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Unit 18

Brunelleschi, Masaccio e Donatello


Il primo rinascimento artistico fiorentino fu lespressione di un profondo rinnovamento culturale. Il desiderio di ridare vita ai nobili modelli classici si ricollegava agli studi letterari umanistici e alla rivalorizzazione degli antichi. Filippo Brunelleschi considerato il pioniere del Rinascimento italiano e lartefice di una concezione dellarchitettura che avrebbe dominato fino al XIX sec. A lui attribuita linvenzione della prospettiva a punto unico di fuga. La stessa architettura classica era riproposta da Brunelleschi come esempio della misurabilit dello spazio. Con Brunelleschi si inaugur una nuova figura sociale di architetto e si defin un nuovo sistema di organizzazione del cantiere: larchitetto non era pi un sovraintendente ai lavori ma un intellettuale che preparava il progetto e i particolari della struttura a cui il gruppo di operai doveva attenersi. Il primo artista che spost questi ideali nella pittura fu Masaccio. La sua carriera artistica segn uno spartiacque tra due epoche, con lintroduzione di nuove vicende raffigurate: quello della raffigurazione delluomo reale con caratteristiche terrene. Questa umanit era racchiusa e regolata dalle norme della prospettiva brunelleschiane. Infine troviamo Donatello che ebbe una grande capacit di descrivere una gamma vastissima di atteggiamenti e modi dellanimo, figure bibliche, evangeliche o mitologiche. Cupola di Santa Maria del Fiore (Brunelleschi Firenze) OPERA: architettura del primo rinascimento, che concretizza e conclude clamorosamente il Duomo di Firenze (Santa Maria del Fiore), costruita sotto la direzione di Arnalfo di Cambio che, attraverso un bando di concorso, affid il difficile compito di conclusione che trattava ledificazione di una grande cupola, allo architetto: Filippo Brunelleschi, che inizi il lavoro nel 1420 d.C. IL SIGNIFICATO DELL OPERA: lopera per intiero si presenta con finalit religiose, che danno alla Firenze dellepoca un tocco di Santit, in quanto oltre a diventare meta di pellegrinaggio, poich rappresentava la corona trionfale della Vergine Maria, diventa per i religiosi degna di essere considerata casa del SIGNORE. La cupola parte fondamentale in quanto rappresenta la volont delluomo di elevarsi a Dio. STRUTTURA: cupola a sesto acuto, fondamentalmente di slile Romano-Gotico, costituita da una cupola interna che fungeva da sostegno per quella esterna costruita con impalcatura mobile e non con quella in legno tradizionale. La cupola suddivisa in otto spicchi composti ognuno da due costoloni verticali da nove archi trasversali. Infine in uno degli otto spicchi della cupola evidenziata la stratificazione dellapparecchiatura muraria. Trinit (Masaccio, Firenze) Laffresco rappresenta il dogma della Trinit, la scena situata in una cappella ispirata agli archi di trionfo romani, con volta a botte ha al centro la figura del Cristo, sostenuto da Dio Padre, unica figura sottratta alle rigide regole prospettiche; sotto la croce, Maria e Giovanni Evangelista. Pi in basso i due committenti. Con funzione di base infine collocato un altare marmoreo, sotto il quale si trova uno scheletro giacente con la scritta "Io fu gi quel che voi sete: e quel chi son voi ancor sarete". La tavola pu essere letta verticalmente dal basso in alto come ascensione verso la salvezza eterna: in primo piano il sarcofago con scheletro, che ricorda la transitoriet della vita terrena, in secondo piano, le due figure inginocchiate che pregano, i due committenti, alla base del triangolo che le figure formano, in terzo piano la cappella con sulla soglia la Vergine e San Giovanni, dietro ai quali c la croce, sorretta da dietro dal Dio Padre, al vertice del triangolo. Sopra il Cristo si trova la colomba dello Spirito Santo; oppure attraverso le triangolazioni che legano le diverse figura: un primo triangolo, lega le figure umane, e ha per base i due committenti e per vertice la figura di Cristo, altro quello che ha per base il soppalco in legno, e che collega Maria, Giovanni e il Cristo ultimo quello Trinitario che comprende il Cristo, la colomba e Dio padre, ed rovesciato. Il punto di fuga di tutta la rappresentazione situato sui piedi del Cristo, al pari del punto di vista in modo da rendere partecipe lo spettatore, richiamato all'attenzione della scena sacra anche dal gesto di Maria; resta il fatto che lo snodo visivo e concettuale rimane sempre il corpo del Cristo. La cappella rappresentata secondo una rigorosa prospettiva che viene data dai lacunari della volta a botte, dalle lesene e dai capitelli corinzi sullo sfondo. I personaggi sono monumentali, ben definiti spazialmente dal chiaroscuro. Lascia gli schemi della tradizione, per creare un arte ispirata dalla realt e al vero. Altare maggiore della basilica di SantAntonio (Donatello Padova) Delle sette statue a tutto tondo che compongono laltare maggiore della basilica del Santo, la pi interessante senza dubbio la madonna col bambino. Limpianto della composizione rimanda ai modelli bizantini; essa ricca di simbolismi: il trono fiancheggiato da sfingi (allegorie dei misteri filosofici), lo schienale decorato da un rilievo con Adamo ed Eva. La Vergine perci una seconda Eva che espia il peccato commesso dalla prima Eva, con la nascita del Redentore. La vergine ritratta nellatto di alzarsi e di porgere il Bambino come fosse una seconda nascita. La statua era stata pensata per una visione frontale e quindi trattata come un rilievo monumentale. Il rilievo rappresentante la

Deposizione rappresenta uno dei momenti pi alti e drammatici la cui accentuazione dello strazio davanti al corpo del Cristo portata a un punto mai raggiunto, con una mimica facciale e una gestualit esasperata.

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Gli artisti di mediazione


Linvenzione di un nuovo linguaggio artistico fu caratterizzato da alcuni artisti mediatori prima del completo mutamento. Il percorso di Ghiberti una continua transizione dal tardogotico al rinascimento. Beato Angelico vide nel realismo un pericolo di eccessiva laicizzazione dellimmagine religiosa. La sua pittura rimase ancora piuttosto indietro. Dalla met del secolo in linea con gli ideali aristocratici, si rileva un recupero degli elementi stilistici di origine gotica. Filippo Lippi inizi la sua carriera con stili simili a quelli di Masaccio, in seguito recuper una grazia di origine gotica, nuova per le sue opere. In campo architettonico nella seconda fase dellumanesimo le ricerche brunelleschiane furono sviluppate lungo indirizzi diversi e con diversa coerenza da Alberti e Michelozzo. Per quanto riguarda la scultura gli artisti interpretarono donatello in tre modi: la prima quella di un classicismo attento ai modelli antichi, la seconda un naturalismo pieno di virtuosismi, la terza il carattere arcaico votato alla sensibilit decorativa. Porte del battistero di Firenze (Ghiberti) Allepoca del concorso per la porta del battistero solo una delle tre porte era compiuta, quella a sud. A questo punto rimanevano quella a nord rivolta verso la campagna e quella a est verso la cattedrale. Ghiberti vinse il concorso per quella del Nuovo testamento (est) che puntualmente divent lentrata principale. Poi dovette fare anche la seconda, rinominata porta del paradiso con raffigurazioni dellantico testamento ma a lavoro finito questa porta magnifica sorprese tutti tanto da essere sostituita a quella dellentrata est. Lanalisi delle formelle rivela unevoluzione stilistica dellautore dopo 30 anni di lavori. La flagellazione un episodio di estrema drammaticit ma Ghiberti esprime un innato equilibrio mitigando il dramma. Rispetto alla porta nord, le formelle della porta del paradiso furono ridotte di numero ma gli episodi aumentavano; perci decise di dedicare pi spazio ad alcune e meno ad altre. Palazzo Rucellai (Alberti Firenze) Viene realizzato in anni durante il quale molte famiglie richiedevano un proprio palazzo. Alberti sceglie un corpo unico suddiviso in tre piani conclusi da unaltana. Abbiamo la divisione in tre ordini: al piano terra tipo tuscanico, ai piani superiori stile corinzio quasi a ricordare il modello fissato del Colosseo. La suddivisione orizzontale ottenuta mediante le fasce marcapiano dorate. Lo spettatore che guarda il palazzo dalla strada pu considerare il cornicione come parte organica a un tempo dellultimo piano e delledificio nel suo complesso. Piano urbanistico di Pienza (Rossellino) Nel 1459 papa Pio II gli affid la sistemazione dell'antico borgo di Corsignano, oggi Pienza, secondo i principi dell'urbanistica e dell'architettura rinascimentale. Principalmente, la cittadina presenta quattro edifici fondamentali realizzati all'epoca: 1. Palazzo Piccolomini, che riprende motivi di Palazzo Rucellai di Firenze ; 2. il Palazzo Vescovile, che presenta una caratteristica prettamente rinascimentale: la pavimentazione regolare che accentua la visione prospettica; vi si trova indicato anche un punto che rappresenta il punto di vista ideale; 3. il Palazzo Comunale 4. la Cattedrale, che presenta una facciata albertiana con timpano, alte semicolonne addossate a pilastri posti su piedistalli. In Pienza Bernardo deve lavorare su un territorio relativamente piccolo ed quindi costretto a trovare diversi accorgimenti: in primo luogo la piazza su cui si costruisce la citt a forma di trapezio con il lato minore che da sulla strada principale. Tale costruzione fa sembrare la piazza pi grande perch se il nostro campo visivo tende a convergere su un punto la forma a trapezio storto contrasta questa tendenza. In secondo luogo le strade sono in leggera curva in modo che chi le percorre non veda la fine di esse e quindi abbia la sensazione che siano pi lunghe.

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Mecenatismo
Urbino e Roma configurano un modello di sviluppo artistico profondamente diverso da quello fiorentino. A Firenze si era sviluppata una scuola artistica davanguardia che aveva diversi committenti, a Urbino e Roma gli unici committenti erano rispettivamente la casata dei Montefeltro e del papa. Il primo di questi fu uno dei punti principali di riferimento dellumanesimo. La sua corte fu la sede di molte sperimentazioni prospettiche centro italiane. Anche a Roma le opere pi significative furono realizzate da artisti giunti da fuori come il Brunelleschi, Donatello, Masaccio, poi Michelangelo Raffaello e Bramante. Fra i pi importanti spunta Piero della Francesca che supera il realismo e il plasticismo di Masaccio con una buona componente fiamminga. Le storie della croce (Piero della Francesca, Arezzo) Gli affreschi sono disposti su tre livelli e distribuiti in modo da riecheggiarsi e valorizzarsi reciprocamente, ogni campitura giustappone due episodi secondo una formula compositiva arcaica che il pittore accetta e fa rivivere grazie alla perfetta calibratura dei gruppi di figure. Nelle scene belliche del registro inferiore era maggiore il rischio di sfociare nella drammaticit. Ma anche in questa occasione deline battaglie viste al rallentatore. Nella prima lesercito di Massenzio in fuga disordinata al di l del Tevere. Nella seconda raffigurato un groviglio di armigeri, cavalli ispirato ai bassorilievi romani. La terza parte del coro lasciava spazio a scena minori tra cui quella del sogno di Costantino che determina il primo tramonto della pittura italiana. Da questo affresco vediamo il problema che sta gi in testa a Piero della Francesca, luso delle luci che per risolvere il problema si affida alla sua conoscenza fiamminga. Unit 21

Primavera (Botticelli, Uffizi)


La Primavera uno dei dipinti pi misteriosi della storia dellarte. Essa infatti lideale di paradiso umanistico immerso nella natura, abitato da unumanit eternamente giovane e bella. Le figure poste davanti ad un boschetto ombroso che fa da schermo alle loro spalle sono allineate in un praticello cosparso di fiori diversi, i personaggi sono isolati singolarmente o in gruppi. Le figure del dipinto sono atteggiate nei pi vari stati e nei pi diversi atteggiamenti espressivi. Da destra: zeffiro che afferra la ninfa Cloris che tenta di sfuggirgli e che diventa Flora (la 3 figura), poi Venere stende la mano verso le tre grazie coperte di veli trasparenti che danzano allacciate, dallalto cupido alato scocca una freccia infuocata, infine a sinistra chiude il quadro Mercurio che tocca le nuvole con il caduceo. Alcuni interpretano lopera prendendo come punto di riferimento Venere che vestita quasi ad indicare lamore intellettuale contrapposto a quello nudo e carnale della Nascita di Venere. Secondo altri la conciliazione tra castit (Flora), volutt (zeffiro) e bellezza (3 grazie) attraverso lamore (venere). Unit 22

San Gerolamo nello studio (Antonello da Messina)


San Gerolamo presente in numerose opere religiose sempre in atti di scrittura o lettura. Il santo il primo ad aver tradotto lAntico Testamento dallebraico (vulgata), In questa opera Antonello rivela tutto il suo interesse per la pittura fiamminga. Il gusto del dettaglio viene calato in uno spazio pittorico che gi rivela una matura e consapevole riflessione sui fondamenti della prospettiva e una perfetta coincidenza tra spazio prospettico e luce. Nellopera ogni oggetto delimita e suggerisce uno spazio; lepisodio talmente inessenziale che gi avvenuto o deve ancora avvenire. Esso non rappresenta pi, si limita ad alludere. Per quanto riguarda lo sfondo, esso composto da una serie di elementi parziali che convergono come tutti gli elementi nellunico punto di fuga, il libro attraverso la quale la luce viene specchiata nel viso del santo.

San Sebastiano (A. da Messina, Dresda)


Il santo campeggia legato ad un albero al centro di una via su cui si affacciano alcuni edifici che incorniciano la sua figura e ne esaltano la monumentalit. Sebastiano ritratto in piedi, leggermente curvo verso destra, con indosso una mutanda e con poche frecce che ne trafiggono le carni. La sua espressione priva di dolore e manifesta semmai una pacata sopportazione del martirio. Lo sfondo animato da una serie di figurette che creano anche alcune scenette "di genere": due donne affacciate dalla balaustra su un tappeto, un soldato ubriaco di scorcio, una donna col figlio in braccio. Vi si colgono molteplici influenze: dalla simmetrica disposizione matematica degli elementi dello sfondo alla Piero della Francesca fino alla dolcezza fatta di toni soffusi alla Giovanni Bellini nella rappresentazione naturalistica del corpo del santo.Tipico di Antonello poi il senso della luce, derivato dalla diretta conoscenza della pittura fiamminga, che tanta importanza ebbe negli sviluppi dell'arte veneziana dopo il suo soggiorno.