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Versione settembre 2008

Lezioni di Algebra Lineare I. Le nozioni di base sugli spazi vettoriali

Contenuto

1. Combinazioni lineari di vettori

2. Sottospazi vettoriali

3. Sottospazio vettoriale generato da un insieme di vettori

4. Insiemi di generatori di uno spazio vettoriale

5. Insiemi di vettori linearmente indipendenti

6. Basi di uno spazio vettoriale

7. Dimensione di uno spazio vettoriale

8. Coordinate

9. Somma e intersezione di sottospazi vettoriali

1

2

Prerequisiti

Prima di iniziare a leggere queste dispense lo studente deve avere studiato la definizione di spazio vettoriale astratto e conoscerne l’esempio concreto R n .

In alcuni esempi ed esercizi si presuppone anche che lo studente abbia gi`a studiato

la rappresentazione geometrica di R 2 e di R 3 . In particolare lo studente deve gi`a conoscere

le operazioni di somma e prodotto per scalari di vettori geometrici applicati;

le nozioni di sistema di riferimento e di coordinate nel piano e nello spazio;

la corrispondenza vettori geometrici e loro operazioni ←→ vettori algebrici e loro operazioni

3

In tutti i paragrafi che seguono supponiamo fissato uno spazio vettoriale reale

che denotiamo con V . Chiamiamo vettori gli elementi di V e scalari i numeri reali.

1. Combinazioni lineari di vettori

Supponiamo fissati k vettori v 1 ,

, v k (k intero 1).

Definizione. Un vettore v si dice combinazione lineare di v 1 ,

degli scalari λ 1 ,

, λ k tali che v = λ 1 v 1 + ··· + λ k v k .

, v k se esistono

Definizione pi`u generale. Se S `e un sottoinsieme, anche infinito, di V , diciamo

che il vettore v `e combinazione lineare di elementi di S se v `e uguale a una somma

finita di tipo λ 1 v 1 + ··· + λ k v k , con v 1 ,

, v k S e λ 1 ,

, λ k R.

Il vettore v =

1

3 `e una combinazione lineare dei vettori v 1 =

Esempio.

2

1

2

4 e v 2 = 1 , perch´e v = 2 v 1 v 2 (fare il conto).

0

0

1

Problemi.

1. Stabilire se il vettore v = 2 `e combinazione lineare dei vettori v 1 =

1

2 3

e v 2 = 5 .

= av 1 + bv 2 .

v

Soluzione. Il problema chiede di stabilire se l’equazione (vettoriale)

1

Se lo `e determinare esplicitamente dei coefficienti a e b tali che

xv 1 + yv 2 = v

(a)

nelle coppia di incognite reali (x, y) ha soluzioni e, se ci sono soluzioni, di scriverne

esplicitamente una. Sostituendo in (a) i dati numerici otteniamo:

x 3 + y

2

5 = 2

1

1

2x

3x + 5y = 1

2

y

2x + y = 2 3x + 5y = 1

Con facili calcoli troviamo che il sistema scritto sopra ha come unica soluzione la

coppia (x, y) = 9 7 , 4 7 . Quindi v `e combinazione lineare di v 1 e v 2 , precisamente

4

v = 9

7 v 1 4

7 v 2 ; inoltre, a = 9 7 e b = 7 4 soddisfano la richiesta del problema (e sono

gli unici numeri reali con questa propriet`a).

2.

Stabilire se i vettori v

= 3 e w

2

1

= 3 sono combinazioni lineari di

2

2

v 1 =

1

0

1

, v 2 = 1 , v 3 =

2

2

1

3 . Se lo sono, determinare esplicitamente i

1

coefficienti di tali combinazioni lineari.

Soluzione. Lo schema di risoluzione `e analogo a quello del problema precedente.

Per stabilire se v `e combinazione lineare di v 1 , v 2 , v 3 , dobbiamo studiare la risolu-

bilit`a del sistema di equazioni

x + 2y z = 2

y + 3z = 3

x + 2y z = 1

,

nella terna di incognite reali (x, y, z). Confrontando la prima e la terza equazione del

sistema si vede subito che il sistema non ha soluzioni, quindi v non `e combinazione

lineare di v 1 , v 2 e v 3 .

Nel caso di w dobbiamo considerare il sistema

x + 2y z = 2

y + 3z = 3

x + 2y z = 2

,

che chiaramente `e equivalente a

x + 2y z = 2

y + 3z = 3 .

Questo `e un sistema risolubile e con infinite soluzioni. Infatti, dalla seconda equazio-

ne ottengo y = 3z + 3 e, sostituendo nella prima,

x = 7z 4 y = 3z + 3 .

Questo vuol dire che qualunque valore reale, diciamo c, io attribuisca a z, la terna

(7c 4, 3c + 3, c) `e una soluzione del sistema. Quindi, poich´e esistono soluzioni,

w `e combinazione lineare di v 1 , v 2 , v 3 ; inoltre, esistono infinite terne di coefficien-

ti (a, b, c) tali che w = av 1 + bv 2 + cv 3 ; infine, l’insieme di tutte queste terne `e

5

{(7c 4, 3c + 3, c) | c R}. Per ottenere una terna particolare basta attribuire un valore a c, ad esempio per c = 0 ottengo w = 4v 1 + 3v 2 .

2. Sottospazi vettoriali

Definizione. Un sottospazio vettoriale di V `e un sottoinsieme non vuoto di V chiuso rispetto alle operazioni di V .

Quindi dire che U `e un sottospazio vettoriale di V vuol dire:

(1) che U `e un sottoinsieme di V che contiene almeno un vettore; (2) che se il vettore u appartiene a U , anche tutti i vettori di tipo λu (con λ R) appartengono a U ; (3) che se i vettori u e u appartengono a U , anche il vettore u + u appartiene a U .

Osservazioni.

1. Poich´e 0v = 0 per ogni vettore v, dalle condizioni (1) e (2) della definizione

segue che un sottospazio vettoriale contiene sempre il vettore 0.

2. Le condizioni (2) e (3) si riasumono in: le combinazioni lineari di vettori di U

appartengono ancora ad U .

3. Un sottospazio vettoriale di V `e a sua volta uno spazio vettoriale reale.

Esempi.

1. Il sottospazio nullo (o banale). Il sottoinsieme {0} `e un sottospazio vettoriale di

V . Infatti: (1) contiene 0, quindi non `e vuoto; (2) tutti i vettori di tipo λ0 (λ R)

sono uguali a 0 e quindi stanno in {0}; (3) se u e u stanno in {0}, allora u = u = 0 e quindi u + u = 0 + 0 = 0 ∈ {0}.

2.

Il sottospazio improprio. [Dimostrare.] V stesso `e un sottospazio vettoriale di

se

stesso.

3.

[Dimostrare.] Se fissiamo un sistema di riferimento nello spazio e identifichiamo i

punti dello spazio con gli elementi di R 3 , tramite le coordinate, allora: tutte le rette

passanti per l’origine e tutti i piani passanti per l’origine sono sottospazi vettoriali

di R 3 .

N.B. Nel caso V = R 3 , i sottospazi descritti negli esempi 1, 2 e 3 precedenti sono tutti i sottospazi vettoriali di V . [Provate a dimostrare anche questo.]

6

3. Sottospazio vettoriale generato da un insieme di vettori

Fissiamo un insieme non vuoto di vettori S V .

Definizione. Il sottospazio vettoriale generato da S, che denoteremo con Span S,

`e il minimo sottospazio vettoriale di V che contiene S.

Spiegazione della definizione: “minimo” vuol dire: “ogni altro sottospazio vet-

toriale che contiene S contiene anche Span S”.

Teorema. Span S coincide con l’insieme di tutte le combinazioni lineari di vettori

di S.

Schema di dimostrazione. [Capire e provare a completare.] Dobbiamo di-

mostrare due cose:

1. che l’insieme di tutte le combinazioni lineari di vettori di S `e un sottospazio

vettoriale che contiene S.

2. che `e minimo nel senso spiegato sopra.

Per il punto 1 dobbiamo far vedere: (a) che sommando due combinazioni lineari

di elementi di S si ottiene ancora una combinazione lineare di elementi di S (facile!);

(b) che moltiplicando per uno scalare una combinazione lineare di elementi di S si

ottiene ancora una combinazione lineare di elementi di S (facile!).

Per il punto 2 basta usare l’Osservazione 2 della sezione 2. Da questa segue

direttamente che se un sottospazio vettoriale di V contiene S, allora contiene anche

Span S.

Esempi.

1. Span {0} = {0}, perch´e {0} `e gi`a un sottospazio vettoriale.

Allora Span {v} `e l’insieme di tutti i

multipli scalari di v. In R 2 e in R 3 , con l’usuale rappresentazione geometrica, si

ottiene che Span {v} `e la retta passante per l’origine su cui giace il vettore v.

3. [Dimostrare.] Fissiamo u, v R 3 . Se u e v non sono proporzionali, allora

otteniamo che la rappresentazione geometrica di Span {u, v} `e il piano passante

per l’origine che contiene i vettori u e v. [Problemi sull’esempio 3: a) Cosa

2. [Dimostrare.] Fissiamo v V , v

= 0.

succede se u e v sono proporzionali? b) Cosa pu`o essere Span {u, v, w}, nella

rappresentazione geometrica, se u, v, w sono tre vettori arbitrari in R 3 ? c) Se u

e v sono due vettori non proporzionali di R 2 , cosa `e Span {u, v}?]

7

4. Insiemi di generatori di uno spazio vettoriale

Definizione 1. Un insieme di generatori di V `e un insieme di vettori S, incluso

in V , tale che ogni vettore di V sia combinazione lineare di vettori di S.

Definizione 2.

finito.

V si dice finitamente generato se ha un insieme di generatori

Osservazioni.

1. Dire che S `e un insieme di generatori di V equivale a dire che V = Span S.

[Spiegate perch´e.]

2. Se S `e un insieme di generatori di V , allora ogni sottoinsieme S di V che

contiene S `e ancora un insieme di generatori di V . (I generatori che non compaiono

esplicitamente in combinazione lineare hanno coefficiente nullo).

Esempi.

1.

R 2 si ha

0 , 0

1

1

`e un insieme di generatori di R 2 , perch´e per ogni vettore a

b

a

b

= a 0 + b 0 .

1

1

, n chiamiamo

e i il vettore di R n con tutte le componenti nulle tranne la i- esima, che invece `e

1.

Infatti per ogni vettore

2. L’esempio precedente si generalizza a R n , n 1: per i = 1,

Allora {e 1 ,

, e n } `e un insieme di generatori di R n .

a

a

.

.

.

a

1

2

n

R n si ha che

a 1

a 2

.

.

.

.

.

.

a

n

= a 1

.

.

.

1

0

0

0

+ a 2

 

0

1

0

.

.

.

0

 

+ ··· + a n

0

0

.

.

.

0

1

= a 1 e 1 + a 2 e 2 + ··· + a n e n

3. L’esempio precedente dimostra che R n `e finitamente generato, per ogni n 1.

Problemi. [Cfr. con i problemi della Sezione 1.]

1. Dimostrare che

4 ,
2

5 1 `e un insieme di generatori di R 2 .

8

Soluzione. Dobbiamo dimostrare che ogni vettore di R 2 `e una combinazione lineare

dei due vettori dati, cio`e che dato un arbitrario a b R 2 , possiamo trovare

x, y R tali che x 4 + y 5 = a b . Questo equivale a dire che il sistema

nella coppia di incognite reali (x, y)

2

1

2x + y = a 4x + 5y = b

`e risolubile qualunque siano i “termini noti” a e b. Chi ricorda la regola di Cramer

dir`a subito che questo `e vero, e in pi`u il sistema ha soluzione unica, perch´e 2·54·1

0. Allo stesso risultato si arriva anche provando direttamente a risolvere il sistema:

.

[In generale vale il fatto seguente: due vettori non proporzionali in R 2 costituiscono

sempre un insieme di generatori di R 2 . Sapete trovare una spiegazione geometrica

di questo?]

2. Consideriamo il sottospazio vettoriale V di R 3 ,

=

si trova che qualunque siano a e b il sistema ha soluzione, unica, x = 5ab

6

,

y = b2a

3

V = Span {v 1 , v 2 , v 3 },

dove

v 1 = 0 , v 2 = 1 , v 3 =

1

2

2

1

1

1

3 .

Dimostrare che {v 1 , v 2 } `e un insieme di generatori di V .

Soluzione. Dobbiamo dimostrare che tutti gli elementi di V sono combinazioni

lineari di v 1 e v 2 . Per prima cosa, visto che v 3 appartiene a V , v 3 stesso deve essere

combinazione lineare di v 1 e v 2 . Con un calcolo diretto, analogo ai calcoli visti nella

Sezione 1, troviamo infatti che

v 3 = 7v 1 + 3v 2

()

[fate il conto]. Ora, per definizione, V `e generato da {v 1 , v 2 , v 3 } e quindi tutti

i suoi elementi sono combinazioni lineari di v 1 , v 2 , v 3 . Ma se sostituiamo a v 3 la

sua espressione come combinazione lineare di v 1 e v 2 data dalla (), riusciamo a

trasformare ogni combinazione lineare di v 1 , v 2 , v 3 in una combinazione lineare dei

soli v 1 e v 2 , che `e quello che vogliamo.

5. Insiemi di vettori linearmente indipendenti

9

Fissiamo un insieme di vettori {v 1 ,

toriale reale V .

, v k } (k intero positivo) nello spazio vet-

Definizione. L’insieme {v 1 ,

degli scalari a 1 ,

, v k } si dice linearmente dipendente se esistono

, a n non tutti nulli tali che

a 1 v 1

+ ··· + a k v k = 0.

()

Una relazione del tipo (), con a 1 ,

, a n scalari non tutti nulli, si chiama relazione

di dipendenza lineare tra i vettori v 1 ,

L’insieme {v 1 ,

dente.

, v k .

, v k } si dice linearmente indipendente se non `e linearmente dipen-

Nota. Spesso diremo in modo meno formale che “i vettori v 1 ,

mente dipendenti o indipendenti (invece di “l’insieme di vettori

, v k sono” linear-

”).

`

Osservazione ovvia. E chiaro che se prendiamo la combinazione lineare con tutti

gli a i nulli otteniamo

a 1 v 1 + ··· + a k v k = 0 v 1 + ··· + 0 v k = 0 + ··· + 0 = 0;

quindi dire che i vettori v 1 ,

questo `e l’unico modo di scegliere i coefficienti per ottenere 0.

, v k sono linearmente indipendenti equivale a dire che

Esempi.

1. V = R 2 . L’insieme

ottenere 0 come combinazione lineare di essi, devo necessariamente prendere en-

trambi i coefficienti nulli:

1 `e linearmente indipendente perch´e se voglio

1

0

, 1

a 0 + b 1

1

1 = 0 0 a + b

b

= 0

0 a + b = 0

b = 0

b = a = 0.

2. V =

4 2 `e linearmente dipendente: se voglio ottenere

0 come combinazione lineare di essi, posso scegliere i coefficienti in infiniti modi,

per esempio

R 2 . L’insieme

,
1
2

2

2 4 = 0

2

1

0 .

3. Qualunque sia lo spazio V , {0} `e linearmente dipendente perch´e per ogni a R

si ha a0 = 0.

10

4. V = R 2 . L’insieme 0

0

,

4 2 `e linearmente dipendente: si ha, ad esempio,

5. V = R 3 . L’insieme

ad esempio,



1 0

0 + 0

2

4 = 0

2

0 .

1 2 , 3 , 2

4

1

0


`e linearmente dipendente: si ha,

3

1

2 3 +

3

1

4

1

2

0

2 =

2

0 .

0

0

6. V = R 2 . L’insieme

1

0

, 0

1

`e linearmente indipendente, perch`e se

a 0 + b 0

1

1

= 0

0 ,

allora a e b sono necessariamente entrambi nulli.

In generale, per V = R n , n 1: i vettori e 1 ,

Sezione 4 sono linearmente indipendenti.

, e n definiti nell’Esempio 2 della

Osservazioni.

1. Un insieme formato da un singolo vettore, {v}, `e linearmente dipendente se

v = 0, mentre `e linearmente indipendente se v

solo se a = 0.)

2. Se k > 1 e {v 1 ,

v i `e combinazione lineare degli altri. [Dimostrazione: per ipotesi esistono dei reali

= 0 (perch`e in questo caso av = 0

, v k } `e linearmente dipendente, allora almeno uno dei vettori

a i , i = 1,

se

, k, tali che a 1 v 1 + ··· + a k v k = 0 e almeno uno degli a i non `e 0. Ma

a i = 0, dalla relazione precedente ottengo:

a i v i =

k

j=1

j

=i

a j v j

e, dividendo per a i ,

v i = a j v j . ]

1jk

a

i

j

=i

`

E

{v 1 ,

binazione lineare degli altri.

facile dimostrare che vale anche il viceversa [fatelo], quindi si ha che:

, v k } `e linearmente dipendente se e solo se almeno uno dei vettori v i `e com-

11

3. Come caso particolare dell’osservazione precedente otteniamo che:

un insieme di due vettori `e linearmente dipendente se e solo se i due vettori sono

proporzionali.

, v k } `e linearmente dipendente, allora ogni insieme di vettori di V

, v k `e linearmente dipendente. [Dimostrazione: una relazione

di dipendendenza lineare tra i v 1 ,

, v k pu`o essere vista come una relazione che

coinvolge anche altri vettori, con coefficiente 0 (cfr. Esempio 3)] In particolare ogni

insieme di vettori che comprende anche il vettore 0 `e linearmente dipendente.

che contiene v 1 ,

4. Se {v 1 ,

Problemi.

1. Stabilire se


  1 , 1 , 3

1

2

1

1

1

1

`e linearmente dipendente o indipen-

dente.

Soluzione Dobbiamo stabilire se `e possibile trovare tre scalari x, y, z, non tutti

nulli, tali che

x 1 + y 1 + z 3 = 0 .

1

1

1

1

2

1

0

0

Questa equazione vettoriale `e equivalente al sistema lineare

x + y + 2z = 0

x y 3z = 0

x + y + z = 0

,

quindi dobbiamo stabilire se questo sistema ha almeno una soluzione diversa dalla

terna (0, 0, 0) (`e chiaro che quest’ultima `e una soluzione). Sottraendo la terza

equazione dalla prima otteniamo che ogni soluzione deve soddisfare z = 0. Sosti-

tuendo 0 a z troviamo che deve valere anche

x

x

+ y

y = 0

= 0

e da qui facilmente che x = y = 0. Ne concludiamo che l’insieme di vettori dato `e

linearmente indipendente.

2.

Sia v 1 = 1 , v 2 = 1 , v 3 = 3 . Stabilire se {v 1 , v 2 , v 3 } `e

1

1

1

1

2

1

linear-

mente dipendente o indipendente. Dire se `e possibile scrivere ognuno dei tre vettori

dati come combinazione lineare degli altri due.

12

Soluzione La prima risposta `e immediata se usiamo le Osservazioni 3 e 4: i primi

due vettori sono proporzionali, quindi linearmente dipendenti, ne segue che tutto

l’insieme `e linearmente dipendente.

Anche la seconda risposta `e immediata: `e chiaro che il primo vettore `e combi-

nazione lineare degli altri due, precisamente si ha v 1 = v 2 = 1v 2 +0v 3 . Analoga-

mente, v 2 = 1v 1 + 0v 3 . Ma `e anche chiaro che v 3 non `e combinazione di v 1 e v 2 ,

perch´e, essendo questi ultimi proporzionali, anche ogni loro combinazione lineare

sar`a ad essi proporzionale, mentre v 3 non lo `e. (Cfr. Osservazione 2.)

  . Stabilire se {v 1 , v 2 , v 3 } `e linear-

3.

v 1 = 1 , v 2 = 2 , v 3 =

1

1

1

1

2

9

2

Sia

mente dipendente o indipendente. Se `e linearmente dipendente, scrivere almeno

una relazione di dipendenza lineare tra di essi. Dire se `e possibile scrivere ognuno

dei tre vettori dati come combinazione lineare degli altri due.

Soluzione Procediamo con nel primo problema, cio`e studiamo se il sistema

x + y 2z = 0

x 2y + 9z = 0

x y + 2z =

0

ha almeno una soluzione diversa dalla terna (0, 0, 0). Chiaramente la prima e la

terza equazione sono equivalenti, quindi il sistema scritto sopra equivale a

a sua volta equivalente a

x + y 2z = 0 x 2y + 9z = 0 ,

x + y 2z = 0

y + 7z = 0 ,

ottenuto sommando alla seconda equazione la prima, e quindi a

x + y

2z

y = 7z

=

Ora `e chiaro che, se attribuiamo a z qualunque valore reale, diciamo a, allora dalla

seconda equazione otteniamo y = 7a e, sostituendo nella prima equazione, x = 5a.

Quindi il sistema ha infinite soluzioni, precisamente, per ogni scelta di a in R, la

terna (5a, 7a, a) `e una soluzione. Inoltre, se a

non nulla. Ne segue che

= 0, la terna soluzione ottenuta `e

{v 1 , v 2 , v 3 } `e linearmente dipendente.

13

Fissando a troviamo i coefficienti di una relazione di dipendenza lineare, per

esempio, per a = 1, troviamo

5v 1 + 7v 2 + v 3 = 0.

Usando la relazione precedente (cfr. Osservazione 2) possiamo scrivere ciascuno

dei tre vettori dati come combinazione lineare degli altri due, precisamente ottenia-

mo: v 1 = 7 v 2 + 5 v 3 ; v 2 = 7 5 v 1 7 v 3 ; v 3 = 5v 1 7v 2 .

1

1

5

6. Basi di uno spazio vettoriale

Definizione. Una base di V `e un insieme di generatori di V linearmente indipen-

dente.

Osservazione. Lo spazio vettoriale nullo non contiene vettori linearmente indipen-

denti e quindi ha come base l’insieme vuoto.

Fatto fondamentale. Un sottoinsieme non vuoto B di V `e una base se e solo se

ogni vettore in V si scrive in modo unico come combinazione lineare di elementi di

B.

Dimostrazione. Il fatto che ogni elemento di V si scriva come combinazione

lineare di elementi di B equivale al fatto che B `e un insieme di generatori di V .

Per concludere basta dimostrare che ogni elemento di V si scrive in modo unico

come combinazione lineare di elementi di B se e solo se l’insieme di generatori B `e

linearmente indipendente. Per semplicit`a supponiamo B finito: B = {v 1 ,

La dimostrazione si estende facilmente al caso infinito.

, v n }.

Lavoriamo sulle negazioni degli asserti, cio`e dimostriamo che la dipendenza li-

neare equivale alla possibilit`a di diverse scritture per lo stesso elemento. In primo

luogo osserviamo che se B `e linearmente dipendente, allora o `e uguale a {0}, oppure

uno dei suoi elementi, diciamo v i , si scrive come combinazione lineare dei rimanenti.

Nel primo caso avr`o 0 = a0 per ogni a R: infinite scritture. Nel secondo avr`o

comunque almeno due scritture per v i , e cio`e v i = v i e v i uguale a una combinazione

lineare dei rimanenti elementi di B. Viceversa, se ho due scritture diverse per lo

stesso elemento v V , diciamo v = a 1 v 1 + ··· + a n v n = b 1 v 1 + ··· + b n v n , con

= b i per almeno un indice i (1 i n), allora (a 1 b 1 )v 1 +···+(a n b n )v n = 0

con almeno uno dei coefficienti a i b i = 0: quindi B `e linearmente dipendente.

a i

14

, n chiamiamo e i il vettore di R n con

Esempio fondamentale. Per i = 1,

tutte le componenti nulle tranne la i-esima, che invece `e 1. Allora l’insieme di

, e n } `e una base di R n , detta la base canonica. Infatti `e chiaro che

, e n .

ogni vettore di R n si scrive in modo unico come combinazione lineare di e 1 ,

(Riguardate anche gli Esempi 1 e 2 della Sezione 4.)

vettori {e 1 ,

Problemi.

1. Riguardate il Problema 2 della Sezione 1. L’insieme {v 1 , v 2 , v 3 } `e linearmente

`

dipendente o indipendente? E una base di Span {v 1 , v 2 , v 3 }?

Soluzione. L’insieme {v 1 , v 2 , v 3 } `e chiaramente un insieme di generatori di

Span {v 1 , v 2 , v 3 }, ma non `e una base perch´e non `e linearmente indipendente. Infatti

abbiamo visto che il vettore w si scrive in infiniti modi come combinazione lineare

v 1 , v 2 , v 3 .

di

Riguardate il Problema 2 della Sezione 4. L’insieme {v 1 , v 2 } `e una base di U ?

2.

Soluzione. L’insieme {v 1 , v 2 } `e una base di U . Infatti abbiamo dimostrato che

esso `e un insieme di generatori di U e in pi`u, poich´e v 1 e v 2 non sono proporzionali,

`e linearmente indipendente.

Teorema. 1. Ogni spazio vettoriale ha una base.

2. Se S `e un insieme di generatori dello spazio vettoriale non nullo V , allora S

contiene una base di V .

3. Se I `e un insieme linearmente indipendente di vettori di V , allora esiste una

base di V che contiene I.

L’enunciato `e vero anche per spazi vettoriali non finitamente generati. Qui trat-

tiamo solo il caso finitamente generato e, invece di abbozzare una dimostrazione

formale, spieghiamo come si possa ottenere esplicitamente una base a partire da

un qualunque insieme finito di generatori (parte 2 del teorema) e come, dato un

insieme linearmente indipendente, si possa costruire una base che lo contiene (parte

3 del teorema).

Estrazione di una base da un insieme finito di generatori.

, v n }

un suo insieme di generatori. Se {v 1 ,

, v n } `e linearmente indipendente abbiamo

Sia V uno spazio vettoriale, non nullo e finitamente generato, e sia {v 1 ,

15

, v n } `e linearmente dipendente,

allora `e possibile ottenere da esso una base di V “scartando” opportunamente degli

elementi. Procediamo in questo modo:

, n, se v i = 0, oppure se v i `e combinazione

lineare dei vettori che lo precedono, eliminiamo v i dall’insieme; altrimenti lo tenia-

mo. Chiamiamo B l’insieme che otteniamo dopo avere completato il procedimento.

Allora B `e una base. Spieghiamo perch´e.

Dobbiamo far vedere (a) che B `e un insieme di generatori di V e (b) che B `e

linearmente indipendente.

(a) Partiamo da una combinazione lineare a 1 v 1 + ··· + a n v n e facciamo vedere

esplicitamente che possiamo scriverla come combinazione dei soli elementi di B.

Possiamo farlo ricorsivamente in questo modo:

Controlliamo se v n sta in B: se sta in B non facciamo niente; se v n non sta in

B vuol dire che o che o v n = 0, e in questo caso posso semplicemente eliminare

l’addendo a n v n , o v n `e uguale a una certa combinazione lineare dei vettori che lo

precedono. In questo caso sostituisco a v n questa combinazione lineare e trasformo

a 1 v 1 + ··· + a n v n in una combinazione lineare dei soli vettori v 1 ,

Ripetiamo la procedura appena descritta con v n1 al posto di v n ; e poi di seguito

fino a v 1 : alla fine avremo trasformato a 1 v 1 +···+a n v n in una combinazione lineare

dei soli elementi di B.

<

, b k R non tutti nulli

tali che b 1 v i 1 +···+ b k v i k

Allora (cfr. Osservazione 2 della Sezione 5) v i h `e combinazione lineare dei v i j con

j < h e questo `e impossibile.

= 0. Sia h (1 h k) il massimo indice tale che b h = 0.

gi`a una base. Facciamo vedere che, se invece {v 1 ,

Per ognuno dei vettori v i , i = 1,

, v n1 .

(b) Qui diamo una dimostrazione formale.

Sia B

= {v i 1 ,

, v i k } (1 i 1

··· < i k n). Supponiamo per assurdo che esistano b 1 ,

Osservazioni.

1. L’insieme B ottenuto con la costruzione descritta sopra dipende non solo

dall’insieme di generatori {v 1 ,

, v n }, ma anche dal loro ordine.

2. Nelle lezioni seguenti mostreremo una tecnica di calcolo molto efficiente per

determinare, dato un insieme ordinato finito di vettori in R n , quali dei vettori dati

sono combinazioni lineari dei precedenti.

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Completamento di un insieme linearmente indipendente ad una base.

Qui supponiamo di avere un insieme I di vettori di V , linearmente indipendente

e finito. Supponiamo anche di avere un insieme finito S di generatori di V . Per

ottenere una base di V che contiene I procediamo cos`ı: consideriamo l’insieme

unione I S. Questo `e ancora un insieme di generatori di V (cfr. Osservazione 2

della Sezione 4). Ordiniamo I S in modo che i vettori di I precedano tutti gli altri.

Quindi applichiamo il procedimento di estrazione di una base da I S descritto

nel paragrafo precedente. Poich´e I `e linearmente indipendente e per il modo in cui

abbiamo ordinato l’insieme unione, nessun vettore di I `e combinazione lineare dei

vettori che lo precedono. Quindi la base che otterremo al termine del procedimento

conterr`a tutti i vettori di I.

Problemi.

3. Considerate il sottospazio vettoriale U = Span

nate una base di U .

Soluzione. L’insieme

linearmente indipendente perch´e i due vettori dati sono proporzionali, precisamente

4 = 2 2 . Basta “scartare” uno dei due vettori per ottenere una base. Ad

4 2 `e un insieme di generatori di U , ma non `e

4 2 di R 2 . Determi-

2 ,
1

2 ,
1

2

1

esempio, {v 1 } `e una base di U .

4.

Sia v 1 = 1 , v 2 = 1 , v 3 = 3 (i dati sono gli stessi del Problema

1

1

1

1

2

1

2 della Sezione 5). Considerate il sottospazio vettoriale U = Span {v 1 , v 2 , v 3 } di

R 3 . Determinate una base di U .

Soluzione. Abbiamo gi`a visto che v 2 `e combinazione lineare di v 1 , mentre v 3 non

`e

combinazione lineare di v 1 e v 2 . Quindi {v 1 , v 3 } `e una base di U .

5.

Sia v 1 = 1 , v 2 = 2 , v 3 =

1

1

1

1

2

9 (i dati sono gli stessi del Problema

2

3 della Sezione 5) e U = Span {v 1 , v 2 , v 3 } Determinate una base di U .

Soluzione. Abbiamo visto che v 3 `e combinazione lineare di v 1 e v 2 , mentre v 2 non

`e combinazione lineare di v 1 , non essendo ad esso proporzionale. Quindi {v 1 , v 2 } `e

una base di U .

17

Per fornire esempi ed esercizi non banali sulla procedura di completamento di un insieme linearmente indipendente ad una base avremmo bisogno di tecniche di calcolo pi`u efficienti di quelle attualmente a nostra conoscenza. Descriveremo queste tecniche nelle prossime lezioni.

7. Dimensione di uno spazio vettoriale

Definizione. La dimensione di uno spazio vettoriale finitamente generato `e il numero di elementi di una sua base. La dimensione dello spazio vettoriale V si denota con dim V .

La definizione si pu`o estendere a spazi vettoriali non finitamente generati. Noi diremo semplicemente che uno spazio vettoriale non finitamente generato ha di- mensione infinita.

Osservazione. Lo spazio vettoriale nullo ha dimensione 0.

Affinch´e la definizione precedente abbia senso serve che tutte le basi di uno spazio vettoriale V fissato abbiano lo stesso numero di elementi.

Teorema. Sia V uno spazio vettoriale finitamente generato. Allora tutte le basi di

V hanno lo stesso numero di elementi.

Il Teorema segue dai due enunciati seguenti, che sono importanti in s`e.

Proposizione 1. Supponiamo che lo spazio vettoriale V abbia una base costituita da n vettori, con n > 0. Allora ogni insieme di generatori di V ha almeno n elementi.

Proposizione 2. Supponiamo che lo spazio vettoriale V abbia una base costituita

da n vettori, con n > 0. Allora ogni insieme linearmente indipendente di vettori di

V ha al massimo n elementi.

Spieghiamo come si deduce il Teorema dai due enunciati precedenti. Se V = {0} il risultato `e immediato, quindi possiamo supporre che V sia non nullo. Supponiamo che V abbia una base B costituita da n vettori e supponiamo che B sia un’altra base di V : allora B , essendo un insieme di generatori, ha almeno

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n elementi (Proposizione 1) e, essendo un insieme linearmente indipendente, ha al

pi`u n elementi (Proposizione 2): quindi ha eattamente n elementi.

Dimostrazione delle Proposizioni 1 e 2. Per qualunque insieme finito A de-

notiamo con |A| il numero degli elementi di A. Dimostriamo l’enunciato seguente,

dal quale seguono entrambe le Proposizioni 1 e 2 (spiegare perch´e):

Enunciato 3. Supponiamo V finitamente generato. Sia I un insieme linearmente

indipendente di elementi di V e sia G un insieme finito di generatori di V . Allora

|I| ≤ |G|.

Se I `e vuoto l’enunciato `e vero, quindi supponiamo che I sia non vuoto. Sia

, u k }. Devo dimostrare che G ha almeno h

I = {v 1 ,

elementi distinti. Per fare questo associo a v 1 ,

di G, con un procedimento ricorsivo.

, u k , sia v 1 = a 1 v 1 +···+

a k u k . Poich´e v 1 = 0, almeno uno dei coefficienti `e non nullo, supponiamo a i 1 = 0.

Allora u i 1 `e combinazione lineare di v 1 e degli u j con j

= i 1 . Ne segue che l’insieme

, v h } (h 1) e G = {u 1 ,

, v h h elementi distinti u i 1 ,

, u i h

Passo 1. Scrivo v 1 come combinazione lineare di u 1 ,

G

1 = {v 1 } ∪ (G \ {u i 1 }) `e ancora in insieme di generatori di V .

Passo t + 1, (1 t < h). Al passo precedente ho ottenuto l’insieme di generatori

G

t = {v 1 ,

, v t } ∪ (G \ {u i 1 ,

, u i t }). Scrivo v t+1 come combinazione lineare di

elementi di G t . Poich´e i v j sono linearmente indipendenti, in una tale combinazione

, v t , quindi in G t deve essere

rimasto almeno uno degli u i , chiamiamolo u i t+1 , e questo deve comparire con ceffi-

lineare non possono comparire soltanto i vettori v 1 ,

ciente non nullo. Ora in G t , sostituisco v t+1 a u i t+1 e ottengo l’insieme di generatori

G t+1 = {v 1 ,

, u i h in G.

Questo conclude la dimostrazione.

, v t+1 } ∪ (G \ {u i 1 ,

, u i t+1 }).

Al termine della procedura avr`o trovato h vettori distinti u i 1 ,

Corollari.

1. Se V ha dimensione n e G `e un insieme di generatori di V con n elementi, allora

G `e una base di V .

Infatti posso estrarre una base da G eliminando opportunamente degli elementi,

se

ci sono relazioni di dipendenza lineare. Ma non posso avere una base con meno

di

n elementi, quindi G deve essere gi`a linearmente indipendente.

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2. Se V ha dimensione n e I `e un sottoinsieme linearmente indipendente di V con

n elementi, allora I `e una base di V .

Infatti posso completare I ad una base di V aggiungendo opportunamente degli

elementi. Ma non posso avere una base con pi`u di n elementi, quindi I deve essere

gi`a una base.

Esempio fondamentale. R n ha dimensione n (cfr. Esempio fondamentale della

Sezione 6).

Problemi.

1. Dimostrare che

Soluzione. Poich´e i due vettori dati non sono proporzionali, sono linearmente

indipendenti. Poich´e dim R 2 = 2, per il Corollario 2 essi costituiscono una base di

R 2 .

3 ,
2

5 1 `e una base di R 2 .

2. Dimostrare che


  1 , 1 , 3

2


1

1

1

1

1


  `e una base di R 3 .

Soluzione. Poich´e dim R 3 = 3 e l’insieme dato ha tre elementi, `e sufficiente di-

mostrare una sola delle due propriet`a che definiscono una base, cio`e dimostrare o

che i vettori dati sono linearmente indipendenti, o che sono un insieme di generatori

di R 3 . Per i Corollari 1 e 2 l’una propriet`a implica anche l’altra.

Dimostriamo che i vettori sono indipendenti. Per questo rimandiamo alla Solu-

zione del Problema 1 della Sezione 5, dove il calcolo `e stato svolto in dettaglio.

8. Coordinate

, v n }

una base di V . Allora ogni vettore v V si scrive in modo unico come combinazione

lineare degli elementi di B, cio`e esiste ed `e unica una n-upla di scalari a