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Spett. Comune di Courmayeur 40, viale Monte Bianco I-11013 Courmayeur Alla c.a.

del Sindaco del Segretario comunale del Responsabile del Servizio Tecnico urbanistico di tutti i consiglieri comunali

Oggetto: PRGC osservazione n. 2 (osservazioni puntuali)

Con la presente, i sottoscritti cittadini osservano quanto segue in merito alla deliberazione C.C. n. 29/2012 "INTEGRAZIONE E RETTIFICA DI PARTE DEGLI ELABORATI DELLA VARIANTE SOSTANZIALE IN ADEGUAMENTO ALLA LEGGE REGIONALE 11/98 E PTP ADOTTATA QUALE TESTO DEFINITIVO CON D.C.C. 35/2007 - RIADOZIONE PARZIALE DELLA VARIANTE SOSTANZIALE AL PRGC":

Con il presente documento, ribadendo i contenuti della Ns. Osservazione n. 1, dimostriamo come risulti apodittica e priva di fondamento l'affermazione dell'arch. Fubini secondo cui "I correttivi, le maggiori specificazioni, gli approfondimenti, le migliori definizioni introdotte nelle NTA non comportano alcuna modifica n allapparato cartografico motivazionale, n allapparato cartografico prescrittivo, n alla stessa Relazione Illustrativa nelle sue diverse parti. La zonazione non stata modificata e le stesse politiche urbane e territoriali sono di fatto confermate." Di fatto, siamo invece di fronte ad uno svuotamento e sviamento degli elaborati formalmente non modificati (Relazione, cartografie): non cambio le cartografie, ma modifico completamente la disciplina di zona; ad esempio, consentendo la realizzazione di case nelle zone E, nelle zone industriali ed artigianali e in zone destinate a ricettivo. Dalla semplice lettura delle seguenti osservazioni risulter inoltre evidente che l'amministrazione non si limitata a dare riscontro a quanto eventualmente richiesto dalla Regione. L'arch. Fubini dichiara "E emerso che il testo adottato con la del. 35/2007 non ha tenuto conto di alcuni degli esiti della Conferenza di pianificazione inerenti la bozza di variante a suo tempo sottoposta a

valutazione preliminare. In particolare il testo di NTA adottato nel 2007 non ha adeguato le destinazioni duso a quelle elencate nella l.r. 11/98, cos come non sono stati adeguati i parametri come definiti nei provvedimenti attuativi della l.r. 11/98. Rispetto al testo del 2007 sono necessari adeguamenti per la normativa di rango superiore nel frattempo intervenuta in riferimento in particolare alluso delle fonti rinnovabili, alla nuova disciplina delle zone agricole, alla nuova classificazione degli edifici in zona A e al nuovo regolamento edilizio tipo che ha spostato al suo interno alcune competenze incluse nelle NTA adottate." Nelle NTA, oltre alle sopra elencate integrazioni e modifiche richieste, in realt troviamo molto altro assolutamente non richiesto. Infine, i numerosi refusi ed errori spiegano, se ce ne fosse ancora bisogno, perch il legislatore regionale abbia previsto una concertazione preventiva del testo preliminare delle NTA (come invece non avvenuto). Nel dettaglio (NdA: con l'espressione "precedente" si intende la formulazione delle NTA del 2007):

I.

art. 2 punto 2.4 comma 2: chi decide se la convenzione dovr essere stipulata e in base a quali predeterminati criteri? Anche in considerazione di eventuali modifiche alle destinazioni d'uso tramite attuazione PUD delle zone di cui all'art 2 punto 2.7 comma 2 sembra opportuno definire tale aspetto;

II.

art. 2 punto 2.7 comma 2 e art. 13.2 : la previsione di facolt di frazionamento delle zone pare non corretta in quanto solo le zone originarie sono state oggetto di esame da parte della conferenza di pianificazione. L'eccessivo frazionamento impedirebbe una gestione del territorio generale. Da notare, inoltre, che tutta una serie di osservazioni alle NTA del 2007 (n. 17 MAVI Srl relativamente al Pussey; oss. n. 31 la Saxe) che chiedevano una modifica in tal senso, erano state rigettate con le seguenti motivazioni (predisposta, da un punto di vista tecnico, dall'arch. Fubini): "uno degli obiettivi strategici del Piano il potenziamento dello sviluppo alberghiero perseguito attraverso la definizione di scelte mirate sia all'incremento della capacit insediativa ricettiva, sia al potenziamento dell'offerta anche mediante

opportune modifiche delle destinazioni d'uso"; "per meglio regolare gli interventi trasformativi, si ritiene opportuna un'attuazione a mezzo di PUD al fine di garantire un progetto organico che consenta un miglior inserimento nel contesto (come peraltro anche previsto dal comma 10 dell'art. 24 delle NTA del PTP)"; Ma il rilievo pi importante riguarda la modifica sostanziale apportata dalle citate nuove NTA rispetto al precente art. 17.2.2 NTA 2007: prima non era consentita la destinazione residenziale, ma solo quella ricettiva (oltre a quelle esistenti); ora invece si consente destinazione residenziale e persino la destinazione a seconda casa in deroga agli equilibri funzionali ("Ai sensi del comma 11 art. 5 NTA, sui mappali fg. 36 nn. 657 e 83, per la realizzazione di un volume di 620,67 mc con destinazione duso abitazione temporanea, lett. dbis) punto 4.2 NTA.")! Ancora una volta, senza mutare la cartografia se ne svia il contenuto tramite le NTA. Non a caso, gi ora gli immobili in fase di realizzazione in loc. Golette, tutto sembrano meno che uffici e autorimesse. Fa sorridere (amaramente) pensare al fatto che lo stesso arch. Fubini in risposta ad osservazioni (rigettate) sulle zone Cd puntualizzava: "la destinazione d'uso ha carattere programmatico e non contingente". Ora non pi cos, l'orizzonte pare essere quello del presente/futuro prossimo da sanare. III. Art. 3, punto 3.2.1 in contrasto con l'art. 21.1 che prevede al punto d) l'estensione del golf in aree assoggettate a vincolo ambientale e non citato nella clausola di salvaguardia prevista dall'art. 21.3; IV. si segnala la scomparsa del disposto del precedente art. 3.4 esplicitante la coerenza della variante con il PTP; V. art 4 (destinazione d'uso) risulta meno puntuale ed efficace del precedente art. 8.1. L'aggiornamento alla nuova normativa di cui alla l.r. n. 11/98 doveva essere fatto tramite semplice rinvio alla norma (cos come suggeriscono le DGR in materia). In realt, abbiamo l'eliminazione dell'obbligo di esplicitare nel titolo autorizzativo l'intervento (DIA o CE) la destinazione d'uso. Anzich l'esatta ripetizione delle destinazioni previste dal legislatore, troviamo poi alcune destinazioni che paiono inventate appositamente per Courmayeur. In particolare: l'ufficio del residente per determinate attivit (punto 4.2 d1) considerato prima casa agli effetti degli equilibri funzionali, o il riferimento al momentaneo utilizzo (punto 4.1, comma 3). Visti gli abusi del passato e del presente, che hanno visto il proliferare di finti uffici poi destinati a seconda casa, sarebbe stata consigliabile una maggiore prudenza.

D'altra parte un testo pi puntuale e chiaro nelle definizioni dovrebbe appunto aiutare gli uffici a riconoscere e reprimere eventuali abusi; o no ? VI. art. 5 (equilibri funzionali) prevede un parziale svuotamento di sostanza del precedente disposto. In particolare, non prevedendo che la riduzione per demolizione o cambio di destinazione dei volumi destinati all'alberghiero non riduca proporzionalmente i volumi di edilizia secondaria assentibili, cos come era invece previsto dall'ultimo comma della precedente NTA. In questo caso evidente che non si tratta di aggiornamento o adeguamento della norma, ma di sostanziale modifica, in contrasto con gli indirizzi del PTP che prevedono invece un contenimento dell'edilizia secondaria. Non pare comprensibile, inoltre, la scelta, anche questa non motivabile da un supposto adeguamento all'art. 73 della l.r. n. 11/1998, di considerare gli uffici come seconde case (punto 5.3 b), ai fini del rispetto degli equilibri funzionali; in merito nessun atto tanto meno la relazione fornisce spiegazioni di una decisione che comprime illegittamente in quanto si tratta di scelta non motivata e irragionevole il diritto del cittadino di realizzare tale tipologia d'intervento che, almeno in teoria, dovrebbe essere diversa da quella dell'edilizia secondaria. Sorge il dubbio che con l'equiparazione delle categorie seconde case e uffici, si voglia preparare il terreno ad una successiva sanatoria degli uffici che gi oggi, abusivamente (magari "occasionalmente ?"), sono destinati in realt a civile abitazione. Il meccanismo degli equilibri funzionali viene inoltre svuotato dal c.d. Programma attuativo (comma 11) che, con sviamento della norma e degli obiettivi del PTP, serve in realt a realizzare, invertendo la normale e legittima cronologia degli interventi, seconde case e non alberghi. Il combinato disposto degli art. 5 e 23 delle NTA risultano in contrasto con l'Art. 12 l.r. 11/1998 comma 2 che prevede che il "PRGC definisce gli equilibri funzionali e dispone in ordine al loro raggiungimento via via che si realizzino gli interventi di trasformazione urbanistica o edilizia del territorio comunale". VII. Art 6 , punto 6.1 (posti auto): l'articolo pare troppo vago e discrezionale; inoltre: quale

sarebbe l'organo comunale deputato a fare tale scelta in deroga al piano? E che fine farebbe la pianificazione territoriale? VIII. Art. 6, punto 6.4, comma 2 c2 : c' un refuso; se le norme fossero state

preventivamente valutate dagli uffici regionali, ci non sarebbe avvenuto; IX. Art. 6, punto 6.4, comma 3 e : non giustificata n motivata la scelta secondo cui per l'artigianato di servizio non sia necessario nemmeno un posto auto? Gli artigiani non hanno

mezzi di servizio o non ricevono clienti? X. spesso mancano le tabelle riepilogative, invece, previste dalle NTA precedenti. Tale strumento aiutava nella lettura e nell'applicazione delle norme; XI. art. 8, punto 8.6 evidenzia l'incoerenza di altre norme, in particolare l'art. 21 comma 1, rispetto al PTP. In questo articolo, si riconosce infatti la prevalenza delle norme relative a SIC e ZPS. La clausola di chiusura dell'art. 21 comma 3, vale solo per l'art. 15 e non per l'art. 8.6. XII. Art. 12, punto 12.6 (zone artigianali): l'art. 16.5.2 delle precedenti NTA destinava

l'area ad "attivit industriali e artigianali, con l'unica eccezione, per le sole sottozone Bb05 e Bb07, nellambito della destinazione duso ammessa (lett. e dellart. 8, punto 8.3) di adibire spazi da utilizzare a scopo di abitazione, ceduta a titolo di locazione temporanea a favore di soggetti aventi diritto (addetti ad attivit economiche con sede produttiva nel Comune) ai sensi di specifica convenzione da stipularsi con lAmministrazione, avente durata ventennale e da trascriversi alla conservatoria dei registri immobiliari a cura e a spese degli interessati". La nuova norma apre invece al cambio di destinazione in favore di abitazioni e strutture alberghiere. La norma stravolge la pianificazione urbanistica in quanto di fatto cancella la destinazione di zona prioritaria e vocazionale delle suddette zone; in prospettiva, la realizzazione di strutture diverse da quelle artigianali e industriali render sempre pi difficile la continuazione di tali attivit. Anche in questo caso, rammentiamo che puntuali osservazioni richiedenti la possibilit di variare la destinazione d'uso degli edifici verso l'abitativo erano state rigettate (cfr. ad es. oss. nn. 23, 106, 118), esplicitando l'obiettivo della variante, ossia: "riconoscere e confermare le destinazioni d'uso dei fabbricati esistenti; confermare la destinazione d'uso di zona del PRGC vigente di fatto equivalente a quella meglio specificata alla lett. e) dell'art. 8, punto 8.3 delle presenti norme; destinare la nuova edificazione ammessa solo per usi e attivit di cui alla lett. e) dell'art. 8, punto 8.3 delle presenti norme (NdA NTA 2007). In tal senso le norme specifiche relative alla sottozona di specie riflettono il riconoscimento di una esigenza comunque presente nella localit e difficilmente localizzabile altrove". Tra l'altro, molte delle zone in questione si trovano in aree in cui sarebbe sconsigliabile, in ragione della cartografia degli ambiti inedificabili, l'aumento del carico insediativo (almeno a livello permanente). Anche in questo caso non possiamo fare a meno di notare che la norma in questione condonerebbe di fatto una serie di interventi in corso di realizzazione, che gi ora paiono altra cosa rispetto alle destinazioni consentite.

Il precedente PRGC, che cercava di mettere un freno all'edilizia abitativa, anche in questo caso viene stravolto dimostrando ancora una volta che non pu essere considerata valida la precedente attivit della conferenza di pianificazione e la Relazione, le cui motivazioni e i cui obiettivi non sono stati rispettati. Nel caso, in cui l'amministrazione decida di perseguire nel suo non condivisibile intento, si chiede di limitare la destinazione consentita alla d2 e d3 (edilizia convenzionata), in caso contrario si farebbe l'ennesimo regalo alla speculazione e a chi si pu permettere una prima casa che nella migliore delle ipotesi coster oltre 9.000,00 euro al metro quadro. XIII. Art. 12, punto 12.8 commi 1 e 2: la norma apporta modifiche sostanziali alla

precedente NTA 16.5.4 sviando cos la previsione delle cartografie e la stesso obiettivo delle nuove NTA "il piano persegue prioritariamente lobiettivo della realizzazione e riqualificazione di strutture ricettive". Prima si potevano solo effettuare interventi alberghieri/ricettivi ora, tanto per cambiare, si possono realizzare anche case. Non pare chiaro il disposto del primo comma che afferma: "Nelle porzioni di territorio comunale delimitate e qualificate come sottozone Bd sono confermate le destinazioni duso esistenti al 31/03/2012": si spera che si intenda solo quelle legittimamente autorizzate facendo riferimento al PRGC vigente e alle NTA del 2007. La previsione viene di fatto svuotata di senso prevedendo una nuova e artificiosa categorizzazione delle Bd: a) sottozone Bd con destinazione duso esistente prevalente ricettiva alberghiera; b) sottozone Bd con destinazione duso esistente prevalente non ricettiva. Nelle seconde, individuate senza adeguata motivazione dall'amministrazione, si possono realizzare anche prime case, previsione che di fatto render impossibile in quanto economicamente meno vantaggiosa la realizzazione di nuove strutture ricettive. Da evidenziare che anche in questo caso, in sede di esame delle osservazioni alle NTA 2007 erano state rigettate le osservazioni che chiedevano un'estensione della normativa delle zone Ba alle Bd. In particolare, segnaliamo l'oss. n. 154 a firma di Derriard Ezio (di pari contenuto oss. n. 101 e n. 156) che in merito alla zona Bd 18 ora inserita nelle zone in cui consentito costruire case chiedeva in pratica quanto ora concesso dall'amministrazione di Derriard Fabrizia.

L'osservazione era stata rigettata con le seguenti motivazioni, scritte anche da un irriconoscibile arch. Fubini: "Uno degli obiettivi strategici del Piano il potenziamento dello sviluppo alberghiero perseguito attraverso la definizione di scelte mirate sia all'incremento della capacit insediativa ricettiva, sia la consolidamento dell'offerta esistente. In particolare la sottozona Bd 18, caratterizzata dalla presenza di significative quantit (in termini di superfice) di lotti liberi sparsi rispondenti ai requisti ampiamente individuati e descritti nella Relazione e tali da poter essere ragionevolmente riconosciuti come spazi e aree specificatamente destinati alla ricettivit, a fronte della nuova stazione di partenza della funivia Dolonne Chcrouit". Rispetto alla zona bd 26 si segnala che il disposto dell'art. oggetto di esame, consentendo la possibilit di costruire di prime case e, addirittura, di seconde case, contrasta con la risposta negativa data all'oss. n. 117 di Lumignon Roberto: "Ai sensi del comma 11 art. 5 NTA, sui mappali fg. 50 nn. 342, 343, 344, e 588 realizzazione di un volume di 1158,89 mc con destinazione duso abitazione temporanea, lett. dbis) punto 4.2 NTA". In pratica, l'art. 5 Nta oltre a voler derogare al regime degli equilibri funzionali, derogherebbe persino senza alcuna motivazione all'ordinaria disciplina di zona delle zone Bd (persino a quella rivista in peggio nel 2012!). Il tutto pare illegittimo. XIV. Art. 15, punto 15.6 comma 2: La norma manca evidentemente dei requisiti di

generalit e astrattezza previsti per uno strumento come il PRGC, poich individua precisamente mappali, fogli e particelle corrispondenti ad un soggetto preciso inserito nella lista d'attesa seconde case adottata come piano d'attuazione degli equilibri funzionali nella stessa adunanza e indica adirittura il volume realizzabile. Siamo di fronte a una norma ad personam priva di motivazione. Vale la pena riportare la norma in questione: "Ai sensi del comma 11, art. 5 NTA, sul mappale fg. 47 n. 39 inserito parzialmente in zona Ee06 e sui mappali fg. 47 nn. 53 sub. 3-4-5-6 e 39 sub. 2-3-4-5 (inseriti in zona Ba47) ammessa la realizzazione di un volume di 598,75 mc con destinazione duso abitazione temporanea, lett. dbis) punto 4.2 NTA". Si prevede quindi che una norma transitoria art. 5 comma 11 - non solo deroghi, illegittimamente il principio degli equilibri funzionali, ma addirittura deroghi la destinazione di zona del piano (coerente con il PTP), il tutto non per realizzare un intervento di interesse generale ma l'ennesima seconda casa ! XV. Art. 15, punto 15.6 elimina, inoltre, la previsione delle precedenti NTA che all'art. 19.5

lett. d) prevedeva la seguente disciplina pi restrittiva e coerente con il PTP: "sugli edifici esistenti sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e risanamento conservativo, senza cambio della destinazione d'uso". XVI. Art. 15, punti 15.7 e 15.8: Dal confronto tra le precedenti NTA e le nuove, pare che non

siano pi previsti, in maniera esplicita, il divieto di cambio di destinazione d'uso degli edifici in zona Ef (19.6.2 vecchie NTA) , le limitazioni per le zone EG (19.7 vecchie NTA, mutamenti delle destinazioni d'uso solo a favore di attivit di carattere agro-silvo-pastorale), cos come il divieto generale di nuova edificazione. Auspichiamo sia solo una dimenticanza e non l'ennesima concessione a chi intende realizzare case (oltre che una nuova dimostrazione del fatto che trattasi di nuove norme e non di aggiornamento e integrazione). Il rischio, o meglio la probabilit, che tale norma anzich favorire destinazioni coerenti con quella di zona (agricola o al pi turistica), incentivi invece la solita destinazione abitativa. Se fosse consentito il cambio di destinazione verso d e dbis, saremmo nuovamente in

contrasto con la sostanza e gli obiettivi della variante oggetto di conferenza di pianificazione, cos come confermato dal rigetto di osservazioni in tal senso nel 2007. In particolare, all'oss. n. 185, l'amministrazione e l'arch. Fubini avevano risposto: "Nelle sottozone Eg l'obiettivo del piano la conservazione e la valorizzazione delle risorse agrarie tradizionali, pertanto in esse vanno conservate e valorizzate, anche a scopo di manutenzione ambientale, le attivit di tipo agricolo. Le norme relative agli edifici esistenti consentono infatti anche importanti interventi di trasformazione, purch a favore di attivit agricole legate alla conduzione dei fondi." XVII. art. 15, punto 15.7 in contrasto con l'art. 21.1 che prevede al punto d) l'estensione del golf in aree assoggettate a vincolo ambientale ed l'unico citato nella clausola di salvaguardia prevista dall'art. 21.3; XVIII. art. 15, punto 15.9, comma 1: sembra rinviare all'articolo sbagliato (art. 23, punto23.4 invece che punto 23.5). XIX. art. 23, punto 23.1 b: nella tabella B manca l'hotel Select. A meno che non sia una

dimenticanza, l'esclusione dovrebbe essere motivata con l'indicazione degli atti in base ai qualici avvenga; XX. art. 23, punto 23.1.1 lettera B: la definizione di cui al punto B riqualificazione

generale mediante un insieme sistematico di opere finalizzate a: non pare sufficientemente

chiara. La formula vaga e soggetta a interpretazione troppo soggettiva per delle norme tecniche di attuazione (che mix tra gli interventi previsti al punto B pu essere considerato un insieme sistematico??). Inoltre l'art. 23, punto 23.1.1comma 3 prevede la sottoscrizione di una convenzione per poter usufruire dell'ampliamento previsto al punto B, senza per definire preventivamente parametri di valutazione, condizioni e contenuti dell'atto. Pertanto alla fine l'albergatore potr realizzare soltanto gli interventi che l'amministrazione accetta a sua insindacabile discrezione. un meccanismo che pare lasciare troppo spazio alla discrezionalit e ledere la libert di scelta imprenditoriale degli albergatori soprattutto se si rammenta che si tratta del PRGC (che dovrebbe invece prevedere delle norme generali); XXI. art. 23, punto 23.1.1 lettera B1: prevede che l'ampliamento possa essere fatto una

tantum in un unico intervento del 40%. Questo discrimina tutti gli albergatori che per motivi di distanze o altri non possono ampliare pi di una certa percentuale (e sono la maggior parte) e gli albergatori che per motivi legati alla loro attivit preferiscono ampliare di meno o farlo in pi volte. Inoltre prevede che debba essere realizzato un centro benessere. Le norme tecniche non possono imporre con tale precisione un intervento a una categoria imprenditoriale per poter usufruire di una agevolazione: spetta all'imprenditore decidere che tipo di intervento pi adatto alla sua struttura. La normativa risulta quindi in contrasto con le finalit del PRGC, oltre che viziata da un eccessivo ed irragionevole dettaglio di pianificazione. XXII. art 23, punto 23.1.1 lettera B punto 2: cosa si intende con classe Bb ? XXIII. Art 23, punto 23.1.1 lettera B2: siamo di fronte a una procedura per lo meno anomala che, come evidenziato nell'osservazione precedente, rischia di favorire un limitatissimo numero di soggetti perdendo i requisiti di generalit e astrattezza imprescindibili per un atto di pianificazione quale il PRGC. Pi che incentivare l'attivit alberghiera risulta un ennesima facilitazione alla realizzazione di seconde case. Da notare che l'amministrazione Blua aveva parzialmente rigettato l'osservazione n. 8 che chiedeva maggio possibilit di ampliamento rispetto al 30% gi previsto. Riportando testuale: "Densit superiori sono in linea generale da considerarsi inopportune in relazione alle particolari condizioni di natura ambientale e paesaggistica della localit". Cos' cambiato nel frattempo ? XXIV. art. 23.5 combinato con art. 15, punto 15.9 comma 1: in ragione della particolarit paesaggistica ed ambientale delle Val Veny e Ferret, pare inopportuna la previsione degli

articoli citati, troppo generali e di mero rinvio alla normativa regionale. Il legislatore regionale pu infatti offrire delle facolt e non sempre degli obblighi d'intervento non sempre compatibili con il territorio di Courmayeur. In particolare, si fa riferimento alle c.d. "Case mobili" (naturalmente in legno...) che potrebbero invadere le 2 valli laterali, costituendo cos veri e propri villaggi turistici. Il tutto in contrasto con il carattere stagionale dell'attivit e con le gi ricordate caratteristiche ambientali delle aree. Sul carattere mobile di tali strutture e sul rischio di loro trasformazione, nei fatti, in seconda casa, basti pensare al c.d. Campeggio di Antey.... Sul riconoscimento dell'opportunit di una normativa adeguata alla particolare situazione delle vallate, si rinvia alla risposta fornita dall'amministrazione e dall'arch. Fubini alle osservazioni nn. 147 e 167: "I particolari caratteri di qualit e sensibilit ambientale del territorio di Courmayeur rendono inopportuna un'applicazione indiscriminata di norme di carattere generale relative alle strutture di specie". XXV. Art. 24, punto 24.1: ennesimo refuso. XXVI. Art. 25, punto 25.3: l'art. 5 prevede gli equilibri funzionali e il meccanismo per la loro applicazione (art. 5 punti. 5.5; 5.6; 5.7) e assegna la verifica della successione temporale (prima devono essere realizzati 3 mc di volume di aziende alberghiere per poter realizzare successivamente 1 mc di volume di abitazioni temporanee) a un programma attuativo triennale. L'art. 25, punto 25.3 costituisce il primo programma attuativo, ma: I. Per definizione un meccanismo non ha bisogno di un programma attuativo poich il meccanismo di per se definisce il modo in cui funziona un'organizzazione oppure avviene un processo fisico, psicologico, sociale (dizionario garzanti); II. il disposto dell'art. 25, punto 25.3 in manifesto contrasto con il disposto dell'art. 5 in quanto prevede il ribaltamento della regola di calcolo e applicazione degli equilibri funzionali da questo previsto; III. il punto 2 prevede con assoluta precisione che saranno realizzati nei prossimi 3 anni esattamente 16.971,855 mc di nuovi alberghi. Solitamente gli strumenti giuridici di gestione del territorio non si basano sull'arte divinatoria, ma dato che che non si riscontrato in alcun punto della documentazione un serio studio che dimostri tale dato, forse appunto agli aruspici che l'amministrazione si affidata. Come pu il comune giustificare tale previsione alla luce degli ultimi 20 anni, in cui di alberghi se ne sono fatti ben pochi? Inutile dire che gli edifici ricompresi nella lista presa in

considerazione resteranno in contrasto con gli equilibri funzionali per lunghissimo tempo, vanificando la disposizione dell'art. 5 che prevede, al fine di promuovere la costruzione di strutture alberghiere, gli equilibri funzionali. Nulla viene detto rispetto a cosa accadr agli edifici realizzati nel caso in cui in futuro non si raggiungesse l'obiettivo di realizzare le necessarie volumetrie alberghiere. Probabilmente, nel rispetto della tradizione giuridica valdostana che si fondava sul "droit coutumier" varr il detto "Passata la festa gabbato lo santu". Tale disposizione favorisce ingiustamente chi ricompreso nella lista approvata nello stesso consiglio delle NTA. Avremmo quindi un danno ingiusto in quanto derivante da norma illeggittima nei confronti degli altri cittadini e di coloro esclusi dalla nuova lista e un vantaggio ingiusto per i fortunati ricompresi nella lista. L'eventuale rigetto della presente osservazione costituirebbe, senza adeguata e puntuale controdeduzione, probabilmente una situazione di colpa grave se non dolo (art. 320 c.p.) dei consiglieri e degli uffici (segretario comunale) interessati. L'articolo, quindi, svuota completamente il meccanismo degli equilibri funzionali ribaltando la cronologia degli interventi: prima le seconde case (abitazioni temporanee) e poi l'alberghiero, concretizzando cos uno sviamento dello strumento e della normativa di riferimento. L'aspetto pi incredibile della vicenda che ordinariamente l'amministrazione, sia per i PUD, sia nei recenti casi di accordo di programma, ha sempre previsto che prima debbano essere terminate le strutture alberghiere e solo successivamente si possa disporre delle seconde case eventualmente connesse all'intervento. Non viene, inoltre, motivato in nessun modo come e perch la realizzazione di nuove case anche in spazi non ancora edificati possa favorire la realizzazione di nuovi alberghi. Non viene motivato perch si possano costruire esattamente i metri cubi di seconde case inseriti nella lista consistente il primo piano d'attuazione e non 1.000 in pi o in meno; n perch sia stata stabilita come riferimento scelta dall'amministrazione. La violazione pi grave consiste nel fatto che la norma sbloccherebbe edificazione secondaria anche in terreni attualmente non edificati, ci in aperto contrasto con il PTP. Il Sindaco dichiara in delibera "le previsioni per gli alberghi fino ad oggi non sono mutate. Gli equilibri non per questo hanno prodotto incentivi per nuove costruzioni alberghiere. Le norme che proponiamo danno importanza alla prima casa. Nellultima quota di territorio edificabile, non espandibile, si privilegia la destinazione duso di abitazione principale"; quest'affermazione risulta falsa l'art. 25 sblocca nuova edificazione secondaria anche su una delle ultime aree non edificate e contraddittoria rispetto alla previsione del c.d piano di attuazione degli equilibri. Sempre le

parole del sindaco, riportate in deliberazione e quindi da considerare motivazione dell'amministrazione nell'adozione dell'atto, svelano un obiettivo in contrasto con il PTP, oltre che con la Relazione originaria dell'amministrazione Blua: "vanno sbloccate delle pratiche edilizie in lista dal 2002 per evitare il rischio che chi in lista costruisca tra ventanni. Nel contempo non si costruir del nuovo fino a quando non ci sar nuovo volume alberghiero. Il soddisfacimento della lista dattesa comporta la costruzione di soli 1.500 mq di nuove edificazioni. Nessuno ha avuto il coraggio di prendere in mano una situazione degradata. Si fa pulizia e si comincia con un altro sistema." Un'altro sistema che in ogni caso avrebbe dovuto essere concertato preventivamente. Se ci fosse stato fatto, il testo preliminare delle NTA scritto dal Sindaco Derriard probabilmente non avrebbe superato il vaglio preventivo della conferenza di pianificazione in quanto in contrasto con l'art. 24 del PTP, che, in coerenza, peraltro, con normative gi contenute in numerosi PRGC, fornisce specifiche indicazioni per la previsione di rapporti, nelle stazioni turistiche, tra abitazioni temporanee ed aziende alberghiere e/o strutture ricettive. Tali rapporti hanno evidentemente lo scopo, oltre a quello di privilegiare gli insediamenti turistici in strutture ricettive qualificate, quali le aziende alberghiere, di contenere lulteriore occupazione di territorio con insediamenti di tipo estensivo turisticamente poco qualificati, quali le seconde case. A tal fine, la legge prevede che siano definiti idonei equilibri funzionali atti a limitare destinazioni duso, quali, ad es., le residenze turistiche temporanee, che hanno quale effetto un consumo per lo pi non giustificato, oltrech non qualificato, di territorio. Come si vede, lo sblocco della lista d'attesa non legittimamente motivabile rispetto agli indirizzi e alle norme cogenti del PTP, di cui si ripete, la variante dovrebbe essere attuazione. XXVII. Art. 25, punto 25.3 comma 2: sarebbe opportuno chiarire se la volumetria

alberghiera derivante dagli accordi di programma concorre a sbloccare volume residenziale oppure no (dato che si tratta di strumenti in deroga al PRGC, si immagina di no). Restando a disposizione per ogni chiarimento, porgiamo cordiali saluti.