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I segreti della casta di Montecitorio: Quei maledetti 98 mi...

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Quei maledetti 98 miliardi che lo Stato non vuole riscuotere


E se mentre vi stanno decurtando la pensione, obbligandovi a lavorare per altri 6 anni, vi dicessero che ci sono 98 miliardi di euro che lo Stato potrebbe riscuotere ma a cui non sembra per nulla interessato? E se mentre le accise sulla benzina aumentano e fare un pieno diventa un salasso veniste a sapere che sono 4 anni che i vari governi di destra, di sinistra e di impegno nazionale non fanno nulla per recuperare quella cifra enorme che, da sola, basterebbe a pagare gli interessi sul debito pubblico nazionale per un anno intero? Un po di storia E' il maggio del 2007 quando una Commissione Parlamentare prima, e il Gruppo Antifrodi Tecnologiche della Guardia di Finanza poi, al termine di una lunga inchiesta comunicano i risultati alla Corte dei Conti. E sono dati sconcertanti. Le dieci maggiori societ concessionarie che gestiscono le slot machine avrebbero contratto un debito col Fisco per gli anni 2004-2007 pari a circa 100 miliardi. La truffa erariale pi grande che la storia della nostra Repubblica ricordi. Ma come potuto succedere? Molto semplicemente, per legge le fameliche slot machine devono essere collegate con un modem ad un ricevitore della Sogei (Societ Generale di Informatica controllata dal Ministero del Tesoro). Invece, i due terzi delle macchinette non sono collegate a questo sistema di controllo. E infatti nel solo 2006 le societ indagate incassano il triplo dellimporto dichiarato al Fisco: 43,5 miliardi anzich 15,4. Dopo varie contestazioni e numerose penali che lasciano ipotizzare un costante aumento della cifra che lo Stato deve riscuotere si arriva, il 4 dicembre del 2008, al processo. Come spesso succede, tuttavia, i difensori contestano la competenza della Corte dei Conti obiettando che di tale questione deve occuparsi il Tar del Lazio. La disputa viene risolta dalla Cassazione, che nel dicembre del 2010 stabilisce che i giudici contabili possono continuare ad indagare. E infatti, nellottobre scorso, ripreso il processo. Le responsabilit dei Monopoli Pesanti responsabilit, se non addirittura connivenze, sembrano ricadere anche sullAgenzia dei Monopoli di Stato (AAMS). A denunciarlo la stessa Commissione dindagine che parla di interrogativi sorti durante linchiesta su specifici comportamenti tenuti dai Monopoli in particolari occasioni che riguardano sia la fase di avvio delle reti telematiche e in particolare lesito positivo dei collaudi allora condotti, subito dopo smentiti dallesperienza applicativa, sia laccelerato rilascio di nulla-osta di distribuzione per apparecchi nellimminenza dellentrata in vigore di una disciplina pi stringente, sia infine lomessa applicazione di sanzioni previste dalla legge e linvenzione di regimi fiscali forfettari. E secondo quanto dichiarato da un membro della Commissione al Secolo XIX, i Monopoli hanno autorizzato persino macchinette apparentemente innocue, giochi di puro intrattenimento, senza scoprire che premendo un pulsante si trasformavano in slot-machine. Lapplicazione di forfait ha permesso il dilagare di anomalie, perch la 'cifra fissa' assai pi bassa di quella che potrebbe essere rilevata dalle macchine. Cos in

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04/01/2012 13.07

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moltissimi casi sono state dichiarate avarie, guasti, difficolt di collegamento dei modem solo per poter pagare di meno, con una perdita secca per lo Stato di miliardi di euro. I Monopoli, in sostanza, avrebbero permesso e facilitato la dilagante evasione delle societ concessionarie, rinunciando a qualunque forma di sanzionamento che avrebbe dovuto essere attuata. Oltre ai vertici de Monopoli, gravi accuse di corruzione sono state rivolte dalla Commissione a singoli funzionari che, attraverso anomale procedure e retrodatazione delle autorizzazioni, avrebbero permesso ad almeno 28 aziende (alcune delle quali oggetto di indagini da parte della magistratura per presunti reati di corruzione nei confronti di dirigenti dei Monopoli) di eludere le disposizioni introdotte successivamente dalla legge. Limmobilismo dei governi Intanto, i governi che si sono succeduti dal 2007 ad oggi - di sinistra, di destra e di impegno nazionale - continuano a restare imbambolati senza prendere una decisione al riguardo. Lultima volta che se ne parlato in Parlamento, lestate scorsa, il ministro Vito ha rassicurato che nel decreto anticrisi, attraverso la collaborazione con la Guardia di Finanza, sono stati attivati controlli e indagini sullattivit delle societ stesse a garanzia del loro operato e per verificarne laffidabilit. Che tradotto suona pi o meno come in Don Raffa: Lo Stato che fa? Sindigna simpegna poi getta la spugna con gran dignit!. Slot, politica e Mafia: un intreccio pericoloso Si potrebbe essere maligni, a questo punto, e pensare che tanto immobilismo bipartisan sia dovuto alla presenza di uomini vicini a politici importanti nellaffare. E magari anche alle infiltrazioni della criminalit organizzata. Atlantis ad esempio, una delle societ concessionarie maggiormente impantanate nella faccenda (con sede fiscale nelle Antille Olandesi), ha un legale rappresentante che si chiama Amedeo Labocetta, un ex esponente di spicco di An a Napoli, oggi parlamentare del Pdl. Lui per ha sempre stoicamente rimandato al mittente ogni accusa: Faccio il deputato a tempo pieno, sono nella commissione antimafia e mi sento il custode di Montecitorio: sempre il primo ad arrivare e lultimo ad andarsene. Peccato che questo stakanovista eroe della patria si sia reso protagonista di un episodio assai curioso, il 9 novembre scorso. Mentre le Fiamme Gialle stavano perquisendo un ufficio di Francesco Corallo, presidente di Atlantis, s intrufolato quatto quatto nel locale insieme a Giulia Bongiorno, deputata di Fli e ha portato via quello che ha definito essere un suo computer, invocando limmunit parlamentare in faccia ai militari della Guardia di Finanza. Francesco Corallo, proprietario di quellufficio romano e presidente di Atlantis, un personaggio piuttosto importante. Se non altro perch suo padre quel Gaetano Corallo condannato a 7 anni di reclusione per associazione a delinquere. Si tratta di uno dei pi importanti esponenti della mafia di Catania, in strettissimi rapporti con Nitto Santapaola, che avrebbe anche ospitato in una sua villa ai Caraibi durante la latitanza del superboss. Forse, un giorno, qualcuno ci dir come andr a finire questa brutta storia. Intanto voi, cari Italiani, in nome del bene del Paese e in virt della difficolt del momento che stiamo attraversando, pagate e zitti. Valerio Valentini

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