Sei sulla pagina 1di 2

Centro Comunitario Evangelico Villaggio Resegone :

turno anziani giugno 2001

IL GLORIOSO DESTINO DEI CREDENTI


Con queste considerazioni vogliamo esaminare alla luce della Sacra Scrittura quello che possiamo conoscere di quel luogo glorioso che ci aspetta: il Cielo La natura del cielo: Noi sappiamo che l uomo stato creato da Dio per conoscerlo, amarlo, servirlo e poi goderlo in eterno nel mondo avvenire. Il cristiano nella vita presente sperimenta per fede la presenza di Dio ma poi, dopo la morte fisica, questa esperienza diventer realt. La benedizione pi grande sar quella di vederlo faccia a faccia e questa sar una visione beatificatrice. Il Cielo viene descritto con diversi nomi: a) paradiso (giardino): ci ricorda quando Adamo ed Eva camminavano e parlavano co Dio (Ap 2:7; II Cor 12:4) b) la casa del Padre , con le sue stanze e ci fa pensare al riposo e alla comunione (Gv 14:2) c) un paese, verso il quale stiamo viaggiando come il popolo d Israele verso la Terra Promessa (Eb 11:13-16) d) una citt che si d l idea di qualcosa di perfettamente organizzato dal grande Costruttore (Ap 21:2; Eb 11:10; 13:14) Bisogna distinguere tre fasi nella condizione dei credenti trapassati: stato intermedio in attesa della resurrezione dopo la resurrezione: il giudizio delle opere (I Cor 3:10-15; II Cor 5:10) alla fine del millennio: scender dal cielo la Nuova Gerusalemme che sar la dimora finale dei beati (Ap 21) Questa citt che discende dal cielo ci fa capire che quando ci saranno nuovi cieli e nuova terra si realizzer lo scopo finale di Dio, cio quello di portare il Cielo sulla terra (Dt 11:21; Ef 1.10; I Cor 15:28; Ap 21:24) il paese che amo di pi

Necessit del cielo Gli istinti stessi che sono presenti nell animo umano comprovano l esistenza di una vita futura; gli stessi poeti ci parano di una vita futura e del luogo dove sar trascorsa. Questo luogo indispensabile per soddisfare le esigenze di giustizia; la sofferenza del giusto e la prosperit dell empio reclamano uno stato futuro dove sar fatta piena giustizia (Lazzaro e il ricco)
pag. 1

Benedizioni del Cielo a) Luce e bellezza (Ap 21:23;22:5) In questi due capitoli lo Spirito Santo usa un linguaggio che ci aiuta a farci un concetto del mondo a venire. Pensiamo ad un minatore che nasce vive e muore a 300 mt. Sotto terra, quando qualcuno gli parla delle bellezze della creazione, questi pu avere solo una vaga idea di ci che realt sulla terra. b) Pienezza di conoscenza (non ci sar ignoranza) (I Cor 13:12) In quel giorno tutta la conoscenza delle cose, comprese quella di tanti versi della Scrittura, sar perfetta, perch possederemo la conoscenza pi luminosa, che quella di Dio. c) Servizio (Ap 7:15; 22:23) Servire il Signore della Gloria non si tratterr solo di suonare l arpa, ma certamente un Dio cos perfetto ha predisposto ogni cosa per non farci annoiare. d) Gioia (Ap 21:4; Sl 16:11; 96:6; I Cro 16:27) Tutte le gioie terrene paragonate a quelle celesti non ci danno nemmeno la pi pallida idea di quella che ci attende nel Regno dei beati. Se un re potente decidesse di costruire un palazzo per la sua sposa amata impiegherebbe il meglio di quello che il mercato pu offrirgli; quanto pi far il Signore per la Sua sposa. e) Stabilit La felicit del cielo durer per sempre. Solo al pensiero che una cosa bella debba cessare farebbe perdere la perfezione di questa gioia, perch saremmo turbati dalla consapevolezza che ci sar una fine inevitabile. meraviglioso pensare che le gioie del cielo saranno stabili per l eternit, e l intensit di questa gioia non diminuir giammai. f) Riposo (Ap 14:13; 21:4) In quel giorno finir ogni stanchezza e prenderemo il possesso del vero riposo. Nel Cielo non c posto per pene, dolori, letti . g) Gioie sociali (Eb 12:22,23) Se in questa terra troviamo diletto nello stare insieme (pensiamo alla bellezza della comunione fraterna) quanto pi sar bello nel cielo la gioia di stare con coloro che amiamo, in quanto tutti saremo senza difetti. In questa terra le nostre relazioni umane sono accompagnate da delusioni, incomprensioni, ma in Cielo tutto sar senza ombra di difetto. h) Comunione con Cristo (Gv 14:3; II Cor 5:8; Fl 1:23; I Pt 1:8) In quel giorno saremo simili a Lui perch lo vedremo come Egli , a faccia a faccia, e Colui che in questo deserto ci ha condotti in cielo ci condurr di gloria in gloria

Giuseppe Bianco
pag. 2