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INFANT RESEARCH E TRATTAMENTO DEGLI ADULTI UN MODELLO SISTEMICO-DIADICO DELLE INTERAZIONI PREFAZIONE Punti chiave elaborati dalla Beebe

e da Lachmann sono: Modello integrato tra infant research e psicoanalisi; Ricerca empirica sul bambino, in particolare interazione faccia a faccia nella coppia madrebambino. Collaborazione tra i 2 iniziato con il trattamento di Burton, 1972. 1. BURTON, IERI E OGGI Tale caso ci fa capire come le nuove conoscenze sullo sviluppo umano possono estendere la comprensione clinica e le modalit di intervento terapeutico. Lachmann si ispirava alla Jacobson (autonomia e indipendenza in evoluzione del bambino) e conosce Kohut. Le sue iniziali influenze psicoanalitiche prospettiva monopersonale, secondo cui la psicopatologia ha origine e risiede nel paziente; lanalista analizza conflitti inconsci e libera il paziente dalle forze che ostacolano il suo sviluppo. Beebe una dei 3 dottorandi supervisionati da Lachmann. Si ispirava a Werner, Piaget e ai costruttivisti. Cruciale la conoscenza di Stern sulla reciprocit madre-bambino, in particolare con lespressione facciale degli affetti ed evoluzione (titolo tesi); tutto ci in periodo in cui la psicoanalisi vedeva i bambini meno complessi, attivi e sociali di quanto sappiamo oggi. Burton era uno studente pericoloso e agitato (per questo si decise tale nome in riferimento ad un attore; la 1 moglieLiz, la 2 moglieSybille), inizi il trattamento a 20 anni, soffriva di depressione, faceva uso di alcool e droga e aveva idee suicide persistenti, il suo senso del tempo era alterato, aveva comunque una ricca immaginazione, unintelligenza fuori dal comune e si preoccupava molto per i suoi amici. Beebe e Lachmann erano convinti della possibilit di un approccio psicoanalitico, con modello teorico di consolidamento del S, nella convinzione che i problemi di separazione fossero centrali nelle difficolt del ragazzo a strutturare il proprio S e che la sua patologia derivasse dal desiderio di fusione e difficolt nella separazione. Lassunto di base che il senso del S si consolida lungo 3 dimensioni: 1) differenziazione fra S e oggetto; 2) capacit di tollerare gli affetti positivi e negativi 3) esperienza della continuit nel tempo.

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Si usa il termine di differenziazione per riferirsi al processo mediante il quale S e oggetto diventano distinti; e separazione per indicare la capacit di mantenere tale distinzione e per determinare una diminuzione del bisogno delloggetto reale. Durante il trattamento Beebe e Lachmann usano il concetto di incrementi di separazione per organizzare le fluttuazioni del ragazzo in maggiore stabilit, modificare la sua fantasia tutto-o-niente (separazione = morte) e consolidare la sua struttura psichica. Tornando al paziente, quando Liz lo respingeva, egli voleva ucciderla e uccidersi. Il suo desiderio profondo di ricongiungersi a Liz viene visto come un residuo della fusione infantile con la madre Burton aveva dichiarato: Siamo gemelli siamesi; se fossimo separati moriremmo: tale affermazione di Burton confermata da un incubo ricorrente in infanzia cio lui o sua madre in una bara, laltro fuori separazione = uccidere o essere ucciso; separazione = morte anche con Liz, quando lei si drogava, lui si sentiva escluso, ucciso da lei e quindi voleva ucciderla; tale relazione rievocava quella con la madre; Burton era convinto che la relazione con la sua nuova compagna, Sibille, fosse un tradimento di Liz ci richiama il ricordo di una relazione che il padre aveva avuto con unamante, e della rabbia che aveva provato nei suoi confronti per aver tradito la madre. Nella competizione con il padre, doveva essere pi fedele di lui; liniziale fedelt verso la madre si trasform ben presto in una fusione e Burton (picchiato dal padre) si sentiva simile a lei. Nel rapporto con Liz, loscillazione tra avvicinamento e allontanamento diventava pi evidente, senza di lei sarebbe morto (la amo, la odio; voglio ucciderla, voglio stare con lei). Questambivalenza sfoci in uno stato di disorganizzazione che culmin in uno stato suicida in cui riviveva la marte della madre ( labbandono di Liz come la morte della madre voglio uccidermi). Praticamente Burton non distingueva fra S e loggetto (Liz), e rientr in uno stato di fusione Liz simile a quella della madre. Ci annullava anche la dimensione temporale. Incapace di prendersi cura di se stesso, chiese aiuto apertamente a Beebe e inizia a vedersi anche bisognoso; qui la fusione stava diventando una dipendenza oggettuale e stava iniziando una differenziazione tra S e oggetto. Allinizio del nono mese di terapia, quando Burton salt delle sedute (per arrestare il processo di separazione con Liz), il transfert emerse in primo piano e divent loggetto principale delle interpretazioni. Burton era in collera per la sua dipendenza sessuale da Liz e si sentiva in preda al panico perch temeva che la perdita del rapporto con lei avrebbe comportato la perdita della propria sessualit. Separando la sua sessualit da Liz, rassegnandosi alla sua mancanza e riconoscendo che il senso dellesperienza di perdita nei suoi confronti andava ricercato nel rapporto con la madre, Burton comp decisivi progressi nel processo di differenziazione e di separazione. Ma le idee suicide ancora cerano e vennero interpretate come una forma di autopunizione per lallontanamento da Liz e come desiderio di annullare i progressi compiuti. Burton riconobbe laspetto difensivo della sua pazzia e la sua responsabilit nello scegliere di non diventare pazzo questo riconoscimento venne visto come

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linizio di una profonda ristrutturazione del suo S. Il progresso in differenziazione tra S e altro c anche grazie al lavoro sul padre e sulla separazione dal terapeuta che porta a consolidare il S nucleare; vi anche il progresso in capacit di tollerare affetti intensi e progresso in senso di continuit nel tempo. Burton e il modello sistemico Beebe e Lachmann oggi criticano il loro primo approccio al caso Burton, le varie critiche sono: 1) linteresse per il processo di strutturazione e il deficit strutturale rifletteva un punto di vista monopersonale della psiche; 2) il modello evolutivo si concentrava soprattutto sul processo di separazione; 3) troppo importanza alla narrazione verbale e poca allo scambio non verbale; 4) uso si un modello unidirezionale che enfatizzava solo linfluenza del terapeuta sul paziente e non del paziente sul terapeuta e dava poco importanza al rapporto tra i 2. Il modello sistemico afferma che la psicopatologia non un deficit organizzativo statico; il concetto di struttura psichica sostituito da quello di modello di esperienza, che indica una modalit organizzativa che varia nel tempo. Il concetto di struttura di interazione sostituito da quello di modello di interazione per evitare la staticit del concetto struttura. Nella prima infanzia, i modelli esperenziali si organizzano come aspettative di sequenze di scambi reciproci; questa influenza bidirezionale, in cui ogni partner d un proprio contributo allo scambio in corso, pu essere definita co-costruzione. Secondo il modello sistemico laspettativa non un fattore aspecifico e non interpretativo come sostenuto dalla psicoanalisi; invece la disconferma delle aspettative negative e traumatiche ha un azione terapeutica (Burton si aspettava critiche, abbandonie gratificazione dalle droghe; non confermando nessuna di queste aspettative, il terapeuta aveva fornito un background di sicurezza e aveva perturbato il sistema consentendo la prosecuzione dellinterazione) importanti sono gli scambi non verbali. Secondo il modello sistemico il processo di interiorizzazione procede di pari passo con lorganizzazione delle rappresentazioni (o modelli di aspettative). Il processo di organizzazione consiste nellelaborazione, nella rappresentazione e nellanticipazione delle autoregolazioni e delle regolazioni interattive costruite da entrambi i partner. E proprio linterazione analitica che ha modificato il processo di autoregolazione nel caso Burton (non gli servono pi alcool e droga). Il concetto di incrementi di separazione stato tradotto in termini sistemico-diadico; un modello interattivo di rottura e riparazione la riparazione c stata infatti nel rapporto Burton-Beebe. Al modello evolutivo di separazione-individuazione viene preferito oggi un modello di attaccamento-individuazione venne riconosciuto lattaccamento di Burton nei confronti dellanalista, ma non viceversa. Venne considerata solo met del sistema, cio non venne riconosciuta la partecipazione della Beebe alla co-costruzione della relazione. Oggi Beebe e Lachmann considerano il trattamento un processo interattivo continuamente co-costruito con una continua negoziazione della relazione. Infine, mentre nel primo approccio venne considerata la

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relazione con Liz come una ripetizione di quella della madre, oggi Beebe e Lachmann evidenziano linfluenza reciproca tra ripetizione e trasformazione. La tendenza di Burton a proiettare sulle sue relazioni attuali la percezione infantile della madre come cattiva fu superata; comunque grazie al lavoro sul transfert, Burton svilupp laspettativa che una relazione intensa pu anche essere sicura e piacevole, non solo distruttiva, prevedibile e non solo soggetta a rotture. 2. IL MODELLO SISTEMICO-DIADICO Beebe e Lachmann approfondiscono lInfant Research: la Beebe perch si sentiva divisa tra linteresse verso il modello evolutivo applicato a i suoi pazienti e un modello utilizzato per le ricerche sui bambini; Lachmann utilizzava linfant research come nuova via di accesso alla psicoanalisi (il punto di partenza non la patologia o il divano, ma le ricerche sui bambini normali), il bambino empirico attira la sua attenzione, importante linterazione nellorganizzazione delle prime esperienze di vita, le correzioni reciproche insieme al caregiver tutto questo studiato da Beebe e Lachmann per approfondire il rapporto tra paziente-analista. La conoscenza di Sander cruciali: i comportamenti di autoregolazione possono essere considerati modi di influenzare il partner e viceversa; il legame fra autoregolazione e regolazione interattiva forma il nucleo del modello sistemico-diadico. Il contributo dellinfant research alla psicoanalisi non sta nella convinzione passata che nel trattamento delladulto possano essere ricapitolati stati di vita precedenti, ma nella scoperta che i processi che regolano linterazione non verbale rimangano gli stessi per tutta la vita. La teoria sistemica consente una visione integrata dei dati provenienti dallinfant research, se si considera un sistema diadico interconnesso tra bambino e genitore. I modelli sistemici Fin dai primi anni 70 linfant research considerava la regolazione interattiva in opposizione allautoregolazione, ad eccezione di Sander; solo ultimamente si spostata lattenzione ai processi autoregolatori e alla loro integrazione con la regolazione interattiva. La psicoanalisi ha sempre considerato gli stati interni, ma solo ultimamente ha dato importanza allinterazione diadica. Vengono considerati modelli sistemici quegli approcci che integrano il contributo dellindividuo e quello della diade allorganizzazione dellesperienza e del comportamento. Come precursori possiamo considerare Piaget e Werner in quanto hanno posto lenfasi sullinterazione continua tra organismo e ambiente. In psicologia, i modelli sistemici derivano dalle teorie fisiche e biologiche con Lewin, Morris e poi Sullivan, il quale ha avanzato lipotesi che ogni soggetto ha tante identit quante sono le sue relazioni umane; poi anche Winnicott che affermava che non esiste il bambino ma ununit madre-bambino. Restando nella ricerca evolutiva, osserviamo fino agli anni 70 che i modelli sistemici consideravano linfluenza del genitore sul bambino e non del bambino sul genitore; poi grazie allinfant research si ha una visione bidirezionale il sistema ha 3 unit che interagiscono tra

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loro: genitore (unit autorganizzante e autoregolatoria); bambino (unit autorganizzante e autoregolatoria) e diade genitore-bambino (campo interattivo con una propria organizzazione) non si pu considerare una unit senza tener conto delle altre 2. La bidirezionalit a cui si giunti, comporta che il comportamento di un partner pu essere previsto in base a quello dellaltro, c uninfluenza reciproca data da parole, azione e comunicazione non verbale. Autoregolazione e regolazione interattiva sono reciproche, simultanee, complementari e in equilibrio dinamico siamo influenzati dal nostro comportamento (autoregolazione) e da quello degli altri (regolazione interattiva); siamo impegnati a monitorare il nostro partner (lo influenziamo e ne siamo influenzati) e a regolare il nostro stato interno. Definizione di autoregolazione e di regolazione interattiva Quando si parla di regolazione interattiva vengono usati aggettivi come reciproco, bidirezionale e co-costruito in modo intercambiabile, ma sono termini che non implicano mutualit ci significa che il flusso di risposte tra i partner scorre in entrambe le direzioni (il comportamento di ognuno influenzato da quello dellaltro e pu essere previsto in base a quello dellaltro, ognuno sente di influenzare laltro e di essere influenzato). Questi termini non implicano simmetria ognuno pu influenzare laltro in modi diversi e in gradi diversi; non implicano un modello causale la regolazione dipende dalla probabilit che il comportamento delluno sia prevedibile in base a quello dellaltro; non implicano lidea di uninterazione positiva oltre agli scambi positivi anche quelli negativi (es. caccia e fuga) sono regolati in modo bidirezionale. Il termine autoregolazione denota la capacit dei partner di regolare i rispettivi stati; gi alla nascita c il controllo del livello di attivazione, il mantenimento dello stato di vigilanza, la capacit di indicare stati come fame, sonno; lautoregolazione cruciale nella capacit di prestare attenzione e interagire con lambiente; nelladulto include le fantasie inconsce e le difese. Secondo il modello sistemico-diadico, lorganizzazione dellindividuo (autoregolazione) sempre in dialogo con la diade, influenza la regolazione interattiva e ne viene influenzata. Il modello sistemico di Sander Il modello sistemico pi generale stato ideato da Louis Sander che preferisce il concetto di processo a quello di struttura; qui lindividuo partecipa ad uno scambio continuo con il contesto. Sander si sofferma su autoregolazione, regolazione interattiva e la loro integrazione. Lautoregolazione, capacit insita negli esseri umani fin dalla nascita, modifica il processo di regolazione interattiva ed da esso modificato: il bambino si percepisce come soggetto agente grazie allautoregolazione, ma solo se la regolazione interattiva lo consente (il senso del s agente una competenza sistemica dice Sander). Sander si chiede come la coerenza del sistema emerga

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dalla complessit e come il sistema permetta lo sviluppo del senso didentit e di controllo degli eventi; per rispondere a queste domande usa il principio di corrispondenza delle specificit di Weiss questo principio stabilisce una risonanza tra 2 sistemi sintonizzati tra loro, in base alle propriet corrispondenti (es. attenzione con cui madre e bambino, analista e paziente, seguono i reciproci ritmi vocali). Secondo Sander la corrispondenza delle specificit genera aspettative nel bambino, poich nelle varie interazione vi la ricorrenza di alcuni modelli. Ogni sistema raggiunge la propria coerenza grazie ad un processo di adattamento, una sintonia reciproca; la capacit di influenzarsi reciprocamente fondamentale per ladattamento reciproco tra i partner. Il principio di corrispondenza delle specificit sta alla base del concetto di momento dincontro di Sander: la corrispondenza delle specificit tra 2 sistemi sintonizzati rende ciascun partner consapevole dello stato dellaltro; praticamente ci sono 2 stati di consapevolezza posti a confronto e ci crea una corrispondenza tra come ogni partner conosce se stesso e come conosciuto dallaltro ci favorisce lo sviluppo di un senso di identit e di un s agente, poich il riconoscimento reciproco aiuta ad agire sulla propria autoregolazione. Sander ci invita a considerare lorganizzazione madrebambino come una propriet sistemica costruita reciprocamente da entrambi, superando cos la visione tradizionale che riconduce tutto alle propriet dellindividuo. Beebe e Lachmann estendono il modello di Sander anche al sistema analista-paziente. Infant research e teoria psicoanalitica dellinterazione La psicoanalisi cerca una teoria generale dellinterazione, ma i suoi principi organizzativi possono essere individuati solo se madre e bambino vengono visti come sistema. Serve considerare (anche nel sistema analista-paziente) la comunicazione non verbale (implicita, emotivo-procedurale), e non solo la comunicazione verbale (esplicita), che lessenza del comportamento sociale ed cruciale nellinfluenza reciproca. La comunicazione non verbale fondamentale anche nellinfluenzare lautostima, la formazione dellimmagine del s, ecc. Il linguaggio tra madre e bambino non verbale, mentre gli adulti possono scegliere tra 2 linguaggi: verbale e non verbale, che si influenzano in modo reciproco continuo. Lorganizzazione dei processi interni e relazionali: verso una visione integrata I processi interni e quelli relazionali si organizzano simultaneamente, influenzandosi a vicenda. Nei bambini e negli adulti la comunicazione faccia a faccia implica lesperienza di influenzare il partner e di essere influenzati, e continue variazioni negli stati di attivazione e di autoregolazione. Lesperienza di influenzare e di essere influenzati sono intrinseci dellinterazione faccia a faccia, tanto nel bambino quanto nelladulto. La regolazione interattiva riorganizza sia i processi interni sia quelli relazionali, a loro volta i cambiamenti nellautoregolazione in entrambi i partner modificano il processo interattivo. Lintegrazione tra autoregolazione e regolazione interattiva ci consente di chiarire in che modo si organizza lesperienza. Ecco alcune ricerche sui bambini e sugli adulti:

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- La percezione trasmodale delle corrispondenze Meltzoff osserva che dopo 42 minuti di vita i bambini imitano lespressione del volto adulto perch sentono corrispondenza tra ci che vede e ci che sente propriocettivamente sul proprio volto; ci avviene grazie alla corrispondenza trasmodale, che consente il confronto fra informazioni ambientali e informazioni propriocettive e consente lesperienza pi precoce del con me. Tale meccanismo coordina gli stati interni e relazionali. - La percezione delle emozioni del partner crea uno stato di risonanza nellosservatore Davidson e Fox osservano che se il bambino vede un video con unattrice che ride, c un EEG con effetto positivo (attivazione del lobo frontale sinistro); se invece il bambino vede un video con unattrice che piange, c un EEG con effetto negativo (attivazione del lobo frontale destro). Ci che il bambino percepisce sul volto del partner modifica il suo stato interno. Dawson vede che i bambini con madri depresse hanno una responsivit emotiva diversa rispetto agli altri bambini c lennesima conferma che gli eventi interattivi e lo stato interno dei bambini risultano coordinati! - La corrispondenza delle espressioni facciali Ogni espressione dl viso associato a un pattern di attivazione fisiologica nel soggetto e ad una attivazione simile nel partner: lo stato interiore e quello relazionale vengono ad costruiti un simultaneamente. di facce Altri studi confermano che proiettate prima facce e dopo neutre dellesposizione soggetto allegre, venivano

(mascheramento) anche se lesposizione a facce allegre non era consapevole al soggetto, gli elettrodi registravano reazioni dei muscoli facciali delle reazioni emotive si attivano a livello inconscio durante la comunicazione faccia a faccia (comunicazione non verbale inconsapevole). - Lesperienza interiore si organizza nel contesto interattivo Sander ha studiato in che modo il bambino appena nato gestisce il mantenimento degli stati di veglia e sonno e la transizione tra i vari stati. Vi una complessa interazione tra lautoregolazione del bambino e il modo in cui madre e bambino gestiscono insieme tali transizioni. Sander ha utilizzato tale schema per suggerire che la capacit di esperienza interiore esiste fin dalla nascita e si consolida tramite lesperienza di stati ricorrenti. Lesperienza interiore va cos consolidandosi nel contesto interattivo. Quando il bambino vede pi o meno corrisposte le sue aspettative su come andr la regolazione interattiva, diviene consapevole del proprio stato interno; maggiore sar la regolarit con cui si susseguiranno tali stati, tanto pi il bambino ne sar consapevole. - Dati sulla co-costruzione dei processi interni e relazionali nelladulto Molte ricerche sottolineano la relazione tra espressione facciale e stato interno: il volto capace di esprimere emozioni agli altri e a se stessi grazie al feedback proveniente dalla lingua e muscoli facciali, dal suono della propria voce, ecc. I cambiamenti nellespressione facciale determinano cambiamenti nello stato soggettivo e possono favorire o inibire lespressione delle emozioni. Un esempio la ricerca di Ekman e coll. che osservano che soggetti davanti ad un film allegro, hanno pi espressioni positive e si sentono pi allegri di quelli che vedono film tristi, che riferiscono di sentirsi tristi e manifestano espressioni

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negative. Altre ricerche simili riguardano le espressioni facciali di psichiatri e pazienti che hanno tentato il suicidio; espressioni facciali intense, spontanee e inconsapevoli da parte di entrambi sia per regolare il proprio stato interiore sia per comunicare. - Lespansione diadica della consapevolezza Tronick ritiene che il mantenimento della regolazione interattiva (omeostasi) deriva da fattori esogeni e interattivi, cio una conquista diadica. Nella regolazione interattiva tra madre e bambino, o tra terapeuta e paziente, ogni partner influenza lo stato di consapevolezza dellaltro, cio lorganizzazione mentale; lorganizzazione interna diventa cos pi coesa e complessa poich accoglie gli stati di consapevolezza dellaltro. Tronick dice che su tali linee si pu organizzare un approccio terapeutico, perch sia lanalista che il paziente sono coinvolti in stati disdici di consapevolezza. Riepilogo Stato interno e interazione sono connessi e organizzano lintegrazione tra autoregolazione e regolazione interattiva. I principi emersi sono: 1. nel modello sistemico lautoregolazione e la regolazione interattiva sono simultanee, complementari e in equilibrio dinamico; 2. ogni partner partecipa a un continuo processo di influenza reciproca a livelli inconsapevole e non verbale; 3. ogni sistema diadico facilita o inibisce la regolazione degli stati interni di ogni partner; 4. la corrispondenza trasmodale ci permette di creare un legame tra comportamento osservato e nostre propriocezioni e rappresenta sin dalla nascita uninterfaccia tra S e laltro; 5. percepire affetti positivi o negativi nellaltro crea risonanza emotiva e modifica il lobo frontale; 6. visto che lespressione del volto associata a modificazioni fisiologiche, osservarla nellaltro crea uno stato fisiologico simile nellosservatore; 7. nella reciproca influenza, ognuno influenza lo stato di consapevolezza (organizzazione mentale) dellaltro, specie in stati di corrispondenza prolungati; 8. nel processo interattivo, il comportamento, lo stato di attivazione e la consapevolezza soggettiva si organizzano simultaneamente. 3. LA RIORGANIZZAZIONE INTERATTIVA DELLAUTOREGOLAZIONE Il caso di Karen Secondo il modello sistemico di Beebe e Lachmann, lautoregolazione e la regolazione interattiva sono reciproche, simultanee, complementari ed in equilibrio dinamico; tutto ci in condizioni ottimali mentre in Karen cera squilibrio, troppa autoregolazione. Riprendendo Sander, sappiamo che nel bambino lesperienza interiore si organizza nel contesto interattivo con la madre, ci avviene anche nel sistema paziente-analista (Beebe e Lachmann giocano su questo nella terapia). Carenze nellautoregolazione incidono sulla qualit della regolazione interattiva,e viceversa come per esempio nel caso Karen, che si esclude da ogni sostegno esterno. Ponendo attenzione, specie ai suoi segnali non verbali, Beebe e Lachmann impostano la terapia di Karen sullautoregolazione e sulla regolazione interattiva.

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Il caso di Karen Karen inizia la terapia con Lachmann a 27 anni, dopo un tentativo di suicidio. Aveva paura di parlare con lanalista, temeva che se avrebbe provato sentimenti spiacevoli che avrebbe dovuto gestire da sola. Tale aspettativa faceva supporre che nel suo sviluppo si fosse prodotto uno squilibrio tra autoregolazione e regolazione interattiva. I suoi genitori si erano sposati subito dopo il diploma e non nascondevano a Karen che la sua nascita aveva intralciato con tanti progetti. A 7 anni lei fece un fioretto: se i suoi genitori avessero smesso di litigare, lei avrebbe smesso di vivere. Presto si manifestarono le prime tendenze suicide. A 17 anni aveva avuto una relazione con Brian, che a causa di un tumore al cervello mor gettandola in preda alla depressione. Il terapeuta era inibito nel fare osservazioni; reagiva alla sua inibizione inibendo se stesso. Presto il terapeuta si rese conto di quelle forme di comunicazione non verbale quali il ritmo, il tono e il volume vocale, le pause; utilizz tale punto di congiunzione per stabilire un legame. Si riusc comunque a stabilire uninterazione che port lentamente al riaffiorare di alcuni ricordi: in uno di questi la madre le chiedeva di imbucare una lettera e lei si sentiva terrorizzata dal dover passare in mezzo ad alcuni barboni per farlo; la madre laveva incoraggiata dicendole che ormai era grande passare da sola in mezzo ai barboni aveva significato per Karen dimostrare alla madre che stava crescendo. Un altro ricordo si riferiva ad un attacco asmatico avuto in un grande magazzino, a cui la madre aveva reagito dicendo che la spesa era importante e non doveva fare troppe storie; Karen era convinta che il suo stato fisico non fosse importante, ora per si sentiva ferita per la negligenza della madre. Un altro ricordo riguardava la sua insonnia che aveva cercato di guarire mettendosi a dormire nella vasca da bagno che sentiva come una corazza protettrice; quando i genitori se ne accorsero la mandarono a dormire in camera, dove rest confinata finch i genitori non la trascinarono al college. I 3 ricordi rappresentano una serie di scene modello che vedono una regolazione reciproca tra madre e figlia che orientano Karen verso lautoregolazione solitaria. Allinizio cerc di regolare i suoi stati aggrappandosi alla madre, sentendosi ignorata cominci ad aspettarsi che ogni passo verso lindipendenza lavrebbe condotta allabbandono; comp allora una serie di sforzi autoregolatori, convinta di essere un peso per i genitori, pensava che il suo isolamento fosse giustificato. Karen pass i primi 2 anni di terapia non parlando alle sedute o saltandole. Quando lanalista le chiese il perch delle sue assenze, lei rispose che era gi tanto che veniva quelle poche volte che lo faceva. Al terzo anno il terapeuta inizi a telefonarle un paio dore prima di ogni seduta per ricordarle lappuntamento; nel giro di 3-4 mesi non manc pi a nessuna seduta. Bench distante, Karen dimostrava di essere ricettiva agli sforzi dellanalista. Col tempo, sentendosi pi energica, usciva anche prima di ricevere la telefonata. Al quarto anno un suo conoscente mor e lei decise di parlarne con la madre che pens di portarla in un locale dove si ascoltava della musica. Allanalista rifer di sentirsi in colpa per essersi comportata male con questo suo conoscente e di essere furiosa con la

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madre per essersi dimostrata insensibile ancora una volta. Ma nonostante fosse ancora isolata, Karen riusc a utilizzare il legame con lanalista per ristabilirsi da questesperienza. Karen termin il trattamento dopo 8 anni. Commento In sostanza dopo tanti rifiuti Karen si era affidata a misure autoregolatorie, che la portavano a cercare di evitare ulteriori traumi. Tali misure regolatorie per la proteggevano solo in parte, poich mantenevano un equilibrio precario tra espressione e annichilimento del s. Qualsiasi esperienza affettiva la disturbava e si trasformava in sintomi fisici meglio evitare i rapporti isolandosi. Il rapporto intenso con Brian era, secondo Beebe e Lachmann, una rivisitazione del precario legame di oggetto-s con i genitori; con la sua morte, oltre alla perdita dellunica persona con cui aveva un legame, Karen sperimenta il fallimento dei genitori davanti alla sua sofferenza non riconosciuta qui il legame oggetto-s, gi precario, si spezza. Karen ha paura di soffrire di nuovo, quindi non vuole nessun legame. Per raggiungere Karen, Lachmann ha dovuto limitare gli affetti e le espressioni e mantenere una propria attivazione entro i limiti accettabili per Karen, che piano piano si sblocca. Inizia qui il dialogo e lautoregolazione solitaria piano piano viene meno. Lanalista e il paziente non vengono considerati come 2 entit isolate, ma come parti di un sistema questa teoria dellinterazione sostiene che ogni membro della relazione analitica influenzato continuamente sia dal proprio comportamento (autoregolazione), sia da quello del partner (regolazione interattiva). E stata posta molta attenzione al sistema non verbale (modulazione tono, pause, posture, sguardi, ecc.) dellautoregolazione e regolazione interattiva che un aspetto essenziale dellazione terapeutica. 4. CAPACITA PRECOCI E RAPPRESENTAZIONE PRESIMBOLICA La ricerca ci mostra che i bambini che conosciamo oggi sono attivi, competenti e sviluppano sin dalle prime ore di vita delle complesse interazioni. Secondo il pensiero di Piaget sullorigine presimbolica delle rappresentazioni del S e delloggetto, il pensiero simbolico emerge alla fine del 1 anno di vita, si organizza tra i 16-18 mesi e si consolida nel corso del 3 anno. Molte ricerche per mostrano che prima della simbolizzazione ( capacit di rievocare un oggetto fisicamente assente riferendosi ad esso non in base alle sue caratteristiche fisiche, ma attraverso un simbolo convenzionale) esiste una capacit di rappresentazione presimbolica gi dal 2 mese di vita. I modelli di interazione possono essere definiti come modalit caratteristiche in cui madre e bambino si influenzano reciprocamente nel corso dellinterazione (autoregolazione e regolazione interattiva). I modelli di interazione ricorrenti sono riconosciuti, ricordati e previsti dal bambino e vanno a formare la sua esperienza. Queste sono rappresentazioni diadiche, interattive in cui rappresentata lesperienza che il bambino ha della diade (livello presimbolico). Alla base di tale tesi c lassunto

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che la continuit evolutiva (non lineare, ma trasformativi, con continue ristrutturazioni) si situi a livello dei modelli relazionali generalizzati. La rappresentazione presimbolica dei modelli di interazione La capacit rappresentazionale e simbolica non sono pi considerate equivalenti come in passato. La capacit di simbolizzazione si evolve in un 2 momento nel bambino,che gi possiede una capacit rappresentazionale rudimentale parliamo qui di modelli di interazione prevedibili che solo verso la fine del 1 anno diventano prototipi (dai quali poi si sviluppano le rappresentazioni simboliche di S e dellaltro). La rappresentazione presimbolica si basa sulla motivazione ad elaborare informazioni. Il bambino manifesta una capacit endogena innata ed una motivazione intrinseca a processare ed ordinare informazioni. Gi ad 1 anno il bambino percepisce una notevole capacit di rappresentazione presimbolica. Ecco molte ricerche a tal proposito: Discriminazione tra madre ed estranei gi a partire dalle prime 15 ore di vita, il bambino preferisce il volto, la voce della madre a quelli di estranei (per preferenza si intende una convergenza statisticamente significativa dei pattern di risposta). Apprendimento in utero alcune donne allultimo trimestre di gravidanza leggevano ad alta voce al loro bambino una storia, alla nascita i bambini mostravano di preferire laudiocassetta in cui la madre leggeva la storia che avevano ascoltato nellutero rispetto ad unaltra storia (distinguevano intonazione, ritmo componenti fonetiche). Discriminazione uditiva del S Martin e Clark osservano che solo dopo un giorno di vita il neonato sa distinguere la propria voce da quella degli altri neonati (se ascolta la registrazione del proprio pianto, emette meno vocalizzi di quanto ne emetterebbe ascoltando il pianto di un altro neonato). Percezione di contingenze e creazione di aspettative degli esperimenti di DeCasper e Carstens: una volta imparato che prolungando o abbreviando le pause nella suzione iniziava la musica, il neonato si crea delle aspettative e attende contingenza tra il suo comportamento e la risposta dellambiente; la violazione di tale aspettativa (sperimentatasi non accendendo pi musica) porta alla produzione di effetti negativi come pianto e agitazione. Memoria i neonati hanno una memoria molto sviluppata lo dimostra la ricerca di RoveeCollier che evidenzia la capacit dei neonati di 2-3 mesi di ricordare, dopo 24 ora, elementi e movimenti di una giostrino legata alla sua caviglia (muovendo la gamba si muove anche la giostrino); si supera la vecchia convinzione di 8-12 mesi. Memoria e affetti lo stesso gruppo di ricercatori mostrava che a 2 mesi gli affetti provati dal bambino al momento dellapprendimento ne influenzano il ricordo. Prima stata usata la giostrino con 10 elementi, poi si usata la giostrino da 2 elementi; a distanza di 1 settimana i bambini che avevano pianto non ricordavano ci che avevano appreso, a differenza di quelli

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che hanno sempre giocato con la giostrino a 10 elementi.. I bambini che non ricordavano, lo ricordano poi con un indizio: il loro problema non era limmagazzinamento, ma il recupero del ricordo, reso difficoltoso da interferenza dellaffetto negativo. Percezione di tempo, spazio, affetti e livello di attivazione queste dimensioni permettono al bambino do rappresentarsi le interazioni sociali. Per quanto riguarda il tempo, gi a 2 mesi il bambino distingue differenze di durata di 25millisecondi, percepisce abilmente sequenze temporali, sviluppa aspettative su quando si verificheranno gli eventi. Per quanto riguarda lo spazio il bambino ha da subito unottima capacit di percepirlo. In risposta a spostamenti di uno stimolo il bambino muove la testa, cambia postura, ecc. per compensare. A 3 mesi i bambini distinguono oggetti che si muovono in modo biologico (umano) e in modo meccanico; a 4 mesi i bambini mostrano inoltre di riconoscere traiettorie spaziali di oggetti. Circa lespressione facciale degli affetti molto articolata (gi dal 7 mese di gravidanza i nervi facciali sono ben mielinizzati) e diviene completa dai 3-4 mesi. Il bambino sa leggere gli affetti sul volto del partner e ci produce effetto sul suo stato emotivo. Lespressione vocale degli affetti riguarda il fatto che il bambino in grado di percepire gli affetti anche in base al profilo melodico e al tono della voce; gi entro 6 mesi di vita i bambini distinguono tra espressioni verbali positive (ascendenti) e negative (discendenti). Infine il livello di attivazione fisiologica del neonato pu influenzare lelaborazione delle informazioni: quando con un livello di attivazione basso (dopo essere stato pulito e aver mangiato) guarda pi a lungo le luci che lampeggiano con frequenza crescente. Nellinterazione faccia a faccia i battiti cardiaci del bambino aumentano poco prima che il bambino distolga lo sguardo dalla madre, poi torna a livello base e il bambino poco dopo torna a guardare la madre. Riconoscimento di caratteristiche e formazione di schemi il bambino riconosce le caratteristiche di uno stimolo, es. colore, forma; in grado di riscontrare somiglianze e differenze tra le forme. Le aspettative si basano sul riconoscimento del fatto che una forma pu essere la stessa o pu essere diversa. Il bambino loggetto, si crea un modello che comprende le sue caratteristiche, memorizza il modello e lo paragona con loggetto successivo. La formazioni degli schemi cos importante che dalla capacit del bambino di formare schemi a 3-5 mesi possibile prevedere lintelligenza verbale dai 2 ai 5 anni. Tale capacit dipende dallinterazione fra capacit innate e risposte ambientali. Percezione trasmodale consente al bambino di creare uno schema unico da modalit percettive diverse, arrivando alla costanza percettiva delloggetto; un es. la ricerca in cui al bambino bendato messa in bocca una pallina con protuberanza, mostrandogli poi 2 palline il bambino preferiva guardare quelle che aveva avuto in bocca, le informazioni ricevute dalla lingua (protuberanza) sono state trasformate in informazioni visive.

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Categorizzazione presimbolica il bambino forma categorie quando percepisce regolarit e da qui forma un prototipo; la categorizzazione facilita la percezione, la memoria e lelaborazione dellinformazione. Nel processo di categorizzazione si distinguono 3 livelli: 1. sensoriale: il bambino si basa su caratteristiche senso-motorie concreta come forma, colore; 2. concettuale: c maggiore astrazione, es. la relazione spaziale che rimane un legame con concretezza; 3. linguistico: i simboli e concetti hanno il livello di astrazione massima (nel 1 ci sono solo i primi 2 livelli). La capacit di formare categoria posta da Stern alla base del RIG (rappresentazione di interazioni generalizzate), che permette al bambino di generalizzare le interazioni in base a particolari caratteristiche percettive o cognitive. Le aspettative sullandamento dellinterazione organizzano, secondo Beebe e Lachmann, 3 principi: regolazione attesa (le aspettative si organizzano in base allandamento tipico delle interazioni), rottura e riparazione, momenti affettivi intensi. Rappresentazione presimbolica le rappresentazioni organizzate dal bambino diventano simboliche specie attraverso il sistema di rappresentazione non verbale (cio in base alle informazioni percettive come immagini, suoni, ecc.), e non necessariamente c la trasformazione in sistemi di rappresentazione verbale come negli adulti. Comunque alla base di tutto ci sono, verso la fine del 1 anno, le rappresentazioni delle interazioni attese, da cui poi vengono astratti prototipi generalizzati: ci crea le condizioni per lo sviluppo delle rappresentazioni simboliche di S e delloggetto. Prove dellesistenza di unorganizzazione presimbolica delle interazioni sociali nel primo anno sono state fatte in condizioni sperimentali di laboratorio, in cui c il controllo delle variabili che interferisce con quanto osservabile in interazione spontanea. Si pu solo ipotizzare che le capacit percettive dei bambini osservate in laboratorio sono usate anche in interazione spontanea; gli stimoli sociali sono di pi e pi intensi di quelli di laboratorio e richiedono un uso di capacit anche pi avanzate. Ci sono inoltre varie prove che sostengono tale ipotesi, come lesperimento del volto immobile di Tronick, in cui si chiede alla madre di guardare (dopo 2 minuti di gioco spontaneo) per 2 minuti il bambino senza cambiare espressione; i bambini cercano attenzione ma alternano anche momenti di assenza di contatto visivo; laspettativa del bambino (che il partner risponda in modo contingente) violata e ci gli crea disagio; gli effetti dellesperimento durano anche dopo che la madre riprende il gioco normalmente: il bambino la evita. La conclusione di Tronick che il bambino gi a 3 mesi si rappresenta interiormente gli eventi e non risponde meccanicamente agli stimoli ambientali immediati. I risultati di tale osservazione e di molte altre mostrano che la mente si organizza (classificazione delle informazioni, costruzione e ricostruzione delle informazioni in entrata)

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gi dal 1 anno di vita; i vari modelli di interazione possono poi, dopo il 1 anno, trasformarsi e riorganizzarsi pi volte. Limportanza della rappresentazione presimbolica in psicoanalisi Inizialmente la psicoanalisi considerava la rappresentazione presimbolica come premessa a quella simbolica, fase precedente ad essa, oppure come fonte di processi autistici; tali posizioni sono superate: vedi i risultati delle ricerche che confermano che il bambino gi a 3-4 mesi ha unorganizzazione complessa, che poi si evolve continuamente allinterno del campo interattivo. 5. MODELLI PRECOCI DI REGOLAZIONE INTERATTIVA E ORIGINI PRESIMBOLICHE DELLE

RAPPRESENTAZIONI DEL SE E DELLOGGETTO Il bambino ricorre alla capacit presimbolica per formare modelli interattivi alla base delle rappresentazioni del S e delloggetto. Per osservare linterazione madre-bambino viene usata la microanalisi filmata delle sequenze comportamentali nel gioco faccia a faccia, durante il quale si manifestano, dai 3-4 mesi, le abilit interattive. Ci che si osserva in tali situazioni, inoltre, ha valore predittivo sullo sviluppo cognitivo e sociale a 1 anno. Si studiato il gioco tra madre e bambino che siedono luno di fronte allaltro, in una stanza vuota; le telecamere sono poste nelle pareti e sono lasciati liberi di interagire spontaneit semplicemente osservata, senza intrusivit. Labilit interattiva del bambino nel gioco faccia a faccia si basa sul sistema visivo; lo sguardo reciproco e sostenibile gi a 2 mesi. Interazione fra autoregolazione e regolazione interattiva nel filmato del piccolo Elliott Elliott ha 5 settimane di vita; interagisce (gioca) con 3 diversi partner, ogni interazione dura 2 minuti e non c interruzione tra un partner e laltro. Con ognuno il bambino si autoregola in modo diverso, generando uninterazione diversa (ricorda il modello sistemico: autoregolazione e regolazione interattiva si influenzano a vicenda). Con la madre, che poco espressiva (lo fa solo dondolare), Elliott si agita e non cerca contatto visivo, esprime disagio, perch la madre non sa attirare la sua attenzione; se inizia a cantare facilita lautoregolazione del bambino, che diventa pi attento e cerca il contatto visivo; se continua, per, solo a cantare, Elliott diventa meno interessato. Con la dottoranda addestrata a giocare con i bambini c un altro fallimento, perch ella ha unespressione vivace ma non in sintonia con lo stato emotivo di Elliott. Con Beebe va meglio perch ella riproduce localmente il ritmo del pianto del bambino e rallentando il ritmo e abbassando la voce riesce a calmarlo, poi il suo livello di attivazione cala (serve equilibrio nelle stimolazioni eccitanti e calmanti per non farlo addormentare ma neanche iperstimolarlo), cos Beebe aumenta il ritmo della voce ed Elliott reagisce. In questa 3 interazione si vede la capacit di autoregolazione del bambino e di sintonizzazione con laltro gi a 5 settimane. Il passaggio da agitato e iperstimolato ad attento e disponibile al contatto, inoltre, esemplifica la trasformazione di stato di cui parla Stern.

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Lanalisi statistica delle regolazioni bidirezionali Lanalisi delle serie temporali un metodo statistico per valutare le regolazioni bidirezionali (cio grado in cui il comportamento di un partner influenza quello dellaltro); per effettuarla bisogna registrare i comportamenti in sequenza, in tempo reale: movimento della bocca e sopracciglia, variazioni dellorientamento della testa e dello sguardo, sorrisi, smorfie, ecc. I classici metodi statistici di correlazione evidenziano se 2 sequenze comportamentali variano insieme ma non chi influenza e chi influenzato (es. se 2 partner producono ritmi simili per tempo e velocit, sembrano correlati anche se non hanno nulla a che fare tra loro); invece lanalisi delle serie temporali, grazie a tecniche di regressione multipla standard, valuta separatamente linfluenza della madre sul bambino (grado di prevedibilit del comportamento del bambino in base a quello della madre) e linfluenza del bambino sulla madre (grado di prevedibilit del comportamento della madre in base a quello del bambino) poich come prima cosa studia la prevedibilit del comportamento dei 2 separatamente in base allautocorrelazione (modo in cui un soggetto influenzato dal proprio comportamento). Il rispecchiamento facciale Winnicott diceva: il precursore dello specchio la faccia della madre, in cui il bambino vede se stesso. La psicoanalisi e parte dellinfant research considerano il rispecchiamento come uninfluenza unidirezionale dove la madre lo specchio. Beebe e Gerstman hanno creato le scale di coinvolgimento visivo per misurare lintensit del coinvolgimento nellinterazione visiva madrebambino e per descrivere come il bambino regola il proprio orientamento verso la madre, attenzione visiva,espressioni del volto. Gli affetti sono sfumati in varie gradazioni, non ci sono categorie discrete. Nel punto centrale della scala (50) il bambino orientato verso la madre ed ha espressione neutra; nella parte superiore c pi coinvolgimento, il bambino apre la bocca, muove la testa verso la madre, ha vocalizzazioni positive; al livello massimo (90), definito sorriso a bocca aperta, il bambino oltre ad aprire al massimo la bocca, guarda a lungo la madre e si diverte. Dal centro scala in su le regolazioni riguardano il rispecchiamento facciale. Nella parte inferiore della scala c meno coinvolgimento; sotto il livello centrale (50) lespressione neutra lascia il posto allattenzione negativa; nel livello inferiore (30) non c pi il contatto visivo; al livello pi basso (10) definito inibizione della responsivit, il bambino abbassa la testa e resta fermo e non nota gli stimoli della madre. Dal centro scala in gi le regolazioni riguardano linterazione deviata. Nello studio sul rispecchiamento, con lanalisi delle serie temporali, si vista la regolazione bidirezionale (regolazione bidirezionale del rispecchiamento facciale): madre e bambino rispecchiano luna i cambiamenti espressivi dellaltro in modo reciproco. La scala non ha registrato una corrispondenza esatta dei valori, ma solo che madre e bambino si muovono nella stessa direzione affettiva, salendo e scendendo insieme nella scala. Nella diade m-b si sono registrate risposte molto rapide e c un rapporto di contingenza bilaterale (coordinazione): sono forse 2 propriet del sistema di

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comunicazione m-b. La madre risulta comunque il partner pi rapido. Nellinterazione molti comportamenti iniziano quasi simultaneamente: prima che il comportamento di uno sia completato laltro inizia a rispondere. Il bambino risponde ai singoli comportamenti come elementi di una serie prevedibile (e non solo come eventi discreti) e ci ci riporta a Stern, che parla di schemi visivi che permettono a ogni partner di anticipare la sequenza delle azioni dellaltro in relazione alle proprie azioni. Il rispecchiamento facciale contribuisce allorganizzazione presimbolica delle rappresentazioni di S e delloggetto. Le interazioni di rispecchiamento facciale sono correlate positivamente a tal punto che i partner seguono la stessa direzione affettiva: il bambino si aspetta che i suoi affetti andranno nella stessa direzione di quelli della madre. Sono proprio queste esperienze di corrispondenza a far sentire il bambino riconosciuto e sintonizzato con laltro. La corrispondenza degli schemi temporali: il timing interpersonale Il timing e il ritmo sono importanti principi organizzativi della comunicazione gi di per s, senza considerare il contenuto del comportamento. Il timing comportamentale il livello di corrispondenza degli schemi temporali fra i partner e guida i messaggi interpersonali indipendentemente dal loro contenuto. Gli schemi temporali riguardano il ritmo, la velocit, le interruzioni, il tempo di reazione, lalternanza dei turni. Timing e ritmo non sono consapevoli, anche se sono presenti e cruciali in ogni comportamento. Lanalisi del timing, grazie alla microanalisi dei filmati, mostra che madre e bambino (che nasce con capacit di percepire tempo e stimare durata di AT anche molto brevi) interagiscono con modalit che durano frazioni di secondo: tale rapidit suggerisce che le correzioni non sono consapevoli. Jaffe e coll. Effettuano uno studio pi dettagliato sul timing interpersonale e su come influenza lo sviluppo del bambino. Si sono esaminati i ritmi vocali nelle interazioni tra madre e bambino, senza considerare contenuti e significati ma solo gli aspetti temporali del dialogo. A 4 mesi si registra una coordinazione bidirezionale nella regressione delle serie temporali: madre (o estranea) e bambino coordinavano (cio seguivano attentamente) vocalizzazioni e pause reciproche. Questo ci dice gi che coordinazione del timing vocale dipende da abilit sociopercettiva generale (e non legata solo alla madre) innata, capacit di controllo relazionale interpersonale. Il grado di coordinazione temporale nel dialogo m-b o estraneo-b a 4 mesi predittivo dellattaccamento e delle capacit cognitive a 1 anno: un alto grado di coordinazione bidirezionale m-b porta ad un attaccamento insicuro-disorganizzato (un livello intermedio porta ad un attaccamento sicuro); un alto grado di coordinazione estraneo-b porta a punteggi cognitivi pi alti e ad un processo ottimale di elaborazione dellinformazione (capacit di rispondere allimprevisto dellestraneo). Per quanto riguarda lattaccamento, Jaffe e coll. Evidenziano un modello intermedio: si prevede un attaccamento sicuro quando i valori di coordinazione sono intermedi, ottimali, cio senza che il legame sia costrittivo; le coppie che hanno valori medi usano pi liberamente tutta la scala ed hanno maggior flessibilit nel localizzare i valori del partner. Tutta la scal dei livelli di coordinazione, quindi,

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e la capacit di muoversi con flessibilit lungo di essa, servono per lempatia; ma il livello di coordinazione degli schemi temporali costantemente troppo alti o troppo bassi riflettono una relazione patologica o disturbata. Partendo dalla ricerca di Jaffe e coll. (rapporto ritmo vocale/attaccamento) nato un modello sistemico di equilibrio tra autoregolazione e regolazione interattiva. Uno squilibrio pu esserci per un eccessivo monitoraggio del partner (vigilanza interattiva) a scapito dellautoregolazione o per uneccessiva preoccupazione per lautoregolazione (ritiro, inibizione) a scapito della sensibilit interattiva. Un es. di eccessiva autoregolazione a scapito della regolazione interattiva (ritiro) il comportamento dei bambini con madri poco stimolanti (ricerca di Tronick); in tale interazione, la scarsit della regolazione interattiva portava il bambino a sforzi autoconsolatori per fronteggiare il proprio disagio, con conseguente ulteriore delle risposte interattive. Un es. di eccessivo monitoraggio del partner la previsione di un attaccamento non sicuro in funzione di un grado troppo elevato di corrispondenza delle risposte vocali. 4 sono le ipotesi avanzabili: 1) visto che la coordinazione temporale interpersonale a 4 mesi fa prevedere lattaccamento e le capacit cognitive ad un anno, la coordinazione temporale del comportamento interattivo permette di rappresentare in modo integrato degli aspetti fino ad oggi considerati separatamente; 2) la coordinazione temporale un sistema comunicativo presente dalla 1 infanzia ed la base per la comunicazione sociale successiva; 3) la struttura temporale del linguaggio deriva dalla coordinazione interpersonale degli schemi temporali relativi alla comunicazione vocale prelinguistica e cinesica (rappresentazione presimbolica); 4) il grado di coordinazione temporale implica un tipo di adattamento diadico che pu facilitare o ostacolare la comunicazione e lo sviluppo. Corrispondenza affettiva e temporale e implicazioni per lorganizzazione dellesperienza del bambino I vari modi di coordinare reciprocamente le risposte da parte della madre e del bambino servono a far corrispondere il livello di coordinazione temporale e la direzione affettiva del loro comportamento e consentono ad entrambi di conoscere la percezione e i sentimenti reciproci. La somiglianza nel comportamento associata a corrispondenza degli stati emotivi dei partner. Un es. la ricerca di Ekman dove riprodurre modelli di azione di muscoli facciali porta a variazioni fisiologiche pi evidenti che nella 1 esperienza dellemozione. Ci avviene anche durante linterazione in un rapporto di corrispondenza lo stato fisiologico di uno corrispondenza a quello dellaltro. Secondo Ekman, quando una persona contrae gli stessi muscoli facciali visti sul volto dellaltro, prova le sue stesse sensazioni fisiologiche. Lempatia viene definita come laccesso alle percezioni di un altro, imitazione motoria; la trasmissione di stati emotivi da una persona allaltra. Quando si produce lo schema spazio-temporale di unespressione emotiva di unaltra persona, si compie una translazione trasmodale: dalla percezione di unimmagine esterna a una propriocezione interna. Nel bambino,

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laspettativa di essere in corrispondenza con lo stato emotivo del partner un aspetto della rappresentazione presimbolica del S e delloggetto. Modelli di interazione deviata Quando la madre supera o non raggiunge il livello ottimale di stimolazione, il bambino usa vari mezzi contro le intrusioni e carenze. Beebe e Stern mostrano un es. di iperstimolazione materna e di ritiro del bambino. Quando la madre si avvicina al volto del bambino, egli ritrae la testa; la madre gli da la caccia avvicinandosi e il bambino ritrae ancor di pi la testa fuga; poi, prima che la madre si avvicini ulteriormente, il bambino ha gi iniziato ad allontanarsi; tutti questi sono atteggiamenti reciproci semisincronizzati. Anche se linterazione avversiva, comunque regolata bilateralmente: lavvicinamento della madre prevedibilmente seguito dallallontanamento del bambino e lallontanamento del bambino prevedibilmente seguito da una nuova ricerca di contatto della madre; il ritiro del bambino influenza lintrusione della madre, e lintrusione della madre influenza il ritiro del bambino (sequenza caccia e fuga). In uninterazione del genere non si arriva mai a contatto visivo positivo perch il bambino si deve difendere con continua vigilanza. Se tale tipo di interazione diventasse stabile, lesperienza del bambino si organizzerebbe sulla base dellaspettativa di una regolazione disturbata senza possibilit di riparazione (la madre ha bisogno della risposta del bambino e si sente rifiutata; il bambino non pu n stabilire un rapporto con la madre perch sarebbe troppo intrusivo n sottrarsi alla madre perch lei risponde con ulteriore caccia). Quindi vediamo come madre e bambino mantengono reciprocit nelle risposte, relazione e regolazione bidirezionale ci sono, ma il problema sta nella qualit della relazione: in particolare il punto che quando il bambino allontana la testa ed evita la madre, tale comportamento resta predittivo su quello della madre, ma in direzione di aumento, anzich abbassamento della stimolazione materna; cos il bambino non sperimenta il senso di efficacia che sentirebbe in condizioni normali e percepisce in s il potere di calmarsi da solo nonostante il comportamento della madre. Lesperienza del bambino si organizzer, quindi, intorno allaspettativa di una regolazione disturbata, che si immagazzina nella forma rappresentazioni presimboliche (se vengono confermate ancora nel corsonterazioni, dopo il 1 anno si organizzano in prototipi e creano presupposti per lo sviluppo di rappresentazioni presimboliche disturbate in cui S e oggetto appaiono cronicamente in disaccordo). Modelli di interazione e origine delle rappresentazioni presimboliche: riepilogo e conclusioni Gi nel 1 anno il mondo interno del bambino ben organizzato. Le modalit con cui entra in relazione con gli altri si stabilizzano e diventano prevedibili e ci influenza lo sviluppo successivo. Ma le rappresentazioni non sono fisse e immutabili: sono processi dinamici che vanno considerati in una prospettiva interattiva e non individualistica e statica; cio anche se le rappresentazioni del S in

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relazione alloggetto iniziano a formarsi nel 1 anno, possono poi riorganizzarsi: tale qualit trasformativi, se assente e ristretta psicopatologia, con rappresentazioni statiche e rigide. 6. LA CO-COSTRUZIONE DEI PROCESSI INTERNI E RELAZIONALI Autoregolazione e regolazione interattiva nellinfant research e nel trattamento degli adulti Solo ultimamente la psicoanalisi ha iniziato a costruire una teoria diadica dellinterazione. Linterazione di coppia organizza sia i processi interni (autoregolazione) sia i processi relazionali nel rapporto m-b e in quello analista-paziente (c la convinzione che i processi interattivi emersi dalle ricerche sui bambini valgono per tutti i sistemi disdici, anche adulti). Laccesso diadico allautoregolazione Il caso di Elliott illustra lorganizzazione diadica dellautoregolazione. Ci uguale anche per il trattamento degli adulti: a seconda del terapeuta il paziente pu autoregolarsi in modo diverso e viceversa. Ecco alcuni casi di pazienti difficili in cui la regolazione interattiva e lautoregolazione erano rimasti lontani da possibilit di intervento. Il trattamenti di Paul con Beebe inizia quando lui aveva 35 anni, e soffriva di un grave disturbo schizoide; la madre era depressa e alcolizzata, il padre guardava solo al successo, solo la nonna lo curava. Solo dopo il 7 anno di trattamento Paul inizi a parlare di pi (fino ad allora partecipava solo andando agli incontri) e il 9 anno stato la svolta. Beebe nota che durante linterazione il viso di Paul era espressivo e coinvolto, mentre lui diceva di non provare niente. Paul aveva il numero delle pulsazioni molto basso (40 al minuto), ci confermo un drastico abbassamento del suo livello di attivazione fisiologico come stremo tentativo di autoregolazione, tanto da arrivare a bloccarsi. Di conseguenza era disturbata anche la regolazione reciproca. C stato un miglioramento dopo la descrizione del processo. Strategie autoregolatorie e rapporto interpersonale Lo studio sulle strategie autoregolatorie in bambini di 4 mesi, e poi ad 1 anno, mostravano lo stile di attaccamento insicuro nella Strange Situation della Ainsworth. Attraverso la microanalisi del filmato del gioco faccia a faccia si mostrato che i bambini (che poi sarebbero diventati) insicuri guardavano di meno la madre (met del tempo) rispetto ai bambini sicuri:i bambini evitanti mantenevano un orientamento faccia a faccia solo se intanto si toccavano (comportamento tattile autoconsolatorio), altrimenti la guardavano di traverso come fossero pronti a scappare; ci una strategia autoregolatoria che consente di mantenere lo sguardo reciproco nel rapporto con la madre. Per quanto riguarda lespressione facciale degli affetti, durante quella neutra o negativa, il comportamento dei bambini sicuri e insicuri era uguale, lespressione degli affetti positivi invece era diversa (lo sguardo e lorientamento dei bambini sicuri erano stabili, i bambini evitanti non guardavano pi la madre e allontanavano la testa da lei pronti a scappare). Tale ricerca dimostra che lo stato interiore, regolato attraverso forme di autoconsolazione tattile, e lo stato relazionale,

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regolato attraverso lo sguardo reciproco e lorientamento faccia a faccia, vengono simultaneamente co-costruiti. Nei bambini evitanti, inoltre, certe strategie servono a mantenere un rapporto. Osservando gli stessi bambini a 2 anni mentre giocano con la madre si vede che sia il bambino sicuro che il bambino evitante rispondevano in modo simile al contatto visivo con la madre, ma solo i bambini sicuri rispondono alla sua voce. Sembra dunque che i disturbi nellautoregolazione a 4 mesi predicano un attaccamento insicuro ad 1 anno e una risposta al linguaggio materno a 2 anni (con conseguenze negative sul processo di acquisizione del linguaggio). Si osserva inoltre che le madri dei bambini evitanti sono pi vigili: ma la madre del bambino insicuro che compensa la carenza di responsivit vocale del bambino con una maggiore responsivit visiva, o il bambino insicuro che reagisce allipervigilanza materna diminuendo le sue risposte? Lipervigilanza materna potrebbe facilitare linterazione o essere invadente per il bambino. Comunque la scarsa responsivit del bambino evitante alla voce della madre si verifica in un sistema interattivo che si era mostrato gi disturbato a 4 mesi e a 1 anno. Quando il bambino si tocca, autoadattamento perch cos pu guardare la madre (tanto quanto il bambino sicuro), ma questo pu sprecare molta energia e attenzione. Sembra inoltre che gli affetti positivi interferiscono con capacit del bambino di mantenere lorientamento faccia a faccia perch richiedono un alto livello di attivazione; ne deriva una competizione tra tendenza ad avvicinarsi (per affetti positivi) e a ritirarsi (per abbassare il livello di attivazione), cos il bambino evitante sar sempre sul punto di scappare. Stessa cosa pu succedere nelladulto: vedendo il paziente con unespressione positiva ma con la testa rivolta altrove, lanalista pu capire, se attento, che si tratta di tentativi di autoregolazione; certi comportamenti non verbali possono infatti essere sforzi adattivi di trovare un compromesso fra il bisogno di rapportarsi al partner e il bisogno di preservare il proprio organismo (mantenere un livello di attivazione entro dei valori accettabili). Il paziente trova difficile verbalizzare le esperienze negative passate e leggere la sua comunicazione non verbale un ottimo aiuto. Tornando al bambino evitante, una volta cresciuto andr in analisi e avr aspettative di regolazione diadica (analista-paziente) disturbata; lanalista pu rispondere (come la madre con il bambino) con vigilanza compensatoria, che per pu disturbare linterazione in quanto il paziente si sente soffocato; per altri pazienti pu essere importante perch si sente osservato e curato. Il caso di Jennifer, in terapia con Beebe sta sempre seduta, non la guarda mai, si muove poco (tiene un basso livello di attivazione), tiene il cappotto vicino a s per andare via subito a fine seduta. In passato aveva avuto almeno 2 esperienze in cui la madre aveva interrotto bruscamente il contatto con lei (allasilo e chiudendola in camera) proprio quando la sua attivazione positiva era alta; ora quindi ritiene i livelli alti di attivazione pericolosi e teme labbandono anche con lanalista. Con il suo comportamento Jennifer poteva mantenere un rapporto con Beebe perch riusciva a tenere basso il livello di attivazione. Cos come il bambino con la madre depressa (ricerca di Tronick) deve gestire

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lautoregolazione dei propri stati di disagio e angoscia, anche Jennifer regola da sola il proprio stato di angoscia, e lo fa inibendo lattivazione e allontanando lo sguardo in terapia. I figli di madri depresse hanno uno squilibrio per troppa preoccupazione per lautoregolazione; Jennifer ha problemi sia in tal senso, sia per troppa preoccupazione per la regolazione interattiva. Jennifer selettivamente destabilizzare. Non solo il paziente, ma anche lanalista ricorre a strategie autoregolatorie per stabilizzare il rapporto; queste, se analizzate (con il monitoraggio delle sedute videoregistrate), danne molte informazioni sullo stato di ognuno e sul tipo di rapporto. Ce ne sono varie: toccarsi i capelli, muovere i piedi, tossire, ecc. e sono fuori dalla consapevolezza. Beebe, per es., si agita durante una seduta con Dolores perch non riesce ad avere un contatto con lei; ma Dolores lo nota e sente di non poter fare affidamento come al solito sulla terapeuta importante riconoscere e parlare dei comportamenti autoregolatori di entrambi. A tal proposito, citiamo una ricerca di Freedman e coll. sui comportamenti autoregolatori non verbali, che possono essere centrati sul S (come grattarsirisposta compensatoria alle interferenze per mantenere lattenzione) o sulloggetto( fanno parte della rappresentazione simbolica): i risultati dicono che il toccarsi prima dellinizio della discussione facilita la comprensione dei messaggi reciproci; i movimenti durante il passaggio dal silenzio alla parola dellinterlocutore creano uno stato di disimpegno corporeo e possibilit di maggiore attenzione. Forme di regolazione interattiva ipervigilante: un caso esemplificativo Il caso di Sandra un ottimo es. di modello interattivo di coordinazione nel trattamento degli adulti. Sandra monitorava ogni sfumatura verbale e non verbale dellanalista, voleva assumere un controllo sulla situazione e ristabilire un equilibrio e sentiva di poter sopraffare lanalista; lanalista, da parte sua, mostrava che controllava ancora la situazione. Nella loro interazione possiamo dire che giravano a vuoto e ci ci ricorda leccesso di coordinazione dei ritmi vocali m-b nellattaccamento disorganizzato (ricorda Jaffe). Lorientamento avversivo Rappresenta uno sforzo autoregolatorio in caso di regolazione interattiva disturbata. Ricorda linterazione accia e fuga (avvicinamento della madre/ritiro del bambino). Stern osserva la madre che gioca con 2 gemelli: con il gemello 1 linterazione consiste in avvicinamento-avvicinamento e ritiro-ritiro; con il gemello 2 c invece reciproco avvicinamento-ritiro. Nel gemello 2 c un estremo orientamento avversivo che indica volont di interrompere il rapporto e la gravit delleventuale disimpegno (cos come, nvece, un orientamento verso il partner disponibilit ad iniziare il rapporto). ipervigilante perch teme di vivere esperienze positive che la potrebbero

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Per quanto riguarda gli adulti, Davis e Hadiks hanno analizzato filmati di psicoterapie faccia a faccia, con attenzione particolare alla posizione e allorientamento reciproco e confrontandoli con la verbalizzazione del coinvolgimento emotivo; ne risulta che lorientamento e la posizione corporea indicano gli spostamenti tra difesa e rapporto e il livello di coinvolgimento emotivo fra i 2 partner, esiste cio una relazione fra orientamento reciproco e qualit del rapporto terapeutico. Un es. il caso di Elisa, paziente di Beebe, che non stava mai di fronte alla terapeuta e non attuava un contatto visivo. Dopo il 3 anno di trattamento, Elisa si coinvolge di pi nel rapporto; il terapeuta risponde smettendo di prendere appunti. Elisa risponde con maggiore frontalit e guardandola di pi negli occhi. Si era stabilito un legame di oggetto-s per entrame, che consent loro di farsi avanti (tutto partito, cio, da un maggior coinvolgimento emotivo). 7. RAPPRESENTAZIONE E INTERIORIZZAZIONE NELLA PRIMA INFANZIA I tre principi di salienza Ci interessa approfondire come la mente si organizza nellinterazione. I 3 principi di salienza sono principi organizzativi fondamentali che stabiliscono quali eventi sono salienti per il bambino e organizzano le sue aspettative sullincontro interattivo: il principio di regolazione attesa, si basa sui modi caratteristici e prevedibili in cui si svolge linterazione, quello sovraordinato; il principio di rottura e riparazione si riferisce a una sequenza fuoriuscita dal modello generale; il principio dei momenti affettivi intensi, riguarda i singoli eventi che rimangono nel tempo. Insieme i 3 principi definiscono gerarchicamente le interazioni su 3 livelli: modello generale, sequenza, momento; ogni livello comprende il successivo. Si ha cos una migliore definizione dei processi di autoregolazione e regolazione interattiva. Perch 3 principi? I 3 principi vanno considerati insieme, come concatenati (per es. i momenti affettivi intensi possono fungere da rottura o riparazione) per avere un quadro completo dellorganizzazione dellinterazione. Non escluso che vi siano altri principi salienti ancora da scoprire. Le rappresentazioni del S e delloggetto si basano sui modelli di interazione Oggi, le moderne teorie sostengono che lesperienza infantile si organizza attraverso le interazioni diadiche; il S e loggetto e le loro rappresentazioni nascono in strutture relazionali, in cui fondamentali sono lautoregolazione e la regolazione interattiva. Le rappresentazioni derivano dalle interazioni e quindi sono un processo dinamico caratterizzato da trasformazioni che dipendono dallinfluenza reciproca momento per momento tra i partner. In base a ci che si ripete, il bambino si forma schemi, categorie, sequenze attese, cio rappresentazioni a livello presimbolico (entro il 1 anno di vita), non verbale, secondo i canali percettivi. Il principio di regolazione attesa

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E il pi importante principio organizzativo delle rappresentazioni. Riflette ci che prevedibile nellinterazione e crea un sistema di norme condivise che regola il comportamento dei 2 partner in base alle aspettative dellaltro. Molte ricerche provano che i bambini si creano aspettative su eventi prevedibili gi alla nascita e, data la precocit, le aspettative influenzano enormemente lorganizzazione dellesperienza (il bambino capace di comprendere che un comportamento produce conseguenze). Il principio di regolazione attesa comprende sia i modelli positivi che negativi di comunicazione tra i 2 partner, sia per lautoregolazione sia per la regolazione interattiva. Secondo il principio di regolazione attesa i modelli di interazione rappresentano modalit caratteristiche di autoregolazione e regolazione interattiva. In uninterazione entrambi i partner contribuiscono alla regolazione dello scambio: cos possibile predire il comportamento di uno in base a quello dellaltro (regolazione reciproca). La rappresentazione presimbolica precoce contiene le varie caratteristiche delle informazioni e ci vale anche per le regolazioni nelle interazioni; i modelli di regolazione sono salienti anche per il bambino e organizzano il comportamento da un punto di vista temporale, spaziale, affettivo e propriocettivo. Quindi, i modelli di regolazione attesa, e il modo in cui essi sono organizzati da tempo, spazio, affetto e attivazione, organizzano lesperienza del bambino e sono rappresentati presimbolicamente. Tra i modelli di regolazione interattiva abbiamo: il rispecchiamento facciale, un es. di corrispondenza continua del significato affettivo, in cui entrambi i partner possono, insieme, aumentare o diminuire il grado di coinvolgimento reciproco e lespressione degli affetti positivi; il bambino si rappresenta laspettativa di essere in sintonia reciproca con la direzione affettiva del partner; poi abbiamo linterazione deviata (o caccia e fuga), si riferisce allorganizzazione spaziale dellinterazione; se tali interazioni si ripetono, si organizzano come aspettative di regolazione disturbata; infine abbiamo il timing interpersonale, si riferisce alla regolazione su un piano temporale dellinterazione m-b; entrambi i partner sono sensibili alla durata del proprio comportamento e di quello altrui e vi si adattano. Oggi, vari studi sottolineano che la continua regolazione delle interazioni organizza le esperienze relazionali del bambino durante i primi 2 anni di vita. Principio di regolazione attesa e integrazione tra autoregolazione e regolazione interattiva Alcuni autori hanno considerato lo sviluppo del S e delle strutture psichiche del bambino come organizzati dallautoregolazione, altri dalla regolazione interattiva, altri ancora dallintegrazione dei 2 processi, come per es. il modello di Sander, che considera lorganizzazione una propriet emergente dal sistema diadico e sostiene che autoregolazione e regolazione interattiva la influenzano simultaneamente. Anche se i bambini sanno ben organizzare il loro stato interno, il vero successo c solo dalla regolazione interattiva adeguata con il partner abituale (es. la madre). Sander ha studiato dei bambini adottati che nei primi 10 giorni di vita erano tenuti in nurse diverse (la cura del bambino non era un processo regolato reciprocamente); nei giorni successivi furono tenuti in una sola nurse

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(la cura era regolata reciprocamente): mentre nei primi bambini non si stabil nessuna differenziazione giorno-notte, n il ciclo sonno-veglia regolare, nei secondi ci si stabil perch la qualit della regolazione interattiva influenza la regolazione interna. Perch ci sia una buona autoregolazione, serve una buona regolazione reciproca. Daltra parte, Tronick mostra come il tipo di regolazione interattiva sia associato al grado di ad attivit dellautoregolazione: nelle coppie in cui, prima dellesperimento del volto immobile della madre cera stata regolazione interattiva positiva, vi una buona capacit autoregolatoria del bambino, ci ha permesso di continuare ad interagire con la madre anzich rifugiarsi nellautoconsolazione o ritiro. Il principio di rottura e riparazione Questo principio organizza i modelli di interazione in base alle violazioni delle aspettative e ai relativi sforzi di risolvere queste rotture. I bambini sono profondamente influenzati dalle conferme o dalle violazioni delle aspettative. Per rottura si intende sia violazione di aspettativa, sia non corrispondenza, sia fenomeni pi lievi, sia fenomeni pi gravi. La disgiunzione normativa indica casi di non corrispondenza che possono verificarsi nelle normali interazioni, pu essere riparata pi o meno facilmente, pu riguardare o no violazioni di aspettative. Non tutte le violazioni di aspettative sono gravi, anzi lievi variazioni su temi attesi aiutano ad evitare unabituazione. Field e coll. osservano che i bambini di madri depresse hanno un atteggiamento depresso anche quando interagiscono con adulti non depressi perch la loro aspettativa di una regolazione disturbata si strutturata (cos persiste anche con nuovi partner, normalmente responsivi) e si organizza anche lo stile autoregolatorio associato. Se c rottura e non corrispondenza in assenza di riparazione (come nel caso di bambini con madri depresse) si compromette anche lequilibrio tra autoregolazione e regolazione interattiva; i bambini sono troppo preoccupati a controllare gli affetti negativi (autoregolazione). Se ci si ripete, si crea unaspettativa di rottura e non riparazione e ci influenza le interazioni con altri. Questo principio si lega al concetto di disgiunzione, elaborato per descrivere quei casi in cui il normale gioco positivo tra m-b non implica necessariamente una corrispondenza esatta tra i 2 partner. Le interazioni tra m-b vanno da maggiore a minore coordinazione, con flessibilit (da corrispondenza a disgiunzione). Nel caso di poca coordinazione si tende a correggere linterazione nellarco di 2 secondi; tale riparazione regolata reciprocamente, anche se molti dicono che il bambino. con i suoi sforzi, a risolvere le rotture e organizzare la psiche: questo un altro importante principio organizzativo. La tendenza a cercare di ri-coordinare linterazione crea laspettativa che la riparazione sia possibile (forma di regolazione attesa). Lo sforzo di riparazione a seguito della violazione dellaspettativa si osserva gi a 2-3 mesi ed ha un preciso ruolo evolutivo per quanto riguarda lorganizzazione dellesperienza del bambino; laspettativa della possibilit di riparazione rende possibile lo sviluppo di un attaccamento sicuro. Per quanto riguarda infine lintegrazione fra i 2 principi di regolazione attesa e rottura e riparazione si afferma che le rotture e

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gli sforzi per riequilibrare organizzano la psiche, ma ci non vuol dire che la rottura serve per lo sviluppo. Le rotture e riparazioni delle sequenze interattive attese organizzano lesperienza del bambino sulla base della capacit intrinseca di percepire le conferme o le violazioni delle aspettative sulle informazioni classificate. I 2 principi organizzano aspetti diversi dellesperienza. Se la regolazione a livelli ottimali, lesperienza sar organizzata da ci che prevedibile; la finalit del sistema di raggiungere il grado di coordinazione ottimale; il principio di regolazione attesa organizza lesperienza di coerenza, prevedibilit, adattamento reciproco perch crea aspettativa che la coordinazione reciproca possa resistere nel tempo. Il principio di rottura e riparazione organizza invece lesperienza di contrasto e differenze, il divario pu essere riparato; la finalit del sistema la disgiunzione-correzione ottimale (normativa); tale principio organizza lesperienza di competenza, riparazione, speranza; rappresenta le interazioni come riparabili e sviluppa aspettativa che si pu mantenere un rapporto con il partner anche se c incompatibilit. Il principio dei momenti affettivi intensi Si definisce motivo affettivo intenso lespressione completa da parte del bambino di qualsiasi pattern facciale o vocale, accompagnato da unintensa attivazione corporea; il bambino sperimenta, cio, trasformazione del proprio stato. I momenti intensi sono quelli il cui impatto pu durare nel tempo, ma si organizzano solo in riferimento alle caratteristiche principali di momenti simili: ci dipende dalla capacit del bambino di fare categorie e aspettarsi esperienze simili e dallintensit del momento affettivo (di nuovo cruciali sono le aspettative, e quindi il principio di regolazione attesa). Se alcuni studiosi affermano che un solo evento pu organizzare lesperienza infantile, anche vero che non si pu dire se un evento sia capitato una sola volta o se il prototipo di una serie di eventi simili (c qui les. di Gunther che osserva che un solo episodio di occlusione del seno basta a influenzare il comportamento del neonato negli allattamenti successivi; les. che un singolo evento indotto sperimentalmente in bambini di 6 mesi, possa essere ricordato a 1-2 anni). Altre ricerche fanno ipotizzare che momenti affettivi negativi non solo possono organizzare i ricordi, ma anche interferire in essi (es. Pine). Nel bambino la rappresentazione mestica degli eventi include anche lo stato emotivo associato alla scena; infatti, quando si verifica un affetto intenso, c trasformazione di stato, es. quando il bambino vede che la 2 giostrino ha meno componenti della 1, qui la trasformazione di stato causata da violazioni dellaspettativa che la 2 giostrino fosse uguale alla 1 ed di tipo cognitivo (es. Fagen). Unintegrazione dei tre principi I 3 principi di salienza sono dei criteri che organizzano gli eventi durante il 1 anno di vita, il bambino ha, infatti, capacit di rappresentazione presimbolica formarsi prototipi (categorie generalizzate, modelli di precoce che egli usa per allinterno dei quali memorizzare i modelli di interazione salienti in virt dei 3 principi. Grazie ai 3 principi il bambino pu interazione)

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rappresentato anche lo stile autoregolatorio. Poich interagiscono, i 3 principi vanno considerati insieme, come concatenati; prima che possa esserci rottura, ci deve essere regolazione attesa; la stessa rottura pu diventare un modello interattivo atteso (dipende dalla forza riparatoria e dalla prevedibilit della sequenza); i momenti affettivi intensi, quando positivi, possono riparare rotture, ma se le rotture sono profonde conducono a stati affettivi negativi che possono influenzare negativamente lautoregolazione. Un es. di integrazione dei 3 principi linterazione di rispecchiamento facciale, che regolata dal principio di regolazione attesa, poich ogni partner tende a entrare in corrispondenza con i cambiamenti affettivi dellaltro (rottura e riparazione); inoltre sia madre che bambino vivono momenti positivi molto intensi. Gli affetti sono regolati da tutti e 3 i principi, ma in modi diversi. I 3 principi permettono inoltre di osservare come si organizzano le esperienze corporee: - secondo il principio di regolazione attesa, gli stati corporei organizzano lesperienza nella misura in cui sono ripetuti e attesi; - secondo il principio di rottura e riparazione le esperienze corporee di rottura si verificano quando la regolazione interattiva non in grado di sostenere adeguatamente lautoregolazione; - nel principio dei momenti affettivi intensi essi stessi sono stati corporei intensi (es. Ekman dimostra che a partner di espressione facciale corrisponde uno stato di attivazione fisiologica). I 3 principi e linteriorizzazione presimbolica Con il termine interiorizzazione si indicano i processi che compaiono dopo il 2 anno, in particolare le interiorizzazioni secondarie, che si sviluppano in seguito alla simbolizzazione delle rappresentazioni del S e delloggetto; mentre i processi che avvengono nel 1 anno sono le interiorizzazioni primarie che sono presimboliche. C comunque continuit tra le 2, visto che le rappresentazioni delle esperienze presimboliche del 1 influenzano lo sviluppo. Secondo Schafer, linteriorizzazione uninterazione regolatoria di esperienze del mondo esterno in esperienze interne. Comunque sono le relazioni ad essere interiorizzate, anche se Schafer sottolinea pi che altro linfluenza unidirezionale dellambiente sul bambino. Oltre a questo punto, c unaltra differenza tra Schafer e la teoria sistemico-diadica di Beebe e Lachmann Schafer dica che la regolazione interna deriva da trasformazioni di uninterazione regolatoria con lambiente; B. e L. dicono che meglio parlare di autoregolazione e dire che sin dalla nascita ogni interazione regolatoria con lambiente agisce anche sullautoregolazione. Mentre in Schafer il mondo interno si organizza a partire da trasformazioni del mondo esterno; secondo B. e L. il mondo interno si organizza grazie allautoregolazione e alla regolazione interattiva (che si influenzano a vicenda). Daccordo con Schafer, B. e L. pensano che linteriorizzazione favorisce lautonomia rispetto alle interazioni reali con lambiente, autonomia che si manifesta con lavvento della simbolizzazione. Nellinteriorizzazione primaria entrambi i partner partecipano allinterazione e costruiscono reciprocamente modalit di regolazione della loro attivit congiunta; le aspettative su tali modalit diadiche di regolazione organizzano il mondo interno.

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8. I TRE PRINCIPI DI SALIENZA E LORGANIZZAZIONE DELLINTERAZIONE PAZIENTE-ANALISTA Il caso di Clara I 3 principi organizzativi possono essere applicati anche in ambito clinico poich danno ulteriori informazioni per comprendere la relazione diadica e il processo di co-costruzione delle interiorizzazioni in analisi. Ci vale sia per la regolazione verbale sia per quella non verbale. Ci sono molte analogie nel modo in cui i 3 principi organizzano linterazione m-b e linterazione analistapaziente; comunque i 3 principi sono importanti per qualsiasi approccio terapeutico, non solo psicoanalitico. I 3 principi di salienza possono, durante lanalisi, far emergere e organizzare nuovi temi, promuovere aspettative sullinterazione; possono facilitare nuove interiorizzazioni, favorendo il cambiamento terapeutico. Regolazione attesa riflette il modello tipico e prevedibile delle interazioni ripetute durante il trattamento. Paziente e analista regolano lo scambio insieme e ognuno si crea aspettative su quanto influenzer, o non influenzer laltro e verr, o non verr, influenzato dallaltro. In analisi i modi della regolazione attesa sono sia verbali che non verbali (postura, volto, tono) e i loro effetti sono maggiori durante la fase di comprensione, ascolto, esplorazione, chiarificazione. Il principio pu promuovere nuove aspettative e nuovi modi di azione terapeutica. Anche le interazioni che non sono state mai approfondite possono modificare aspettative sul paziente. Sia paziente che analista costruiscono aspettative reciproche e disconfermano le paure di essere ignorati, criticati, ecc. Lazione terapeutica del principio di e regolazione delle attesa consiste nella rappresentazione che si e interiorizzazione delle aspettative disconferme sullinterazione, compie

indipendentemente dalla loro verbalizzazione. Rottura e riparazione tali interazioni sono pi evidenti durante la spiegazione, il confronto, lelaborazione, linterpretazione. Alcuni vedono le rotture come dovute alle resistenze del paziente, altri come dovute a scarso timing del paziente, incomprensioni, transfert-controtransfert, differenze individuali analista-paziente; in realt dipendono dallinterazione tra paziente e analista, anche le riparazioni sono costruite insieme dai 2. Lazione terapeutica del principio di rottura e riparazione consiste nella possibilit di negoziare con pi flessibilit il grado di coordinazione reciproca nel processo di autoregolazione e regolazione interattiva. Momenti affettivi intensi offrono, durante linterazione paziente-analista, opportunit di nuove esperienze, consentono di rivivere affetti antichi e possono destare traumi. Possono essere espressi non solo verbalmente, es. il paziente di Beebe e il paziente di Lachmann. I momenti affettivi intensi vengono costruiti da entrambi e modificano le aspettative di entrambi sullinterazione e trasformano lo stato del paziente. Lazione terapeutica del principio dei momenti affettivi intensi mediata dalle

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trasformazioni di stato, che consentono di ampliare il livello di autoregolazione e modificare i modelli di regolazione interattiva. Il caso di Clara La paziente di Lachmann ha 36 anni, depressa, pessimista, con sensazioni che quanto facesse e la riguardasse fosse inutile. Inizia il trattamento convinta che niente avrebbe cambiato le cose e si aspettava di essere definita resistente come i 4 precedenti tentativi di trattamento. Il fatto che Lachmann non la etichettava era da lei visto come gentilezza patologica, cio che Lachmann non sapeva manifestare aggressivit e quindi non era in grado di aiutarla. Importante la scena infantile in cui la paziente va ad un pic-nic organizzato dai genitori per evitarle di assistere allabbattimento del cavallo; Clara and e trad se stessa. Ora per evitare di tradirsi ancora, non permetteva pi a nessuno di credere di aiutarla. La costruzione e linterpretazione della scena modello un momento affettivo intenso per Lachmann, che capisce cos i motivi dellopposizione di Clara; ma lo stesso non era per Clara, che inoltre diffidava dei commenti ottimistici poich credeva che Lachmann voleva aiutarla solo per far bene il suo lavoro; ma laccettazione della resistenza di Clara da parte di Lachmann riorganizz e disconferm tale aspettativa. Laccettazione di Lachmann dellopposizione e della sfiducia di Clara come necessari e la risposta di Clara di cauta speranza formano una nuova forma di regolazione interattiva. Il problema dellautoregolazione di Clara il bisogno di autoprotezione, evitando di avere fiducia negli altri per non essere tradita di nuovo (come i genitori); il problema dellautoregolazione di Lachmann la gestione di angoscia e autostima di fronte agli attacchi di Clara. Il transfert si vede quando Clara aveva voglia di ritrovare in Lachmann la figura positiva della governante avuta a 3 anni, ma aveva paura di una nuova perdita. Per stabilire un legame di S-oggetto con Clara (che si basava sulla relazione infantile con la governante), Lachmann poteva solo intuire il suo stato danimo attraverso domande dirette, ci porta alla partecipazione attiva di Clara alla ricostruzione, di conseguenza c il tradimento di se stessa. Allinizio delle sedute spesso Clara chiedeva a Lachmann che cosa di importante lei aveva detto la volta prima; il non lo so di Lachmann confermava a Clara che la volta prima in realt non cera stato nessun contatto particolare = legame rotto devastazione; secondo Lachmann questo era un modo per riportare il legame, divenuto troppo intimo, a livello pi accettabile e per evitare la ripetizione della sequenza di attaccamento-abbandono (come la governate). Quando invece Lachmann indovinava porta al legame riparato. Questa fase del trattamento di perdita e comprensione intuitiva e si caratterizza per formazione di una nuova regolazione attesa ed cruciale perch stabilisce un legame non verbale basato sullaspettativa di Clara di sentirsi accettata e non abbandonata (sbagliare la risposta da parte di Lachmann porta a rabbia di Clara = verificare se il legame poteva reggere alla sua rabbia). Nasce una nuova forma di regolazione attesa: Clara influenzava Lachmann modificando il suo modo normale di lavorare (non c partecipazione diretta di

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Clara perch sarebbe stato un tradimento di se stessa); Lachmann influenzava Clara creando condizioni perch avesse ancora speranza, farla sentire accettata di nuovo come con la governante. Lachmann modifica lautoregolazione quando Clara lo accusava di troppo ottimismo, lo abbassava. Questa parte del trattamento mostra unimportanza nellequilibrio autoregolazione-regolazione interattiva per mantenere un rapporto. Poi Clara inizia a lamentarsi e a protestare,ci uguale allaspettativa di essere abbandonata (come in passato dalla governante e dai genitori) e speranza di ricevere una risposta (se non si lamentava aveva paura di non essere considerata e quindi di essere abbandonata). Clara usava entrare in studio senza scarpe (pi comoda) e con bicchiere dacqua e questo era un rituale organizzato da entrambi, che consolidava il rapporto, a patto che Lachmann non interferisse (regolazione interattiva: il rituale serviva a Clara per mantenere il rapporto con Lachmann). Il cambiamento nel transfert riguarda il fatto che Clara ora non voleva pi intuizioni di Lachmann ma interpretazioni creative. Quando le ascoltava, Clara riviveva lesperienza con il padre fallico e idealizzato della prepubert, divenuto poi castrato dopo la sua dipendenza da barbiturici: c una nuova regolazione attesa che emergeva quando Lachmann non riusciva a commentare delusione di Clara; quando lo percepiva in modo diverso dal padre, Clara era sollevata perch non doveva sostenerlo come aveva dovuto fare con il padre (per riportarlo alla precedente posizione fallica). Episodio: non cerano bicchieri di carta, Lachmann glieli da, Clara furiosa perch lo accusa di non essere stato capace di affrontare la sua rabbia per non aver trovato i bicchieri. Episodio: Lachmann si rifiuta di togliere qualcosa dallocchio di Clara e ci ricorda a Clara lindifferenza dei genitori. Grazie a questi 2 episodi Clara, criticando Lachmann, parla della sua rabbia e partecipa attivamente alla riparazione. Dandole i bicchieri Lachmann aveva rotto il legame oggetto-S, facendola sentire vulnerabile e confermando la sua aspettativa che la sua rabbia non era tollerabile. Aver parlato del significato della rottura consent la sua riparazione. Integrazione fra processo interattivo e interpretazione dinamici Nei 4 esempi che seguono, tratti dallanalisi di Clara, vengono integrati i 3 principi con i temi dinamici a essi associati.. Stabilire un dialogo: regolazione attesa del rapporto, rottura e riparazione se Clara si lamenta e Lachmann si attiva per fronteggiare le lamentele, Clara sente che Lachmann non pu tollerare la sua rabbia; se Lachmann si attiva di meno, Clara si lamenta perch dice che Lachmann non sa aiutarla. Descrizione di questa sequenza: disagio (Clara) tentativi di riparazione (Lachmann) aumento del disagio. Tutto ci ha origine in delusione per la governante e per il padre castrato. Contrasto tra troppa speranza (Lachmann) e disperazione (Clara): rottura e riparazione Clara disperata e crede che Lachmann non la comprender mai (alla descrizione dellintera sequenza da parte di Lachmann, la regolazione attesa viene ristabilita). Ci ha origine nella convinzione che la

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messinscena dei genitori (pic-nic per non farla soffrire davanti allabbattimento del cavallo) equivale al non riconoscimento della sua disperazione. Momenti affettivi intensi Clara vive un sentimento di rabbia intensa e desideri che non rivela a Lachmann, che per lo riconosce e Clara gratificata, ci da speranza (intenso momento affettivo per entrambi) perch cos riscopriva il rapporto con la governante. Trasformazione delle aspettative Clara disperata, Lachmann non la abbandona, Clara si sente protetta (si organizza una complessa regolazione interattiva). Lachmann partecipa al disagio di Clara e Clara beneficia di tale contatto perch non doveva pi temere di essere abbandonata. 9. UN MODELLO INTERATTIVO DELLA MENTE PER IL TRATTAMENTO DEGLI ADULTI Il modello sistemico-diadico introduce 3 principi: 1. distinzione tra elaborazione implicita/esplicita pone unattenzione distinta e integrata alla comunicazione analitica verbale e non verbale; 2. aspettativa consente unazione terapeutica sulla conoscenza implicita; 3. azione terapeutica pu avvenire in forma implicita, non solo verbale (esplicita). Aspetti salienti del modello sistemico-diadico Accanto alle forme di elaborazione esplicita (libere associazioni del paziente, tradizione psicoanalitica), bisogna accostare lelaborazione implicita attraverso attenzione alla comunicazione non verbale (volto, voce, postura) che essenziale per capire il partner. Il termine coordinazione (o influenza) bidirezionale la probabilit che il comportamento di un partner sia previsto in base a quello dellaltro. Ogni interazione viene co-costruita da entrambi i partner. Tale modello in psicoanalisi richiederebbe attenzione a come il paziente influenza lanalista e ne influenzato e a come lanalista influenza il paziente e ne influenzato; ma spesso si considerano solo 1 o 2 aspetti (dei 4, 2 per ogni partner) in analisi. Secondo una ricerca di Sander i processi interni vengono organizzati sia dallautoregolazione sia dalla regolazione interattiva, dove regolazione interattiva e autoregolazione si influenzano reciprocamente (co-costruzione dei processi interni e relazionali) il soggetto pu essere descritto solo in relazione alla diade. Questa una evoluzione rispetto al tradizionale modo di mondo soggettivo dellanalista come facilitazione a limitazioni del processo analitico. In uninterazione i 2 partner si formano aspettative in base a tempo, spazio, affetti, livello di attivazione. Secondo la prospettiva costruttivista, a cui si rif il modello sistemico, ogni evento sensoriale va visto in base alle caratteristiche psichiche individuali: ci che percepiamo e ci rappresentiamo il risultato dellinterazione ambiente/fattori individuali. La rappresentazione implica una continua riorganizzazione. Linterazione in psicoanalisi vedere il

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Il modello sistemico introduce una serie di principi organizzativi che riguardano linterazione psicoanalitica; tra questi il principio pi generale riguarda lintegrazione tra autoregolazione e regolazione interattiva: il soggetto viene continuamente influenzato sia dal suo comportamento che da quello del partner (il comportamento insieme comunicativo e autoregolatorio). I 3 principi di salienza approfondiscono la relazione tra autoregolazione e regolazione interattiva (caso di Clara). I meccanismi di percezione collegano lorganizzazione interna e i processi relazionali (es. corrispondenza trasmodale permette i collegamenti tra comportamento che percepiamo nellaltro e la nostra propriocezione). Secondo la ricerca di Jaffe i livelli intermedi di coordinazioni predicono un attaccamento sicuro. Il Modello di equilibrio intermedio offre una descrizione pi precisa dellinfluenza reciproca tra autoregolazione e regolazione interattiva: se uno agisce fuori dallarea intermedia ci indica un disturbo dellinterazione diviso in 2 poli di squilibrio: 1. vigilanza interattiva (troppa regolazione interattiva perch c troppa attenzione allaltro) e 2. ritiro o inibizione (troppa autoregolazione, c poca attenzione allaltro). Elaborazione implicita ed esplicita Lelaborazione implicita opera al di fuori della consapevolezza e si trova a livello non verbale. Il modello sistemico tiene conto anche del livello di percezione-azione (implicita), oltre a quello simbolico (esplicito); a livello implicito la relazione diadica trasmette informazioni che definiscono lazione; a livello esplicito le informazioni hanno un significato psicologico solo quando sono rappresentate simbolicamente. Per comprendere pienamente il processo analitico bisogna integrare i 2 livelli (azione implicita e narrazione simbolica); obiettivo della psicoanalisi deve essere la simbolizzazione del livello di azione implicito. Implicazioni per il trattamento degli adulti Linterazione tra analista e paziente, specie per i pazienti difficili, richiede unattenzione costante, per es., lanalista con il suo stile, pu rendere difficoltosa la regolazione interattiva e allontanare i 2. Le comunicazioni non verbali possono dire molto (se se ne capisce lorigine). Sorter osserva il modello caccia e fuga: se lanalista avvicina lentamente la sedia al paziente, questo si allontana. Ricordiamo il caso Karen in cui lanalista si contenuto per trovare il contatto con lei, compromesso. A seconda del paziente, lanalista si autoregola in modo diverso e viceversa. Linterazione sar diversa e particolare in base a: come lanalista considera il compito analitico (condividere stati affettivi del paziente unione; stimolare o ridurre gli affetti a livello di attivazione del paziente trasformazione; dialogo e scambi complementariet Stern stili materni); scopo del paziente (assicurarsi di non essere invaso dallanalista, essere utile allanalista; lanalista pu rispondere in modo diverso).

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Il modello di equilibrio intermedio (cap. 5) chiarisce il significato di questi orientamenti (vigilanza interattiva, inibizione). Negli adulti ci pu essere un problema in entrambi i poli (caso Sandra), come nei rapporti di unione, in cui lanalista attento agli affetti del paziente ed entra in corrispondenza con essi (ritmo, livello di attivazione, espressioni) legame di attaccamento pi forte da parte del paziente, che non pi solo a vivere certi affetti e che ora ha maggior controllo autoregolatorio; ma se lanalista arriva allunione per sostenere aspetti della propria autoregolazione, il paziente non pi libero di fare certe esperienze. Il terapeuta che mira alla trasformazione un sistema orientato la regolazione dello stato del paziente. Complementariet si ottiene in primis con lunione dellanalista al ritmo del paziente (ricerca Beebe con Elliott): ci da la possibilit al paziente di sentirsi capito e inizia a parlare. Bisogna fare attenzione alla comunicazione non verbale!!! Riformulazione di 3 concetti psicoanalitici fondamentali Nella prospettiva sistemica, in cui lesperienza viene continuamente co-costruita, si preferiscono i termini di autoregolazione e regolazione interattiva a quelli di S e altro. Il modello sistemico critica la posizione secondo cui il S e laltro sarebbero separati, sostiene invece che S e altro sarebbero legati sin dallinizio; lo scopo non di integrarli (gi lo sono), ma elaborarli, differenziarli, integrarli ancora di pi. Poich lautoregolazione e la regolazione interattiva si influenzano continuamente reciprocamente, questa scelta terminologica sottolinea la loro natura processuale. Linteriorizzazione non trasformazione di dati empirici (regolazione interattiva) in affetti (autoregolazione), visto che i 2 processi regolatori avanzano insieme influenzandosi a vicenda: sia il soggetto che lambiente (bidirezionalit) contribuiscono al processo di costruzione delle interiorizzazione. Autonomia e reciprocit: fraintendimento del modello sistemico Autonomia e reciprocit sono spesso considerate gli estremi di un continuum, ma equiparare autonomia e autoregolazione da un lato, e reciprocit e regolazione interattiva dallaltro, significa fraintendere il modello sistemico. Sia lautonomia sia la reciprocit si basano sui processi di autoregolazione e regolazione interattiva; non sono 2 poli opposti di un continuum; vengono cocostruite contemporaneamente (autonomia emerge dalla regolazione interattiva sufficientemente buona e regolazione interattiva ottimale dipende da autoregolazioni sufficientemente buone). Mentre la reciprocit ha un valore positivo, la regolazione interattiva neutrale rispetto al successo dellinterazione. Il processo di riorganizzazione delle mappe mentali Il modello sistemico ha influenzato le neuroscienze e altre aree come il modello interattivo della mente: la mente influenza il comportamento, e lesperienza modifica la mente. Le connessioni neurali dipendono dallesperienza e si riorganizzano continuamente (in base alle esperienze vissute), formando nuove mappe; non esistono rappresentazioni stabili dello stimolo: le rappresentazioni

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vengono continuamente riorganizzate in funzione del livello di attivazione dellorganismo, del contesto e dellesperienza. Mente ed esperienza sono co-costruite. Le rappresentazioni sono di natura processuale (si organizzano in base allesperienza) e non statica. Un evento traumatico pu alterare il processo di riorganizzazione delle rappresentazioni. Lo sviluppo sano dipende da un livello ottimale di stabilit, in equilibrio tra prevedibilit e trasformazione. La teoria dei sistemi dinamici considera il cambiamento nei termini di una perturbazione, che si verifica poich il sistema aperto e flessibile; ci sono nuovi modelli che emergono dal sistema, disgregano quelli gi presenti e non sono prevedibili in base ad essi. Persona e ambiente sono sempre coordinati nel tempo; il grado di coordinazione flessibile e cambia in base al contesto (se un contesto rilassata,familiare non serve grande coordinazione)

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