Sei sulla pagina 1di 9

Wiener Kreis, Per una concezione non metafisica della scienza

Pubblicato nel 1929, il manifesto Per una concezione scientifica del mondo costituisce latto formale di nascita del Wiener Kreis (Circolo di Vienna), anche se la nascita effettiva del Circolo risale al 1992 per iniziativa di Moritz Schlick (1882-1936). Il documento fu redatto quasi completamente da Otto Neurath (1882-1945) Troviamo tendenze antimetafisiche specialmente in Inghilterra, dov ancor viva la tradizione dei grandi empiristi; le indagini di Russell e di Whitehead sulla logica e sullanalisi della realt hanno raggiunto unimportanza internazionale. Negli U.S.A. queste tendenze assumono le forme pi varie; in un certo senso James appartiene anche a questo gruppo. La nuova Russia sicuramente alla ricerca di una concezione scientifica del mondo, sebbene parzialmente poggiante su vecchie correnti materialistiche. Sul continente europeo, una concentrazione di lavoro produttivo verso una concezione scientifica del mondo si pu trovare specialmente in Berlino (Reichenbach, Petzoldt, Grelling, Dubislav e altri) e in Vienna. storicamente comprensibile che Vienna fosse un terreno specialmente adatto per tale sviluppo. Nella seconda met del XIX secolo, il liberalismo fu a lungo la corrente politica dominante. Il suo mondo di idee proviene dallilluminismo, dallempirismo, dallutilitarismo e dal libero movimento operaio in Inghilterra. Nel movimento liberale di Vienna occuparono posizioni guida studiosi di rinomanza mondiale. Uno spirito antimetafisico fu qui coltivato ad esempio da uomini come Teodoro Gomperz, che tradusse le opere di J. S. Mill, Suess, Jodl e altri. Grazie allo spirito illuministico, Vienna era alla testa di uneducazione popolare scientificamente orientata. La societ per leducazione popolare fu fondata e si svilupp con la collaborazione di Victor Adler e Friedrich Jodl; corsi di universit popolare e atenei popolari furono istituiti dal ben noto storico Ludo Hartmann, il cui atteggiamento antimetafisico e la cui concezione materialistica della storia si manifestarono in tutte le sue azioni. Lo stesso spirito ispir anche il movimento della Scuola libera, che fu il precursore dellodierna riforma della scuola. In questa atmosfera liberale visse Ernst Mach (nato nel 1838), che era stato in Vienna come studente e come libero docente (1861-64). Egli torn a Vienna solo in et avanzata, quando fu creata per lui una speciale cattedra di filosofia delle scienze induttive (1895). Egli mir essenzialmente a purificare la scienza empirica, e in primo luogo la fisica, dalle nozioni metafisiche. Ricordiamo la sua critica dello spazio assoluto, che ne fece un precursore di Einstein, la sua lotta contro la metafisica della cosa in s e del concetto di sostanza, e le sue indagini sulla costruzione dei concetti scientifici a partire dagli elementi ultimi, cio i dati di senso. Su alcuni punti la filosofia della scienza non ha convalidato le sue concezioni, ad esempio, la sua opposizione alla teoria atomica e la sua aspettazione che la fisica avrebbe progredito attraverso la fisiologia dei sensi. Ma i punti essenziali della sua concezione furono positivamente utili nellulteriore sviluppo della scienza. La cattedra di Mach fu poi tenuta da Ludwig Boltzmann (1902-06) che sostenne concezioni decisamente empiriste. Lattivit dei fisici Mach e Boltzmann in un insegnamento filosofico fa capire che cera un interesse vivo e dominante per i problemi epistemologici e logici che sono connessi con i fondamenti della fisica. [...] Pressa poco lavor a Vienna nello stesso tempo di Mach il suo amico e contemporaneo Joseph Popper-Lynkeus. Oltre ai suoi risultati fisici e tecnici, ricordiamo le sue ricerche filosofiche, ampie seppur non sistematiche (1899) e il suo razionale piano economico (1878). Egli serv consapevolmente lo spirito dellilluminismo, come risulta anche dal suo libro su Voltaire. La sua ripulsa della metafisica fu condivisa da molti altri sociologi viennesi, per esempio Rudolf Godscheid. notevole che anche nel campo delleconomia politica ci sia stato in Vienna un metodo strettamente scientifico usato dalla scuola dellutilit marginale (Carl Benger, 1871). (...) A Vienna fu egualmente coltivata e sviluppata con speciale enfasi la teoria marxista (Otto Bauer, Rudolf Hilferding, Max Adler e altri). Questi influssi da varie parti, specie a partire dal 1900, ebbero per risultato la presenza a Vienna di un discreto numero di persone che discutevano con assiduit e frequenza problemi pi generali in connessione con le scienze empiriche.

[...] Nel 1922 Moritz Schlick fu chiamato a Vienna da Kiel. Le sue attivit ben si adattavano allo sviluppo storico dellatmosfera scientifica viennese. Fisico lui stesso allinizio, egli risvegli a nuova vita la tradizione che era partita da Mach e Boltzmann e sera in certo modo sviluppata con Adolf Sthr, propenso allantimetafisica. (...) Intorno a Schlick, col passare del tempo, si riun un Circolo i cui membri univano varie tendenze in direzione di una concezione scientifica del mondo. Questa concentrazione produsse una utile ispirazione reciproca. Nessuno dei membri un cosiddetto filosofo puro; tutti hanno lavorato in uno speciale campo della scienza. Inoltre, provengono da differenti branche della scienza e, originariamente, da atteggiamenti filosofici diversi. Ma con gli anni apparsa ununiformit crescente; anche ci stato il risultato di un atteggiamento specificamente scientifico: Ci che in genere pu essere detto, pu essere detto chiaramente (Wittgenstein); se ci sono differenze dopinione, alla fine possibile concordare, e pertanto laccordo cercato. Divenne sempre pi chiaro che fine comune di tutti era una posizione non solo libera dalla metafisica ma anche contraria alla metafisica. Gli atteggiamenti verso le questioni della vita mostravano anche un notevole accordo, bench tali questioni non fossero tra i temi di primo piano discussi nellambito del Circolo. Questi atteggiamenti, infatti, sono pi strettamente connessi alla concezione scientifica del mondo di quanto possa sembrare a prima vista. Ad esempio, gli sforzi per una nuova organizzazione delle relazioni economiche e sociali, per lunificazione dellumanit, per una riforma della scuola e delleducazione rivelano tutti un legame intimo con la concezione scientifica del mondo; risulta che questi sforzi sono bene accolti e considerati con simpatia dai membri del Circolo, alcuni dei quali invero li perseguono attivamente. [...] Abbiamo caratterizzato la concezione scientifica del mondo (wissenschaftliche Weltauffassung) essenzialmente mediante due tratti. In primo luogo, essa empirista e positivista: c conoscenza solo dallesperienza, che si basa su ci ch immediatamente dato. Ci stabilisce i limiti per il contenuto della scienza legittima. In secondo luogo, la concezione scientifica del mondo caratterizzata dallapplicazione di un certo metodo, cio lanalisi logica. Lintento dello sforzo scientifico di raggiungere il fine, la scienza unificata, applicando lanalisi logica al materiale empirico. Perch il significato di ogni asserzione della scienza devessere determinabile mediante la riduzione dellasserzione al dato; ed egualmente il significato di un concetto, quale che sia la branca della scienza cui appartiene deve essere determinabile con una graduale riduzione ad altri concetti, sino a pervenire ai concetti del livello pi basso che si riferiscono direttamente al dato. Se una simile analisi fosse compiuta per tutti i concetti essi sarebbero cos ordinati in un sistema riduttivo, un sistema costitutivo. Le indagini per un tale sistema, la teoria costitutiva, formano la struttura entro cui lanalisi logica applicata dalla concezione scientifica del mondo. (...) Laumento di tendenze metafisiche e teologizzanti che si mostra oggi in molte associazioni e sette, in libri e riviste, in discorsi e lezioni universitarie sembra basarsi sulle violente lotte economiche e sociali del presente: un gruppo di combattenti, attendendosi alle tradizionali forme sociali, coltiva atteggiamenti tradizionali della metafisica e della teologia, il cui contenuto gi stato superato da tempo; mentre laltro gruppo, specie nellEuropa centrale, affronta i tempi moderni, respinge queste concezioni e prende posizione in base alla scienza empirica. (...) Cos, la concezione scientifica del mondo connessa con la vita del presente. Certo essa minacciata da dure lotte e dallostilit. Nondimeno, ci sono molti che non disperano, ma, considerando la situazione sociologica presente, guardano in avanti con speranza al corso degli eventi che verranno. Naturalmente, non ogni singolo fautore della concezione scientifica del mondo sar un lottatore. Qualcuno, contento della solitudine, condurr unesistenza solitaria sui gelidi pendii della logica; altri possono anche sdegnare di mescolarsi con le masse e rimpiangere la forma triviale che queste questioni assumono inevitabilmente con la diffusione. Tuttavia, anche i loro risultati avranno un posto tra gli sviluppi storici. Noi testimoniamo lo spirito della concezione scientifica del mondo penetrante in misura crescente le forme della vita personale e pubblica nelleducazione elementare e superiore, nellarchitettura, nel modellamento della vita economica e sociale secondo principi razionali.

Neopositivismo
Movimento filosofico sorto a Vienna negli anni Venti del Novecento e successivamente diffusosi in Europa e negli Stati Uniti. Il neopositivismo, detto anche positivismo logico o empirismo logico, si rif al positivismo ottocentesco per quanto riguarda il primato attribuito alla scienza come unica forma di sapere. Al tempo stesso, per, sulla scorta dei nuovi sviluppi della fisica e in particolare della teoria della relativit di Einstein, esso respinge il modello meccanicistico del positivismo, gi criticato da Ernst Mach, e intende la metafisica non come uno stadio definitivamente sorpassato dello sviluppo delle conoscenze umane, ma come una pericolosa forma di dogmatismo che pu sempre risorgere sulla base di fraintendimenti dei risultati scientifici. In breve, il neopositivismo si rif, da un lato, alla grande tradizione dell'empirismo, perch intende pervenire a una rifondazione dell'intero sapere scientifico su basi puramente empiriche; dall'altro esso ricorre all'impiego di tecniche di analisi del linguaggio fondate sulla logica simbolica, per dare esecuzione al programma di costruzione di un linguaggio unificato della scienza. IL CIRCOLO DI VIENNA Il neopositivismo trae origine dal circolo di Vienna, fondato nei primi anni Venti intorno all'insegnamento di Moritz Schlick da un gruppo di studiosi, tra i quali Otto Neurath, Hans Hahn (1879-1934), Philipp Frank (1884-1966) e Herbert Feigl (1902-1988); nel 1926 vi ader Rudolf Carnap, autore dell'opera La costruzione logica del mondo (1928), la quale, insieme con l'opuscolo intitolato La concezione scientifica del mondo (1929), da lui scritto in collaborazione con Hahn e Neurath, espone le linee fondamentali del programma originario del circolo. Il programma si ispirava da un lato al Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein, dall'altro all'analisi logica del linguaggio avviata da Frege e da Russell: per la stretta contiguit con le problematiche di questi pensatori, e in particolare con l''atomismo logico' del primo Wittgenstein e di Russell, i neopositivisti vanno annoverati fra i precursori di quell'orientamento di pensiero che conosciuto come filosofia analitica. Alla fine degli anni Venti il circolo di Vienna avvi una proficua e intensa collaborazione con il circolo di Berlino, fondato da Hans Reichenbach; insieme, i due gruppi diedero vita alla rivista 'Erkenntnis' (Conoscenza). L'avvento del nazismo in Germania e la successiva annessione a essa dell'Austria determinarono la dispersione dei due circoli, i cui membri emigrarono per la maggior parte negli Stati Uniti, con l'eccezione di Schlick che fu assassinato da uno studente nazista. Negli Stati Uniti venne avviata nel 1938, da parte degli studiosi neopositivisti, la pubblicazione della Enciclopedia internazionale della scienza unificata, in cui si dava attuazione al progetto di un'unificazione del linguaggio scientifico sulla base del linguaggio della fisica (o linguaggio 'fisicalistico'). IL PROGRAMMA ORIGINARIO DEL NEOPOSITIVISMO I filosofi che diedero vita al circolo di Vienna cercavano anzitutto un criterio di demarcazione fra scienza e metafisica, ossia un metodo per distinguere gli enunciati dotati di senso della prima dalle 'pseudoproposizioni', prive di senso, della seconda. Tale ricerca diede origine al 'principio di verificazione', secondo cui il significato di una proposizione, che non sia semplicemente analitica, dato dalle condizioni della sua verifica fattuale, come avviene nelle scienze empiriche. In rapporto a questo principio veniva stabilita una distinzione fra proposizioni solamente analitiche (a priori e sempre vere, del tipo 'gli scapoli sono uomini non sposati') e proposizioni sintetiche (a posteriori e contingenti, del tipo 'Tizio scapolo'), la cui verit dipende appunto dalla verifica fattuale: fra le une e le altre non v' posto per i giudizi sintetici a priori che Kant poneva alla base della scienza. Le difficolt connesse al problema di individuare le proposizioni di base della scienza, che sembrerebbero fondarsi su esperienze sensoriali del tutto soggettive, secondo una prospettiva che sconfina nel solipsismo, saranno all'origine di successive riformulazioni del programma neopositivistico da parte di Neurath e dello stesso Carnap, nella direzione di un progressivo abbandono del principio di verificazione. Critiche radicali all'orizzonte empiristico delle concezioni del positivismo logico vennero formulate da filosofi come Karl Popper e Willard Quine. In seguito al dibattito da essi avviato, si assistito nella seconda met del Novecento a una progressiva dissoluzione del movimento neopositivista, destinato a confluire nelle pi ampie prospettive della filosofia analitica contemporanea. Schopenhauer ha scritto::

La musica occupa una posizione eccentrica rispetto alle altre arti. Infatti non solo rappresentazione, immagine, allegoria di unidea, ma lallegoria, limmagine, la rappresentazione della volont medesima di cui oggettivazione al pari delle idee. Essendo limmagine stessa della volont ci consente di cogliere lin s di ogni fenomeno, la forma pura privata della materia (in abstracto). Ma cos la volont se non impulso cieco e irrazionale, passione, sentimento? E proprio questo il linguaggio della musica: il sentimento, contrapposto al concetto della ragione. Questo esprime la musica quando parla: ci racconta la vita pi intima e segreta della volont, attraverso i gradi della sua oggettivazione, dal mondo inorganico alluomo, dalla forza bruta ai pi delicati moti e sentimenti dellanimo umano. Schema che visualizza la concezione schopenhaueriana della musica come immediata oggettivazione della Volont al pari delle idee rispetto alle quali si trova allo stesso livello. Cos come poi le idee sono ordinate secondo una precisa gerarchia di consapevolezza che culmina nelluomo (lessere che, in quanto dotato di ragione fra tutti il pi consapevole) e si moltiplicano attraverso le dimensioni spazio-temporali e causali originando tutti i fenomeni esistenti, cos la musica stessa ordinata in una gerarchia di suoni di altezza crescente che sono in diretto parallelismo con le varie idee ed i fenomeni in cui esse si oggettivano e particolarizzano La musica nella sua struttura raccoglie perci l intero mondo. Di conseguenza Schopenhauer procede nella sua analisi metafisica della musica , instaurando una serie di parallelismi e analogie fra mondo e musica. Infatti al pari delle idee la musica immediata oggettivazione e copia della medesima volont e differisce perci dalle idee solo nella forma. Al pari delle altre arti la musica in grado di sottrarci momentaneamente alla sofferenza, ma non solo. Vista la sua natura in grado di influire sulla volont, riproducendo in noi gli infiniti moti di questultima (ruolo che vedremo affidato alla melodia), il suo incessante ciclo di insoddisfazione e appagamento. Non tuttavia da ritenere che per questo motivo perda il suo potere catartico. Infatti non in grado di farci soffrire veramente essendo solo pura, distaccata, rappresentazione. Come tutte le arti anche la musica esige che la volont resti fuori dal gioco e che noi ci limitiamo ad essere puro soggetto conoscente " Quando, invece, nella realt con i suoi orrori, la volont stessa ad essere sollecitata ed angosciata, non abbiamo pi a che fare con suoni e rapporti numerici, ma siamo noi in persona adesso la corda tesa, pizzicata e vibrante ". La musica dellintera volont oggettivazione e immagine, tanto diretta com il mondo; o anzi come sono le idee: il cui fenomeno moltiplicato costituisce il mondo dei singoli oggetti. La musica non quindi affatto, come le altre arti, limmagine delle idee, bens immagine della volont stessa, della quale sono oggettivit anche le idee. Perci leffetto della musica tanto pi potente e insinuante di quel delle altre arti: imperocch queste ci danno appena il riflesso, mentre quella esprime lessenza. Essendo adunque la medesima volont che si oggettiva, tanto nelle idee quanto nella musica, ma solo in modo affatto diverso, deve trovarsi non proprio una diretta somiglianza, ma tuttavia un parallelismo, unanalogia tra la musica e le idee, delle quali fenomeno molteplice e imperfetto il mondo visibile. Lindicare una tale analogia sar come un chiarimento, che aiuti a comprendere questa dimostrazione difficile per loscurit del soggetto.

SCHOPENHAUER E LA MUSICA
In questa lettura riportata la famosa interpretazione schopenhaueriana della musica, riproduzione dellessenza del mondo, che influenzer anche illustri musicisti, fra cui R. Wagner.

"Loggettivazione adeguata della volont sono le idee (platoniche); suscitare mediante rappresentazione di oggetti particolari (le opere darte non sono infatti mai altro) la conoscenza di queste (e ci possibile solo con una adeguata modificazione nel soggetto conoscente) il fine di tutte le altre arti. Tutte, infatti, oggettivano la volont mediatamente, cio per mezzo delle idee; e dato che il nostro mondo non se non il fenomeno delle idee nella pluralit, attraverso le forme del principium individuationis (la forma della conoscenza possibile allindividuo in quanto tale); ne deriva che la musica, la quale oltrepassa le idee, del tutto indipendente anche dal mondo fenomenico, semplicemente lo ignora, e in un certo modo potrebbe continuare ad esistere anche se il mondo non esistesse pi: cosa che non si pu dire delle altre arti. La musica infatti oggettivazione e immagine dellintera volont, tanto immediata quanto il mondo, anzi, quanto le idee, la cui pluralit fenomenica costituisce il mondo degli oggetti

particolari. La musica, dunque, non affatto, come le altre arti, limmagine delle idee, ma invece immagine della volont stessa, della quale anche le idee sono oggettit: perci leffetto della musica tanto pi potente e penetrante di quello delle altre arti: perch queste esprimono solo lombra, mentre essa esprime lessenza. [...] In tutta questa trattazione intorno alla musica mi sono sforzato di mostrare che essa esprime, con un linguaggio universalissimo, lintima essenza, lin s del mondo, che noi, partendo dalla sua pi limpida manifestazione, pensiamo attraverso il concetto di volont, e lesprime in una materia particolare, cio con semplici suoni e con la massima determinatezza e verit. Del resto, secondo il mio punto di vista, che mi sforzo di dimostrare, la filosofia non nientaltro se non una completa ed esatta riproduzione ed espressione dellessenza del mondo, in concetti molto generali, che soli consentono una visione, in ogni senso sufficiente e applicabile, di tutta quellessenza; chi pertanto mi ha seguito ed penetrato nel mio pensiero, non trover tanto paradossale, se affermo che, ammesso che si potesse dare una spiegazione della musica, completamente esatta, compiuta e particolareggiata, riprodurre cio esattamente in concetti ci che essa esprime, questa sarebbe senzaltro una sufficiente riproduzione e spiegazione del mondo in concetti, oppure qualcosa del tutto simile, e sarebbe cos la vera filosofia."
Nietzsche: ecce Musica

"Dio ci ha dato la musica in primo luogo per indirizzarci verso l'alto. La musica raduna in s tutte le virt, sa essere nobile e scherzosa, sa rallegrarci ed ammansire l'animo pi rozzo con la dolcezza delle sue note melanconiche, ma il suo compito principale guidare i nostri pensieri verso l'alto, cos da elevarci, da toccarci nei profondo". Queste parole, scritte da Nietzsche ad appena quattordici anni, si possono considerare come la radice, l'essenza stessa del suo pensiero nei confronti della musica. Infatti quando quindici anni pi tardi scrive: Io considero l'arte come il compito supremo e come l'attivit metafisica propria della nostra vita... dimostra di non scostarsi molto da quelle prime considerazioni, pur frammentarie ed immature, della giovinezza. La musica per Nietzsche rimarr, insomma, non solo una compagna inseparabile per tutta la vita ma anche l'Arte per eccellenza, eletta al ruolo di sutura tra l'Uomo e il Dionisiaco. Ma il rapporto tra l'autore di Zarathustra e la cosiddetta Arte dei suoni non rimane solo confinato nel terreno delle speculazioni filosofiche o delle stofiche polemiche ma si sviluppato ed approfondito sul piano strettamente tecnico e, diremo, artigianale. La conferma di ci la si avuta nel 1976 grazie alla pubblicazione curata dalla Brenreiter-Verlag Basil della sua intera produzione musicale. Si tratta di 74 brani di differenti dimensioni che coprono un periodo che va dal 1854 al 1888, diligentemente raccolti e annotati da Curt Paul Janz. Bisogna per precisare che gran parte di questi brani sono in realt solo abbozzi incompiuti, schizzi e frammenti che testimoniano l'eterna indecisione con la quale Nietzsche affrontava il mestiere di compositore e il grande squilibrio qualitativo di cui soffre l'intera produzione. Le opere compiute vere e proprie prevedono l'uso di un organico quasi sempre cameristico e constano di una numerosa serie di pezzi per pianoforte solo, a quattro mani, di due brani per violino e pianoforte, di uno per quartetto d'archi, uno per orchestra d'archi a quattro per voci e pianoforte, uno con voce recitante e di un gran numero di Lieder su testi di Nietzsche, Groth, Rckert, Eichendorff, Fallersleben, Petfi, Puschkin, Geibel, Chamisso e Lou Salom.

Contrariamente alle apparenze per, non sempre l'intimismo cameristico, suggerito dalla scarsit numerica degli esecutori e dai generi musicali coltivati, ad interessare il compositore, ma la ricerca di una grandiosit di faustiana memoria, insoddisfatta solo dalle limitazioni tecniche di cui spesso egli aveva a lamentarsi con i suoi amici. Ecco la causa dell'assenza da questo corpus di musiche di brani per grande organico, eccezion fatta per il Lied Preghiera alla vita su testo di Lou Salom, che fu poi trascritto per coro e orchestra da Peter Gast, amico e discepolo del filosofo. Non questa forse la sede per effettuare un'attenta analisi di tutte le musiche compiute comprese nella recente pubblicazione, ma si pu forse tentare di abbozzare un rapido schema del cursus stilistico che Nietysche segu nell'arco della sua carriera di compositore. Mozart e Haydn, Schubert e Mendelssohn, Beethoven e Bach: ecco le uniche colonne sulle quali la musica tedesca e io ci fondammo. Questa dichiarazione del giovane Nietysche fondamentale per comprendere lo stile che sigilla le sue prime composizioni, ma subito occorre identificare anche gli scopi che si era prefisso e l'origine degli stimoli che sorreggono l'impalcatura musicale del suo pensiero. Per esempio grande influenza diretta sul giovane compositore l'ebbe senz'altro il suo amico Gustav Krug che, oltre a conoscere personalmente Mendelssohn, era anche un virtuoso del violino e compositore egli stesso. L'adolescente Friederich narra diffusamente nelle sue memorie dei lunghi pomeriggi passati insieme a studiare musica e della ferrea volont dell'altro nell'applicazione e nell'esercizio, cos che questi divent presenza insostituibile per la sua formazione musicale. Anche la musica di Listz, e in particolare lo spirito magiaro di cui era permeata, ebbe la sua influenza. E noto che egli stesso si era formato una falsa genealogia, immaginando una fantasiosa discendenza polacca, cos che, tutto preso da questo processo di identificazione geografica, cominci a scrivere una sorta di sinfonia (ovviamente per due pianoforti ed incompiuta) su modello della listziana Sinfonia Dantesca ma infarcita di umore slavo tanto forte da indurlo ad intitolarla: Serbia! Dopo questi episodi giovanili Nietysche alterner per la composizione lunghi periodi di pausa a intensi momenti di febbrile lavoro. Durante uno di questi scrive, nel 1971: Nachklang einer Sylvesternacht, mit prozessionlied, bauertanz, und glockengelut. per pianoforte a quattro mani, che un pezzo per molti aspetti particolarmente significativo. Prima di tutto perch il tema principale deriva da un'altra sua composizione per violino e pianoforte e che sar ripreso una terza volta nella posteriore ManfredMeditation. E' questo un dato interessante perch caratterizza la capacit, non solo musicale, di sviluppare, dalla medesima matrice, problematiche e conclusioni differenti, creando, cos, un gioco di legami e riferimenti che diventano e formano quasi un lessico di affetti del suo tempo sul quale possibile applicare numerose griglie interpretative. Formalmente il brano ha la struttura di una vasta fantasia a programma, dove, episodicamente, sono illustrati i diversi momenti (la festa contadina il suono delle campane, etc.) di una nottata di Capodanno. L'autore stesso lo considerava come caduto dal cielo e, scrivendo proprio al suo amico Krug affermava che esso suona bene, ha qualcosa di popolare, non scade mai nel tragico ... e, a riprova di quanto accennavamo prima: il timbro abbastanza orchestrale, mi sarei addirittura appassionato nella strumentazione, ma, tu lo sai, qui non ce la faccio pi. Il brano, come spesso capitava, non fu particolarmente apprezzato dai principali giudici musicali di Nietzsche: i coniugi Wagner. Richard si liber della faccenda affermando che per essere un dotto egli componeva abbastanza bene, Cosima, invece, non diede giudizi di sorta. Il brano, come molti altri, rimane comunque interessante come prova degli sforzi di sottrarsi alla forza centrifuga causata dalla presenza storica degli altri compositori. In questo sforzo egli prender anche dei clamorosi abbagli, come far bollando Schumann, l'antico maestro, con l'appellativo di Sassone dolciastro. Ma esiste anche un'aspetto profetico del

Nietzsche musicista, quello che ha permesso ad un grande dilettante di sottoporre, in pieno fine secolo, all'attenzione dei posteri, possibilit di indagine sonora e di ricerca tali da meritare, come avvenuto recentemente da parte del gruppo Spettro Sonoro, la riproposizione integrale delle sue musiche. Ed considerando i nuovi aspetti che la sua personalit di filosofo ha rivelato, grazie a letture liberate finalmente da superficiali e demagogici preconcetti e in virt di studi sempre pi approfonditi, che questa iniziativa acquista un significato diverso e particolare.
Nietzsche contra Wagner (o Nietzsche contro Wagner ) un saggio critico di Friedrich Nietzsche, scritto nel suo ultimo anno di lucidit (1888-1889). Fu pubblicato per solo nel 1895, ovvero sei anni dopo il suo collasso mentale. Nietzsche vi descrive il proprio allontanamento dal suo ex-amico ed ex-idolo Richard Wagner. Il filosofo tedesco conduce contro di lui un attacco, disapprovandone le scelte di vita, e principalmente la conversione al Cristianesimo, interpretata come un segno di debolezza.[1] Nietzsche apprezza la filosofia di Wagner su tonalit, musica e arte, ne ammira la potenza nel suscitare emozioni e nell'esprimere il proprio mondo interiore, nondimeno stigmatizza recisamente quelle che dal suo punto di vista considera le tare religiose del (pur grande) musicista.

Ci sono almeno due ragioni per ritenere importante questo scritto. Innanzitutto, testimonia l'evoluzione dall'atteggiamento iniziale del giovane filosofo, quasi adorante al cospetto della grandiosa parabola esistenziale di Wagner ad un'indagine pi matura, del resto preceduta da una profonda disillusione. Altrettanto importante il fatto che quest'opera pu valere a confutare chi si ostini ad etichettare sbrigativamente il pensiero di Nietzsche sotto un'immeritata categoria di gretto antisemitismo, argomentando da questo lapidario giudizio: Wagner aveva acconsentito passo dopo passo a tutto ci che io depreco anche all'antisemitismo.
IL CASO WAGNER

Dopo la Genealogia della Morale, s'inizia un periodo vivacemente polemico e genialmente paradossale in cui Nietzsche si fa il legislatore della propria profezia. La nudit psicologica si fa pi incisiva; la forma stilistica del pensiero nietzscheano diventa pi cruda e precisamente superba. Chi annuncia l'era tragica dell'Europa compreso di una strana febbre di chiarezza e di orgoglio. Il celebre Caso Wagner, compiuto a Sils-Maria nel luglio del 1888, e apparso nelle librerie di Torino nel settembre dello scorso anno, riesce a far parlare le gazzette cos squallidamente mute prima per Nietzsche, per il carattere pamphletaire di quest'opera del terribile specialista, per dirla alla Berthelot. Wagner per Nietzsche artista moderno per eccellenza, senza natura, senza coltura, senza istinto. Ma Wagner ha saputo, con acutissima perspicacia, scoprire i bisogni, le necessit interiori, dell'anima de' suoi tempi. Wagner un ciarlatano che ha suonato insieme tutte le campane: la brutalit, l'idiozia, l'artificio sono le sue armi. Il retore dell'arte massiccia, africanamente fantasioso, preziosamente orientale, informe, scompositore dello stile, col suo coraggio ha saputo teorizzare i propri difetti. Wagner, narcotizzatore misterioso, sbigottisce come un sogno cupo, come un incubo, le anime malate. Gli istinti nichilisti, la fatica, la morte sono glorificati dal Maestro che ha reso musicalmente l'antipotenza e l'antivolont. Wagner il decadente per eccellenza, quello che Nietzsche, nella "Volont di potenza" definir "un grande punto interrogativo del nostro secolo". La musica secondo Nietzsche stata privata del suo carattere affermativo e trasfiguratore del mondo per diventare una vera e propria musica di decadenza e non pi il flauto di Dioniso: in essa non pi insita una volont di vivere che si estrinseca in ogni istante, bens predominano i temi cupi di chi rifiuta la vita. Ed ecco che tutto "Il

caso Wagner" non altro che un enorme "problema musicale", come lo definisce Nietzsche stesso in "Ecce homo": e Nietzsche si proclama pronto a muover guerra contro Wagner, il suo grande amico del passato, schierando i campo i "pezzi pi grossi della mia artiglieria". Nietzsche era particolarmente affascinato dalla musica in quanto forma artistica, per di pi tipicamente dionisiaca ed egli arriva pi volte a sostenere che l'arte sia pi importante della verit (anche perch, in fin dei conti, che cosa la verit?). Il grande pensatore tedesco dice di disprezzare in Wagner l'eccessivo spirito religioso e l'antisemitismo sfrenato: e qui abbiamo la conferma decisiva dell'errata interpretazione nazista del pensiero nietzscheano che, indebitamente, lo ha sempre fatto passare per antisemita. Ma la critica aspra e polemica mossa al musicista tedesco non trova le sue radici in complessi edifici argomentativi, quanto piuttosto nel mettere in luce i danni arrecati da Wagner alla cultura tedesca: s, perch "Wagner non un sillogismo, ma una malattia" che se non trattata con la giusta terapia pu infettare l'intero mondo tedesco ed europeo. Ed ecco allora che troviamo Nietzsche nei panni di medico indaffarato a trovare un rimedio a questa malattia di nome "Wagner". Wagner secondo Nietzsche ha tutte le istanze dell'uomo moderno: il sovreccitamento e l'esaltazione, la pomposit delle rappresentazioni, il teatro rivolto alle masse, all' 'armento'. E strettamente congiunto alla decadenza wagneriana l'idealismo stesso che caratteristica il musicista tedesco, il cercare in modo esasperato la redenzione dell'uomo (anche dalla donna!), la conoscenza. Wagner poi imbevuto del pessimismo di Schopenhauer, da cui Nietzsche si saggiamente distaccato. E poi non mancano le critiche all'ideale wagneriano secondo il quale la musica non sarebbe un punto di arrivo, ma solo un mezzo per arrivare oltre, a qualcosa di superiore: Nietzsche non pu accettare questo, da grande estimatore dell'arte quale egli : non vi un "oltre la musica", non vi una verit recondita cui l'uomo pu accedere tramite le leggiadre sinfonie musicali: tutta la verit insita nella musica stessa, massima espressione artistica di tipo dionisiaco. Certo, Wagner si pu ammirare: un seduttore in grande stile, convince gli incerti senza condurli alla consapevolezza di ci che viene fatto loro credere, occulta il pi nero oscurantismo nei luminosi involucri dell' "ideale". I giovani con Wagner diventano imbecilli, cio "idealisti"; in questo senso Parsifal un capolavoro. Dunque, l'adesione a Wagner deve far s che la vita riesca in singoli individui, in singoli esemplari e non realizzi la felicit dei pi, della maggior parte delle persone. Il "dramma di s" deve essere "ritrovamento di s". Occorre prendere potere su se stessi che significa anche prendere potere sui nostri "pro" e sui nostri "contro". Leggi ancora: "aver potere sul bene e sul male". Questo ci libera dall'obbligo di solidarizzare con gli altri i quali invece ostacolano proprio la formazione del super uomo. Nel 1854 Wagner si avvicina a Schopenhauer concependo il mito non solo come passato inverato dalla storia, ma come il presente che spiega il passato imperniando il dramma sull'azione negativa della volont, poi supera Schopenhauer affermando la possibilit di un' azione redentrice. Rielaborando le antiche leggende dell' "Edda", del "Niebelungenlied", Wagner infonde nei personaggi uno spirito universale s che l'angoscia degli dei antichi, le passioni dei nani e dei giganti, l'anima degli eroi si identificano con le nostre angosce, con le nostre

passioni, con i nostri stessi ideali Due le idee madri in Wagner: l'idea di una caduta originale e quella di una redenzione. Il male entra nel mondo per una colpa, un fallo e fatalmente allarga il proprio influsso venefico fino a dominare tutti gli esseri viventi e persino gli stessi dei. La caduta da uno stato di innocenza e la coscienza della colpa spingono i personaggi wagneriani al bisogno di un riscatto: siamo alla vigilia dell'idea della redenzione. E poich nessuno pu essere nello stesso tempo colpevole e redentore, ecco allora profilarsi l'eroe redentore: l'uomo puro tra i puri potr essere l'eroe degno della missione e riportare l'umanit alla purezza, perdonando e obliando la "caduta". Niente di pi lontano da Nietzsche; il filosofo rifiuta decisamente l'equivalenza pena = colpa. E' vero che la sofferenza conferisce distinzione, virt, valore e nobilt, ma l'ascesi di Nietzsche ha un'altra direzione; ci che terribile la mancanza di senso del dolore, la sua gratuit che suscita ribellione. Occorre dunque trovarne una interpretazione. Poich il senso del dolore ha varie interpretazioni, trovare il "senso in s " cosa che non esiste. E' compito rimesso a ciascuno di noi trovare l'interpretazione del nostro dolore personale. Solo cos avr "senso" per ciascuno di noi e ne render possibile l'accettazione. Dunque il dolore pu assumere pi forme perch di per s non ha valore, ma riceve il valore di "riflesso", il valore che ogni uomo d al proprio dolore. La sofferenza non deriva da colpa, c' e basta; la lotta titanica con il dolore che ci porta a rinascere alla vita. Morale, religione, metafisica sono solo giustificazioni. Il dolore ha senso nel preciso momento in cui io gliene do uno. Dice Nietzsche: "davanti al tiranno (dolore) io sono senza colpa". Profonde divergenze ideologiche e filosofiche allontanano quindi Nietzsche da Wagner, per quanto Nietzsche abbia indubbiamente sentito il fascino della musica wagneriana, e non solo. Gi nel 1854 Nietzsche aveva composto al ginnasio alcuni brani musicali; nel 1860 aveva fondato l'associazione musicale e letteraria "Germania" per la quale il filosofo scriver saggi, poesie, composizioni musicali. Dopo l'allontanamento da Wagner, Nietzsche far l'elogio della Carmen di Bizet, dimostrando di amare un altro tipo di musica. Anche Wagner era stato grande ammiratore di Nietzsche fervente entusiasta allorch nel 1872 era uscita "la nascita della tragedia dallo spirito della musica". Persino Cosima Wagner riceve con gratitudine gli omaggi e le dediche letterarie e musicali che le indirizz il filosofo. Ma gi nel luglio 1876, quando esce la quarta "inattuale": "Richard Wagner a Bayreuth", il filosofo avverte il suo congedo da Wagner. Intanto le condizioni di salute di Nietzsche si aggravano sempre pi e allorch esce nel 1878 "umano, troppo umano", Cosima e Richard Wagner si chiudono in un silenzio ostile. Di l a poco Wagner non esister pi per Nietzsche se non nelle opere e nei brani che lo riguardano. Solo nel 1889, in piena crisi psichica e ormai prossimo al manicomio, Nietzsche ricorder il nome Wagner, scrivendo a Cosima un biglietto "Arianna, io ti amo", paragonando Cosima ad Arianna. Si concluse erroneamente per un infelice amore di Nietzsche per Cosima Wagner; in realt niente mostra tracce di un autentico amore ad eccezione di quel sentimento che leg Nietzsche al Lou Salom, sua discepola e compagna dalla quale fu poi abbandonato.