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Spett. Comune di Courmayeur 40, viale Monte Bianco I-11013 Courmayeur Alla c.a.

del Sindaco del Segretario comunale del Responsabile del Servizio Tecnico urbanistico di tutti i consiglieri comunali

Oggetto: PRGC osservazione n. 3 Golf

Con la presente, i sottoscritti cittadini osservano quanto segue in merito alla deliberazione C.C. n. 29/2012 "INTEGRAZIONE E RETTIFICA DI PARTE DEGLI ELABORATI DELLA VARIANTE SOSTANZIALE IN ADEGUAMENTO ALLA LEGGE REGIONALE 11/98 E PTP ADOTTATA QUALE TESTO DEFINITIVO CON D.C.C. 35/2007 - RIADOZIONE PARZIALE DELLA VARIANTE SOSTANZIALE AL PRGC":

Con il presente documento, ribadendo i contenuti delle Ns. Osservazioni n. 1 e n. 2, dimostriamo come risulti apodittica e priva di fondamento l'affermazione dell'arch. Fubini secondo cui "I correttivi, le maggiori specificazioni, gli approfondimenti, le migliori definizioni introdotte nelle NTA non comportano alcuna modifica n allapparato cartografico motivazionale, n allapparato cartografico prescrittivo, n alla stessa Relazione Illustrativa nelle sue diverse parti. La zonazione non stata modificata e le stesse politiche urbane e territoriali sono di fatto confermate." Di fatto, siamo invece di fronte ad uno svuotamento e sviamento degli elaborati formalmente non modificati (Relazione, cartografie): non cambio le cartografie, ma ne modifico completamente la disciplina di zona; con l'art. 21 (golf) non estendo i confini della zona eh02, ma tramite le NTA estendo una parte importante della disciplina di tale zona alle aree Ef16, Ec18, Ef04, Eg14 e Eg19. Dalla semplice lettura della seguente osservazione risulter inoltre evidente che l'amministrazione non si limitata a dare riscontro a quanto eventualmente richiesto dalla Regione. L'arch. Fubini dichiara "E emerso che il testo adottato con la del. 35/2007 non ha tenuto conto di alcuni degli esiti della Conferenza di pianificazione inerenti la bozza di variante a suo tempo sottoposta a

valutazione preliminare. In particolare il testo di NTA adottato nel 2007 non ha adeguato le destinazioni duso a quelle elencate nella l.r. 11/98, cos come non sono stati adeguati i parametri come definiti nei provvedimenti attuativi della l.r. 11/98. Rispetto al testo del 2007 sono necessari adeguamenti per la normativa di rango superiore nel frattempo intervenuta in riferimento in particolare alluso delle fonti rinnovabili, alla nuova disciplina delle zone agricole, alla nuova classificazione degli edifici in zona A e al nuovo regolamento edilizio tipo che ha spostato al suo interno alcune competenze incluse nelle NTA adottate." Nelle NTA, oltre alle sopra elencate integrazioni e modifiche richieste, in realt troviamo molto altro assolutamente non richiesto. Fin d'ora chiediamo: quale ufficio della Regione avrebbe chiesto in conferenza di pianificazione di raddoppiare il campo da Golf in zona SIC e ZPS ? Quale norma della Regione illegittima rispetto a quelle nazionali ed europee costringerebbe il Comune a prevedere tale follia ? Vogliamo vedere tanto non esiste il documento a firma della dott.ssa Santa Tutino, Responsabile del Servizio aree protette della Regione, che non solo dovrebbe autorizzare, ma addirittura chiedere tale oscenit. In particolare, in merito all'art. 21 NTA AREE PER LA PRATICA DEL GOLF: L'articolo prevede l'ampliamento del golf in zone sottoposte a tutela paesaggistica e ambientale, comprese nella rete Natura 2000: rete ecologica europea istituita dalla direttiva CEE n. 43 del 1992 (direttiva Habitat), per contribuire alla salvaguardia della biodiversit in Europa. La rete formata da aree di rilevante valore naturalistico, denominate SIC ( Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS ( Zone di Protezione Speciale), queste ultime individuate ai sensi della direttiva 79/409/CEE perch idonee alla conservazione degli uccelli selvatici e delle specie migratrici. I siti ospitano specie e habitat naturali maggiormente minacciati di estinzione e caratteristici del territorio comunitario; l'obiettivo della rete assicurare loro uno stato di conservazione soddisfacente. In VDA la rete conta 28 SIC e 5 ZPS con una copertura pari al 30 % del territorio. Citando dai competenti uffici regionali, per Courmayeur, si tratta di "aree il cui eccezionale valore naturalistico e paesaggistico riconosciuto a livello internazionale, sottoposte a pressioni antropiche di vario tipo, per la cui tutela sono necessarie adeguate misure di gestione. Queste misure servono per assicurare una stato di conservazione soddisfacente di habitat e di specie naturali alla luce anche delle esigenze economiche, sociali e culturali presenti e favorire, al tempo

stesso, una fruizione consapevole." e sono cos individuate: SIC Ambienti glaciali del Monte Bianco ( IT1204010) che include tutta la catena del Monte Bianco, ZPS Val Ferret (IT1204030), che coincide con la valle stessa e che comprende al suo interno il SIC Talweg della Val Ferret ( IT1204032). Il Sindaco in deliberazione dichiara "Per il golf le cartografie di tutela prevalgono sul piano o saranno coerenti o non si potranno fare. Non si superano i vincoli di rango superiore con le norme tecniche." In realt, il procedimento di adozione del testo preliminare delle NTA prevede appunto che questa verifica sia fatta prima e non dopo ! Il procedimento impiegato da parte del consiglio comunale, con l'avallo del Segretario comunale, risulta manifestamente illegittimo per violazione dell'art. 15 l.r. n. 11/1998(come illustrato ampiamento della Ns. osservazione n.1), della Legge regionale 26 maggio 2009, n. 12 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione autonoma Valle d'Aosta derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunit europee. Attuazione delle direttive 2001/42/CE, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente, e 85/337/CEE, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. Disposizioni per l'attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno e modificazioni di leggi regionali in adeguamento ad altri obblighi comunitari. Legge comunitaria 2009, oltre che dell'art. 8.6 l.r. n. 8/2007, Norme particolari: siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale: "Nei siti di importanza comunitaria (SIC) e nelle zone di protezione speciale (ZPS), sino ad avvenuta approvazione di un eventuale piano di gestione, trovano applicazione l'art. 38 del PTP, le disposizioni della direttiva 92/43/CEE, la normativa nazionale di recepimento (DPR 357/1997 e DPR 120/2003) e le disposizioni previste dalla DGR n. 2204/2004 in materia di valutazione di incidenza, nonch le prescrizioni contenute nelle presenti norme relative alle singole zone ricomprese negli stessi SIC". In particolare, viene violato l'art. 6 l. n. 12/09 (Ambito di applicazione della VAS) che prevede l'obbligo della VAS per i P/P per i quali necessario attivare una valutazione di incidenza, in quanto aventi effetti su SIC o ZPS (il nostro caso, dato che avremmo la realizzazione di un campo da golf in tali aree). La violazione si estenderebbe anche alle norme di riferimento, ossia: la Direttiva 92/43/CE, il decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 e la legge regionale 21 maggio 2007, n. 8 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione autonoma Valle d'Aosta derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunit europee. Attuazione delle direttive 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, e 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonch della flora e della fauna selvatiche". Per

i suddetti P/P, a prescindere dal settore trattato o dal fatto che prevedano interventi progettuali specifici o meno, nel momento in cui risulta necessaria la procedura di valutazione di incidenza, ne deriva anche la necessit di procedura di VAS. Risulta, inoltre, evidente la violazione dell'art. 7 della cit. Legge regionale 26 maggio 2009, n. 12: la VAS avrebbe infatti dovuta essere avviata dall'autorit procedente o dal proponente contestualmente al processo di formazione del piano o programma e avrebbe dovuto comprendere: in ogni caso, lo svolgimento di una verifica di assoggettabilit; la concertazione di avvio del processo di VAS; l'elaborazione del rapporto ambientale; lo svolgimento di consultazioni e concertazioni; la valutazione del rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni;

La norma regionale (come del resto prescritto da quella nazionale ed europea) prevede inoltre che tale valutazione sia effettuata durante la fase preparatoria del piano o del programma. Come prevede la stessa Regione: " fondamentale il concetto per cui la procedura di VAS non deve essere intesa quale un procedimento di valutazione di un P/P gi confezionato, ma bens un processo di analisi e valutazione degli aspetti ambientali inerenti il P/P che procede parallelamente alla preparazione del medesimo, al fine di garantire che gli effetti significativi sullambiente derivanti dallattuazione del siano presi in considerazione durante lelaborazione dello stesso (e quindi prima dellapprovazione). In tal modo (NdA) e solo in tal modo - possibile assicurare il rispetto delle finalit della VAS individuate dalla Direttiva 42/2001/CE, art. 1, dal D.lgs 152/06, parte I e art. 4, comma 4, lettera a) e richiamate dallart. 1, comma 2 della l.r. 12/09". Nel documento in esame non c' traccia di tutto questo, n del rapporto ambientale previsto e descritto all'art. 10 della cit. Legge regionale (vedi anche allegato E alla l.r.). In particolare, non c' traccia dellillustrazione delle alternative che possono adottarsi in considerazione degli obiettivi e dellambito territoriale del P/P; dovevano essere sviluppate ipotesi di scenari differenti in relazione a varie tipologie di azioni e obiettivi del P/P, valutando gli effetti significativi sullambiente delle varie alternative, e motivando le alternative scartate. Nel caso specifico, l'alternativa alla destinazione delle aree tutelate a campo da golf in realt c' gi ed sicuramente migliore: uso agricolo e turistico (escursionismo naturalistico), condizionato ad una serie di rigorose misure di tutela e gestione. Ad oggi, le aree sono state risparmiate dalla crescente antropizzazione

della valle, cosa che invece non avverebbe se le stesse fossero destinate a golf ! Per quanto sopra, si rileva che l'articolo delle NTA in questione cos come ogni altro articolo che avrebbe necessitato di VAS viola l'art. 11 della cit. l.r. n. 12/09 relativo al diritto alla partecipazione :La proposta di piano o di programma, corredata del rapporto ambientale e di una sintesi non tecnica dello stesso, trasmessa su supporto cartaceo e informatico alla struttura competente che provvede ad informare dell'avvenuta ricezione i soggetti competenti in materia territoriale ed ambientale, per l'espressione di eventuali osservazioni da rendersi nei termini di cui al comma 6. Qualora si tratti di varianti sostanziali al PRG, la proposta di piano o di programma coincide con il testo preliminare adottato dal Comune proponente. Contestualmente alla trasmissione di cui al comma 1, l'autorit procedente o il proponente provvede alla pubblicazione di un avviso nel Bollettino ufficiale della Regione, contenente: il titolo della proposta di piano o di programma; il proponente; l'autorit procedente; l'indicazione delle sedi ove pu essere presa visione del piano o del programma, del rapporto ambientale e della sintesi non tecnica. Nel caso di varianti sostanziali al PRG, contestualmente alla trasmissione di cui al comma 1 e alla pubblicazione di cui al comma 2, il Comune proponente provvede alla pubblicazione mediante deposito in pubblica visione degli atti della variante adottata e della deliberazione di adozione, presso la segreteria del Comune stesso; dell'avvenuta adozione data tempestiva informazione tramite comunicato inviato agli organi di informazione a carattere regionale o locale. Chiunque ha facolt di presentare osservazioni, nel pubblico interesse, fino allo scadere dei termini di cui al comma 6. Il piano o programma, il rapporto ambientale e il rapporto di sintesi sono messi a disposizione dei soggetti competenti in materia territoriale ed ambientale e del pubblico, mediante deposito presso gli uffici della struttura competente, dell'autorit procedente e del proponente, affinch questi abbiano l'opportunit di esprimersi. La struttura competente pubblica sul sito web della Regione i documenti inerenti alla proposta di piano o di programma, con il collegamento al sito web dell'autorit procedente o del proponente.

Entro sessanta giorni dalla pubblicazione dell'avviso di cui al comma 2 ovvero, nel caso di varianti sostanziali al PRG, da quella di cui al comma 3, chiunque pu prendere visione della proposta di piano o di programma e del relativo rapporto ambientale e presentare alla struttura competente e all'autorit procedente o al proponente proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi. Le procedure di deposito, pubblicit e partecipazione, disposte ai sensi della normativa vigente per piani e programmi specifici, sono coordinate al fine di evitare duplicazioni con le disposizioni di cui al presente titolo. Nulla di tutto questo stato fatto dal Comune, dato che il Comune ritiene, erroneamente, che l'atto adottato non modifichi nella sostanza gli elaborati precedenti. Lo ripetiamo ancora: le nuove NTA ora consentono, tra l'altro, il raddoppio del golf in zone SIC e ZPS e la realizzazione di abitazioni temporanee che le precedenti norme non consentivano. Dire che questi sono interventi che non modificano nella sostanza la bozza di variante e il testo definitivo del PRGC a suo tempo oggetto di conferenza di pianificazione oggettivamente e dolosamente falso. L'articolo in questione sicuramente quello pi manifestamente illegittimo, sia per la procedura di adozione, sia per i contenuti. La precedente normativa non consentiva: l'abnorme ampliamento del 40% delle strutture esistenti, ora tautologicamente "motivata" dal raddoppio del campo da gioco. Si sollevano seri dubbi rispetto alla compatibilit di tale ampliamento volumetrico rispetto alla vigente cartografia degli ambiti inedificabili (valanghe); il raddoppio del campo da gioco (immaginiamo infatti che l'amministrazione non intenda distruggere un sic e mutilare una zps per fare un anomalo campo da golf da 11 buche...). La previsione di estensione del campo art. 21 comma 1 lett d) - coinvolge aree amplissime caratterizzate dal fatto di essere ZPS e persino SIC. Saremmo di fronte: alla privatizzazione di un bene comune: gli attuali frequentatori della valle e, in particolare, del sentiero "Rand" in piano, adatto alle famiglie e, in quanto realizzato ai lati delle zone umide, soluzione efficace per il bilanciamento tra le esigenze di fruizione turistica e scientifica e quelle di tutela sono molto pi numerosi rispetto ai soci del golf club che

invece, in base ad un privilegio che esclude le altre categorie, attraverserebbero quotidianamente l'intera area, determinando oltretutto un danno all'offerta turistica del comune, poich la maggior parte della zona pianeggiante della Val Ferret, principale meta degli ospiti della localit, sarebbe inaccessibile per tutto il periodo estivo. Alla distruzione di un ambiente unico e delle specie da esso ospitate. Una zona umida non pu essere ricreata artificialmente e una volta distrutta per lasciar posto a un campo da golf sarebbe persa definitivamdente determinando un danno gravissimo per le generazioni future. Ci in aperto contrasto con il principio cardine del PTP e della normativa ambientale europea, nazionale e regionale: lo sviluppo sostenibile. Questo principio si basa sulla considerazione che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualit della vita e le possibilit delle generazioni future (cos, letteralmente, lart. 3-quater del D.Lgs. n. 152/2006). Se si preferisce (cfr. circolare regionale n. 23 in materia di PTP), il principio del "dveloppement durable" a cui si ispira la legge (art.1, comma 1 PTP) quello, ormai generalmente condiviso, dello sviluppo sostenibile". La relativa definizione contenuta al successivo comma 2, che recita testualmente: "Per sviluppo sostenibile si intende lo sviluppo che soddisfa i bisogni delle generazioni presenti, salvaguardando il diritto di tutti a fruire, con pari possibilit, delle risorse del territorio, senza pregiudicare la soddisfazione dei bisogni delle generazioni future, nella consapevolezza della particolare rilevanza ambientale che caratterizza il territorio della Regione.. A suo tempo, gli uffici regionali dichiararono per iscritto "Non trattasi di una mera affermazione di principio". Se veramente ancora cos, impensabile che il privilegio di pochi golfisti abbia la meglio su un bene al servizio di tutti e singolarmente non appropriabile come l'ambiente. A manifesta irrazionalit, intesa come incoerenza dell'amministrazione, poich gli interventi di estensione del campo risulterebbero in contrasto con gli elaborati adottati negli ultimi anni dall'Espace Mont Blanc e spesso fatti direttamente propri dal Comune di Courmayeur, ad esempio la cartografia dei Milieux Sensibles. Ad un contrasto con l'approvando piano di gestione dei tre siti, considerati nella globalit e non singolarmente. L'amministrazione regionale aveva infatti predisposto un piano che tenesse conto delle esigenze delle componenti naturali, e si integrasse con gli altri strumenti di pianificazione territoriale esistenti, proponendo azioni concrete di salvaguardia e valorizzazione. La proposta di piano stata redatta sulla base delle linee guida nazionali (DM 3 settembre 2002) e degli indirizzi regionali (L.R. 21 maggio 2007, n. 8). Presentata

pubblicamente il 29 novembre 2007 al Centro Congressi di Courmayeur con una conferenza dal titolo Cooperazione, gestione e Valorizzazione delle Aree Protette della Valle d'Aosta e dell'Alta Savoia ( Progetto Interreg)". L'art. 21 delle Nta non stato coordinato con tale piano (del resto scomparso anch'esso, come la variante, nei cassetti del Comune di Courmayeur) Al rischio di un contenzioso con le istituzioni europee. In proposito, si rinvia alla sentenza del 29 gennaio 2004 della Corte di Giustizia dell'Unione Europea Sez.II. La sentenza ha infatti condannato lAustria per essere venuta meno agli obblighi imposti da due direttive comunitarie (Uccelli e Habitat): 79/409 e 92/43. Un estratto della sentenza disponibile presso il sito internet:

http://www.lexambiente.it/modules.php?name=News&file=article&sid=646 e alla sentenza del 10 giugno 2010 della Corte di Giustizia dell'Unione Europea Sez.IV Inadempimento di uno Stato Direttiva 92/43/CEE Conservazione degli habitat naturali Fauna e flora selvatiche Siti di importanza comunitaria Regime di protezione Complesso turistico Is Arenas nella causa C-491/08, che riconosce i seguenti principi: "per quanto riguarda i siti atti ad essere individuati quali SIC, compresi negli elenchi nazionali trasmessi alla Commissione, e, segnatamente, i siti ospitanti tipi di habitat naturali prioritari, gli Stati membri sono tenuti, in forza della direttiva habitat, ad adottare misure di salvaguardia idonee, con riguardo allobiettivo di conservazione contemplato da tale direttiva, a salvaguardare il pertinente interesse ecologico rivestito da detti siti a livello nazionale (v. sentenza 13 gennaio 2005, causa C-117/03, Dragaggi e a., Racc.pag.I-167, punto30)". "Gli Stati membri non possono pertanto autorizzare interventi che rischiano di compromettere seriamente le caratteristiche ecologiche di detti siti, quali, in particolare, interventi che rischiano di ridurre in maniera considerevole la superficie dei siti stessi (v. sentenza 14 settembre 2006, causa C-244/05, Bund Naturschutz in Bayern e a., Racc.pag.I-8445, punto 46)". ad un evidente e manifesto contrasto con l'art. 38 del ptp (Siti di specifico interesse naturalistico - prescrizione direttamente cogente e prevalente), il che non poco se si considera che si tratta di variante generale predisposta proprio per adeguarsi a tale strumento. Citando il comma 4 dell'art. 38: "Nelle aree interessate dai beni naturalistici di cui ai commi 1, 2 e 3, vietata ogni nuova edificazione ed ogni trasformazione del

territorio, comprese quelle comportanti rimodellamenti del suolo, alterazioni del reticolo idrografico, depositi anche transitori di materiali, discariche o impianti depuratori. Sono consentiti gli interventi necessari alla conservazione e al recupero delle aree di cui al presente comma, nonch al miglioramento della fruibilit degli elementi costitutivi dello specifico interesse delle aree medesime. Sono altres consentiti, con provvedimento adeguatamente motivato, gli interventi necessari per garantire la sicurezza idrogeologica degli insediamenti e delle infrastrutture; le piste forestali indispensabili alla gestione dei boschi; le opere infrastrutturali di interesse generale; gli interventi rivolti alla manutenzione ed adeguamento delle infrastrutture ed attivit eventualmente in atto, limitatamente allescursionismo, alpinismo e sci alpino e nordico". Come si pu leggere e come avrebbero detto gli uffici regionali se coinvolti preventivamente: le attivit tipiche ed inevitabili connesse alla realizzazione di un campo da golf anche di uno che si suppone super ecologico... quali rimodellamenti terreni e interventi sui reticoli sono vietate; un campo da golf non pu essere considerato necessario alla conservazione delle aree; la realizzazione del campo non migliora la fruibilit delle aree tutelate (del resto limitata per legge, in quanto l'obiettivo primario la tutela degli habitat e non la loro fruibilit diretta); il golf non previsto tra le attivit per cui siano ammissibili deroghe; La CIPRA, Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, ha chiarito gli impatti relativi alla costruzione di campi da golf in aree montane:Gli impatti generali connessi alla realizzazione e al mantenimento dei campi da golf sono: grandi movimenti di terra, sottrazione di terreno agricolo e forestale, distruzione del paesaggio naturale, interruzioni nelle vie idrologiche esistenti, bonifica di aree umide per creare campi da gioco, laghi artificiali, ecc.; di conseguenza si possono verificare erosione e inondazioni. Nei climi umidi, luso di pesticidi per la manutenzione del green pu comportare il rischio di inquinamento idrico; non si dovrebbero adibire a campi da golf le aree interessate da sorgenti, i terreni sabbiosi, le aree con falda idrica fluttuante. Si pu evidenziare come le grandi movimentazioni di terra, richieste per creare i campi, siano in montagna pi pericolose con laumentare della quota, in quanto compromettono maggiormente il potenziale naturale e la capacit di rigenerazione delle specie vegetali (dai 700-800 m sul versante nord e dai 1000 m sul versante sud delle Alpi). Inoltre si verifica una forte concorrenza nelluso del territorio tra agricoltura e promotori del golf, inerente le poche, e sempre pi scarse, superfici piane esistenti

in montagna. Di conseguenza sono sempre pi soggette ad estinzione le aree agricole marginali, che hanno un importante ruolo ecologico e paesaggistico, mentre si intensifica luso delle rimanenti aree agricole.(CIPRA, 1998. 1Rapporto sullo stato delle Alpi. Dati, Fatti, Problemi, Proposte.) In concreto, si evidenzia che l'estensione del campo da gioco risulterebbe dannosa per la tutela delle aree in questione e quindi in contrasto con il PTP e le vigenti prescrizioni in materia di Sic e ZPS, in quanto: Determinerebbe una modifica del reticolo idrico per le inevitabili attivit di bonifica e gestione delle aree destinate a campo (difficilmente immaginiamo golfisti con gli stivali di gomma alla ricerca della pallina in una zona umida e quindi paludosa): operando il drenaggio cambia lumidit specifica che la caratteristica fondamentale della zona, non permettendo pi la sopravvivenza alle stesse specie preesistenti; Anche minime movimentazioni di terra modificano superfici e reticolo, impedendo la naturale creazione di pozze temporanee che alla base dellaffermazione di specie e vegetazioni pregiatissime legate ai suoli periodicamente inondati. Molte delle specie di uccelli tutelate sono terricole e collocano il nido direttamente a terra, celato dalla vegetazione erbacea. Anche lattivit trofica di ciascuna specie avviene sul terreno, dove vengono ricercati semi ed insetti. Si riscontra un grave rischio di perdita della nidificazione dovuta a: circolazione allinterno dei prati/pascolo di mezzi meccanici durante la stagione riproduttiva; circolazione di persone allinterno dei prati/pascolo con danni diretti (calpestamento del nido) e indiretti (abbandono per stress); sfalcio dei prati. La realizzazione del green impedir a tutte queste specie la frequentazione e la nidificazione sulla superficie rasata del campo di gioco. Da evidenziare che i periodi di apertura del golf (da giugno a ottobre, compreso periodo preparazione campi) coincidono con essenziali attivit dell'avifauna e della flora. La presenza umana e dei mezzi per lo sfalcio ed eventualmente per lirrigazione costituiranno un impatto ben superiore a quello dellattuale utilizzo dellarea! le aree oggetto dell'articolo sono tutelate, tra l'altro, per le comunit vegetali legate ai pratipascoli in quota e alle zone umide. Particolare attenzione va quindi posta verso la salvaguardia del manto erboso, che costituisce esso stesso il valore naturalistico del sito. Lattivit del golf per sua stessa natura interferisce proprio con il prato stesso. Il manto erboso un elemento indispensabile per la qualit di un campo: esso deve rispondere a

precise caratteristiche, che sono differenti nelle differenti aree del campo (tee, fairway e green). Le pratiche di greenkeeping devono essere meticolose: un manto erboso irregolare, non perfettamente livellato, drenato, concimato, irrigato ed arieggiato, non adatto al gioco, e non garantisce un buon livello di soddisfazione dei giocatori. pertanto evidente che un campo da golf non un semplice prato, nonostante al profano possa sembrare cos, e che non ha pi nulla in comune con un ambiente "naturale". Le specie erbacee che lo costituiscono non possono essere erba qualunque: oltre che garantire la regolarit della traiettoria della pallina, devono resistere ai continui sfalci (anche quotidiani!), al calpestio dei giocatori, ad un preciso regime di irrigazione e concimazione. Le comunit vegetali spontanee di un prato, che crescono e si sviluppano in condizioni di suolo e umidit naturali, e che sono composte da una grande variet di specie, diverse per apparato radicale, fusti, fenologia, tolleranza verso lumidit e/o il regime di nutrienti, non possono garantire lomogeneit del cotico erboso richiesta in modo cos esigente dal gioco del golf. Inoltre, le nuove condizioni di mantenimento porterebbero comunque, in breve, ad una alterazione della composizione floristica anche in assenza di estirpazioni e semine. Lo sfalcio continuo, per esempio, comporta una prima selezione a favore di quelle specie che ricrescono pi rapidamente, portando in breve tempo alleliminazione per competizione di quelle pi lente. La concimazione, similmente, favorisce la crescita di piante nitrofile, che in generale non sono graminacee ma dicotiledoni, con fusti e foglie robusti. Infine il calpestio, oltre a distruggere le piante pi delicate, modifica localmente il pH e lossigenazione del suolo, portando in alcune zone alla scomparsa completa del cotico erboso. Da qui si evince come impossibile mantenere un cotico erboso naturale in condizioni adatte al gioco del golf. Si avrebbe una recinzione delle aree, con ostacolo alla circolazione di fauna e avifauna, oltre che riduzione della fruizione delle aree da parte di altri fruitori, come "randonneurs", guide della natura, pescatori. Attivit di maggiore rilevanza economico-sociale e pi rispettose dell'ambiente che il golf. A fronte di circa 200 golfisti privilegiati (questa la fruizione massima giornaliera prevista, considerando gruppi di 4 persone che partano ogni mezz'ora; comunque troppi rispetto al calpestio di aree protette), si sacrificherebbe l'ambiente, oltre al diritto di godimento di altre categorie di utenti. Si fa notare che la destinazione delle aree a Campo da golf recintato e non accessibile, produce, tra i vari effetti, anche un sovrapascolo nella parte restante in verit molto poco (sic !) del territorio tutelato. Luso delle sostanze chimiche (fertilizzanti, erbicidi, pesticidi) risulta letale per le popolazioni di insetti e conseguentemente per tutti gli animali legati ad essi.

Il sito in questione gi stato dichiarato dalla Regione vulnerabile per attivit turistiche, e le finalit della norma incremento del turismo e delle strutture ad esso collegate risultano quindi contrastanti con tale rilievo della Regione.

L'ampliamento del campo da golf provocherebbe la necessit di un aumento delle strutture al suo servizio, in primo luogo le aree di sosta dedicate con un nuovo danno ad un territorio notoriamente gi in crisi per il traffico veicolare (come testimonia l'abituale parcheggio selvaggio con SUV).

La RAVdA, in questi anni ha correttamente dato attuazione alle normative europee e nazionali in materia. Prevedendo, in particolare, una serie di prescrizioni tutte violate dall'articolo delle NTA oggetto di osservazione : Giunta regionale n. 1087 in data 18 aprile 2008: Il sito di elevato valore paesaggistico caratterizzato dallambiente glaciale con presenza di specie vegetali rare per le Alpi e la Valle dAosta e con numerosi relitti glaciali. Nelle zone umide di fondovalle sono presenti rare specie vegetali tra le quali alcuni relitti di origine boreale e un discreto contingente di orchidacaee igrofile. Larea di grande importanza anche per i flussi migratori transfrontalieri di stambecchi, appartenenti alla colonia pi alta dEuropa. La zona ospita anche una piccola colonia di marmotte albine. Numerosi sono gli habitat, tra quelli prioritari le Formazioni pioniere alpine del Caricion bicoloriatrofuscae, i Pavimenti calcarei, le Formazioni erbacee a nardus, ricche in specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dellEuropa continentale). Un altro habitat prioritario, le Sorgenti pietrificanti con formazione di travertino, qui, come in tutta la Valle dAosta, non presenta le caratteristiche concrezioni in considerazione delle quote elevate e delle basse temperature. Larea ospita specie vegetali molto rare sia a livello regionale che per le Alpi. Il ricco popolamento ornitico ha portato alla designazione del sito come zona di protezione speciale. Sono state segnalate complessivamente 81 specie di uccelli, di cui 63 nidificanti, dato significativo per lavifauna del settore nord-occidentale delle Alpi. Nove specie sono inserite nellallegato I della Direttiva Uccelli e rivestono un particolare interesse faunisticoecologico, per la rarit o per la limitata consistenza popolazionale a livello regionale e/o nazionale: lAquila reale, la Pernice bianca, il Gallo forcello, il Gracchio corallino, il Picchio nero, la Civetta capogrosso, il Gipeto, la Coturnice, lAverla piccola. In tali aree strettamente regolamentata l'agricoltura e l'allevamento ed vietata la realizzazione di nuove piste da sci. Figuriamoci un campo da golf.

Nel dettaglio la DGR vieta: eliminazione degli elementi naturali e seminaturali caratteristici del paesaggio agrario con alta valenza ecologica quali terrazzamenti, delimitati a valle da muretto a secco oppure da una scarpata inerbita, stagni, pozze di abbeverata, muretti a secco, accumuli da spietramento, siepi, filari alberati, canneti, sorgenti e boschetti, ad eccezione delleventuale periodica utilizzazione degli esemplari arborei ed arbustivi. Sono fatti salvi i casi regolarmente autorizzati con parere preventivo o procedura di valutazione di incidenza, ai sensi della l.r. 8/2007, volti ad assicurare una gestione economicamente sostenibile (NdA: l'articolo 21 non stata oggetto di valutazione d'incidenza e non nemmeno il caso di immaginare una parificazione tra la necessit di garantire una sostenibilit economica dell'attivit agricola e di quella golfistica...) la DGR n. 3061/2011 approva il documento tecnico relativo alle misure di conservazione per i Siti di importanza comunitaria della rete ecologica europea Natura 2000, predisposto ai sensi dellarticolo 4 della legge regionale 21 maggio 2007, n. 8 e del decreto del Ministro dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare 17 ottobre e ai fini della designazione delle Zone speciali di conservazione. Dato che evidentemente l'amministrazione Derriard non ne ha considerato l'esistenza ai fini dell'elaborazione dell'art. 21 cosa che non sarebbe potuta accadere se ci fosse stata l'attivit di concertazione preventiva prevista dalla legge pare opportuno riportarne alcuni estratti: Val Ferret Codice sito: IT1204030 Tipologia sito: ZPS Denominazione: Val Ferret Superficie (ha): 9080,00 Comuni: Courmayeur Tutele legali: Decreto del Presidente della Repubblica n. 357/1997 e s.m.i. Legge regionale n. 8/2007 Deliberazione della Giunta regionale n. 1087/2008 Vulnerabilit: Possibili modificazioni degli habitat a seguito delleffetto dei cambiamenti climatici. Forte pressione turistica localizzata intorno ai rifugi, alle stazioni di arrivo della funivia del Monte Bianco e alle zone umide.

Progetto di captazione delle acque. Abbandono delle pratiche colturali tradizionali. Obiettivi di conservazione: Mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente per gli habitat e le specie. Sono vietate le seguenti attivit: Lalterazione del regime idrico naturale, le manomissioni e le trasformazioni delle sponde. Il danneggiamento e/o il taglio della vegetazione acquatica e di ripa. La modifica della componente organica delle acque tramite immissione di sostanze inquinanti. (NdA ci potrebbe avvenire con concime e diserbanti) Da evidenziare che le specifiche misure di tutela previste dalla Giunta regionale vanno a disciplinare principalmente l'attivit agricola, in quanto si escludono a priori altre attivit. Per l'habitat 6410 sono vietate le seguenti attivit : Lalterazione del livello della falda freatica e, quindi, del tenore idrico del suolo (bonifiche, captazioni o altri interventi). Lo spargimento di concimi organici, anche sotto forma di liquami, e il deposito degli stessi in quanto si tratta di habitat con condizioni oligotrofiche e, quindi, un apporto di concime porterebbe verso condizioni eutrofiche Le captazioni, i drenaggi, le canalizzazioni e tutti gli interventi che comportano una semplificazione del reticolo idrico, modificando la sede di falda e lapporto idrico superficiale, quando esistente. Tali interventi sono vietati non solo allinterno degli habitat, ma anche nelle immediate adiacenze, su corpi idrici che alimentano lhabitat. Disturbare l'aviofauna fatto obbligo di, nelle formazioni di 6410 pi asciutte, con produzione foraggera, effettuare lo sfalcio alla fine della fioritura delle dicotiledoni ed evitare il pascolamento che pu causare eccessivo calpestio e rilascio di deiezioni. Talweg della Val Ferret Codice sito: IT1204032 Tipologia sito: SIC. Il sito compreso allinterno dei confini della ZPS IT1204030 Val Ferret Denominazione: Talweg della Val Ferret Il SIC Talweg della Val Ferret costituito da 9 diverse aree distribuite lungo la piana alluvionale della Val Ferret da Pre' de Bard a Plampincieux. Le zone umide segnalate (4 non contigue) occupano le piane di Plampincieux-Lavachey e di Ferrachet-Arp Nouva, distribuite per lo pi lungo la Dora di Ferret con apporti dai torrenti laterali e da risorgive di acque di fusione dei ghiacciai. Queste zone umide hanno avuto origine da fenomeni di sbarramento glaciale del fondovalle, poi colmate dai depositi trasportati dai torrenti. I Talweg sono alimentati da un cospicuo numero di sorgenti e dai corsi d'acqua laterali e sono legati a delicati equilibri idrologici: anche una lieve variazione dell'attuale rete di alimentazioni, sia all'interno del sito sia nelle immediate vicinanze, pu causare la loro perdita. La presenza delle zone umide

un'eccezionale peculiarit della natura alpina. Sono sistemi il cui equilibrio dipende da una serie di fattori difficilmente governabili dall'uomo. L'approvvigionamento delle zone umide proviene sia dalle acque superficiali, in particolar modo le sorgenti, sia da quelle che scorrono nel sottosuolo, nella falda e nelle numerosissime e ramificate infiltrazioni. La qualit e la ricchezza biologica delle zone umide perci intimamente legata al ciclo dell'acqua. Le zone umide dove vivono anfibi e insetti sono importanti per la vita di molte specie animali come i rapaci e i mammiferi. Sulle grandi zone umide delle due valli si fonda una catena ecologica senza la quale non esisterebbe l'eccezionale biodiversit di questi territori. Un prelievo eccessivo dalle sorgenti pu sottrarre alle zone umide un approvvigionamento indispensabile. I prelievi superficiali, le adduzioni, la deviazione del corso di torrenti o ruscelli sono fattori che possono compromettere irrimediabilmente l'ecosistema, innescando processi non controllabili dall'uomo. Aree umide specificate: una in localit Tronchey ( 1687), la seconda in localit Pra Sec (1635), Lavachey (1640) e Frebouze (1654), la terza a Ferrachet (1757) ed infine la quarta area in localit Greuvettaz (1795) e Arp Nouva (1769). L'indagine floristico-vegetazionale nel sito Talweg della Val Ferret ha evidenziato 32 specie di interesse rilevante verso le quali necessario porre particolare attenzione soprattutto per quanto riguarda la conservazione delle popolazioni (protezione della specie secondo la Legge Regionale n. 17 del 31.3.1977, l'appartenenza della specie ad una delle categorie contemplate dal Libro Rosso Nazionale-UICN Nazionale e/o dalla Lista Rossa Regionale-UICN Regionale e l'appartenenza della specie alla lista di quelle contemplate dagli allegati della Convenzione di Washington -CITES del 3.3.1973). Tra queste 32 specie segnaliamo alcuni nomi: il carice della fanghiglia e il carice bicolore; orchidee rare quali la dactylorhiza maculata e quella incarnata, la genziana asclepiade e bavarica; il trifoglio d'acqua, la nigritella, il salice azzurrino e il salice odorosa ( Revue Valdotaine d'histoire naturelle bulletin n. 63 /2009). L'erpetofauna ( anfibi e rettili) una componente essenziale della biodiversit alpina e riveste un ruolo importante nell'ecosistema montano. Gli anfibi sono per particolarmente sensibili ai cambiamenti ambientali: la loro vita acquatica e terrestre li espone infatti alle pressioni ambientali negative molto pi di quanto avvenga per la maggior parte delle altre classi di animali. Per questo motivo sono ottimi indicatori biologici. Dall'indagine sull'erpetofauna dei SIC e ZPS del Monte Bianco il censimento ha messo in luce la presenza di Rana temporaria in 12 aree in Val Ferret e Val Veni. In particolare in localit Lavachey la popolazione stata stimata all'incirca per un numero di 3000 individui adulti (tramite conteggio delle ovature al sito riproduttivo), inoltre presente in localit Arp Nouva, Malatr, Pra Sec e Tronchey. Dall'indagine condotta risulta che nelle aree di riproduzione di Rana temporaria ( Rana rossa) le minacce sono essenzialmente costituite da: impatto da modificazione dell'habitat legato alla riproduzione e quindi qualsiasi drenaggio o modificazione delle pozze permanenti o temporanee presenti; impatto da bracconaggio; impatto da attivit turistica e manutenzione aree parcheggio( soprattutto area di Lavachey) ( Revue Valdotaine d'histoire naturelle bulletin n. 61-62 /20072008). Roditori presenti in zone SIC E ZPS: La popolazione di roditori stata indagata e censita per conoscere la struttura della popolazione, risulta essere diversificata ma non sono emerse criticit o minacce in grado di agire negativamente sulle specie rilevate. Quindi a tutt'oggi le norme di tutela previste dall'istituzione delle aree protette

dovrebbero essere in grado di assicurare l'integrata degli habitat presenti e quindi un buon livello di conservazione di Roditori e Soricomorfi. Conservazione delle farfalle diurne nei SIC e ZPS del Monte Bianco: sono state campionate 1045 individui appartenenti a 68 specie. Tra queste una , la Parnassisus apollo elencata nell'appendice 1 della Convenzione di Washington ( CITES) , mentre tre sono inserite negli allegati 2 e 4 della direttiva Habitat ( Parnassisus apollo stesso, Maculinea arion e Euphydryas aurinia glacieginita). Per monitorare lo stato di conservazione delle aree umide si scelto di studiare in particolare la distribuzione e lo stato di conservazione di Parnassius phoebus il cui comportamento simile a quello di Parnassius apollo. La Parnassius phoebus una specie rara, minacciata e in declino in tutta Italia. La farfalla vive dove sono presenti corpi idrici a corso lento, sulle cui sponde presente la Saxifraga aizoides, la pianta cio che ospita le larve e che detta pianta nutrice proprio perch rappresenta il nutrimento stesso delle larve. Visto che la Saxifraga aizoides colonizza le zone umide, le sponde di ruscelli e i torrenti, l'habitat di questa farfalla particolarmente fragile all'interno dell'ambiente alpino e per questo motivo importante attuare misure di conservazione degli ambienti che ospitano la pianta nutrice, in quanto la loro scomparsa potrebbe causare la futura scomparsa della specie stessa. Quindi diventa prioritaria la tutela di queste zone umide. Superficie (ha): 120,00 Comuni: Courmayeur Tutele legali: Decreto del Presidente della Repubblica n. 357/1997 e s.m.i Legge regionale n. 8/2007 Deliberazione della Giunta regionale n. 1087/2008 Vulnerabilit: Possibili modificazioni degli habitat a seguito delleffetto dei cambiamenti climatici. Forte pressione turistica attorno alle zone umide. Progetti di captazione delle acque. Modifica del regime delle acque superficiali. Obiettivi di conservazione: Mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente per gli habitat e le specie. Aree: 71 Torbiere acide di sfagni 7110* Torbiere alte attive 7140 Torbiere di transizione e instabili Si tratta di habitat estremamente rari e localizzati che hanno subito nel corso del tempo una progressiva riduzione sia per cause naturali che antropiche. La loro elevata vulnerabilit in parte dovuta alla scarsa e comunque lenta capacit di autorigenerazione e in parte alla tendenza di evolvere verso formazioni erbacee o erbaceo-arbustive a causa dei processi naturali dinterramento. Sono vietate le seguenti attivit:

Le captazioni, i drenaggi, le canalizzazioni e tutti gli interventi che comportano una semplificazione del reticolo idrico, modificando la sede di falda e lapporto idrico superficiale, quando esistente. Tali interventi sono vietati non solo allinterno degli habitat, ma anche nelle immediate adiacenze, su corpi idrici che alimentano lhabitat. Limmissione di liquami e concimi solidi sia per spargimento diretto sia attraverso le acque di scolo di depositi in zone limitrofe. Lo sfalcio, il pascolamento e labbruciamento della cotica erbosa. Il calpestamento da parte del bestiame e delle persone, causa di compattamento e distruzione dello strato muscinale. Il transito in caso di torbiere situate in zone ad alta frequentazione turistica, quando non sono presenti passerelle sopraelevate. Aree: 72 Paludi basse calcaree 7230 Torbiere basse alcaline 7240* Formazioni pioniere alpine del Caricion bicoloris-atrofuscae Sono vietate le seguenti attivit: Le captazioni, i drenaggi, le canalizzazioni e tutti gli interventi che comportano una semplificazione del reticolo idrico, modificando la sede di falda e lapporto idrico superficiale, quando esistente. Tali interventi sono vietati non solo allinterno degli habitat, ma anche nelle immediate adiacenze, su corpi idrici che alimentano lhabitat. Limmissione di liquami e concimi solidi sia per spargimento diretto sia attraverso le acque di scolo di depositi in zone limitrofe. Lo sfalcio, il pascolamento e labbruciamento della cotica erbosa per lhabitat 7230. Il calpestamento da parte del bestiame e delle persone, causa di compattamento e distruzione dello strato muscinale per lhabitat 7230. fatto obbligo di: Prevedere il divieto di transito o la costruzione di passerelle sopraelevate in caso di presenza di habitat 7230 in zone ad alta frequentazione turistica. Simili misure di tutela sono previste anche perle zone umide Corine Biotopes 54.4 Paludi a piccole carici acidofile (Caricion fuscae) e Corinne Biotopes 54.11 Vegetazione delle sorgenti acide (Cardamino montion).

In sintesi: in questo contesto riconosciuto da norme superiori rispetto a quelle inventate da parte del consiglio comunale ogni modifica del paesaggio pu essere solo peggiorativa e quindi con un impatto negativo sul paesaggio stesso. La conservazione del paesaggio naturale si ottiene non cambiandone la destinazione duso. A dimostrazione della manifesta illegittimit della previsione e del suo anomalo iter, il fatto, infine,

che in sede di esame delle osservazioni al testo preliminare delle NTA a suo tempo adottato dall'amministrazione Blua l'osservazione n. 10 con cui si richiedeva il raddoppio del golf era stata rigettata. Come si pu leggere nel verbale della deliberazione CC n. 35/07 con cui si respinge l'osservazione, "gli architetti Fubini e Pagano, su sollecitazione del consigliere Albarello spiegano leffetto dei suddetti vincoli giuridici ambientali, precisando che a fronte di uniniziativa importante per il pubblico interesse, gli enti competenti potranno verificare la rigidit di tali vincoli e che, per testuale sarebbe grossolano e imprudente andare ora a stravolgere in questo senso il piano. Nello stesso senso, naturalmente la scheda di commento all'osservazione n. 10 promossa dallo stesso Golf Club Courmayeur (e quelle di pari contenuto, come la n. 92) che riporta: "le particolari condizioni di contesto ambientale e naturalistico, sconsigliano (oltrech le esplicite indicazioni del PTP, che non lo permettono) un aumento delle varie forme di carico antropico, specialmente nel caso, come quello in questione, in cui siano interessate porzioni di territorio comunale delimitate e qualificate di specifico interesse naturalistico ex art. 11 comma 2 e art. 38 del PTP". Cosa successo nel frattempo ? La normativa di tutela si intensificata, il carico antropico cresciuto e la crisi ambientale (come il fenomeno del global warming) causa maggiori rischi per le aree in questione. Eppure, lo stesso professionista incaricato, senza neanche uno straccio di motivazione e senza un preventivo confronto con gli uffici regionali competenti si rimangia quanto dichiarato e scritto in precedenza. Sul piano del diritto ci troviamo di fronte ad un evidente vizio di illegittimit, per il resto lasciamo al lettore le riflessioni del caso. Da evidenziare, infine, la recente adozione della DGR n. 970/12 APPROVAZIONE DELLA DISCIPLINA PER LAPPLICAZIONE DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI INCIDENZA, AI SENSI DELLART. 7 DELLA L.R. 8/2007, CONCERNENTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONSERVAZIONE DEGLI HABITAT NATURALI E SEMINATURALI, DELLA FLORA E DELLA FAUNA SELVATICHE DI CUI ALLE DIRETTIVE CEE 92/43 E 79/409. la norma conferma che "sono sottoposti a procedura di valutazione di incidenza i piani territoriali, urbanistici e di settore, ivi compresi i piani agricoli e faunistico-venatori e le loro varianti, nonch ogni altro piano o strumento contenente previsioni di interventi che comportino trasformazioni territoriali insistenti su Siti di importanza comunitaria (SIC), proposti Siti di importanza comunitaria (pSIC), Zone di protezione speciale (ZPS) e Siti di interesse naturalistico regionale (SIR). Sono altres da sottoporre a procedura di valutazione di incidenza tutti i progetti e gli interventi che insistono su SIC, pSIC, ZPS e SIR, o al di fuori di essi, ma che possono avere incidenze significative sugli stessi, anche congiuntamente con altri progetti". Si prevede, inoltre, che "per i piani di cui allart. 6, comma 1, della legge regionale 26 maggio 2009, n. 12 (Nuova disciplina in materia di Valutazione di impatto ambientale e Valutazione ambientale strategica), e i

progetti e gli interventi sottoposti a procedura di valutazione di impatto ambientale ai sensi dellart. 15, comma 1, della medesima legge, la valutazione di incidenza compresa nellambito della procedura di valutazione ambientale strategica / valutazione di impatto ambientale". Nel caso in oggetto, quindi, la mancata attivazione del procedimento relativo alla VAS, comporta anche la violazione delle soprarichiamate norme in materia di valutazione d'incidenza.

Restando a disposizione per ogni chiarimento, porgiamo cordiali saluti.