art 2265); sono altres nulli i patti parasociali che violano questo divieto, a meno che non si provi che essi hanno una propria giustificazione causale fra le parti stipulanti e quindi non configurino un negozio in frode alla legge. Il patto nullo e troveranno applicazione i criteri legali di ripartizione degli utili e delle perdite per lipotesi in cui latto costitutivo nulla disponga al riguardo Art. 2262 Utili: Salvo patto contrario, ciascun socio ha diritto di percepire la sua parte di utili dopo l'approvazione del rendiconto Nella societ semplice, il diritto del socio di percepire la sua parte di utili nasce con lapprovazione del rendiconto, predisposto dai soci amministratori al termine di ogni anno. Nella s.n.c. invece il documento destinato allaccertamento degli utili e delle perdite un vero e proprio bilancio di esercizio, predisposto dai soci amministratori; si ritiene (ma non pacifico) che lapprovazione del bilancio competa a tutti i soci e debba avvenire a maggioranza, calcolata secondo la partecipazione di ogni socio agli utili. Diversamente da quanto avviene nelle societ di capitali, lapprovazione del rendiconto o del bilancio condizione sufficiente perch ogni socio possa pretendere lassegnazione della sua parte di utili. Quindi, in mancanza di una specifica clausola abilitante dellatto costitutivo, per deliberare le non distribuzione degli utili accertati ed il loro reinvestimento necessario il consenso di tutti i soci.

Nellipotesi in cui latto costitutivo non disponga nulla circa la ripartizione degli utili e delle perdite, si applicano i criteri legali stabiliti dallart 2263 - se il contratto nulla dispone le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti. - se il valore dei conferimenti non determinato dal contratto, esse si presumono eguali. - la parte spettante al socio che ha conferito la propria opera, se non determinata dal contratto, e fissata dal giudice secondo equit. - se il contratto determina soltanto la parte di ciascun socio nei guadagni, nella stessa misura si presume che debba determinarsi la partecipazione alle perdite. La determinazione della parte di ciascun socio negli utili e nelle perdite pu anche essere demandata ad un terzo, che operer come arbitratore (2264) Le perdite incidono direttamente sul valore della singola partecipazione sociale riducendolo proporzionalmente: in sede di liquidazione della societ il socio si vedr rimborsare una somma inferiore al valore originario del capitale conferito. Prima dello scioglimento della societ, le perdite impediscono la distribuzione degli utili successivamente conseguiti finquando il capitale non sia stato reintegrato o ridotto in misura corrispondente. La responsabilit dei soci per le obbligazioni sociali Nella societ semplice e nella s.n.c. delle obbligazioni sociali risponde innanzi tutto la societ col proprio patrimonio, ma rispondono personalmente ed illimitatamente anche i singoli soci.
Art. 2267 Responsabilit per le obbligazioni sociali: I creditori della societ possono far valere i loro diritti sul patrimonio sociale. Per le obbligazioni sociali rispondono inoltre personalmente e solidalmente i soci che hanno agito in nome e per conto della societ e, salvo patto contrario, gli altri soci. Il patto deve essere portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei; in mancanza, la limitazione della responsabilit o l'esclusione della solidariet non opponibile a coloro che non ne hanno avuto conoscenza

Nella societ semplice, la responsabilit personale di tutti i soci derogabile: la responsabilit personale dei soci non investiti del potere di rappresentanza della societ pu essere esclusa o limitata da un patto sociale opponibile ai terzi solo se portato a loro conoscenza con mezzi idonei.
Art. 2291 Nozione: Nella societ in nome collettivo tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali. Il patto contrario non ha effetto nei confronti dei terzi

Nella s.n.c. invece la responsabilit illimitata e solidale di tutti i soci inderogabile e leventuale patto contrario non ha effetto nei confronti dei terzi Socio Nuovo: in entrambe le societ la responsabilit per le obbligazioni sociali precedentemente contratte estesa anche ai nuovi soci.
Art. 2269 Responsabilit del nuovo socio: Chi entra a far parte di una societ gi costituita risponde con gli altri soci per le obbligazioni sociali anteriori all'acquisto della qualit di socio

Ex socio: lo scioglimento parziale del rapporto sociale per morte, recesso od esclusione, nonch per cessione della quota non fa venir meno la responsabilit personale del socio per le obbligazioni sociali anteriori al verificarsi di tali eventi
Art. 2290 Responsabilit del socio uscente o dei suoi eredi: Nei casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente a un socio, questi o i suoi eredi sono responsabili verso i terzi per le obbligazioni sociali (2267) fino al giorno in cui si verifica lo scioglimento. Lo scioglimento deve essere portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei; in mancanza non opponibile ai terzi che lo hanno senza colpa ignorato

Questa norma dettata in materia di societ semplice ed applicabile anche alla collettiva irregolare; nella collettiva regolare lopponibilit ai terzi delle cause di scioglimento del rapporto sociale resta soggetta al regime di pubblicit legale delle modificazioni dellatto costitutivo (2300): lo scioglimento opponibile solo se intervenuta liscrizione nel registro delle imprese. Responsabilit della societ e responsabilit dei soci non sono per sulla stesso piano!

I soci sono responsabili in solido fra loro, ma solo in via sussidiaria rispetto alla societ poich godono del beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale. Il beneficio di preventiva escussione opera in modo diverso nei due tipi di societ: - nella societ semplice il creditore sociale pu rivolgersi direttamente al singolo socio illimitatamente responsabile e sar questi a dover invocare la preventiva escussione del patrimonio sociale, indicando i beni sui quali il creditore possa agevolmente soddisfarsi; il beneficio di escussione opera quindi in via di eccezione. Questa disciplina si applica anche alla s.n.c. irregolare.
Art. 2268 Escussione preventiva del patrimonio sociale: Il socio richiesto del pagamento di debiti sociali pu domandare, anche se la societ in liquidazione, la preventiva escussione del patrimonio sociale, indicando i beni sui quali il creditore possa agevolmente soddisfarsi

nella s.n.c. regolare il beneficio di escussione opera automaticamente: il creditore deve aver infruttuosamente esperito lazione esecutiva sul patrimonio sociale.
Art. 2304 Responsabilit dei soci: I creditori sociali, anche se la societ in liquidazione, non possono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l'escussione del patrimonio sociale

Ricorrendo cmq la condizioni per poter agire contro i soci, il creditore sociale potr chiedere a ciascuno di essi il pagamento integrale del proprio credito, essendo i soci obbligati in solido fra loro. Il socio che ha pagato potr a sua volta esercitare azione di regresso verso gli atri soci, secondo la misura di partecipazione di ciascuno nelle perdite. E frequente che nella pratica i creditori sociali pi forti si facciano rilasciare dai soci specifiche garanzie personali (avvalli o fideiussioni) per sottrarsi alle lungaggini della preventiva escussione del patrimonio sociale in caso di inadempimento I creditori personali del socio Il patrimonio della societ insensibile alle obbligazioni personali dei soci: il creditore personale del socio non pu mai aggredire direttamente il patrimonio sociale per soddisfarsi e, se nel contempo debitore della societ, non pu compensare il suo credito verso il socio con il debito che abbia verso la societ. Il creditore personale del socio per, sia nella societ semplice che nella collettiva, pu: a) far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al socio suo debitore; b) compiere atti conservativi sulla quota allo stesso spettante nella liquidazione della societ (2270.1) Nella societ semplice e nella s.n.c. irregolare il creditore particolare del socio pu chiedere anche la liquidazione della quota del suo debitore, dopo aver provato che gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti (2270.2 e 2297) Per la s.n.c. regolare invece il creditore particolare del socio, finch dura la societ, non pu chiedere la liquidazione della quota del socio debitore (2305) I soci possono tuttavia prorogare la durata della societ, ma tale decisione non pu pregiudicare i creditori particolari dei soci (2307): - se la proroga espressa ed iscritta nel registro delle imprese, il creditore personale del socio pu opporsi giudizialmente alla proroga entro tre mesi dalliscrizione della delibera; se lopposizione accolta, la societ deve liquidare a suo favore la quota del socio debitore - se la proroga tacita (si continua in fatto lattivit dimpresa) si applica la disciplina dellart 2270: il creditore personale potr chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota dimostrando linsufficienza degli altri beni del socio suo debitore

LATTIVIT SOCIALE Il legislatore prevede un modello legale basato su due principi: - ogni socio illimitatamente responsabile investito del potere di amministrazione e di rappresentanza della societ - necessario il consenso di tutti i soci per le modificazioni del contratto sociale Questo modello legale non ha per carattere rigido: i soci sono liberi di modellare il funzionamento della societ nel modo che ritengono pi opportuno e proficui in quanto di regola rischiano anche il proprio patrimonio personale Potere di amministrazione Il potere di amministrare lattivit di gestione dellimpresa sociale, il potere di compiere tutti gli atti che rientrano nelloggetto sociale, che si pongono cio in rapporto di mezzo-fine rispetto allattivit di impresa dedotta in contratto Per legge ogni socio illimitatamente responsabile amministratore della societ (quindi tutti nella s.n.c.); ma latto costitutivo pu prevedere che lamministrazione sia riservata solo ad alcuni soci. Modalit di esercizio legale quando lamministrazione spetta a pi soci e il contratto sociale nulla dispone in merito alle modalit di esercizio del potere di amministrazione, trova applicazione il modello legale di amministrazione disgiuntiva (2257): ciascun socio amministratore investito del potere di intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nelloggetto sociale, senza essere tenuto a chiedere il consenso o il parere degli altri soci amministratori; ma questo potere temperato: diritto di opposizione: ciascuno degli altri soci amministratori pu opporsi; lopposizione deve essere esercitata prima che loperazione sia stata compiuta, e, se tempestiva, paralizza il potere decisorio del singolo amministratore in ordine alloperazione contestata. Sulla fondatezza dellopposizione decide la maggioranza dei soci (amministratori e non) determinata secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili; in alternativa latto costitutivo pu per contenere una clausola di arbitraggio, con la quale si deferisce la risoluzione dei contrasti in ordine alle decisioni da adottare nella gestione della societ ad uno o pi terzi. La legge prevede anche il modello alternativo della amministrazione congiuntiva (2258): esso per essere applicato deve essere espressamente convenuto dai soci nellatto costitutivo. Secondo questo modello occorre il consenso di tutti i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali (amministrazione allunanimit); latto costitutivo pu tuttavia prevedere che per lamministrazione o per determinati atti sia necessario il consenso della maggioranza dei soci amministratori (amministrazione a maggioranza) I singoli amministratori possono per agire individualmente quando vi sia urgenza di evitare un danno alla societ. Amministrazione disgiuntiva ed amministrazione congiuntiva possono essere fra loro combinate. Potere di rappresentanza Per legge i soci amministratori hanno anche il potere di rappresentanza della societ (c.d. potere di firma): hanno il potere di agire nei confronti dei terzi in nome della societ, dando luogo allacquisto di diritti e allassunzione di obblighi da parte della stessa

Modello legale

coincidenza tra potere amministrativo e potere gestorio: se non stabilito diversamente nellatto costitutivo, la rappresentanza (sia sostanziale che processuale) spetta ad ogni amministratore. Le modalit di esercizio di pendono dal modello di amministrazione: - firma disgiunta: quando lamministrazione disgiunta ogni amministratore pu da solo decidere e da solo stipulare atti in nome della societ - firma congiunta: quando invece lamministrazione congiunta, tutti i soci amministratori devono partecipare alla stipulazione dellatto. Sia il potere di gestione sia il potere di rappresentanza si estendono a tutti gli atti che rientrano nelloggetto sociale, senza distinzione fra atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione latto costitutivo pu prevedere una diversa regolamentazione del potere di gestione e del potere di rappresentanza (attribuire il potere solo ad alcuni soci amministratori: dissociazione soggettiva; modalit di esercizio diverse da quelle stabilite per il potere di gestione; limitare il potere di rappresentanza del singolo socio amministratore)

Modelli statutari

Opponibilit ai terzi: - nella s.n.c. regolare opera lo strumento della pubblicit legale, per cui le limitazioni sia originarie sia successive del potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel registro delle imprese o se non si provi che i terzi ne hanno avuto effettiva conoscenza. - nella s.n.c. irregolare tutelato laffidamento dei terzi sulla corrispondenza della situazione di fatto al modello legale di rappresentanza, per cui i patti modificativi del potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi se non si prova che questi ne erano a conoscenza. - nella societ semplice le limitazioni originarie sono sempre opponibili ai terzi, mentre le limitazioni successive devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei ed in mancanza sono loro opponibili solo se la societ prova che le conoscevano (1396) I soci amministratori Nomina: i soci investiti dellamministrazione possono essere nominati direttamente nellatto costitutivo; ma nellatto costitutivo si pu anche stabilire che essi saranno nominati con atto separato (dubbio: allunanimit o a maggiorana)

Revoca: la revoca dellamministratore nominato lamministratore nominato per atto separato nel contratto sociale comporta una invece revocabile secondo le norme del modifica di questultimo, perci va decisa mandato (il dubbio rimane) dagli altri soci allunanimit. Essa inoltre non ha effetto se non ricorre una giusta causa. La revoca per giusta causa pu in ogni caso essere disposta dal tribunale su ricorso anche di un solo socio. La qualit di amministrazione va tenuta distinta dalla qualit di socio; il rapporto di amministrazione fonte per linvestito di diritti, obblighi, e responsabilit diversi e distinti da quelli che gli competono come socio I diritti e gli obblighi degli amministratori sono regolati dalle norme sul mandato, ma i poteri e i doveri degli amministratori sotto pi profili sono pi ampi di quelli di un mandatario: la disciplina del mandato sar applicabile agli amministratori di societ nei limiti compatibili con le peculiarit del relativo rapporto e semprech non contrasto con principi desumibili dalla disciplina societaria. Poteri: dai poteri degli amministratori restano esclusi solo gli atti che comportano modificazione del

contratto sociale. Doveri: - nella s.n.c. gli amministratori devono tenere le scritture contabili e redigere il bilancio di esercizio, e provvedere agli adempimenti pubblicitari connessi alliscrizione nel registro delle imprese. Specifiche panali sono per gli stessi previste in caso di fallimento della societ - gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la societ, con lobbligo di risarcire i danni ad essa arrecati; la responsabilit esclusa per gli amministratori che dimostrino di essere esenti da colpa. Diritti: i soci amministratori hanno di regola diritto al compenso per il proprio ufficio; la presunzione di onerosit per destinata a cadere quando lesercizio dellamministrazione sia oggetto di conferimento da parte del socio dopera, ovvero quando tutti i soci sono amministratori o infine quando risulti che della specifica attivit amministrativa di alcuni soci si gia tenuto conto nellatto costitutivo con il riconoscimento di una pi elevata partecipazione agli utili I soci non amministratori I soci non amministratori hanno poteri di informazione e di controllo (2261): essi hanno: a) il diritto di avere dagli amministratori notizie dello svolgimento degli affari sociali; b) il diritto di consultare i documenti relativi allamministrazione (e quindi le scritture contabili); c) il diritto di ottenere il rendiconto al termine di ogni anno, oppure alla conclusione degli affari sociali (rendiconto diverso rispetto a quello previsto dal 2262) Possono anche impartire direttive vincolati ai soci amministratori in merito alla condotta degli affari sociali? Tale potere sicuramente non spetta al singolo socio non amministratore, ma in una particolare ipotesi potrebbe spettare al gruppo dei soci non amministratori: quando si in presenza di amministratore unico nominato per atto separato e perci revocabile dai soci non amministratori anche senza giusta causa Amministratore estraneo E possibile che i soci affidino lamministrazione della societ ad un non socio? La soluzione negativa enunciata dal legislatore per la societ in accomandita semplice; ma nella s.n.c. la figura dellamministratore estraneo pu ritenersi ammissibile: infatti nelle s.n.c. i soci sono cmq responsabili illimitatamente, tutti, sia amministratori che non amministratori Posizione: il terzo amministratore gestisce limpresa nell interesse esclusivo dei soci ed perci revocabile ad nutum anche se designato nellatto costitutivo ed tenuto a rispettare le direttive dei soci. Infatti i soci rimangono titolari del potere di direzione dellimpresa comune Divieto di concorrenza Nella s.n.c. (ma non nella societ semplice) tutti i soci, amministratori e non, hanno lobbligo di non esercitare per conto proprio od altrui unattivit concorrente con quella della societ e di non partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra societ concorrente. La violazione de divieto espone il socio al risarcimento dei danni nei confronti della societ e legittima gli altri soci a deciderne lesclusione Il divieto tuttavia non ha carattere assoluto: pu essere rimosso dagli altri soci ed il consenso si presume se la situazione concorrenziale preesisteva al contratto sociale e gli altri soci ne erano a conoscenza Le modificazioni dellatto costitutivo

Art. 2252 Modificazioni del contratto sociale: Il contratto sociale pu essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci, se non e convenuto diversamente Nella societ semplice e nella s.n.c. il contratto sociale pu essere modificato col consenso di tutti i soci, se non convenuto diversamente. clausola che prevede la modificabilit a maggioranza dellatto costitutivo Secondo la dottrina si deve dare una interpretazione restrittiva, per cui la maggioranza non potrebbe modificare le basi essenziali della societ e le modificazioni rimesse alla maggioranza devono cmq essere specificatamente determinate. Inoltre i poteri modificativi della maggioranza, se previsti, devono rispettare due principi generali: lobbligo di esecuzione del contratto secondo buona fede (1366) ed il rispetto della parit di trattamento fra i soci. Trasferimento della quota. Per il rapporto fiduciario che normalmente intercorre fra i soci, il consenso di tutti i soci necessario anche per il trasferimento della quota sociale sia fra vivi che a causa di morte; il consenso pu anche risultare da fatti concludenti. Tuttavia il consenso pu essere dato anche preventivamente, inserendo nellatto costitutivo la clausola che stabilisce la libera trasferibilit fra vivi della quota e/o la continuazione della societ con gli eredi del socio defunto. Pubblicit. Nella s.n.c., ed ora anche nella societ semplice, le modifiche dellatto costitutivo sono soggette a pubblicit legale: finche esse non sono state iscritte nel registro delle imprese non sono opponibili ai terzi a meno che non si provi che questi ne erano a conoscenza; nella collettiva irregolare, invece, devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei e non sono opponibili a coloro che le abbiano ignorate senza colpa Unanimit o maggioranza? Numerose norme prevedono la decisione dei soci, ma non specificano se la stessa debbe essere adottata a maggioranza o allunanimit: revoca dellamministratore nominato nellatto costitutivo, nomina e revoca dellamministratore per atto separato, consenso al singolo socio di usare i beni sociali per fini extrasociali, approvazione del bilancio nella s.n.c., esonero dallobbligo di concorrenza. Lopinione prevalente sostiene che gli articola 2252 (unanimit) e 2257.2 (maggioranza per quote) sono due regole distinte con autonomo campo di applicazione a seconda che la decisione riguardi la struttura organizzativa o la gestione della societ - il consenso di tutti necessario, salvo diverso accordo, quando la decisione tocca le basi organizzative (legali o convenzionali) della societ: revoca dellamministratore nominato nellatto costitutivo, consenso al singolo socio di usare i beni sociali per fini extrasociali, esonero dallobbligo di concorrenza, cambiamento del metodo di amministrazione - la regola della maggioranza per quote trover applicazione, pur nel silenzio dellatto costitutivo, quando si tratti di decisioni che attengono alla gestione dellimpresa comune: nomina e revoca dellamministratore per atto separato, approvazione del bilancio nella s.n.c.

SCIOGLIMENTO DEL SINGOLO RAPPORTO SOCIALE Il singolo socio pu cessare di far parte della societ per morte, recesso od esclusione. Principio di conservazione della societ il venir meno di uno o pi soci non determina di per s lo scioglimento della societ, ma solo la necessit di definire i rapporti patrimoniali fra i soci superstiti ed il socio uscente o gli eredi del socio defunto attraverso la liquidazione della quota sociale. Il principio di conservazione della societ opera anche quando rimane un solo socio: la societ in tal caso si scioglie solo quando la pluralit non ricostituita entro sei mesi.

Morte del socio (2284, 2289) Si produce come effetto ex lege lo scioglimento del rapporto fra il socio e la societ, con lobbligo per i soci superstiti di liquidare la quota del socio defunto ai suoi eredi entro 6 mesi Tele disciplina ha carattere dispositivo e in alternativa i soci superstiti possono decidere: . lo scioglimento anticipato della societ: in tal caso gli eredi del socio defunto devono attendere la conclusione delle operazioni di liquidazione della societ per partecipare alla divisione dellattivo che residua dopo lestinzione dei debiti sociali . la continuazione della societ con gli eredi del socio defunto: in questo caso necessario il consenso e di tutti i soci superstiti e degli eredi, se latto costitutivo non prevede una clausola di continuazione della societ con gli eredi del socio defunto. Il contratto sociale pu cmq disporre diversamente: - clausola di consolidazione: con essa si stabilisce che la quota del socio defunto rester senzaltro acquisita agli altri soci, mentre agli eredi sar liquidato solo il valore della stessa - clausola di continuazione con gli eredi: con essa i soci manifestano in via preventiva il consenso al trasferimento della quota mortis causa, precludendosi le due altre alternative (liquidazione quota o scioglimento della societ). Queste clausole possono essere di tre tipi: - clausola di continuazione facoltativa: essa vincola solo i soci superstiti, mentre gli eredi restano liberi di scegliere se aderire alla societ o richiedere la liquidazione della quota - clausola di continuazione obbligatoria: essa prevede lobbligo degli eredi di entrare nella societ, con la conseguenza che essi dovranno risarcire i danni se non danno il consenso - clausola di successione: essa prevede lautomatico sub ingresso degli eredi in societ, essi diventano automaticamente soci per effetto dellaccettazione delleredit Recesso = scioglimento del rapporto sociale per volont del socio (2285) Se la societ a tempo indeterminato od contratta per tutta la vita di uno dei soci, ogni socio pu recedere liberamente, ma il recesso deve essere comunicato agli altri soci con un preavviso di almeno tre mesi e diventa produttivo di effetti dopo che sia trascorso tale termine. Se la volont di recesso supportata da una giusta causa, non necessario il decorso dei tre mesi Se la societ a tempo determinato, il recesso ammesso solo se sussiste una giusta causa, cio esso costituisce una reazione ad un illegittimo comportamento degli altri soci tale da incrinare la reciproca fiducia); la volont di recedere deve essere portata a conoscenza degli altro soci, ma il recesso ha effetto immediato Il contratto sociale pu prevedere altre ipotesi di recesso oltre a quelle stabilite dalla legge, specificandone le modalit di esercizio; non pu invece privare il socio della facolt di recedere nelle ipotesi legislativamente previste

Esclusione (di diritto o facoltativa, cio rimessa alla volont degli altri soci) escluso di diritto (2288): - il socio che sia dichiarato fallito: lesclusione opera dal giorno stesso della dichiarazione di fallimento - il socio il cui creditore particolare abbia ottenuto la liquidazione della quota: il socio cessa di far parte della societ solo quando la liquidazione della quota si effettivamente avvenuta I fatti che legittimano la societ a deliberare lesclusione di un socio (2286) si riconducono a tre categorie: - gravi inadempienze degli obblighi che derivano dalla legge o dal contratto sociale; - linterdizione, linabilitazione del socio o la sua condanna ad una pena che comporti linterdizione anche temporanea dai pubblici uffici; - casi di sopravvenuta impossibilit di esecuzione del conferimento per causa non imputabile al socio. Lesclusione deliberata dalla maggioranza dei soci calcolata per teste. La deliberazione ha effetto dopo trenta giorni dalla comunicazione al socio escluso, il quale pu fare opposizione davanti al tribunale. Quando la societ composta da due soli soci, lesclusione di uno di essi pronunciata direttamente dal tribunale su domanda dellaltro e diventa operativa quando la sentenza passa in giudicato. La liquidazione della societ Quando il rapporto sociale si scioglie limitatamente ad un socio, questi o i suoi eredi hanno diritto soltanto ad una somma di denaro che rappresenti il valore della quota. Il valore della quota determinato in base alla situazione patrimoniale della societ nel giorno in cui si verifica lo scioglimento del rapporto (tenendo conto per anche delle eventuali operazioni incorso): ai beni va quindi attribuito il valore effettivo. Il pagamento della quota deve essere effettuato entro 6 mesi dal giorno in cui si verificato lo scioglimento del rapporto (nellipotesi di scioglimento su richiesta del creditore particolare, entro 3 mesi) SCIOGLIMENTO DELLA SOCIET Cause di scioglimento Le cause di scioglimento della societ semplice, valide anche per la collettiva, sono fissate dal 2272: - decorso del termine fissato nellatto costitutivo: per possibile la proroga della durata della societ, sia espressa (decisione formale dei soci) sia tacita (continuazione delle operazioni sociali 2273) - conseguimento delloggetto sociale o sopravvenuta impossibilit di conseguirlo: ex insanabile discordia che determina la paralisi assoluta e definitiva dellattivit sociale - volont di tutti i soci; - venir meno della pluralit dei soci, non ricostituita entro sei mesi; - le altre cause previste dal contratto sociale. Sono poi cause di scioglimento della s.n.c. il fallimento della stessa ed il provvedimento dellautorit governativa col quale si dispone la liquidazione coatta amministrativa della societ. Tutte la cause di scioglimento operano automaticamente (di diritto) per il solo fatto che si sono verificate. Ogni socio pu agire giudizialmente per il loro accertamento e gli effetti dello scioglimento decorrono in ogni caso da quando la causa si verificata, non da quando accertata.

Verificatasi una causa di scioglimento la societ entra automaticamente in stato di liquidazione (nella s.n.c. tale situazione deve essere espressamente indicata degli atti e nelle corrispondenze). La societ per non si estingue immediatamente: prima si deve provvedere al soddisfacimento dei creditori; tuttavia si producono taluni effetti preliminari e funzionali allestinzione: - i poteri degli amministratori sono limitati al compimento degli affari urgenti - i liquidatori non possono intraprendere nuove operazioni Cmq lorganizzazione societaria sopravvive: i soci possono sempre ratificare o autorizzare gli atti non urgenti compiuti dagli amministratori e le nuove operazioni effettuate dai liquidatori; possono anche revocare lo stato di liquidazione (decisione allunanimit) Il procedimento di liquidazione regolato per la societ semplice dagli articoli 2275-2283, per la s.n.c. dagli articoli 2309-2312; tale disciplina non ha carattere inderogabile e le modalit del procedimento possono essere liberamente determinate dai soci (nel contratto o al momento dello scioglimento). 1) Nomina e revoca dei liquidatori. Il procedimento di liquidazione inizia con la nomina di uno o pi liquidatori, col consenso di tutti i soci (se non diversamente previsto) o, in caso di disaccordo, per nomina del presidente del tribunale. Il liquidatori possono essere revocati per giusta causa per volont di tutti i soci o dal tribunali (in sede contenziosa), su domanda di uno o pi soci. Nella s.n.c. e oggi anche nella semplice la nomina e la cessazione della carica di liquidatori sono soggette ad iscrizione nel registro delle imprese; nella s.n.c. irregolare devono essere portati a conoscenza dei terzi con mezzi idonei, per rendere loro opponibile il mutamento nella gestione e nella rappresentanza della societ. 2) Accettazione della nomina. Con laccettazione della nomina i liquidatori prendono il posto degli amministratori, i quali gli devono consegnare i beni e i documenti sociali e presentare il conto della gestione dopo lultimo bilancio. Insieme poi devono redigere linventario dal quale risulta lo stato attivo e passivo del patrimonio sociale Poteri dei liquidatori: il loro compito quello di definire i rapporti che si ricollegano allattivit sociale (conversione in denaro dei beni, pagamento dei creditori, ripartizione tra i soci delleventuale residuo attivo) e perci sono investiti per legge del potere di compiere tutti gli atti necessari per la liquidazione e, se i soci non hanno disposto diversamente, possono vendere anche in blocco i beni aziendali, nonch procedere a transazioni e compromessi; ad essi inoltre compete la rappresentanza legale della societ, anche in giudizio Divieti: i liquidatori non possono n intraprendere nuove operazioni, n ripartire fra i soci i beni sociali finch i creditori sociali non siano stati pagati o non siano state accantonante le somme necessarie per pagarli. 3) Estinzione di tutti i debiti sociali. I liquidatori possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti, ma solo se i fondi disponibili risultano insufficienti; se occorre possono chiedere ai soci stessi le somme ulteriormente necessarie nei limiti della rispettiva responsabilit ed in proporzione della parte di ciascuno nelle perdite 4) Ripartizione fra i soci delleventuale attivo patrimoniale residuo. I liquidatori devono innanzi tutto restituire ai soci i beni conferiti in godimento allo stato in cui si trovano; poi leventuale attivo patrimoniale residuo convertito in denaro destinato innanzi tutto al rimborso del valore nominale dei conferimenti e leventuale eccedenza sar ripartita tra i soci in proporzione della partecipazione di ciascuno nei guadagni 5) Chiusura del procedimento di liquidazione. Nessuna regola procedimentale prevista nella societ semplice; invece nella s.n.c. i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione (rendiconto della gestione dei liquidatori) ed il piano di riparto (proposta di divisione fra i soci dellattivo residuo). Questi vanno comunicati ai soci mediante raccomandata e si intendono approvati se non sono impugnati dai soci nel termine di due mesi dalla comunicazione. Con lapprovazione del bilancio, i liquidatori sono liberati di fronte ai soci e la liquidazione ha termine.

Estinzione della societ Nella collettiva irregolare la chiusura della liquidazione determina lestinzione della societ, sempre che la relativa disciplina sia stata rispettata e siano stati perci soddisfatti tutti i creditori sociali. Invece, principi diversi valgono per la s.n.c. registrata (e anche per la semplice dopo la recente previsione di un regime di pubblicit legale), date che prescritta la cancellazione della societ dal registro delle imprese Art. 2312 Cancellazione della societ: Approvato il bilancio finale di liquidazione i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ dal registro delle imprese. Dalla cancellazione della societ i creditori sociali che non sono stati soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci e, se il mancato pagamento e dipeso da colpa dei liquidatori, anche nei confronti di questi. Le scritture contabili e i documenti che non spettano ai singoli soci sono depositati presso la persona designata dalla maggioranza. Le scritture contabili e i documenti devono essere conservati per dieci anni a decorrere dalla cancellazione della societ dal registro delle imprese. Fallimento della societ estinta Art.10 l. fall. Fallimento dell'imprenditore che ha cessato l'esercizio dell'impresa: Gli imprenditori individuali e collettivi possono essere dichiarati falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese, se l'insolvenza si manifestata anteriormente alla medesima o entro l'anno successivo. In caso di impresa individuale o di cancellazione di ufficio degli imprenditori collettivi, fatta salva la facolt di dimostrare il momento dell'effettiva cessazione dell'attivit da cui decorre il termine del primo comma."

LA SOCIET IN ACCOMANDITA SEMPLICE La societ in accomandita semplice una societ di persone che si differenzia dalla s.n.c. per la presenza di due categorie di soci: soci accomandatari: rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali; ad essi esclusivamente compete lamministrazione della societ soci accomandanti: rispondono limitatamente alla quota conferita, cio sono obbligati solo nei confronti della societ ad eseguire i conferimenti promessi LA COSTITUZIONE DELLA SOCIET E ORDINAMENTO PATRIMONIALE Per la costituzione della s.a.s. valgono le regole esposte per la s.n.c.; latto costitutivo soggetto ad iscrizione e ovviamente dovr indicare distintamente quali sono i soci accomandatari e quali quelli accomandanti. Ragione sociale. Una particolare disciplina dettata per la formazione della ragione sociale: essa deve essere formata col nome di almeno uno dei soci accomandatari e con lindicazione del tipo sociale; non pu invece essere inserito il nome dei soci accomandanti. Laccomandante il quale consente che il suo nome sia compreso nella ragione sociale risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente coi soci accomandatari per le obbligazioni sociali. Partecipazione degli incapaci: - in veste di accomandatari: disciplina dellart 2294 dettata per la s.n.c. - in veste di accomandanti: si ritiene che non sia necessario lo speciale regime autorizzativi previsto dalla norma in quanto laccomandante rischia solo il capitale conferito e comunque il rappresentante legale non pu legittimamente assumere la veste di accomandatario Per quanto riguarda la partecipazione di altre societ in una s.a.s. e i conferimenti, si rimanda a quanto detto prima ATTIVIT SOCIALE Art. 2318 Soci accomandatari: I soci accomandatari hanno i diritti e gli obblighi dei soci della societ in nome collettivo. L'amministrazione della societ pu essere conferita soltanto a soci accomandatari Gli accomandanti quindi sono esclusi dallamministrazione della societ, ma ad essi sono tuttavia riconosciuti per legge poteri di carattere amministrativo: - quando latto costitutivo prevede la nomina degli amministratori per atto separato, gli accomandanti hanno diritto di concorrere con gli accomandatari alla nomina e alla revoca degli amministratori. Art. 2319 Nomina e revoca degli amministratori: Se l'atto costitutivo non dispone diversamente, per la nomina degli amministratori e per la loro revoca nel caso indicato nel secondo comma dell'art. 2259 sono necessari il consenso dei soci accomandatari e l'approvazione di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale da essi sottoscritto - procura speciale: possono trattare o concludere affari in nome della societ, ma solo in forza di una procura speciale per singoli affari - prestazioni dopera: possono prestare la loro opera, manuale o intellettuale, allinterno della societ sotto la direzione degli amministratori - pareri e controlli: se latto costitutivo lo consente possono dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni e compiere atti di ispezione e di controllo, nei limiti del divieto di ingerenza nellamministrazione

in ogni caso essi hanno diritto di avere comunicazione annuale del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite, e di controllarne l'esattezza, consultando i libri e gli altri documenti della societ

Art. 2320 Soci accomandatari: I soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, n trattare o concludere affari in nome della societ, se non in forza di procura speciale per singoli affari. Il socio accomandante che contravviene a tale divieto assume responsabilit illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali e pu essere escluso a norma dell'art. 2286. I soci accomandanti possono tuttavia prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori e, se l'atto costitutivo lo consente, dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni e compiere atti di ispezione e di sorveglianza. In ogni caso essi hanno diritto di avere comunicazione annuale del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite, e di controllarne l'esattezza, consultando i libri e gli altri documenti della societ Inoltre, in quanto esclusi dallamministrazione, non sono tenuti a restituire gli utili fittizi eventualmente riscossi, se sono in buonafede e se gli utili risultano da un bilancio regolarmente approvato Art. 2321 Utili percepiti in buona fede: I soci accomandanti non sono tenuti alla restituzione degli utili riscossi in buona fede secondo il bilancio regolarmente approvato Divieto di immistione Amministrazione interna: - laccomandante privo di ogni potere decisionale autonomo in merito alla condotta degli affari sociali: non pu decidere da solo alcun atto di impresa e non pu neppure partecipare alle decisioni degli amministratori o condizionarne loperato i pareri e le autorizzazioni eventualmente previsti dallatto costitutivo non possono assumere carattere generale e cmq non possono avere carattere vincolante - in regime di amministrazione disgiuntiva gli accomandanti non possono partecipare alla decisione sullopposizione di un amministratore al compimento di un atto da parte di un altro amministratore - pu collaborare nellamministrazione interna della societ sotto le direttive degli accomandatari (ex tenuta della contabilit, direzione del personale) Amministrazione esterna: - laccomandante pu legittimamente trattare e concludere affari in nome della societ in forza di una procura speciale per singoli affari - non pu in ogni caso agire di fronte ai terzi come procuratore generale o insitore. Violazione del divieto Laccomandante risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente per tutte le obbligazioni sociali (presenti, passate e future) che a qualsiasi titolo siano imputabili alla societ (perfino in caso di fallimento della societ, sar dichiarato fallito). Egli per non diventa un socio accomandatario e perde il beneficio della responsabilit limitata solo nei confronti dei terzi: per le somme pagate ai creditori sociali egli avr azione di regresso per lintero verso la societ e verso gli accomandatari (questo solo se laccomandante ha agito in base a regolare procura generale o speciale o il suo operato stato successivamente ratificato dagli amministratori) inoltre esposto alla sanzione dellesclusione della societ, con decisione a maggioranza degli altri soci (accomandatari ed accomandanti). Lesclusione per non pu essere deliberata qualora latto di ingerenza sia stato autorizzato o ratificato dagli amministratori Trasferimento della partecipazione sociale

Soci accomandatari: resta ferma la disciplina prevista per la s.n.c.: - il trasferimento per atto fra vivi della quota pu avvenire solo con il consenso di tutti gli altri soci (accomandatari e accomandanti), se latto costitutivo non dispone diversamente - per la trasmissione mortis causa sar necessario anche il consenso degli eredi Soci accomandanti: - la loro quota liberamente trasferibile per causa di morte (non necessario il consenso dei soci superstiti); - per il trasferimento per atto fra vivi necessario il consenso di tutti i soci che rappresentano la maggioranza del capitale sociale, salvo che latto costitutivo non disponga diversamente SCIOLGIMENTO DELLA SOCIET Art. 2323 Cause di scioglimento: La societ si scioglie, oltre che per le cause previste nell'art. 2308 (2322), quando rimangono soltanto soci accomandanti o soci accomandatari, semprech nel termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che venuto meno (2711). Se vengono a mancare tutti gli accomandatari, per il periodo indicato dal comma precedente gli accomandanti nominano un amministratore provvisorio per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione. L'amministratore provvisorio non assume la qualit di socio accomandatario Venuta meno degli accomandanti: lattivit sociale continua normalmente Venuta meno degli accomandatari: gli accomandanti devono nominare un amministratore provvisorio i cui poteri sono limitati al compimento degli atti di ordinaria amministrazione.

Se passano sei mesi senza che venga ricostituita la categoria dei soci mancanti e senza che si dia inizio al procedimento di liquidazione, la societ si trasforma tacitamente in una s.n.c. irregolare, sempre se ovviamente restano almeno due soci Per il procedimento di liquidazione e lestinzione della societ valgono le regole dettate per la s.n.c. Art. 2324 Diritti dei creditori sociali dopo la liquidazione: Salvo il diritto previsto dal secondo comma dell'art. 2312 nei confronti degli accomandatari e dei liquidatori, i creditori sociali che non sono stati soddisfatti nella liquidazione della societ possono far valere i loro crediti anche nei confronti degli accomandanti, limitatamente alla quota di liquidazione SOCIETA IN ACCOMANDITA SEMPLICE IRREGOLARE Art. 2317 Mancata registrazione: Fino a quando la societ non iscritta nel registro delle imprese (att. 99 e seguenti), ai rapporti fra la societ e i terzi si applicano le disposizioni dell'art. 2297. Tuttavia per le obbligazioni sociali i soci accomandanti rispondono limitatamente alla loro quota, salvo che abbiano partecipato alle operazioni sociali irregolare la s.a.s. il cui atto costitutivo non stato iscritto nel registro delle imprese. Lomessa registrazione non impedisce la nascita della societ e resta ferma la distinzione tra soci accomandatari e soci accomandanti, i quali rispondono sempre limitatamente alla loro quota, salvo che abbiano partecipato alle operazioni sociali Per il resto, vale per laccomandita irregolare la stessa disciplina esposta per la collettiva irregolare: - viene meno il benefico di escussione automatica operante nella s.n.c. e nella s.a.s. regolari e quindi i creditore sociali possono agire direttamente sul patrimonio degli accomandatari. - i creditori particolari del socio possono chiedere in ogni momento la liquidazione della quota del loro debitore, provando che gli altri beni di questi sono insufficienti a soddisfarli - si presume che ciascun socio (anche accomandante) che agisce per la societ abbia la rappresentanza sociale anche in giudizio

LA SOCIET PER AZIONI


( Libro V Titolo V Capo V)

La societ per azioni forma con la s.a.s. e con la s.r.l. la categoria delle societ di capitali. Essa una societ di capitali nella quale: - per le obbligazioni sociali risponde solo la societ col suo patrimonio (2325,1) - la partecipazione sociale rappresentata da azioni (2346,1) Caratteri essenziali: - la s.p.a. dotata di personalit giuridica e quindi per legge trattata come un soggetto di diritto formalmente distinto dalle persone dei soci e gode di una piena e perfetta autonomia patrimoniale. - tutti i soci non assumono alcuna responsabilit personale, nemmeno sussidiaria, per le obbligazioni sociali; i creditori sociali possono fare affidamento solo sul patrimonio sociale, ma il legislatore ha predisposto forme di tutela alternative: disciplina delleffettivit e dellintegrit del capitale sociale e dellinformazione contabile periodica sulla situazione patrimoniale e sui risultati economici della societ - la responsabilit limitata dei soci trova contrappeso nellorganizzazione di tipo corporativo: necessaria presenza di distinti organi (assemblea, amministratori e collegio sindacale); il singolo socio in quanto tale non ha alcun potere diretti di amministrazione e di controllo, ha solo il diritto di concorrere con il suo voto in assemblea alla designazione dei membri dellorgano amministrativo e di controllo le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da partecipazioni-tipo omogenee e standardizzate; le azioni sono infatti partecipazioni sociali di uguale valore e che conferiscono ai loro possessori uguali diritti: ci rende le azioni liberamente trasferibili e consente la loro circolazione attraverso documenti assoggettati alla disciplina dei titoli di credito. Il capitale minimo per la costituzione di una s.p.a. attualmente di 120.000 . La disciplina della s.p.a. ha subito dal 1942 ad oggi vari interventi legislativi, queste le linee di tendenza: . stato posto un freno al proliferare di minisociet per azioni con capitale del tutto irrisorio; . si dettata una specifica disciplina per le societ con azioni quotate in borsa; . una riforma entrata in vigore il 1-1-2004 vuole semplificare la disciplina delle societ di capitali ed ampliare lo spazio riconosciuto allautonomia statutaria per favorire la crescita e la competitivit delle imprese italiane anche sui mercati internazionali dei capitali.

LA COSTITUZIONE La costituzione della s.p.a. si articola in due fasi essenziali: la stipulazione dellatto costitutivo per atto pubblico liscrizione dellatto costitutivo nel registro delle imprese (con liscrizione la s.p.a. acquista la personalit giuridica e viene ad esistenza). La stipulazione dellatto costitutivo a sua volta pu avvenire secondo due diversi procedimenti: - stipulazione (o costituzione) simultanea: latto costitutivo stipulato immediatamente da coloro che assumono liniziativa per la costituzione della societ (soci fondatori), e tali soggetti provvedono contestualmente allintegrale sottoscrizione del capitale sociale iniziale - stipulazione (o costituzione) per pubblica sottoscrizione: si addiviene alla stipulazione dellatto costitutivo al termine di un procedimento che consente la raccolta fra il pubblico del capitale iniziale sulla base di un programma predisposto da coloro che assumono liniziativa (promotori). La s.p.a. pu essere costituita per contratto o per atto unilaterale; in ogni caso latto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullit della societ, e deve contenere (2328) 1) le generalit (il cognome ed il nome o la denominazione, la data e il luogo di nascita o lo Stato di costituzione, il domicilio o la sede e la cittadinanza) dei soci e degli eventuali promotori, nonch il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi; 2) la denominazione ed il comune ove sono poste la sede della societ e le eventuali sedi secondarie; la denominazione sociale pu essere liberamente formata ma deve contenere lindicazione di societ per azioni; la sede sociale il luogo dove risiedono lorgano amministrativo e gli uffici direttivi della societ, mentre sono sedi secondarie quelle dotate di una rappresentanza stabile 3) loggetto sociale, cio il tipo di attivit economica che la societ si propone di svolgere; 4) lammontare del capitale sottoscritto e versato; 5) il numero e leventuale valore nominale delle azioni, le loro caratteristiche e le modalit di emissione e circolazione; 6) il valore attribuito ai crediti ed ai beni conferiti in natura, se ci sono; 7) le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti, solo se si vuole modificare la relativa disciplina legale; 8) i benefici eventualmente accordati ai promotori o ai soci fondatori (una partecipazione agli utili che per pu essere massimo del 10% e non per pi di cinque anni) 9) il sistema di amministrazione adottato, il numero degli amministratori ed i loro poteri, indicando quali tra essi hanno la rappresentanza della societ; 10) il numero dei componenti del collegio sindacale; 11) la nomina dei primi amministratori e sindaci (ovvero i componenti del consiglio di sorveglianza) e, quando previsto, del soggetto che dovr esercitare il controllo contabile; 12) limporto globale, almeno approssimativo, delle spese per la costituzione poste a carico della societ (ex spese notarili e di iscrizione); 13) la durata della societ. Lomissione di una o pi di tali indicazioni (semprech siano essenziali) legittima il rifiuto del notaio di stipulare latto costitutivo; non tutti i requisiti di contenuto sono per richiesti a pena di nullit della societ una volta intervenuta liscrizione nel registro delle imprese. A volte si redigono due atti distinti, latto costitutivo e lo statuto: latto costitutivo contiene la manifestazione di volont di costituire la societ ed i dati fondamentali della costituenda societ; lo statuto contiene le norme legali e convenzionali di funzionamento della societ e si considera parte integrante dellatto costitutivo (anche lo statuto deve essere redatto perci per atto pubblico a pena di nullit) In caso di contrasto le clausole dello statuto prevalgono su quelle dellatto costitutivo. Condizioni per la costituzione (2327 e 2329)

il capitale sociale non pu essere inferiore a 120.000 , salvo i casi in cui leggi speciale impongono un capitale minimo pi elevato; deve essere sottoscritto per intero il capitale sociale; devono essere rispettate le disposizioni relative ai conferimenti: deve essere versato presso una banca il 25% dei conferimenti in danaro o, nel caso di costituzione per atto unilaterale, il loro intero ammontare; devono sussistere le autorizzazioni e le altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la costituzione della societ in relazione al suo particolare oggetto

Tutte le condizioni previste dallart 2329 devono preesistere alla redazione dellatto costitutivo da parte del notaio; fanno tuttavia eccezione talune autorizzazioni che per legge devono essere rilasciate successivamente alla stipulazione dellatto costitutivo: esse si configurano come condizione per liscrizione della societ nel registro delle imprese. La stipulazione dellatto costitutivo non sufficiente per la costituzione della societ, tuttavia produce una serie di effetti immediati e preliminari: - vincolo dei contraenti: i contraenti restano vincolati alla dichiarazione di costituire la societ e non possono ritirare il loro consenso, se validamente espresso, finquando non risulti che alla costituzione della societ non si pu addivenire per fatti estranei alla loro volont; infatti i conferimenti in danaro restano vincolati presso la banca fino al completamento del procedimento di costituzione: essi possono essere consegnati solo agli amministratori, a condizione che questi provino lavvenuta iscrizione della societ nel registro delle imprese. Tuttavia se entro 90 giorni dalla stipulazione dellatto costitutivo la societ non viene iscritta, latto perde efficacia e i sottoscrittori hanno diritto di rientrare in possesso delle somme versate. - obbligo del notaio: il notaio che ha ricevuto latto costitutivo deve depositarlo, entro 20 giorni, presso lufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione stabilita la sede della societ: se non provvede, lobbligo incombe sugli amministratori nominati nellatto costitutivo. Nellinerzia di entrambi, ogni socio pu provvedervi a spese della societ (2330, 1 e 2) Controllo notarile: al notaio che redige latto costitutivo affidato il controllo di legalit in sede di costituzione: egli verifica ladempimento delle condizioni stabilite dalla legge. Il controllo del notaio un controllo di legalit (e non di merito) che ha carattere formale e sostanziale, in quanto volto ad accertare la conformit alla legge della costituenda societ. Se ritiene che sussistono le condizioni di legge, il notaio redige latto costitutivo e, contestualmente al deposito dello stesso e degli allegati, richiede liscrizione della societ nel registro delle imprese. Lufficio del registro delle imprese, prima di procedere alliscrizione, deve verificare solo la regolarit formale della documentazione ricevuta. Con liscrizione nel registro delle imprese si completa la fattispecie costitutiva della societ per azioni: con liscrizione la societ acquista la personalit giuridica e viene ad esistenza (2331,1) Operazioni compiute prima delliscrizione Pu accadere che tra la stipulazione dellatto costitutivo e liscrizione della societ nel registro delle imprese vengono compiute operazioni in nome della costituenda societ, rese necessarie dallo stesso procedimento di costituzione o per dare sollecito avvio allattivit di impresa. Per esse sono illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi coloro che hanno agito; sono altres solidalmente ed illimitatamente responsabili il socio unico fondatore e, in caso di pluralit di soci fondatori, quelli che tra essi hanno autorizzato o consentito il compimento delloperazione (2331,2) E poi vietata lemissione delle azioni prima delliscrizione ed esse non possono formare oggetto di sollecitazione allinvestimento, a meno che la costituzione della societ avvenga per pubblica costituzione; cmq lemissione anticipata non nulla.

Invece possibile il trasferimento della partecipazione azionaria prima delliscrizione, ma esso potr essere validamente effettuato secondo le regole della cessione del contratto. La societ resta automaticamente vincolata solo se le operazioni compiute erano necessarie per la costituzione e se latto costitutivo ha espressamente previsto che le relative spese siano a carico della societ, provvedendo anche a specificare limporto globale almeno approssimativo. La societ invece libera di accollarsi o meno le obbligazioni derivanti da operazioni non necessarie per la costituzione, ma laccollo della societ non fa venir meno la responsabilit verso i terzi dei soggetti agenti. La nullit della societ Prima delliscrizione vi solo un contratto di societ, destinato a produrre effetti solo fra le parti contraenti; tale contratto pu essere dichiarato nullo o annullato nei casi e con gli effetti previsti dalla disciplina generale dei contratti e salva lapplicazione delle norme specificatamente dettate per i contratti associativi (1420 e 1446) esiste una societ, anche se invalidamente costituita, un organizzazione di persone e di mezzi abilitata ad operare con i terzi: la sanzione pu consistere solo nello scioglimento della societ, con lesigenza per di tutelare i terzi che hanno avuto relazioni di affari con tale societ (2232)

Dopo liscrizione

Cause di nullit: intervenuta liscrizione nel registro delle imprese, la s.p.a. pu esser dichiarata nulla solo in tre casi: 1) mancata stipulazione dellatto costitutivo nella forma dellatto pubblico; 2) illiceit delloggetto sociale; 3) mancanza nellatto costitutivo (o nello statuto) di ogni indicazione riguardante la denominazione della societ, o i conferimenti, o lammontare del capitale sociale o loggetto sociale. Effetti: la dichiarazione di nullit non tocca minimamente lattivit gia svolta, opera solo per ol futuro ed opera come semplice causa di scioglimento, che si differenzia dalle cause di scioglimento di una societ valida solo perch i liquidatori sono nominati direttamente dal tribunale con la sentenza che dichiara la nullit (2232,4); il dispositivo della sentenza deve essere iscritto, a cura degli amministratori o dei liquidatori, nel registro delle imprese (2232,6) - la dichiarazione di nullit della s.p.a. non pregiudica lefficacia degli atti compiuti in nome della societ dopo liscrizione nel registro delle imprese; di tutti gli atti compiuti, nei confronti dei terzi e nei confronti dei soci, a prescindere dalla buonafede (2232,2) - i soci non sono liberati dallobbligo dei conferimenti fino a quando non siano soddisfatti i creditori sociali, n hanno diritto di ripetere i conferimento gia eseguiti (2232,3) Sanabilit: la nullit della societ iscritta non pu esser dichiarata quando la causa di essa stata eliminata e di tale eliminazione stata data pubblicit con iscrizione nel registro delle imprese, prima che sia intervenuta la sentenza dichiarativa di nullit (2332,5) Invalidit della singola partecipazione: la singola partecipazione potr essere dichiarata nulla secondo i principi di diritto comune, ma non trovano applicazione gli art 1420 e 1446: linvalidit della singola partecipazione anche se essenziale non determina linvalidit della societ, ma semmai lo scioglimento per impossibilit di conseguimento delloggetto sociale. Inoltre la dichiarazione di invalidit della singola partecipazione non ha effetto retroattivo: il socio avr diritto alla liquidazione della sua partecipazione in base alla situazione patrimoniale della societ al momento in cui la partecipazione dichiarata nulla o annullata.

LA SOCIET PER AZIONI UNIPERSONALE In base allattuale disciplina - consentita la costituzione della s.p.a. con atto unilaterale di un unico socio fondatore (2328,1) - anche nella s.p.a. unipersonale per le obbligazioni sociali di regola risponde solo la societ col proprio patrimonio, salvo alcuni casi eccezionali Costituzione. Lunico socio fondatore risponde in solido con coloro che hanno agito per le operazioni compiute in nome della societ prima delliscrizione nel registro delle imprese (2331,2); quindi la limitazione di responsabilit dellunico socio fondatore opera solo per le obbligazioni sorte dopo lacquisto della personalit giuridica, mentre per quelle anteriori la sua responsabilit permane anche dopo liscrizione Conferimenti. Sia in sede di costituzione della societ che in sede di aumento del capitale sociale lunico socio tenuto a versare integralmente, al momento della sottoscrizione, i conferimenti in danaro (e non solo il 25% come previsto per la societ pluripersonale). La violazione di tale disciplina fa venir meno la regola della responsabilit limitata dellunico socio. Trasparenza. Negli atti e nella corrispondenza della societ deve essere indicato che la societ unipersonale, e gli amministratori devono depositare nel registro delle imprese una dichiarazione contenente i dati anagrafici dellunico socio, anche quando muti la persona dellunico socio. La violazione di questa disciplina impedisce che operi la regola della responsabilit limitata. Rapporti fra societ e unico socio. I contratti fra societ ed unico socio e le operazioni a favore dello stesso sono opponibili ai creditori della societ solo se risultano dal libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento. Responsabilit limitata ed eccezioni. Lunico socio non incorre in responsabilit illimitata per le obbligazioni sociali. Sono previste due eccezioni che comportano in caso di insolvenza della societ, la responsabilit illimitata dellunico socio per le obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui tutte le quote sono allo stesso appartenute: - lunico socio risponde illimitatamente quando non sia osservata la disciplina dellintegrale liberazione dei conferimenti esposta prima; - lunico socio risponde fino a quando non sia stata attuata la specifica pubblicit dettata per la s.p.a. unipersonale. In entrambi i casi per la responsabilit illimitata dellunico azionista ha carattere sussidiario, in quanto pu essere fatta valere dai creditori sociali solo dopo che sia stato infruttuosamente escusso il patrimonio sociale o cmq se risulta oggettivamente linsufficienza dello stesso La responsabilit illimitata viene meno per le obbligazioni sociali sorte dopo che i conferimenti sono stati eseguiti o dopo che la pubblicit stata effettuata I PATRIMONI DESTINATI Le s.p.a. per limitare il rischio di impresa possono adottare la tecnica dei patrimoni destinati: limpresa societaria resta unica, ma nel suo ambito sono individuati uno o pi patrimoni separati che rispondono solo delle obbligazioni relative a predeterminate e specifiche operazioni economiche. Vi sono due modelli di patrimoni destinati: - P.d. Operativi: la s.p.a. pu costituire uno o pi patrimoni ciascuno dei quali destinato in via esclusiva ad uno specifico affare, sia pure entro i limiti del 10% del proprio patrimonio netto; - Finanziamenti destinati: la societ pu stipulare con terzi un contratto di finanziamento di uno specifico affare, pattuendo che al rimborso totale o parziale del finanziamento siano destinati i proventi dellaffare stesso o parte di essi

Patrimoni destinati c.d. operativi La costituzione di un patrimonio destinato avviene con deliberazione adottata dallorgano amministrativo della societ a maggioranza assoluta dei suoi componenti (2447-ter). La delibera costitutiva deve contenere (2447-bis): - laffare al quale destinato il patrimonio - i beni e i rapporti giuridici compresi nel patrimonio separato - se il patrimonio incrementato da apporti di terzi, le modalit di controllo sulla gestione e di partecipazione ai risultati dellaffare - le regole di rendicontazione dello specifico affare La deliberazione deve essere verbalizzata da un notaio ed soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese; produce effetti solo dopo 60 giorni dalliscrizione: entro questo termine i creditori sociali anteriori alliscrizioni possono fare opposizione al tribunale, il quale pu disporne lesecuzione previa prestazione di idonea garanzia. Effetto = separazione patrimoniale: i creditori della societ non possono pi far valere alcun diritto sul patrimonio destinato alla specifico affare n sui frutti o proventi da esso derivanti (salvo che per la parte spettante alla societ); il vincolo di destinazione riguardante beni immobili opera per solo dopo che ne sia stata data pubblicit nei rispettivi registri. Ovviamente perch la separazione patrimoniale operi necessario che gli atti compiuti in relazione allo specifico affare rechino espressa menzione del vincolo di destinazione. Per ogni patrimonio destinato dovranno esser tenuti separatamente i libri e le scritture contabili e nel bilancio della societ dovranno essere distintamente indicati i beni e i rapporti compresi in ciascun patrimonio, con separato rendiconto in allegato al bilancio. Realizzato laffare o se lo stesso divenuto impossibile (anche per fallimento della societ o negli altri casi di cessazione del vincolo di destinazione previsti nella delibera esecutiva), gli amministratori redigono un rendiconto finale che deve essere depositato presso lufficio del registro delle imprese: - se ci sono creditori insoddisfatti questi possono chiedere la liquidazione del patrimonio destinato che avverr osservando esclusivamente le disposizioni sulla liquidazione (no procedure concorsuali) - se nessun creditore chiede la liquidazione, cessa il vincolo di destinazione e i beni e i rapporti del patrimonio destinato confluiscono in quello generale, fermo restando che su di essi i creditori insoddisfatti del patrimonio destinato conservano inalterati i propri diritti. I finanziamenti destinati Il contratto deve indicare gli elementi essenziali delloperazione (oggetto, modalit e tempi di realizzazione, costi previsti e ricavi attesi), i beni strumentali necessari per la realizzazione ed il relativo piano finanziario. Il finanziamento viene rimborsato dai proventi generati dallaffare nel tempo massimo indicato nel contratto, trascorso il quale nulla pi dovuto al finanziatore (la societ pu garantire il rimborso ma solo per una parte del finanziamento) Il patrimonio separato formato dai proventi dellaffare, dai relativi frutti e dagli investimenti eventualmente effettuati in attesa del rimborso al finanziatore; per la separazione patrimoniale necessario che copia del contratto sia stata iscritta nel registro delle imprese e che la societ adotti sistemi di incasso e contabilizzazione idonei ad individuare in ogni momento i proventi dellaffare ed a tenerli separati dal restante patrimonio della societ Delle obbligazioni nei confronti del finanziatore risponde esclusivamente il patrimonio separato. I CONFERIMENTI (Sezione IV)

I conferimenti costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della societ; la loro funzione essenziale quella di dotare la societ del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dellattivit di impresa = funzione produttiva dei conferimenti. Il valore in danaro del complesso dei conferimenti promessi dai soci, quale risulta dalla valutazione ad essi data nellatto costitutivo, costituisce il capitale sociale nominale della societ (con funzione vincolistica ed organizzativa) Per la s.p.a prevista una particolare disciplina dei conferimenti ispirata da due finalit: - effettiva acquisizione dei conferimenti: garantire che i conferimenti promessi dai soci vengano effettivamente acquisiti dalla societ - effettivit del valore dei conferimenti: garantire che il valore assegnato dai soci ai conferimenti sia veritiero Conferimenti in denaro Nella s.p.a. i conferimenti devono essere effettuati in danaro, se nellatto costitutivo non stabilito diversamente (2342.1) Versamento dei Conferimenti E previsto lobbligo di versamento immediato presso una banca di almeno il 25% dei conferimenti in danaro o dellintero ammontare se si tratta di societ unipersonale (2342.2). Per garantire leffettiva acquisizione dei conferimento, stabilito che gli amministratori sono liberi di chiedere in ogni momento ai soci i versamenti ancora dovuti. le azioni non interamente liberate sono trasferibili, ma devono essere necessariamente nominative e dal titolo azionario devono risultare i versamenti ancora dovuti; in caso di trasferimento delle azioni lobbligo di versamento dei conferimenti residui grava sia sul socio attuale, sia sullalienante (2356). La responsabilit dellalienante per limitata nel tempo (tre anni dalliscrizione del trasferimento nel libro dei soci) ed ha carattere sussidiario.

Trasferimento di azioni non liberate

Mancato pagamento: il socio in mora nei versamenti non ha diritto di voto. la societ pu vendere coattivamente le azioni del socio moroso: - offerta agli altri soci: decorsi quindici giorni dalla pubblicazione di una diffida nella Gazzetta Ufficiale, gli amministratori offrono le azioni agli altro soci (in proporzione della loro partecipazione e per un corrispettivo non inferiore ai conferimenti ancora dovuti). - vendita coattiva:In mancanza di offerte, la societ pu fare vendere le azioni a mezzo di una banca o di un intermediario finanziario autorizzato - se la vendita coattiva non ha esito, gli amministratori possono dichiarare il socio decaduto, trattenendo i conferimenti gia versati e salvo il risarcimento del danno; le azioni del socio escludo entrano a fare parte della societ, la quale se non riesce a rimetterle in circolazione entro lesercizio in cui fu pronunciata la decadenza, deve annullarle riducendo per ammontare corrispondente il capitale sociale. Tutto ci in alternativa alla normale azione giudiziaria per la condanna alladempimento e lesecuzione forzata. Conferimenti diversi dal denaro

Diversamente da quanto accade per le societ di persone, in s.p.a. non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di opera o di servizi (2342.5); esse possono formare oggetto solo di prestazioni accessorie, distinte dai conferimenti, ovvero di apporti dei soci non imputabili a capitale, ma che possono dar luogo allemissione di speciali strumenti finanziari diversi dalle azioni (2346). Per quanto riguarda i conferimenti dei beni in natura e dei crediti, le azioni corrispondenti a tali conferimenti devono essere integralmente liberate al momento della sottoscrizione (2342.3): questo significa che il socio deve porre in essere tutti gli atti necessari affinch la societ acquisti la titolarit e la piena disposizione del bene conferito una volta che sia venuta ad esistenza con il completamento del procedimento di costituzione Quindi non possibile lapporto a titolo di conferimento di cose generiche, future o altrui o di prestazioni periodiche di beni (conferimenti con effetti obbligatori); invece ammissibile il conferimento di diritti di godimento, perch la societ acquista col consenso del conferente leffettiva disponibilit del bene ed in grado di trarne tutte le utilit. Riguardi i beni immateriali, resta conferibile ogni prestazione di dare suscettibile di valutazione economica oggettiva ed immediata messa a disposizione della societ (es.: diritti di brevetto per marchi). Valutazione: i conferimenti diversi dal danaro (conferimenti in natura e conferimento di crediti) devono formare oggetto di uno specifico procedimento di valutazione (2343) - relazione di stima: chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare una relazione giurata di stima di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la societ; tale relazione deve essere allegata allatto costitutivo e deve restare depositata presso lufficio del registro delle imprese. - verifica della stima: entro sei mesi dalla costituzione della societ, gli amministratori devono controllare le valutazioni contenute nella relazione di stima e, se sussistono fondati motivi, devono procedere alla revisione della stima. Nel mentre, le azioni corrispondenti sono inalienabili e devono restare depositate presso la sede della societ. se dalla revisione risulta che il valore dei beni o dei crediti conferiti inferiore di oltre un quinto rispetto a quello per cui avvenne il conferimento, la societ deve ridurre proporzionalmente il capitale sociale ed annullare le azioni che risultano scoperte. Al socio per concessa una duplice alternativa: - pu versare la differenza in danaro, mantenendo cos inalterato il numero delle azioni sottoscritte - pu recedere dalla societ (con diritto alla liquidazione del valore attuale delle azioni sottoscritte). Gli acquisti potenzialmente pericolosi Per evitare che il divieto di conferimenti in natura possa essere eluso attraverso la vendita da parte di un socio alla societ di un bene per importo corrispondente alla somma da lui dovuta a titolo di conferimento (con conseguente estinzione del suo debito di apporto per compensazione) prevista dallart 2343-bis una particolare disciplina Sono necessarie la preventiva autorizzazione dellassemblea ordinaria e la presentazione da parte dellalienante della relazione giurata di stima di un esperto designato dal tribunale per lacquisto da parte della societ di beni o crediti dai promotori, dai fondatori, dai soci attuali o dagli amministratori quando: . il corrispettivo pattuito (anche non in danaro) pari o superiore al decimo del capitale sociale; . lacquisto costituito nei due anni dalliscrizione della societ nel registro delle imprese. Prestazioni accessorie (2345)

Oltre lobbligo dei conferimenti, latto costitutivo pu prevedere lobbligo dei soci tutti od alcuni di eseguire prestazioni accessorie non consistenti in danaro, determinandone anche contenuto, durata, modalit e compenso. Le azioni alle quali connesso lobbligo delle prestazioni accessorie devono essere nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori, poich il trasferimento delle azioni comporta anche il trasferimento in testa allacquirente dellobbligo di esecuzione delle prestazioni accessorie. Inoltre, salva diversa clausola statutaria, tali obblighi possono essere modificato solo con il consenso di tutti i soci LE AZIONI
(Sezione V)

Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella s.p.a., omogenee e standardizzate, liberamente trasferibili e di regola rappresentate da documenti (i titoli azionari) che circolano secondo la disciplina dei titoli di credito Caratteri tipizzanti: - Uguaglianza di valore e di diritti: nella s.p.a. il capitale sociale sottoscritto diviso in un numero predeterminato di parti di identico ammontare, ognuna delle quali costituisce unazione ed attribuisce identici diritti nella societ e verso la societ; la singola azione rappresenta quindi lunit minima di partecipazione al capitale sociale e lunit di misura dei diritti sociali. - Indivisibilit: se pi soggetti diventano titolari di ununica azione, devono nominare un rappresentante comune per lesercizio dei diritti verso la societ. - Autonomia: in relazione allammontare del capitale sottoscritto, ciascun socio diventa titolare non di ununica e unitaria quota di partecipazione, ma di tante quote di partecipazione quante sono le azioni sottoscritte; ogni azione quindi costituisce una partecipazione tendenzialmente distinta e autonoma rispetto alle altre possedute dallo stesso soggetto - Circolazione in forma cartolare AZIONI E CAPITALE SOCIALE Il valore delle azioni Le azioni devono essere tutte di egual valore; si definisce valore nominale delle azioni la parte del capitale sociale rappresentata da ognuna, espressa in cifra monetaria. Si possono emettere azioni sia con che senza valore nominale, ma non si possono emettere contemporaneamente azioni con e senza valore nominale. Azioni con valore Nominale nelle azioni in cui indicato il valore nominale, lo statuto deve specificare non solo il valore sottoscritto, ma anche il valore nominale di ciascuna azione ed il loro numero complessivo. Il valore nominale delle azioni (come il capitale sociale nominale) insensibile alle vicende patrimoniali della societ e pu essere modificato solo attraverso una modifica dellatto costitutivo, dando luogo al frazionamento od al raggruppamento delle azioni. lo statuto deve indicare solo il capitale sottoscritto e il numero della azioni emesse; la partecipazione al capitale del singolo azionista sar espressa in una percentuale del numero complessivo delle azioni emesse

Azioni senza valore Nominale

Valore di emissione: poich per tutte le azioni, con e senza valore nominale, vale la regola che in

nessun caso il valore complessivo dei conferimenti pu essere inferiore allammontare globale del capitale sociale, le azioni non possono essere complessivamente emesse per una somma inferiore al loro valore nominale. E possibile invece una emissione con sovrapprezzo: le azioni, cio, possono essere emesse per somma superiore al valore nominale. Lemissione con sovrapprezzo obbligatoria quando venga escluso o limitato il diritto di opzione degli azionisti sulle azioni di nuova emissione ed il valore reale delle azioni sia superiore a quello nominale. Valore reale: esso si ottiene dividendo il patrimonio netto della societ per il numero di azioni; tale Valore varia nel tempo in funzione delle vicende economiche della societ e pu essere accertato contabilmente attraverso il bilancio di esercizio (valore di bilancio). Valore di mercato: esso risulta giornalmente dai listini ufficiali quando le azioni sono ammesse alla quotazione in un mercato regolamentato (borsa valori). Lindivisibilit delle azioni (2347) Luguaglianza del valore delle azioni principio inderogabile in quanto lazione lunit minima di partecipazione e ad essa corrisponde un complesso unitario e non frazionabile di diritti e poteri sociali: le azioni sono quindi indivisibili. Se pi soggetti diventano titolari di ununica azione, si instaura per legge fra loro una situazione di compropriet indivisibile. I diritti dei comproprietari verso la societ devono essere esercitati da un rappresentante comune; se esso non viene nominato, le comunicazione e le dichiarazioni fatte dalla societ ad uno dei comproprietari sono efficaci nei confronti di tutti, mentre lesercizio dei diritti sociali rimane precluso. In ogni caso i comproprietari rispondono solidalmente verso la societ delle obbligazioni da essa derivanti e quindi per il versamento dei conferimenti ancora dovuti Frazionamento e raggruppamenti di azioni Nelle azioni con valore nominale, lindivisibilit delle azioni non impedisce che la societ, con delibera modificativa dellatto costitutivo, proceda al: - frazionamento: riduzione del valore nominale della azioni - raggruppamento: aumento del valore nominale delle azioni Nellipotesi in cui il raggruppamento crei la formazione di resti (non consente ad ogni socio la piena conversione delle azioni possedute) oppure non consenta ad alcuni soci di ottenere in cambio almeno una nuova azione, necessario valutare caso per caso la validit del raggruppamento: - il raggruppamento con resti legittimo quando conseguenza di unaltra operazione necessaria (ad esempio riduzione del capitale sociale per perdita con discesa del valore nominale a cifra frazionaria) o che sarebbe comunque impedita o gravemente ostacolata qualora non si desse luogo alla formazione di resti (ad esempio fusione) - la delibera sar invalida quando invece il raggruppamento risulta predisposto al solo fine di pregiudicare la posizione dei singoli azionisti Questi problemi non si pongono se la societ ha emesso azioni senza inidicazione del valore nominale. LA PARTECIPAZIONE AZIONARIA

Uguaglianza dei diritti Ogni azione costituisce una partecipazione sociale ed attribuisce al suo titolare un complesso unitario di diritti e poteri di natura: - amministrativa (diritto di voto e di intervento nelle assemblee) - patrimoniale (diritto agli utili, diritto alla quota di liquidazione) - amministrativa e patrimoniale (diritto di opzione, diritto di recesso) Le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti (2348.1); questo principio si ricollega strettamente a quello delluguaglianza del valore delle azioni: identico lapporto alla formazione del capitale sociale espresso da ciascuna azione e identici sono di conseguenza i diritti ed i poteri che ciascuna conferisce. Si tratta di uguaglianza relativa e non assoluta, ed inoltre di unuguaglianza oggettiva e non soggettiva. Uguaglianza relativa: luguaglianza relativa in quanto possibile creare categorie di azioni fornite di diritti diversi (2348.2);da qui la distinzione fra azioni ordinarie ed azioni di categoria o speciali. Uguaglianza oggettiva: uguali sono i diritti che ogni azione attribuisce, non i diritti di cui ciascun azionista globalmente dispone, dovendosi al riguardo tener conto anche del numero delle azioni di cui ciascuno titolare. Dal punto di vista della posizione del singolo azionista i diritti sociali possono infatti essere distinti in tre diverse categorie: 1) diritti indipendenti dal numero di azioni possedute: diritto di intervento in assemblea, diritto di denuncia al collegio sindacale, diritto di esame dei libri sociali 2) diritti che competono solo se si possiede una determinata percentuale del capitale sociale: diritto di chiedere la convocazione dellassemblea o di ottenerne il rinvio, diritto di ottenere che collegio sindacale indaghi sui fatti denunciati, diritto di denuncia al tribunale, diritto di impugnare le deliberazioni assembleari invalide. Questi diritto sono tradizionalmente definiti come diritti della minoranza, in quanto possono essere esercitati dal socio o dai osci che raggiungono le prescritte percentuali del capitale sociale, anche contro la volont della maggioranza. 3) Diritti che spettano ad ogni azionista in proporzione del numero delle azioni possedute: diritto di voto, diritto agli utili ed alla quota di liquidazione, diritto alla liquidazione della quota in caso di recesso, diritto di opzione, diritto allassegnazione gratuita di azioni. E proprio con riferimento a questi ultimi diritti che si coglie la situazione di disuguaglianza soggettiva degli azionisti, disuguaglianza perfettamente legittima e giusta nella quale si esprime il principio cardine delle societ di capitali: chi ha una maggiore partecipazione al capitale e pi rischia ha pi potere. Quando entrano in gioco interessi pubblici di particolare rilievo, sono introdotte deroghe al principio capitalistico, col riconoscimento allo Stato o ad enti pubblici di poteri societari svincolati dallammontare della partecipazione azionaria o dalla qualit stessa di azionista. Ad esempio, per evitare che la privatizzazione di societ operanti in settori strategici possa dar luogo a situazioni in contrasto con gli obbiettivi nazionali, lautorit governativa pu imporre, lintroduzione negli statuti di una clausola che attribuisce al Ministro del tesoro o allente pubblico cedente uno o pi dei seguenti poteri speciali: gradimento allassunzione di partecipazioni rilevanti da parte di azionisti privati, gradimento alla conclusione di sindacati di voto fra gli stessi, potere di veto alladozione di una serie di delibere di particolare rilievo strategico, nomina fino ad un quarto degli amministratori e di un sindaco Unit ed autonomia delle partecipazioni azionarie

Principio di autonomia delle azioni = le azioni costituiscono partecipazioni sociali distinte; lazionista pu sottoscrivere od acquistare pi azioni ed in tal caso diventa titolare di una pluralit di partecipazioni, non di una unica ed unitaria partecipazione - lazionista pu disporre in modo autonomo e separato delle azioni possedute - anche allinterno della societ lazionista potr comportarsi come titolare di distinte partecipazioni nellesercizio dei diritti proporzionati al numero di azioni possedute (un esercizio necessariamente unitario invece inevitabile per quei diritti che spettano allazionista in quanto tale, indipendentemente dal numero di azioni possedute) Ma la tendenziale autonomia delle azioni non esclude che sotto determinati profili acquisti rilievo anche la complessiva partecipazione posseduta da una stessa persona: - ci sono diritti che sono riconosciuti solo ad una pluralit di azioni - numerose norme impongono obblighi e specifici divieti allazionista in possesso di determinate aliquote del capitale sociale - un pacchetto azionario, soprattutto se di maggioranza, ha un proprio specifico valore, maggiore della somma dei valori delle singole azioni atomisticamente considerate

Le categorie speciali di azioni Sono categorie speciali di azioni quelle fornite di diritti diversi da quelli tipici previsti dalla disciplina legale; esse possono essere create con lo statuto o con successiva modificazione dello stesso. contemporanea presenza di diversi gruppi di azionisti con interessi parzialmente non coincidenti Le deliberazioni dellassemblea (generale) che pregiudicano i diritti di una diversa categoria di azioni il pregiudizio deve essere diretto e non solo indiretto o di fatto) devono essere approvate anche dallassemblea speciale della categoria interessata; se la azioni speciali non sono quotate, alle assemblee speciali si applica la disciplina delle assemblee straordinarie, mentre se le azioni speciali sono quotate si applica la disciplina dellorganizzazione degli azionisti di risparmio (quorum meno elevati, rappresentante degli azionisti speciali) La societ gode di ampia autonomia nel modellare il contenuto della partecipazione azionaria, sia pure con losservanza dei limiti espressamente posti dalla legge o desumibili dal sistema. Fra i limiti espressi c il divieto di emettere azioni a voto plurimo, cio azioni che attribuiscono ciascuna pi di un voto. Si consente a tutte le societ la creazione di: - azioni senza diritto di voto - azioni con diritto di voto limitato a particolari argomenti (anche non privilegiate) - azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Azioni senza voto, a voto limitato ed a voto condizionato non possono superare complessivamente la met del capitale sociale. Alle societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (societ non quotate) consentito anche di prevedere che, in relazione alle azioni possedute da uno stesso soggetto: - il diritto di voto sia limitato ad una misura massima; - sia introdotto il voto scalare (es.: fino al 10% del capitale un voto per azione, fino al 20% due) Le azioni privilegiate sono azioni che attribuiscono ai loro titolari un diritto di preferenza nella distribuzione degli utili e/o nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della societ; con

il solo limite del patto leonino, la societ libera di articolare come preferisce il contenuto patrimoniale di tali azioni. La azioni correlate sono azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dellattivit sociale di un determinato settore; la possibilit di emetterle sussiste anche quando non si danno vita a patrimoni separati destinati ad uno specifico affare. Lo statuto deve tuttavia stabilire i criteri di individuazione dei costi e ricavi imputabili al settore, le modalit di rendicontazione, i diritti attribuiti a tali azioni, nonch le eventuali condizioni e modalit di conversione in azioni di altra categoria (2350.2) Azioni di risparmio Esse sono azioni del tutto prive del diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie; di esse non si tiene conto quindi n per il calcolo dei relativi quorum costitutivi o deliberativi, n per il calcolo delle aliquote richieste per lesercizio dei diritti attribuiti alle minoranze; comunque gli azionisti di risparmio sono dei soci e quindi per quanto non espressamente previsto la loro posizione deve essere equiparata a quella degli azionisti ordinari. Si deve ritenere escluso che agli azionisti di risparmio possa essere riconosciuto il diritto di intervento in assemblea ed il diritto di impugnare le delibere assembleari invalide, perch con la riforma del 2003 lesercizio di questi diritti stato riservato agli azionisti con diritto di voto. Non possono superare, in concorso con le azioni a voto limitato, la met del capitale sociale. A differenza delle azioni a voto limitato, possono essere emesse solo da societ le cui azioni ordinarie sono quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dellUnione Europea. Inoltre, a differenza delle altre azioni, possono essere emesse al portatore. Si differenziano poi dalle azioni senza voto emesse dalle societ non quotate per il fatto che devono essere necessariamente dotate di privilegi di natura patrimoniale Le azioni di risparmio sono dotate di particolari privilegi di natura patrimoniale, latto costitutivo determina il contenuto del privilegio, le condizioni, i limiti, le modalit e i termini per il suo esercizio, nonch i diritti spettanti alle azioni di risparmio in caso di esclusione dalla quotazione delle azioni ordinarie o di risparmio. Diritto di opzione: in caso di aumento del capitale sociale a pagamento, salva diversa disposizione dellatto costitutivo, i possessori di azioni di risparmio hanno diritto di ricevere azioni di risparmio della stessa categoria, ovvero, in mancanza o per la differenza, nellordine, azioni di risparmio di altra categoria, azioni privilegiate, azioni ordinarie Previsione di unorganizzazione di gruppo per la tutela degli interessi comuni: essa si articola nellassemblea speciale e nel rappresentante comune. Lassemblea delibera sugli oggetti di interesse comune ed in particolare: - sullapprovazione delle delibere dellassemblea della societ che pregiudicano i diritti degli azionisti di risparmio e sulla transazione delle controversie con la societ; - sulla nomina e sulla revoca del rappresentante comune e sullazione di responsabilit nei suoi confronti. Il rappresentante comune provvede allesecuzione delle deliberazioni dellassemblea e tutela gli interessi comuni degli azionisti di risparmio nei confronti della societ: egli ha - il diritto di esaminare il libro dei soci ed il libro delle adunanze dellassemblea generale - pu assistere alle assemblee della societ ed impugnarne le deliberazioni.

Azioni a favore dei prestatori di lavoro Azioni gratuite: il 2349 consente lassegnazione straordinaria di utili ai dipendenti delle societ o di societ controllate: gli utili sono imputati a capitale e, per limporto corrispondente, la societ emette speciali categorie di azioni che vengono assegnate gratuitamente ai prestatori di lavoro. Azioni a pagamento: la societ pu poi escludere o limitare il diritto di opzione degli azionisti sulle azioni a pagamento di nuova emissione, per offrire le stesse in sottoscrizione ai dipendenti della societ o di societ controllate o controllanti. La societ pu inoltre concedere prestiti o fornire garanzie a favore dei propri dipendenti o dei dipendenti di societ controllanti o controllate, per favorire la sottoscrizione o lacquisto delle proprie azioni; le somme versate e le garanzie prestate per devono essere contenute nei limiti degli utili distribuibili regolarmente accertati e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio regolarmente approvato (2358.3). Questa una deroga al divieto generale di concedere prestiti o garanzie per la sottoscrizione o lacquisto di proprie azioni. La societ pu infine assegnare ai propri dipendenti o ai dipendenti di societ controllate strumenti finanziari partecipativi diversi dalle azioni. Dalle azioni vanno tenuti distinti gli strumenti finanziari partecipativi: essi non sono parti del capitale sociale (anche se contribuiscono ad incrementare il patrimonio sociale) e dunque non attribuiscono la qualit di azionista. Essi possono essere forniti solo di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, con esclusione del diritto di voto nellassemblea generale degli azionisti. Possono per essere dotati di diritto di voto su argomenti specificamente indicati. Lo statuto disciplina modalit e condizioni di emissione, i diritti che conferiscono, le sanzioni in caso di inadempimento delle prestazioni e, se ammessa, la legge di circolazione. Azioni di godimento Esse sono una categoria di azioni speciali la cui funzione quella di assicurare la parit di trattamento degli azionisti in occasione di una particolare operazione: la riduzione reale del capitale sociale attuata mediante sorteggio ed annullamento di un certo numero di azioni dietro rimborso del solo valore nominale delle azioni stesse. Poich il valore reale delle azioni pu essere notevolmente superiore a quello nominale, agli azionisti rimborsati vengono rilasciati speciali titoli denominati azioni di godimento Diritti patrimoniali le azioni di godimento sono postergate alle altre azioni sotto il profilo dei diritti patrimoniali, in quanti i loro titolare (avendo gia recuperato il valore nominale delle azioni, partecipano alla ripartizione degli utili solo dopo che sia stato corrisposto alle altre azioni un dividendo pari allinteresse legale sul valore nominale. salvo che lo statuto disponga diversamente, le azioni di godimento non attribuiscono diritto di voto, e quindi neanche diritti di intervento in assemblea e di impugnazione delle delibere assembleari invalide.

Diritti Amministrativi

LA CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI I titoli azionari (o certificati azionari) sono i documenti che rappresentano le quote di partecipazione nella s.p.a. non quotate, n diffuse tra il pubblico in maniera rilevante e ne consentono il trasferimento secondo le regole proprie dei titoli di credito. La loro emissione nelle societ non quotate normale ma non essenziale: lo statuto pu infatti escludere lemissione di titoli azionari, rimanendo cos il trasferimento delle azioni assoggettato alla disciplina della cessione del contratto in quanto applicabile (esso avr effetto nei confronti della societ con liscrizione nel libro dei soci) Contenuto: i certificati azionari devono contenere: 1) la denominazione e la sede della societ 2) la data dellatto costitutivo e della sua iscrizione, e lufficio del registro delle imprese dove la societ iscritta 3) il loro valore nominale, o se si tratta di azioni senza valore nominale, il numro complessivo delle azioni emesse e lammontare del capitale sociale 4) lammontare dei versamenti parziali sulle azioni non interamente liberate 5) i diritti e gli obblighi particolari ad esse inerenti I titoli azionari possono essere titoli semplici o multipli, frema restando lindivisibilit del titolo unitario La cedole:

Si ritiene che i titoli azionari debbano rientrare nella categoria dei titoli di credito causali, cio che possono essere emessi solo in base ad un determinato rapporto causale e che si caratterizzano per la parziale sensibilit del rapporto cartolare alle eccezioni desumibili dalla disciplina legale del rapporto societario (rapporto fondamentale) Regime delle eccezioni: lesigenza di tutela dellacquirente va sacrificata per evitare di ledere linderogabile principio societario della salvaguardia dellintegrit del capitale sociale; ma per contro la societ non pu opporre al terzo acquirente eccezioni fondate sui rapporti personali con dante causa qualora non entri in gioco lesigenza di salvaguardare il capitale sociale. la societ pu opporre erga omnes eventuali vizi del procedimento di creazione delle azioni la societ pu opporre al terzo acquirente lintervenuto annullamento del titolo azionario non risultante dal documento, come si verifica nel caso di duplicazione dei titoli per la stessa partecipazione conseguente alla vendita coattiva la societ pu chiedere al terzo acquirente i versamenti dei conferimenti ancora dovuti, anche se dal titolo non risulta che le azioni non sono interamente liberate Trasferimento: ai titoli azionari applicabile il principio dellautonomia in sede di circolazione dei titoli di credito: chi acquista in buona fede il possesso del titolo azionario, secondo le norme che ne regolano la circolazione, non soggetto a rivendicazione Legittimazione: il titolo azionario svolge una funzione di legittimazione nei rapporti interni allorganizzazione societaria: il possessore del titolo azionario, che si legittima nelle forme

prescritte dalla legge, pu esercitare i diritti sociali senza essere tenuto a provare la propriet del titolo e la qualit di socio Letteralit incompleta: il titolo azionario non attribuisce un diritto letterale, cio un diritto il cui contenuto determinato esclusivamente da quanto scritto nel documento: per determinare la posizione del socio nei confronti della societ necessario fare riferimento a fonti di cognizione estranee alla lettera del titolo, cio allatto costitutivo e alle delibere assembleari Secondo il codice le azioni possono essere nominative o al portatore a scelta dellazionista (2354.1). Ma per i titola azionari vige la nominativit obbligatoria: tutte le azioni devono essere nominative, salvo le azioni di risparmio e quelle emesse dalle Sicav (societ di investimento a capitale variabile) che, purch interamente liberate, possono essere nominative o al portatore a scelta dellazionista. La legge di circolazione Le azioni nominative devono essere intestate al nome di una persona fisica o giuridica e lintestazione deve risultare anche da una apposito registro tenuto dalla societ emittente (libro dei soci) per il trasferimento dei titoli azionari necessario il mutamento della doppia intestazione sul titolo e sul libro di soci e quindi la necessaria cooperazione della societ emittente. La doppi annotazione pu avvenire secondo due procedure: transfert: prevede il cambiamento delle due intestazioni a cura e sotto la responsabilit della societ emittente; il transfert pu essere chiesto sia dallalienante sia dallacquirente: lalienante deve esibire il titolo e deve provare la propria identit e la propria capacita di agire mediante certificazione di un notaio o di altro soggetto secondo quanto previsto dalle leggi speciali (2355.3) lacquirente deve esibire il titolo e deve dimostrare il suo diritto (cio lacquisto del titolo) mediante atto con firma autenticata o atto pubblico Controllato che queste formalit sono state osservate, la societ annota il nome dellacquirente nel libro dei soci e nel titolo, o pu anche rilasciare un nuovo titolo girata: la duplice annotazione eseguita da soggetti diversi ed in tempi diversi, in particolare lannotazione sul titolo (girata) fatta dallalienante, quella nel libro dei soci dalla societ. Forma: la girata deve essere datata, deve contenere il nome dei giratario e deve essere sottoscritta dal girante e anche dal giratari se le azioni non sono liberate, deve poi essere autenticata da un notaio, da un agente di cambio, da una banca a ci autorizzata o da una sim a garanzia dellidentit e della capacit del girante e anche del giratario se le azioni non sono liberate. Effetti: la preventiva annotazione nel libro dei soci non pi necessaria per lesercizio dei diritto sociali, in quanto il giratario che si dimostra possessore in base ad una serie continua di girate gia legittimato ad esercitare tutti di diritti sociali. Quindi liscrizione non ha efficacia legittimante ma solo informativa (2355.3). Resta tuttavia fermo lobbligo della societ di aggiornare il libro dei soci. Le azioni al portatore non sono intestate ad alcuna persona (c.d. titoli a legittimazione reale) e il trasferimento avviene mediante semplice consegna del titolo allacquirente: il possessore del titolo legittimato allesercizio dei relativi diritti in base alla semplice presentazione del titolo alla societ. Le azioni dematerializzate Il rischi di smarrimento o di furti dei titoli e gli inconvenienti pratici per le azioni nominative quotate in borsa hanno fatto sorgere lesigenza delladozione di un meccanismo di circolazione svincolato dal trasferimento materiale del documento e basato su semplici registrazioni contabili.

Nel nostro ordinamento a queste finalit risponde il sistema di gestione accentrata di strumenti finanziari; il sistema gestito da apposite societ per azioni a statuto speciale, che operano sotto la vigilanza della Consob e della Banca dItalia (Monte Titoli s.p.a.). Le modalit di funzionamento del sistema di gestione accentrata sono diverse a seconda che gli strumenti finanziari immessi possano o meno essere rappresentati da titoli in base alla disciplina della dematerializazione. Infatti dal 5/10/98 non possono pi essere rappresentati da titoli due generi di strumenti finanziari: quelli negoziati o destinati alla negoziazione nei mercati regolamentati italiani quelli diffusi fra il pubblico in misura rilevante Invece per quanto riguarda gli altri strumenti finanziari che non presentano queste caratteristiche, in facolt degli emittenti assoggettarli al regime di dematerializzazione. Coesistono quindi due sistemi di gestione accentrata: Sistema di gestione accentrata non dematerializzata Esso si fonda sul deposito dei titoli azionari presso la societ di gestione (Monte Titoli s.p.a.); ladesione facoltativa e la scelta rimessa al singolo azionista: questi pu depositare i propri titoli presso un intermediario autorizzato con un contratto di deposito titoli in amministrazione, che espressamente autorizza lintermediario a subdepositarli presso la societ di gestione accentrata. La circolazione dei titoli depositati si fonda su semplici scritture contabili poste in essere dalla societ di gestione (su disposizione del depositante trasmessa tramite lintermediario subdepositante) che producono gli effetti propri del trasferimento secondo la disciplina legislativa dei titoli di credito: laccredito contabile equiparato ex lege al trasferimento materiale del titolo e determina lacquisto di un diritto cartolare autonomo da parte del beneficiario dellordine. Per quanti riguarda lesercizio dei diritti, esso svincolato dallesibizione dei titoli custoditi: - la societ di gestione legittimata a compiere tutte le operazioni inerenti alla gestione dei titoli e ad esercitare le azioni conseguenti alla distruzione, smarrimento e sottrazione dei titoli immessi nel sistema - lesercizio dei diritti incorporati nel titolo e del diritto di voto sono invece riservati ai titolari delle azioni; la relativa legittimazione attribuita da apposite certificazioni attestanti la partecipazione al sistema rilasciate dagli intermediari sulla base delle proprie scritture contabili e contenenti lindicazione del diritto sociale esercitatile. Si tratta quindi di una dematerializzazione della circolazione Sistema di gestione accentrata dematerializzata Le azioni negoziate nei mercati regolamentati o diffuse tra il pubblico sono soggette a dematerializzazione obbligatoria e quindi lemissione ed il trasferimento , per legge o per volont dellemittente, avviene esclusivamente attraverso il sistema di gestione accentrata, con registrazioni contabili analoghe a quelle sopra esposte. Per le nuove emissioni dematerializzate lemittente si limita a comunicare alla societ di gestione lammontare globale dellemissione, il suo frazionamento e gli intermediari ai quali accreditare le azioni emesse. La societ di gestione apre un conto per ogni emittente e nel contempo per ogni intermediario accende conti destinati a registrare i movimenti di strumenti finanziari disposti tramite lo stesso; gli intermediari a loro volta registrano in conti distinti per ogni titolare le azioni di pertinenza degli stessi. Il trasferimento delle azioni dematerializzate pu essere effettuato dai titolari solo tramite gli intermediari autorizzai: su loro richiesta la societ di gestione provvede a registrare i trasferimenti delle azioni nei conti agli stessi accesi. Per quanto riguarda lesercizio dei diritti: - lintermediario esercita in nome e per conto del titolare del conto i diritti patrimoniali - i diritti amministrativi sono invece esercitabili dal titolare del conto sulla base di una certificazione non trasferibile rilasciata dallintermediario, al quale pu essere conferito il mandato allesercizio di tali diritti Vincoli sulle azioni

Le azioni possono essere costituite in usufrutto od in pegno e possono formare oggetto di misure cautelari ed esecutive (sequestro giudiziario o conservativo, pignoramento). - la costituzione in usufrutto o in pegno delle azioni nominative avviene mediante annotazione del relativo vincolo, a cura della societ emittente, sul titolo e nel libro dei soci; essa improduttiva di effetti nei confronti della societ e dei terzi ove non vengano osservate tali formalit (2024) - i pignoramenti i sequestri ed altre opposizioni debbono essere eseguiti sul titolo (spossessamento) Art 2352 Diritto di voto. Salvo convenzione contraria, il diritto di voto compete al creditore pignoratizio od allusufruttuario, che dovranno comunque esercitarlo in modo da non ledere gli interessi del socio, esponendosi altrimenti al risarcimento dei danni nei suoi confronti Nel caso di sequestro delle azioni il voto esercitato dal custode. Altri diritti amministrativi. Essi spettano disgiuntamente sia al socio sia al creditore pignoratizio o allusufruttuario, se dal titolo costitutivo del vincolo non risulta diversamente. In caso di sequestro sono invece esercitati dal custode, salvo che dal provvedimento del giudice non risulti diversamente Diritto di opzione. Spetta invece al socio e solo ad esso sono attribuite le nuove azioni sottoscritte, libere da vincoli Al titolare del diritto frazionati spettano gli utili distribuiti dalla societ; inoltre in caso di aumento gratuito del capitale, il pegno lusufrutto o il sequestro si estendono alle azioni di nuova emissione. Versamento delle somme dovute sulle azioni non liberate: - in caso di pegno il socio che deve provvedere al versamento (in mancanza, il creditore pignoratizio pu far vendere le azioni tramite intermediari autorizzati con trasferimento del pegno sul ricavato); - in caso di usufrutto, lusufruttuario che deve provvedere al versamento, salvo il suo diritto alla restituzione di tale somma al termine dellusufrutto. Limiti alla circolazione delle azioni Le azioni in via di principio sono liberamente trasferibili, ma ci possono essere dei limiti Limiti legali - le azioni liberate con conferimenti diversi dal danaro non possono essere alienate prima del controllo della valutazione (2343.3) - le azioni con prestazioni accessorie non sono trasferibili senza il consenso del consiglio di amministrazione (2345.2) - le azioni delle societ fiduciarie e di revisione non sono trasferibili senza il consenso del consiglio di amministrazione - limiti alla circolazione sono previsti quando il trasferimento riguardi partecipazioni rilevanti o di controllo Limiti convenzionali: determinati da accordi intercorsi fra i soci - patti parasociali: risultano da accordi non consacrati nellatto costitutivo; vengono definiti sindacati di blocco e hanno lo scopo di evitare lingresso in societ di terzi non graditi; essi vincolano solo le parti contraenti: la loro violazione non comporta invalidit della vendita della azioni, n la societ potr rifiutare liscrizione dellacquirente nel libro dei soci; linadempiente sar tenuto solo al risarcimento del danno nei confronti degli altro soci. - limiti statutari: risultino dallatto costitutivo della societ; le clausole limitatrici della circolazione se inserite nellatto costitutivo acquistano efficacia reale Lo statuto pu vietare del tutto la circolazione delle azioni, per un periodo non superiore a cinque anni dalla costituzione della societ o dal momento in cui il divieto viene introdotto. Pu anche sottoporre

a particolari condizioni il trasferimento, anche a causa di morte, delle azioni nominative; la clausole statutarie finalizzate a limitare la circolazione delle azioni possono assumere le formulazioni pi varie Clausola di prelazione: la clausola che impone al socio, che intende vendere le azioni, di offrirle preventivamente agli altri soci e di preferirli ai terzi a parit di condizioni. Poich la clausola ha efficacia reale, essendo inserita nellatto costitutivo, la violazione del patto di preferenza comporta linefficacia del trasferimento non solo nei confronti della societ (che potr rifiutare liscrizione del terzo acquirente nel libro dei soci), ma anche nei confronti dei soci beneficiari del diritto di prelazione 8che hanno il diritto di riscattare dal terzo acquirente le azioni) Clausole di gradimento: possono essere distinte in due categorie: clausole che richiedono il possesso di determinati requisiti da parte dellacquirente; clausole che subordinano il trasferimento delle azioni al consenso (placet) di un organo sociale. Esse, definite clausole di mero gradimento, erano un tempo inefficaci; oggi invece si consente che esse vengano inserite nellatto costitutivo ma con dei limiti di validit: devono prevedere, in caso di rifiuto del gradimento, un obbligo di acquisto a carico della societ o degli altri soci, oppure il diritto di recesso dellalienante. Clausole di riscatto: prevedono un potere di riscatto delle azioni da parte della societ o dei soci al verificarsi di determinati eventi (2347-sexies), ad es. in caso di morte dellazionista. Il valore di rimborso di tali azioni determinato applicando le disposizioni in tema di diritto di recesso dellazionista e trova applicazione anche il relativo procedimento di liquidazione; in caso di riscatto a favore della societ trova poi applicazione la disciplina dellacquisto di azioni proprie. Le clausole statutarie limitative della circolazione possono essere introdotte o rimosse nel corso della vita della societ con delibera dellassemblea straordinaria; ma il tal caso, se lo statuto non dispone diversamente, riconosciuto diritto di recesso ai soci che non hanno concorso allapprovazione delle delibera (2347.2 lett. b) OPERAZIONI DELLA SOCIET SULLE PROPRIE AZIONI Il fatto che le partecipazioni azionarie sono incorporate in titoli di credito, rende tecnicamente possibile il compimento da parte della societ di operazioni sulle proprie azioni, come la sottoscrizione e la compravendita. Queste operazioni sono per molto pericolose per lintegrit del capitale sociale (possibile elusione dellobbligo di conferimento e del divieto di restituzione anticipata dei conferimenti eseguiti) e per il corretto funzionamento dellorganizzazione societaria e per il mercato dei titolo (possibile manovre speculative per alterare le quotazioni) Sottoscrizione Lauto sottoscrizione darebbe luogo ad un incremento del capitale sociale nominale, senza alcun incremento del capitale sociale reale, dato che la societ diventerebbe creditrice di se stessa per i conferimenti dovuti. In nessun caso la societ pu sottoscrivere proprie azioni; il divieto ha carattere assoluto e soffre una sola parziale deroga, per lesercizio del diritto di opzione sulle azioni proprie detenute dalla societ. Il divieto opera sia in sede di costituzione della societ, sia in sede di aumento del capitale sociale. Colpisce sia la sottoscrizione diretta, compiuta in nome della societ, sia la sottoscrizione indiretta, compiuta da terzi in nome proprio ma per conto della societ. Sanzione se viene violato questo divieto di autosottoscrizione, non si ha nullit della sottoscrizione: le azioni si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai soggetti che materialmente hanno violato il divieto.

in caso di sottoscrizione diretta (in nome della societ), le azioni si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai promotori e dai soci fondatori o, in caso di aumento del capitale sociale, dagli amministratori. A questa conseguenza pu sottrarsi chi dimostri di essere esente da colpa. in caso di sottoscrizione indiretta, il terzo che ha sottoscritto le azioni, in nome proprio ma per conto della societ, che considerato a tutti gli effetti sottoscrittore per conto proprio. Rispondono, solidamente con il terzo, anche i promotori e i soci fondatori ovvero, in caso di aumento del capitale sociale, gli amministratori della societ, salvi che tali soggetti provino di essere esenti da colpa Acquisto di azioni proprie Anche questa operazione rischiosa: pu dar luogo ad una riduzione del capitale reale, rimanendo invece invariato il capitale nominale, quando la societ impiega nellacquisto somme eccedenti gli utili disponibili e le altra entit patrimoniali disponibili. Ma lacquisto di azioni proprie pu anche costituire una proficua forma di investimento delle eccedenze patrimoniali disponibili. La societ pu acquistare azioni proprie (tranne le Sicav), ma deve rispettare 4 condizioni (2357): - le somme impiegate nellacquisto non eccedano lammontare degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato; - le azioni da acquistare siano interamente liberate, altrimenti la societ diverrebbe creditrice di se stessa e sarebbe preclusa leffettiva acquisizione dei conferimenti ancora dovuti. - lacquisto sia autorizzato dallassemblea ordinaria; la delibera deve fissare le modalit di acquisto, la durata, non superiore a diciotto mesi, per la quale lautorizzazione accordata, il corrispettivo minimo e il corrispettivo massimo. - il valore nominale delle azioni acquistate non ecceda la decima parte del capitale sociale, tenuto conto anche delle azioni possedute da societ controllate; questo per evitare che la societ possa incidere sul mercato dei propri titoli Sanzioni gli acquisti compiuti senza losservanza delle condizioni restano validi, ma gli amministratori sono esposti a sanzioni penali; inoltre le azioni acquistate (anche quelle acquistate in modo indiretto tramite societ fiduciaria o per interposta persona) violando queste condizioni devono essere vendute entro un anno dal loro acquisto, in mancanza si dovr procedere al loro annullamento ed alla corrispondente riduzione del capitale sociale.

Alcuni casi speciali di acquisto sono sottratti in tutto o in parte alle limitazioni dettate in via generale: riduzione del capitale: nessuna limitazione applicabile quando lacquisto avviene in esecuzione di una delibera assembleare di riduzione del capitale sociale, da attuarsi mediante riscatto ed annullamento di azioni recesso: lacquisto di azioni proprie subordinato solo allimpiego di utili e riserve disponibili quando finalizzato al rimborso di un socio recedente e non stato possibile collocare le azioni presso gli atri soci o sul mercato deve essere rispettato il limite del dieci per cento del capitale sociale e le azioni possedute in eccedenza devono essere alienate entro tre anni quando lacquisto avviene: - a titolo gratuito, semprech si tratti di azioni interamente liberate - per effetto di successione universale, o di fusione, o di scissione - in occasione di esecuzione forzata per il soddisfacimento di un credito della societ, semprech si tratti di azioni interamente liberate Regime delle azioni proprie in possesso della societ. I diritti sociali relativi alle azioni proprie sono sterilizzati; il diritto di voto e gli altri diritti amministrativi sono sospesi. Tuttavia le azioni proprie sono computate nel capitale ai fini del calcolo del quorum costitutivo e deliberativo dellassemblea. Il diritto agli utili spetta proporzionalmente alle

altre azioni. Per quanto riguarda il diritto di opzione, lassemblea pu autorizzarne lesercizio totale o parziale, ma la societ deve liberare subito e interamente le azioni sottoscritte, impiegando a tal fine utili e riserve disponibili Gli amministratori non possono disporre delle azioni senza la preventiva autorizzazione dellassemblea. Altre operazioni Art. 2358 La societ non pu accordare prestiti, n fornire garanzie per l'acquisto o la sottoscrizione delle azioni proprie. La societ non pu, neppure per tramite di societ fiduciaria, o per interposta persona, accettare azioni proprie in garanzia. Le disposizioni dei due commi precedenti non si applicano alle operazioni effettuate per favorire l'acquisto di azioni da parte di dipendenti della societ o di quelli di societ controllanti o controllate. In questi casi tuttavia le somme impiegate e le garanzie prestate debbono essere contenute nei limiti degli utili distribuibili regolarmente accertati e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato.

LE PARTECIPAZIONI RILEVANTI Informativa sulla partecipazioni rilevanti Per assicurare la trasparenza della compagine azionaria, sono previste delle particolari regole. Partecipazione in s.p.a. quotata previsto un obbligo di comunicazione alla societ partecipata e alla Consob per tutti coloro che detengono, direttamente o indirettamente, in una societ per azioni quotata, una partecipazione superiore al 2 %.

Lobbligo di comunicazione alla societ partecipata e alla Consob vige anche riguardo alle successive variazioni delle partecipazioni rilevanti; la Consob con proprio regolamento ha adottato un sistema di soglie fisse: ulteriori comunicazioni sono dovute quando sono superate le percentuali del 5, 7.5, 10 per cento e successivi multipli di cinque, nonch quando la partecipazione scende sotto tali percentuali o sotto il 2 per cento. Sanzioni per la violazione degli obblighi di comunicazione: sono comminate sanzioni pecuniarie e la sospensione del voto inerente alle azioni agli strumenti finanziari diversi dalle azioni per i quali sia stata omessa la comunicazione Qualora la societ ammetta ugualmente il socio a votare, la relativa deliberazione impugnabile ex art. 2377, se il voto di quel socio stato determinante per la formazione della maggioranza; anche la Consob pu impugnare la deliberazione entro centoottanta giorni. Partecipazione di s.p.a. quotate in s.p.a. non quotate o in s.r.l. previsto un obbligo di comunicazione alla societ partecipata e alla Consob per le s.p.a quotate che detengono una partecipazione superiore al 10 % del capitale di s.p.a. non quotate o di s.r.l..

Per la comunicazione delle successive variazioni la Consob ha adottato un sistema periodico: alla Consob devono essere comunicate solo le partecipazioni superiori al dieci per cento detenute alla data di chiusure del primo semestre di esercizio e alla data di chiusura dellesercizio sociale; alla societ partecipata deve invece essere comunicata solo la riduzione della partecipazione al di sotto del dieci per cento. Sanzioni per la violazione degli obblighi di comunicazione: sono comminate sanzioni pecuniarie Partecipazioni in altre societ le partecipazioni in societ non quotate , ma che operano in settori di particolare interesse generale sono soggette ad una disciplina che sostanzialmente ricalca quella dettata per le partecipazione in societ quotate. Si tratta delle: - societ bancarie - societ di intermediazione mobiliare, societ di gestione del risparmio, societ di investimento a capitale variabile - societ di assicurazione. Oltre che alla societ partecipata le partecipazioni rilevanti vanno comunicate rispettivamente alla Banca dItalia, alla Consob e allIsvap

Tutte le altre societ non quotate sono tenute a rendere pubblico annualmente, mediante iscrizione nel registro delle imprese, lelenco di tutti i soci alla data di approvazione del bilancio, con lindicazione del numero di azioni possedute, dei soggetti diversi dai soci titolari di diritti o beneficiari di vincoli sulle azioni, nonch delle annotazioni effettuate nel libro dei soci a partire dalla data di approvazione del bilancio dellesercizio precedente

Lacquisto di partecipazioni rilevanti in societ quotate Chiunque intenda acquistare una partecipazione di controllo in una societ con azioni quotate deve osservare specifiche regole di comportamento; il passaggio di propriet di pacchetti di controllo di societ quotate deve avvenire con la massima trasparenza e con modalit che consentano a tutti gli azionisti di partecipare al premio di maggioranza che loperazione pu comportare (guadagno sul prezzo delle azioni che solitamente maggiore della quotazione) Principi cardine: - lopa la sola procedura che consente di tutelare gli azionisti di minoranza in caso di cambiamento del gruppo di controllo poich consente loro di disinvestire beneficiando del premio di maggioranza; lopa quindi obbligatorio quando trasferito il pacchetto di controllo di una societ quotata - lopa, obbligatoria o volontaria, deve svolgersi nel rispetto di determinate regole di comportamento, inderogabilmente fissate per legge, a tutela dei destinatari dellofferta e del regolare funzionamento del mercato di borsa Opa obbligatoria: ci sono due casi in cui il lancio di unopa per legge obbligatorio lopa successiva totalitaria: consente agli azionisti di minoranza di societ con azioni ordinarie quotate di uscire dalla societ a seguito del mutamento dellazionista di controllo Chi in seguito ad acquisti a titolo oneroso (sul mercato o a trattativa provata) arrivato a detenere, direttamente o indirettamente, una partecipazione superiore al 30% della azioni (ordinarie o speciali) che attribuiscono diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o revoca o responsabilit degli amministratori o del consiglio di sorveglianza, ha lobbligo di promuovere un offerta pubblica di acquisto, che deve avere come oggetto lacquisto della totalit delle azioni quotate ancora in circolazione (ordinarie e speciali) che attribuiscono diritti di voto nelle stesse materie. Prezzo minimo = media aritmetica fra il prezzo medio ponderato di mercato degli ultimi dodici mesi e quello pi elevato pattuito nello stesso periodo dallofferente per acquisto fuori borsa di azioni della medesima categoria La Consob ha definito con regolamento che sussiste lobbligo di lanciare un opa successiva anche in altri casi particolari: - acquisto indiretto di una partecipazione superiore al trenta per cento in una societ quotata (realizzato cio acquistando il controllo di una societ, anche non quotata, il cui patrimonio prevalentemente costituito da titoli emessi dalla societ quotata - acquisto effettuati da chi gia deteneva pi del trenta per cento, senza per disporre della maggioranza dei voti nella assemblea ordinaria (cio senza avere il controllo di diritto) lopa residuale: consente agli azionisti di minoranza luscita dalla societ ad un prezzo equo quando la stessa ormai saldamente in pugno di un predeterminato gruppo di controllo, con la conseguenza che il regolare andamento delle negoziazioni pregiudicato dalla mancanza di un adeguato flottante (azioni diffuse tra il pubblico) Chi arriva a detenere pi del 90% delle azioni ordinarie ha lobbligo di lanciare lopa sulla totalit delle azioni con diritto di voto ancora in circolazione, nel prezzo fissato dalla Consob, se non ripristina entro 120 giorni un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni. Lobbligo di acquisto sussiste anche per chi venga a detenere pi del novanta per cento di una categoria speciale di azioni che attribuiscono diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o revoca o responsabilit degli amministratori o del consiglio di sorveglianza, ma il tal caso lofferta rivolta solo ai possessori di azioni della medesima categoria.

Sanzioni: - il diritto di voto inerente allintera partecipazione detenuta non pu essere esercitato; in caso di inosservanza, la delibera impugnabile ex art. 2377, se il voto del socio che avrebbe dovuto astenersi stato determinante per la formazione della maggioranza; anche la Consob pu impugnare la delibera entro centoottanta giorni. - le azioni eccedenti le percentuali del trenta e del novanta per cento devono essere alienate entro dodici mesi - sanzioni pecuniarie Acquisto in concerto: lobbligo di lanciare unopa sussiste anche quando la percentuale del trenta per cento superata sommando acquisti effettuati da pi soggetti fra loro legati da determinati rapporti fissati tassativamente dalla legge (patto parasociale, soggetto e societ da lui controllate, societ sottoposte a comune controllo, societ e suoi amministratori o direttori generali); essi hanno lobbligo di lanciare un opa totalitaria solidalmente (anche se uno solo di loro ha acquistato) Esenzioni: chi intende acquistare il controllo di una societ quotata pu sottrarsi allobbligo di promuovere lonerosa opa successiva totalitaria, lanciando unopa preventiva che lo porti a detenere una partecipazione superiore al trenta per cento opa preventiva totale: diretta conseguire tutte le azioni quotate (ordinarie o speciali) che attribuiscono diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o revoca o responsabilit degli amministratori o del consiglio di sorveglianza; essa non soggetta a condizioni e lofferente pu fissare liberamente il prezzo di acquisto opa preventiva parziale: diretta a conseguire almeno il sessanta per cento delle azioni; in questo caso lesonero dallopa successiva deve essere autorizzato dalla Consob ed subordinato ad una duplice condizione: - lofferente ed i soggetti che agiscono in concerto con lo stesso non devono aver acquistato nellanno precedente partecipazioni nella societ bersaglio in misura superiore alluno per cento - lofferta deve essere condizionata allapprovazione degli azionisti di minoranza della societ bersaglio, secondo modalit stabilite dalla Consob Inoltre la Consob disciplina altri casi in cui il superamento del trenta per cento non comporta lobbligo di offerta successiva: - presenza di altri soci che, anche congiuntamente, gia detengono il controllo (di diritto) della societ - operazioni dirette al salvataggio di imprese in crisi - trasferimenti di partecipazioni fra societ dello stesso gruppo che si risolvono in semplici operazioni di ristrutturazione finanziaria - cause indipendenti dalla volont dellacquirente (ex esercizio di diritti di opzione gia spettanti) - operazioni di carattere temporaneo - fusioni e scissioni che rispondano ad effettive e motivate esigenze industriali e non siano finalizzate esclusivamente allacquisto di una partecipazione superiore al trenta per cento in una societ quotata Acquisto coattivo: previsto allo scopo di evitare che chi ha conseguito con opa il controllo quasi totalitario subisce comportamenti ostruzionistici o ricattatori da parte della sparuta minoranza che non ha aderito allopa Chi viene a detenere a seguito del lancio di un opa totalitaria (preventiva o successiva) pi del 98% delle azioni con diritto di voto, ha diritto di acquistare coattivamente le azioni residue, entro quattro mesi dalla chiusura dellofferta, purch abbia dichiarato nel documento di offerta di volersi avvalere di tale diritto (c.d. squeeze-out). Il prezzo di acquisto fissato da un esperto nominato dal presidente del tribunale, tenuto conto anche del prezzo dellofferta e del prezzo di mercato dellultimo semestre Disciplina dello svolgimento delle offerte pubbliche di acquisto e di scambio

Essa applicabile ad ogni offerta finalizzata allacquisto o allo scambio di prodotti finanziari (e quindi non solo di azioni); in pratica per lopa utilizzata quasi solo per lacquisto di azioni quotate. Lofferta pubblica di acquisto (corrispettivo in denaro) o di scambio (corrispettivo costituito da altri strumenti finanziari) una proposta irrevocabile rivolta a parit di condizioni a tutti i titolari di prodotti finanziari che ne formano oggetto; ogni clausola contraria nulla. Lofferta pu per essere sottoposta a condizioni il cui verificarsi non dipenda dalla mera volont dellofferente; pu anche essere aumentata o modificata durante la pendenza delloperazione e laumento di estende anche a coloro che hanno gia aderito, mentre non possibile diminuire il quantitativo richiesto. Per gli strumenti finanziari quotati in borsa la durata dellofferta concordata con la societ di gestione del mercato, tra un minimo di 15 giorni ed un massimo di 25 giorni di apertura del mercato. Lofferta si svolge sotto il controllo costate della Consob che pu anche sospendere o dichiarare decaduta lofferta in caso di violazione della disciplina legislativa e regolamentare in tema di opa. Lofferta pubblica si articola in tre fasi: 1) FASE PREPARATORIA I soggetti che intendono lanciare unopa devono darne preventiva comunicazione alla Consob, allegando la scheda di adesione e il documento di offerta destinato alla pubblicazione; la Consob, entro quindici giorni dalla comunicazione, pu chiedere allofferente che siano integrate le informazioni da fornire, nonch indicare particolari garanzie da prestare; trascorso tale termine il documento di offerta reso pubblico ed tempestivamente comunicato alla societ bersaglio. La societ bersaglio obbligata a diffondere un comunicato contenente ogni dato utile per lapprezzamento dellofferta ed una valutazione motivata degli amministratori sullofferta stessa; il comunicato deve essere preventivamente trasmesso alla Consob che pu chiederne lintegrazione 2) ADESIONI ALLOFFERTA Le adesioni allofferta sono irrevocabili e possono essere raccolte, tramite sottoscrizione di una apposita scheda, dallofferente o dagli intermediari indicati nel documento di offerta e dai depositari dei titoli abilitati alla prestazione di servizi di investimento. Regole di comportamento: la legge si limita a fissare il principio della correttezza e trasparenza delle operazioni sui prodotti finanziari oggetto dellofferta, demandando alla Consob il compito di emanare le relative norme di attuazione; tra le regole di correttezza della Consob spicca lobbligo dellofferente, che durante la pendenza dellofferta acquisti titoli a prezzo superiore a quello dellofferta, di adeguare il prezzo di essa al prezzo pi alto pagato. Tecniche di difesa: gli amministratori della societ bersaglio devono astenersi dal compiere atti od operazioni che possano contrastare gli obiettivi dellofferta; ma tale divieto pu essere rimosso con delibera dellassemblea (con maggioranza del 30% del capitale sociale). Tra le tecniche di difesa successive rientra il lancio di unopa concorrente da parte di eventuali alleati della societ bersaglio; dopo la pubblicazione di una offerta concorrente o di un rilancio, le adesioni alle altre offerte diventano revocabili. Di contro per sono neutralizzate alcune tecniche di difesa preventiva: gli azionisti che intendono aderire ad un opa possono liberamente recedere senza preavviso da eventuali sindacato di voto e/o di blocco stipulati; i limiti agli incroci azionari fra societ quotate cadono, cosi non pu essere utilizzata come tecnica di difesa preventiva lacquisto di una partecipazione rilevante nella societ che si appresta a lanciare lopa 3) CHIUSURA DELLOFFERTA Nulla prevede lattuale disciplina per il caso in cui alla scadenza del termine le adesioni siano inferiori o superiori al quantitativo di titoli richiesto

salvo che si tratti di opa totalitaria obbligatoria, il documento di offerta pubblicato dallofferente dovr specificare: - il quantitativo minimo che deve essere raggiunto affinch lofferta diventi irrevocabile - cosa accadr nel caso in cui le adesioni superano il quantitativo richiesto: se si proceder ad una riduzione proporzionale o se lofferente si riserva la facolt di acquistare ugualmente tutti i titoli Limiti allassunzione di partecipazioni rilevanti: 1) in societ che operano in particolari settori: Societ bancarie: per lacquisizione a qualsiasi titolo di azioni o quote di banche da chiunque effettuato che comporti una partecipazione anche indiretta superiore al 5% del capitale con diritto di voto o cmq il controllo della banca stessa, ci deve essere una preventiva autorizzazione delle Banca dItalia e dellAutorit garante della concorrenza e del mercato. Principio di separatezza fra banca ed industria: vietato ai soggetti che svolgono in misura rilevante attivit di impresa in settori diversi da quello bancario e finanziario possedere partecipazioni superiori al 15% del capitale della banca o che cmq comportano il controllo della stessa. Sanzioni per la violazioni di tali disposizioni: - sanzioni penali - sospensione del diritto di voto inerente alle azioni o quote per le quali non stata concessa lautorizzazione ovvero sia stata sospesa o revocata; in caso di inosservanza, le deliberazioni assembleari adottate col voto determinante di tali azioni sono impugnabili ex art 2377 e limpugnazione pu essere proposta anche dalla Banca dItalia entro centoottanta giorni. Inoltre le partecipazioni che eccedono i limiti consentiti, devono essere alienate entro i termini stabiliti dalla Banca dItalia; in mancanza il tribunale, su richiesta della stessa ne ordina la vendita. Societ assicurative: per lacquisizione a qualsiasi titolo da chiunque effettuata che comporta una partecipazione, anche indiretta, superiore al 5% del capitale con diritto di voto o cmq il controllo della societ, necessaria la preventiva autorizzazione dellIsvap. Sanzioni: sospensione del diritto di voto inerente alle azioni o quote per le quali non stata concessa lautorizzazione ovvero sia stata sospesa o revocata; in caso di inosservanza, le deliberazioni assembleari adottate col voto determinante di tali azioni sono impugnabili ex art 2377 e limpugnazione pu essere proposta anche dallIsvap entro centoottanta giorni. Inoltre le partecipazioni che eccedono i limiti consentiti, devono essere alienate entro i termini stabiliti dallIsvap. Limiti statutari ai possessori azionari: le clausole statutarie possono fissare limiti massimi ai possessori azionari dei singoli soci, vietando che essi risultino intestatari di un numero di azioni superiore ad una determinata percentuale del capitale sociale; per controverso se linserimento successivo necessiti della maggioranza o dellunanimit Societ privatizzate: la possibilit di introdurre a maggioranza clausole statutarie che fissano un tetto massimo al possesso azionario dei soci espressamente prevista per le societ controllate dallo stato, operanti nei settori dei servizi di pubblica utilit, bancario ed assicurativo, destinate ad essere privatizzate mediante diffusione dellintero pacchetto azionario fra il pubblico degli investitori (public company). Sanzioni per il superamento del limite massimo statutario: divieto di esercitare il diritto di voto e cmq i diritti diversi da quelli patrimoniali per la partecipazione eccedente il limite 2) da parte di una societ di capitali

Art. 2361.1: L'assunzione di partecipazioni in altre imprese, anche se prevista genericamente nell'atto costitutivo, non consentita, se per la misura e per l'oggetto della partecipazione ne risulta sostanzialmente modificato l'oggetto sociale determinato nell'atto costitutivo. Questo divieto non opera per le societ finanziarie, societ la cui attivit principale o esclusiva consiste proprio dellassunzione di partecipazioni in altre imprese; in essi si distinguono: - societ holdings: le partecipazioni sono assunte al fine di dirigere e coordinare lattivit delle societ partecipate - societ operative: possono assumere partecipazioni che per la misura e loggetto non comportano una modifica sostanziale del tipo di attivit stabilito dallatto costitutivo In ogni caso cmq lassemblea ordinaria, potendo modificare loggetto sociale, pu autorizzare o ratificare a posteriori lassunzione delle partecipazioni in esame, con contestuale delibera modificativa delloggetto sociale; i soci assenti o dissenzienti avranno diritto di recesso. Art. 2361.2: Lassunzione di partecipazioni in altre imprese comportante una responsabilit illimitata per le obbligazioni delle medesime deve essere deliberata dallassemblea; di tali partecipazioni gli amministratori danno specifica informazione nella nota integrativa del bilancio Ad esempio sottoscrizione di una quota di s.n.c. Sanzioni: gli amministratori che violano larticolo sono esposti allazione di responsabilit; inoltre latto di assunzione della partecipazione non autorizzato inefficacie, in quanto posto in essere in violazione di un limite legale al potere di rappresentanza le partecipazioni reciproche

Le partecipazioni reciproche fra societ di capitali la societ A partecipa al capitale della societ B e viceversa danno luogo a pericoli di carattere patrimoniale ed amministrativo, non diversi da quelli che riguardano la sottoscrizione e lacquisto di azioni proprie. Sottoscrizione reciproca: due societ si costituiscono od aumentano il capitale sociale sottoscrivendo luna il capitale dellaltra; si avr una moltiplicazione illusoria di ricchezza: aumenta solo il capitale sociale nominale delle due societ, restando invariato il capitale reale Art. 2360 Divieto di sottoscrizione reciproca d'azioni: E' vietato alle societ di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni, anche per tramite di societ fiduciaria o per interposta persona La sanzione per la violazione di questo divieto la nullit di entrambe le sottoscrizioni, semprech si provi che esse fanno parte di un disegno unitario preordinato per violare larticolo Art. 2359 quinquies Sottoscrizione di azioni o quote della societ controllante: La societ controllata non pu sottoscrivere azioni o quote della societ controllante. Le azioni o quote sottoscritte in violazione del comma precedente si intendono sottoscritte e devono essere liberate dagli amministratori, che non dimostrino di essere esenti da colpa. Chiunque abbia sottoscritto in nome proprio, ma per conto della societ controllata, azioni o quote della societ controllante considerato a tutti gli effetti sottoscrittore per conto proprio. Della liberazione delle azioni o quote rispondono solidalmente gli amministratori della societ controllata che non dimostrino di essere esenti da colpa Acquisto reciproco: mentre la sottoscrizione reciproca d luogo ad aumento del capitale nominale senza aumento del capitale reale, lacquisto reciproco allopposto lascia inalterato il capitale nominale ma determina una riduzione dei rispettivi capitali reali, che pu giungere fino al completo

svuotamento dei relativi patrimoni (fenomeno della carta contro carta); infatti lacquisto reciproco di azioni, per importo eccedente gli utili distribuibili, determina un indiretto rimborso dei conferimenti agli azionisti delle due societ, con effetti incrociati identici a quelli che determina lacquisto di azioni proprie 1) Lacquisto reciproco di azioni possibile senza alcun limite quando tra le due societ non intercorre un rapporto di controllo e nessuna delle due quotata in borsa. 2) Se lincrocio realizzato fra societ controllante e sue controllate, lacquisto da parte della societ controllata considerato ex lege come effettuato dalla controllante stessa, perci assoggettato a limitazioni puntualmente coincidenti con quelle previste per lacquisto di azioni proprie (2359-bis che si applica anche se una delle sue quotata) - le somme impiegate nellacquisto non possono eccedere lammontare degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato della controllata; - possono essere acquistate solo azioni interamente liberate; - lacquisto deve essere autorizzato dallassemblea ordinaria della controllata e deve contenere le stesse specificazioni richieste per lacquisto di azioni proprie; - il valore nominale delle azioni acquistate non pu eccedere il 10% del capitale della societ controllante; - la societ controllata non pu esercitare il diritto di voto nelle assemblee della controllante. Le azioni o quote acquistate in violazione di tali condizioni devono essere alienate entro un anno dal loro acquisto: in mancanza, la controllante deve procedere al loro annullamento ed alla corrispondente riduzione del capitale sociale (la societ controllata ha per diritto al rimborso del valore delle azioni annullate, determinato secondo i criteri stabiliti dalla discipline del diritto di recesso). Nellinerzia dellassemblea della controllante, la riduzione del capitale disposta di ufficio dal tribunale, su richiesta degli amministratori e dei sindaci (2359-ter) Allacquisto di azioni da parte della controllata societ si applicano poi i casi speciali di esonero previsti per lacquisto di azioni proprie, con lesclusione dellacquisto per induzione del capitale sociale; deve cmq essere rispettato il limite del dieci per cento del capitale e vale anche qui il pi lungo termine di tre anni per lalienazione delle azioni possedute in eccedenza (2359-quater) 3) Quando una od entrambe le societ protagoniste dellincrocio abbiano azioni quotate in borsa ma fra le stesse non intercorre un rapporto di controllo, sono previsti solo limiti quantitativi agli incroci azionari, limiti che coincidono con le percentuali che fanno scattare lobbligo di comunicazione delle partecipazioni rilevanti alla societ partecipata ed alla Consob: - se entrambe le societ sono quotate, lincrocio non pu superare il 2% del capitale con diritto di voto (cio se la societ A ha pi del due per cento delle azioni con diritto di voto della societ B, questultima non pu avere pi del due per cento delle azioni con diritto di voto della societ A) - se una sola delle societ quotata, essa pu arrivare fino al 10% del capitale della non quotata, fermo restando il tetto del 2% per questultima. Quando la partecipazione incrociata eccede da entrambi i lati, la societ che ha superato il limite successivamente: - non pu esercitare il diritto di voto per le azioni o quote in eccedenza; in caso di inosservanza le delibere sono annullabili (anche dalla Consob entro centoottanta giorni) - deve alienare leccedenza entro dodici mesi dalla data in cui ha superato il limite - in caso di mancata alienazione, la sospensione del diritto di voto si estende allintera partecipazione I GRUPPI DI SOCIET Lassunzione di partecipazioni lo strumento principale col quale si realizza il fenomeno dei gruppi di societ.

Il gruppo di societ unaggregazione di imprese societarie formalmente autonome ed indipendenti luna dallaltra, ma assoggettate tutte ad una direzione unitaria: vi una societ (societ capogruppo o societ madre) che le controlla direttamente od indirettamente e dirige la loro attivit di impresa per il perseguimento di uno scopo unitario e comune a tutte le societ del gruppo (interesse di gruppo). Societ Controllata: controllata la societ che si trova , direttamente o indirettamente, sotto linfluenza dominante di altra societ (la controllante) che in grado di indirizzarne lattivit nel senso da essa voluto; in base allart 2359.1 si considerano societ controllate: 1) le societ in cui un'altra societ dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria (controllo azionario di diritto) 2) le societ in cui un'altra societ dispone di voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria (controllo azionario di fatto) 3) le societ che sono sotto influenza dominante di un'altra societ in virt di particolari vincoli contrattuali con essa (controllo contrattuale) Ai fini del solo controllo azionario (di diritto e di fatto) si computano anche i voti spettanti a societ controllate, a societ fiduciarie e a persona interposta, con esclusione per dei voti spettanti per conto di terzi, quali i voti per delega (2359.2) Dalle societ controllate vanno tenute distinte le societ collegate, cio quelle societ sulle quali unaltra societ esercita uninfluenza notevole, ma non dominante. Linfluenza notevole si presume quando nellassemblea ordinaria pu essere esercitato almeno un quinto dei voti, ovvero un decimo se la societ partecipata ha azioni quotate in borsa (2359.3) La disciplina dei gruppi Lesistenza di un rapporto di controllo societario non sufficiente per affermare che si in presenza di un gruppo di societ; ma esso fa presumere lesercizio dellattivit di direzione e coordinamento di societ, con conseguente applicabilit sia delle norme che regolano i rapporti fra societ controllante e societ controllata sia gli articoli 2497 e ss. Dedicati alle societ o enti che esercitano attivit di direzione e coordinamento di altre societ. Art 2497-sexies: si presume salvo prova contraria che lattivit di direzione e coordinamento di societ sia esercitata dalla societ e ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci e he comunque le controlla ai senso dellarticolo 2359 Sono assoggettati a questa disciplina anche i gruppi paritetici, gruppi nei quali la direzione unitaria di pi imprese non si fionda su un rapporto di controllo e quindi di subordinazione di una societ rispetto allaltra, ma su un accordo contrattuale (inquadrabile nello schema del consorzio) con cui pi societ si impegnano stabilmente a conformarsi ad una direzione unitaria che ciascuna concorre a determinare su un piano di parit rispetto alle altre. Art 2497-septies: Le disposizioni del presente capo si applicano altres alla societ o allente che, fuori dalle ipotesi di cui allarticolo 2497-sexies, esercita attivit di direzione e di coordinamento di societ sulla base di un contratto con le societ medesime o di clausole dei loro statuiti Informazione sui collegamenti: istituita unapposita sezione del registro delle imprese nella quale sono iscritti i soggetti che esercitano attivit di direzione e coordinamento e le societ alla stessa sottoposte. Queste ultime devono indicare negli atti e nella corrispondenza la soggezione allaltrui attivit di direzione e coordinamento (2497-bis I e II comma) Informazione contabile di gruppo: in sede di redazione del bilancio di esercizio scattano obblighi di informazione contabile sia a carico della controllante che a carico della controllata volti a: - evidenziare i reciproci rapporti di partecipazione e finanziari (crediti debiti garanzie prestate) e i relativi risultati economici

gli effetti che lattivit di direzione e coordinamento ha avuto sullesercizio dellimpresa sociale e sui risultati della societ controllata Si deve inoltre redigere il bilancio consolidato di gruppo, che consente di conoscere la situazione patrimoniale ed economica del gruppo considerato unitariamente, attraverso leliminazione delle operazioni intercorse fra le societ del gruppo Inoltre quando la controllante una societ quotata, la disciplina della revisione contabile obbligatoria, escluse le norme sugli effetti dei giudizi sui bilanci, estesa alle societ non quotate che hanno legami di gruppo con societ quotate; inoltra gli amministratori della controllante devono informare periodicamente lorgano di controllo (la societ di revisione?) riguardo allattivit svolta e alle operazioni di maggiore rilievo effettuate dalle societ controllate e riguardo ai fatti rilevanti che interessano le societ controllate Divieti a carico delle controllate: - la legge limita al 10% del capitale della controllante le azioni che possono essere possedute dalle societ facenti parte di uno stesso gruppo (controllante e controllate) ed inibisce alle controllate lesercizio del diritto di voto anche per le azioni legittimamente possedute. - divieto di rappresentanza dei soci della controllante nelle assemblee di questa per le societ controllate, i membri degli organi amministrativi e di controllo e i dipendenti delle stesse - ineleggibilit a sindaci della controllante di coloro che sono legati alle societ da questa controllate o alle societ che a loro volta la controllano da un rapporto di lavoro dipendente oppure da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione dopera retribuita, ovvero dal atri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano lindipendenza Societ off-shore = sono le societ del gruppo che hanno sede legale in ordinamenti giuridici che prevedono scarsi controlli e pochi adempimenti contabili. Il Ministro della giustizia ha il potere di individuare per decreto gli Stati che non garantiscono la trasparenza societaria ed imporre alle societ italiane quotate o emittenti di strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in misura rilevante particolari obblighi informativi, qualora siano controllanti, controllate o collegate a societ aventi sede in tali Stati Tutela degli azionisti esterni e dei creditori delle societ controllate Essi devono essere tutelai contro possibili abusi della controllante, che indica le societ controllate al compimento di atti vantaggiosi per il gruppo unitariamente considerato, ma pregiudizievoli per il proprio patrimonio (ex vendita sottocosto) Nel nostro ordinamento vige il principio della distinta soggettivit e della formale indipendenza giuridica delle societ del gruppo, per cui: - la capogruppo non responsabile per le obbligazioni assunte dalle controllate in attuazione della politica di gruppo - la capogruppo non pu legittimamente imporre alle societ figlie il compimento di atti che contrastino con gli interessi delle stesse separatamente considerate. Contro gli eventuali abusi dellinfluenza dominante della capogruppo sono azionabili i rimedi previsti in via generale: norme in tema di conflitto di interessi dei soci (2373) e degli amministratori (2391)e norme che regolano la responsabilit degli amministratori per i danni da essi arrecati al patrimonio sociale (2392-2395). Ma esse non sono sempre azionabili con risultati apprezzabili dai soci di minoranza e dai creditori e inoltre le norme sul conflitto di interessi possono frapporre ingiustificati ostacoli al perseguimento della politica di gruppo Quindi la riforma del 2003 da un lato rende legittimo il perseguimento dellinteresse di gruppo, e dallaltro introduce specifici strumenti di tutela a favore degli azionisti di minoranza e dei creditori delle societ controllate destinati a fungere da limiti allesercizio dellattivit di direzione e di coordinamento da parte della capogruppo

Motivazione delle decisioni: le decisioni (dellassemblea o degli amministratori) delle societ soggette ad attivit di direzione e coordinamento, quando da questa influenzate, devono essere analiticamente motivate e recare puntuale indicazione delle ragioni e degli interessi la cui valutazione ha inciso sulla decisione, in modo da consentire una valutazione degli eventuali danni che le stesse arrecano alla societ controllata (art 2497-ter) Finanziamenti: riguardi ai finanziamenti concessi alle controllate dalla capogruppo o da altri soggetti alla stessa sottoposti, il rimborso di tali finanziamenti postergato rispetto al soddisfacimento degli altri creditori; inoltre se la societ finanziata fallisce entro un anno dal rimborso, la somma riscossa a titolo di rimborso deve essere restituita (2497-quinques); in pratica trova applicazione la disciplina per i finanziamenti dei soci nella s.r.l. Responsabilit della capogruppo: la capogruppo tenuta ad indennizzare direttamente azionisti e creditori delle controllate per i danni dagli stessi subiti per il fatto che la propria societ si attenuta alle direttive di gruppo lesive del proprio patrimonio. le societ o gli enti che violano i principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale delle societ soggette alla loro attivit di direzione e coordinamento sono direttamente responsabili nei confronti dei soci di queste per il pregiudizio arrecato alla redditivit ed al valore della partecipazione sociale, nonch nei confronti dei creditori sociali per la lesione cagionata allintegrit del patrimonio sociale (2497.1) Rispondono inoltre in solido con la capogruppo, sia color che abbiano comunque preso parte al fatto lesivo (amministratori o dirigenti della capogruppo) sia coloro che abbiano consapevolmente tratto beneficio (altre societ del gruppo) nei limiti del vantaggio conseguito (2497.2) Lazione esercitata dai soci e dai creditori sociali diretta e non surrogatoria di quella che eventualmente spetta alla societ controllata. Tuttavia, poich il danno subito dai soci o dai creditori della societ controllata pur semore un riflesso del danno subito da essa, lazione di risarcimento danni nei confronti della capogruppo esperibile solo se essi non sono stati soddisfatti dalla societ controllata (2497.3) Il danno va valutato non con riferimento alla singola operazione, ma considerando il risultato complessivo dellattivit di direzione e di coordinamento e quindi i vantaggi compensativi che possono derivare dallappartenenza ad un gruppo; inoltre bisogna considerare anche il fatto che il danno pu essere stato integralmente eliminato a seguito di specifiche operazioni a tal fine dirette (2497.1) Diritto di recesso: riconosciuto il diritto di recesso ai soci di una societ soggetta ad attivit di direzione e coordinamento in presenza di eventi riguardanti la societ capogruppo, ma che di riflesso determinano un mutamento delle originarie condizioni di rischio dellinvestimento delle controllate - la societ non quotata entra a far parte di un gruppo o ne esce e ne deriva unalterazione delle condizioni di rischio dellinvestimento e non venga promossa unopa che consenta al socio di alienare la propria partecipazione. - la capogruppo delibera una trasformazione che comporta il mutamento del suo scopo sociale od un cambiamento delloggetto sociale tale da alterare in modo sensibile e diretto le condizioni economiche e patrimoniali della societ controllata. - il socio della controllata ha esercitato nei confronti della controllante lazione di responsabilit ex art 2497.1 e ha ottenuto una sentenza di condanna esecutiva

Il gruppo insolvente Oggi manca una compiuta disciplina del gruppo insolvente e nessuna disposizione dettata per il caso del fallimento di una societ facente parte di un gruppo. Tuttavia un limitato trattamento unitario del gruppo insolvente o in crisi previsto per: - lamministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi - la liquidazione coatta amministrativa delle societ fiduciarie e di revisione - la crisi dei gruppi bancari Principio di uniformit delle procedure = dichiarata insolvente e sottoposta ad amministrazione straordinaria unimpresa facente parte di un gruppo (cd procedura madre), alla stessa procedura sono sottoposte tutte le imprese facenti parte dello stesso gruppo che si trovano in stato di insolvenza, purch le stesse presentino concrete prospettive di recupero dellequilibrio economico e comunque risulti opportuna la gestione unitaria dellinsolvenza nellambito del gruppo. Luniformit delle procedura comporta identit degli organi e della gestione delle imprese insolventi, ma non comporta nessuna confusione ed unificazione dei patrimoni, date che resta ferma la piena autonomia della masse attive e passive delle singole societ insolventi: ciascuna societ risponde solo delle proprie obbligazioni. Sono per previste specifiche norme volte ad assicurare la reintegrazione del patrimonio delle societ figlie ed a consentire il ristoro dei danni dalle stesse eventualmente subiti per effetto della politica unitaria di gruppo: Revocatoria fallimentare aggravata: vengono allungati i termini per lesercizio delle azioni revocatorie fallimentari nei confronti degli atti posti in essere con le altre imprese del gruppo, anche non insolventi (da un anno a cinque, da sei mesi a tre anni) Denunzia al tribunale: tranne che per le banche, previsto che il commissario giudiziale, il commissario straordinario e il curatore di unimpresa del gruppo dichiarata insolvente possono proporre la denuncia al tribunale per gravi irregolarit ex 2409 nei confronti di amministratori e sindaci di altre societ del gruppo non assoggettate alla procedura; se le irregolarit sono accertate il commissario o il curatori denunciante pu essere nominato amministratore giudiziario della societ. Responsabilit di gruppo: trova applicazione la regola enunciata con riferimento allamministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi, la quale dispone che in caso di direzione unitaria del gruppo gli amministratori delle societ che hanno abusato di tale direzione rispondono in solido con gli amministratori della societ dichiarata insolvente dei danni da questi cagionati alla societ stessa; tale responsabilit si cumula con quella ex art 2497

GLI ORGANI DELLA S.P.A. La s.p.a. si caratterizza per la presenza di tre organi: lassemblea dei soci: organo con funzioni esclusivamente deliberative le cui competenze sono circoscritte per legge alle decisioni di maggior rilievo della vita sociale; lorgano amministrativo: ad esso devoluta la gestione dellimpresa sociale e gli amministratori hanno inoltre il potere di rappresentanza legale della societ e ad essi spetta il compito di dare attuazione sotto la propria responsabilit alle deliberazioni dellassemblea; lorgano di controllo interno, con funzioni di controllo sullamministrazione della societ. Per quanto riguarda lamministrazione ed il controllo, la societ pu adottare tre diversi sistemi: Sistema tradizionale: - organo amministrativo - collegio sindacale - societ di revisione esterna per il controllo contabile Sistema dualistico: in questo sistema, di ispirazione tedesca, lamministrazione ed il controllo sono esercitati da un consiglio di sorveglianza, di nomina assembleare, e da un consiglio di gestione, nominato direttamente dal consiglio di sorveglianza, fermo restando il controllo contabile esterno. Sistema monistico: in questo sistema, di ispirazione anglosassone, lamministrazione ed il controllo sono esercitati rispettivamente dal consiglio di amministrazione, nominato dallassemblea, e da un comitato per il controllo sulla gestione, costituito al suo interno, fermo restando il controllo contabile esterno. 1. LASSEMBLEA Lassemblea lorgano composto dalle persone dei soci. La sua funzione quella di formare la volont della societ nelle materie riservate alla sua competenza dalla legge o dallo statuto. Lassemblea organo collegiale che decide secondo il principio maggioritario: la volont espressa dai soci riuniti in assemblea, che rappresentano determinate aliquote del capitale sociale (maggioranza di capitale), vale come volont della societ e vincola tutti i soci, anche se assenti o dissenzienti, purch siano rispettate le norme che regolano il procedimento assembleare. A seconda delloggetto delle deliberazioni, lassemblea si distingue in: assemblea ordinaria: le competenze dellassemblea ordinaria variano a seconda del sistema di amministrazione e di controllo adottato. Nelle societ che adottano il sistema tradizionale o quello monastico e sono quindi prive del consiglio di sorveglianza lassemblea in sede ordinaria: 1. approva il bilancio; 2. nomina e revoca gli amministratori, i sindaci ed il presidente del collegio sindacale e , quando previsto, il soggetto al quale demandato il controllo contabile; 3. determina il compenso degli amministratori e dei sindaci, se non stabilito nello statuto; 4. delibera sulla responsabilit degli amministratori e dei sindaci; 5. delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dellassemblea, nonch sulla autorizzazioni eventualmente richieste dallo statuto per il compimento di atti degli amministratori; 6. approva leventuale regolamento dei lavori assembleari. Rientrano cmq nella competenza dellassemblea ordinaria tutte le deliberazioni che non sono di competenza della assemblea straordinaria

assemblea straordinaria delibera: 1.sulle modificazioni dello statuto; 2.sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori; 3.su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza. E poi possibile che lo statuto attribuisca alla competenza dellorgano amministrativo (o del consiglio di sorveglianza o del consiglio di gestione) specifiche materie per legge riservate alla competenza della assemblea straordinaria: - aumento del capitale sociale a pagamento - emissione di obbligazioni convertibili - fusione fra societ controllante e controllata nei casi previsti dagli articoli 2505 (societ interamente posseduta) e 2505-bis (societ posseduta al 90%) - indicazione degli amministratori che hanno la rappresentanza della societ - istituzione e soppressione di sedi secondarie - trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale - riduzione del capitale sociale in caso di recesso del socio - adeguamento dello statuto a disposizioni normative Diversi sono i quorum costituitivi e deliberativi. Per evitare che lassenteismo degli azionisti impedisca di deliberare, prevista una seconda convocazione, sia per lassemblea ordinaria che per quella straordinaria, con quorum inferiori; inoltre in tutte le societ lo statuto pu prevedere convocazioni successive qualora la seconda convocazione vada deserta. Lassemblea unica e generale se la societ ha emesso solo azioni ordinarie. Quando invece sono state emesse diverse categorie di azioni, allassemblea generale si affiancano le assemblee speciali di categoria. In mancanza di diversa disciplina alle assemblee speciali si applicano: - le norme dettate per lassemblea straordinaria se le azioni speciali non sono quotate - le norme dettate per lassemblea degli azionisti di risparmio se le azioni speciali sono quotate IL PROCEDIMENTO ASSEMBLEARE La convocazione dellassemblea La convocazione dellassemblea di regola decisa dallorgano amministrativo (o dal consiglio di gestione), che possono disporla ogni volta che lo ritengono opportuno La convocazione dellassemblea da parte degli amministratori obbligatoria in una serie di casi: - almeno una volta allanno, entro il termine stabilito dallo statuto che comunque non pu essere superiore a 120 giorni dalla chiusura dellesercizio per consentire lapprovazione del bilancio; - quando ne sia fatta richiesta da tanti soci che rappresentano almeno il 10% del capitale sociale o la minor percentuale prevista dallo statuto e nella domanda siano indicati gli argomenti da trattare. Nelle societ quotate i soci che rappresentano almeno 1/40 del capitale possono chiedere lintegrazione dellordine del giorno di unassemblea convocata, con domanda da presentare entro cinque giorni dalla pubblicazione dellavviso di convocazione La convocazione dellassemblea deve essere disposta dal collegio sindacale: - ogni volta che la convocazione sia obbligatoria e gli amministratori non vi abbiano provveduto - quando vengono a mancare tutti gli amministratori o lamministratore unico - previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione, quando nellespletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia necessit di provvedere Luogo di convocazione: lassemblea convocata nel comune dove ha sede la societ, se lo statuto non dispone diversamente. Modalit di convocazione:

avviso di convocazione da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica almeno quindici giorni prima di quello fissato per ladunanza (trenta giorni per le societ quotate) avviso di convocazione pubblicato in almeno un quotidiano indicato dallo statuto possibilit prevista nello statuito di avviso comunicato ai soci almeno otto giorni prima, con mezzi che garantiscono la prova dellavvenuto ricevimento (solo per le societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio)

Contenuto dellavviso: giorno, ora e luogo delladunanza e ordine de giorno Lordine del giorno delimita la competenza di quellassemblea ed impedisce che possa deliberare su argomenti ulteriori e diversi; sono tuttavia consentite le delibere strettamente consequenziali ed accessorie rispetto a quelle poste allordine del giorno Poich la convocazione serve a rendere noto a tutti i legittimati ad intervenire che una riunione si terr, lassemblea regolarmente costituita anche in assenza di convocazione o (di convocazione nelle forme di legge) quando: - rappresentato lintero capitale sociale - partecipa allassemblea la maggioranza dei Assemblea Totalitaria componenti degli organi amministrativi e di controllo Costituzione dellassemblea e validit delle deliberazioni Quorum costitutivo = parte del capitale sociale che deve essere rappresentata in assemblea perch questa sia regolarmente costituita e possa iniziare i lavori. Nel computo del quorum non si tiene conto delle azioni senza diritto di voto, mentre si tiene conto della azioni per le quali il voto sia occasionalmente sospeso. Quorum deliberativo = parte del capitale sociale che si deve esprimere a favore di una determinata deliberazione perch questa sia approvata. Nel computo del quorum non si tiene conto delle azioni per le quali il voto sia occasionalmente sospeso e della azioni del socio che, essendo in conflitto di interessi, abbia dichiarato di volersi astenere. QUORUM ASSEMBLEARI Assemblea ordinaria Assemblea straordinaria
Societ chiuse

1 convocazione

Cost.: 50% del capitale Del.: 50% + 1 del capitale rappresentato in assemblea*. Innalzabile Cost.: De/.: 50% + 1 del capitale rappresentato in assemblea*. Innalzabile tranne che per l'approvazione del bilancio e per la nomina e la revoca delle cariche sociali

Cost.: De/.: 50% + 1 del capitale Innalzabile Cost.: 1/3+ 1 del capitale Innalzabile

Societ che fanno appello al mercato del capitale di rischio Cost.: 50% del capitale Del.: 2/3 del capitale rappresentato in assemblea*. Innalzabile

2 convocazione

Del.: 2/3 del capitale rappresentato in assemblea*.


Quorum speciali: - 30% del capitale: art. 104 Tuf (Passivity rule)

oltre 1/3 del capitale (solo per societ chiuse): cambiamento dell'oggetto sociale, trasformazione, scioglimento anticipato, proroga, revoca della liquidazione, trasferimento della sede all'estero, emissione di azioni a voto limitato; - oltre la met del capitale: esclusione del diritto di opzione nei casi previsti dall'art. 2441. - 2/3 capitale: introduzione o soppressione clausola compromissoria. Trasformazione eterogenea (2/3 aventi diritto + consenso soci che

ac-quistano responsabilit illimitata).

Convocazioni Successive (facoltative)

Si applicano le regole della seconda convocazione

Si applicano le regole della seconda convocazione

Cost.: 20% del capitale. Del.: 2/3 del capitale rappresentato in assemblea*. Innalzabile

*Non si tiene conto delle azioni a voto sospeso e dei soci astenuti per conflitto d'interessi

Assemblea ordinaria 1) in prima convocazione regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale con diritto di voto. Essa delibera col voto favorevole della met pi una (maggioranza assoluta) delle azioni che hanno preso parte alla votazione per quella determinata delibera. 2) nessun quorum richiesto per lassemblea ordinaria di seconda convocazione, e le delibere sono approvate se riportano il voto favorevole della maggioranza delle azioni che hanno preso parte alla votazione. Assemblee straordinaria delle societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio: 1) in prima convocazione non espressamente previsto un quorum costitutivo; lassemblea delibera col voto favorevole di tanti soci che rappresentano pi della met del capitale sociale. 2) in seconda convocazione lassemblea regolarmente costituita con la partecipazione di oltre un terzo del capitale sociale e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea. Assemblee straordinarie delle le societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio: - il quorum costitutivo minimo almeno la met del capitale sociale in prima convocazione e pi di un terzo in seconda convocazione - per quanto riguarda i quorum deliberativi, invece stabilito che lassemblea straordinaria delibera sia in prima che in seconda convocazione, col voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea. Lo statuto pu modificare solo in aumento le maggioranze previste per lassemblea ordinaria di prima convocazione e quelle dellassemblea straordinaria, nonch stabilire norme speciali per la nomina alle cariche sociali. Inoltre, lattuale disciplina consente che lo statuto preveda maggioranze pi elevate anche per lassemblea ordinaria di seconda convocazione, tranne che per lapprovazione del bilancio e per la nomina e la revoca delle cariche sociali. Infine, lo statuto pu prevedere convocazioni ulteriori sia dellassemblea ordinaria che di quella straordinaria: ad esse convocazioni si applicano le disposizioni della seconda convocazione. Svolgimento dellassemblea e verbalizzazione Una volta costituita, lassemblea presieduta dalla persona indicata nello statuto o, in mancanza, da quella eletta col voto della maggioranza dei presenti Il presidente assistito da un segretario designato nello stesso modo, ma la sua assistenza non necessaria se il verbale dellassemblea redatto da un notaio. Il presidente dirige i lavori dellassemblea e si assicura che si svolga in modo ordinato e nel rispetto delle norme che ne regolano lattivit: verifica la regolarit della costituzione dellassemblea, accerta lidentit e la legittimazione dei presenti, regola il suo svolgimento ed accerta i risultati delle votazioni. Poteri propri: dichiara aperta e chiusa la seduta, pone in discussione gli argomenti allordine del giorni, regola gli interventi e modera il dibattito, mette a votazione le diverse proposte e proclama i risultati. Poteri derivati: decisioni adottate dal presidente come interprete della volont dellassemblea (es. scelta del sistema di votazione, sospensione o scioglimento della riunione).

Mancano norme che disciplinano il dibattito assembleare; tuttavia non c dubbio che ogni votante ha il diritto di prendere parte alla discussione, ma lesercizio di tale diritto non pu degenerare in comportamenti ostruzionistici che turbino lordinato svolgimento dellassemblea. Ai soci intervenuti che raggiungono il terzo del capitale sociale rappresentato in assemblea si riconosce il diritto di chiedere il rinvio delladunanza di non oltre cinque giorni, dichiarando di non essere sufficientemente informati sugli argomenti posti in discussione. Questo per non significa che esiste un generale diritto di informazione sugli affari sociale del singolo azionista o di minoranza qualificate: gli amministratori si possono ritenere tenuti a fornire informazioni ulteriori rispetto a quelle dovute per legge allassemblea, solo nei limiti in cui ci necessario per consentire agli azionisti lesercizio consapevole del voto. Tuttavia, in occasione di delibere di particolare rilievo (approvazione bilancio, fusione, scissione ecc.) gli amministratori hanno lobbligo di redigere e di depositare preventivamente presso la sede sociale specifici documenti informativi e/o relazioni illustrative = informazione preassembleare Inoltre nelle societ quotate la Consob ha poteri regolamentari e di controllo sullinformazione assembleare preventive e gli amministratori sono tenuti a mettere a disposizione del pubblico una relazione sulle proposte concernenti le materie poste allordine del giorni, almeno quindici giorni prima di quello fissato per lassemblea. Votazione: il modo con cui procedere alla votazione pu essere liberamente stabilito di volta in volta (alzata di mano, schede, acclamazione), ma in linea di principio non ammissibile la votazione a scrutinio segreto poich la manifestazione palese del voto necessaria per identificare i soci in conflitto di interessi ( 2373)e quelli dissenzienti ai fini della legittimazione allimpugnativa delle delibere assembleari (2377) ed al recesso (2437) Verbalizzazione: le delibere assembleari devono constare da verbale, sottoscritto dal presidente e dal segretario (o notaio); se si tratta di assemblea straordinaria, il verbale deve essere redatto da un notaio (2375). I verbali devono essere trascritti nellapposito libro delle adunanze e delle deliberazioni dellassemblea, tenuto a cura degli amministratori (2421 n 3). Il verbale deve indicare la data dellassemblea e , anche in allegato, lidentit dei partecipanti e il capitale rappresentato da ciascuno; deve altres indicare le modalit e il risultato delle votazioni e deve consentire, anche per allegato, lidentificazione dei soci favorevoli, astenuti o dissenzienti (2375.1) Diritto di intervento e Diritto di voto Possono intervenire in assemblea: - amministratori - sindaci - rappresentante comune degli azionisti di risparmio e degli obbligazionisti - gli azionisti con diritto di voto - i soggetti che pur non essendo soci hanno diritto di voto (es.: lusufruttuario, il creditore pignoratizio) - il socio che ha dato le proprie azioni in pegno od in usufrutto - gli azionisti con diritto di voto sospeso Legittimazione allintervento: non pi previsto il preventivo deposito della azioni presso la sede della societ o presso le banche indicate nellavviso di convocazione e il divieto di ritiro dei titoli prima che lassemblea abbia avuto luogo; essi possono per essere previsti dallo statuto. Lo statuto pu consentire lintervento allassemblea mediante mezzi di telecomunicazione o lespressione del voto per corrispondenza; nelle societ non quotate le modalit di voto telematico o per corrispondenza sono determinate dallo statuto, mentre nelle societ quotate tutto rimesso alla normativa regolamentare della Consob

Rappresentanza in assemblea Gli azionisti farsi rappresentare in assemblea(ma lo statuto pu escludere o limitare tale facolt) La delega deve essere conferita per iscritto ed i relativi documenti devono essere conservati dalla societ al fine di consentire il successivo controllo della regolare costituzione delassemblea. Limiti: - la delega deve contenere il nome del rappresentante (non pu essere rilasciata in bianco), che pu farsi sostituire solo da altra persona indicata nella delega stessa. - la delega sempre revocabile - solo per le societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, la rappresentanza pu essere conferita solo per singole assemblee. Divieti soggettivi: la rappresentanza non pu essere conferita ad una serie di soggetti, espressione del gruppo di comando della societ o sotto linfluenza dello stesso - organi amministrativi e di controllo e dipendenti della societ - societ da essa controllate e membri degli organi amministrativi o di controllo o dipendenti di queste ultime - societ di revisione e responsabile della revisione - societ di gestione accentrata di strumenti finanziari Limitazioni numeriche: la stessa persona pu rappresentare in assemblea - non pi di 20 soci se si tratta di societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio - non pi di 50, 100 o 200 soci, se si tratta di societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, a seconda che il capitale della societ non superi i 5 milioni di euro, i 25 milioni od infine superi questultima cifra. Con la riforma del 1998 si sono introdotte, per le sole societ con azioni quotate, in alternativa alla disciplina del codice, gli istituti della sollecitazione e della raccolta delle deleghe, per i quali non operano le limitazioni soggettive e quantitative sopra esposte. Sollecitazione = richiesta di conferimento di deleghe di voto rivolte a tutti gli azionisti da parte di uno o pi soggetti (committente), che richiedono ladesione a specifiche proposte di voto. Il committente non pu effettuare direttamente la sollecitazione me deve rivolgersi ad un intermediario professionale che effettua la sollecitazione si incarico e per conto del committente mediante la diffusione di un prospetto e di un modulo di delega Requisiti: - il committente deve gia possedere almeno l1% delle azioni con diritto di voto nellassemblea per la quale richiesta la delega e deve risultare iscritto da almeno sei mesi nel libro dei soci per la stessa quantit di azioni - il ruolo di intermediario pu essere svolto solo da soggetto che operano professionalmente nel marcato mobiliare diversi dal committente oppure da apposite societ aventi per oggetto esclusivo lattivit di sollecitazione e la rappresentanza dei soci in assemblea Raccolta di deleghe = richiesta di conferimento di deleghe effettuata da associazioni di azionisti esclusivamente nei confronti dei propri associati mediante la diffusione del solo modulo di delega, senza il dovere di richiedere ladesione a specifiche proposte di voto (anzi gli associati possono indicare le modalit del loro voto e lassociazione ha lobbligo di seguire tali indicazioni) Requisiti: lassociazione deve essere composta da almeno 50 persone fisiche, ciascuna delle quali deve essere proprietaria di una partecipazione non superiore allo 0,1& del capitale sociale rappresentato da azioni con diritto di voto

Regole comuni stabilite dalla Consob con regolamento: - la delega pu essere conferite solo per singole assemblee gia convocate - non pu essere rilasciata in bianco: deve contenere il nome del delegato e la data - deve contenere la sottoscrizione del delegante - deve contenere le istruzioni di voto, ed liberamente revocabile mediante dichiarazione espressa portata a conoscenza dellintermediario e dellassociazione, fino al giorno precedente lassemblea La violazione della disciplina in tema di sollecitazione e di raccolta delle deleghe espone a sanzioni amministrative pecuniarie ed destinata inoltre a riflettersi sulla validit delle delibere assembleari qualora comporti linvalidit della delega. Limiti allesercizio del voto Con lesercizio del diritto di voto il socio concorre alla formazione della volont sociale in proporzione del numero di azioni possedute. Il socio deve esercitare il diritto di voto in modo da non arrecare un danno (anche solo potenziale) al patrimonio della societ. Versa in conflitto di interessi lazionista che in una determinata delibera ha per conto proprio od altrui un interesse personale contrastante con linteresse della societ. In questa situazione, il socio ha una scelta: - astenersi - votare ma la delibera adottata col voto del socio in conflitto di interessi annullabile se (2373.1): - il suo voto stato determinante (prova di resistenza) - essa pu danneggiare la societ (danno potenziale). Il 2373.2 prevede due ipotesi tipiche di conflitto di interessi: esso: . vieta ai soci amministratori di votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilit; . vieta, nel sistema dualistico, ai soci componenti del consiglio di gestione di votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina, la revoca o la responsabilit dei consiglieri di sorveglianza. Abusi a danno della minoranza: pu accadere che una deliberazione sia adottata dalla maggioranza per danneggiare la minoranza (caso classico: la maggioranza delibera lo scioglimento anticipato della societ per ricostituirne subito dopo unaltra senza un socio sgradito) In questi casi il 2373 non invocabile, poich la societ non subisce alcun danno (neanche potenziale). Dottrina e giurisprudenza per ricavano dal principio di correttezza e buona fede nellattuazione del contratto (1375) lannullabilit della delibera ogni volta chessa ispirata al solo scopo di danneggiare singoli soci. Abusi della minoranza: in questi casi la sanzione lesposizione al risarcimento del danno e lannullamento del voto nei casi in cui il voto contrario della minoranza in grado di bloccare la decisione della maggioranza I sindacati di voto Sono accordi (patti parasociali) coi quali alcuni soci si impegnano a concordare preventivamente il modo in cui votare in assemblea. I sindacati di voto possono avere carattere occasionale o permanente. In questo secondo caso, possono essere a tempo determinato od indeterminato, nonch riguardare tutte le delibere assembleari o soltanto quelle di un certo tipo (ad es., nomina degli amministratori). Ancora, si pu stabilire che il modo come votare sar deciso allunanimit o a maggioranza dei soci sindacati. Il sindacato di voto, come patto parasociale, produce effetti solo fra le parti e non nei confronti della societ: il voto dato in assemblea resta valido anche se espresso in violazione degli accordi di

sindacato, ma il socio che ha votato in modo difforme da quanto preventivamente convenuto sar tenuto a risarcire i danni da lui arrecati agli altri aderenti al patto. La disciplina dei sindacati di voto si articola su due profili: regolare la durata dei sindacati di voto assicurare adeguata pubblicit degli accordi Nelle societ non quotate sono regolati: La disciplina delle societ quotate e di quelle che - i sindacati di voto: patti parasociali che hanno le controllano riguarda: ad oggetto lesercizio del diritto di voto nelle - i sindacati di voto s.p.a. o nelle societ che le controllano - sindacati di blocco e sindacati di gestione o di - sindacati di blocco e sindacati di gestione o di controllo controllo: patti parasociali stipulati al fine di - patti per lacquisto concentrato di azioni stabilizzare gli assetti proprietari od il governo - patti di semplice consultazione della societ Forma: i patti parasociali possono essere stipulati in qualsiasi forma Durata: il legislatore limita la durata al fine di evitare una cristallizzazione delle posizioni di potere: - se i patti sono stipulati a tempo determinato, essi non possono avere durata superiore a 5 anni (3 anni per la societ quotate); sono per rinnovabili alla scadenza. Se previsto un termine maggiore il patto si intende stipulato per cinque anni (tre per le quotate) - se i patti sono stipulati a tempo indeterminato, il contraente pu recedere con un preavviso di 180 giorni (sei mesi per le quotate) Casi speciali: o gli azionisti che intendono aderire ad unopa totalitaria o ad unofferta preventiva parziale possono recedere senza preavviso, anche da un patto a tempo determinato o i limiti di durata non si applicano ai patti strumentali ad accordi di collaborazione nella produzione e nello scambio di beni e servizi e relativi a societ non quotate interamente possedute dai partecipanti allaccordo Regime di pubblicit: previsto solo per le societ con azionariato diffuso ed inoltre diverso a seconda che la societ sia quotata o non quotata: - nelle societ non quotate che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio i patti parasociali devono esser comunicati alla societ e dichiarati in apertura di assemblea; la dichiarazione deve essere trascritta nel verbale di assemblea e questo deve essere depositato presso lufficio del registro delle imprese Lomessa dichiarazione sanzionata con la sospensione del diritto di voto delle azioni cui si riferisce il patto e la conseguente impugnabilit ex 2377 qualora il voto di tali azioni sia stato determinante - nelle societ quotate e nelle loro controllanti i sindacati di voto egli altri patti parasociali devono essere comunicati alla Consob (entro 5 giorni dalla stipulazione), pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana (entro 10 giorni) e depositati presso il registro delle imprese del luogo della sede legale. La violazione di tali obblighi comporta sanzioni amministrative e la nullit dei patti; inoltre solo per la azioni delle quotate comporta la sospensione del voto relativo alle azioni sindacate con conseguente possibilit di impugnativa della delibera, anche da parte della Consob, qualora essa sia stata adottata con voto determinante di tali azioni Nessuna forma di pubblicit prevista per i patti parasociali riguardanti societ non quotate che non fanno appello al mercato del capitale di rischio, purch non controllino altra societ quotata o facente appello al mercato LE DELIBERAZIONI ASSEMBLEARI INVALIDE

Linvalidit delle delibera assembleari pu essere determinata da violazione delle norme che regolano il procedimento assembleare o da vizi che riguardano il contenuto della delibera. Anche per le deliberazioni assembleari opera la tradizionale distinzione fra nullit ed annullabilit, ma le cause di nullit e annullabilit e la relativa disciplina sono delineate in modo autonomo e parzialmente diverso rispetto allinvalidit negoziale. Delibere annullabili Lannullabilit costituisce la regola per le delibere assembleari invalide: sono annullabili tutte le deliberazioni che non sono prese in conformit della legge o dello statuto. Possono dar vita solo ad annullabilit della delibera (e non ad inesistenza come prima) la partecipazione allassemblea di persone non legittimate (ad es.: azionisti senza voto), ma solo se tale partecipazione sia stata determinante per la regolare costituzione dellassemblea; linvalidit dei singoli voti od il loro errato conteggio, ma solo se determinanti per il raggiungimento della maggioranza; lincompletezza od inesattezza del verbale, ma solo quando impediscono laccertamento del contenuto, degli effetti e della validit della delibera. Soggetti legittimati: per le delibere annullabili, limpugnativa pu esser proposta solo dai soggetti espressamente previsti dalla legge: - soci assenti, dissenzienti od astenuti: il diritto di impugnativa non pi riconosciuto ad ogni socio con diritto di voto, ma solo agli azionisti con diritto di voto che rappresentano, anche congiuntamente, l1 del capitale sociale nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio ed il 5% nelle altre - amministratori, consiglio di sorveglianza e collegio sindacale. - rappresentante comune degli azionisti di risparmio - in alcuni casi tassativamente indicati dalla legge in tema di partecipazioni rilevanti, sindacati di voto e di blocco e di bilancio sottoposto a revisione, limpugnativa pu essere proposta anche dalla Consob, dalla Banca dItalia o dallIsvap Si riconosce ai soci non legittimati a proporre limpugnativa il diritto di chiedere il risarcimento dei danni loro cagionati dalla non conformit della delibera alla legge o allatto costitutivo. Termine: limpugnativa o lazione di risarcimento danni devono essere proposte entro 90 giorni dalla data di deliberazione o dalliscrizione o dal deposito se la delibera soggetta ad iscrizione o a deposito nel registro delle imprese; il termine allungato a 180 giorni per la Consob, la Banca dItalia e per lIsvap Procedimento: lazione di annullamento proposta davanti al tribunale del luogo dove la societ ha la sede. I soci impugnati devono dimostrare di essere possessori al tempo dellimpugnazione dell1 del capitale sociale: se questo viene meno nel corso del processo a seguito di trasferimento per atti tra vivi delle azioni, il giudice non pu pronunciare lannullamento e provvede solo al risarcimento delleventuale danno se richiesto Il tribunale pu disporre in ogni momento che i soci opponenti prestino idonea garanzia per leventuale risarcimento danni. La proposizione dellazione non sospende di per s lesecuzione della delibera; tuttavia la sospensione pu essere disposta su richiesta dellimpugnante previa comparazione fra danno alla societ e danno del ricorrente, e dopo aver sentito amministratori e sindaci. Effetti: lannullamento ha effetto per tutti i soci ed obbliga gli amministratori a prendere i provvedimenti conseguenti sotto la propria responsabilit.

Restano salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della delibera. Sostituzione della delibera: lannullamento non pu aver luogo se la delibera sostituita con altra presa in conformit della legge o dellatto costitutivo od stata revocata dallassemblea. La sostituzione ha effetto sanante retroattivo e quindi: - il giudizio potr proseguire solo per decidere in merito alle spese giudiziali - restano salvi i diritti acquistati dai terzi sulla base delle deliberazione sostituita, anche se non in buona fede Delibere nulle La delibera nulle solo nei tre casi tassativamente indicati dal 2379: 1) impossibilit od illiceit delloggetto Sono nulle anzitutto le delibere il cui oggetto impossibile od illecito (contrario a norme imperative, allordine pubblico o al buon costume). Si ha nullit per anche quando lecito loggetto ma illecito il contenuto (es.: lassemblea approva un bilancio falso: loggetto qui lapprovazione del bilancio, il contenuto il bilancio falso). Nel caso in cui il contenuto illecito per contrariet e norme imperative, nulle sono solo quelle delibere il cui contenuto in contrasto con norme imperative dettate a tutela di un interesse generale che trascende linteresse del singolo socio o siano dirette ad impedire una deviazione allo scopo economico pratico del rapporto di societ (ad es norme poste a tutela dellintegrit del patrimonio sociale e quelle dettate in tema di bilancio) 2) mancata convocazione dellassemblea: si precisa per che: - non si considera mancante la convocazione nel caso di irregolarit dellavviso, se questo proviene da un componente dellorgano amministrativo o di controllo della societ ed idoneo a consentire a coloro che hanno diritto di intervenire di essere preventivamente avvertiti della convocazione e della data dellassemblea - lazione di nullit non pu essere esercitata da chi, anche successivamente, abbia dichiarato il suo assenso allo svolgimento dellassemblea 3) mancanza del verbale: si precisa per che: - il verbale non si considera mancante se contiene la data della deliberazione ed il suo oggetto ed sottoscritto dal presidente dellassemblea o dal presidente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza e dal segretario o dal notaio; - la nullit per mancanza del verbale sanata con effetto retroattivo mediante verbalizzazione eseguita prima dellassemblea successiva, salvi i diritti dei terzi che in buona fede ignoravano la deliberazione. Legittimazione: la nullit delle delibere pu esser fatta valere da chiunque vi abbia interesse e pu essere rilevata anche dufficio dal giudice. Termine: possono essere impugnate senza limiti di tempo solo le delibere che modificano loggetto sociale prevedendo attivit illecite od impossibili; in tutti gli altri casi introdotto un termine di decadenza di 3 anni, che decorre dalliscrizione o deposito nel registro delle imprese, se la deliberazione vi soggetta, altrimenti dalla trascrizione nel libro delle adunanze dellassemblea. Effetti: la delibera nulla inefficacie, ma non pregiudica i diritti dei terzi acquistati in buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione della delibera Sanabilit: la delibera nulla pu essere sanata retroattivamente: - per decorrenza del termine di impugnazione

per sostituzione con altra delibera valida

Casi speciali: per le delibere di aumento del capitale sociale, di riduzione reale del capitale e di emissione delle obbligazioni lazione di nullit soggetta al pi breve termine di decadenza di 180 giorni. In caso di mancata convocazione, il termine di 90 giorni dallapprovazione del bilancio nel corso del quale la delibera stata anche parzialmente eseguita. Se si tratta di societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, la nullit della delibera di aumento del capitale sociale non pu pi essere pronunciata dopo che stata iscritta nel registro delle imprese lattestazione che laumento stato anche parzialmente eseguito; lesecuzione anche parziale preclude la pronuncia di nullit delle deliberazioni di riduzione reale del capitale sociale e di emissione di obbligazioni. Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai soci ed ai terzi. per quanto riguarda linvalidit della delibera di bilancio, essa non pi impugnabile dopo lapprovazione del bilancio successivo.

2. AMMINISTRAZIONE La riforma del 2003 ha previsto tre sistemi di amministrazione e di controllo: a) il sistema tradizionale, basato sulla presenza di due organi entrambi di nomina assembleare: lorgano amministrativo (amministratore unico o consiglio di amministrazione) ed il collegio sindacale, con funzioni ora circoscritte al controllo sullamministrazione (il controllo contabile per legge affidato ad un organo di controllo esterno alla societ: revisore contabile o societ di revisione); b) il sistema dualistico, di ispirazione tedesca, prevede la presenza di un consiglio di sorveglianza di nomina assembleare, e di un consiglio di gestione, nominato dal consiglio di sorveglianza; c) il sistema monistico, di ispirazione anglosassone, nel quale lamministrazione ed il controllo sono esercitati rispettivamente dal consiglio di amministrazione, nominato dallassemblea, e da un comitato per il controllo sulla gestione costituito al suo interno. Il sistema tradizionale di amministrazione e controllo trova applicazione in mancanza di diversa previsione statutaria, mentre quello dualistico e monastico devono essere espressamente adottati in sede di costituzione della societ o con successiva modifica statutaria IL SISTEMA TRADIZIONALE LORGANO AMMINISTRATIVO Struttura. Nel sistema tradizionale la s.p.a. non quotata pu avere sia un amministratore unico sia una pluralit di amministratori, che formano in tal caso il consiglio di amministrazione, mentre le societ quotate devono necessariamente avere lamministrazione pluripersonale; cmq il numero degli amministratori pu essere liberamente determinato dallo statuto Il consiglio di amministrazione pu essere articolato al suo interno con la creazione di uno o pi organi delegati, che danno luogo alle figure del comitato esecutivo e degli amministratori delegati. Funzioni. Gli amministratori sono lorgano cui affidata in via esclusiva la gestione dellimpresa sociale e ad essi spetta compiere tutte le operazioni necessarie per lattuazione delloggetto sociale (2380-bis):

potere gestorio: deliberano su tutti gli argomenti attinenti alla gestione della societ che non siano riservati dalla legge allassemblea potere di rappresentanza: (tutti od alcuni) hanno la rappresentanza generale della societ, cio il potere di manifestare allesterno la volont sociale determinata dallassemblea o dallo stesso organo amministrativo ponendo in essere in singoli atti giuridici in cui si concretizza lattivit sociale danno impulso allattivit dellassemblea: la convocano e ne fissano lordine del giorno; danno attuazione alle delibere della stessa ed hanno il potere-dovere di impugnare quelle che violino la legge o latto costitutivo. devono curare la tenuta dei libri e delle scritture contabili della societ, in particolare devono redigere annualmente il progetto di bilancio da sottoporre allapprovazione dellassemblea. prevengono il compimento di atti pregiudizievoli per la societ, o ne eliminano o ne attenuano le conseguenze dannose. Le funzioni degli amministratori sono inderogabili da parte dellautonomia privata: i relativi poteri e doveri sono espressione del principio di divisione dei poteri, che nella s.p.a. funga da contrappeso alla irresponsabilit di soci per le obbligazioni sociali 2380-bis: la gestione dellimpresa spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per la attuazione delloggetto sociale la competenza gestoria degli amministratori ha carattere generale: sussiste per tutti gli atti di impresa che non sono riservati alla assemblea 2364 n5: lassemblea ordinaria delibera sulle autorizzazioni eventualmente richiesta dallo statuto per il compimento degli atti di amministratori, ferma restando la responsabilit di questi ultimi per gli atti compiuti la competenza gestoria dellassemblea ha carattere delimitato e specifico: sussiste solo per gli atti espressamente previsti dalla legge (ex nomina e revoca amm., approvazione bilancio.)

AUTONOMIA DEGLI AMMINISTRATORI Gli amministratori una volta nominati dallassemblea sono investiti di ampi poteri decisionali, di poteri propri esercitabili in posizione di piena autonomia rispetto allassemblea: lassemblea non pu impartire direttive vincolanti circa il compimento degli atti di esercizio dellimpresa sociale e gli amministratori non sono obbligati a sottoporre alla preventiva approvazione dellassemblea le loro iniziative (salva diversa disposizione statutaria )* Infatti solo gli amministratori sono responsabili civilmente e penalmente delladempimento dei loro doveri, sia verso la societ che verso i creditori sociali, qualora violino o lascino che siano violate le norme poste a salvaguardia dellintegrit del patrimonio sociale Daltro canto per linvestitura degli amministratori nel loro ufficio riposa su un atto di nomina dellassemblea e da questa essi sono liberamente revocabili: compete allassemblea un potere generale di controllo sullattivit gestoria degli amministratori Inoltre la competenza degli amministratori cessa lasciando il campo a quella dellassemblea quando si tratta di iniziative che comportano una sostanziale modifica, diretta o indiretta, delloggetto sociale. * Lo statuto pu prevedere che lassemblea sia chiamata ad autorizzare atti di gestione di competenza degli amministratori: lassemblea chiamata ad esprimersi su proposta degli amministratori e cmq lautorizzazione non esonera gli amministratori da responsabilit penale e civile verso i creditori e verso la societ stessa; ne deriva che malgrado la richiesta approvazione assembleare, gli amministratori restano liberi di non dare attuazione ad atti che configurano una violazione dei doveri di corretta gestione e salvaguardia del patrimonio sociale. Nomina

I primi amministratori sono nominati nellatto costitutivo; successivamente la loro nomina compete allassemblea ordinaria. Clausole statutarie: lo statuto pu: - riservare la nomina di uno o pi amministratori allo Stato o enti pubblici, anche in mancanza di partecipazione azionaria di questi ultimi; questi amministratori hanno gli stesso diritti e obblighi di quelli nominati dallassemblea, ma possono essere revocati solo da chi li ha nominati - riservare ai possessori di strumenti finanziari partecipativi la nomina di un componente indipendente dal consiglio di amministrazione - stabilire norme particolari per la nomina di cariche sociali da parte dellassemblea, fermo restando il principio della competenza assembleare per la nomina degli amministratori; in particolare consentito ridurre i normali quorum deliberativi stabiliti per lassemblea ordinaria di seconda convocazione: nella pratica sono diffusi sistemi di votazione congegnati in modo da assicurare anche a gruppi di minoranza propri rappresentanti nel consiglio di amministrazione nelle quotate anzi obbligatorio il voto di lista Il numero degli amministratori fissato nello statuto, che pu anche limitarsi ad indicare il numero minimo e massimo ed in tal caso sar lassemblea che procede alla nomina a fissare di volta in volta il numero degli amministratori. Requisiti: gli amministratori possono essere soci o non soci, ma non possono essere nominati amministratori le parsone giuridiche e pi in generale soggetti diversi dalle persone fisiche. Nelle quotate gli amministratori devono possedere i requisiti di onorabilit fissati per i sindaci con regolamento del Ministro delle Giustizia; inoltre se il consiglio di amministrazione composto da pi di sette membri, uno di essi deve essere un c.d. amministratore indipendente in modo da assicurare una adeguata vigilanza sugli amministratori Cause di ineleggibilit: non possono essere nominati amministratori linterdetto, linabilitato, il fallito o chi stato condannato ad una pena che comporta linterdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o lincapacit ad esercitare uffici direttivi. Cause di incompatibilit: a differenza di quelle di ineleggibilit, non rendono invalida la delibera di nomina (comportano solo che linteressato tenuto ad optare tra luno e laltro ufficio); esse sono previste da leggi speciali (ad es., impiegati civili dello Stato, membri del Parlamento, avvocati). Durata della carica: la nomina degli amministratori non pu esser fatta per un periodo superiore a t tre esercizi; essi scadono alla data dellassemblea convocata per lapprovazione del bilancio relativo allultimo esercizio della loro carica. Tuttavia sono rieleggibili, se latto costitutivo non dispone diversamente. Cessazione della carica Cause di cessazione dallufficio prima della scadenza del termine - la revoca da parte dellassemblea (che pu esser deliberata liberamente in ogni tempo, salvo il diritto degli amministratori al risarcimento dei danni se non sussiste una giusta causa); - la rinuncia (dimissioni) da parte degli amministratori; - la decadenza dallufficio, ove sopravvenga una causa di ineleggibilit; - la morte. Ma il legislatore si preoccupa di evitare che il verificarsi di una causa di cessazione paralizzi lattivit dellorgano amministrativo

Cos in alcuni casi gli effetti della cessazione sono differiti o differibili: la cessazione degli amministratori per scadenza del termine ha effetto solo dal momento in cui lorgano amministrativo stato ricostituito: gli amministratori scaduti rimangono in carica, con pienezza di poteri, fino allaccettazione della nomina da parte dei nuovi amministratori (prorogatio). le dimissioni dellamministratore hanno effetto immediato se rimane in carica la maggioranza degli amministratori, altrimenti hanno effetto solo dal momento in cui la maggioranza si ricostituita. Nei casi in cui gli effetti della cessazione non sono differiti o differibili (morte, decadenza, dimissioni della minoranza degli amministratori): se rimane in carica oltre la met degli amministratori nominati dallassemblea, i superstiti provvedono a sostituite provvisoriamente quelli venuti meno con delibera consiliare approvata dal collegio sindacale (cooptazione); gli amministratori cosi nominati restano in carica fino alla successiva assemblea che potr confermarli o sostituirli se viene a mancare oltre la met degli amministratori nominati i superstiti devono convocare lassemblea perch provveda alla sostituzione dei mancanti ed i nuovi amministratori cos nominati scadono con quelli in carica allatto della nomina, se non diversamente previsto dallo statuto o dallassemblea se vengono a cessare tutti gli amministratori o lamministratore unico, il collegio sindacale deve convocare con urgenza lassemblea per la ricostituzione dellorgano amministrativo; nel frattempo il collegio sindacale pu compiere gli atti di ordinaria amministrazione La legge quindi cerca di evitare che il venir meno di uno o pi amministratori comporti la cessazione dalla carica anche degli altri; ma questo principio derogabile dallautonomia statutaria: - lo statuto pu derogare alla regola della cooptazione - sono ammissibili nello statuto clausole simul stabunt simul cadent: con esse si prevede la cessazione di tutti gli amministratori e la conseguente ricostituzione dellintero collegio da parte dellassemblea a seguito della cessazione di alcuni amministratori. La nomina e la cessazione dalla carica degli amministratori soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese: - alliscrizione della nomina devono provvedere i nuovi amministratori entro trenta giorni dalla notizia della loro nomina - liscrizione della cessazione per qualsiasi causa avviene a cura del collegio sindacale entro trenta giorni Compenso Gli amministratori hanno diritto ad un compenso per la loro attivit. Questo pu consistere anche in una partecipazione agli utili della societ o nellattribuzione del diritto di sottoscrivere a prezzo predeterminato azioni di futura emissione (stock options). Per i membri del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo modalit e misura del compenso sono determinati dallatto costitutivo o dallassemblea allatto della nomina. Per gli amministratori investiti di particolari cariche (ad es., amministratore delegato), la remunerazione stabilita dallo stesso consiglio di amministrazione, sentito il parere del collegio sindacale. Se il compenso non stato determinato e non risulta che gli amministratori vi abbiano rinunciato, esso determinato dallautorit giudiziaria su ricorso degli amministratori. Divieti: divieto di concorrenza Gli amministratori di s.p.a. - non possono assumere la qualit di soci a responsabilit illimitata in societ concorrenti - non possono esercitare unattivit concorrente per conto proprio od altrui,

non possono essere amministratori o direttori generali in societ concorrenti, salva lautorizzazione dellassemblea.

Linosservanza del divieto espone lamministratore alla revoca dallufficio per giusta causa ed al risarcimento degli eventuali danni arrecati alla societ. Nelle s.p.a. quotate inoltre sono previsti specifici obblighi di informazione sui possessi azionari degli amministratori e agli stessi fatti divieto di acquistare, vendere e compiere altre operazioni su strumenti finanziari della societ, anche per interposta persona, sfruttando informazioni privilegiate in ragione del loro ufficio. In violazione sono previste sanzioni penali. Il consiglio di amministrazione Lamministratore unico riunisce in s ed esercita individualmente tutte le funzioni proprie dellorgano amministrativo. Quando invece lamministrazione affidata a pi persone, queste costituiscono il consiglio di amministrazione, retto da un presidente scelto dallo stesso consiglio fra i suoi membri, qualora non sia gi stato nominato dallassemblea; in tal caso le modalit di esercizio delle funzioni si differenziano a seconda del tipo di attivit: - attivit deliberativa: esercitata collegialmente e quindi le relative decisioni sono adottate a maggioranza in apposite riunioni alle quali devono assistere i sindaci - rappresentanza: essa funzione individuale degli amministratori designati nellatto costitutivo e dallassemblea allatto della nomina; se pi sono gli amministratori con rappresentanza, il relativo potere esercitato disgiuntamente o congiuntamente e non collegialmente - vigilanza: lattivit di vigilanza spetta sia al consiglio collegialmente sia al singolo amministratore individualmente; il singolo amministratore non pu per adottare gli eventuali provvedimenti che si rendano necessari: in questo caso si richiede lattivit deliberativa che competenza collegiale Disciplina delle delibere consiliari Se lo statuto non dispone diversamente, il consiglio di amministrazione convocato dal presidente dello stesso, il quale ne fissa anche lordine del giorno, ne coordina i lavori e provvede affinch tutti gli amministratori siano adeguatamente informati sulle materie iscritte allordine del giorno. Quorum costitutivo: per la validit delle deliberazioni del consiglio di amministrazione, necessaria la presenza della maggioranza degli amministratori in carica. Non ammesso il voto per rappresentanza Quorum deliberativo: le deliberazioni sono approvate se riportano il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti (voto per teste), se latto costitutivo non prevede una diversa maggioranza. Verbalizzazione: il verbale deve essere redatto per atto pubblico nei casi di delibera per delega su materie di competenza assembleare; cmq le deliberazioni adottate devono risultare da un apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione. Invalidit delle delibere: prevista solo la categoria delle delibere annullabili, mentre non sono previste cause di nullit delle stesse Per quanto riguarda i vizi di procedimento o di contenuto, possono essere impugnate tutte le delibere del consiglio di amministrazione che non sono prese in conformit della legge o dello statuto

Limpugnativa pu essere proposta dagli amministratori assenti o dissenzienti e dal collegio sindacale (ma non dai soci) entro 90 giorni dalla data della deliberazione. Quando la delibera consiliare leda direttamente un diritto soggettivo del socio, questi avr diritto di agire giudizialmente per far annullare la delibera. Lannullamento delle delibere consiliari non pregiudica i diritti acquistati dai terzi in buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione delle stesse. Per il conflitto di interessi, lamministratore che in una determinata operazione ha, per conto proprio o di terzi, un interesse non necessariamente in conflitto con quello della societ: - deve darne notizia agli altri amministratori ed al collegio sindacale precisandone la natura, i termini, lorigine e la portata; - se si tratta di amministratore delegato, deve astenersi dal compiere loperazione investendo della stessa lorgano collegiale competente (consiglio di amministrazione o comitato esecutivo); - in entrambi i casi il consiglio di amministrazione deve adeguatamente motivare le ragioni e la convenienza per la societ delloperazione. La delibera del consiglio di amministrazione o del comitato esecutivo, qualora possa recare danno alla societ (danno potenziale), impugnabile non solo quando lamministratore ha votato ed il suo voto stato determinante, ma anche quando sono stati violati gli obblighi di trasparenza, astensione e motivazione sopra indicati. Limpugnazione pu essere proposta entro 90 giorni dalla data delle delibera dal collegio sindacale, dagli amministratori assenti e dissenzienti, nonch dagli stessi amministratori che hanno votato a favore se lamministratore interessato non abbia adempiuto gli obblighi di informazione sopra indicati. Nel caso di amministratore unico, questi deve dare notizia preventiva degli interessi che ha in una determinata operazione al collegio sindacale ed anche alla prima assemblea utile, motivando delle proprie scelte riguardanti operazioni a cui interessato. I contratti conclusi dallamministratori unico in conflitto di interessi sino annullabili su richiesta della societ in base alla disciplina generale della rappresentanza, salva la buona fede del terzo contraente; lamministratore risponde anche dei danni derivanti dalla sua azione o omissione, in particolare risponde dei danni che siano derivati alla societ dallutilizzazione a vantaggio proprio o di terzi di dati, notizie o opportunit di affari appresi nellesercizio del suo incarico (2391.5) Infine nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio sono previste particolari cautele riguardo le operazioni correlate, operazioni realizzate con soggetti indicati dalla Consob rispetto ai quali il rischio di conflitto di interessi maggiore. Per tali operazioni lorgano amministrativo deve adottare regole che assicurino la trasparenza e la correttezza delle decisioni: deve disciplinare la competenza, la motivazione e la documentazione richiesta a supporto della decisione e pu anche prevedere lassistenza di esperti indipendenti. Comitato esecutivo e Amministratori delegati Se latto costitutivo o lassemblea lo consentono, il consiglio di amministrazione pu delegare le proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo ovvero ad uno o pi amministratori delegati (2381.2) Il comitato esecutivo , al pari del consiglio di amministrazione, un organo collegiale. Le sue decisioni sono adottare in riunioni alle quali devono assistere i sindaci. Le relative Gli amministratori delegati (uno o pi) sono invece organi un personali. Se vi sono pi amministratori delegati, essi agiscono disgiuntamente o congiuntamente, a seconda

deliberazioni devono risultare da un apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni.

di quanto stabilito nello statuto o nellatto di nomina. Agli amministratori delegati di regola affidata la rappresentanza della societ.

La creazione e larticolazione degli organi devono essere previste dallo statuto o consentite dallassemblea ordinaria; mentre i membri del comitato esecutivo e gli amministratori delegati sono designati dal consiglio di amministrazione che determina il contenuto, i limiti e le eventuali modalit di esercizio della delega La delega non spoglia il consiglio di amministrazione delle attribuzioni delegate, ma determina solo una competenza concorrente degli consiglio e degli organo delegati; infatti il consiglio pu sempre avocare a se operazioni rientranti nella delega e revocare in ogni momento sia la delega sia i delegati ed impartire a questo direttive Non possono essere delegati: - la redazione del bilancio di esercizio; - la facolt di aumentare il capitale sociale e di emettere obbligazioni convertibili per delega; - gli adempimenti posti a carico degli amministratori in caso di riduzione obbligatoria del capitale sociale per perdite; - la redazione del progetto di fusione o di scissione. Doveri degli organi delegati e degli altri amministratori al fine di favorire la circolazione delle informazioni sulla gestione fra i diversi componenti del consiglio: Gli organi delegati: - curano che lassetto organizzativo, amministrativo e contabile della societ (2381.5) sia adeguato alla natura e alle dimensioni della societ - riferiscono periodicamente al consiglio di amministrazione sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonch sulle operazioni di maggiore rilievo effettuate anche dalle societ controllate Tutti gli amministratori devono agire informati e ciascuno pu chiedere agli organi delegati che siano fornite in consiglio informazioni relative alla gestione della societ (2381.6 Inoltre il consiglio di amministrazione ha il potere-dovere di (2381.3) - valutare ladeguatezza dellassetto organizzativo, amministrativo e contabile della societ; - esaminare i piani strategici, industriali e finanziari della societ; - valutare, sulla base della relazione degli organi delegati, il generale andamento della gestione. La rappresentanza della societ Tra le funzioni di cui gli amministratori sono per legge investiti vi quella di rappresentanza della societ. In presenza di un consiglio damministrazione, gli amministratori investiti del potere di rappresentanza devono essere indicati nello statuto. Se pi sono gli amministratori con rappresentanza, si deve specificare se essi hanno il potere di agire disgiuntamente (firma disgiunta) o congiuntamente (firma congiunta). Il potere di rappresentanza degli amministratori generale. Essi hanno inoltre la rappresentanza processuale, attiva e passiva, della societ. La rappresentanza della societ conferita ad altri soggetti (rappresentanza negoziale) pu aggiungersi, ma non sostituire quella degli amministratori (rappresentanza organica) La rappresentanza organica degli amministratori di s.p.a. assoggettata ad una disciplina peculiare che privilegia al massimo lesigenza di tutela dellaffidamento dei terzi: inopponibile ai terzi di buona fede la mancanza di potere rappresentativo dovuta ad invalidit dellatto di nomina: una volta intervenuta liscrizione nel registro delle imprese

dellatto di nomina, le cause di invalidit della nomina non sono opponibili ai terzi, salvo che si provi che questi ne erano a conoscenza (2383.5) la societ resta vincolata verso i terzi anche se gli amministratori hanno violato eventuali limiti posti dallo statuto o da una decisone degli organi competenti ai loro poteri di rappresentanza: per opporre ai terzi le limitazioni al potere di rappresentanza bisogna provare che i terzi abbiano agito intenzionalmente a danno della societ (2384.2); non quindi sufficiente quindi la prova della malafede del terzo, cio della conoscenza di limitazioni del potere di rappresentanza. Restano opponibili ai terzi i limiti legali del potere di rappresentanza degli amministratori (es il caso dellamministratore unico o dellamministratore delegato che stipula un contratto in conflitto di interessi: il contratto annullabile se il conflitto era riconosciuto e riconoscibile dal terzo) La responsabilit degli amministratori verso la societ Gli amministratori incorrono in responsabilit verso la societ e sono tenuti al risarcimento dei danni dalla stessa subiti quando non adempiono i doveri ad essi imposti dalla legge o dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dellincarico e dalle loro specifiche competenze: vale a dire, con la normale diligenza professionale di un amministratore di societ. Precisazione: gli amministratori invece non sono responsabili per i risultati negativi della gestione che non siano imputabili a difetto di normale diligenza nelle condotta degli affari sociali o nelladempimento degli specifici obblighi posti a loro carico: la loro unobbligazione di mezzi e non di risultato Se gli amministratori sono pi, essi sono responsabili solidalmente: ciascuno pu essere costretto dalla societ a risarcirle lintero danno subito e mano che si tratti di attribuzioni proprie del comitato esecutivo e di funzioni in concreto attribuite ad uno o pi amministratori (2392.1) Ma la presenza di amministratori con funzioni delegate non comporta che gli altri siano esonerati da responsabilit solidale per i comportamenti dei primi; infatti: imposto a tutti gli amministratori di agire in modo informato e di adempiere i propri obblighi con la diligenza del buon professionista in ogni casi gli amministratori sono solidalmente responsabili se essendo a conoscenza di atti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o eliminare o attenuare le conseguenze dannose (2392.2) La responsabilit degli amministratori comunque responsabilit per culpa in vigilando e non responsabilit oggettiva: se costretti a risarcire il danno, gli amministratori avranno diritto di regresso per lintero nei confronti degli amministratori a cui direttamente imputabile il comportamento dannoso lamministratore immune da colpa esonerato da responsabilit purch: - abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione; - del suo dissenso dia immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale. Esercizio dellazione lesercizio dellazione di responsabilit contro gli amministratori deve essere deliberato dallassemblea ordinaria, anche se la societ in liquidazione, ovvero dal collegio sindacale ma maggioranza di 2/3 dei suoi componenti (ovviamente i soci-amministratori non possono votare) Revoca di diritto: la deliberazione dellazione di responsabilit comporta la revoca automatica dallufficio degli amministratori contro cui proposta solo se la delibera approvata col voto favorevole di almeno un quinto del capitale sociale; in questo caso lassemblea stessa provvede alla loro sostituzione.

Se invece non si raggiunge tale percentuale del capital sociale necessaria una distinta ed espressa delibera di revoca Tutela delle minoranze: quando la societ cade in dissesto ed dichiarata fallita o assoggettata a liquidazione coatta amministrativa o ad amministrazione straordinaria, la legittimazione a promuovere lazione sociale di responsabilit compete al curatore fallimentare, al commissario liquidatore o al commissario straordinario (2394-bis) rinunzia e transazione: la societ pu rinunziare allesercizio dellazione di responsabilit o pervenire ad una transazione con gli amministratori, e le minoranze sono comunque tutelate perch rinunzia e transazione devono essere espressamente deliberate dallassemblea, inoltre occorre che non vi sia il voto contrario di una minoranza qualificata: il quinto del capitale sociale, ridotto ad un ventesimo nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio. Altrimenti, rinunzia e transazione sono senza effetto. azione della minoranza: lazione sociale di responsabilit contro gli amministratori pu essere promossa anche dagli azionisti di minoranza: essi devono rappresentare almeno il 20% del capitale sociale (nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio sufficiente che lazione sia promossa dai soci che rappresentano il 5% del capitale sociale) Lazione promossa dalla minoranza diretta a reintegrare il patrimonio sociale, non a risarcire il danno eventualmente subito dai soggetti agenti: perci, la societ deve essere chiamata in giudizio. Prescrizione = lazione sociale di responsabilit si prescrive entro 5 anni dalla cessazione dallamministratore dalla carica Onere probatorio: poich la responsabilit degli amministratori di natura contrattuale, la societ tenuta a provare solo lesistenza di un danno imputabile a inadempimento degli amministratori, non anche la colpa degli stessi; spetter agli amministratori provare i fatti che valgono ad escludere o ad attenuare la loro responsabilit: assenza di colpa o nessi di causalit fra inadempimento e danno (1218) Responsabilit versi i creditori sociali Per quanto riguarda la responsabilit degli amministratori verso i creditori sociali (2394): gli amministratori sono responsabili verso i creditori sociali solo per linosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dellintegrit del patrimonio sociale; lazione pu essere proposta dai creditori solo quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. Legittimazione: lazione ex 2394 pu essere proposta dai singoli creditori sociali; tuttavia quando la societ dichiarata fallita o assoggettata a liquidazione coatta amministrativa o ad amministrazione straordinaria, la legittimazione a promuovere lazione sociale di responsabilit compete esclusivamente al curatore fallimentare, al commissario liquidatore o al commissario straordinario (2394-bis) Onere probatorio: poich la responsabilit degli amministratori di natura contrattuale (inadempimento di specifici obblighi posti dalla legge per la conservazione dellintegrit del patrimonio sociale), i creditori che agiscono in giudizio non sono tenuti a provare la colpa o il dolo degli amministratori Prescrizione: lazione dei creditori si prescrive in cinque anni; essa decorre dal giorno in cui risulta linsufficienza del patrimonio sociale e cmq i creditori potevano averne conoscenza con lordinaria diligenza

Rapporti con lazione sociale: - poich il danno subito dai creditori un riflesso del danno subito dal patrimonio sociale, se lazione risarcitoria gi stata esperita dalla societ ed il relativo patrimonio stato reintegrato, i creditori non potranno pi esercitare lazione di loro spettanza (gli amministratori sono tenuti a risarcire il danno una sola volta - la transazione intervenuta con la societ paralizza lazione dei creditori sociali, salva la possibilit degli stessi di impugnare la transazione con lazione revocatoria (2901); invece, la rinuncia allazione da parte della societ non impedisce lesercizio dellazione da parte dei creditori sociali (2394.3) - lazione dei creditori sociali azione diretta ed autonoma e non azione surrogatoria di quella spettante alla societ (infatti lazione dei creditori non subordinata a quella della societ, la rinuncia allazione da parte della societ non impedisce lesercizio dellazione da parte dei creditori, diversa la decorrenza della prescrizione); di conseguenza: - gli amministratori non potranno opporre ai creditori agenti le eccezioni opponibili alla societ - i creditori si avvantaggeranno direttamente dei risultati utili dellazione fino alla concorrenza del loro credito - i creditori non sono tenuti a citare in giudizio anche la societ - la sospensione della prescrizione dellazione sociale non opera per lazione dei creditori sociali La responsabilit verso i singoli soci o terzi Le azioni di responsabilit della societ e dei creditori sociali non pregiudicano il diritto al risarcimento del danno spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi degli amministratori. Perch il singolo socio od il singolo terzo possano chiedere agli amministratori il risarcimento dei danni devono ricorrere due presupposti: il compimento da parte degli amministratori di un atto illecito nellesercizio del loro ufficio; la produzione di un danno diretto al patrimonio del singolo socio o del singolo terzo, di un danno cio che non sia semplice riflesso del danno eventualmente subito dal patrimonio sociale. Quindi lazione qui in esame consente al singolo socio o al singolo terzo di chiedere agli amministratori solo il risarcimento del danno direttamente arrecato al loro patrimonio, indipendentemente dal fatto che un danno sia derivato anche al patrimonio della societ (es gli amministratori con falso bilancio inducono i soci o i terzi a sottoscrivere un aumento del capitale a prezzo eccessivo) Onere probatorio: il socio o il terzo devono provare che esiste un nesso causale diretto fra il danno subito e lillecito degli amministratori (cio solo la condotta illecita di questi li ha condotti a compiere latto da cui loro derivato un danno) Prescrizione: lazione pu essere esercitata entro cinque anni dal compimento dellatto che ha pregiudicato il socio o il terzo Direttori generali Sono dirigenti che svolgono attivit di alta gestione dellimpresa sociale, dirigenti cio che sono al vertice della gerarchia dei lavoratori subordinati dellimpresa ed operano in rapporto diretto con gli amministratori, dando attuazione alle direttive generali dagli stessi impartite. Alla figura dei direttori generali nominati dallassemblea o per disposizione dellatto costitutivo, si applicano le norme che regolano la responsabilit civile degli amministratori, in relazione ai compiti loro affidati ricorrendo i presupposti esposti prima, i direttori generali sono quindi responsabili

verso la societ, verso i creditori e versi i singoli soci o terzi per i danni arrecati nellesercizio dei compiti loro affidati; essi perci devono rifiutarsi di dare attuazione alle direttive degli stessi amministratori se illegali o pregiudizievoli per la societ (2396) Amministratori di fatto Si definisce amministratore di fatto il soggetto che, privo della veste formale di amministratore per la mancanza di nomina assembleare, in fatto si inserisce sistematicamente nella direzione dellimpresa sociale: impartisce istruzioni agli amministratori ufficiali, ne condizione le scelte operative, tratta direttamente con i terzi. Essi sono equiparati agli amministratori legalmente nominati per quanto riguarda lapplicazione delle norme in tema di responsabilit penale (2369) Per quanto riguarda invece la responsabilit civile, chi ha in fatto esercitato poteri direttivi pu essere chiamato, in solido con gli amministratori investiti dellufficio, a risarcire i danni arrecati? La legge da risposta affermativa con riferimento alle s.r.l. quando la posizione di amministratore di fatto assunta da un socio, ma solo in presenza di comportamenti dolosi (2474.7) Parte delle dottrina da risposta affermativa anche riguardo alle s.p.a. assimilando la posizione degli amministratori di fatto a quella di direttori generali (2396) o richiamando la disciplina della gestione degli affari (2030) o affermando che gli obblighi posti a carico degli amministratori sono in realt regole che disciplinano il corretto svolgimento dellattivit di gestione della societ, indipendentemente dalla qualifica formale del soggetto che pone in essere lattivit IL COLLEGIO SINDACALE Il collegio sindacale lorgano di controllo interno della s.p.a. nel sistema tradizionale, con funzioni di vigilanza sullamministrazione della societ. Composizione Societ non quotate: il collegio sindacale si compone di tre o cinque membri effettivi, soci o non soci, secondo quanto stabilito dallo statuto; devono inoltre essere nominati due membri supplenti. Il collegio sindacale delle societ non quotate ha quindi una struttura semirigida Societ quotate: fermo restando il numero minimo di tre sindaci effettivi e di due supplenti, latto costitutivo pu determinare liberamente il numero dei sindaci. Nomina I primi sindaci sono nominati nellatto costitutivo; successivamente essi sono nominati dallassemblea ordinaria. La legge o lo statuto possono tuttavia riservare la nomina di uno o pi sindaci allo Stato o ad enti pubblici, abbiano o meno partecipazioni nella societ (2449, 2450); lo statuto pu riservare la nomina di un sindaco ai possessori di strumenti finanziari partecipativi (2351.5). Solo nelle societ quotate un membro effettivo del collegio sindacale deve essere eletto da parte dei soci di minoranza con le modalit fissate dalla Consob per regolamento

Requisiti di professionalit: - nelle societ con azioni non quotate, almeno un sindaco effettivo ed uno supplente devono essere scelti fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili; gli altri sindaci, se non iscritti in tale registro, devono essere scelti fra i professori universitari di ruolo in materie economiche o giuridiche o fra gli iscritti negli albi professionali individuati dal Ministro della Giustizia (avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, consulenti del lavoro) Nel registro dei revisori possono iscriversi persone fisiche e societ. - nelle le societ quotate solo un sindaco effettivo su tre (o due se il numero superiore a tre) e in ogni caso un sindaco supplente devono essere necessariamente scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili che abbiano esercitato lattivit di controllo legale dei conti per almeno tre anni; gli altri sindaci, se non iscritti in tale registro, devono possedere determinati requisiti di professionalit di tipo giuridico aziendale Cause di ineleggibilit: non possono essere nominati sindaci linterdetto, linabilitato, il fallito o chi stato condannato ad una pena che comporta linterdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o lincapacit ad esercitare uffici direttivi. Cause di incompatibilit: non possono essere nominati sindaci: il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori, nonch degli amministratori di societ facenti parte dello stesso gruppo; coloro che sono legati alla societ o a societ facenti parte dello stesso gruppo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione dopera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano lindipendenza. Cumulo di incarichi: i sindaci nominati, prima dellaccettazione dellincarico, devono rendere noti allassemblea gli incarichi di amministrazione e di controllo presso altre societ. Limiti al cumulo di incarichi: - nelle societ chiuse possono essere facoltativamente previsti dallo statuto - nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (quotate o con strumenti finanziari diffusi tra il pubblico) sono stabiliti dalla Consob con regolamento Compenso: il compenso dei sindaci deve essere predeterminato ed invariabile in corso di carica; infatti la retribuzione annuale dei sindaci se non stabilita nello statuto deve essere determinata dellassemblea allatto della nomina per lintero periodo di durata del loro ufficio Durata: i sindaci restano in carica per tre esercizi e sono rieleggibili. I sindaci scaduti restano in carica fino alla nomina dei nuovi. Cause di cessazione dallufficio (prima della scadenza del termine) morte revoca rinuncia decadenza Lassemblea pu revocare i sindaci solo se sussiste una giusta causa, e la delibera di revoca deve essere approvata dal tribunale (nel contempo, essa improduttiva di effetti). I sindaci nominati dallo Stato o dagli Enti pubblici possono essere revocati solo da dallente che li ha nominati Costituisce causa di decadenza dallufficio: - il sopraggiungere di una delle cause di ineleggibilit - la sospensione o cancellazione dal registro dei revisori - il fatto che il sindaco, senza giustificato motivo, non assista alle assemblee o diserti due riunioni del consiglio di amministrazione, del comitato esecutivo o del collegio sindacale.

In caso di morte, rinuncia o decadenza di un sindaco, subentrano automaticamente i supplenti in ordine di et; essi per restano in carica fino alla successiva assemblea che provvede alla nomina dei sindaci effettivi e supplenti necessari per integrare il collegio La nomina e la cessazione dallufficio dei sindaci devono essere iscritte, a cura degli amministratori, nel registro delle imprese. Il controllo sullamministrazione Funzione primaria del collegio sindacale quella di controllo; il controllo del collegio sindacale ha per oggetto lamministrazione della societ globalmente intesa e si estende a tutta lattivit sociale. Art 2403.1: Il collegio sindacale vigila sullosservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sulladeguatezza dellassetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla societ e sul suo concreto funzionamento
Questo comporta nelle quotate (ma non solo) la necessita di vigilare: - sullesistenza di un adeguato sistema di controllo interno e sulla affidabilit del sistema contabile nel rappresentare correttamente i fatti di gestione - sulladeguatezza delle disposizioni impartite alle societ controllate affinch queste forniscano le notizie necessarie per adempiere gli obblighi di informazione nei confronti del pubblico previste dalla legge - sulla concreta attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento cui la societ ha dichiarato di volersi astenere

La vigilanza del collegio sindacale esercitata innanzitutto nei confronti degli amministratori, ma riguarda anche lattivit dellassemblea e cmq pu estendersi in ogni direzione. I sindaci hanno il potere-dovere di intervenire alle riunioni dellassemblea, del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo, nonch il potere di impugnare le relative delibere. I sindaci hanno poteri-doveri di iniziativa in sostituzione dellassemblea e/o degli amministratori: - devono convocare lassemblea ed eseguire le pubblicazioni prescritte per legge in caso di omissione da parte degli amministratori (2406) - devono chiedere al tribunale che venga disposta la riduzione del capitale sociale obbligatoria per legge, ove lassemblea non vi provveda e gli amministratori restino inerti. Il controllo del collegio sindacale sullamministrazione un controllo di carattere globale e sintetico, le cui modalit di esercizio sono rimesse alla discrezionalit tecnica del collegio. Ma il controllo non ha carattere puramente formale: il collegio sindacale deve controllare anche il rispetto sostanziale da parte degli amministratori degli specifici obblighi di condotta loro imposti. Inoltre consentito ai sindaci di segnalare agli amministratori e allassemblea atti e comportamenti che esprimono una linea di gestione imprudente, ma lopportunit e la convenienza delle scelte operative restano di competenza degli amministratori e i sindaci non possono imporre o impedire il compimenti di atti di gestione che non violino la legge Informazione. Per consentire al collegio sindacale lefficace svolgimento della propria attivit, la legge pone a carico degli amministratori numerosi obblighi di comunicazione (particolarmente intensi nelle quotate dove gli amministratori devono riferire tempestivamente al collegio sindacale sullattivit svolta, sulle operazioni compiute di maggior rilievo economico e su quelle a rischio di conflitto dinteressi) e nello stesso tempo attribuisce allo stesso collegio strumenti informativi: - il collegio sindacale pu scambiare informazioni coi corrispondenti organi delle societ controllate in merito ai sistemi di amministrazione di e controllo e allandamento generale dellattivit sociale. - previsto lo scambio tempestivo di informazioni fra collegio sindacale e soggetti incaricati del controllo contabile.

Poteri: I sindaci hanno il potere-dovere di procedere in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, nonch di chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a societ controllate, sullandamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Il collegio sindacale pu, previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione, convocare lassemblea qualora nellespletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia urgente necessit di provvedere. Il collegio pu promuovere lazione di responsabilit contro gli amministratori Il collegio pu sollecitare il controllo giudiziario sulla gestione. Controllo contabile: il collegio sindacale non svolge pi il controllo contabile, ma al riguardo tenuto a vigilare sulladeguatezza e sulla affidabilit del sistema amministrativo-contabile Nelle societ non quotate tuttavia il suo consenso necessario per liscrizione allattivo di alcune voci del bilancio (es costi di impianto e di ampliamento, avviamento); inoltra il consiglio conserva il potere di fare proposte allassemblea in ordine al bilancio e alla sua approvazione. Nelle sole societ che non fanno appello al mercato del capitale di rischio e che non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato, lo statuto pu prevedere che anche il controllo contabile sia esercitato dal collegio sindacale. Funzione di consulenza propositiva: il collegio deve esprimere il proprio parere - sulla determinazione da parte del consiglio di amministrazione della remunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche - solo nelle non quotate, sulla congruit del prezzo di emissione delle azioni in caso di esclusione o di limitazione del diritto di opzione - sulliscrizione in bilancio dellavviamento e dei costi pluriennali - nelle quotate, sulla nomina e sulla revoca della societ di revisione contabile Funzioni di amministrazione attiva: i sindaci sono chiamati a svolgere funzioni di amministrazione attiva quando vengono meno tutti gli amministratori, con poteri circoscritti agli atti di ordinaria amministrazione e con lobbligo di convocare con urgenza lassemblea per la nomina dei nuovi amministratori. Funzionamento del collegio sindacale Il presidente del collegio sindacale nominato dallassemblea; nelle societ quotate deve essere prescelto fra i sindaci eletti dalla minoranza. Se si rende necessario sostituire il presidente in caso di morte, rinunzia o decadenza, la presidenza del collegio assunta fino alla successiva assemblea dal sindaco pi anziano Il collegio sindacale funziona di regola collegialmente, ma non mancano specifici poteri-doveri individuali: - potere di procedere individualmente ad atti di ispezione e controllo - potere-dovere di intervenire alle riunioni degli altri organi sociali Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni 90 giorni. Quorum costitutivo: il collegio sindacale regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei sindaci Quorum deliberativo: il collegio sindacale delibera a maggioranza assoluta dei presenti Verbalizzazione: delle riunioni deve essere redatto processo verbale, sottoscritto da tutti gli

intervenuti, che viene trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale. Il sindaco dissenziente ha diritto di far iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso. Denunzia dei soci: ogni socio pu denunziare al collegio sindacale fatti che ritiene censurabili, ma il collegio sindacale obbligato solo a tenerne conto nella relazione annuale allassemblea. Se la denuncia proviene da tanti soci che rappresentano il 5% del capitale sociale (2% per le societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio) il collegio sindacale deve indagare sui fatti denunziati e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte allassemblea, convocando immediatamente la medesima qualora ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia urgente necessit di provvedere La responsabilit dei sindaci Come gli amministratori, i sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalit e la diligenza richieste dalla natura dellincarico. I sindaci sono responsabili, anche penalmente, della verit delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio. Responsabilit esclusiva: lobbligo di risarcimento dei danni grava esclusivamente sui sindaci, di regola solidalmente fra loro, quando il danno sia imputabile solo al mancato o negligente adempimento dei loro doveri. Responsabilit concorrente: i sindaci sono responsabili in solido con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi ultimi quando il danno non si sarebbe prodotto se i sindaci avessero vigilato in conformit degli obblighi della loro carica. Lazione di responsabilit contro i sindaci disciplinata dalle stesse norme dettate per lazione di responsabilit contro gli amministratori. IL CONTROLLO CONTABILE Per quanto riguarda il controllo contabile, oggi coesistono tre discipline parzialmente diverse: . nelle societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il controllo contabile esercitato da un revisore contabile persona fisica o da una societ di revisione iscritti in un apposito registro dei revisori contabili tenuto dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti; il controllo
interamente regolato dal codice civile; nelle sole societ e che non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato, lo statuto pu prevedere che anche il controllo contabile sia esercitato dal collegio sindacale .

. nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio diverse dalle societ quotate, il controllo contabile invece pu essere esercitato solo da una societ di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili; la societ di revisione limitatamente a tali incarichi soggetta alla disciplina della
revisione contabile prevista per le societ quotate e alla vigilanza delle Consob

. nelle societ con azioni quotate(precisamente in tutte le societ di un gruppo a cui appartenga una societ quotata) lattivit di revisione contabile riservata alle societ di revisione iscritte in un apposito albo speciale tenuto a cura della Consob. Il controllo contabile Nelle societ non quotate, il soggetto al quale demandato il relativo controllo nominato per la prima volta nellatto costitutivo; successivamente lincarico conferito dallassemblea, sentito il collegio sindacale Cause di ineleggibilit: non possono essere incaricati del controllo contabile e se incaricati decadono dallufficio:

- i sindaci della societ o di societ che fanno parte dello stesso gruppo - coloro che si trovano nelle condizioni di ineleggibilit previste per i sindaci (2399.1) Lo statuto pu prevedere ulteriori cause di ineleggibilit, nonch cause di incompatibilit e ulteriori requisiti di professionalit Lincarico di controllo o di revisione contabile dura tre esercizi ed rinnovabile senza limiti. Lincarico pu essere revocato dallassemblea solo per giusta causa e sentito il parere del collegio sindacale; inoltre, come per i sindaci, la deliberazione di revoca deve essere approvata con decreto dal tribunale, sentito linteressato La revisione contabile obbligatoria Le societ di revisione iscritte allalbo speciale sono societ di persone o di capitali il cui oggetto sociale deve essere limitato allorganizzazione e revisione contabile di aziende; esse devono anche rispondere ad una serie di requisiti volti a garantire la professionalit della maggioranza dei soci e degli amministratori e lonorabilit di tutti gli amministratori. La Consob vigila sullattivit delle societ di revisione iscritte allalbo e ne verifica periodicamente (almeno ogni 3 anni) lindipendenza e lidoneit tecnica anche con riguardo alle persone fisiche che per conto delle stesse sono responsabili della revisione. Quando accerta gravi irregolarit nello dellattivit di revisione, la Consob pu irrogare sanzioni amministrative pecuniarie ed adottare provvedimenti temporanei; se le irregolarit sono particolarmente gravi, dispone invece la cancellazione dallalbo speciale Conferimento dellincarico la societ obbligata alla revisione sceglie la societ di revisione, con deliberazione della assemblea ordinaria in occasione delle approvazione del bilancio, previo parere, obbligatorio, ma non vincolante, del collegio sindacale. Controllo di merito delle Consob: la deliberazione deve essere trasmessa alla Consob che entro venti giorni pu vietarne lesecuzione non solo quando ricorre una delle cause di incompatibilit previste dalla legge (controllo di legalit) ma anche quando rilevi che la societ cui affidato lincarico non tecnicamente idonea ad esercitarlo, in relazione alla sua organizzazione ovvero al numero degli incarichi gia assunti. Compenso: contestualmente al conferimento dellincarico lassemblea ordinaria determina il compenso, in base ai criteri generali stabiliti dalla Consob. Servizi non-audit: si tratta di servizi diversi dallattivit di controllo contabile offerti da parte della societ di revisione o dalla rete (network) di cui essa fa parte; la minaccia della societ revisionata di non avvalersi pi di questi servizi pu costituire mezzo di pressione molto efficace sulla societ di revisione. E quindi vietato alla societ di revisione e a tutti i soggetti che fanno parte della sua rete, nonch ai soci, componenti degli organi di amministrazione e di controllo e ai dipendenti della societ di revisione prestare alla societ revisionata una serie di servizi indicati dalla legge o fissati dalla Consob con regolamento Trasferimenti di personale: - la revisione contabile non pu essere esercitata da coloro che sono stati amministratori o componenti degli organi di controllo o direttori generali o dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili presso la societ che ha conferito lincarico se non sono trascorsi almeno tre anni dalla cessazione di tali incarichi o rapporti di lavoro - coloro che hanno preso parte alla revisione del bilancio di una societ, ovvero sono stati soci o hanno ricoperto cariche sociali nella societ di revisione non possono prestare lavoro autonomo o

subordinato, n ricoprire cariche sociali presso la societ che ha conferito lincarico se non sono trascorsi almeno tre anni dalla cessazione del rapporto con la societ di revisione. Durata: lincarico di revisione ha la durata di sei esercizi ed rinnovabile una sola volta; in caso di rinnovo comunque deve essere sostituito il responsabile della revisione. Al termine del secondo mandato deve essere necessariamente incaricata una diversa societ di revisione non potendo quella vecchia essere nuovamente incaricata prima che siano trascorsi tre anni (periodo di raffreddamento) Revoca: lassemblea ordinaria pu revocare lincarico prima della scadenza del mandato solo se ricorre una giusta causa e previo parere dellorgano di controllo; contestualmente deve provvedere a conferire lincarico ad altra societ di revisione. La revoca deve inoltre essere trasmessa alla Consob che pu entro venti giorni dal ricevimento vietarne lesecuzione qualora rilevi la mancanza di una giusta causa. La stessa Consob pu poi disporre la revoca dufficio dallincarico se rileva lesistenza di una causa di incompatibilit e se sono state accertate gravi irregolarit nello svolgimento dellattivit di revisione Funzioni e responsabilit del revisore dei conti Funzione principale del revisore quella di: - controllare la regolare tenuta delle contabilit: deve verificare la regolare tenuta della contabilit sociale e la corrette rilevazione nelle scritture contabili dei fatti di gestione e verificare che il bilancio di esercizio ed il bilancio consolidato corrispondono alle risultanze delle scritture contabili e siano conformi alle norme che li disciplinano - esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato : lattivit di revisione volta ad esprimere un giudizio sul bilancio, giudizio che nelle societ quotate e in quelle che fanno appello al mercato del capitale di rischio pu essere graduato secondo quattro modelli: giudizio senza rilievi, giudizio con rilievi, giudizio negativo, dichiarazione di impossibilit di esprimere il giudizio: negli ultimi due casi la societ informa immediatamente la Consob. Al revisore contabile sono inoltre devolute per legge funzioni di consulenza in occasione di particolari operazioni Poteri della societ di revisione: il soggetto incaricato del controllo contabile ha diritto di ottenere dagli amministratori documenti e notizie utili per la revisione e pu procedere autonomamente ad accertamenti, ispezioni e controlli. Il revisore contabile documenta lattivit in un apposito libro. Responsabilit: il soggetto incaricato del controllo contabile, come il collegio sindacale, deve adempiere i propri doveri con diligenza professionale; responsabile della verit delle sue attestazioni e deve conservare il segreto su fatti e documenti di cui ha conoscenza per ragioni del suo ufficio. Trova applicazione la disciplina dellazione di responsabilit dettata per i sindaci, azione che si prescrive in 5 anni dalla cessazione dellincarico.

SISTEMI ALTERNATIVI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO IL SISTEMA DUALISTICO Il sistema dualistico prevede la presenza di un consiglio di gestione e di un consiglio di sorveglianza. Il controllo contabile affidato ad un revisore contabile o ad una societ di revisione, senza eccezioni. Il consiglio di gestione svolge le funzioni proprie del consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale; al consiglio di sorveglianza gli sono attribuite sia le funzioni di controllo del collegio sindacale, sia alcune funzioni di indirizzo della gestione che nel sistema tradizionale spettano allassemblea dei soci (nomina e revoca dei componenti del consiglio di gestione e approvazione del bilancio di esercizio). Lo statuto pu poi ulteriormente comprimere il ruolo dellassemblea attribuendo al consiglio di gestione o al consiglio di sorveglianza alcune materie di competenza dellassemblea straordinaria (che nel sistema tradizionale possono essere attribuite allorgano amministrativo) Il consiglio di sorveglianza Nomina. I componenti del consiglio di sorveglianza possono essere soci o non soci; il loro numero, non inferiore a tre, fissato nello statuto. I primi componenti sono nominati nellatto costitutivo, successivamente la loro nomina compete allassemblea ordinaria, che ne determina anche il numero nei limiti stabiliti dallo statuto. La legge o lo statuto possono riservare la nomina di uno o pi consiglieri di sorveglianza alla Stato o ad enti pubblici, abbiano o meno partecipazioni nella societ; lo statuto pu inoltre riservare la nomina di un consigliere di sorveglianza ai possessori di strumenti finanziari partecipativi. Nelle societ quotate almeno un componente deve essere eletto dalla minoranza secondo le modalit fissate dalla Consob (come per i sindaci) Requisiti di professionalit e cause di ineleggibilit: nelle societ che non fanno appello al mercato: - almeno un componente effettivo del consiglio di sorveglianza deve essere scelto tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili; - non possono essere eletti i componenti del consiglio di gestione, coloro che sono legati alla societ o a societ facenti parte dello stesso gruppo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione dopera retribuita che ne compromettano lindipendenza; - trovano applicazione le cause di ineleggibilit e di decadenza previste per gli amministratori e che valgono anche per i sindaci (2382) nelle societ quotate e in quelle con strumenti finanziari diffusi tra il pubblico i consiglieri di sorveglianza devono ulteriormente rispettare i limiti al cumulo di incarichi determinati con regolamento dalla Consob nelle quotate i consiglieri di sorveglianza devono, a pena di decadenza, essere anche in possesso dei requisiti di professionalit ed onorabilit fissati per decreto dal Ministero della giustizia; sono inoltre interamente richiamate le cause di ineleggibilit dei sindaci Compenso: la retribuzione annuale deve essere predeterminata ed invariabile in corso di carica e viene determinata dallassemblea se non stabilita dallo statuto Durata: i componenti del consiglio di sorveglianza restano in carica tre esercizi e non sono rieleggibili, salvo diversa disposizione dellatto costitutivo; la cessazione per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il consiglio di sorveglianza stato ricostituito. Revoca: come gli amministratori e a differenza dei sondaci i consiglieri sono liberamente revocabili dallassemblea anche se non ricorre una giusta causa, salvo il diritto al risarcimento del danno; per necessario che la delibera sia approvata con il voto favorevole di almeno 1/5 del capitale.

Cause di cessazione dallufficio prima della scadenza: - morte - rinuncia - revoca - decadenza Non sono previsti ne supplenti ne meccanismi di reintegrazione del collegio (come la cooptazione) quindi lassemblea deve provvedere a sostituire i componenti del consiglio di sorveglianza che vengono a mancare per qualsiasi ragione nel corso dellesercizio. Pubblicit: la nomina e la cessazione dallufficio dei consiglieri di sorveglianza devono essere iscritte, a cura degli amministratori, nel registro delle imprese entro trenta giorni. Competenze e funzioni del consiglio di sorveglianza Il consiglio di sorveglianza esercita il controllo sullamministrazione che spetta al collegio sindacale nel sistema tradizionale; a tal fine gli vengono riconosciuti i medesimi poteri e diritto di informazione del collegio sindacale nei confronti del consiglio di gestione, del soggetto che esercita la revisione dei conti e degli organi delle societ controllate. - i suoi componenti devono assistere alle assemblee e possono assistere alle adunanze del consiglio di gestione; nelle quotate a ciascuna riunione del consiglio di gestione deve presenziare almeno un consigliere di sorveglianza - pu convocare lassemblea qualora ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia urgenza di provvedere - deve sostituirsi agli amministratori in caso di omissione o di ingiustificato ritardo nella convocazione dellassemblea e nellesecuzione delle pubblicazioni prescritte per legge - destinatario delle denuncie dei soci - riferisce per iscritto almeno una volta allanno allassemblea sullattivit di vigilanza svolta, sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati - pu presentare la denunzia al tribunale ex 2409 e nelle quotate tenuto a denunciare le irregolarit riscontrate alla Consob A differenza del collegio sindacale non per individualmente riconosciuto ai consiglieri di sorveglianza il potere di esercitare atti di ispezione e controlli; tale potere spetta invece nelle quotate allintero consiglio di sorveglianza che pu esercitarlo tramite un componente appositamente delegato. Al consiglio di sorveglianza attribuita larga parte delle funzioni dellassemblea ordinaria: . nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione e ne determina il compenso, salvo che la relativa competenza sia attribuita dallo statuto allassemblea; . approva il bilancio di esercizio e, ove redatto, il bilancio consolidato, ma la distribuzione degli utili resta di competenza dellassemblea ordinaria; . promuove lesercizio dellazione di responsabilit nei confronti dei componenti del consiglio di gestione, competenza che tuttavia conserva anche lassemblea Regole di funzionamento Il presidente del consiglio di sorveglianza eletto dallassemblea ed i suoi poteri sono determinati dallo statuto. Il consiglio deve riunirsi almeno ogni novanta giorni Quorum costitutivo: presenza della maggioranza dei componenti Quorum deliberativo: maggioranza assoluta del presenti Alle deliberazioni del consiglio di sorveglianza si applicano le disposizioni che regolano la validit delle deliberazioni del consiglio di amministrazione.

Responsabilit I componenti del comitato di sorveglianza devono adempiere i loro doveri con la diligenza richiesta dalla natura dellincarico. Sono solidalmente responsabili coi componenti del consiglio di gestione per i fatti e le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformit dei doveri della loro carica. Lassemblea delibera lazione di responsabilit nei loro confronti. Non sono per richiamate le disposizioni in tema di responsabilit verso i creditori sociali ed i singoli soci o terzi Il consiglio di gestione Le funzioni del consiglio di gestione coincidono con quelle del consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale. Composizione: il consiglio di gestione costituito da un numero di componenti non inferiore a due. I primi componenti sono nominati nellatto costitutivo; successivamente la loro nomina compete al consiglio di sorveglianza che ne determina anche il numero nei limiti stabiliti dallo statuto ed il compenso, salvi che lo statuto riservi questultima competenza allassemblea. Durata: i consiglieri di gestione restano in carica per un periodo non superiore a tre esercizi, ma sono rieleggibili; il loro mandato scade alla data della riunione del consiglio di sorveglianza convocato per lapprovazione del bilancio relativo allultimo esercizio Lazione sociale di responsabilit contro i consiglieri di gestione pu essere esercitata anche dal consiglio di sorveglianza. La rinuncia allazione (ma non la transazione) da parte della societ o del consiglio di sorveglianza non impedisce lesercizio dellazione sociale di responsabilit da parte dei soci di minoranza, nonch lazione da parte dei creditori sociali. IL SISTEMA MONISTICO Il sistema monistico, di ispirazione anglosassone, si caratterizza per la soppressione del collegio sindacale: lamministrazione ed il controllo sono esercitati dal consiglio di amministrazione e da un comitato per il controllo sulla gestione, costituito al suo interno, che svolge le funzioni proprie del collegio sindacale. Anche nel sistema monistico il controllo contabile affidato, senza eccezioni, ad un revisore contabile o ad una societ di revisione. Al consiglio di amministrazione, eletto dallassemblea, si applicano in quanto compatibili le disposizioni dettate per gli amministratori nel sistema tradizionale. Poich per nel suo ambito devono essere estratti i componenti dellorgano di controllo, previsto che almeno un terzo dei suoi componenti deve essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci, nonch dei requisiti di onorabilit e professionalit eventualmente previsti dallo statuto. Nelle quotate un amministratore deve essere nominato dalla minoranza I componenti del comitato per il controllo sulla gestione sono nominati dallo stesso consiglio di amministrazione fra i consiglieri in possesso di tali requisiti; almeno uno dei componenti deve essere scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili e i componenti non devono essere membri del comitato esecutivo e non devono svolgere funzioni gestorie neppure in societ controllanti e controllate. Il consiglio di amministrazione determina anche il numero dei componenti del comitato che cmq non pu essere inferiore a tre se la societ fa ricorso al mercato.

Revoca: si ritiene che il consiglio di amministrazione possa revocare i componenti del comitato per il controllo sulla gestione anche senza giusta causa; lassemblea ha il potere di revocare gli amministratori (la revoca dalla carica di amministratore comporta anche la perdita della carica di componente del comitato eventualmente ricoperta) In caso di morte, rinuncia, revoca o decadenza il consiglio di amministrazione provvede alla sostituzione di un componente del comitato, scegliendo fra gli amministratori in possesso dei requisiti necessari; se non vi sono amministratori eleggibili il consiglio di amministrazione provvede a cooptarne di nuovi (2386) Il comitato per il controllo sulla gestione svolge funzioni sostanzialmente coincidenti con quelle del collegio sindacale: - vigila sulladeguatezza della struttura organizzativa della societ, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo e contabile; nelle quotate vigile anche sulla concreta attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento a cui la societ ha dichiarato di volersi attenere - in quanto organo di controllo interno della societ, destinatario delle denunzie dei soci di fatti censurabili ex 2408 e pu presentare denunzia al tribunale ex 2409; nelle quotate anche tenuto a denunciare alla Consob le irregolarit riscontrate - i suoi componenti devono assistere alle assemblee, alle adunanze del consiglio di gestione e del comitato esecutivo, ma non prevista la decadenza automatica in caso di assenze ripetute e ingiustificate. Nelle societ quotate sono riconosciti al comitato sono riconosciuti: - i medesimi poteri e diritto di informazione del collegio sindacale e del consiglio di sorveglianza nei confronti degli altri amministratori, del soggetto che esercita la revisione dei conti e dei corrispondenti organi delle societ controllate - il potere di procedere in ogni momento ad ispezioni e controlli, anche tramite un componente appositamente delegato - il potere di convocare il consiglio di amministrazione e il comitato esecutivo (ma non lassemblea) Il comitato elegge al suo interno il presidente ed opera con losservanza delle norme di funzionamento dettate per il collegio sindacale; in particolare: Deve riunirsi almeno ogni 90 giorni. E regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei componenti e delibera a maggioranza assoluta dei presenti.

I CONTROLLI ESTERNI Accanto al controllo interno del collegio sindacale ed al controllo contabile affidato ad un revisore esterno (revisore contabile o societ di revisione), lordinamento prevede un articolato sistema di controlli esterni sulle s.p.a. Comune a tutte le s.p.a. solo il controllo esterno sulla gestione esercitato dallautorit giudiziaria in presenza di situazioni patologiche che ne alterano il corretto funzionamento. Le societ con azioni quotate in borsa e quelle che istituzionalmente operano sul mercato mobiliare sono assoggettate al controllo della Consob IL CONTROLLO GIUDIZIARIO SULLE GESTIONE Presupposti e iniziativa Il controllo giudiziario sulla gestione delle s.p.a. un controllo di legalit che pu essere attuato se vi fondato sospetto che gli amministratori (ma non pi i sindaci) in violazione dei loro doveri abbiano compiuto gravi irregolarit nella gestione, e si chiede che le stesse possano arrecare danno alla societ o ad una o pi societ controllate (2409) Le gravi irregolarit possono essere denunziate: . dai soci (di qualsiasi categoria) che rappresentano almeno il decimo del capitale sociale (nelle quotate e nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio la percentuale ridotta al 5%); in tutte le societ lo statuto pu ridurre la percentuale . in tutte le societ, dal collegio sindacale o dal corrispondente organo di controllo nei sistemi alternativi (consiglio di sorveglianza o comitato per il controllo della gestione); . nelle sole societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, anche dal p.m. . nelle societ quotate anche dalla Consob, quando sospetti gravi irregolarit nelladempimento dei doveri dei sindaci, del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo sulla gestione . dal commissario giudiziale o straordinario di una societ in amministrazione straordinaria e dal commissario liquidatore di una societ fiduciaria in liquidazione coatta amministrativa nei confronti degli amministratori e sindaci di altra societ facente parte dello stesso gruppo Il tribunale non pu procedere dufficio. Il procedimento Il procedimento attivato con la denunzia si articola in due fasi. I FASE. La fase istruttoria diretta ad accertare lesistenza delle irregolarit e ad individuare i provvedimenti da adottare per rimuoverle; a tale fine il tribunale deve sentire in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci e pu anche far eseguire lispezione dellamministrazione della societ da parte di un consulente designato dallo stesso tribunale. Lassemblea pu poi evitare le ispezioni disposte dal tribunale sostituendo amministratori e sindaci con soggetti di adeguata professionalit che si attivano per accertare se le violazioni sussistono e, in caso positivo, per eliminarle, riferendo al tribunale sugli accertamenti e sulle attivit compiute. II FASE. Se gli atti compiti dai nuovi amministratori e sindaci risultano insufficienti, il tribunale ha di fronte a s due strade: pu disporre gli opportuni provvedimenti cautelari per evitare il ripetersi di irregolarit e convocare lassemblea della societ per le deliberazioni conseguenti (che lassemblea libera di adottare o meno) nei casi pi gravi, il tribunale revoca gli amministratori ed eventualmente anche i sindaci e nomina un amministratore giudiziario.

I poteri e la durata in carica dellamministratore giudiziario sono determinati dal tribunale col decreto di nomina. Egli per investito ex lege del potere di proporre lazione di responsabilit contro gli amministratori ed i sindaci. Lamministratore giudiziario ha la rappresentanza, anche processuale, della societ, ma non pu compiere atti eccedenti lordinaria amministrazione senza lautorizzazione del presidente del tribunale. Prima della scadenza del suo incarico deve convocare lassemblea per la nomina dei nuovi amministratori e sindaci, ma pu anche in alternativa proporre allassemblea la messa in liquidazione della societ o la sua sottoposizione ad una procedura concorsuale; lassemblea resta cmq libera di deliberare o meno nel senso proposto dallamministratore giudiziario. LA CONSOB La Consob (Commissione nazionale per le societ e la borsa) un organo pubblico di vigilanza sul mercato dei capitali istituito con la legge 216/1974; una persona giuridica di diritto pubblico, che gode di piena autonomia nei limiti stabiliti dalla legge Ammissione delle azioni alle quotazioni di borsa Con la privatizzazione della borsa valori del 1997 le competenze relative alla disciplina in tema di ammissioni delle azioni alle quotazioni di borsa, sospensione e revoca, in precedenza attribuite alla Consob, sono state trasferite alla societ di gestione della borsa italiana, la Borsa italiana s.p.a., sia pure sotto la vigilanza delle Consob stessa. Infatti ora le condizione e le modalit di ammissione, esclusione o sospensione delle azioni e degli atri strumenti finanziari dalle negoziazioni sono determinate dal regolamento di mercato deliberato dallassemblea ordinaria della societ di gestione dello stesso, approvato dalla Consob; quindi lammissione, la sospensione e lesclusione delle azioni e degli altri strumenti finanziari dalla borsa sono disposte dalla societ di gestione, con losservanza del regolamento stesso. Ammissione: essa avviene esclusivamente su domanda della societ interessata previa deliberazione dellorgano competente; la societ di gestione della borsa delibera entro due mesi dalla presentazione della domanda e comunica lammissione o il rigetto, dandone contestualmente notizia alla Consob; lesecuzione della decisione di ammissione pu avere luogo solo dopo cinque giorni dalla ricezione della comunicazione presso la Consob, la quale entro questo termine pu vietarla. Sospensione e revoca: la sospensione pu essere disposta se non temporaneamente garantita la regolarit del mercato o se lo richiede la tuteli degli investitori, mentre lesclusione pu essere decisa in caso di prolungata carenza nelle negoziazioni o quando non sia possibile mantenere un mercato normale e regolare; inoltre la stessa societ pu chiedere lesclusione dalle negoziazioni. Consob e informazione societaria Sono assoggettati ad obblighi informativi nei confronti del pubblico: - tutti gli emittenti di strumenti finanziari quotati e i soggetti che li controllano - tutti gli emittenti di strumenti finanziari non quotati in mercati italiano, ma diffusi fra il pubblico in maniera rilevante Due sono i principi cardine della disciplina dellinformazione societaria: . tutte le societ con azioni ed obbligazioni diffuse fra il pubblico devono tempestivamente informare il pubblico, secondo le modalit stabilite dalla Consob, di qualsiasi fatto la cui conoscenza pu influire sensibilmente sul prezzo degli strumenti finanziari; . la Consob pu richiedere che siano resi pubblici notizie e documenti necessari per linformazione del pubblico e provvedervi direttamente, a spese degli interessati, in caso di inottemperanza.

Informazione straordinaria: la Consob ha prescritto specifici obblighi di informazione preventiva nei confronti del pubblico, e la trasmissione alla stessa della relativa documentazione al fine di verificare la correttezza delle informazioni fornite, per una serie di operazioni straordinarie: acquisizione e cessione di pacchetti azionari, acquisto e vendita di azioni proprie, fusioni escissioni, riduzione del capitale sociale per perdite, altre modifiche dellatto costitutivo, emissione di obbligazioni Informazione periodica: la Consob ha inoltre prescritto che siano messi a disposizione del pubblico i documenti contabili periodici: bilancio di esercizio e relazione semestrale degli amministratori; le societ quotate devono anche redigere e rendere pubblica una relazione trimestrale sullandamento della societ Informazione sulladesione ai codici di comportamento: la societ quotate devono inoltre pubblicare una volta lanno le informazioni relative alladesione e alleffettiva osservanza di codici di comportamento promossi da societ di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria, motivando le ragioni delleventuale inadempimento Controllo dellinformazione: la Consob investita di ampi poteri di indagine e di intervento al fine di vigilare sulla correttezza dellinformazione fornita al pubblico

I LIBRI SOCIALI. IL BILANCIO I libri sociali obbligatori sono: Il libro dei soci: in esso devono essere indicati il numero delle azioni emesse, il cognome e il nome dei titolari delle azioni nominative, i trasferimenti e i vincoli ad esse relativi e i versamenti eseguiti; devono anche essere annotati gli annullamenti dei titoli azionari, leventuale ammortamento e rilascio di duplicati Il libro delle obbligazioni: in esso devono essere indicati lammontare delle obbligazioni emesse e di quelle estinte, il cognome e il nome dei titolari di obbligazioni nominative, i trasferimenti e i vincoli ad essere relativi Il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee Il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione Il libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale Il libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo Il libro delle adunanze e delle deliberazioni dellassemblea degli obbligazionisti Il libro degli strumenti finanziari di partecipazione ad uno specifico affare Come ogni imprenditore assoggettato allobbligo di tenuta delle scritture contabili, la s.p.a. deve redigere annualmente il bilancio di esercizio. Il bilancio di esercizio il documento contabile che rappresenta, in modo chiaro, veritiero e corretto, la situazione patrimoniale e finanziaria della societ alla fine di ciascun esercizio, nonch il risultato economico dellesercizio stesso cio, gli utili conseguiti o le perdite subite nellesercizio. Il bilancio di esercizio costituisce per i soci lunico strumento legale di informazione contabile sullandamento degli affari sociali, e costituisce per i creditori sociali il mezzo per conoscere la consistenza del patrimonio della societ. Il bilancio di esercizio delle societ di capitali ha inoltre rilievo anche per lapplicazione della normativa tributaria in quanto costituisce per il fisco il termine di riferimento per la tassazione periodica del reddito della societ (Ires). Il regolamento CE 1606/2002 e il d.lgs. 38/2005 hanno disposto che a partire dal 2005 alcune societ siano obbligate a redigere i propri bilanci in base ai principi contabili internazionali: Intranational Accounting Standard = IAS (quelli emanati fino al 2001) e Internazional Financial Reporting Standard IFRS emanati dopo, dall International Accounting Standard Board = IASB. Limpiego dei principi contabili internazionali obbligatorio per la redazione dei bilanci di esercizio e consolidato delle societ con azioni od altri strumenti finanziari quotati o diffusi tra il pubblico in misura rilevante e anche per le societ che esercitano particolari attivit (banche, assicurazioni, societ di intermediazione finanziaria e mobiliare. Per tutte le altre societ per azioni ladozione dei principi contabili internazionali facoltativa. Ma una volta adottati i principi contabili internazionali, la scelta non revocabile, salvo che ricorrano circostanze eccezionali adeguatamente illustrate nella nota integrativa. Bilancio CC = composto da stato patrimoniale conto economico nota integrativa Deve poi essere corredato dalla relazione sulla gestione degli amministratori, nonch da relazioni del collegio sindacale e del revisore contabile, che per non costituiscono parte integrante del bilancio Bilancio IAS = oltre allo stato patrimoniale, al conto economico e alle nota al bilancio esso si compone di altri documenti: un prospetto delle variazioni del patrimonio netto e un rendiconto finanziario (espone in modo sintetico i flussi di cassa al fine di informare sulle variazioni nel tempo delle disponibilit liquide delle societ, sulla loro origine e sul loro impiego); resta fermo lobbligo di allegare al bilancio la relazione sulla gestione degli amministratori, del collegio sindacale e del revisore contabile, che per non costituiscono parte integrante del bilancio.

Il procedimento di formazione del bilancio Il bilancio di esercizio un atto della societ alla cui redazione cooperano: - nel sistema tradizionale e in quello monistico tutti e tre gli organi sociali: amministratori, collegio sindacale ed assemblea, nonch il soggetto incaricato del controllo contabile. - nel sistema dualistico il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza: il bilancio predisposto dal consiglio di gestione ed approvato dal consiglio di sorveglianza. Lassemblea ordinaria competente per lapprovazione del bilancio deve essere convocata almeno una volta allanno, entro il termine stabilito dallo statuto che comunque non pu essere superiore a 4 mesi dalla chiusura dellesercizio sociale 1. progetto di bilancio: gli amministratori redigono il progetto di bilancio e tale funzione non delegabile al comitato esecutivo o agli amministratori delegati. Almeno 30 giorni prima di quello fissato per lassemblea che deve discuterlo, il progetto di bilancio con la relazione degli amministratori deve essere comunicato al collegio sindacale, il quale deve riferire allassemblea sui risultati dellesercizio sociale e sullattivit svolta nelladempimento dei propri doveri e fare le osservazioni e le proposte in ordina al bilancio e alla sua approvazione. Analoga relazione predisposta dal soggetto incaricato del controllo contabile, il quale esprime anche il proprio giudizio sul bilancio 2. deposito: il progetto di bilancio ed i relativi allegati, con le relazioni degli amministratori, dei sindaci e del soggetto incaricato del controllo contabile, devono restare depositati in copia nella sede della societ durante i 15 giorni che precedono lassemblea e finch il bilancio sia approvato; i soci possono prenderne visione 3. assemblea: la legge non dice quali poteri abbia lassemblea in merito al bilancio; essa certamente pu approvarlo o respingerlo, ed opinione prevalente che possa anche modificarlo. 4. pubblicit: entro 30 giorni dallapprovazione, copia del bilancio, corredata dalle relazioni e dal verbale di approvazione dellassemblea o del consiglio di sorveglianza, deve essere depositata a cura degli amministratori presso lufficio del registro delle imprese. Invalidit della delibera di approvazione Vizi di procedimento: il bilancio presenta vizi ed irregolarit che riguardano il procedimento di formazione Il bilancio di regola annullabile; nullo in caso di mancata convocazione o del verbale Vizi di contenuto: il bilancio presenta irregolarit che riguardano il suo contenuto perch redatto violando i principi di chiarezza, verit e correttezza Le opinioni non sono omogenee ma prevale la tesi pi rigorosa della nullit della delibera di approvazione del bilancio che presenti vizi di chiarezza e precisione: la delibare ha oggetto (contenuto) illecito essendo stata adottata in contrasto con norme imperative inderogabili E necessario per introdurre dei temperamenti alla riconosciuta nullit della delibera di approvazione di un bilancio affetto da vizi di contenuto per porre un freno al proliferare di azioni pretestuose e di disturbo: - si richiede un interesse concreto ed attuale ad agire - la violazione delle norme in tema di chiarezza pu condurre alla nullit della delibera solo quando i difetti di distinzione e di analisi siano tali da compromettere effettivamente funzione informativa del bilancio, con effettivo pregiudizio per i soci e per i terzi Ci sono poi anche dei limiti legali allimpugnazione: - le azioni di annullabilit e/o nullit ex art 2377 e 2379 non possono essere pi esercitate dopo ch stato approvato il bilancio dellesercizio successivo - se il soggetto incaricato della revisione non ha formulato rilievi, la legittimazione ad impugnare la delibera di approvazione del bilancio non solo per cause di annullabilit, ma anche per cause di nullit, spetta a tanti soci che rappresentano almeno il 5% del capitale sociale

Nelle societ quotate limpugnativa per mancata conformit del bilancio alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione pu essere proposta in ogni caso anche alla Consob, nel termine di sei mesi dal deposito del bilancio presso lufficio del registro delle imprese. Per quanto non espressamente derogato, trova applicazione la disciplina generale dellimpugnativa delle delibere assembleari fissata dagli art 2377-2379; ne deriva che: - resta ferma la legittimazione allimpugnativa degli amministratori, dei sindaci e del rappresentante comune degli azionisti di risparmio - la nullit delle delibera per vizi di contenuto pu essere fatta valere da ogni terzo interessato, oltre che dai soci rappresentanti la suddetta percentuale di capitale Utili Riserve Dividendi Lassemblea che approva il bilancio delibera sulla distribuzione degli utili ai soci. Nel sistema dualistico a tal fine provvede lassemblea convocata dal consiglio di sorveglianza. Ma non tutti gli utili per sono distribuibili tra i soci sotto forma di dividendi: esistono dei vincoli di destinazione imposti dalla legge o stabiliti dallo statuto Innanzitutto, se negli esercizi precedenti si verificata una perdita del capitale sociale, non si possono ripartire gli utili fino a che il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente. Dagli utili netti annuali deve essere poi dedotta una somma corrispondente almeno al 5% degli stessi per costituire una riserva (riserva legale), fin quando la stessa non abbia raggiunto il 20% del capitale sociale. Con la riserva legale si vuole evitare che eventuali perdite degli esercizi futuri colpiscano direttamente il capitale sociale riducendolo. Funzione e caratteri non diversi presenta la riserva statutaria, solo che la sua costituzione imposta dallo statuto (in aggiunta alla riserva legale) che stabilisce anche la quota degli utili di esercizio da destinare ad essa. Anche gli utili accantonati a riserva statutaria non sono distribuibili fra i soci da parte dellassemblea ordinaria. Sono infine riserve facoltative quelle discrezionalmente disposte dallassemblea ordinaria che approva il bilancio: di esse lassemblea pu liberamente disporne per distribuire utili ai soci negli esercizi successivi. Quindi gli utili distribuibili ai soci sono costituiti: - dagli utili distribuibili di esercizio - dagli utili accertati e non distribuiti negli esercizi precedenti (riserve disponibili e utili riportati a nuovo) Diversamente da quanto accade nelle societ di persone, nella s.p.a. lapprovazione del bilancio di esercizio non comporta di per s linsorgere di un diritto individuale degli azionisti allimmediata assegnazione della propria parte di utili: a tal fine necessaria unulteriore e distinta deliberazione dellassemblea di distribuzione degli utili e di conseguenza la periodica distribuzione degli utili rimessa allapprezzamento discrezionale dellassemblea Limiti: il potere dispositivo dellassemblea in tema di distribuzione degli utili pu essere limitato da clausole statutarie che riconoscono a determinate categorie di azionisti il diritto alla percezione annuale di un dividendo minimo, ovviamente sempre se vi siano utili distribuibili. La societ non pu pagare dividendi sulle azioni, se non per utili realmente conseguiti e risultanti dal bilancio regolarmente approvato. N pu procedere alla distribuzione di dividendi se negli esercizi precedenti si verificata una perdita del capitale, fino a quando il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente. Linosservanza di queste condizioni d luogo alla distribuzioni di utili fittizi: la relativa delibera assembleare nulla per illiceit delloggetto e gli amministratori e sindaci sono esposti a responsabilit anche penale.

Gli azionisti non sono per obbligati a restituire i dividendi riscossi per utili non realmente esistenti quando - erano in buona fede al momento della riscossione - i dividendi sono stati distribuiti in base ad un bilancio regolarmente approvato - dal bilancio risultano utili netti corrispondenti. Le s.p.a. il cui bilancio assoggettato per legge al controllo da parte di societ di revisione iscritte nellalbo speciale (cio le societ quotate) possono distribuire ai soci acconti sui dividendi. Sono poste per una serie di condizioni per evitare che vengano distribuiti solo utili sperati e difficilmente recuperabili dagli azionisti dopo lapprovazione del bilancio di esercizio: a) la distribuzione di acconti dividendo deve essere prevista dallo statuto b) pu essere deliberata dagli amministratori solo dopo il rilascio da parte della societ di revisione di un giudizio positivo sul bilancio dellesercizio precedente e lapprovazione dello stesso c) non consentita quando dallultimo bilancio approvato risultano perdite d) la misura dellacconto non pu superare la minor somma fra limporto degli utili conseguiti dalla chiusura dellesercizio precedente (diminuiti delle quote che da destinare a riserva legale e statutaria) e quello delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato La distribuzione degli acconti dividendo deliberata dagli amministratori sulla base di un prospetto contabile e di una relazione, dai quali risulti che la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della societ consente la distribuzione stessa Irripetibilit: gli acconti dividendo distribuiti secondo queste regola non sono ripetibili se i soci li hanno riscossi in buona fede, anche se sia successivamente accertata linesistenza degli utili di periodo risultanti dal prospetto Il bilancio consolidato di gruppo Il bilancio consolidato un bilancio redatto dalla capogruppo in aggiunta al proprio bilancio di esercizio. In esso rappresentata la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del gruppo considerato nella sua unit, sulla base dei bilanci di esercizio delle singole societ del gruppo opportunamente rettificati. Il bilancio consolidato deve essere redatto dalle societ di capitali che controllano altre imprese e dalle societ cooperative che controllano societ di capitali. Sono esonerati dallobbligo di redigere il bilancio consolidato i gruppi di minore dimensione, purch nessuna delle imprese del gruppo sia una societ con azioni quotate. Area di consolidamento = quali controllate sono da includere nel bilancio consolidato IAS il bilancio consolidato deve includere tutte le societ controllate, tranne le societ sottoposte a controllo temporaneo, cio di cui la controllante intenda alienare il controllo entro dodici mesi si deve escludere dallarea di consolidamento le societ che svolgono unattivit del tutto eterogenea rispetto alla maggior parte delle imprese controllate

C.C.

Il bilancio consolidato redatto dagli amministratori della capogruppo, assumendo di regola come termine di riferimento la data di chiusura del bilancio di esercizio dellimpresa controllante; le controllate il cui esercizio abbia una data di chiusura non coincidente con quella della capogruppo devono redigere un bilancio annuale intermedio riferito alla data del bilancio annuale consolidato

Il bilancio consolidato ha la stessa struttura del bilancio di esercizio e coincidono anche i principi e i criteri di redazione. Sono quindi ripresi integralmente gli elementi dellattivo e del passivo e i proventi e gli oneri delle imprese incluse nel consolidamento Non sono inserite invece: - le partecipazioni della controllante in imprese incluse nel consolidamento - i crediti ed i debiti fra le imprese incluse nel consolidamento - i proventi e gli oneri relativi ad operazioni effettuate fra le stesse - gli utili e le perdite conseguenti. La formazione del bilancio consolidato segue lo stesso procedimento previsto peri il bilancio di esercizio della societ capogruppo che lo redige ed sottoposto agli stessi controlli e forma di pubblicit, ma, a differenza del bilancio di esercizio, non assoggettato ad approvazione da parte dellassemblea nei confronti del bilancio consolidato che presenta vizi di contenuto applicabile la disciplina dellinvalidit delle delibere del consiglio di amministrazione (2388) Se la societ che redige il bilancio consolidato assoggettata a revisione contabile obbligatoria, i soci che rappresentano almeno il 5% del capitale sociale possono richiedere al tribunale di accertare la conformit del bilancio consolidato alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione. Laccertamento pu essere richiesto anche dalla Consob. Informazione contabile sulla societ off-shore La legge sulla tutela del risparmio ha introdotto nuovi e pi penetranti obblighi contabili a carico delle societ quotate o emittenti strumenti finanziari diffusi tra il pubblico le quali controllino o siano controllate o siano collegate a societ aventi sede in Stati che non garantiscono la trasparenza societaria. Controllata estera La societ italiana controllante deve allegare al proprio bilancio di esercizio o consolidato il bilancio della controllata, redatto secondo i principi contabili internazionali e secondo la disciplina nazionale. Il bilancio della societ estera deve essere sottoscritto dagli amministratori, dal direttore generale e dal dirigente preposto alla redazione dei documento contabili della controllante italiana, cosi che ne attestano la veridicit e la correttezza. Gli amministratori della controllante italiana devono allegare una specifica relazione (sottoscritta dal direttore generale e dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili) sui rapporti intercorrenti con la controllata. Sul bilancio delle societ estera e la relazione degli amministratori esprime il proprio parere lorgano di controllo della controllante italiana. Tale bilancio e tutti gli allegati devono essere trasmessi alla Consob Controllante estera La controllata italiana deve allegare al proprio bilancio la relazione degli amministratori (sottoscritta come sopra e corredata del parere dellorgano di controllo), relazione che deve essere estesa non solo ai rapporti con la controllante ma anche ai rapporti con le altre societ del gruppo e con le societ collegate con la controllante estera. Societ estera collegata La societ italiana tenuta solo ad allegare al bilancio la relazione degli amministratori redatta con forma ed oggetto analogo a quanto previsto in caso di controllata estera

LE MODIFICAZIONE DELLO STATUTO Costituisce modificazione dello statuto di una s.p.a. ogni mutamento del contenuto oggettivo del contratto sociale (atto costitutivo e statuto). A differenza di quanto accade nelle societ di persone, nella s.p.a. le variazioni delle prsone degli azionisti non sono trattate come modificazioni dello statuto, anche se comportano una variazione di una clausola originaria dellatto costitutivo; modificazioni statutarie in senso stretto sono quindi solo le modificazioni oggettive del contratto sociale. Il procedimento Le modificazioni dello statuto rientrano, per regola generale, nella competenza dellassemblea dei soci in sede straordinaria (2365); ma tale regola non senza eccezioni: lo statuto pu attribuire alla competenza dellorgano amministrativo una serie di modifiche (ex indicazione degli amministratori rappresentanti, riduzione del capitale in caso di recesso, aumento del capitale sociale a pagamento) La delibera di modificazione dello statuto adottata con le maggioranze previste in via generale per lassemblea straordinaria, salvo che per talune modifiche che prevedono maggioranze pi elevate nelle societ non quotate (ex cambiamento oggetto sociale, scioglimento anticipato, emissione di azioni privilegiate, esclusione o limitazione del diritto di opzione) Controllo notarile: il notaio che ha verbalizzato la delibera dellassemblea verifica ladempimento delle condizioni stabilite dalla legge e, entro 30 giorni, ne richiede liscrizione nel registro delle imprese contestualmente al deposito. Ma se il notaio ritiene non adempiute le condizioni stabilite dalla legge ne da comunicazione tempestiva agli amministratori, i quali hanno di fronte due strade: - possono convocare lassemblea per gli opportuni provvedimenti - possono ricorrere al tribunale affinch lo stesso, verificato ladempimento delle condizioni stabilite dalla legge, ordini con proprio decreto liscrizione (omologazione facoltativa) Efficacia: la deliberazione non produce effetti se non dopo liscrizione, e quindi non pu essere eseguita prima della stessa. Pubblicit legale: per rendere agevole la conoscenza del contenuto attuale dello statuto, dopo ogni modificazione dello stesso ne deve essere depositato nel registro delle imprese il testo integrale nella sua redazione aggiornata. Diritto di recesso Lapplicazione del principio maggioritario anche per le modificazioni dello statuto fa s che nella s.p.a. la minoranza non pu impedire modifiche, anche radicali, dellassetto societario. In presenza di delibere modificative di particolare gravit, la minoranza indirettamente tutelata dal riconoscimento del diritto di recesso dalla societ. Cause inderogabili di recesso: il diritto di recesso pu essere esercitato, anche per parte delle azioni, dai soci che non hanno concorso (in quanto dissenzienti, assenti o astenuti) alle delibere riguardanti: - la modifica delloggetto sociale, purch questa consista in un cambiamento significativo dellattivit della societ; - la trasformazione della societ; - il trasferimento della sede sociale allestero; - la revoca dello stato di liquidazione; - leliminazione di una o pi cause di recesso derogabili o previste dallo statuto; - la modificazione dei criteri di valutazione delle azioni in caso di recesso; - le modificazioni dello statuto concernenti il diritto di voto o di partecipazione.

Cause derogabili di recesso: il diritto di recesso spetta, salvo che lo statuto non disponga diversamente, ai soci che non hanno concorso allapprovazione delle delibere riguardanti: - la proroga del termine di durata della societ; - lintroduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni. In questi casi per il recesso non pu essere esercitato solo per parte delle azioni Cause statutarie: solo nelle societ che non fanno appelli al mercato del capitale di rischio lo statuto pu prevedere ulteriori cause di recesso Societ a tempo indeterminato: tutti i soci possono recedere liberamente da una societ a tempo indeterminato non quotata con un preavviso di 180 giorni, allungabile dallo statuto fino ad un anno. Esercizio del diritto di recesso Il diritto di recesso deve essere esercitato mediante comunicazione con lettera raccomandata alla societ entro un breve termine: 15 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima; la perdita della qualit di socio si verifica per solo in seguito al rimborso delle azioni. Le azioni per le quali esercitato il diritto di recesso non possono essere cedute e devono essere depositate presso la sede della societ. Determinazione del valore delle azioni societ non quotate: il valore delle azioni da rimborsare determinato dagli amministratori, sentito il parere del collegio sindacale e del soggetto incaricato della revisione contabile, tenuto conto della consistenza patrimoniale della societ e delle sue prospettive reddituali, nonch delleventuale valore di mercato delle azioni societ quotate: il valore di liquidazione delle azioni invece determinato facendo esclusivo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la convocazione dellassemblea. In caso di contestazione il valore di liquidazione determinato entro 90 giorni dallesercizio del recesso da un esperto nominato dal tribunale con relazione giurata. Procedimento di liquidazione delle azioni del socio recedente 1) offerta ai soci: le azioni del socio che recede devono essere innanzitutto offerte in opzione agli altri soci in proporzione al numero delle azioni possedute 2) acquisto da parte delle societ:in caso di mancato collocamento presso i soci o presso terzi, le azioni vengono rimborsate mediante acquisto da parte della societ, rispettando il limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili. 3) riduzione capitale o scioglimento societ: in assenza di utili e riserve disponibili, deve essere convocata lassemblea straordinaria per deliberare la riduzione del capitale sociale, o lo scioglimento della societ. I creditori possono opporsi alla delibera di riduzione del capitale, e se lopposizione accolta la societ si scioglie. Le modificazioni del capitale sociale reale o a pagamento = si ha un aumento del capitale sociale e del patrimonio della societ per effetto dei conferimenti aumento del capitale sociale nominale o gratuito = si incrementa solo i capitale sociale mentre il patrimonio della societ resta invariato diminuzione del capitale sociale

Laumento reale del capitale sociale Laumento reale del capitale sociale d luogo allemissione di nuove azioni a pagamento, che vengono sottoscritte dai soci attuali, cui per legge riconosciuti diritto di opzione, oppure da terzi che cos diventano soci. Condizioni: per evitare la formazione di un vistoso capitale rappresentato prevalentemente da crediti verso soci, non consentito eseguire un aumento del capitale fino a che le azioni precedentemente emesse non siano interamente liberate. La violazione di tale disposizione non comporta nullit della delibera di aumento: gli amministratori sono responsabili in solido per i danni arrecati ai soci ed ai terzi. In via di principio laumento di capitale competenza dellassemblea straordinaria dei soci. Lo statuto od una successiva modifica dello stesso possono per attribuire agli amministratori la facolt di aumentare in una o pi volte il capitale sociale aumento delegato Ma per fare ci: - deve essere predeterminato lammontare massimo entro cui gli amministratori possono aumentare il capitale sociale - la delega pu essere concessa per un periodo massimo di cinque anni, che decorrono dalla data delliscrizione della societ nel registro delle imprese o dal quella della delibera assembleare di delega; la delega per rinnovabile La deliberazione (assembleare o consiliare) di aumento deve fissare il termine (non inferiore a trenta giorni) entro il quale le sottoscrizioni devono essere raccolte. Tuttavia in caso di sottoscrizione parziale (trascorso tale termine il capitale non interamente sottoscritto) il capitale viene aumentato di un importo pari alle sottoscrizioni raccolte soltanto se la delibera di aumento lo abbia espressamente previsto; altrimenti laumento del capitale inscindibile e la sottoscrizione parziale non vincolante Attestazione: avvenuta la sottoscrizione delle azioni di nuova emissione, entro trenta giorni gli amministratori devono depositare per liscrizione nel registro delle imprese unattestazione che laumento del capitale, anche parziale, stato eseguito; altrimenti laumento del capitale non pu essere menzionato negli atti della societ, non essendoci certezza che esso ha avuto luogo. Conferimenti: Per i conferimenti in sede di aumento del capitale sociale vale la stessa disciplina esposta peri conferimenti al momento della costituzione della societ (2440): essi non possono essere inferiori allaumento del capitale sociale deliberato. Tuttavia, il versamento del 25% dei conferimenti in denaro deve essere effettuato, allatto della sottoscrizione, direttamente alla societ e non presso una banca. Versamenti in conto capitale o a copertura di perdite Somme versate dai soci a titolo di conferimento senza procedere ad un aumento del capitale, al fine di sopperire alle esigenza di capitale di rischio e/o di costituire un fondo destinato a ripianare eventuali perdite, evitando la riduzione obbligatoria del capitale. Tali apporti non possono per essere equiparati ai conferimenti e quindi restano sottratti alla relativa disciplina: possono essere effettuati solo da alcuni soci e/0 non essere proporzionali alle quote di partecipazione a capitale e, se sono diversi dal denaro, non incontrano le limitazioni previste per i conferimenti in natura. Cmq i soci non possono pretendere la restituzione di tali versamenti i quali devono perci risultare da appositi fondi (riserve) iscritti in bilancio, che potranno essere utilizzati dalla societ per la copertura di perdite o per effettuare un aumento del capitale sociale

Il diritto di opzione Il diritto di opzione il diritto dei soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dellaumento del capitale sociale a pagamento. Il diritto di opzione ha per oggetto le azioni di nuova emissione di qualsiasi categoria e le obbligazioni convertibili in azioni emesse dalla societ; esso compete agli azionisti di ogni categoria ed ai possessori di obbligazioni convertibili su tutte le azioni di nuova emissione; attribuito a ciascun socio in proporzione al numero di azioni gia possedute. Il diritto di opzione deve essere esercitato entro un termine di 30 giorni che decorre dalliscrizione dellofferta nel registro delle imprese. Parlando delle azioni che siano rimaste inoptate: . se le azioni non sono quotate, coloro che hanno esercitato il diritto di opzione hanno diritto di prelazione nella sottoscrizione delle azioni non optate, purch ne facciano richiesta allatto dellesercizio dellopzione . se le azioni sono quotate, i diritti di opzione residui devono essere offerti nel mercato regolamentato dagli amministratori. Il diritto di opzione ha un proprio valore economico che lazionista pu monetizzare cedendolo a terzi; esso non tuttavia un diritto intangibile dellazionista: pu essere sacrificato quando uno specifico interesse della societ lo esige Il diritto di opzione degli azionisti (e dei possessori di obbligazioni convertibili) in tutto od in parte sacrificabile in presenza di situazioni oggettive rispondenti ad un concreto interesse della societ: 1) il diritto di opzione escluso per legge quando le azioni devono essere liberate mediante conferimenti in natura: prevale linteresse della societ a procurarsi da terzi determinati beni a titolo di conferimento. La relativa proposta di aumento deve essere illustrata dagli amministratori con apposita relazione, dalla quale devono risultare specificatamente le ragioni del conferimento in natura 2) il diritto di opzione pu essere escluso o limitato con la delibera di aumento del capitale quando linteresse della societ lo esige (2441.5); anche qui la proposta di aumento deve essere illustrata dagli amministratori con apposita relazione dalla quale devono risultare le ragioni dellesclusione o della limitazione del diritto di opzione e inoltre la relativa delibera deve essere approvata con maggioranza particolarmente rafforzata: oltre la met del capitale sociale; 3) il diritto di opzione pu essere escluso, con delibera dellassemblea straordinaria, quando le azioni devono essere offerte in sottoscrizione ai dipendenti della societ od anche ai dipendenti di societ controllanti o controllate, ma la relativa delibera deve essere approvata da oltre la met del capitale sociale, se il diritto di opzione escluso per pi di un quarto delle azioni di nuova emissione. Nei primi due casi, obbligatoria lemissione delle nuove azioni con sovrapprezzo; infatti stabilito che la delibera di aumento del capitale sociale determina il prezzo di emissione delle azioni in base al valore del patrimonio netto, tenendo conto, per le azioni quotate in mercato regolamentati, anche dellandamento delle quotazioni nellultimo semestre. Opzione indiretta: il diritto di opzione non si considera escluso o limitato quando le azioni di nuova emissione sono sottoscritte da banche, da enti o societ finanziarie soggetti al controllo della Consob ovvero da altri soggetti autorizzati al collocamento di strumenti finanziari (ex Sim), con lobbligo di offrirle successivamente agli azionisti rispettando la disciplina del diritto di opzione. Nel periodo di detenzione delle azioni lintermediario non pu esercitare il diritto di voto. Laumento nominale del capitale sociale

Laumento nominale del capitale sociale operazione che non d luogo a nuovi conferimenti e non determina perci alcun incremento del patrimonio sociale. Laumento nominale posto in essere dallassemblea straordinaria imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili (tranne la riserva legale, almeno per la parte che non supera il venti per cento del capitale) Laumento nominale del capitale sociale pu essere attuato: - aumentando il valore nominale delle azioni in circolazione - mediante lemissione di nuove azioni; queste ultime devono avere le stesse caratteristiche di quelle gi in circolazione e devono essere assegnate gratuitamente agli azionisti in proporzione di quelle da essi gi possedute. Riduzione del capitale sociale Al pari dellaumento, anche la riduzione del capitale sociale pu essere reale o nominale, a seconda che la riduzione dia luogo o meno ad un corrispondente rimborso ai soci del valore dei conferimenti; sia o meno accompagnata da una contestuale riduzione del patrimonio sociale. Riduzione reale Riduzione nominale/obbligatoria: riduzione del capitale sociale per perdite quando il valore dei conferimenti diversi dal denaro risulta inferiore di oltre un quinto rispetto a quello per il quale il conferimento avvenne e il socio conferente non si avvale delle alternative concesse dallart 2343.4 quando impossibile vendere le azioni del socio moroso, secondo quanto previsto dallart 2344 in caso di mancata alienazione delle azioni proprie acquistate o possedute violando i limiti imposti dallart 2357 quando impossibile vendere le azioni del socio receduto, n le stesse possono essere acquistate dalla societ, secondo quanto previsto dallart 2437-quater

Riduzione reale del capitale sociale Oggi la riduzione reale del capitale pu essere disposta dalla societ anche per cause diverse dallesuberanza dello stesso per il conseguimento delloggetto sociale; la essa resta circondata da una serie di cautele sostanziali e procedimentali. Il capitale sociale non pu essere ridotto al di sotto del minimo legale di 120.000 euro. Inoltre, se la societ ha emesso obbligazioni, la riduzione reale del capitale sociale non pu aver luogo se non rispettato il limite legale allemissione di queste ultime. Lavviso di convocazione dellassemblea deve indicare le ragioni e le modalit della riduzione, in modo che i soci siano preventivamente informati La delibera, adottata con le normali maggioranze previste per le modificazioni dello statuto, pu essere eseguita solo dopo 90 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese. Entro questo termine, i creditori sociali anteriori alliscrizione possono fare opposizione alla delibera di riduzione: essa sospende lesecuzione della delibera fino allesito del giudizio sulla stessa. Il tribunale pu tuttavia disporre che lesecuzione abbia ugualmente luogo se ritiene infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori o se la societ presta idonea garanzia a favore le creditore opponente. Modalit di esecuzione: la riduzione reale pu aver luogo: - mediante liberazione dei soci dallobbligo dei versamenti ancora dovuti

mediante rimborso agli stessi del capitale mediante lacquisto delle azioni da parte della societ e il successivo annullamento di proprie azioni

Le modalit di riduzione prescelte devono comunque assicurare la parit di trattamento degli azionisti: es riduzione proporzionale del valore nominale di tutte le azioni; riduzione del numero delle stesse mediante acquisto delle azioni da annullare sul mercato; estrazione e sorte ed annullamento di un certo numero di azioni dietro rimborso del solo valore nominale. Nel caso di estrazione a sorte ed annullamento di un certo numero di azioni dietro rimborso del solo valore nominale delle azioni stesse agli azionisti rimborsati vengono rilasciati speciali titoli denominati azioni di godimento: esse partecipano alla ripartizione degli utili solo dopo che sia stato corrisposto alle altre azioni un dividendo pari allinteresse legale sul valore nominale, dato che i loro titolari hanno gi riscosso parte del valore delle azioni (valore nominale).Salvo che latto costitutivo non disponga diversamente, le azioni di godimento non attribuiscono il diritto di voto. La riduzione del capitale sociale per perdite Il patrimonio netto della societ (o capitale reale) pu scendere, per effetto di perdite, al di sotto del capitale sociale nominale: la riduzione del capitale sociale per perdite consiste nelladeguare la cifra del capitale sociale nominale allattuale minor valore del capitale reale. Si tratta quindi di una riduzione puramente nominale, dato che non comporta di per se alcuna riduzione del patrimonio sociale, riduzione che gia si verificata per effetto delle perdite subite. Perdita inferiore ad un terzo del capitale sociale La societ non obbligata a ridurre il capitale sociale. Ovviamente perch tale situazione ricorra necessario che le perdite abbiano completamente eroso tutte le riserve. Anche se non obbligata, la societ pu ridurre il capitale per perdite per poter distribuire gli utili successivamente conseguiti (distribuzione altrimenti vietata fin quando le perdite non siano state colmate) e inoltre si fanno gravare sui soci attuali le perdite pregresse, dandosi luogo alla riduzione del valore nominale delle azioni in circolazione La riduzione facoltativa per perdite segue la disciplina generale delle modificazioni dellatto costitutivo. Perdita superiore ad un terzo del capitale sociale La riduzione del capitale sociale diventa obbligatoria Se il minimo legale non stato intaccato, gli amministratori (o il consiglio di gestione) o nel caso di loro inerzia il collegio sindacale (o il consiglio di sorveglianza) devono convocare senza indugio lassemblea straordinaria e sottoporle una situazione patrimoniale aggiornata della societ (un vero e proprio bilancio) con le osservazioni del collegio sindacale (o del comitato per il controllo sulla gestione) Lassemblea cos convocata prende gli opportuni provvedimenti: essa non quindi tenuta a decidere limmediata riduzione del capitale sociale e pu anche limitarsi ad un semplice rinvio a nuovo delle perdite Tuttavia, se entro lesercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, lassemblea ordinaria (o il consiglio di sorveglianza) che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate. In mancanza la riduzione del capitale disposta dufficio dal tribunale, con proprio decreto, su richiesta degli amministratori o dei sindaci (ovvero dal consiglio di sorveglianza) Se, per la perdita di oltre un terzo, il capitale scende al di sotto del minimo legale, lassemblea, convocata sempre senza indugio dagli amministratori od in caso di loro inerzia dal collegio

sindacale, deve necessariamente deliberare o la riduzione del capitale sociale ed il contemporaneo aumento ad una cifra non inferiore al minimo legale o la trasformazione della societ. Se lassemblea non adotta una di tali decisioni, la societ si scioglie ed entra in stato di liquidazione.

LE OBBLIGAZIONI La s.p.a. (a differenza delle societ di persone) pu emettere titoli di credito di massa (valori mobiliari) anche per la raccolta di capitale di prestito: le obbligazioni sono il tradizionale strumento predisposto dallordinamento a tal fine. Le obbligazioni sono titoli di credito (nominativi od al portatore) che rappresentano frazioni di uguale valore nominale e con uguali diritti di ununitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo; essi quindi attribuiscono la qualit di creditore Le obbligazioni hanno specifiche caratteristiche: sono titoli di massa in quanto rappresentano frazioni standardizzate di ununica operazione attribuiscono allobbligazionista il diritto ad una remunerazione periodica fissa (interessi), normalmente svincolata dai risultati economici della societ finanziaria attribuiscono allobbligazionista il diritto al rimborso del valore nominale del capitale prestato alla scadenza pattuita, cio di una somma di denaro Confronto con le azioni Lazione attribuisce la qualit di socio e, quindi, di compartecipe ai risultati (positivi e negativi) dellattivit di impresa; lazionista ha diritto al rimborso del suo apporto solo in sede di liquidazione della societ e sempre che residui un attivo netto dopo che sono stati soddisfatti tutti i creditori, compresi gli obbligazionisti; inoltre la quota di liquidazione dellazionista pu esser uguale, superiore o inferiore al valore nominale del conferimento eseguito. Confronto con gli strumenti finanziari partecipativi Con le obbligazioni hanno in comune il fatto di essere emessi a fronte di un apporto non imputato a capitale, essi sono in genere forniti anche di diritti patrimoniale e amministrativi, escluso il voto nella assemblea generale degli azionisti; a differenza delle obbligazioni possono condizionare il diritto al rimborso del capitale allandamento della gestione o anche escluderlo del tutto. Fra i tipi speciali di obbligazione possono essere ricordati: le obbligazioni a premio: prevedono lattribuzione agli obbligazionisti di utilit aleatorie (in denaro o in natura) da assegnare mediante sorteggio o con altro sistema; le obbligazioni partecipanti: i tempi e lentit degli interessi variano in dipendenza dellandamento economico della societ; le obbligazioni indicizzate: queste obbligazioni ancorano entrambi rispondono allesigenza di il tempo ed il tasso di interesse e/o i tempi ed il valore di neutralizzare gli effetti della svalutarimborso ad indici di varia natura interni o pi spesso zione monetaria e adeguare il rendiesterni alla societ (ex obbligazioni strutturate, indici mento dei titoli allandamento del azionari, valute estere) mercato finanziario le obbligazioni in valuta estera le obbligazioni convertibili in azioni, che attribuiscono allobbligazionista la facolt di trasformare il proprio credito in una partecipazione azionaria della societ emittente (procedimento diretto) o di altra societ alla prima collegata (procedimento indiretto); le obbligazioni con warrant (o con diritto di opzione su azioni), che attribuiscono allobbligazionista il diritto di sottoscrivere od acquistare azioni della societ emittente o di altra societ, ferma restando la posizione di creditore per le obbligazioni possedute; ci le distingue dalle obbligazioni convertibili le obbligazioni subordinate, nelle quali il diritto degli obbligazionisti al pagamento degli interessi e dal rimborso del capitale , in tutto od in parte, subordinato allintegrale soddisfacimento degli altri creditori (ma non degli azionisti), in caso di liquidazione volontaria o di assoggettamento a procedura concorsuale della societ emittente.

Limiti allemissione di azioni La s.p.a. pu emettere obbligazioni, nominative od al portatore, per somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale (sottoscritto), della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato (2412.1). I sindaci attestano il rispetto di tale limite. Deroghe: la societ pu per emettere obbligazioni per ammontare superiore al limite fissato in via generale quando: . le obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate ad essere sottoscritte da investitori istituzionali soggetti a vigilanza prudenziale (banche, societ finanziarie, imprese di assicurazione)i quali a loro volta, se trasferiscono le obbligazioni sottoscritte, rispondono della solvenza della societ nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali; . le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di propriet della societ, sino a due terzi del valore (di bilancio) di questi; . ricorrono particolari ragioni che interessano leconomia nazionale e la societ autorizzata con provvedimento dellautorit governativa a superare il limite. Per le societ con azioni negoziate in mercati regolamentati ogni limite stato soppresso dalla riforma del 2003, limitatamente alle obbligazioni destinate ad essere quotate in mercati regolamentati. Per le altre societ, la legge si preoccupa di garantire che il rapporto fra capitale pi riserve ed obbligazioni, fissato dal 2412, permanga per tutta la durata del prestito obbligazionario. Permanenza del rapporto: la societ che ha emesso obbligazioni non pu ridurre volontariamente il capitale sociale o distribuire riserve se il limite del 2412.1 non risulta pi rispettato per le obbligazioni che restano in circolazione. per consentita la riduzione (per perdite) obbligatoria, ma in questo caso ( o nel caso di diminuzione delle riserve per perdite) non possono distribuirsi utili finch non viene ripristinato il rapporto. Per evitare che il limite venga eluso attraverso lemissione di obbligazioni da parte di una societ controllata con sede in uno stato estero dove non vigono simili limiti e il prestito di garanzia da parte della societ italiana, reale beneficiaria del finaziamento, il nuovo articolo 2412.4 stabilisce che al computo del limite generale allemissione di obbligazioni (doppio del capitale della riserva legale e delle riserve disponibili) concorrano gli importo relativi alle garanzie comunque prestate dalla societ per obbligazioni emesse da altre societ, anche estere. Il procedimento di emissione Lemissione di obbligazioni deliberata dagli amministratori, se la legge o lo statuto non dispongono diversamente. La delibera di emissione deve risultare da verbale redatto da un notaio, soggetta a controllo di legalit da parte dello stesso e ad iscrizione nel registro delle imprese. Essa produce effetti e pu essere eseguita solo dopo liscrizione. Il collocamento sul mercato delle obbligazioni soggetto alla disciplina della sollecitazione allinvestimento in strumenti finanziari, ove ne ricorrano i presupposti. Alla sottoscrizione secondo le modalit fissate nel bando di emissione segue il rilascio dei titoli. Lammontare delle obbligazioni emesse deve risultare da un apposito libro delle obbligazioni, dove devono essere annotati anche lammontare delle obbligazioni via via estinte, nonch il cognome e il nome dei titolari di obbligazioni nominative, i trasferimenti ed i vincoli relativi a queste ultime.

Le obbligazioni convertibili in azioni

Le obbligazioni convertibili in azioni della stessa societ di futura emissione (procedimento diretto) sono obbligazioni che attribuiscono il diritto di sottoscrivere azioni della stessa societ, in base ad un prefissato rapporto di cambio, usando come conferimento le somme gi versate al momento dellacquisto delle obbligazioni. Quindi che esercita il diritto di conversione cessa perci di essere obbligazionista e diventa azionista della societ. Condizioni per lemissione: le obbligazioni convertibili devono essere offerte in opzione agli azionisti ed ai possessori di obbligazioni convertibili precedentemente emesse. Inoltre per evitare che la futura emissione avvenga violando le norme poste a salvaguardia delleffettivit del capitale sociale disposto che: la delibera di emissione delle obbligazioni convertibili non pu essere adottata se il capitale sociale precedentemente sottoscritto non stato integralmente versato. le obbligazioni convertibili non possono essere emesse per somma complessivamente inferiore al loro valore nominale. Competenza: competente a deliberare lemissione di obbligazioni convertibili lassemblea straordinaria. Tuttavia, cos come previsto per gli aumenti di capitale, latto costitutivo od una successiva modifica dello stesso possono attribuire agli amministratori la facolt di emettere obbligazioni convertibili, fino ad un ammontare determinato e per il periodo massimo di cinque anni. Contenuto della delibera: la stessa assemblea che delibera lemissione delle obbligazioni deve determinare il rapporto di cambio, nonch il periodo e le modalit di conversione. Deve inoltre contestualmente deliberare laumento del capitale sociale per un ammontare corrispondente al valore nominale delle azioni da attribuire in conversione. Pendenza del periodo di conversione: necessario conciliare la liberta di decisione della societ con lesigenza di tutela degli obbligazionisti di fronte ad operazioni societarie che possono alterare il valore del diritto di conversione: In caso di aumenti del capitale sociale a pagamento e di nuove emissioni di obbligazioni convertibili, il diritto di opzione sugli stessi spetta anche ai possessori di obbligazioni convertibili, in concorso con i soci attuali, sulla base del rapporto do cambio. In caso di aumento gratuito del capitale o di riduzione dello stesso per perdite, il rapporto di cambio automaticamente modificato in proporzione alla misura dellaumento o della riduzione del capitale. La societ non pu deliberare la riduzione volontaria del capitale sociale, la fusione con altra societ, la scissione o la modificazione delle disposizioni dello statuto concernenti la ripartizione degli utili, fin quando non siano scaduti i termini fissati per la conversione. Questo divieto pu essere superato dalla societ concedendo agli obbligazionisti la facolt di conversione anticipata. Lorganizzazione degli obbligazionisti I prestiti obbligazionari emessi da una s.p.a. si caratterizzano, rispetto a quelli dello Stato e degli enti pubblici, per la previsione di unorganizzazione degli obbligazionisti volta a tutelare gli interessi degli stessi verso la societ ed articolata in due organi: lassemblea ed il rappresentante comune. Lassemblea degli obbligazionisti delibera: - sulla nomina e sulla revoca del rappresentante comune; - sulle modificazioni delle condizioni del prestito; - sulle proposte di amministrazione controllata e di concordato preventivo e fallimentare; - sulla costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi e sul relativo rendiconto; - sugli altri oggetti di interesse comune degli obbligazionisti. Per lassemblea degli obbligazionisti valgono le stesse regole di funzionamento dettate per lassemblea straordinaria, salvo alcune regole specifiche. Lassemblea convocata dagli amministratori della societ o dal rappresentante comune degli obbligazionisti. La convocazione obbligatoria quando ne fatta richiesta da tanti obbligazionisti che

rappresentano un ventesimo dei titoli emessi e non estinti. Allassemblea possono assistere amministratori e sindaci. Le deliberazioni dellassemblea degli obbligazionisti sono trascritte nel registro delle imprese a cura del notaio che ha redatto il verbale; devono inoltre essere trascritte in apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni dellassemblea degli obbligazionisti, tenuto a cura del rappresentante comune. I singoli obbligazionisti hanno diritto di esaminare tale libro e di ottenerne estratti a proprie spese. Alle delibere dellassemblea degli obbligazionisti estesa lintera disciplina per le delibere assembleari nulle e annullabili. Il rappresentante comune degli obbligazionisti nominato dallassemblea degli obbligazionisti. Se questa non vi provvede, nominato dal tribunale su domanda di uno o pi obbligazionisti o degli amministratori della societ. La nomina soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese. Il rappresentante comune ha diritto ad un compenso fissato dallassemblea degli obbligazionisti e a carico di questi; dura in carica per un periodo non superiore a tre anni ed rieleggibile. Pu essere revocato dallassemblea anche senza giusta causa e salvo in tal caso il diritto al risarcimento dei danni. Il rappresentante comune: - esegue le deliberazioni dellassemblea degli obbligazionisti; - assiste alle operazioni per lestinzione a sorteggio delle obbligazioni, operazioni nulle se svolte senza la sua presenza o, in mancanza, di un notaio; - ha diritto di esaminare il libro delle obbligazioni, nonch quello delle adunanze e delle deliberazioni dellassemblea dei soci e di ottenere estratti - ha la rappresentanza processuale degli obbligazionisti, anche nelle procedure concorsuali.

LO SCOGLIMENTO DELLA SOCIET PER AZIONI Le cause di scioglimento La s.p.a. si scioglie ed entra in stato di liquidazione col verificarsi di una di queste cause: il decorso del termine di durata fissato nellatto costitutivo; termine che pu per essere prorogato prima della scadenza con delibera dellassemblea straordinaria; il conseguimento delloggetto sociale o la sopravvenuta impossibilit di conseguirlo, semprech questultima abbia carattere assoluto e definitivo; ma tale causa di scioglimento non opera se lassemblea delibera le opportune modifiche statutarie; limpossibilit di funzionamento o la continuata inattivit dellassemblea; la riduzione del capitale (per perdite) al di sotto del minimo legale, salvo che lassemblea deliberi la riduzione ed il contemporaneo aumento del capitale ad una cifra superiore al minimo legale, oppure la trasformazione della societ; la delibera dellassemblea straordinaria di scioglimento della societ in seguito al recesso di uno o pi soci, ovvero allimpossibilit di provvedere al rimborso delle relative azioni senza ridurre il capitale sociale o allopposizione dei creditori alla riduzione; la deliberazione dellassemblea (straordinaria) di scioglimento anticipato; le altre cause previste dallatto costitutivo o dallo statuto; Verificatasi una causa di scioglimento, gli amministratori devono procedere senza indugio al suo accertamento ed alliscrizione nel registro delle imprese della relativa dichiarazione o della deliberazione assembleare che dispone lo scioglimento. In caso di omissione da parte degli amministratori, il tribunale, su istanza dei singoli soci od amministratori ovvero dei sindaci, accerta il verificarsi della causa di scioglimento con decreto soggetto ad iscrizione nel registro delle imprese. In caso di ritardo o di omissione nellaccertamento e nelliscrizione, gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni subiti dalla societ, dai creditori sociali e dai terzi. La societ in stato di liquidazione Il verificarsi di una causa di scioglimento non determina limmediata estinzione della societ: si deve prima provvedere al pagamento dei creditori sociali ed alla ripartizione fra i soci delleventuale residuo attivo, cio la societ entra in stato di liquidazione Posizione degli amministratori. Gli amministratori restano in carica fino alla nomina dei liquidatori e sono responsabili della conservazione dei beni sociali finquando non li abbiano consegnati ai liquidatori. Per il semplice verificarsi di una causa di scioglimento (e quindi indipendentemente dalliscrizione della stessa nel registro delle imprese) gli amministratori conservano il potere di gestire la societ ai soli fini della conservazione dellintegrit e del valore del patrimonio sociale. Il collegio sindacale continuer a svolgere la consueta attivit di controllo, anche nei confronti dei liquidatori che subentrano agli amministratori Poteri dellassemblea. controverso se siano compatibili con lo stato di liquidazione alcune delibere modificative dello statuto: aumento del capitale sociale a pagamento, riduzione facoltativa, trasformazione, etc. La societ pu in ogni momento revocare lo stato di liquidazione e tornare ad una fase di normale esercizio con delibera dellassemblea straordinaria, previa eliminazione della causa di scioglimento. Ai soci che non hanno concorso alla deliberazione riconosciuto diritto di recesso. La revoca ha effetto solo dopo 60 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese, termine entro il quale i creditori sociali anteriori alliscrizione possono proporre opposizione.

Il procedimento di liquidazione Il procedimento di liquidazione si apre con la nomina di uno o pi liquidatori. Salvo diversa disposizione dello statuto, i liquidatori sono nominati dallassemblea straordinaria con delibera che ne fissa anche il numero, le regole di funzionamento e i poteri. Nellinterzia dellassemblea, i liquidatori sono nominati dal tribunale, su istanza dei singoli soci od amministratori ovvero dei sindaci. In caso di scioglimento per nullit i liquidatori sono nominati direttamente dal tribunale con la sentenza che dichiara la nullit. I liquidatori restano in carica per tutta la durata del procedimento salvo che sia fissato un termine; inoltre possono essere revocati dallassemblea con le maggioranze prescritte per lassemblea straordinaria. Se sussiste giusta causa, sono revocabili anche dal tribunale, su istanza dei soci, dei sindaci o del p.m. I provvedimenti di nomina e di revoca dei liquidatori devono essere iscritti nel registro delle imprese. Con liscrizione della nomina dei liquidatori, gli amministratori cessano dalla carica e devono consegnare ai liquidatori i beni sociali. Poteri doveri e responsabilit: I liquidatori devono adempiere i loro doveri con la diligenza e la professionalit richieste dalla natura dellincarico e la loro responsabilit disciplinata dalle norme in tema di responsabilit degli amministratori. I liquidatori devono prendere in consegna dagli amministratori i beni ed i documenti sociali, nonch redigere con gli stessi linventario del patrimonio sociale; gli amministratori devono presentare ai liquidatori una situazione dei conti alla data dello scioglimento ed un rendiconto della loro gestione relativo al periodo successivo allultimo bilancio approvato I liquidatori possono compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della societ, salvo diversa disposizione statutaria o adottata in sede di nomina Lattivit dei liquidatori deve essere innanzitutto diretta al pagamento dei creditori sociali. Lattuale disciplina consente per la distribuzione ai soci di acconti durante la liquidazione, anche se con opportune cautele: necessario che dai bilanci risulti che la ripartizione non incide sulla disponibilit di somme idonee al regolare soddisfacimento dei creditori e i liquidatori rispondono personalmente e solidalmente dei danni a questi arrecati. Se i fondi risultano insufficienti i liquidatori possono chiedere proporzionalmente ai soci i versamenti ancora dovuti sulla azioni non interamente liberate. Se la liquidazione dura oltre un anno i liquidatori devono redigere ogni anno il bilancio e sottoporto allapprovazione dellassemblea (bilancio intermedio di liquidazione) Completata la liquidazione del patrimonio sociale con la conversione in danaro dellattivo, i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione, indicando la parte spettante ad ogni socio nella divisione dellattivo (c.d. piano di riparto). Il bilancio finale di liquidazione deve essere approvato dai singoli soci e non dallassemblea ( previsto un meccanismo di approvazione tacita) Approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ dal registro delle imprese. I libri della societ sono depositati presso lufficio del registro delle imprese. Intervenuta la cancellazione dal registro, ferma restando lestinzione della societ, i creditori sociali rimasti insoddisfatti possono far valere i loro diritti: . nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione; . nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento dipeso da colpa di questi. La cancellazione dal registro delle imprese segna lestinzione della s.p.a., quandanche vi siano creditori (noti od ignoti) non soddisfatti. I creditori possono tuttavia chiedere il fallimento della societ entro un anno dalla cancellazione della stessa dal registro delle imprese.

LA SOCIET IN ACCOMANDITA PER AZIONI La societ in accomandita per azioni un tipo di societ che si caratterizza: per la presenza di due categorie di soci: - i soci accomandatari, che rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali e sono per legge amministratori della societ; - i soci accomandanti, che sono obbligati verso la societ nei limiti della quota di capitale sottoscritto. per il fatto che le quote di partecipazione dei soci (accomandanti ed accomandatari) sono rappresentate da azioni. Alla societ in accomandita per azioni sono applicabili le norme relative alla s.p.a. in quanto compatibili con le specifiche disposizioni per la stessa dettate. Lazionista accomandatario Nella s.a.s. i soci accomandatari rispondono solidalmente e illimitatamente in quanto tali e non in quanto amministratori; mentre nella s.a.a. vi un nesso indissolubile fra qualit di accomandatario, posizione di amministratore e responsabilit per le obbligazioni sociali Nellaccomandita per azioni: a) i soci indicati nellatto costitutivo come accomandatari sono tutti di diritto amministratori della societ e senza limiti di tempo; b) il socio accomandatario che cessa dallufficio di amministratore non risponde per le obbligazioni della societ sorte posteriormente alliscrizione nel registro delle imprese della cessazione dallufficio: da quel momento cessa di essere socio accomandatario e passa nella categoria degli accomandanti; c) il nuovo amministratore assume la qualit di socio accomandatario dal momento dellaccettazione della nomina, e ci implica che esso risponde solo per le obbligazioni sociali che sorgono a partire da tale momento, non di quelle anteriori. Lunico dato in comune con i soci accomandatari della s.a.s. il carattere sussidiario della propria responsabilit: i creditori sociali possono agire nei confronti degli accomandatari solo dopo aver infruttuosamente escusso il patrimonio sociale. Costituzione Conferimenti - Azioni Trova applicazione la discipline della s.p.a. con sole due differenze. Latto costitutivo deve indicare quali sono i soci accomandatari. invece superflua la nomina nellatto costitutivo dei primi amministratori. La denominazione sociale deve essere costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari, con lindicazione di societ in accomandita per azioni. Gli organi sociali Come nella s.p.a. lorganizzazione interna della s.a.a. si fonda sulla necessaria presenza di tre distinti organi: assemblea, amministratori e collegio sindacale Allassemblea si applicano le stesse regole di funzionamento dettate per la s.p.a.; norme particolari per valgono per ladozione di talune delibere: - gli accomandatari, in quanto soci amministratori, non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei sindaci, nonch in quelle concernenti lesercizio dellazione di responsabilit nei loro confronti

le modificazioni dellatto costitutivo non solo devono essere deliberate dallassemblea straordinaria ma devono anche essere approvate da tutti i soci accomandatari, ai quali quindi riconosciuto diritto di veto nei confronti delle modifiche dellassetto originario della societ lassemblea straordinaria competente per le nomina e la revoca degli amministratori e inoltre la nomina di nuovi amministratori deve essere approvata anche dagli eventuali amministratori rimesti in carica

Ma le differenze pi significative riguardano lorgano amministrativo I soci accomandatari, designati nellatto costitutivo, sono di diritto amministratori ed il loro ufficio ha carattere permanente, se latto costitutivo non dispone diversamente. Tuttavia gli accomandatari amministratori possono essere revocati anche se non ricorre giusta causa, salvo il diritto al risarcimento dei danni; inoltre essi possono rinunciare allufficio. Il nuovo amministratore deve essere scelto fra gli azionisti ed assume la qualit di accomandatario con laccettazione della nomina. Gli accomandatari-amministratori sono soggetti agli stessi obblighi degli amministratori della s.p.a.: oltre che personalmente e solidalmente responsabili verso i terzi per le obbligazioni sociali, sono tenuti al risarcimento dei danni, per violazione degli obblighi posti a loro carico dalla legge o dallatto costitutivo, verso la societ, verso i creditori sociali e verso i singoli soci o terzi direttamente danneggiati. Vige il divieto per gli accomandatari di votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina e la revoca dei sindaci (nel sistema dualistico dei consiglieri di sorveglianza) Se la societ soggetta a revisione contabile obbligatoria, il divieto esteso anche al conferimento ed alla revoca dellincarico alla societ di revisione. Scioglimento delle societ E prevista una causa di scioglimento tipica: la societ in accomandita per azioni si scioglie in caso di cessazione dalla carica di tutti gli amministratori, se nel termine di sei mesi non si provveduto alla loro sostituzione ed i sostituti non hanno accettato la carica. Per questo periodo il collegio sindacale nomina un amministratore provvisorio, i cui poteri sono circoscritti agli atti di ordinaria amministrazione. Lamministratore provvisorio non assume la qualit di socio accomandatario. Fra le cause di scioglimento non prevista la cessazione di tutti i soci accomandanti (diversamente che per la s.a.s.): la societ pu continuare lattivit fino a che non sorga la necessit di adottare una delibera che la legge riserva ai soci accomandanti (nomina e revoca dei sindaci) Per il resto lo scioglimento della societ segue la disciplina della s.p.a., con le peculiarit derivanti dalla presenza dei soci accomandatari a responsabilit illimitata Se il patrimonio sociale insufficiente al pagamento dei creditori i liquidatori potranno chiedere agli accomandatari le somme necessarie, nei limiti della loro responsabilit ed in proporzione della partecipazione di ciascuno alle perdite. Dopo la cancellazione della societ i creditori rimasti insoddisfatti potranno far valere i loro diritti nei confronti degli accomandatari ed anche dei liquidatori se il mancato pagamento dipeso da questi ultimi; potranno invece agire nei confronti degli accomandanti solo nei limiti della quota di liquidazione dagli stessi riscossa.

LA SOCIET A RESPONSABILIT LIMITATA La societ a responsabilit limitata una societ di capitali nella quale: per le obbligazioni sociali risponde solo la societ col suo patrimonio; le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni e non possono costituire oggetto di sollecitazione allinvestimento. invece caduto per le s.r.l. il divieto di emettere obbligazioni e quindi di emettere titoli di credito di massa (valori mobiliari) anche per la raccolta di capitale di credito: alle s.r.l. consentito di emettere titoli di debito ma vietata la collocazione diretta presso il pubblico dei risparmiatori. Di contro minore il capitale sociale minimo richiesto per la costituzione della s.r.l.: 10.000 , anzich 120.000. La costituzione della societ Non ammessa la stipulazione dellatto costitutivo per pubblica sottoscrizione e non trova perci applicazione la disciplina prevista per i promotori. La denominazione sociale pu essere liberamente formata come nella s.p.a., ma deve contenere lindicazione di societ a responsabilit limitata. Anche la s.r.l. pu essere costituita a tempo indeterminato: in tal caso ogni socio pu recedere dalla societ dando un preavviso di 6 mesi, che lo statuto pu allungare fino ad un anno. Il contenuto dellatto costitutivo ricalca quello della s.p.a. salvo la sostituzione delle indicazioni relative alle azioni con quella della quota di partecipazione di ciascun socio Conferimenti e altre forme di finanziamento Come nelle societ di persone, anche nella s.r.l. possono essere conferiti tutti gli elementi dellattivo suscettibili di valutazione economica. Inoltre, il versamento presso una banca del 25% dei conferimenti in danaro e dellintero sovrapprezzo (o dellintero ammontare se si tratta di societ unipersonale) pu essere sostituito dalla stipula di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria. Infine, espressamente consentito il conferimento di prestazioni dopere o servizi vietato invece nella s.p.a. purch lintero valore assegnato a tale conferimento sia garantito da una polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria. Semplificata anche la disciplina dei conferimenti in natura: non necessario, come nella s.p.a., che lesperto chiamato ad effettuare la valutazione sia designato dal tribunale, ma sufficiente che si tratti di un esperto o di una societ di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili o di una societ di revisione iscritta nellapposito albo. Non inoltre prevista alcuna revisione della stima. Socio moroso Rispetto alla disciplina della s.p.a., resta ferma la regola che il socio moroso non pu partecipare alle decisioni dei soci e la facolt per la societ di vendere coattivamente le quote del socio moroso, in alternativa alla normale azione giudiziaria. La quota del socio moroso deve essere offerta in opzione agli altro soci per il valore risultante dallultimo bilancio approvato; se mancano offerte di acquisto da parte dei soci, si procede alla vendita allincanto solo se lo statuto lo consente. Se la vendita non pu aver luogo per mancanza di compratori, gli amministratori escludono il socio moroso, trattenendo le somme. In tal caso, il capitale deve essere immediatamente ridotto in misura corrispondente, in quanto la s.r.l. non pu in nessun caso farsi acquirente delle proprie quote. Finanziamenti del soci

Il rimborso dei finanziamenti dei soci alla societ postergato rispetto al soddisfacimento degli altri creditori. Inoltre, deve essere restituito alla societ se avvenuto nellanno precedente la dichiarazione di fallimento della stessa. I titoli di debito Con lattuale disciplina infine caduto il divieto per le s.r.l. di emettere obbligazioni: si consente che lo statuto possa prevedere lemissione di titoli di debito, soggetti alla disciplina secondaria del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio Necessaria previsione dello statuto: a differenza delle obbligazione , lemissione di titoli di debito consentita solo se prevista dallo statuto; ed infatti lo statuto a stabilire se la competenza ad emettere titoli di debito spetta ai soci o agli amministratori, determinando gli eventuali limiti, le modalit e le maggioranze necessarie. La decisione di emissione fissa le condizioni del prestito e le modalit di rimborso ed iscritta nel registro delle imprese. Al pari delle obbligazioni il diritto al rimborso del capitale non pu essere condizionato allandamento economico della societ, solo la misura degli interessi pu esserlo. Latto costitutivo pu prevedere lemissione sia come titoli di massa sia come titoli individuali. I titoli di debito non possono essere collocati direttamente presso il pubblico dei risparmiatori. Possono infatti essere sottoscritti solo da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale, investitori che, in caso di successiva circolazione dei titoli di debito, rispondono per legge della solvenza della societ nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali o soci della societ emittente. Le quote sociali Nelle s.p.a. il capitale sociale nominale diviso in parti omogenee e standardizzate che prescindono dalle persone dei soci e dal loro numero. Nella s.r.l. invece il capitale diviso secondo un criterio personale: il capitale della s.r.l. diviso in parti in base al numero dei soci: il numero iniziale delle quote corrisponde al numero dei soci che partecipano alla costituzione della societ e ciascun socio diventa titolare di un'unica quota di partecipazione Diversit di valore delle quote: mentre le azioni sono necessariamente di ugual valore, le quote possono essere di diverso ammontare se inizialmente diverso lammontare del capitale sottoscritto da ciascun socio; infatti, se latto costitutivo non dispone diversamente, il valore delle quote determinato in misura proporzionale al conferimento Diversit di diritti sociali: mentre le azioni attribuiscono uguali diritti, le quote possono essere anche sotto tale profilo le une diverse dalle altre. Infatti la regola base che i diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla partecipazione da ciascuno posseduta; tuttavia latto costitutivo pu prevedere lattribuzione a singoli soci (ma non a categorie di quote) di particolari diritti riguardanti lamministrazione della societ o la distribuzione di utili. Unit della quota: la quota di s.r.l. e resta unica ed esprime in modo unitario la posizione di quel determinato socio nella societ; lacquisto di altre quote oltre a quella originaria non rende il socio possessore di pi quote ma determina un incremento quantitativo delloriginaria ed unica quota, salvo che si tratti di quote che attribuiscono diritti ed obblighi diversi. Ulteriore differenza delle quote rispetto alle azioni che le prime non possono essere rappresentate da titoli di credito, n possono costituire oggetto di sollecitazione allinvestimento; leventuale documento solo una prova della qualit di socio e non uno strumento per la circolazione. Le vicende e il trasferimento delle quote sociali

Le quote della s.r.l. sono per legge liberamente trasferibili per atto fra vivi e per successione mortis causa; tuttavia latto costitutivo pu non solo limitare ma anche escludere del tutto il trasferimento delle quote e pu inoltre subordinare il trasferimento al gradimento di organi sociali, di soci o di terzi, senza prevedere condizioni o limiti (c.d. mero gradimento). In tali casi per il socio o i suoi eredi possono recedere dalla societ e latto costitutivo non pu sopprimere questa causa di recesso. Il trasferimento della quota valido ed efficace fra le parti per effetto del semplice consenso. per produttivo di effetti nei confronti della societ solo dal momento in cui iscritto nel libro dei soci. I trasferimenti per atto fra vivi devono risultare da scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio, il quale entro 30 giorni deve depositarla per liscrizione nel registro delle imprese. Il trasferimento deve poi essere annotato nel libro dei soci, su richiesta dellalienante o dellacquirente. Se la quota alienata con successivi contratti a pi persone, prevale chi per primo effettua liscrizione nel registro delle imprese purch sia in buona fede. La quota pu costituire oggetto di pegno, usufrutto e sequestro; in tal caso si richiama la corrispondente disciplina dettata per le azioni al fine di determinare i diritti sociali spettanti al socio e al titolare del diritto frazionato La quota pu formare oggetto di espropriazione da parte dei creditori personali del socio, con conseguente vendita forzata od assegnazione della stessa al creditore procedente. Ci avviene anche in caso di fallimento del socio. Alla s.r.l. vietato in modo assoluto lacquisto di proprie quote; inoltre in nessun caso la societ pu accettare in garanzia proprie quote ovvero accordare prestiti o fornire garanzie per il loro acquisto o la loro sottoscrizione Recesso ed esclusione E riconosciuta ampia liberta allautonomia statutaria: latto costitutivo stabilisce quando il socio pu recedere e le relative modalit. Inoltre il recesso inderogabilmente riconosciuto per legge in una serie di casi: se la societ a tempo indeterminato ogni socio pu recedere con un preavviso di almeno 180 giorni, che latto costitutivo pu allungare fino ad un anno. se la societ a tempo determinato possono recedere i soci che non hanno consentito (contrari, assenti ed astenuti): - al cambiamento delloggetto sociale o del tipo di societ; - alla sua fusione o scissione; - alla revoca dello stato di liquidazione; - al trasferimento della sede sociale allestero; - alleliminazione di una o pi cause di recesso previste dallo statuto; - al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modifica delloggetto sociale od una rilevante modifica dei diritti particolari attribuiti al singolo socio. - allaumento del capitale sociale con esclusione del diritto di opzione. I soci che recedono hanno diritto di ottenere il rimborso della propria partecipazione in proporzione del patrimonio sociale. La quota del socio recedente deve prima essere offerta in opzione agli altri soci, oppure ad un terzo concordemente individuato dai soci stessi. Se non vi sono acquirenti, si procede al rimborso attingendo alle riserve disponibili della societ o, in mancanza, tramite riduzione (reale) del capitale. Ma se anche la riduzione del capitale risulta impossibile, perch i creditori vi si oppongono, la societ si scioglie. Come nelle societ di persone, latto costitutivo pu prevedere specifiche cause di esclusione del socio per giusta causa; per il rimborso si applica la disciplina del recesso tranne la riduzione del cap. Gli organi sociali e le decisioni dei soci

Sono rimesse inderogabilmente alla decisione dei soci: - lapprovazione del bilancio e la distribuzione degli utili; - la nomina degli amministratori, se prevista nellatto costitutivo; - la nomina dei sindaci, del presidente del collegio sindacale e del revisore; - le modificazioni dellatto costitutivo; - la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione delloggetto sociale od una rilevante modificazione dei diritti dei soci. E latto costitutivo pu riservare alla competenza dei soci ulteriori materie. Inoltre i soci decidono su qualsiasi argomento sia sottoposto alla loro approvazione dagli amministratori o da tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale. Di regola su queste materie delibera lassemblea. Latto costitutivo pu prevedere per che le decisioni dei soci siano adottate con una procedura pi snella, mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. In tal caso le decisioni sono adottate col voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la met del capitale sociale. Tuttavia alcune decisione particolarmente importanti devono essere necessariamente adottate con il metodo assembleare: - modificazioni dellatto costitutivo - decisione che comportano una sostanziale modifica delloggetto sociale o una rilevante modifica dei diritti dei soci - La riduzione del capitale sociale rimessa allatto costitutivo la determinazione dei modi di convocazione, purch gli stessi siano tali da assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare. In mancanza, lassemblea convocata dagli amministratori con lettera raccomandata spedita ai soci almeno 8 giorni prima delladunanza, nel domicilio risultante dal libro dei soci. Possono intervenire in assemblea tutti i soci che risultano iscritti nel libro dei soci, anche se liscrizione avvenuta il giorno stesso delladunanza. Per la rappresentanza in assemblea non operano le limitazioni previste per la s.p.a. Il voto dei soci vale in misura proporzionale alla partecipazione. Lassemblea ordinaria regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale (di tutto il capitale sociale e non solo di quello intervenuto in assemblea) e delibera a maggioranza assoluta del capitale intervenuto. Per le modificazioni dellatto costitutivo e per le decisione che comportano una sostanziale modifica delloggetto sociale o una rilevante modifica dei diritti dei soci necessario il voto favorevole dei soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale Invalidit delle decisione dei soci Regole generale: le decisioni che non sono prese in conformit della legge o dellatto costitutivo possono essere impugnate dai soci che non vi hanno consentito anche individualmente, nonch da ciascun amministratore e dal collegio sindacale entro 90 giorni dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. Lannullamento della decisione ha effetto nei confronti di tutti i soci ed obbliga gli amministratori a prendere i conseguenti provvedimenti; tuttavia non pregiudica i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della decisione

Convalida: lannullamento non pu aver luogo se la decisione impugnata sostituita con altra presa in conformit della legge o dellatto costitutivo. La convalida favorita dalla legge anche nel corso del giudizio di impugnazione: il tribunale pu assegnare un termine per ladozione di una nuova decisione idonea ad eliminare la causa di invalidit. Specifiche forma di convalida: per la mancata convocazione dellassemblea: la mancata convocazione non pu essere fatta valere fa chi anche successivamente abbia dichiarato il suo assenso allo svolgimento dellassemblea; per la mancanza del verbale: la mancanza del verbale pu essere sanata mediante verbalizzazione eseguita prima dellassemblea successiva Possono invece essere impugnate da chiunque vi abbia interesse, ma nel termine di tre anni, le decisioni aventi oggetto impossibile od illecito e quelle prese in assenza assoluta di informazione. Infine, possono essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano loggetto sociale prevedendo attivit impossibili od illecite. Amministrazione e controlli In mancanza di diversa previsione statutaria lamministrazione affidata ad uno o pi soci, nominati con decisione dei soci, che restano in carica a tempo indeterminato. Quando lamministrazione affidata a pi persone, queste costituiscono il consiglio di amministrazione; tuttavia ladozione del metodo collegiale derogabile: - latto costitutivo pu prevedere che le decisioni siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto latto costitutivo pu prevedere che gli amministratori operino non collegialmente, ma disgiuntamente o congiuntamente come nelle societ di persone: in tal caso si applica la relativa disciplina. Devono cmq essere assunte da tutti gli amministratori le decisioni riguardanti: - la redazione del progetto di bilancio - le redazione dei progetti di fusione e scissione - laumento del capitale sociale Rappresentanza: coincide con quella prevista per la s.p.a. la disciplina del potere di rappresentanza degli amministratori. Conflitto di interessi: possono essere impugnate le decisioni adottate dal consiglio di amministrazione con il voto determinante di un amministratore in conflitto di interessi, qualora cagionino un danno patrimoniale alla societ; limpugnazione deve essere presentata entro 90 giorni dagli altri amministratori, nonch dal collegio sindacale e dal revisore Questa lunica causa di invalidit delle delibere consiliari Azione di responsabilit affermata la responsabilit degli amministratori verso al societ e verso i singoli soci o terzi direttamente danneggiati, ma non si fa menzione della responsabilit verso i creditori sociali. responsabili solidalmente con gli amministratori sono anche i soci che hanno intenzionalmente deciso od autorizzato il compimento di atti dannosi per la societ, i soci od i terzi, e quindi i soci che di fatto, anche se non formalmente, amministrano la societ.

lazione sociale di responsabilit contro gli amministratori pu essere promossa anche dal singolo socio, il quale pu altres chiedere, come provvedimento cautelare, la revoca degli amministratori in caso di gravi irregolarit nella gestione della societ pi elevati sono i quorum necessari per approvare o impedire la rinuncia o la transazione da parte della societ: necessario il consenso dei 2/3 del capitale e nel contempo che non si oppongano tanti soci che rappresentano il 10% del capitale Controlli Latto costitutivo pu prevedere la nomina di un collegio sindacale o di un revisore determinandone competenze e poteri. Nella s.r.l. la nomina del collegio sindacale non per obbligatoria quando: - il capitale sociale inferiore a quello minimo stabilito per la s.p.a. (120.000 ) - ricorrono le condizioni stabilite per la redazione del bilancio di esercizio in forma abbreviata. Quando il collegio sindacale esiste, la disciplina quella propria della s.p.a., salvo che non necessaria la nomina di un revisore: se latto costitutivo non dispone diversamente il controllo contabile esercitato dallo stesso collegio sindacale Controllo dei soci: nella societ in cui manca il collegio sindacale alcuni dei poteri di controllo propri dei sindaci sono riconosciuti direttamente ai soci che non partecipano allamministrazione. Ogni socio non amministratore ha diritto di avere dagli amministratori notizie dello svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi allamministrazione. Bilancio La redazione del bilancio di esercizio e la distribuzione degli utili non presenta sostanziali differenze rispetto alla disciplina della s.p.a. Il bilancio viene predisposto dallorgano amministrativo, approvato dai soci ed infine depositato entro 30 giorni nel registro delle imprese, insieme con lelenco dei soci e degli altri titolari di diritti sulle partecipazioni sociali. La decisione dei soci che approva il bilancio, decise anche sulla distribuzione degli utili; in caso di distribuzione di utili fittizi, i dividendi non sono ripetibili se i soci li hanno riscossi in buona fede in base ad un bilancio regolarmente approvato, da cui risultano utili netti corrispondenti Modificazioni dello statuto Le modificazioni dellatto costitutivo sono di competenza inderogabile dellassemblea, la quale deve deliberare con il voto favorevole di tanto soci che rappresentano almeno la meta del capitale sociale; la modifica diviene efficace solo a seguito delliscrizione della stessa nel registro delle imprese, su richiesta del notaio verbalizzante, che effettua il controllo di legittimit; se il notaio si rifiuta di procedere alliscrizione, gli amministratori possono promuovere il giudizio di omologazione presso il tribunale. Sono invece autonomamente disciplinate le variazioni del capitale sociale: - Aumento del capitale sociale a pagamento espressamente prevista e disciplinata la delega agli amministratori per laumento del capitale sociale a pagamento. La determinazione ei limiti e delle modalit di esercizio tuttavia integralmente rimessa allatto costitutivo, fermo restando che la decisione degli amministratori deve risultare da verbale redatto da un notaio e deve essere iscritta nel registro delle imprese

La regolamentazione del diritto di opzione prevalentemente rimessa alle previsione statutari e alle determinazioni dei soci Lesclusione del diritto di opzione possibile solo se espressamente prevista dallo statuto; ed in tal caso i soci che non hanno consentito alla decisione hanno diritto di recesso dalla societ. Per i conferimenti in sede di aumento del capitale sociale vale la medesima disciplina dei conferimenti al momento della costituzione della s.r.l. - Aumento gratuito del capitale La disciplina dellaumento di capitale gratuito sostanzialmente coincidente con quella della societ per azioni; si precisa comunque che a seguito di tale operazione la quota di partecipazione di ciascun socio deve restare immutata - Riduzione del capitale Sostanzialmente coincidente con quella della s.p.a. infine la disciplina della riduzione reale e nominale del capitale sociale, fermo restando che il limite minimo del capital sociale da rispettare nella riduzione per perdite di 10.000 . Quando si verificano perdite che rendano obbligatoria la riduzione del capitale (perdite che diminuiscono il capitale di oltre un terzo) gli amministratori devono convocare lassemblea e sottoporre ai soci una relazione sulla situazione patrimoniale della societ con le osservazioni del collegio sindacale e del revisore. Lassemblea potr procedere immediatamente alla riduzione del capitale, oppure rinviare le perdite allesercizio successivo; me se al termine dellesercizio successivo le perdite non risultano diminuite a meno di un terzo, lassemblea convocata per lapprovazione del bilancio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate; se non lo fa vi provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi interessato. Inoltre la riduzione del capitale non procrastinabile allesercizio successivo, qualora la perdita oltre il terzo abbia ridotto il capitale al disotto del minimo legale: in questo caso si impone la riduzione immediata del capitale sociale e la contestuale ricostituzione del capitale al di sopra del minimo legale, ovvero la trasformazione della societ; altrimenti la societ si scioglie. In tutti i casi di riduzione del capitale per perdite esclusa ogni modificazione delle quote di partecipazione e dei diritti spettanti ai soci.

Lo scioglimento della societ oggi disciplinato unitariamente per tutte le societ di capitali, di cui abbiamo gi parlato in tema di s.p.a.

LE SOCIET COOPERATIVE Le societ cooperative sono societ a capitale variabile che si caratterizzano per lo specifico scopo perseguito nello svolgimento dellattivit di impresa: lo scopo mutualistico. 45.1 Cost.: La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualit e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi pi idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalit. Le societ cooperative si distinguono dagli altri tipi di societ per lo scopo economico perseguito. Identico lo scopo-mezzo delle societ cooperative e delle societ lucrative: esercizio in comune di una determinata attivit economica. Diverso invece lo scopo-fine: nelle societ lucrative, la produzione di utili (lucro oggettivo) da distribuire fra i soci (lucro soggettivo); nelle societ cooperative, lo scopo mutualistico. Lo scopo prevalente dellattivit di impresa delle societ cooperative consiste nel fornire beni o esercizi od occasioni di lavoro direttamente ai membri dellorganizzazione a condizioni pi vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato. Lattivit di impresa delle societ cooperative si caratterizza quindi per la c.d. gestione di servizio a favore dei soci. - Nelle cooperative di consumo (ad es. un supermercato) vi una tendenziale coincidenza fra i soci ed i soggetti che usufruiscono dei beni o servizi prodotti dallimpresa sociale. - Nelle cooperative di produzione e di lavoro, invece, i fattori produttivi necessari per lattivit di impresa sono tendenzialmente forniti dagli stessi soci, anche, eventualmente, attraverso una propria distinta attivit di impresa. Anche i soci di una cooperativa mirano perci a realizzare un risultato economico ed un proprio vantaggio patrimoniale, attraverso lo svolgimento di attivit di impresa. Il risultato economico perseguito non per prevalentemente la pi elevata remunerazione possibile del capitale investito (lucro soggettivo). invece quello di soddisfare un comune preesistente bisogno economico (il bisogno di lavoro, il bisogno del bene casa, etc.) conseguendo: - un risparmio di spesa per i beni o servizi acquistati dalla propria societ (cooperative di consumo), - una maggior retribuzione per i propri beni o servizi alla stessa ceduti (cooperative di produzione e di lavoro). Il vantaggio mutualistico quindi non derive direttamente dal rapporto di societ, ma conseguito attraverso distinti e diversi rapporti economici instaurati con la cooperativa: i rapporti mutualistici Soci sovventori = la legge consente la presenza, accanto ai soci cooperatori, di soci non specificamente interessati alle prestazioni mutualistiche ed il cui ruolo esclusivamente quello di apportare il capitale di rischio necessario per lo svolgimento dellattivit della cooperativa. Scopo mutualistico + scopo lucrativo Le societ cooperative sono caratterizzate da uno scopo prevalentemente, ma non esclusivamente, mutualistico. Esse possono svolgere anche attivit con terzi, di regola finalizzata alla produzione di utili: pu essere cio attivit oggettivamente lucrativa. Incompatibile con lo scopo mutualistico e resta per lintegrale distribuzione ai soci degli utili prodotti dalla cooperativa; sono infatti previsti limiti massimi della percentuale di utili distribuibile alle diverse categorie di soci Quindi un freno alla deviazione dello scopo mutualistico posto dalla legge non impedendo alle cooperative di svolgere attivit con terzi produttiva di utili (lucro oggettivo), bens limitando la distribuzione fra i soci degli utili realizzata (lucro oggettivo).

In definitiva i dati caratterizzanti lo scopo mutualistico e il profilo causale delle societ cooperative sono: esercizio di attivit di impresa tendenzialmente orientata verso il soddisfacimento di preesistenti bisogni economici dei soci (gestione di servizio) e con limitata ripartizione fra i soci stessi degli utili eventualmente prodotti. Le cooperative a mutualit prevalente Lattuale disciplina generale delle societ cooperative si basa sulla distinzione fra: - societ cooperative a mutualit prevalente - altre societ cooperative. Elementi caratterizzanti le cooperative a mutualit prevalente sono: la presenza nello statuto di clausole che limitano la distribuzione di utili e riserve ai soci cooperatori; la circostanza che la loro attivit deve essere svolta prevalentemente a favore dei soci (cooperative di consumo), ovvero deve utilizzare prevalentemente prestazioni lavorative dei soci (cooperative di lavoro) o beni e servizi dagli stessi apportati (cooperative di produzione e lavoro). La prevalenza ricorre quando i rapporti di scambio coi soci superano il 50% del totale dei rapporti intrattenuti nellanno dalla societ. Pi precisamente: nelle cooperative di consumo i ricavi delle vendite dei beni e delle prestazioni di servizi verso i soci devono essere superiori al 50% del totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni; nelle cooperative di lavoro il costo del lavoro dei soci deve essere superiore al 50% del totale del costo del lavoro; nelle cooperative di produzione e lavoro il costo della produzione per servizi ricevuti dai soci ovvero per beni conferiti dai soci deve essere superiore al 50% del totale dei costi dei servizi ovvero del costo delle merci e delle materie prime acquistate o conferite Perdono la qualifica di cooperative a mutualit prevalente le societ che per due esercizi non rispettino tali condizioni. Le societ cooperative a mutualit prevalente sono tenute ad iscriversi in un apposito albo delle societ cooperative, tenuto a cura del Ministero delle attivit produttive. In una distinta sezione dello stesso albo si iscrivono le altre societ cooperative. I caratteri strutturali La disciplina delle societ cooperative medie e grandi modellata su quella della s.p.a. Si consente che le piccole cooperative (numero dei soci cooperatori inferiore a venti ovvero attivo dello s.p. non superiore ad un milione di euro) possano optare per la pi snella disciplina della s.r.l. Ladozione del modello organizzativo della s.r.l. infine obbligatoria per le societ cooperative costituite con meno di 9 soci. previsto un numero minimo di soci per la costituzione e la sopravvivenza della societ. Nel contempo si richiede che i soci cooperatori siano in possesso di specifici requisiti soggettivi. Sono fissati limiti massimi alla quota di partecipazione di ciascun socio ed alla percentuale di utili agli stessi distribuibile. Le variazioni del numero e delle persone dei soci e le conseguenti variazioni del capitale sociale non comportano modificazione dellatto costitutivo. Ogni socio cooperatore persona fisica ha in assemblea un solo voto, qualunque sia il valore della sua quota od il numero delle sue azioni: principio una testa-un voto Le societ cooperative sono sottoposte a vigilanza dellautorit governativa al fine di assicurarne il regolare funzionamento amministrativo e contabile.

La costituzione della societ Numero minimo di soci: per procedere alla costituzione di una societ cooperativa necessario che i soci siano almeno 9. Sono tuttavia sufficienti tre soci persone fisiche se la societ adotta le norme della s.r.l. La societ si scioglie e deve essere posta in liquidazione se il numero dei soci scende al di sotto del minimo e non reintegrato nel termine massimo di un anno. Requisiti soggettivi: non possono in ogni caso essere soci quanti esercitano in proprio imprese in concorrenza con quella della cooperativa. Tali requisiti non sono per richiesti per i soci sovventori. Il procedimento di costituzione ricalca quello previsto per la s.p.a. (o s.r.l., se prescelta). Nellatto costitutivo, da redigere per atto pubblico, in parte coincide con quello della s.p.a, ma necessario inserire: - lindicazione specifica delloggetto sociale; - i requisiti e le condizioni per lammissione di nuovi soci ed il modo ed il tempo in cui devono essere eseguiti i conferimenti; - le condizioni per leventuale recesso e per lesclusione dei soci; - le regole per la ripartizione degli utili ed i criteri per la ripartizione dei ristorni. La denominazione sociale della societ cooperativa pu essere formata liberamente, ma deve contenere lindicazione di societ cooperativa. Latto costitutivo sottoposto a controllo di legalit da parte del notaio rogante e su richiesta dello stesso iscritto nel registro delle imprese; con liscrizione la societ cooperativa acquista personalit giuridica. Le cooperative che intendono godere dei benefici fiscali e delle altre agevolazioni sono poi tenute alliscrizione nel nuovo Albo delle societ cooperative, tenuto a cura del Ministero delle attivit produttive. Nullit della societ: gli effetti delle nullit (ma non le cause) sono regolati dallart. 2332 in tema di s.p.a.; le cause di invalidit delle coop. sono quello previste in via generale dalla disciplina dei contratti Conferimenti La disciplina dei conferimenti e delle prestazioni accessorie identica a quella dettata per la s.p.a., salvo che lo statuto non abbia optato per la disciplina della s.r.l.; per i conferimenti in denaro non per richiesto il versamento iniziale del 25% presso una banca Con la riforma del 2003 stata soppressa la distinzione tra cooperative con soci a responsabilit illimitata e cooperative con soci a responsabilit limitata: ora nelle societ cooperative per le obbligazioni sociali risponde solo la societ col suo patrimonio. Il socio che non esegue in tutto o in parte i conferimenti dovuti pu essere escluso dalla societ. Se cessa di far parte della societ risponde verso la stessa per un anno dal giorno in cui il recesso, lesclusione o la cessione della quota si verificata. Se entro un anno dallo scioglimento del rapporto si manifesta linsolvenza della societ, il socio uscente tenuto a restituire alla stessa quanto ricevuto per la liquidazione della quota o per il rimborso delle azioni. Il creditore particolare del socio cooperatore non pu agire esecutivamente sulla quota o sulle azioni dello stesso.

Le quote e le azioni Nelle cooperative la partecipazione sociale pu essere rappresentata da quote o da azioni, a seconda che la coop. sia regolata dalla disciplina della s.p.a. e della s.r.l. Limiti massimi: nessun socio persona fisica pu avere una quota superiore a centomila euro, ne tante azioni il cui valore superi tale somma. Eccezione: nelle cooperative con oltre 500 soci latto costitutivo pu per elevare tale limite fino al 2% del capitale sociale. Inoltre il limite non opera: - per i soci che conferiscono beni in natura o di crediti - quando viene realizzato un aumento gratuito del capitale realizzato con riserva disponibili o ristorni - per i soci diversi dalle persone fisiche ed i sottoscrittori ditegli strumenti finanziari dotati di diritti di amministrazione Acquisto di proprie quote o azioni: lacquisto o il rimborso possibile solo se espressamente previsto nellatto costitutivo, ma non necessario che gli amministratori siano poi di volta in volta autorizzati dallassemblea ordinaria, n che questa fissi le modalit di acquisto; posta come unica condizione sostanziale che lacquisto o il rimborso siano fatti nel rispetto del duplice limite di carattere patrimoniale: il rapporto tra il patrimonio netto e complessivo indebitamento della societ deve essere superiore ad un quarto lacquisto o il rimborso deve essere effettuato nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio regolarmente approvato Non opera il divieto di concedere prestiti o garanzie per la sottoscrizione o lacquisto di proprie azioni, n quello di accettare proprie azioni in garanzia. Trasferimento: le quote e le azioni dei soci cooperatori non possono essere cedute, con effetto verso la societ, senza lautorizzazione degli amministratori, il cui provvedimento deve essere comunicato al socio entro sessanta giorni dalla richiesta; il silenzio vale assenso. Lautorizzazione in ogni caso non potr essere validamente concessa qualora lacquirente non possegga i requisiti soggettivi fissati per legge o dallatto costitutivo. Il provvedimento che nega lautorizzazione deve essere motivato e contro lo stesso il socio pu proporre opposizione al tribunale. Latto costitutivo pu anche vietare del tutto la cessione sia delle quote che delle azioni, salvo in questo caso il diritto del socio di recedere dalla societ con preavviso di 90 giorni e purch sia passati due anni dal suo ingresso in societ. Nuove forme di finanziamento La previsione di limiti massimi alla partecipazione di ciascun socio ed i limiti alla libera circolazione della azioni, sommati ai limiti posti per la distribuzione degli utili, frapponevano in passato vistosi ostacoli alla raccolta di capitale di rischio; sono state introdotto innovazioni: - elevati i limiti massimi della partecipazione e dei prestiti dei soci ammessi a godere delle agevolazioni fiscali sui rendimenti - introdotte le nuove figure dei soci sovventori e delle azioni di partecipazione cooperativa La figura dei soci sovventori consente la raccolta di capitale di rischio anche fra soggetti sprovvisti degli specifici requisiti soggettivi richiesti per partecipare allattivit mutualistica.

Con la nuova disciplina tutte le societ cooperative (tranne le cooperative di credito ed assicurative e quelle operanti nel settore delledilizia abitativa) possono ammettere soci sovventori, ma deve sussistere una condizione: lo statuto deve prevedere la costituzione di fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale I conferimenti dei soci sovventori sono rappresentati da azioni (o quote) nominative liberamente trasferibili. Latto costitutivo pu stabilire particolari condizioni a favore dei soci sovventori per la ripartizione degli utili e la liquidazione delle quote o delle azioni; per il tasso di remunerazione dei soci sovventori non pu essere maggiorato in misura superiore al 2% rispetto a quello previsto per gli altri soci. Sono introdotte regole volte ad evitare che i soci sovventori prendano il sopravvento nella gestione della societ: - latto costitutivo pu attribuire a ciascun socio sovventore pi voti, anche in relazione allammontare dei conferimenti, ma non oltre cinque - i voti attribuiti ai soci sovventori non possono mai superare un terzo dei voi spettanti a tutti i soci - i soci sovventori possono essere nominati amministratori, ma la maggioranza degli amministratori deve essere costituita da soci cooperatori. Le azioni di partecipazione cooperativa sono prive del diritto di voto e sono privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale. Condizioni: - possono essere emesse dalle societ cooperative che hanno adottato procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo e allammodernamento aziendale - possono essere emesse per ammontare non superiore al valore delle riserve indivisibili o del patrimonio netto risultante dallultimo bilancio certificato. - devono essere offerte in opzione per almeno la met ai soci ed ai lavoratori dipendenti della cooperativa, che possono sottoscriverle anche superando i limiti massimi di partecipazione al capitale Le azioni di partecipazione cooperativa possono essere emesse al portatore, se interamente liberate. Sono quindi liberamente trasferibili e godono dellanonimato. Diritti patrimoniali: sono privilegiate sotto il profilo patrimoniale in quanto: - assicurano ex lege una partecipazione agli utili maggiorata del 2% rispetto a quella delle quote o delle azioni dei soci cooperatori - hanno diritto di prelazione nel rimborso del capitale per lintero valore nominale, in sede di scioglimento della societ - le perdite incidono sulle stesse solo per la parte che eccede il valore nominale complessivo delle altre azioni o quote prevista unorganizzazione di gruppo dei possessori di tali azioni, che si articola nellassemblea speciale di categoria e nel rappresentante comune. Alle societ cooperative regolate dalla disciplina delle s.p.a. stata consentita anche lemissione di obbligazioni per la raccolta di capitale di prestito; i limiti ed i criteri di emissione sono fissati dal Cicr. La riforma del 2003 consente a tutte le societ cooperative lemissione di strumenti finanziari (diversi dalle azioni e dalle obbligazioni) secondo la disciplina prevista per la s.p.a. Latto costitutivo stabilisce i diritti patrimoniali od anche amministrativi attribuiti ai possessori di tali strumenti finanziari e le eventuali condizioni cui sottoposto il loro trasferimento.

Ai possessori di strumenti finanziari per non pu essere attribuito pi di un terzo dei voti spettanti allinsieme dei soci presenti ovvero rappresentati in ciascuna assemblea generale. Per gli strumenti finanziari senza voto prevista unorganizzazione assemblea speciale e rappresentante comune a tutela dei relativi interessi. Le cooperative che hanno optato per la disciplina della s.r.l. possono offrire strumenti finanziari privi di diritti di amministrazione solo ad investitori qualificati. Lassemblea Gli organi delle societ cooperative disciplinate dalle norme sulla s.p.a. sono gli stessi della s.p.a. ed identico il riparto di funzioni. Alcune deviazioni sono tuttavia introdotte nella disciplina dellassemblea. Principio del Voto capitario il peso di ciascun socio cooperatore in assemblea del tutto svincolato dallammontare della partecipazione sociale: ogni socio persona fisica ha infatti diritto ad un solo voto, qualunque sia il valore della quota o il munsero delle azioni possedute.

Ai soci persone giuridiche possono essere attribuiti pi voti, ma non oltre cinque. Ai soci sovventori possono essere invece attribuiti pi voti, ma essi non devono superare in ogni caso un terzo dei voti spettanti a tutti i soci. Infine, latto costitutivo pu attribuire il diritto di voto ai possessori di strumenti finanziari, che in ogni caso non possono superare un terzo dei voti spettanti allinsieme dei soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea generale. Nelle cooperative consortili il diritto di voto pu essere attribuito in ragione della partecipazione allo scambio mutualistico; ma nessun socio pu esprimere pi di un decimo del totale dei voti o pi di un terzo dei voti spettanti ai soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea. Valgono inoltre queste regole: . hanno diritto di voto solo coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno 90 giorni; . il socio pu farsi rappresentare in assemblea solo da altro socio; ma ciascun socio non pu rappresentarne pi di dieci; . il voto pu essere dato anche per corrispondenza o mediante altri mezzi di telecomunicazione, se latto costitutivo lo consente. Alcune differenze si hanno anche per il procedimento assembleare. Latto costitutivo pu introdurre forme di convocazione diverse da quelle previste per la s.p.a. purch sia rispettato il principio della tempestiva informazione preventiva dei soci I quorum costitutivi e deliberativi vanno calcolati secondo il numero dei voti spettanti per testa ai soci e non in base allammontare della loro partecipazione al capitale. Linnovazione pi significativa costituita dalla possibilit di una formazione progressiva della volont assembleare attraverso il meccanismo delle assemblee separate. Latto costitutivo pu cio prevedere che il procedimento assembleare sia articolato in due fasi (assemblee separate assemblea generale) per agevolare la partecipazione dei soci e la formazione delle maggioranze nelle cooperative con ampia compagine sociale e territorialmente articolate. Le assemblee separate sono obbligatorie quando la societ: - ha pi di 3000 soci e svolge la propria attivit in pi province - ha pi di 500 soci e si realizzano pi gestioni mutualistiche. Le assemblee separate hanno funzione preparatoria di quella generale: deliberano sulle stesse materie che formeranno oggetto dellassemblea generale ed eleggono dei soci-delegati che parteciperanno a

questultima. Lassemblea generale costituita dai delegati designati dalle assemblee separate e delibera definitivamente sulle materie allordine del giorno. Le deliberazioni delle assemblee separate non possono essere autonomamente impugnate, in quanto la volont sociale si forma solo con la deliberazione dellassemblea generale; solo questa quindi impugnabile, anche per vizi delle deliberazioni delle assemblea separate. Esse inoltre possono essere impugnate anche dai soci assenti o dissenzienti nelle assemblee separate quando, senza i voti espressi dai delegati delle assemblee separate irregolarmente tenute, verrebbe meno la necessaria maggioranza. Amministrazione - Controlli - Collegio dei probiviri Amministratori: nel sistema tradizionale la maggioranza degli amministratori deve essere scelta tra i soci cooperatori ovvero fra le persone designate dai soci cooperatori persone giuridiche Se adottato il sistema dualistico, i possessori di strumenti finanziari non possono eleggere pi di un terzo dei componenti del consiglio di sorveglianza e del consiglio di gestione; e i componenti del consiglio di sorveglianza scelti dai soci cooperatori devono essere soci cooperatori. Se invece adottato il sistema monistico, agli amministratori eletti dai possessori di strumenti finanziari, non superiori comunque ad un terzo, non possono essere attribuite deleghe operative; n gli stessi possono far parte del comitato esecutivo. Quanto al collegio sindacale, la nomina dello stesso nelle cooperative obbligatoria: negli stessi casi in cui obbligatoria nella s.r.l. (quando la societ ha un capitale non inferiore a quello minimo della s.p.a., o quando sono superati per due esercizi consecutivi due dei limiti indicati dal 2435-bis per la redazione del bilancio in forma abbreviata) quando la cooperativa ha emesso strumenti finanziari partecipativi. Per la nomina del collegio sindacale, lo statuto pu attribuire il diritto di voto (non per teste ma) proporzionalmente alle quote o azioni possedute ovvero in ragione della partecipazione allo scambio mutualistico. prassi consolidata la previsione negli statuti delle cooperative di un ulteriore organo sociale: il collegio dei probiviri: a tale organo affidata la risoluzione di eventuali controversie fra soci o fra soci e societ, riguardanti il rapporto sociale o la gestione mutualistica. In mancanza di espressa previsione statutaria, il provvedimento del collegio dei probiviri non ha il valore di un lodo arbitrale e non preclude quindi il ricorso allautorit giudiziaria La vigilanza governativa Il controllo giudiziale Le societ cooperative sono sottoposte al controllo dellautorit governativa, finalizzata allaccertamento dei requisiti mutualistici e ad assicurare il regolare funzionamento amministrativo e contabile. Eccezion fatta per alcune categorie di cooperative, la vigilanza spetta al Ministero delle attivit produttive ed esercitata tramite revisioni ordinarie (biennali) ed ispezioni straordinarie, disposte quando se ne ravvisa lopportunit. In caso di irregolare funzionamento della societ, lautorit governativa pu revocare amministratori e sindaci ed affidare la gestione della cooperativa ad un commissario governativo. Inoltre, lautorit governativa pu disporre: - la liquidazione coatta amministrativa della coop. in caso di insolvenza - lo scioglimento della cooperativa se, a suo giudizio, non in grado di raggiungere gli scopi per cui stata costituita, oppure se per due anni consecutivi non ha depositato il bilancio di esercizio o non ha compiuto atti di gestione. Anche le societ cooperative sono assoggettate al controllo giudiziario sulla gestione previsto dal 2409 per la s.p.a.

Legittimati al ricorso sono i soci titolari del decimo del capitale sociale, ovvero un decimo del numero complessivo dei soci, ridotto ad un ventesimo per le cooperative che hanno pi di 3000 soci. Nel procedimento deve essere sentita anche lautorit di vigilanza governativa ed il tribunale dichiara improcedibile il ricorso se questultima ha gi nominato un ispettore od un commissario. Viceversa, lautorit di vigilanza sospende il procedimento amministrativo se il tribunale ha nominato un ispettore od un amministratore giudiziario. Bilancio Utili - Ristorni La formazione del bilancio di esercizio delle societ cooperative integralmente assoggettata alla disciplina dettata per la s.p.a.; richiesto per che nella relazione al bilancio gli amministratori e i sindaci specifichino i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico e motivino le decisione assunte sullammissione di nuovi soci. Le cooperative di maggior dimensione e quello che emettono obbligazioni devono sottoporre il bilancio a revisione obbligatoria da parte di una societ di revisione. Regole specifiche sono dettate per la destinazione degli eventuali utili prodotti la percentuale degli utili netti annuali da destinare a riserva legale sei volte pi elevata rispetto alla s.p.a.: il 30% anzich il 5%. vi lobbligo di destinare il 3% degli utili netti annuali ad appositi fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, costituiti e gestiti dalle associazioni nazionali di rappresentanza del movimento cooperativo. sono posti limiti alla distribuzione tra i soci degli utili residui. Per tutte le cooperative non quotate vale la regola che possono essere distribuiti dividendi solo se il rapporto fra patrimonio netto e complessivo indebitamento della societ superiore ad un quarto; ma questo limite non si applica ai possessori di strumenti finanziari Lattuale disciplina introduce poi una netta distinzione tra societ cooperative a mutualit prevalente ed altre societ cooperative: per le societ cooperative sufficiente che latto costitutivo fissi la percentuale massima dei dividendi che possono essere ripartiti tra i soci sovventori. per le societ cooperative a mutualit prevalente, gli statuti di tali societ devono prevedere: - il divieto di distribuire dividendi in misura superiore allinteresse massimo dei buoni fruttiferi postali aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato; lassemblea pu tuttavia destinare una ulteriore quota degli utili di esercizio ad aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto e versato in modo da rivalutare la quota di partecipazione dei soci - il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore al due per cento rispetto a tale limite massimo; - il divieto di distribuire le riserve tra i soci cooperatori; - lobbligo di devolvere in caso di scioglimento della societ lintero patrimonio sociale, dedotto solo il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. Sulla quota di utili che residua dopo tali destinazioni (riserva legale, fondi mutualistici, utili ai soci nei limiti sopra indicati) decide lassemblea che ne pu prevedere: - lassegnazione ad altre riserve o fondi - le distribuzione ai soci (perdendo per le agevolazioni fiscali) - la destinazione a fondi mutualistici Dagli utili (remunerazione del capitale) vanno tenuti distinti i ristorni che costituiscono lo strumento per attribuire ai soci il vantaggio mutualistico in modo differito: la cooperativa pratica ai soci

condizioni identiche a quelle di mercato e distribuisce poi periodicamente agli stessi somme di denaro in proporzione dei rapporto dio scambio di ciascun socio con la cooperativa i ristorni quindi costituiscono rimborso ai soci di parte del prezzo pagato per i beni o servizi acquistati dalla cooperativa (cooperativa di consumo) a prezzo di mercato, ovvero integrazione della retribuzione corrisposta dalla cooperativa per le prestazioni del socio (cooperative di produzione e di lavoro). Alle somme distribuite ai soci a titolo di ristorno non sono applicabili le limitazioni che la legge pone alla distribuzione degli utili. I ristorni possono essere distribuiti anche mediante aumento gratuito del capitale sociale ovvero mediante lemissione di strumenti finanziari. Variazioni dei soci e del capitale sociale Per le modificazioni dellatto costitutivo valgono le regole procedimentali dettate per la s.p.a e per la s.r.l. a seconda della disciplina a cui fa riferimento la cooperativa: sar quindi in ogni caso necessaria la deliberazione dellassemblea, il controllo notarile e liscrizione nel registro delle imprese. Le societ cooperative sono societ a capitale variabile: il capitale sociale non determinato in un ammontare prestabilito e quindi le variazioni del capitale sociale conseguenti allaumento o alla diminuzione del numero dei soci non comportano modificazioni dellatto costitutivo. Una modifica dellatto costitutivo si verifica solo con un aumento del capitale sociale a pagamento e con il conseguente riconoscimento ai soci del diritto di opzione. Estremamente semplificato quindi il procedimento per lammissione di nuovi soci (cooperatori), non dovendosi ogni volta procedere ad una modifica dellatto costitutivo (c.d. porta aperta). Lammissione infatti deliberata dagli amministratori, su domanda dellinteressato, e la delibera di ammissione annotata a cura degli stessi amministratori nel libro dei soci. Il nuovo socio deve versare, oltre limporto delle quote o delle azioni sottoscritte, anche il sovrapprezzo eventualmente determinato dallassemblea in sede di approvazione del bilancio su proposta degli amministratori. Nel caso in cui gli amministratori non accolgano la domanda di ammissione, essi sono per tenuti a motivare entro sessanta giorni la deliberazione di rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli interessato; entro sessanta giorni dalla comunicazione linteressato pu chiedere che sullistanza si pronunci lassemblea. La regolarit delle procedure di ammissione dei nuovi soci soggetta al controllo dellautorit di vigilanza, che pu diffidare la cooperativa a rimuovere le irregolarit accertate e, se questa non si adegua, sottoporla a gestione commissariale. Lattuale disciplina consente poi che latto costitutivo preveda, determinandone diritti ed obblighi, una categoria speciale di soci cooperatori che devono seguire un periodo di formazione. Nella societ cooperativa costituiscono cause di riduzione del numero dei soci e del capitale: il recesso lesclusione la morte del socio. Il recesso ammesso per legge: quando latto costitutivo vieta la cessione delle quote o delle azioni; nei casi previsti per la s.p.a. (o per la s.r.l.). ulteriori cause di recesso possono poi essere stabilite dallatto costitutivo. La dichiarazione di recesso deve essere comunicata per raccomandata alla societ e gli amministratori devono esaminarla tempestivamente comunicando immediatamente al socio se ritengono che non

sussistano i presupposti del recesso; in tal caso il socio pu proporre opposizione innanzi al tribunale entro sessanta giorni dalla comunicazione. La dichiarazione di recesso ha effetto: - per quanto riguarda il rapporto sociale dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda. - per quanto riguarda invece i rapporti mutualistici ha effetto con la chiusura dellesercizio sociale in corso, se comunicata alla societ 3 mesi prima. Lesclusione pu essere disposta dalla societ: - in caso di mancato pagamento delle quote o delle azioni; - nei casi previsti per le societ di persone; - per gravi inadempienze del socio; - per mancanza o perdita dei requisiti previsti per la partecipazione alla societ. - specifiche cause di esclusione possono poi essere introdotte dallatto costitutivo. Lesclusione deve essere deliberata dagli amministratori o, se latto costitutivo lo prevede, dallassemblea; la deliberazione di esclusione (motivata) deve essere comunicata al socio che pu proporre opposizione innanzi al tribunale entro sessanta giorni dalla comunicazione; il tribunale pu sospendere lesecuzione della delibera. Effetti: lesclusione immediatamente efficace anche sui rapporti mutualistici pendenti, determinandone lo scioglimento In caso di morte del socio, il rapporto sociale si scioglie, salvo che latto costitutivo disponga la continuazione della societ con gli eredi purch gli stessi siano provvisti dei requisiti per lammissione alla societ. La liquidazione della quota avviene secondo i criteri stabiliti nellatto costitutivo assumendo come base il bilancio dellesercizio in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente al socio. Lo scioglimento della societ Valgono per le societ cooperative le cause di scioglimento previste per le societ di capitali, con la sola differenza che solo la perdita totale del capitale causa di scioglimento, essendo le coop societ a capitale variabile. Sono poi cause specifiche di scioglimento: - la riduzione dei soci al di sotto del numero minimo di 9 (o 3), se questo non reintegrato entro un anno - la liquidazione coatta amministrativa disposta dallautorit governativa. Procedimento di liquidazione lunica peculiarit sta nel fatto che in caso di irregolarit o di eccessivo ritardo nello svolgimento della liquidazione, lautorit di vigilanza pu sostituire i liquidatori o, se essi sono stati nominati dal tribunale, chiedere a questo la sostituzione.

Destinazione del residuo attivo: nelle coop a mutualit prevalente linterno patrimonio sociale netto, dedotti solo il capitale versato e rivalutato ed i dividendi eventualmente maturati, deve essere devoluto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. Anche le societ cooperative possono dar vita ad organizzazioni di gruppo. I consorzi di cooperative

Sono forme di organizzazione collettiva cui la societ cooperative ricorrono per raggiungere un maggior grado di efficienza e di competitivit sul mercato. La legge Basevi ne prevede tre diversi tipi: a) consorzi di cooperative per lesercizio in comune di attivit economica sono in realt vere e proprie societ cooperative b) consorzi di cooperative ammissibili composte da societ cooperative (di II grado) ai pubblici appalti c) consorzi fra societ cooperative per il sono veri e propri consorzi fra imprenditori, regolati coordinamento della produzione e dagli artt. 2602 ss. C.C.; godono tuttavia di particodegli scambi lari agevolazioni fiscali e se svolgono attivit esterna sono soggetti alla vigilanza prevista per le coop Il gruppo cooperativo paritetico La regola una testa un voto rende per difficile che la direzione coordinata di pi imprese cooperative si fondi su un rapporto di controllo e quindi di subordinazione di una societ rispetto alle altre (c.d. gruppo verticale). perci pi diffuso nella pratica che il gruppo cooperativo trovi fondamento in un accordo contrattuale, inquadrabile nello schema del consorzio fra imprenditori con cui pi societ cooperative si impegnano stabilmente a conformarsi ad una direzione unitaria che ciascuno concorre a determinare su un piano di parit rispetto alle altre Al pari di ogni gruppo paritetico, il gruppo cooperativo paritetico in primo luogo soggetto alla disciplina generale in tema di attivit di direzione e coordinamento, in forza dellart 2497-septies. La legge poi (art 2545-septies) fissa il contenuto minimo del relativo contratto, richiedendo che siano indicate la durata, la cooperativa o le cooperative cui affidata la direzione del gruppo ed i relativi poteri, i criteri di compensazione e lequilibrio nella distribuzione dei vantaggi derivanti dallattivit comune. Il contratto deve essere depositato in forma scritta presso lalbo delle societ cooperative. LE MUTUE ASSICURATRICI Le mutue assicuratrici, o societ di mutua assicurazione, sono societ cooperative caratterizzate dalla stretta interdipendenza che per legge esiste fra la qualit di socio e la qualit di assicurato: non si pu acquistare la qualit di socio se non assicurandosi presso la societ, e viceversa si perde la qualit di socio con lestinguersi dellassicurazione.
Questo principio differenzia nettamente le mutue assicuratrici rispetto alle comuni cooperative di assicurazione: in queste ultime si pu essere assicurati senza diventare soci, ed il socio ha diritto alle prestazioni assicurative solo se ed in quanto stipula un distinto ed autonomo contratto di assicurazione con la societ; inoltre, le vicende del rapporto di assicurazione non incidono necessariamente sul rapporto sociale. Tutto allopposto si verifica invece nelle mutue assicuratrici.

Nelle mutue assicuratrici per le obbligazioni sociali risponde solo la societ col proprio patrimonio. I soci assicurati sono obbligati verso la societ al pagamento di contributi, che costituiscono nel contempo conferimento e premio di assicurazione. Il patrimonio sociale pu essere insufficiente per lesercizio dellattivit assicurativa: per superare questo ostacolo latto costitutivo pu prevedere la costituzione di fondi di garanzia per il pagamento delle indennit mediante speciali conferimenti da parte dei soci assicurati o di terzi, attribuendo anche a questi ultimi la qualit di socio. Coesistono quindi due categorie di soci: soci assicurati e soci sovventori Per il resto il legislatore rinvia alla disciplina delle imprese di assicurazione e alle norme stabilite per le societ cooperative in quanto compatibili (2547)

LA TRASFORMAZIONE La trasformazione il cambiamento del tipo di societ o il passaggio da una societ di capitali ad altro tipo di ente giuridico o comunione dazienda e viceversa Regole delle continuit dei rapporti giuridici con la trasformazione lente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dellente che ha effettuato la trasformazione (2498)

La trasformazione omogenea il passaggio da un tipo ad altro tipo di societ, nellambito delle societ lucrative. Il cambiamento del tipo di societ trattato dalla legge come una modifica dellatto costitutivo: con la trasformazione cambia lintero assetto organizzativo della societ. Non si ha per estinzione della societ preesistente e nascita di una nuova societ; la stessa societ che continua a vivere in una rinnovata veste giuridica e che conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dellente che ha effettuato la trasformazione. Discorso diverso per la trasformazione che comporta mutamento dello scopo economico della societ ed in particolare per la trasformazione di societ lucrative in societ mutualistiche e viceversa (trasformazione di cooperative) Societ cooperative a mutualit prevalente Espressamente vietata era e resta la trasformaziosociet lucrative ne di una societ cooperativa a mutualit prevalente in societ lucrativa, anche se tale trasformazione sia deliberata allunanimit. societ lucrative o consorzi invece consentita la trasformazione delle altre societ cooperative in societ lucrative od in consorzi.

Altre societ coop

Si ha poi trasformazione eterogenea nel passaggio di societ di capitali in: - consorzi - societ consortili - societ cooperative - comunioni di azienda - associazioni no riconosciute e fondazioni E espressamente prevista anche la trasformazione di: - consorzi - societ consortili in societ di capitali - comunioni di azienda - associazioni riconosciute e fondazioni La trasformazione (omogenea o eterogenea) pu avvenire anche in pendenza di procedura concorsuale, purch non vi sia incompatibilit con le finalit e lo stato della stessa. La trasformazione omogenea: il procedimento di trasformazione La trasformazione omogenea deve essere deliberata secondo le modalit previste per le modificazioni dellatto costitutivo e con losservanza delle relative maggioranze. societ di persone societ di capitali, se latto costitutivo non dispone diversamente, sufficiente il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la partecipazione attribuita a ciascuno negli utili. Al socio che non ha concorso alla decisione per riconosciuto diritto di recesso.

societ di capitali ?

invece necessaria una delibera dellassemblea straordinaria. Nelle s.p.a. non quotate la delibera da adottare con le maggioranze rafforzate; in quelle quotate si applicano le normali maggioranze della assemblea straordinaria. I soci che non hanno concorso alla deliberazione hanno diritto di recesso.

La delibera di trasformazione deve rispondere ai requisiti di forma e di contenuto previsti per latto costitutivo del tipo di societ prescelto. Devono inoltre essere rispettate le ulteriori regole previste per la costituzione della societ che risulta dalla trasformazione. - nel caso di trasformazione di societ di capitali gli amministratori devono predisporre una relazione per illustrare motivazione ed effetti della trasformazione; copia della relazione deve essere depositata presso la sede della societ nei trenta giorni che precedono lassemblea e i soci possono prenderne visione - nel caso di trasformazione di societ di persone in societ di capitali la relativa delibera deve risultare da atto pubblico e deve contenere le indicazioni prescritte dalla legge per latto costitutivo del tipo di societ prescelto. Inoltre, alla delibera di trasformazione deve essere allegata una relazione giurata di stima del patrimonio sociale, redatta secondo le norme stabilite per i conferimenti in natura nella s.p.a. o nella s.r.l. e il capitale sociale della societ che risulta dalla trasformazione non dovr essere superiore al patrimonio netto risultante dalla relazione di stima La delibera di trasformazione in societ di capitali, al pari dellatto costitutivo, soggetta a controllo di legittimit da parte del notaio che ha redatto il verbale e ad iscrizione nel registro delle imprese. Con tale iscrizione il procedimento di trasformazione si completa e la trasformazione produce i suoi effetti. Altre societ coop Societ lucrative Per la trasformazione di societ cooperative, diverse da quelle a mutualit prevalente, in societ di persone o di capitali richiesto il voto favorevole di almeno la met dei soci; quando i soci sono meno di 50 richiesto il voto favorevole dei due terzi, mentre quando i soci sono pi di 10000 richiesto il 20% dei soci per il quorum costitutivo ed il voto favorevole dei due terzi dei soci presenti o rappresentati

Lattuale disciplina per impone di devolvere ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione il valore effettivo del patrimonio esistente alla data della trasformazione, dedotti solo il capitale versato e rivalutato e i dividendi non ancora distribuiti. Invalidit della deliberazione: completati gli adempimenti pubblicitari prescritti, linvalidit della trasformazione non pu essere pi pronunciata. Resta tuttavia salvo il diritto al risarcimento dei danni da parte dei soci o dei terzi danneggiati dalla trasformazione. La responsabilit dei soci La trasformazione pu comportare un mutamento del regime di responsabilit dei soci. Responsabilit limitata Responsabilit illimitata Se in seguito alla trasformazione i soci assumono responsabilit illimitata per le obbligazioni sociali (ad es. trasformazione di una s.p.a. in collettiva), comunque richiesto il consenso dei soci che assumono responsabilit illimitata. Tale responsabilit opera anche per le obbligazioni anteriori alla trasformazione.

Responsabilit illimitata Responsabilit limitata

Se invece a seguito della trasformazione viene meno la responsabilit illimitata di tutti o di alcuni dei soci, i soci non sono liberati dalla responsabilit per le obbligazioni sociali anteriori alliscrizione della delibera di trasformazione nel registro delle imprese.

Per favorire la trasformazione introdotta una disciplina che agevola la liberazione dei soci: il consenso dei creditori alla trasformazione vale come consenso alla liberazione di tutti i soci a responsabilit illimitata; il consenso alla trasformazione (e quindi alla liberazione dei soci) si presume, se ai singoli creditori stata comunicata per raccomandata (o con altri mezzi che garantiscono la prova dellavvenuto ricevimento) la delibera di trasformazione ed essi non hanno negato espressamente la loro adesione, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione; il silenzio vale quindi assenso Il permanere della responsabilit sei soci comporta il loro assoggettamento al fallimento, purch linsolvenza sia dovuta, in tutto o in parte, a debiti risalenti al periodo anteriore alla trasformazione. In ogni caso comunque il fallimento della societ pu essere esteso ai soci solo se dichiarato entro un anno dalla trasformazione, purch siano state osservate le formalit (iscrizione nel registro) necessarie per rendere la stessa opponibile ai terzi. La trasformazione eterogenea Trasformazione di societ di capitali Una societ di capitali pu trasformarsi in consorzi, societ consortili, societ cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni. Non invece in associazione riconosciuta. Si applica in quanto compatibile la disciplina della trasformazione omogenea di societ di capitali, ma sono richieste maggioranza pi elevate: il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto. necessario inoltre il consenso dei soci che assumono responsabilit illimitata. Trasformazione in societ di capitali Pi articolata la disciplina della trasformazione eterogenea in societ di capitali prevista per i consorzi, le societ consortili, le comunioni di azienda, le associazioni riconosciute e le fondazioni. Nei consorzi la trasformazione deve essere deliberata dalla maggioranza assoluta dei consorziati. Nelle comunioni di azienda da tutti i partecipanti alla comunione. Nelle societ consortili e nelle associazioni con le maggioranze richieste per lo scioglimento anticipato. La trasformazione delle fondazioni infine disposta dallautorit governativa. Latto di trasformazione in societ di capitali deve risultare da atto pubblico e deve contenere le indicazioni previste dalla legge per latto di costituzione dl tipo adottato; in particolare dovr contenere lenunciazione di uno scopo lucrativo (o consortile), salvo che la societ risultante dalla trasformazione abbia i requisiti per essere qualificata impresa sociale. Latto si trasformazione soggetto alla pubblicit richiesta per la cessazione dellente che effettua la trasformazione, sia alla pubblicit richiesta per le costituzione dellente o del tipo societario adottato Diversamente da quanto previsto per la trasformazione omogenea, le trasformazioni eterogenee hanno effetto solo dopo che siano decorsi 60 giorni dallultimo adempimento pubblicitario richiesto. Entro tale termine i creditori dellente che si trasforma possono proporre opposizione alla trasformazione, con gli effetti previsti dalla disciplina della riduzione facoltativa del capitale.

LA FUSIONE La fusione lunificazione di due o pi societ in una sola. Essa pu essere realizzata in due diversi modi: . fusione in senso stretto: con la costituzione di una nuova societ, che prende il posto di tutte le societ che si fondono; . fusine per incorporazione: mediante assorbimento in una societ preesistente di una o pi altre societ. La fusione pu aver luogo sia fra societ dello stesso tipo (fusione omogenea), sia fra societ di tipo diverso (fusione eterogenea), sia fra societ ed enti di tipo diverso nei limiti consentiti dalla disciplina della trasformazione eterogenea. La fusione tra societ eterogenee comporta anche la trasformazione di una o pi delle societ che si fondono. Per le fusioni eterogenee valgono perci gli stessi limiti esposti per la trasformazione. Inoltre, per le societ di tipo diverso da quella risultante dalla fusione nellattuazione delloperazione dovranno essere rispettate anche le norme sulla trasformazione. La fusione determina la riduzione ad unit dei patrimoni delle singole societ e la confluenza dei rispettivi soci in ununica struttura organizzativa che continua lattivit di tutte le societ preesistenti. La societ incorporante o che risulta dalla fusione assumono i diritti e gli obblighi delle societ partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loto rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione. Il procedimento di fusione si articola in tre fasi essenziali: 1) il progetto di fusione 2) la delibera di fusione 3) latto di fusione. Il progetto di fusione Gli amministratori delle diverse societ partecipanti alla fusione devono redigere un progetto di fusione nel quale sono fissate le condizioni e le modalit delloperazione da sottoporre allapprovazione dellassemblea. Il progetto di fusione, formalmente predisposto dallorgano amministrativo di ciascuna societ, deve avere identico contenuto per tutte le societ partecipanti alla fusione e dallo stesso devono risultarle seguenti indicazioni: - il tipo, la denominazione o ragione sociale, la sede delle societ partecipanti alla fusione; - latto costitutivo della nuova societ risultante dalla fusione o di quella incorporante, con lindicazione in questultimo caso delle eventuali modifiche rese necessarie dalla fusione; - il rapporto di cambio delle azioni o quote. - le modalit di assegnazione delle azioni o quote della societ che risulta dalla fusione o di quella incorporante - la data dalla quale tali azioni o quote partecipano agli utili (di regola anticipata allinizio dellesercizio in cui la fusione si perfeziona) - la data a decorrere dalla quale le operazioni delle societ partecipanti alla fusione sono imputate al bilancio della societ che risulta dalla fusione o di quella incorporante - il trattamento eventualmente riservato a particolari categorie di azioni ed ai possessori di titoli diversi dalle azioni - i vantaggi particolari eventualmente proposti a favore degli amministratori delle societ partecipanti alla fusione Il progetto di fusione deve essere iscritto nel registro delle imprese del luogo ove hanno sede le societ partecipanti alla fusione.

prescritta la redazione preventiva di altri tre documenti: - la situazione patrimoniale: Gli amministratori di ciascuna delle societ partecipanti alla fusione devono redigere una situazione patrimoniale aggiornata della propria societ, con losservanza delle norme sul bilancio di esercizio; quindi rispettando non solo la struttura (stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa), ma anche i criteri prudenziali di valutazione per questultimo stabiliti. Si tratta in sostanza di un vero e proprio bilancio di esercizio infraannuale (c.d. bilancio di fusione) - la relazione degli amministratori: la legge si astiene dal fissare criteri per la determinazione del rapporto di cambio; criteri che restano quindi affidati alla discrezionalit tecnica (ma non allarbitrio) degli amministratori. Gli amministratori delle societ partecipanti alla fusione devono redigere una relazione (unica per tutte le societ) la quale illustri e giustifichi il progetto di fusine e in particolare il rapporto di cambio. - la relazione degli esperti: inoltre prescritto che per ciascuna societ partecipante alla fusione uno o pi esperti, designati dal tribunale, devono redigere una relazione sulla congruit del rapporto di cambio ed esprimere un parere sulladeguatezza del metodo o dei metodi seguiti dagli amministratori per la determinazione dello stesso. Il progetto di fusione, le relazioni degli amministratori e degli esperti, le situazioni patrimoniali di tutte le societ partecipanti alla fusione ed inoltre i bilanci degli ultimi tre esercizi delle stesso, devono restare depositati in copia presso le sedi di ciascuna della societ partecipanti alla fusione durante i trenta giorni che precedono lassemblea; i soci possono prenderne visione. Le fusioni semplificate: la fese preparatoria ammette semplificazioni quando: - alla fusione non partecipano societ con capitale rappresentato da azioni - una societ deve incorporarne unaltra di cui possiede tutte le quote o azioni: la fusione avviene in genere senza emissione di nuove quote o azioni e quindi il codice consente di omettere nel progetto di fusione le indicazioni riguardanti il rapporto di cambio, le modalit di assegnazione delle nuove partecipazioni e la data dalla quale tali azioni partecipano agli utili; non necessaria la redazione delle relazioni degli amministratori e degli esperti - lincorporante possiede almeno il 90% del capitale della societ da incorporare: si consente di omettere la relazione degli esperti qualora venga concesso agli altri soci della societ incorporata il diritto di far acquistare le loro azioni o quote dalla societ incorporante per un corrispettivo determinato alla stregua dei criteri previsti per il recesso Fusione a seguito di acquisizione con indebitamento Si tratta di fusione realizzata nellambito di un c.d. leveraged buyuot, particolare tecnica per lacquisto del controllo di una societ; chi intende acquisire il controllo delle societ costituisce unapposita s.p.a. con modesto capitale sociale, che ottiene un cospicuo prestito utilizzato nellacquisto delle azioni della societ bersaglio. Conseguito il controllo di questultima, viene deliberata la fusione per incorporazione della stessa nella societ acquirente ed il finanziamento da questa ottenuto rimborsato con gli utili futuri della societ bersaglio incorporata e/o con la vendita di parte delle attivit della stessa La restituzione del prestito sostanzialmente garantita dal patrimonio della societ bersaglio, ma non pu certo dirsi che ci sia stata una garanzia in senso tecnico: non vi quindi diretta violazione dellart 2358 Non sono per applicabili le semplificazioni procedurali previste in tema di incorporazione di societ interamente controllata, o controllata al novanta per cento La delibera di fusione

La fusione viene decisa da ciascuna delle societ che vi partecipano mediante lapprovazione del relativo progetto; le decisione di fusione pu apportare modifiche al progetto, ma necessarie che siano approvate da tutte le societ che partecipano alla fusione. Per lapprovazione vanno rispettate le norme dettate per le modificazioni dellatto costitutivo. - nelle societ di persone: sufficiente la maggioranza dei soci calcolata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili. Al socio che non abbia consentito alla fusione riconosciuto diritto di recesso dalla societ. - nelle societ di capitali: in casi di fusione omogenea la fusione deve essere deliberata dallassemblea straordinaria con le normali maggioranze e il diritto di recesso riconosciuto solo per la s.r.l.; in caso di fusione eterogenea nelle non quotate devono essere osservate le maggioranze rafforzate stabilite per la trasformazione e i soci che non hanno concorso alla deliberazione avranno diritto di recesso; Le delibere di fusione delle singole societ devono essere iscritte nel registro delle imprese, previo controllo di legalit da parte del notaio verbalizzante se la societ risultante dalla fusione una societ di capitali. La tutela dei creditori sociali La fusione pu pregiudicare la posizione dei creditori delle societ partecipanti: attuata la fusione, tutti concorreranno sullunico patrimonio risultante dallunificazione dei patrimoni delle singole societ e questo pu danneggiare i creditori delle societ pi solide perci stabilito che la fusione pu essere attuata solo dopo che siano trascorsi 60 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese dellultima delibera delle societ che vi partecipano: entro tale termine, ogni creditore anteriore alla pubblicazione del progetto di fusione pu proporre opposizione alla fusione. Lopposizione sospende lattuazione della fusione fino allesito del relativo giudizio. Il tribunale pu per disporre che la fusine abbia ugualmente luogo, previa prestazione da parte della societ di idonea garanzia a favore dei soli creditori opponenti. Il rispetto del termine di sessanta giorni non per necessarie se risulta: - il consenso di tutti i creditori anteriori alla pubblicazione del progetto di fusione - il pagamento dei creditori che non hanno dato il consenso o il deposito delle somme corrispondenti presso un istituto di credito Se alla fusione partecipano societ con soci a responsabilit illimitata e la societ risultante dalla fusione una societ di capitali, resta ferma la responsabilit personale dei soci delle prime per le obbligazioni anteriori alla fusione. La liberazione degli stessi potr perci aversi solo col consenso dei creditori. Latto di fusione Il procedimento di fusione si conclude con la stipulazione dellatto di fusione da parte dei legali rappresentanti delle societ interessate, che danno cos attuazione alle delibere assembleari. Forma: latto di fusione deve essere sempre redatto per atto pubblico. Pubblicit: latto di fusione deve essere iscritto nel registro delle imprese dei luoghi ove posta la sede di tutte le societ partecipanti alla fusione e di quello, eventualmente diverso, della societ risultante dalla fusione. Effetti: essi decorrono dallultima iscrizione nel registro delle imprese, che deve essere quella della

societ incorporante o della nuova societ risultante dalla fusione; ad essa va riconosciuta efficacia costitutiva degli effetti della fusione si produce lunificazione soggettiva e patrimoniale delle diverse societ: la societ risultante dalla fusione assume tutti i diritti e gli obblighi di quelle partecipanti, che si estinguono. Postdatazione: nelle fusione per incorporazione (ma non in quella in senso stretto) p consentito stabilire per tutti gli effetti una data di decorrenza successiva a quella sopra indicata Retrodatazione: gli effetti a rilievo reale (unificazione delle societ e dei patrimoni) non possono essere fatti retroagire convenzionalmente; invece ammessa: - la retrodatazione contabile, che consiste nellimputare al bilancio della societ risultante dalla fusione le operazioni delle societ partecipanti alla fusione prima che la stessa si perfezioni - la retrodatazione della data a decorrere dalla quale le azioni o quote ricevute dai soci delle societ che si estinguono partecipano agli utili Per quanto riguarda la redazione del primo bilancio successivo alla fusione, in linea di principio, devono essere recepiti i valori delle attivit e passivit come risultano dalle scritture contabili delle societ che partecipano alla fusione alla data di efficacia della fusione medesima. Uno scostamento da tali valori per consentito in due casi: 1) disavanzo di fusione: - disavanzo da con cambio: la societ incorporante assegna ai soci dellincorporata partecipazioni per un valore complessivamente superiore al valore che ha il patrimonio netto dellincorporata al momento della fusione - disavanzo da annullamento: la societ incorporante ha acquistato ed iscritto nei propri bilanci, prima della fusione, la partecipazione nellincorporata per un importo superiore al valore che ha il patrimonio netto dellincorporata al momento della fusione Lattuale disciplina consente di rivalutare nel bilancio successivo alla fusione i cespiti della societ incorporata se e nella misura in cui esistano plusvalori non rilavati dalle precedenti scritture contabili; il disavanzo di fusione deve essere imputato ai singoli elementi dellattivo sottostimati o del passivo sovrastimati e, per la differenza, ad avviamento 2) avanzo di fusione: lincorporante ha acquistato e iscritto nei propri bilanci, prima della fusione, (da annullamento) la partecipazione nellincorporata per un prezzo inferiore al valore che il patrimonio netto dellincorporata ha al momento della fusione La differenza va iscritta in una apposita voce del patrimonio netto del bilancio successivo alla fusione, ovvero, se la stessa dovuta a previsione di risultati economici sfavorevoli (avviamento negativo) in una voce dei fondi per rischi e oneri. Linvalidit della fusione Una volta eseguite le iscrizione dellatto di fusione prescritte per legge, linvalidit dellatto di fusione non pu essere pi pronunciata. E ci senza eccezione alcuna. Resta salvo solo il diritto al risarcimento dei danni eventualmente spettante ai soci od ai terzi danneggiati dalla fusione, che potranno a tal fine agire nei confronti degli amministratori delle societ partecipanti alla fusione e/o della societ risultante dalla stessa. Essi quindi per proporre impugnativa di fronte allautorit giudiziaria hanno a disposizione solo lintervallo di tempo che va dalla delibera di fusione allultima iscrizione dellatto di fusione.

LA SCISSIONE Con la scissione il patrimonio di una societ scomposto e trasferito in tutto od in parte ad altre societ (preesistenti o di nuova costituzione), con contestuale assegnazione ai soci della prima di azioni o quote delle societ beneficiarie del trasferimento patrimoniale. Con la scissione si ha, quindi, la suddivisione di un unico patrimonio sociale e di ununica compagine societaria in pi societ. Fermi restando i tratti caratterizzanti sopra enunciati trasferimento patrimoniale da una societ ad altre ed assegnazione delle azioni o quote corrispondenti ai soci della societ che si scinde la scissione pu assumere forme diverse. Scissione totale: lintero patrimonio della societ che si scinde viene trasferito a pi societ. La prima societ perci si estingue senza che si abbia liquidazione della stessa. Scissione parziale: solo parte del patrimonio della societ che si scinde viene trasferita ad una o pi altre societ. La societ scissa resta perci in vita. Scissione in senso stretto: beneficiarie della scissione sono societ di nuova costituzione, che nascono per gemmazione dalla societ che si scinde. Scissione per incorporazione: beneficiarie della scissione sono una o pi societ preesistenti, che vedono nel contempo incrementati il loro patrimonio e la compagine sociale per lingresso dei soci della societ scissa. Come per la fusione, espressamente stabilito che alla scissione non possono partecipare societ in liquidazione che abbiano iniziato la distribuzione dellattivo. Scorporo: le azioni o quote della societ beneficiaria sono attribuite alla stessa societ scissa; si fuori dallambito della scissione e non applicabile la relativa disciplina Il procedimento Progetto di scissione Gli amministratori delle societ partecipanti alla scissine (e quindi anche quelli delle societ beneficiarie se preesistenti) devono redigere un unitario progetto di scissione, sottoposto alla stessa pubblicit prevista per il progetto di fusione. Oltre le indicazioni stabilite per questultimo, il progetto di scissione deve contenere: lesatta descrizione degli elementi patrimoniali (attivit e passivit) da trasferire a ciascuna delle societ beneficiarie e delleventuale conguaglio in danaro; Nella scissione totale, le attivit di incerta attribuzione sono ripartite fra le societ beneficiarie in proporzione della quota di patrimonio netto trasferita a ciascuna di esse. Delle passivit di dubbia imputazione rispondono invece in solido tutte le societ beneficiarie. Nella scissione parziale, invece, le relative attivit restano in testa alla societ trasferente. Delle passivit rispondono in solido sia questa sia le societ beneficiarie. i criteri di distribuzione ai soci delle azioni o quote delle societ beneficiarie. Se i ciascun socio non attribuito un pacchetto di azioni o quote di tutte le societ beneficiarie oppure se si prevede lattribuzione delle azioni o quote ai soci in misura non proporzionale alla loro partecipazione originaria, i soci che non approvano la scissione hanno il diritto di far acquistare le proprie partecipazioni dai soggetti indicati nel progetto di scissione per un corrispettivo determinato secondo le norme in tema di recesso

Ulteriore documentazione: per la situazione patrimoniale, la relazione degli amministratori e quella degli esperti, integralmente richiamata la disciplina della fusione. Gli amministratori possono per essere esonerati dalla redazione di tali documenti con il consenso unanime dei soci e dei possessori di strumenti finanziari con diritto di voto. Altre fasi Rinvio alla disciplina della fusione si ha anche per le altre fasi del procedimento di scissione: delibera di scissione, pubblicit, opposizione dei creditori e stipula dellatto di scissione. Fasi queste che devono essere percorse anche dalle societ beneficiarie qualora si tratti di societ preesistenti. Se invece beneficiarie della scissione sono societ di nuova costituzione, latto di scissione, da redigere sempre per atto pubblico, vale anche come atto (contratto) costitutivo delle stesse. La scissione diventa efficace a partire dalla data in cui stata eseguita lultima iscrizione dellatto di scissione nel registro delle imprese in cui sono iscritte le societ beneficiarie. Ciascuna societ solidalmente responsabile, nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa assegnato o rimasto, dei debiti della societ scissa non soddisfatti dalla societ cui fanno carico. Vale infine per linvalidit dellatto di scissione la stessa disciplina dettata per la fusione.

LA SOCIET EUROPEA La Societ europea (SE) un nuovo tipo societario, predisposto dallUnione Europea per offrire ad imprese o gruppi di imprese operanti in pi Stati membri la possibilit di organizzarsi in una forma giuridica uniformemente regolata in tutti gli ordinamenti nazionali comunitari.
Tramite la costituzione di una societ europea, societ di capitali di paesi diversi possono fondersi, superando gli ostacoli posti dallassenza di una disciplina delle fusioni transfrontaliere. Oppure, possono assoggettarsi ad una direzione unitaria, dando vita ad un gruppo in cui la societ europea assume il ruolo di controllante (SE holding). Infine, possono creare una societ controllata in comune (SE affiliata). Caratteristica della societ europea la (relativa) facilit di trasferimento della sede da uno Stato allaltro dellUnione, senza bisogno di porre in liquidazione la societ nel paese di costituzione per ricostituirla nuovamente in quello di destinazione.

Costituzione La societ europea una s.p.a., dotata di personalit giuridica, in cui ciascun socio risponde delle obbligazioni sociali esclusivamente nei limiti del capitale sottoscritto. Il capitale minimo di 120.000 , pari a quello delle s.p.a. italiane. La societ europea pu essere costituita solo in cinque casi tassativamente previsti dal regolamento: - quando si fondono s.p.a. soggette alla legge di Stati membri differenti (costituzione per fusione); - quando due o pi s.p.a., o s.r.l., promuovono la costituzione di una societ europea holding al fine di sottoporsi ad una direzione unitaria; - quando due o pi enti (anche non societ) che presentano un collegamento stabile con ordinamento comunitari diversi costituiscono una societ europea controllata in comune (SE affiliata); - una societ europea affiliata pu anche essere costituita per atto unilaterale da parte di unaltra societ europea; - infine, la societ europea pu nascere dalla trasformazione di una s.p.a. costituita secondo la legge di uno Stato membro, purch questultima controlli da almeno due anni una societ soggetta alla legge di un altro ordinamento comunitario. Il procedimento di costituzione si conclude con liscrizione della societ in un registro, che per le societ europee con sede in Italia il registro delle imprese.Liscrizione determina lacquisto della personalit giuridica da parte della societ. Nulla prevede il regolamento in merito ai conferimenti dei soci, che pertanto restano soggetti alla disciplina degli ordinamenti nazionali: in Italia, alle norme sui conferimenti nelle s.p.a. Assemblea La struttura interna della societ europea si caratterizza per la necessaria presenza dellassemblea dei soci. Lamministrazione pu essere organizzata secondo due sistemi: - il sistema dualistico: prevede la presenza di un organo di direzione, che esercita le funzioni gestorie, e di un organo di vigilanza, che esercita il controllo - il sistema monistico: prevede solo lorgano di amministrazione. Competenze, organizzazione, svolgimento e procedure di voto sono regolate dalle norme in tema di assemblea delle s.p.a. dello Stato in cui la societ europea ha sede, salvo poche disposizioni contenute nel regolamento. Questultimo prescrive che lassemblea deve tenersi almeno una volta lanno entro 6 mesi dalla chiusura dellesercizio. Costituzione: la legge nazionale dello Stato dove la societ ha sede determina a chi spetta convocare lassemblea. Il regolamento precisa per che gli organi di direzione e di vigilanza (nel sistema dualistico), nonch lorgano di amministrazione (nel sistema monistico) possono disporre la convocazione in qualsiasi momento. Riconosce inoltre il potere di chiedere la convocazione, od anche lintegrazione dellordine del giorno, agli azionisti che rappresentino almeno il 10% del capitale.

Quorum: le deliberazioni vengono prese di regola a maggioranza semplice dei voti, ma per le modificazioni dello statuto necessaria la maggioranza di almeno i due terzi dei voti. Amministrazione Il sistema dualistico, di ispirazione tedesca, prevede la presenza di un organo di vigilanza e di un organo di direzione. I componenti dellorgano di vigilanza sono nominati dallassemblea generale. Lorgano di vigilanza esercita il controllo sulla gestione. Lorgano di direzione gestisce la societ sotto la propria responsabilit. Come nel sistema dualistico italiano, i componenti dellorgano di direzione sono nominati e revocati dallorgano di vigilanza. Nessuno pu cumulare le cariche di componente dellorgano di direzione e di vigilanza. In caso di vacanza dellorgano di direzione, lorgano di vigilanza pu designare uno dei suoi membri per esercitarne le funzioni: nel corso di tale periodo le funzioni dellinteressato in qualit di membro dellorgano di vigilanza sono sospese. Il sistema monistico prevede solo un organo di amministrazione, a cui attribuita la gestione della societ. I suoi componenti sono nominati e revocati dallassemblea, salvo che gli accordi sul coinvolgimento dei lavoratori nella gestione prevedano che alcuni membri siano nominati dai dipendenti. I componenti degli organi dei sistemi dualistico e monistico restano in carica per il periodo stabilito dallo statuto, che non pu comunque essere superiore a 6 anni, e sono rieleggibili. Non possono essere nominati i soggetti che la legge dello Stato della sede considera non eleggibili come componenti del corrispondente organo di una s.p.a. Se non diversamente disposto dal regolamento o dallo statuto, gli organi della societ europea sono validamente costituiti quando presente o rappresentata almeno la met dei loro componenti, e decidono a maggioranza semplice dei membri presenti o rappresentati.
La societ europea si caratterizza per la necessaria presenza di forme di coinvolgimento dei lavoratori nella gestione. Il coinvolgimento dei lavoratori pu essere attuato in forme molto diverse. Pu consistere nellobbligo di consultare ed informare periodicamente od in circostanze speciali un organo di rappresentanza dei dipendenti; pu arrivare fino al riconoscimento del potere di nomina da parte dei lavoratori di alcuni componenti degli organi di gestione o di controllo della societ. La concreta determinazione delle modalit di coinvolgimento dei lavoratori rimessa, ove possibile, agli accordi fra i rappresentanti dei dipendenti e gli organi competenti delle societ partecipanti alla costituzione della societ europea. A tal fine viene istituita unapposita delegazione speciale di negoziazione. La direttiva riporta in allegato la disciplina a cui fare riferimento nel caso in cui non si raggiunga un accordo. Le disposizioni di riferimento prevedono la costituzione di un organo di rappresentanza dei lavoratori, i cui componenti sono eletti o designati dai dipendenti della societ europea, nonch delle societ affiliate e delle dipendenze interessate. Lorgano di rappresentanza ha diritto di essere informato e consultato almeno una volta lanno dai competenti organi della societ europea in merito allevoluzione delle attivit e delle prospettive della societ. Deve inoltre essere informato quando si verificano circostanze eccezionali che incidono notevolmente sugli interessi dei lavoratori. Se sono gi presenti forme di partecipazione dei dipendenti alla gestione nelle societ che partecipano alla costituzione della societ europea riconosciuto ai dipendenti il potere di eleggere, raccomandare od opporsi alla designazione di alcuni membri dellorgano di amministrazione (nel sistema monistico) o di vigilanza (nel sistema dualistico). In tal caso, si devono conservare nella societ europea (e nelle societ affiliate) le stesse forme di partecipazione dei lavoratori (c.d. principio prima/dopo). Se le forme di partecipazione preesistenti sono diverse, la delegazione speciale di negoziazione stabilisce quale deve essere introdotta. Non vi obbligo di introdurre disposizioni per la partecipazione dei lavoratori, se nessuna societ prima della costituzione lo prevedeva.

LIMPRENDITORE COMMERCIALE
Lindividuazione del concetto giuridico di imprenditore commerciale si rende necessaria per stabilire chi sono coloro ai quali si applica la particolare normativa che ne disciplina lattivit: lo Statuto dellimprenditore commerciale. Imprenditore in generale Art. 2082 Imprenditore: E' imprenditore chi esercita professionalmente un'attivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi

Larticolo indica i requisiti la cui presenza indispensabile per individuare la nozione giuridica di imprenditore in generale: vi impresa quando c ATTIVITA, una serie coordinata di atti che, pur rimanendo soggetti alla disciplina generale prevista per ciascuno di essi, tuttavia come insieme comportano che chi li esercita sia soggetto ad una distinta disciplina particolare (lo statuto dellimprenditore) lattivit deve essere ECONOMICA, cio diretta a produrre beni, di produzione o di consumo, ovvero a produrre servizi, ovvero a scambiare beni o servizi gia prodotti da altri lattivit economica deve essere esercitata PROFESSIONALMENTE, in modo abituale; abitualit non significa che lattivit debba essere esclusiva o senza interruzioni o principale rispetto ad altre, ma occorre solo che non sia occasionale e transitoria e quindi realizzi una certa durata lattivit economica deve essere ORGANIZZATA, cio tale che comporto lorganizzazione di almeno due fattori produttivi (lavoro e capitale); chi produce beni o servizi utilizzando solo il proprio lavoro e adoperando beni strumentale di valore modesto non considerato imprenditore ma lavoratore autonomo il fine ultimo della attivit deve essere la DESTINAZIONE AL MERCATO dei beni e dei servizi prodotti (questo requisito non risulta dallarticolo e la sua necessit e negata da alcuni) Esistono altri requisiti? Ci sono due visioni oppostE; chi non ritiene la norma esaustiva aggiunge altri requisiti: SCOPO DI LUCRO, lintento di ottenere dei ricavi che superino i costi e quindi consentano la realizzazione di un guadagno; altri sostengono invece che sia sufficiente lintento di conseguire un vantaggio patrimoniale (imprese cooperative) o anche lintento di raggiungere il pareggio, cio la semplice copertura dei costi (imprese pubbliche) LICEITA dellattivit economica Il nostro codice non considera imprenditori color che esercitano una professione intellettuale (medici avvocati), al contrario della disciplina comunitaria secondo la quale lattivit economica esercitata dai professionisti intellettuale e attivit dimpresa. Cmq i professionisti non sono considerati imprenditori commerciali neppure per la disciplina comunitaria: lo diventano se producono un servizio pi ampio (servizio di cura + servizio di vitto e alloggio) Imprenditore agricolo Art. 2135 Imprenditore agricolo: E imprenditore agricolo chi
esercita una delle seguenti attivit: alla coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attivit connesse.

Per coltivazione de fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attivit dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o acque dolci, salmastre o marine.
Si intendono comunque connesse le attivit, esercitate da medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo del bosco a dallallevamento di animali, nonch le attivit dirette alla fornitura di beni o servizi mediante lutilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dellazienda normalmente impiegate nellattivit agricola

esercitata, ivi comprese le attivit di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalit come definite dalla legge (libro V, titolo II, capo II)

ampliamento del concetto dellallevamento, esteso ad ogni animale di qualunque genere criterio della prevalenza per le attivit connesse: limprenditore rimane agricolo se: - lattivit connessa ha ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dallo svolgimento della attivit fondamentale - per la fornitura di beni o servizi utilizza prevalentemente attrezzature o risorse dellazienda normalmente impiegate nella attivit agricola esercitata

Gli imprenditore agricoli devono iscriversi nella sezione speciale del registro delle imprese; liscrizione ha sia una funzione anagrafica che una finzione di pubblicit dichiarativa. Allimprenditore agricolo equiparato limprenditore ittico, cio chi esercita professionalmente lattivit di pesca. Imprenditore commerciale Art. 2195 Imprenditori soggetti a registrazione:

Sono soggetti all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese gli imprenditori che esercitano:

1) un'attivit industriale diretta alla produzione di beni o di servizi; 2) un'attivit intermediaria nella circolazione dei beni; 3) un'attivit di trasporto per terra, o per acqua o per aria; 4) un'attivit bancaria o assicurativa; 5) altre attivit ausiliarie delle precedenti. Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attivit e alle imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attivit indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano Le attivit dei numeri 3, 4, 5 rientrano in quelle genericamente indicate nei numeri 1 e 2; queste a loro volta riproducono sostanzialmente la stessa definizione dellimprenditore in generale aggiungendovi solo che lattivit deve essere industriale e cio non agricola: larticolo non fornisce alcuna nozione positiva della commercialit dellimpresa a differenza dellarticolo 2135 e quindi per stabilire la natura di una impresa bisogna prima accertare se chi la esercita imprenditore agricolo e se non lo e necessariamente imprenditore commerciale non essendovi giuridicamente altra alternativa Piccoli imprenditori Art. 2083 Piccoli imprenditori: Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia

Essi non sono soggetti allo statuto particolare dellimprenditore commerciale e quindi allobbligo di iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese, allobbligo di detenzione delle scritture contabili indicate nellart. 2214, al fallimento e alle altre procedure espropriative concorsuali.

I coltivatori diretti sono ovviamente esclusi dalla disciplina dellimpresa commerciale per la natura agricola della loro attivit; mentre gli artigiani e i commercianti ne restano esclusi soltanto se piccoli;

disciplina codicistica: accertamento della prevalenza del lavoro dellimprenditore nellimpresa la legge fallimentare considera piccoli imprenditori commerciali gli imprenditori individuali o collettivi che hanno effettuato investimenti aziendali per un capitale di valore non superiore a 300.000 euro, ovvero hanno realizzato nellultimo triennio una media di ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore a 200.000 euro la legge quadro sullartigiano (1985/443) conferma la soluzione codicistica definendo imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualit di titolare, limpresa artigiana, svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo. Per quanto riguarda loggetto dellattivit artigiana, artigiana limpresa che ha per scopo prevalente lo svolgimento di unattivit di produzione di beni, anche semilavorati o anche prodotti in serie, purch il processo produttivo non sia del tutto automatizzato; o anche lo svolgimento di una attivit di prestazione di servizi, tranne lattivit di intermediazione nella circolazione dei beni. Riguardo ai limiti alle dimensione dellimpresa, la legge fissa un numero massimo di dipendenti che varia a seconda del tipo di attivit e cmq tutti devono essere guidati e diretti dallimprenditore. Cmq anche lartigiano fallisce se supera una dei due limiti posti dalla legge fallimentare.

Impresa familiare

figura introdotta dalla riforma del diritto di famiglia, quellimpresa a cui collaborano, prestandovi la loro attivit lavorativa in modo continuativo, il coniuge, i parenti entro il terzo grado (nipoti) e gli affini entro il secondo grado (cognati). Condizione positiva il legame di parentela o affinit, condizione negativa lassenza tra le parti di un diverso rapporto giuridico.

Tipologia: lopinione preferibile ritiene che si tratti di una impresa individuale, di cui titolare uno dei familiari, a cui partecipano ope legis, in qualit di cointeressati e con ampi poteri di amministrazione, gli altri familiari che vi lavorano in modo continuativo.

Disciplina (art 230-bis) - costituzione: per la costituzione dellimpresa familiare non richiesto alcun negozio giuridico, sufficiente che almeno uno dei familiari eserciti unimpresa e che in detta impresa prestino in modo continuativo la loro attivit lavorativa anche gli altri familiari - i familiari lavoratori partecipano agli utili dellimpresa ed ai beni acquistati con essi nonch agli incrementi dellazienda anche in ordine allavviamento, in proporzione alla quantit e alla qualit del lavoro prestato - le decisione concernenti limpiego degli utili e degli incrementi nonch quelle inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dellimpresa sono adottate a maggioranza dai familiari che partecipano allimpresa familiare - per quanto riguarda lamministrazione ordinaria, la rappresentanza dellimpresa, il nome dellimpresa, lobbligo della tenuta delle scritture contabili, la responsabilit per le obbligazioni dellimpresa e la soggezione al fallimento nel silenzio della legge, si fa riferimento alla persona del titolare (criterio della titolarit dellimpresa) sullidea che si tratta di una impresa individuale - il diritto individuale di partecipazione trasferibile solo a favore di altri familiari e purch vi sia il consenso di tutti i partecipanti allimpresa; alla cessazione della partecipazione e in caso di alienazione dellazienda ad opera del titolare, detto diritto pu essere liquidato in denaro - in caso di divisione ereditaria o di trasferimento dellazienda i familiari che partecipano hanno un diritto di prelazione sullazienda

Impresa pubblica: limpresa pu essere esercitata anche dallo stato o da altri enti pubblici; lintervento pubblico pu assumere forme diverse a seconda degli strumento adottati: a) diretto esercizio dellattivit commerciale da parte dello stato o di altri enti pubblici territoriali (regioni, province, comuni) mediante apposite aziende distinte solo sul piano amministrativo; lo statuto dellimpresa commerciale, con esclusione del fallimento, trova applicazione limitatamente alle imprese esercitate dallo Stato o dagli altri enti pubblici territoriali b) esercizio dellattivit commerciale da parte di un ente pubblico economico, cio da un ente che ha per oggetto esclusivo o principale lesercizio di una attivit commerciale; si applica lo statuto dellimpresa commerciale, ma questi enti non sono soggetti al fallimento c) partecipazione dello Stato o di altri enti pubblici come soci a societ commerciali, in genere societ per azioni; lo statuto dellimpresa commerciale trova integrale applicazione, anche quando le azioni della societ appartengono tutte allente pubblico in quanto questa circostanza non incide sulla natura dellimpresa che formalmente rimante privata

La qualit di imprenditore commerciale

Acquisto

Per diventare imprenditore commerciale basta iniziare lesercizio di una impresa commerciale. Limprenditore commerciale deve iscriversi nella sezione ordinaria del registro delle imprese; se non lo fa, viola un obbligo e incorre in una sanzione amministrativa, ma diventa ugualmente imprenditore commerciale; viceversa, se qualcuno viene iscritto senza esercitare effettivamente unattivit commerciale, non diventa imprenditore commerciale per il semplice fatto delliscrizione.

Perdita

correlativamente, la qualit di imprenditore commerciale si perde quando si cessa di esercitare effettivamente unimpresa commerciale. Anche dopo la perdita permangono per per un certo tempo alcune delle conseguenza giuridiche derivate dallesercizio dellimpresa: il fallimento pu essere dichiarato fino ad un anno dalla cancellazione dellimprenditore da registro delle imprese o, se anteriore alla cancellazione, dalla cessazione dellesercizio dellimpresa

Imprenditore occulto: sicuro che diventa imprenditore commerciale colui nel cui nome limpresa viene esercitata; lo diventa anche colui nel cui interesse limpresa esercitata da un prestanome? Secondo alcuni nel nostro ordinamento la spendita del nome non richiesta per limputazione dellattivit dimpresa e quindi il dominus, anche se ignoto a terzi, cmq responsabili nei loro confronto per lattivit svolta dal prestanome: egli si qualifica appunto imprenditore occulto

Impedimenti allesercizio dellimpresa commerciale


per incompatibilit vietato lesercizio delle imprese commerciali a coloro che esercitano determinate professioni (notai, avvocati, impiegati dello stato); se essi violano questo divieto

diventano lo stesso imprenditori commerciali, ma sono sottoposti a sanzioni amministrative ed aggravamento delle sanzioni penali nellipotesi in cui falliscano e siano colpevoli di banca rotta. Stesse conseguenza si hanno quando vengono esercitate certe categorie di imprese (bancarie) senza la prescritta autorizzazione amministrativa per inabilit vietato lesercizio delle imprese commerciali a color che sono condannati per bancarotta o per ricorso abusivo al credito; tale divieto ha durata temporanea e la sua trasgressione punita con una sanzione penale Inoltre ai falliti e ai condannati per particolari reati e vietato lesercizio dellattivit di intermediazione nella circolazione e nelle distribuzione dei beni (commercio in senso stretto)

Capacit di esercitare unimpresa commerciale I rappresentanti legali (genitori o tutore) degli incapaci assoluti (minori e interdetti) non possono validamente compiere, in nome e per conto dellincapace, atti di straordinaria amministrazione, se non dopo autorizzazione dellautorit giudiziaria, la quale abbia accertato che si tratta di atti di necessit o di utilit evidente per lincapace. Eccezione: nel caso in cui allincapace sia pervenuta unazienda commerciale a titolo gratuito, il rappresentante legale pu essere autorizzato dal tribunale, che lo reputi conveniente per lincapace, a continuare lattivit imprenditoriale in nome e per conto dello stesso incapace; lo stesso vale quando sia opportuno continua unimpresa che lincapace aveva iniziato prima dellinterdizione. Gli incapaci relativi (minori emancipati e inabilitati) possono personalmente compierete atti di straordinaria amministrazione col consenso del curatore e, di solito dopo autorizzazione dellautorit giudiziaria che ne abbia accertato la necessit o utilit evidente. Eccezioni: - entrambi possono essere autorizzati dal tribunale a continuare limpresa commerciale con lassistenza (non pi con il consenso) del curatore. - il minore emancipato che possiede la necessaria maturit mentale ed equilibrio pu essere autorizzato dal tribunale non solo a continuare, ma anche ad iniziare una impresa commerciale senza lassistenza del curatore; in questo caso egli acquista la piena capacit di agire, potendo compiere da solo qualsiasi atto di straordinaria amministrazione (tranne le donazioni) anche se estraneo allesercizio dellimpresa. Tutti i suddetti atti di autorizzazione allesercizio dellimpresa commerciale, nonch la revoca dellautorizzazione allemancipato, devono essere iscritti nel registro delle imprese (art. 2198). Effetti dellesercizio di una impresa commerciale A) PUBBLICITA MEDIANTE REGISTRO DELLE IMPRESE La legge vuole che chiunque ha interesse abbia la possibilit di conoscere facilmente i dati principali relativi alle imprese; opera quindi un sistema di pubblicit, attuati mediante il registro delle imprese, consultabile da ogni interessato e tenuto da un ufficio al quale le stesse imprese devono fornire i dati da iscrivere nel registro. Lufficio del registro delle imprese istituito in ciascuna provincia presso la camera di commercio ed retto da un conservatore (il segretario generale o un dirigente della stessa camera di commercio) sotto la vigilanza di un giudice delegato dal presidente del tribunale del capoluogo della provincia (art 2188) Il registro diviso in due sezioni principali: sezione ordinaria: imprenditori commerciale, individuali e sociali consorzi e societ consortili gruppi europei di interesse economico enti pubblici economici

societ estere che hanno in Italia la sede dellamministrazione o loggetto principale della loro attivit sezione speciale: imprenditori agricoli piccoli imprenditori societ semplici artigiani (anche se iscritti nellalbo provinciale delle imprese artigiane)

Modalit delliscrizione: entro 30 giorni dallinizio dellimpresa - gli imprenditori individuali devono chiedere liscrizione indicando il loro nome e cognome, paternit, cittadinanza, nome dellimpresa (ditta), oggetto e sede dellimpresa, nomi degli insitori e procuratori (solo se imprenditori commerciali) (art 2196) - le imprese sociali devono chiedere liscrizione dellatto costitutivo e delle successive modifiche Prima di procedere alliscrizione, lufficio del registro deve accertare lautenticit delle sottoscrizioni e il concorso delle condizioni richieste dalla legge (art 2189 II c.); leventuale rifiuto di iscrizione deve essere comunicato con raccomandata al richiedente, il quale entro 8 giorni dal ricevimento di questa pu ricorrere al giudice del registro (art 2189 III c.) Iscrizione dufficio: art 2190: Se un iscrizione obbligatoria non stata richiesta, l'ufficio del registro invita mediante raccomandata l'imprenditore a richiederla entro un congruo termine. Decorso inutilmente il termine assegnato, il giudice del registro pu ordinarla con decreto Si da una interpretazione restrittiva di questa disposizione ammettendo liscrizione dufficio solo per le imprese individuali. Cancellazione dufficio: art 2191: Se un'iscrizione avvenuta senza che esistano le condizioni richieste dalla legge, il giudice del registro, sentito l'interessato, ne ordina con decreto la cancellazione. Questo anche quando limpresa non pi operativa. Contro questi decreti linteressato pu ricorrere al tribunale dal quale dipende lufficio del registro, entro 15 giorni dalla comunicazione dello stesso.

Liscrizione degli imprenditori commerciali nella sezione ordinaria del registro delle imprese ha una funzione di pubblicit dichiarativa, nel senso che ha una efficacia negativa (che opera a danno degli imprenditori) e una positiva (che opera a vantaggio) Art 2193: Efficacia dell'iscrizione: I fatti dei quali la legge prescrive l'iscrizione, se non sono stati iscritti, non possono essere opposti ai terzi da chi obbligato a richiederne l'iscrizione, a meno che questi provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza L'ignoranza dei fatti dei quali la legge prescrive l'iscrizione non pu essere opposta dai terzi dal momento in cui l'iscrizione avvenuta. Sono salve le disposizioni particolari della legge Tranne che per gli imprenditori agricoli, invece liscrizione nella sezione speciale ha solo una funzione di pubblicit notizia, nel senso che consente ai terzi di prendere cognizione dei dati pubblicati, senza che lomissione della registrazione glieli renda per in opponibili. Liscrizione ha inoltre anche una funzione di certificazione anagrafica, cio di documentazione e di individuazione delle imprese iscritte in un registro pubblico B) OBBLIGO DI DOCUMENTAZIONE DELLE OPERAZIONI DIMPRESA: CORRISPONDENZA E SCRITTURE CONTABILI (p. 2, sezione III, capo III) Limprenditore commerciale deve compilare e conservare tutti i documenti necessari perch sia egli stesso che gli altri, in particolare gli organi giurisdizionali, possano rendersi conto delle operazioni compiute e dei risultati delle stesse (art 2214): - libri obbligatori: sono il libro giornale (deve indicare giorno per giorno le operazioni relative allesercizio dellimpresa art 2216) e il libro degli inventari (deve redigersi all'inizio dell'esercizio dell'impresa e successivamente ogni anno, e deve contenere l'indicazione e la valutazione delle attivit e delle passivit relative all'impresa, nonch delle attivit e delle passivit dell'imprenditore estranee alla medesima art 2217) - scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensione dellimpresa: la stesa legge che stabilisce lobbligo della tenuta di determinate scritture in relazione alla natura societaria dellimpresa o al tipo di attivit esercitata (es. impresa di assicurazione); invece la prassi che finisce con lo stabilire scritture relativamente obbligatorie in relazione alloggetto dellimpresa o alle sue dimensioni - corrispondenza: limprenditore commerciale deve conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonch le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite Modalit di tenuta delle scritture contabili per garantire la maggiore veridicit possibile: - formalit estrinseche iniziali: Art 2215: I libri contabili prima di essere messi in uso, devono essere numerati progressivamente in ogni pagina e, qualora sia previsto lobbligo della bollatura o della vidimazione, devono essere bollati in ogni foglio dall'ufficio del registro delle imprese o da un notaio secondo le disposizioni delle leggi speciali. L'ufficio del registro o il notaio deve dichiarare nell'ultima pagina dei libri il numero dei fogli che li compongono. Il libro giornale e il libro degli inventari devono essere numerati progressivamente e non sono soggetti a bollatura ne a vidimazione - il libro degli inventari deve essere annualmente sottoscritto dellimprenditore (art 2217) - formalit intrinseche: art 2219: Tutte le scritture devono essere tenute secondo le norme di un'ordinata contabilit, senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine. Non vi si possono fare abrasioni e, se necessaria qualche cancellazione, questa deve eseguirsi in modo che le parole cancellate siano leggibili Le scritture contabili e la corrispondenza devono essere conservate per 10 anni dalla data dellultima registrazione; la conservazione pu avvenire sotto forma di registrazioni su supporti di immagine e quindi anche con riproduzioni informatiche (art 2220).

Efficacia probatoria: - contro limprenditore: art 2709: I libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro l'imprenditore. Tuttavia chi vuol trarne vantaggio non pu scinderne il contenuto Questa efficacia c anche se sono tenute irregolarmente; si tratta di una presunzione semplice, che limprenditore pu superare fornendo la prova contraria - a favore dellimprenditore: art 2710: I libri bollati e vidimati nelle forme di legge, quando sono regolarmente tenuti, possono fare prova tra imprenditori per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa Perch le scritture possano fare prova contro limprenditore occorre ottenerne la produzione in giudizio; se ne pu pretendere la Comunicazione o lEsibizione Art 2711: La comunicazione integrale dei libri, delle scritture contabili e della corrispondenza pu essere ordinata dal giudice solo nelle controverse relative allo scioglimento della societ, alla comunione dei beni e alla successione per causa di morte. Negli altri casi il giudice pu ordinare, anche d'ufficio, che si esibiscano i libri per estrarne le registrazioni concernenti la controversia in corso. Pu ordinare altres l'esibizione di singole scritture contabili, lettere, telegrammi o fatture concernenti la controversia stessa C) SOTTOPOSIZIONE ALLE PROCEDURE CONCORSUALI Limprenditore commerciale che si trovi in stato di insolvenza (non in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni) soggetto al fallimento, procedura che ha lo scopo principale di alienare tutti i beni dellimprenditore, preservando per quanto possibile lunit del complesso aziendale, per soddisfare mediante il ricavato dellespropriazione tutti i suoi creditori con il rispetto dellordine di graduazione dei crediti e garantendo la parit di trattamento di quelli chirografari. Nel ricorso di determinato presupposti, soggetto allamministrazione straordinaria, procedura che ha lo scopo principale di consentire il recupero dellequilibrio economico dellimpresa, cos perseguendo anche il soddisfacimento dei creditori. Art 2221 Fallimento e concordato preventivo: Gli imprenditori che esercitano un'attivit commerciale, esclusi gli enti pubblici e i piccoli imprenditori, sono soggetti, in caso d'insolvenza, alle procedure del fallimento e del concordato preventivo, salve le disposizioni delle leggi speciali

LAZIENDA
(LIBRO V-TITOLO VIII)

Per esercitare limpresa necessario poter disporre di un complesso di beni e servizi; infatti se si esercita unattivit di produzione senza questo complesso o con un complesso di minima importanza, manca lelemento dellorganizzazione e quindi, ai sensi dellart 2082, non c impresa. concetto di impresa = concetto di azienda si muove su un piano soggettivo, si muove su un piano oggettivo, nel senso che si riferisce allattivit nel senso che costituisce lo strumento dellimprenditore per lesercizio dellattivit dellimprenditore Clientela. Per conseguire gli scopi finali dellimpresa (raggiungimento di una certa posizione di mercato, di un certo livello di profitto) necessario mantenere funzionale lazienda e raggiungere un certo livello di produzione e poi di domanda da parte dei consumatori; quindi importante la conservazione di un certo flusso di domanda e lattivit volta a convincere una aliquota di consumatori (che poi diventa clientele quando presenta una certa costanza di livello) della convenienza di acquistare beni o servizi della propria impresa. Lavviamento la capacit dellimpresa di conseguire profitto; dalla previsione di capacit future di profitto dipende il valore dellazienda se da questa previsione si ricava un valore superiore a quello di investimento. Clientela e avviamento, in quanto presuppongono lesercizio dellimpresa, che viene svolta dallimprenditore per mezzo dellazienda, si riferiscono a questa realt pi complessa risultante dallunione di imprenditore e azienda. Clientela e avviamento oggettivi: parte di clientela attratta e aliquota di profitto realizzata per le qualit di alcuni elementi aziendali. Clientela e avviamento soggettivi: parte di clientela attratta e aliquota di profitto realizzata per le capacit e i rapporti personali dellimprenditore La disciplina dellazienda mira e favorire la conservazione dellunit economica e quindi del valore dellavviamento; linteresse alla conservazione dellazienda pu essere difeso sotto due profili: 1) si ostacola la dissoluzione da parte di chi che secondo la regole generali ne avrebbe il potere. Sul piano giurisprudenziale, si da un particolare valore significativo di insolvenza solo a quelle esecuzioni singolari che hanno ad aggetto il capitale fisso. Sul piano normativo si favorisce, nella gestione del fallimento, la conservazione dellazienda attraverso la prosecuzione dellesercizio, per poi venderla come tale. Inoltre con le c.d. norme di tutela dellavviamento commerciale si tende a: - facilitare allimprenditore la conservazione dellimmobile adibito allesercizio di attivit industriali, commerciali e artigianali con la concessione di un diritto di prelazione, sia nellipotesi in cui il locatore intenda trasferire limmobile a titolo oneroso, sia nellipotesi in cui, alla scadenza del rapporto, intende darlo in locazione a terzi. - assicurare allimprenditore in caso di perdita dellimmobile cui consegua la perdita della clientela un indennizzo a carico del locatore 2) si favorisce la circolazione dellazienda come complesso unitario. Si considera lazienda quale bene indivisibile quando dotata di avviamento (cio quando il suo valore in base allavviamento supera il valore di investimento); sul piano legislativo, il codice su questa via ha solo dettato, limitatamente alle aziende commerciali, una regola relativa alla prova dei contratti di trasferimento e di godimento dellazienda Art 2556 I Comma: Per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della propriet o il godimento dell'azienda devono essere provati per iscritto, salva l'osservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l'azienda o per la particolare natura del contratto

Ne deriva che malgrado sussista lintenzione delle parti di trasferire tutti i beni aziendali, pu accadere che qualcuno di essi non si trasferisca perch si trascurato di osservare la forma prescritta per il suo trasferimento; ed in questo caso linterno contratto di trasferimento sar nullo ex art 1419 se risulta che nella valutazione delle parti il trasferimento di quel bene era considerato essenziale Per evitare che questo accada anche in caso di conflitto tra diversi acquirenti della stessa azienda, tra acquirente dellazienda e acquirente di singoli diritti aziendali o tra acquirente dellazienda e creditori dellalienante che abbiano proceduto al pignoramento di singoli diritti aziendali (a causa della pluralit delle regole di circolazione) si prevista ununica regola di circolazione per le aziende commerciali, consistente nelliscrizione del contratto nella sezione ordinaria del registro delle imprese; essa consente di risolvere a favore di chi la richiede tutti i conflitti relativi allacquisto dei diritti aziendali, con esclusione di quelli relativi a diritti reali su beni immobili. Art 2556 II Comma: I contratti di cui al primo comma, in forma pubblica o per scrittura privata autenticata, devono essere depositati per l'iscrizione nel registro delle imprese, nel termine di trenta giorni, a cura del notaio rogante o autenticante Per quanto riguarda il trasferimento degli altri diritti, il legislatore ha dettato delle regole: - per facilitare il trasferimento della clientela e quindi del relativo avviamento viene stabilito un divieto di concorrenza Art. 2557 Divieto di concorrenza: Chi aliena l'azienda deve astenersi, per il periodo di cinque anni dal trasferimento, dall'iniziare una nuova impresa che per l'oggetto, l'ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dell'azienda ceduta.
Il patto di astenersi dalla concorrenza in limiti pi ampi di quelli previsti dal comma precedente valido, purch non impedisca ogni attivit professionale dell'alienante. Esso non pu eccedere la durata di cinque anni dal trasferimento. Se nel patto indicata una durata maggiore o la durata non e stabilita, il divieto di concorrenza vale per il periodo di cinque anni dal trasferimento. Nel caso di usufrutto o di affitto dell'azienda il divieto di concorrenza disposto dal primo comma vale nei confronti del proprietario o del locatore per la durata dell'usufrutto o dell'affitto. Le disposizioni di questo articolo si applicano alle aziende agricole solo per le attivit ad esse connesse (2135), quando rispetto a queste sia possibile uno sviamento di clientela

- per quanto riguarda i rapporti contrattuali in corso di esecuzione, si stabilisce una deroga alla regola dellart. 1406 per la quale necessario il consenso del contraente ceduto; egli per rimane tutelato dallattribuzione di un diritto di recesso. Art. 2558 Successione nei contratti: Se non pattuito diversamente, l'acquirente dell'azienda (o il titolare del diritto do godimento) subentra nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda stessa che non abbiano carattere personale. Il terzo contraente pu tuttavia recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilit dell'alienante. Le stesse disposizioni si applicano anche nei confronti dell'usufruttuario e dell'affittuario per la durata dell'usufrutto e dell'affitto - Art. 2559 Crediti relativi all'azienda ceduta: La cessione dei crediti relativi all'azienda ceduta, anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione (1265 e seguente), ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento dell'iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese. Tuttavia il debitore ceduto liberato se paga in buona fede all'alienante. Le stesse disposizioni si applicano anche nel caso di usufrutto dell'azienda, se esso si estende ai crediti relativi alla medesima - Art. 2560 Debiti relativi allazienda ceduta: L'alienante non liberato dai debiti, inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta, anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito. Nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l'acquirente dell'azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori Se non risultano dai libri lacquirente ne risponde solo se intervenuto un patto di accollo.

- per quanto riguarda i diritti di godimento (usufrutto e affitto), il complesso dei poteri e degli obblighi del titolare del godimento sono funzionali allobbligo fondamentale di gestire lazienda e mantenere lavviamento: - lobbligo di conservazione dellazienda si specifica soprattutto nellobbligo di usare lazienda per esercitare limpresa sotto lantico nome che la contraddistingueva nel mercato (ditta) - obbligo di gestire lazienda in modo da non modificarne la destinazione - obbligo di gestire lazienda in modo da conservare lefficienza dellorganizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di scorte Art. 2561 Usufrutto dell'azienda: L'usufruttuario dell'azienda deve esercitarla sotto la ditta che la contraddistingue. Egli deve gestire l'azienda senza modificarne la destinazione e in modo da conservare l'efficienza dell'organizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di scorte. Se non adempie a tale obbligo o cessa arbitrariamente dalla gestione dell'azienda, si applica l'art. 1015. La differenza tra le consistenze d'inventario all'inizio e al termine dell'usufrutto regolata in danaro, sulla base dei valori correnti al termine dell'usufrutto Art. 2562 Affitto dell'azienda: Le disposizioni dell'articolo precedente si applicano anche nel caso di affitto dell'azienda (1615 e seguenti)

GLI AUSILIARI DELLIMPRENDITORE


Per svolgere la sua attivit economica limprenditore commerciale ha normalmente bisogno dei servizi di altre persona che diventano quindi suoi collaboratori o ausiliari e che si distinguono in due grandi categorie: (promotori finanziari possono svolgere la loro attivit in modo autonomo o subordinato) ausiliari autonomi: sono coloro che si obbligano nei confronti dellimprenditore verso un corrispettivo a compiere per suo conto, senza vincolo di subordinazione, un opera o un servizio (art 2222). Tra gli ausiliari autonomi il codice disciplina lattivit esercitata da: agenti di commercio, mediatori, commissari, spedizionieri. ausiliari subordinati: sono coloro che si obbligano mediante retribuzione a collaborare nellimpresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dellimprenditore (art 2094). Essi di distinguono in dirigenti (amministrativi o tecnici), impiegati ed operai (art 2095). Tra gli ausiliari subordinati ci sono alcuni che sono muniti di potere di rappresentanza, cio del potere di compiere in nome e per conto dellimprenditore atti i cui effetti incidono direttamente sul patrimonio dellimprenditore; i rappresentanti commerciali si distinguono in: - rappresentanti generali: hanno il potere di compiere tutti gli atti pertinenti allesercizio dellimpresa con eccezione di quelli espressamente esclusi dalla legge o dalla procura. Sono rappresentanti generali gli insitori e i procuratori - rappresentanti particolari: hanno il potere di compiere solo determinato atti. Sono rappresentanti particolari i commessi INSITORE Egli il rappresentante generale dellimprenditore a cui affidata o lintera attivit dimpresa o una parte di essa che costituisca ununit organica
Art. 2203 Preposizione institoria: E institore colui che preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa commerciale. La preposizione pu essere limitata all'esercizio di una sede secondaria o di un ramo particolare dell'impresa. Se sono preposti pi institori, questi possono agire disgiuntamente, salvo che nella procura sia diversamente disposto

Preposizione o procura insitoria il negozio giuridico con cui limprenditore nomina linsitore, attribuendogli il potere di rappresentanza previsto dalla legge.
Art. 2204 Poteri dell'institore: L'institore pu compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui preposto, salve le limitazioni contenute nella procura. Tuttavia non pu alienare o ipotecare i beni immobili del preponente, se non stato a ci espressamente autorizzato. L'institore pu stare in giudizio in nome del preponente per le obbligazioni dipendenti da atti compiuti nell'esercizio dell'impresa a cui preposto Art. 2205 Obblighi dell'institore: Per le imprese o le sedi secondarie alle quali preposto l'institore tenuto, insieme con l'imprenditore, all'osservanza delle disposizioni riguardanti l'iscrizione nel registro delle imprese e la tenuta delle scritture contabili Art. 2206 Pubblicit della procura: La procura con sottoscrizione del preponente autenticata deve essere depositata per l'iscrizione presso il competente ufficio del registro delle imprese. In mancanza dell'iscrizione, la rappresentanza si reputa generale e le limitazioni di essa non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare

Art. 2207 Modificazione e revoca della procura: Gli atti con i quali viene successivamente limitata o revocata la procura devono essere depositati, per l'iscrizione nel registro delle imprese, anche se la procura non fu pubblicata. In mancanza dell'iscrizione, le limitazioni o la revoca non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare

Nei casi in cui le circostanze nelle quali viene stipulato un atto pertinente allesercizio dellimpresa a cui linsitore preposto sono talmente equivoche da non permettere al terzo di accertare se linsitore ha inteso agire per conto proprio o per conto del preponente, il legislatore ha stabilito che sono responsabili entrambi nei confronti del terzo: sia il preponente perch latto rientra nelloggetto della sua impresa, sia linsitore perch ha omesso di spendere il nome del preponente.
Art. 2208 Responsabilit personale dell'institore: L'institore personalmente obbligato (1337) se omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente; tuttavia il terzo pu agire anche contro il preponente per gli atti compiuti dall'institore, che siano pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui preposto

PROCURATORE Egli un altro rappresentante generale dellimprenditore che ha il potere di compiere tutti gli atti di esercizio dellimpresa tranne quelli che siano eccettuati nella procura, ma a differenza dellinistore non preposto allesercizio dellimpresa e quindi ci sar un altro soggetto (imprenditore o insitore) cui sono riservate le decisioni di vertice. Al procuratore si applicano le stesse norme sulla pubblicit previste per linsitore.
Art. 2209 Procuratori: Le disposizioni degli artt. 2206 e 2207 si applicano anche ai procuratori, i quali, in base a un rapporto continuativo, abbiano il potere di compiere per l'imprenditore gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa, pur non essendo preposti ad esso

COMMESSO Egli un rappresentante particolare dellimprenditore; esistono due tipi principali di commessi: commessi di negozio: svolgono la loro opera nei locali dellimpresa commessi viaggiatori: svolgono la loro opera viaggiando in determinate zone Possono compiere solo gli atti che ordinariamente comporta il tipo di operazioni a cui sono incaricati; se non sono stati espressamente autorizzati non possono: - concedere dilazioni o sconti che non siano duso - modificare le condizioni generali di contratto e le clausole stampate su moduli dellimpresa - esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna A tutela dei clienti, sono legittimati a ricevere dichiarazioni relative allesecuzione dei contratti ed alle inadempienze contrattuali che hanno efficacia per limprenditore
Art. 2210 Poteri dei commessi dell'imprenditore: I commessi dell'imprenditore, salve le limitazioni contenute nell'atto di conferimento della rappresentanza, possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie delle operazioni di cui sono incaricati. Non possono tuttavia esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, n concedere dilazioni o sconti che non sono d'uso, salvo che siano a ci espressamente autorizzati (2211) Art. 2211 Poteri di deroga alle condizioni generali di contratto I commessi, anche se autorizzati a concludere contratti in nome dell'imprenditore, non hanno il potere di derogare alle condizioni generali di contratto o alle clausole stampate sui moduli dell'impresa, se non sono muniti di una speciale autorizzazione scritta (1341 e seguente) Art. 2212 Poteri dei commessi relativi agli affari conclusi Per gli affari da essi conclusi, i commessi dell'imprenditore sono autorizzati a ricevere per conto di questo le dichiarazioni che riguardano l'esecuzione del contratto e i reclami relativi alle inadempienze contrattuali. Sono altres legittimati a chiedere i provvedimenti cautelari (Cod. Proc. Civ. 670 e seguente) nell'interesse dell'imprenditore Art. 2213 Poteri dei commessi preposti alla vendita I commessi preposti alla vendita nei locali dell'impresa possono esigere il prezzo delle merci da essi venduta, salvo che alla riscossione sia palesemente destinata una cassa speciale. Fuori dei locali dell'impresa non possono esigere il prezzo, se non sono autorizzati o se non consegnano quietanza firmata dallimprenditore

I TITOLI DI CREDITO
(Libro IV- Titolo V)

La via per assicurare anche ai crediti una circolazione facile e sicura quella di renderli normativamente simili ai beni mobili, in modo da poter applicare una analoga disciplina circolatoria. Questo risultato si realizzato mediante il meccanismo dellincorporazione: nei titoli di credito, che sono un documento, viene incorporato il diritto di credito, che identificandosi nel documento da cui risulta diventa suscettibile di possesso analogamente a quanto si verifica per i beni mobili; il diritto di credito risultante dal titolo di credito di definisce credito cartolare Legittimazione per trasferire il titolo di credito e quindi il credito cartolare nei confronti del debitore e dei terzi sufficiente compiere il contratto di trasferimento e far diventare lacquirente del credito portatore legittimo del titolo (ad esempio se si tratta di un titolo al portatore la legittimazione a pretendere dal debitore la prestazione indicata nel titolo si trasferisce con la trasmissione del possesso del titolo di credito). Poich il portatore legittimo legittimato allesercizio del diritto cartolare, il debitore che senza dolo o colpa grave adempie la sua prestazione nei suoi confronti, liberato dalla sua obbligazione anche se il portatore non il titolare del credito cartolare; il concetto di legittimazione si traduce quindi una presunzione semplice di titolarit del diritti cartolare a favore del portatore legittimo del titolo, che pu quindi pretendere il pagamento dal debitore, verso presentazione del titolo, senza essere costretto a provare di essere anche titolare del credito in esso incorporato (art 1992) Autonomia del credito cartolare il concetto ha un duplice significato - autonomia del rapporto cartolare dal rapporto sottostante: il debitore cartolare non pu opporre al terzo divenuto portatore legittimo del titolo le eccezioni derivanti dal c.d. rapporto sottostante, cio il rapporto giuridico che alla base e quindi ha dato luogo allemissione del titolo di credito; n pu opporre altre eccezioni derivanti dai suoi rapporti personali intercorsi con i precedenti titolare del credito cartolare; egli pu opporre solo le seguenti eccezioni (art 1993): - eccezioni personali al portatore legittimo, cio derivanti da altri rapporti, diversi da quello cartolare, intercorsi tra il debitore e il portatore legittimo - eccezioni di forma, derivanti dalla mancanza di qualcuno dei requisiti formali stabiliti dalla legge - eccezioni fondate sul contesto letterale del titolo - eccezioni di falsit della firma, di incapacit e di difetto di rappresentanza al momento dellemissione del titolo e, secondo molti, mancanza di volont nella redazione del titolo - eccezioni fondate sulla mancanza sei presupposti necessari per lesercizio dellazione giudiziaria - le eccezioni personali al precedente creditore quando lultimo portatore legittimo, nellacquistare il credito, ha agito intenzionalmente a danno del debitore - applicazione del principio possesso di buona fede vale titolo: chi in buona fede, ritenendo cio che il portatore legittimo del titolo abbia effettivamente il potere di disporre del credito cartolare, acquista da lui il credito cartolare e diventa a sua volta portatore legittimo del titolo, acquista il credito anche se chi glielo ha trasferito non ne era titolare (o perch non lo mai stato o perch ha gia perso la titolarit del titolo per averlo anteriormente trasferito ad un altro soggetto senza per trasmettergli anche il possesso) (art 1994) Letteralit del credito cartolare il debitore che ha assunto unobbligazione cartolare deve compiere la prestazione esattamente indicata nel titolo, cio quale risulta secondo i termini letterali delle clausole contenute nel documento e quindi senza potersi richiamare ad accordi successivi che modifichino detto contenuto, a meno che questi accordi non siano intercorsi proprio con lattuale titolare del credito cartolare

Sussiste un costante collegamento tra titolo di credito e credito cartolare: - nel momento della costituzione: il titolo di credito un documento costitutivo del diritto cartolare - nel momento della circolazione: per trasferire il creditore cartolare necessario far diventare lacquirente portatore legittimo del documento - nel momento dellestinzione: il debitore cartolare non tenuto a soddisfare il suo debito nei confronti di chi non sia portatore legittimo del documento, anche se lo stesso titolare del diritto cartolare (esempio del furto) Riassumendo: il titolo di credito un documento costitutivo del diritto cartolare e necessario per esercitare il diritto stesso. Tale diritto cartolare un diritto letterale ed autonomo alla cui circolazione si applica il principio possesso di buona fede vale titolo. Leggi di circolazione dei titoli di credito Il diritto cartolare si trasferisce in case a quei fatti o negozi giuridici a cui la legge attribuisce lefficacia di trasferire dei diritti (vendita, donazione, successione mortis causa); ma solo se il titolo viene trasferito osservando le norme particolari prescritte per la sua circolazione, lacquirente diventa portatore legittimo del titolo e quindi titolare di un vero e proprio diritto cartolare, letterale ed autonomo, mentre se queste norme non vengono osservate si hanno gli stessi effetti delle cessione ordinaria dei crediti e quindi lacquirente acquista lo stesso diritto di credito che aveva il suo dante causa e perci soggetto alle stesse eccezioni. Ci sono diverse leggi di circolazione da applicare a seconda del tipo di titolo di credito; presupposto comune e necessario per il trasferimento di tutti i titoli di credito la trasmissione del possesso del documento 1) TITOLI AL PORTATORE E sufficiente essere possessori del titolo per essere portatori legittimi e quindi legittimati allesercizio del diritto; la clausola al portatore deve figurare nel contesto letterale del titolo.
Art. 2003 Trasferimento del titolo e legittimazione del possessore: Il trasferimento del titolo al portatore si opera con la consegna del titolo (1994). Il possessore del titolo al portatore e legittimato all'esercizio del diritto in esso menzionato in base alla presentazione del titolo (1992)

In caso di deterioramento (titolo non idoneo alla circolazione ma sicuramente identificabile) il possessore ha diritto ad ottenere dallemittente un titolo equivalente dietro restituzione di quello deteriorato e rimborso delle spese In caso di smarrimento o sottrazione non ammesso lammortamento, salvo disposizioni di leggi speciali; il titolare ha lonere di denunziare allemittente la perdita del titolo altrimenti il debitore che paga a chi gli esibisca il titolo liberato, a meno che non si provi che conosceva lillegittimit del possesso; il titolare avr diritto alla prestazione trascorso il termine di prescrizione del titolo, ameno che un terzo in buona fede non abbia nel frattempo acquistato il titolo. 2) TITOLI ALLORDINE Il trasferimento della legittimazione avviene mediante la consegna del titolo che per deve essere documentata sul titolo in base ad una serie continua di girate.
Art. 2008 Legittimazione del possessore: Il possessore di un titolo all'ordine e legittimato all'esercizio del diritto in esso menzionato in base a una serie continua di girate

Girata = dichiarazione, scritta sul titolo e sottoscritta, con cui lattuale portatore legittimo del titolo (girante) ordina al debitore di adempiere nei confronti di un altro soggetto (giratario). La serie di girate continua se chi chiede ladempimento il giratario dellultima girata di una serie di girate in cui il nome di ogni girante corrisponde al nome del giratario della girata immediatamente precedente, fino a giungere alla prima girata, in cui il girante deve essere il prenditore, cio colui nei confronti del quale lemittente del titolo di obbligato;si tratta di continuit meramente formale: essa non interrotta dalla falsit della firma di un girante.

Girata in bianco = girata che non contiene il nome del giratario, ovvero che al posto dellindicazione del giratario porta lindicazione al portatore. Chi ha ricevuto il titolo in base ad una girata in bianco legittimato in base al semplice possesso del titolo Funzioni della girata: - di circolazione: la girata serva a far diventare il giratario portatore legittimo del titolo di credito - di garanzia: vi sono delle ipotesi in cui il girante diventa responsabile verso i giratari successivi per linadempimento della prestazione da parte dellemittente; ci avviene ope legis nella girata della cambiale e dellassegno bancario, mentre per gli altri titoli di credito la responsabilit del girante sussiste solo quando risulti da una clausola espressa inserita nel titolo. Art. 2012 Obblighi del girante: Salvo diversa disposizione di legge o clausola contraria risultante dal titolo, il girante non e obbligato per l'inadempimento della prestazione da parte dell'emittente Girata per procura detta anche girata per lincasso, so ottiene inserendo una clausola dalla quale risulti che il giratario non ha acquistato il credito cartolare, ma solo un rappresentante del girante che ne rimasto titolare; quindi lemittente pu opporre al giratario tutte le eccezioni opponibili al girante, non avendo acquistato il giratario un diritto autonomo.

Girata a titolo di pegno

il giratario assume la posizione di un creditore pignoratizio e pu quindi esercitare tutti i diritti cartolari in nome e per conto proprio. Il suo diritto autonomo rispetto a quello del girante e quindi lemittente non pu opporgli le eccezioni personali al girante, a meno che il giratario nellacquistare il diritto di pegno non abbia agito intenzionalmente a suo danno, nel senso che ha acquistato il pegno allo scopo esclusivo di privare lemittente di poter rifiutare il pagamento al girante opponendogli a lui eccezioni personali. Il giratario ha solo un diritto limitato di pegno, non titolare del diritto cartolare e quindi non pu disporre a favore di altri e girare il titolo a terzi: se lo fa la girata da lui opposta vale solo come girata per lincasso

3) TITOLI NOMINATIVI Il possessore legittimato per effetto della intestazione a suo favore contenuta sia nel titolo sia nel registro dellemittente; quindi perch lacquirente diventi portatore legittimo quindi necessario che lemittente annoti il nome dellacquirente sul titolo e nel registro ovvero rilasci un nuovo titolo intestato allacquirente, facendone menzione nel registro; Il trasferimento pu avvenire: per girata: le girate devono essere continue, tutte datate ed autenticate da un notaio o da un agente di cambio e nessuna deve essere in bianco; in base ad essa lacquirente pu richiede allemittente di essere legittimato attraverso un atto separato: un atto pubblico formato da un notaio o da un agente di cambio che certifichi lidentit delle due parti, la loro capacit di disporre e lavvenuto trasferimento; in base a questa certificazione lalienate o lacquirente (presentando il titolo) potranno ottenere liscrizione nel registro dellemittente Invece la costituzione in pegno di un titolo nominativo pu farsi consegnando il titolo al creditore ed apponendovi la girata con la clausola in garanzia od altra equivalente.

Classificazione dei titoli di credito - Titoli in serie: si hanno quando si emette una quantit plurima di titoli di credito, in cui la dichiarazione di debito dellemittente di titoli identica in tutti i titoli, trattandosi dal punto di vista economico di un'unica operazione; i titoli di credito emessi in serie possono essere riuniti in un titolo multiplo su richiesta e a spese del possessore; a loro volta i titoli multipli possono essere frazionati in pi titoli di taglio minore - Titoli individuali: si hanno quando pur emettendo il debitore una pluralit di titoli, questi bengono emessi ognuno per una operazione distinta e possono quindi avere contenuto diverso - Titoli completi: nel titolo documentata linera dichiarazione dellemittente e sono inserite tutte le clausole da cui costituito e regolato il diritto cartolare - Titoli incompleti: titoli che fanno riferimento ad un altro documento (ad esempio le azione di societ che fanno rinvio al contatto di societ) - Titola astratti: dal documento non risulta il rapporto sottostante, che pu essere di varia natura - Titola causali: quando il rapporto sottostante deve essere un rapporto determinato; sono causali tutti i titoli rappresentativi di merci, cio i titoli con cui lemittente si obbliga a consegnare al portatore legittimo del titolo una determinata quantit di merce in esso specificata, merce che egli ha ricevuto in deposito (titoli di deposito: fede di deposito con lunita nota di pegno) ovvero per trasportarla (titoli da trasporto). I titoli rappresentatiti attribuiscono al loro titolare il diritto di pretendere la consegna della merce in essi specificata e il possesso della merce con il potere di trasmetterlo ad altri mediante trasferimento del titolo. Ammortamento dei titoli di credito La procedura di ammortamento ha la funzione di far riacquistare la legittimazione al titolare che ha smarrito ovvero ha subito la sottrazione o la distruzione di un titolo di credito nominativo o allordine; essa si divide in due fasi. - Colui che era portatore legittimo deve anzitutto denunciare lavvenuto al debitore, ma in caso di perdita il debitore cartolare deve egualmente adempiere nei confronti di chi diventato portatore legittimo del titolo, a meno che non sia in condizioni di provare che questi non titolare del credito cartolare Fase necessaria: - lex possessore del titolo deve chiedere con ricorso lammortamento al presidente del tribunale del luogo di pagamento del credito cartolare, indicando nel ricorso i requisiti essenziali del titolo o quelli sufficienti alla sua identificazione se si tratta di un titolo in bianco - il presidente del tribunale, premessi gli opportuni accertamenti sulla verit dei fatti e sul diritto del ricorrente, se questi hanno esito positivo, emette il decreto di ammortamento del titolo - il ricorrente deve notificare il decreto al debitore, il quale dopo tale notificazione non pu pi liberarsi pagando al possessore del titolo; deve inoltre curare la pubblicazione del decreto sulla gazzetta ufficiale, in quanto solo dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione, lammortamento diventa definitivo (a meno che entri questo termine il detentore del titolo non abbia presentato opposizione): il ricorrente riacquista la legittimazione allesercizio del credito cartolare e , se il credito gia scaduto, pu esigere il pagamento dal debitore presentandogli il decreto di ammortamento ed un certificato del cancelliere del tribunale comprovante che non fu presentata opposizione - potrebbe accadere per che il titolo, prima che siano passati 30 giorni, sia stato acquistato in buonafede da un terzo: in questo caso il terzo diventato anche nuovo titolare del diritto cartolare e pu quindi chiedere allammortante la restituzione della somma che ha ricevuto dal debitore

Fase eventuale: - se nel termine di trenta giorni viene presentata opposizione, il decreto di ammortamento non diventa definitivo e il tribunale dovr giudicare in contraddittorio chi titolare del credito cartolare - lopponente deve depositare, a pena di inammissibilit, il titolo presso la cancelleria del tribunale - se dal giudizio risulta che lopponente ha acquistato in buona fede il titolo, diventandone portatore legittimo, egli ormai il creditore cartolare e lopposizione deve essere accolta, revocando il decreto di ammortamento; la buona fede si presume e quindi colui che ha richiesto lammortamento che deve dimostrare la mala fede o la colpa grave del portatore attuale e di tutti i portatore precedenti: se detta prova riesce il titolo depositato in cancelleria gli deve essere restituito

Hanno solo una funzione di legittimazione, ma sono privi dei caratteri da autonomia e letteralit: - i documenti di legittimazione: documento che servono soltanto a identificare lavente diritto alla prestazione (biglietti di viaggio) - i titoli impropri: documenti che servono soltanto a consentire il trasferimento del titolo di credito senza losservanza delle forme proprie della cessione; essi consono titoli di credito in quanto lincorporazione non perfetta (in caso di perdita si pu lo stesso esercitare il diritto provando di essere il creditore), sia perch il debitore pu opporre allultimo cessionario tutte le eccezioni personali ai creditori precedenti Poich il codice disciplina la figura generale dei titoli di credito senza individuarli specificatamente, gli interpreti ritengono ammissibile lemissione di titoli di credito atipici, con una sola limitazione normativa : Art. 2004 Limitazione della libert di emissione: Il titolo di credito contenente l'obbligazione di pagare una somma di danaro non pu essere emesso al portatore se non nei casi stabiliti dalla legge I titoli di investimento

LA CAMBIALE = titolo di credito allordine, completo e astratto, avente efficacia di titolo esecutivo, in cui il sottoscrittore della dichiarazione di debito (autore del titolo) assume lobbligo di pagare ovvero di far pagare incondizionatamente una somma determinata, nel luogo e alla scadenza indicati nel titolo stesso. Cambiale tratta: lautore del titolo(traente) rivolge lordine di pagare ad un altro soggetto (trattario); il soggetto al quale deve essere pagata la somma indicata nel titolo detto primo prenditore o beneficiario della cambiale Traente - Trattario = rapporto di provvista Traente Prenditore = rapporto di valuta Cambiale propria: lautore del titolo (emittente) assume lobbligo di pagare personalmente al portatore legittimo il debito cartolare; essa detta anche pagher cambiario o vaglia cambiario

Clausole indispensabili: la loro mancanza fa si che la cambiale non valga come tale e tutte le dichiarazioni in essa contenute valgono solo come obbligazioni di diritto comune - denominazione di cambiale: essa deve essere inserita nel contesto della dichiarazione che esprime la promessa o lordine di pagare e deve essere espressa nella lingua in cui il documento redatto; la mancanza di tale requisito produce la nullit del titolo - lordine incondizionato o la promessa incondizionata (a seconda che si tratti di tratta o propria) di pagare una somma determinata in moneta nazionale o straniera - la sottoscrizione del traente o dellemittente: essa deve essere autografa e contenere nome e cognome ovvero la sua ditta (lemittente deve aggiungere anche il luogo e la data di nascita ovvero il codice fiscale); se si tratta di una societ, di una associazione o di un altro ente, ci deve essere la sottoscrizione autografa della persona fisica che ne ha la rappresentanza e lindicazione che lobbligazione assunta in nome dellente - il nome del creditore o del beneficiario: nella tratta il traente pu anche trarre la cambiale allorine proprio, indicando se stesso quale beneficiario; nella cambiale propri invece la coincidenza delle perone dellemittente e del prenditore non ammissibile e se ci accede il titolo nullo e sono nulle anche le successive girate. - la data di emissione delle cambiale: la data indicata si presume vera fino a prova contraria - il nome, il luogo e la data di nascita ovvero il codice fiscale del trattario: solo nelle tratta Clausole non indispensabili: in mancanza di esse si applicano le norme suppletive di legge - indicazione della scadenza: si pu scegliere solo tra quattro forme di scadenza - a giorno fisso: indicato come data di scadenza un giorno determinato - a vista: la cambiale scade in qualunque momento il portatore ne richieda il pagamento al debitore principale (emittente o trattario) - a certo tempo vista: la cambiale scade dopo il decorso di un certo periodo di tempo stabilito; nella tratta il periodo decorre dal momento in cui la cambiale presentata al trattario per laccettazione, mentre nel vaglia cambiario dal momento in cui presentata allemittente per il visto - a certo tempo data: la cambiale scade dopo il decorso di un certo periodo di tempo che decorre dalla data di emissione Questo elenco tassativo e quindi la cambiale nulla se indicata unaltra forma di scadenza ovvero se a scadenze successive; se invece nella cambiale non indicata nessuna scadenza, la cambiale valida e la scadenza si considera a vista - indicazione del luogo di pagamento: per luogo di pagamento di intende il territorio del comune in cui la cambiale pagabile, sia il domicilio in cui la cambiale deve essere presentata per il pagamento. In mancanza di indicazione nella cambiale propria si considera luogo di pagamento e domicilio dellemittente il luogo di emissione, mentre nella cambiale tratta si considera luogo di pagamento e domicilio del trattario il luogo indicato accanto al nome del trattario. Cambiale domiciliata = cambiale pagabile non al domicilio dellobbligato principale ma al domicilio di un terzo; si ha domiciliazione propria quando il pagamento deve essere fatto direttamente dal
terzo, mentre si ha domiciliazione impropria quando il pagamento, al domicilio del terzo, debba essere fatto dallobbligato principale

indicazione del luogo di emissione della cambiale: in mancanza di indicazione, si considera luogo di emissione quello indicato accanto al nome del traente e dellemittente, a seconda del tipo di cambiale

Clausole eventuali: sono inserite dallautore della cambiale solo se questi vuole conseguire particolari effetti; se sono apposte dallemittente o dal traente valgono per tutti gli obbligati cambiari, mentre se sono apposte da un girante valgono solo per il girante che le ha apposte - non allordine: con questa espressione o altra equivalente apposta del traente o dallemittente si ha leffetto di rendere la cambiale non allordine, per cui il credito cambiario pu essere trasferito solo nelle forme e con gli effetti della cessione ordinaria dei crediti; se invece apposta da uno dei giranti essa non incide sulla legge di circolazione, ma sulla funzione di garanzia della girata, nel senso che il girante rimane responsabile in via di regresso solo verso il suo immediato giratario, ma non verso i giratari successivi - Clausola di interessi: pu essere apposta solo nelle cambiali con scadenza a vista e a certo tempo vista (poich negli altri casi si conosce con precisione la durata del credito), indicando il tasso di interessi - senza spese - non accettabile Regime fiscale: ogni cambiale deve essere bollata a fini fiscali; il pagamento dellimposta di bollo richiesto solo a fini fiscali e non per la validit del titolo: si pu adempiere allobbligo di bollo (che varia in ragione proporzionale alla somma cambiaria) comprendo dei moduli bollati oppure usando delle marche. Se sin dallinizio il documento non stato bollato stato bollato in misura insufficiente, la cambiale non ha lefficacia di titolo esecutivo, n lo potr ottenere con una successiva regolarizzazione; inoltre il prenditore non pu esercitare i suoi diritti cambiari, nemmeno in un autonomo giudizio di cognizione, finch la cambiale non viene regolarizzata. Cambiale in bianco: si tratta di una cambiale che al momento dellemissione risulta essere incompleta (manca una clausola essenziale); questo possibile perch la cambiale deve essere completa in tutte le sue clausole essenziali nel momento in cui viene presentata per il pagamento; pu essere lasciata in bianco qualsiasi clausola essenziale, purch al momento dellemissione risulti la denominazione di cambiale e sia stata apposta la sottoscrizione autografa dellautore del titolo. Il negozio con cui si conviene tra autore della cambiale e prenditore della stessa secondo quali regole dovr essere riempita la clausola in bianco si chiama accordo di riempimento; in mancanza di tale accordo, la cambiale deve essere riempita dal titolare della cambiale secondo le clausole del rapporto sottostante. Se il titolare viola queste regole, il debitore pu opporgli (a lui e anche ai successivi portatori della cambiale, a meno che abbiano ignorato senza colpa la difformit della cambiale) leccezione di inosservanza dellaccordo o del rapporto; lonere della prova dellabusivo riempimento spetta al debitore che ha proposto leccezione. Il titolare della cambiale in bianco decade dal diritto di riempirla dopo tre anni dal giorno di emissione, ma tale decadenza non pu essere opposta al titolare in buona fede al quale il titolo sia pervenuto gia completo; secondo la cassazione se il creditore promuove lazione cambiaria dopo il triennio, al lui spetta lonere di provare che il riempimento avvenuto tempestivamente. Pluralit delle obbligazioni cambiarie La cambiale nasce con la dichiarazione cambiaria del traente o dellemittente, ma spesso dopo lemissione e prime della scadenza vengono aggiunte altre dichiarazioni da ognuna delle quali nasce un obbligo cambiario del sottoscrittore verso il creditore cambiario Obbligati diretti: emittente trattario (accettazione) loro avvallanti Obbligati di regresso: traente giranti (girata) loro avvallanti

Indipendenza delle obbligazioni cambiarie Le varie obbligazioni, che derivano dalle varie dichiarazioni cambiarie, godono del principio di indipendenza: linvalidit di una delle obbligazioni non influisce sulla validit delle altre obbligazioni; cos se lobbligazione del traente nulla per falsit della sua sottoscrizione, restano valide le obbligazioni del suo avvallante, dellaccettante, dei giranti Vizio di forma: - se colpisce la dichiarazione del traente o dellemittente (autori del titolo) le rende nulla e nullo anche il titolo stesso; di conseguenza non sono valide come obbligazioni cambiarie neppure le relative dichiarazioni di altri soggetti (non si tratta cmq di una eccezione al principio di indipendenza) - se riguarda la dichiarazione di un obbligato cambiario diverso dallautore del titolo (girante, accettante, avvallante) saranno nulle solo le singole obbligazioni di costoro e rimarranno valide le obbligazioni di altri soggetti. Eccezione: linvalidit dellobbligazione dellavvallato per vizio di forma produce linvalidit dellobbligazione dellavvallante (ovviamente lavvallato non deve essere lautore del titolo) Vizio di contenuto: - se colpisce la dichiarazione dellautore del titolo (es. essa sottoposta ad una condizione) la rende nulla e nullo anche il titolo stesso; di conseguenza non sono valide come obbligazioni cambiarie neppure le relative dichiarazioni di altri soggetti (non si tratta cmq di una eccezione al principio di indipendenza) - se la condizione apposta allaccettazione o allavvallo nulla solo la relativa obbligazione - se la condizione posta ad una girata, la girata valida, ma la condizione si ha per non scritta Al principio di indipendenza si ricollega anche la regola per cui nellipotesi di alterazione del testo cambiario, chi ha firmato dopo lalterazione, risponde nei termini del testo alterato, mentre chi ha firmato prima dellalterazione risponde nei termini del testo originario; in mancanza di prova contraria la legge presume che tutte le sottoscrizioni siano state apposte prima dellalterazione. Sottoscrizione della dichiarazione Ogni dichiarazione cambiaria, per valere come tale, deve risultare dal documento cambiario. Allungamento = istituto per cui le dichiarazioni di girata e avvallo possono essere apposte su un foglio attaccato alla cambiale Le varie dichiarazioni cambiarie possono essere accompagnate da una formula che consenta di determinarne il contenuto; ma essere possono anche essere apposte senza laccompagnamento di tali formule: in questi casi per evitare incertezze circa il valore giuridico della dichiarazione, occorre apporre la sottoscrizione in un determinato luogo della cambiale: - girata: sottoscrizione sul retro della cambiale - accettazione e avvallo: sottoscrizione sul retto della cambiale Capacit di agire possono assumere obbligazioni cambiarie tutte le persone capaci di agire, compresi i minori emancipati autorizzati allesercizio di unimpresa commerciale incapaci relativi: si tratta dei minori emancipati non autorizzati allo esercizio di una impresa commerciale e degli inabilitati; essendo lassunzione di una obbligazione cambiaria un atto di straordinaria amministrazione, perch assumano obbligazioni cambiarie necessario che la loro dichiarazione sia sottoscritta anche dal curatore con la clausola per assistenza od altra equivalente; se questa clausola viene omessa, il curatore obbligato personalmente

incapaci assoluti: si tratta dei minori di et e degli interdetti; i loro rappresentanti legali (genitori o tutore) possono senzaltro obbligarsi cambiariamente in loro nome se sono autorizzati allesercizio del commercio; altrimenti il genitore avr bisogno dellautorizzazione del giudice tutelare e il tutore, previo parere del giudice tutelare, dellautorizzazione del tribunale. Se il rappresentante legale nel sottoscrivere la cambiale non aggiunge che la sua sottoscrizione fatta in dette qualit, egli risponde in proprio dellobbligazione e lincapace non diviene obbligato cambiario; medesime conseguenze si hanno in caso di mancata autorizzazione. incapacit naturale: la cassazione ammette ex art 428,1 che lannullabilit della dichiarazione cambiaria dellincapace di intendere e di volere una eccezione reale e quindi opponibile a qualunque possessore del titolo, anche se in buona fede Rappresentanza volontaria Le dichiarazioni cambiare possono essere compiute anche per mezzo di un rappresentante; ovviamente dalla dichiarazione o dalla sottoscrizione deve apparire che il dichiarante non si obbliga in nome proprio, ma in nome del rappresentato (altrimenti egli rimane obbligato in proprio). Quando il rappresentante ha il potere di assumere obbligazioni cambiarie? - il rappresentante che ha il potere generale di assumere obbligazioni in nome di un rappresentato che non imprenditore commerciale, ha il potere di assumere obbligazioni cambiarie solo se nella procura gli esplicitamente concesso questo potere - il rappresentante che ha il potere generale di assumere obbligazioni in nome di un rappresentato che imprenditore commerciale, ha il potere di assumere obbligazioni cambiarie, a meno che tale potere non sia esplicitamente escluso nella procura Se il rappresentante che non abbia il potere di assumere obbligazioni cambiarie, tuttavia lo eserciti assumendo unobbligazione cambiaria in nome del rappresentato, egli rimane obbligato cambiario mentre il rappresentato no; se per il debito assunto da un amministratore rappresentante di societ per azioni, la societ risponde lo stesso del debito, a meno che non riesca a provare che il terzo beneficiario della cambiale ha agito intenzionalmente in suo danno. Laccettazione E un istituto proprio della cambiale tratta il cui effetto quello di far diventare il trattario obbligato cambiario diretto: prima dellaccettazione il portatore non ha contro il trattario nessuna azione, n cambiario, n ordinaria. Forma: il trattario accetta la cambiale apponendo sulla stessa la clausola accettato o visto o altra equivalente, seguita dalla sottoscrizione autografa e dallindicazione del luogo e della data di nascita ovvero del codice fiscale; se non si appone nessuna clausola, la sottoscrizione devessere apposta nella faccia anteriore della cambiale i il titolo va restituito a chi lo ha presentato; come in ogni caso laccettazione va apposta sulla cambiale Contenuto: laccettazione deve essere incondizionata, fatta per tutta la somma e senza introdurre modifiche; se laccettazione fatta sotto condizione, laccettante non assume alcuna obbligazione cambiaria e si ha quindi lo stesso effetto del rifiuto; se laccettazione viene fatta solo per una parte della somma o introducendo delle modifiche , laccettante resta obbligato cambiariamente nei termini della sua accettazione ma il portatore pu agire subito contro gli obbligati di regresso. Rifiuto: il trattario non diviene obbligato cambiario e il portatore legittimo della cambiale, dopo aver fatto constatare la mancanza di accettazione per mezzo del protesto, pu esercitare subito il suo credito di regresso contro il traente i giranti e i loro avvallanti, pretendendo dagli stessi il pagamento della somma cambiaria detratto lo sconto (azione di regresso per mancata accettazione)

Revoca: se la sottoscrizione viene cancellata dallaccettante prima di restituire il titolo, laccettazione si ha per non avvenuta (la cancellazione si presume fatta prima della restituzione, fino a prova contraria); se per il trattario prima della cancellazione ha dato notizia per iscritto dellaccettazione al portatore o ad un qualsiasi firmatario della cambiale, rimane obbligato cambiariamente verso costoro. Tempi: laccettazione pu essere chiesta fino al giorno della scadenza dal portatore o anche da un semplice detentore della cambiale; va chiesta alla residenza del trattario. - La cambiale a certo tempo vista deve essere presentata allaccettazione entro un anno dalla data di emissione; anche nelle altra cambiale il traente o i giranti possono prescrivere che la cambiale sia presentata entro un dato termine: se la cambiale non viene presentata in detto termine e la clausola stata apposta dal traente, nessuno degli obbligati di regresso pi responsabile per la mancata accettazione o per il mancato pagamento della cambiale; se la clausola stata apposta da un girante, libero soltanto lui. - Clausola non accettabile: con essa il traente vieta che la cambiale sia presentata allaccettazione (di solito quando il traente si riserva di fornire al trattario la provvista solo alla scadenza della cambiale); questo non possibile in tre ipotesi: a. quando la scadenza a certo tempo vista b. quando la cambiale pagabile da un terzo (domiciliazione propria) c. quando la cambiale deve essere pagata dal trattario in un luogo diverso dalla sua residenza (domiciliazione impropria) Se egualmente la cambiale viene presentata per laccettazione e il trattario la rifiuta, gli obbligati di regresso non sono responsabili per questo rifiuto; se invece il trattario accetta, laccettazione valida e laccettante diventa obbligato cambiario diretto. - Termine dilatorio: il traente pu anche vietare che la presentazione allaccettazione avvenga prima che sia trascorso un dato termine, nel qual caso egli libero da responsabilit per il rifiuto dellaccettazione richiesta prima della scadenza di detto termine. Lavvallo E una dichiarazione cambiaria mediante la quale il dichiarante (avvallante) assume una garanzia, letterale ed astratta, per il pagamento, totale o parziale, della somma indicata nella cambiale, collocandosi nella stessa posizione formale di una altro obbligato cambiario da lui indicato e detto avvallato Effetto: lavvallante obbligato nello stesso modo dellavvallato e quindi un obbligato diretto se lavvallato un obbligato diretto, un obbligato di regresso se lavvallato un obbligato di regresso. Lobbligazione dellavvallante non sussidiaria rispetto a quella dellavvallato, ma i due sono obbligato solidali Forma: per compiere una dichiarazione di avvallo basta apporre sulla cambiale o sullallungamento la propria firma preceduta dalla clausola per avvallo di (il nome dellavvallato) o altra equivalente; se non si indica il nome dellavvallato la legge presume che lavvallo concesso a favore di colui che ha emesso la cambiale (emittente o traente). La dichiarazione di avvallo si pu anche fare limitandosi ad apporre la propria sottoscrizione su retto (faccia anteriore) della cambiale (purch non si tratto della firma dellemittente, del traente o del trattario) Validit: lobbligazione dellavvallante valida anche se non lo quella dellavvallato; solo quando linvalidit dellobbligazione dellavvallato deriva da un vizio di forma (es. lavvallato ha sottoscritto senza indicare il nome) essa produce linvalidit dellobbligazione dellavvallante.

Cambiale di favore

un terzo (favorente), sulla base di una convenzione (detta di favore) con colui che il debitore principale nel rapporto sottostante, rilascia in veste di emittente una cambiale (di favore) allo stesso debitore del rapporto sottostante (favorito), il quale in veste di primo prenditore, la gira a colui che nel rapporto sottostante creditore, assumendo quale girante unobbligazione cambiaria di regresso. Il favorente obbligato nei confronti dei portatori della cambiale estranei alla convenzione di favore; ma tale convenzione di favore pu essere opposta al favorito quale eccezione personale: se il titolo ritorna nelle mani del favorito ed egli promuove unazione contro il favorente, questo gli pu eccepire che la firma di favore e quindi non esiste alcun credito del favorito verso di lui (ovviamente a carico del favorito la prova dellesistenza di una convenzione di favore). Sempre in virt della convenzione di favore, il favorente pu ripetere dal favorito le somme che eventualmente stato costretto a pagare al portatore del titolo La circolazione della cambiale - mediante girata: il credito cambiario come ogni altro credito incorporato il un titolo di credito allordine si trasferisce apponendo sul titolo la girata e consegnandolo allacquirente. La girata deve essere scritta sul titolo o sullallungamento e deve essere sottoscritta dal girante; pu essere apposta sul retto o sul retro, salvo che si tratto di una girata in bianco che per essere valida deve essere scritta esclusivamente a tergo della cambiale o sullallungamento. La girata deve essere incondizionata e totale: se vi apposta una condizione questa si considera come non scritta e la girata vale come se fosse incondizionata; invece la girata parziale nulla e quindi il giratario non diventa portatore legittimo della cambiale La girata ha anche una funzione di garanzia: rende il girante responsabile dellaccettazione e del pagamento verso il proprio giratario e tutti i successivi giratari; il girante pu evitare questo effetto apponendo la clausola senza garanzia o latra equivalente - trasferimento di diritto comune: mediate cessione ordinaria e per successione mortis causa - ipotesi di girate anomale: al giratario si possono opporre tutte le eccezioni che e si potevano opporre al suo girante: a) girata per procura b) girata tardiva: girata fatta posteriormente al protesto per mancato pagamento ovvero dopo che trascorso il termine previsto per levare utilmente detto protesto c) quando il giratario ha acquistato il credito con lintenzione di privare il debitore cambiario delle eccezioni personali che questi poteva opporre al girante Cambiale ipotecaria E tale una cambiale che contiene una clausola con cui si dichiara che, a garanzia del credito cartolare, stata costituita unipoteca. Costituzione dellipoteca: per essere costituita lipoteca deve essere iscritta nei registri immobiliari a favore dellattuale possessore della cambiale ed inoltre deve essere annotata sulla cambiale a cura del conservatore (secondo la giurisprudenza anche questa annotazione ha carattere costitutivo). Trasferimento: per non rallentare la circolazione, anche lipoteca si trasferisce ai successivi portatori legittimi del titolo, senza che occorra annotare i successivi trapasso nel registro immobiliare; inoltre essa si trasferisce in modo autonomo e quindi anche nel caso di acquisto a non domino. Ovviamente perch questo avvenga occorre che lipoteca si asta costituita validamente: perci secondo una opinione diffusa ai successivi portatori della cambiale ipotecaria rimangono opponibili i vizi relativi al negozio di concessione dellipoteca o allatto di iscrizione nei registri immobiliari

Cancellazione dellipoteca: occorre presentare al conservatore - un atto (autentico) di consenso alla cancellazione da parte del creditore iscritto nei registri immobiliari - il titolo cambiario che viene restituito dopo che il conservatore vi ha eseguito lannotazione della cancellazione La cessione della provvista Nella cambiale tratta, la mancanza prima dellaccettazione, di un obbligato cambiario principale, pu intralciare la circolazione della cambiale: eccezionalmente stato ammesso che il traente possa inserire nella cambiale una clausola di cessione del credito derivante dal rapporto di provvista. Lapposizione della clausola di cessione delle provvista per soggetta a limiti rigorosi: - pu essere apposta dal traente solo nella cambiali tratte che hanno la clausola non accettabile; nella cambiale tratte accettabili, pu essere apposta solo per leventualit che laccettazione venga rifiutata (ne deriva che la clausola di cessione di provvista diviene inefficacie con la successiva accettazione) - il credito di provvista deve avere origine da un rapporto di fornitura di merci fatta dal traente al trattario - la clausola di cessione deve essere inserite nel titolo e a pena di nullit deve contenere la data e il numero della fattura relativa alla fornitura della merce - la cessione pu essere effettuata dal traente solo a favore di una banca o di un banchiere; essa per giova a tutti i successivi portatori del titolo, anche se non rivestono questa qualifica - la cessione per essere efficace nei confronti dei terzi e del debitore ceduto, deve essere a questo notificata; dopo la notifica il credito di trasferisce con la consegna e la girata della cambiale Scadenza e pagamento Alla scadenza, il pagamento della somma cambiaria deve essere chiesto al trattario nella cambiale tratta, allemittente nella cambiale propria. Quanto al luogo la cambiale deve essere presentata al luogo comune e allindirizzo indicato quale luogo di pagamento; se manca lindirizzo, il pagamento deve essere chiesto nella casa di residenza delle seguenti persone: - del trattario nella cambiale tratta - dellemittente nella cambiale propria - del domiciliatario nella cambiale domiciliata Il debitore estingue il proprio debito pagando a chi portatore legittimo della cambiale. Detta estinzione non avviene per se il debitore sapeva ed aveva le prove (o ignorava per colpa grave) che il portatore legittimo non era titolare del credito cambiario; il debitore per solo obbligato a controllare la continuit formale della firme del girati, ma se non conosce di persona lultimo giratario, deve accertarne lidentit (es. chiedendo la carta didentit) Il debitore che paga la somma cambiaria pu esigere dal portatore la cambiale quietanza, in modo che il pagamento risulti dallo stesso titolo; altrimenti, se la cambiale gli viene sottratta e girata a persona in buona fede, egli deve adempiere una seconda volta. In deroga allart 1181 del C.C. il portatore legittimo non pu rifiutare il pagamento parziale (se lo rifiutasse, non potrebbe esercitare lazione di regresso per quella parte di somma che il debitore principale volava pagare); egli pu invece rifiutare il pagamento anticipato (offerto prima della scadenza); il debitore che paga prima della scadenza, lo fa a suo rischio e pericolo, perch se si dimostra che il portatore a cui ha pagato non era titolare e che il vero titolare avrebbe potuto far valere il suo diritto se il pagamento non fosse stato anticipato, egli costretto a pagare una seconda volta. Mora del creditore: se la cambiale non viene presentata per il pagamento nel termine stabilito, qualsiasi debitore cambiario ha la facolt di depositare la somma presso lautorit competente (Banca dItalia) a spese, a rischio e pericolo del creditore cambiario.

Le azioni cambiarie Se, alla presentazione della cambiale, il pagamento viene rifiutato dal trattario o dallemittente, il portatore legittimo pu pretenderlo da tutti gli obbligati cambiari e quindi pu agire giudizialmente contro di essi. Azione cambiaria diretta: per agire contro gli obbligati diretti, sufficiente provare il rifiuto del pagamento in qualunque modo, senza bisogno di ricorrere al protesto n osservare altre formalit. Se a pagare un avvallante, costui a sua volta potr esercitare lazione cambiaria contro lavvallato (emittente o trattario) che lo precede nel nesso cambiario. Azione cambiaria di regresso: il portatore legittimo pu anche preferire di agire contro gli obbligato di regresso, ma per esercitare questa azione devono ricorrere delle condizioni: 1) presentazione allaccettazione: vi sono delle ipotesi in cui per poter esercitare lazione di regresso necessario aver presentato la cambiale allaccettazione: - nelle cambiali a certo tempo vista, dove la presentazione deve avvenire entro un anno dallemissione - nelle cambiali in cui il traente o uno dei giranti ha prescritto che il titolo sia presentato allaccettazione entro un determinato termine, dove la presentazione deve avvenire entro dato termine, altrimenti, se la clausola stata apposta dal traente, si perdono tutti i crediti di regresso, mentre se la clausola stata apposta da un girante, si perde il credito solo contro tale girante 2) presentazione al pagamento: necessari che la cambiale sia stata presentata per il pagamento nel termine prescritto 3) protesto: necessario che il mancato pagamento sia constatato mediante un atto redatto in forma solenne da un pubblico ufficiale (notaio, ufficiale giudiziario, aiutante ufficiale giudiziario o in mancanza di questi segretario comunale) Luogo: il protesto deve essere fatto nel comune in cui si deve chiedere il pagamento e allindirizzo indicato nel titolo, o, in mancanza, alla residenza del trattario, dellemittente o del domiciliatario; se la residenza di queste persone non si pu rintracciare, il protesto si pu fare in qualunque luogo del comune di pagamento (c.d. protesto al vento) Tempo: il protesto non pu essere fatto nel giorno della scadenza, ma deve essere levato in uno dei due giorni feriali successivi a detto giorno; se la scadenza a vista, il protesto deve essere fatto entro un anno dalla data di emissione della cambiale. Se so omette di fare il protesto nel termine indicato, si estinguono tutti i crediti di regresso, a meno che il traente non abbia apposto sulla cambiale la clausola senza spese o senza protesto o altra simile: in questo caso non occorre levare il protesto, ma sufficiente che sia richiesto il pagamento entro il termine prescritto; se la clausola stata apposta da un girante e non si fa il protesto, si conserva il credito solo contro quel girante Forma: il protesto deve essere fatto con un solo atto che pu essere scritto nella stessa cambiale o sullallungamento ovvero su un documento separato, che per contenga la trascrizione della cambiale. Il protesto non ammette equipollenti; esso tuttavia pu essere sostituito da una dichiarazione di rifiuto del pagamento datata e sottoscritta dal trattario o dallemittente e registrata non oltre il termine stabilito per levare il protesto Contenuto: latto do protesto deve indicare la data e il luogo in cui stato fatto, chi lo ha richiesto, le ricerche fatte per trovare la residenza del trattario o dellemittente o del domiciliatario, le persone ivi trovate, le risposte ricevute o il motivo per cui non se n ricevuta alcuna, la sottoscrizione di chi fa il protesto Gli atti i protesto vengono trasmessi alla di fine di ogni mese alla camera di commercio e pubblicati nel registro informatico dei protesti; la registrazione di ciascun protesto viene cancellata dopo cinque anni, tuttavia chi ha subito un protesti illegittimo o per errore o chi ha pagato entro un anno dalla levata del protesto, pu chiedere la immediata cancellazione del proprio nome: a seguito della cancellazione il protesto si considera come mai avvenuto.

Mediante lazione di regresso si pu pretendere: la somma cambiaria con gli interessi, se vi la clausola di interessi gli interessi moratori, dal giorno della scadenza al giorno del pagamento le spese per il protesto e le altre spese occorse Regresso anticipato: si pu pretendere dagli obbligati di regresso la somma cambiaria, deducendone per lo sconto, anche prima della scadenza della cambiale, solo nelle seguenti ipotesi: - se nella cambiale tratta il trattario ha rifiutato laccettazione; ma il pagamento anticipato non pu essere richiesto a nessuno degli obbligati di regresso in presenza della clausola non accettabile apposta dal traente - in caso di rifiuto parziale dellaccettazione, si pu pretendere solo la differenza - in caso di accettazione con condizioni o modifiche - in caso di fallimento del trattario o dellemittente o del traente in una cambiale non accettabile: non necessario il protesto ma basta presentare in giudizio la sentenza di fallimento - in caso di insolvenza da parte del trattario o dellemittente o di esecuzione infruttuosa sui loro beni Obbligo di avviso: perch gli obbligati di regresso siano avvisati in tempo del rifiuto dellaccettazione o del pagamento, prescritto che il portatore legittimo avvisi del rifiuto, entro i 4 giorni feriali successivi, il traente e lultimo girante che abbia indicato sulla cambiale in modo leggibile il proprio indirizzo; entro i 2 giorni feriali successivi colui che ha ricevuto lavviso deve ravvisare a sua volte il primo dei giranti che lo precedono e cosi via. Colui che omette di dare avviso pu esercitare ugualmente lazione di regresso ma tenuto a risarcire i danni nei limiti dellammontare della cambiale Il processo cambiario: 1. Lesercizio delle azioni cambiarie Il creditore cambiario che voglia perseguire giudiziariamente un debitore cambiario esercitando contro di lui lazione cambiaria, pu scegliere tra diversi procedimenti cambiari: ordinario procedimento di cognizione: il creditore pu iniziare un ordinario procedimento di cognizione, in contraddittorio con il debitore, per ottenere lemanazione di una sentenza che lo condanni al pagamento della somma cambiaria (poco usato per la sua lunga durata) procedimento sommario: il creditore ricorre ad esso per ottenere lemanazione di un decreto ingiuntivo, con il quale lautorit giudiziaria ingiunge al debitore di pagare la somma richiesta in un determinato termine; se in detto termine il debitore fa opposizione, si instaura un ordinario procedimento di cognizione in contraddittorio, altrimenti il decreto diventa esecutivo e si pu quindi inscrivere subito ipoteca ed iniziare il procedimento esecutivo procedimento esecutivo: poich la cambiale, quando in regola con il bollo fin dal momento dellemissione, gia titolo esecutivo, il creditore pu iniziare da subito la procedura esecutiva; per fare ci deve notificare al debitore il precetto, cio un atto giudiziale con cui gli si intima di pagare entro un breve termine, trascorso il quale si pu procedere al pignoramento e alla vendita forzata dei suoi beni Il processo cambiario: 2. Le eccezioni cambiarie Il debitore contro il quale si procede giudizialmente, pu difendersi opponendo le eccezioni tendenti a dimostrare che il suo debito non valido o che si estinto, o che cmq non tenuto a pagare al richiedente. Nel procedimento ordinario do cognizione, le eccezioni si fanno valere il contraddittorio nel corso del giudizio; nel procedimento sommario si fanno valere mediante opposizione al decreto ingiuntivo; nel procedimento esecutivo si fanno valere mediante opposizione allesecuzione (opposizione al precetto) Eccezioni reali o assolute = opponibili a tutti i creditori cambiari

eccezioni di forma: sono desunte dalla mancanza nella cambiale dei requisiti prescritti a pena di nullit (es. mancanza della denominazione di cambiale); esse oltre ad essere reali sono anche oggettive, cio possono essere opposte da tutti i debitori eccezioni fondate sulla lettera del titolo: sono desunte dal fatto che il portatore pretende di esercitare un diritto diverso da quello risultante dalle clausole contenute nel titolo eccezioni fondate sulla mancanza delle condizioni necessarie per lesercizio del diritto cambiario (es. manca il protesto) eccezioni di falsit della firma, di omonimia, di incapacit (legale e naturale), di difetto di rappresentanza, di violenza assoluta nella creazione della cambiale: queste eccezioni sono reali, ma soggettive, cio possono essere opposte solo dal debitore interessato.

Eccezioni personali o relative = opponibili solo a determinati creditori - eccezioni di riempimento abusivo o tardivo della cambiale in bianco: possono essere opposte solo a coloro che erano in malafede o in colpa grave, non a coloro che hanno acquistato in buonafede la cambiale gia completata - eccezione desunte dai rapporti personali che intercorrono tra il creditore che pretende il pagamento e il debitore dal quale si pretende il pagamento (come il rapporto fondamentale o le convenzioni - eccezioni di mancanza di legittimazione o di mancanza di titolarit Lazione causale Tra traente e prenditore, tra girante e suo giratario e cosi via, esiste di solito, accanto al debito cambiario, un precedente rapporto di debito derivante da un negozio giuridico: questi due debiti coesistono e il creditore pu esercitare o lazione cambiaria o lazione causale, cio quella derivante dal rapporto fondamentale; il pagamento estingue entrambi i debiti. Per esercitare lazione causale per necessario osservare tre condizioni: 1. deve essere accertata mediante protesto la mancanza di accettazione o di pagamento; questo non occorre quando lazione causale viene esercitata contro lemittente del titolo o anche il primo prenditore nella cambiale propria i quali non possono avere azioni di regresso e quindi non ricevono nessun pregiudizio dalla mancanza del protesto 2. il creditore deve offrire al debitore la restituzione della cambiale, depositandola presso la cancelleria del giudice (per evitare che magari un terzo in buona fede acquisti la cambiale e il debitore sia costretto a pagare due volte); questo non necessario nei casi in cui in concreto non sussista il rischio che il debitore possa essere costretto al duplice pagamento per la accertata impossibilit di una altrui azione cambiaria, perch questa prescritta o il titolo nullo 3. il creditore deve compiere tutti gli atti necessari per conservare al debitore le azioni di regresso contro gli altri debitori cambiari Linosservanza delle condizioni deve essere eccepita dal debitore e non pu essere rilevata dufficio dal giudice Novazione le parti nellassumere il debito cambiario hanno espressamente stabilito che cosi di veniva ad avere novazione del rapporto fondamentale, con conseguente estinzione di detto rapporto e permanenza del solo rapporto cambiario: in questo caso non si pu esercitare lazione causale.

Azione di arricchimento Se il creditore cambiario ha perduto lazione cambiaria contro tutti gli obbligati cambiari e non ha nemmeno lazione causale contro nessun degli obbligati cambiari e questo ha cagionato un arricchimento di uno degli obbligati cambiari, il portatore legittimo della cambiale pu esercitare lazione di arricchimento, pretendendo dallarricchito la somma di cui si ingiustamente arricchito a suo danno. Prescrizione

i crediti cambiari contro gli obbligati principali si prescrivono in tre anni dal giorno della scadenza il credito del portatore contro gli obbligato di regresso si prescrive in un anno dal giorno del protesto levato in tempo utile ovvero dal giorno della scadenza, se vi la clausola senza spese i crediti dei giranti contro i precedenti obbligati di regresso si prescrivono n sei mesi dal giorno in cui il girante ha pagato la cambiale o dal giorno in cui lazione di regresso stata promossa contro di lui lazione di arricchimento si prescrive in un anno dal giorno della perdita del credito cambiario la prescrizione dellazione causale si ritiene che inizi a decorrere dal giorno del rifiuto dellaccettazione ovvero dalla scadenza della cambiale, cio dal giorno a partire dal quale si pu esercitare lazione causale.

Particolarit: gli atti interrottivi della prescrizione, compiuti nei confronti di uno degli obbligati cambiari, non interrompono la prescrizione nei confronti degli altri.

LASSEGNO BANCARIO = titolo di credito allordine o al portatore mediante il quale il traente ordina ad un banchiere di pagare a vista una somma determinata al portatore legittimo del documento. Lassegno un titolo cambiario di pagamento del quale si serve chi stipula con la banca un contratto (solitamente di conto corrente), in virt del quale, sulla base di una c.d. convenzione di assegno, viene autorizzato dalla banca a trarre su di essa dei titoli di credito, fino ad un ammontare determinato, che costituisce la somma che il cliente ha disponibile presso la banca (c.d. provvista). A differenza di quanto accade nella cambiale, il trattario-banchiere non diventa obbligato cartolare nei confronti del portatore legittimo del titolo, ma obbligato extracartolare nei confronti del traente e fino al limite della provvista Requisiti: - denominazione di assegno bancario - ordine incondizionato di pagare una somma di denaro - nome del prenditore: la sua mancanza incide soltanto sulla legge di circolazione, nel senso che esso vale come assegno bancario al portatore - data di emissione: la sua assenza determina invalidit dellassegno, mentre la sua falsit no (esempio di data di emissione falsa: assegno post-datato) - il trattario deve essere un banchiere: pena linvalidit dellassegno scadenza: non necessaria lindicazione della scadenza, perch essa sempre a vista luogo di pagamento: si considera tale il luogo accanto al nome del banchiere trattario; in mancanza di tale indicazione, si considera luogo di pagamento il luogo di emissione dellassegno e, se in esso non vi uno stabilimento del trattario, il luogo dove il trattario ha il suo stabilimento principale lassegno in bianco considerato dallopinione prevalente invalido qualsiasi promessa di interessi inserita nellassegno bancario si ha per non scritta lassegno pu essere emesso per mezzo di un rappresentante; a differenza che per le cambiale, il rappresentante generale ha il potere, salva clausola contraria, di emettere e girare assegni bancari in nome del traente, anche se questi non un imprenditore commerciale

Legge di circolazione Se non detto niente, lassegno allordine; la girata ha la duplice funzione di trasferimento del diritto cartolare e di garanzia (il girante diventa obbligato di regresso) Lassegno al portatore: - se non indicato il nome del prenditore - quando indicato il nome del prenditore, se inserita la dizione al portatore o altra equivalente La girata pu essere apposta anche ad un assegno al portatore, ma in questo caso non lo trasforma in un titolo allordine e ha solo una funzione di garanzia La legge impedisce la circolazione di assegni al portatore di importo superiore a 12.500 : in tale ipotesi lassegno deve essere emesso con lindicazione del nome del prenditore e con la clausola non trasferibile Accettazione Lassegno non pu essere accettato; ogni menzione di certificazione, conferma, visto e ogni altra equivalente scritta sul titolo e formata dal trattario ha solo leffetto di accertare lesistenza dei fondi e di impedire il ritiro da parte del traente prima della scadenza del termine di presentazione dellassegno. Presentazione al pagamento

Termine di presentazione. Lassegno deve essere presentato al pagamento entro un termine finale che inizia a decorrere dalla data di emissione: otto giorni se il comune di emissione e quello di pagamento coincidono quindici giorni se si tratta di comuni diversi Se si lascia trascorrere detto termine senza chiedere il pagamento si hanno diversi conseguenze: - si estinguono le obbligazioni di regresso dei giranti - se il traente da ordine al trattario di non pagare lassegno, il trattario lo deve eseguire - il traente pu ritirare i fondi anche se lassegno stato vistato dal trattario - anche se lassegno scoperto, il traente non soggetto a sanzioni amministrative Pagamento. Se avviene il pagamento esso estingue lobbligo di regresso del traente e dei giranti e loro avvallanti, lobbligazione extracartolare del trattario verso il traente (solo se il pagamento sia fatto al portatore legittimo del titolo senza dolo o colpa grave da parte del trattario) Falsificazione della firma del traente. Mentre sicure che il trattario non tenuto a controllare lautenticit delle firme dei giranti, invece discusso quali conseguenze si abbiano per il pagamento di un assegno dove stata falsificata la forma del trattario; opinione corrente: - se la falsificazione avvenuta per colpa del traente, su di lui ricade il rischio del pagamento - se il pagamento avvenuto con colpa da parte della banca, il rischio ricade sulla banca, finch essa non dimostri di non essere stata in grado di riscontrare la falsit nonostante luso della diligenza dellaccorto banchiere Pi difficile la soluzione nellipotesi di mancanza di colpa da parte di entrambi; spesso cmq nella convenzione di assegno contenuta una clausola per cui il trattario pu sempre opporre al traente il pagamento degli assegni falsificati; ma detta clausola di esonero da responsabilit, anche se stata approvata dal traente, non ha valore nel caso in cui il pagamento sia avvenuto per dolo o per copla grave del trattario (ex art 1229 C.C.) Alterazione dellammontare dellassegno. Se lalterazione era riconoscibile dal trattario con lordinaria diligenza professionale, il pagamento per leccedenza non pu essere addebitato al traente, al quale la giurisprudenza addossa lonere della prova della riconoscibilit Rifiuto di pagamento. Se la banca trattaria rifiuta il pagamento al portatore dellassegno, questi pu rivolgersi in via di regresso contro: - i giranti e loro avvallanti: occorre per questo che lassegno sia stato presentato al pagamento entro il termine prescritto e che la mancanza di pagamento sia stata constatata o mediante protesto o mediante dichiarazione del trattario scritta sullassegno e registrata; il protesto o la constatazione equivalente devono farso entro il termine di presentazione, ovvero nel primo giorno feriale successivo quando la presentazione dellassegno avvenuta nellultimo giorno del termine - contro il traente: non necessario n il rispetto del termine di presentazione, n di protesto; ma se la disponibilit della somma sia venuta a mancare dopo il decorso del termine di presentazione per fatto del trattario, il portatore perde lazione di regresso contro il traente in tutto o limitatamente alla parte della somma che sia venuta a mancare Assegno emesso senza autorizzazione o senza copertura Il traente soggetto a sanzioni amministrative pecuniarie applicate dal prefetto del luogo di pagamento; ma nellipotesi di assegno scoperto, le sanzioni amministrative non si applicano se entro 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione il traente effettua il pagamento dellimporto dellassegno, degli interessi legali, di una penale pari al 10% della somma dovuta e non pagata e delle eventuali spese per il protesto o per la constatazione equivalente. Se non avviene il pagamento tardivo a carico dellemittente, oltre allapplicazione delle sanzioni pecuniarie, opera anche il divieto di emettere assegni per un periodo da 2 a 5 anni (c.d. interdizione

dallemissione di assegni); se cmq linterdetto emette lo stesso altri assegni punito penalmente per il solo fatto dellemissione Ammortamento Procedura analoga a quella prevista per la cambiale, che si applica agli assegni allordine e anche a quelli al portatore Prescrizione - lazione di regresso del portatore contro il traente, i giranti e gli altri obbligati si prescrive in sei mesi dal termine di presentazione - lazione di regresso di chi ha pagato lassegno contro chi lo precede nellordine cambiario si prescrive in sei mesi dal giorno del pagamento dellassegno ovvero dal giorno in cui lazione di regresso stata promossa contro di lui - lazione di arricchimento si prescrive in un anno a decorrere dal giorno della perdita dellazione cartolare Segni, clausole e assegni particolari Assegno sbarrato: il traente o il portatore possono sbarrare lassegno apponendovi sulla faccia anteriore due linee parallele (sbarre) - sbarramento generale: tra le due sbarre non vi nessuna indicazione o vi la parola banchiere o latra equivalente; il suo effetto che il trattario pu pagare lassegno solo ad un suo cliente o ad un altro banchiere - sbarramento speciale: tra le due barre scritto il nome di un banchiere, che pu essere lo stesso trattario; il suo effetto che il trattario pu pagare lassegno soltanto al banchiere designato ovvero, se questi lui stesso, solo ad un suo cliente Assegno da accreditare: apponendo sulla faccia anteriore del titolo in senso trasversale le parole da accreditare o altra espressione equivalente, il traente o il portatore vietano chelassegno sia pagato in contanti: il trattario pu solo accreditarne limporto nel conto che il portatore ha presso di lui ovvero compensarlo con un altro credito che egli a sua volta vanti verso il portatore legittimo dellassegno Assegno non trasferibile: lassegno bancario emesso o girato con la clausola non trasferibile o altra equivalente non pu essere pagato se non al prenditore o accreditato sul suo conto corrente: dopo lapposizione di questa clausola lassegno non pu pi circolare e le girate apposte si hanno per non scritte, la cancellazione della clausola si ha per non avvenuta Assegni a copertura garantita: detti anche assegni vade mecum, sono assegni in cui sulla carta filigranata dellassegno impressa la cifra massima per cui lassegno pu essere emesso. Il banchiere rilascia al cliente moduli per un importo complessivo non superiore ai fondi che il cliente ha disponibili presso di lui; il cliente pu disporre di detti fondi solo dopo che il banchiere ha pagato tutti gli assegni o dopo aver restituito al banchiere i moduli degli assegni residui non emessi Carta assegni: documento rilasciato dal banchiere trattario al cliente che lo sottoscrive nella faccia anteriore, in cui di solito sono indicati: il numero della carta, il numero del c/c, il nome del titolare del c/c e della carta, la data di scadenza della carta e lindicazione dellimporto massimo per cui ciascun assegno pu essere emesso; nella faccia posteriore vi una dichiarazione a stampa del banchiere con cui egli assicura il buon fine di ogni assegno emesso sulla base di essa, a condizione che il prenditore faccia firmare lassegno dal traente in sua presenza, accerti la corrispondenza della firma e del c/c, trascriva sullassegno il n- della carta. Assegni turistico:

ASSEGNO CIRCOLARE = la sua struttura si modella su quella del pagher cambiario, perch viene emesso direttamente su richiesta del cliente, che versa limporto corrispondente o ne consente laddebitamento sul proprio conto da una banca che quindi assume la vesta di debitore principale, obbligandosi a pagarlo a vista al portatore presso tutti i recapiti indicati sul titolo. Lassegno circolare deve essere emesso necessariamente allordine e pu essere emesso sbarrato, da accreditare, non trasferibile (obbligatoriamente quando limporto e superiore a 12.500 ) e turistico Lassegno circolare deve contenere: la denominazione di assegno circolare nel contesto del titolo, la promessa incondizionata di pagare a vista una somma determinata, lindicazione del prenditore, lindicazione della data e del luogo in cui lassegno emesso, la sottoscrizione dellistituto emittente. Il titolo che manchi di qualcuno di suddetti requisiti non vale come assegno circolare. TITOLI SPECIALI VAGLIA CAMBIARIO = titolo di credito allordine emesso dalla Banca dItalia, dal Banco di Napoli e dal Banco di Sicilia con cui le banche emittenti si impegnano a pagare a vista una determinata somma di denaro al portatore legittimo del titolo ASSEGNO BANCARIO LIBERO E PIAZZATO = titoli allordine per conto della Banca dItalia (che assume la veste di trattaria) emessi da corrispondenti alluopo autorizzati (che assumono la veste di traenti) e possono essere pagato a vista presso qualsiasi filiale (liberi) ovvero presso una sola filiale (piazzati) della stessa Banca dItalia ASSEGNO CIRCOLARE DI UN ISTITUTO CENTRALE DI CATEGORIA = quando le banche che appartengono ad una medesima categoria costituiscono e aderiscono ad un istituto centrale di categoria, la Banca dItalia pu autorizzare listituto ad emettere assegni circolari; lemissione degli assegni affidata alle banche aderenti che assumono la posizione di banche corrispondenti ed emettono i titolo quali rappresentanti dellIstituto. FEDE DI CREDITO = titolo di credito allordine che pu essere emesso dal Banco di Napoli o dal Banco di Sicilia, pagabile a vista presso qualsiasi filiale del banco , che contiene la denominazione di fede di credito inserita nel contesto del titolo, la promessa di pagare una somma determinata, lindicazione del prenditore, della data e del luogo di emissione, la sottoscrizione del banco come emittente. La particolarit di questo titolo che la girata pu contenere lindicazione della causale per cui il girante trasferisce al giratario il credito cartolare: poich la fede dopo il pagamento viene conservata negli archivi del banco, in ogni momento si pu avere la prova che si fatto un pagamento per quella determinata causale. Nella giara si pu inserire anche una condizione, in modo che il banco non paghi la somma al giratario se questi non dimostra che si verificata la condizione.

LE PROCEDURE CONCORSUALI
Stato di insolvenza = limprenditore in stato di insolvenza quando non pi in grado di soddisfare le sue obbligazioni regolarmente, cio quando il suo patrimonio in condizioni tali per cui egli non pu pagare i debiti alle rispettive scadenze o senza pregiudicare il pagamento dei debiti che scadono successivamente Si ricorre al FALLIMENTO, procedimento giudiziale volto a liquidare tutto lattivo del patrimonio dellimprenditore commerciale in modo che il ricavato venga distribuito tra tutti i suoi creditori e curando che tutti i creditori siano trattati egualmente e senza preferenze (a parte i creditori pignoratizi ipotecari o privilegiati) = principio della par condicio creditorum. Il fallimento : - una procedura concorsuale: esso organizzato in modo da consentire a tutti i creditori del fallito il concorso sul ricavato dellespropriazione forzata di tutti i suoi beni - una procedura esecutiva universale: esecutiva perch prevede la vendita forzata dei beni del debitori per soddisfare i creditori; universale perch prevede la vendita forzata di tutti i beni del fallito per distribuire il ricavato a tutti i creditori che hanno diritto di essere soddisfatti sui beni del fallito (creditori concorsuali) - una procedura giudiziale: la sua regolarit controllata dallautorit giudiziaria, alla quale spetta la nomina delle persone a cui viene affidata la responsabilit dellesecuzione (comitato dei creditori e curatore fallimentare) Altra procedura concorsuale la LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA, procedimento esecutivo che si svolge sotto la vigilanza dellautorit amministrativa (in alternativa o in concorrenza al fallimento) la cui applicazione prevista da leggi speciali nei confronti di determinate categorie di imprese alla cui sorte, per la natura o lentit degli interessi coinvolti, la p.a. particolarmente interessata. E prevista anche una procedura temporanea, alternativa al fallimento, di AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELLE GRANDI IMPRESE INSOLVENTI, applicabile alle imprese commerciali di maggiori dimensioni; essa si svolge sotto la vigilanza del Ministero delle attivit produttive ed volta al risanamento dellimpresa in crisi

1. IL FALLIMENTO
LA DICHIARAZIONE DEL FALLIMENTO I presupposti della dichiarazione di fallimento: per dichiarare il fallimento di un soggetto devono ricorrere due presupposti: 1) presupposto soggettivo: il debitore deve essere un imprenditore commerciale che non sia un ente pubblico; non sono soggetti a fallimento gli imprenditori agricoli e i piccoli imprenditori (coloro che hanno investito nellazienda capitali fino a 300.000 , ovvero hanno realizzato negli ultimi tre anni ricavi lordi per ammontare fino a 200.000 . La qualit di imprenditore commerciale va accertata dal tribunale competente a dichiarare il fallimento con una apposita istruttoria prefallimentare. In caso di cessazione dellimpresa o morte dellimprenditore, limprenditore commerciale pu essere dichiarato fallito purch il fallimento sia dichiarato entro un anno dalla morte o dalla cancellazione dellimprenditore dal registro delle imprese ( necessario che entro lanno sia pronunciata la sentenza, non sufficiente la sola presentazione dellistanza di fallimento. In caso invece di morte del fallito (limprenditore ancora vivo al momento della dichiarazione di fallimento e muore in seguito) la procedura prosegue nei confronti degli eredi anche se hanno accettato con beneficio di inventario.

2) Presupposto oggettivo: limprenditore deve essere in stato di insolvenza, per cui non pi in grado di soddisfare regolarmente le suo obbligazioni. In casi di morte dellimprenditore o di cessazione dellimpresa, linsolvenza deve essersi manifestata anteriormente alla more o alla cancellazione dal registro delle imprese, o entro un anno da tali fatti. Anche se ricorrono i presupposti del fallimento questo non pu essere dichiarato se lammontare complessivo dei debiti scaduti dellimprenditore risulta inferiore a 25.000 Iniziativa: il fallimento pu essere dichiarato - su domanda dello stesso debitore (egli pu avere infatti interesse alla pronuncia sia per evitare un susseguirsi di esecuzioni singolari sia perch la mancata richiesta pu aggravare il suo dissesto, ed egli finirebbe con lincorrere nel reato di bancarotta semplice). La domanda del debitore viene presentata tramite ricorso al tribunale e limprenditore deve depositare in cancelleria anche: - le scritture contabili obbligatorie relative a tre esercizi precedenti - uno stato particolareggiato ed estimativo delle proprie attivit - lelenco nominativo dei creditori e dei relativi crediti - lindicazione dei ricavi lordi per ciascuno degli ultimi tre anni - lelenco nominativo di coloro che sono titolari di diritti reali e personali su cose in suo possesso - su domanda di uno o pi creditori, presentata anchessa mediante ricorso depositato nella cancelleria del tribunale - su richiesta del pubblico ministero: il procuratore della repubblica deve presentare istanza di fallimento quando: - linsolvenza risulta in sede penale ovvero da fuga, latitanza, chiusura di locali dellimpresa, trafugamento, sostituzione o diminuzione fraudolenta dellattivo - linsolvenza gli viene segnalata da un giudice che labbia rilevata nel corso di un distinto giudizio civile Competenza: competente a dichiarare il fallimento il tribunale nella cui circoscrizione limprenditore ha la sede principale dellimpresa (cio la sede effettiva, quella in cui limprenditore svolge prevalentemente lattivit di direzione e amministrazione dellimpresa). Se il tribunale si dichiara incompetente dispone limmediata trasmissione degli atti a quello ritenuto competente. Istruttoria prefallimentare E il procedimento per lesame dellistanza di fallimento; esso si svolge davanti al tribunale in composizione collegiale, con le modalit del rito camerale (il procedimenti si svolge in camera di consiglio ma il provvedimento con cui il tribunale pronuncia il fallimento ha forma di sentenza e non di decreto motivato). Il tribunale con decreto steso in calce il ricorso deve convocare il debitore e il creditore istante in camera di consiglio fissando una apposita udienza di comparizione per la loro audizione. Il tribunale procede allistruttoria prefallimentare, provvedendo ai necessari accertamenti ed anche allammissione e allespletamento dei mezzi istruttori richiesti dalle parti, le quali possono nominare propri consulenti tecnici. Dallistruttoria prefallimentare pu derivare: - la sentenza dichiarativa di fallimento - la reiezione dellistanza di fallimento

Sentenza dichiarativa di fallimento La sentenza dichiarativa di fallimento pronunciata dal tribunale in camera di consigli e depositata in cancelleria. Contenuto: in essa - vengono nominati altro organi del fallimento (giudice delegato e curatore) - viene ordinato al fallito di depositare i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie - viene stabilito il giorno delladunanza dei creditori nel quale il giudice delegato proceder allesame dello stato passivo - viene assegnato ai creditori il termine perentorio di trenta giorni anteriori alladunanza di verifica entro il quale presentare in cancelleria le loro domande di insinuazione dei crediti Pubblicit: la sentenza deve essere notificata, su richiesta del cancelliere, al fallito e comunicata mediante biglietto di cancelleria al curatore e al creditore istante; inoltre deve essere annotata nel registro delle imprese: dalla data delliscrizione nel registro decorrono gli effetti della sentenza di fallimento nei confronti dei terzi Appello: lappello pu essere proposto - dal fallito: tramite ricorso da depositarsi nella cancelleria della corte di appello entro trenta giorni che iniziano a decorrere dalla notificazione della sentenza di fallimento - da qualunque interessato: tramite ricorso da depositarsi nella cancelleria della corte di appello entro trenta giorni che iniziano a decorrere dalla iscrizione della sentenza di fallimento nel registro delle imprese Il presidente della corte fissa con decreto ludienza di comparizione delle parti (fallito e parti resistenti: creditori istanti e curatore) in camera di consiglio entro 45 giorni dal deposito del ricorso; alludienza il collegio sente le parti in contraddittorio, assume i mezzi di prova necessari per la decisione della causa. Nelludienza successiva pronuncia la sentenza con la quale la corte pu: - rigettare lappello giudicandolo infondato e tenere quindi ferma la dichiarazione del fallimento. La sentenza che rigetta lappello notificata al ricorrente - accogliere lappello e quindi revocare il fallimento La sentenza che revoca il fallimento deve essere notificata al curatore, al creditore istante e al fallito (se questi non il ricorrente); deve inoltre ricevere la stessa pubblicit prescritta per la sentenza dichiarativa di fallimento. Restano validi gli atti legalmente compiuti dagli organi del fallimento Contro la sentenza di appello si pu ricorrere in cassazione Reiezione dellistanza di fallimento Se il tribunale ritiene di non dover accogliere la domanda di fallimento provvede con decreto motivato. Contro tale decreto di rigetto possono proporre reclamo alla corte dappello entro 15 giorni dalla comunicazione: - il creditore istante - il p.m. Corte di appello, sentiti il ricorrente e il debitore in camera di consiglio, pu: - accogliere il reclamo e dichiarare con decreto motivato il fallimento; rimette gli atti al tribunale il quale obbligato a pronunciare il fallimento - rimettere gli atti al tribunale con decreto motivato perch questo dichiari lo stato di insolvenza, se ritiene che sussistano i presupposti per la soggezione del debitore alla procedura di amm. str. - rigettare il reclamo; contro tale rigetto inammissibile il ricorso in cassazione

GLI ORGANI DEL FALLIMENTO La procedura fallimentare si svolge attraverso atti che hanno lo scopo di: a) sottrarre al fallito il possesso del suo patrimonio b) custodire ed amministrare detto patrimonio c) liquidare lattivo d) distribuire il ricavato della liquidazione tra i creditori del fallito I collegi e le persone che hanno il potere di compiere questi hanno sono gli organi del fallimento che sono quattro: - il tribunale fallimentare - il giudice delegato - il curatore - il comitato dei creditori Gli atti che riguardano lamministrazione del patrimonio del fallito possono essere raggruppati e classificati in tre categorie: 1) atti che hanno per scopo la soluzione delle liti relative al patrimonio fallimentare (transazioni compromessi, rinunzie alle liti) 2) atti di rinunzia a garanzie dei crediti del fallito, a seguito dellestinzione degli stessi crediti (cancellazione di ipoteche, restituzione di pegni) 3) atti che hanno per scopo lincremento del patrimonio del fallito (accettazioni di eredit, donazioni, esercizio provvisorio dellimpresa del fallito, affitto dellazienda) Salvo lesercizio provvisorio e laffitto dellazienda, tutti questi atti e tutti gli atti di straordinaria amministrazione vengono compiuti dal curatore, che solitamente deve essere autorizzato dal comitato dei creditori. Se tali atti sono di valore superiore a 50000 e in ogni caso per le transazioni, il curatore deve informare il giudice delegato che ne controlla le regolarit. Inoltre per poter stare in giudizio sia come attore che come convenuto, il curatore ha bisogno dellautorizzazione scritta del giudice delegato. Il tribunale fallimentare E il tribunale che ha dichiarato il fallimento. nella sentenza di fallimento nomina il giudice delegato e il curatore vigila sullamministrazione fallimentare decide le controversie relative alla procedura fallimentare che non siano di competenza del giudice delegato decide su tutte le controversie che derivano dal fallimento, anche se relative a rapporti di lavoro (ex sulle azioni revocatorie contro gli atti di disposizione compiuti dal fallito in pregiudizio ai suoi creditori) Il giudice delegato 1) attivit di acquisizione dei beni del fallito posseduti o detenuti da terzi ed attivit di accertamento dei crediti e diritti reali e personali vantati contro il fallito 2) attivit di controllo dellopera del curatore e del comitato dei creditori; provvede anche ai reclami proposti contro i loro atti 3) attivit di preparazione di quella del tribunale: egli riferisce al tribunale su ogni affare per il quale richiesto un provvedimento di detto collegio 4) attivit di nomina: su proposta del curatore il g. delegato nomina il comitato dei creditori 5) attivit di autorizzazione di particolari atti di amministrazione (quelli relativi allesercizio provvisorio dellimpresa del fallito e allaffitto della sua azienda); inoltre autorizza per iscritto il curatore a stare in giudizio come attore o come convenuto

I provvedimenti del giudice delegato sono pronunciati nella forma del decreto motivato; contro di essi si pu reclamare al tribunale nel termine perentorio di dieci giorni dalla comunicazione o dalla notificazione del provvedimento da parte del curatore, del fallito o del comitato dei creditori. Se il provvedimento non stato comunicato o notificato o non gli stata data la pubblicit prescritta, il reclamo deve essere proposto entro novanta giorni dal suo deposito in cancelleria. Il curatore Il curatore scelto dal tribunale tra gli iscritti negli albi degli avvocati, dei dottori commercialisti ed anche tra color che abbiano svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo nelle s.p.a., dando prova di adeguate capacit imprenditoriali. Il curatore entro due giorni dalla comunicazione della sua nomina, deve fare pervenire al giudice delegato la propria accettazione; altrimenti il tribunale provvede durgenza in camera di consiglio alla nomina di un altro curatore. Relazioni: - entro sessanta giorni dalla dichiarazione del fallimento il curatore deve presentare al giudice delegato una relazione particolareggiata sulle cause e circostanze del fallimento - ogni sei mesi successivi alla presentazione della relazione, deve redigere un rapporto riepilogativo delle attivit svolte nel periodo, con il rendiconto della sua gestione Amministrazione: il curatore compie - atti di ordinaria amministrazione su propria decisione - atti di straordinaria amministrazione dietro autorizzazione del comitato dei creditori Se tali atti superano i 50000 e in ogni caso per le transazioni, deve informare il giudice delegato. Contro gli atti di amministrazione del curatore e contro le autorizzazioni e i dinieghi del comitato dei creditori, il fallito e qualunque interessato possono reclamare per violazione di legge al giudice delegato, il quale decide, nel contraddittorio delle parti, con decreto motivato. Entro otto giorni dalla comunicazione del decreto, si pu ricorrere la tribunale che, dopo aver sentito il curatore e il reclamante, decide entro trenta giorni con decreto motivato non soggetto a reclamo. Contabilit: il curatore deve tenere un registro in cui devono essere annotate giorno per giorno le operazioni relative alla sua amministrazione. Le somme riscosse a qualsiasi titolo dal curatore devono essere depositate entro dieci giorni dalla riscossione in un conto corrente intestato alla procedura fallimentare e le somme depositate possono essere ritirate solo in forza di un mandato del giudice delegato. Compenso: si istanza del curatore, dopo lapprovazione del rendiconto del curatore, il tribunale gli liquida il compenso per lopera svolta e il rimborso delle spese eventualmente anticipate; prima dellapprovazione il tribunale pu anche accordare degli acconti sul compenso per giustificati motivi Revoca: in ogni tempo il tribunale pu, su proposta del giudice delegato e su richiesta del comitato dei creditori o dufficio, revocare il curatore con decreto. Se il curatore ha causato dai danni, lazione di responsabilit contro di lui proposta dal nuovo curatore, previa autorizzazione del giudice delegato ovvero del comitato dei creditori. Il curatore che cessa dal suo ufficio deve presentare il rendiconto della sua gestione. Il comitato dei creditori

Il comitato dei creditori nominato con provvedimento del giudice delegato ed composto di tre o cinque membri; la nomina deve essere effettuata entro trenta giorni dal deposito della sentenza di fallimento, sulla base delle risultanze documentali (in particolare scritture contabili) in modo da assicurare una presenza equilibrata dei diversi creditori. Entro dieci giorni dalla nomina il comitato convocato dal curatore e provvede a scegliere il proprio presidente. Il giudice delegato ha cmq il potere di modificare la composizione del comitato a seguito delle risultanze dello stato passivo o per altro giustificato motivo. Il comitato dei creditori prevalentemente un organo consultivo; i suoi pareri possono essere: a) facoltativi: gli altri organi del fallimento possono ma non debbono chiederli b) obbligatori: gli altri organi debbono chiederli, ma possono anche non seguirli c) vincolanti: gli altri organi debbono chiederli e anche seguirli E necessario il parere favorevole del comitato: per la continuazione temporanea dellimpresa del fallito per la cessazione dellesercizio provvisorio per lautorizzazione del giudice delegato allaffitto dellazienda del fallito e il riconoscimento allaffittuario del diritto di prelazione nella vendita fallimentare dellazienda per il programma di liquidazione dellattivo predisposto dal curatore Il comitato ha anche una importante funzione di vigilanza sulloperato del curatore: gli sono infatti attribuiti anche poteri di autorizzazione e/o poteri di approvazione degli atti di gestione (es quelli di straordinaria amministrazione). I membri del comitato dei creditori sono responsabili, anche durante lo svolgimento della procedura fallimentare, verso i creditori se hanno cagionato danni per non aver adempiuto i loro doveri con la diligenza richiesta dalla natura dellincarico In caso di inerzia, di impossibilit di funzionamento o di urgenza, al posto del comitato provvede il giudice delegato

LAPPRENSIONE DEI BENI DEL FALLITO: apposizione e rimozione dei sigilli; inventario E ALTRI EDEMPIMENTI DEL CURATORE: elenchi dei creditori e bilancio Per effetto della sentenza dichiarativa di fallimento il fallito privato dellamministrazione e della disponibilit dei suoi beni che rientrano nella massa attiva; occorre quindi trasferire la custodia e lamministrazione di tali beni al curatore fallimentare, trasmettendogliene il possesso attraverso la procedura dellapprensione dei beni del fallito. Essa consta di tre fasi. 1) Apposizione dei sigilli: ad essa procede nella sede principale dellimpresa lo stesso curatore con lassistenza del cancelliere; devono essere consegnati al curatore: il denaro contante le scritture contabili e ogni altra documentazione rilevante le cambiali e gli altri titoli, compresi quelli scaduti 2 e 3) Rimozione dei sigilli e inventario: nel pi beve tempo possibile il curatore deve rimuovere i sigilli e procedere allinventario in modo da poter prendere in consegna i beni stessi; a tali operazioni egli procede con lassistenza del cancelliere del tribunale che redige il processo verbale. Il curatore pu escludere dallinventario i beni mobili sui quali i terzi vantano diritti reali o personali chiaramente riconoscibili: questi beni possono essere restituiti ai terzi con un decreto del giudice delegato senza bisogno che costoro propongano una domanda di rivendicazione o di restituzione da accertare secondo le forme e i tempi di verifica dello stato passivo. Prima di chiudere linventario il curatore invita il fallito (se si tratta di una societ, gli amministratori) a dichiarare de ha notizie che esistano altre attivit da comprendere nellinventario; in caso di falsa o omessa dichiarazione il fallito commetterebbe un reato). Linventario sottoscritto da tutti gli intervenuti e redatto in doppio originale, di cui uno deve essere depositato nella cancelleria del tribunale. Con lautorizzazione del comitato dei creditori il curatore pu rinunciare ad acquisire allattivo fallimentare uno o pi beni mobili del fallito, qualora il costo dellattivit di liquidazione rispetto a quanto ricavabile dalla vendita, appaia manifestamente non conveniente. Per gli immobili e per gli altri beni registrati il curatore deve notificare un estratto della sentenza dichiarativa di fallimenti ai competenti uffici, perch sia annotata nei pubblici registri. Sulla scorta delle scritture contabili e delle altre notizie che pu raccogliere, il curatore deve compilare gli elenchi dei creditori e di coloro che vantano diritto reali e personali sui beni mobili o immobili del fallito. Deve inoltre redigere, se non stato presentato dal fallito, il bilancio dellultimo esercizio, ed apportare le modifiche necessarie e le eventuali aggiunte ai bilanci presentati dal fallito. LE SPESE DI AMMINISTRAZIONE Le spese per lamministrazione fallimentare sono prelevate dal denaro fallimentare; se il denaro manca o insufficiente , alcune spese sono prenotate a debito, altre sono anticipate dallerario (esse saranno recuperate sulle somme ricavate dalla liquidazione dellattivo. Se il curatore deve stare in giudizio in processi in cui parte il fallimento e il giudice delegato attesta che nel patrimonio del fallito non c denaro per le spese giudiziarie, il fallimento pu essere ammesso al gratuito patrocinio se la pretesa che intende far valere in giudizio non appai manifestamente infondata.

LESERCIZIO DELLIMPRESA (art 104) Dalla interruzione improvvisa, a causa del fallimento, dellimpresa del fallito, pu derivare un danno grave conseguente alla perdita del valore di avviamento; quindi il tribunale con la sentenza dichiarativa di fallimento pu disporre lesercizio provvisorio dellimpresa, anche limitatamente a specifici rami dellazienda, purch non arrechi pregiudizio ai creditori. Successivamente , su proposta del curatore, il giudice delegato pu autorizzare la continuazione temporanea dellesercizio dellimpresa, o di qualche ramo aziendale, fissandone la durata, previo parere favorevole del comitato dei creditori infatti nellipotesi in cui ci siano delle perdite i creditori subiscono un danno dalla continuazione dellimpresa a causa del concorso di coloro che hanno acquistato diritti di credito: essi rientrano nei creditori della massa e i loro crediti devono essere soddisfatti in prededuzione e non in percentuale Controllo del comitato: il comitato dei creditori viene convocato dal giudice delegato almeno ogni tre mesi per essere informato dal curatore sullandamento della gestione e pronunciarsi sullopportunit di continuare lesercizio; se tale pronuncia contraria il giudice delegato deve ordinare la cessazione dellesercizio. Anche il tribunale pu in qualsiasi momento, qualora ne ravvisi lopportunit, ordinare con decreto la cessazione dellesercizio provvisorio, dopo aver sentito i pareri obbligatori (ma non vincolanti) del curatore e del comitato dei creditori solo al momento della cessazione dellesercizio provvisorio che operano gli effetti del fallimento che incidono sui diritti del fallito e dei creditori, sugli atti di disposizione pregiudizievoli e sui rapporti giuridici pendenti LAFFITTO DELLAZIENDA Laffitto a terzi dellazienda o di rami dellazienda (dove il rischio dimpresa riguarda laffittuario che paga il c.d. canone daffitto) al fine della pi proficua vendita dellazienda o d parte di essa, pu essere autorizzato, su proposta del curatore e previo parere vincolante del comitato dei creditori, dal giudice delegato, dopo la redazione dellinventario ed anche prima della presentazione del programma di liquidazione dellattivo. La scelta dellaffittuario effettuata dal curatore tramite procedura competitive; il contratto di affitto stipulato dal curatore per atto pubblico o per scrittura privata e deve essere iscritto nel registro dellimprese. Quando lazienda viene restituita al fallimento, questo non risponde dei debiti contratti dallaffittuario; ai rapporti pendenti si applica la disciplina prevista per quelli pendenti al momento del fallimento. Il curatore, se autorizzato dal curatore e col parere favorevole del comitato dei creditori, pu concedere allaffittuario un diritto i prelazione, da esercitarsi alla fine del procedimento di determinazione del prezzo di vendita.

GLI EFFETTI DEL FALLIMENTO 1) LA MASSA PASSIVA I creditori concorsuali, cio coloro che sono creditori del fallito al momento della dichiarazione del fallimento, per acquistare il diritto di partecipare alle ripartizioni fallimentari devono insinuarsi ed essere accertati quali creditori del fallito: se laccertamento o verifica del passivo d esito positivo, essi vengono ammessi nel fallimento e diventano cos creditori concorrenti. Hanno diritto di essere ammessi tra i creditori concorrenti anche: - i creditori i cui crediti non sono ancora scaduti al momento della dichiarazione del fallimento in quanto, ai soli effetti del concorso, i debiti del fallito si considerano tutti scaduti - i creditori condizionali, i quali per sono ammessi nel fallimento con riserva: le somme loro spettanti vengono trattenute e depositate ed essi possono riscuoterle solo dopo che lincertezza sullesistenza del loro credito, derivante dallapposizione della condizione, sia venuto meno (ex il fallito aveva concesso una fideiussione riservandosi il beneficio dellescussione) Coloro invece che diventano creditori del fallito dopo la dichiarazione di fallimento non sono creditori concorsuali e quindi non possono diventare creditori concorrenti: potranno realizzare i loro diritti solo dopo la cessazione della procedura fallimentare agendo direttamente contro il fallito e soddisfacendosi sugli eventuali beni residui o pervenutigli successivamente. Divieto delle azioni esecutive individuali vige il principio di inammissibilit e improcedibilit delle azioni esecutive individuali: dal giorno della dichiarazione del fallimento nessun creditore del fallito pu individualmente iniziare o proseguire nessuna azione esecutiva sui beni compresi nella massa attiva fallimentare, n esercitare azioni cautelari (ex sequestro conservativo) che sono strumentali rispetto allazioni esecutiva. Nel caso particolare in cui il creditore abbia gia iniziato lespropriazione di uno o pi beni del fallito, il curatore pu subentrare nella procedura esecutiva singolare ma deve chiedere la giudice dellesecuzione singolare di dichiarare improcedibile lazione esecutiva iniziata dal creditore prima del fallimento.

Eccezioni poste dalla legge fallimentare: - i creditori muniti di pegno o di determinati privilegi speciali su mobili del fallito possono essere autorizzati dal giudice delegato a realizzare i loro crediti anche durante il fallimento, procedendo alla vendita dei beni vincolati secondo le modalit stabilite dallo stesso giudice e dopo che i loro crediti sono stati ammessi al passivo con prelazione - il curatore, se autorizzato dal comitato dei creditore, pu non acquisire allattivo fallimentare uno o pi beni del fallito quando la loro liquidazione appare manifestamente non conveniente per la massa: i creditori possono iniziare individualmente azioni cautelari o esecutive su questi beni rimessi nella disponibilit del fallito Eccezioni poste dalla legislazione speciale: - consentito alle banche che hanno concesso allimprenditore finanziamenti fondiari agrari o destinati alla realizzazione di opere pubbliche iniziare o proseguire, anche dopo la dichiarazione di fallimento, lazione esecutiva individuale sui beni ipotecati - consentito allesattore di insinuarsi nel passivo per la riscossione delle imposte (esecuzione esattoriale)

Par Condicio Creditorum

i creditori concorrenti devono essere soddisfatti tutti nella stessa misura: ad ogni ripartizione ognuno di loro deve ricevere una somma che costituisca, rispetto allammontare del suo credito, la medesima percentuale che ricevono gli altri. Questo principio opera nei confronti dei creditori chirografari, ma non incide invece sulla posizione del creditori privilegiati (creditori che godono di cause legittime di prelazione essendo garantiti da privilegi accordati dalla legge oppure da pegni o da ipoteche)

Essi hanno diritto, rispettando lordine dei privilegi e delle ipoteche, di essere preferiti ai creditori chirografari nella distribuzione di quanto viene ricavato dalla vendita fallimentare del bene vincolato a loro garanzia. Su quanto ricavato da detto bene essi hanno diritto di essere soddisfatti per il capitale, per le spesa e per gli interessi stabiliti dalla legge: - pegno: gli interessi sono quelli dellanno in corso alla data della sentenza di fallimento e quelli successivamente maturati, nei limiti della misura legale, fino alla data di vendita del bene - ipoteca: gli interessi sono quelli dei due anni anteriori alla sentenza di fallimento e quelli successivi - privilegio speciale: disciplina analoga a quella del pegno - privilegio generale: la decorrenza degli interessi cessa con il deposito del progetto di riparto nel quale il credito compreso anche in misura parziale Se il bene soggetto a privilegio, pegno, ipoteca viene venduto prima degli altri ben e il ricavato serva a soddisfare i crediti privilegiati solo in parte, prende vigore il principio della par condicio: limitatamente al residuo non ricevuto i creditori predetti concorreranno al pari con gli altri creditori nelle ripartizioni del resto dellattivo, venendo soddisfatti nella percentuale calcolata su quanto ancora loro dovuto Eccezione nel caso di compensazione: quando il creditore del fallito a sua volta debitore dello steso, egli ha diritto di compensare il suo credito fino allammontare del suo debito verso il fallito; la compensazione opera anche nel caso in cui il credito non sia scaduto (tranne nel caso in cui il credito non scaduto era stato ceduto per atto tra vivi al creditore nellanno anteriore alla dichiarazione di fallimento, o dopo di essa).

Determinazione dellimporto dei crediti Chirografari: concorrono senza tener conto degli interessi dalla data della dichiarazione di fallimento Crediti pecuniari Privilegiati: si calcolano gli interessi come detto prima Crediti non pecuniari ancora non scaduti: la valutazione viene fatta con riferimento alla data di dichiarazione del fallimento Coobbligazioni solidali Obbligati in solido tutti falliti: il creditori di costoro ha diritto di essere ammesso per lintero credito in tutti i fallimenti e partecipa alle ripartizioni di tutti i fallimenti ( un vantaggio perch aumentano le possibilit di essere soddisfatto per intero) Se poi taluno degli obbligati avr diritto di regresso contro gli atri obbligati perch il creditore stato pagato con suo denaro, potr esercitare tale azione soltanto dopo che il creditore sua stato soddisfatto dellintero credito. Obbligati in solido, solo alcuni falliti: se un obbligato o fideiussore non fallito, prima della dichiarazione di fallimento di altri, paga parte della somma al creditore, questi pu insinuarsi nel

fallimento solo per la somma residua; se lobbligato o il fideiussore che hanno effettuato il pagamento hanno diritto di regresso verso il fallito, possono insinuarsi a loro volta nel fallimento, ma il creditore ha diritto di farsi assegnare, fino allintergale soddisfazione del proprio credito, sia la propria quota di riparto sia quelle spettanti al coobbligato o al fideiussore del fallito Procedimento di accertamento dei crediti concorrenti A) Inizio del procedimento Il curatore (che con laiuto delle scritture contabili ha compilato gli elenchi dei titolari di diritti reali o personali e dei creditori concorsuali) deve comunicare senza indugio ai creditori concorsuali che possono depositare in cancelleria le domande di ammissione al passivo (deposito che deve avvenire almeno 30 giorni prima delludienza per lesame dello stato passivo) e indicare la data delludienza. La domanda si propone con un ricorso che deve indicare: - il fallimento cui si intende partecipare - il nome e il cognome del creditore - lelezione di domicilio nel comune del tribunale a cui inviare le comunicazioni (anche e-mail) - limporto della somma - il titolo da cui il credito deriva - eventuali ragioni di prelazione La domanda di ammissione al passivo produce gli stessi effetti della domanda giudiziale, in particolare impedisce la decorrenza dei termini per gli atti che non possono compiersi durante il fallimento. B) Formazione e verifica della stato passivo Il curatore esamina le domande e la documentazione allegata e procede alla formazione di un documento, il progetto di stato passivo nel quale indica se a suo avviso i crediti sono fondati, se sussiste la prelazione, se sono efficaci verso la massa ovverosia non soggetti allesercizio dellazione revocatoria. Il curatore deposita in cancellerai il progetto almeno sette giorni prima delludienza e lo comunica ai creditori e al fallito che possono esaminarlo e presentare osservazioni scritte sino a due giorni prima delludienza. Alludienza il giudice delegato esamina il progetto di stato passivo, valutando le eccezioni del curatore e degli altri interessati e quelle rilevabili dufficio, ed eventualmente procedendo ad atti di istruzione; quindi decide su ciascuna domanda indicando: - i crediti ammessi, specificando se sono muniti di privilegio, pegno o ipoteca - i crediti non ammessi in tutto o in parte - i crediti ammessi con riserva (distinguendo in: crediti condizionali, crediti che non possono farsi valere verso il fallito se prima il creditore non procede allescussione dellobbligato principale, crediti per i quali la mancata produzione del titolo non dipesa da un fatto riferibile al creditore, crediti accertati con sentenza non passata in giudicato pronunziata prima delle dichiarazione di fallimento contro la quale i curatore pu proporre o proseguire il giudizio di impugnazione). Quando si verifica leventi che ha determinato lammissione con riserva, il giudice delegato, su istanza del curatore o del creditore interessato, modifica con decreto lo stato passivo, disponendo la definitiva ammissione del credito Sulla base delle operazioni svolte il giudice delegato provvede alla formazione definitiva dello stato passivo che rende esecutivo con un decreto depositato in cancelleria, ove i creditori possono prenderne visione: con il decreto di esecutivit dello stato passivo viene accertato chi sono i creditori concorrenti. Tale decreto non ha autorit di giudicato ma efficacia endofallimentare: il fallito pu contestare la validit del credito accertato dal giudice delegato dopo la chiusura del fallimento. C) Opposizioni e impugnazioni avverso lo stato passivo

Il curatore, subito dopo la dichiarazione di esecutivit, deve dare notizia del deposito on cancelleria del decreto a tutti i creditore che hanno presentato domanda di insinuazione. Entro 30 giorni dal ricevimento di questa comunicazione possono essere presentate: - opposizioni da parte dei creditori esclusi in tutto o in parte - impugnazioni da parte del curatore e dei creditori che chiedono lesclusione di altri creditori ammessi Le opposizioni o le impugnazioni si propongono mediante ricorso al tribunale fallimentare; in calce al ricorso il tribunale appone un decreto in cui fissa ludienza di comparizione in camera di consiglio, assegnando al ricorrente un termine per la notificazione del ricorso e del decreto al curatore al fallito e alleventuale creditore contestato. Il tribunale decide la controversia con decreto motivato non reclamabile in appello, ma ricorribile in cassazione; anche la decisione del tribunale, come quella del giudice delegato, non acquista autorit di giudicato e vale quindi solo nel fallimento (efficacia endofallimentare) Revocazione pu accedere che, dopo che siano trascorsi i termini per lopposizione o per limpugnazione, si scopra che lesclusione e lammissione del credito sono stati determinati da falsit, dolo o errore essenziale di fatto o dalla mancata conoscenza di documenti decisivi che non sono stati prodotti tempestivamente per causa non imputabile al creditore escluso o ammesso. - il creditore escluso o il curatore possono proporre domanda di revocazione del provvedimento di esclusione del credito - lo stesso curatore o un altro creditore concorrente possono chiedere la revocazione del provvedimento di ammissione del credito Non occorre invece la revocazione per correggere gli errori materiali contenuti nello stato passivo: alla correzione provvede direttamente il giudice delegato su istanza del curatore o del creditore Le dichiarazioni tardive dei crediti Si tratta delle domande presentate successivamente, ma non oltre 12 mesi dal deposito del decreto di esecutivit dello stato passivo; esse vengono esaminate con un procedimento di accertamento distinto da quello prescritto per lesame dello stato passivo, ma che si svolge con analoghe modalit. I creditori tardivi partecipano solo alle ripartizioni dellattivo fallimentare posteriori alla loro ammissione; tuttavia hanno diritto di prelevare sullattivo non ancora ripartito anche le quote che sarebbero loro spettate nelle precedenti ripartizioni se: - sono creditori privilegiati - sono creditori chirografari e il ritardo non loro imputabile Le domande tardive sono ammissibili anche se presentate dopo il decorso del termine di dodici mesi dal deposito in cancelleria del decreto di esecutivit se: - il creditore prova che il ritardo non dipeso da causa a lui imputabile - non sono esaurite tutte le ripartizioni dellattivo La decisione di non procedere allaccertamento dello stato passivo Quando risulta che non pu essere acquisito attivo sufficiente per distribuirlo ai creditori insinuanti, il curatore pu chiedere al tribunale, prima delludienza di verifica, che non si proceda allaccertamento del passivo. Il tribunale, sentiti il comitato dei creditori e il fallito, pu accogliere con decreto listanza del curatore, disponendo che non si proceda allaccertamento del passivo, salva la soddisfazione dei crediti della massa e delle spese di procedura; il curatore comunica il decreto ai creditori insinuanti che entro 15 giorni possono proporre reclamo alla corte di appello.

Crediti della massa (prededucibili) Coloro che diventano creditori del fallito in seguito allesercizio provvisorio dellimpresa e cmq in seguito agli atti di gestione compiti dagli organi del fallimento hanno diritto di essere soddisfatti in prededuzione, cio prima dei creditori concorrenti, se lattivo sufficiente (altrimenti il pagamento dei creditori della massa va effettuato, a parit di grado, secondo un criterio di proporzionalit). Se i crediti prededucibili sono sorti nel corso del fallimento e se sono liquidi, esigibili e non contestati, i creditori della massa possono essere soddisfatti alla scadenza (con lautorizzazione del comitato dei creditori ovvero del giudice delegato se limporto supera i venticinquemila euro) Essi non sono soggetti a verifica salvo che ne siano contestate la collocazione o la misura: - vengono esaminati nelludienza di verifica - se sorgono dopo, vengono accertato secondo il procedimenti di verifica delle domande tardive dei crediti B) LA MASSA ATTIVA Fanno parte della massa attiva fallimentare tutti i diritti sui beni appartenenti al fallito al momento della dichiarazione di fallimento. Fanno eccezione: - i diritti di natura strettamente personale, tra cui i diritti non patrimoniali - i diritti ad assegni di carattere alimentare e a tutto ci che il fallito guadagna con la sua attivit entro i limiti di quanto gli occorra per il mantenimento suo e della famiglia - diritti su cose che non possono essere pignorate (ex strumenti di lavoro) Rapporti familiari i redditi derivanti dai beni dei figli su cui il fallito ha lusufrutto legale non possono essere destinati a soddisfare i crediti che il creditore sapeva essere contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia: essi fanno parte della massa passiva solo se vengono ammessi i creditori legittimati allesecuzione su quei redditi che devono essere destinati al loro esclusivo pagamento lo stesso vale per il fondo patrimoniale. Essendo stabilito che il fallimento di uno dei coniugi una causa di scioglimento della comunione legale e che in seguito allo scioglimento si deve procedere alla divisione dei beni compresi nelle comunione, nella massa attiva va compresa anche la met dei beni delle comunione (e nella massa passiva, anche la met dei debiti della comunione. Beni sopravvenuti i beni acquistati durante il fallimento sono destinati alla soddisfazione dei creditori concorrenti e quindi vengono compresi nella massa attiva; tuttavia il curatore, se autorizzato dal comitato dei creditori, pu rinunciare alla loro acquisizione, qualora i costi da sostenere per il loro acquisto e la loro conservazione risultino superiori al loro presumibile valore di realizzo. se il fallito, prima della dichiarazione di fallimento, ha trasferito beni a terzi, ma al momento della dichiarazione non ricorrono ancora i presupposti perch lacquisto sia opponibile ai terzi e quindi ai creditori (ex trascrizione, notifica al debitore ceduto) i beni entrano a far parte della massa attiva in quanto quei trasferimenti, ancorch validi tra le parti, sono inefficaci nei confronti dei creditori concorrenti e quindi inopponbili al fallimento.

Diritti inopponibili al fallimento

Spossessamento = dalla data di dichiarazione del fallimento il fallito perde la disponibilit dei suoi beni: pu concluderete validamente negozi giuridici di diritti privato, ma questi sono inefficaci rispetto ai creditori concorrenti; il fallito non pu continuare a a stare in giudizio nelle cause relative ai rapporti patrimoniali, ma deve essere sostituito dal curatore Assistenza al fallito: al fallito e alla sua famiglia in caso di mancanza di mezzi di sussistenza pu essere concesso un sussidio alimentare sentiti il curatore e il comitato dei creditori, con decreto del giudice delegato; la casa di propriet del fallito, nei limiti in cui necessaria allabitazione di lui e della famiglia, non pu essere distratta da tale uso fino alla liquidazione delle attivit. Atti pregiudizievoli ai creditori: azione revocatoria Poich spesso accade che limprenditore, nonostante si trovi in stato di insolvenza, continui la sua attivit, necessario proteggere i creditori dai danni che gli possono derivare dagli atti compiuti dal fallito nellultimo periodo della sua attivit anteriore al fallimento. Disciplina di diritto comune: se il fallito per sottrarre alcuni beni alla massa attiva ha compiuto degli atti simulati, il curatore pu chiedere laccertamento della simulazione al tribunale fallimentare: se si accerta che il bene era stato effettivamente fittiziamente alienato, lacquirente dovr restituirlo al fallimento che lo ricomprender nella massa attiva. Azione revocatoria fallimentare quando invece il fallito ha realmente compiuto degli atti, opponibili al fallimento, che recano danno ai creditori, bisogna distinguere in tre ipotesi:

1) Atti inefficaci ope legis nei confronti dei creditori: essi sono privi di effetto senza bisogno di alcuna dichiarazione dellautorit giudiziaria; tuttavia se linefficacia contestata dal terzo, occorre che il curatore agisca in giudizio per munirsi di una sentenza dichiarativa della revoca legale. Gli atti inefficaci ope legis sono: - atti a titolo gratuito compiuti nei due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento - pagamenti anticipati compiti nei due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento per lestinzione di debiti la cui scadenza coincideva con quella della data della dichiarazione di fallimento o era posteriore ad essa 2) Atti revocabili: atti per la cui inefficacia necessaria una sentenza di revoca; si tratta di atti anormali, il cui compimenti da parte di un imprenditore fa presumere che egli fosse in stato di insolvenza e che laltro contraente conoscesse questo stato: per ottenere la sentenza di revoca quindi sufficiente che il curatore provi che tali atti sono stati compiuti dal fallito entro un certo termine anteriore alla data della dichiarazione di fallimento e che appartengono a determinate categorie prestabilite dal legislatore. Si tratta per di presunzioni relative, che possono essere superate dal terzo con la prova della sua ignoranza rispetto allo stato di insolvenza o addirittura dellinesistenza dello stato di insolvenza. - atti con prestazioni sproporzionate: atti a titolo oneroso in cui la prestazione a carico del fallito sorpassa di oltre un quarto il valore della prestazione a lui data o promessa, che devono essere stati compiuti nellanno anteriore alla dichiarazione del fallimento - pagamento con mezzi anormali: atti estintivi di debiti scaduti ed esigibili non effettuati con denaro o con altri mezzi normali di pagamento, compiuti nellanno anteriore alla dichiarazione del fallimento (ex assegni bancari, cambiali tratte, pagher cambiari purch gia in circolazione) - garanzie per debiti preesistenti non scaduti: pegni anticresi o ipoteche volontarie costituite nellanno anteriore alla dichiarazione di fallimento - garanzia per debiti preesistenti gia scaduti: pegni anticresi o ipoteche sia volontarie che giudiziali costituite nel semestre anteriore alla dichiarazione di fallimento

3) Atti normali: atti che per possono essere revocati se il curatore riesce a provare che il terzo conosceva lo stato di insolvenza del debitore e se sono stato compiuti nel semestre anteriore alla dichiarazione di fallimento - pagamenti di debiti liquidi ed esigibili - atti costitutivi di diritti di prelazione per debiti, anche di terzi, creati contestualmente - genericamente altri atti a titolo oneroso Azione revocatoria ordinaria tutti gli atti pregiudizievoli che non rientrano nelle categorie precedenti possono essere revocati con lazione revocatoria ordinaria a seguito di un giudizio intentato dal curatore dinanzi al tribunale fallimentare; qui non valgono le facilitazione previste per la revocatoria fallimentare e quindi in curatore deve provare: - per gli atti a titolo gratuito che il debitore conosceva il pregiudizio arrecato con latto ai suoi creditori - per gli atti a titolo oneroso, anche che il pregiudizio era noto al terzo

Credito del terzo = nel caso di revoca di pagamenti o di atti a titolo oneroso, il terzo che ha restituito al curatore quanto aveva ricevuto dal fallito ammesso al passivo fallimentare in qualit di creditore concorrente Decadenza: lazione revocatoria fallimentare si prescrive in cinque anni, ma il caso di fallimento le azioni revocatorie non possono essere iniziate dopo tre anni dalla dichiarazione del fallimento e cmq dopo cinque anni dal compimenti dellatto pregiudizievole; secondo la giurisprudenza non soggetta a prescrizione la dichiarazione di inefficacia degli atti revocabili ope legis Atti compiuti tra i coniugi gli atti pregiudizievoli indicati nei punti 2 e 3 compiuti tra i coniugi nel tempi in cui il fallito esercitava un impresa commerciale, sono revocati se il coniuge non da la prova che allepoca del compimento dellatto il fallito non era insolvente ovvero che egli ignorava lo stato di insolvenza

Atti dispositivi esclusi dalla revocatoria Anche se compiuti nei periodi indicati nei punti 2 e 3 (art 67) non sono soggetti alla revocatoria fallimentare (e quindi irrilevante che siano stati compiuti dallimprenditore in stato di insolvenza e che il terzo ne fosse a conoscenza) i seguenti atti: - i pagamenti di beni o servizi effettuati dallimprenditore prima del fallimento nei termini duso (lo scopo favorire i fornitori per non pregiudicare la correttezza dei rapporti commerciali) - le rimesse (versamenti) effettuate dal fallito su un c/c bancario, purch non abbiano ridotto in maniera consistente e durevole la sua esposizione debitoria nei confronti della banca - le vendite a giusto prezzo di immobili ad uso abitativo, destinati a costituire labitazione principale dellacquirente o di suoi parenti od affini entro il terzo grado (fino ai pronipoti) - gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse sul patrimonio del fallito in esecuzione di accordi aventi ad oggetto un piano di ristrutturazione dellesposizione debitoria e di riequilibrio della situazione finanziaria (accordi volti al risanamento dellimpresa che vengono quindi agevolati dallesenzione dalla revocatoria) - gli atti compiuti per lesecuzione del concordato preventivo e della ristrutturazione del debito omologata dal tribunale nellintento, non realizzato, di evitare il fallimento - pagamenti dei corrispettivi per prestazioni di lavoro effettuate dai dipendenti o da altri collaboratori, anche non subordinati, dellimprenditore.

Diritti dei terzi sui beni posseduti dal fallito Il curatore oltre allelenco dei creditori, deve anche preparar un elenco di tutti color che vantano diritti personali o reali sui beni mobili o immobili di propriet o in possesso del fallito, con lindicazione dei relativi titoli. I terzi titolari di diritti sui beni del fallito, siano o meno presenti in questo elenco, devono presentare le loro domande di rivendicazione o di restituzione dei beni nelle stesse forme con cui i creditori concorsuali devono presentare le loro domande di ammissione al passivo (le domande di restituzione possono essere presentate anche da chi non titolare di un diritto reale). Il procedimento di verifica di tali domande si svolge nello stesso modo di quello stabilito per la verifica dei crediti concorrenti: - il curatore comunica a color che risultano titolari di diritti sui beni del fallito le informazione necessarie per la presentazione della domanda (con la quale il titolare pu chiedere anche la sospensione della vendita del bene) - il curatore predispone un progetto da cui risulti quali domande dovrebbero essere accolte e quali respinte - il progetto viene esaminato dal giudice delegato nella stessa adunanza di verifica dello stato passivo, eventualmente modificato e reso esecutivo - contro di esso possono essere presentate al tribunale fallimentare le opposizioni da parte di coloro le cui domande sono state respinte e le impugnazioni contro coloro le cui domande sono state ammesse Sono ammissibili anche le domande tardive, alle quali si applica la medesima disciplina prevista per lesame delle domande tardive di insinuazione dei crediti Se i beni che il fallito avrebbe dovuto restituire non sono stati acquisiti allattivo fallimentare, lavente diritto alla restituzione pu insinuarsi nel passivo per il valore che la cosa aveva alla data della dichiarazione del fallimento. Se invece il curatore ha preso il possesso del bene dopo averlo acquisito, lavente diritto alla restituzione diventa un creditore della massa e non un creditore concorrente. C) RAPPORTI GIURIDICI IN CORSO DI ESECUZIONE Si tratta di rapporti a prestazioni corrispettive derivanti da contratti opponibili al fallimento, o da esso riconosciuti, i quali alla data della dichiarazione del fallimento non siano stati ancora eseguiti n dal fallito n dal contraente in bonis. La legge dispone la sospensione dellesecuzione dei rapporti pendenti al momento del fallimento, fino a quando il curatore, con lautorizzazione del comitato dei creditori, dichiara di subentrare nel contratto in luogo del fallito, assumendone tutti i relativi obblighi, ovvero di sciogliersi dal medesimo. Quindi il curatore ha due possibili scelte: subingresso: il terzo ha lobbligo di eseguire il contratto, divenendo poi, per il corrispettivo, creditore della massa scioglimento: il terzo ha solo diritto di insinuarsi nel passivo con il credito conseguente al mancato adempimento Fino a quando la sospensione del contratto non cessata, il contraente in bonis pu mettere in mora il curatore, chiedendo al giudice delegato di assegnarli un termine non superiore a 60 giorni entro il quale il curatore deve comunicare la scelta del fallimento; se il termine trascorre senza che vi sua stata nessuna espressa dichiarazione di scelta del curatore, il contratto si intende sciolto Se il contraente prima del fallimento aveva esercitato lazione di risoluzione, la risoluzione opera nei confronti del curatore anche se dichiarata dopo il fallimento; se poi il contraente vorr la restituzione di qlc o il risarcimento dovr proporre domanda di insinuazione nel passivo

Contratto di compravendita Fallimento del compratore: si applica la disciplina generale Fallimento del venditore: - se al momento del fallimento la propriet gia passata al compratore in bonis, il contratto non si scioglie ed egli ha diritto di avere la consegna della cosa, pagandone naturalmente il prezzo. - se la cosa venduta al momento del fallimento non ancora passata in propriet del compratore il curatore pu scegliere tra lesecuzione del contratto o lo scioglimento del rapporto Se il curatore opta per lo scioglimento di un contratto preliminare di compravendita di un immobile trascritto prima della dichiarazione di fallimento, il promettente acquirente ha diritto di insinuare al passivo il proprio credito (la parte di prezzo gi versata) in via privilegiata.

D) LE SANZIONI PENALI Il debitore fallito pu essere punito con sanzioni penali per aver compiuto, in tempo anteriore o anche posteriore alla dichiarazione di fallimento, determinati atti che possono nuocere ai creditori e costituiscono reati: - si ha il reato di bancarotta semplice quando tali atti sono compiuti dal fallito con colpa (negligenza, imprudenza, imperizia) - si ha il reato di bancarotta fraudolenta quando tali atti sono compiti dal fallito con dolo Lazione penale di solito esercitata dal P.M. dopo che riceve copia della relazione sulle cause e circostanze del fallimento presentata dal curatore al giudice delegato; lazione iniziata anche prima nei casi di fuga, latitanza, chiusura dei locali dellimpresa, trafugamento sottrazione o diminuzione fraudolenta dellattivo ed in ogni altro caso in cui concorrano gravi motivi e gi esista o sia contemporaneamente presentata domanda per ottenere la dichiarazione di fallimento. Bancarotta semplice Bancarotta fraudolenta reclusione da sei mesi a due anni reclusione da tre a dieci anni - il danno causato di rilevante gravit - il fallito commette pi fatti di bancarotta semplice o di bancarotte fraudolenta - il fallito non poteva esercitare unimpresa commercial speciale tenuit del danno causato dal reato divieto di esercitare unimpresa commerciale propria o di esercitare uffici direttivi in imprese altrui fino a due anni divieto di esercitare unimpresa commerciale propria o di esercitare uffici direttivi in imprese altrui fino a dieci anni

Pene Circostanze aggravanti Circostanza attenuante Pena accessoria

punito per bancarotta semplice, se viene dichiarato fallito, limprenditore che: a) ha fatto spese personali o per la famiglia eccessive rispetto alla sua condizione economica; b) ha consumato una notevole parte del suo patrimonio in operazioni di pura sorte o manifestamente imprudenti; c) ha compiuto operazioni di grave imprudenza per ritardare il fallimento; d) ha aggravato il proprio dissesto, astenendosi dal richiedere la dichiarazione del proprio fallimento o con altra grave colpa; e) non ha soddisfatto le obbligazioni assunte in un precedente concordato preventivo o fallimentare. durante i tre anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento ovvero dall'inizio dell'impresa, se questa ha avuto una minore durata, non ha tenuto i libri e le altre scritture contabili prescritti dalla legge o li ha tenuti in maniera irregolare o incompleta. punito per bancarotta fraudolenta, se dichiarato fallito, l'imprenditore, che: a) ha distratto, occultato, dissimulato, distrutto o dissipato in tutto o in parte i suoi beni sia prima che durante la procedura fallimentare b) ha esposto o riconosciuto passivit inesistenti allo scopo di recare pregiudizio ai creditori c) ha sottratto, distrutto o falsificato, in tutto o in parte, con lo scopo di procurare a s o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizi ai creditori, i libri o le altre scritture contabili o li ha tenuti in guisa da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari. d) prima o durante la procedura fallimentare, a scopo di favorire, a danno dei creditori, taluno di essi, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione.

Altri reati del fallito: - il ricorrere o continuare a ricorrere al credito dissimulando il proprio dissesto - il denunciare creditori inesistenti nellelenco nominativo dei creditori - lomettere di dichiarare lesistenza dei beni, che avrebbero dovuto essere compresi nellinventario - il non presentare il bilancio e le scritture contabili entro tre giorni dalla dichiarazione di fallimento - il non presentarsi, se convocato, agli organi del fallimento I reati di bancarotta semplice e bancarotta fraudolenta e gli altri reati suddetti sono puniti anche se vengono commessi dai soci illimitatamente responsabili di s.n.c. o di s.a.s., se queste vengono dichiarate fallite; sono altres puniti i soci accomandatari della s.a.a. dichiarata fallita in quanto come accomandatari ricoprono di diritto lufficio di amministratori Reati di persona diverse dal fallito I reati di bancarotta templi, bancarotta fraudolenta e gli altri reati possono essere commessi anche dagli: - insitori - amministratori - direttori generali di societ dichiarate fallite - sindaci - liquidatori Reati del curatore e dei suoi coadiutori: a) il prendere interesse privato negli atti del fallimento b) laccettare retribuzioni non dovute c) il non ottemperare allordine del giudice di consegnare o depositare somme o altre cose del fallimento, che essi detengono a causa del loro ufficio Sono infine previsti come reati: a) il presentare domanda di ammissione al passivo del fallimento per un credito fraudolentemente simulato b) il c.d. mercato di voto, cio la stipula, da parte del creditore concorrente, col fallito o con altri nellinteresse del fallito, di vantaggi a proprio favore per dare il proprio voto nel concordato o nelle deliberazioni del comitato dei creditori c) il sottrarre, distrarre o ricettare beni del fallito dopo il fallimento d) il dissimulare beni del fallito dopo il fallimento (dichiarare cio che i beni del fallito non sono suoi) e) lacquistare beni dallimprenditore, conoscendone lo stato di dissesto, a prezzo notevolmente inferiore al valore corrente, se poi si verifica il fallimento

LA LIQUIDAZIONE E LA DISTRIBUZIONE DELLATTIVO La liquidazione dellattivo Il curatore entro 60 giorni dalla redazione dellinventario deve predisporre un programma di liquidazione da sottoporre, dopo aver acquisito il parere favorevole (vincolante) del comitato dei creditori, allapprovazione del giudice delegato. Il programma deve indicare le modalit e i termini previsti per la realizzazione dellattivo, specificando in particolare le possibilit di cessione unitaria dazienda, di singoli rami, di beni o di rapporti giuridici individuali in blocco. Prima dellapprovazione del programma, il curatore pu procedere alla liquidazione dei beni del fallito solo se autorizzato dal comitato dei creditori e solo quando dal ritardo pu derivare un pregiudizio per i creditori (es. merci deteriorabili). La legge agevola il trasferimento aziendale dei complessi aziendali con diversi norme: - il prezzo della cessione pu essere pagato dallacquirente anche mediante laccollo di debiti fallimentari - salvo patto contrario, lacquirente non risponde dei debiti aziendali sorti prima del trasferimento - la cessione di crediti aziendali (se non viene notificata al debitore o da lui accettata) efficace nei confronti dei terzi dal momento delliscrizione nel registro delle imprese del trasferimento dellazienda; il ceduto per liberato se paga in buona fede al curatore cedente - il curatore pu procedere al trasferimento dellazienda, anzich con atti di cessione, facendone oggetto di conferimento in una o pi societ, anche di nuova costituzione Modalit delle vendite salvo che si tratto di beni di modesto valore, la liquidazione delle attivit fallimentari deve essere preceduta da apposite stime di esperti ed effettuata tramite procedure competitive. Il curatore informa il giudice delegato e il comitato dei creditori degli esiti della competizione depositando in cancelleria la relativa documentazione. Su istanza del fallito, del comitato dei creditori o di altri interessati, il giudice delegato pu sospendere le operazioni di vendita, qualora ricorrano gravi e giustificati motivi; oppure entro dieci giorni dal deposito pu impedire il perfezionamento della vendita quando il prezzo offerto risulta notevolmente inferiore a quello che si pu considerare giusto. In mancanza, il curatore pu stipulare latto di vendita

La distribuzione dellattivo Ripartizioni Parziali se il giudice delegato non ha stabilito un termine diverso, ogni quattro mesi dal giorno del decreto che rende esecutivo lo stato passivo, il curatore deve presentare un progetto delle somme disponibili e un progetto per la loro ripartizione tra i creditori, previa deduzione di quello occorrenti per la procedura; egli deve rispettare delle regole. Innanzitutto in ogni ripartizione parziale non pu essere superato l80% delle somme distribuibili, percentuale che pu essere ulteriormente ridotta se quella residua appare insufficiente per i pagamenti futuri. Infatti devono inoltre essere trattenute le quote assegnate: - ai creditori ammessi con riserva - ai creditori che hanno presentato opposizione avverso la loro esclusione dal passivo fallimentare - ai creditori la cui ammissione stata impugnata ovvero ne stata chiesta la revocazione Devono essere trattenute anche la somme che il giudice delegato ritiene necessarie per coprire la spese future, soddisfare il compenso del curatore e ogni altro debito prededucibile.

Quindi le somme ricavate dalla liquidazione dellattivo devono essere erogate nel seguente ordine: - per il pagamento dei crediti della massa: i crediti della massa vanno soddisfatti in prededuzione per il capitale, le spese e gli interessi con il ricavato della liquidazione dellattivo mobiliare e immobiliare, ma con esclusione di quanto ricavato dalla liquidazione dei beni oggetto di pegno e ipoteca per la parte destinata a i creditori garantiti - per il pagamento dei crediti ammessi con prelazione secondo lordine assegnato dalla legge - per il pagamento dei creditori chirografari in proporzione allammontare del loro credito, in modo che tutti ricevano la stessa percentuale Il giudice delegato, sentito il comitato dei creditori, ordina il deposito del progetto di riparto in cancelleria, disponendo che tutti i creditori siano avvisati; dopo quindici giorni dal ricevimento dellavviso, entro i quali i creditori possono proporre reclamo contro il progetto al giudice delegato, il giudice delegato con decreto dichiara esecutivo il progetto di riparto (se ci sono stati reclami dispone anche laccantonamento delle somme corrispondenti ai crediti oggetto di contestazione; con il provvedimento che decide sui reclami, il giudice dispone la destinazione di tali somme accantonate). Il curatore quindi procede al pagamento delle somme assegnate ai creditori secondo il piano di ripartizione. Rendiconto del curatore compiuta la liquidazione e prima del riparti finale, il curatore presenta al giudice delegato il suo rendiconto che deve essere un conto della gestione, dove cio risultino illustrati i criteri seguiti per lo svolgimento dellamministrazione e le ragioni delle scelte adottate. Il giudice ordina il deposito del rendiconto in cancelleria fissando ludienza (tra deposito e udienza devono passare almeno quindici giorni). Se alludienza non sorgono contestazioni o se su queste viene raggiunto un accordo, il giudice delegato approva il conto; altrimenti rimette le parti davanti al tribunale fallimentare. dopo lapprovazione del rendiconto e dopo che il curatore sia stato pagato, il giudice ordina il riparto finale. Se vi sono ancora creditori soggetti a condizione sospensiva verificabile, la somma loro spettante depositata (tali accantonamento non impediscono la chiusura del fallimento).

Riparto finale

LA CESSAZIONE DEL FALLIMENTO Chiusura del fallimento La cessazione del fallimento si ha quando si verificano determinati fatti che la legge denomina casi di chiusura del fallimento: - concordato fallimentare - mancata presentazione di domande di ammissione al passivo entro il termine stabilito nelle sentenza dichiarativa (almeno trenta giorni prima delladunanza di verifica) - estinzione di tutti i crediti e delle spese prededucibili e dei crediti concorrenti - esaurimento dellattivo, cio ripartizione di tutto il patrimonio del fallito e delle altre attivit fallimentari apprese dagli organi del fallimento - mancanza o anche insufficienza dellattivo, quando ne corso della procedura si accerta che la sua prosecuzione non consente di soddisfare, neppure in parte, i creditori della massa, i creditori concorrenti e le spese La chiusura del fallimento dichiarata dal tribunale con decreto motivato, su ricorso del curatore e del fallito ovvero dufficio; contro tale decreto di chiusura ogni interessato pu reclamare dinanzi alla corte dappello. Con la chiusura del fallimento ne cassano gli effetti perci: - vengono meno gli organi del fallimento - le azioni esperite dal curatore per lesercizio dei diritti derivanti dal fallimento (ex revocatorie fallimentari) non possono essere proseguite - i creditori riacquistano lesercizio delle loro azioni esecutive individuali (il decreto di ammissione al passivo costituisce prova scritta per il rilascio di un decreto ingiuntivo) - riprende vigore il termine per i crediti non ancora scaduti - ricominciano a decorrere gli interessi - il fallito riacquista la disponibilit del suo patrimonio Decreto di esdebitazione = il fallito persona fisica pu ottenere con la chiusura del fallimento anche il beneficio della esdebitazione, cio la liberazione dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti, debiti che quindi vengono dichiarati inesigibili tal tribunale con il decreto di esdebitazione. Condizioni per la concessione dellesdebitazione: che siano stati soddisfatti, almeno in parte, i creditori concorsuali (quindi lesdebitazione non pu essere concessa se il fallimento stato chiuso per mancanza di domande di ammissione o per mancanza di attivo) che il fallito abbia tenuto un comportamento corretto nel corso del procedimento concorsuale, cooperando con gli organi della procedura, senza ritardarne lo svolgimento e consegnando la propria corrispondenza riguardante i rapporti compresi nel fallimento Condizioni ostative: necessarie che il fallito non abbia beneficiato di altra esdebitazione nei dieci anni precedenti la richiesta; non abbia distratto l'attivo o esposto passivit insussistenti, cagionato o aggravato il dissesto rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari o fatto ricorso abusivo al credito; non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio, e altri delitti compiuti in connessione con l'esercizio dell'attivit d'impresa, salvo che per tali reati sia intervenuta la riabilitazione. Se in corso il procedimento penale per uno di tali reati, il tribunale sospende il procedimento fino all'esito di quello penale.

La riapertura del fallimento Il fallimento pu essere riaperto entro cinque anni dalla chiusura. Condizioni: - casi di chiusura: esaurimento o insufficienza dellattivo - assenza di decreto di esdebitazione La riapertura del fallimento pu avvenire si istanza del fallito (che deve dare la garanzia di pagare almeno il dieci per cento ai creditori vecchi e nuovi) o di qualunque creditore (che deve provare che nel patrimonio del fallito esistono attivit in misura tale da rendere utile la riapertura). Se il tribunale a suo giudizio discrezionale ritiene opportuna la riapertura del fallimento, la pronuncia con sentenza, richiamando nel loro ufficio il curatore e il giudice delegato o nominandone altri. Detta sentenza di riapertura pu essere appellata allo stesso modo della sentenza dichiarativa di fallimento ed soggetta alla stessa pubblicit Effetti della riapertura del fallimento: - nel fallimento concorrono vecchi e nuoci creditori - sono privi di effetto gli atti a titolo gratuito compiuti dalla data di chiusura alla data di riapertura, mentre gli altri atti possono essere revocati con la revocatoria fallimentare Il concordato fallimentare La proposta di concordato pu essere presentata al giudice delegato: dal fallito: solo dopo se mesi dalla dichiarazione di fallimento e sino a due anni dopo il deposito in cancelleria del decreto che rende esecutivo lo stato passivo da uno o pi creditori anche prima del decreto che rende esecutivo lo stato passivo da un terzo purch i dati contabili e altre notizie eventualmente disponibili abbiano consentito al curatore di predisporre un elenco provvisorio dei creditori concorsuali che sia stato esaminato ed approvato dal giudice delegato Nella proposta si pu anche prevedere: - il pagamento integrale dei debiti concorsuali - oppure la ristrutturazione dei debiti concorsuali (es. proponendo di pagarli solo in percentuale e/o in scadenze successive, od anche in forme diverse da quella monetaria - oppure la suddivisione dei creditori in classi con trattamenti differenti senza per alterare lordine delle cause legittime di prelazione - solo quando il concordato proposto da un terzo, questi pu chiedere sia la cessione dei beni dellattivo, sia la cessione delle azioni giudiziarie che spettano al fallimento Prima di comunicare la proposta di concordato ai creditori, il giudice delegato deve chiedere il parere del curatore sottoporre la proposta al giudizio del tribunale, solo nel caso in cui la proposta preveda condizioni differenziate per le singole classi di creditori Ottenuto il parere favorevole del curatore (ed eventualmente quando la proposta giudicata corretta dal tribunale) il giudice delegato deve ordinare con decreto la comunicazione della proposta di concordato ai creditori che hanno diritto di voto: si tratta dei creditori ammessi al passivo, anche con riserva o provvisoriamente; ovvero, se ancora lo stato passivo non esecutivo, dei creditori indicati nellelenco provvisorio predisposto dal curatore ed approvato dal giudice delegato. Non hanno invece diritto di voto: - i creditori a cui stato ceduto il credito dopo la dichiarazione di fallimento

i creditori che siano coniuge del fallito, suoi parenti o affini fino al quarto grado; ovvero che abbiano avuto ceduti i crediti da dette persone meno di un anno prima della dichiarazione di fallimento i creditori privilegia dei quali nella proposta sia previsto lintegrale pagamento; se essi vogliono partecipare al voto devono rinunciare al loro diritto di prelazione (la rinuncia pu anche essere parziale, ma non inferiore ad un terzo della parte coperta da prelazione) e il loror voto deve essere esplicito

Nel decreto con cui ordina la comunicazione ai creditori, il giudice delegato fissa anche un termine (tra i venti e i trenta giorni) entro il quale i creditori che vogliono rifiutare il concordato devono fare pervenire alla cancelleria del tribunale il loro dissenso; i creditori che invece approvano la proposta non hanno lonere di comunicarlo in cancelleria in quanto al loro silenzio entro il termine assegnato La legge attribuisce valore di una dichiarazione di consenso al concordato Approvazione: con il voto favorevole dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto; se sono previste diverse classi di creditori, con il voto favorevole dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto nelle stesse classi. Omologazione: il curatore riferisce lesito della votazione al giudice delegato il quale dispone con decreto che lesito della votazione venga immediatamente comunicato al proponente, al fallito e ai creditori dissenzienti i quali, entro il termine fissato (da quindici a trenta giorni) possono opporsi allomologazione (pu cmq farlo ogni interessato) Se non vengono proposte opposizioni Se sono state presentate opposizioni, le Il tribunale verifica la regolarit della parti possono svolgere le loro difese e Procedura e lesito della votazione e, comparire nellapposita udienza davanti se il giudizio positivo, omologa il al collegio che entro trenta giorni decide concordato con decreto motivato non con decreto motivato (reclamabile in corte soggetto a reclamo dappello che decide con decreto ricorribile in cassazione Se invece la proposta stata approvata soltanto dalla maggioranza delle classi in cui il proponente ha suddiviso i creditori, per procedere al giudizio di omologazione occorre la richiesta di omologazione da parte del proponente tramite ricorso al tribunale. In questo caso il concordato pu essere omologato solo se il tribunale ritiene che i creditori dissenzienti non possano essere soddisfatti dalla prosecuzione della procedura fallimentare in misura superiore a quella concordataria; anche qui il tribunale decide con decreto motivato reclamabile in corte dappello, la quale decide anchessa con decreto ricorribile in cassazione. Al decreto di omologazione data la stessa pubblicit della sentenza dichiarativa di fallimento Effetti del concordato: appena il decreto di omologazione del tribunale definitivo (per mancanza di opposizioni) o e diventato definitivo (perch le opposizioni sono state rigettate) il curatore presenta al giudice delegato il rendiconto della gestione onde si proceda alla sua approvazione; quindi il tribunale dichiara la chiusura della procedura di fallimento. Il curatore, il giudice delegato e il comitato dei creditori restano per in carica per controllare ladempimento del concordato (vincolante per tutti i creditori, insinuati e non). Eseguito il concordato, il giudice, accertatane lesecuzione, ordina lo svincolo delle cauzioni e la cancellazione delle ipoteche iscritte a garanzia. Anche a tale provvedimento data la stessa pubblicit prescritta per la sentenza dichiarativa di fallimento

Gli effetti del concordato possono cessare, con conseguente riapertura del fallimento, o per annullamento o per risoluzione Annullamento: si pu chiedere lannullamento del concordato solo nellipotesi di dolo e precisamente quando risulta: - che stato dolosamente esagerato il passivo; ovvero - che stata sottratta o dissimulata una parte rilevante dellattivo Il ricorso davanti al tribunale fallimentare pu essere proposto dal curatore o da uno dei creditori in contraddittorio con il fallito nel termine di sei mesi dalla scoperta del dolo e, in ogni caso, non oltre due anni dalla scadenza del termine fissato per l'ultimo adempimento previsto nel concordato. Il decreto che annulla il concordato riapre la procedura di fallimento ed provvisoriamente esecutivo. Esso reclamabile davanti al giudice della corte dappello, la cui decisione ricorribile in cassazione; tali impugnazioni sono ammesse anche contro il decreto del tribunale che rigetta la richiesta di annullamento del concordato Risoluzione: il concordato viene risolto per inadempimento, cio quando non vengono adempiute le obbligazioni concordatarie; la risoluzione quindi si verifica: - per mancata costituzione delle garanzie promesse; sia - per il mancato pagamento delle somme dovute alle scadenza convenute Il curatore e il comitato dei creditori devono riferirne al tribunale, il quale pu anche agire dufficio; inoltre ogni creditore pu presentare ricorso al tribunale chiedendo la risoluzione del concordato (ma non possono proporre istanza di risoluzione i creditori del fallito verso cui il terzo, non abbia assunto responsabilit per effetto del concordato). Il tribunale decide con decreto, reclamabile in appello e ricorribile in cassazione. Il decreto che risolve il concordato riapre la procedura di fallimento ed provvisoriamente esecutivo. Nonostante linadempimento, la risoluzione non pu essere pronunciata in due ipotesi: - quando gli obblighi derivanti dal concordato sono stati assunti da un terzo con liberazione immediata del debitore - quando ricorso per la risoluzione stato proposto dopo un anno dalla scadenza del termine fissato per l'ultimo adempimento previsto nel concordato. Annullato o risolto il concordato si riapre il fallimento; si hanno gli stessi effetti della riapertura del fallimento dopo la sua chiusura per esaurimento o insufficienza dellattivo, ma con alcune particolarit: - rimangono ferme le garanzie reali o personali prestate nel concordato a favore dei creditori concorrenti - i creditori concorrono per importo del credito primitivo, detratta la parte eventualmente riscossa in parziale esecuzione del concordato - possono essere riproposte le azioni revocatorie gia iniziate e interrotte per effetto del concordato - il proponente pu ancora presentare una nuova proposta di concordato, dopo che sia stato reso esecutivo il nuovo stato passivo; ma il concordato non pu essere omologato se prima non vengono depositate le somme occorrenti per il suo integrale adempimento

IL FALLIMENTO DELLE SOCIET Purch non sia di piccole dimensioni, quando si trova in uno stato di insolvenza pu essere dichiarata fallita qualunque societ commerciale, anche se in liquidazione e anche dopo lesaurimento del procedimento di liquidazione, purch non sia trascorso pi di un anno dalla cancellazione della societ dal registro delle imprese. Il fallimento della societ produce anche il fallimento personale dei soci a responsabilit illimitata. Per evitare il proprio fallimento i soci dovranno provare: - o che la societ non esiste (la giurisprudenza ammette per il fallimento della societ apparente e di coloro che ne appaiono soci) o che la societ non svolge attivit commerciale, o che la societ non insolvente - che essi non sono soci, ovvero che non sono soci a responsabilit illimitata, ovvero che trascorso un anno dallo scioglimento parziale del rapporto sociale o dalla cessazione della responsabilit illimitata (lo scioglimento parziale e la cessazione della responsabilit illimitata devono essere stati resi noti ai terzi) Se dopo la dichiarazione di fallimento della societ, risulta lesistenza di altri soci illimitatamente responsabili, il tribunale, su istanza del curatore o di un creditore interessato o di uno dei falliti, dichiara il fallimento di detti soci dopo averli convocati in camera di consiglio per consentirgli di esercitare il diritto di difesa. Diversa lipotesi del fallimento della societ occulta: limpresa commerciale appare esercitata da un imprenditore individuale, ma in realt esercitata per conto di una societ la cui esistenza non manifestata verso lesterno; anche se inizialmente stato dichiarato fallito limprenditore individuale, ammessa lestensione del fallimento anche alla societ (occulta) scoperta successivamente, nonch agli altri soci illimitatamente responsabili. Il fallimento della societ e i fallimenti personali dei soci illimitatamente responsabili, anche se distinti, sono collegati fra loro: unico il tribunale, unico il giudice delegato, unico il curatore. Si possono invece nominare pi comitati di creditori in quanto le masse passive sono diverse: - nel fallimento della societ concorrono i creditori sociali - nei fallimenti dei soci concorrono sia i creditori sociali sia i creditori personali dei soci; la domanda di ammissione al passivo nel fallimento della societ vale anche come domanda di ammissione al passivo anche nel fallimento di ognuno dei soci. Se il fallimento di un socio ha pagato oltre la quota di perdita che il socio avrebbe dovuto sopportare, ha poi diritto di regresso contro i fallimenti degli altri soci Diverse sono le masse attive: - nel fallimento della societ la massa attiva formata dal patrimonio della societ - nel fallimento di ogni socio la massa attiva formata dal suo patrimonio personale Revoca: se il fallimento della societ viene revocato, si ha anche la revoca dei fallimenti personali dei soci illimitatamente responsabili Concordato: il concordato della societ fa chiudere anche i fallimenti dei singoli soci, a meno che nella proposta di concordato non sia previsto il contrario; la deliberazione della proposta deve essere fatta: nelle societ di persone, dai soci che rappresentano la maggioranza assoluta del capitale nelle societ di capitali e nelle societ cooperative, dagli amministratori (la delibare dellorgano amministrativo deve essere redatta da un notaio ed iscritta nel registro delle imprese Si pu anche avere il concordato particolare di un socio, ma questo fa cessare solo il fallimento di quel socio, mentre continua il fallimento della societ e degli altri soci.

Altri effetti del fallimento della societ: gli amministratori e i liquidatori sono obbligati a comunicare al curatore ogni cambiamento della loro residenza e a presentarsi agli organi fallimentari quando sono richiesti nel fallimento di una societ di capitali, il curatore pu essere autorizzato dal giudice, sentito il comitato dei creditori ad esercitare lazione di responsabilit contro gli amministratori, i sindaci, i direttori generali e i liquidatori; se si tratta di una s.r.l. lazione di responsabilit pu essere esercitata anche contro i soci solidalmente responsabili con gli amministratori perch hanno intenzionalmente deciso o consentito il compimento di atti dannosi per la societ, gli altri soci o i terzi i soci limitatamente responsabili possono essere costretti, con un decreto ingiuntivo del giudice delegato, a versare quella parte dei conferimenti ancora dovuta, anche prima del termine eventualmente stabilito per il suo versamento Disciplina fallimentare dei patrimoni destinati ad uno specifico affare - gli atti dispositivi che riducono il patrimonio separato sono inefficaci se arrecano pregiudizio anche al patrimonio sociale; per la loro revoca occorre la prova che il terzo fosse a conoscenza dello stato di insolvenza - lamministrazione del patrimonio destinato viene affidata al curatore, il quale pu cedere a terzi il patrimonio per mantenerlo in attivit oppure, se la cessione non possibile, procedere alla sua liquidazione; il corrispettivo della cessione o il residuo attivo della liquidazione, al netto dei debiti del patrimonio, acquisito dal curatore allattivo fallimentare - nel caso di incapienza dello stesso patrimonio destinato (a causa della violazione delle regole di separatezza con il patrimonio sociale) il curatore deve procedere alla sua liquidazione ed esercitare lazione di responsabilit contro gli organi di amministrazione e di controllo della societ; i creditori particolari del patrimonio separato possono insinuarsi nel passivo della societ quando questa responsabile dei debiti relativi al patrimonio separato Disciplina fallimentare dei finanziamenti destinati ad uno specifico affare Se il fallimento impedisce la realizzazione o la continuazione delloperazione finanziata, il rapporti di finanziamento si scioglie e il finanziatore ha diritto di insinuare il proprio credito al passivo del fallimento. Se invece lesecuzione dellopera non impedita dalla dichiarazione del fallimento, il curatore, sentito il comitato dei creditori, pu subentrare nel contratto assumendone gli obblighi; se non subentra il rapporti si scioglie e il finanziatore pu insinuarsi nel passivo chiedere di continuare loperazione in proprio o affidandola ad un terzo; se il giudice lo autorizza il finanziatore pu trattenere i proventi dellaffare e insinuarsi al passivo in via chirografaria per leventuale credito residuo

2. LA LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA


La liquidazione coatta amministrativa il procedimento concorsuale con cui si provvede alla liquidazione dellimpresa a cura dellautorit amministrativa, anzich a cura dellautorit giudiziaria (ratio: la pubblica amministrazione particolarmente interessata alle imprese, perch si tratta di imprese pubbliche ovvero, quando si tratta di imprese private, a causa della natura degli interessi coinvolti o del settore economico in cui esse operano). Alla liquidazione coatta sono soggette solo quelle categorie di imprese indicate esplicitamente dalle leggi speciale; di conseguenza sono le stesse leggi speciale che regolano la varie fase della procedura, anche se disposta una disciplina generale dalla legge fallimentare, applicabile ad ogni procedura di liquidazione (titolo V l.fall.) Il presupposto oggettivo per la messa in liquidazione lo stato di insolvenza, ma le leggi speciali possono prevedere la messa in liquidazione anche se non c insolvenza (ex per le imprese bancaria, assicurative e le sim quando vi sono irregolarit o violazioni delle norme legali, amministrative o statutarie, ovvero perdite del patrimonio di eccezionale gravit) Quando un impresa soggetta a liquidazione coatta in stato di insolvenza, ci possono essere due ipotesi: si tratta di un impresa che pu essere assoggettata sia alla liquidazione coatta sia al fallimento; la legge fallimentare risolve il problema adottando un criterio cronologico: la dichiarazione di fallimento preclude la liquidazione coatta amministrativa, e il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa preclude la dichiarazione di fallimento si tratta di imprese che possono essere assoggettate soltanto alla liquidazione coatta, con esclusione del fallimento (imprese pubbliche, imprese bancarie, sim, imprese assicurative) La legge fallimentare ha dettato una serie di disposizioni con il fine di garantire ai creditori concorsuali una condizione analoga a quella che agli stessi sarebbe spettata ove si fosse proceduto (o fosse stato possibile procedere) alla dichiarazione di fallimento: alla liquidazione coatta amministrativa conseguono gli stessi effetti della sentenza di fallimento per quanto concerne: - il trasferimento ope legis della disponibilit e della amministrazione dei beni dellimpresa agli organi della liquidazione coatta amministrativa - il divieto delle azioni esecutive individuali - la tutela e la realizzazione dei diritti di prelazione dei creditori concorrenti - limmediata esigibilit dei crediti concorrenti, anche se non scaduti, ai fini della partecipazione al concorso - la sospensione del corso degli interessi - la disciplina dellazione revocatoria ordinaria, della compensazione e delle coobligazioni solidali - gli effetti sui rapporti giuridici preesistenti previsto lintervento dellautorit giudiziaria che si manifesta in diverse direzioni: - attraverso la pronuncia dello stato di insolvenza, allo scopo di consentire lesercizio dellazione revocatoria fallimentare e lapplicazione delle sanzioni penali - allo scopo di tutelare i diritti dei creditori dellimpresa, che ne lamentino la violazione ad opera degli organi della liquidazione - allo scopo di consentire la cessazione della procedura di liquidazione anche mediante la conclusione di un concordato

Provvedimento amministrativo di liquidazione coatta La messa in liquidazione dellimpresa ordinata con un provvedimento dellautorit amministrativa che ne ha la vigilanza (da ministero delleconomia per le banche, da ministero delle attivit produttive per le assicurazioni); esso un atto amministrativo che, entro dieci giorni dalla sua data, deve essere pubblicato integralmente nella Gazzetta Ufficiale e iscritto nel registro delle imprese. Con questo provvedimento, o con latro successivo, devono essere nominati gli organi della liquidazione: - il commissario liquidatore (nelle banche e nelle assicurazioni sono nominati dalla Banca dItalia e dallIsvap) - il comitato di sorveglianza, composto di tre o cinque esperti, possibilmente scelti fra i creditori Accertamento giudiziario dellinsolvenza Se si tratta di una impresa assoggettabile solo alla liquidazione coatta amministrativa: - se lautorit amministrativa non ha ancora ordinato la messa in liquidazione dellimpresa, laccertamento preventivo dellinsolvenza pu essere richiesto con ricorso al tribunale del luogo dove limpresa ha la sede principale da uno o pi creditori, dallautorit amministrativa di vigilanza, dalla stessa impresa - se lautorit amministrativa ha gi ordinato la liquidazione dellimpresa, laccertamento successivo dello stato di insolvenza richiesto al tribunale su ricorso del commissario liquidatore o su istanza del p.m. Dopo la sentenza di accertamento dello stato di insolvenza si rendono applicabili, con effetto dalla data del provvedimento amministrativo di liquidazione, le norme sulla revocatoria fallimentare, sulla bancarotta ed altre sanzioni penali. Procedimento di liquidazione coatta Il commissario liquidatore procede a tutte le operazioni della liquidazione secondo le direttive dellautorit che vigila sulla liquidazione e sotto il controllo del comitato di sorveglianza (per atti di valore maggiore a due milioni di lire o di valore indeterminati deve essere autorizzato dallautorit che vigila sulla liquidazione, sentito il comitato di sorveglianza) Accertamento del passivo: il commissario liquidatore comunica a ciascun creditore (e a coloro che risultano titolari di diritti sulle cose mobili possedute dallimpresa) quali sono le somme risultanti a suo credito secondo le scritture contabili e i documenti dellimpresa: - se i creditori e i titolari di diritti mobiliari che hanno ricevuto la comunicazione ne accettano il contenuto, non hanno bisogno di presentare domanda di ammissione al passivo - se invece non sono daccordo con la comunicazione, entro 15 giorni dal suo ricevimento devono fa pervenire al commissario liquidatore la loro osservazioni o istanze - i creditori e titolari dei diritti mobiliari che non hanno ricevuto alcuna comunicazione, entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento di liquidazione nella Gazzetta Ufficiale, possono presentare domanda per il riconoscimento dei propri crediti e la restituzione dei loro beni entro 90 giorni dalla pubblicazione del provvedimento di liquidazione nella Gazzetta Ufficiale, il commissario liquidatore forma lo stato passivo definitivo depositandolo in cancelleria e dandone notizia a coloro la cui pretesa non sia stata in tutto o in parte riconosciuta; con il deposito in cancelleria lo stato passivo diventa esecutivo. Contro di esso possono essere proposte opposizioni e impugnazioni dei creditori, con ricorso al tribunale

Il commissario liquidatore ha tutti i poteri necessari per la liquidazione dellattivo; deve per chiedere lautorizzazione allautorit che vigila sulla liquidazione per la vendita degli immobili e per la vendita in blocco dei mobili. La chiusura della liquidazione coatta si ha con: - lesaurimento dellattivo - il concordato: esso pu essere proposto, dopo che lo stato passivo divenuto esecutivo, dallimpresa in liquidazione, previa autorizzazione dellautorit che vigila sulla liquidazione e su parere del comitato di sorveglianza. La proposta depositata in cancelleria e pubblicata; entro 15 giorni dal suo deposito gli interessati possono presentare nella cancelleria le loro opposizioni che vengono comunicate al commissario; il tribunale decide sulla proposta di concordato tenendo conto delle opposizioni. Il tribunale pu risolvere il concordato in casi di inadempimento, ed annullarlo in caso di dolo; risolto o annullato il concordato si riapre la liquidazione coatta e lautorit amministrativa che vigila sulla liquidazione adotta i provvedimenti che ritiene necessari La liquidazione coatta delle societ La liquidazione coatta non si estende ai soci illimitatamente responsabili; ma a seguito della sentenza che accerta lo stato di insolvenza il commissario liquidatore pu esercitare la revocatoria fallimentare anche contro gli atti compiuti sui propri beni dai soci e i soci sono punibili per bancarotta e per gli altri reati previsti dalla legge fallimentare.

3.LAMMINISTRAZIONE STRAIORDINARIA DELLE GRANDI IMPRESE INSOLVENTI


Nelle ipotesi di imprese con un numero rilevante di dipendenti e che hanno fatto ricorso in misura notevole al credito, solitamente bancario, la soggezione, in caso di insolvenza, al fallimento o alla liquidazione coatta amministrativa accentua gli effetti negativi della disgregazione della aziende e dellaumento della disoccupazione e inoltre non consente ai creditori lintegrale recupero dei propri crediti, con conseguente perdita di ingenti risorse finanziarie. Determinate grandi imprese in crisi vengono sottratte al fallimento e sottoposte ad una procedura di amministrazione straordinaria, alla quale si applica la disciplina della liquidazione coatta amministrativa ma con particolari adattamenti volti a conseguire, quando possibile, il risanamento dellimpresa per la ripresa della sua attivit produttiva o anche per il suo trasferimento ad altre imprese, nella speranza di permettere il soddisfacimento dei creditori ed evitando di provocare la perdita dei posti di lavoro.

Competente a decidere lammissione delle imprese commerciali alla amministrazione straordinaria lo stesso tribunale fallimentare, su ricorso del debitore, di uno o pi creditori, del p.m., ovvero dufficio. Presupposti soggettivi: possono essere ammesse alla procedura le imprese assoggettabili al fallimento. Presupposti oggettivi: occorre che le imprese commerciali: - siano in stato di insolvenza - abbiano, da almeno un anno, almeno 200 dipendenti - abbiano un indebitamento complessivo pari ad almeno due terzi sia del totale dei beni che costituiscono lattivo dello stato patrimoniale, sia del totale dei ricavi che risultano dalla corrispondente voce del conto economico dellultimo esercizio In presenza di questi presupposti il tribunale fallimentare non pu dichiarare il fallimento ma deve emettere una sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza con cui: - vengono nominati il giudice delegato e il commissario giudiziale - si ordina allimprenditore di depositare entro due giorni le scritture contabili in cancelleria - si assegna ai creditori il termine per la presentazione delle domande di insinuazione, stabilendo la data delladunanza di verifica dello stato passivo - la gestione dellimpresa lasciata allimprenditore insolvente o affidata al commissario giudiziale; i crediti sorti per la continuazione dellesercizio dellimpresa e la gestione del patrimonio del debitore si considerano crediti della massa e sono quindi soddisfatti in prededuzione - viene avviato un procedimento che pu condurre allammissione allamministrazione straordinaria solo se vengono accertate concrete prospettive di recupero dellequilibrio economico dellimpresa Il commissario giudiziale deve depositare nella cancelleria del tribunale, entro 90 giorni dalla dichiarazione dello stato di insolvenza, una relazione nella quale indica le cause dellinsolvenza ed esprime la propria valutazione sulle prospettive di recupero dellequilibrio economico dellimpresa insolvente; tale recupero si deve poter realizzare in due modi alternativi: tramite la cessione dei complessi aziendali, sulla base di un programma di prosecuzione dellesercizio dellimpresa di durata non superiore ad un anno (programma di cessione dei complessi aziendali) tramite la ristrutturazione economica e finanziaria dellimpresa, sulla base di un programma di risanamento di durata non superiore a due anni (programma di ristrutturazione)

Entro trenta giorni dal deposito in cancelleria della relazione il tribunale ha due possibilit: 1) dichiarare il fallimento dellimpresa con decreto motivato, se non ritiene realizzabile nessuno dei due programmi alternativi indicati dalla legge e giudica insussistenti le prospettive di recupero dellequilibrio economico dellimpresa insolvente 2) dichiarate lapertura della procedura di amministrazione straordinaria con decreto motivato se ritiene che le prospettive di recupero sussistono. Con tale decreto il tribunale dispone anche la prosecuzione dellesercizio dellimpresa, la cui gestione va affidata ad un commissario straordinario (nominato entro quindici giorni dal Ministro delle attivit produttive); alla procedura si applicano le disposizioni sulla liquidazione coatta amministrativa, quando non diversamente stabilito dalla legge. Impugnazioni: opposizioni e reclami Opposizione alla sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza Lopposizione va proposta da ogni interessato davanti allo stesso tribunale Se lopposizione viene accolta perch limpresa non ha natura commerciale o perch manca lo stato di insolvenza, il tribunale revoca con sentenza la dichiarazione di insolvenza Se lopposizione viene accolta solo perch mancano i presupposti dimensionali per la soggezione alla procedura di amm. staordinaria, occorre attendere che la sentenza di revoca passi in giudicato; dopo il passaggio in giudicato, il tribunale deve disporre con decreto la conversione della procedura in fallimento (tale decreto non reclamabile)

Opposizione alla sentenza di fallimento Quando stato dichiarato il fallimento di una impresa commerciale insolvente soggetta allamministrazione straordinaria, laccoglimento dellopposizione al fallimento non comporta subito la revoca della sentenza di fallimento in quanto rimane da accertare se realizzabile uno dei due programmi di riequilibrio economico. Solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza che accoglie lopposizione, il tribunale fallimentare, ove non sia esaurita la liquidazione dellattivo, invita il curatore a depositare entro trenta giorni in cancelleria una relazione in cui esprima una valutazione motivata sulla possibilit di realizzazione di uno dei due programmi di riequilibrio economico dellimpresa insolvente. Entro trenta giorni da deposito della relazione, il tribunale: - se uno dei due programmi realizzabile, dichiara con decreto motivato la conversione del fallimento in amministrazione straordinaria - se nessun programma realizzabile dichiara che non sussistono le condizioni e quindi prosegue la procedura di fallimento Reclamo contro il rigetto del ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza Contro il decreto motivato con cui viene rigettato il ricorso, ammesso il reclamo del ricorrente alla corte dappello la quale: - se accoglie il reclamo e ricorrono i presupposti per lamm. straordinaria, deve rimettere dufficio gli atti al tribunale per la dichiarazione dello stato di insolvenza - se accoglie il reclamo e ricorrono i presupposti per il fallimento, deve rinviare gli atti al tribunale per la pronuncia (obbligatoria) della dichiarazione di fallimento Reclamo contro i decreti con cui, dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza, si dichiara lapertura dellamministrazione straordinaria o lapertura del fallimento ammesso il reclamo di ogni interessato alla corte dappello, ma con esso non possono dedursi motivi che si sono fatti valere o avrebbero potuto frasi valere davanti allo stesso tribunale contro la sentenza dichiarative dello stato di insolvenza; si possono far valere solo vizi del procedimento successivo alla dichiarazione di insolvenza ovvero constatare o affermare le prospettive di recupero dellimpresa insolvente; il tribunale si dovr conformare alla decisione delle corte

I programmi di recupero La scelta del programma deve essere compiuta successivamente da commissario straordinario, il quale redige il programma sotto la vigilanza del Ministro delle attivit produttive, e deve presentarglielo entro i sessanta giorni successivi al decreto di apertura della procedura; lesecuzione del programma autorizzata la Ministro con decreto entro trenta giorni dalla sua presentazione. Per quanto riguarda il contenuto dei programmi, entrambi devono salvaguardare lunit operativa dei complessi aziendali e quindi: devono essere indicati i beni aziendali destinati alla prosecuzione dellimpresa e quelli da dimettere le previsioni economiche e i fabbisogni finanziari, con specificazione dei finanziamenti o delle agevolazioni pubbliche di cui prevista lutilizzazione le eventuali liquidazioni dei beni non funzionali allesercizio dellimpresa I due programmi per presentano una differenza di fondo: con il programma di cessione si dimettono i beni aziendali, con i quali il cessionario a continuare a svolgere lattivit di impresa e il ricavato delle cessioni destinato a soddisfare i creditori concorrenti (e inoltre solo qui sono ammissibili le azioni revocatorie fallimentari); con il programma di ristrutturazione si persegue invece il risanamento dellimpresa, in modo che questa alla fine possa anche rimanere allo stesso debitore. invece identica la disciplina di tutela dei lavoratori: il commissario non pu sciogliersi dai contratti di lavoro subordinato il commissario, quando procede alla vendita di aziende in esercizio, deve scegliere lacquirente valutando sia il prezzo offerte, sia la sua affidabilit ad adempiere gli obblighi di prosecuzione per almeno due anni delle attivit imprenditoriali e di manutenzione per il medesimo periodo dei livelli occupazionali stabiliti allatto di vendita se vengono distribuiti acconti ai ceditori, vano preferiti i lavoratori subordinati e i crediti delle imprese che hanno somministrato beni ed effettuato servizi a favore dellimpresa insolvente nei sei mesi precedenti la sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza Cessazione, chiusura e riapertura della amministrazione straordinaria Cessazione: si verifica quando il tribunale, su richiesta del commissario o dufficio, ne dispone con decreto la conversione della procedura di amm. straordinaria in fallimento; con il decreto di conversione, reclamabile da ogni interessato alla corte dappello, il tribunale nomina gli organi del fallimento in sostituzione di quelli dellamm. straordinaria. La conversione pu essere disposta: nel corso della procedura, quando lamm. straordinaria non pu essere utilmente proseguita al termine della procedura: - nel caso di cessione, quando alla scadenza la cessione non ancora avvenuta - nel casi di ristrutturazione, quando alla scadenza non stata eliminata linsolvenza e quindi il debitore non ha recuperato la capacit di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni La cessazione pu avvenire anche per concordato; la proposta di concordato deve essere autorizzata dallautorit di vigilanza, il Ministro delle attivit produttive; essa pu essere presentata al tribunale dal debitore o da un terzo. Chiusura: la chiusura dichiarata dal tribunale con decreto motivato, si istanza del commissario straordinario o del debitore o anche dufficio; il decreto reclamabile alla corte dappello. Si ha chiusura dellamm. straordinaria nei seguenti casi: quando non sono state presentate insinuazioni al passivo quando risulta eliminato lo stato di insolvenza Nel caso di programma di cessione anche: quando compiuta la ripartizione finale dellattivo

procedura

quando sono soddisfatti tutti i creditori ammessi e sono state pagate le spese della

Riapertura: nel caso di chiusura dellamm. straordinaria per ripartizione finale dellattivo, e quindi se sono rimasto creditori insoddisfatti, il tribunale, su istanza del debitore e di qualunque creditore, pu disporre la riapertura quando ricorrono condizioni analoghe a quelle previste per la riapertura del fallimento; la sentenza di riapertura non comporta la riapertura dellamm. straordinaria, ma la sua conversione in fallimento Amministrazione straordinaria delle imprese appartenenti ad un gruppo Se stata ammessa alla procedura di amm. straordinaria unimpresa facente parte di un gruppo, anche altre imprese insolventi facenti parte del gruppo possono essere ammesse a detta procedura, anche se per loro non ricorrono i requisiti dimensionali e anche se non realizzabile nessuno dei due programmi di riequilibrio economico. Infatti lestensione va disposta quando risulta cmq opportuna la gestione unitaria dellinsolvenza nellambito del gruppo, in quanto idonea ad agevolare, per i collegamenti di natura economica o produttiva tra le singole imprese, il raggiungimento degli obbiettivi della procedura. La competenza spetta al tribunale del luogo in cui vi la sede principale dellimpresa oggetto della procedura di estensione. Restano fermi gli organi della procedura iniziale di amm. straordinaria, salvo leventuale integrazione del comitato di sorveglianza. Al commissario giudiziale (o successivamente al commissario straordinario o al curatore) sono attribuiti particolari poteri per la reintegrazione del patrimonio dellimpresa insolvente, esercitabili nei confronti delle altre imprese del gruppo, anche se non insolventi: legittimazione ad denunciare ex art. 2409 le irregolarit degli amministratori delle altre societ del gruppo legittimazione ad esercitare azioni revocatorie contro le altre imprese del gruppo in caso di abuso della direzione unitaria, gli amministratori della controllante sono solidalmente responsabili con gli amministratori della societ insolvente, per i danni da questa sofferti in conseguenza dellesecuzione delle loro direttive La ristrutturazione industriale delle imprese insolventi di maggiori dimensioni Quando lo stato di insolvenza riguarda imprese commerciali che abbiano almeno: - 500 lavoratori subordinati - debiti per 300 milioni di euro lammissione alla procedura di amm. straordinaria immediata e decisa dal Ministro delle attivit produttive, senza che prima occorra laccertamento dello stato di insolvenza. La richiesta di ammissione va presentata dallimprenditore direttamente al Ministro con contestuale ricorso al tribunale per la dichiarazione dello stato di insolvenza: il Ministro, se ricorrono i presupposti dimensionali decide con decreto lammissione alla procedura e nomina il commissario straordinario Se il tribunale respinge il ricorso per la dichiarazione dellinsolvenza ovvero accerta linesistenza dei presupposti dimensionali, cessano gli effetti del provvedimento ministeriale di ammissione; in caso contrario lo stesso commissario deve presentare al Ministro il programma di ristrutturazione del debito per il risanamento dellimpresa, onde ne vanga autorizzata lesecuzione Se il programma non viene autorizzato, il tribunale procede alla conversione in fallimento, a meno che sia stato possibile adottare il programma di cessione dei beni aziendali Nel programma di ristrutturazione pu anche essere previsto che la soddisfazione dei creditori avvenga attraverso un concordato; se non viene approvato (voto favorevole della maggioranza dei crediti ammessi) il commissario pu continuare lattivit imprenditoriale se presenta un programma di cessione. Se esso non presentano, o non autorizzato dal Ministro il tribunale dispone la conversione della procedura di amm. straordinaria in fallimento.

I MEZZI PER EVITARE IL FALLIMENTO, LA LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA E LAMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA


IL CONCORDATO PREVENTIVO Limprenditore commerciale che si trova in stato di crisi ha la possibilit di evitare il fallimento o lamministrazione straordinaria o la liquidazione coatta amministrativa mediante un concordato preventivo, cio da concludersi con i creditori prima dellapertura del procedimenti concorsuale esecutivo. La domanda di concordato preventivo presentata dallimprenditore con ricorso al tribunale del luogo dove posta la sede principale dellimpresa, perch sia sottoposta allapprovazione dei creditori. Nel piano limprenditore pu prevedere: - la ristrutturazione dei debiti: per i creditori chirografari non richiesta lofferta di una percentuale minima di pagamento, ma i creditori privilegiati vanno soddisfatti integralmente - la soddisfazione dei crediti chirografari attraverso qualsiasi forma (cessione, di beni, accollo, altre operazioni straordinarie, attribuzione di azioni o altri strumenti finanziari - leventuale attribuzione dellattivo ad un terzo assuntore - leventuale suddivisione dei creditori il classi, anche con trattamenti differenti Al ricorso bisogna unire: - una relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dellimpresa - uno stato analitico ed estimativo della attivit - lelenco nominativo dei creditori e dei titolari di diritti reali o personali sui beni del debitore - il valore dei beni e lindicazione dei crediti personali degli eventuali soci illimitatamente responsabili - una relazione di un professionista in possesso dei requisiti per la nomina a curatore fallimentare che attesti la veridicit dei dati aziendali e la fattibilit dello stesso piano Il tribunale accerta la completezza e la regolarit della documentazione (e, se sono previste diverse classi di creditori, la correttezza dei criteri adottati per la loro formazione). In caso di accertamento positivo il tribunale dichiara aperta la procedura di concordato preventivo con decreto motivato non soggetto a reclamo, il quale deve contenere: In caso di accertamento negativo, il tribunale con decreto non soggetto a reclamo dichiara inammissibile la proposta di concordato e, con separata sentenza pronuncia dufficio il fallimento

la nomina del giudice delegato e del commissario giudiziale la data per ladunanza dei creditori il termine entro il quale limprenditore deve depositare nella cancelleria del tribunale la somma che si presume necessaria per lespletamento dellintera procedura (pena la dichiarazione di fallimento) Al decreto deve essere data pubblicit a cura del cancelliere tramite: - affissione allalbo del tribunale - iscrizione nel registro delle imprese - pubblicazione in uno o pi giornali eventualmente indicati dal tribunale - annotazione nei registri mobiliari e immobiliari relativi ai beni mobili registrati ed immobili del ricorrente

Effetti dellammissione al concordato Gia dalla presentazione della proposta: - sono sospese le azioni esecutive dei creditori - sono sospese le prescrizioni e non si verificano le decadenze - i creditori non possono acquistare diritti di prelazione con efficacia rispetto ai creditori concorrenti (a mano che ci sia autorizzato dal giudice delegato) - scadono i debiti a termine - i debiti non pecuniari vengono valutati in denaro - si sospendono gli interessi e si deducono gli interessi composti nel casi di pagamento anticipato di crediti infruttiferi Le funzioni del giudice delegato e del commissario giudiziale sono analoghe nelle due procedura, ma limprenditore conserva lamministrazione dei suoi beni e lesercizio dellimpresa, anche se sotto la vigilanza del commissario e con dei limiti: - non pu pagare i creditori anteriori alla proposta di concordato - non pu compiere atti di straordinaria amministrazione senza lautorizzazione scritta del giudice; essi sarebbero inefficaci verso i creditori e comporterebbero lapertura del fallimento Il fallimento viene dichiarato se il tribunale accerta che: - il debitore compie atti diretti a frodare le ragioni dei creditori - mancavano le condizioni prescritte per lammissibilit del concordato - il debitore ha occultato o dissimulato parte dellattivo ovvero ha dolosamente omesso di denunciare uno o pi crediti ovvero ha esposto passivit insussistenti ovvero ha commesso altri atti di frode La deliberazione di concordato Il commissario subito dopo la sua nomina, in vista delladunanza dei creditori, deve: - verificare lelenco dei creditori e dei debitori, apportandovi le necessarie modifiche - comunicare ai creditori la data delladunanza e le proposte del debitore - redigere linventario del patrimonio del debitore e preparare una relazione particolareggiata sulle cause del dissesto, sulla condotta del debitore, sulla convenienza e sulle garanzia del concordato, depositandola nella cancelleria almeno tre giorni prima delladunanza dei creditori Ordine delle operazioni nelladunanza: 1) il commissario giudiziale illustra le sua relazione e le proposte definitive del debitore 2) ogni creditore pu esporre le ragioni per cui ritiene ammissibile o inammissibile la proposta di concordato e pu contestare i creditori concorrenti; il debitore pu rispondere e a sua volta contestare i creditori concorrenti 3) il giudice decide sullammissione o meno dei crediti contestati 4) votazione (stesse regole di quelle del concordato fallimentare) 5) la votazione viene documentata in un processo verbale e il verbale viene chiuso con la sottoscrizione del giudice e del cancelliere Se non si raggiunge la maggioranza numerica dei votanti, il concordato respinto e il giudice delegato ne riferisce al tribunale che dichiara il fallimento. Se invece le maggioranze sono raggiunte il concordato approvato e si deve quindi passare al procedimento di omologazione