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La vita di MARIO TORNATORA (1925-1986), merita di essere raccontata per la coerenza e integrit costante alle sue idee, per

lazione quotidiana e per la molteplicit dei campi in cui si impegn: dalle lotte sociali, alla~ricolIura. dallazione sindacale a quella della solidariet e dellassistenza ai meno abbienti. dal territorio, al la sanit, ai trasporti. Copr la carica di Consigliere Comunale a Polistena: di conipo nente della Segreteria Regionale del P.C.I,: (li Segretario della Federa zione Comunista Re~ina: di Consigliere Regionale. I a vocazione al lassistenza e alla solidariet lo ide impegnato nella Direzione del Patronato INCA della CGIL della provincia cli Reggio Calabria e nel la Presidenza del nuo~ o Ospedale Civile (li Polistena, Linteresse per il territorio e i trasporti & attestato dal la Sua Presidenza nell AJvIA (Azienda Municipale Autobus) (li Reggio Calabria e nel Dipartimento Territorio della Regione Calabria, In cima ai pensieri di M. Tornatora cera sempre la consape~ o le7ia che ti a tutte le lotte quella contro la malia fosse la pi importante e necessaria per superare il \ ero ostacolo al progresso sociale, cR ilc e democratico della nostra terra, Signilicati~ o sul piano della sua coe renza e rispetto delle regole & stato lincarico di membro della Coni missione Regionale cli Controllo sugli atti della Regione presso il Commissariato di Governo, incarico espletato sino allultimo giorno della sua vita. La sua scomparsa priv la Calabria non solo di un uomo politico militante ma soprattutto di una figura signilicativa di qLiel la parte sana e onesta del meridione che incessantenietne lotta per il suo progresso e il suo a~ anzanieiito ci~ i le e democratico.

Il dovere della memoria ...in ricordo di

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a cura di I~asquahno Tornatora

lIana C \i \iirsi li i usi ~i ScoNosci


10,00

Nuove Ediioni Barbaro


di Cilei in~i
Di Piuit o

ISBN 97S-$8-7$5$-()-t6-6

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Il dovere della memoria... in ricordo di Mario Tornatora

a cura di Pasqualino Tornatora

Presentazione

Scorcio di casa Tornatora dalla Piazza della Repubblica a Polistena.


(Dz~into di Angelo Formica)

Il 24 settembre 1986 dallo scanno pi alto del nostro ordinamento regionale il Commissario di governo, dott. De Francesco nella comme morazione dellOn. Mario Tornatora aveva affermato: Lencomiabile impegno nelle funzioni di componente della commissione era un aspetto di quello pi intenso per la nostra Regione e dellamore per le genti calabre delle quali interpretava anelito allo sviluppo e alla chiarezza dei rapporti pubblici e sociali. Nel celebrare il 25 anniversario dalla sua scomparsa, sicuri, dinter pretare i sentimenti unanitr della nostra popolazione di stima e rico noscenza, rivolgiamo un ringraziamento ai familiari dellillustre scom parso per aver scelto il nostro comune per la celebrazione di tale avve nimento. Commemoriamo la memoria, il suo passaggio meritorio per le vie del mondo, come si conviene nei confronti di chi stato fhlgido esem pio per tutti, nei confronti di chi ha dato lustro e gloria a questo paese che si onora di averlo avuto figlio. E giusto e doveroso che restino vivi e indelebili il ricordo e le testimonianze dei cittadini come lui, che si sono distinti e che ci hanno fatto inorgoglire per la comune apparte nenza, dei cittadini come lui che hanno lasciato alle generazioni da venire le vivide tracce di un concreto impegno sociale e politico e di una civilt da emulare. Specialmente ora che questi nostri paesi si vanno spopolando e i giovani conoscono un nuovo esodo, pi triste e deprimente dei tanti precedenti, importante che resti viva la memoria di chi qui si for mato, di chi qui ha forgiato le idee e gli ideali che ne hanno poi eleva to il nome, di chi da qui partito verso un futuro radioso che inorgo glisce la sua famiglia e la sua gente, verso un lustro e un prestigio che sapranno sopravvivere allusura del tempo.

Rester, Mario Tornatora, un esempio e una guida per le generazio ni future, un galantuomo di cui sembra essersi perso lo stampo e a cui rendere lomaggio ossequioso che si guadagnato in vita. Rester, Mario Tornatora, anche un rimpianto, per la scomparsa prematura, per ci che sarebbe ancora potuto essere e non stato. Nel testo cammino di una comunit dal Medioevo ad oggi lo sto rico don Santo Rullo, dopo aver tratteggiato in maniera egregia la figu ra dellOn. Mario Tornatora, cos annota: la morte che avvenne il 19 settembre 1986 priv la Calabria di un appassionato promotore del suo progresso e la cittadina di Scido di un degno figlio. Condividiamo in pieno. Mai parole furono pi veritiere e appropriate. Nel rinnovare il ringraziamento ai familiari del nostro illustre con cittadino per aver scelto Scido come luogo dove celebrare il venticin quennale della scomparsa, plaudiamo alliniziativa della Nuova Edizione Barbaro che ha inserito lon.le Mario Tornatora nella collana calabresi illustri sconosciuti. Uniniziativa meritoria che serve a non disperdere la memoria, a lasciare traccia indelebile di uomini che meri tano leterna riconoscenza della nostra terra. Laugurio che questa pubblicazione raggiunga pi lettori possi bili e incontri il favore del sensibile ed orgoglioso pubblico calabrese. Scido, l 10 novembre 2011 IL SINDACO Doti. Giuseppe Zampogna

Sensi di memoria. Mario Tornatora, un comunista giusto


Rocco Lentini

Mario Tornatora1 nato a Scido il 6 luglio 1925, ma dal piccolo paese aspromontano si trasfer, ad appena sei anni, nel 1931, con la fami glia a Polistena. Vincenzo, il padre, un artigiano antifascista che ha sposato Marina Siipo2, una donna di Polistena, ed qui che si trasferi sce anche per sfuggire alle persecuzioni dei fascisti scidesi. A Polistena tra gli animatori principali delle cellule del Pci e svolge attivit clande stina3. Crollato il regime Vincenzo Tornatora candidato, nella tornata elettorale amministrativa del 1946, in una lista socialcomunista che vince le elezioni a Polistena. O_ui cresceva in quegli anni, grazie anche ad un gruppo di reduci come Rocco Pizzarelli4, Francesco Ierace5 e Bartolo

Scarne notizie biografiche di Mario Tornatora sono in Santo Rullo, Scido. Cammino di una comunit da/Medio Evo ad oggi, Gangemi, Reggio Calabria, 1993.
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Marina Silipo appartiene ad una famiglia di scultori in legno polistenesi cui si

deve, tra laltro, il Coro ligneo ai lati dellaltare maggiore della chiesa Matrice. 3i Fusco, Polistena Storia sociale epolitica (1221-1979), Parallelo 38, Reggio Calabria, 1981. ~ Rocco Pizzarelli (Polistena 30.7.1912 - Reggio Calabria 8.1.1986) di Luigi e Angela Sorrenti. Sulla figura adamantina del sindacalista della Cgil si rinvia a Rocco Lentini, Terra senza pane. Rocco Pizzareii e le lotte braccianti/i a Polistena negli anni Cinquanta, Inedito, (Premio Letterario citt di Polistena 2009). ~Il Prof. Francesco lerace (Polistena 17.9.191918.2.2005), ufficiale dellesercito a Tannali, nellIsola di Rodi, dopo l8 settembre 1943 fu trasferito a Vati al Comando 309 Rgm Fanteria Regina, alla compagnia comandata dal maggiore Anacleto Graiso, coadiuvato dal capitano Saverio De Simone. Partecipa alla resistenza contro i tedeschi a Lardo, e catturato a lannali viene deportato a Neapsichicon, e a Biala Podlaska. Nel gennalo del 1944 si rifiuta di aderire alla RSI: su circa 2.000 saranno soltanto 126 a non aderire. Da Biala Podlaska, il 27.3.1944 quando le truppe sovietiche premono sui con fini, fu trasferitio nel grande campo di prigionia XB di Sandbostel (Bremervorde Hannover Bassa Sassonia). Di l il 27.1.1945 a Weitzendorf (Distretto di Soltau). Dopo la liberazione conclude i suoi studi allUniversit di Messina dove fu allievo di Galvano della Volpe laureandosi in Lettere Moderne, ma la prigionia a Wietzendorf,

Daniele6, internati nei campi di concentramento, una pi matura coscienza politica messa al servizio della citt e destinata a cambiare il destino della comunit contadina e bracciantile. In lista ci sono irriducibili antifascisti e alcuni reduci dai campi di concentramento. I socialisti si assumono lintera responsabilit dellam ministrazione escludendo, con il consenso di gran parte dei consiglieri comunisti7 il Pci. Tra gli assessori c anche Bartolomeo Daniele, che anche per ragio ni di lavoro si trasferisce in un altro comune. A sostituirlo in giunta viene chiamato Vincenzo Tornatora al quale viene assegnata la delega allAnnona che cura il settore dellalimentazione e dei generi razionati. Non facile intervenire in questo settore. Comporta una serie di rela zioni istituzionali, in primo luogo la Prefettura, che non vede di buon occhio un assessore comunista. Le difficolt vanno relazionate anche alla forte spinta popolare e bracciantile per soddisfare i propri bisogni ali mentari. Lesperienza non fu delle migliori, nonostante laiuto dellOn.

Biala Podlaska, Sandbostel fu, pi dei libri, la sua scuola di vita e contribu a fargli abbracciare le idee socialiste. Compagno di prigionia di Giovanni Guareschi e di Gianrico Tedeschi, dopo la Liberazione fu presidente dellAssociazione nazionale dei reduci e degli invalidi di guerra di Polistena e dal 1952 al 1956 sindaco frontista della citt con in giunta il segretario della Camera del Lavoro, Rocco Pizzarelli, uomo di punta della Cgil e del Pci alla testa del movimento contadino nella Piana e tra i consi glieri il comunista Girolamo Tripodi, successivamente dirigente della Cgil, deputato e senatore per pi legislature. Alla fine del mandato non si ricandidato dedicandosi totalmente alla scuola e allinsegnamento, torn a candidarsi nel 1960 e ricopr linca rico di vicesindaco e assessore alla Pubblica Istruzione in una coalizione, la prima in Italia insieme a Milano, di centrosinistra. Per una sua biografia si rinvia a: Calabresi
nella Resistenza. Francesco lerace internato nei lager nazisti e sindacofrontista di Polistena. Ricordo di un socio dellIstituto, Sud Contemporaneo, a. VI n. 1-2, dicembre 2005.

Paolo Suraci, allepoca responsabile della Federazione del Pci di Reggio Calabria. A complicare le cose si aggiunse la circostanza che nel comune limi trofo di San Giorgio Morgeto lamministrazione aveva applicato un sistema col quale riuscivano, a differenza dei grossi centri, a non fare mancare quasi mai il pane essendo che la distribuzione in quel comune veniva fatta in farina e quindi raggruppata in diverse razioni e per diver si giorni, in modo che era facile, su tante razioni, trattenere un quantita tivo, sia pure minimo, ma sufficiente ad accantonare una certa riserva per fare fronte alle necessit, nei giorni che il rifornimento veniva a manca re. Cos i consumatori avevano anche la possibilit dintegrare la razio ne con granone o altra miscela di produzione propria8. Tale sistema non era applicabile nei grossi centri come Polistena dove la distribuzione veniva fatta quotidianamente con pane confezionato e San Giorgio Morgeto restava, per i cittadini di Polistena, il termine di paragone mentre Vincenzo Tornatora, che scontava anche la circostan za di essere forestiero, laffamatore della popolazione. Ad offuscare limmagine, tra i cittadini polistenesi, di Vincenzo Tomatora contribu anche il pregiudizio socialista sulla sua attivit di presi dente della Commissione per il tesseramento differenziale. I socialisti sotto posero a critica la sua rigida onesta imparzialit ritenendo che avesse attua to favoritismi con tariffe differenziali pi alte per il prezzo del pane, a qual che famiglia benestante dei compagni socialisti, rispetto alla povera gente. Lattivit democratica della Giunta, secondo Tornatora, si rivel frammentaria.Alcuni compagni assunsero un atteggiamento troppo autoritario e spesso agirono di propria iniziativa9. A questi atteggiamenti non si manc di reagire, ma, per evitare una crisi in seno allamministrazione si chiuse un occhio. Pi volte Tornatora dovette intervenire per sedare vivaci dissidi fra Papandrea e Pisano10

6Bartolomeo Daniele (Polistena 18.8.1915 - 20.8.1976). Reduce dai campi di con centramento, rientrato a Polistena, dopo una breve esperienza amministrativa, dal 1952 al 1956 nella giunta guidata da Francesco Ierace, si dedic allinsegnamento. Educatore appassionato e dirigente scolastico si prodig per il riscatto culturale dei figli dei lavo ratori. ~ Vincenzo Tornatora, Relazione sullamministrazione comunale di Polistena (19461952), 15aprile1952. In: Archivio Pasqualino Tornatora, Polistena

ibidem ~ ibidem. 10 Michele Pisano, calzolaio, sar eletto, nellultimo scorcio di legislatura, dopo
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lamministrazione guidata da Domenico Mileto, secondo sindaco socialista di Polistena

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contro il Laruffa11; fra Papandrea e il sindaco Mileto12 i quali, con trop pa leggerezza minacciavano continuamente le loro dimissioni13, ma la sfiducia reciproca aveva raggiunto il massimo in seguito alle dimissioni del sindaco Mileto e degli assessori Laruffa e Angelo Daniele14. In seguito alle dimissioni del sindaco la maggioranza socialcomuni sta si ricompatta, tra veti incrociati e zizzanie sul nome del socialista Michele Pisano che eletto secondo sindaco socialista di Polistena. Lelezione di Michele Pisano, che accentra tutti i poteri della giunta, aumenta la conflittualit nelle sinistre e provoca dissidi insanabii nella coalizione. I figli di Vincenzo Tornatora, Mario, Alberto e Pasqualino si nutro no di idee di libert, giustizia, eguaglianza, pace e si avviano allattivit politica svolgendo intensa azione politica e sindacale. Mario alla caduta del fascismo fa parte del Comitato di volontari per laiuto ai proflighi giunti in citt dal litorale laziale dove, nellimminenza dello sbarco di Anzio, era in atto un bombardamento a tappeto e si iscrive al Pci ponen dosi alla testa del movimento bracciantile che reclama il diritto a pi umane condizioni di vita. Mario e Alberto, la mattina dell8 marzo 1950, dopo unassemblea alla Camera del Lavoro, alla quale partecipano circa centocinquanta brac cianti agricoli guidano insieme al segretario Francesco Condello e a Giuseppe Fragomeni segretario della Confederterra di Reggio Calabria i lavoratori allassalto delle terre della Vittoria del duca Riario Sforza. Innalzati dei cartelloni e la bandiera rossa, marciando in corteo, si erano diretti verso la contrada Vittoria ed erano penetrati in un fondo

Agostino Laruffa (1893-1958) il pi popolare socialista polistenese tra il 1940 ed

il 1950 12 Domenico Mileto, medico chirurgo, primo sindaco socialista di Polistena eletto nel 1946
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del duca Riario Sforza dove, issata la bandiera rossa su un albero di ulivo e piantati nella terra i cartelloni, si erano irradiati per circa trenta torno late di detto fondo15 dividendo, con paletti, lappezzamento fino allin tervento dei carabinieri. Si apre quindi unaspra trattativa tra Mario Tornatora e il tenente Mario Nardelli della caserma di Taurianova giunto con altri militari di rinforzo. Mario riesce ad ottenere, in cambio dellabbandono dei fondi, che una commissione formata da lui e dal tenente NardeUi si recasse al comune per risolvere immediatamente il problema dei disoccupati. Durante la riunione al comune alla quale partecipano anche il sinda co dott. Domenico Mileto, il vice sindaco ms. Agostino Laruffa, il diri gente dellufficio comunale di collocamento avv. Attilio Milano, Lumicisi Giuseppe e Condello Francesco era stata rappresentata lesi genza di rivedere le liste de~ disoccupati per giungere, la sera, ad altra riunione con i proprietari per concretizzare un piano di assorbimento immediato della manodopera agricola effettivamente disoccupata.. Fallita la riunione serale, il giorno dopo, 9 marzo, i lavoratori, guida ti da Condello e dai fratelli Tornatora, rientrano sul fondo occupato e spingono per tenere una nuova riunione con i proprietari per lassunzio ne dei disoccupati. La riunione si tiene anche alla presenza delling. Conca, dellimpie gato comunale Cesare Panato e del segretario comunale. Nel corso della riunione i proprietari si dissero disposti ad assumere 70 persone e Sorrenti Edoardo, fattore dellazienda del duca Riario Sforza. Saltati gli accordi, il giorno seguente, 10 marzo, mentre Francesco Condello trattava allufficio di collocamento la massa dei lavoratori gui data da Alberto Tornatora tornava nelluliveto del duca Riario Sforza e continuava i lavori gi iniziati, ma lintervento dei carabinieri guidati dal Nardelli porta allarresto di Mario Tornatora.

Tornatora, op.cit. Angelo Daniele (1914), Professore di matematica e Preside delle Scuole Medie ~ Repubblica Italiana, Tribunale di Palmi, Sentenza della Corte dAppello n. 691 del
17.10.1951.

si rivel un punto di forza per inteffigenza e capacit amministrative del movimento socialista polistenese e della sinistra unita fino alla fine degli anni Cinquanta. In segui to fu apprezzato Presidente della Banca Popolare di Polistena.

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Francesco Condello riesce a rendersi irreperibile, mentre Giuseppe Fragomeni, che aveva partecipato alloccupazione dell8 marzo era ripar tito per Reggio Calabria. Insieme a loro e ad Alberto Tornatora saranno denunciati altri 24 lavoratori per avere con pi azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra di loro, invaso arbitraria mente, al fine di occupano, il fondo denominato Vittoria, di propriet del duca Riario Sforza16 con laggravante, per Alberto, Mario, Giuseppe Fragomeni e Francesco Condello per avere permesso e diret to la cooperazione del reato. Mario Tornatora inoltre deve rispondere di offese al tenente Mario Nardelli e al maresciallo Giuseppe Romeo per avere redarguito il tenen te che aveva ordinato il suo accompagnamento in caserma con le parole voi fate accompagnare un fico secco. Quello che state facendo lo pagherete il tenente e voi. Il processo si rivel un formidabile atto daccusa nei confronti delle autorit che impedivano lapplicazione dei decreti del ministro rosso Fausto GuJlo17 sulle terre incolte o malcoltivate, ma Mario sappell anche al fatto che la sua presenza su quelle terre era dovuta alla sua atti

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ibidem Fausto Gufo (Catanzaro l6.6.1887-Spezzano Piccolo 3.9.1974), avvocato,

entrato molto giovane nel Psi nel 1907 fu consigliere comunale di Spezzano Piccolo (Cosenza) e svolse attivit politica a Cosenza e nei paesi della Presila. Nel 1914 fu elet to consigliere provinciale per il mandamento di Spezzano Grande, con un programma che conteneva, tra le altre cose, labolizione della propriet privata, della religione e delle attuali istituzioni. Nel dopoguerra, sostenne la Frazione comunista astensionista capeg giata da Amadeo Bordiga. Nel 1921, ader al (PCdI) e, nel 1924, fu eletto deputato, ma la sua elezione fu annullata dai fascisti. Nei giorni successivi al delitto di Giacomo Matteotti, insieme ad Antonio Gramsci, fu contrario allAventino. Arrestato nel 1929 per attivit antifascista nel 1944 fu nominato Ministro della gricoltura nel Secondo governo di Pietro Badoglio e nel governo Bonomi.tenendo lin carico fino al 1946. Noto come Ministro dei contadini, ricopr lincarico di Ministro dellAgricoltura fino al 1946 e di Ministro alla Giustizia. Tra lestate del 1944 e la pri mavera del 1945 eman i decreti per la concessione ai contadini delle terre incolte (DLL 19 ottobre 1944). Deputato della Costituente conferm il suo seggio alla Camera dei Deputati fino al 1972, quando si ritir dalla vita politica attiva.

vit di giornalista corrispondente dellUnit e Alberto di trovarsi in quel luogo per interessi giornalistici essendo corrispondente del quotidiano Il Paese Gli imputati confermarono la loro partecipazione alloccupazione e ribadirono il loro diritto ad occupare le terre incolte perch i braccianti esercitavano un loro diritto chiedendo di lavorare in un territorio, quel lo di Polistena, dove vigeva il decreto prefettizio del massimo imponibi le di manodopera. Il presidente del collegio giudicante, presieduto dal dott. Guido Marino non pot fare a meno di rilevare che la Calabria era pervasa da unondata di agitazioni dei disoccupati che in vari luoghi e con svariate manifestazioni chiedevano la risoluzione di un problema essenziale alla loro vita, quello del lavoro e che il fatto innegabile che le manifestazio ni andassero al di l delle rivendicazioni di mero carattere sindacale, non toglie che un fondamentale obiettivo sostanziale di miseria e di disoccu pazione fosse, insieme con altri fattori, alla base di quelle manifestazio ni18. La sentenza del tribunale di Palmi, accoglie parzialmente le tesi difensive anche perch il fondo invaso come si desunto dalle dichia razioni di Sorrenti Edoardo, fattore dellazienda agricola Riario Sforza aveva bisogno di colture e ci farebbe pensare ad un certo stato di abban dono19. E quindi comprensibile come dei disoccupati in condizione di miseria fossero procivi ad un gesto clamoroso che affermasse da un lato il loro diritto al lavoro diritto che non solo veniva illustrato dai loro dirigenti sindacali comunali e provinciali verosimilmente ai fini di agita zione, ma che si trova solennemente sancito nella nostra Costituzione e dallaltro suonasse protesta contro il comportamento di chi non impie ga il lavoro necessario per il maggiore potenziamento produttivo della terra20. Il Tribunale di Palmi non ignor, dunque, il profilo ed il valore socia

18 Sentenza della Corte dAppello, 20

19 Sentenza della Corte dAppello,

op.cit. op.cit. Sentenza della Corte dAppello op. cit.

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le dei fatti concedendo le attenuanti, ma condann, con la sentenza 691 del 17.10.1951, quasi tutti i 24 imputati. Giuseppe Fragomeni e Condello Francesco furono condannati a venti giorni di reclusione mentre Mario Tornatora, riconosciuto anche colpevo le di oltraggio, oltre ai venti giorni di reclusione per avere diretto loccupa zione della Vittoria rimedi altri quindici giorni di reclusione per oltraggio alle forze dellordine. Se la cavarono, invece, Alberto Tornatora per insuffi cienza di prove, Simari Francesco, Napoli Angelo e il minore Romano Serafino per la concessione del perdono giudiziale. I condannati, in appel lo, beneficiarono di un non luogo a procedere per sopravvenuta amnistia. Dopo loccupazione della Vittoria Mario Tornatora viene chiamato a lavorare a tempo pieno per il sindacato andando a dirigere lInca, il patro nato per lassistenza ai lavoratori della provincia di Reggio Calabria. Alle elezioni amministrative del 1952, che si tennero il 25 maggio, non ostante il clamoroso fallimento nazionale e la grande delusione seguita alla prima esperienza di centrosinistra della citt, a Polistena le sinistre riesco no a conquistare il comune. Nella lista comunista non si ricandida il delu so Vincenzo Tornatora e prende il suo posto Mario accanto al nuovo segre tario della Camera del lavoro Rocco Pizzarelli che candidato al 19~ posto nella lista del Pci risulta il primo degli eletti, seguito da Libero Borgese e Mario Tornatora. Nella lista socialista vengono eletti, tra gli altri, Francesco lerace e Bartolo Daniele. Francesco lerace superstite delleccidio nazista di Rodi Cefalonia e Corfu ed ex internato nei lager di Neapsichicon, Biala Podlaska21, Sandbostel e Wietzendorf con Giovanni Guareschi e Gianrico Tedeschi, non ottenne un grande successo, ma i socialisti, che conquistarono la mag gioranza relativa, ebbero diritto ad esprimere il sindaco.

Nel partito cera, molto forte, la vecchia anima degli antifascisti e sem brava logico che per tale incarico fosse scelto uno della vecchia guardia socialista che aveva, a Polistena, grandi tradizioni sin dai primi del Novecento. Nel corso delle trattative per lelezione del sindaco e della giun ta il gruppo socialista, forse anche per risolvere naturali conflitti interni, fece il nome di Francesco lerace ed i comunisti che, in base agli accordi pre-elet torali, avrebbero avuto la maggioranza in giunta lo sostennero. Francesco lerace fu eletto sindaco frontista della citt ed ebbe in giunta il segretario della Camera del Lavoro Rocco Pizzarelli che era stato posto alla testa del movimento bracciantile nella Piana e Bartolo Daniele. Le condizioni di vita nelle campagne e nei paesi sono ai limiti della povert assoluta, mancano le strade, le scuole, la casa e lesordio dellamministrazione lerace drammatico tuttavia, nonostante le notevoli difficolt economico-finanziarie, la netta ostilit della pre fettura di Reggio Calabria che non poteva tollerare un sindaco socia lista ed un comunista come Rocco Pizzarelli in giunta e le defezioni, anche clamorose, allinterno del suo partito. Sono gli anni in cui la Cgil tent, dopo le aspre polemiche e le divisio ni sindacali, il rilancio che fu affidato al piano per il lavoro discusso ampia mente nel Congresso di Genova nellottobre del 1949 e ripreso nel Convegno nazionale di Roma del febbraio 1950. La parte del piano per il lavoro che pi di ogni altra incise sul movi mento calabrese e della Piana di Gioia Tauro Ri quella legata alle tra sformazioni fondiarie e al mondo agricolo e lelemento unificante fu la vertenzialit diffusa per la conquista dellimponibile di manodopera. Il piano per il lavoro, con limponibile di manodopera, fu importan tissimo. Pizzarelli lo cap e lo attu con intelligenza22 insieme al giova nissimo comunista Francesco Catanzariti23 chiamato, nel 1952, a diri

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Nel gennaio del 1944 i tedeschi chiedono ai 2.000 internati del campo di ade
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rire alla RSI, solo 145 resistono rifiutando ladesione e Francesco Ierace tra questi: gli eroi di Biala Pndlaska. Dopo qualche giorno, perquisiti e torturati sotto una bufera di grandine e neve, scalzi, con le gambe congelate, li caricarono come sacchi di patate su carri bestiame per il trasferimento in Germania nel campo XB di Sandbostel, nella Bassa Sassonia.

Domenico Formica, Testimonianza al Convegno La Cgil e la sua storia. Rocco

Pizzarelli, una vita per lemancz~pazione dei lavoratori di Polistena e della Calabria,

Polistena, 8 luglio 2009 23 - Francesco Catanzariti (Plat, 10 gennaio 1933). Iscritto al PCI dal 1948, fin dallet di sedici anni ricopre diversi incarichi nel movimento sindacale della CGIL.

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gere la Federbraccianti provinciale, erede diretta della Federterra e a Tommaso Rossi che era stato a lungo alla testa del movimento dei braccianti della Piana incaricato, nel 1953, di guidare la Federazione provinciale del partito comunista di Reggio Calabria. La questione bracciantile e la voce delle raccoglitrici la cui paga veniva rapportata alla quantit di olive raccolte e una donna in una gior nata raccoglieva da venti a trenta litri di olive si lev alta per mesi nelle campagne calabresi, una lotta dura, serrata, difficile. Nel gennaio del 1954 un vasto sciopero delle raccoglitrici di olive nei comuni di Polistena, Cinqueftondi, Melicucco e Anoia guidato da Francesco Catanzariti e Rocco Pizzareffi per rivendicare lapplicazione degli accordi salariali provinciali degenera: ventotto dimostranti riman gono feriti negli scontri con la polizia e i mazzieri degli agrari e lin tervento del largo schieramento di forze dellordine porta allarresto di Rocco Pizzarelli, e di altri lavoratori24. Larresto dellassessore e popolare sindacalista della Cgil provoca

Nel 1951 segretario della Camera Comunale del Lavoro di Plat. Promuove e dirige importanti lotte popolari dopo lalluvione del 51, che colpisce duramente la Calabria, per la difesa del suolo, il ripristino delle opere pubbliche, la ricostruzione, unadeguata assistenza agli alluvionati. Per queste lotte viene denunziato e subisce processi e con danne. Nel 1952 viene eletto segretario della Federbraccianti provinciale di Reggio Calabria. Promuove e dirige imponenti lotte di raccoglitrici di olive, di gelsomino e braccianti. Nel 1958 viene eletto segretario generale della Camera Confederale del Lavoro di Reggio Calabria. Nel 1967, al I~ Congresso Regionale della CGIL calabre se, viene eletto segretario regionale. Promuove lo sciopero generale regionale del 15 aprile 70 per i 100.000 posti di lavoro e per una nuova politica di sviluppo economico e sociale della Calabria e del Mezzogiorno. Membro del Consiglio Generale della CGIL sin dal 1965 ricopre anche numerosi incarichi: segretario del circolo giovanile e della sezione comunista di Plat, membro del Comitato Federale Direttivo di Reggio Calabria, membro del Comitato regionale ed esecutivo calabrese. Dal 1956 consigliere comunale di Taurianova. Dal 1960 al 64 Sindaco di Plat. Dal 1964 consigliere comu nale di Reggio Calabria. Nel 1972 viene eletto deputato al Parlamento nella circoscri zione di Catanzaro, nel 1985 rompe con il partito e aderisce al PSI che poi lascia per il Movimento Meridionale. 24 - Girolamo Tripodi, Testimonianza, In: AAVV, Dalla Federbraccianti alla FLAI 40 annidi lotte nella Piana di Gioia Thuro, LAlternativa, Catanzaro, 1997. Si veda anche Girolamo Tripodi, Il riscatto, Rubbettino, Soveria Manneffi 2007.

limmediata reazione dei braccianti e delle raccoglitrici dolive, si tengo no imponenti manifestazioni della Federbraccianti, con la presenza dei parlamentari Eugenio Musolino e Rocco Minasi25, ma a favorire la composizione della vertenza e ristabilire la grave situazione dellordine pubblico si rivelano determinanti gli interventi e la straordinaria capaci t di mediazione del sindaco Francesco Terace e di Mario Tornatora. Nel corso della protesta a Polistena il paese fu paralizzato per diver si giorni Rocco Pizzarelli convocato al municipio dai carabinieri che tentano di convincerlo a fare desistere i lavoratori dallo sciopero ad oltranza, ma di fronte alla sua fermezza per sbloccare la situazione, deci dono di arrestarlo e per tradurlo al carcere evitando le conseguenze dis astrose della reazione dei lavoratori, che erano molto decisi, sul piede di guerra, viene camuffato, nascosto, da un abito militare26. Travestito da carabiniere, tra gli altri carabinieri, Pizzarelli, uscendo per una porta secondaria vieiie tradotto al carcere di Palmi. Quando si sparge la voce che Pizzarelli era stato arrestato aumenta la tensione. Il paese si divide in due secondo una demarcazione precisa: da una parte non entravano i carabinieri, perch cerano tutti i manife stanti, dallaltra parte cerano loro, i carabinieri, mentre i sindacalisti si potevano muovere da destra a sinistra, cio avevano, come ambasciatori, libero accesso alle due parti della citt27. Lo schieramento di forze dellordine imponente. Quello dei lavo ratori anche. Il presidio della piazza dei lavoratori che decidono in modo assembleare. Comizio ogni giorno; mentre nei centri vicini si alza la protesta. La situazione, complice la grande popolarit di Pizzarelli, sfugge di mano ai dirigenti sindacali assediati tra lo Stato che attraverso la prefet tura e la magistratura vuole sgomberata la piazza e i lavoratori che recla mano la liberazione di Pizzarelli.

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Avanti, 14.1.1954. Francesco Catanzariti, Videointervista concessa ad Arturo Lavorato, Reggio

Calabria, 03-12-2004, Copia in Archivio Istituto Ugo Arcuri, Cittanova 27 Francesco Catanzariti, Videointervista concessa adArturo Lavorato, . . .cit.

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Al ritorno a Polistena, dopo un colloquio con il procuratore della Repubblica di Palmi, si svolge uninfuocata riunione tra il gruppo diri gente sindacale, i partiti e lamministrazione comunale per stabilire la linea da tenere. Il gruppo dirigente e spaccato. Molti spingono per lo sciopero ad oltranza, Francesco Catanzariti sostiene che, in assenza di altre soluzioni, necessario praticare quella suggerita dalla procura di Palmi: Pizzarelli sar libero appena sgombrata la piazza. Anche la scelta del dirigente che avrebbe dovuto convincere la piaz za diventa elemento di divisione: Va Catanzariti. No, Catanzariti... sempre Catanzariti, no, facciamogli fare questo comizio a Mario Tornatora perch del posto, in modo da convincere i lavoratori perch non pu non riscuotere stima e fiducia. Mario Tornatora, direttore provinciale dellInca e consigliere comunale affronta il comizio, ma la tensione palpabile e sviene. Rimedia Francesco Catanzariti che riesce a sciogliere la piazza in pochi minuti. Puntuale, dopo mezzora, viene rilasciato Rocco Pizzareffi che giunge a Polistena dove la popolazione lo acclama in un improvvisato corteo per le vie del paese. Alle elezioni del 1956 i proprietari terrieri e il notabilato locale fanno quadrato per arginare la massa di diseredati che preme per ottenere migliori condizioni di vita e riescono, anche per defezioni nello schiera mento di sinistra e per la scelta che maturava il Psi, nellintento di strap pare ai rossi il comune, insediando alla guida della citt il sindaco democristiano Giovan Francesco Amendolea. Alberto Tornatora, senza mai rinunciare al suo credo, lascia la politi ca attiva per dedicarsi allattivit professionale mentre Pasqualino, il minore dei fratelli, nelle elezioni amministrative del 1960, viene eletto, alla sua prima candidatura nel Pci, in un consiglio che esprime una mag gioranza democristiana che, complice il cambiamento di strategia del Psi che va orientandosi verso il centro, costruisce a Polistena il secondo governo locale di centrosinistra dopo Milano con sindaco Giovan Francesco Amendolea e vice Francesco Jerace, ex sindaco frontista dal 52 al 56, che aveva disertato la candidatura a fine mandato. Pasqualino sar rieletto nel 1964 in un consiglio diviso a met tra il Pci e la Dc con quattro socialisti di vecchia miitanza come Libero

Borgese che aderir al Psiup, Francesco Nasso, Francesco Jerace e Giovanni Gangemi a fare da ago della bilancia. I rapporti allinterno della sinistra, per una soluzione che vede il Pci dentro la giunta in unamministrazione di sinistra (Pci, Psi, Psiup) che vede designato a ricoprire la carica di sindaco Francesco Jerace, diventano complicati e presentano circostanze inquietanti poich un consigliere del Pci si rende irreperibile per un lungo periodo facendo mancare il proprio voto e vani ficando la possibilit di formare la maggioranza. Inevitabile lo sciogli mento anticipato e la nomina del Commissario prefettizio che porta il comune alle elezioni anticipate del 1965. Il Pci determinato in questa occasione nello stesso anno Mario Tornatora chiamato allincarico di segretario della Federazione del Pci di Reggio Calabria in sostituzione di Tommaso Rossi e viene eletto Presidente dellEnte ospedalieroS. Maria degli Ungheresi di Polistena, incarico che ricopre fino alla sua elezione a consigliere regionale ad imprimere una svolta per relegare allopposizione la Democrazia Cristiana e chiama in lista i dirigenti pi popolari compreso Mario Tornatora e Girolamo Tripodi, che al Congresso della Cgil di Reggio Calabria era stato eletto, nel 1963, segretario generale della Federbraccianti provinciale, anche perch, dal 17 aprile 1964, ha perso lapporto di Rocco Pizzarelli internato nel manicomio di Reggio Calabria in seguito ad un gesto eclatante: si barrica, armato, dentro la sede della Camera del Lavoro minacciando di sparare contro chiunque si fosse avvicinato28. Le cose non vanno come si spera, e, nonostante lavanzata del Pci i democristiani riescono a conquistare, grazie anche al cambio di fronte dellex dirigente della Cgil Francesco Condello, un consigliere in pi a discapito dei socialisti che confermano i soli Francesco Jerace e Giovanni Gangemi e costituiscono unamministrazione di centrosini stra guidata da Giovan Francesco Amendolea. La consiliatura non giunge per al termine e si determina uno scio

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Rocco Lentini, Terra senza pane. Rocco Pizzarelli e le lotte bracciantili a Polistena

negli anni Cinquanta, op. cit.

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glimento anticipato del consiglio con la nomina, nel 1969, di un com missario prefettizio che porter il comune alle elezione del 1970 che segnano lo spartiacque e creano le condizioni per un lungo periodo di governo del Pci a Polistena. Da presidente del Consiglio di amministrazione dellOspedale ha lasciato limpronta di un appassionato amministratore attento ai proble mi della salute e capace di imprimere un assetto moderno allente ospe daliero e alla sua nuova sede. In questa attivit risaltano la trasparenza, lonest, le mani pulite, il supremo interesse dei bisogni della salute, il rapporto corretto con i collaboratori e gli operatori ospedalieri, messa al bando di ogni favoritismo. Ha lavorato molto, insieme allOn. Girolamo Tripodi, per il nuovo ospedale di Polistena e il 10 novembre 1974 allinaugurazione, che si svolse in un clima di festa alla presenza di Giacomo Mancini, Fortunato Seminara ed Emilio Argiroffi, Mario ammon che lavvenimento non concludeva la battaglia per il superamento della crisi del sistema sanita rio nazionale e per lopera di prevenzione delle malattie, e quel risultato era limpegno sofferto della lotta e della vigilanza democratica della popolazione di Polistena per realizzare laspirazione dei cittadini ad una assistenza ospedaliera pi dignitosa e umana. Alle elezioni del 1970 il Pci, guidato da Girolamo Tripodi29, che alle

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Girolamo Tripodi (Polistena 19.10.1927). Bracciante agricolo fu segretario della

Federbraccianti di Reggio Calabria (dal 1963) e del Comitato centrale nazionale della Federbraccianti Cgil. Candidato alla Camera nel 1968 nella lista del Pci fu eletto depu tato nella circoscrizione Catanzaro-Cosenza-Reggio Calabria. Confermato deputato nelle politiche del 1972 fu nel componente dellUfficio di presidenza della commissio ne antimafia. Nel 1987 fu eletto, sempre nel Pci, al Senato della Repubblica. Nel 1991 fu protagonista al Congresso del Pci, a Rimini, della spaccatura. Non ader al Pds e insieme ad altri dieci senatori diede vita al gruppo parlamentare di Rifondazione comu nista. Nel 1992 stato eletto membro della Direzione nazionale del Partito della rifon dazione comunista. Candidato nel 1992 alla Camera, nella circoscrizione calabrese, e al Senato nel collegio di Palmi collezion una doppia elezione. Nel 1987 fu eletto, sem pre nel Pci, al Senato della Repubblica. In seguito alla scissione di Rifondazione comu nista fu uno dei promotori, insieme ad Armando Cossutta del partito dei Comunisti italiani del quale dirigente nazionale.

politiche del 1968 sostenuto da Mario Tornatora, segretario della Federazione provinciale comunista era stato candidato alla Camera dei Deputati risultando eletto nella circoscrizione Catanzaro-CosenzaReggio Calabria, ottiene la maggioranza assoluta e forma un monocolo re comunista con sindaco lo stesso On.Tripodi e vice sindaco Pasqualino Tornatora. Lamministrazione lavora bene e alle comunali del 1975 riporta una schiacciante vittoria che gli consente di riproporre il mono colore comunista sempre con la guida di Tripodi e vice sindaco Pasqualino Tornatora. Mario Tornatora, alle elezioni regionali del 1970, candidato di punta del Pci, ma non riesce ad essere eletto. A fine legislatura, muore il consigliere Giuseppe Fragomeni, compagno di tante battaglie con il quale aveva subito il processo per loccupazione della Vittoria. A suc cedergli in consiglio regionale viene chiamato, il 23 aprile 1975, proprio Mario, primo dei non eletti iiella circoscrizione di Reggio Calabria. Far in tempo ad insediarsi nel consiglio regionale quando sono convocate le elezioni del 1975. Candidato nella lista comunista raccoglie una lusinghiera afferma zione e viene eletto. Per buona parte della legislatura presiede la Commissione Politica economica del consiglio regionale e sia in aula, che nei lavori della commissione, si fa apprezzare per la seriet e limpe gno con cui affronta i gravi problemi della regione. Alle elezioni politi che del 1972 anche Girolamo Tripodi era stato confermato deputato del Pci e la successiva tornata amministrativa del 1975 riconfermano a Polistena il quadro politico che vede Tripodi ancora sindaco, mentre Pasqualino Tornatora, eletto consigliere comunale, deve cedere lincari co di vice sindaco a Giovanni Laruffa. E un periodo di elaborazione politica feconda a Polistena e nel Pci calabrese, ma anche di sinergie istituzionali e di collaborazione che por tano alla trasformazione della citt di Polistena facendogli assumere caratteristiche moderne. Lavanzata comunista prosegue anche nelle elezioni del 1980 e il Pci riesce ad aggiungere un altro consigliere comunale ai sedici conquistati nel 1975, Pasqualino ancora eletto, Tripodi sindaco, Laruffa vice.

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Sono gli anni in cui Mario, con una eccezionale visione prospettica sostiene dopo il disastro ferroviario del 21 novembre 1982 a Lamezia Terme che cost la vita a trenta passeggeri e registr oltre cento feriti dalle pagine dellUnit, da quelle dei quotidiani calabresi e in ogni occa sione di incontro e di riflessione ladozione di un Piano regionale dei tra sporti per procedere ad un razionale sviluppo del trasporto pubblico nel momento in cui lacutizzarsi della crisi energetica avrebbe provocato quasi certamente nella nostra regione una crescente domanda di tra sporto collettivo30. Sostenne la necessit dellammodernamento della rete ferroviaria e si batt contro lorientamento del governo di procedere allo smantella mento delle ferrovie Calabro-Lucane proponendo, inascoltato, la ristrut turazione e il risanamento finanziario prima del loro trasferimento alla regione. Alle amministrative del 1985 i comunisti portano al governo della citt il binomio Tripodi- Laruffa lasciando alle altre liste le briciole. Conquistano infatti 19 consiglieri comunali sui trenta assegnati al con siglio e tra questi c Pasqualino Tornatora. 1119 settembre 1986 Mario Tornatora muore in circostanze tragiche. Un infarto lo fulmina sulla via di casa. Sta tornando in auto a Reggio Calabria da Catanzaro dove ha partecipato alla riunione del Commissariato di Governo per il controllo degli atti della Regione Calabria. Sia Mario che Alberto Tornatora moriranno precocemente mentre a continuare con rigorosa coerenza limpegno politico, prima nel Pci e poi nel Pds di Polistena, rimarr il fratello minore Pasqualino31. La morte prematura di Mario e le stesse circostanze lasciano sgo menti i compagni di partito. E morto sul posto di lavoro, nellambito di un impegno istituzionale e pubblico che lo aveva visto protagonista qua rantanni.

Il comitato regionale del Pci lo ricord per il suo impegno appassio nato come protagonista di tante battaglie per il riscatto del popolo cala brese, dalle lotte per la terra, alle battaglie per la democrazia e per laf fermazione di principi di moralit nella vita pubblica32 additandolo alle nuove generazioni come esempio di rigore e onest e come figura esem plare di uomo politico che ha dedicato la sua esistenza a sostegno di alti principi e di grandi idealit, di emancipazione, di progresso, di libert33. Il Consiglio regionale della Calabria esprime il cordoglio, il giorno dopo, con un commosso intervento del Presidente Quirino Ledda, e a qualche giorno di distanza, il 24 settembre 1986, il Commissario di Governo per la Calabria, Emanuele De Francesco, commemora il Prof. Mario Tornatora, persona stimata e apprezzata34, soffermandosi sul limpegno morale e sociale, lapporto dato, particolarmente apprezzato ed utile in relazione allesperienza amministrativa e legislativa possedu ta, ricordando le doti umaae e la unanime stima della quale era cir condato35 e mettendo in evidenza che poco prima della morte lo stes so era presente in ufficio allo scopo di acquisire elementi per la elabora zione di un provvedimento particolarmente importante sul quale era stata richiamata la sua attenzione36. De Francesco sottolinea anche che lencomiabile impegno nelle fun zioni di componente della commissione era un aspetto di quello pi intenso per la nostra regione e dellamore per le genti calabre delle quali interpretava lanelito allo sviluppo e alla chiarezza dei rapporti pubblici e sociali37. Gli apprezzamenti sono unanimi, anche da parte avversa che gli rico nosce una esistenza spesa per gli altri, per la causa in cui ha creduto e

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Comitato regionale del Pci, Manifesto, 19.9.1986, Archivio Pasqualino

Tornatora, Polistena u ibidem ~ Emanuele De Francesco, Lettera ad Emilia Tornatora, 25.9.1986 ~ Commissariato del Governo nella Regione, Commissione di Controllo, Estratto
del verbale della seduta del 24 settembre 1986, Archivio Pasqualino Tornatora, Polistena
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Tornatora, Il disastroferroviario di Lamezia Terme, LUnit 31 Vincenzo Fusco, Polistena, storia sociale e politica... cit.
30~~jj0

ibidem ~ ibidem

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per la quale ha lottato. Ha lavorato per la giustizia, per la promozione del suo comune, per la pace. E giusto quindi che ad una persona che ha lavorato in questo senso vada il ricordo di tutte le componenti di questa citt. Il ricordo di questuomo possa costituire per tutti un invito e un monito per superare la durezza delle contrapposizioni, per cercare sem pre e dovunque occasioni di dialogo e di verifica per la difesa delluomo, coscienti, nella ricerca effettiva della pace, che oggi pi che mai la verit ci render liberi38. La sua esistenza stata improntata ad un impegno incessante di lotta a favore degli oppressi e degli sfruttati39 e di lui si ricorda limpe gno esemplare di un combattente per lemancipazione dei lavoratori, un dirigente di tante battaglie per obiettivi di giustizia e di libert, un amministratore comunale e ospedaliero impegnato alla soluzione dei problemi della povera gente e alla rigida difesa dei valori pi alti dello nest e della moralit40. Proprio nel momento in cui si verificavano gravi inquinamenti dege nerativi e penetrazioni mafose nelle istituzioni locali e nella vita pubbli ca Mario stato un emblematico esempio di onest e instancabile assertore dei grandi valori morali di risanamento e di sani principi quali presupposti fondamentali per il rinnovamento della societ41. Il Sen. Emilio Argiroffi, ricorda lamico e compagno di lotta con una poesia medita42, poi sulla figura di Mario Tornatora, sulla sua attivit di

politico onesto e leale, sulla sua felice capacit prospettica, si stende una coltre di silenzio durata venticinque anni. La parabola politica dei Tornatora finita, nessuno in lista nelle amministrative del 1990 quando, seppure in lieve calo, la lista del Pci, guidato da Tripodi, ottiene la maggioranza assoluta, ma le elezioni ven gono annullate per un ricorso del democristiano Luigi Ciardullo e lan no seguente, alle elezioni del 1991 seguite ad una breve gestione com missariale, quando la lista comunista fu esclusa per un vizio di forma favorendo una parentesi amministrativa democristiana con guida di Luigi Ciardullo interrotta prima della scadenza del mandato. Il commissario prefettizio insediato al comune port gli elettori al voto nel 1995 e i comunisti ripresero la guida della citt con lOn. Girolamo Tripodi e il vice Michele Pronest. Nel 2000 si riconferma Tripodi alla guida della citt con vice Claudio Roselli, ma nel corso della l~gislamra intervengono frizioni interne che dividono i partiti ed il fronte comunista portando alle elezioni del 2005 il diessino Giovanni Laruffa scalzato, da un plebiscito elettorale dei comunisti italiani nelle amministrative del 2010 che porta, a 31 anni, alla guida della citt lassessore provinciale Michele Tripodi, nipote dellOn. Girolamo Tripodi.

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Don Pino De Masi, OmeliaJl~nebre per Mario Tornatora, Archivio Pasqualino

Tornatora, Polistena ~ Girolamo Tripodi, ElogioJlinebre per Mario Tornatora, s.d. ma1986 ~ ibidem ~ ibidem 42 Parliamo di/1\lario Tornatora/quando ricordiamo che! nessuno pot mai com prendere! perch! la storia abbia affidato! a un manipolo di uomini fatali/il compito di pesare!sul destino di masse!che flirono soggiogate!da parole animate!dallimmensa misura/della speranza in un mondo migliore/dal sacrificio per costruirlo!Parliamo di/Mario Tornatora/quando ricordiamo che!per ragioni che sfuggirono!ai saggi del tempio!si tratt sempre!di profeti spesso inconsapevoli!della caducit del corpo! Parliamo di/Mario Tornatora/portatore per tutta una vita/fin troppo breve!della fiac cola accesa/in tempi infinitamente lontani/quando luomo cominci!a conoscere s

stesso! e in s!la poesia/e leroismo del quotidiano/Parliamo! del volto gentile di Mario/della voce che ci guid/in momenti elevati e giusti/della figura minuta/che divenuta grande/improvvisamente grande/nella memoria/e negli affetti che ci condur ranno!per mano sino alla fine.

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Il dovere della memoria. Mio fratello Mario


Pasqualino Tornatora

Il carro attravers, derbe ripieno, tutta ne odora, la silvestre via. Sappifare anche tu come quelfieno, memorie anima mia. (Il carro difieno, G. Bertacchi)

Oggi ricorre il venticinquesimo anniversario da quel diciannove set


tembre del millenovecentottantasei, anno della scomparsa di mio fratello Mario e sento il bisogno di fermare sulla carta il ricordo di qualche momento della mia vita trascorso accanto a Lui in famiglia, a scuola o nella societ. Ritornando indietro nella mia memoria mi sembra di risentire la voce di mia madre quando raccontava della prima filastrocca che Mario, ad appena cinque anni, aveva recitato con un garbo ed unespressione ammi revoli tanto da suscitare un buon successo in famiglia e a scuola, lasilo di Scido. La filastrocca recitava cos: Fare il babbo che magnifica trovata! Il taschinopien di soldi, libertate sco nfinata; primo a tavola a sedere dopo tutti a comandare,perch i bimbi sono bimbi eda lui devono sottostare;fare il babbo che magn~flca trovata A questo ricordo si accompagna quello di qualche anno pi tardi quan do Mario suscit lilarit di tutti a proposito del controllo della quantit di olio nella minestra degli operai dellantico oleificio gestito da mio Padre a Scido. Un giorno mio fratello chiese loliera utilizzata a tavola in famiglia per portarla agli operai per condire la minestra del morsedu (colazione). Ma la zia Rosaria, sorella di mio padre, gli spieg come, la cosa che Lui proponeva, era praticamente inutile proprio perch lolio veniva prodotto nello stesso oleificio dove lavoravano gli operai che potevano condire il loro pasto a piacimento. La proposta gli Ri sempre rimproverata come hai zana e Mario non ci mise molto a capirlo.Questo episodio una prima

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testimonianza della sua inclinazione a lenire le sofferenze umane, che lo spinse, durante la Seconda Guerra Mondiale a costituire a Polistena un comitato di volontari per laiuto ai profughi sopraggiunti nella nostra cit tadina dal litorale laziale: Anzio, Minturno, Nettuno, ecc. dovera avvenu to lo sbarco degli Anglo-Americani, preceduto da un bombardamento a tappeto di tutta la zona. Come pochi ricorderanno lo storico sbarco aveva lobiettivo di stroncare la resistenza accanita opposta dai Nazisti intorno allabazia di Monte Cassino, resistenza che aveva bloccato lavanzata delle forze alleate verso Roma per la sua liberazione. Il comitato costituito da Mario si era assunto il gravoso compito, in un momento tanto difficile e calamitoso della guerra, di fornire qualche aiuto concreto alle persone sfol late, stremate dalla fatica di un lungo viaggio a piedi sotto le bombe, tra scinando povere carrette con poche masserizie raccolte in gran fretta sotto i bombardamenti. Naturalmente questo gruppo di sfollati, qualche centi naio, era costituito essenzialmente da anziani, donne e bambini. Bisognava quindi provvedere subito a reperire qualche alloggio dignitoso per queste sfortunate persone, sfinite e terrorizzate che avevano dovuto attraversare il fronte di combattimento. Il comitato provvide in pochissimo tempo a quantera necessario, facendo leva sulla sensibilit e generosit di molti Polistenesi. La popolazione si adoper con tutti i mezzi per procurare anche degli alloggi, avvalendosi di unautorizzazione prefettizia alquanto ortodossa, per la requisizione delle case sfitte o comunque non abitate.

veramente problematico, non tutti gli alunni possedevamo una bicicletta. Grazie al concreto interessamento di Mario e potrei dire anche al Suo carisma verso tutto il corpo docenti, avemmo la possibilit di frequentare il terzo anno a Polistena, senza viaggiare. Con la sensibilit che lo contrd distingueva Mario venne incontro alla situazione di noi alunni proponen dosi ad insegnare per un intero anno scolastico senza percepire alcuna retribuzione. Seppure liniziativa si scontr con la gelosia del Direttore della scuola di Taurianova, dove era necessario sostenere gli esami di licen za, nella sessione autunnale fummo tutti promossi. Durante quei tre anni di frequenza a tale scuola, ero nellocchio del ciclone giacch mio Fratello ci teneva sempre a dare prova della Sua imparzialit e del Suo rigore. Venivo quasi sempre interrogato per primo e spesso rimproverato. Ricordo ancora perfettamente le spiegazioni chiare e suadenti di Mario sullagricoltura tra cui rammento quella sulla Legge del Minimo del celebre Liebig ed il barile o mastello che ne costituisce la Sua efficace dimostrazione.

Esperienza professionale Anche nella mia esperienza professionale la presenza di mio fratello stata importante e determinante. Nel 1951 ebbi come primo incaricato la lottizzazione delle terre demaniali nelle montagne di Cinquefrondi per lassegnazione ai contadini poveri e senza terra, alcuni reduci dalla guerra e privi di qualsiasi risorsa, riuniti in una cooperativa. Era unesperienza molto interessante poich si trattava di procedere alla formazione di oltre cento quote di terreno incolto, ricadenti nelle contrade Limina, Soverato, Sciofi e Magromone ecc., nellestensione ciascuna di circa due ettari, su un territorio scosceso che veniva messo a coltura per la prima volta. Il lavoro di campagna, protrattosi per circa due mesi, si svolse in piena estate. Io e Mario eravamo coadiuvati da una squadra di operai improvvisati canneg giatori, che conoscevano bene il territorio. Un periodo faticoso ma pieno di condivisione. La giornata lavorativa aveva inizio allalba e si protaeva fino al crepuscolo interrotta solo da una frugale colazione. Il pernotta

Gli anni della scuola Veniamo agli anni dellesperienza dellinsegnamento di Mario nel Corso di Avviamento Professionale Agrario, a Polistena dal millenove centoquarantadue al quarantacinque. Io alunno e Mario insegnante di esercitazioni pratiche di agricoltura. Tutto and bene per i primi due anni. Ma, poich per conseguire la licenza bisognava completare il ciclo scola stico dei tre anni, ed il corso di Polistena ne aveva soltanto due, per la fre quenza del terzo anno bisognava raggiungere Taurianova o Palmi. Viaggiare in quel periodo, con servizi pubblici pressoch inesistenti era

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mento avveniva sul luogo, in una casa cantoniera abbandonata dellAmministrazione Provinciale lungo la strada che da Cinquefrondi porta a Mammola, in localit Soverato o Cantone. Si dormiva su giacigli di paglia improvvisati alla meno peggio. Anche se con grandi difficolt logi stiche, il lavoro fa portato a termine. Senza dubbio la presenza di mio fra tello mi aveva dato la forza di andare avanti e quando finalmente ci fu comunicato che il lavoro era stato approvato regolarmente dallOrgano competente, il Commissariato agli Usi Civici di Catanzaro, autorit di grande prestigio, ci fu una grande gioia e soddisfazione. Pi contenti di noi erano i contadini soci della coperativa ai quali erano destinate le singole quote di terreno che venivano loro concesse in affitto con un canone sim bolico, tanto era la fame di terra a quellepoca.

Esperienza di vita politica Le lezioni che io e molti compagni di Polistena, in particolare giovani animati di grandi speranze e aspettative, abbiamo appreso da Mario sono state parecchie. Momenti esaltanti ricchi di emozioni, occasioni che hanno lasciato un segno indelebile nelle nostre personalit in formazione, stimolandoci allimpegno nel sociale e alla militanza politica. Cercher di ricordare qualche esperinza come quella contro la lottizzazione abusiva nel Rione Risorgimento, che intorno agli anni sessanta ha provocato uno scem pio urbanistico ambientale. La lottizzazione, avvenuta durante lAmministrazione guidata dal Sindaco Ing. Giovan Francesco Ammendolea, riguardava un complesso di circa seimila metri quadrati, frazionato su iniziativa di uno speculatore di Rizziconi. La cosa che sba lordi sin dallinizio fu la larghezza delle strade di appena sei metri mentre la legge sismica in vigore allepoca (R.D.L. 22/11/1937 n 2105, conver tito in legge 25/04/1938,n710) prevedeva larghezze minime di metri dieci. Non solo, di opere di urbanizzazione primarie (acquedotto, fogna ture, pavimentazione, illuminazione pubblica, ecc.) e di urbanizzazione secondaria (verde pubblico, parcheggi, verde privato, asili, scuole, ecc.) non vi era nemmeno lombra. Ma la cosa che sconcert di pi venne alla luce

dalla ricerca minuziosa e circostanziata che Mario aveva condotto con tanta seriet nella veste di Consigliere di opposizione. Gli acquirenti dei vari lotti in cui era stato frazionato il compendio, organizzati da Mario, si portarono al Municipio per elevare vibrata protesta contro questo stato di cose. Durante la discussione in Consiglio Comunale, appositamente con vocato, emersero delle ulteriori criticit. Non soltanto non erano state pre viste le fognature e ogni servizio primordiale ma addirittura scorreva tran quillamente sotto le case gi costruite la cloaca massima di tutto labitato di Polistena che, nemmeno a dirlo, era stata regolarmente lottizzata dallo speculatore e trasferita, a loro insaputa e dietro pagamento, ai singoli acquirenti dei rispettivi lotti. Il sistema purtroppo, sempre ad opera dello stesso speculatore e sotto legida del medesimo Sindaco, continu in altre zone dellabitato come San Francesco, Pateii, Scarapio, ecc., dove facile riscontrare oggi edifici di quattro-cinque piani prospettanti su strade lar ghe appena sei metri. Anche in contrada Violelli, nella propriet del Sindaco e dei suoi congiunti, erano previste strade larghe sei metri e man canza assoluta di urbanizzazione primaria e secondaria. Lazione di Mario rese consapevoli i proprietari delle case, spesso braccianti agricoli, di quel lo che stava accadendo, facendogli prendere coscienza dei propri diritti e delle regole necessarie per la crescita urbana di una societ civile.

Battaglia per la dotazione di uno strumento urbanistico a Polistena Con lentrata in vigore della legge Ponte o Mancini (2/4/1968 n 765), nei comuni sprovvisti di strumenti urbanistici scatt la paralisi completa nel campo edilizio, sicch divenne necessario dotarsene il pi presto pos sibile. Il comune di Polistena aveva avuto la fortuna, diversi anni prima, di ricevere in regalo un piano regolatore redatto dal prof. ing. Domenico Andriello, concittadino, docente in Urbanistica presso lUniversit Federico TI di Napoli. Il Piano, rimasto per tanti anni nel cassetto del sin daco, insofferente a qualsiasi regola e controllo, era evidentemente supera to. Da qui lesigenza della battaglia, condotta dal nostro partito, dallop posizione ed in prima persona da Mario che ne era a capo, per sensibiliz

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zare lopinione pubblica e pi ancora, per costringere lAmministrazione Comunale a provvedervi rapidamente, stanandola dal suo torpore. Si ottenne un primo successo con la convocazione in tempi rapidi del Consiglio Comunale e quindi si decise di restituire al prof. Andriello tale Piano per un opportuno aggiornamento. Pervenuto al Comune, dopo pochissimo tempo il Piano aggiornato, lAmministrazione Comunale fu costretta a portarlo in discussione per ladozione al Consiglio Comunale. In questa sede il Piano fu sottoposto dallopposizione ad una serie di cri tiche per le scelte classiste che sottendeva. A questo punto il Sindaco, approfittando della contingenza, avanz al Consiglio Comunale linten zione di restituirlo al progettista per una ulteriore rielaborazione. Ma tale proposta, che evidentemente nascondeva il proposito del Sindaco di rin viare ad oltranza lapprovazione dello strumento urbanistico, fu respinta categoricamente da Mario che richiese una rapida adozione del Piano, fis sando cos una grande vittoria dellopposizione in Consiglio Comunale, conclamata succesivamente con lapprovazione da parte degli organi com petenti. Fu quindi una conquista dellopposizione quella di essere riusciti dotare il Comune di uno strumento urbanistico e la lapalissiana dimostra zione che, quando lopposizione condotta con intelligenza, si pu gover nare mettendo allangolo la maggioranza. Il nostro Comune fu cos uno dei primi della Calabria a dotarsi di uno strumento urbanistico e ad avviar si verso un ordinato sviluppo del territorio e nel contempo porre un vali do freno allabusivismo che intanto dilagava in tutti i paesi vicini. A distanza di quarantanni possibile valutare limportanza dellintenso e attivo lavoro della sinistra, testimoniata dalla qualit urbana della citt di Polistena che evidentemente rimane ancora oggi una realt significativa della Piana di Gioia Tauro.
Presidenza Ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena Da una lettura dello statuto dellOspedale Santa Maria degli Ungheresi,

fondato nel 1909, emerge una impostazione e una natura essenzialmente feudale della gestione dellEnte. Erano i tempi in cui lassistenza sanitaria era riservata soltanto alla gente bisognosa, alla poveraglia come la defini va il vescovo Valensise nel suo discorso inaugurale alla nascita dellOspedale, frutto della carit dei possidenti locali. Da tale premessa si

deduce la natura filantropica della benefica istituzione. In base allo statu to, lAmministrazione dellOspedale era affidata a quindici governatori di cui otto di nomina del principe di Ardore, oggi Duca Riario Sforza, men tre gli altri sette erano in ordine: lArciprete, lAssessore anziano, due rap presentanti del comitato Ungherese, il Presidente della Congrega di Carit (pi tardi denominata ECA), un successore della famiglia del Principe di Ardore ed un altro della famiglia Valensise. Essendo per for tuna tramontata lepoca feudale veniva maturando nel Paese lesigenza di un assistenza sanitaria concepita non pi come una benevola concessione dei ricchi verso i poveri ma come diritto alla salute per tutti i cittadini, cos come sancito dalla nostra Costituzione Repubblica. Lo statuto diveniva quindi sempre pi anacronistico ed una palla al piede allo sviluppo dellEnte. Si pose quindi difronte alle forze democratiche di Polistena limprescindibile esigenza di una battaglia per labrogazione del vecchio statuto o quanto meno di un~ sua radicale riforma. Le forze della sinistra polistenese in quegli anni Mario era capo dellopposizione e successiva mente Assessore Comunale condussero una lunga e ostinata battaglia che non vide la partecipazione delle altre espressioni politiche. Limpresa si concluse positivamente con lemanazione di un decreto da parte del Presidente della Repubblica che, pur lasciando qualche rappresentanza ai successori dei fondatori (definiti portatori dei diritti originari), affidava finalmente lamministrazione dellOspedale agli autentici rappresentanti degli organismi elettivi: Comune, Provincia e Regione. Intanto anche la struttura che ospitava lOspedale diventava sempre pi inadeguata alle nuove segenze. Cos nel 1954 venne redatto il proget to per la costruzione di una nuova sede e nel 1966 fu firmato il Contratto di appalto del primo lotto per la sua costruzione, stipulato dal notaio Gaetano Nostro in Palmi con affidamento dei lavori allimpresa Sciarrone di Gioia Tauro per un importo di lire 177.677,940. Lesecuzione dei lavo ri ebbe diverse interruzioni e fu sospesa per molto tempo a causa della incapacit tecnica degli amministratori dellepoca e per la mancanza di fondi. Con linsediamento nel 1970 della nuova Amministrazione Comunale, guidata dal partito comunista con a sindaco Girolamo Tripodi, vennero ripresi definitivamente i lavori che si conclusero nel 1974 con un

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costo complessivo dellopera (esclusi i poliambulatori successivamente rea lizzati) di 1 miliardo e 200 milioni di lire. Per il trasferimento nella nuova sede fu messo in atto qualche tentati vo di boicottaggio superato grazie a un colpo dala di Mario che mobilit tutto il personale ospedaliero per il trasloco definitivo. Linaugurazione avvenne con una memorabile festa popolare il 10 novembre dello stesso anno. Per dare un concreto contributo al dibattito sulla battaglia che si anda va sviluppando in Italia per la riforma sanitaria, Mario organizz a Polistena una conveno regionale che si svolse nel salone delle feste del Municipio, al quale parteciparono anche molti sindaci e il personale medi co dei pi importanti ospedali della Calabria. Il convegno fu concluso da Mario che mise in evidenza, attraverso unacuta e approfondita analisi, le problematicit e le necessit del sistema sanitario. Nella relazione, che riscosse un plauso unanime, venivano individuati gli obiettivi a breve e a lungo termine indispensabili per garantire un corretto servizio e il diritto alla salute. Queste iniziative sicuramente incisero sullandamento della struttura ospedaliera in quegli anni, al punto che Mario riusc ad intro durre il tempo pieno per tutto il personale medico, senza eccezione alcu na, segnando una conquista importante contrariamente a quanto accade va in gran parte della Calabria. Molte furono le misure messe in atto per assicurare al nostro Ospedale lerogazione di un servizio sanitario di eccel lenza tra queste sicuramente si pu annoverare la costruzione dei poliam bulatori che dotarono la comunit di attrezzare non solo finalizzate alla cura della persona ma alla prevenzione delle malattie.

In ricordo di Mario
Giuseppe Lavorato

Quando Pasqualino Tornatora mi ha telefonato per chiedermi di par tecipare al 25 anniversario della morte di Mario, per contribuire a ricor darlo con un intervento, mi sono sentito commosso ed onorato. Ma ho anche avvertito la consapevolezza dei miei limiti rispetto al compito che mi stato richiesto. Mario Tornatora stato un compagno di salda e vigorosa passione politica e di alte qualit morali ed intellettuali. La sua vita si intreccia ta con la storia delle lotte socigii e politiche nella Piana ed in Calabria, nei trentanni successivi allultimo conflitto mondiale. Giovanissimo, a 21 anni, nel 1946, si iscrisse al Partito Comunista Italiano. Partecip inten samente a tutte le battaglie sociali di quei lontani anni. Quelle asperrime per la terra. Per le quali venne arrestato, assieme ad altri compagni. E sub a Taurianova anche la cella di isolamento. Partecip alle lotte per il lavo ro, il salario, i diritti che braccianti e raccoglitrici di ulive combatterono con grande vigore. Io ebbi la fortuna di conoscerlo, alla fine degli anni 50, quando Mario aveva gi sulle spalle quella ricca ed importante esperienza ed era un autorevole dirigente provinciale e regionale del Partito Comunista Italiano. In quel tempo la sezione di Rosarno era diretta da un gruppo di braccianti combattivi, intelligenti ed attenti a quanto cresceva attorno a loro. Si accorsero che alcuni giovani studenti eravamo costantemente pre senti alle iniziative ed alle lotte del partito e del sindacato e che in noi incominciavano a sorgere gli ideali comunisti. Quel gruppo di braccianti poveri e quasi tutti analfabeti (compagni affettuosi dei quali vorrei fare tutti i nomi, ne faccio uno che si elevava su tutti: Turi Bonfiglio) ci colti vavano come solevano fare i contadini con le pianticelle messe a dimora. Ci portavano la stampa comunista (lUnit, Rinascita, Vie Nuove, Il Contemporaneo etc.) e ci facevano incontrare con i compagni dirigenti

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della federazione, quando venivano a Rosarno. Mario Tornatora era uno dei pi assidui, anche per la vicinanza di Rosarno con Polistena, suo paese di adozione e residenza. Si intratteneva con noi, seguiva e sosteneva la nostra maturazione politica con la delicatezza, linteresse e lintelligenza che erano parte costitutiva del suo carattere e della sua personalit. Rifuggiva sempre dalla superficialit e dalla demagogia. I problemi li stu diava, li analizzava e poi rifletteva. Conosceva molto bene la storia, la composizione sociale e leconomia della nostra terra ed aiutava anche noi ad approfondirne lanalisi e la conoscenza per rendere pi adeguati ed efficaci il nostro lavoro e la nostra iniziativa politica. Lui e Pippo Tropeano, un altro grande dirigente comunista scomparso anchegli in giovane et, ci parlavano della necessit di articolare la lotta tenendo conto delle peculiarit sociali e territoriali. Mentre a Polistena erano pre senti gli Sforza, gli Avati, gli Acton e la grossa agraria, Rosarno era lar gamente caratterizzata dalla proprietfazzoletzo. Erano molto numerosi i coltivatori diretti. Diveniva importante costruire una politica di alleanza sociale tra i braccianti ed i coltivatori diretti. Non era facile, anzi era dif fidilissimo. Perch tra di loro lostilit era altissima. Quando i braccianti rivendicavano laumento salariale, i pi ostili erano i piccoli proprietari. E lo stesso avveniva in direzione opposta. Quando, per condizioni atmosfe riche avverse, i coltivatori chiedevano i benefici dello Stato, lostilit dei braccianti era altrettanto forte. Addirittura manifestavano diffidenza anche verso di noi, dirigenti della sezione, se prestavamo ascolto alle richieste degli agricoltori. Rendeva difficile quellalleanza, anche la com pleta subalternit della Coldiretti alla Confagricoltura. Ricordo un episo dio degli anni 60. Una nevicata straordinariamente, violenta per il nostro territorio, colp grande parte della produzione e danneggi gravemente anche le strutture agricole, le piante, gli alberi. Per far fronte alla situa zione vi furono molti incontri e riunioni tra le forze politiche, sindacali, la Coldiretti, lAlleanza contadini, la Confagricoltura. Questultima dopo lunghissime discussioni avanz la proposta di inserire tra le rivendicazio ni lannullamento delle tasse per tutti gli agricoltori. Noi comunisti ci dichiarammo favorevoli alla sospensione delle tasse per i piccoli coltivatori ma ci opponemmo alla estensione del provvedimento anche ai gran-

di agrari. Si determin una rottura che port ad una dura e vivace con trapposizione. Confagricoltura e Coldiretti promossero la manifestazio ne ma, mentre il corteo di grandi agrari e coltivatori diretti attraversava le vie cittadine, agli angoli delle strade formammo folti gruppi di comunisti e braccianti che gridavano: dovetepagare le tasse anche voi. Nel 1970, otte nuta finalmente la legittimazione da parte del demanio regionale, il numero dei piccoli proprietari aument con lingresso dei 1300 braccian ti e contadini poveri che nel 50 avevano occupato il Bosco Selvaggio e, con il lavoro delle proprie braccia, lavevano trasformato in uliveti, agrumeti e frutteti. Acquisita, quindi, maggiore consapevolezza dei danni che pro duceva lo scontro tra i braccianti e i coltivatori diretti e dellesigenza di sottrarre questultimi allabbraccio con la grossa agraria, nel 1968 la CGIL proclam uno sciopero su una piattaforma che, difendendo i dirit ti salariali e normativi dei braccianti, tentava di cucirli con quelli dei pic coli proprietari. Quella lotta dur unintera settimana, durante la quale occupammo anche la stazione ferroviaria e la centrale ortofrutticola. Di segno politico completamente opposto fu una successiva manifestazione di Gioia Tauro diretta dalla Confagricoltura: su una piattaforma netta mente reazionaria (anche in opposizione alla riforma dei patti agrari abnormi che ancora vigevano nelle campagne) i grossi proprietari terrie ri e gli agrari assenteisti trascinarono nella lotta anche i coltivatori diret ti ed i contadini. Fu quello che chiamammo il blocco rurale (unit indi stinta di interessi opposti egemonizzata dai grossi agrari), preludio del blocco urbano che si realizz con la rivolta di Reggio Calabria. In quegli anni Mario era il segretario della federazione ed in quel limportante ruolo aveva promosso la crescita e lingresso di giovani negli organismi dirigenti provinciali. Ricordo la riunione del Comitato Direttivo della federazione, dopo lo scoppio della rivolta. I boia chi molla avevano occupato gli snodi ferroviari e stradali di Villa San Giovanni e si era formata una colonna di camion ed automobili fino a SantElia. Con Gianni Romeo, altro ottimo compagno prematuramente scomparso (che in quelle settimane era commissario desame a Nicotera),per raggiungere Reggio Calabria e partecipare alla riunione,fummo costretti a percorrere le strade dellAspromonte. Trovammo il Corso Garibaldi stracolmo di

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manifestanti (se non ricordo male fu il giorno della manifestazione delle donne), mentre nella federazione del partito cerano pochi compagni. La riunione del comitato direttivo si svolse in un clima di forte preoccupa zione. La relazione introduttiva di Mario fu molto puntuale e chiara. Parl della confusione politica che, in quei primi giorni, spingeva molti compagni a condividere le ragioni della rivolta ed a parteciparvi, ma parl anche della paura fisica che ne teneva altri lontani dalla federazione. Pose il problema della difesa della sede della federazione dagli attacchi fascisti. Concluse presentando una lista di sezioni della provincia che, a turno, avrebbero dovuto difenderla. Compito che incominciammo a svolgere sin dallindomani. Una ventina di compagni di alcune sezioni della Piana, con quattro o cinque macchine attraversammo lAspromonte, scendem mo a Reggio Calabria e arrivati nei locali di via Castello, fummo accolti dal sorriso di Mario e dai forti abbracci dei compagni presenti, rincuora ti dal nostro arrivo. Nei giorni successivi continuarono a giungere per difendere il partito i compagni di tante altre sezioni della provincia. Ma con il passare dei giorni e delle settimane anche quei compagni di Reggio Calabria che, in buona fede, avevano sostenuto la rivolta, si resero conto delle sue finalit eversive e ritornarono a schierarsi con il partito ed a difenderlo. Da allora sono trascorsi molti anni. In me non suscita alcuno stupo re o contrariet che, nelle ricorrenze dellanniversario di quegli eventi, la destra reggina promuova manifestazioni, convegni, celebrazioni. Perch legittimo ricordare la propria storia, le battaglie e le lotte nelle quali si creduto. Stupore ed indignazione mi suscita il fatto che anche parti della sinistra si infilino nelle medesime analisi e celebrazioni. Mentre, invece, legittimo orgoglio dovrebbe suscitare a sinistra il ricordo di aver difeso quarantanni or sono a Reggio Calabria, in condizioni molto difficili e pericolose, i propri ideali e con essi i valori della libert e della democra zia. Quanti difendemmo la sede della federazione del PCI e partecipam mo alle iniziative ed alle manifestazioni pubbliche, consapevoli dei peri coli cui andavamo incontro, lo facemmo perch convinti di difendere il nostro partito, la nostra concezione della democrazia ed il futuro che volevamo per lintero Paese. Cos come gli uomini che guidarono la rivol

ta, ne accettavano i relativi rischi, perch avevano in testa un mutamento nazionale, autoritario, dellassetto politico. I moti di Reggio Calabria furono uno scontro duro, con aspetti di guerra civile, tra una parte politica che, per i suoi fini, utilizz un forte e vasto risentimento popolare ed unaltra parte politica che comprese quan to fosse pericolosa quella strumentalizzazione e, in condizioni di grave inferiorit, quasi di isolamento, seppe difendere i valori della democrazia. Durante tutto un lungo periodo, mentre Reggio era in mano ai rivoltosi, la federazione del PCI fu lunica sede politica difesa dai suoi militanti, rimasta aperta ed agibile allattivit democratica ed alla promozione di iniziative pubbliche di rigoroso contrasto alleversione. I comunisti cala bresi devono essere orgogliosi di aver meritato la riconoscenza che Enrico Berlinguer espresse pubblicamente, a conclusione della Conferenza Meridionale del PCI, nel teatro comunale di Reggio Calabria stracolmo di compagni e cittadini. Mar~o Tornatora fu uno dei protagonisti fonda mentali di quella battaglia. Dopo quegli anni di scontro duro contro i fascisti ed in difesa della democrazia, giunsero quelli dello scontro contro la mafia. Anche su que sto grave e pericoloso terreno furono importanti le attente analisi che Mario ci stimolava a compiere. La trasformazione e la crescita della ndrangheta, il suo ingresso nella politica, in tutte le attivit economiche e nei grandi affari. E le sue non furono solo parole. A Reggio Calabria nel 79, nel processo contro le pi potenti cosche mafiose calabresi, mentre tanti sindaci di altri partiti testimoniarono che nei loro paesi la mafia non esiste, Mario Tornatora assieme ad altri comunisti, i compagni Tripodi, Martorelli, Macino, Sprizzi, con le loro coraggiose testimonianze, com scritto nelle motivazioni, contribuirono alla sentenza che inflisse pesanti condanne ai boss mafiosi pi potenti e pericolosi. Sono trascorsi venticinque anni dalla sua prematura morte. Venticinque anni durante i quali la devastazione del territorio, nel segno della speculazione e dellaffarismo, ha raggiunto ritmi crescenti, produ cendo tragedie sempre pi grandi. Mario fu il comunista calabrese che di pi comprese limportanza del governo democratico del territorio, della difesa e valorizzazione di tutte le sue risorse. Non vi sembri esagerato il

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rapporto che sto per fare, naturalmente tenendo conto della diversit della statura politica e dei rispettivi compiti. Enrico Berlinguer stato uno degli uomini politici italiani che di pi hanno saputo aguzzare lin gegno politico e guardare lontano. Erano gli anni 70, quando lindimen ticabile nostro segretario nazionale, parlava dellesigenza di un governo mondiale delleconomia, di austerit e moralit della politica, rispetto del lambiente. Allora cera, anche a sinistra, chi lo sbeffeggiava, ritenendo quelle riflessioni degne di monaco di clausura. Tutti, invece, oggi sappia mo che, non avendoli affrontati in tempo, sono diventati problemi di stringente e drammatica attualit e necessit. Scrivendo questa nota, mi sono tornati in mente quei pensieri lunghi di Berlinguer. Perch ho avuto la fortuna di ascoltare Mario molte volte. Nelle riunioni di partito ed in tante passeggiate e conversazioni. Negli anni cinquanta e sessanta cera ancora una forte contesa tra Rosarno e Nicotera per lattribuzione del sito di Medma. Nei decenni successivi, agli scavi di Paolo Orsi si aggiunsero quelli di Salvatore Settis, e di altri importanti archeologi che rivelarono senza ombra di dubbio che limportante citt magnogreca sorse nel territorio rosarnese. Ma Mario mi parlava di Medma gi sul finire degli anni cinquanta e mi confidava di aver visto in case nobiliari rosarnesi reperti che avremmo dovuto fare di tutto per recuperare e siste mare in un museo cittadino. Compito che incominciammo realizzare dopo parecchi anni, quando nel 1994 conquistammo il comune ed inau gurammo la Mostra permanente per un museo dellAntica Medma. E ci parlava della necessit di dotare i comuni di strumenti edilizi per gover no democratico e civile del territorio, coinvolgendo i cittadini nella loro elaborazione. Insegnamenti e suggerimenti importantissimi. Conservo ancora la pagina di un giornale che riproduce una foto di unassemblea dei primi anni 70 nella quale i consiglieri comunali di Rosarno discute vamo il progetto di Programma di Fabbricazione (questo era il nome dello strumento edilizio in quegli anni) con i cittadini. Metodologia che abbiamo seguito con maggiore efficacia, con diverse assemblee pubbliche nellaula consiiare e nelle piazze, per la elaborazione del Piano Regolatore Generale che approvammo nel 1999. Queste sue grandi qualit, che aiutarono tanti comunisti nel loro

impegno politico ed amministrativo, Mario le impresse nella sua attivit di dirigente politico ed uomo delle istituzioni : Consigliere comunale di Polistena, Consigliere regionale, Presidente dellospedale di Polistena, membro del Comitato di controllo sugli atti della Regione. Ne sono testi monianze (per ricordarne solo alcune) le sue battaglie per dotare il suo paese di adozione dello strumento ediizio, lintroduzione del tempo pieno per tutto il personale medico nellospedale di Polistena. E, per ren dersi conto della concretezza del suo operare e della lungimiranza del suo pensiero, basta leggere la sua relazione introduttiva alla Conferenza pro grammatica per la Citt ed il Comprensorio dello Stretto, che si svolse a Reggio Calabria il 18/19 gennaio del 1985. Mario descrisse, venticinque anni or sono con efficacia e chiarezza, tutti i temi ed i problemi che anco ra affliggono la nostra terra. La distorsione di uno sviluppo economico, imposto dallalto ed in contrasto con le vocazioni locali, che ha sconvol to il territorio e consentito agli avventurieri della produzione industriale, come gli Ursini ed i Rovelli, di dilapidare ingenti risorse finanziarie, senza creare un solo posto di lavoro. I pesanti condizionamenti delle numerose e crescenti cosche mafiose sulleconomia e sulle istituzioni, la crisi della gricoltura e degli altri settori produttivi, laumento della disoccupazione. In quella relazione, con grande lucidit, indic il progetto politico alter nativo per il quale avremmo dovuto combattere per corrispondere ai pro blemi ed ai bisogni della nostra terra e delle nostre popolazioni. Propose unautorit democratica regionale che, in costante rapporto con le popo lazioni, avrebbe dovuto orientare tutte le risorse e gli investimenti inter ni ed esterni, pubblici e privati verso lo sviluppo delloccupazione ed il miglioramento della qualit della vita. Queste idee furono alla base della sua netta opposizione alla ipotesi della costruzione della centrale a carbo ne a Gioia Tauro e della illuminata e preveggente idea di un porto polifunzionale che collegasse pi rapidamente la nostra regione con i pi lon tani mercati e proiettasse la Calabria e lItalia verso rapporti nuovi ed intensi con i paesi africani che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Ma affinch il porto svolgesse la sua importante e rivoluzionaria funzio ne, Mario gi allora affermava che era assolutamente necessario che fosse collegato ad una moderna rete stradale, autostradale e ferroviaria. Solo

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cos sarebbe diventata la rivoluzionaria infrastruttura intermodale neces saria ai collegamenti ed ai trasporti del Mezzogiorno e dellItalia. Rileggendo quella relazione non si pu non convenire che non aven do seguito quelle illuminate indicazioni di iniziativa e di lotta abbiamo perso un quarto di secolo, rischiando oggi di precipitare in una situazio ne che diviene drammatica per i giovani che lavorano al porto e nellin dotto. Perch le insipienze e le gravi inadempienze delle classi dirigenti calabresi e nazionali verso i problemi del collegamento terrestre della struttura portuale e della valorizzazione della contigua area destinata agli investimenti produttivi stanno diventando uno degli speciosi motivi addotti da imprenditori che incominciano anche loro a delocalizzare, verso altri porti pi convenienti ai loro interessi, attivit che si svolgono a Gioia Tauro e che hanno permesso loro di lucrare ingenti guadagni sul faticoso lavoro dei nostri giovani. Permettetemi di dire che ricordare Mario Tornatora deve per noi significare produrre tutto limpegno neces sario per impedire che si abbandoni o si sottoutilizzi il porto di Gioia Tauro. Perch sarebbe un disegno sciagurato che accrescerebbe il disagio economico e la disoccupazione in un territorio infestato dalle pi forti e pericolose cosche mafiose che, nonostante i colpi subiti, sono i soli sog getti economici solidi, sempre pronti a reclutare manodopera criminale nelle aree sociali del disagio e della disperazione. Il lavoro, gli scritti, il pensiero di Mario parlano ancora con vibrante attualit a noi, ai nostri giovani, alle nostre popolazioni. Anche sullargo mento che in queste ultime settimane ritornato allattenzione dellopi nione pubblica nazionale ed internazionale. Il ponte sullo stretto di Messina. La fantomatica opera (che, nella malaugurata ipotesi venisse messa in esecuzione, distruggerebbe una delle risorse naturali e un ecosi stema marino tra i pi belli del pianeta) che di concreto fino ad oggi ha soltanto le centinaia di milioni di euro prelevate dal pubblico denaro per mantenere in vita la societ Stretto di Messina SPA. Gi 25 anni fa Mario ne parlava come un diversivo per eludere i problemi immediati del traffico sullo stretto. E proponeva che le ingenti risorse previste per il ponte venissero destinate per adeguare e modernizzare gli approdi di Villa San Giovanni e di Messina, potenziare la flotta con nuove navi pi

veloci e di facile carico, modernizzare le reti ferroviarie calabresi (in par ticolare sulla fascia ionica) e siciliane, costruire la metropolitana di super ficie tra Rosarno e Melito Porto Salvo, sviluppare laeroporto di Reggio Calabria, dotandolo anche di un approdo per gli aliscaf provenienti dalla citt di Messina. Ed inoltre destinare le ingenti risorse alla rinaturalizza zione e difesa degli argini di fiumi e torrenti, al consolidamento del suolo ed al riassetto di due territori che sono ad alto rischio idrogeologico e sismico. Dopo un quarto di secolo quella relazione di Mario pu ancora essere una importante ed avanzata base di discussione e di iniziativa per i problemi ed i compiti che abbiamo di ftonte. Permettetemi, infine, una considerazione personale. Oggi nessuno pu arrogarsi la presunzione di dire quale sarebbe stato il pensiero di Mario Tornatora nel dibattito che si aperto nel partito dopo la svolta della Bolognina del 1989 e quale la sua collocazione successivamente alla scomparsa del PCI. Per posiiamo affermare che la sua era la lucidit, la concretezza, la passione di un militante e dirigente del PCI. Prima che fossero innescati i continui processi di dannazione della memoria e di regressione della identit di quel grande partito, che ebbe una storia com pletamente diversa da quella che port alla degenerazione altri partiti comunisti nellest europeo ed in altri parti del mondo. La scomparsa del PCI ha prodotto, in questi ultimi decenni, formazioni politiche che, inve ce di abbattere o mitigare limiti e difetti di quella organizzazione politi ca, hanno appannato e cancellato le qualit positive. Non voglio mitizza re il PCI. So bene che anche allora cerano ambizioni personali, stru mentalizzazioni, lotte interne, tal volta anche aspre. Perch anche quel grande partito era composto da persone, e tutte le persone umane hanno i loro pregi ed i loro difetti. Anche Mario doveva averne, ma io anche for zando la mia memoria non ricordo alcun suo difetto. Di lui ricordo la modestia, la serenit e la compostezza del comportamento. Anche quan do subiva un torto. Nel 1980 non fu ricandidato al Consiglio regionale. Nel dibattito dentro il comitato direttivo della federazione, io mi opposi e sostenni decisamente la riproposizione della sua candidatura. In un momento di sospensione della discussione, Mario mi prese sottobraccio e mi disse di accompagnarlo al bar per un cafPe. Lo fece per dirmi di fre

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nare il mio carattere istintivo, di non oppormi e di accettare le decisioni, perch importante non la singola candidatura, ma laffermazione del partito e degli interessi sociali che rappresenta. Voglio finire con un ricordo che riguarda i suoi legami con questa real t territoriale ed umana di Scido. Quando fui candidato al Parlamento Mario mi propose di venire insieme in questa parte del territorio aspromontano per trascorrervi una giornata. Mi fece conoscere i suoi parenti e mi fece incontrare con compagni e con suoi conoscenti che mi parlarono delleconomia del territorio, dei boschi, del legno, delle alte qualit del lartigianato e delle altre attivit. Mario amava questa terra, i suoi paesi e la sua gente. Mario stato un figlio illustre di Scido e della Calabria. Nei ruoli importanti che ha svolto nel partito e nelle istituzioni ha sempre saputo rappresentare e difendere gli interessi, la volont e le speranze di crescita sociale e civile delle nostre popolazioni.

Appendice

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Documentazione fotografica

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Delegazione al Congresso Nazionale del PCI a Roma, 1966

Comizio in piazza a Fabrizia, 1964 Comizio a Reggio Calabria con Pietro Ingrao, 1970

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1- Mario Tornatora con il sindaco di Polistena Girolamo Tripodi, alcuni amministra tori e dottori. 2 - Al centro lo scrittore Fortunato Seminara.

2- Diffusione dellUnit sul Corso Garibaldi a Reggio Calabria, Luigi Longo, 1968

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DOMENICA IO NOVEMBRE ALLE ORE IO avr luogo linaugurazione del NUOVO OSPEDALE alla presenza dello On. GI C O MO M AN CI N I, Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e delle autorit locali, provin ciali e regionali. Questo avvenimento conclude la legittima attesa delle popolazioni di Polistena e dei molti Comuni della zona, che vedono cos realizzarsi laspirazione ad una Assistenza Ospeda liera pi dignitosa ed umana. In questa occasione ci gradito ringraziare quanti, Tecnici, Operatori Sanitari e Amministratori, hanno contribuito alla realizzazione dellimportante struttura civile, sottolineando che lapertura del nuovo Ospedale soprattutto il risultato dellimpegno sofferto, della lotta e della vigilanza democratica della popolazione di Polistena. Tale avvenimento non conclude certo, la nostra bat taglia per Il superamento dellattuale crisi del sistema sanitario italiano, per una efficace e reale difesa della salute che si potr realizzare soltanto con la riforma sanitaria, capace di operare nel campo della prevenzione delle malattie, della cura e della riabilitazione degli infermi.
Per questo obbeiiivo sono oggi impegnali il movimen[o dei lavor&ori e le forze democr&iche del nostro Paese; lAmmi nis~razione e Lutii gli oper&ori di quesio Ospedale daranno il loro concreio con~ribu~o, nella consapevolezza che la saluFe cost~uisce il bene supremo delluomo e condizione [ondamentale della sua liberi e la~cuidiEesa un~dovere della colletFiyit.
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Polistena, 3 Novembre 1974.

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IL PRESIDENTE

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/ domenica 3 aprile ~977

Dietro la preoccupante recrudescenza di episodi di criminalit nella nostra regione

Le contraddizioni che danno fiato al fenomeno mafioso


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Incontri con le forze sociali
tanzaro Cosenza-S- Giovanni in Fiore hanno notevole po tenzialit di aumento dell utenza a condizione come ha rilevato il compagno To~ natura di portare la ve locit commerciale attual mente di appena 30 chilo metri) almeno a 70 chilome tri allora Il rinnovato parco 10801110Uve ed automotrici, pur se insufficiente al potenzia mento delle corse, consenti rebbe il raggiungimento dei 70 chilometri orari a concli zione di un rifacimento dei tracciati, del livellamenin della massicciata, della rei Ufica delle curve a gomito, dellatitomazione degli scain ti Una politica degli orari pi flessibile ed in stretto collegallwiltt con le esigen za degli utenti (scuola, perio do estivo, campagna agro maria); il collegamento dei servizi ai trasporto merci e passeggeri ai programmi di sviluppo delle zone interne costituscono le tappe e gli obiettivi obbligati per Il ti-

marted 23gennaio1979
vi dubbio che la maocanza del piano di assetto territo riale della regione e di quei lo dei trasporti (nonostante le precise indicazioni venute nel febbraio i977 dalla con ferenza regionale sui tra sporti) siano alla base della proposta avanzata dal mini stero per la soppressione del le Calabro-Lucane, attual~ mente non redditizie per ti totale stato di abbandono del materiale rotabile e di dete rioramento degli impianti fissI, I ritardi della Giunta re gionale dimissionaria s( ri flettono gravemente sui la vonitonl delle Calabra-Lucane e sugli utenti delle zone pi disagiate; anche In tal senso sono venute esplicite denunce nei corso degli in contri promossi dalla terza commissione regionale che ha potuto acquistare cono scenze dirette sulla validit delle linee taurensi e che ap profondinii, oggi, quella del le linee cosentine.
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Quale futuro per la ferrovia


La terza commissione consiliare discute con i lavoratori e con le amministrazioni
REGGIO CALABRIA La Catanzaro-Cosenza; Cosen terza commissione consillare za-S, Giovanni in Fiore; Ca e regionale, presieduta dal stroviliari-Bivio Latronico Nellimminenza del trasfe compagno Tornatora, ha promosso una serie di incon rimento alla Regione delle tri con dipendenti, utenti e ferrovie in concessione (in lavoratori delle ferrovie Ce Calabria hanno uno sviluppo labro-Lueane, con dirigenti complessivo di circa 240 chi sindacali, amministratori ed lometri), il ministero dei operatori economici per ri Trasporti propone la sop levare lo stato reale dei tra pressione del 4 tronchi delle sporto e degli Impianti nelle Calabro-Lucane perch la lo ro gestione entieconomica, - linee attualmente in eser cizio: GIoia Tauro-Sinopoli: In realt soprattutto le li Gioia - Tauro-Cinquefroiidi; nee taurensi e quella di Ca-

la-ieo delle ferrovie in con cessione. Agli iileOfltri tenuti a Gio ia leuro ed a Cinquefrontii (stamane si ieri-anno quelli di Cosenza e di Camigila tello) hanno partecipato an che losscs.sore regionale ai trasporti, Menano Rende, li direttore compartinlentale della motorizzazione civile, i rappresentanti delle tre or ganizzazioni sindacali, pro vinciali e regionali dei lvii sporti, Le linee taurensi, che sttualmente trasportano ol tre 750 mila passeggeri ,tll anno, non possono essere cli iarmate stata I unanmne richiesta con I sindaci della piana avvenuto a Cinque frondi senza creare ulte riori danni economici ed un maggior carico nel gi coii gestionato traffico su strada. Non , poi, possibile igno rare il ruolo per collegamen ti e traffici pi intensi, che le ferrovie Calabro-Lucane sono destinate a svolgere tra i paesi Interni e larea indu striale dl Gioia Tauro, Non

Enzo Lacaria

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Gioved 3 apriie ~9CC

LE REGIONI
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Blocco degli autoservizi in concessio~ dd quarantottoore

La serrata stata adottati daUANAC l dissenso su tal iniziativa de~ gruppo comunista Una dichiarazione del compagno Toruatora presidente della terza commissione consiliare

Dalla nostra redazione


CATANZARO E continuata le si con evidente danno per tutta la popolazione lattuazione del blocco di tutti gli autoservizi in con cessione. La serrata e adottata dal rANAC. lassociazione di categoria dei cancessionari e nella prima gior nata sono stati addirittura sospesi in conseguenza del blocco del servizi alcuni dipendenti. Il com pagno Mario Tornatora, presidente della terza commissione consiliare di poiitica economica e assetto del territorio, ha espresso Ieri totale dissenso sul coshportansento - dei concessionsri s che potrebbe conti gurasai come turbativa di pubblico servizio dal momento che i titolari delle autolinee non hanno ancora rinunciato aila concessione che li sottopone sci alcuni obblighi tra cui quello della Continuit dei servizio. Le motivazioni addette dal conCN

cesstonart non sono sufficienti a giustificare la decisione deliANAG dl sospendere I servizi anche per ch& mentre si sostiene Che i ricavi non coprono i costi di esercizio si avanzano nuove richieste di conces sione per relazioni servite da altri mezzi di trasporto, in una logica che sta portando il sistema regiona le dei trasporti ad un deficit Inso stenibile per la colettivit. lYaitrO canto prosegue Torna tora la decisIone deliANAC non tiene conto-che solo qualche mese fa li Consiglio regionale aveva ap provato la legge che tsaaferisc~ al- la Regione, e quindi a carico del la collettivit, gli oneri per il rical colo della scaia mobile degli oltre mille dipendenti delle autolinee, per una spesa di 200 milioni e che nei prossimi giorni, a seguito del decreto legge 12 marzo 1980 n, 67. sui quale esprimiamo deile riserve. la Regione dovr farsi carico della

spesa di altre centinaia di milioni pei lapplicazione del nuovo contrat -, A Porto to dl lavoro. Per tutto ci giudichiamo grave Setvag~io per la serrata decisa dailANAC, resa. difenderlo possibile dallinerzia e dalla dato lezzo della Giunta regionale che non dal cemento ha. finora assunto alcuna seria ini~ ziativa sia per valutare realistica LECCE Parto Selvaggio tuo, difendilo . Per riaffer mente I problemi posti dal conces mare questo diritto la FGCI sionari sia per richiamare gli stes provinciale invita tutti i gio si agli obblighi che derivano loro vani asientini a trasformare dalla concessione. Riteniamo con la tradizionale Pasquett~ In di clude Torisatora che la Giunta un momento dl incontro, fu svago e di discussione sul regionale ~ia pure dimtsionaria deb turo da dare al psi-co pub ba tempestivamente assumere, av blico. Intorno a Porto Sel valendosi di tutti glI strumenti le- vaggio si scatenata nel me si scorsi una dura battaglia geli e ammInistrativi a propria di contro quegli specuiatori, pro sposizione, una iniziativa per In tetti dalla DC, che volevano durre i concessionart a recedere aggredire questa piccola oasi dalla loro posizione intransigente naturale (200 ettarI di bellis dl e assicurare la continuit dei 5cr- sima pineta) con le colate al cemento per costruirvi Vizl~ berglal e strutture turistiche

Venerd 22 febbraio 1980

lUnit

L~ R~GIO~
Venergfl 8 febbraio 1980

Il PCI chiede che sia posta fine alla indecorosa par.tomima delIESAC

PAG, 10 r Unita.
Il compagno Mario Tornalora ha chiesto al presidente della giunta per le elezioni la convocazione delleorganhsmo - Si tratta di esaminare lincompatibilit delle cariche ricoperte dal consigliere
Dalla nostro redazione CATANZARO Il PCI 01011 do olio si, pollo tIno 01110 donarono poalamltoa dello perlldrono dollea.Opeen SIlo ~lmeIt~ 0~ri~a~ etollopoenIdeolA ~ precoce dtlenlo Io dlnoloalo. al, ole mmaa alIr nleoltr, Il rampogoa 1 arIa Torna 1000. ptraldnalr della Oreau r010loinolen, 000nlllorr dl Pa. lazan 5, Olntgln. lo qurala ennea LI nonnua IrrI ablr drodu al preoldrole dello gIunta per le elratont, Il ce pnhhlloorolalovoonlcapao, noto pan e100,Ioure Iloooot. patlbIUIh delle rtoportrnrnza m~00~1equ~ aplaaelo, prealdeolr dellE anno, nllenlrlaae I dl aperta o~~fltl ~ dl MegnoonaI ha ne00000llo Tarllaloen per tlnnarida la dolo del pelava amene per 2,~ 000tregana atnblgaltb e rI nerne nnlln sue drtlnltlno an ortlerloor e 0000Cm non nello 000 000010 taOnnaea della ao aollaalonl e dallo dlrnlvniraot 01 Italo dl coprIre l,rnnpnol l delle ei000laeaolta ad 01 Ironlene n Oloularaa I pIa 101001,. tloennnoleiu lnlulolloa. per oli, garda del PCL InolIrnIe tngo_alou delln moEgla1000o 2a~rno~ ate0o~a dl goornon della rata pabbll. 0001111 110012, peovll ed 0001 lealI, nOn Ipilodl 0110110 Sallr ~oaaolar ellOpeeo SIlo e allo (terza dl Rlopalaalo nanI racae 00 0lIre dnaloo dl 0000 000 n aon100dooan e noltb dl 10011011 oeatunhn Ire I qaotlta parlIli del ero Inn-ololalrol Il PnSI nlralla dnlln morta draloerlalloan I troIa oca lotollOmanI dl per. tale a nana un ralpa gobbo, lo nubnodlnola, dl nlnneenl In. t0010e0100ra prealdenea del 115010 rame p001Ilu dl n0500ble nec un p0010 mopaol di 0000lgllrre nelle buon dl Rlaloartalol la DC i lnIIolIR ah, Iotrroolroota e Inodore lo pnltronn dl perlldeole del rOpera Silo, 000rlre Il PSI ferma nulla sola poolziann Ircodrole o oloeodl000e o san 00110 0900 p000ldeera 11110 tEnIe dl toiluppo ogeloa lona01000, Il ealII,a gIoco dl teIere, In Iredlrineale 101010 per le poltrone tlplaa del reoleo-nlnloleo, 01 lah molI nuore nell lo Colobell? IerI ocra, latIne, non al leoola Il r000lgltn eeglonnlr no rirhleata del pmmldeole dello 010010 Pretore, Irope 00010 0 RemO, 101 glI eltot oraneaaei e r000ltllerl de e000rlollaot, lor tbaIe, no el000le del 000 pocIlIn, RI leor eooelrdl 5 0111 tISI. dan gloeolt palmo cIo dello dolo ller.nta do COntI, onori pro Il non alllmolon,, 110020 00,110 no sroan dl come il 20110110 ole tnllallee 01,, 110110.

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convegno o Reggio Ca~abrica

Convegno de)

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Sicilia produttiva da parola dordine a progetto politico


ooPi~llu~1a~1 000fraOlO oanlall, 13000011 chI ~ dnnluinl per 11 lola ondoSa SlolUa e tlae pon anno oogrneare le energIe pa olutre, Il lola gandaltoar I que 010 rapportO IllellIr otttagionlaUloln, llo troarlo Ira prognononoalo

intanto snelliamo le procedure


Denunciate nel corso del dibattito (concluso da Tornatora) le gravi inadempienze governative
Da) nostro corrispondente
fl~EGQIO CALABRIA Le proposte del PCI per una po liUca di programmazione ur banistica e di rilancio dellat tivit edilizia sono state illu strate dal compagno ing.. Fer dinando Quattrone, consiglse re comunale. in un Interes sante convegno cui hanno partecipato, fra gli altri, lin gegnere-capo del Genio Civi le, Ferruccio, gli ingegneri Coppola e Filippo Suzace, il dottor i%lonasterio, i compa gni t)enisi. Mauro, Giovanni Romeo, capogruppo PCI al Comune di Reggio Calabria, ReI corso del dibattito, che stato concluso dal compa gno Mario Iomatora, presi dente delia terza commissio ne consiliare regionale, non sono mancate aspre critiche ai governi fin qui auccedute si per i ritardi, le resisten ze, i boicottaggi opposti alla realizzazione del complesso di leggi che riguardano i setto ri delledilizia e dellurbani stica., Gravission,e eono le respon sabilit. della Giunta regiona le ai centro-sinistra che. so lo con enorme ritardo e con a pprossiznazione. ha varato gli adempimentl previsti dalla Bucalossi e. da ultimo, la stessa localizzazione dei fondi destinati alledilizia pubblica per il primo biennio del pia no decennale: a ci si aggiun gono le responsabilit degli amministrator~ comunali DC lentrata su vsgore della 765 non sono riusciti a darsi nem meno un programma di fab bricazione, Ci ha esposto la stragran de maggioranza dei comuni calabresi0 particolarmente nei capoluoghi e nei centri d maggiore richiamo turistico e commerciats, ad una vera e propria devastazione urba nistica e di esasperato abu sivismo. anche minore, que stultimo, come dimostrano le cifre, dovuto essenzialmente allassoluta insufficienza del lintervento pubblico nella co struzione di case popolari. A Reggio Calabria, dai 21. mila alloggi del 1971 si calati ai 7500 nel 1974. ai 1400 del 1975. ed infine, ai 900 alloggi del 1976: tutto ci, nonostante secondo dati uffi ciali, necessitino a Reggio Ca labria almeno 300 mila vani. Ultimamente, per i 1000 al loggi del bando n. 30 sono state presentate ben 22 mila domande, Si pu affermare ha so stenuto il compagno ing. Su race che lassoluta insuf ficienza e lestrema lentezza con cui IIACP costruisce gli alloggi popolari (5-7 anni fi-a appalto e consegna delle ca se) stiamo alla base d~1 di sordine e deliabusivismo mi nore, Per sanare la situazione e ridare fiducia al cittadini il PCI presenta, oggi, proposte

Dalla rodagiane PAI,E11010 5101110 od no blole, E 0010010 0111 ronda della oliaI e per lo cannhlrnln o ordA drll allaolr ululomu dl potete dl 011lire non rIepOala PalIlIra 0110 lulg0000 dl ~0l COppa nnanomlor, 010111 aulturole dl Cauto nIroli.

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come Locri a 13 anni dal

di importanti Comuni che

lnnamrnineea Io Regione? lo, E quI CI Inoonlr000 oollerdo Golanvo, 0001001 dltuonaainnl tood001onloll. ole, ongrelnoio del lollila Po, nnnmplo: nono, Ve lo per la prego 0100nlonullo tu e ha turzlnnolo ne. Ir droaflor, I Ittlluri000 Regione in UI, allI in glnoo novrltllla In p1ia dl OScenI dl le la p010iblIlla che pia. ontananolo ~,eoIole, per valga uno niopoalo dl le che quello nparltlltb na no, 000urtvalorfi Iena a l000rnltla non 100 onolup e,oamparrrlulanarurnahie palo tutte In non pollo naavr, appute quella chI nobl di aalofoneean; nanaloni In villana del rIO prroho, In delinillno, Cr11 000umonla. cr00 dlverua 2,0101 odnaaa trgnl alla la. ovllappna, 112 dolamma CI o, dl cr111 alunna. Io forca pral0110. onninnorOle, no ngen000lao del 01010ml dl naudenor non oanllngerll. pnlnae,dornlrulO dalla DC, i.o parliln ha In POllO ala romanque tlaaalla o la poanpellloul. quanto ove ullllztoonr taaloaotloia co nca medIo IreonIne. Il la no tarata per Il naCpeoaa tuo, praaaimo dnllotala, delle acelle ameotealelol 010, 01110 ottala tatopd. dello SINO.

od,a mIa rial,lnolo ho r.e,t.nvlnnoda dl 2,2,110000,1 delle Toenatara teada a , 10000000 mldeonadana~lle~ Olanaln dl btotla001el, neoulo o o Ironore lo punialane dl lerlegglhllllh dopo lo non ar rrllaol000 O prroldratr drl 110800 1100 ne OrlI 00110 p9010 a 000tralla dello ~ rovo - ha rosa IN Tuo Oaln,u ran 00110010 far colle, con reoenoadn per aalooarrn detlaltlaom,nte o. 101 rqoln000 e laltrrtagia rIo, 110000 000000lllo dl rio alare llaaedloenenla drl ero 010110011 000mlnltOrooloee del 11500 pnep,laando 000 e,
0010 campI, 0001 elantn dl pi allo Celabelo, olle sue tapolaoinoi o al tanatolarl. svagocosal ha 1100010 per Il prIllo aoa100 onu opnrln di allltoalem, copre gonfio da 0101 ~

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rapida altoni utpanta, dopo v~ 3 carrezlong alt.rrall. gli Orientamenti eiprepsi dai governa di procedere atto smantellamento dolli ferro nt ~atabrn.Lucaoe, enilup~ pare una foci, iniziativa per imposte la ristruttusnoziooe e Il risanamento fisanstarla della stess..prirua dtl loro trasferlsn.nlo alta talarido glI urlsotamenll nt lati espressi rocanternente nella commissianeTrusporti del Senato, Sionnsprirconoepeeolidhe nasser intereento dei singolI comporti potr correggeva lan natO stato dl di~ejdlne la sperpera di risorse eni utenti in Calallri~ nel settore dei traaporti, Diventa quiii, di, qponto tuoi argentO porre nano lleltlastoataneoialpia. io regionale dei trasporti per ilroeodori a pn ras.ldeate sui liaprei dal tlasporio,pv~bti te o-vf momento ns coi lava tLzarsi detta crisi enoroatu vo provocher, quasi certa niente, aocht nello nostra rpgland cOrna dirgoatoanu gi alcunO tendenze tu alta -~ una crescente domanda di tra-aperta collettivo, Ognr ulteriore ritardo in tata di rpviora verrebbe pagata dai calabresi a coro presso,

Mario Tornatora

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Conferenza programmatica
per la Citt ed il Comprensorio dello Stretto
AUTORI

Idee e progetti per il lavoro e loccupazione per un flUOV9 ruolodi Reggio mun Compre,nsorio produttivo in una cal~bra inodefrna e democrdtica

P~C.L Federazine di Reggio Ca~.abria Comitato regionale calabrese S~zion meridionale della ~rezfne
Reggio ,Calabria~8/19gnnaio 1985

Fabio Mussi Leone Pangallo Giovanni Palamara Giovnni Bilrdi Marc Minniti Artonio Quisteffi Giuseppe Imbesi Guido Bolaffi Demetrio Costantino Sandro Bianchi Saaino Pietropaolo Demetrio Libri Titt Federico Pino Arena Enzo Fant Tommaso Rossi Pino Soriero Stefano Rodot~ Pino Comerci Mario Centorrino Franco Zma Giuseppe Bova Sisinio.Zjto Eugenio Rossi Franco Politao Giuseppe Morabito Leone Zappia Umberto Calore Antonio Bassoflno Mario Tornatora Lucio Lbextini

direzione nazionale del PCi segretario di zona del cmprensorio reggino del PCI sindaco di Reggio Calabria vice presidente dellA ssin dustria responsabile del Thpanimento economico del P~I rettore dellUniversit di Reggio Calabria docente dipian~fIcazione territoriale a Roma responsabile meridionale della COIL presidente della Confcaitiva:ori di Reggio. Calabria docente di urbanistica a Reggio Calabria comitato di zona delPCI, docente universitaria presidenze della coop. di acquacultura responsabilefernrn falle del comitaw di zona del P~I presidente dellordine degli ingegneri di Reggio deputato del PCI deputato europeo del PCI segreteria regionale del PCI deptato della sinistra indipendente com fiat tE zona del PCI, dodente universitario docentedi economia politica a Messina comitato dei medici disoccupati della CGIL segretario regionale della CGIL senatore del PSI segretario di sezione del PCI segrerqrio regionale delPCI consigliere comunale del PCI segretario della federazione reggina del PCI comitate~ del disoccupati della CGIL direzione nazionale del PCI responsabile per (I PCI dei proble,ni de! territorio comitato centrale del PCI

g. gangemi editore roma

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Mario Tornatora

RELAZIONE

La Calabria sta attraversando una fase di profondo degrado economico e sociale, caratterizzata da un alto tasso di disoccupazione siamo al 16% della forza lavoro disoccupata con una prevalenza di giovani diplomati e laureati in cerca di prima occupazione; da un reddito pro-capite del 60% al disotto della media naaioanle; da un costante depauperamento delle risorse e delle forze produttive, dallagricol(ura al territorio, alla professionalit; dalla presenza sempre pi massiccia della mafia ( stata accertata in Calabria la presenza di ben 105 cosche mafiose con 1500 affiliati) che da anni esercita forti condizionamenti sulleconomia e sulle istituzioni. Tra i settori economici solo nel terziario si segnalano tendenze allaumento del loccupazione, mentre negli altri settori, da almeno un decennio la riduzione degli occupati quasi costante. Nellagricoltura, ad un timido e sporadico sviluppo nelle aree di pianura, con lintroduzione di nuove tecnologie, di colture in serra e di alcuni impianti per la cominercializzazione dei prodotti, si accompagna un generale decadimento nelle aree di collina e di montagna, che ormai dura da anni, con labbandono di vaste aree: nellultimo decennio la superfice agraria coltivata si ridotta di 130 mila Ha, com presa la superficie sottratta alle colture dallespansione caotica dei centri urbani. Basta vedere quanto accaduto nellagrumeto del reggino, un tempo area di produ zione di ricchezza e occasione di lavoro ed ora coperto dal cemento armato. Vero che nellultimo decennio la produzione agricola in Calabria aumentata del 37%, in presenza di un calo delloccupazione del 28%, ma pur vero che larre tratezza dellintera struttura produttiva ha mantenuto la nostra agricoltura in posi zione assolutamente marginale rispetto ai mercati nazionali ed europei, anche per linefficente sistema dei trasporti che toglie competitivit ai nostri prodotti, cos come avviene per la Sicilia. La perdita di peso dellagricoltura nelleconomia regionale non si accompagna, come accaduto nelle altre regioni del Paese e dellintero mondo capitalistico, con lo sviluppo dellapparato isldustriale. La vicenda dellindustrializzazione della Calabria troppo nota per essere qui riproposta. Ditale vicenda rimangono eniblematica mente quelli che potremmo definire i reperti archeologici dellindustrializzazione mancata, e lo sconvolgimento del territorio, dove le industrie ora abbandonate (Praia, Castrovillari, S. Eufemia Lamezia, Saline) erano state localizzate.

Per questo settore credo si possa soltanto ricordare che nel dec~nnio 71/80 il numero degli occupati diminuito del 13,3%, e la tendenza negli anni successivi non si invertita. Il solo settore in espansione quello terziario, ma anche qui occorre stare attenti, perch lespansione riguarda relativamente i comparti avanzati (informatica, energia, servizi tecnologici allindustria, trasporti e comunicazioni, ecc.). Infatti, mentre nei servizi destinabili alla vendita loccupazione aumenta del 27% nel decennio 71/80, in quelli non destinabili alla vendita (pubblica amministrazione, ecc.) tale aumento supera il 50%. Uno dei comparti del terziario dove possibile verificare la distorsione dello sviluppo certai~iente quello del sistema dei trasporti, che accentua in Calabria la sua arretratezza, penalizzando lintera economia regionale. Questa situazione colloca la Calabria agli ultimi posti nelle gradutorie nazionali di quasi tutti gli indicatori economici dello sviluppo. Tutto ci, come sappiamo, non il frutto del caso, ma la conseguenza della politica economica nazionale e del modo in cui si realizzato nellultimo quarto di secolo lintervento straordinario. Il fallimento della politica meridionalista delle classi dirigenti nazionali stato sanzionato, sia pure tardivaniente, dallo scioglimento della Cassa per il Mezzogiorno, che di quella politica era al tempo stesso lo strumento ed il simbolo. La Cassa morta, ma sopravvive la logica che ispirava la sua politica, come dimostra il recente disegno di legge presentato dal Governo per lintervento straor dinario in Calabria, che, tra laltro, dovrebbe costituire la contropartita per listal lazione a Gioia T. della Centrale e1~ttrica a carbone, la quale darebbe un altro duro colpo allo sviluppo produttivo della Piana, come stato ampiamente dimostrato. Di fronte allincapacit del Governo, della Giunta regionale e dei partiti che la sostengono, di proporre una nuova poliuca di sviluppo economico e di progresso civile per la Calabria, il nostro Partito non si limitato in questi anni a denunicare i limiti della vecchia politica meridionalista e le responsabilit della Giunta regionale ma, superando anche propri ritardi, ha compiuto uno sforzo di elaborazione per definire una linea alternativa di sviluppo per i prossimi anni, Con la recente Conferenza programmatica per lalternativa il nostro Partit, confermando la sua capacit di governo, ha offerto al movimento democratico, ai sindacati ed alle altre forze politiche una piattaforma di confronto per una politica di sviluppo, fondata sufla piena valorizzazione delle risorse e delle forze produttive locali, che presuppone un diverso tipo dintervento dello Stato, una diversa capacit di governo della Regione. Per superare il vecchio metodo dellerogazione a pioggia delle risorse, dispersivo e clientelare, la Conferenza ha indicato la necessit di individuare aree ben definite nelle quali la risorse esterne possano saldarsi con le potenzialit promozionali locali, per la piena valorizzazioae di tutte le risorse, di tutti i fattori dello sviluppo. Tra le aree indicate dalla Conferenza vi quella dello Stretto, dove possibile e necessario intervenire attraverso un Progetto finalizzato. Non si tratta solo di una necessit 1ot~alisiica. ma di una scelta strategica che

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Interessa lintero Paese, per la particolare posizione dellarea rispetto al bacino del Mcditerraneo e a gran parte dei paesi in via di sviluppo, che nei prossimi decenni avranno bisogno di beni e servizi per superare il loro stato di arretratezza, per un nuovo equilibrio delleconomia mondiale. Per rendersene conto basta pensare che tigni annoio Stretto attraversato da oltre 60 mila navi di ogni tipo. Lidea fondamentale della nostra conferenza si basa sulla stretta connessione tra lo sviluppo economico, un pi avanzato livello dei servizi dviii, delle strutture scien tifiche e culturali e un equilibrato a~setto del territorio. Superando e correggendo le situi.zioni di congestione urban presenti sulle due sponde, per bloccare il processo di depauperamento del territorio. Tenendo inoltre presente che le nuove tecnologie sanno modificando la qualit dello sviluppo. ormai tramontata lepoca dei grandi complessi industriali, spesso calati dallalto e in contrasto con le vocazioni locali dello sviluppo, che hanno sconvolto il territorio e consentito agli avventurieri della promozione industirale, come gli Ursini e i Rovelli, di dilapidare ingenti risorse flnanziare, senza creare un solo posto di lavoro. Il nuovo sviluppo presuppone attivit industriali di dimensioni limitate e diffuse sul territorio, che utilizzino le nuove tecnologie e siano sostenute da un terziario avanzato; che non entrino in contrasto con lesigenza di salvaguardia dellambiente e del territorio. Per questi presupposti riteniamo possibile lattuazione nellarea dello Stretto di un progetto integrato di sviluppo. Larea dovrebbe comprendere la costa siciliana, da Milazzo a Catania e quella calabrese da Gioia Tauro a Melito P. S.: una delimitazione pi precisa potrebbe essere definita attraverso lanalisi puntuale dei diversi fattori. Le condizioni indispensabili affinch il progetto possa realizzarsi, sono~ 1) che tutte le risorse e gli investimenti, interni ed esterni, pubblici e privati siano coordinati da una autorit interegionale di Piano e siano finalizzati allo sviluppo economico, alloccupazione, al miglioramento della qualit della vita; 2) che lindispensabile afflusso di risorse esterne venga orientato, attraverso ade guati incentivi, alla piena valorizzaizone delle risorse lopali; 3) che, attraverso un piano di assetto del territorio, raccordato ai piani territoriali di coordinamento delle due regioni, venga prevista una diversificazione razionale di funzioni per lintera area, dallagricoltura, allindustria, ai servizi, Il sistema dei trasporti La realizzazione d tale progetto presuppone la creazione di un moderno sistema di trasporti e di comunicazioni, quale fattore fondamentale dello sviluppo, tenendo conto dellesigenza attuale e futura di mobilit interna allarea e quella delle relazioni esterne, a livello nazionale ed internazionale. Da qui occorre partire per: 1) razionalizzare, ammodernare ed integrare lattuale sistema, garantendo effi cenza e continuit tra i diversi modi cli trasporto;

2) programmare lo sviluppo ulteriore del sistema, in relazione alla previsione della futura domanda di trasporto e tenendo cno della funzione che il trasporto pu assolvere per lo sviluppo del sistema produdivo e lassetto del territorio. In atto iieliarea integrata dello Stretto operano tutti i modi di trasporto: ferro viario, marittimo, aereo, stradale, urbano ed extra urbano. Nella stessa area sono localizzate importanti strutture produttive del settore dei trasporti: dalle OMECA di Reggio C., che producono carri ferroviari di diverso tipo, ai cantieri navali SMEB e Rodriquez di Messina, alle Officine Grandi Riparazioni di Saline (RC). in fase di costruzione. Sono inoltre presenti alcune importanti strutture universitarie che hanno atti nenza allo stesso settore: la facolt di Ingegneria dei trasporti e di Architettura di Reggio Calabria e la facolt di Ingegneria di Messina. Sempre nella stessa area sono ubicate alcune importanti infrastrutture: i porti di Catania, Messina e Milazzo, sulla costa siciliana, e quelli di Gioia T., Villa S. Gio vanni, Reggio Calabria e Saline sulla costa calabra; esistono poi importanti collega menti autostradali, nonch due aereoporti, Catania e Reggio Calabria. Si tratta d un complesso di infrastrutture e servizi che costituiscono una impor tante risorsa da utilizzare per programmare un sistema integrato di trasporti ad alto livello, senza eccessivi investimenti. Tenendo presente che in atto alcune infrastrut ture sono sottoutilizzate, o non utilizzate affatto; che i diversi modi di trasporto, oltre a presentare gravi carenze nel proprio ambito, operano separatamentef senza un minimo di collegamento che assicuri la loro integrazione. Non possibile in questa sede esaminare dettagliatamente lo stato dei diversi modi di trasporto, mi linriter ad alcune considerazioni sulle situazioni pi significa. tive. Traffico sullo stretto In relazione allo sviluppo economico, al fenomeno emigratorio e al bisogno di comunicazioni tra le diverse aree del Paese, nel corso degli ultimi decenni il traffico tra le due sponde dello Stretto, soprattutto tra Villa S. Giovanni e Messina ha subto un notevole incremento, sia per i passeggeri che per le merci, ma soprattutto per il traghetto dei mezzi gommati (autovetture e autocarri). Tra il 1973 e il 1982 il numero di passeggeri trasportati nei due sensi passato da 11.00(1000 a 13.090.779 con un incremento del 19% mentre nello stesso periodo il numero dei mezzi trasportati passato da 711.530 a 2.132.491, con un incremento del 200%. Il regime di concorrenza che negli ultimi dieci anni si istaurato tra il vettore pubblico, gestito dalle Fs, e quello privato, gestito dalle Societ Caronte, Turist e SNAV (per i soli passeggeri da RC) e Trovel.Tichis, ha finito per favorire queste ultime, che hanno operato con mezzi pi veloci, con elasticit di orari e un maggior numero di corse, ma che hanno anche goduto di particolari privilegi soprattutto a Villa 5. Giovanni.

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Infatti, mentre il traffico passeggeri, aumenta complessivamente di oltre 2 milioni di unit, le FS non solo non acquisiscono nuova utenza ma addirittura perdono I. 195.579 passeggeri, pari a Il ~. Dove la concorrenza si risolta in netto svantaggio per le FS stata nel trasporto dei mezzi gommati. In questo coniparto le societ private prevalgono nettamente, con i seguenti indici: camion privati 83%, FS 17%; autotreni, privati 70%, FS 30%: autovetture, privati 84%, FS 14% (art. rilevazione FS 12-17 dic. 1983). Lo svantaggio delle FS dovuto alla insufficenza della flotta, che comprende navi vecchie cd inad~guate, che richiedono continue Inanutenzioni; alle difficolt negli approdi di Villa S. Giovanni e di Messina: alla inadeguatezza dei collegamenti dei porti col sistema vairio, che genera soprattutto in alcuni periodi una enorme conge stione, con gravissime conseguenze nelle aree urbane di Villa e di Messina. I provvedimenti adottati di recente con la messa in linea di una nuova nave, la Riace, si sono rivelati insufficienti, La nuLwa nave non si aggiunta alla flotta ma ha sostituito altre navi andate in disarmo. Per migliorare il traffico e garantire concorrenzialit alle PS sullo stretto neces sario affrontare in tempi brevi il problema degli approdi, sia a Messina che a Villa S. Giovanni; potenziare la flotta con nuove navi pi veloci e di facile carico. Sono inoltre necessari alcuni interventi di assetto urbanistico nei centri di Messina e di Villa S. Giovanni per superare lattuale congestione. Al tempo stesso, necessario valutare la possibilit di utilizzazione anche del porto di Reggio Calabria, in alternativa a quello di Villa S. G. per il trasporto dei mezzi pesanti. Nella relazione tra Reggio e Messina, la situazione meno grave, per la limita tezza del traffico che interessa quasi esclusivamente il trasporto passeggeri, con una media di 2.500 persone al giorno. di cui circa 1.000 pendolari (studenti e impiegati). Ci ~ dovuto alla preferenza della relazione Villa 8. Giovanni-Messina da parte di viaggiatori provenienti dalla zona jonica, che usano il mezzo privato, e per i minori tempi della traversata, Il trasporto viene effettuato dalle FS con una sola nave che impiega ciica unora mentre gli aliscafi della societ SNV itnpiegno 15 minuti, ed hanno una maggiore frequenza di corse. In questa relazione necessario sostituire Le navi delle PS con aliscafi pesanti per il trasporto passeggeri e assicurare un collegamento rapido e pi frequente tra il porto e il centro della citt di Reggio. Per i trasporti sullo Stretto rimane per aperto il problema della costruzione del Ponte. Ilponie sullo Stretto Negli ultimi tempi il dibattito sulla costruzione del ponte sullo Stretto diventato pi stringente, su tale tema si susseguono i convegni, i seminari, le prese di posizione di tecnici, amministratori, uomini di governo. Spesso si continua a fare demagogia.

La prospettiva del ponte rischia ~i diventae ancora una volta un diversivo per eludere i problemi immediati del traffico sullo Stertto. Tutti conosciamo la vicenda, che si trascinata per decenni, sino alla costituzione della societA per lo studio della fattibilit del manufatto, avvenuta nel 1911. 11 nostro partito, per mettere in funzione la societ e togliere ogni alibi al Governo, ha operato nel Parlamento per il finanziamento degli studi. Si successivamente costituita una commissione tecnica che, come sappiamo, non ancora pervenuta a conclusioni definitive. Limponenza dellopera e i problemi di vario ordine che devono essere risolti, da quelli tecnici costruttivi, a quelli urbanistici, ambientali e finanziari, richiedono indubbiamente notevole impegno, ma il Ministro dei trasporti venendo a Reggio lo scorso settembre, non sappiamo con quanto senso di responsabilit, ha dato per conclusi i lavori della commissione con la decisione della fanibilir dellopera. Creando nellopinione pubblica lillusione che la costruzione del ponte cosa certa. Questa posizione rallenta limpegno per dare soluzioni ai problemi, ormai indi lazionabili, del miglioramento dei servizi di navigazione. Sollecitiamo le conclusioni della Commissione e chiediamo che il Parlamento venga informato sullo stato dei suoi lavori: a che punto la ricerca, come sono state spese le somme stanziate a suo tempo. Nel contempo, poich riteniamo che i tempi per la costruzione del ponte saranno lunghi e non sar certo possibile sopprimere totalmente il trasporto via mare neppure dopo tale costruzione, occorre af&ontate subito i problemi del trasporto marittimo. Il sistema portuale dellarea dello Stretto Nellarea dello Stretto sono localizzati sette porti, di cui quattro in funzione (Messina, Catania, Villa S. G. e Milazzo) e due in avanzato stato di costruzione (Gioia T. e Saline), sj tratia certamente di una densit portuale sproporzionata al grado di sviluppo della stessa area e dei traffici marittimi in atto. Tuttavia, riteniamo che per la loro posizione strategica rispetto ai traffici mari tti mi del bacino del Mediterraneo i porti esistenti possono assolvere un loro ruolo, nel quadro dei trasporti marittimi internazionali, sempre che gli stessi sapranno adeguare le proprie strutture e rendere competitiva la loro attivit. Ci vale per i porti gi in funzione, che potrebbero acquisire nuovo traffico, ma vale anche per quelli in costruzione e soprattutto per il porto di Gioia T., la cui costruzione sar ultimata entro il 1985. Quello di Gioia T. un porto di notevole dimensioni, con cinque Km di banchina; con fondali da 13 a 15 m. e nel quale possono attraccare navi fino a 60.000T/S, e con il possibile abbassamento dei fondali fino a 20 m. navi da 150.000 T/S. Il porto dispone di 250 Ha di superficie di servizi, collegato al sistema ferroviario nazionale, alla superstrada Jonica (Rosarno-Gioosa J.) e allautostrada Reggio C. Salerno). situato a met strada tra gli aereoporti di S. Eufennia L. e Reggio Calabria, dai quali dista rispettivamente 55 e 65Km.

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La collocazione del porto allimbocco nord dello Stretto di Messina sulla costa calabrese, nel punto di transito di oltre 60.000 navi allanno, lo pone in una posiziune strategica rispetto alle rotte niarittime da e per il bacino del Mediterraneo, verso il Medio Oriente e il Canale di Suez. Gli ampi spazi di movimentazione merci; la profondit dei fondali, costituiscono senza dubbio oggettivi elementi di richiamo e di concorrenzialit rispetto ad altri porti. Gli studi compiuti dalla Cassa per il mezzogiorno e quelli di alcuni spedizionieri per conto di societ di navigazioni straniere, hanno riconosciuto a quel porto alcune condizioni ottiniali soprattutto per lapprodo delle moderne navi portacontainers transoceaniche. . Una delle conipagnie americane aveva gi richiesto la disponibilit delle ban chine e le attrezzature necessarie per operare a partire dal lluglio 1984. Il breve tempo a disposizione non ha consentito di soddisfare la richiesta e la stessa compagnia ha dirottato i carichi verso altri porti non italiani. Riteniamo tuttavia che una delle destinazioni del porto possa essere appunto quella dellapprodo delle grandi navi porta containers per la rottura del carico e la successiva distribuzione nelle medie distanze con navi pi piccole o il proseguixnento via strada o ferrovia. Tutto dipender ovviamente dai costi e quindi dalla capacit gestionale della struttura. Laltra possibile destinazione quella relativa allinstallazione di cantieri per la riparazione di navi, tenendo conio dei limiti dimensionali degli altri porti esistenti nella stessa area. In ogni caso, si tratta di verificare concretamente ogni possibilit di utilizzazione di quel porto, superando tutte le posizioni preconcette, che anche nel movimento democratico si sono manifestate negli ultimi tempi. Ci rendiamo conto che in questo momento si manifesta una acuta crisi della portualit, soprattutto in Italia e comprendiamo le preoccupazioni che a questo proposito si sono manifestate nel movimento sindacale. Ma la conclusione non pu essere quella di sopprimere un porto appenacostruito e per il quale la collettivit nazionale ha speso oltre 300 miliardi. Trasportoferroviario fl trasporto ferroviario nellarea dello Stretto assolutamente inadeguato a svol gere una funzione di stimolo dello sviluppo economico e di assetto del territorio. Esso risente dellarretratezza generale del sistema ferroviario italiano, con elementi di ulteriore aggravaniento. Ci riferiamo in particolare alla situazione dellintera linea Jonica della provincia di Reggio C., operante su unico binario non elettrificato; alle difficolt del nodo ferroviario di Villa S. O.; alla relazione tra Villa S. O. e Reggio C.; allo stato delle linee siciliane. Sulla linea ionica calabrese la velocit commerciale con i treni pi veloci, i rapidi, (si fa per dire) non supera i 70 Km/h e i 30 Km/h con gli altri treni; la

frequenza dei treni superai 100 minuti. Mentre a Villa S. G. le difficolt nellarea di Bolano provocano spesso lunghi. tempi di attesa per lo sbarco e limbarco dei treni. La situazione non migliore sulle linee siiliane, sia verso Palermo che verso Catania: per percorrere i 95Km che separano Messina da Catania, con alcuni treni, si impiegano fino a 150 minuti, mentre con i treni a lungo percorso, e quindi con poche fermate, la situazione non cambia di molto (Messina-Siracusa, 182 Km, 3 ore e 30 minuti, senza calcolare, naturalmente i frequenti ritardi). Denunciamo i ritardi con cui si sta procedendo allattuazione del Piano integra tivo e degli altri piani straordinari delle PS, che avrebbero potuto in qualche misura migliorare i servizi. Ci vale per il raddoppio e lelettrificazione della linea Melito P. 5.-Reggio Calabria; peril raddoppio Reggio C.-Villa S. G. sulla costa calabrese; per il raddoppio Contesse-Giampiieri-Calatabiano, ecc, e per il raddoppio Priolo -Siracusa e Fiume Torto-Cefal, in Sicilia. Nel trasporto ferroviario, che dovrebbe costituire lasse attorno a cui far ruotare lintero sistema dei trasporti, urgente intervenire sia per migliorare il traffico locale che per rendere efficenti i treni a medio e lungo percorso, consentendo rapidi col legamenti con il nord ditalia e il Centro Europa. Non siamo in grado di avanzare proposte specifiche per la Sicilia, ma per quanto riguarda la parte calabrese dellarea riteniamo sia possibile ipotizzare una metropo litana di superflcie delle PS nella relazione Melito P. S.-Reggio C.-Gioia T. (85 Km) con treni frequenti e veloci, ci consentirebbe di collegare le aree di sviluppo indu striale con la citt capoluogo, contribuendo nel contempo ad una equilibrata distri buzione del traffico tra la strada e la ferrovia anche nel centro urbano, tenendo presente che nel territorio del comune di Reggio sono ubicate ben 10 stazioni delle FS. Riteniamo inoltre che il futuro piano poliennale della PS debba prevedere ade guati investimenti sulla linea Jonica reggina, per il raddoppio e lelettrificazione. Tenendo presente tra laltro, che tale linea pu costituire lalternativa a quella tirre nica in caso di interruzione o di congestione del traffico. Servizi urbani 11 miglioramento dei servizi ferroviari deve essere accompagnato dalla ristruttu razione del trasporto urbano nella citt capoluogo per assicurare lintermodalit e lefficenza complessiva del sistema. Per Reggio C. il cui servizio urbano in atto gestit da. unazienda numicipalizzata (AMA) si rende necessario ampliare lesercizio, comprendendo un migliore collegamento con le aree suburbane e i comuni limitrofi, definendo col Piano regionale dei trasporti, il bacino ottimale di traffico e costituendo in consorzio trasporti tra Enti Locali. Un ruolo essenziale dovrebbe essere assolto dal trasporto urbano per i collega menti tra il centro storico della citt e gli altri modi di trasporto (,porto-aereoporto stazioni ferroviarie), attualmente assai carente.

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vorto aereo

lavorano solo per il montaggio di semilavnrati provenienti da altre industre. pur avendo una potenzialit maggiore anche per la costruzione di locomotori. ~ necessario valutare le possibilit di questa industria di produrre mezzi cli trasporto ferroviario per lesportazione, soprattutto verso i Paesi in via di sviluppo del vicino Mediterraneo. Va messa in discussione lattuale gestione dello stabilimento affidata alla parte privata che non ha compiuto nessun tentativo per allargare il mercato e che ha operato una errata gestione del personale, consentendo perfino la penetrazione della mafia negli ambienti di lavoro, con ripercussioni sulla-produtti vt. Per le Officine Grandi Riparazioni necessario accelerare i tempi di costruzione, augurandoci che nella prossima campagna elettorale i~on cali qualche altro Ministro, che sarebbe il quarto, a prometterci che tra qualche mese o qualche setfimana limpianto entrer in funzione. Sarebbe intanto necessario che le FS approntassero per tempo tutti gli strumenti necessari per le assunzioni e laddestramento del personale, garantendo il massimo di trasparenza.
Programmazione e ricerca scientUca

I trasporto aereo nellarea dello Stretto svolto dagli aereoporti di Catania e di ;io C., il primo classificato inter,n~zionale e il secondo nazionale. aiello di Catania svolge un notevole traffico, collocandosi al 7 posto nella gra oria degli aereoporti italiani con 12,7 16 decolli e atterraggi allanno e al 6 posto, a di Palermo, per numero di passeggeri, con 922.735 unit trasportati. ,aereoporto di Reggio svolge unattivit pi limitata ma crescente, essenziale per ~egamenti rapidi con Roma e Milano di Reggio Calabria e Messina. Si svolgono ) voli allanno e un traffico di circa 200.000 passeggeri. er una migliore funzionalit dellaereoporto necessario: ) migliorare il collegamento con Messina mediante lattracco dellaliscafo in ~imit dellaereoporto; ) prolungare una delle due piste fino a 2.600 m., per aumentare la sicurezza e entire latterraggio di aerei pi grandi, soprattutto dei voli charter, provenienti estero; ) realizzare il collegamento autostradale; ;) trasferire la gestione dellautostazione e dei servizi aereoportuali alla societ tra pubblici costituita da oltre 2 anni e in attesa della concessione governativa.
ana viario

4igliorate con lautostrada del sole i collegamenti dellarea dello Stretto con il del Paese, permangono invece notevoli carenze nelle relazioni con la zona ionica ma per il grave stato della SS 106. Per questa strada sono previsti finanziamenti iano decennale della grande viabilit (legge 531/80) che per com noto non ancora definito. ,a situazione pi drammatica si manifesta nella viabilit minore di collina e di tanga che rende inaccessibile il centro urbano ed estremamente difficile i col nenti con le zone interne dellAspromonte, provocando un abbandono di quelle ed un processo patologico di urbanesimo. In questo comparto si rende necessario ficare gli interventi dei vari enti operanti sulla viabilit (ANAS-Amm. Provin -consorzi di bonifica-Comuni, ecc.-). Per tale area sarebbe indispensabile la uzione di unarteria di collegamento rapido con i centri turistici montani.
rutture produttive nel .teuore dei rrasponi

.e strutture produttive del settore dei trasporti sono le OMECA con uno stabili to a propriet mista (FIAT-IRI) e le Officine Grandi Riparazioni di Saline. Per le e occorre superare lattuale situazione di precariet determinata dalle esclusivit commesse da parte delle FS che tra laltro provoca una sottoutilzzazione degli anti per la costruzione cli carri e vetture ferroviarie. In atto gli stabilimenti

Lo sviluppo elammodernamento di un sistema integrato dei trasporti, per lin cidenza che esso ha negli altri settori e nelFassetio del territorio, non pu essere affidato allempirismo e alla casualit. Sono necessari perci una rigorosa program mazione ed un alto livello tecnologico, frutto della ricerca applicata, adeguata ai problemi da risolvere, tanto pi necessari in una realt come quella dello Stretto dove non sempre possono essere utilizzate altre esperienze. La recente istituzione a Reggio C. della facolt di ingegneria dei trasporti, la presenza nellarea di una facolt di ingegneria a Messina, di Architettura a Reggio C. e del compartimento ferroviario, col suo ricco patrimonio di tecnici e di esperienza, possono costituire loccasione per lo sviluppo della ricerca applicata ad alto livello. A tale proposito riteniamo sia attuale ed opportuno riprendere la proposta, avan zata alcuni anni fa dal compagno Libertini, per listituzione a Reggio C. di un Istituto Superiore dei trasporti, che consentjrebbe, tra laltro, laddestramento di tecnici provenienti dai paesi in via di sviluppo e lesportazione in questi stessi paesi di tecnologie avanzate, Infine, vorrei sottolienare che un moderno sistema dei trasporti presuppone unadeguata pianificazione territoriale. Su questo tema si parler nella Conferenza programmatica che avr luogo la prossima settimana, voglio per cogliere questa occasione per richiamare lattenzione degli urbanisti sul problema, ricordando che se i piani regolatori generali di Messina e Villa S. G. avessero a suo tempo preso nella giusta considerazione le questioni connesse al sistema dei trasporti e se gli amministratori dei due comuni avessero prestato una maggiore attenzione a tale problema, non asisteremmo sulle due

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sponde dello Stretto alle pesanti situazioni di congestione alle quali oggi assistiamo, penalizzante sia per gli utenti del servizio trasporti che per lintera collettivit citta dina di Villa e Messina. Lintervento nellarea dello stretto per adeguare il sistema dei trasporti richiede investimenti che non possono essere certamente reperiti a livello locale ma richiedono limpegno dello Stato. Chiediamo perci che per larea dello Stretto venga elaborato un piano finalizzato che comprenda sia i finanziamenti e le opere gi decisi con i programmi straordinari ~iano integrativo-piano poliennale FS-piano erande viabilit ANAS) che altre opere da inserire nel piano generale dei trasporti. ~ importante che si tratti di un piano organico con obiettivi ben determinati, tempi di esecuzione e finanziamenti adeguati. In questo senso va il nostro impegno nei prossimi mesi, in tutte le sedi in cui si discuteranno i problemi dei trasporti, augurandoci di trovare altre forze disponibili per quesia battaglia. A conclusione, vogliamo sottolineare che, mentre le forze sociali con le loro organizzazioni, i sindaci, gli Enti locali e le Universit di Reggio e di Messina sono stati in questi anni impegnati nello sforzo di ricerca per dare soluzione ai problemi dellassetto de] territorio dellarea dello Stretto, dello sviluppo economico e dellade guamento del sistema dei trasporti. stata marcata lassenza delle regioni Calabria e Sicilia, che pi di ogni altra istituzione avrebbero il compito di farsi carico ditali problemi e di richiamare su di essi Finteresse della Comunit Europea. Per quanto riguarda la Regione Calabria tale assenza non casuale, se vero che a distanza di oltre 10 anni dalla conferenza regionale dei trasporti e di 2 anni dalla decisione del Consiglio regionale per la definizione del piano regionale dei trasporti, che dovrebbe costituire lo strumento ess~nziale di riferimento per la riorganizzazione dellintero sistema dei trasporti siamo ancora al punto di partenza. Vogliamo augurarci che la prossima legislatura sia quella buona per avviare in Calabria una nuova politica dei trasporti.

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TRAFFICO VIAGGIATORI TRAGHETIATI SULLO STRETTO DI MESSII~A RELAZIONE: REGGIO C.-MESSINA E VICEVERSA RILEVAZIONE DIRETTA -PERIODO 13-14-16-I7APRILE 84 GIORNO F.S. 13aprile84 14aprile 84 16aprile 84 17aprile 84 TOTALI Media giornaliera Mediacorse VE. SA. LU. ivIA. 1.118 1.057 1078 1.047 4.300 I.07 10 PARTENZE SNAV 966 692 666 857 3.181 795 22 TOTALI 2.084 1.749 1.744 1.904 7.481 1.870 F.S. 1.302 1.482 1.085 1.055 4.924 1.231 10 ARRIVI SNAV 1.073 922 769 1.034 3.798 950 22 TOTALI 2.375 2.404 1.854 1089 8.722 2.180 GIORNO

REGGIO C.

M.MA

ME~S1NA E VICEVERSA

TRAFFICO PENDOLARI (DALLE ORE 6.30 ALLE ORE 9 E DALLE ORE 12 ALLE ORE 15.00> PARTENZE ARRIVI

NAVI F.S. ALISCAFI TOTALI NAVI F.S. ALISCAFI TOTALI 13 aprile 14aprile 16 aprile 17aprile MEDIA GIUR. 708 684 767 694 336 219 238 249 1.034 904 1.005 943 971 CAPACIT E UTILIZZAZIONE N/T F.S. 729 807 549 567 385 348 208 322 1.114 1.155 758 889 979

POTENZIALIT UTILIZZAZIONE PERC. UTIIJZZ.

14.350 4.300 30%

7,040 3.181 45% SNAV 43% VIAGO. 6.979

14.350 4.924 34% F.S. 57% VIAGO. 9.224

7.040 3.798 54%

NAVI T.

CAPACIT VIAGGIATORI 250 500 400 400 400

N. CORSE EFFETTUATE 38 24 12 4 2 80

POTENZIALIT COMPLESSIVA 9.500 12.000 4.800 1.600 800 28.700 9.224 32,13%

I~1PARTIZIONE TRAFFICO VIAGGIATORI TRA F.S. E SNAV Re1az~ G. Miirniti (ciclosilato)

CEDRA CEL. ASPROM. PIACE AGATA PACE TOTALE CAPACIT UTILIZ ZATA PER. DI UTILIZZA ZIONE

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in ricordo..
OSSERVATO~O
I Comunisti Calabresi in lutto per la improvvisa scom parsa del Co~mpagno

M
li, 19 settembre 1986.

TOANAT

REG~ONE ~TALSTAT PER IL TERRITORIO


La formulazione di un accordo tra la Regione Ca labria litalstat per rea lizzare una serie di inter venti di assetto territoriale necessari alto sviluppo della Calabria, consenten do alle professionalit ed alle imprese locali snag giori occasioni di lavoro, slata oggetlo di un incon tro che si svolto a Catan zaro tra la Giunta Regiona le, presieduta da France sco Principe, e una dele gazione dellttalstat guida ta dallAmministratore de legato Felice Santonautaso. Principe, introducendo i lavori ha sottolineato le sigenza per una Regione povera come la Calabria di utilizzare al massimo le poche risorse finanziarie disponibili e quindi da di sporre di una grande pro gettualit in ogni settore, Santonastaso ha manifesta to lampia disponibilit deltttatstat a fornire una collaborazione tecnico scientifica nei settori din tervento individuati dalla Regione. La Calabria, ferme re-

Lo ricordano per il Suo impegni ippassionato di diri gente comunista, di protagonista di tante battaglie per il riscatto del popolo calabrese, dalle lotte per la~terra, alle battaglie per la democrazia e per laff~rmpzione di principi di moralit nella vita pubblica. Lo additano alle giovani generazioni come esempio di rigore e di onest, come figura esemplare di uomo politico che ha..dedicato~la--sua1 esistenza a sostegno df alti principi e di grandi idealit di emancipazione, di progresso, di libert.

IL COi~UT~FO ~EG1ONALE DEL iL GUUP#?O iXEGIONALEDJIL PCI

~ci

CALABRIA viene fatto per voi. Aiutateci a farlo


meglio.

Scrivete~i, criticateci se del caso, stia dateci atiche qualche idea.

stando alcune opzioni di crescita industriale, ha identificato il territorio come risorsa primaria per ottenere risultati di cresci ta economica e sociale, Nel corso del dibattito, lassessore allurbanistica e allecologia Franco Covello, ha ricordato che la Regione ha bisogno di stu di sullimpianto ambienta le della prevista centrale a carbone di Gioia Tauro, sulla realizzazione del ponte sullo stretto e per una verifica detta,ritisismi cit del tratto autostradale calabrese Lassessore Giuseppe Aloise ha sottolineato la necessit di piani per la commercializzazione dell agricoltura calabrese sul le grandi aree del Nord e dellEuropa, mentre ls sessore Rosario Olivo ha parlato del recupero dei beni culturali e artistici, L assessore al bitancio Pino tacino ha insistito sulla esi genza di un coinvolgimen lo dellimprenditoria cala brese nel processo diavi luppo della Regione. tI turismo, la portualit turistica e i progetti inte grati mediterranei sono gli altri punti di forza che do vrebbero, inno tessuto or ganico di altre iniziative, dare un volto nuovo al ter ritorio calabrese, come ha ricordato lassessore Do nato Veratdj affermando che occorre sfruttare p~ opportunamente le poten zialit turistiche della Re gione. i A conclusione dell<in contro, Principe ha detto che la Regione Calabria per.favorire lo sviluppo in termini tecnologici e scientifici ha bisogno del supporto di un adeguato sistema di strumenti tecni ci di pian alla cui rnancan sa si potr, avviare una vol ta definito un quadro pro grammatico e organico di cotlaborazine con lttal stati,,
1966

MARIO TOI~NATORA VISSE CON IMPEGNO E SERIET


morto il 19 seltensl,re scorso, mentre in auto tornava da Catanzaro a Reggio, Mario Tornatora, gi consigliere regionale e per lungo tempo pre sidente della commissione politica economica di questo Consiglio. Egli aveva 61 asini, Ancora giovanissimo, nel lontano 1546, si era iscritto al Partito Comunista Italiano. Nel partito aveva percorso lintera scala delle cariche interne, fino alla partecipazione allesecutivo re gionale, Era stato segretario della federazione di Reggto Calabria e componente la segreteria regionale. Candidato alle elezioni regionali del 1970 ct-a risaltato il primo dei non eletti nella circoscrizione di Reggio Calabria ed era stato proclamato con sigliere regionale 023 aprile 1975, quando aveva preso il posto del defunto e compianto Giuseppe Fragomeni. Nelle elezioni del 1976 era stato eletto con una buona affermazione e, per buona parte di quella seconda legislatura, aveva presieduto la Cosssnis sione Politica economica del Consiglio, Sia in aula, che nei lavori di contmissione, Mario Tornatora ai era fatto apprezzare per la grande seriet e limpegno con cui affrontava sempre i gravi problemi della nostra regione, Quando un infarto lo ha fulminato sulla via del ntorno a casa, stava rientrando dopo aver parte cipatoa Catanzaro ad una riunione del Comitato di controllo sugli atti della Regione, morto sul posto di lavoro, quindi, nellambito di un impegno pubblico che lo aveva visto prota gonista prima come consigliere comunale di Poli slesia, dove egli era nato, e poi nei vari incarichi ai quali lo aveva chiamato il partito. all Consiglio regionale si indusse riverente da vanti la sua salma, partecipa al lutto della moglie e dei figli, esprime al Partito Comunista Italiano i sensi del suo cordoglio per la grave perdita, ha detto il Presidente cli turno Quicino I.edda, che lo ha coxtutsemnorato in aula il giorno sslflcessivo a quello del decesso.

CALA5I1tA - A. Xiv - CX. CN, 17-le - sOlt-asebro

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tura: da un lato, la sconfes sione delloperato della Giunta (ma lon. Principe non venne imposto proprio da Roma alla presidenza del la Giunta?); dallaltro, la sconfessione di un accordo politico. Questa seconda soluzione, per giustificare un atto trau matico come lapertura di una crisi, potrebbe ritenersi :15 pi facilmente sostenibile per il Psi calabrese, cui la Dc ha fornito, con le vicende della formazione delle giun te a Lamezia Terme o Cosen za, pi dun alibi a sostegno. Ma, secondo certe voci che sono circolate con insistenza negli ambienti politici ca tanzareoi, tale eventualit sarebbe stata demandata ad una .contrattazione. diretta tra il vicesegretario naziona le del Psi, Martelli, e il brac cio destro di De Mita, lon. Misasi. Una .contrattazio nej, sia ben inteso, tesa a scongiurare ogni ipotesI di crisi. Quindi, secondo le presi sioni pi ottimistiche (che corrispondono a quelle pi probabili), martedl il Psi si limiter a sollecitare un .chlarlmento approfondito. alla dc calabrese; un modo come un altro per prender tempo nellattesa di chiari re, una volta per tutte, le cose proprio in casa sociali sta. In questa situazione dl stalio, dialetticamente so stenuta, si inserito li Consi glio direttivo della Contagri coltura caiabrese, secondo li quale .1 contrasti tra i partiti e nei partiti Stanno provo cando una fase di Immobili smo nellattivit degli organi regionali con grave ripercus sione in ordine alla soluzione dei tanti problemi che assil lano la Calabria, penalizzan do in modo particolare il mondo agricolo regionale.. Xi direttivo degli imprendi tori agricoli dellavviso che necessario un chiarimento difendo tra le forze politiche che attualmente reggono la maggioranza nella regione per stabilire ed analizzare lattuale incerta situazione. Infine, la Coniagricoltura calabrese ha chiesto ai parla mentari calabresi Il massimo impegno per lapprovazione dei disegno di legge numero 1000 sullintervento a favore della Calabria richiedencio aitresi che vengano sostenu ti ~ll emendamentia favore

re due distinte chiavi di let mie.

cente iegge sulla tlnanza lo-

E morto Tornatora, consigliere regionale perS anni

REGGIO CALABRIA E morta mentre rien trava in dita dopo avere partecipato a Catanzaro alla riunione dei comitato di controllo sugli atti della Regione Calabria, le,, consigliere regionale co munista Mario Tornatora (nella foto). Lascia moglie e figli, aveva 61 anni; Giovanissimo, abban donato li lavoro di profes sore, si era impegnato nel movimento di occupazio ne delle terre. Aveva fatto parte del Consiglio regio nale durante la seconda, legislatura, poi non sveva ripresentata la propria candidatura. Per lungo tempo Mario Tornatora stato segreta rio del Pci reggino. I fune rali si svolgeranno, oggi, a Polistena, alle ore 17 par tendo dalla sala del Consi glio dellospedale civile dl cui era stato, per lungo tempo, presidente. o PAOLA . (g.v.) Le co munita parrocchiali di 5. Domenica e del Beato Ni cola hanno celebrato a Longobardi il 2. centena rio della beatificazione di Nicola Saggio dellordine del Minimi, concittadino e Patrono della cittadina tirrenica, proclamato Beata da Pio VI U 17 set tembre del 1876. Il pro gramma stato ricco di manifestazioni fra cui il pellegrinaggio peniten ~ Pomo. la partecl

aeueuiIicIo Cli Villa Bianca per la facolt di Medicina. E sono tanti se si pensa che la consegna deve avvenire entro il 10ottobre, data utile per consentire un sereno av vio del quinto anno accade mico. Ne parliamo con il preside della Facolt di Medicina, prof. Salvatore Venuta. E frascorso un anno dai suo mandato di preside in Calabria, dove si trovai o a gestire una Facolt con e formi problemi. Dia tel un ordine di priorit a ciascuno di essi, con te relafive solu zioni gi avvenute, o ancora in programma. .1 problemi relativi alla fa colt di Medicina spaziano in tre aree dl competenza: la didattica, la ricerca e lassI stenza; tre sfaccettature di ununica dimensione. Il pro blema di assoluta priorita quindi quello dl ottenere le strutture capaci di rendere operative quelle funzioni scientificoassistenziali che sono proprie del corpo do cente della facolt, cosi da attuare in modo correlato la didattica ex-cattedra in la boratorio affiancata alle sperienza degli studenti da acquisire al letto del malato.. Ma anche in campo na zionale, nonostante lordi namento lo renda necessa rio, laccesso al malato da parte dello studente di medi cina non poi casi gene~alic Zato... .Purtroppo questa verit corrisponde dovunque alla crescita esplosiva della clas se studentesca negli anni 70! Ma una cosa , per lesigult delle strutture, non consen tire a tutti i livelli dl appren dimento questo aspetto ne cessario alla formazione, un conto invece in assenza dl strutture scientificoaSsi stenziali formare medici senza esperienze dl base tec nico-scientifiche.. Da qui la posizione dra stica presa in giugno dallA teneo e che stola riportata dalla stampa come un ulti matum? ne fu dettata dalla coerenza

Seduta del 24 settembre 1986

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lrima dellesame degli atti regionali il Com missario

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Governo commemora

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Mario TORNATORA,

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ponente della Commissione di controllo, scomparso. il 19 settern

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bre Illustra limpe~oo morale sociale e lattacca mento alla funzione del ,Professor Tornatora, nonch~ lapporto dato, particolarmente apprezzato ed utile in relazione allespe r~enza amministrativa e legislativa posseduta dallo Scomparso. Ne ricorda anche le doti umane possedute e la unanime stima dalla quale era circondato.

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Mette in evidenza, che poco prima della morte lo stesso era presente in Ufficio allo scopo di acquisire ele
menti per la elaborazione importante

di un provvedimento particolarmente

sul

quale era stata richiamata la Sua, attenzione.

Infine, sottolinea che lencomiabile impe~ao

nelle funzioni di componente della Commissione era un

aspetto

di quello piu! intenso per la nostra Regione e dellamore per le genti calabra delle quali interpretava lasselito allo svi luppo e alla chiarezza dei rapporti pubblici e sociali. La Commissione osserva in memoria un minuto ii silenzio. O E I 5 S I S IL PRESIDENTE F.tolDe Francesco
PER

timatum. La nostra posizio

.Non io chiamerei osai ul

e determinata dallimpossi

bilit di tenere in vita nella progressione degli anni ac cademici, una struttura for mativa a carattere tecflico~ scientifico monca dl quantt necessario alla stia stessa i doneita allinsegnamento.. In futtii casiqualsfat~ la risposta al blocco delle i~ scrlsioni deciso su propOSl~ dal Consiglio accademico? .Ifltanto la discussione su problema creata.si a ilveli nazionale ha determinato:. na presa di coscienza dei rai

IL SEGRETARIO F.to:Cupido

Commemorazione del Presidente del Commissariato del Governo, Commissione

Controllo della Regione Calabria, settembre 1986

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Omelia di don Pino De Masi al funerale

Settembre 1986

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Orazione funebre dellOn. Girolamo Tripodi, sindaco di Polistena Settembre 1986


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2 le battaglie aspre e difficili negli anni che vanno c~al 1946

In questo momento di commozione

e d profondo dolore del

a quelle successive affermando cos nobili valori ideali e una scelta di vita diversa da quella individualistica e piccolo bor ghese legata alla meccanica utilizzazione del titolo di Studio. Infatti nelle lotte bracciantili per il lavoro, nella bat taglia per loccupazione della terra e contro il latiforido, ne gli sciopera a rovescia nei fondi dei proprietari assenteisti negli anni 50, nella lotte pd~ il salario e per i servizi socia li abbiamo visto il prof. Mario accento a questo straordinario moto di braccianti agricoli che ancra oggi purtroppo lasciano la vita sul lavoro conte accaduto per le raccoglietrici d oli ve e per il potature Michele Baglio, Mario stato insieme ai coloni parziari o oompar~tecipentj ai lavoratori, al popolo. Proprio in quelle memorabili battaglie che hanno aperto la alle raccoglitrici di olive,

popolo polistenese, dei comunisti e dei democratici a nome del lAmministrazione COmunale e del Consiglio Comunale porgiamo lestremo commosso saluto al caro amico, al fraterno compagno, allex amministratore Mario TORNATORA che abbiamo perduto im provvisamente in et immature. Con Mario abbiamo perd~~to un appassionato dirigente poli tico e sindacale un instancabile combattente a favore della causa di emancipazione dei ceti pi deboli, delle classi lavo ratrici e delle masse popolari. Con Lui abbiamo compiuto un lungo camnino nella storia delle conquisto sociali e politiche che hanno caratterizzato il processo di cambiamento e di cresci ta democratica delle masse popolari di Polistena, della Provin cia di Reggio e della Calabria. La .Sua esistenza stata improntata ad un impegno inces

strada al cambiamento economico, sociale e politico della nostra sante di lotta a favore degli oppressi e degli sfr~ittati che ha avuto inizio con la rcu.i~uista della democraziaCche si fermata al momento in cui ~gli ci ha improvvisamente lasciati. In Mario ricordiamo un esemplare combattente per 1 eman cipazione dei lavoratori, ~un dirigente di tante battaglie per obiettivi di giustizia e di liberta~ un amministratore comuna le e Ospedaliero impegna~alla soluzione dei problemi della po vera gente e alla rigida difesa dei valori pi alti dell onest e della moralit.. Proprio nel momento in cui si verificavano gravi inquinament degenerativi e penetrazioni mafiose~-nelle istituzioni locali e nella vita pubblica, Mario stato un emblematico esempio di onest e instancabile assertore dei grandi valori morali di risanamento e di sani principi quali presupposti fondamentali per il rinnovamento della Societ. Di fronte alle esigenze di emancipazione e di riscatto dei braccianti, dei contadini poveri, delle raccoglitrici, degli operai e delle classi lavoz-atrici,Marmo ha abbandonato linsegnamento e si messo ala testa di queste categorie nel cittadina e della Calabria, Mario subisce assieme agli altri di rigenti bracciantilj la repressione acelbiana con 1 arresto e

il carcere nella speranza vana degli agrari e del Governo di ar restare il moto di riscatto degli oppressi e di frantumare i dirigenti popolari. La discriminazione e il carcere non solo non hanno fiaccato limpegno del dirigente politico Mario TORNATORA ma hanno maggior mente rafforzato e rinvigorito il Suo entusiamo nella Sua grande scelta ideale. Nel 1952 viene eletto Consigliere Comunale di Poli stena e subito assessore di una Giunta Socialconunista di cui s dimette dopo circa due anni quando viene chiamato ad assumere un primo importante incarico sindacale a livello provinciale, Durante il periodo di assessore al Comune di POlistena pur

nelle molteplici difficolt dovute alla discriminazione verso le amministrazioni di sinistra e pur di fronte ad enormi Ostacoli Mario dedic tutto limpegno esclusivamente a favore delle classi lavoratrici o del popolo polistenese.

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In memoria di Mario Sen. Emilio Argiroffi


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1987

Oltre ad essere stato eletto Consigliere Comunale

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listena nel 1952, 1956, 1965 Mario TORNATORA stato eletto Presidente dellOspedale S. Maria degli Ungheresi carica che ha coperto fino a quando stato eletto Consigliere Regionale. Come Consigliere Comunale e RegionaLE si sempre prodigato a difendere gli interessi legittimi e le giuste aspirazioni del le masse popolari. Da Presidente del Consiglio di Amministrazione dellOspe dale ha lasciato limpronta di un appassionato amministratore attento ai problemi della salute e capace di imprimere un asset te moderne allEnte Ospedaliero e alla Nuova Sede appena inau gurata; soprattutto quello che maggiormente risaltato ~dal

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la Sua presidenza .d.aJL1Ente stata la trasparenza, lonest, le mani pulite, il supremo interesse dei bisogni di salute, il rapporto corretto con i collaboratori e la sensibilit verso gli operatori ospedalieri. Quindi lotta aperta ad ogni sistema chientelare o di potere, messa al bando di ogni favoritismo, ri spetto della democr~ia e ricerca del confronto e del contributo per la soluzione degli assillanti problemi delle diverse cate gorie sociali. Come dirigente politico ha sempre privilegiato il confronto con i suoi avversari politici tanto da meritarsi la stima e il

rispetto dei suoi iaterlocutori. Come uomo era stimato per le sue doti di seriet, per il suo rigore morale, per il suo alto livello civile. Ecco chi stato MARIO TORNATORA! Ecco perch siamo rimasti sconvolti e addolorati per la Tua immatura perdita! In Te abbiamo perso un esemplare dirigente politico, un compagno di lotta, un cittadino onesto, un grande polistenese, ecco perch siamo venuti in tanti a renderti 1 estaemo omaggio e stiingerci attorno alla Tua cara consort~Emi1ia e alla Tua diletta figliola Anna Maria.

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Indice

Presentazione Sensi di memoria. Mario Tornatora un comunista giusto Il dovere della memoria. Mio fratello Mario In ricordo di Mario Appendice Documentazione fotografica Relazione di Mario Tornatora: alla Conferenza pragmatica per la citt e il comprensorio dello Stretto 1985
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Pag.

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In ricordo Omelia di don Pino De Masi Orazione funebre dellOn. Girolamo Tripocli
Ed infine.., primavera 1953 Mario (il primo a destra) insieme al fratello Alberto e al suo primo vero maestro il pap Vincenzo
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1986

Ricordo del Sen. Emilio Argiroffi

1987

La vita cli MARIO TORNATORA (1925-1986), merita di essere raccontata per la coerenza e interit~m costante alle sue idee, per Iaik ne quotidiana e per la moItepIicit~m dei Campi in cui siimpe~n: dalle lotte cIeli ~ ~ ~~ mc ~c i cIcH i s~ id mm Ui Copr la carica cli Consigliere Comunale a P li tena: cli m lente della Se~meteria Re~ionale del RC. I.: cli Segretari Iella e lera zione Comunista Reggina: cli Consigliere Regi nale. La \ ( a/i n all assistenza e al la sol iclariet~i lo vide impegnat nella i r vi ne lei Patronato INCA della CG I l_ della pro~ incia cli Re~gio alal ria e mi I la Presidenza del nuovo Ospedale Civile cli Polistena. Iint ress er il territorio e i trasporti e attestato dalla Sua Presi lenia nell \\I \ (Azienda Municipale Autobus) (li Reggio Calabria e nel i artimen Territorio della Regione Calabria. In cinia ai pensieri cli M. Tornatora cera seni ir la nsa lezza clic tra tutte le lotte quella contro la maflm F ssc la i im rtant e necessaria per superare il vero stac I al r gr i mIe. i\ il democratico del la nostra terra. Signilicati\ ul ~ian I lii sua renza e rispetto delle regole ~ stato lincari li in ~mii) R Iella in missione Regionale cli Controll sugli atti Iella R i ne pr s il Coniniissariato cli Go\ erno, incarico s ~letmt si n allultim ~i im della sua vita. Li sua scomparsa priv la Calabria n in s I miii mi in i liti militamite ma soprattutto cli una Figura signifm ati\ a li nella iart sma e onesta del niericlione clic mcc. santenietne k tta ~ r il su rr s e il SLiO avan7aiiientO ci~ i le e clemo ratic
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Il dovere della memoria ...in ricordo di

M ar i o T r n a t ora

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a cura di

Pasqualino Tornatora

Collana Ce ~mn~i si
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Nuove Edizioni Barbaro


di Cjterini Di Piuiro

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