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Arrivare secondi inutile

Luca Volpi

La torre pi alta mai realizzata dalluomo? Quella dell'Emiro Khalifa a Dubai, 828 metri di altezza. L'uomo pi vecchio del mondo? Jeanne Calment, un francese che sta per compiere 123 anni. La nave passeggeri pi grande? Si chiama Attrazione del mare, stata costruita in Finlandia e pu ospitare fino a 6 360 passeggeri.

Lo ammetto, sono fissata con i superlativi, mi sempre piaciuto poter classificare il mondo per conoscere il primo di ogni categoria. Sar perch dove sono nata io arrivare secondi o arrivare ultimi indifferente, oppure per via di quel fascino che distingue il primo da tutti gli altri. Il primo mi ha sempre dato i brividi. Sicuramente, se adesso mi ritrovo sulla Grandiosa, questa mia ossessione per i primi centra qualcosa. Quando la mia amica Magdalena mi parl della possibilit di lavorare in Italia su questa nave da crociera, la mia fantasia non fu rapita dalle sale da ballo piene di ori e di specchi o dalle piscine riscaldate con gli scivoli, ma piuttosto dalla curiosit di poter guardare da vicino i passeggeri, questa lite molliccia e viziata di un Europa occidentale che cos lontana dalla realt dove sono cresciuta io. Inoltre, io ho sempre avuto una vera adorazione per tutto ci che italiano: musica, moda, cibo, design, arte, sole, mare che poi sono stati anche i motivi per i

quali ho deciso di studiare litaliano o forse, come mi piace pensare, stato solo il destino. La lingua madre pi diffusa al mondo? Il mandarino, viene parlato da novecento milioni di persone. La lingua italiana non presente neppure fra le prime dieci, eppure mi ricordo che quando arrivai in Italia, nonostante io avessi studiato litaliano, il problema numero uno fu il mio non essere madrelingua. Da immigrata dellest Europa, in Italia ero spesso vittima delle sbirciate allusive di uomini che speravano di potermi circuire oppure di quelle compassionevoli delle signore che immaginavano la povera immigrata disperata, pronta a tutto per sopperire alla propria ignoranza. Perch diciamolo, per un italiano se non sai litaliano sei diverso, ed essere diversi pericoloso. Pi le persone mi guardavano con sospetto, pi mi rendevo conto di quanto limmagine patinata della nazione che avevo tanto mitizzato mi si stava sgretolando fra le mani. Mi rendevo conto che gli italiani, pensando di capire tutto, sono sempre pi incapaci di adattarsi al cambiamento e non riescono ad andare al di l del proprio immaginario. Litaliano che pensa di sapere tutto, litaliano che pensa che il mondo non esca dal proprio immaginario. Per quanto si sbandieri questa idea delluguaglianza, c chi nasce con tutto e chi invece deve conquistarselo, centimetro dopo centimetro. Gli italiani sono della prima specie e io, evidentemente, della seconda.

Il mio incubo, dopo essermi laureata, era fare la vita dei miei: 1000 leva (che tradotto fanno 300) al mese per 10 ore al giorno, autobus la sera, tardi; nessuna prospettiva, nessuno svago, non potersi permettere neppure una cena al mese fuori casa. Io aspiravo a quel mondo che avevo imparato a conoscere tramite i mass media, avevo voglia di conquistarmi un angolo di quel eldorado occidentale che le televisioni trasmettevano 24 ore su 24 sugli schermi della mia nazione, posizionata alla periferia dEuropa. Decisi di farlo con quellarma che avevo in pi rispetto i miei coetanei, la fame: fame di cambiamento, fame di benessere, fame di rivalsa. Volevo metterla alla prova contro la saziet delloccidente. Lo ammetto, non sarebbe bastata la fame e neppure il talento per fare un salto come quello che ho fatto io. La mia bellezza spesso stata la chiave necessaria per aprire porte che altrimenti sarebbero rimaste chiuse. Il profumo pi costoso del mondo? LImperial Majesty, 215.000$ al flacone Non ebbi una grande impressione del colloquio alla Riva, la societ armatrice della nave da crociera. Il selezionatore non era interessato alle mie capacit e quindi non capivo che criterio utilizzasse per scegliere se prendere me o un altro candidato. Mi chiedeva di raccontargli delle mie esperienze passate, nessun test. Dopo avergli spiegato che potevo parlare perfettamente bulgaro, russo e inglese, mentre litaliano lo conoscevo a livello intermedio, il selezionatore non si scompose, non fece neppure un tentativo di parlare in inglese per mettermi a mio

agio. Sembrava molto pi impegnato a recitare la parte del latin lover che a valutare la mia professionalit. Intuii che si sarebbe basato esclusivamente sulle sue sensazioni, probabilmente aveva cos tanta sicurezza in se stesso che pensava di poter valutare una persona solo guardandola negli occhi. Ho sempre odiato questo modo di gestire i rapporti professionali perch non sai mai su che basi vieni giudicato. Cos se poi ti assumono come fai a sapere se sei bravo per davvero, se hai la carte in regola o seppure sei stato semplicemente pi fortunato di un altro? Decisi di puntare in alto, gli dissi che non ero interessata a fare il lavoro della mia amica Magdalena, la cameriera, che la mia laurea - e mentre lo dicevo mostrai il mio dcollet - poteva permettermi un ruolo pi importante, di rappresentanza sulla nave. Lui mi squadr, disse che la compagnia stava cercando non solo cameriere ma anche hostess. Lo disse mangiandosi le parole, come se fosse in difficolt. Dimprovviso capii di avere il coltello dalla parte del manico. Il resto del colloquio fu inutile, non ricordo niente se non quel saluto. Quando si avvicin e mi strinse la mano, unondata di profumo mi colp. Era profumato come nessuno degli uomini che avevo incontrato prima. La pi lunga via della Bulgaria? Tsaligradsko Bulevard. Quando ripenso alla mattina che decisi di venire in Italia, mi rivedo in casa dei

miei genitori, alla periferia sud di Sofia, con un terribile senso di vertigine: in cuor mio la decisione di cambiare vita lavevo presa ma continuavo a soppesare i pro e i contro, sentendo laria che mi mancava e la testa che girava. Magdalena mi aveva chiamata una settimana prima parlandomi delle buone probabilit di un colloquio alla Riva, aveva saputo che in Bulgaria non ero riuscita a trovare nessun posto che desse valore alla mia specializzazione in lingue, mi aveva parlato per lennesima volta del suo lavoro in Italia, della nave e dei soldi che riusciva ogni mese a mandare a casa. Mi succede sempre, quando prendo una decisione importante, di sentire quella vertigine. come se il mio cuore sapesse gi tutto, ma il mio cervello no, lui rimane l ancorato al passato, lui vorrebbe mediare, trovare un compromesso. Compromesso che non si pu trovare quando si mira in alto. Guardai fuori dalla finestra del nostro palazzo per cercare una risposta nella tsaligradsko, una smisurata autostrada a dieci corsie che entra fino nel cuore della citt, fiancheggiata da giganteschi palazzi a perdita docchio su entrambi i lati. Tsaligradsko, che non mi poteva comprendere, non mi rispose, ma la decisione era chiara, la mia vita avrebbe preso una strada nuova, lontano da l, da quella via, da quella citt, da quella nazione; come se lo stradone a dieci corsie avesse virato improvvisamente a novanta gradi, rispetto alla linea rettilinea che i miei occhi, ingannati, pensavano di vedere andare dritta fino allorizzonte.

La nazione pi povera dellUnione Europea? La Bulgaria vero che lo stipendio che avrei preso qui in Italia sarebbe stato circa cinque

volte lo stipendio medio che veniva percepito nel mio paese da un laureato, ma, sebbene io parlassi bene 3 lingue e avessi una laurea, sapevo che avrei dovuto pagare il prezzo di un pregiudizio sulle donne dellest Europa. Sarebbe stato difficile avere fortuna in questo. Fu quindi un sollievo avere quel lavoro, iniziare subito, salire sulla Grandiosa a fare la hostess. Il mio compito era accogliere le persone e sorridere. Soprattutto sorridere. Gli italiani, hanno una vera ossessione per i sorrisi. Non avevo mai visto cos tante persone esprimere senza motivo tanta gioia, prima di arrivare in Italia. Deve essere legato al clima, al sole: qui tutti sorridono e negli anni ho scoperto che pi si va a sud, pi naturale. Sulla Grandiosa il sorridere era un esercizio di recitazione quotidiana, come una mano di vernice che mi dipingevo sulla faccia, per nascondere quello che provavo. Abituarsi a vivere su una nave difficile, soprattutto per chi non ha studiato navigazione e ci capitato un po per sbaglio. La nave un luogo circoscritto, la sensazione che ho provato quando ho capito che non potevo uscire per intere settimane stata di panico. Avevo limpressione di trovarmi recluso in un parco di divertimenti. Eppure con passar del tempo, il fatto di sforzarsi di sorridere a comando potrebbe essere stato addirittura terapeutico: a furia di sorridere la vita diventata meno triste. Grazie alla mia sorrisoterapia, sono diventata un po pi italiana, ho

iniziato a provare meno fame di rivalsa, mi sono lasciata contagiare dallo spirito del dimenticarsi del passato e vivere il presente. A proposito della mia disabitudine a sorridere, mi ricordo che fu proprio un mio mancato sorriso loccasione che mi fece diventare famosa fra lequipaggio della Grandiosa. Capita sempre quando incroci una persona che cammina nella direzione contraria alla tua che, raggiunta la distanza di quattro passi, i tuoi occhi e i suoi si incrocino. sempre la stessa distanza, n prima, n dopo. Fino a un instante prima, entrambi si guardano intorno, distratti come se non sapessero che stanno per incrociare laltra persona, poi inesorabilmente, quando arriva quellattimo, gli occhi calamitati sincontrano. Attraversare la nave una specie di tormento: la gente cammina al rallentatore senza meta, bisogna continuamente chiedere permesso, si viene fermati per le informazioni pi stupide: dov il ristorante, a che ora arriviamo a Genova? Come si chiamano i camini della nave? Quante scialuppe sono presenti? Tutte le volte che devo attraversarla, allungo il passo e cerco di far capire che sono occupata, camminando velocemente e mostrandomi impegnata. Quando incrociai per la prima volta il comandante, eravamo sul ponte due, lui andava di fretta verso prua, io ero attesa dall'equipaggio di sala nel ristorante che si trova a poppa. Da lontano mi sembr di riconoscerlo ma non volevo rischiare di dimostrarmi poco professionale fissandolo, cos continuai a fingermi

impegnata. Ma poi capii che stava arrivando quel momento e contai, sei, cinque, quattro passi di distanza, lui diresse gli occhi verso di me e sorrise, io incrociai il suo sguardo, non riuscii a sorridere, forse lui se lo aspettava. Proseguimmo con qualcosa che poteva assomigliare a un cenno del capo, ognuno per la sua strada. Il giorno dopo ero diventata la russa dagli occhi di ghiaccio. Tutto lequipaggio ripeteva i commenti che giungevano dalla plancia di comando su di me. Non sorride a nessuno, vuole fare carriera, non le piace stare sulla nave, non vede lora di andarsene, sicuramente raccomandata. Lindifferenza con cui avevo trattato il comandante lo aveva offeso e lui, solitamente sempre molto riservato, aveva sbottato con i suoi subalterni. Ne fui stupita, disturbata, ma anche lusingata. Ripensai a quelluomo, il comandante, diverso da tutti gli altri. Il primo della nave. Al cinema, probabilmente, la vicenda sarebbe sfociata in una appassionante storia damore fra il bel comandante tenebroso e la bellissima hostess dagli occhi di ghiaccio. Io, per, non ero interessata a una storia di sesso, quando salii su quella nave sognavo di potermi guadagnare con le mie forze il benessere tanto desiderato e non mi interessava tagliare le curve per guadagnare quello che sapevo di meritare, senza bisogno di svendermi.

Ero arrivata convinta che quello occidentale fosse un mondo guidato dalla meritocrazia, ed io avevo classe e merito in quantit. Ma presto mi trovai a dover cambiare il mio modo di pensare, adattandomi a questa realt occidentale che pi la guardi da vicino e pi diventa difficile da capire. Tra lequipaggio cera un giudizio sottointeso nei confronti dei turisti che dimostravano il maggiore successo: cera la convinzione diffusa che il merito non centrasse niente. Pi le persone dimostravano disprezzo per i soldi, pi li guadagnavano facilmente, pi avevano potere, meno desideravano si sapesse come lo avessero conquistato. La nazione europea con il maggior numero di immigrati? La Germania, dove si contano 10 milioni di stranieri residenti. Sulla nave ero l'unica straniera a far parte dellequipaggio di intrattenimento, cerano tantissimi colleghi non italiani che svolgevano compiti pi umili, di servizio: cucina, pulizie, sicurezza. La mia amica Magdalena che lavorava sulla Grandiosa da due anni non era finita qui per sbaglio, aveva sognato per tutta la vita di vedere una nave da crociera e quando le avevano detto che poteva essere pagata bene per fare le pulizie sulla nave, aveva iniziato a vivere allinterno del suo miraggio, come una principessa nel suo castello. Per lei era un sogno potersi chiudere nelle cabine, mentre le sistemava e per qualche minuto immaginare di essere lei l'ospite, oppure aggirarsi

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fra i tavoli pieni di pizzi e candelabri della sala da pranzo persa fra i suoi pensieri, immaginando che un principe la invitasse a ballare, facendola diventare la donna che aveva sempre desiderato essere, come in quel film che tanto le piaceva, Pretty woman, dove la pi umile delle donne, finiva nella pi fantastica delle storie damore. Quando si vive tutti insieme in un gruppo chiuso come quello del personale di una nave, le gerarchie sociali diventano un marchio che tutti hanno stampato in fronte, come in un esercito. I colleghi italiani trattano dallalto in basso il personale straniero, che spesso ha mansioni pi umili. Persino io, che pure facevo un lavoro pi dignitoso degli altri venivo trattata cos. Forse ero diventata la prima rispetto a tutti gli altri poveretti che popolavano la nave, ma rispetto agli italiani, rispetto a loro venivo sempre seconda. Non importa quanto si professassero antirazzisti, sapevo che un qualsiasi cliente della nave si sarebbe offeso, e anche molto, se gli avessi detto che uno dei suoi figli un giorno avrebbe potuto fare le pulizie o servire ai tavoli di questo transatlantico. Allora non cadevo mai in questo errore, sarebbero tutti diventati come il nostro capitano, il loro idolo, quello con cui tutti volevano una foto ricordo o anche solo un aneddoto da farsi raccontare. Lalbero pi longevo mai esistito? Prometeo aveva 4844 anni quando venne tagliato nel 1964 in Nevada.

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Sono passati tre anni da quel mio ingresso sulla nave, il bel comandante non mai venuto a bussare alla cabina della rossa dagli occhi di ghiaccio. Il mio sogno di rivalsa stato corrotto progressivamente dalla visione di una umanit triste al limite del tenero, impegnata fra sogni damore, di ricchezza e di evasione che duravano il tempo di una crociera e poi si tornava alla solita vita. Ed io, come un contraltare, sono stata qui, reclusa di lusso, per permettere a loro la migliore felicit acquistabile. Mi ritrovo su questa nave ho appena iniziato la mia trentesima crociera, un numero importante e mi scopro a fare un consuntivo di questi miei ultimi tre anni. Sono cambiata profondamente. Ora quando torno a trovare i miei genitori posso permettermi di indossare vestiti che prima non potevo neppure sognare, ho anche acquistato unauto, qui in Italia impossibile vivere senza. Eppure mi sono resa conto che quel bisogno di rivalsa si spento e ha lasciato in me una indolenza vuota, non mi riconosco pi negli occhi di quella ragazza, affacciata a guardare la tsaligradsko e a sognare una vita diversa. Non penso neppure pi che i soldi facciano la felicit, n mia, n quella delle migliaia di turisti che ogni settimana passano da questa nave. Turisti che tentano di scappare da quella noia e quell'insoddisfazione che li insegue continuamente e che trovano nella crociera uno strumento per non fermarsi mai, neanche in vacanza, per vivere in perenne fuga: dinamici, veloci, sofferenti. La chiamano evasione dalla stress, ma sembrano pi che altro una carovana che insegue la confusione per continuare a pensare il meno possibile.

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La pi grande vittoria alla slot machine di tutti i tempi? A Las Vegas, 39,7 milioni di dollari con una puntata di pochi dollari. Sulla nostra nave tutto organizzato per non far pensare mai i nostri ospiti e, si spera, per fargli spendere la maggior quantit di soldi possibile. La tappa pi ambita quella al casin, il luogo di maggiore attrazione nelle notti di navigazione. Aperto dalle 15 alle 3 di notte, lunico luogo della nave che non mai deserto. Non importa che ora sia, non importa neppure quali paradisi naturali la nave stia attraversando, la stanza della roulette presa dassalto da una fila continua di persone. Siccome sono di bellaspetto e parlo molte lingue ed essendoci sempre un sacco di persone, il casin un posto dove, purtroppo, devo passare quasi tutte le mie serate, sorridendo, ascoltando, annuendo. Anche la sera del 21 settembre sono seduta qui, nel Casin, a guardare lumanit della nave rincorrere i propri sogni di felicit e di ricchezza facile. Non ho mai visto cos tante persone davanti alle slot-machine, come in Italia. E non una mia impressione: lItalia il primo paese al mondo per spesa nei giochi dazzardo, con pi di 500 pro capite, un vero record fra i sognatori. :)

La vita, secondo questo modo di vedere, sembra basata solo sulla fortuna: la fortuna di nascere bella e diventare la fidanzata delluomo giusto, la fortuna di

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essere assunto nel posto giusto, la fortuna di non venire beccato mentre si ruba, la fortuna di sbancare il casin. Limpegno non compare mai fra i valori da perseguire, ho visto tanti perdere intere fortune al tavolo da gioco, o perlomeno quelle che ai miei occhi appaiono fortune, poi, quando alcuni di loro mi hanno confessato che quei soldi li guadagnano senza fare nulla, ho smesso di impressionarmi. Il pi grande animale conosciuto mai vissuto sulla Terra? La balenottera azzurra, pu pesare fino a 180 tonnellate di peso. Quando arrivai in Italia ero mossa dal tipico sogno del realizzarmi, guadagnare abbastanza soldi e realizzare la mia felicit attraverso limpegno, il sacrificio. Oggi, sulla nave, quando vedo quelle persone in fila davanti ai video-poker, ipnotizzate da una macchina mangiasoldi, ripenso allidea di valore trasmessa dalla televisione, a quel modello che mi avevano insegnato a scuola. Avevo sempre associato la ricchezza al successo degli individui, che nel benessere rappresentavano il proprio valore. Ora che la vedo da vicino, la ricchezza mi sembra pi viscida, la gente intorno a me ricca ma triste. Il fatto che la ricchezza, i soldi, non sono davvero un obiettivo, piuttosto sono un demone, un tormento di cui non se ne ha mai abbastanza. Ho capito che alla ricchezza ci si abitua e che la felicit tende a diminuire con laumentare del benessere.

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Ripenso a quel mio passato a chi, povero, non aveva mai visto il mare fra i miei amici, mi sembra di riconoscere laggi maggiore felicit rispetto a questo apatico ma scintillante luccichio meccanico che mi circonda. Stasera sono seduta di fianco a un signore cinquantenne, sovrappeso ma molto curato nellaspetto, molto profumato. Anche i pochi capelli che gli restano, sono ben pettinati. Penso si creda molto affascinante, sicuramente non deve aver mai avuto grosse difficolt nel trovare donne che lo facessero sentire desiderabile. Scommette alla roulette, senza entusiasmo, meccanicamente, sembra distratto o forse solo anestetizzato dallemozione di vincere o perdere soldi che molti dei miei coetanei impiegherebbero mesi a guadagnare. Mi guarda, a intermittenza, come se volesse capire perch sono l al suo fianco, gi tardi. Dimprovviso un black-out, le macchinette del video-poker sono le prime a spegnersi e le persone in fila iniziano a imprecare convinte che la loro scommessa andr persa. Neanche il tempo di chiedersi come sia possibile e iniziano a cadere le bottiglie dai tavoli. La Grandiosa impazzita, qualcosa colpisce la testa del signore al mio fianco, cade mentre unonda di panico attraversa la sala. Appena si accendono le luci di emergenza tutti si scaraventano fuori, verso il ponte, preoccupatissimi di salvare la propria vita, nessuno pensa ad aiutare quelli che si sono feriti.

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La composizione per piano pi lunga? Il Bautis Vir di Jacob Mashak dura 11 ore, senza ripetizioni al suo interno. Lallarme suona, non ci sono pi regole sulla nave, come bestie inferocite le persone si gettano alla ricerca di una fuga, uno spietato istinto di sopravvivenza mette tutti contro tutti. Mi guardo per un instante da fuori e mi vedo lottare con altri alla ricerca di una scialuppa, per salvarmi. chiaro che non c tempo per distrarsi e ripensare al signore cinquantenne pelato, ma poi invece e non so perch decido di tornare indietro a controllare, se almeno si rialzato. Se qualcuno lha visto. Camminare sulla nave difficilissimo, sembra di essere ubriachi, ripenso al primo uomo sulla luna: chiss se Neil Armstrong si sar sentito sballottato come ci sentiamo noi su questa nave che ha smesso di comportarsi naturalmente e sembra sia uscita dai binari? Nessuno vuole morire, com naturale, ma le scene in coperta sono una vera battaglia, vedo intere famiglie fare squadra per assicurarsi la salvezza su una scialuppa, urla disumane che sembrano pi voler spaventare gli altri, che sfogare la paura. Lassalto alle scialuppe disperato, non pochi vengono spinti in mare dalla foga della folla terrorizzata. Io provo a raggiungere il casin, quella prigione che per questi tre anni mi ha arricchito, cerco di individuare il cinquantenne pelato, ma dimprovviso il pavimento si imbizzarrisce, in modo inimmaginabile, mi colpisce al volto.

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Perdo coscienza, ripenso alla mia Sofia, quando, sperando di poter cambiare il mio futuro, inseguivo la felicit attraverso la fantasia. Venendo in Italia pensavo di realizzare i miei sogni, raggiungere i miei scopi, ma in realt sono cambiata come se avessi iniziato la gara con un regolamento e, mentre correvo, le regole fossero mutate radicalmente. Come questa nave che si inclina sempre di pi minuto dopo minuto. Tutto sembra quello che non : i pavimenti sono diventati soffitti, le piscine bunker, le cabine acquari. E poi c questo silenzio innaturale che diventa boato e poi di nuovo silenzio. Latleta con il maggior numero di secondi posti? Raymond Poulidor, leterno secondo, ha partecipato a 14 edizioni del tour de france, vincendo 7 tappe ed arrivando per tre anni secondo. Nonostante i suoi innumerevoli sforzi, non ha mai vestito la maglia gialla.

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Questo racconto stato scritto da Luca Volpi ( Goldmund100 ) nella prima met del 2012 ed rilasciato con licenza Creative Commons by-nc-sa. Limmagine in copertina di podoboq (http://goo.gl/OT9gW) rilasciata con licenza Creative Commons by-nc-sa.

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