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GLI EROI DELLA MITOLOGIA

Area: Grecia Antica Sezione: Religione e Mitologia

Pagine: 30

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CONTENUTI o Origine della stirpe umana Il diluvio di Deucalione Leggende regionali Tessaglia Lapiti e Centauri Admeto e Al cesti Beozia e Tebe Cadmo Antiope e i suoi figli, Anfione e Zeto Corinto Sisifo Bellerofonte Argo Io Danao e le Danaidi Preto e le Pretidi Perseo Laconia e Messenia Di oscuri Attica Cecrope Eretteo o Erittonio Teseo Creta Minosse e il Minotauro Talo Eracle Ercole Leggende relative a imprese cui presero parte eroi di diversi paesi La caccia al cinghiale calidonio La spedizione degli Argonauti Il ciclo tebano Il ciclo troiano Vati, poeti e artisti mitici Melampo Calcante Orfeo Lino Tamiri

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Museo Dedalo

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ORIGINE DELLA STIRPE UMANA

Esistevano varie leggende sullorigine della stirpe umana. Le pi antiche facevano sorgere gli uomini dalla terra, come le piante. Questa idea si color poi in modo diverso a seconda dei luoghi: in quelli montagnosi si pensava che gli uomini fossero nati dagli alberi e dalle rocce. Nella leggenda di Cadmo tebano si diceva fossero nati dai denti seminati di un serpente. Gli abitanti dei luoghi lacustri credevano i loro progenitori nati dai laghi Unaltra tradizione diceva invece che le stirpi, soprattutto quelle regali ed eroiche, fossero nate dagli dei. Ad esempio si pensava che Poseidone fosse il capostipite degli Eoli. Una terza opinione, pi recente, immagin che qualche divinit avesse plasmato gli uomini con la terra. Inizialmente si pens che cos fosse nata solo la prima donna, Pandora, di cui parleremo tra poco. Ma dal V a.C. si pens che fosse stato Prometeo a creare uomini e bestie con limo e acqua, mentre Atena avrebbe soffiato in essi il soffio della vita. Prometeo inoltre rub il fuoco dal cielo e lo don agli uomini insegnandone loro luso, rendendo cos possibili le arti e lindustria. Zeus per lo pun per questa profanazione, facendolo incatenare a una rupe nei monti della Scizia e ordinando che ogni giorno unaquila gli rodesse il fegato (considerato sede dalla cupidigia) che gli ricresceva ogni notte. Zeus inoltre pun anche gli uomini, inviando loro un dono, fonte di innumerevoli guai. Fece forgiare da Efesto con terra e acqua una donna, Pandora, a cui Afrodite diede la bellezza, Atena labilit in ogni arte, Ermes la facilit di parola e lingegno. Zeus le consegn una scatola in cui si trovavano tutti i mali, che lei, per curiosit, apr, una volta giunta sulla terra. Cos tutti i mali si diffusero nel mondo. Solo la speranza, rimase nel vaso, che subito Pandora aveva richiuso. Connessa con lorigine dellumanit anche la leggenda del diluvio di Deucalione.

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IL DILUVIO DI DEUCALIONE Licaone fu il primo mortale a istituire il culto di Zeus in Arcadia. Ma poi si attir la collera di Zeus perch i suoi figli uccisero uno dei loro fratelli e lo diedero in pasto a Zeus che si era recato da loro sotto le false spoglie di un viandante. Egli allora, furibondo, trasform gli empi in lupi e ridiede la vita a quello che era stato ucciso. Questa storia sembra in realt essere il riflesso del disgusto dei popoli civili della Grecia verso i riti cannibalici praticati in Arcadia. Tornato sullOlimpo, ancora furioso, scaten una grande alluvione sulla terra che avrebbe dovuto distruggere il genere umano. Ma Deucalione, il re di Ftia, avvertito da suo padre che era il titano Prometeo, costru unarca, la riemp di vettovaglie e vi sal con la moglie Pirra. A causa delle piogge, i fiumi si gonfiarono e scesero verso il mare che in un attimo spazz via ogni citt e sommerse il mondo intero. Larca navig per 9 giorni e quando la furia delle acque si plac and a posarsi sul monte Parnaso o secondo altre versioni sul monte Etna o sul monte Athos. Si dice che Deucalione fu rassicurato da una colomba che aveva mandato a esplorare in volo la regione. Sbarcati Deucalione e Pirra offrirono un sacrificio a Zeus e lo pregarono di far rivivere il genere umano. Il dio glielo concesse e mand loro Temi che ordin loro di chinare il capo e di gettare dietro le spalle le ossa della loro madre. Essi capirono che parlava della Madre Terra e cos cominciarono a raccogliere pietre e a gettarsele alle spalle. Da quelle lanciate da Deucalione nascevano uomini, da quelle di Pirra, donne. Cos rinacque il genere umano e da allora i termini gente (laos) e pietra (laas) furono designate con termini simili in molte lingue. Questo mito del diluvio, fu sicuramente importato dallAsia e ha la stessa origine della leggenda biblica di No. Inoltre, ricorda unalluvione che si verific in Mesopotamia nel III millennio prima di Cristo. Anche la nascita degli uomini dalle pietre un prestito dellOriente: San Giovanni Battista accenn a una leggenda del genere, in un gioco di parole di parole coi termini ebraici banim e abanim dicendo che Dio poteva far sorgere i figli di Abramo dalle pietre del deserto.

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LEGGENDE REGIONALI

Tessaglia LAPITI e CENTAURI Si trattava di due trib selvagge e molto forti che abitavano la Tessaglia. I Lapiti abitavano le pendici meridionali dellOlimpo, i Centauri le selve del Pelio. Limmagine dei Centauri mezzi uomini e mezzi cavalli unimmagine successiva, dellet di Pindaro, inizialmente si trattava solo di uomini rozzi. La lotta fra Lapiti e Centauri ebbe inizio durante le nozze di Piritoo re dei Lapiti e di Ippodamia, alle quali erano stati invitati anche i Centauri. Uno di questi, ubriaco, tenta di rapire la sposa. Questo d inizio a unenorme rissa dalla quale i Centauri dovettero fuggire nel Pindo, a occidente. Si dice che questa lotta fosse stata voluta da Eris (la Discordia) e Ares (dio della guerra), offesi per non essere stati invitati al matrimonio, unici fra gli dei

ADMETO E ALCESTI Admeto era re di Fere, in Tessaglia ed era grande amico di Apollo. Fu lui a concedergli in sposa la bella Alcesti. Durante la cerimonia di nozze Apollo fece promettere alle Moire, dopo averle ubriacate, che quando Admeto fosse stato in punto di morte, loro lo avrebbero lasciato in vita, purch si trovasse unaltra persona disposta a scendere nellAde al suo posto. Ma quando questo momento giunse sul serio, n il padre di Admeto, n sua madre, vollero morire per il figlio, bench fossero ormai anziani. Alcesti, invece, per quanto attaccata ai figli, decise di prendere il posto del marito. Ma Persefone, commossa da questo esempio di amore coniugale, la rimand al marito. Unaltra leggenda dice invece che fu Eracle, capitato per caso nella casa di Admeto, a vincere Alcesti alla Morte.

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Beozia e Tebe CADMO Cadmo considerato il fondatore della citt di Tebe. Sua sorella Europa fu rapita da Zeus, sotto forma di toro, e portata sullisola di Creta. Allora il padre Agenore, mand Cadmo in cerca della sorella. Egli dopo aver girato a lungo, si rec alloracolo di Delfi per chiedere aiuto. Ma loracolo gli disse di smettere di cercare sua sorella e di seguire invece una vacca con macchie a forma della luna piena sui fianchi. Dove la vacca si fosse stesa, egli doveva fondare una citt. Cadmo obbed, incontr la vacca e la segu a lungo, finch la vacca esausta si stese a terra e qui Cadmo fond quella che sarebbe diventata Tebe. Cadmo decise di sacrificare la vacca a Zeus. Ordin quindi ai compagni di attingere dellacqua da una vicina fonte, non sapendo per che la fonte era custodita da un drago sacro ad Ares. Il drago usc dalle acque e uccise tutti i compagni di Cadmo. Egli per riusc a ucciderlo. Allora Atena gli ordin di seminare i denti del drago. Subito dal terreno spuntarono uomini armati che cominciarono a combattere fra loro, uccidendosi lun laltro. Solo 5 sopravvissero e aiutarono Cadmo nella costruzione della citt. Cadmo dovette per espiare la morte del drago, servendo per 8 anni presso Ares. Trascorso questo periodo il dio gli dette in moglie sua figlia Armonia, nata dallunione con Afrodite. Alla loro morte Cadmo e Armonia furono trasformati in draghi e ammessi da Zeus nei Campi Elisi, dove godono di vita eterna.

ANTIOPE E I SUOI FIGLI, ANFIONE e ZETO Dopo la morte di Cadmo, essendo suo figlio Labdaco ancora troppo piccolo, rimase re della citt Nitteo, che veniva dalla citt di Iria, in Beozia. Egli aveva una figlia di nome Antiope. Ella si era concessa a Zeus sotto forma di satiro e quando scopr di essere incinta, lasci la citt per non incorrere nellira del padre. Si rifugi a Sicione, presso il re Epopeo. Allora Labdaco mosse guerra a Epopeo, perch gli restituisse la figlia. Morendo lasci limpresa al fratello Lico, che riusc a battere Epopeo e riport a casa Antiope. Sulla strada per la ragazza diede alla luce due gemelli, Anfione e Zeto, che per ordine del re furono abbandonati sul monte Citerone. Un pastore ne ebbe per piet e li allev. Antiope viveva intanto come una schiava alla corte di Lico e subiva continui maltrattamenti da sua moglie Dirce. Cos fugg e per caso capitando nei pressi del Citerone rincontr i suoi figli cresciuti, raccont loro le sue disgrazie e insieme a loro decise di vendicarsi. Infatti essi conquistarono Tebe, uccisero Lico e anche Dirce legandola alle corna di un toro. I due fratelli dominarono da allora sulla citt e si sposarono, ma nuove sciagure li attendevano. Anfione spos Niobe, da cui ebbe sei figli maschi e sei femmine (o secondo altri 10 e 10). Ma Niobe si insuperb della sua ricchezza e della sua prole e viet ai suoi figli e alle donne di Tebe il culto di Latona (madre di Apollo e Artemide) di cui lei si stimava migliore, perch di figli ne aveva avuti molti di pi. Per punizione Apollo e Artemide uccisero a uno a uno i suoi figli. Anfione, addolorato si uccise e Niobe fu trasformata in una pietra e portata sul monte Sipilo in Frigia, da dove ancor oggi non smette di versare lacrime. Si tratta di un sasso dalla vaga forma umana e sembra piangere quando i raggi del sole fanno sciogliere la neve invernale

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Zeto spos invece Aedona (che significa usignolo), da cui ebbe un solo figlio. Aedona, gelosa di Niobe che aveva avuto tanti figli, decise di ucciderne il maggiore, ma per sbaglio uccise invece il suo unico figlio. Per questo pass il resto della sua vita a piangere e lamentarsi. Zeus la trasform in usignolo, ma anche cos, coi suoi queruli trilli, continua a ricordare la sua disgrazia.

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Corinto SISIFO Leroe fondatore di Corinto (chiamata in origine Efira) era considerato Sisifo. Si dice che popol la citt con uomini nati dai funghi. Tutte le leggende che lo riguardano, lo descrivono come un uomo molto scaltro, col merito di aver sviluppato il commercio e la navigazione. Egli possedeva una bellissima mandria di bestiame sullistmo di Corinto. Nei pressi viveva anche Autolico, che era molto abile nellarte del furto perch Ermes gli aveva dato in dono il potere di trasformare le bestie nere in bianche, quelle senza corna in cornute e viceversa. Sisifo si accorse presto che le sue bestie sparivano, mentre quelle di Autolico aumentavano, e per poterlo smascherare incise allinterno degli zoccoli dei suoi animali il monogramma SS (o secondo unaltra tradizione la scritta rubato da Autolico). Il mattino seguente le orme lungo la strada diedero a Sisifo e ai vicini la prova della colpevolezza di Autolico. Cos si recarono tutti alle stalle di Autolico e mentre fuori i vicini discutevano col ladro, Sisifo entr in casa e sedusse Anticlea, figlia di Autolico, e moglie di Laerte, da cui nascer Odisseo (Ulisse). Si dice che quando Zeus rap da Fliunte Egina, figlia del fiume Asopo, egli scopr subito chi era stato e lo rivel al padre. Questo per solo a condizione che egli facesse scaturire una fonte nella citt di Corinto. Da qui la celebre fonte Pirene. Zeus, per essere stato scoperto e tradito, mand a Sisifo Ade, ma lui riusc a ingannarlo, chiudendolo nei ceppi a lui destinati, pregandolo di mostrargli come funzionavano. Cos Ade rimase nella casa di Sisifo alcuni giorni e nel mondo nessuno moriva pi, nemmeno i decapitati. Fu allora mandato Ares a liberarlo e lui gli consegn Sisifo. Ma di nuovo lui riusc a salvarsi: prima di morire ordin alla moglie che non facesse funerali per lui. Cos, una volta giunto nellAde, si lament con Persefone e Plutone della trascuratezza della moglie e ottenne di poter tornare sulla terra per castigarla. Ma una volta sulla terra non volle pi tornare negli Inferi e mor molti anni dopo di morte naturale. Per tutti questi motivi, una volta giunta la sua ora, ebbe allinferno il suo famoso castigo: trascinare su un monte un masso enorme che ogni volta precipitava di nuovo a valle. Limmane masso di Sisifo rappresentava in origine il disco del sole e la collina gi dalla quale rotolava era la volta del cielo.

BELLEROFONTE Altro eroe corinzio che non si sa bene per quale motivo (forse lomicidio di Bellero, da cui poi prese nome) fu costretto ad abbandonare la propria patria e a rifugiarsi a Tirinto, presso il re Preto. La moglie del re, Stenebea (o Antea) si innamor del giovane, ma egli non voleva cedere alle sue lusinghe, cos lei disse al re che Bellerofonte aveva tentato di sedurla. Preto allora per vendicarsi, mand Bellerofonte dal suocero Jobate, re della Licia, con una tavoletta sigillata dove cera scritto di uccidere chi la consegnava. Bellerofonte part per la Licia con il cavallo alato Pegaso, figlio di Poseidone e della Medusa, che egli aveva domato. Jobate, letta la lettera, mand Bellerofonte a compiere una serie di avventure rischiose, certo che vi avrebbe trovato la morte. Le imprese che dovette affrontare furono: - combattere la Chimera, che davanti era leone, in mezzo capra e dietro drago e che infestava il paese. Egli riusc a vincerla trafiggendola dal cielo, a cavallo di

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Pegaso e poi infilandole un pezzo di piombo tra i denti. Lalito infuocato della Chimera fuse il piombo che le scivol per la gola, bruciandole gli organi vitali - combattere contro la popolazione montana dei Solimi, nemici dei Licii - combattere le Amazzoni, donne guerriere Tornato vincitore da queste imprese, Jobate gli tese unimboscata, ma anche qui Bellerofonte riusc a salvarsi. Finalmente Jobate, ammirando il giovane e credendo fosse protetto dagli dei, si rappacific con lui, gli diede in sposa sua figlia e lo fece sovrano di parte della Licia. Bellerofonte tent di volare fino allOlimpo a cavallo di Pegaso. Allora Zeus mand un tafano ad infastidire il cavallo che sgropp facendo cadere Bellerofonte sulla terra, in mezzo ai rovi. Cieco e zoppo, vag fino alla morte, solo, evitando le strade battute dagli uomini.

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Argo IO Il progenitore degli Argivi era considerato Inaco, dio del fiume omonimo, il corso dacqua pi importante della regione. Suo figlio era Foroneo, considerato liniziatore della cultura del paese e autore dellordinamento civile e religioso degli Argivi. La sorella di Foroneo si chiamava Io. Essa era una sacerdotessa di Era, particolarmente bella e per questo Zeus si innamor di lei. Ma non appena Era se ne accorse, trasform Io in una vacca bianca e la affid alla custodia di Argo dai 100 occhi. Zeus, impietosito dalla situazione di Io, le mand Ermes affinch la liberasse da Argo. Cos egli fece, facendo addormentare tutti e 100 gli occhi e quindi spiccandogli la testa dal collo. Era decor con gli occhi di Argo le piume del pavone, a eterno ricordo di quellomicidio, quindi, non contenta, mand a Io un tafano dispettoso. La giovenca infuriata dal suo morso, prese a correre allimpazzata e in questo modo vag per le terre dEuropa e dAsia, finch, giunta in Egitto, si ferm. Zeus la fece tornare una fanciulla e quindi Io diede alla luce un figlio, chiamato Epafo, che divenne re dEgitto e fond Menfi, dove Io fu onorata col nome di Iside.

DANAO e le DANAIDI Epafo ebbe una figlia, di nome Libia, che si spos con Poseidone ed ebbe due figli: Agenore, che regnava sulla Fenicia e Belo, che regnava sullEgitto. Belo ebbe due figli, Egitto e Danao, che ebbero a loro volta 50 figli e 50 figlie. Ma alla morte del padre, i due fratelli cominciarono a litigare per leredit del regno, cos Danao dovette esulare, con le 50 Danaidi e giunse fino ad Argo. Qui regnava a quel tempo Gelenore che, riconosciuto Danao come discendente di Io, gli cedette il regno. Dopo qualche tempo giunsero a Argo i 50 figli di Egitto, che reclamavano in spose le 50 cugine. Danao acconsent, ma diede a ognuna delle figlie un pugnale perch durante la notte di nozze ognuna uccidesse il suo compagno. Cos fecero tutte tranne una, Ipermestra, che salv il suo sposo Linceo. Inizialmente Danao si arrabbi e scacci la figlia, ma poi pentito fece pace anche col genero, che divenne il suo successore. Una volta morte le Danaidi ricevettero come punizione per il loro omicidio, di attingere continuamente acqua con vasi dal fondo forato.

PRETO e le PRETIDI Da Linceo e Ipermestra nacque un figlio di nome Abante, che a sua volta ebbe due gemelli, Acrisio e Preto. Si dice che questi si odiassero talmente tanto, che gi litigavano nel grembo della madre. Preto dovette lasciare anche la parte di regno che spettava a lui, la citt di Tirinto al fratello e si rifugi in Licia, presso Jobate. Questi gli diede in sposa la figlia Antea (o Stenebea) e lo rimand a Tirinto, aiutandolo a costruire una roccaforte e permettendogli di estendere il suo dominio fino a Corinto. Preto ebbe tre figlie le quali, divenute superbe per la loro bellezza e per la potenza del padre, mancarono di rispetto agli dei, e questi le punirono rendendole pazze , tanto che scorrazzavano nude per i monti dellArgolide e dellArcadia.

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Preto si rivolse allora a Melampo, lindovino. Egli fu il primo mortale a cui furono concessi poteri divinatori, il primo che pratic larte della medicina e che tagli il vino con lacqua. Apollo gli aveva insegnato a trarre auspici dalle viscere delle vittime e per aver liberato alcuni serpenti, che gli avevano leccato le orecchie in segno di riconoscenza, era stato da quel momento in grado di intendere il linguaggio degli uccelli. Nellantichit i veggenti si vantavano spesso di aver avuto le orecchie leccate da serpenti che venivano ritenuti reincarnazioni di eroi oracolari. Melampo le guar e ottenne in sposa una di loro e parte del regno di Tirinto.

PERSEO Acrisio, nipote di Linceo e Ipermestra, ebbe una figlia di nome Danae, di cui Zeus si innamor. Ma Acrisio, avendo saputo da un oracolo che sarebbe stato ucciso da un suo nipote, rinchiuse Danae in una caverna sotterranea. Zeus, volendo comunque entrare nella caverna, si trasform in una pioggia doro, con cui fecond Danae. Ne nacque Perseo. Ma quando Acrisio lo seppe, mise il bambino e la figlia in una cassa e li fece gettare i mare, pensando cos di sottrarsi al vaticinio. La cassa arriv allisola di Serifo e fu raccolta da un pescatore, che trasse in salvo mamma e bambino e li consegn al fratello Polidette, che era il re dellisola. Egli voleva sposare Danae, ma poich lei si rifiutava, la fece sua schiava e decise di affidare una pericolosa avventura a Perseo al fine di liberarsene. Gli ordin infatti di portargli la testa della Medusa. In aiuto di Perseo, vennero Atena e Ermes che gli consigliarono di procurarsi un elmo che rendeva invisibili, una sacca da viaggio magica e un paio di calzari alati. Questi oggetti li avrebbe trovati presso delle Ninfe che abitavano un luogo segreto che gli sarebbe stato rivelato dalle Graie. Inoltre Ermes gli don una falce e Atena uno scudo lucido come uno specchio. Giunto dalle Graie, che si dice avessero un dente e un occhio soli in tre, Perseo le costrinse a rivelargli come giungere alle Ninfe, proprio rubando loro il dente e locchio. Dalle Ninfe ottenne poi facilmente gli oggetti che gli avevano suggerito gli dei. Infine and dalle tre Gorgoni, per uccidere Medusa. Si diceva che il suo sguardo potesse pietrificare, cos la avvicin camminando allindietro e aiutandosi con lo scudo di Atena le tagli la testa che ripose nella sacca magica. Allinseguimento e alla vendetta delle sorelle si sottrasse mediante lelmo che lo rendeva invisibile. Tornato a Serifo, con la Medusa pietrific il nemico Polidette e diede il regno al fratello pescatore che li aveva salvati. Quindi and ad Argo, dove consegn la testa della Gorgone ad Atena che la pose sullegida per spaventare i nemici. Unaltra leggenda relativa a Perseo era quella di Andromeda. Andromeda era figlia di Cassiopea e del re dEtiopia. Poich sua madre si era vantata della sua bellezza e di quella della figlia, paragonandosi alle Nereidi, queste chiesero a Poseidone di essere vendicate. Poseidone colp il paese con unenorme inondazione, poi mand un mostro marino che uccideva uomini e bestie. Gli Etiopi si rivolsero alloracolo di Ammone e seppero che si sarebbero liberati del mostro solo se gli avessero offerto in pasto la figlia del re. Legarono Andromeda sullo scoglio, ma quando il mostro stava per avvicinarsi Perseo arriv in Etiopia coi suoi calzari alati, la liber e la spos Perseo si riconcili con il nonno Acrisio, ma poich loracolo doveva comunque compiersi, lo uccise involontariamente, durante il lancio del disco, a dei giochi sportivi.

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Laconia e Messenia DIOSCURI Le pi antiche leggende delle province meridionali del Peloponneso ricordano come eroi di quei luoghi Tindareo, Afareo, Leucippo, Icario, Periere ed Ebalo. Presto si cerc di stabilire un legame di parentela fra questi eroi e lidea pi diffusa era che Tindareo, Afareo, Leucippo e Icario fossero figli di Periere. Unaltra tradizione dice invece che, alla morte di Periere, da cui aveva avuto Leucippo e Afareo, sua moglie si rispos con Ebalo, da cui ebbe Icario e Tindareo. Tindareo e Icario erano considerati i fondatori della Laconia. Cacciati da un loro fratello, Ippocoonte, trovarono rifugio presso Pleurone, in Etolia. Pleurone diede loro in moglie le sue figlie: Policaste a Icario (da cui nascer Penelope, moglie di Ulisse), a Tindareo Leda, da cui nasceranno i Dioscuri, Castore e Polluce, Elena e Clitennestra. Si racconta che Zeus si fosse innamorato di Leda e si fosse unito a lei sotto forma di cigno. I racconti non sono per concordi nel dire quale dei figli di Leda fossero nati da Tindareo e quali da Zeus. Secondo Omero solo Elena era figlia di Zeus. Pi tardi si disse invece che erano Castore e Polluce, poi detti Dioscuri, i rampolli di Zeus. In altre leggende si dice che Elena e i Dioscuri nacquero da un uovo deposto da Leda. Ma passiamo ora alle imprese dei Dioscuri. Essi erano molto diversi tra loro: Castore era un abile domatore di cavalli, Polluce un pugile e cavallerizzo. Essi fecero una spedizione di guerra contro Teseo che aveva rapito la loro sorella Elena, di soli 10 anni. Poi presero parte anche alla spedizione degli Argonauti e alla caccia al cinghiale Calidonio, di cui si parler. La loro ultima impresa fu la lotta contro gli Afaridi, figli di Afareo e dunque loro cugini. Non si sa perch nacque la contesa, se per delle donne, le figlie di Leucippo re di Messenia che i Dioscuri rapirono ma che erano gi promesse agli Afaridi o se per un bottino di giovenche sulla cui spartizione non riuscirono ad accordarsi. Ad ogni modo la lotta fu fatale per entrambe le coppie di fratelli: Castore fu ucciso da Ida. Allora Polluce uccise Linceo, mentre un fulmine di Zeus uccideva Ida. Polluce, addolorato per la morte del fratello, preg Zeus che facesse morire anche lui. Ma questo non era possibile, perch lui era immortale. Ottenne per di poter stare sempre col fratello, un giorno nelloltretomba, un giorno sullOlimpo. Come ricompensa per il loro amore fraterno, Zeus pose la loro immagine fra le stelle, nella costellazione dei GemelliI Dioscuri sono considerati protettori dei naviganti in pericolo, col potere di far spirare venti favorevoli. Si credeva che sacrificando agnelli bianchi sulla prua di una nave, loro giungessero subito, seguiti da uno stormo di rondini. Erano anche considerati inventori della danza di guerra e della musica di guerra e protettori degli aedi.

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Attica CECROPE Gli abitanti dellAttica, credevano di essere nati dal suolo (il che per loro significava aver sempre abitato quella terra, non essere degli immigrati). Il personaggio mitico a cui legavano lorigine della loro civilt Cecrope, anche se pi tardi si disse che Cecrope fosse venuto dallEgitto. Al fatto che fosse nato dal suolo si riferisce laspetto con cui era rappresentato: umano nella parte superiore e serpente in quella inferiore. Era considerato il primo re, il primo legislatore, ledificatore della cittadella (detta Cecropia), il fondatore del culto di Zeus e di Atena nella citt.

ERETTEO o ERITTONIO Anche Erittonio, lontano successore di Cecrope, aveva per met forma di serpente, perch anche lui era nato dal suolo. Anche lui era considerato fondatore dellAttica, dopo per che era avvenuto il diluvio di Deucalione. In un certo senso un ricostruttore. Si narrava che dopo la sua nascita Gea lavesse affidato a Pallade. La dea lo diede, in una cassa chiusa alle sue sacerdotesse, figlie di Cecrope, e proib loro di aprire la cassa. Ma le giovani, curiose, disobbedirono e per punizione furono colpite dalla pazzia. Erittonio fu quindi allevato dalla dea stessa nel suo santuario sullAcropoli e divenne re di Atene.

TESEO Uno dei successori di Eretteo fu Egeo, padre di Teseo. Dal momento che Egeo non aveva figli, si rivolse alloracolo di Delfi, ma non riusc a interpretarne la risposta. Loracolo gli aveva infatti detto di non aprire la bocca del suo rigonfio otre di vino finch non avesse raggiunto il punto pi alto di Atene, a meno che non volesse morire un giorno di dolore. Tornando indietro, Egeo si ferm a Corinto, dove Medea gli fece giurare che la avrebbe protetta dai nemici se mai lei si fosse rifugiata ad Atene. Si rec quindi a Trezene, dal saggio amico Pitteo e qui conobbe la figlia di Pitteo, Etra e da lei ebbe Teseo. Secondo una versione del mito, fu Pitteo a ubriacare lamico e a mandarlo a letto con la figlia. Caso volle per che durante la stessa notte anche Poseidone si unisse ad Etra. Il dio per generosamente concesse la paternit del bimbo a Egeo. Ad ogni modo Teseo risulta essere anche figlio di Poseidone, dunque figlio del mare, e di Etra, che rappresenta laria serena, ed in questo senso la personificazione del sole che sorge dallOriente, nellaria pura. Teseo ebbe come maestro Pitteo che gli insegn la musica e la ginnastica e il Centauro Chirone. Quando Egeo prese congedo da Etra, mise i suoi sandali e la spada sotto un masso, sui monti tra Trezene e Ermione, con lordine che, quando Teseo fosse stato in grado di sollevare quel masso, prendesse spada e sandali e andasse ad Atene. A 16 anni, la madre port Teseo davanti al masso ed egli lo sollev con estrema facilit. Da quel momento, cominci la sua vita di eroe. Prima di giungere ad Atene ebbe modo di compiere le sue fatiche, che in genere si indicano come sei:

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1) tra Trezene ed Epidauro uccise Perifete lo zoppo, un figlio di Efesto, rozzo come il padre, che aggrediva i viandanti e li uccideva con una mazza di ferro. Di cui il suo soprannome di Corunete, o uomo con la mazza. 2) sullIstmo tolse di mezzo un altro assassino, Sini il Pitiocampe, cio Piegatore di pini. La sua tortura consisteva nellattaccare le sue vittime a due pini piegati a forza. Poi, lasciando andare i pini, le persone venivano squartate. 3) Uccise una pericolosa scrofa che infestava il bosco di Crommione 4) Liber il passaggio Scironico, a picco sul mare, da Schirone, che obbligava i viandanti a lavargli i piedi e mentre erano chini, con un calcio li faceva rotolare nel mare sottostante, dove una gigantesca testuggine li divorava. Teseo gli fece fare la stessa fine. 5) Presso Eleusi vinse il gigante Cercione che obbligava i passanti a combattere corpo a corpo con lui 6) Combatt contro Damaste, soprannominato Procuste, che poneva a forza la gente su un letto. Se rispetto alla persona il letto era troppo corto, tagliava gli arti del malcapitato, se era troppo lungo martellava e stirava le membra. Superati questi ostacoli Teseo pot giungere ad Atene, dove trov il padre irretito dalla maga Medea, che da Corinto si era rifugiata ad Atene. Medea, gelosa di Teseo, per via del figlio che aveva generato a Egeo, aveva gi preparato il veleno per ucciderlo, quando Egeo riconobbe i sandali e la spada, quindi ferm Medea e successivamente la cacci da Atene. Un nuovo ostacolo era per pronto per Teseo: i 50 Pallantidi, figli di Pallante e nipoti di Egeo, pensando fino a quel momento egli fosse senza figli, miravano ai suoi beni. Cominci quindi unaspra lotta, che Teseo vinse, in parte uccidendo e in parte scacciando i Pallantidi. A questo punto si pone la spedizione pi pericolosa di Teseo, quella contro il Minotauro, a Creta. Il re cretese Minosse, indispettito perch gli Ateniesi e i Megaresi avevano ucciso suo figlio Andriogeo, decise di vendicarsi. Prese Megara, poi vinse anche gli ateniesi e impose loro un pesante tributo: ogni nove anni dovevano mandare in sacrificio al Minotauro sette giovani e sette fanciulle. Il mostro, mezzo uomo e mezzo toro, era nato da Pasifae per vendetta di Poseidone. Teseo decise di far parte di quella che doveva essere la terza spedizione. Afrodite fece innamorare di lui Arianna, figlia di Minosse e questo fu la sua salvezza, perch la fanciulla gli don un gomitolo di lana per penetrare nel labirinto, dove uccise il Minotauro e riusc a trovare la via del ritorno. Arianna segu Teseo alla sua partenza, ma egli la abbandon sullisola di Nasso e torn ad Atene da solo. Ma tornando, caus la morte di Egeo. Il padre, infatti, gli aveva detto che se fosse tornato vittorioso, la barca avrebbe esposto una vela bianca, mentre invece quando era partito la vela era nera. Teseo dimentic di issare la vela bianca e Egeo, pensando che il figlio fosse morto, si gett nel mare che da quel giorno fu chiamato Egeo. Teseo, rimasto re, si occup di riforme religiose e politiche. Istitu il culto di Afrodite e in onore di Dioniso, sposo di Arianna, fond le Oscoforie, feste che consistevano in una gara di corsa e in una processione con sacrifici a Dioniso e Atena. Politicamente, riun in una comunit le varie regioni dellAttica e istitu le feste Panatenee a cui partecipavano tutti gli attici. Le altre imprese di Teseo sono le seguenti: 1) dom il toro di Maratona 2) aiut lamico Piritoo, principe dei Lapiti, nella guerra contro i Centauri 3) in una spedizione a Sparta rap Elena, sorella dei Dioscuri 4) con Piritoo scese negli Inferi per rapire Persefone di cui lamico era innamorato. Ma Ade mand le Erinni a incatenarlo e a farlo sedere a forza su un masso che aveva la propriet di tenere incollato chi ci si sedeva. Teseo sar

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liberato da Eracle. Durante la sua assenza i Dioscuri ripresero la sorella dalla citt di Afidna dove era tenuta prigioniera. 5) Con Eracle fece una spedizione contro le Amazzoni ed ebbe in premio la loro regina Ippolita, che divenne sua moglie 6) Teseo dovette di nuovo combattere le Amazzoni quando invasero lAttica per liberare Ippolita. Ippolita, invece di unirsi alle amazzoni, le combatt, accanto al marito e venne uccisa. 7) Prese parte alla caccia al cinghiale Calidonio 8) Prese parte alla spedizione degli Argonauti Dallunione con lamazzone Ippolita era nato Ippolito. Teseo, dopo aver sposato Fedra, figlia del re di Creta, mand il figliastro a Trezene, da Pitteo. Ippolito era molto devoto a Artemide e rifiutava invece di onorare Afrodite, la quale decise di punirlo. Fece infatti in modo che Fedra si innamorasse di lui. Fedra soffriva per quellamore che teneva nascosto. Non mangiava, non dormiva e fin per indebolirsi tanto che la nutrice, scoperta la verit, le consigli di scrivere a Ippolito. Appena ricevuto il messaggio, Ippolito lo bruci inorridito e and da Fedra a dirle tutto il suo sdegno. La regina allora si strapp i vestiti, spalanc le porte e annunci di essere stata violentata. Quindi si impicc a una trave del soffitto, lasciando uno scritto che incolpava Ippolito. Quando Teseo torn dal campo di battaglia, trov lo scritto e maledisse il figlio. Diede ordine che il giovane lasciasse il suo palazzo. Quindi si ricord di aver avuto in dono da Poseidone la realizzazione di tre desideri e preg perch Ippolito morisse quel giorno stesso. Mentre Ippolito si allontanava dalla citt, dallIstmo sal unonda enorme e dalla spuma emerse un gigantesco toro. I cavalli del carro di Ippolito si spaventarono, il carro si ribalt e il giovane fu trascinato per diversi metri e mor. Da allora tutte le spose di Trezene dovevano offrire a Ippolito una ciocca dei loro capelli. Taluni dicono che Teseo, saputa la verit da Artemide, fu processato per omicidio e caduto in disgrazia si rifugi a Sciro dove concluse la sua vita.

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Creta MINOSSE E IL MINOTAURO Il primo re dellisola di Creta fu Minosse, figlio di Zeus ed Europa. Europa era figlia del re dei Fenici e sorella di Cadmo ed era solita andare a giocare con le amiche sulle rive del mare, vicino a Tiro. Un giorno vide pascolare un toro bianco, molto mansueto, che in realt era Zeus. La ragazza gli si avvicin, prese a giocare con lui e a carezzarlo, fino a osare sedersi sulla sua schiena. Allora il dio cominci a galoppare e si ferm solo quando fu arrivato sullisola di Creta. Qui Europa diede alla luce Minosse, Radamanto e Sarpedonte. Cacciati i suoi fratelli, Minosse regn da solo su Creta e spos Pasifae, figlia di Elio, da cui nacquero Catreo, Deucalione, Glauco, Androgeno, Arianna e Fedra. Minosse, ispirato dal padre che di tanto intanto lo andava a trovare, diede le leggi ai Cretesi e fond una grande signoria, che si estendeva alle isole dellEgeo e fino in Attica. Un giorno Minosse chiese a Poseidone di mandargli un segno che gli indicasse il favore degli dei alla sua signoria. Poseidone gli mand un toro dal mare, bellissimo, con lordine di sacrificarlo. Ma Minosse lo trov talmente bello che decise di tenerlo e lo sostitu con uno dei suoi armenti. Poseidone allora decise di punire la sua avidit: fece innamorare Pasifae del toro. Lei chiese a Dedalo, inventore che viveva a corte, di creare per lei una giovenca meccanica dove si potesse nascondere per permettere laccoppiamento. Cos avvenne e dalla mostruosa unione nacque un bambino con testa di toro, il Minotauro, che Minosse inorridito fece nascondere nel labirinto. Qui il Minotauro veniva nutrito con i giovani che, come abbiamo visto, venivano mandati come tributo da Atene. Come abbiamo gi raccontato, Teseo mise fine a tutto ci. Dedalo, che aveva costruito il labirinto, per punizione, perch aveva fornito ad Arianna il filo con cui Teseo era riuscito ad uscire dal labirinto, vi fu rinchiuso a sua volta col figlio Icaro. Ma egli non si disper. Costru delle ali di penne, unite con cera, per s e per il figlio. Icaro per vol troppo in alto, la cera si sciolse ed egli precipit in mare. Dedalo giunse invece in Sicilia, dove Minosse and per cercare di riprenderselo. Ma fu ucciso dalle figlie del re Cocalo che aveva ospitato Dedalo. Si dice che Minosse divenne, col fratello Radamante e con Eaco, il giudice dei morti nellal di l.

TALO Si diceva che Talo fosse fatto di bronzo e invulnerabile. Sembra che Zeus o Efesto lo avessero donato a Minosse come custode della sua isola. Egli percorreva correndo tre volte lisola e se qualche straniero tentava di avvicinarsi saltava nel fuoco fino a diventare incandescente, poi abbracciava i malcapitati e li uccideva. Ma aveva anche un lato debole: ununica vena che scendeva dalla testa ai talloni e qui era chiusa con un tappo. Quando imped agli Argonauti di scendere sullisola Medea riusc con una magia a strappargli il tappo ed egli mor dissanguato.

ERACLE ERCOLE Eracle era leroe della stirpe dorica, anche se le leggende su di lui erano molto diffuse tra le popolazioni eolie e col tempo divenne leroe nazionale dei Greci in

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genere. Al nucleo primitivo delle leggende, col tempo se ne unirono altre, greche e orientali, tanto che ve ne sono moltissime versioni e diramazioni. Noi racconteremo le pi importanti. - Nascita e giovinezza di Eracle Madre di Eracle era Alcmena, nipote di Perseo, che era sposata con Anfitrione. Anfitrione aveva ucciso il suocero Elettrione e per sottrarsi alla vendetta del fratello dovette rifugiarsi a Tebe. Da qui mosse guerra contro i Teleboi che avevano saccheggiato il territorio di Elettrione e avevano ucciso i fratelli di Alcmena. Durante questa assenza, Zeus and a far visita ad Alcmena, camuffato da Anfitrione e dalla loro unione nacque Eracle (che, ironia della sorte, significa gloria di Era). Era invece, moglie di Zeus, non era affatto contenta e gelosa come era, quando Eracle aveva solo otto mesi, gli mand due serpenti perch lo avvolgessero nella culla, soffocandolo. Ma Eracle li strozz. Ma prima, con un sotterfugio, Atena era riuscita a farle allattare questo bimbo, senza dirle chi fosse. Nello staccarlo da s, alcune gocce di latte volarono in cielo e andarono a formare la via lattea. Il primo atto eroico lo comp a 18 anni, quando uccise un leone che infestava le montagne dove lui pascolava le greggi. A Tebe poi, incontr i messi di Ergino, re dei Minii, che venivano in citt a riscuotere il tributo annuo di 100 buoi. Eracle tagli loro naso e orecchie e li rimand indietro. Nacque una guerra, ma Eracle riusc a battere i Minii, liberare Tebe dal tributo e obblig i Minii a un doppio tributo. Creonte, grato, gli diede in sposa la figlia Megara. A questo punto Euristeo, re di Tirinto, chiam Eracle al suo servizio. Egli, per decisione di Zeus, doveva compiere 12 fatiche, al fine di conseguire limmortalit. Eracle non voleva sottomettersi a un uomo che sapeva di molto inferiore a lui. Cos consult loracolo di Delfi che gli disse di arrendersi al suo destino. Allora, preso da un raptus dira (mandato, si dice, da Era, gelosa dei suoi successi) uccise i suoi tre figli. Tornato in s si rec a Tirinto per compiere la sua missione e purificare le sue colpe. 1) La lotta col leone di Nemea. Il leone di Nemea era un mostro nato da Tifone ed Echidna e aveva la pelle invulnerabile. Eracle, non potendolo colpire con le frecce o con la clava, lo sospinse nella sua tana e lo soffoc tra le braccia. Poi gli tolse la pelle e da allora la us come veste, con la testa che gli fungeva da elmo. 2) Lidra di Lerna. Era un grosso serpente, anchesso nato da Tifone ed Echidna, con nove teste, di cui una immortale. Eracle tagli una a una tutte le teste, ma ogni volta, dal collo mozzato, ne rinascevano due. Allora con laiuto del fido compagno Iolao fece dare fuoco a un bosco vicino e si fece portare dei tronchi in fiamme. Con questi affront lIdra e bruci le teste via via. Su quella immortale, invece, gett un masso enorme. Quindi intinse le sue frecce nella bile velenosa dellanimale. In questo modo le ferite prodotte dalle frecce, risultavano inguaribili. 3) Il cinghiale di Erimanto Era un cinghiale che seminava il terrore nelle zone dellAcaia, dellElide e dellArcadia. Eracle lo insegu e lo spinse fino alla cima del monte Erimanto, coperta di neve. Quindi lo afferr e lo trascin a Micene, da Euristeo. Ma Euristeo ebbe tanta paura del cinghiale che and a nascondersi in una botte. Non si sa chi uccise il cinghiale, ma le sue zanne sono conservate nel tempio di Apollo a Cuma 4) La cerva di Cerinea

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Era una cerva con le corna doro e i piedi di rame. Sacra ad Artemide, viveva sul monte Cerinea, tra Arcadia e Acaia. Eracle doveva prenderla viva, cos la insegu per un anno, finch nei pressi del fiume Ladone la fer a una zampa e la cattur. 5) Gli uccelli di Stinfalo Abitavano il lago Stinfalo in Arcadia ed erano muniti di artigli, becco e ali di bronzo e lanciavano le penne, pure di bronzo, come fossero frecce. Eracle ne uccise alcuni, altri li spavent con un sonaglio datogli da Atena, ma il risultato fu comunque che gli uccelli non si fecero pi vedere 6) Il cinto di Ippolita La cintura era stata donata ad Ippolita, regina delle amazzoni, da Ares. Eracle doveva prenderla perch la figlia di Euristeo, Admeta, la voleva a tutti i costi. Si rec perci a Temiscira, citt delle Amazzoni e strinse amicizia con la regina, tanto che lei aveva accettato di cedere il suo cinto. Ma Era, sotto le false sembianze di unAmazzone, sparse la voce che Eracle era venuto a rapire la regina, cos tutte le amazzoni lo attaccarono. Ippolita fu uccisa da Eracle, che pot cos prendere il cinto 7) Pulizie delle stalle di Augia Augia era figlio di Eleo, re degli Epei, nellElide e aveva moltissimi armenti. Eracle doveva in un giorno pulire tutto il letame di quelle stalle e la cosa sembrava talmente impossibile, nella realizzazione, che Augia offr un decimo del suo bestiame, se Eracle fosse riuscito nellimpresa. Eracle allora devi il corso del fiume Alfeo e fece passare le sue acque nelle stalle, in modo che la forza della corrente trascin via il letame. 8) Il toro di Creta Era quello mandato da Poseidone a Minosse, come si gi visto. Poseidone aveva reso furioso il toro, perch Minosse non lo aveva sacrificato. Il compito di Eracle era prenderlo, perch non facesse pi danni sullisola. Lo prese e lo port a Micene vivo. 9) Le cavalle di Diomede Erano bestie feroci, a cui Diomede, re dei Bistoni in Tracia, gettava in pasto gli stranieri che sbarcavano sulle sue rive. Ma Eracle vinse Diomede e lo diede in pasto alle sue cavalle. Poi le port vive da Euristeo che le rimise in libert. 10)I buoi di Gerione Gerione era un mostro con tre corpi e possedeva del bellissimo bestiame che Eracle doveva catturare. Si dice che durante questo viaggio Eracle piant le colonne che portano il suo nome, passando per la Libia. Inoltre, infastidito dai raggi del sole, li fece riflettere contro Elios stesso e il dio, impressionato dal suo coraggio, gli permise di usare il suo battello doro per attraversare loceano. Giunto presso Gerione Eracle ne uccise il cane e il gigante che custodivano il suo gregge e se ne impossess. A nulla valse a Gerione combattere: fu ucciso. 11)I pomi delle Esperidi Gea aveva fatto, come dono di nozze a Era, un giardino di mele doro, custodito dalle Esperidi (le ninfe di ponente), figlie della notte. Eracle non sapeva dove fosse questo giardino e vag a lungo prima di trovarlo e tante sono le avventure che le diverse versioni gli attribuiscono durante questo viaggio. Prima di tutto Eracle si rec al fiume Po, in Illiria, dove viveva il dio del mare, Nereo. Lo afferr mentre era addormentato e bench il dio continuasse a cambiare forma per sfuggirgli, si fece dire come fare a cogliere le mele. Nereo disse che non avrebbe dovuto

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coglierle lui di propria mano, ma farle prendere a qualcun altro. Quindi Eracle and da Prometeo, incatenato alla montagna, lo liber e uccise laquila che quotidianamente gli divorava il fegato. Fu proprio Prometeo a dirgli la via per il giardino. Giunto in Scizia infatti Eracle trov Atlante, che reggeva sulle spalle il mondo, il quale si offr di andare a prendere tre delle mele, se in cambio Eracle teneva sulle spalle la volta celeste per lui. Eracle accett. Ma Atlante, una volta liberatosi del peso, non voleva pi tornarci sotto e cos cerco di convincere Eracle che avrebbe portato lui le mele a Euristeo. Eracle, con uno stratagemma per riusc a restituirgli la fatica: gli chiese infatti di sorreggere il cielo il tempo che lui si fasciasse la testa, Atlante accett e Eracle pot ripartire. Unaltra tradizione dice per che fu Eracle stesso ad andare al giardino e uccidere il drago dalle centro teste che custodiva le mele. 12)Cerbero Giunto alle porte dellAde, Eracle liber Teseo che si era l recato con lamico Piritoo per cercare di rapire Persefone. Eracle non riusc a liberare anche Piritoo perch la terra trem e lui fu costretto a desistere. Ade gli permise di portare con s il cane a tre teste Cerbero, purch riuscisse a domarlo senzarmi. Leroe lo strinse alla gola, lo dom e lo port alla luce del sole, quindi mostratolo a Euristeo lo riport negli Inferi. Questo fu lultima fatica per Eracle, che si liber cos dellimpegno con Euristeo. Dopo le 12 fatiche Eracle torn a Tebe e cedette la prima moglie Megara a Iolao. Quindi si rec a Ecalia (luogo incerto, in Tessaglia o nel Peloponneso o in Eubea) dove il re Eurito prometteva la sua bionda figlia Iole a chi fosse riuscito a vincere lui e i suoi figli nel tiro con larco. Niente di pi facile per il nostro eroe. Ma una volta vintala, il re non voleva dargli sua figlia, poich egli aveva ucciso i figli avuti da Megara ed era stato a servizio da Euristeo. Irato, Eracle prese uno dei figli del re e lo gett gi dalle mura di Tirinto uccidendolo. Era necessario a questo punto purificare la colpa, ma loracolo di Delfi, a cui si era rivolto, lo rifiut. Eracle allora fece per distruggere il tempio stesso e, comparso il dio in persona, voleva addirittura combattere con lui. ma Zeus intervenne, dividendo i due con un fulmine, e la Pizia (sacerdotessa dal tempio) decise che Eracle doveva espiare con 3 anni di schiavit. Cos Eracle and come schiavo presso Onfale, regina della Lidia e vestito da donna filava la lana insieme alle schiave della regina, ma non rinunci comunque a compiere azioni eroiche: presso Efeso cattur i Cercopi, folletti scaltri dei boschi che facevano brutti scherzi ai viandanti, poi Sillo, che li obbligava a lavorare nella sua vigna. Tornato in libert Eracle, con altri eroi greci, marci contro Troia e poi contro Pilo. C poi unaltra moglie nella storia di Eracle, Deianira, figlia del re degli Etoli. Molti erano i pretendenti, ma solo uno os sfidare Eracle: il fiume Acheloo. Acheloo assunse forme diverse, ma sempre veniva battuto, sotto forma di toro perse un corno che, riempito di fiori e frutti da una ninfa divenne il corno dellabbondanza. Alla fine Eracle spos Deianira e ebbe da lei il figlio Illo. Molti anni dopo, recandosi in visita a un amico, capit ai due lavventura col centauro Nesso. Nesso si era offerto di traghettare oltre un fiume Deianira, ma innamoratosi di lei tent di fuggire rapitala. Eracle allora lo colp con un dardo, ma prima di morire Nesso oper una vendetta: diede a Deianira un po del suo sangue, dicendole che avrebbe potuto prepararvi un unguento per assicurarsi lamore del marito. Qualche anno dopo Eracle fece la sua ultima impresa: marci contro quel re che gli aveva rifiutato la figlia Iole e vintolo, prese la ragazza. Deianira, temendo che Eracle ne facesse la sua amante e per assicurarsi invece il suo amore, mand in dono a Eracle una veste intrisa del sangue di Nesso. Ma subito il veleno, quello che era in realt, fece effetto, la veste prese fuoco e si appiccic alla pelle dolente di Eracle. Tornato a casa, trov la moglie morta, uccisasi dopo aver saputo quello

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che aveva fatto. Allora diede in sposa Iole al figlio e sal sul monte Oeta dove accese eresse una pira per poter finire il suo dolore tra le fiamme. Ma nessuno voleva dargli fuoco, solo Peante, che passava di l per caso e che ne ebbe in cambio il suo arco e le sue frecce. Ma mentre il fuoco ardeva scoppi un enorme temporale e un cocchio guidato da Atena scesa dalle nuvole, a prelevare Eracle e condurlo nellOlimpo, dove visse, ebbe il dono dellimmortalit e spos Ebe. A Roma Eracle si latinizz in Ercole e le sue leggende si diffusero fra le genti italiche, arricchite anche da vicende che lo vedevano protagonista proprio in Italia. In particolare si diceva che durante la spedizione contro Gerione, fosse passato anche per le nostre terre, avesse incontrato un ladrone di nome Caco, abitante sullAventino, che gli aveva rubato alcuni buoi, facendoli camminare allindietro e conducendoli nella sua grotta. Ma il muggito condusse Ercole l, dove uccise Caco dopo breve lotta. Gli abitanti del luogo festeggiarono Ercole per averli liberati da quel ladro e da qui ebbe origine il suo culto nella religione romana. Gli fu dedicata infatti unAra Maxima tra lAventino e il Palatino e anche dei templi. Ogni anno, inoltre, i pretore offriva a Ercole, in nome della citt intera, una giovenca e anche i privati, in caso di guadagno, dovevano offrire la decima parte a Ercole in segno di ringraziamento. Rappresentazioni figurate: - Eracle in riposo del tipo detto di Argo - Testa in terracotta di altorilievo frontonale etrusco -

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LEGGENDE RELATIVE A IMPRESE CUI PRESERO PARTE EROI DI DIVERSI PAESI LA CACCIA AL CINGHIALE CALIDONIO Eneo era re della citt di Calidone, in Etolia. Durante una festa solenne, seguita a unabbondante vendemmia, Eneo si dimentica di sacrificare ad Artemide e lei in punizione manda un enorme cinghiale a infestare i dintorni della citt. Allora il figlio del re, MELEAGRO, decide di riunire i guerrieri pi valorosi per scacciarlo. Partecipano allimpresa i Dioscuri, Teseo e lamico Piritoo, Giasone, Peleo e altri, tra cui anche Atalanta, una cacciatrice dArcadia. Il primo colpo alla bestia, viene inferto proprio da Atalanta. Per alcuni la lotta al cinghiale sar fatale, ma alla fine un dardo lanciato da Meleagro ferisce a morte la belva. A lui spettano la pelle e la testa del cinghiale, ma Meleagro si innamorato di Atalanta e decide di cederglieli, dicendo che spettavano a chi aveva ferito per prima la bestia. Questo suscit la gelosia di altri partecipanti, fra cui Plesippo e Tosseo, zii materni di Meleagro, che rubarono il trofeo alla fanciulla. Indignato Meleagro li uccise. Ne nacque allora una guerra tra Calidonesi e Pleuronesi. Altea, madre di Meleagro, addolorata per la morte dei fratelli, maledisse il figlio, che si ritir dalla lotta. Cos i Calidonesi ebbero la peggio e videro presto la loro citt cinta dassedio. I saggi della citt chiesero pi volte a Meleagro di riprendere la lotta, ma lui continuava a rifiutare. Solo la moglie Cleopatra riusc a convincerlo e cos Meleagro pass alla testa due suoi e riusc a sconfiggere i nemici. Ma le Erinni, dee malvagie che avevano udito la maledizione della madre, lo uccisero. Unaltra storia relativa alla morte di Meleagro la seguente: dopo la sua nascita le Moire erano andate in visita alla madre Altea e lavevano avvisata che il figlio sarebbe vissuto solo finch sarebbe durato un tizzone che in quel momento ardeva nel fuoco. La donna tolse subito il tizzone dal fuoco e lo nascose. Quando Meleagro uccise gli zii, Altea, addolorata e con desiderio di vendetta, rimise il tizzone nel fuoco e lo fece consumare fino alla morte di Meleagro. La madre, pentita, si tolse la vita.

LA SPEDIZIONE DEGLI ARGONAUTI Atamante, figlio di Eolo, era re di Orcomeno, in Beozia. Aveva in moglie Nefele (=nuvola) e da lei aveva avuto due figli, Frisso (=pioggia che scroscia) e Elle (=la luce viva). Lasci per la donna celeste per sposare una donna terrena, Ino, figlia di Cadmo. Nefele, offesa, abbandon la terra e invi una ostinata siccit sulla Beozia. Ino, cercando di liberarsi dei figli di primo letto del marito, cercava di convincere Atamante a sacrificare Frisso a Zeus per far terminare la siccit. Nefele allora venne in aiuto dei suoi figli, regal loro un ariete dal vello doro sul quale Frisso ed Elle fuggirono verso la Colchide, a est del Mar Nero. Durante il tragitto per Elle cadde in mare e diede a quel mare il nome di Ellesponto. Frisso invece giunse nella Colchide, sacrific lariete a Zeus e ne appese il vello doro nel bosco di Ares, facendolo sorvegliare da un drago. Da quel momento in poi riportare in patria il vello, come talismano per liberare la patria dai mali, divenne lunico scopo della stirpe di Eolo. Atamante stesso, vedendo il male che regnava nella sua terra impazz. Uccise Learco, uno dei figli avuti da Ino, e lei stessa e laltro figlio Melicerte dovettero saltare in mare per salvarsi.

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A Atamante successe il fratello Creteo, quindi il figlio Esone, che fu per scacciato dal fratellastro Pelia. Esone riusc a salvare dalla persecuzione di Pelia il figlio Giasone affidandolo al centauro Chirone che lo educasse. Cos Giasone crebbe in una caverna e quando ebbe 20 anni decise di andare a riprendersi la signoria che gli spettava. Avendo perso un sandalo per strada, si present da Pelia con un piede nudo. Poco prima Pelio era stato avvertito di guardarsi dallo straniero con un sandalo solo. Cos, sospettoso, non osando ricorrere ad una violenza esplicita, decise di affidargli qualche impresa impossibile. Quindi gli disse che avrebbe ceduto la signoria di Iolco se fosse riuscito a riportare dalla Colchide il vello doro. In realt unaltra leggenda dice che lo spirito di Frisso tormentava il paese, perch al momento della morte non aveva ricevuto degna sepoltura, e che non si sarebbe placato finch non fosse tornato alla sua patria col vello doro. Giasone allora fece costruire una nave enorme, che chiam Argo dal nome del suo costruttore (da cui il termine Argonauti=navigatori della Argo) e con altri 49 uomini valorosi part. Durante il viaggio agli Argonauti capitarono moltissime avventure, ma finalmente giunsero al vello. Qui entra in scena Medea, fgilia di Eeta. Medea si innamor subito di Giasone e decise di aiutarlo. Il padre promise a Giasone che gli avrebbe dato il vello se fosse riuscito ad aggiogare due tori che sbuffavano fuoco dalle narici e avevano gli zoccoli di bronzo e che con essi arasse un tratto di terreno, seminando denti di drago e combattendo tutti gli uomini armati che ne sarebbero nati. Medea, che era una maga e sacerdotessa di Ecate, diede a Giasone un farmaco che lo difendeva dal fuoco dei tori e lui riusc a superare tutti gli ostacoli. Quando poi dai denti di drago nacquero gli uomini armati, su consiglio di Medea, gett una pietra in mezzo a loro, al che quelli presero le armi uno contro laltro e si trucidarono a vicenda. A quel punto per Eeta, con la scusa che Medea li aveva aiutati, non voleva pi cedere il vello agli Argonauti. Allora Giasone addorment il drago con una pozione di Medea, rub il vello e salp, portando con s anche Medea. Eeta mand subito gente a inseguirli, ma Medea trov modo di fargli perdere tempo, facendo a pezzi un fratellino, Absirto, che aveva portato con s, e gettandolo via via in mare. Cos gli inseguitori si fermavano a dare onorata sepoltura ai pezzi e i fuggiaschi guadagnarono terreno. Giasone, giunto a Iolco, consegn il vello doro a Pelia, ma questi non volle mantenere la promessa. Allora Medea decise di eliminarlo: convinse le figlie di Pelia che tagliandolo a pezzi e facendolo cuocere in un liquido da lei preparato, gli avrebbero restituito la giovinezza. Cos le ragazze uccisero il proprio padre. Rimase per al trono il figlio di Pelia e Giasone e Medea furono costretti a fuggire a Corinto. Qui si svolse una nuova tragedia: Giasone aveva deciso di lasciare Medea per sposare Creusa, figlia del re Creonte. Medea allora per vendicarsi mand alla futura sposa una veste e un diadema avvelenati che la uccisero sul colpo. Poi uccise i figli che lei stessa aveva avuto da Giasone e fugg ad Atene. Giasone fu ucciso pi tardi dalla prora della nave Argo che gli si sfracell addosso.

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IL CICLO TEBANO Laio, figlio di Labdaco e pronipote di Cadmo, aveva avuto ordine dalloracolo di non generare figli, perch suo figlio avrebbe ucciso lui e sposato la madre, Giocasta. Perci quando sa moglie rimase incinta e diede alla luce un bambino, lo fece abbandonare sul monte Citerone. Ma un pastore corinzio, trovato il bambino lo raccolse e lo port al re di Corinto Polibo, che non aveva figli. Il re lo adott e lo chiam Edipo (dai piedi gonfi) perch quando era stato abbandonato, gli era stata passata una corda attraverso le caviglie, che lo aveva menomato. Edipo crebbe convinto che Polibo e Merope fossero i suoi genitori. Un giorno per, durante un banchetto, qualcuno fece battute che lo fecero sospettare delle sue vere origini. Cos si rec a Delfi, a consultare loracolo, il quale gli disse che avrebbe ucciso suo padre e sarebbe giaciuto con sua madre. Edipo perci decise di non tornare a Corinto e si avvi verso Tebe. Sulla strada, per, si imbatt in un cocchio che pretendeva che lui si spostasse dalla strada per farla transitare. Sul cocchio infatti cera il re Laio che si recava a Delfi, per sapere cosa fare di una Sfinge che infestava la citt, ponendo un enigma e gettando gi da una rupe chiunque non sapesse rispondere. Nacque una lite tra Edipo e il cocchiere, in seguito alla quale Laio e il suo seguito furono uccisi. Una parte delloracolo, a insaputa di Edipo, si era gi compiuta. Presso Tebe Edipo incontr la Sfinge, mostro con corpo di leone e faccia di donna, mandato da Era, adirata con Laio. Anche a Edipo la Sfinge pose lenigma: qual quellanimale che ha quattro gambe al mattino, due a mezzogiorno e tre alla sera. Ma Edipo, a differenza degli altri, seppe rispondere: luomo, che nellinfanzia cammina gattoni, da adulto su due gambe e in vecchiaia si aiuta con un bastone. Edipo ottenne cos il premio per chi liberava la citt dalla Sfinge (che per la disperazione si era buttata nel dirupo in cui lanciava chi non sapeva rispondere): ottenne il trono di Tebe e la mano di Giocasta rimasta ormai vedova. Cos, anche la seconda parte delloracolo si compiva. Edipo e Giocasta vissero insieme molti anni, ignari del loro peccato, e misero al mondo 4 figli: Eteocle e Polinice, Antigone e Ismene. Dopo qualche tempo una tremenda pestilenza si abbatt su Tebe e ne segu anche una carestia. Venne interrogato loracolo che rispose che per mettere fine al male bisognava cacciare della citt lassassino di Laio. Edipo si d da fare nella ricerca del colpevole, ma a un certo punto salta fuori un servo, sfuggito alla strage di Laio, che era poi lo stesso che aveva esposto sulla montagna il piccolo Edipo. Cos si scopre la verit. Giocasta si impicca e Edipo si acceca. I Tebani lo obbligano a lasciare Tebe e la Beozia e cos egli, accompagnato dalla figlia Antigone, vaga in cerca di pace, finch giunge a Colono e qui muore. Ma la maledizione che gravava su di lui doveva, secondo la tradizione greca, cadere anche sui suoi figli. Cos Eteocle e Polinice che avevano deciso di regnare a Tebe un anno per ciascuno, cominciano a litigare. Eteocle, giunto il suo turno di lasciare il trono, si rifiuta. Cos Polinice costretto a fuggire dalla citt e si rifugia presso il re di Argo Adrasto. Qui incontra un altro fuggitivo, Tideo, fuggito da Calidone. Adrasto d in spose ai due le sue figlie e si offr di aiutarli nella marcia contro Eteocle. la cosiddetta guerra dei Sette contro Tebe, a cui parteciparono, oltre ai tre citati (Adrasto, Polinice e Tideo), anche altri 4 eroi: Capaneo, Ippomedonte, Partenopeo e Anfiarao. Ogni eroe si pose di fronte a una delle sette porte di Tebe per cingerla dassedio. Alla fine rimasero, a fronteggiarsi solo Eteocle e Polinice che finirono con luccidersi a vicenda.

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IL CICLO TROIANO Si tratta degli avvenimenti relativi alla guerra di Troia e agli eroi che vi presero parte. I principali eroi greci che presero parte alla guerra di Troia furono Agamennone e Menelao, Achille, Aiace Telamonio, Aiace Oileo, Diomede, Nestore e Ulisse. Vediamoli in brevi cenni: - Agamennone e Menelao appartenevano alla famiglia dei Pelopidi e discendevano dal re frigio Tantalo. Questi era un re talmente fortunato e benvisto dagli dei, che spesso questi li invitavano ai loro banchetti. Ma Tantalo divenne per questo presuntuoso e maligno, cos per mettere alla prova lonniscenza divina, uccise suo figlio Pelope e ne fece cuocere le membra per servirle al banchetto degli dei. Inoltre comp altri atti indegni, come rubare il cibo degli dei per servirlo ai suoi amici mortali. Ma una volta morto ne ebbe la giusta punizione; legato a un albero da frutto che si allunga sopra una palude continuamente tormentato da fame e sete. Lacqua della palude gli giunge alla vita e anche al mento, talvolta, ma ogni volta che lui si sporge per bere, lacqua si ritira. Lalbero inoltre carico di frutti di ogni tipo, ma ogni volta che lui allunga una mano, un soffio di vento li fa cadere lontano. Naturalmente la colpa di Tantalo doveva ricadere sui suoi figli. Pelope fu richiamato in vita da Ermes e aveva una spalla in avorio, perch durante il banchetto maledetto, Demetra per sbaglio laveva mangiata, perch afflitta dalla sparizione della figlia Persefone. Pelope capit a Elide, dove il re Enomao prometteva la figlia Ippodamia in sposa a chi lo avesse battuto nella corsa coi cocchi. Pelope aveva dei cavalli alati donatigli da Poseidone e in pi conquist lamicizia di Mirtilo, cocchiere di Enomao. Lo convinse a sostituire i cavicchi delle ruote del cocchio di Enomao, con cavicchi di cera e in questo modo vinse. Ottenuta in sposa Ippodamia e il regno di Elide, per, non mantenne fede alla parola data e non diede met del regno a Mirtilo, bens lo gett in mare. Pelope e Ippodamia ebbero come figli Atreo e Tieste. I due si macchiarono di fratricidio uccidendo Crisippo che Pelope aveva avuto da unaltra donna (sotto suggerimento di Ippodamia). Per questo dovettero fuggire con la madre a Micene, dove alla morte del re, ereditarono il regno. Ma presto nacque una rivalit tra i due fratelli. Tieste dovette lasciare Argo, ma port con s un figlio di Atreo, Plistene e lo allev come fosse suo. Quando fu cresciuto lo rimand ad Argo perch uccidesse Atreo. Ma fu scoperto e condannato a morte. Quando per Atreo scopr di aver fatto uccidere suo figlio, decise di vendicarsi. Finse di aver perdonato il fratello e lo fece richiamare a corte, coi figli. Allora Atreo li fece uccidere e con le membra apparecchi un banchetto per il fratello. Quando Tieste scopr lorrore maled suo fratello e fugg in Epiro. Pi tardi il figlio Egisto uccise Atreo e col padre rientr a Micene, scacciando i figli di Atreo, Agamennone e Menelao. Costoro si rifugiarono a Sparta ed ebbero in moglie le figlie del re, Clitennestra e Elena. Agamennone uccise Tieste, scacci Egisto e riprese Argo. Menelao invece rimase a Sparta, dove successe al suocero, finch Paride, rapendo Elena, diede inizio alla guerra. - Achille e Aiace appartenevano alla famiglia degli Eacidi. Eaco era figlio di Zeus e di una mortale ed era re dellisola di Egina. Caro agli dei, quando mor and accanto a Radamante e Minosse come giudice delle anime. Suoi figli erano Peleo e Telamone, che anchessi colpevoli di fratricidio dovettero lasciare la patria. Peleo si rec in Tessaglia dove il re Eurizione gli diede in moglie la figlia e una parte del regno. Durante la caccia al cinghiale Calidonio, Peleo uccise per sbaglio il suocero, cos dovette nuovamente andarsene e si rec a Iolco. Qui Ippolita, moglie del re, si innamor di lui e

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cerc di conquistarlo. Ma poich lui le resisteva, lo calunni col marito. Allora questi approfittando di un momento di stanchezza in cui Peleo si era addormentato nei boschi, gli rub le armi e lo lasci solo, sperando che i Centauri lo facessero a pezzi. Ma gli dei lo proteggevano e gli inviarono una spada magica con cui uccise i Centauri. Tornato in citt uccise Ippolita e il re ed ebbe in moglie una nereide, Teti. Alle nozze parteciparono anche gli dei. Da questa unione nacque Achille Telamone, fratello di Peleo, si nascose invece a Salamina, dove il re gli diede la figlia e il regno. Da Telamone nacque Aiace detto appunto Telamonio Laltro Aiace era invece figlio di Oileo, che aveva anchegli, come Telamone, preso parte allimpresa degli Argonauti. Diomede era figlio di Tideo, che insieme a Polinice prese parte alla guerra dei sette contro Tebe. Nestore partecip alla guerra di Lapiti e Centauri, alla caccia al cinghiale calidonio e alla spedizione degli Argonauti. Ai tempi della guerra di Troia era dunque molto vecchio, ma i suoi consigli furono di grande aiuto. Ulisse era di Itaca Per quel che riguarda i principali guerrieri troiani, la famiglia regnante a Troia traeva origine da Dardano, figlio di Zeus, emigrato in Arcadia e Samotracia e poi nella Frigia, dove aveva ottenuto dal re Teucro il permesso di fondare una citt. Ebbe come figlio Erittonio, da cui nacque Troo, che diede nome alla stirpe dei Troiani. Uno dei suoi figli, Ilo, and vicino allo Scamandro e fond Ilio o Troia. Nipote di Ilo fu Priamo, che regnava ai tempi della guerra, con la moglie Ecuba. Due dei suoi figli erano Ettore, grande guerriero, e Paride che fu causa della guerra. Vediamo come scoppi la guerra: Eris, dea della discordia, si irrit per non essere stata invitata alle nozze di Peleo e Teti. Decise allora di vendicarsi. Scrisse su una mela Alla pi bella perch fosse data a una delle dee presenti, Atena, Era e Afrodite. Zeus decise che fosse Paride a scegliere. Era prometteva al giudice ricchezza, Atena sapienza e Afrodite bellezza. Paride scelse questultima, cos che Era e Atena furono sempre nemiche di Troia. Durante un viaggio, Paride arriv a Micene, dove conobbe Elena, moglie di Menelao. Afrodite, per favorire il suo pupillo, fece innamorare di lui Elena. Siccome il marito era in viaggio Elena fugg a Troia con Paride. Menelao ne chiese la restituzione, ma gli fu negata, cos si prepar alla guerra e ottenne facilmente ladesione di altri principi greci. A capo della spedizione fu messo Agamennone, ma poich aveva ucciso una cerva sacra ad Artemide, questa lo pun mandando una calma di vento che impediva alla flotta di salpare. Allora lindovino Calcante disse che la dea si sarebbe calmata se Agamennone avesse sacrificato sua figlia Ifigenia. Gi la giovane stava per essere immolata quando Artemide la sostitu con una cerva e la trasport in Tauride per farla sacerdotessa del suo tempio. Cos la flotta pot salpare. Durante il viaggio Filottete, tessalo, che possedeva le frecce e larco di Eracle, fu morso da un serpente. Poich dava fastidio ai compagni, per i lamenti e il fetore emanato dalla ferita, fu abbandonato su unisola. Ma tempo dopo si dovette tornare a riprenderlo, perch un oracolo aveva detto che senza larco e le frecce di Eracle Troia non sarebbe caduta. La guerra cominci e si trascin per 10 anni fra scorrerie e saccheggi, ma senza che la citt fosse presa. Al decimo anno avvenne una celebre contesa tra Agamennone e Achille. Passando in Asia gli Achei avevano fatta schiava una figlia di Crise, sacerdote di Apollo, cara ad Agamennone. Crise era venuto a chiedere la

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restituzione della figlia, ma Agamennone lo derise. Allora Apollo irritato mand sul campo una grave pestilenza. Lindovino Calcante ne spieg il motivo e disse che bisognava restituire Criseide al padre. Agamennone sdegnato disse che avrebbe accettato se in cambio avesse avuto Briseide, lancella di Achille. Cos restitu Criseide al padre e mand a prendere Briseide. Achille offeso, decise che non avrebbe pi combattuto. I Troiani saputolo cominciarono ad attaccare gli Achei. Nulla convinceva Achille. A un certo momento il suo migliore amico, Patroclo, chiese di indossare le armi di Achille per combattere. Sceso in campo i Troiani si ritirarono, temendo il ritorno di Achille, ma poi si scontrarono Patroclo e Ettore e il primo fu ucciso. Allora Achille furioso scese in campo e uccise Ettore. Trascin il corpo del nemico in giro per il campo di battaglia, ma poi cedette alle preghiere di Priamo e gli consegn il cadavere del figlio. La guerra continu. Durante un assalto alla porta Scea, una delle principali di Troia, un dardo scagliato da Paride colp Achille al tallone, lunico punto dove non era immortale. Nacque allora una contesa per chi dovesse portare le sue armi. Agamennone decise per Ulisse e Aiace Telamonio, che aveva sperato di portarle, divenne pazzo e si uccise. Ulisse seppe che senza le frecce di Eracle non si poteva vincere, cos torn a prendere Filottete e proprio una di quelle frecce uccise Paride. Poi fece costruire il famoso cavallo. Trenta soldati si nascosero dentro, mentre gli altri bruciavano il campo e fingevano di salpare con la flotta, riparando invece nellisola di Tenedo. I Troiani pensarono che il cavallo fosse un regalo degli Achei che si arrendevano e lo portarono allinterno della citt. Di notte i soldati uscirono dal cavallo e aprirono le porte agli altri che silenziosamente erano tornati. La citt fu presa, Priamo fu ucciso ed Elena fu ripresa da Menelao, che incantato dalla sua bellezza rinunci ad ucciderla. Ma le avventure per gli eroi achei non erano ancora finite. Cera infatti ancora da affrontare il ritorno, non certo breve, alle rispettive dimore. - Il destino pi tragico fu quello di Agamennone che torn in patria con Cassandra, indovina figlia di Priamo. Cassandra aveva il dono della profezia, ma la sventura di non essere mai creduta. Giunto a Micene Agamennone trov la morte per mano di Egisto che era diventato amante di Clitennestra. Oreste, figlio di Agamennone, durante lomicidio, fu portato via dalla sorella Elettra e condotto da uno zio nella Focide. Una volta cresciuto decise di vendicare il padre. Accompagnato da cugino Pilade torn a Micene 7 anni dopo, uccise Egisto e anche la madre, tirandosi addosso in questo modo la persecuzione delle Erinni che lo inseguivano ovunque andasse. Loracolo di Delfi gli ordin di recarsi in Tauride e di prendere limmagine di Atena. Giunto in Tauride rischi di essere sacrificato, come tutti gli stranieri che vi giungevano, quando la sacerdotessa Ifigenia, che era sua sorella, lo riconobbe e fugg con lui. tornato in Attica con la statua di Atena, fu perdonato e assolto dallAeropago. - Menelao ed Elena furono spinti da una tempesta sulle coste dellEgitto e dovettero vagare per 7 anni prima di tornare a Sparta. Ma poi vissero qui felici. - Aiace Oileo naufrag a sud dellisola di Eubea, a causa di una maledizione. Infatti durante la presa di Troia aveva strappato a forza Cassandra dalla statua di Atena, nel tempio. Aiace riusc a salvarsi dal naufragio ed ebbe lardire di dire che si sarebbe salvato comunque, anche a dispetto degli dei. Poseidone allora con un colpo di tridente ruppe lo scoglio dove si trovava Aiace e lo fece annegare. - Ulisse fu certo quello che ci mise pi tempo a tornare ad Itaca. Molte furono le avventure che gli capitarono. Le elenchiamo rapidamente: 1) Partito da Troia fu sbattuto sulle coste della Tracia dove dovette combattere coi Ciconi e perse molti uomini.

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2) Una tempesta lo port nella terra dei Lotofagi (mangiatori di loto) nella Libia. Tre dei suoi uomini assaggiarono il loto e assuefatti non volevano pi partire. Ulisse dovette imbarcarli con la violenza. 3) Nellestremo occidente incontr il Ciclope Polifemo. I ciclopi erano un popolo di giganti che viveva su unisola badando alle proprie greggi. Avevano un occhio solo in mezzo alla fronte ed erano carnivori. Ulisse capit nella grotta di Polifemo che era figlio di Poseidone. Quando Polifemo torn nella grotta, la chiuse con un grosso masso e in questo modo intrappol Ulisse e i suoi compagni. Ulisse riusc a ubriacare il gigante e quindi ad accecarlo. Il giorno dopo, quando il gigante dovette aprire la grotta per far uscire il gregge, Ulisse e i compagni fuggirono, aggrappandosi al ventre delle pecore 4) Ulisse giunse quindi nellisola Eolia dove Eolo, re dei venti, teneva i venti chiusi in un antro per scatenarli quando riceveva ordine da un dio. Eolo regal a Ulisse un otre con dentro rinchiusi i venti malvagi, cos che la nave sarebbe giunta facilmente a destinazione. Ma mentre Ulisse dormiva i compagni curiosi aprirono lotre, liberando i venti malvagi e facendo allontanare la nave di nuovo verso occidente. 5) Capitarono quindi nel paese dei Lestrigoni, giganti cannibali. Ma Ulisse riusc a fuggire. 6) Giunsero quindi allisola Eea, dove abitava la maga Circe che trasformava in bestie chi le capitava a tiro. I compagni di Ulisse furono mutati in maiali, tutti tranne Euriloco che non aveva bevuto una pozione offerta dalla maga e torn alla nave ad avvertire Ulisse. Ermes diede a Ulisse unerba che lo proteggeva da ogni magia. Allora Ulisse indusse Circe a ridare forma umana ai suoi amici e pot ripartire. Circe gli consigli di navigare verso occidente, oltre lOceano, per giungere ai boschi di Persefone e interrogare lanima di Tiresia su come tornare a casa. 7) Cos facendo Ulisse giunse nella terra dei Cimmeri dove gli comparve lombra di Tiresia e altre anime, fra cui quella di sua madre. Tiresia gli disse che avrebbe raggiunto Itaca se in Trinacria avesse rispettato le mandrie di Elios 8) Ulisse pass di nuovo da Circe che gli diede altri consigli per il viaggio. Poco dopo tocc lisola delle Sirene che allettavano i viaggiatori col loro canto, facendoli sbarcare e poi uccidendoli. Ulisse tapp le orecchie ai compagni con la cera e si fece legare allalbero della nave. In questo modo sfuggirono alle Sirene e riuscirono poi anche a passare fra i mostri Scilla e Cariddi, nello stretto siciliano, anche se alcuni uomini di Ulisse furono uccisi. 9) Ulisse giunse in Trinacria. Qui i suoi compagni presi dalla fame uccisero alcuni capi della mandria di Elios, sebbene Ulisse glielo avesse vietato. Gli dei si infuriarono. Quando si rimisero in mare un fulmine di Zeus distrusse la nave e morirono tutti tranne Ulisse. Lui galleggi attaccato a una trave per 9 giorni finch giunse allisola di Ogigia. 10) Qui abitava Calipso, figlia di Atlante, che si innamor di lui e tent di convincerlo a restare l. Ma Ulisse voleva tornare da Penelope. Per 7 anni rimase l, col desiderio di partire, finch gli dei ebbero piet di lui e mandarono Ermes a ordinare a Calipso di lasciare andare leroe. 11) Sta per giungere a Scheria quando Poseidone gli distrugge limbarcazione. Lo aiuta Ino Leucotea che gli fa raggiungere la riva. Qui accolto da Nausicaa, figlia di Alcino, re dei Feaci. Una nave dei Feaci lo riconduce a Itaca, dopo 20 anni di assenza. 12) Nella sua casa da molti anni Penelope era perseguitata dai Proci che aspiravano alla sua mano. penelope riusc a tenerli a bada per un po dicendo che si sarebbe sposata di nuovo quando avesse finito la coperta funebre per il vecchio suocero, che filava di giorno e disfava di notte. Ma alla fine i Proci se ne accorsero e la obbligarono a finire lopera. Lei allora promise di fissare un giorno in cui avrebbe ripreso marito. Il giorno fissato era proprio quello in cui sbarc Ulisse

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sullisola. Ulisse si rec dapprima alla casa del pastore di porci Eumeo, dove incontr il figlio Telemaco. Penelope intanto annunciava che avrebbe sposato chi fosse stato in grado di tendere il grande arco di Ulisse e lanciare una freccia attraverso 12 anelli di ferro. Ulisse comparve alla gara vestito da mendicante e poich nessuno dei Proci era riuscito a tendere larco, chiese di provarci lui. vinse entrambe le prove e quindi uccise i Proci insieme a Telemaco. Quindi si fece riconoscere anche dalla moglie e visse con lei per gli anni seguenti. Infine Enea, eroe troiano, fugg dalla citt in fiamme col padre Anchise e il figlio Ascanio, mentre perse la moglie Creusa. Salp dalla citt e in parte le sue avventure furono dalla tradizione ricalcate su quelle di Ulisse. A Delo loracolo di Apollo gli consigli di cercare la patria della sua famiglia e in sogno i suoi antenati gli indicarono lItalia, dove giunse dopo lungo peregrinare. Giunto a Cuma, interrog la Sibilla, che gli consigli di scendere nellAverno per avere notizie sul suo destino. Quindi riprese il viaggio e giunse alle foci del Tevere dove il re Latino gli diede la figlia Lavinia in sposa e un territorio dove fondare una nuova citt che chiam Lavinio.

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VATI, POETI E ARTISTI MITICI MELAMPO Presente nelle leggende argive e tessale, era un profeta e si dice che avendo curato una covata di serpenti a cui erano morti i genitori, essi gli leccarono le orecchie e in questo modo impar il linguaggio degli uccelli e a predire lavvenire. Ad Argo guar le figlie del re Preto e cos ottenne una parte del regno.

CALCANTE A sette anni di et vide Atena che faceva il bagno e la dea, presa dalla rabbia, lo accec, ma gli diede in cambio la capacit di predire il futuro. Era in grado di comprendere il linguaggio degli uccelli. Altri profeti furono MOPSO, ELENO e CASSANDRA

ORFEO Era il primo suonatore di cetra e come tale prediletto di Apollo. Cantava cos bene che le piante e le pietre si muovevano nel sentirlo e le bestie selvatiche diventavano docili. A Zone, in Tracia, un gruppo di antiche querce ancora disposto secondo lo schema di una delle sue danze, come Orfeo le lasci. Orfeo accompagn gli Argonauti nella loro spedizione e si dice che con la sua musica li aiut a superare molte difficolt. Tornato, spos. Un giorno, nei pressi di Tempe, Euridice incontr Aristeo, che cerc di violentarla. La ragazza inciamp e cadendo fu morsa da un serpente e mor. Orfeo prese a piangerla con canti cos dolci che commuoveva anche le pietre. Decise quindi di scendere negli Inferi per cercare di riaverla. Infatti perfino Ade si commosse al suo pianto e gli fu concesso che Euridice lo seguisse a condizione che durante il tragitto Orfeo non si voltasse mai a guardare la sposa, altrimenti lavrebbe persa per sempre. Giunto quasi alluscita dagli inferi Orfeo non riusc a resistere, si volt e perse Euridice per sempre. Quando il dio Dioniso giunse in Tracia, Orfeo non lo onor e iniziava invece i suoi fedeli ad altri misteri e condannava i sacrifici umani che invece rientravano nel culto di Dioniso. Il dio, adirato, ordin alle sue fedeli Menadi di vendicarlo. Cos le Menadi fecero a pezzi Orfeo e gettarono nel fiume Ebro la sua testa che galleggi, cantando, fino al mare, e fu portata dalle onde sullisola di Lesbo. Le Muse in lacrime raccolsero le membra di Orfeo e le seppellirono ai piedi del monte Olimpo. La sua testa fu invece posta nella grotta di Antissa, sacra a Dioniso. Da l profetizz giorno e notte finch Apollo vedendo che i suoi oracoli non erano pi frequentati dai fedeli, and alla grotta e grid alla testa di tacere per sempre. Cosa che fece. Anche la lira di Orfeo arriv a Lesbo sulle onde e per intercessione di Apollo e delle Muse fu posta in cielo come costellazione.

LINO Figlio della musa Urania rallegrava coi suoi canti le zone del monte Elicona. Fu ucciso da Apollo geloso della sua bravura.

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TAMIRI Fu il primo dei cantori antichi ad allietare una corte coi suoi canti. Ma pecc di superbia e volle gareggiare con le Muse. Per punizione fu accecato e gli fu tolta la capacit di cantare e suonare.

MUSEO Introdusse e diffuse larte poetica in Attica.

DEDALO Artista mitico, che lavor a Creta, in Attica, in Italia e in Sicilia. Altri due artisti famosi furono TROFOINO e AGAMEDE

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