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ESTRATTO DEL LIBRO DIETA BIO-SOFICA Nutrire il proprio animo e il proprio corpo, di Giovanni Moscarella Edizioni Mediterranee, Roma,

a, 2010
TUTTO QUELLO CHE NESSUN ORGANO COMPETENTE VI DIRA MAI.

20 pagine tratte dalle 331 pagine del libro, unico nel suo genere, per completezza, espansione e approfondimenti su tutte le componenti che riguardano lestetica, la funzionalit e lequilibrio psico-fisico dellessere umano. *Per il dissolvimento del mercatone politico-sanitario che sugge linfa dalla pelle degli ignari e ignavi ignoranti Se tutti sapessero che, per essere in condizioni estetiche e salutari ideali e per opporsi efficacemente alla tossicit ambientale, oltre che dovere liberarsi da quelle emozioni posticce che, come si prover, alterano la naturale biochimica, pu bastare fare almeno due pasti completi e sazianti tra mattinata e met giornata, questo libro non avrebbe alcun senso, perch nessuno ingrasserebbe, ci sarebbero massima funzionalit organica, pi tono muscolare, pi energia, maggiore lucidit mentale, minore stress psichico e tantissime patologie in meno, poich non solo queste si preverrebbero, ma si guarirebbe anche da esse. Per completezza dei pasti si vuole qui intendere associare contemporaneamente alimenti quali: carboidrati complessi, riducendo quanto pi possibile le farine, soprattutto quelle raffinate; dunque, oltre agli amidi naturali di legumi e patate, meglio i cereali in chicchi, ancor pi qualitativi se integrali; proteine animali, tra le quali dovrebbero essere molto pi frequenti quelle delle uova, del latte e dei suoi derivati preferibilmente freschi; fibre e micro-nutrienti di ortaggi e frutta. La disponibilit contemporanea di nutrienti determinanti renderebbe esprimibile quellimmenso potenziale cellulare maturato attraverso milioni di anni di evoluzione e di necessit di strategici adattamenti a contesti ambientali, sicuramente molto ostici, attraverso i quali i nostri avi hanno fatto fluire fino a noi cromosomi altamente reattivi. Mentre i nostri progenitori erano consapevoli e giustificati nel loro doversi arrangiare per la penuria e per lirregolarit della disponibilit di cibo, oggigiorno lumano civilizzato continua a deprivarsi, nellambito di uninconsapevole ignoranza, essendo indotto a temere il cibo da una subdola e martellante informazione, e finendo, nonostante abbia a disposizione variet costanti e abbondanti di alimenti, con landare a stimolare memorie arcaiche di deprivazione, impresse indelebilmente dal terrore cellulare della fame, che innescano incremento preventivo di grasso e riduzione del rinnovamento organico. Se pur da riconoscere che i cibi attuali sono alterati da manipolazioni e da ambiente inquinato, fin troppo certo che molto meglio mangiare alimenti di scarsa qualit che non mangiare affatto per periodi prolungati, cosa che accadeva, forzatamente, ai primitivi, e che vissuta ancora adesso nel terzo mondo, ma anche, volontariamente, tra gli occidentalizzati. I nostri avi ancestrali avevano vita cagionevole e breve anche e soprattutto per questo, dovendo, oltretutto, per forza di cose muoversi tanto. Si provi, dunque, a pensare a cosa possa portare il monito medico pi diffuso, ovvero contenersi sul cibo e fare tanto moto. * vero che la Medicina d molta importanza alla sana alimentazione, ma , per essa, sana vuol significare mangiare poco, ed qui il grande bluff Se per nutrizione corretta si finisce con lintendere il contenimento delle calorie, la volont di non cedere alle tentazioni, la demonizzazione dei grassi, tra i quali anche quelli, fondamentali per

lessere umano, di uova e di latte e latticini, la Medicina sta cos assicurandosi miriadi di affezionati clienti. Un saggio atteggiamento sarebbe non quello assurdo di essere intimoriti dalla disponibilit di cibo, ma, semmai, provare a sapere cosa c realmente nei vari alimenti e cosa richiede il proprio organismo affinch esso non sia costretto a riservare grasso e, per fini energetici, a usare aminoacidi, cio le basi delle proteine, le quali non devono divenire carburante, essendo i pilastri, insieme allossigeno, della funzionalit organica. Inoltre, nutrirsi soddisfacendo i propri reali fabbisogni, del tutto individuali conferisce unenergia psicofisica tale da far scaturire una sensazione di elevata auto-efficacia, la quale, letteralmente, permette di difendersi dalle informazioni volutamente distorte che il marketing sociale e sanitario proietta sulle masse, da ogni angolazione possibile, per svilirle ed assoggettarle. Se gli umani avessero mantenuto la buona tradizione, cara e necessaria ai nostri migliori avi primitivi, di sopprimere lesistenza di quei simili devianti che, piuttosto che cooperare e condividere col gruppo, pensavano di fare i furbi, non saremmo giunti al punto che il peggio dellumanit si riproducesse e prendesse, grazie alla determinazione tipica degli avidi, addirittura il comando, fino a rendere pilotata, infelice e caduca lesistenza di intere popolazioni. *La completezza dei pasti nelle ore di luce determinante per attivare un metabolismo ottimale La contemporanea presenza a ogni pasto, a partire dalla colazione e cos a seguire, ogni volta che si avverte fame, soprattutto nella prima met del giorno, di adeguate fonti di carboidrati, proteine e grassi, insieme a ortaggi e\o frutta, assicura che, inclusa la disponibilit di vitamine e minerali, ogni elemento nutritivo introdotto possa essere utilizzato grazie alla presenza di tutti gli altri che ne permettono lutilizzo o la trasformazione fisiologicamente ideale. *Annientare, senza alcuna terapia, obesit e tutte le patologie sopravvenute, anche quelle definite mortali Non detto che per risolvere questioni complicate bisogna per forza attuare metodologie altrettanto complesse: si deve solo aver fiducia nella propria macchina biochimica, uneroica, sofisticata, irriproducibile opera darte, plasmata da 5milioni di anni di esperimenti biochimici indotti da impatti ambientali ben pi probanti di quelli in cui, goffamente e inconsapevolmente, si muovono le carcasse occidentali attuali. Patologie cardio-cerebro-vascolari e gastro-enteriche, iperglicemie e dislipidemie, artrosi e osteoporosi, malattie auto-immuni e tumori, nonch molte depressioni psichiche, si scioglierebbero, cos come il grasso superfluo, senza alcuna terapia, rientrando in sintonia con un magnifico, infallibile progetto che ha solo bisogno dei materiali adatti per realizzarsi e per portare lindividuo a spegnersi da ultracentenario, come in un sogno, senza malattie, lucido e consapevole. *Il corpo non una caldaia, ma un complesso biochimico cellulare che si auto-rinnova continuamente Quella che chiamiamo polvere in gran parte rappresentata da cellule esfoliate di pelle umana. Con ci si vuol far riflettere sul fatto che le cellule, logoratesi nel loro ciclo di vita, vengono eliminate e sostituite da altre, incessantemente: i processi di rinnovamento, anche se con modalit diverse rispetto alla rigenerazione cutanea, devono susseguirsi in tutti gli altri tessuti, compresi quelli degli organi interni. Se ci non avviene nelle modalit potenziali, le disfunzioni divengono pi probabili. Lorganismo non solo un macchina che brucia carburante e produce energia, ma un laboratorio biochimico senza soste composto di cellule che, una volta logore, devono auto-rigenerarsi. Gli

elementi che si apportano con la nutrizione non servono solo a fornire calorie e, quindi, energia per le funzioni organiche e le attivit muscolari, ma anche per produrre elementi di struttura e di attivazione generale. I nutrienti fondamentali devono essere costantemente disponibili; le sostanze vengono continuamente trasformate e riorganizzate secondo le esigenze contingenti. Ecco perch, scegliere un cibo, in luogo di un altro, basandosi sul contenuto calorico, un controsenso: gli orientamenti si dovrebbero fondare sul contenuto bio-utilizzabile dei vari alimenti e sul loro tipo di distribuzione temporale e di associazione. Nei cibi altamente nutrienti, gran parte di quelle che vengono definite calorie sono, invece, piuttosto, sostanze che permetteranno le trasformazioni necessarie di altre, favorendo la rigenerazione di massa magra funzionale, opponendosi al caos biochimico, ovvero allalterazione della composizione corporea verso cui tende qualsiasi sistema vivente iponutrito. *Le deviazioni dallespressione potenziale individuale del codice genetico sono alla base di tutte le problematiche estetiche e psicofisiche Il DNA soprattutto un codice che si traduce in proteine strutturali e funzionali, dalle quali dipende poi tutto il resto dellintera attivit fisiologica. Lespressione di questo codice potenzialmente impeccabile: un individuo presenta nei nuclei cellulari un progetto che dovrebbe portarlo fino alla consunzione organica in perfetto equilibrio psicofisico, senza gravi patologie e senza eccedenze di grasso. Per lumano, sia sotto laspetto delle capacit cellulari, sia per ci che concerne lessenza psichica, come se vi fosse un insieme di potenzialit intrinseche genetiche che, se non del tutto realizzate, comporta alterazione della composizione corporea, portando deformazione estetica, con accumulo di grasso, erosione cellulare e riduzione dei tessuti funzionali, inducendo malattie, nonch scarsa lucidit mentale e inconscia tendenza agli incidenti. Gli accumuli di grasso corporeo, cos come le patologie e la morte prematura, derivano dalla inadeguatezza del rinnovamento e delle efficienze cellulari causata da unalimentazione insufficiente in nutrienti essenziali nelle ore di luce, ovvero quando il metabolismo primitivo potenzialmente pi attivo, nonch da distorsioni neuroormonali dovute a emozioni innaturali. *I bio-ritmi dellumanit sono stati regolati dal Sole per gran parte del tempo Per fattori ormonali, connessi ai cicli di luce solare, il metabolismo pi attivo nella prima parte della giornata, mentre dal pomeriggio in poi tende a ridursi fino a diventare minimo, ovvero basale, nelle ore di riposo notturno, in cui sono in azione, e anche a regime ridotto, solo gli organi vitali. Certi adattamenti ormonali e determinati bio-ritmi, cio ritmi giornalieri di attivit biochimica specializzata, detti orologi biologici, sono ancora efficaci in noi moderni che, disponendo di fonti di luce artificiale, abbiamo, da relativamente pochissimo tempo, traslato le ore di vita fino a notte inoltrata. I ritmi circadiani, presenti nelle cellule, che regolano le variazioni di attivit metabolica, secondo gli studi di R.J. Lucas e R.N. Van Gelder, sono innescati da particolari neuroni oculari retinici, sensibili ai cambiamenti lenti di illuminazione dello sfondo. Cellule isolate, mantenute in vita in colture di tessuti, manifestano cicli circadiani di quasi 25 ore anche in assenza di segnali ambientali, ovvero al buio, evidenziando attivit metabolica maggiore negli orari che corrispondono alla pi elevata intensit di luce, anche perch, come si sottolineer, nelle fasi diurne le piante producono ossigeno. Ci fa dedurre che i temporizzatori interni cellulari siano attivati pure da programmazioni genetiche ancestrali. Tali caratteristiche biochimiche, infatti, maturate in milioni di anni, sono state trasmesse ai discendenti attuali, che, dunque, avendo ancora necessit metabolica di maggiore disponibilit di energia e di nutrienti nella prima fase del proprio ormai prolungato d, innescano la formazione di riserva di grasso, nonch la insana combustione di aminoacidi, ogni qual volta si verifica, nelle ore di luce, un periodo di scarsi e incompleti apporti nutritivi: cosa, questa, che avviene sia per distorte

abitudini, sia per i ritmi di lavoro, sia per paura che mangiando di pi si ingrasserebbe o si incorrerebbe in malattie, sia, e questo il colmo, seguendo diete restrittive prescritte da medici. Per ognuno, il riferimento tecnico dovrebbe essere proprio questo: la selezione naturale, nelle Ere in cui il cibo era reperibile con discontinuit, ha promosso, oltre che la combustione proteica, il grasso eccedente come risposta proprio per la sopravvivenza alle carenze di cibo, e non certo in previsione di continui eccessi. *Si ingrassa, ci si ammala e si incorre in incidenti se non si realizza appieno il proprio progetto genetico, ovvero per carenza di aminoacidi e di ossigeno Mettendo insieme tutti questi inconfutabili elementi di conoscenza, non si pu non concludere che le anomalie funzionali sono le principali conseguenze sia dellignoranza alimentare fomentata dagli organi informativi, sia del costringersi dellindividuo stanziale nel ruolo della maschera sociale per essere al passo con i ritmi di produzione e consumo dei sistemi occidentali: sono questi, dunque, i fattori sui quali la sanit, la politica e lindividuo dovrebbero prestare una diversa attenzione, non certo su analisi, diagnosi, diete restrittive, farmaci e altre terapie. Gli stessi incidenti, come si sviscerer, non sono del tutto casuali, potendo essere una manifestazione estrema di scarso rendimento psicofisico dovuto a incongruenza nutritivo-emotiva, ma anche la deliberata e inconsapevole possibilit di interrompere una linea esistenziale distorta ed estranea al S. Le potenzialit del nostro codice genetico, quindi, possono essere rivelate solo apportando, con regolarit e completezza, quei materiali nutritivi attivanti che, unitamente a unesistenza respirata in un contesto emotivo opportuno, consentano allintero progetto di divenire una concreta realt. facilmente intuibile, pertanto, che una riduzione della disponibilit degli aminoacidi o dellossigeno cellulare pu indurre qualsiasi disagio funzionale. Dunque, se si fa in modo che ci non accada, non praticamente possibile la manifestazione di nessuna importante patologia. Inoltre, se pure fosse in atto unaberrazione organica, il ripristino di un adeguato stile di vita renderebbe reversibile, senza alcuna terapia, qualsiasi disfunzione, in quanto il progetto genetico, perfetto nella sua originaria essenza, avr a disposizione anche i mattoni e le scintille per dar luogo a una ottimale creazione proteica, ovvero alla massima possibilit di espressione estetica e funzionale. *La Medicina non ha allungato la vita, ma la accorcia e la svilisce da ricordare che un essere umano, consapevole, ben nutrito e ben integrato nel proprio ambiente, pu morire solo per consunzione anche ultra-centenario: il rinnovamento cellulare tende naturalmente ad essere sempre pi lento fino a spegnersi, senza malattie, senza cure, senza sofferenza e con tanto fertile vissuto disseminato in forma di esempi e di conoscenze che esaltano lEssere. interessante, a tal proposito, riferirsi agli studi di B. Spencer e F.J. Gillen su trib aborigene australiane, evidenziati da E. Cassirer, relativamente al concetto che lessere primitivo aveva e ha della vita: la sensazione dellindistruttibile unit dellesistenza risulta cos potente da fargli negare la realt della morte. La vita concepita senza limiti di tempo e di spazio, continuandosi nellintero regno della Natura e lungo la storia. La morte, nel pensiero del primitivo, pu essere provocata solo da una causa nemica e, dunque, spesso voluta anche da un proprio simile. Se riflettiamo su queste componenti, possiamo riportarci alla realt attuale, ben palese, ma, comunque, non rilevata dai pi: anche le patologie e la morte prematura, ad esse correlata, sono sempre cagionate sugli esseri umani dai loro simili che, con informazioni distorte, condizionamenti psico-sociali, deturpazione ambientale, opportunismi commerciali, bombardamenti farmacologici, comunicazione aberrante o inesistente, inquinano la biochimica, le motivazioni esistenziali, le capacit di percezione e di oggettiva efficacia psicofisica degli individui, portandoli alla malattia e alla morte. Pertanto, il tipo di societ, come vedremo in netto contrasto con le reali predisposizioni umane, favorita dagli opportunismi politici, insieme alle subdolamente mirate informazioni distorte e

penalizzanti provenienti dal mondo medico, rappresentano la forbice esistenziale, dalla quale traiettoria dazione ogni umano attuale con ancora un minimo di dignit dovrebbe trovare, con la conoscenza, la forza per sottrarsi. *Le diete mediche ipocaloriche sono un modo elegante, sopraffino e genialmente criminale per creare veri malati e obesi cronici Il termine dieta ipocalorica sta a indicare una proposta medica di alimentazione che offra apporto nutritivo al di sotto delle necessit organiche. Ci presupporrebbe: -che lindividuo in questione sia ingrassato o ammalato in seguito a unalimentazione normale e corretta; -che, dunque, lindividuo sia malato; -che il grasso degli adipociti sia una riserva perfetta di energia e di nutrienti essenziali e, in quanto tale, nel frattempo che si assottiglia, ci si pu nutrire anche al di sotto dei fabbisogni, tanto c il grasso in pi che disbriga le varie faccende metaboliche; -che lorganismo non si accorga che si palesano deficit, continuando esso a mantenere, magicamente, pur senza energia e mattoni, la massa magra, e che, dunque, non esistano cellule logore, erose e disfunzionali, e che si continui a bruciare il massimo delle calorie potenziali; -che, insomma, il corpo non sia una macchina biochimica costituita da tessuti di cellule viventi, affamate, ma che sia, invece, una stufa metallica con alcuna necessit di rigenerazione cellulare. *La massa magra lindice fondamentale degli equilibri estetici e funzionali dellorganismo: se essa massimale, non si ingrassa e non ci si ammala La massa magra, ovvero muscoli, pelle, densit ossea, connettivo, organi interni, della quale ovviamente fa parte anche lacqua, insieme a tutte le proteine attivanti e catalizzatrici, soggetta, come il grasso, a ridursi o ad aumentare, indipendentemente dal fatto che si sia sportivi o meno, a seconda di come ci si nutre; essa costituita da tessuti di cellule che si logorano e che dovrebbero essere rigenerati continuamente. Ogni individuo ha un potenziale genetico costituzionale di massa magra. Nutrirsi al di sotto del proprio fabbisogno, cosa che accade anche seguendo molte diete garantite da cosiddetti specialisti, fa ridurre la massa magra. Lerosione dei tessuti magri diminuisce ulteriormente il consumo energetico, per la minore presenza di tessuti attivi da nutrire. Inoltre, una riduzione della massa magra indice di una debilitazione organica generale che si accompagna a deficit enzimatici, ormonali, nervosi e cardio-cerebro-vascolari, nonch a ridotta efficacia del sistema immunitario, con maggiori probabilit di contrarre infezioni, allergie, intolleranze, disfunzioni gastro-enteriche e malattie auto-immuni, e con minori capacit di contrastare la riproduzione di cellule tumorali. La massa magra ha, pertanto, oltre che un valore estetico, grazie ai muscoli e alla pelle, che modellano larmonia fisica, di determinante importanza funzionale: energia muscolare e psichica, solidit ossea, attivit di tutti gli organi. Se si verifica una riduzione delle masse cellulari magre, lorganismo entra in allarme e, oltre allimpossibilit effettiva, per mancanza di nutrienti efficaci, di tenere un metabolismo attivo, tende anche a innalzare la fame indiscriminata, favorendo meccanismi compensativi, ma anche strettamente biochimici, vlti a una inevitabile tendenza alla creazione di riserva, cio di grasso. *Condizioni dansia continua, ovvero di inutile allerta, trasformano aminoacidi in grasso, riducono lossigenazione e debilitano ogni organo Il disagio non il problema di turno in s, di cui, tra laltro, ognuno pu essere anche artefice e, inconsciamente, sostenitore, ma la scarsa sensazione di auto-efficacia nellaffrontarlo: questo dato di fatto che deve indurre a conoscere la psico-biochimica.

Stati dansia e scarse gratificazioni che permangono per lunghi periodi causano linnalzamento della concentrazione dellormone cortisolo, il che provoca conversione di aminoacidi in glucosio e di glucosio in grassi, inducendo a incrementare la riserva lipidica e a perdere tonicit e funzionalit generali; il tutto avviene anche per la stessa scarsa disponibilit di ossigeno, la quale si accompagna sempre a condizioni emotive prolungatamente disagevoli, provocando una minore attivit dei cicli chimici che producono energia dallo stesso grasso. Ecco come si pu spiegare chimicamente e, quindi, concretamente perch gli stati danimo, spesso inficiati dai condizionamenti sociali, possono influenzare in maniera determinante sia lestetica che la salute. Leffetto si riflette a livello della corteccia surrenale, che la regione ghiandolare che risponde maggiormente alle condizioni di allerta. Gli agenti stressanti attivano, dunque, sia ladenoipofisi che il sistema nervoso simpatico. Ladenoipofisi produce lACTH (ormone adrenocorticotropo), il quale stimola il rilascio, da parte della corteccia surrenale, degli ormoni glucocorticoidi, come il cortisolo. Lormone cortisolo, come dimostrato da H. Selye, il quale ha definito questa condizione stress senza paura, prodotto in quantit pi elevate dalle ghiandole surrenali per indurre una maggiore disponibilit di carburante in stati di tensione fisiologica dovuti a un contrasto tra la condizione ideale di quiete e quella che va verificandosi. Il cortisolo stimola nel fegato la gluconeogenesi, cio la formazione di glucosio, sia dalla naturale, anche se ridotta, riserva di zuccheri nel fegato e nei muscoli, detta glicogeno, sia, in piccola parte, dalla mobilitazione di acidi grassi. Ma il vero terremoto biochimico causato dal pur minimo aumento di produzione di cortisolo oltre i livelli di quiete, affinch lorganismo possa avere maggiore disponibilit di energia, dato dal trasporto di aminoacidi al fegato e dalla loro trasformazione in glucosio. *Se non si diviene ci che si aumentano sia il grasso corporeo, sia la probabilit di soffrire o di morire per malattia o incidenti In societ in cui le mire sono il possesso, la tecnologia, il lusso e i comforts, che sono elementi di disadattamento e di svilimento di capacit, cio di ignoranza delle proprie essenze e delle proprie necessit nutritive e dei propri potenziali biochimici, le cellule di una persona, rintontita dalle pressioni sociali e dagli aberranti stimoli educativi familiari, non sono meno qualitative, sensibili, vigili e reattive di quelle di un individuo nobilmente attivo e lucidamente pensante. la centralina sociale, cio lottuso cervello razionale che, inebetito e contratto dalla ristrettezza stessa della disponibilit di mezzi cognitivi, pu essere devastato, nelle potenzialit genetiche, dagli input ricevuti dal ramo generazionale. Un insieme di cellule ultra-evolute, stressate dalla gestione di un capo grezzo e in bala del nulla, che sfociano nel cagionevole paradosso evolutivo che lessere umano civilizzato. Lindividuo, ancora oggi fondamentalmente nomade e naturale nelle proprie intime essenze genetiche, si ritrova stanziale, frustrato e fiaccato dalla scala sociale, nonch addirittura spesso intimorito dal cibo, ovvero da ci che ne costituirebbe lessenza, e alienato dalla Natura che continua a richiamarlo mediante i disagi fisici; una Natura che lEssere, ubriacato dal consumismo, indebolito dai propositi di dieta o da una nutrizione inadeguata a causa dei ritmi quotidiani di produzione-consumo, nonch condizionato dalle paure di rimaner fuori dal sociale che conta, non ascolta pi, ormai anche per quelle ansie scolpite dalla sensazione dellaver sempre qualcosa da perdere. questo contrasto, tra ci a cui il corpo veramente tende e le aberrazioni esistenziali ove viene costretto, che genera risposte di allarme come alterazioni fisiche e cosiddette patologie.

*Televisione, internet, stampa: la grande triade della sedazione del visionario passivo Lunica vera differenza tra i nazisti e gli odierni gruppi di potere occidentali sta nel fatto che, mentre i primi erano costretti a rabbonire con gas e forni le moltitudini per loro insidiose, attualmente basta metterle davanti a un televisore o al monitor del computer affinch esse si squaglino da sole. Un gigantesco allevamento di osservatori cronici che seguono quasi del tutto passivamente ci che altri personaggi posticci scimmiottano, abituandosi al non agire, spegnendo ogni vera e sana durezza in quei soli disturbati possibili pensieri che annaspano cianotici nellimpotenza pi misera e inconsapevole. Se ben si riflette, lindice di gradimento dei programmi televisivi e di altri prodotti di comunicazione semplicemente un parametro che rileva il rafforzamento della dissonanza cognitiva e dellidiozia delle masse. Anche C.R. Rogers ha dimostrato che le persone tendono ad assumere atteggiamenti e comportamenti in difesa della coerenza con il proprio concetto di s. Questo avviene pur se quel che si attua non del tutto conveniente. Lesperienza che si va a realizzare deve essere consona con il modo in cui si vede se stessi. Tale fenomeno pu spiegare perch libri, riviste, programmi televisivi, canzoni, eccetera, che riscuotono successo, nel senso che attirano le masse, sono di scarso approfondimento e di non ben centrato contenuto; le maggioranze, infatti, sono costituite da persone uniformate e di scarsa o nulla personalit, che finiscono, dunque, col riconoscersi in riferimenti di analoghe caratteristiche, proprio in quanto confermano il proprio concetto di s, non rischiando la necessit di uno sforzo cognitivo per una rivalutazione del proprio vissuto. Il concetto di s, come approfondito da H. Markus, induce il tipo di comportamento in maniera molto incisiva: ci si comporta in maniera tale da poter finanche far s che gli altri attuino dei comportamenti che confermino la percezione che si ha di s, come una sorta di profezia che si autoadempie. La continua, a tutti i costi ininterrotta, programmazione televisiva su svariati canali, o la possibilit costante di navigare tra limmondo e posticcio ciarpame di internet, o di comunicare, con altri mollicci deviati, attraverso la rete di chat, di messanger e di facebook, o di altre forme plastificate di contatti umani, un continuo appoggio per le masse di aspiranti depressi che tendono al minimo dispendio energetico, perch di energia disponibile, sia per cause nutritive che di pressione sociale, ne rimasta ben poca. *Ai gruppi di potere servono molti obesi, un bel po di malati, diversi agonizzanti, nonch una manciata di morti da mostrare ai conigli da allevamento Le esecuzioni in piazza sono determinanti per produrre il terrore. I riproduttori-consumatori, inetti e indifesi, devono temere di perdere quel fazzoletto di aria e di foraggio che la vita ha loro magnanimamente concesso. Si deve vedere e, quindi, credere che se si mangia di pi si ingrassa o ci si ammala, mentre sono proprio le cosiddette diete a creare gli obesi e i veri malati; si deve pensare che le patologie esistono, e non che, ammesso che siano reali, ce le si procura e che sono reversibili; si deve intendere la terapia come irrinunciabile toccasana, e non come la conferma a se stessi e agli altri della malattia; si devono considerare gli incidenti come destino casuale, e non, piuttosto, come conseguenza di carenza di nutrienti essenziali o di inconsce alienazioni esistenziali. Il terrorismo diffuso sul cibo, la paura inculcata sul controllo delle calorie degli alimenti e del peso corporeo e sullattenzione da riservare alle terapie, sono, con le ansie correlate alle catene di montaggio di produzione-consumo in cui si immettono le esistenze, una vera manna per gli spietati mercanti, assunti, nelle associazioni per delinquere politico-sanitarie, con tanto di laurea e di giacca e cravatta.

*Lesistenza dei tumori, molte forme dei quali non sono affatto mortali, la massima espressione del motto morte tua, vita mia: un grande business Partendo dallinvogliare alla prevenzione, che serve solo a beccare e a diagnosticare cellule degeneranti, per passare alle terapie, che devono debilitare gradualmente, producendo la rappresentazione dellagonia che serve a mostrare, a folle di creduloni tremanti, la micidiale gravit del male oscuro, si finisce con la morte dei pi: perch solo se una buona parte dei malati di cancro va allaltro mondo, in questo mondo si pu considerare il cancro come lanticamera della morte, rendendosi necessario provare, pertanto, a salvarsi sottoponendosi ai trattamenti terapeutici. Lo stesso sistema adottato per i tumori, ovviamente valido e fruttuoso per qualsivoglia altra anomalia organica. Il bello che molti umani sono talmente stati svuotati di contenuti, dai mass-media e dagli stili di vita, da divenire complici dei loro carnefici, vivendo le presunte patologie, o la stessa obesit, come una ragione di vita per la quale considerarsi e farsi considerare, facendo in modo da far persistere o da far degenerare lo stato di disagio, semplicemente per non avvertirne un altro ben pi profondo: il disagio di sentire il nulla. *La principale riserva energetica corporea il grasso, poich occupa meno volume Il grasso stato selezionato dalla Natura come riserva energetica, in quanto, non legando acqua, cosa che, invece, avviene per gli altri nutrienti calorici, cio carboidrati e proteine, pu racchiudere in un spazio relativamente ridotto tanta energia. Se fossero proteine o carboidrati a costituire la riserva principale energetica dellorganismo, il volume corporeo aumenterebbe a dismisura, poich esse sono molecole idrofile. *Il termine riserva dovrebbe far pensare che il grasso pu accumularsi soprattutto per una nutrizione deficitaria Incongruenze in qualit e in quantit di elementi essenziali nelle fasi determinanti della giornata inducono accumuli di grasso. Riserva, infatti, significa mettere da parte, conservare in previsione di un nuovo e temuto deficit; per cui, il riflesso di una scarsa e incompleta nutrizione nelle ore di luce la formazione di riserva, ovvero una tendenza allincremento del grasso corporeo. La riserva diventa, dunque, anche se solo parzialmente, prevenzione di un deficit possibile e prevedibile. Se si prevedesse abbondanza, perch mai si dovrebbe creare riserva? *Se la riserva lipidica fosse perfetta, cio semplicemente utilizzabile, la fame si svilupperebbe dal momento in cui il grasso in pi si smaltito Il fatto che la riserva di grasso sia parte di un meccanismo fisiologico funzionalmente complesso riscontrabile dalla fame che, comunque, pure una persona molto grassa prova a intervalli di tempo pi o meno regolari. Una certa logica direbbe che la riserva di energia rappresentata dal grasso eccedente dovrebbe bastare per le esigenze fisiologiche. Invece anche chi grasso ha fame, cos come chi non lo , e spesso, non a caso, pure di pi. Perch accade ci? Dal grasso corporeo non si possono ricavare tutti gli elementi necessari per la sopravvivenza, ma solo una parte di energia e qualche nutriente: esso un debole ponte tra un pasto e laltro per tamponare, alla meglio, per brevissimo tempo, uno scarso apporto nutritivo. *Altro che perdere peso rapidamente! Per i tripponi, nei primi tempi, gi tanto non continuare ad espandersi Il fatto che in molti casi, pur migliorando lalimentazione, una persona, nelle fasi iniziali, non dimagrisca, dimostra come lorganismo possa essere pre-programmato allaccumulo, indipendentemente dal modo di nutrirsi, per cui gi laver bloccato questa tendenza un risultato.

Per chi deve ridurre di molto la massa grassa potrebbero esserci dei periodi, anche pi o meno lunghi, in cui, pur nutrendosi in modo appropriato, la condizione fisica tende a rimanere stabile o, addirittura, a peggiorare leggermente. I motivi, come sempre, sono di ordine sia biochimicofisiologico, sia emotivo: lorganismo tende a mantenere o a non allontanarsi troppo dal punto di grasso che gli aveva conferito per anni un equilibrio; inoltre, una trasformazione fisica, seppur positiva, se non andasse per gradi, potrebbe destabilizzare emotivamente. Non bisogna trascurare che si tende a confermare il concetto che si ha di s: si pu rifiutare inconsciamente di essere completamente diversi da come ci si percepiti per gran parte della propria vita. Di solito, quando si verifica questa stasi, questo blocco del dimagrimento, si finisce con landare in crisi, con il rischio di auto-punirsi digiunando o mangiando disordinatamente. Se, invece, si conoscesse il meccanismo automatico descritto, del tutto umano, si continuerebbe a nutrirsi serenamente rispettando le proprie esigenze, e il dimagrimento, dopo la sosta fisiologico-cognitiva, riprender fino allottimale, con i tempi che quellorganismo richiede. Molte persone, che hanno seguito diete particolarmente restrittive e che finalmente decidono di venir fuori dal vicolo cieco, dovrebbero addirittura mettere in conto di dover rischiare di passare attraverso una fase in cui il loro corpo subisca un peggioramento, il quale sarebbe solo transitorio e di adattamento, prima di sfociare in sensibili miglioramenti indotti dallattivazione metabolica. Questo rischio calcolato, per, solitamente non si vuole correrlo... e cos si continua, anche per anni, a battere la testa e a rompersela vicino al solito muro eretto da se stessi! *La sanit lava in massa i cervelli sulla necessit di controllare gli apporti nutritivi, producendo caterve di malati, veri o presunti, e valanghe di obesi La Medicina non si chiede quasi mai cosa manchi nella nutrizione di chi ingrassa e di chi si ammala; anzi, presuppone che le anomalie siano frutto di presunti eccessi alimentari, senza intuire, o volontariamente trascurando, che questi eccessi sono la conseguenza di ci che di determinante, a tempo debito, manca nella alimentazione solita dellindividuo, e che genera una continua indiscriminata fame. Lobbies mediche e case farmaceutiche pascolano tronfie sulle distorte credenze delle masse condizionabili, seminando terrorismo psicologico, assoggettandole e proponendo soluzioni a proprio scopo di lucro, cavalcando londa di falsi bisogni abilmente fomentata da quegli insulsi resti di esseri umani che sono la gran parte dei politici e degli operatori dei mass-media, i quali inquadrano solo i punti deboli dei loro simili, occultando le informazioni su tutti quei meccanismi biochimici e psichici che, se divulgati, attiverebbero le forze fisiche e discriminative degli individui. *La fame non una brutta abitudine o un capriccio da frenare con la volont, ma unesigenza, da interpretare, di specifici nutrienti Si arriva addirittura a pensare che lessere umano lunico animale che continua a mangiare anche se sazio. Ancora una volta non ci si spinge pi in l di deduzioni che tendono a mortificare le capacit e i fini meccanismi che, in condizioni di nutrizione incompleta, inducono a comportamenti adattativi che mirano a compensare deficit nutritivi. La saziet non pu essere data da un quantitativo se pur enorme di calorie. La vera saziet pu scaturire solo dallopportuna proporzione e contemporaneit della disponibilit di tutti gli elementi nutritivi individualmente richiesti. Si pu essere voraci mangiatori, ad esempio, di fonti di carboidrati, come pasta, pane, biscotti, altri dolciumi, eccetera, ma mangiare poche fonti di aminoacidi essenziali o di vitamine o di minerali particolari: dunque, giungere anche a 6000 Calorie al giorno, ma avere sempre fame. Il punto che, se manca qualche nutriente fondamentale, lorganismo continua a segnalare fame fin quando questo elemento non verr apportato in contemporaneit con tutti gli altri; quindi, se pur mangiando tanto, questo nutriente, non essendo contenuto nei cibi introitati, non arriva, si continuer a mangiare e ad avere fame.

Inoltre, i meccanismi nervosi preposti alla segnalazione di saziet e di fame, se la nutrizione valida, funzionano alla perfezione e orientano in modo mirato verso lapporto opportuno di cibo, sia dal punto di vista dei tempi, sia della quantit, sia della qualit, sia delle associazioni. Quindi, si pu ipotizzare che la stessa nutrizione inadeguata, oltre a deformare lestetica, a ridurre lenergia psicofisica e a predisporre alle malattie, fa s che anche i recettori nervosi che regolano il senso della fame e dalla saziet segnalino incongruamente le vere necessit dellorganismo, essendo la fame presente non specifica per gli alimenti dal contenuto necessario in quella fase. Dunque, prima di ritenere un individuo preda di un malessere tutto psichico che mai sazia, forse sarebbe meglio prima ritarare i suoi strumenti di rilevazione facendo in modo che nella nutrizione non scarseggino di sicuro gli elementi fondamentali. *Propinare a un obeso una dieta restrittiva non fa che accentuare le lacune biochimiche e aumentare il senso di fame, le frustrazioni, i sensi di colpa e lobesit stessa Le impostazioni alimentari che non saziano lobeso, ovvero che non ne attivano la massa magra, lo proietteranno nellindolenza e nella stasi psicofisica, non lasciando scampo al soggetto: la riserva di grasso tender in tempi medio-lunghi a incrementarsi in escalation. Le diete ipocaloriche, dissociate, iperproteiche, peggio ancora se con aggiunta di sostanze che riducono la fame o che attivano il consumo energetico o che sono lassative, creano la vera grave obesit, oltre a profondo senso di sconforto, frustrazione e depressione, e vanno denunciate! *La fame non deve essere contrastata, ma prima va ri-sintonizzata sui naturali bio-ritmi individuali, poi assecondata Si divulga addirittura luso di sostanze che riducono o annullano il senso di fame. Il bello che molti medici fomentano questo credo. Tutto ci per controllare in certi argini il fantomatico protettore degli ignoranti, San Peso del Corpo. Nei fatti si altera la composizione degli organi: disattivare le spie come non voler vedere, ascoltare e interpretare le proprie peculiari esigenze, ovvero si provoca la disgregazione dal S. Essendo la nostra specie riuscita a evolversi anche in virt della capacit di accumulare grasso, i nostri avi si sono affermati su quei ceppi umani che non avevano questo optional nel loro corredo genetico. Anticamente, infatti, non cera quasi mai la possibilit, come oggi, di fare tre o pi pasti completi al giorno: poter stipare grasso significava, dunque, avere qualche probabilit in pi di sopravvivere e di riprodursi. Oggi sta a noi non andare a stimolare quel ricordo genetico, riattivando questo potenziale adattamento, nutrendoci in maniera reiteratamente incompleta nelle ore di luce. La fame non adeguatamente soddisfatta significa predisposizione ad accumulare grasso e al logorio cellulare. La fame , dunque, un significativo avvertimento, una segnalazione di deficit nutritivi: se non soddisfatta nei tempi e nei modi giusti, pu innescare lantico programma di accumulo di riserva lipidica, che per forza di cose abbiamo ereditato anche nella societ del benessere, nella quale c ampia disponibilit di ogni variet di cibi. Giusto a titolo di riflessione, si pu supporre che quelle poche persone che, pur mangiando malissimo, non ingrassano mai, non possedendo il genetico programma del riservare grasso, non potrebbero garantire futuro riproduttivo alla specie nel caso in cui le nostre societ del benessere fossero colpite da carestie alimentari. Solitamente lindice di unadeguata nutrizione una moderata fame nella seconda parte del giorno, ed ci che, anche con iniziali forzature rispetto alle abitudini distorte si deve far s che avvenga, accentuando la fame nella prima fase del quotidiano. *Statistiche e protocolli sono lo svilimento dellindividuo Una ridicola usanza nello stilare le diete da parte di molti specialisti, nei loro deliranti protocolli calorici, quella di includere come parametri di riferimento let, il sesso, laltezza, il peso e lentit dellattivit fisica. Dati di fatto, emersi dallo studio bio-sofico e, quindi, dalla realt di tutti i giorni, dicono che una vecchietta alta 1 metro e mezzo, che passa la giornata a farsi rincitrullire dalla

televisione, pu avere un metabolismo molto pi attivo, non per meriti, chiaramente, ma per genetica, o per il modo di nutrirsi, di quello di un baldo giovine di 1 metro e 80 che frequenta quotidianamente palestre allavanguardia. *Uova e latticini sono alimenti nutrienti e sani perch vivi, non morti come le carni, veicoli, invece, di proteine di scarsa qualit e di grassi saturi e di tossine Anche se assurdi luoghi comuni dicono il contrario, dati di fatto dimostrano che mangiare pi spesso uova e latticini, alimenti con proteine e grassi altamente bio-utilizzabili, ottimizza lo stato di salute, migliorando la massa magra generale e le sue funzioni, in quanto si ha una maggiore disponibilit di aminoacidi essenziali e, pertanto, mattoni determinanti per ristrutturare la massa cellulare e per rendere possibile la presenza di proteine attivatrici e regolative fondamentali per unefficacia metabolica, apportando, oltretutto, percentuali di grassi insaturi che rispettano quelle fisiologiche; questi alimenti, nellinsieme, proprio in quanto attivano al massimo il metabolismo, cio il consumo energetico e il necessario e continuo rinnovamento cellulare, riducono la massa grassa e migliorano i valori clinici alterati, nonch conferiscono pi elevati gradi di armonia estetica e di energia. Poter approvvigionarsi di uova prodotte da pennuti viventi al naturale, cos come avvalersi del latte crudo, da bollire al momento, e non pastorizzato, sgrassato e reintegrato dai procedimenti tecnici di omologazione, conferirebbe ben ulteriori effetti benefici. Si pensi, ad esempio, che il latte naturale contiene almeno il doppio di quegli omega 3 e omega 6, tanto pubblicizzati, rispetto al latte industriale integrato sinteticamente di tali sostanze. Se pur vero che i processi di industrializzazione privano anche questi alimenti di parte del loro potenziale nutritivo, essi restano, per, per costituzione, comunque e sempre, pi efficaci dei prodotti della pesca e, soprattutto, delle carni dogni colore e conservazione. Chi avesse manifesta intolleranza al latte di mucca, oltre a sperimentare se vi sono derivati che non generano sintomi deleteri, pu provare che effetto produce il latte ad alta digeribilit, che presenta meno lattosio, il maggior responsabile di certe intolleranze, oppure orientarsi verso latte e formaggi di capra, che, oltre a minori quantit di lattosio, hanno sia consistenza proteica solitamente pi digeribile, sia ridotto contenuto in grassi rispetto a quelli vaccini. *Pi si mangia nella prima parte della giornata, nel senso di nutrizione saziante e completa, cio qualitativa, pi si brucia e pi ci si rinnova organicamente Il metabolismo si attiva nutrendosi nelle ore di luce in maniera quantitativa e qualitativa tale da ottimizzare tutta la potenziale espressivit genetica di un individuo. Se un soggetto nota che sta ingrassando o avverte determinate disfunzioni, pi che cominciare, con la volont, a contenersi sulle quantit di cibo, dovrebbe, piuttosto, rendersi conto di quali mancanze di nutrienti si verificano nei pasti mattutini. Le anomalie funzionali e le aberrazioni estetiche sono soprattutto le conseguenze di mesi o anni di scarsi e incompleti apporti nutritivi nelle fasi del giorno individuabili come colazione e pranzo, che provocano riduzione della disponibilit di aminoacidi, ma molti medici a questo aspetto fondamentale non pensano per niente e continuano, grottescamente, a demonizzare in un assoluto vaneggiamento, alcool, grassi, dolci, sale, nonch gli alimenti migliori, cio uova e latticini. *Se svanisce il senso dellefficacia personale, si diviene ostaggi delle multinazionali della terapia Qualsiasi tipo di anomalia funzionale o patologia che dir si voglia, oltre che a una latente predisposizione, soprattutto dovuta a un apporto squilibrato di nutrienti protratto nel tempo e alla scarsa capacit nel gestire vissuti emozionali pi o meno importanti. Ogni soluzione troppo drastica, in questi casi, rischia di risultare inadeguata. La prospettiva di doversi sottoporre a un regime alimentare punitivo fa s che molte persone seguano le indicazioni e, pertanto, si ammalino sul

serio, oppure che rinuncino a priori a mettere in discussione il proprio stile di vita, vista la difficolt di adattarsi a certi regimi, e che peggiorino anche la considerazione di se stessi: sfuggire alla saggezza della scienza creer quantomeno qualche senso di colpa. -Meccanismo perverso dellabbattimento del senso di efficacia personale Anomalia funzionale da alimentazione squilibrata e\o disagi emotivo-socialiDieta medica (nutrizione scarsa e penalizzante)Erosione cellularePatologieIntervento medico (farmaci e altre terapie o interventi chirurgici)Sensazione di essere malatiDepressione nervosa e spossatezzaMetabolismo alteratoPresunta irreversibilit della condizioneResa incondizionata e devota alla tutelare scienza medicaResistenza a nuove informazioni risolutive *Dalla padella della depressione alla brace degli psicofarmaci Nelle nostre societ ci sono troppi medici e pochi maestri di vita; a volte una frase illuminante pronunciata da un conoscente occasionale pu far molto di pi di una vita di incontri con neurologi o psichiatri che confermano continuamente la malattia, consigliando farmaci sempre pi allavanguardia. Il problema che, se i trattamenti farmacologici si protraggono oltre misura, una volta che il cervello stato esonerato, la possibilit di poter essere illuminati, da incontri o da eventi o da pensieri personali risolutivi, si assottiglia sempre pi: il farmaco diventa addirittura lunico, irrinunciabile, istituzionale punto di riferimento. Gli psicofarmaci possono rallentare il metabolismo e incrementare il senso di fame, cosa questa che gi da sola rende conto dellassurdit metabolica indotta da certe sostanze sul sistema nervoso; hanno, inoltre, effetti negativi sulla personalit e sulla consapevolezza di s. Andrebbero, quindi, assunti soltanto in fasi particolarmente delicate, facendo di tutto per scongiurare linsorgere di una dipendenza. Vari tipi di depressioni possono essere anche innescate e perpetuate da eventi esistenziali che si combinano con una nutrizione inadeguata per il fabbisogno individuale. Certi farmaci possono risollevare, in maniera ovviamente posticcia e precaria, lumore e sembrano efficaci fin quando la nutrizione permane deficitaria. Nutrendosi meglio, il farmaco comincia ad essere avvertito come tossico e, addirittura, deprimente. Il migliore stato danimo, ritrovato con il giusto apporto nutritivo, dunque, tende a far rifiutare, a ragione, linnaturale supporto chimico. Non sono rari i casi di scatenamento di depressioni conseguenti a periodi di inappetenza dovuta a fattori emotivi. La priorit di riservare nutrienti essenziali per le cellule nervose, se la nutrizione fortemente incompleta per periodi protratti, pu non essere rispettabile. Ne deriva che neurotrasmettitori o enzimi o minerali determinanti possono scarseggiare e indurre, insieme allo stato psichico, condizioni nervose definite patologiche e tamponabili con farmaci. Pu accadere che si tenda, successivamente, a provare a eliminare questi farmaci, ma con il risultato di una recidiva dei sintomi; si pensa che bisogna convivere con certe sostanze, senza dedurre che leliminazione del farmaco ha fatto s che ritornasse a galla il problema di fondo: la nutrizione carente. Se si vuole conseguire il successo dellinterruzione dei trattamenti farmacologici, contemporaneamente bisogna ri-seminare uno stato di nutrizione ricco ed efficiente. Solo in questo caso il soggetto riavr la propria reale autonomia. *Chi pi e chi meno, le farine raffinate intossicano tutti Nei casi di celiachia conclamata, dove, quindi, la proteina glutine a provocare danni, come fonti principali degli indispensabili carboidrati potrebbero andar bene prodotti specifici deglutinati, ma meglio ancora sarebbe servirsi di riso, patate, legumi e mais e, in quei casi in cui non il glutine il problema, ma la sempre pi negativa raffinazione delle farine, sarebbero tollerati e, dunque, nutrienti, pure farro, orzo, kamut, avena o altri cereali, soprattutto se decorticati, ovvero integrali. Per il consumo di pasta e pane, probabilmente per i metodi di produzione del grano, e sicuramente a causa della sua raffinazione, unitamente a stress psicofisici, si pu riscontrare una diffusa serie di problematiche crescenti nelle popolazioni, che sono variabili a seconda del tipo di sensibilit

individuale. Certo chiaro che lincremento di liquidi extra-cellulari, i sintomi gastro-enterici e la caduta di tono muscolare, insieme ad ansia, spossatezza, dolori osteo-muscolari, cefalea, fame continua e voglia di dolciumi, indicano tossicit ed erosioni cellulari dovute a scarsa assimilazione. Molta gente presenta chiari sintomi di debilitazione e di disfunzione gastro-enterica, ma, se i test specifici per la celiachia dicono che il soggetto normale, spesso non si prende in considerazione gli elementi che fanno presupporre che, non ha senso la distinzione netta tra celiachia, conclamata con test inoppugnabili, e la condizione che con tali rigidi test viene ritenuta di normalit. Non detto che sia il glutine lunico elemento destabilizzante, ma, piuttosto, le cause potrebbero essere i nuovi ceppi delle piante di grano o di altri cereali, nonch la raffinazione degli stessi. plausibile, inoltre, che il glutine presente nel grano e in molti altri cereali, dia gradi soggettivamente diversi di diffuse, e spesso subdole, intolleranze, ma, pi spesso, proprio la raffinazione dei cereali a creare disagi, cio la composizione della stessa farina bianca: infatti, a un soggetto che ha riflessi negativi coi farinacei raffinati, altri prodotti, in chicchi, contenenti glutine, come ad esempio, farro, kamut, orzo e lo stesso grano, meglio se integrali, non producono alcun problema. *La ridicola presunzione, lo stucchevole auto-lesionismo e lignoranza abissale dei ciccioni Dopo mesi o anni di nutrizione inadeguata il corpo si adattato agli input ricevuti. Anche per questo, spesso, prima che, in chi ha mangiato in modo sbagliato a lungo, si verifichino effettive trasformazioni estetiche rilevanti, pur nutrendosi meglio, pu essere necessario quel tempo durante il quale i nuovi stimoli rassicurino lorganismo sul fatto che lapporto sufficiente di nutrienti costante, e non occasionale, e che, dunque, pu essere attuato un metabolismo pi dispendioso ed efficace. Per lo stesso motivo, se i nuovi input vengono, nelle fasi iniziali, di tanto in tanto trascesi, si pu verificare una tendenza a ripristinare gli adattamenti precedenti, come deposizione di grasso e riduzione del rinnovamento cellulare. Perch mai lorganismo, dopo tanto tempo di nutrizione insufficiente, dovrebbe fidarsi, semmai di appena un mesetto di apporti equilibrati? Per una programmazione diversa ci vuole un certo tempo; e il tempo proprio il punto debole dellansioso soggetto in eccedenza di grasso da anni, soprattutto se questi anni sono stati costellati da cosiddette diete che hanno peggiorato e non certo migliorato lo stato iniziale. Questi personaggi non hanno la capacit di rendersi conto che devono mettersi lanimo in pace e attendere. Molti di essi dichiarano addirittura, e qui raggiungono lo zenit della presunzione e del ridicolo, che se non notano effetti notevoli immediati si avviliscono e perdono motivazione ed entusiasmo. Ma di quale motivazione ed entusiasmo parlano? Non sono mica al Luna Park? Costoro si sono deformati nel corpo (e a quanto pare anche nella mente) per la loro dabbenaggine esistenziale e per i consigli dei loro sommi e saccenti dietologi. I ciccioni, nonostante questo scempio, dalla condizione rovinosa ove versano, ancora blaterano stupidaggini inascoltabili, senza realizzare che solo una certosina riprogrammazione della loro sgangherata e trascinata macchina biochimica potr riportarli in una condizione estetica che non faccia svilire la dignit dellhomo sapiens sapiens. *La supponenza grottesca dei ciccioni sta nellespressione di scetticismo che manifestano quando si dice loro che mangiando poco non dimagriranno mai Ma non si rendono conto di come li abbiano ridotti anni di diete? Da dove viene tutta questa presunzione? Continuano a cercare chi li mortifica..., e se lo meritano, perch non hanno dignit! Hanno scisso il corpo dalla loro reale essenza, portandoselo come un valigione, colmo di frustrazioni, per il viaggio senza ritorno ove i miraggi ladri dei medici che li sfruttano li hanno spediti. Interessante lipotesi di M. Donnarumma che intravede nella inettitudine, nella solitudine e nella paura dellabbandono, tipiche delle masse e, nello specifico dei grassoni, la necessit da parte di costoro della severit di un padre o di una madre che fungano da guida fustigante; i cicciobelloni, pur di assicurarsi la continuit dellillusorio accudimento, sono volutamente vittime di un circolo vizioso di assenza di veri risultati positivi; la sofferenza degli inetti gi lenita dalle

mortificazioni e dalle imperative indicazioni inferte dai propri guru. Pu spiegarsi cos, anche secondo P. Arenga, la tendenza di tante lipido-sagome a interminabili e infruttuose serie di visite dietologiche, le quali possono interrompersi, ma solo per ricercare un nuovo carnefice-censore, nel caso lagognato aguzzino si mostrasse umano e volesse trasmettere informazioni risolutive o capacit di auto-gestione e, quindi, provasse a dar fiducia e a lasciare tali personaggi a loro stessi.

*Aspettative fuorvianti e interpretazioni maldestre sul peso corporeo Il condizionamento causato dallimportanza conferita al peso pu essere fonte di scetticismo, da parte della persona interessata a migliorarsi, anche di fronte a dati incontrovertibili. Ad esempio, un soggetto, seguendo un programma nutrizionale che soddisfi i suoi reali fabbisogni, pu avere lo stesso peso dopo un mese, ma aver ridotto di 2 chili la massa grassa e incrementato di altrettanti chili la massa magra: gli abiti si indossano meglio, c pi energia, fame mirata, modellamento corporeo, riduzione di sintomi vari. Se avesse, invece, seguito un regime ipocalorico o dissociato o iperproteico, dopo qualche settimana si sarebbe potuto ritrovare anche con 4 chili in meno, perdendo, comunque, gli stessi 2 chili di massa grassa, ma pure 2 chili di massa magra (densit ossea, organi interni, muscoli, cute, acqua intra-cellulare) e ci sarebbero stati segni di debilitazione, nervosismo, fame indiscriminata, sintomi di spossatezza, le quali sono tutte basi per indurre lorganismo a ripristinare ben presto una riserva di grasso superiore. Molte persone si esaltano nel vedere calare, in tempi brevi, notevolmente il peso corporeo, ma non si rendono conto che la bilancia uno strumento senza alcun senso. Ci sono diversi casi dove addirittura, con una nutrizione congrua, dopo un mesetto si riscontra un incremento di peso corporeo, ma una migliore armonia fisica. Ci accade a quelle persone che hanno mangiato per anni in maniera talmente scriteriata da ridurre fortemente la propria massa magra, oltre che ingrassare. Pu succedere, dunque, ad esempio, che alla seconda misurazione si riscontrino due chili in pi di peso, ma 2 chili di grasso in meno e 4 chili di massa magra in pi (nelle donne, nelle fasi di ciclo che si approssimano alle mestruazioni, anche lacqua extra-cellulare, che massa magra, pu contribuire allaumento del peso). Se la persona interessata d importanza al peso pu avvilirsi senza motivo. Si pu verificare, inoltre, che alla terza misurazione il peso corporeo aumenti di mezzo chilo, ma la bio-impedenziometria evidenzia che ha ridotto di 1 chilo e mezzo la massa grassa e incrementato di altri 2 chili la massa magra. In casi del genere, in molti abbandonano questo percorso di eu-nutrizione e finiscono ancora nel circuito senza fine delle diete restrittive oppure si abbandonano ad alimentazione di nuovo dissennata. Quei pochi individui che, pur trovandosi in queste situazioni, invece, credono in ci che vedono e fanno, continuando il loro giusto percorso, noteranno come, una volta recuperata la propria massa magra di costituzione (quella depauperata nei periodi di nutrizione squilibrata), attestandosi questa sul valore limite individuale, anche il peso corporeo comincer a scendere, in quanto a una riduzione, ad esempio, di 2 chili di grasso comincer a corrispondere pure una pressoch equivalente diminuzione del peso corporeo che non pi mascherata dal necessario e salutare recupero della massa magra potenziale. *La massa magra di cui si parla non qualcosa in pi che lorganismo produce, ma semplicemente la propria costituzione genetica che viene a realizzarsi grazie alleu-nutrizione In molti, medici compresi, vaneggiano che la massa magra viene incrementata solo con lattivit sportiva. Quella, per, massa magra che va oltre quella genetica, perch frutto di sovraccarichi di lavoro, sempre che ci si alimenti in modo rispondente, altrimenti, come si vedr, lattivit fisica tende a far ridurre addirittura la massa magra di costituzione. Molti medici sono balzanamente scettici sullincremento della massa magra per effetto solo di una migliore nutrizione. In realt non si incrementa un bel nulla, ma si recupera quella che, a causa della nutrizione scriteriata attuata per lunghi periodi, non era stata rinnovata. Inoltre, potrebbero essere proprio le ripetute diete restrittive a creare le basi, nei periodi in cui esse vengono inevitabilmente

sospese, a innescare la necessit preventiva di generare massa magra addirittura superiore allo standard costituzionale: lorganismo che ha dovuto subire, in seguito a riduzioni nutritive, debilitazione e stress funzionali di tessuti magri, pu tendere, ritornando a unalimentazione pi consistente, oltre che a formare una riserva di grasso pi ingente, tesa a preservare la massa magra da eventuali nuove restrizioni, anche a ricostruire una maggiore massa muscolare e ossea. Questo sarebbe un fenomeno analogo a quello che si verifica quando, in seguito ad attivit fisica, le fibre muscolari e le stesse ossa, per lo stress causato dallo sforzo, e con alla base una nutrizione efficace, si irrobustiscono in previsione di un nuovo intenso impegno motorio. Daltronde, una persona grassa e con scarsa muscolatura fa sforzi fisici simili a un soggetto normale che si allena con i pesi: se durante il periodo di dieta restrittiva si debilita, quando comincer a nutrirsi meglio indurr un potenziamento. *Si voluto fare dellalimentazione una scienza esatta. Tutta apparenza. A chi servono le statistiche? Il concetto sacrosanto qualitativo di individuo mal si combina con quello quantitativo statistico. Ogni individuo un unico e instabile universo fisiologico-emotivo che varia e si trasforma, sia per un adattamento continuo naturale, geneticamente programmato, sia per le risposte di adattamento allo stile di vita, che non sono prevedibili statisticamente, ma solo ipotizzabili e testabili con una ricerca specifica individuale. Il nutrizionista dovrebbe soprattutto ascoltare e verificare: il soggetto che gli si rivolge diverso da tutti gli altri e non si pu sapere a priori quale pu essere lo stile di vita pi adatto. La soluzione nasce dal confronto, dalla collaborazione e da una comunicazione senza pregiudizi tra assistito e consulente. F. Nietzsche ha detto: Un buon maestro mette in guardia anche da se stesso. Il consulente dovrebbe sempre indurre linteressato ad esprimere con convinzione le proprie sensazioni, al fine di individuarne le caratteristiche e, pertanto, le esigenze risolutive. *Non affatto detto che fare attivit sportiva acceleri il metabolismo e potenzi la muscolatura Anche, per, scadendo di livello, e approfondendo sul volgare modo di intendere il dinamismo corporeo, c molto da focalizzare e da sfatare. a tutti noto che lattivit fisica aumenta il consumo energetico, ma bisogna distinguere tra due casi: chi fa sport e si nutre equilibratamente, oltre a bruciare pi calorie durante il movimento, ne consuma di pi anche a riposo, ma chi mangia meno rispetto ai propri fabbisogni brucia pi calorie solo durante lattivit, mentre a riposo consuma molto meno di quanto avverrebbe da sedentario, in quanto il corpo sa che iponutrito e che lo aspettano sforzi particolari, adattandosi ulteriormente al risparmio. Lattivit sportiva pu innescare due contrapposti meccanismi di adattamento metabolico in attesa dello sforzo. Il metabolismo basale, in chi si nutre adeguatamente e non ha deficit di nutrienti, tende ad attivarsi con un consumo energetico a riposo leggermente superiore alla norma, per non farsi sorprendere freddo dalla fatica fisica prevista. Di contro, chi svolge attivit fisica e si nutre al di sotto dei propri fabbisogni genera una risposta di adattamento opposta: lorganismo, in questi casi, per non farsi sorprendere a corto di energia nella fase di sforzo prevista, nelle ore di riposo riduce il consumo energetico; di conseguenza, la ricostruzione cellulare va al di sotto delle potenzialit individuali. In questo caso ne deriva che, oltre a mantenere una certa riserva di grasso, si tende anche a una riduzione di massa magra. Lesperienza, come gi rimarcato, dimostra, apparentemente paradossalmente, che persone iponutrite, che si allenano, per esempio, tutti i giorni, riescono a dimagrire e a tonificarsi sia se aumentano adeguatamente gli apporti nutritivi, sia se, e ci indicativo, pur nutrendosi al di sotto dei fabbisogni, riducono la frequenza o lintensit degli allenamenti.

*I bambini, se non pressati da norme, sanno bene quando nutrirsi Una riflessione merita la diffusa tendenza delle mamme a far mangiare i propri figli, soprattutto nei primi 5-6 anni, in orari regolari imposti, a costo di forzature, inseguimenti e anche punizioni. La capacit di sviluppare il senso di fame non totalmente innata: va stimolata mediante il digiuno, non imponendo un regolare ritmo dei pasti, ma attendendo una chiara manifestazione dellesigenza di mangiare. Abitudini stancanti e demotivanti quali, oltre quelle di tenere costantemente linda e brillante la dimora, quella di cucinare per i bimbi due volte al giorno e doverli poi costringere a mangiare secondo principii che tengono rigidamente conto degli orari giusti dei pasti e dei pisolini, finendo con lo svegliare i piccoli per farli mangiare o con tendere a farli addormentare, semmai quando hanno fame, sono solo fonti di tensioni e ansie familiari quotidiane, nonch fattori frustranti per i bimbetti, le cui personalit si impregneranno per tutta la vita di tensioni subdole e superflue. Agire diversamente rilasserebbe gli animi e offrirebbe pure maggiore tempo libero agli educatori, non sottraendo ai bimbi la possibilit di maturare lidea di vera fame e di vero sonno, al punto da avere essi la libert e la sana autonomia di poter manifestare chiaramente quando mangiare o dormire. Ci sono delle fasi della vita infantile, solitamente tra i 3 e i 5 anni, nelle quali i bimbi tendono naturalmente a nutrirsi al di sotto delle aspettative dei genitori: qui che si giocano importanti dinamiche psicofisiche; il rispetto di tale spontaneo atteggiamento, basato su effettive e sane predisposizioni organiche dei piccoli, indurrebbe in essi consapevolezza e scongiurerebbe tensioni scaturenti da forzature. Inoltre, certe regole imposte a livello nutritivo possono essere la causa dei disturbi del comportamento alimentare del futuro, in quanto la piccola creatura non sapr distinguere tra la fame, non avendola mai provata veramente, e altre tensioni. Tra laltro, il fatto stesso di essere forzati a nutrirsi, cos come a ridurre gli apporti, genera ansia. Dunque, si potrebbe tendere ad associare, per tutta lesistenza, uno stato danimo agitato al cibo. Il cibo deve divenire il rinnovamento, non linquinamento del S. Anche lanoressia o la bulimia, quindi, possono avere le loro radici in questi aridi terreni: scoprire di poter far male ai genitori, nei primi conflitti con loro, tramite il fondamentale cibo, significa avere unarma semplice e micidiale. Questo e altri tipi di atteggiamenti apprensivi nei confronti dei figli, come ripararli ossessivamente dalle intemperie o dalle insidie sociali, oltre a ridurre lefficacia dei loro sensi, sanno di ridicolo se osserviamo le capacit psicofisiche dei figli dei nomadi o di molti bambini del terzo mondo, in grado di sopravvivere a forti privazioni e in ambienti difficili. mai concepibile che non si possa essere liberi e sereni, per un tempo breve o lungo che sia, di non mangiare o di mangiare a oltranza ed, eventualmente, di vomitare? Perch mai a certi soggetti devono per forza piombare addosso la disperazione cieca dei familiari e i riflettori abbaglianti della scienza? Se, per trovare la propria strada, per certuni, non vi sono che questi irti e bui sentieri, perch ostacolarli e deviarli continuamente riproiettandoli nella confusione e nella paura, cio nel senso di colpa? Perch non conceder loro serenamente di denutrirsi o di ipernutrirsi, se questo il modo pi spontaneo e meno dannoso per ritrovare equilibri determinanti? Perch pensare che, senza un aiuto, non ne verranno mai fuori e finiranno male che pi male non si pu? E se fossero proprio i soccorsi a interferire e a prolungare quello stato, arginando e frenando maldestramente unondata che, per quanto inquietante, una volta straripata si estinguerebbe naturalmente? R. Bach ha ampliato un concetto di filosofia orientale: La misura dellignoranza lintensit con cui si crede nellingiustizia e nella tragedia. Ci che per un bruco la fine del mondo, per il maestro una farfalla. Lorganismo, daltronde, ha capacit di recupero inimmaginabili: non ha senso pensare che esistano punti di non ritorno.

Le analisi e la cosiddetta prevenzione sono solo una enorme rete in cui far impigliare i pi suggestionabili, per trasformarli in malati cronici Escludendo i casi in cui persistenti o concreti malesseri richiedono unapprofondita indagine, nella gran parte dei casi, invece, linculcata cultura di ci che viene definita prevenzione, che consiste non nellavere conoscenza del S, ma nel farsi spesso analisi, aumenta la probabilit di rinvenire qualche anomalia, da cui se ne favoriranno altre: ecco perch si spinge a fare analisi e controlli ad ampio raggio. Molto spesso ci che si previene realmente, pi che le patologie, la crisi economica delle multinazionali farmaceutiche. A tal proposito, coccolati dai mass-media, anche insigni scienziati, veicolando con frasi a effetto, condite da larghi e rassicuranti sorrisi, invogliano il popolame a prevenire in tutti i modi possibili: e il popolame, in massa, per paura di crepare, fluisce nei centri diagnostici, dove lagguato pronto, e nel quale qualcuno di sicuro si impiglier. Oltretutto, molte indagini sono effettivamente inutili per poter comprendere realmente la condizione individuale. Il termine analisi, come sviscerato da P. Arenga nell Alveo Semantico, significa scissione, divisione in pi sezioni, disgregando la peculiarit individuale. Vien da ricordare, a tal proposito, la riflessione di H. Bergson: La scienza analizza soltanto; non coglie la dinamica essenza vitale. Essa seziona e disarticola la vivente realt organica. Inoltre, relativamente ai cosiddetti valori di norma delle analisi cliniche, non ha molto senso fare valutazioni se lalimentazione di quella persona squilibrata: per ritenere reale uneventuale vera patologia bisogna prima ripristinare uno stato nutritivo-emotivo efficace e poi constatare, anche semmai mediante le analisi, se emergono anomalie. *I ranges di normalit per i valori clinici vengono da medie che non rappresentano nemmeno gli individui dai quali si ricavata la statistica Valori alterati rispetto alla norma statistica non significano necessariamente valori alterati relativamente alla normalit di quel particolare individuo, il quale potrebbe trovare i propri equilibri fisiologici ottimali proprio grazie a quellindice ritenuto anomalo e che, pertanto, falsamente da correggere: somministrarsi farmaci per forzare un elemento verso la norma statistica potrebbe causare un riverbero negativo a catena su altre componenti funzionali o strutturali dellorganismo. Non si pu continuamente credere che sia naturale un atteggiamento che scambia le convenzioni per realt! I ranges di normalit sono poco rappresentativi per lindividuo anche per laspetto inverso, ovverosia valori ritenuti statisticamente normali possono essere, invece, per quellorganismo, fuori dagli equilibri ottimali. , dunque, tutto abbastanza relativo e da interpretare in un contesto pi ampio. pazzesco, per qualsiasi aspetto, nutrizione compresa, correlare le medie statistiche con i protocolli per individui: solo i gemelli mono-ovulari hanno lo stesso codice genetico, e anche tra essi possono sopravvenire equilibri ed esigenze diverse a causa di atteggiamenti, comportamenti, opportunit e percorsi esistenziali differenti che si palesino nel tempo. B.D. Rapkin e E.P. Mulvey evidenziano come, nel mondo cosiddetto scientifico, spesso i ricercatori lascino che le tecniche statistiche determinino ci che loro pensano. Unosservazione determinante, provata clinicamente dallimpostazione biosofica, che anche le anomalie dei valori clinici non dipendono mai da eccessi nutritivi, ma, sempre, sia dalla carenza di nutrienti essenziali in fasi determinanti della giornata, sia da stati di stress cronico. Queste condizioni portano insufficienze enzimatiche, ormonali ed energetiche che, in persone predisposte, possono alterare i classici valori, specchietti per le allodole, di glicemia, azotemia, colesterolemia, trigliceridemia, transaminasemia, ma, soprattutto, cagionare stati debilitativi, pi o meno gravi, a carico di qualsiasi organo, che le analisi non rilevano. La medicina si esalta nel fare test e diagnosi per definire di cosa soffra una persona, ma, se pure si trovasse il guasto, si dovrebbe cercare di capire da quali circostanze ed eventi e, quindi, da quale vissuto stata provocata la condizione di disagio.

*Quando il corpo si deforma si gi malati, anche se le strumentazioni non rilevano fatti In ambito medico si suole, ad esempio, calcolare un certo fattore di rischio per le malattie cardiocerebro-vascolari dalla misura della circonferenza addominale. Questa valutazione potrebbe avere un minimo di senso solo se si considera, come problema centrale, non la maggiore quantit di grasso che d luogo a quella circonferenza e che inciderebbe sul sistema cardio-vascolare, come lambito medico vuol far credere, ma che quel volume generato da una condizione psichica precaria, anche se apparentemente normale e ben integrata. Dunque, il gonfiore addominale lindice di un metabolismo portato alla deriva da una routine emotiva, e spesso nutritiva, che penalizza la reale essenza dellindividuo. Le patologie, non solo cardio-cerebro-vascolari, conseguono a una condizione per la quale, essendosi accumulato grasso eccedente, vi sicuramente minore massa magra funzionale. Inoltre, il gonfiore addominale un chiaro segno di prolungati stati dansia e, quindi, di scarsa ossigenazione e di dispersione di aminoacidi, ovvero di un malcelato stress giornaliero. questultimo fattore lepicentro reale degli scossoni patologici. Le persone si sottopongono a indagini di ogni tipologia: una continua giostra di radiografie, ecografie, tomografie assiali computerizzate, risonanze magnetiche, analisi chimiche, endoscopie, elettrocardiogrammi, e cos via, nel tentativo o di prevenire degenerazioni patologiche o di inquadrare la causa del guasto, larea dei sintomi. Ma c bisogno di tutto questo armamentario per rendersi conto di che direzione ha preso un soggetto? Basterebbe notare un se pur minimo accumulo di ciccia o anche una certa ipotrofia muscolare per scorgere che qualcosa non gira nella vita emotiva e\o nutritiva di una persona; a prescindere dallesito di qualsiasi accertamento, soggetti del genere sono gi a rischio di disfunzioni. Quando le analisi trovano lanomalia, ci si accanisce con terapie e dietine, ma non ci si cura minimamente di comprenderne lorigine. Molte volte, per, le indagini, per quanto sofisticate, brancolano nel buio e non evidenziano alcuna avaria conclamata nei trattati di patologia: si finisce cos, col dire allinteressato, il quale, semmai, una sagoma amorfa e ipotonica, se non grottesca e ridicola, cesellata dal lardo, che sta benissimo e che, non essendo emerso nulla, non deve preoccuparsi, ma, che, semmai, e scatta la litania, deve perdere peso. *La realt che lo sfacelo estetico della persona gi la sua malattia, una degenerazione psicofisica ben visibile a occhio nudo La forma del corpo molto pi esplicita di qualsiasi analisi o T.A.C. o R.M. o altra trovata tecnologica. Laberrazione morfologica gi malattia, pur se le indagini mediche non indicano stati patologici, ma, prima o poi, finiranno, forse, pure con il rilevarli, come ulteriore evidenza dellincremento di sintomi-segnale che, se non ascoltati e interpretati, saranno sempre pi forti nel loro richiamare a un diverso percorso esistenziale, ma che, se rivisti con una oggettiva messa in discussione di se stessi, riporteranno perfetti e inimmaginabili equilibri. *Lesclusivit sessuale: unaltra chimera, mascherata da posticci sentimenti, in grado di danneggiare la fisiologia umana I cacciatori-raccoglitori vivevano e si spostavano in gruppi di 25-30 individui che, nel corso della storia, si ampliarono fino a 100-200 individui, con famiglie strettamente imparentate, allinterno delle quali ci si scambiava partners sia maschili che femminili, in cui i marmocchi erano figli di tutti, essendo essi sostentati dallintera comunit. Ci fa pensare che la predisposizione genetica dellhomo sapiens sapiens sia quella di vivere in piccoli gruppi affiatati in cui non vi siano vincoli sessuali esclusivi, e non certo in aggregazioni di milioni di persone ove, per motivi di ordine sociale e di svezzamento della prole, si tende a imporsi la monogamia, dove per si tende sta a significare che tra le intenzioni e i fatti ce ne passa, imperando, infatti, ugualmente la naturale promiscuit, ma dove il nascondere certe verit costa in termini di personalit e di salute psicofisica gi, peraltro, minate dal caos indotto da comunit sovraffollate ed estranee. Un approfondimento degli aspetti sessuali del vivere umano pu essere interessante.

Molte persone oggigiorno fanno dipendere una buona parte dei loro equilibri interiori dalla determinante rilevanza conferita alla qualit dei rapporti di coppia. Questa tanto caldeggiata esclusivit, da trarre da certi cosiddetti sentimenti, pu produrre, per, una gran serie di spersonalizzazioni, di frustrazioni, di vittimismo, di pretese e di alibi fuorvianti. Sia donne che uomini, per soddisfare il proprio ego deturpato da condizionamenti sociali vlti a segregare menti, nei ruoli di partners scendono a compromessi, pretendendoli dalla propria met, nascondono reciprocamente ci che non sarebbe accettabile, e alla fine divengono lun dellaltro il problema principale della propria esistenza, con tutte le conseguenze che certe depressioni e certi stati di tensione possono avere sulla funzionalit organica e sullestetica. *La felicit, intesa come desiderio di ottenere ci che lambiente sociale si aspetta da noi, unesca che impedisce di essere liberi Secondo E. Fromm la vera malattia dellessere umano lalienazione da se stesso, dai propri simili e dalla Natura. Lalienazione da se stessi si evidenzia in svariati modi, attraverso la tendenza a non valorizzare le proprie caratteristiche psicofisiche, inchinandosi alla desiderabilit sociale, cio ad assumere atteggiamenti, ad attuare comportamenti, a fare delle scelte, a procurarsi cose, a crearsi un aspetto fisico e un look che siano in linea con quanto si pensa che la societ si aspetti. Considerando la potenza dei mass-media e il livello dei modelli sociali proposti, il rischio che il tutto si trasformi in una gigantesca e vacua farsa ormai una realt oggettiva. E la farsa si recita spesso proprio nei confronti di se stessi. Molte persone, soprattutto donne, riferiscono di avere vere e proprie crisi depressive con spargimento di lacrime nel momento in cui, recatesi in negozi di abbigliamento, riscontrano di non trovare la taglia per abiti adattabili alla propria conformazione fisica, finendo col sentirsi inadeguate. Anche in questi casi una condizione, un oggetto esterno, a richiamare sul S unattenzione che era completamente e incredibilmente assente, tra laltro dimostrando la totale incapacit di crearsi uno stile personale che sia indipendente dai dettami di stilisti a loro volta condizionabili dalle logiche di mercato. La frustrazione di non poter mascherare con opportuni abiti il disastro interiore responsabile delle amorfe fattezze notevole, evidenziando ancora una volta la tendenza allautoinganno: sarebbe liberatorio, invece, concedere al proprio vero corpo il palcoscenico, non impupazzandolo, ma rivestendolo di semplicit, rilevandone, cos, a s i disagi, il che sarebbe il primo atto di un recupero di armonie estetiche. Molto diffusa la crisi di rabbia che scoppia dopo aver incontrato una persona conoscente che, non avendo nulla di meglio da dire, tira fuori dal cilindro la frase malefica Come sei ingrassata/o! Come mai?. Ma c bisogno di andare a comprare un vestito o di incontrare un essere povero di spirito e a corto di argomenti per rendersi conto che da un bel po va rivisto lo sviluppo della propria esistenza? O forse si va in bestia proprio perch qualcosa o qualcuno sottolinea e sbatte sul muso ci che si voleva continuare a dissimulare a se stessi? Lalienazione dai propri simili una conseguenza di quella da se stessi; chi cerca la desiderabilit sociale sta anche recitando un ruolo, e sul grande palcoscenico della societ si consuma il dramma della incomunicabilit. Il timore di essere giudicati fa apparire gli altri come potenziali censori e, quindi, inconsciamente, come figure problematiche che alimentano tensioni, pi che creare feeling. Lalienazione dalla Natura riscontrabile dalla riduzione delle aree boschive, dal cemento che grava sulle teste, dalla presenza invasiva di televisione, computer, internet, videogiochi, dalle diete imposte, della chirurgia estetica esasperata, dalle attivit sportive aerobiche al chiuso di palestre tecnologicamente attrezzate con mezzi frustranti come cyclette e tapis roulant, dal non rispetto delle proprie caratteristiche biologiche, dalla riduzione degli spazi vitali.

ALVEO SEMANTICO, di Paola Arenga Siamo, ormai, povere e gracili spoglie di Esseri in bala dei capricci di unEra che gioca con noi e ci getta via, barattandoci con giochi sempre pi nuovi. Siamo figli di un tempo che cancella il passato e calpesta il presente senza lasciare impronte di Vita. Il futuro sar solo un miraggio o loasi lontana di un Uomo ancora capace di voltarsi indietro. Se il primitivo reagiva agli stimoli esterni adottando delle risposte sempre pi efficaci che gli permettessero di sopravvivere, lUomo moderno sembra essersi ormai abituato, adattato al fatto che gli stimoli esterni abbiano la meglio su di lui, inibendo qualsiasi tipo di risposta. LUomo, pur di non reagire, pur di omologarsi alla realt esterna, mette a tacere la propria reattivit e limpulso ad agire. Questinibizione , dunque, frutto di una scelta a non entrare in contatto con una realt dove lindividuo perde definitivamente la propria identit. Le cellule si sono in un certo qual modo compresse a vivere indipendenti dalla volont, al non reagire, adattandosi a una spenta vita. Lindividuo, dal suo canto, porta con s questo meraviglioso bagaglio cellulare, incapace di gestirlo al meglio e di esaltarlo. Fortunatamente le cellule hanno una loro logica garantendo allorganismo e, di conseguenza, garantendosi una sopravvivenza dignitosa e, di tanto in tanto, testano che il loro portatore sia sano, e quindi in grado di andare oltre, di disinibirsi, di de-socializzarsi, di uscire senza danni dal ciclo riproduzione-svezzamento-protezione. Lintelligenza cellulare tale da misurare, dunque, anche la forza e la capacit dellintera propria aggregazione, per poi riverberare certe risposte fin nel profondo delle azioni delle sinapsi nervose. Dopotutto, chi ci dice che quella che stiamo vivendo sia necessariamente la nostra realt? Lumano, ormai, non scinde pi tra realt e apparenza, perch lo schema che vive una farsa nella quale ogni persona recita una sua parte, dimenticando addirittura la propria essenza. Proiettiamo sugli altri la nostra Ombra, assurgendo a vittime delle presunte negativit altrui, le quali altro non sono che i riflessi delle nostre essenze socialmente inaccettabili, con il rischio di non riappropriarci pi di quella parte di noi stessi, in quanto gli altri sono, a loro volta, il frutto di proiezioni di altri ancora. Nessuno, alla fine, veramente, e lOmbra dilaga, assorbendo le molteplici ombre di esseri inconsistenti.