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Spett. Comune di Courmayeur 40, viale Monte Bianco I-11013 Courmayeur Alla c.a.

del Sindaco del Segretario comunale del Responsabile del Servizio Tecnico urbanistico di tutti i consiglieri comunali

Oggetto: PRGC osservazione n. 1 in merito a illegittimit procedimento

Con la presente, i sottoscritti cittadini osservano quanto segue in merito alla deliberazione C.C. n. 29/2012 "INTEGRAZIONE E RETTIFICA DI PARTE DEGLI ELABORATI DELLA VARIANTE SOSTANZIALE IN ADEGUAMENTO ALLA LEGGE REGIONALE 11/98 E PTP ADOTTATA QUALE TESTO DEFINITIVO CON D.C.C. 35/2007 - RIADOZIONE PARZIALE DELLA VARIANTE SOSTANZIALE AL PRGC":

INTRODUZIONE Il 18/09/2007 l'amministrazione Blua approvava il nuovo piano regolatore di Courmayeur (testo definitivo ex art.15 comma 9 l.r. 11/1998). Ai sensi della l.r. n. 11/1998, il Comune ha successivamente trasmesso gli elaborati alla struttura regionale competente in materia di urbanistica (prot. 18646 del 5/11/2007), che doveva esaminarli per valutarne la coerenza con i principi, le finalit e le determinazioni della legge 11/98 e della pianificazione territoriale e paesaggistica della Regione (PTP); il risultato di tale istruttoria doveva essere valutato da apposita conferenza di pianificazione. La Giunta regionale, sulla scorta delle valutazioni conclusive operate dalla conferenza di pianificazione e sentite le valutazioni del Sindaco del Comune interessato, con propria deliberazione avrebbe dovuto quindi: a) approvare la variante sostanziale; b) non approvare la variante sostanziale;

c) proporre al Comune delle modificazioni. Nel caso di proposte di modificazione da parte della Giunta regionale, il Comune poteva disporne l'accoglimento oppure presentare proprie controdeduzioni su cui la Giunta regionale stessa, sentito il parere della conferenza di pianificazione, doveva pronunciarsi in via definitiva. L'iter stato invece sospeso perch la Regione ha chiesto con nota prot. 25955 del 29/11/2007 i seguenti e solo questi documenti: completamento della relazione illustrativa ( parte I- cap 3 ; Parte II cap.1.2, cap. 2, cap. 3) trasmissione Bancadati PRG; carte motivazionali in scala 1:5000; carta prescrittiva di Tutela e valorizzazione naturalistica in scala 1:5000.

L'amministrazione Derriard non ha fornito completo riscontro alla mera richiesta di documentazione da parte della regione per quasi 5 anni e in data 17/04/2012 ha stravolto il PRGC con un procedimento che non previsto da nessuna normativa vigente (aspetto che dimostreremo nei paragrafi successivi). Anche nel caso in cui si ritenesse possibile e legittima, in questa fase del procedimento, una riadozione parziale del testo preliminare della variante generale cosa che naturalmente noi non riteniamo le nuove Norme Tecniche d'Attuazione, adottate in forma preliminare nella seduta del 17/04/2012, avrebbero dovuto seguire l'iter dell'art. 15 l.r. 11/1998, che prevede apposita preventiva attivit di verifica rispetto alla VAS e alla coerenza della variante con gli altri strumenti di programmazione previsti dalla normativa vigente. Dichiariamo fin d'ora che non si pu considerare tale l'attivit svolta, fino al 2007, in sede di conferenza propedeutica all'adozione del testo preliminare. Infatti vi sono almeno 3 casi evidenti di sostanziale stravolgimento dei contenuti della variante approvata nel 2012 rispetto a quelli oggetto dell'esame gi svolto prima del 2007 e in contrasto con gli obiettivi originari della stessa, dichiarati in sede di relazione e rintracciabili nei verbali della conferenza di pianificazione (ante 2007): 1. art. 21 NTA 2012: l'ampliamento del campo da golf, vietato invece dal testo definitivo adottato con DCC 35/2007 in quanto interessante zone SIC e ZPS (divieto confermato persino in sede di esame osservazioni !);

2. combinato disposto art. 5 e 25.3 NTA 2012: lo stravolgimento del sistema degli equilibri funzionali disciplinato dalle NTA adottate con DCC 25/2007 svuotato di contenuti sostanziali dal nuovo piano d'attuazione, che consente la realizzazione di seconde case, prima della realizzazione dei volumi alberghieri richiesti dagli equilibri; 3. art. 12.6 NTA 2012: la possibilit di realizzare edilizia abitativa nelle zone artigianali e industriali, non consentita invece dalle NTA adottate come testo definitivo del 2007; Queste norme sostanziali non sono il risultato di un adeguamento alle indicazioni della Regione e quindi dovevano essere sottoposte a tutte le fasi di esame preventivo (compresa la VAS) previste dalla normativa sulla redazione delle varianti generali ai PRG in attuazione al PTP.

RILIEVI PRELIMINARI Si evidenzia: mancato rispetto dell'art. 15 comma 8 l.r. 11/1998: i termini per presentare le osservazioni sono infatti decorsi dalla pubblicazione all'albo della delibera e non del relativo avviso, mentre la pubblicazione del comunicato da parte degli organi di informazione a carattere regionale avvenuta con circa 2 settimane di ritardo e quindi non "tempestivamente"; mancato rispetti dei tempi di pubblicazione previsti in materia di VAS; il testo delle NTA non stato oggetto di una mera "integrazione, aggiornamento o rettifica", cos come preteso dal Sindaco e dal Segretario comunale, ma di una totale riscrittura: ogni articolo stato modificato nella rubrica, nella numerazione e in molti casi anche nei contenuti, sia nella forma, che nella sostanza del dispositivo. Risulta evidente la difficolt per i cittadini ma immaginiamo anche per i competenti uffici comunali e regionali di effettuare una comparazione analitica e sistematica delle norme adottate in forma definitiva con DCC 35/2007, rispetto a quelle nuove adottate (in forma preliminare) con DCC 29/2012. Non risulta che sia stata fornita a nessuno una relazione che indichi puntualmente le norme oggetto dei c.d interventi di aggiornamento, rettifica ed integrazione. A fronte di questa situazione, si sollevano dubbi rispetto al fondamento dell'analisi alla base dei pareri di competenza del tecnico e del segretario comunale, in merito al testo preliminare adottato; la mancata esplicita indicazione delle NTA "aggiornate" (di fatto modificate) rende oggettivamente impossibile conoscere preventivamente le norme su cui i cittadini sono

legittimati ad intervenire con osservazione. si segnala che, a rendere ancora pi difficoltosa la partecipazione dei cittadini al procedimento, ha contribuito la scelta dell'amministrazione comunale di eliminare dal sito istituzionale le norme adottate in forma definitiva nel 2007;

OSSERVAZIONI IN MERITO A ILLEGITTIMITA' PROCEDURA La delibera con cui il Consiglio comunale adotta le "nuove" NTA illeggittima per violazione dell'art. 15 della l.r. n. 11/1998. L'oggetto "giuridicamente non identificato" adottato con DCC n. 29/2012 si inserisce nell'iter di approvazione della variante generale del PRGC di Courmayeur di adeguamento al PTP. Il procedimento disciplinato dalla l.r. n. 11/1998 ed in particolare dagli artt. 13 e 15. Il Comune di Courmayeur era giunto alla fase dell'iter indicata dal comma 10 dell'art. 15 citato; da questo momento la competenza a proseguire l'iter risulta in capo alla Regione, come del resto confermato dalla corrispondenza con cui la stessa chiedeva poche e formali integrazioni, precisamente individuate. Non c' invece traccia di una formale richiesta degli uffici regionali di procedere ad una revisione generale delle NTA, in quanto si sarebbe trattato di richiesta irrituale e illegittima, oltre che ridondante rispetto al regolare iter. La legge prevede infatti, al comma 12, la possibilit di effettuare eventuali modifiche agli elaborati della variante, sulla scorta dei rilievi della conferenza di pianificazione di cui al comma 10, ma esclusivamente da parte della Giunta regionale e non del Comune. Quest'ultimo potr semmai reintervenire nel procedimento per effettuare controdeduzioni alle proposte di modifica della Giunta regionale (cos il comma 13). Detto per inciso, se proprio l'amministrazione Derriard voleva modificare il PRGC doveva attendere la sua definitiva approvazione da parte della Giunta regionale e quindi avviare l'iter per un'apposita variante sostanziale. A conferma del gi chiaro dettato legislativo, si richiama inoltre la circolare regionale n. 34 (Prot. n. 13766/UR del 6 luglio 2001) della Direzione urbanistica in materia di procedimento di adeguamento dei PRGC al PTP, che alle pagine 24 e 25 (NdA, i riferimenti ai commi vanno aggiornati al testo vigente della l.r. n. 11/1998) prevede che: "Dallesame del contesto di tutto liter procedurale della variante si desume che in tale contesto e fatta eccezione per leventuale accoglimento di osservazioni, di cui si dir in seguito, il consiglio comunale non pu apportare alcuna modificazione alla bozza trasmessa per la valutazione che non sia conseguente alla

concertazione di cui al comma 2 o allaccoglimento di proposte formulate dalla conferenza di pianificazione in sede di valutazione preventiva. Se infatti cos non fosse, ne deriverebbe, contrariamente allo spirito ed alle finalit della legge, la possibilit di apportare varianti alla bozza senza che per le medesime sia stato predisposto il relativo studio di impatto ambientale, sia stata effettuata la valutazione preventiva prevista dal comma 3 e, ove del caso, la concertazione prevista dal comma 2, in contrasto, come gi detto, con quanto espressamente previsto dalla legge. Ne consegue, ad es., che, nelle more della sua approvazione definitiva, la variante di cui caso non potr essere oggetto di modifiche o varianti, anche non sostanziali. La possibilit di apportare modifiche o varianti presuppone infatti che latto che si intende modificare o variare sia, a tutti gli effetti, un atto compiuto. Le considerazioni riportate circa limpossibilit di apportare modifiche o varianti ad atti non ancora compiuti valgono ovviamente anche nel caso in cui non si siano prodotti gli effetti di cui al comma 7. Sempre con riferimento al comma 7, per atti della variante adottata devono intendersi anche tutti gli atti preliminari, quali, ad es., il testo preliminare della variante (qualora, ovviamente, abbia subito modificazioni rispetto a quello a suo tempo presentato per la valutazione) e relativa deliberazione di cui al comma 4. La variante al PRG infatti un unico atto di pianificazione, come tale inscindibile: esso approvato o non approvato nel suo complesso. Parimenti, si applica o non si applica, con effetti equivalenti allapprovazione, ai sensi del comma 7." In proposito, si ribadisce che le modifiche apportate dalla DCC n. 29/12 sono in pi parti sostanziali. A riprova, si pensi solo all'efficacia concreta di tali norme: in base alle vecchie NTA, l'attuale campo da golf non poteva ampliarsi, mentre ora pu essere raddoppiato ! In base alle vecchie NTA, si aveva un congelamento delle domande di costruzione o cambio di destinazione per nuove seconde case, fino alla realizzazione dei previsti volumi di edilizia alberghiera, mentre se le nuove norme fossero approvate, potrebbero essere realizzati migliaia di metri cubi di seconde case subito ! A) In via subordinata, si rileva l'illegittimit del provvedimento oggetto di osservazioni per violazione dei commi 1-2-3-4-5 dell'art. 15 dela cit. l.r. n. 11/1998. Nel caso in cui si ritenesse comunque legittimo per il comune modificare in questa fase le NTA, si rileva infatti che le norme variate in particolare, ma non solo, quelle relative all'ampliamento del Golf in zone ZPS e SIC e quelle relative agli equilibri funzionali - non sono state sottoposte all'iter di cui ai commi 1-2-3-4-5 dell'art. 15 dela cit. l.r. n. 11/1998.

Citando sempre la circolare n. 34 "La procedura prevista per la formazione, ladozione e lapprovazione delle varianti sostanziali al PRG finalizzata innanzitutto a portare a conoscenza del Comune lavviso di tutte le strutture regionali interessate ai contenuti della variante (o meglio della bozza di variante) prima che la variante medesima sia oggetto di formale adozione da parte del consiglio comunale; a tal fine stata istituita la conferenza di pianificazione, cui compete valutare listruttoria espressamente ossia per quelle NTA e non per altre (NdA) - predisposta in ordine alla bozza di variante sostanziale. Tenuto conto di tale finalit, per bozza di variante, al di l della concisa definizione contenuta al comma 1, deve di fatto intendersi unipotesi di variante completa in quanto a contenuti ed elaborati, tale da consentire una valutazione esaustiva sotto tutti gli aspetti". Si ribadisce in proposito, che non pu essere ritenuta valida l'attivit precedentemente svolta dalla conferenza di pianificazione fino al 2007, in quanto tale organo non ha mai esaminato o discusso in alcun modo il testo delle NTA cos come modificato: le vecchie norme non consentivano interventi connessi al golf nelle zone indicate dall'attuale art. 21 delle NTA, n prevedevano deroghe temporali al regime degli equilibri funzionali, n prevedevano una disciplina cos dettagliata in materia di alberghi o l'ampliamento della possibilit di realizzare prime case in zona artigianale e seconde case in pratica ovunque. E' inoltre appena il caso di sottolineare che tale attivit di pianificazione e coordinamento preventiva non pu essere sostituita da quella successiva: il legislatore prevede infatti distinti momenti d'intervento degli uffici regionali, ci anche al fine di garantire che il diritto alla partecipazione dei cittadini si eserciti su un testo gi esaminato e validato dalla Regione. Infine, non pare rilevare il fatto che, mentre il testo definitivo della variante giaceva, senza motivazione, nei cassetti comunali per 4 anni, il legislatore regionale abbia modificato la normativa in materia di urbanistica ed edilizia: rispetto ad eventuali adeguamenti obbligatori e non discrezionali alle NTA poteva infatti provvedere la Giunta regionale in sede di approvazione definitiva, mentre per eventuali nuove facolt e possibilit consentite al Comune, questo avrebbe dovuto attendere la regolare conclusione dell'iter di approvazione dello strumento urbanistico per poi avviare un nuovo procedimento amministrativo di variante. Da notare, inoltre, il mancato aggiornamento della Relazione, documento motivazionale della normativa di attuazione, sede deputata al confronto tra le scelte della variante e le norme per settori del PTP, le disposizione della LR 11/98 e le altre pianificazioni e normative di rango superiore. Tale non pu essere ritenuta infatti la c.d. "relazione appendice" a firma dell'arch. Fubini che, ad esempio, liquida il raddoppio del golf con queste laconiche righe: "Alcuni articoli vanno a rafforzare le finalit a suo tempo gi definite. Lart. 21 in particolare (pratica

del golf) detta regole relative a eventuali interventi a supporto della pratica sportiva specifica". Dov' il confronto con il PTP ? E l'esame delle MODIFICAZIONI QUALITATIVE E QUANTITATIVE INDOTTE SULLAMBIENTE E SUL PAESAGGIO? Del resto, non risulta che la c.d. "Relazione appendice" sia stata preventivamente esaminata dalla conferenza di pianificazione (pare perlomeno anomalo che un documento integrativo non segua lo stesso iter di adozione del documento da integrare...), sottoposta a VAS o a valutazione d'incidenza. B) L'aspetto pi grave di illegittimit dell'atto oggetto di osservazione il mancato assoggettamento delle nuove NTA di nuovo facciamo riferimento in particolare all'art. 21 NTA che autorizza il raddoppio del Golf alla procedura di valutazione ambientale. In merito, si rinvia all'art. 15 comma 1 della cit. l.r. n. 11/1998 e, per quanto riguarda la numerosa e costante giurisprudenza in materia, alla sent. TAR Abruzzo, Sez. Pescara, 13/12/2011 n. 693 che affronta un caso simile a quello del Comune di Courmayeur (anche in questo caso, il comune dichiarava di aver adottato una modifica alle sole norme tecniche di attuazione e non gi alla cartografia e zonizzazione. "Si tratta di un ragionamento dal punto di vista logico non accettabile, in quanto parte da una valutazione per negare la necessit della stessa valutazione, in sostanza negando una premessa sulla base di una conseguenza. In altri termini, il comune deduce dal contenuto delle nuove norme tecniche di attuazione la non necessit di sottoporle a una previa valutazione ambientale, mentre proprio lesito di tale valutazione a eventualmente considerarne nullo limpatto ambientale. Si d quindi per scontato quanto dovrebbe in ipotesi risultare solo allesito proprio della valutazione di impatto ambientale". In particolare: i. si rileva l'illegittimit della variante per violazione della legge regionale n. 11/1998 art. 15 comma 1 e di ogni norma e principio in materia di pianificazione, nonch per errore sui presupposti, illogicit, difetto di istruttoria, carenza di motivazione, contraddittoriet e irragionevolezza. La procedura relativa alla VAS doveva essere attivata almeno per il raddoppio del Golf, cosa che invece non avvenuta; le norme di attuazione non possono stravolgere come si vedr l'impianto del piano regolatore. ii. si contesta il rispetto delle norme sulla formazione degli strumenti urbanistici, in particolare la violazione dei criteri e delle norme relativi al vigente PTP (mancata conformit), per violazione dei principi di trasparenza e legalit. L'atto in questione fatichiamo a definirlo variante non essendo stato oggetto di partecipazione della Regione, non stato preceduto da unadeguata fase istruttoria verifica norme cogenti cos come previsto dal comma 6 del l'articolo 14, laddove si afferma che le valutazioni

della conferenza di pianificazione, di cui all'art. 15, comma 3, sono in primo luogo indirizzate ad assicurare la coerenza delle varianti al PTP ossia: adeguamento alle prescrizioni direttamente cogenti e prevalenti; recepimento delle prescrizioni mediate; traduzione degli indirizzi in scelte e norme urbanistiche. iii. Si contesta la violazione della direttiva comunitaria n. 42 del 2001, la violazione degli articoli 5 e seguenti del decreto legislativo 152 del 2006, della legge regionale 2 del 2008, delle direttive ed istruzioni impartite in materia dalla giunta regionale; iv. non sono stati rispettati la direttiva comunitaria 43 del 1992, i d.p.r. 357 del 97 e 120 del 2003, nonch le leggi regionali in materia e relative DGR. La variante interessa dei siti di particolare pregio ambientale SIC e ZPS per cui andava effettuata una verifica della sua incidenza su detti siti; v. Se questa come dichiarato dalla stessa amministrazione nel momento in cui fa riferimento, nel verbale di delibera di adozione, all'art. 15 della cit. l.r. n. 11/1998 una variante generale alla variante in corso di approvazione, deve essere sottoposta al procedimento di valutazione ambientale strategica (VAS) introdotta dalla direttiva comunitaria 42 del 2001 allart. 2, recepita dal decreto legislativo 152 del 2006 allart. 5 e seguenti e dalla vigente l.r. n. 11/1998. Essa preordinata a garantire che gli impatti significativi sullambiente derivanti dallattuazione di detti piani e programmi siano presi in considerazione durante la loro elaborazione e prima della loro approvazione (e ci, ai sensi dellart. 11, comma 3, D.Lgs. n. 152 del 2006). Sulla base di tale normativa sono assoggettati alla procedura di valutazione ambientale tutti gli atti e provvedimenti di pianificazione e programmazione comunque denominati, oltre che le loro modifiche. Si pu, pertanto, affermare che la V.A.S. sinserisce in un momento cronologicamente anteriore rispetto alla V.I.A.: con la prima, si esaminano in anticipo gli effetti potenzialmente lesivi dellambiente e del patrimonio culturale che potrebbe derivare dalla realizzazione di opere o progetti; con la seconda, si valutano gli effetti che un determinato e specifico progetto pu concretamente apportare allambiente e sul patrimonio culturale. La V.A.S. sinserisce nel procedimento principale di approvazione del piano o programma come una sorta di procedimento incidentale, essendo specificato che essa costituisce () parte integrante del procedimento di adozione e approvazione dei piani e dei programmi. La mancata effettuazione della V.A.S. dei piani e programmi, nei casi in cui la stessa sia prescritta, comporta lannullabilit del provvedimento di approvazione, per violazione di

legge (art. 11, comma 5). Pi precisamente, nella procedura prevista dall'articolo 5 del citato decreto legislativo 152 (ripreso dall'art. 15 comma 1 l.r. 11/1998), si possono distinguere due fasi: la prima riguarda la valutazione della stessa necessit di assoggettamento alla valutazione ambientale il piano o programma da adottare, mentre la seconda riguarda la valutazione vera e propria, che richiede ovviamente unadeguata istruttoria e una specifica valutazione e conseguente decisione endoprocedimentale. La normativa risulta applicabile a tutti gli strumenti urbanistici, con la sola implicita eccezione di quelli che per la loro limitata portata e per il ridotto contenuto non interessano in alcun modo l'ambiente. Si tratta di un'eccezione che peraltro deve risultare dalla motivazione dell'atto di programmazione - e qui nulla si dice - e riguarda ipotesi del tutto limitate, ed esula comunque dalla variante generale al PRG in esame, in ragione del fatto che la stessa incide su un territorio riconosciuto di pregio e valore ambientale (cfr. Indirizzi ed elaborati della CT dell'Espace Mont Blanc e della Sovraintendenza regionale) e su zone SIC e ZPS. Precisamente, in base al comma 2 dellart. 6 del D.Lgs. n. 152/2006 e SMI, la V.A.S. resa obbligatoria per tutti i piani e i programmi: "(...) nonch per quei piani e programmi per i quali, in considerazione dei possibili impatti sulle finalit di conservazione dei siti designati come zone di protezione speciale (Z.P.S.) per la conservazione degli uccelli selvatici e quelli classificati come siti di importanza comunitaria (S.I.C.) per la protezione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatica, si ritiene necessaria una valutazione d'incidenza ai sensi dell'articolo 5 del d.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni". "L'incidenza ambientale di un intervento pianificatorio su un sito d'interesse comunitario ingenera il rischio di compromissione degli obiettivi di integrale conservazione del sito stesso, anche se si tratta di rischio allo stato solo probabile, con conseguente necessit di sottoporre a valutazione d'incidenza qualsiasi piano anche non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito d'interesse comunitario, ma che possa avere incidenze significative sullo stesso, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso" (cos T.A.R. Umbria, Perugia, sez. I, 14 giugno 2011, n. 171)". Del resto, la citata normativa europea e nazionale di recepimento non contiene esplicite eccezioni alla sua applicabilit, che quindi risulta cogente in via ordinaria. La giurisprudenza nazionale, affermando che anche la semplice probabilit di un pregiudizio per l'integrit e la conservazione del sito sufficiente a far concludere in senso negativo la valutazione di incidenza, ha rilevato che deve essere sottoposto a valutazione d'incidenza qualsiasi piano o progetto non

direttamente connesso e necessario alla gestione del sito d'interesse comunitario, ma che possa avere incidenze significative sullo stesso, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso (T.A.R. Calabria, Catanzaro, I, 1 ottobre 2007, n. 1420; T.A.R. Umbria, sez. I, 14 giugno 2011, n. 171). Il T.A.R. Campania, Napoli, Sez. II, con sentenza 20 aprile 2010, n. 2043, afferma che la valutazione ambientale strategica (VAS) volta a garantire che gli effetti sullambiente di determinati piani e programmi siano considerati durante l'elaborazione e prima dell'adozione degli stessi, cos da anticipare nella fase di pianificazione e programmazione quella valutazione di compatibilit ambientale che, se effettuata (come avviene per la valutazione di impatto ambientale) sulle singole realizzazioni progettuali, non consentirebbe di compiere un'effettiva valutazione comparativa, mancando in concreto la possibilit di disporre di soluzioni alternative per la localizzazione degli insediamenti e, in generale, per stabilire, nella prospettiva dello sviluppo sostenibile, le modalit di utilizzazione del territorio" (cfr. anche T.A.R. Umbria, 19 giugno 2006, n. 325). vi. Il testo delle nuove norme non stato sottoposto alla valutazione ambientale con omissione quindi dello specifico subprocedimento previsto dalla norma e ci comporta una sottovalutazione dell'impatto urbanistico oltrech ambientale della nuova normativa, la quale, comporta effetti sul territorio evidenti e sostanzialmente diversi da quelli previsti dalle Nta del 2007; vii. si rileva l'assenza di verifica di conformit e congruit con gli strumenti pianificatori sovraordinati regionali, che non riguardano solo una parte del comune ma lintero territorio, in particolare in materia ambientale. Inoltre, la modifica delle norme tecniche di attuazione, con lintroduzione della necessit in alcune zone di strumenti attuativi (convenzioni per alberghi, ecc.), comporta un riassetto generale della pianificazione comunale, per cui necessario comunque vagliarne l'impatto ambientale e verificarne la conformit con la pianificazione sovraordinata. viii. Va infine aggiunto come il comune non giustifica minimamente la mancata

sottoposizione dello strumento stesso alla valutazione dimpatto ambientale e alla valutazione di conformit con la normativa sovraordinata, con unevidente carenza di motivazione e distruttoria (salvo considerare come motivazione la dichiarazione secondo cui non si sono modificate le NTA). Si rammenta, in generale, che il vigente sistema normativo europeo, nazionale e regionale,

prevede una vera e propria subordinazione della disciplina urbanistica alla tutela degli interessi ambientali. Gli strumenti urbanistici assumono, cos, la configurazione di strumenti complessi che consentono una valutazione, in sede di pianificazione territoriale, che tiene conto dellinsieme degli interessi pubblici e privati che sul territorio convergono, rendendo, altres, possibile una comparazione di tali interessi, volta anche, per quanto possibile, a dirimere in via preventiva eventuali conflitti. Ne consegue, evidentemente, una maggiore flessibilit operativa della disciplina urbanistica che muta il suo significato ed il suo contenuto a seconda del prevalere di determinati fenomeni territoriali, ora limitandosi ad un opera di regolamentazione, ora svolgendo, invece, una funzione di incentivo e sviluppo, ora prevedendo, infine, misure di salvaguardia nelle zone ritenute di particolare interesse ambientale, cos come era previsto, ad esempio, con le precedenti NTA del 2007 e come, invece, viene omesso di fare dalle NTA proposte. Concretamente, la normativa sullambiente incide sulla disciplina urbanistica ed edilizia, intervenendo sui piani e programmi urbanistici e territoriali, attraverso la procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.), che integra liter approvativo dei suddetti strumenti e senza la quale tutta la procedura annullabile. CONCLUSIONI Per quanto sopra, l'amministrazione comunale dovrebbe annullare in regime di autotutela il provvedimento oggetto di osservazioni in quanto manifestamente illegittimo. L'eventuale rigetto della presente osservazione potrebbe costituire, senza adeguata e puntuale controdeduzione, una probabile situazione di colpa grave se non di dolo dei Consiglieri e degli uffici (Segretario comunale) interessati. Se fosse infatti confermata l'illegittimit delle NTA e, soprattutto, del loro procedimento d'adozione, avremmo: un danno ingiusto in quanto derivante da norma illegittima nei confronti dei cittadini che potevano realizzare interventi consentiti dal precedente regime di salvaguardia (PRGC vigente e NTA 2007), ora invece non consentiti dalle nuove NTA; un danno ingiusto derivante da eventuali interventi ora consentiti dalle nuove NTA, e che non erano invece consentiti dal precedente regime di salvaguardia; una possibile situazione di abuso d'ufficio (art. 323 C.P.), nel caso in cui venisse provata anche l'intenzione di procurare, tramite la violazione della normativa, un vantaggio patrimoniale a s o ad altri.

Da evidenziare che attualmente il Comune si trova in un'anomala situazione in cui il regime di salvaguardia tarato sulle NTA del PRGC ancora vigente e su quelle appena adottate dall'Amministrazione Derriard, mentre non si fa pi riferimento alle NTA del 2007. Potrebbe quindi avvenire che vengano autorizzati interventi compatibili con le norme del PRGC vigente e con le NTA 2012 si badi, mai esaminate dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta, ma non con quelle del 2007. Cosa accadrebbe se le norme del 2012 fossero modificate dalla RAVdA o l'intero iter amministrativo non riconosciuto come legittimo? Avremmo una serie di situazioni potenzialmente dannose per i cittadini e per l'ente. Per questi motivi quanto mai necessario fornire risposte chiare alle Ns. osservazioni. Restando a disposizione per ogni chiarimento, porgiamo cordiali saluti.