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Editoriale

N 58 Maggio 2012

Trifir & Partners Avvocati

Questo mese continuiamo lesame del disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro richiamando lattenzione sul progetto di parziale riforma del processo del lavoro attraverso lintroduzione di una nuova forma di tutela urgente limitata alle controversie aventi ad oggetto limpugnazione di licenziamenti. In merito al disegno di legge sulla riforma del lavoro, il 31 Maggio il Senato ha approvato il disegno di legge "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita". Il testo passa all'esame della Camera. La sentenza del mese, ancora una volta, un decreto ex art. 28 Stat. Lav., quasi a conferma del rilevante incremento che stanno avendo in questi ultimi mesi - contrassegnati da una rilevante conittualit sindacale - le controversie per asserito comportamento antisindacale. Sempre da un iniziale procedimento ex art. 28 SL trae origine la sentenza della Corte dAppello di Trieste che ha confermato la legittimit della sostituzione dei lavoratori scioperanti; segnaliamo poi due decisioni conformi del Tribunale di Milano in materia di riconoscimento di trattamenti retributivi di miglior favore; una recente sentenza del Tribunale di Pisa sul diritto di difesa nel corso del procedimento disciplinare ex art. 7 Stat. Lav. e una interessante decisione su un ricorso promosso da un ex amministratore delegato per ottenere laccertamento di un rapporto di lavoro subordinato dirigenziale. LADR del mese riguarda la possibilit di prolungare convenzionalmente il periodo di preavviso contrattualmente previsto: si pu fare? La Sezione di Diritto Civile e Assicurativo si apre con un interessante commento relativo agli schemi di decreto per le energie rinnovabili e la segnalazione di alcune novit introdotte dal decreto legge n. 29/2012 in materia di Liberalizzazioni, concorrenza e tutela dei consumatori nel sistema bancario. E visto che le vacanze si avvicinano con lADR del mese vediamo se si pu chiedere il risarcimento del danno da vacanza rovinata anche in mancanza di un inadempimento contrattuale del tour operator. Il Punto su. questo mese tratta del contratto di apprendistato e dei primi accordi collettivi e delle recenti iniziative, anche di nanziamento, assunte per incentivare le assunzioni. Buona lettura! Marina Tona e il Comitato di Redazione composto da: Francesco Autelitano, Stefano Beretta, Antonio Cazzella, Teresa Cofano, Luca DArco, Diego Meucci, Claudio Ponari, Vittorio Provera, Tommaso Targa, Stefano Trir e Giovanna Vaglio Bianco

Diritto del Lavoro Attualit 2 Le Nostre Sentenze 4 Cassazione 8 Diritto Civile, Commerciale, Assicurativo Attualit 9 Le Nostre Sentenze 12 Assicurazioni 13 Il Punto su 14 Eventi 16 Rassegna Stampa 17 Contatti 18

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Il nuovo processo sui licenziamenti, poche norme, tanti interrogativi
A cura di Stefano Trifir e Marina Tona

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Il Disegno di legge di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita oltre a prevedere delle rilevanti modifiche sul piano del diritto sostanziale per quanto riguarda la materia dei licenziamenti che abbiamo gi esaminato nei precedenti numeri della newsletter, contiene anche delle norme di carattere processuale che introducono un nuovo rito speciale per le controversie in tema di licenziamenti. Brevemente ripercorriamo quelli che dovrebbero essere i caratteri di questa nuova forma di tutela avverso i licenziamenti. Il nuovo rito dovrebbe applicarsi esclusivamente alle controversie aventi ad oggetto limpugnativa dei licenziamenti nelle ipotesi regolate dallart. 18 Stat. Lav., anche quando devono essere risolte questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro (art. 16). Chi asserisce di essere stato illegittimamente licenziato, ai sensi dellart. 17 che titola "tutela urgente", pu proporre ricorso al Tribunale del lavoro. Il ricorso deve avere ad oggetto solo il licenziamento, quindi non potr contenere ad es. una domanda di risarcimento danni da demansionamento (anche se collegata con il licenziamento). Il Giudice fissa ludienza entro 30 giorni dal deposito del ricorso che deve essere notificato alla controparte (datore di lavoro). Il Giudice, sentite le parti e omessa ogni formalit non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene pi opportuno, allistruzione della causa e provvede, con ordinanza immediatamente esecutiva, allaccoglimento o al rigetto della domanda. Lefficacia esecutiva del provvedimento assunto dal Giudice al termine di tale fase non pu essere sospesa o revocata fino alla pronuncia della sentenza con cui il Giudice definisce il giudizio instaurato ai sensi del successivo articolo. Ci si chiede se il datore di lavoro potr predisporre una difesa scritta adeguata nel breve lasso di tempo intercorrente tra la notifica del ricorso e la data delludienza, in quanto la norma nulla prevede per tali incombenze. N sono previsti termini entro i quali la procedura dovr esaurirsi. Comunque, entro 30 giorni dallemissione dellordinanza di accoglimento o di rigetto, la parte soccombente pu proporre opposizione. Il Giudice dellopposizione fissa ludienza di discussione entro 60 giorni, dando termine alla parte opposta di costituire in giudizio 10 giorni prima delludienza. Se lopposto intende chiamare un terzo in causa, a pena di decadenza, deve farne dichiarazione nella memoria difensiva. In tal caso il giudice fissa una nuova udienza entro i successivi sessanta giorni, e dispone che siano notificati al terzo, ad opera delle parti, il provvedimento nonch il ricorso introduttivo e latto di costituzione dellopposto.
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Alludienza, il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalit non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene pi opportuno agli atti di istruzione ammissibili e rilevanti richiesti dalle parti o disposti dufficio e provvede con sentenza allaccoglimento o al rigetto della domanda, eventualmente assegnando termine per note. La sentenza, completa di motivazione, deve essere depositata in cancelleria entro dieci giorni dalludienza di discussione. La sentenza provvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per liscrizione di ipoteca giudiziale. Contro tale sentenza ammesso reclamo davanti alla Corte dappello entro trenta giorni dalla comunicazione, o dalla noticazione se anteriore. In tale fase non sono ammessi nuovi mezzi di prova o documenti, salvo che il collegio, anche dufcio, li ritenga indispensabili ai ni della decisione ovvero la parte dimostri di non aver potuto proporli in primo grado per causa ad essa non imputabile. La Corte dappello ssa con decreto ludienza di discussione nei successivi sessanta giorni e, se ricorrono gravi motivi, alla prima udienza pu sospendere lefcacia della sentenza reclamata. La sentenza della Corte dappello, completa di motivazione, deve essere depositata in cancelleria entro dieci giorni dalludienza di discussione. Il ricorso per cassazione contro la sentenza deve essere proposto, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dalla comunicazione della stessa, o dalla noticazione se anteriore. La Corte di cassazione deve ssare ludienza di discussione non oltre sei mesi dalla proposizione del ricorso. Anche su questi articoli del disegno di legge non mancano dubbi e dibattiti. La tutela urgente sembra approntare, infatti, una tutela di serie A per i soli licenziamenti (anche se malgrado lurgenza del titolo e i giorni di udienza che i Giudici debbono destinare a tale rito abbreviato ai sensi dellart. 20 della riforma, la durata del processo resta indenita). Ma che ne faranno tutte le altre questioni collegate al rapporto di lavoro intercorso tra le medesime parti es. domande di differenze retributive, di risarcimento danni, ecc.? Come e quando verranno trattate nel processo ordinario? Se parte delle udienze verranno dedicate ai licenziamenti, nei rimanenti giorni di udienza i Giudici dovranno affrontare il normale carico di cause aventi un diverso oggetto (che sono le pi numerose), con il rischio che per velocizzare la tutela urgente si rallentino le altre cause. Dello stesso avviso anche il Consiglio Superiore della Magistratura che in un recente parere del 17 maggio 2012 ha posto in luce come lefcacia del nuovo modello processuale in assenza di un adeguato incremento degli ufci non da sola risolutiva del problema dei tempi della giustizia. E ancora, al ricorso durgenza tradizionale che ruolo verrebbe afdato? Un ruolo residuale legato a materie diverse dai licenziamenti o, addirittura si potrebbe pensare ad una tutela urgente preceduta da una fase ex art. 700 c.p.c.? Anche su questo tema, ci sar occasione di ritornare con ulteriori approfondimenti e commenti una volta che verr denitivamente approvato il disegno di legge.
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LE NOSTRE SENTENZE La sentenza del Mese

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IN CASO DI AFFITTO ESPRESSAMENTE FINALIZZATO ALLA SUCCESSIVA CESSIONE DEL RAMO AZIENDALE ALLA SOCIET LOCATARIA, SUFFICIENTE CHE LA SOCIET CEDENTE ESPERISCA LA PROCEDURA SINDACALE DI CUI ALLART. 47, L. 428/90 IN OCCASIONE DELLA STIPULA DEL CONTRATTO DI AFFITTO, SENZA NECESSIT DI RIPETERLA AL MOMENTO DELLA CESSIONE, NON VENENDO, COS FACENDO, AFFATTO LESA LA PIENA POSSIBILIT PER I SINDACATI DI SVOLGERE LE FUNZIONI DI TUTELA DEI LAVORATORI GARANTITE DALLART. 47 CIT. (Tribunale di Napoli, 17 Aprile 2012) Con ricorso ex art. 28 L. 300/70, lorganismo locale di una organizzazione sindacale nazionale conveniva in giudizio una societ, presso la quale aveva una propria rappresentanza, deducendo che la convenuta aveva proceduto alla vendita di un ramo dazienda senza aver preventivamente inviato valida comunicazione ex art. 47 L. 428/90, e domandando, pertanto, la cessazione della condotta antisindacale tenuta, nonch la rimozione dei relativi effetti. La societ convenuta si costituiva in giudizio, argomentando, nel merito, che la procedura ex art. 47 cit. era gi stata regolarmente espletata in occasione della decisione aziendale di procedere allaftto del ramo dazienda, poi ceduto, aftto che, n dallorigine, era espressamente nalizzato proprio allacquisto del ramo da parte della societ locataria. Il Giudice ha ritenuto infondato il ricorso, in conseguenza del fatto che, pur imponendo lart. 47 in commento la completa informazione del sindacato sui fatti aziendali dai quali dipende lintegrit del rapporto occupazionale, nel caso di specie la procedura sindacale aveva sicuramente gi avuto attuazione quando era stato stipulato laftto da parte dellazienda, visto e considerato che la comunicazione ex art. 47 era stata n dallorigine effettuata per laftto e per il successivo acquisto del ramo dazienda in questione; di conseguenza, il Giudice ha sottolineato che tale comunicazione non poteva considerarsi limitata allallora pi attuale progetto daftto, perch questultimo era strettamente e necessariamente collegato alla cessione, che appariva pi risolutiva nel tempo e che, quindi, aveva il maggior rilievo nellattenzione sindacale. (Causa curata da Giorgio Molteni)

Altre sentenze
SOSTITUZIONE DI LAVORATORI IN SCIOPERO: LEGITTIMA LA SOSTITUZIONE ANCHE CON LAVORATORI DI LIVELLO SUPERIORE E LEGITTIMO IL SONDAGGIO PREVENTIVO VOLTO A VERIFICARE QUANTI LAVORATORI AVREBBERO ADERITO ALLO SCIOPERO (Corte dAppello di Trieste, 27 Aprile 2012) La Corte dAppello di Trieste, quale giudice di rinvio, ha deciso, con sentenza n. 55/12, un lungo contenzioso promosso dalla Filcams CGIL, contro una azienda della grande distribuzione, per attivit antisindacale, consistente, nella sostanza, nellaver adibito ad una unit produttiva, in cui quasi tutti i lavoratori avevano aderito ad uno sciopero a livello nazionale, vari dipendenti, tra cui due di elevato livello, di altre unit produttive, che poi avevano svolto mansioni di vendita alla clientela e cassa.
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Il Giudice del rinvio ha, in primo luogo, ribadito il principio affermato dalla Suprema Corte - con sentenza n. 20164/2007 - per cui legittimo, per il datore di lavoro, ricorrere ad ogni mezzo legale che, senza impedire od ostacolare lesercizio del diritto di sciopero siano diretti a contenerne gli effetti negativi della sospensione dellattivit. Indi, con riferimento allart. 2103 cod. civ., ha richiamato lassunto della Suprema Corte, secondo cui detta norma, prevedendo una tutela della professionalit, non pu ritenersi violata quanto al lavoratore, che continui a svolgere in maniera prevalente e assorbente i compiti corrispondenti alla qualica di appartenenza, siano assegnate anche mansioni marginali e accessorie inferiori rispetto a quelle di competenza. La Corte territoriale, sulla base delle sentenze richiamate dalla medesima Suprema Corte, ha indi affermato che il principio desumibile, volto a contemperare due diversi..diritti garantiti a livello costituzionale come la libert sindacale e quella di iniziativa economica era che i concetti di accessoriet e marginalit dovevano riferirsi non tanto (o meglio non solo) al rapporto funzionale tra mansioni inferiori e quelle proprie del lavoratore ma piuttosto a quello quantitativo (nel senso che non si verica unillecita dequalicazione quando le mansioni inferiori costituiscano un evento eccezionale di brevissima durata..). Considerato, quindi, che, nel caso di specie, per gli unici due lavoratori di elevato livello ed adibiti a mansioni inferiori, si era trattato di un evento occasionale.. e comunque del tutto marginale, nellambito della, e in confronto alla loro normale e prevalente attivit la Corte dAppello ha escluso una violazione dellart. 2103 cod. civ. La Corte dAppello di Trieste ha anche ribadito, come gi la Suprema Corte, la legittimit del c.d. crumiraggio interno (ovvero la sostituzione dei lavoratori scioperanti, con loro colleghi di pari livello), ed escluso che un sondaggio preventivo, allo scopo di accertare quanti e quali lavoratori avrebbero aderito allo sciopero, possa considerarsi antisindacale, trattandosi di un comportamento di per s neutro, poich, una volta ritenuto legittimo il c.d. crumiraggio interno, divengono anche legittimi i relativi atti preparatori alla sostituzione dei lavoratori scioperanti, cos come deve ritenersi privo di effetto minaccioso o intimidatorio lintervento delle forze dellordine in occasione dello sciopero. Sulla base di tutti questi principi, particolarmente ben argomentati nella sentenza, stato quindi escluso il comportamento antisindacale della societ. (Causa curata da Anna Maria Corna) QUALORA IL DIPENDENTE ABBIA RESO LE PROPRIE GIUSTIFICAZIONI NELLAMBITO DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE E RICHIEDA DI ESSERE SENTITO ANCHE ORALMENTE, LOBBLIGO DEL DATORE DI LAVORO DI DARE SEGUITO ALLA RICHIESTA DEL LAVORATORE SUSSISTE SOLO OVE LAUDIZIONE ORALE RISPONDA AD ESIGENZE DI DIFESA NON ALTRIMENTI TUTELABILI, NON ESSENDO STATA POSSIBILE LA PIENA REALIZZAZIONE DELLA GARANZIA APPRESTATA DALLA LEGGE (Tribunale di Pisa, 7 Maggio 2012) Una lavoratrice conveniva in giudizio la societ, sua ex datrice di lavoro, deducendo lillegittimit del licenziamento intimatole, e allegando, in particolare, la circostanza che, nonostante lo stato di malattia in cui si trovava allepoca della contestazione, e nonostante le missive inviate al datore di lavoro per informarlo delle sue condizioni, questultimo le aveva comunicato il licenziamento senza dare seguito alla sua richiesta di essere ascoltata personalmente, cos violando lart. 7 dello Statuto dei Lavoratori; la societ convenuta, costituitasi in giudizio, resisteva alle domande avversarie, e ne chiedeva il rigetto, deducendo, tra laltro, che la dipendente aveva gi reso esaustivamente le giusticazioni per iscritto e che malgrado le successive convocazioni la stessa non aveva inteso presentarsi ai previsti colloqui, assumendo di essere impossibilitata perch malata.
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Il Giudice, istruita la causa, ha ritenuto infondato il ricorso della lavoratrice, dal momento che qualora il dipendente renda le proprie giusticazioni, anche per iscritto, il datore non ha sempre e comunque lobbligo di convocarlo; infatti, come ha affermato anche la Suprema Corte, ove il lavoratore richieda un supplemento di difesa, anche se la stessa si sia svolta con laudizione personale o con la presentazione di giusticazioni scritte, lobbligo del datore di lavoro di dar seguito alla richiesta del lavoratore sussiste solo ove la stessa risponda ad esigenze di difesa non altrimenti tutelabili, in quanto non sia stata possibile la piena realizzazione della garanzia apprestata dalla legge. Peraltro, il Giudice ha rilevato come, nel caso di specie, il datore di lavoro aveva, in ogni caso, accordato un incontro alla lavoratrice, incontro che per era stato pi volte differito per le ragioni di salute addotte dalla ricorrente, la quale, nondimeno, secondo il Giudice, avrebbe dovuto, nel rispetto del fondamentale principio di buona fede, dimostrare non solo leffettiva impossibilit di sostenere il colloquio, ma anche di non poter sopperire alla sua condizione di malattia, delegando un rappresentante, come aveva gi fatto con la prima lettera, scritta dal suo legale di ducia. (Causa curata da Claudio Ponari e Giorgio Molteni) LEGITTIMO IL RICONOSCIMENTO DI TRATTAMENTI RETRIBUTIVI DI MIGLIOR FAVORE SOLO DI ALCUNI DIPENDENTI. ASSENZA DI UN PRINCIPIO DI PARIT RETRIBUTIVA NEL NOSTRO ORDINAMENTO. (Tribunale di Milano, 26 Aprile 2012 e 30 Aprile 2012) Un dipendente non pu rivendicare un trattamento retributivo di miglior favore, rispetto a quello garantito dalla contrattazione collettiva, solo perch il datore di lavoro lo riconosce ai colleghi assunti prima di lui. Tale pretesa infondata poich, anzitutto, nel nostro ordinamento non esiste un principio di parit retributiva. Per poter godere di un emolumento non previsto dal CCNL di categoria, il dipendente deve dimostrare di essere stato discriminato rispetto ai colleghi che lo percepiscono, a fronte di un motivo illecito. Inoltre, la prassi aziendale di miglior favore, di cui hanno goduto e godono i lavoratori con maggior anzianit aziendale, pu essere revocata per fatti concludenti con linstaurazione di una diversa prassi di rigida applicazione del CCNL. In questo caso, i lavoratori assunti in costanza della prassi aziendale favorevole hanno diritto di mantenere il trattamento retributivo a loro riconosciuto in precedenza, per il principio di intangibilit della retribuzione ex art. 2103 cod. civ.. Invece, i lavoratori assunti quando la prassi gi cessata, non avendone mai beneciato, hanno diritto unicamente al trattamento retributivo previsto dalla contrattazione collettiva e da eventuali pattuizioni individuali. (Causa curata da Tommaso Targa) RIVENDICAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO DA PARTE DELLEX AMMINISTRATORE DELEGATO: ONERE PROBATORIO (Tribunale di Milano, 3 Aprile 2012) Con la sentenza in esame, il Tribunale di Milano ha rigettato il ricorso promosso da un ex amministratore delegato per ottenere laccertamento di un rapporto di lavoro subordinato dirigenziale (a suo dire) intercorso con la societ convenuta, nonch la condanna di questultima al pagamento in suo favore di differenze retributive e di mensilit aggiuntive, anche in ragione dellasserita illegittima risoluzione del predetto rapporto. In accoglimento delle difese svolte nel merito dalla resistente, e senza lo svolgimento di attivit istruttoria, il Giudice ha ritenuto infondate le pretese avanzate dallex amministratore delegato poich, essendo pacico che il ricorrente aveva formalmente ricoperto la carica amministrativa, il medesimo avrebbe dovuto provare che:
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a) il rapporto di amministrazione con la societ era simulato, essendo invece intercorso con questultima solo un rapporto di lavoro subordinato, oppure che, b) contemporaneamente al rapporto di amministrazione, tra le parti si era instaurato anche un rapporto di lavoro subordinato avente ad oggetto mansioni ulteriori e diverse rispetto a quelle derivanti dalla posizione gestoria. Quanto al punto (a), dalla documentazione depositata dalla societ convenuta il Giudice ha potuto vericare che tra le parti era intercorso effettivamente un rapporto di tipo organico, che pertanto non poteva dirsi simulato, con conseguente infondatezza della pretesa del ricorrente. Per quanto riguarda il punto (b), il Tribunale ha rilevato la mancanza di prova dello svolgimento di mansioni ulteriori e diverse rispetto a quelle derivanti dalla posizione gestoria, nonch lassenza dei requisiti tipici della subordinazione, come la soggezione al potere disciplinare e di direzione del datore di lavoro. Anche sotto tale prolo, le pretese dellex Amministratore delegato sono pertanto state ritenute infondate. (Causa curata da Vittorio Provera e Carlo Uccella)

ADR
possibile prevedere nel contratto di assunzione un periodo di preavviso pi lungo di quello previsto dal CCNL applicato? Lart. 2118 cod. civ. riconosce, a ciascuno dei contraenti di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, il diritto di recedere dal contratto ... dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti dalle norme corporative, dagli usi o secondo equit .... Stante il tenore letterale dellart. 2118 cod. civ., si inizialmente ritenuto che la fissazione dei termini di preavviso fosse rimessa esclusivamente allautonomia collettiva e, solo in mancanza di regolamentazione da parte di questi, agli usi o allequit. Pertanto, non sarebbe stato consentito alle parti del contratto individuale di lavoro pattuire una durata del preavviso diversa da quella stabilita dal CCNL. Secondo un diverso, pi recente orientamento, avvallato anche da sentenze della Suprema Corte lecito, mediante accordo individuale, pattuire una maggiore durata del periodo di preavviso contrattuale, giacch tale pattuizione pu giovare al datore di lavoro, come avviene nel caso in cui non agevole la sostituzione del lavoratore recedente, ed sicuramente favorevole a questultimo che resta avvantaggiato dal computo dellintero periodo agli effetti dellanzianit, dei miglioramenti retributivi e di carriera. In presenza di determinate condizioni e in ragione degli specifici obiettivi che la Societ intende realizzare si pu, pertanto, valutare di concordare con alcuni dipendenti un prolungamento convenzionale del periodo di preavviso contrattualmente previsto.

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A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella

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OSSERVATORIO SULLA CASSAZIONE


LICENZIAMENTO DEL DIRIGENTE: INADEGUATEZZA DEL MEDESIMO E RILEVANZA DEI COMPORTAMENTI EXTRALAVORATIVI
Con sentenza n. 5671 del 10 aprile 2012 la Corte di Cassazione, nel ribadire che la nozione di giusticatezza del licenziamento del dirigente differisce da quella di giusticato motivo di cui allart. 3 della legge n. 604/1966, ha affermato che la semplice inadeguatezza del dirigente rispetto ad aspettative riconoscibili ex ante o unimportante deviazione del dirigente dalla linea segnata dalle direttive generali del datore di lavoro ovvero anche un comportamento extralavorativo incidente sullimmagine aziendale a causa della posizione lavorativa del dirigente possono, a seconda delle circostanze, costituire una ragione di lesione del rapporto duciario e, quindi, giusticare il licenziamento. Peraltro, anche sul piano oggettivo, la concreta posizione assegnata al dirigente nellarticolazione della struttura direttiva dellazienda pu addivenire, nel tempo, non pienamente adeguata allo sviluppo delle strategie di impresa del datore di lavoro e quindi rendere, anche solo per questa minore utilit, giusticata la sua espulsione nel quadro di scelte orientate al miglior posizionamento dellimpresa sul mercato. CONTRATTO A PROGETTO E START UP DI RAMO DAZIENDA Con sentenza n. 6643 del 2 maggio 2012 la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il contratto a progetto stipulato per curare la creazione di una divisione aziendale dedicata a determinate attivit (nel caso di specie, una struttura dedicata allo stoccaggio, ai magazzini ed allarchivio), successivamente oggetto di una cessione di ramo dazienda. In particolare, il collaboratore ha sostenuto che il trasferimento di tale ramo dazienda sarebbe stato sufciente, di per s, a dimostrare linesistenza del progetto; al contrario, stato accertato che la divisione non esisteva prima della stipulazione del contratto a progetto e che, proprio per tale ragione, il collaboratore si era assiduamente intrattenuto presso gli ufci del committente, senza peraltro svolgere la propria prestazione in regime di subordinazione.

LICENZIAMENTO DISCIPLINARE PER RIMBORSO DI TRASFERTE NON EFFETTUATE


Con sentenza n. 7096 del 9 maggio 2012 la Corte di Cassazione ha affermato che laver chiesto ed ottenuto rimborsi per trasferte non effettuate costituisce un fatto di rilevante gravit, tenuto conto delle mansioni svolte e dellinquadramento del lavoratore (quadro responsabile di una liale di banca), tale da determinare la lesione del vincolo duciario. In particolare, la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui il requisito di immediatezza della contestazione deve essere inteso in senso relativo; nel caso di specie, stato rilevato che, in considerazione della complessa struttura aziendale, non sarebbe stato possibile accertare tale illegittimo comportamento, esclusivamente, sulla base delle istanze di rimborso presentate dal lavoratore, essendo necessario attendere il completamento degli accertamenti svolti dal servizio ispettivo interno.

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Civile, Commerciale, Assicurativo


ENERGIE RINNOVABILI: AL VIA NUOVI INCENTIVI PER LO SVILUPPO DEL SETTORE
A cura di Giovanna Vaglio Bianco
Gli impegni di politica energetica assunti dallItalia a livello europeo per lorizzonte 2020 con la Direttiva 2009/28/CE, recepita con D.lgs. n. 28/2011, prevedono che i consumi finali di energia attribuibili alle fonti rinnovabili siano almeno pari al 17% dei consumi finali totali di energia primaria e che, in relazione ai trasporti, i consumi finali di energia attribuibili alle fonti rinnovabili siano almeno pari al 10% dei consumi finali di energia primaria. Al fine di programmare una crescita dellenergia rinnovabile pi equilibrata che permetta di raggiungere (e superare) gli obiettivi fissati per il 2020 attraverso un approccio maggiormente virtuoso rispetto al passato, basato sullefficienza dei costi e sulla massimizzazione del ritorno economico e ambientale per il Paese, il Governo ha presentato nellaprile scorso due schemi di decreti ministeriali predisposti dal ministro dello Sviluppo economico di concerto con il ministro dellAmbiente e con quello dellAgricoltura - ora allesame dellAutorit dellEnergia e della Conferenza Unificata - che definiscono i nuovi incentivi per lenergia fotovoltaica (cd. Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas). Il nuovo regime pone le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato (calati radicalmente nel corso degli ultimi anni). Vengono favorite le tecnologie ad alto contenuto innovativo e con maggiore ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale, inoltre vengono introdotti meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti con altre filiere produttive nazionali. Il sistema, come gi previsto dalla precedente normativa, entrer in vigore al superamento della soglia di 6 miliardidi incentivi per il fotovoltaico (previsto tra luglio e ottobre prossimi) e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico. In particolare, per le rinnovabili elettriche (non fotovoltaico) sono previste disposizioni per adeguare gli incentivi verso la media europea, poich gli attuali incentivi sono di molto superiori agli standard europei in quanto non si tenuto in debito conto la rapida diminuzione dei costi delle tecnologie. Lo schema di decreto, inoltre, prevede meccanismi per governare la nuova potenza annua installata, favorendo una crescita graduale al fine di evitare una crescita eccessivamente rapida come si verificato per il solare in passato.
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Anche il decreto ministeriale per il fotovoltaico prevede livelli di incentivi convergenti verso la media europea ed un graduale raggiungimento verso la grid parity, nonch lintroduzione di registri per governare la potenza annua installata, favorendo lefcienza energetica, linnovazione, beneci ambientali e creando opportunit di risparmio sulla spesa energetica per le PMI. Sempre con riferimento al fotovoltaico, si segnala che il Decreto Legge n. 1/2012 per la Concorrenza, lo sviluppo delle Infrastrutture e la Competitivit convertito nella Legge n. 27/2012 pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 53 alla Gazzetta Ufciale n. 71 del 24 marzo 2012 (Legge n. 27/2012) ha introdotto alcune novit per quanto riguarda gli incentivi relativi agli impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli. A tale riguardo, lart. 65 della Legge n. 27/2012 prevede il divieto di accesso agli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici installati su aree agricole consentendo tuttavia lammissione agli incentivi per tutti quegli impianti che entreranno in esercizio entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa (24 maggio 2012), prorogando cos la precedente scadenza di cui al D.lgs. n. 28/2011 (Decreto Romani).

ALCUNE FRA LE NOVIT DEL DECRETO LEGGE 24 MARZO 2012, N. 29 - COORDINATO CON LA LEGGE DI CONVERSIONE 18 MAGGIO 2012, N. 62 EPUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE N. 117 DEL 21 MAGGIO 2012
A cura di Mario Gatti
stato pubblicato in Gazzetta Ufciale lo scorso 21 maggio 2012, il decreto legge n. 29/2012, coordinato con la legge di conversione n. 62/2012, in materia di Liberalizzazioni, concorrenza e tutela dei consumatori nel sistema bancario. Fra le novit rilevanti, la legge introduce e disciplina il nuovo "Osservatorio sull'erogazione del credito da parte delle banche alle imprese", con l'obiettivo di promuovere e favorire l'accesso al credito, in particolare in favore delle piccole e medie imprese. In caso di mancata concessione del credito da parte di una banca, privati ed imprese potranno presentare istanza al prefetto che, invitata la banca in questione (previa informativa sul merito dell'istanza) a fornire una risposta argomentata sulla meritevolezza del credito, segnaler la pratica all'Arbitro bancario nanziario, il quale "si pronuncer nonoltre trenta giorni dalla segnalazione". Vengono inoltre ripristinate le commissioni bancarie che erano state abolite con il Decreto sulle liberalizzazioni. La commissione non si applica per ai consumatori, titolari di conto corrente, nel caso di sconnamenti pari o inferiori a 500 euro, in assenza di afdamento, ovvero oltre il limite di do, per un solo periodo, per ciascun trimestre bancario, non superiore alla durata di sette giorni consecutivi.

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ADR

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Pu essere risarcito il danno da vacanza rovinata anche in mancanza di un inadempimento contrattuale del tour operator? Il danno da vacanza rovinata pu essere definito come quel pregiudizio che si sostanzia nel disagio e nellafflizione, subiti dal turista, per non aver potuto godere pienamente della vacanza come occasione di svago e/o risposo conforme alle proprie aspettative. In caso di inadempimento delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico lart. 47 del D.lgs. n. 79/2011 (cd. Codice del turismo) prevede la possibilit, in favore del viaggiatore, di richiedere un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed allirripetibilit delloccasione perduta oltre alla risoluzione del contratto. Recentemente la giurisprudenza ha qualificato come danni da vacanza rovinata anche quei pregiudizi derivanti da disservizi e disguidi patiti dal viaggiatore (tra cui, ad esempio, il rumore provocato dallattivit lavorativa adiacente allarea adibita a resort) non direttamente ascrivibili allinadempimento contrattuale del tour operator ma tuttavia in grado di pregiudicare le attese del viaggiatore relativamente alla qualit della vacanza (Tribunale di Arezzo, sez. Sansepolcro, 20 marzo 2012). Per il risarcimento di tali danni sar sufficiente provare, anche in via presuntiva, il venir meno delle aspettative del turista con riguardo alla vacanza.

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LE NOSTRE SENTENZE

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I POTERI DI RAPPRESENTANZA DEL DIRETTORE GENERALE - I CONTRATTI CONCLUSI DAL FALSUS PROCURATOR E TUTELA DELLAFFIDAMENTO (Tribunale di Milano, 8 Maggio 2012) Nella sentenza in commento una societ di servizi ha ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti di unaltra societ per il pagamento del corrispettivo derivante da due contratti aventi ad oggetto la certicazione dellattrezzatura di propriet della presunta debitrice. Con atto di citazione in opposizione al suddetto decreto lasserita debitrice ha eccepito linefcacia dei contratti oggetto di causa in quanto sottoscritti da un soggetto, il direttore generale, che al momento della stipula era privo di poteri e deleghe alluopo necessarie. Il Giudicante, in mancanza di delibere del CdA che autorizzassero il direttore a concludere tali contratti, ha accertato che il direttore generale avesse agito come rappresentante senza averne i poteri (falsus procurator) e, conseguentemente ha ritenuto inefcaci i contratti a fondamento della pretesa creditoria. Inoltre, ha ritenuto che non potesse applicarsi il principio dellapparenza del diritto a tutela dellafdamento invocato dalla convenuta opposta, poich, nel caso di specie, trattandosi di persone giuridiche, la legge prescrive speciali mezzi di pubblicit mediante i quali sarebbe stato possibile da parte dellopposta controllare, con lordinaria diligenza, la consistenza effettiva dellaltrui potere, come accade in ipotesi di organi di imprese commerciali regolarmente costituiti. Peraltro, nel caso di specie, non poteva essere ascritto allattrice opponente alcun comportamento colposo atto ad ingenerare nel terzo il ragionevole convincimento che al rappresentante apparente fosse stato effettivamente conferito il relativo potere, posto che la presunta debitrice, non appena venuta a conoscenza della conclusione dei contratti, aveva informato la societ di servizi della carenza del potere e delle deleghe in capo al direttore. In conclusione, il Tribunale ha revocato il decreto ingiuntivo opposto in quanto ha ritenuto inefcaci i contratti dei quali era stato chiesto il pagamento e, da ultimo, ha rigettato la richiesta della convenuta opposta del pagamento di una somma a titolo di indennizzo per le prestazioni contrattuali svolte in favore dellattrice opponente ex art. 2041 cod. civ. per mancanza di prova delle attivit eseguite. (Causa curata da Vittorio Provera e Francesco Cristiano)

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Assicurazioni
A cura di Bonaventura Minutolo e Teresa Cofano
CODICE DELLE ASSICURAZIONI PRIVATE

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legittimo larticolo 145 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), nella parte in cui, al comma 1, subordina la proponibilit della domanda giudiziaria di risarcimento del danno alla persona, riportato in conseguenza di sinistro stradale, al decorso del c.d. spatium deliberandi di 90 giorni in capo allassicuratore, decorrente dal giorno in cui il danneggiato abbia presentato allimpresa di assicurazione unistanza di risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento. (Corte costituzionale, 3 Maggio 2012, n. 111) Non ammissibile nel nostro ordinamento l'autonoma categoria di danno esistenziale, inteso quale pregiudizio alle attivit non remunerative della persona, atteso che: ove in essa si ricomprendano i pregiudizi scaturenti dalla lesione di interessi della persona di rango costituzionale, ovvero derivanti da fatti-reato, essi sono gi risarcibili ai sensi dell'art. 2059 cod. civ., interpretato in modo conforme a Costituzione, con la conseguenza che la liquidazione di una ulteriore posta di danno comporterebbe una duplicazione risarcitoria; ove nel danno esistenziale si intendesse includere pregiudizi non lesivi di diritti inviolabili della persona, tale categoria sarebbe del tutto illegittima, posto che simili pregiudizi sono irrisarcibili, in virt del divieto di cui all'art. 2059 cod. civ. (Cassazione, 8 Maggio 2012, n. 6930) Qualora la messa in circolazione dellautoveicolo in condizioni di insicurezza (e tale la circolazione senza che il trasportato abbia allacciato le cinture di sicurezza), sia ricollegabile allazione od omissione non solo del trasportato, ma anche del conducente (che prima di iniziare e proseguire la marcia deve controllare che essa avvenga in conformit delle normali norme di prudenza e sicurezza), fra costoro si formato il consenso alla circolazione medesima con consapevole partecipazione di ciascuno alla condotta colposa dellaltro ed accettazione dei relativi rischi; pertanto si verica unipotesi di cooperazione nel fatto colposo, cio di cooperazione nellazione produttiva dellevento (diversa da quella in cui distinti fatti colposi convergano autonomamente nella produzione dellevento). In tale situazione, deve ritenersi risarcibile, a carico del conducente del suddetto veicolo e secondo la normativa generale degli artt. 2043, 2056, 1227 c.c., anche il pregiudizio allintegrit sica che il trasportato abbia subito in conseguenza dellincidente, tenuto conto che il comportamento dello stesso, nellambito dellindicata cooperazione, non pu valere ad interrompere il nesso causale tra la condotta del conducente ed il danno, n ad integrare un valido consenso alla lesione ricevuta, vertendosi in materia di diritti indisponibili. (Cassazione, 15 Maggio 2012, n. 7533)
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DANNO ESISTENZIALE

CIRCOLAZIONE STRADALE

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IL PUNTO SU
A cura di Vittorio Provera

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IL NUOVO APPRENDISTATO: PRIMI ACCORDI COLLETTIVI E LE ALTRE RECENTI INIZIATIVE, ANCHE DI FINANZIAMENTO, PER INCENTIVARE LE ASSUNZIONI
Ci siamo gi occupati, nella newsletter del mese di marzo, dellargomento riguardante la nuova disciplina dellapprendistato contenuta nel Testo Unico di cui al decreto legislativo 167 del 2011 che ha regolamentato in modo pi organico - le quattro tipologie di Contratto: Apprendistato per la qualifica del diploma professionale, Apprendistato di Alta Formazione e Ricerca, Apprendistato Professionalizzante ed Apprendistato di carattere trasversale dedicato ai lavoratori in mobilit. Si precisato, in quella sede, che il Testo Unico aveva, altres, previsto un regime transitorio di sei mesi, dal 25 ottobre 2011 al 24 aprile 2012, durante il quale, in assenza di nuove disposizioni regionali e della contrattazione collettiva emanata in conformit del Testo Unico, si applicavano le precedenti disposizioni. In questo contesto, riteniamo utile segnalare una serie di recenti eventi che - a livello di contrattazione collettiva nonch di interventi di istituzioni pubbliche regionali e nazionali - dovrebbero ampliare il ricorso a questa forma di Contratto, agevolando le Imprese sia sotto il profilo gestionale che sotto il profilo economico e, contestualmente, offrendo ai lavoratori, o aspiranti tali, (in particolare modo ai giovani) delle maggiori possibilit di accesso. La pi recente iniziativa , senzaltro, il nuovo Accordo Collettivo in materia di Apprendistato Professionalizzante stipulato in un settore, sicuramente rilevante, quale quello dellautotrasporto. Pi precisamente, in data 24 aprile 2012 stata perfezionata la nuova contrattazione collettiva - tra le Associazioni Sindacali dei lavoratori e le Associazioni delle Imprese di autotrasporto - finalizzata a modificare quelle parti della vigente C.C.N.L. logistica, trasporto e merci dedicate proprio alla materia dellapprendistato professionalizzante, cos da renderle compatibili con la nuova disciplina del Testo Unico. Il predetto Accordo Collettivo, che si applica a tutti i rapporti di Apprendistato Professionalizzante stipulati dopo il 25 aprile 2012, prevede, in sostanza, un periodo di apprendistato che - per tutti i livelli contrattuali - sar di tre anni. Il trattamento retributivo sostanzialmente fissato, per il primo anno, al 75% del minimo contrattuale in vigore per il livello di inquadramento dellapprendista; trattamento che sale all85% per il secondo anno ed al 100% per il terzo. Una particolare disciplina introdotta per i profili professionali operai dellartigianato e delle figure equipollenti a quelle dellartigianato, per le quali la durata dellApprendistato Professionalizzante fissata in cinque o quattro anni a seconda delle figure (con retribuzioni pari al 90% per il primo anno, sino a raggiungere il 100% del minimo al terzo anno).

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Interessante la disciplina introdotta per regolamentare lattivit di formazione, poich il Contratto Collettivo dispone, sostanzialmente, un obbligo di formazione interna o esterna pari a circa 80 ore medie annue (compresa la formazione teorica iniziale prevista dallAccordo Stato-Regioni), per lacquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche. Si tratta di una formazione che dovr essere integrata dallofferta formativa pubblica, laddove esistente, per lacquisizione di competenze di base e trasversali. La formazione potr essere erogata anche integralmente allinterno dellAzienda (oppure attraverso una distribuzione parziale tra esterno ed interno), con possibilit, inoltre, di utilizzare le capacit formative di altre Aziende del gruppo. Viene data, altres, rilevanza allutilizzo di strumenti quali la formazione a distanza ed i sistemi di e-learning, che potranno cos essere utilizzati sempre per la formazione. Ai ni della certicazione dellattivit formativa, la disciplina contrattuale oltre al richiamo, quasi di stile, al libretto formativo (che dopo anni non ancora operativo), prevede che lattestazione dellavvenuta esecuzione dellattivit formativa possa avvenire anche attraverso supporti informatici o fogli rma che attestino lavvenuta formazione (quindi, in sostanza, si garantisce una certa libert per la certicazione di quanto sopra). Come detto, oltre alle nuove norme contrattuali collettive che si vanno via via perfezionando con lobiettivo - ci si augura - di agevolare il ricorso a tale strumento, il Ministero del Lavoro ha messo a punto un piano di incentivo economico per le piccole e medie Imprese del settore artigianato che intendano dar corso alle assunzioni attraverso lutilizzo di questo istituto. In particolare, stata varata uniniziativa che nanzia con 5.500 ogni assunzione attraverso il Contratto di Apprendistato per lassolvimento dellobbligo di istruzione dei giovani di et tra i quindici ed i venticinque anni. In caso di assunzione con Apprendistato Professionalizzante o per conseguimento di qualica professionale di giovani tra i diciassette ed i ventinove anni, il contributo sar di 4.700 per ogni assunzione. Per accedere a tali nanziamenti, varati dal Ministero del Lavoro tramite lAgenzia Tecnica Italia Lavoro con il programma AMVA (Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale), stato varato un apposito bando pubblicato sul sito http://amva.italialavoro.it. Da ultimo segnaliamo una terza interessante iniziativa varata dallUniversit degli Studi di Pavia con la Regione Lombardia, che consentir a studenti universitari di conseguire il titolo di laurea o di laurea magistrale, nellambito di un Contratto di Apprendistato, con riferimento ai corsi di laurea di bioingegneria, chimica, economia e gestione delle imprese ed ingegneria informatica. In base a detto accordo, gli studenti iscritti a questi corsi di laurea potranno conseguire il titolo svolgendo, contestualmente, unesperienza di lavoro con un Contratto di Apprendistato. Quindi - da una parte - le Imprese saranno stimolate a ricorrere a tale istituto per dar corso a programmi di innovazione con persone qualicate, dallaltra le Universit avranno la possibilit di migliorare la loro offerta formativa e di creare un pi stretto collegamento tra mondo del lavoro e ricerca.

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Eventi

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Convegno: La Magistratura e il futuro del Diritto del Lavoro


Associazione Romano Canosa per gli Studi Storici 12 Giugno 2012, ore 14.30 Milano, Societ Umanitaria, Salone degli Affreschi, via San Barnaba 48 Avv. Salvatore Trifir PROGRAMMA (PDF)

Milano,

Spazio Chiossetto, Via Chiossetto 20 10 Luglio 2012 Convegno: La riforma del mercato del lavoro Le collaborazioni autonome; il ruolo centrale del contratto di apprendistato; collaborazioni a progetto Relatori: Avv. Salvatore Trifir e Avv. Giacinto Favalli
Roma,

Grand Hotel St. Regis 19 Giugno 2012 Convegno: La riforma del mercato del lavoro. Unopportunit di crescita per il Paese? Riforma delle pensioni e strumenti di flessibilit in uscita Relatore: Avv. Giacinto Favalli
Milano,

NH Milano Touring 20 Giugno 2012 Convegno: Gli strumenti nanziari derivati Lanalisi della recentegiurisprudenza di merito Relatore: Avv. Francesco Autelitano PROGRAMMA (PDF)
Milano,Starhotel

Ritz 20 - 21 Giugno 2012 Convegno: Riforma del lavoro Relatore: Avv. Giacinto Favalli PROGRAMMA (PDF)
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Rassegna Stampa

Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 26/05/2012 twitter @Diritto24 Il nuovo apprendistato: primi accordi collettivi e recenti iniziative per incentivare le assunzioni di Vittorio Provera Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 03/05/2012 HR On Line AIDP: N10 Maggio 2012 Rappresentanze sindacali aziendali: art. 19 Stat. Lav. di Giacinto Favalli AGI Lombardia Video: I giuslavoristi a convegno sulla Riforma Fornero per il lavoro Giacinto Favalli Telelombardia: Forum delle Piccole e Medie Imprese Video: Controllo dei lavoratori, controllo posta elettronica Video: Riforma del mercato del lavoro Video: Ammortizzatori sociali Video: Licenziamenti individuali Giorgio Molteni Video: Articolo 18 e Costo del Lavoro Video: Il Contratto di Apprendistato Vittorio Provera Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 26/04/2012 twitter @Diritto24 Novit in materia di somministrazione di lavoro(D.lgs. 2 Marzo 2012, n. 24) di Valeria De Lucia DirittoBancario.it: 16/04/2012 twitter @DirittoBancario La prescrizione del diritto alla ripetizione dindebito derivante da operazioni bancarie in conto corrente di Francesco Autelitano

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Realizzazione Newsletter: Emanuela Zocchi


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