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Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica

Ministero dello Sviluppo Economico

Bollettino statistico Indicatori delle politiche per lo sviluppo

Numeri del Sud

Bollettino statistico a cura dell'Unit di Valutazione degli Investimenti Pubblici e della Direzione generale per la politica regionale unitaria comunitaria DPS MISE

I semestre 2011

Numeri del Sud un bollettino periodico del DPS dedicato a dati e indicatori che descrivono il contesto dei territori italiani, segnalano i percorsi di sviluppo regionale e raccontano landamento della finanza pubblica a livello locale. La lettura degli indicatori e lesplorazione di statistiche con strumenti interattivi sono incentrate sul Mezzogiorno e su temi collegati ad obiettivi quantificati per le politiche regionali. Dati territorialmente disaggregati sono strumento indispensabile per definire, attuare e valutare le politiche pubbliche. Il DPS investe nella produzione di statistiche e promuove meccanismi che collegano la policy agli indicatori.

Il bollettino Numeri del Sud presenta: 1. Novit aggiornamenti su statistiche territoriali per le politiche di sviluppo, segnalazioni di eventi e materiali di diffusione 2. Il punto su A. Obiettivi di servizio indicatori che misurano alcuni servizi essenziali per i cittadini (11 indicatori per istruzione, servizi di cura, rifiuti, acqua) e per i quali il Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013 ha vincolato lassegnazione di risorse finanziarie nelle regioni del Mezzogiorno al raggiungimento di standard minimi. Consulta www.dps.tesoro.it/obiettivi_servizio/ml.asp B. Indicatori con target QSN indicatori con traguardi comuni per diverse aggregazioni di territori obiettivo delle politiche di sviluppo 2007-2013 nazionali e comunitarie (6 indicatori per Mezzogiorno e Obiettivo Convergenza). Consulta www.dps.tesoro.it/qsn/indicatori/ C. Temi per le politiche regionali - Focus tematici su indicatori collegati alle priorit delle politiche regionali. Consulta le Tavole di osservazione del QSN 2007-2013 www.dps.tesoro.it/QSN/indicatori/tavole_osservazione.asp e la Banca dati territoriale per le politiche di sviluppo www.istat.it/ambiente/contesto/infoterr/azioneB.html 3. Conti Pubblici Territoriali dati estratti dai Conti Pubblici Territoriali (CPT) su entrate e spese, correnti e in conto capitale, del Settore Pubblico Allargato con articolazione per settore, categoria economica ed ente. Consulta www.dps.tesoro.it/cpt/cpt.asp 4. Esplora dati e indicatori mappe tematiche da visualizzare, grafici dinamici da confrontare e storie da ascoltare per studiare fenomeni e territori. Consulta DPS eXplorer e CPT eXplorer www.dps.tesoro.it/DPSeXplorer/ml.asp

1. Novit
Disponibili, per tutte le regioni italiane, gli indicatori degli Obiettivi di Servizio relativi alla gestione dei rifiuti urbani, aggiornati al 2009 e pubblicati nel Rapporto ISPRA sui rifiuti. I dati delle sole regioni del Mezzogiorno erano stati diffusi anticipatamente quale risultato dellaccordo DPS-ISPRA. Per dettagli www.dps.tesoro.it/obiettivi_servizio/dati.asp Disponibili, per tutte le regioni italiane, gli indicatori degli Obiettivi di Servizio relativi ai servizi per la prima infanzia per lA.S. 2009-2010, gi pubblicati per le regioni del Mezzogiorno quale risultato della Convenzione DPS-ISTAT. I dati sono stati presentati in un Workshop allISTAT (1 giugno 2011) e in un Seminario al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri (17 giugno 2011) Per dettagli www.dps.tesoro.it/obiettivi_servizio/dati.asp Il DPS ha partecipato a diversi incontri nazionali e internazionali dedicati a indicatori, strumenti di misurazione delle politiche e modalit innovative di visualizzazione di dati e statistiche territoriali. In particolare si segnala lNComVA Statistics Visualization User Meeting, Norrkping (Svezia), 25 e 26 Maggio 2011, in cui stato presentato un contributo dedicato a eXplorer: a dynamic statistical data visualization tool to support Italian development policy Per dettagli www.dps.tesoro.it/QSN/indicatori/eventi.asp

2A. IL PUNTO SUOBIETTIVI DI SERVIZIO

Percorso di avvicinamento degli indicatori agli obiettivi 2013


(Banca dati aggiornata al luglio 2011)

Legenda indicatori: S.01 - Giovani che abbandonano prematuramente gli studi; S.04 - Diffusione dei servizi per l'infanzia; S.05 - Presa in carico degli utenti dei servizi per l'infanzia ; S.06 - Presa in carico degli anziani per il servizio di assistenza domiciliare integrata ; S.07 - Rifiuti urbani smaltiti in discarica; S.08 - Raccolta differenziata dei rifiuti urbani; S.09 - Quantit di frazione umida trattata in impianti di compostaggio per la produzione di compost di qualit; S.10 - Efficienza nella distribuzione dell'acqua per il consumo umano; S.11 - Quota di popolazione equivalente servita da depurazione avanzata; S.11 Dettaglio - Quota di popolazione equivalente urbana servita da depurazione avanzata.

La figura rappresenta una fotografia dellavanzamento a livello regionale degli indicatori Obiettivi di Servizio. Per ogni indicatore, che stato normalizzato tra 0 e 1 rispetto al target 2013, il grafico mostra: - la situazione di partenza (porzione chiara); - lavanzamento verso il target (porzione scura); - la distanza da colmare in futuro per il raggiungimento del target (porzione bianca); - il peggioramento rispetto alla situazione di partenza (porzione tratteggiata). Sulla base degli ultimi dati disponibili, si osserva un progressivo avvicinamento agli obiettivi fissati, nonostante larretramento riscontrabile in alcuni degli indicatori dei servizi di cura e della gestione dei rifiuti urbani. Le variazioni tra la situazione di partenza e lultimo valore osservato mostrano velocit assai differenziate a livello regionale e settoriale. Abruzzo e Sardegna sono le regioni, nel complesso, pi prossime ai target stabiliti; il servizio idrico invece lambito in cui pi lento appare il miglioramento atteso

Per maggiori informazioni sugli obiettivi di servizio visita il sito: www.dps.tesoro.it/obiettivi_servizio/ml.asp

2A. IL PUNTO SUOBIETTIVI DI SERVIZIO: ISTRUZIONE E SERVIZI DI CURA PER LINFANZIA E GLI ANZIANI
S.01 Percentuale della popolazione 18-24 anni con al pi la licenza media, che non ha concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione, anno 2010 Fonte ISTAT
Sicilia Sardegna Puglia Campania PA Bolzano Valle d'Aosta Italia Lombardia Toscana Piemonte Liguria Calabria Veneto Basilicata Marche Emilia R. Molise Abruzzo Lazio Umbria Friuli VG PA Trento

S.04 S.05

Quota di Comuni che hanno attivato servizi per l'infanzia nella regione e percentuale di bambini 0-3 anni che hanno usufruito dei servizi per l'infanzia, di cui il 70% in asili nido, anno 2009 Fonte ISTAT
100 90 89

26,0 23,9 23,4 23,0 22,5 21,2 18,8 18,4 17,6 17,6 16,2 16,2 16,0 15,1 15,0 14,9 13,5 13,5 13,4 13,4 12,1 11,8 0,0 10,0 20,0 30,0

100,0 90,0 80,0 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0

85

84

78

77

75

70

68

64

60

57 40 39 37 36 36

30 18 6

34

25

20

12

19

20

28 17 10 16 13 2 14 13 15 5 5

27 18 8 3 5 10

Presa in carico bambini 0-3 anni

% Comuni che hanno attivato servizi per l'infanzia

target 2013 regioni Mezzogiorno

Nel 2010 la dispersione scolastica continua ad essere elevata in tutte le regioni italiane. Nessun territorio ha ancora raggiunto lobiettivo del 10% (target italiano della strategia di Lisbona e target Mezzogiorno degli Obiettivi di Servizio). S.02 S.03 Studenti con scarse competenze in lettura e matematica Fonte OCSE-PISA

Lobiettivo fissato per le regioni del Mezzogiorno relativo ai servizi di cura per linfanzia quello di aumentare la percentuale di Comuni con servizi per l'infanzia al 35% e di elevare la percentuale di bambini che ne usufruiscono al 12%. Lanalisi congiunta dei due indicatori selezionati per il meccanismo Obiettivi di Servizio (quota di Comuni che hanno attivato servizi per linfanzia e presa in carico di utenti da parte dei servizi attivati) evidenzia per lanno 2009 come ad una buona copertura territoriale non sempre corrisponda una elevata fruizione da parte degli utenti. LEmilia Romagna presenta il pi elevato tasso di copertura e fruizione, le situazioni pi critiche si riscontrano in Molise e Calabria e la Campania mostra invece la maggior distanza tra le due variabili osservate, con unelevata copertura territoriale ma un basso numero di utenti. Per maggiori approfondimenti cfr. capitolo II Rapporto Annuale DPS e per dettagli sui dati sub-regionali visita il sito: www.dps.tesoro.it/obiettivi_servizio/dati_subregionali.asp S.06 Percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione anziana (65 anni e oltre) Fonte su dati Ministero della Salute

Per gli indicatori relativi alle competenze dei 15-enni, la rilevazione triennale e non sono quindi disponibili aggiornamenti rispetto ai dati 2009 gi pubblicati.

Per lindicatore relativo alla percentuale di anziani beneficiari di ADI non sono disponibili aggiornamenti rispetto agli ultimi dati pubblicati sul bollettino (anno 2009) anche a livello di singola ASL. I dati 2010 saranno disponibili ad ottobre 2011 sulla base del protocollo stipulato tra DPS e Ministero della Salute.

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2A. IL PUNTO SUOBIETTIVI DI SERVIZIO: GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI E SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
S.07 S.07 bis Kg di rifiuti urbani smaltiti in discarica per abitante (ascisse) e percentuale di rifiuti urbani in discarica sul totale dei rifiuti prodotti (ordinate), anno 2009 Fonte ISPRA
100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 ,0 50,0 100,0 150,0 200,0 250,0 300,0 350,0 400,0 450,0 500,0 550,0 600,0

230 Kg ab. Mol Bas Cal


Cam

Sic Laz Val 50% Lig

Pug Mar Umb

Abr

Sar Pie TAA Ven Lom FVG Emi

Italia

Tos

Gli Obiettivi di Servizio fissati per la gestione dei rifiuti urbani riguardano la riduzione della quantit di rifiuti urbani smaltiti in discarica (al massimo 230 Kg per abitante), laumento della quota dei rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata (almeno 40%) e lincremento della quota di frazione umida trattata in impianti di compostaggio (almeno 20%) per le regioni del Mezzogiorno. Negli ultimi anni lItalia ha intrapreso un percorso di progressivo miglioramento trainato dalle regioni del Nord. La situazione appare ancora critica per le regioni meridionali, ad eccezione della Sardegna che ha gi superato i target Obiettivi di Servizio-Rifiuti.
Kg di rifiuti urbani smaltiti in discarica per abitante
338 327 320 310 313 302 287

S.08 S.09

Quota dei rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata (grafico a sx) e quota di frazione umida trattata in impianti di compostaggio (grafico a dx), anno 2009 Fonte ISPRA
Italia Piemonte Valled'Aosta Lombardia d r o N PABolzano PATrento Veneto FriuliVG Liguria EmiliaR. Toscana o r t n e C Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise o n r o i g o z z e M Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna 7 42 14 11 12 10 29 15 24 30 35 30 24 46 50 39 48 55 61 57 34 50

Italia

262

2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009

Italia Piemonte Valled'Aosta Lombardia d r o N PABolzano PATrento Veneto FriuliVG Liguria EmiliaR. Toscana o r t n e C Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise o n r o i g o z z e M Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna 8 0 15 1 16 12 12 23 24 6 17 29

35 54 67 57

Quota dei rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata


Italia 21 23 24 26 28 31 34

19

2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009

100 32 41 34 37

Quota di frazione umida trattata in impianti di compostaggio


Italia 20 20 22 25 31 19 35

18

2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009

58

20

40

60

80

20

40

60

80

100

Quota di acqua erogata nelle reti di distribuzione comunale e quota di popolazione equivalente urbana servita da depurazione avanzata Fonte ISTAT Gli indicatori del servizio idrico integrato non sono annuali (prossima rilevazione prevista con anno di riferimento 2012). in fase di sperimentazione da parte di ISTAT, nellambito della Convenzione con il DPS, unintegrazione dellindagine anche per il 2010 per le regioni del Mezzogiorno. S.10 S.11

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2B. IL PUNTO SU INDICATORI CON TARGET QSN: TURISMO NEI MESI NON ESTIVI
Presenze turistiche per abitante nei mesi non estivi e in tutto lanno per regioni del Mezzogiorno e macro aree, anno 2009 Fonte ISTAT
8,0 7,0 6,0 5,0

Presenze turistiche per abitante nei mesi non estivi: anno 2000 (ascisse), anno 2009 (ordinate) Fonte Istat
4,50 4,00 3,50 3,00
Tos Ven Lig CN Umb Laz

4,0
Anno 2009

2,50
Fri

Emi ITA Mar Abr Lom

3,0 2,0 1,0 0,0


RD O ni a ia uz zo ili a na ia LI A at is la br m pa de g -N O Si c RN ol gl CO lic N V e a

2,00 1,50 1,00 0,50 0,00 0,00 0,50 1,00 1,50 2,00
Pug Mol Pie Sar MEZ Bas

Sic

Cam

Cal

Pu

br

si

Sa r

IT

Ca

Ca

GI

Ba

TR

CE

EZ

ZO

b.

Turismo intero anno

turismo mesi non estivi

2,50

3,00

3,50

4,00

4,50

Anno 2000

Presenze turistiche per abitante nei mesi non estivi: target per Mezzogiorno e Regioni Convergenza
2,00 1,80 1,60 1,40 1,20 1,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0,00
2000 Mezzogiorno Regioni Convergenza 1,01 1,01 2001 1,03 1,02 2002 1,04 1,00 2003 1,02 0,98 2004 1,04 1,00 2005 1,02 0,97 2006 1,04 0,99 2007 1,05 1,01 2008 1,04 0,99 Target 2011 2010 1,01 1,21 0,95 1,13 Target 2013 1,44 1,36

Nota: Non sono rappresentate nel grafico la Regione Valle dAosta (circa 13 presenze per abitante) e le Provincie Autonome di Trento (circa 14 presenze per abitante) e Bolzano (25 presenze per abitante nel 2000 ed oltre 28 nel 2009)

2009

2012

L'indicatore sul turismo nei mesi non estivi considera le giornate di presenza di turisti italiani e stranieri nel complesso degli esercizi ricettivi nellarco dellanno ad eccezione dei mesi estivi (giugno, luglio, agosto e settembre) sul totale della popolazione regionale. Pur avendo un patrimonio storico, culturale e naturale di grande valore, le presenze turistiche nel Mezzogiorno si concentrano infatti principalmente in estate, come emerge dal primo grafico in cui tutte le regioni, ad eccezione della Sardegna, mostrano valori inferiori alla media italiana per il totale delle presenze nellanno, con un gap maggiore se osservate nei mesi non estivi. Nel periodo 20002009, sia a livello di macro aree sia a livello regionale, non si registrano variazioni di rilievo, come mostra la concentrazione dei valori osservati intorno alla bisettrice nel grafico a dispersione. Sulla base degli ultimi dati disponibili, il target di policy fissato per il Mezzogiorno nel Quadro Strategico Nazionale 2007-2013, pari a 1,44 presenze per abitante, appare ancora lontano. Lobiettivo raggiungibile ma implica, come evidenziato anche dalla linea tratteggiata nel grafico, la necessit di un deciso cambiamento di tendenza anche rispetto al target intermedio al 2010.

Per maggiori informazioni sugli indicatori con target del QSN visita il sito: www.dps.tesoro.it/qsn/indicatori/

2B. IL PUNTO SU INDICATORI CON TARGET QSN: LAVORO IRREGOLARE


Percentuale di unit di lavoro irregolari sul totale delle unit di lavoro per regioni (distribuzione in quintili) Fonte ISTAT Anno 2009 Unit di lavoro irregolari sul totale delle unit di lavoro in percentuale per il Mezzogiorno e le regioni dellobiettivo Convergenza: anni 2001-2009 e target 2010 e 2013 Fonte ISTAT
30,00 28,00 26,00 24,00 22,00 20,00 18,00 16,00 14,00 12,00 10,00
2000 Mezzogiorno Regioni Convergenza Target 2011 2010 21,11 20,43 19,70 19,21 19,68 19,45 18,56 18,20 18,87 18,35 22,18 21,46 20,60 19,86 20,41 20,08 19,14 18,78 19,35 19,27 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Target 2013 16,80 17,60

2012

* per il 2009 i dati sono provvisori

La stima delle Unit di lavoro irregolari (ULA) effettuata dallIstat comprende le attivit lavorative continuative svolte senza il rispetto della normativa vigente, occasionali svolte da persone che si dichiarano non attive in quanto studenti, casalinghe o pensionati, degli stranieri residenti e non regolari e plurime non dichiarate alle istituzioni fiscali. La distribuzione in quintili rappresentata nella cartina evidenzia nel 2009 una percentuale di ULA irregolari fortemente variabile a livello regionale, la pi ampia dal 2001. In Italia la percentuale degli irregolari pari a circa il 12 per cento. Il valore minimo si registra in Emilia Romagna e quello massimo in Calabria che, con il 29,2 per cento, si discosta anche dalle altre regioni dellultimo quintile: Basilicata, Sardegna e Molise. Per questo indicatore stato esplicitato per il Mezzogiorno e per le regioni dellobiettivo Convergenza un target nel Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 a fine periodo di programmazione, ottenuto come combinazione degli obiettivi stabiliti dalle singole regioni e uno intermedio al 2010. Landamento osservato negli ultimi anni, come rappresentato nel grafico, segnala come i dati provvisori 2009 facciano registrare, per le macro-aree di riferimento, un lieve peggioramento rispetto al lento ma progressivo avanzamento nella direzione richiesta precedentemente osservato.
Per accedere alla banca dati Indicatori Regionali per le Politiche di Sviluppo visita il sito: www.istat.it/ambiente/contesto/infoterr/azioneB.html

2C. IL PUNTO SUTEMI PER LE POLITICHE REGIONALI: ATTRATTIVITA DELLE UNIVERSITA


Immatricolati: partenze e arrivi per macro-area: A.A. 2001-2010 (valori assoluti) - Fonte: MIUR
Centro Nord
60.000 50.000 40.000 30.000 20.000 10.000 0 2 0 0 2 1 0 0 2 3 0 0 2 2 0 0 2 4 0 0 2 3 0 0 2 Arrivi 5 0 0 2 4 0 0 2 6 0 0 2 5 0 0 2 7 0 0 2 6 0 0 2 8 0 0 2 7 0 0 2 9 0 0 2 8 0 0 2 0 1 0 2 9 0 0 2

Mezzogiorno
60.000 50.000 40.000 30.000 20.000 10.000 0 2 0 0 2 1 0 0 2 3 0 0 2 2 0 0 2 4 0 0 2 3 0 0 2 5 0 0 2 4 0 0 2 Arrivi 6 0 0 2 5 0 0 2 7 0 0 2 6 0 0 2 Partenze 8 0 0 2 7 0 0 2 9 0 0 2 8 0 0 2 0 1 0 2 9 0 0 2

Partenze

Il fenomeno della mobilit universitaria molto diffuso: lanalisi territoriale mostra, infatti, lesistenza di una vera e propria migrazione dal Sud verso il resto del Paese per conseguire il livello pi alto di formazione, in virt della maggiore offerta formativa di questi atenei rispetto a quelli presenti sul territorio di residenza. Il fenomeno particolarmente rilevante anche perch una quota significativa dei laureati fuori sede spesso non fa ritorno nella propria regione: la migrazione studentesca, caratterizzata dalla provvisoriet, diventa successivamente una condizione permanente grazie alle maggiori opportunit di lavoro che offre il territorio di accoglienza tanto da poter parlare di un fenomeno di brain drain per il Mezzogiorno. Tale fenomeno, se persistente, comporterebbe una perdita consistente in termini di human capital intensive, elemento invece necessario alla crescita e allo sviluppo di unarea come quella meridionale.

Partenze e arrivi di immatricolati e indice di attrattivit universitario (in parentesi) per regione A.A. 2009/2010 elaborazione dati MIUR
Emilia Romagna (31,3) Basilicata (-168,4) Lazio (23,7) Valle d'Aosta (-153,6) Calabria (-55,4) Puglia (-44,0) Sardegna (-24,7) Molise (-22,4) Sicilia (-21,8) partenze arrivi Campania (-17,7) Veneto (-13,6) Liguria (-8,3) Toscana(19,6) Abruzzo (17,1) Umbria (16,4) Lombardia (16,0) Friuli Venezia Giulia Trentino-A Adige (-0,8) Marche (-2,9) Piemonte (-3,9)

Lindice di attrattivit universitario, ottenuto dal rapporto tra il saldo migratorio degli studenti rispetto al totale degli immatricolati nella regione, per lA.A. 2009-2010, mostra che gli atenei di maggior richiamo per gli studenti non residenti si trovano al Centro Italia, in particolare nel Lazio, regione che accoglie moltissimi studenti che provengono dal Sud del paese. Anche la Toscana e lUmbria, tra le regioni del Centro, risultano rilevanti poli attrattori, nonostante i flussi registrati siano pi contenuti rispetto al Lazio. Lindice pi elevato si registra, per, in Emilia Romagna (31,3), regione in cui i flussi in arrivo da tutte le regioni italiane sono notevoli, ma quelli pi significativi riguardano studenti che provengono da Puglia e Lombardia. Nel Nord-Est anche il Friuli Venezia Giulia consegue un risultato positivo, soprattutto grazie alla migrazione di studenti veneti. Nel Nord-Ovest leccellenza spetta alla Lombardia, che attira maggiormente giovani provenienti da Puglia, Piemonte e Sicilia. Tutte le altre regioni mostrano flussi in uscita superiori a quelli in entrata ed il fenomeno particolarmente concentrato nel Mezzogiorno al netto dellAbruzzo, che attrae, in particolare, giovani provenienti dal resto del meridione e dal Lazio. LAbruzzo, nonostante il calo delle immatricolazioni seguito al sisma del 2009, risulta nel panorama italiano ancora la quarta regione sulla base dellindice di attrattivit universitario.

2C. IL PUNTO SUCONFRONTI INTERNAZIONALI: PRODOTTO INTERNO LORDO PRO CAPITE PER LE REGIONI EUROPEE
Prodotto Interno Lordo pro capite per le regioni europee: Anno 2008 (UE 27=100) Fonte Eurostat La distribuzione del Prodotto Interno Lordo pro capite delle regioni europee, con base UE 27 pari a 100, presenta una forte variabilit, con un range che varia dal 28,3 per cento della Bulgaria (Severozapaten) al 341,8 per cento della ricca Inner London. Nel 2008, ultimo anno disponibile, 54 regioni hanno un Pil pro capite inferiore al 70 per cento della media UE: sono territori che si concentrano nellEst europeo, oltre alle regioni Convergenza dellItalia e a due regioni del Portogallo (Norte e Centro). La seconda fascia, di range inferiore (70-80), evidenzia le regioni con un Pil pro capite intorno al 75 per cento: in totale 22, di cui la met sotto la soglia del 75 per cento e laltra met, tra cui Basilicata e Sardegna (rispettivamente 76,1 e 78,5 per cento) al di sopra del 75 per cento. La classe intermedia della distribuzione comprende 75 regioni: quasi tutta la Francia; parte della Germania, del Regno Unito e della Grecia; oltre a territori sparsi in Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Spagna, Portogallo e Polonia (la regione di Varsavia). Per lItalia si hanno il Molise (80,1), lAbruzzo (85,3) e lUmbria (97,2). Le ultime due classi comprendono regioni con un Pil pro capite superiore alla media UE: 70 regioni fino a 120 per cento e 50 regioni con un Pil pro capite superiore al 120 per cento della media UE. Le regioni si trovano quasi tutte nel Nord-Ovest europeo, ad eccezione dei territori che, nellEst, includono le Capitali (Budapest e Bucarest). In Italia rientrano nellultima classe: Valle dAosta, Veneto, P. A. Trento, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia e la P.A. Bolzano che, con il 136,7 per cento, ha il Pil pro capite pi alto del territorio italiano.

3. CONTI PUBBLICI TERRITORIALI


Distribuzione regionale della spesa pubblica per il turismo per giornata di presenza (media 2000-2009, euro costanti 2000 per 1.000 presenze) Fonte DPS Conti Pubblici Territoriali La lettura dei dati di spesa pubblica per il turismo per livello di governo evidenzia il ruolo di primo piano svolto da Amministrazioni Regionali e Locali (che includono anche le Aziende di Promozione Turistica attive sul territorio) e mostra come lo Stato amministri una quota marginale di tale spesa. Il contributo della Componente Allargata del Settore Pubblico pari, a livello Italia, a circa il 10 per cento ed realizzato, in modo esclusivo, da Imprese Pubbliche Locali (sono assenti, settorialmente, le Imprese Pubbliche Nazionali). Si tratta, prevalentemente, di societ consortili, aziende di promozione e commercializzazione di prodotti turistici o di marketing territoriale. Questa tipologia di imprese si sviluppata a partire dai primi anni 2000 soprattutto nelle regioni del Nord dove, a fronte di un peso medio della loro spesa, nellultimo decennio pari al 16 per cento, hanno raggiunto una quota pari a circa il 25 per cento, nel 2009. da rilevare che il dato del Centro Italia influenzato dalla presenza, nel Lazio, della totalit delle spese dellEnit. Spesa del Settore Pubblico Allargato nel turismo per livello di governo (media 2000-2009, valori percentuali su dati in euro costanti 2000) Fonte DPS Conti Pubblici Territoriali
0, 60 0, 50 0, 40

La distribuzione territoriale della spesa media per presenza turistica, parametro che approssima lo sforzo pubblico in termini di risorse spese rispetto alle presenze turistiche ufficialmente rilevate, evidenzia, nella media degli ultimi dieci anni, come nelle regioni a pi elevata concentrazione turistica (Veneto, Emilia Romagna e Toscana) tale parametro risulti molto basso (tra 1 e 2 euro per 1.000 presenze) e assai inferiore a territori regionali in cui le presenze turistiche sono invece molto contenute (Molise e Piemonte con 16 euro per 1.000 presenze e Sicilia con 13 euro per 1.000 presenze). Lapparente correlazione inversa tra spesa e presenze segnala un utilizzo non sempre efficiente ed efficace delle risorse pubbliche destinate al settore. In alcuni casi, infatti, i fondi pubblici erogati non sono riusciti a tradursi, nellarco di un decennio, in un aumento dei flussi turistici o in una maggiore capacit di conquistare quote di mercato. Questo vale soprattutto per il Sud, dove nonostante il forte impegno in termini programmatici e attuativi per lo sviluppo del turismo a valere sui fondi aggiuntivi delle politiche regionali, lammontare complessivo di risorse pubbliche destinate al settore di gran lunga inferiore a quanto necessario per unadeguata dotazione di infrastrutture di accoglienza e di servizi per il turismo.
Per accedere alla banca dati Conti Pubblici Territoriali visita il sito: www.dps.tesoro.it/cpt/cpt.asp

0, 30 0, 20 0, 10 0, 00 Nord Centro Sud AmministrazioniLocali Impresepubblichelocali Italia AmministrazioniCentrali AmministrazioniRegionali

Per maggiori approfondimenti, cfr. La spesa pubblica per il turismo nellultimo decennio, Cap. 5.2 del Rapporto sul turismo italiano 20102011, Franco Angeli 2011

4. ESPLORA DATI E INDICATORI Rifiuti: spesa pubblica e servizi al cittadino

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Rifiuti: spesa pubblica e servizi al cittadino

Leggere in modo dinamico levoluzione dei principali parametri che descrivono landamento della gestione dei rifiuti urbani in Italia e collegarli alle caratteristiche della spesa pubblica settoriale: questo il contenuto della vislet visualizzabile al link in alto a destra. La vislet una visualizzazione dinamica che pu essere importata in qualunque pagina web, wiki o blog . realizzata sfruttando una delle funzionalit di DPS eXplorer, strumento interattivo di consultazione di dati e indicatori socio economici a livello territoriale. I dati utilizzati per la vislet dedicata alla gestione dei rifiuti urbani sono di fonte ISPRA (Rapporto sui rifiuti) e banca dati Conti Pubblici Territoriali (CPT). In particolare si osserva la dinamica riscontrabile nella quantit di rifiuti smaltiti in discarica per abitante che, quale segnale di una buona performance del servizio, dovrebbe progressivamente ridursi a favore di incrementi nella quota di raccolta differenziata. A questa variabile si associa la lettura della spesa pubblica settoriale (corrente e in conto capitale) erogata dai diversi livelli di governo del Settore Pubblico Allargato (Amministrazioni Centrali, Regionali, Locali e Soggetti Pubblici Locali). Osservando landamento nel tempo di queste variabili si riscontra che non vi una stretta correlazione tra quota di raccolta differenziata (e conseguente variazione dei rifiuti smaltiti in discarica) e costi del servizio. Ancora nel 2009, le regioni del Mezzogiorno, con la sola piena eccezione della Sardegna, mostrano una arretratezza rispetto alle aree pi virtuose del Paese nel sistema di gestione dei rifiuti urbani con percentuali di rifiuti indifferenziati ancora molto elevate e in quasi tutti i casi superiori all80 per cento. I dati analizzati a livello regionale non permettono di cogliere le differenze riscontrabili ad un livello territoriale pi fine: anche nel Mezzogiorno sono infatti presenti realt con ottime performance nella gestione del servizio. Il progetto eXplorer nato in collaborazione con l'OCSE ed sviluppato dal National Centre for Visual Analytics dell'universit svedese di Linkping.

Consulta DPS eXplorer e CPT eXplorer allindirizzo: www.dps.tesoro.it/DPSeXplorer/ml.asp

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Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica

Ministero dello Sviluppo Economico

Bollettino statistico Indicatori delle politiche per lo sviluppo

Numeri del Sud

Unit di Valutazione degli Investimenti Pubblici DPS - MISE www.dps.tesoro.it/uval.asp Direzione generale per la politica regionale unitaria comunitaria - DPS - MISE www.dps.tesoro.it/studi.asp mail: numeridelsud@tesoro.it