Sei sulla pagina 1di 26

TONIA BARDELLINO

Glocal Book

Glocal University Network


http://www.glocaluniversitynetwork.eu/

Glocal Book
Glocal University Network
editor@glocaluniversitynetwork.eu
www.glocaluniversitynetwork.eu
All rights reserved

Distributed under license Creative Commons


Prima Edizione, Novembre 2011
Copertina:
Jean Baptiste Greuzes
1977 painting The Fathers Curse or The Ungrateful Son
Courtesy Getty Images

EDITORIALE

a anni parliamo della comunicazione e di una societ costruita attorno alla comunicazione.

In pochi vivono dentro la comunicazione.


Vivere dentro la comunicazione significa pensare per connessioni, imparare dai problemi, sviluppare e
formalizzare il pensiero. Vivere nella comunicazione significa avere un progetto didascalico.
Nel corso degli ultimi anni lo sviluppo dellinformatica e della telematica ha aperto una nuova
dimensione alla comunicazione visiva e alla fruizione dei testi: quella dellinterazione cibernetica
mediata da oggetti grafici.
Tutto cambia: cambiano gli artifici visivi, la interazione relazionale; cambiano i tempi, gli spazi, i
processi di significazione, la partecipazione, le sensazioni, le riflessioni; cambia la politica, leconomia, la
progettazione, la programmazione, i linguaggi; cambiano gli stimoli percettivi, in dispositivi semiotici,
gli oggetti duso; cambia infine la scrittura in un lessico fatto prevalentemente di interfacce grafiche,
iconiche, da quando cursori e pulsanti hanno sostituito penne e calamai popolando ormai il nostro
spazio operativo di nuove funzioni Touch Screen. Ormai siamo definitivamente nella comunicazione,
dentro la florida e incessante dinamica della ipermedialit.
Ma non cambiamo noi. Cambiano molto pi lentamente le nostre capacit cognitive e culturali.
Apprendiamo con le vecchie metodologie, le scuole e le universit continuano ad ignorare i processi di
apprendimento nuovi della societ della comunicazione. Tra la vita scolastica istituzionale, pubblica e
privata, e i processi di apprendimento della societ della comunicazione c un vuoto in cui crollano
quasi tutte le professioni.
Il Glocal University Network ha la grande ambizione di coprire quel vuoto, di entrare nella
comunicazione globale con una serie di strutture universitarie locali, organizzate in sintonia con la
multimedialit della nuova didattica
Liliana Montereale

PROFILO BIOGRAFICO
BIOSHORT TONIA BARDELLINO

OPO AVER CONSEGUITO LA LAUREA IN SOCIOLOGIA, PRESSO LUNIVERSIT DEGLI


STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, CON TESI IN PSICOLOGIA SOCIALE INTITOLATA: LA
RAPPRESENTAZIONE SOCIALE DEL MALATO MENTALE DAL MEDIOEVO AI GIORNI NOSTRI,
SVOLGE ATTIVIT DI VOLONTARIATO PRESSO LA NATO DI NAPOLI, POICH INTERESSATA AD
AVVICINARSI AD UN CONTESTO MULTICULTURALE E A PERFEZIONARE LA PADRONANZA
DELLA LINGUA INGLESE.

N
N

EL 2007 INSEGNA LINGUA ITALIANA PRESSO LA SCUOLA INTERNAZIONALE


MONTESSORI DELLA NATO DI NAPOLI.

EL 2008, SEMPRE PRESSO LA U.S.NAVAL SUPPORT ACTIVITY NAPLES, PARTECIPA E


COMPLETA IL CORSO ED IL TRAINING IN: SEXUAL ASSAULT VICTIM INTERVENTION
ADVOCATE.

AL NOVEMBRE 2008 RIVESTE IL RUOLO DI SOCIAL WORKER COLLABORA AL


COORDINAMENTO E AI PROGRAMMI ANTIVIOLENZA DEL DIPARTIMENTO: FLEET
AND FAMILY SUPPORT CENTER DELLA NATO.

ONTEMPORANEAMENTE ALLE SOPRA INDICATE ATTIVIT SI ISCRIVE AL MASTER


IN MEDIAZIONE FAMILIARE E SOCIALE PRESSO LUNIVERSIT LA SAPIENZA DI
ROMA(CONSEGUITO NEL 2010).

TTUALMENTE ISCRITTA ALLA LAUREA SPECIALISTICA IN PROGRAMMAZIONE E


GESTIONE DEI SEVIZI SOCIALI, PER ACQUISIRE IL TITOLO DI ASSISTENTE SOCIALE,
CATEGORIA A DELLORDINE.

VOLGE, INOLTRE, LA PROFESSIONE DI SOCIOLOGA PRESSO LASSOCIAZIONE SOCIOPSICOLOGICA LOGOS, OLTRECH COLLABORARE IN DIVERSE SEDI AI PROGETTI E
ALLE ATTIVIT DI SOSTEGNO IN CAMPO SOCIALE E PEDAGOGICO.

EL CORSO DEGLI ANNI HA MATURATO DIVERSE ESPERIENZE LAVORATIVE, TRA


LE QUALI UNACOLLABORAZIONE PRESSO LUFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE
DEL COMITATO DELLA CROCE ROSSA ITALIANA, LIMPEGNO ATTIVO NELSERVIZIO CIVILE,
CONSEGUENDO ALTRES LA PATENTE EUROPEA E FREQUENTATOUN CORSO INTENSIVO
SULLA COMUNICAZIONE EFFICACE E PERSUASIVA.

01 TEORIA DELLATTACCAMENTO

TEORIA
DELLATTACCAMENTO:
CONCEZIONE RELAZIONALE DELLA PERSONALITA ADULTA E
MEDIAZIONE FAMILIARE

Introduzione
La teoria dellattaccamento continua a ispirare studi e riflessioni, nellambito della psicologia
evolutiva, degli studi psicoanalitici e delle scienze umane. La teoria di John Bowlby, ripresa e integrata
da Mary Ainsworth, ha focalizzato lattenzione sulla prima infanzia e sul primo anno di vita, ma ha
sottolineato le implicazioni sulla vita futura del soggetto, in et adulta e persino senile, derivanti dal
tipo di attaccamento sviluppato nei primi mesi. In ambito psicoanalitico, appaiono interessanti gli
sviluppi teorici ed empirici della teoria dellattaccamento, soprattutto a partire dagli anni Novanta
del Novecento. In particolare, interessanti sono stati i contributi di Mary Main, che hanno fornito un
valido contributo alla comprensione dellattaccamento adulto.
La teoria dellattaccamento attribuisce importanza alla relazione, sicch deve essere considerata una
teoria dello sviluppo affettivo e sociale marcatamente relazionale. La sua portata riguarda lanalisi
di modalit relazionali di reazione. Infatti, Bowlby ha sostenuto che lo sviluppo di una personalit
equilibrata nelladulto, discende in gran parte dalla raggiunta consapevolezza del proprio mondo
affettivo e dalla formazione, mantenimento e rottura dei legami affettivi.
Naturalmente, il comportamento di attaccamento nelladulto sar pi complesso di quello del
bambino, in quanto in esso svolgono un ruolo anche le esperienze relazionali affrontate nel corso della
vita, sia nellambito familiare, che sociale. Tuttavia, vi sono stati sviluppi teorici fondati sulla ricerca
di legami pi stretti tra sistema comportamentale di attaccamento infantile e relazione affettiva tra
partner adulti.
Al riguardo occorre fare riferimento al concetto di modelli operativi interni (MOI), quali di fattori
permanenti nello sviluppo delle relazioni sociali di un soggetto, dallinfanzia alladolescenza, da
questultima allet adulta e senile.

02 TEORIA DELLATTACCAMENTO
Come evidenziato da Nino Dazzi e Alessandra De Coro, levoluzione degli studi sullattaccamento
ha preso due principali linee di sviluppo: la prima, si diretta ad indagare la relazione tra latipicit di
alcuni comportamenti di attaccamento nellinfanzia e la comparsa di disturbi precoci; la seconda, ha
focalizzato lattenzione sulle rappresentazioni delle relazioni primarie di attaccamento come fattori
di rischio o protettivi per la futura comparsa di psicopatologie 1.
La teoria dellattaccamento sembra essere, tra le altre teorie dello sviluppo, quella pi ricca di
implicazioni, essendo una teoria eminentemente relazionale, che consente di valutare gli effetti delle
prime interazioni significative sullo sviluppo della personalit adulta e delle abilit interpersonali.
Ci in un momento storico in cui sempre maggiore la consapevolezza dellimportanza di approcci
orientati alla prevenzione primaria delle patologie; di quelle psicologiche in particolare.
Ebbene, lapproccio teorico eclettico e le implicazioni sulla qualit della vita dei soggetti adulti e delle
relazioni di coppia, fanno della teoria dellattaccamento una base di partenza per la comprensione di
alcune problematiche dei soggetti in et evolutiva, ma anche i rapporti di coppia.
La teoria bowlbiana pu essere, a ragione, considerata una teoria interdisciplinare, coinvolgendo
costrutti teorici e problematiche condivise dalla psicologia dello sviluppo, dalla psicologia sociale, dalla
neuropsichiatria infantile, dallepistemologia genetica, ma anche dalla sociologia e dalla psicoanalisi.
Tra i contributi pi rilevanti allo sviluppo della teoria bowlbiana, vi quello di Mary Ainsworth;
la quale, con lindividuazione di una situazione sperimentale, ha potuto classificare dei modelli di
attaccamento, che rimandano ad altrettanti stili di attaccamento/accudimento genitoriale.
La teoria dellattaccamento costituisce uno strumento epistemologico importante negli interventi
di mediazione familiare. Questultima, che si configura come uno spazio di incontro tra le istanze
dei diversi membri della famiglia e come uno strumento, a sua volta, di sostegno alla genitorialit,
appare oggi sempre pi utile, in un contesto sociale e familiare segnato da profonde trasformazioni.
In particolare, la famiglia sta vivendo una fase di cambiamenti continui, sia nella struttura, sia nella
relazioni interne, con il mutamento del ruolo delle figure di accudimento del bambino, nonch con la
diffusione di nuove tipologie familiari: le cosiddette nuove famiglie, prodotto delle trasformazioni
sociali e dellaumento del numero dei divorzi in Italia.
Nella mediazione familiare Franco Pastore, ad es., propone un approccio integrato, che veda
lapplicazione del ciclo di contatto proposto dalla psicologia della gestalt, la non direttivit
dellapproccio rogersiano, la comprensione del fallimento dei giochi relazionali rivelati dallapproccio
sistemico-relazionale, i concetti della psicoanalisi e della teoria dellattaccamento2 .
Ciononostante, nella prassi della mediazione familiare, lo stesso Pastore, sulla base della sua esperienza
sul campo, segnala: lampio ricorso ai concetti psicoanalitici e alla teoria dellattaccamento.
Concetti che stanno intersecandosi attualmente con i derivati delle neuroscienze e della infant
1
2

Cfr. Dazzi N., De Coro A., Psicologia Dinamica, Laterza, Roma-Bari 2001.
Pastore F., Lamore e il conflitto, Armando Editore, Roma 2008, p. 22.

03 TEORIA DELLATTACCAMENTO
research 3.
Nella pratica della mediazione familiare il riferimento ai concetti della teoria dellattaccamento si
rileva di estrema utilit.
Lazione del mediatore familiare dovr, tra laltro, essere indirizzata a svelare lo stile di attaccamento
genitoriale, ma anche ad una riduzione del conflitto interno alla coppia. Serve un modello di
mediazione che non sia centrato sulla ricerca dellaccordo: occorre che il mediatore intervenga
non tanto sui temi concreti, ma sul conflitto di attribuzione delle colpe, tipico della separazione, per
eliminarne leffetto dirompente4 .
Nel tempo anche aumentata a livello sociale la consapevolezza dellesistenza e dellutilit del
percorso di mediazione familiare: se in passato, sul piano sociale, il bisogno di mediazione era molto
forte, ma per nulla consapevole; oggi quel bisogno molto pi avvertito e sono sempre minori le
resistenze delle coppie a servirsi di uno strumento che potrebbe essere determinante per scongiurare le
conseguenze negative derivate dalla rottura dellunione di coppia. Eppure, sembrano ancora numerosi
coloro che non sono convinti dellutilit della mediazione. Il Legislatore italiano, peraltro, rispetto
alla mediazione si limitato ad affermare che il giudice pu rinviare ladozione dei provvedimenti
urgenti per consentire che la coppia si rivolga ad esperti in modo da raggiungere un accordo fuori
dalle aule del tribunale. Se i sostenitori della mediazione premevano perch il legislatore introducesse
lobbligatoriet della mediazione, erano pi forti le voci di coloro che ritenevano inutile il ricorso a
questo strumento e intollerabile la sua imposizione5 .

1. Nascita e concetti cardine della teoria dellattaccamento


Nellelaborare la teoria dellattaccamento, Bowlby ha subito linfluenza di vari altri ambiti di studio
e scuole psicologiche. Tra i filoni di studio, vi quello focalizzato sugli effetti di una prolungata
istituzionalizzazione o di una deprivazione delle cure materne sui bambini. Ispirandosi a tali studi, in
particolare a quelli di Anna Freud e Ren Spitz, Bowlby focalizz il suo interesse sul disagio che un
bambino manifesta durante la lontananza dal genitore. Egli not che lintensit della reazione del
bambino proporzionale alla durata delle separazione [] e lelemento determinante per la sofferenza
del bambino la variabile presenza/assenza di una figura di attaccamento6 .
Bowlby, inoltre, contest a Freud lerrore di aver anteposto una pulsione primaria, basata su bisogni
orali e fisici, ad una pulsione, supposta secondaria, finalizzata al legame affettivo. Ma, il piacere di
3 Ibidem.
4
Ivi, p. 29.
5
Ivi, p. 30.
6
Pallini S., Recenti prospettive nella teoria dellattaccamento, Aracne, Roma 2004, pp. 15-16. Queste
prime osservazioni sono confluite nellopera, Bowlby J., Cure materne e salute mentale del fanciullo, Editrice
Universitaria, Firenze 1969, che ebbe una enorme risonanza a livello mondiale e contribu alla modificazione
della politica sanitaria inglese per linfanzia e al verificarsi di profondi cambiamenti nella pratica pediatrica e
ostetrica di tutto il mondo.

04 TEORIA DELLATTACCAMENTO
trovarsi con altri non deriva dal fatto che se ne riceve nutrimento. Bowlby pone la ricerca di legame
affettivo come motivazione primaria, basandosi sui risultati della ricerca condotta da Harlow, con
dei cuccioli di scimmia, che ha mostrato come il bisogno di rassicurazione e protezione, mediato dal
contatto fisico, sia indipendente dal nutrimento 7.
Inoltre, rispetto a Freud, Bowlby ripose maggiore attenzione alle esperienze infantili narrate dai
pazienti, rimanendo consapevole della loro elaborazione personale. Egli, infatti, considerava le storie
narrate dai pazienti come mediate dai sistemi di rappresentazione dellesperienza: i modelli operativi
interni. Ma, gli eventi narrati dai pazienti, sebbene distorti sul piano percettivo e cognitivo, erano da
ritenersi reali.
Bolwby propose di considerare lassetto psicologico infantile sulla base della relazione con chi
accudisce il bambino. Diviene essenziale, quindi, losservazione del bambino nelle sue relazioni reali
con la madre.
Inoltre, per Bowlby, i bambini che si sviluppano in modo sano, cercano aiuto e protezione nei momenti
di difficolt, cos come sono in grado di esplorare con fiducia. La ricerca di aiuto, lungi dallessere
sintomo di regressione, la risposta fisiologica al vissuto di vulnerabilit. Nella teoria di Bowlby,
inoltre, si postula la possibilit di differenti percorsi di sviluppo.
La teoria di Bowlby ha legami anche con la teoria dellelaborazione dellinformazione, dalla quale
mutu il concetto di retroazione o feedback. Egli postul che il legame di attaccamento fosse la
risultante di un innato e preciso sistema di schemi comportamentali, che si sviluppano nei primi
mesi di vita e hanno leffetto di mantenere il bambino in stretta vicinanza con la figura materna. La
teoria motivazionale di Bowlby si fonda proprio sul concetto di retroazione, in quanto suppone che
alla base del comportamento vi sia un sistema di regolazione dellazione in base ai risultati, a partire
dai piani originari che guidano il comportamento. Il comportamento di attaccamento organizzato
e regolato in base alla valutazione delle circostanze. Il comportamento di attaccamento corretto
secondo lo scopo: si attiva in circostanze di percezione di debolezza e di pericolo, in assenza della
figura di attaccamento e cessa con la vicinanza di questultima8 .
Bowlby attinse anche al modello etologico, in quanto riteneva necessario, per lo studio del legame
madre-bambino, losservazione diretta del comportamento naturale. Inoltre, lapproccio etologico
prestava molta attenzione allinterazione e alla reciprocit, allargando la prospettiva, sia al contesto
naturale, che alla storia evolutiva della specie.
A Bowlby interessava lanalisi del comportamento istintivo che porta i piccoli a cercare la vicinanza
con la madre, nelle sue componenti specie-specifiche. Il comportamento dattaccamento presenta
uno schema simile in tutti i bambini e sequenze dazioni invarianti. Ma negli uomini le sequenze di
azioni non sono organizzate in catene causali prefissate.
La sopravvivenza della specie il criterio in base al quale valutare lo stato dadattamento di un sistema
ed il risultato finale di un comportamento. Il comportamento di attaccamento ha la funzione
filogenetica di assicurare la protezione dai predatori. Quanto pi sono vulnerabili i piccoli
7
8

Cfr. Canestrari E., Psicologia generale e dello sviluppo, Vol. II, CLUEB, Bologna 1984.
Ivi, pp. 553-554.

05 TEORIA DELLATTACCAMENTO
di una specie, tanto pi radicato il comportamento di attaccamento. I piccoli della specie umana
permangono per molti anni in uno stato di dipendenza dagli adulti ed in loro il comportamento di
attaccamento ha come risultato filogenetico la protezione dai predatori.
Un contributo fondamentale, sullattaccamento negli animali, deriva da Lorenz e dalle sue
osservazione sullimprinting. Lorenz aveva scoperto una focalizzazione dellattaccamento su di una
figura particolare, tipica di molte specie duccelli, che si verificava nel periodo di sensibilit. Durante
tale periodo, il piccolo impara a seguire e a cercare la vicinanza di un dato stimolo. Le osservazioni
etologiche supportano lidea che i piccoli umani hanno una predisposizione biologica a tenersi vicini
agli adulti. Tale ricerca di vicinanza ha un vantaggio evolutivo, per la sopravvivenza della specie.
La propensione ad instaurare legami emotivi con particolari individui come componente innata della
natura umana, gi presente nel neonato e persistente nella vita adulta, fino allet senile. Durante
ladolescenza e la vita adulta questi legami persistono, ma sono completati da nuovi legami. Le relazioni
di attaccamento sussistono in se stesse a prescindere dalle componenti sessuali9 . Inoltre, Bowlby
considera la capacit di stabilire legami emozionali intimi con altri individui, una fondamentale
componente della personalit e della salute mentale10 .

2. Il comportamento di attaccamento e la sua evoluzione


Il comportamento di attaccamento costituito da qualsiasi forma di comportamento volto a ricercare
attivamente la vicinanza di un altro individuo preferito e ad interagirvi, allo scopo di suscitarne le
cure11 .
La figura di attaccamento fornisce una base sicura da cui il bambino comincia ad esplorare. I noti
studi della Anderson in un parco di Londra, hanno confermato tale ipotesi, rilevando come, tra i
due e i tre anni, i bambini si allontanavano dalla madre fino a circa 60 metri, ma se la perdevano di
vista interrompevano il comportamento lesplorazione e si mettevano a piangere12 .
Nella coppia madre-bambino si crea un equilibrio dinamico di avvicinamento/allontanamento, senza
mai superare una certa distanza, attraverso la regolazione di quattro tipi di comportamento: 1) il
comportamento dattaccamento del bambino; 2) il comportamento esplorativo, a partire da una base
sicura; 3) il comportamento protettivo materno; 4) il comportamento materno antitetico.
Lattivazione dellesplorazione pu inibire lattivazione dellattaccamento. Inoltre, lattivazione
dellattaccamento mediato: a) da condizioni di vulnerabilit del bambino; b) dallassenza della
madre; c) da altre condizioni ambientali allarmanti o di frustrazione nel rapporto con altri adulti. I
sistemi di attaccamento si attivano soltanto in determinate condizioni.
Bowlby ha sottolineato come anche gli esseri umani siano dotati di meccanismi scatenanti innati. Le
9
Bowlby J., Una base sicura, 1988; trad. it. Cortina, Milano 1989, p. 136.
10 Ibidem.
11
Pallini S., Recenti prospettive nella teoria dellattaccamento, Aracne, Roma 2004, p. 30.
12
Ivi, p. 31.

06 TEORIA DELLATTACCAMENTO
caratteristiche fisiche del neonato inducono protezione negli adulti: il pianto del bambino, ad es.,
scatena la risposta daccudimento.
Nellontogenesi dellattaccamento, Bowlby distingue quattro fasi: 1) orientamento e segnali senza
distinzione della persona (fino alle 12 settimane); 2) orientamento e segnali diretti verso una o pi
persone distinte dalle altre (fino a 6 mesi); 3) orientamento verso una figura con segnali e ricerca attiva
di vicinanza; 4) formazione di un rapporto reciproco corretto secondo lo scopo13 .
Nella prima fase, di grande immaturit neuro-fisiologico, il neonato dispone di un corredo
comportamentale caratterizzato da azioni che diventeranno parte del comportamento di attaccamento,
quali il pianto per segnalare il bisogno di cure, il balbettio e il sorriso per esprimere soddisfazione.
Nella seconda fase, il bambino manifesta una preferenza per una figura di attaccamento. In seguito, il
bambino distingue i familiari dagli estranei e manifesta paura dellestraneo. Inoltre, comincia a mettere
in atto una ricerca attiva di vicinanza e a formarsi un primo modello di relazione con la madre.
Gradualmente lorganizzazione cognitiva del bambino diviene tale da consentire un primo sviluppo
dei modelli interiorizzati di relazione. Il bambino tenta le prime esplorazioni, utilizzando la figura
dattaccamento come base.
Una volta stabilizzatosi il comportamento di attaccamento, il bambino reagisce con pianti e protesta
quando lasciato ad estranei ed preoccupato per lassenza della figura di accudimento. Solo il
pronto ritorno di questa lo tranquillizza. Con lacquisizione del linguaggio, il bambino comincia a
comprendere i sentimenti del caregiver. Con la crescita, gli episodi di angoscia allallontanarsi della
madre tendono a diminuire dintensit.
Verso i tre anni il bambino sicuro acquisisce tolleranza allassenza della madre e una maggiore
fiducia nel suo ritorno, che consente di aumentare il tempo di separazione e la distanza fisica dalla
figura di attaccamento. I bambini con un attaccamento sicuro mostreranno gi nei primi anni un
atteggiamento socievole e a sei anni, in ambiente scolare, avranno una notevole capacit di collaborare
con i compagni, avranno una maggiore capacit di comportamenti prosociali 14.
Entrando nelladolescenza le persone con un attaccamento sicuro possono allontanarsi dalla
figura dattaccamento anche per mesi, ma una base sicura, rimane indispensabile per il corretto
funzionamento della personalit15 .
Per Bowlby il bambino, mediante linteriorizzazione delle immagini relative alla relazione col
genitore, comincia ad elaborare delle rappresentazioni delle qualit del genitore. Sicch, nellapparato
psichico del bambino la relazione dattaccamento si struttura e influenzer le successive esperienze di
attaccamento e di legame affettivo, oltre che la sua futura personalit adulta. Infatti, ogni volta che
una persona affaticata o malata, manifesta un comportamento dattaccamento nei confronti di
13
Ivi, p. 33-34.
14
Cfr. Asprea A.M., Villone Betocchi G., Studi e ricerche sul comportamento prosociale, Liguori
editore, Napoli 1993.
15
Bowlby J., Una base sicura, 1988; trad. it. Cortina, Milano 1989, p. 136.

07 TEORIA DELLATTACCAMENTO
unaltra ritenuta in grado di fornire aiuto adeguato16 .

3. Il contributo di Mary Ainsworth e i modelli di attaccamento


Mary Ainsworth dagli anni Cinquanta partecip alle ricerche sullattaccamento, conducendo delle
indagini osservazionali, che si svolsero, in Ganda, nel 1954, mediante osservazioni naturalistiche e
colloqui con le madri e, in seguito, a Baltimora dove condusse uno studio di un anno sulle interazioni
madre-bambino17 .
In seguito, per uno studio pi sistematico del comportamento di separazione e ricongiungimento,
struttur una situazione di laboratorio, la strange situation, in cui un bambino di circa un anno,
in un ambiente estraneo, viveva una breve separazione dalla madre. Con tale metodologia potevano
essere osservate le reazioni [] dattaccamento, della madre e del bambino18 .
La strange situation crea una situazione non familiare, estranea, consentendo lanalisi dellattaccamento
attraverso la deprivazione della presenza della madre. parte della situazione anche un estraneo. La
strange situation strutturata in 8 episodi della durata di circa tre minuti. I tre momenti fondamentali
in ogni strange situation sono: 1. il genitore si allontana; 2. il bambino rimane solo in una situazione
estranea e 3. si ricongiunge al genitore.
Nelle strange situations, su 23 bambini solo 10 reagirono secondo le aspettative, essi furono classificati
nel modello di attaccamento sicuro. Tale modello quello pi frequentemente osservato nei bambini.
Nella modalit di attaccamento sicuro, il bambino gioca liberamente in presenza della madre, esplora
attivamente lambiente nuovo, allontanandosi da lei. Se la madre presente, con lestraneo tende
ad essere socievole. Quando la madre si allontana dal bambino e lo lascia solo o con lestraneo, il
comportamento di attaccamento viene subito attivato: il bambino smette di esplorare lambiente e
ricerca la sua vicinanza protestando. Al suo ritorno le corre incontro ed subito rassicurato dalla sua
presenza e torna a giocare.
Un secondo modello di attaccamento stato denominato evitante, perch il comportamento del
bambino organizzato nellevitare la figura di attaccamento e per concentrare lattenzione sul gioco
e sullambiente. Il comportamento esplorativo per rigido e spesso sembra rivolgersi pi volentieri
allestraneo, che alla madre. A sua volta la madre emette pochi segnali interattivi e sembra favorire
la concentrazione sullambiente. Quando solo, non protesta e quando ritorna la madre, evita ogni
contatto con lei.
Un terzo modello di attaccamento stato denominato resistente/ambivalente. I bambini appaiono
meno sicuri degli altri nellesplorazione autonoma dellambiente in presenza della madre e tendono a
restare vicino a lei e a diffidare dellestraneo.
16
Cfr. Mazzoni S., Costruire servizi di Mediazione Familiare, in Allegri E., De Filippi G., Mediazione
Familiare: temi e ricerche, Armando, Roma 2004.
17
Pallini S., Op. cit., p. 40.
18
Oasi Osmano, Cavagna Davide (a cura di), Percorsi di psicologia dinamica, Franco Angeli, Milano
2004, p. 136.

08 TEORIA DELLATTACCAMENTO
Lattenzione del bambino sembra focalizzarsi solo sulla madre, che non riesce ad offrirgli un
contenimento emotivo. Quando resta solo con un estraneo, protesta come i bambini sicuri, ma al
contrario di questi non appare rassicurato dal ritorno della madre.
importante il contenimento materno, ossia la capacit di contenere le emozioni penose del
bambino e di rispondergli empaticamente19 .
La madre ideale avr la capacit di riflettere come in uno specchio langoscia del bambino, entrando
in risonanza emotiva con lui. Padroneggiando il disagio riesce a non essere sopraffatta dalla difficolt
emotiva del figlio, come pu accadere in una madre ansiosa che pu assumere un atteggiamento
spaventato/spaventante.
Main e Solomon analizzarono pi di 200 bambini considerati inclassificabili e giunsero alla
conclusione che tali soggetti non avevano una strategia coerente nei comportamenti di separazione
e di riunione al genitore, ma presentavano dei comportamenti disorganizzati, disorientati e non
direzionati. Negli episodi di separazione, ad es., non strillavano cercando il genitore, ma quando il
genitore rientrava nella stanza se ne allontanavano. Fu, allora, individuata una quarta tipologia di
attaccamento, definito disorientato/disorganizzato. La disorganizzazione riferibile ad una
contraddizione nellintenzione o nellassenza di intenzionalit. Mentre, il disorientamento si segnala
in comportamenti privi di orientamento nellambiente, ad es., un impietrirsi del bambino con
unespressione stupefatta (freezing)20 .
Lattaccamento disorganizzato non deriverebbe da una caratteristica innata del bambino. Infatti, dei
bambini che erano disorganizzati con un genitore non lo erano con laltro: in uno studio del 1987,
venne riscontrato che questa categoria era correlata al maltrattamento dei genitori21 .
I comportamenti che indicano disorientamento sono simili allo stato alterato di coscienza, tipico
dello stato ipnoide, con un immobilizzarsi stupefatto del bambino, definito freezing. Ma lo stato
alterato di coscienza pu essere evidenziato anche da un rallentamento, o dalla presenza di stereotipie,
come il dondolio ritmico o il cantilenare.
I comportamenti del genitore appaiono altrettanto disorganizzati e limpressione che losservatore ha
del genitore di una grande difficolt a decifrarne i contenuti emotivi, perch mescolati e confondenti.
Anche nella relazione dattaccamento adulto disorganizzata/disorientata possibile osservare una
disorganizzazione dei comportamenti, mancanza di coerenza e assenza di una strategia relazionale.

4. I modelli operativi interni


Nel corso dello sviluppo infantile, il bambino interiorizza le esperienze di attaccamento che vive,
costruendo un modello rappresentativo di s, che riflette limmagine che i genitori hanno di lui e il
modello della relazione.
Un ruolo determinante, ai fini dello sviluppo delle relazioni interpersonali e di tutti i legami affettivi
19
20
21

Pallini S., Op. cit., pp. 48-49.


Ivi, pp. 55-56.
Ivi, p. 56.

09 TEORIA DELLATTACCAMENTO
della nostra vita, riveste il sistema di rappresentazioni che lindividuo ha delle prime esperienze
dattaccamento. Tali sistemi sono stati definiti da Bowlby come modelli operativi interni22 .
Lungo il corso della vita, per pianificare il comportamento dattaccamento lindividuo ricorrer
a modelli operativi interni costituiti dalle rappresentazioni sia del soggetto che della figura di
attaccamento. In particolare, ogni qualvolta il soggetto dovr confrontarsi con esperienze di relazione
e con emozioni di legame, confronter i nuovi dati con le precedenti esperienze e tender ad attribuire
ad essi un significato coerente alle strutture di significato possedute.
I modelli operativi interni si sviluppano in modo complementare: se la figura dattaccamento
riconosce i bisogni di protezione e autonomia del bambino, questultimo svilupper una fiducia in se
stesso come degno di considerazione.
Tali modelli, frutto di relazioni sicure o insicure dattaccamento, tenderanno a conservarsi e ad
operare, a livello inconscio, per tutta la vita, andando a rappresentare il punto di riferimento interno
per percepire, interpretare ed attribuire significato alle relazioni interpersonali e legami affettivi.
Quanto pi tali modelli, derivanti da categorie semantiche e memorie autobiografiche, saranno frutto
di relazioni sicure, tanto pi lindividuo tender ad avere un atteggiamento di sicurezza e di apertura
nei successivi rapporti.
Nellinfanzia i modelli operativi interni delle relazioni possono essere modificati, in risposta a
cambiamenti nelle esperienze concrete. Nello stadio delle operazioni formali o astratte (11-15 anni
circa) possibile che essi si modifichino.
Qualora si formino dei modelli operativi interni, su di s e sulla relazione dattaccamento, in rapporto
ad esperienze dattaccamento insicuro, tali schemi guideranno aspettative su di s e sulla relazione
cariche di angoscia e di negativit e che, come tali, potranno essere fonte di psicopatologia.
Peraltro, il modello operativo relativo allattaccamento non riflette unimmagine obiettiva del
genitore, quanto la rappresentazione che il bambino ha di tali esperienze, che saranno anche frutto
dei commenti del genitore su di esse e della possibilit/capacit del bambino di riflessione su tali
modalit di reazione del genitore alle sue richieste di attaccamento. Solo la sopraggiunta possibilit
di riflessione critica sui propri sistemi di rappresentazione e di conquista di nuove possibilit di
attribuzione di significati, permette una loro revisione critica.
Infine, con il concetto di MOI, Bowlby stabilisce una continuit tra le prime esperienze dattaccamento
e la formazione dellidentit. Tali rappresentazioni precoci influenzeranno infatti la visione di s come
capace o meno di porsi in relazione, come amabile e degno di considerazione o allopposto
come privo di valore e di attrattiva, tutti aspetti che costituiscono elementi dellidentit.
In definitiva, i modelli operativi interni non influenzano soltanto la percezione, ma anche
linterpretazione degli eventi. Infatti, i MOI non sono altro che significati attribuiti a memorie di
relazione.

22

Pallini S., Recenti prospettive nella teoria dellattaccamento, Aracne, Roma 2004, p. 80.

10 TEORIA DELLATTACCAMENTO
5. Lattaccamento adulto e le relazioni di coppia
Sebbene la teoria di Bowlby fosse focalizzata principalmente sulla comprensione del rapporto
bambino-caregiver, egli era convinto che lattaccamento caratterizzasse lesperienza umana dalla
culla alla tomba. Tuttavia, solo nella met degli anni Ottanta i ricercatori cominciarono a riflettere
sulla possibilit che i processi di attaccamento possano giocare un ruolo in et adulta. Secondo Hazan
e Shaver (1987), il legame tra partner adulti in parte una funzione del sistema comportamentale di
attaccamento, che d origine al legame tra i bambini ed i loro caregivers. Il rapporto tra i bambini e
gli assistenti e il rapporto romantico tra partner adulti, condividono molte caratteristiche: entrambi
si sentono sicuri quando laltro vicino e percepibile; si impegnano in uno stretto, intimo, contatto
corporeo; entrambi si sentono insicuri quando laltro inaccessibile23 .
Sulla base di questi parallelismi, Hazan e Shaver hanno sostenuto che le relazioni romantiche adulte
e le relazioni bambino-caregiver sono collegate.
Nelladulto si possono manifestare due forme fondamentali di attaccamento insicuro, quello
distanziante (tipo A e Dis, da dismissed) e quello preoccupato (tipo C o E da Entangled). Patricia
Crittenden ha messo in luce la relazione tra attaccamento insicuro preoccupato e aggressivit nei
rapporti di coppia, durante lo studio dellattaccamento in contesti di pericolo e di maltrattamento24 .
Le prime esperienze di attaccamento aiutano a gestire le relazioni adulte: la conoscenza a livello
inconscio acquisita allora, funge da guida nel migliorare le relazioni adulte e renderle sicure25 .
Le relazioni adulte dipendono, per il loro successo, anche da forme di comunicazione non verbale.
Le relazioni sintoniche insegnano che: i segnali non verbali influenzano il gioco damore nelle
relazioni e aiutano a smussare i punti di maggior attrito nei conflitti, rendendo possibile costruire
relazioni di fiducia. Nel momento in cui si in grado di riconoscere ricordi, aspettative, atteggiamenti,
interpretazioni e comportamenti istintivi, come problemi derivanti da legami di attaccamento insicuro,
si in grado di porre fine alla loro influenza sulle relazioni adulte. Tale riconoscimento, nellambito
della mediazione familiare, permette di ricostruire le competenze di una sana comunicazione non
verbale, che pu produrre scambi in sintonia e relazioni di successo26 .
La teoria di Bowlby afferma che il legame di attaccamento sviluppatosi nel rapporto primario tra
neonati e caregiver implicato nel: 1) plasmare tutte le nostre relazioni future; 2) rafforzare o
danneggiare la capacit di concentrarsi; 3) essere consapevoli dei propri sentimenti e sapersi calmare;
4) sviluppo della capacit di riprendersi dalle disgrazie .27
Nellattaccamento evitante o insicuro la comunicazione dei sentimenti non riesce. Nelladulto le
relazioni di successo dipendono dalla capacit di gestire lo stress. Un intervento efficace di mediazione
familiare dovrebbe insegnare a rimanere sintonizzati con proprie e le altrui emozioni, usare un
23
Manucci C., Curto C., Le nuove coppie. Modi e mode di stare insieme, Armando, Roma 2003, p. 104.
24
Cfr. Crittenden P. M., Nuove prospettive sullattaccamento. Teoria e pratica in famiglie ad alto rischio,
Guerini, Milano 1994.
25
Carli L., Attaccamento e rapporto di coppia, Raffaello Cortina, Milano 1995, p. 63.
26 Ibidem.
27
Pallini S., Op. cit., p. 32.

11 TEORIA DELLATTACCAMENTO
linguaggio comunicativo del corpo, essere giocosi, essere disposti a perdonare.
La solida base di un legame di attaccamento sicuro permette al bambino di aver fiducia in se stesso e
negli altri, speranzoso e sereno di fronte al conflitto. Da adulto tender ad essere flessibile, creativo,
pieno di speranza e ottimismo.
A sua volta un attaccamento insicuro influenza i rapporti adulti. Linsicurezza pu essere un problema
significativo nella personalit e si radica quando il legame di attaccamento non riesce a fornire al
bambino una struttura sufficiente. Tali insicurezze possono portare a:
-
estraniamento e depressione. Da adulti, possono diventare fisicamente ed emotivamente
distanti nelle relazioni.
-

Rimanere insicuri. Da adulti, possono essere disponibili in certi momento e scostanti in altri.

-
disorganizzato, aggressivo e arrabbiato. Da adulti, non pu amare realmente e pu essere
insensibile alle esigenze del partner.
-
Ritardi nello sviluppo. Simili problemi si manifestano come deficit cognitivi e possono portare
a successivi problemi di salute fisica, mentale e sociali e disabilit dellapprendimento.
Le reazioni psicopatologiche adulte, possono essere interpretate come legate al bisogno di vicinanza
o come un portato dello sviluppo disfunzionale. Stili di attaccamento insicuri, sono da considerare
come un fattore predisponente, che qualora si associ ad altre condizioni ambientali patogenetiche,
pu far sviluppare varie psicopatologie. Daltronde, non sempre le esperienze positive dei primi
anni di vita proteggono i futuri adulti dagli effetti di deprivazione avvenuti in et successive 28. I
differenti tipi di attaccamento svolgono un ruolo dinamico nello sviluppo patologico, strutturando
tendenze e aspettative nel modo in cui si interpreta lazione nel contesto ambientale 29.
Eppure, lattaccamento ansioso in nessun modo porta inevitabilmente alla psicopatologia. Un
cambiamento rimane possibile in numerosi momenti dello sviluppo, sebbene tale cambiamento
pi facilmente attuabile nelle prime fasi del processo, o almeno quando c una base di sostegno
precoce30 .
C un legame diretto tra pattern di attaccamento infantile, stili di attaccamento adulto e il
funzionamento nelle relazioni intime e romantiche. La fiducia nella disponibilit delle figure
di attaccamento si sviluppa durante linfanzia. Spesso si ricreano modelli di attaccamento
precedentemente sperimentati. Infatti, i modelli della prima infanzia sono inconsapevolmente ricreati
nelle relazioni adulte (ad es., nel matrimonio). Uno stile genitoriale costante, sensibile e amorevole
porta a credenze di attaccamento sicuro e positivo. Gli altri sono visti come affidabili e di supporto
e il S considerato come degno di amore e sostegno. Modelli di cura avversi provocano esperienze
traumatiche (ad es., labuso e la negligenza) portano allattaccamento insicuro e convinzioni negative
28
Dazzi N., De Coro A., Psicologia Dinamica, Laterza, Roma-Bari 2001, pp. 46-47.
29
Cfr. Sroufe L. A., Carlson E. A., Levy A. K., Egeland B., Implications of attachment theory for
developmental psychopathology, Development and Psychopathology, 11 (1999), pp. 113, Cambridge
University Press 1999. Disponibile al sito web: http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.87.9
448&rep=rep1&type=pdf.
30
Ivi, p. 11.

12TEORIA DELLATTACCAMENTO
sul S. Gli altri sono visti come non disponibili, minacciosi e rifiutanti e il S visto come indegno di
amore e sostegno.
Le relazioni intime adulte sono spesso definite dalla reattivit emotiva. Quando si manifesta il bisogno
di vicinanza, di sostegno e di sicurezza, i partner possono essere entrambi soddisfatti o non soddisfatti.
Nella coppia, lattaccamento sicuro si verifica quando i partner possono offrirsi conforto e sostegno
lun laltro nei momenti emotivamente difficili31 .
I partners presentano differenze nei loro stili di attaccamento e nei modelli operativi interni. Adulti con
una storia di trauma (ad es., abuso, negligenza, grave perdita) hanno, di solito, un maggior bisogno di
rapporti sicuri e protetti. Tuttavia, hanno anche difficolt a fidarsi dei loro partner. Nella mediazione
familiare, imparare a creare un rapporto sano offre una opportunit per guarire da vecchie ferite e
stabilire un legame significativo per il futuro. Ad ogni modo, stili di attaccamento e i MOI possono
essere modificati e tale ristrutturazione pu ridefinire il rapporto di coppia in modo significativo.
Tra i modelli di attaccamento adulto vi quello compulsivo, in cui lindividuo cerca lautosufficienza
e presenta una tendenza difensiva a spegnere i sentimenti di attaccamento. La vicinanza evitata per
prevenire la consapevolezza dei bisogni di attaccamento di base e lesperienza della vulnerabilit. Il
soggetto evita di rivolgersi alla figura di attaccamento per chiederle aiuto.
Vi poi il modello del dare compulsivo, in cui la persona nei rapporti intimi svolge sempre un ruolo
accudente, non permettendo allaltro di fornire cure. In genere, questo modello il risultato di
esperienze passate in cui si stati costretti a prendersi cura di genitori e/o di un fratello durante
linfanzia.
Vi poi il modello dellattaccamento ansioso, in cui il soggetto mostra unansia costante di perdere
la figura di attaccamento. Tale modello sarebbe il risultato di esperienze primarie in cui si potuto
dubitare della disponibilit e reattivit delle figure di attaccamento. Il soggetto si attende che la figura
di attaccamento si assuma la responsabilit nei principali aspetti della vita.
Infine, interessante il modello dellattaccamento da ritiro rabbioso, in cui lansia e la rabbia che
il soggetto mostra, sono le risposte alla percepita inaccessibilit della figura di attaccamento. Anche
quando lindividuo appare ritirarsi, si tratta di un ritiro arrabbiato o dispettoso. Si potrebbe ipotizzare
in questo caso una rabbia generalizzata per la figura di attaccamento primaria, che viene trasferita
verso il partner.

6. La teoria dellattaccamento e la Mediazione Familiare


In presenza di problematiche nel rapporto di coppia, uno degli strumenti utilizzabili per ristabilire
una possibilit di dialogo, finalizzato alla comprensione e alla creazione di nuova fiducia la
mediazione familiare. Come la teoria dellattaccamento, anche la mediazione familiare permeabile
a sovrapposizioni teoriche e metodologiche che appartengono a domini scientifici diversi. La teoria
dellattaccamento uno degli approcci a cui maggiormente si fa riferimento nella pratica della
mediazione familiare La mediazione familiare uno strumento di intervento che pu consentire alle
31

Manucci C., Curto C., Le nuove coppie. Modi e mode di stare insieme, Armando, Roma 2003, p. 73.

13 TEORIA DELLATTACCAMENTO
coppie di raggiungere un accordo fuori dalle aule del tribunale. Non si tratta di uno strumento
obbligatorio e ancora oggi sono presenti timori e diffidenze verso il processo di mediazione, anche da
parte delle stesse parti coinvolte32 .
Ma la mediazione familiare potrebbe essere inquadrata in rapporto alle pratiche della ritualit sociale,
che nella nostra cultura caratterizza gli altri momenti della vita familiare e di coppia. Daltronde,
interventi di mediazione familiare, possono essere anche tesi alla prevenzione e alla cura del disagio
psicologico nellinfanzia e nelladolescenza attraverso il sostegno alla genitorialit. Il mediatore
familiare si avvale, tra laltro, dei contributi della psicopatologia dellinfanzia e delladolescenza e
cerca di far emergere le cause delle disfunzioni relazionali della famiglia. Lattenzione posta non
solo sulla coppia, ma anche sul triangolo madre-padre e figlio.
La Mediazione Familiare uno spazio di incontro in un ambiente neutrale, nel quale la coppia ha
la possibilit di discutere delle problematiche riguardanti la propria separazione, sia sotto il profilo
relazionale, sia sotto quello economico. Si invitano i genitori a trovare patti che possano soddisfare i
bisogni di tutti i membri della famiglia, in particolar modo nellinteresse dei figli 33.
La nascita della mediazione familiare avvenuta nel Nord America, in un frangente storico-sociale in
cui la responsabilit genitoriale si ripartisce in misura paritetica. I membri della coppia, anche dopo la
separazione rimangono genitori e la mediazione familiare si pone come una appropriato strumento
volto al sostegno psicologico dei genitori nella delicata fase della separazione34 .
Nella pratica della mediazione familiare si avvia un percorso in cui ad un terzo imparziale viene chiesto,
dai genitori, di aiutarli a gestire le problematiche emotive e organizzative tipiche della separazione. La
mediazione familiare crea uno spazio di incontro per facilitare la coppia a superare il momento critico
e affrontarlo con maturit e accordando fiducia allaltro.
Le soluzioni ai problemi vengono individuate dagli stessi genitori, senza imposizione del mediatore
e gli accordi raggiunti in mediazione saranno condivisi, soddisfacenti per s e per i bambini e, quindi
seguiti da azioni ad essi coerenti.
Nella mediazione, daltronde, la coppia viene resa protagonista e, soprattutto, responsabile e
consapevole nella gestione del conflitto, assicurando la continuit del supporto genitoriale.
Le due finalit fondamentali della Mediazione Familiare sono: a) supportare i genitori in conflitto
nella ricerca di soluzioni soddisfacenti per s e per i figli; b) ristabilire uno scambio comunicativo
costruttivo.
Nel corso della Mediazione Familiare si affrontano tutte le tematiche inerenti lorganizzazione della
separazione, sia nei suoi aspetti emotivi che materiali.
Rispetto alle problematiche relazionali, le questioni pi affrontare coinvolgono: la continuit
genitoriale, lanalisi dei bisogni di genitori e figli, laffidamento dei figli, la programmazione delle
visite del genitore non affidatario, le scelte educative, la comunicazione della separazione ai figli, la
32
Pastore F., Lamore e il conflitto, Armando Editore, Roma 2008, p. 30.
33
Cfr. Ardone R., Mazzoni S. (a cura di), La mediazione familiare: per una regolazione della
conflittualit nella separazione e nel divorzio, Giuffr, Milano, 1994.
34
Ivi, p. 34.

14 TEORIA DELLATTACCAMENTO
comunicazione tra i genitori.
sempre la coppia a decidere le problematiche da affrontare. I coniugi, peraltro, possono gi aver
elaborato in autonomia delle soluzioni soddisfacenti, per alcune tematiche. In questi casi si attua
una mediazione mirata, che necessita di un numero limitato di incontri per affrontare solo alcuni
temi irrisolti35 .
La mediazione familiare un intervento in cui si lavora sempre in situazioni conflittuali e lanalisi
del conflitto, delle sue modalit espressive, dello stile di attaccamento, del suo contenuto nella fase di
valutazione permette di decidere se possibile ladattamento al contesto di mediazione36 .
Infatti, il conflitto coniugale va correlato alla dinamica affettiva della coppia, agli stili di attaccamento,
alle risorse dei singoli ex-partner, alla fase di adattamento alla separazione, nonch al grado di
attaccamento e di fiducia reciproca.
Durante la vita in comune, la coppia instaura degli stili di gestione dei conflitti, che possono essere
rappresentati da due modalit antitetiche: levitamento o limpegno nel conflitto. Levitamento del
conflitto rileva difficolt nella gestione delle pulsioni aggressive allinterno della coppia e, per la scarsa
circolazione degli affetti, conduce ad una crisi della stessa. Quando levitamento consistente la vita
di coppia rimane congelata a causa della negazione, anche se i partners, proprio per tali meccanismi
difensivi, possono descriverla come sufficientemente serena 37. Limpegno consapevole in un conflitto
interpersonale, invece, pu promuovere una soluzione arricchente per i due partner. Il conflitto
una delle modalit di negoziazione allinterno della coppia, ma quando diviene una modalit rigida
di relazione produce coartazione degli affetti e stallo. Tra gli stili di relazione, quello pi adatto per
la negoziazione degli accordi lo stile collaborativo, che si esplica attraverso unalta assertivit e un
alto livello di disponibilit 38. La mediazione familiare implica dei possibili interventi, pi frequenti
in questi ultimi anni, nei casi di famiglie con figlio adottato che presentano difficolt dopo due, tre
ma anche 7-8 anni e pi dallentrata del bambino nel nucleo familiare, oppure, ad esempio, quando
questo nucleo familiare si separa39 .
Per i figli di queste famiglie delicata soprattutto la fase delladolescenza, in cui vi la ricerca della
propria identit. Le esperienze di mediazione familiare rilevano la sofferenza legata alla mancata
rielaborazione delle fasi dellidentificazione e della separazione, oltre che il vuoto legato alla mancanza
dei primi processi di attaccamento, spesso compiuti dai bambini con altre figure di accudimento o
comunque in situazioni di grave disagio. Il bisogno, messo in evidenza della teoria dellattaccamento,
relativo alla valorizzazione e rielaborazione degli eventi, anche precocissimi, della propria vita psichica
viene ostacolato.
In genere, in famiglia il non superamento o non condivisione di talune fasi pu complicare per
adolescenti e genitori ridefinire i reciproci legami di attaccamento 40.
35
Allegri E., Defilippi P. (a cura di), Mediazione familiare. Temi e ricerche, Armando Editore, Roma
2004, p. 84.
36
Ivi, pp. 84-85.
37
Ivi, p. 85.
38 Ibidem.
39
Allegri E., Defilippi P. (a cura di), Op. cit., p. 30.
40
Ivi, p. 31.

14 TERRE
15
TEORIADIDELLATTACCAMENTO
CONFINE
Le relazioni di coppia adulte, in cui il legame affettivo pi intenso, possono essere valutate alla luce
dei modelli della teoria dellattaccamento.
Il concetto di modelli operativi interni, risulta utile per il riferimento alla funzione di tali modelli
di prevedere il comportamento dellaltro per potersi creare dei piani di azione, che consentano la
regolazione degli affetti allinterno di una relazione intima 41. Durante ladolescenza i genitori
vengono sostituiti, come figure di attaccamento, dal gruppo dei pari e/o dal partner, i quali, dopo
un periodo di studio reciproco e in maniera meno esclusiva del legame con i genitori, acquisiranno
le funzioni di rifugio, intimit, sostegno emotivo e saranno oggetto di ricerca continua di vicinanza.
Ladolescente non pi solo un fruitore delle cure, ma comincia lui stesso ad offrire sicurezza e
benessere. Il legame diventa pi simmetrico e reciproco. Ladolescente, come del resto anche ladulto,
per poter sperimentare in maniera appropriata nuovi legami dovr avere la possibilit di liberarsi degli
antichi legami parentali.
Il soggetto, nellet adulta, disporr di una serie di modelli operativi interni gerarchicamente organizzati,
attivabili da certe caratteristiche del partner o rimarranno inespressi; essi sono lespressione dei modelli
operativi interni derivati delle prime esperienze dellindividuo e della loro rivisitazione/integrazione
suggerita dalle nuove e significative relazioni che si avranno nel corso della vita42 . Nellambito della
mediazione familiare, uno degli scopi dovrebbe consistere nel rendere i partner consapevoli dei loro
modelli operativi interni.
Manucci e Curto, applicando costrutti della teoria dellattaccamento, hanno ribadito che, nel
rapporto di coppia ladulto sicuro, in grado di vivere esperienze intime e non ha timore di chiedere
e ricevere aiuto; levitante, si distingue per la paura di raggiungere lintimit e lincapacit di dipendere
dagli altri43 . Mentre, ladulto ansioso-ambivalente preoccupato per laffidabilit della figura di
attaccamento, ma comunque disponibile a soddisfare le richieste affettive.
In base al tipo di stile di attaccamento si verifica una variazione nei comportamenti di cura tra i
partners. I soggetti sicuri sono in grado di fornire e ricevere cure (anche richiedendole); gli evitanti,
ritenendosi autosufficienti, non richiedono aiuto e si mostrano disponibili verso il partner solo in
assenza di una sua richiesta esplicita. Queste persone, infatti, si ritirano di fronte ad una richiesta di
intimit, specie se la stessa viene fatta sulla scia del bisogno o di forti emozioni. I soggetti ambivalenti
si mostrano poco disponibili a prendersi cura del proprio partner, anche se loro avanzano continue
richieste44 .
Nonostante i primi studi avessero ipotizzato che i legami tra soggetti sicuri fossero quelli di maggior
durata, la ricerca attuale ha dimostrato che sia tra partners sicuri che tra soggetti insicuri le relazioni,
anche se per motivazioni diverse, possono durare nel tempo. La differenza che nei soggetti insicuri
spesso la soddisfazione, la fiducia e limpegno nella relazione tendono a diminuire pi rapidamente
e, inoltre, che questi ricordano le loro passate relazioni in maniera meno positiva, forse perch hanno
maggiori difficolt ad interrompere una relazione, trascinandola anche se insoddisfacente45 .
41
42
43
44
45

Manucci C., Curto C., Le nuove coppie. Modi e mode di stare insieme, Armando, Roma 2003, p. 36.
Cfr. Carli L., Attaccamento e rapporto di coppia, Raffaello Cortina, Milano 1995.
Manucci C., Curto C., Op. cit., p. 36.
Ivi, p. 37.
Carli L., Attaccamento e rapporto di coppia, Raffaello Cortina, Milano 1995.

14 TERRE
CONFINE
16
TEORIADIDELLATTACCAMENTO
In particolare, il legame tra una donna ansiosa e un uomo evitante sembra dimostrarsi duraturo come
quello tra soggetti sicuri, mentre quello tra un uomo ansioso e una donna evitante pi fragile. In genere,
la donna sembra pi risoluta nel troncare o mantenere un rapporto. Le donne ansiose, insicure delle
proprie capacit di vivere da sole, oltre che spaventate dalleventuale separazione, impegnerebbero
le loro energie al mantenimento di una storia, anche se risultasse poco appagante; invece, la donna
ambivalente pu mettere in atto tentativi di ipercontrollo nei confronti del proprio partner, che per
possono finire per minare la solidit del rapporto. Luomo evitante sembra coinvolgersi meno in una
relazione di quanto non lo sia una donna evitante; spesso mantiene anche relazioni insoddisfacenti.
Laccoppiamento ambivalente con ambivalente raro e comunque instabile; anche quello tra uomo
ambivalente e donna evitante risulta essere poco duraturo 46.
La durata del rapporto risulta condizionata dagli stili di attaccamento, oltre che da fattori legati al
partner e alle condizioni del rapporto stesso. In situazioni conflittuali le persone insicure tendono ad
inasprire il conflitto relazionandosi in modo poco costruttivo, minando cos la stabilit del rapporto.
Invece, i soggetti ambivalenti reagiscono alzando il tono della discussione, mentre quelli evitanti
tendono a sottrarsi al confronto 47.
Lidea che quelle sentimentali possano essere relazioni di attaccamento ha influenzato la ricerca sulle
relazioni intime, con tre importanti implicazioni. In primo luogo, dovremmo osservare lo stesso tipo
di differenze individuali che la Ainsworth ha osservato nei rapporti bambino-caregiver. Alcuni adulti,
ad es., per essere sicuri nei loro rapporti, devono sentirsi certi che i loro partner saranno presenti e
disponibili per dargli aiuto quando necessario. Altri adulti saranno insicuri nei loro rapporti ed altri
ancora saranno ansioso-resistenti: sempre preoccupati che gli altri non li amino e frustrati quando i
loro bisogni di attaccamento restano inappagati. Gli adulti con uno stile di attaccamento evitante,
non si preoccuperanno delle relazioni intime e preferiranno non essere dipendenti da altre persone o
che altre persone che siano troppo dipendenti da loro 48.
In secondo luogo, le relazioni romantiche adulte dovrebbero avere modalit di funzionamento simili
a quelle dei rapporti neonato-caregiver. Gli stessi fattori che facilitano lesplorazione nei bambini (ad
es., avere una caregiver reattiva) dovrebbero facilitare lesplorazione tra gli adulti (ad es., avere un
partner sensibile).
In terzo luogo, se un adulto sicuro o insicuro nella relazione adulta, ci pu rappresentare
un riflesso parziale delle sue esperienze con il caregiver primario. Daltronde, possibile che il
modello di attaccamento di una persona cambi, se le sue esperienze relazionali disconfermino le
aspettative49 .
Per Osmano e Cavagna, Bowlby ha il merito di avere rilevato limportanza dellespressione della
rabbia e il ruolo del genitore nel promuoverla. La reazione emotiva immediata, lungi dallessere
inibita, assume il valore di una risposta positiva alla separazione, mentre un segnale di accettazione
rassegnata desta sospetto e fa propendere per uno sviluppo malsano della futura personalit, in cui
46
47
48
49

Manucci C., Curto C., Op. cit., p. 37.


Ivi, p. 38.
Ivi, p. 39.
Ivi, p. 39.

14 TEORIA
TERRE DI
CONFINE
17
DELLATTACCAMENTO
possono sorgere depressione e ansia patologiche, che si ripercuoteranno sulla vita di coppia50 .

Conclusioni
Nella teoria bowlbiana, il comportamento di attaccamento ed il mantenimento della vicinanza
ad un adulto protettivo, vengono postulati come derivanti da un meccanismo primario per la
sopravvivenza, ma geneticamente disponibili, perch finalizzati alla sopravvivenza della specie.
Daltra parte, la teoria dellattaccamento valorizza sia le dinamiche interattive che quelle
intrapsichiche dello sviluppo ontogenetico.
Daltronde, quello seguito da Bowlby un approccio teorico eclettico. Lattaccamento un
meccanismo attivato e modulato dai cambiamenti nellambiente, non da fattori unicamente
intrapsichici. Assumono rilevo le esperienze relazionali reali, bench egli sia altrettanto consapevole
di Freud, del fatto che ad assumere importanza sono le rappresentazioni delle esperienze reali.
Uno dei meriti attribuibili a Bowlby stato quello di avere individuato nei traumi ambientali e,
in particolare, nella perdita dei genitori o nella loro indifferenza, le radici dei sintomi psichiatrici.
Disturbi del comportamento, fobie, reazioni depressive, disturbi psicopatici sono alcune delle
conseguenze possibili di esperienze di attaccamento disfunzionali.
Linfluenza delle precoci esperienze di attaccamento sulla futura personalit adulta, deriverebbe
del fatto che il legame istituitosi tra madre e bambino, contribuisce al modellarsi del cervello del
bambino stesso, influenzando, altres, la sua autostima, le aspettative nei confronti degli altri e
labilit di iniziare e mantenere pi tardi, in et adulta, relazioni sociali adeguate e soddisfacenti.
Questesito evolutivo della teoria dellattaccamento, si rivela utile nella modulazione degli interventi
nellambito della mediazione familiare.
Il ruolo guida, anche nel futuro, delle prime esperienze di attaccamento mediato dalla loro
interiorizzazione e trasformazione in Modelli Operativi Interni. Lutilit dei costrutti teorici
della teoria dellattaccamento, quali, ad es., quelli di attaccamento sicuro, evitante e ansioso/
ambivalente, nonch proprio quello di Modelli Operativi Interni, nella pratica della mediazione
familiare sembra indiscutibile.
Daltronde, la produttivit della teoria bowlbiana, risiede soprattutto nella sua disponibilit ad
accogliere i contributi costruttivi di altri indirizzi teorici, in particolare della psicoanalisi e del
cognitivismo, oltre che della teoria etologica. Il contributo di questultima teoria risiede soprattutto
nel versante metodologico, con il suo metodo dellosservazione sistematica di comportamenti nel
loro ambiente naturale. Oltre al concepire come innati i bisogni relazionali.
Se la teoria bowlbiana eminentemente relazionale, scopo della mediazione familiare costruire
relazioni di fiducia, fondate sullapertura allascolto dellaltro e allinstaurare corretti e collaborativi
stili relazionali. In tale parallelismo teorico e terminologico risiede la chiave che istituisce lo stretto
legame tra la teoria dellattaccamento e le pratiche della mediazione familiare.
50

Oasi O., Cavagna D. (a cura di), Percorsi di psicologia dinamica, Franco Angeli, Milano 2004, p. 133.

14 TERRE
CONFINE
18
TEORIADIDELLATTACCAMENTO
Nel momento in cui si in grado di riconoscere ricordi, aspettative, atteggiamenti, interpretazioni
e comportamenti istintivi, ad es., come problemi derivanti da legami di attaccamento insicuro, si
dovrebbe porre fine alla loro influenza sulle relazioni adulte.
In tal modo tante reazioni irrazionali, che ostacolano la relazione tra ex-partner, potrebbero essere
controllate, con un miglioramento delle relazioni future, che spesso, se rimangono positive, aiutano
gli eventuali figli della coppia a vivere senza contraccolpi la separazione dei genitori.
Grazie alla mediazione familiare, che tende a rendere i soggetti consapevoli del loro stile di
attaccamento e delle loro vulnerabilit emotive, si potrebbe contribuire a compiere un passo verso
la comprensione dei propri vissuti interiori e di quelli dellaltro, con un vantaggio in termini di
fiducia reciproca.
Sebbene la strumentazione concettuale fornita dalla teoria dellattaccamento al mediatore familiare
sia utile, per questultimo permane, comunque, la esigenza di far ricorso ad un approccio integrato
e aperto a tutti i contributi teorici.
Purtuttavia, la teoria dellattaccamento si configura come la teoria in grado di assurgere al ruolo di
cardine, attorno alla quale possono trovare spazio di intervento gli altri approcci teorici.
Negli ultimi anni in Italia si assistito ad un forte sviluppo della mediazione familiare, che ha
consentito di sperimentare, sulla scorta della esperienze acquisite in altri Paesi, specie del Nord
America, modalit di mediazione sempre pi differenziate.
Accanto alla modalit di conduzione pi utilizzata, che prevede lintervento di un solo operatore
nel percorso di mediazione, ultimamente si stanno affermando modalit che coinvolgono pi
operatori. Tra queste vi sono: la Co-Mediazione, in cui agiscono due mediatori della medesima
area professionale; la Mediazione Integrata, in cui al mediatore psicosociale si affianca, in certe
occasioni, un esperto di diritto, intervenendo anche nel colloquio finale nella redazione del
progetto dintesa; la Co-Mediazione Interdisciplinare, che prevede la compresenza ai colloqui di
due mediatori, uno con competenze psicosociali e laltro di ordine giuridico 51.
Rimane aperta la questione della obbligatoriet o facoltativit giuridica del ricorso alla pratica della
mediazione familiare.

Bibliografia
Allegri E., Defilippi P. (a cura di), Mediazione familiare. Temi e ricerche, Armando Editore, Roma
2004.
Ardone R., Mazzoni S. (a cura di), La mediazione familiare: per una regolazione della conflittualit
nella separazione e nel divorzio, Giuffr, Milano, 1994.
Asprea A.M., Villone Betocchi G., Studi e ricerche sul comportamento prosociale, Liguori editore,
51
Cfr. Cesana C., Porri L., La co-mediazione interdisciplinare: diverse competenze a favore della coppia,
in Ardone R., Lucardi M. (a cura di),La mediazione familiare. Ed. Kappa, Roma 2005.

14 TERRE
CONFINE
19
TEORIADIDELLATTACCAMENTO
Napoli 1993.
Attili G., Ansia da separazione e misura dellattaccamento normale e patologico, Unicopli, Milano
2001.
Bowlby J., Cure materne e salute mentale del fanciullo, Editrice Universitaria, Firenze 1969.
Bowlby J., Una base sicura, 1988; trad. it. Cortina, Milano 1989.
Butler G., McManus F., Psicologia, Einaudi, Torino 2000.
Canestrari E., Psicologia generale e dello sviluppo, Vol. II, CLUEB, Bologna 1984.
Carli L., Attaccamento e rapporto di coppia, Raffaello Cortina, Milano 1995.
Cesana C., Porri L., La co-mediazione interdisciplinare: diverse competenze a favore della coppia,
in Ardone R., Lucardi M. (a cura di),La mediazione familiare. Ed. Kappa, Roma 2005.
Crittenden P. M., Nuove prospettive sullattaccamento. Teoria e pratica in famiglie ad alto rischio,
Guerini, Milano 1994.
Dazzi N., De Coro A., Psicologia Dinamica, Laterza, Roma-Bari 2001.
Erikson E., Infanzia e societ, 1950; trad. it Armando, Roma 1989.
Faliva C., Tra normalit e rischio. Manuale di psicologia dello sviluppo e delladolescenza, Maggioli,
SantArcangelo 2011.
Malagoli Togliatti M., Psicodinamica delle relazioni familiari, Il Mulino, Bologna 1996.
Manucci C., Curto C., Le nuove coppie. Modi e mode di stare insieme, Armando, Roma 2003.
Mazzoni S., La valutazione nel processo di Mediazione Familiare: le risorse della famiglia, in
Ardone R. (a cura di), Percorsi di mediazione familiare, Kappa, Roma 2000.
Mazzoni S., Costruire servizi di Mediazione Familiare, in Allegri E., De Filippi G., Mediazione
Familiare: temi e ricerche, Armando, Roma 2004.
Montuschi F., Competenza affettiva e apprendimento, La Scuola, Brescia 1993.
Oasi Osmano, Cavagna Davide (a cura di), Percorsi di psicologia dinamica, Franco Angeli, Milano
2004.
Oliverio Ferraris A., Introduzione alla psicologia dello sviluppo, Laterza, Roma-Bari 2000.
Pallini S., Recenti prospettive nella teoria dellattaccamento, Aracne, Roma 2004.
Pastore F., Lamore e il conflitto, Armando Editore, Roma 2008.
Sroufe L. A., Carlson E. A., Levy A. K., Egeland B., Implications of attachment theory for
developmental psychopathology, Development and Psychopathology, 11 (1999), 113, Cambridge
University Press 1999.

14 TERRE
CONFINE
20
TEORIADIDELLATTACCAMENTO
Sitografia
Universit dellIllinois (USA)
http://internal.psychology.illinois.edu/~rcfraley/attachment.htm