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ANTHONY DE MELLO IL CANTO DELL'USIGNOLO Cos lo ricordano gli amici

a cura di Aurel Brys e Joseph Pulickal Nota Il canto dell'usignolo una raccolta di pensieri riferiti da persone che hanno co nosciuto e ascoltato Anthony de Mello e con lui hanno avuto un rapporto di amici zia e/o di discepolato. Gli stessi curatori, Aurel Brys e Joe Pulickal S.J., son o stati allievi di Tony. PRESENTAZIONE Ero nervoso entrando nel refettorio, dove Tony e una ventina di altre persone st avano cenando. In seguito, Tony mi disse di non aver avvertito il mio nervosismo ma di essere stato contento di vedermi. Strano, pensai. Era il nostro primo inc ontro. A S dhana, nel 1976 e 1977, avevo un sacco di problemi personali da risolvere, al pu nto che quando nessun altro aveva qualcosa da dire erano soliti prendermi in gir o: Joe, esponici un problema! E io lo facevo, ogni volta! Come se ci non bastasse , avevo anche problemi con Tony: le sue teorie, il suo modo di fare. Ci nonostant e, c'era un grande affetto tra noi. Mi sembrava che aspettasse con ansia le discussioni - serie discussioni teoriche - che avevamo dopo le riunioni e ogni volta che c'incontravamo in seguito. Le difficolt e l'affetto rimasero tra noi fino alla fine. Io mi sentivo in imbara zzo per le difficolt ; lui, al contrario, sembrava dimenticare ogni spiacevole inc idente non appena veniva superato. Tony vedeva in me il bene che io non riuscivo a scorgere; il male che mi turbava non disturbava lui. Quando mor , desiderai ardentemente fare qualcosa per lui. Ma che cosa? A poco a poco quel desiderio svan . Poi, improvvisame nte, nel marzo del 1992 mi venne l'idea di questo libro. Esposi la mia idea ad Aurel Brys, Leela Kottoor e Isabel Martin. Il progetto and loro a genio e Aurel e io iniziammo a lavorarci Qualche tempo dopo dissi ad Aurel: Io sono uno che aspetta il vento per levare l'ancora, ma tu diresti: se non c' vento, remeremo e spingeremo! Ma con tutto il tuo spingere e il tuo remare, l'idea di questo libro sarebbe rimasta solo un'idea! J. PULICKAL sj Esaminando i contributi di coloro che avevano risposto alla lettera in cui chi edevamo di scriverci come Tony avesse toccato e cambiato la loro vita, sentivo di trovarmi su un terreno sacro. Questi contributi raccontavano come gli incontri con Tony li avessero aiutati e stimolati, avviando in loro un proce sso e un movimento, accelerando il ritmo e migliorando la qualit della loro esistenza. Queste storie personali mi portarono ad addentrarmi in un esame

introspettivo, nel corso del quale mi accostai a Tony in modo nuovo. Incontrai lo spirito di Tony vivo in quelle persone, attivo in quel processo lib eratorio da loro sperimentato nel corso degli anni e nella loro continua ricerca per reagire alle esperienze della vita qui e ora, presente nel loro desiderio d i rispondere con una partecipazione nuova alle loro vocazioni, operando nel segn o di quel rinnovamento spirituale che Tony aveva avviato in India. Mentre lavoravamo sulle testimonianze personali, accadde qualcosa di ancora pi pr ofondo: mi resi conto di come i Vangeli dovessero essere nati in maniera analoga . Redigendo le varie testimonianze, gli scrittori non avevano cercato di ricostr uire la persona di Ges , bens di catturarne lo Spirito. Scoprire e ricevere lo spirito di Tony mi ha aiutato a ricevere di nuovo lo spir ito della vita, lo Spirito DI Ges . La magia DI Tony aveva funzionato, ancora una volta. A. BRYS sj

In cosa consiste questo libro? La nostra prima lettera al riguardo, datata 4 apr ile 1992, chiedendo contributi spiegava: Vorreste contribuire a un libro sul lavoro di Anthony de Mello? Se Tony ha toccato e cambiato la vita di cos tante persone, in cos tanti luoghi, n el corso del suo ministero, dev'essere perch possedeva alcune cose di un valore duraturo e le esprimeva con freschezza e forza. Il nostro desiderio di ricatturarne alcune Ricordate di aver sperimentato la "magia" di Tony? In una consulenza, una direzi one spirituale, una terapia? In un incontro, un colloquio, un'esposizione teoric a, un rapporto? In una risposta mordace, una storia o una battuta che spiegavano un concetto? Se cos , tutto ci pu diventare materiale per il nostro libro. I libri di Tony sono per lo pi aneddotici: raccolte di storie, esercizi, intuizioni , battute. E cos sar anche questo libro su di lui: aneddotico, per l'appunto. Uno scambio di complimenti! Lo scopo di questo volume non sar quello di dimostrare quanto fosse grande Tony. Non vuol essere il tributo a un eroe. Non ci aspettiamo brani scritti sempliceme nte per soddisfare la curiosit o per suscitare ammirazione o per fornire ghiotte notizie biografiche. I vostri contributi dovrebbero riportare occasioni in cui Tony vi ha stimolati, dato nuove energie, aperto una finestra, approfondita la vostra comprensione, vi ha fatto sentire il canto degli uccelli, vi ha condotti nel silenzio. Questi racconti dovrebbero condurre il lettore a esperienze analoghe. Via via che i contributi arrivavano, ci rendevamo conto che sarebbe stata un'imp resa impossibile ripulirli dai tributi a un eroe e dai sentimenti: ci che vi scorge vamo era un'esplosione di affetto, gratitudine e stima. Tutti quelli che hanno contribuito ci hanno scritto: Fate ci che volete dei nostr i resoconti, correggeteli, riscriveteli, abbreviateli, allungateli, rifiutateli. Abbiamo fatto tutto questo. Abbiamo dovuto farlo! Forse, in qualche occasione, abbiamo trascurato o interpretato erroneamente le idee di chi ci ha scritto: se cos fosse, non c'era l'intenzione, anzi abbiamo fatto il possibile per evitarlo. Nel mettere in ordine il materiale per il libro ci ha guidato la nostra percezio ne dello scorrere della vita di Tony. All'interno di questo schema tutt'altro ch e rigido, abbiamo raggruppato quei brani che trattavano lo stesso tema o temi si mili. Non abbiamo rispettato la cronologia della vita di Tony n dei dialoghi rife riteci. Presentiamo i vari brani senza titoli. Speriamo che ciascuno vi colpisca come la bellezza di un fiore solitario e anonimo, di un uccello, di un animale, di un p

anorama, di una stella o di una scena umana. Nei resoconti che ci sono stati inv iati per il libro abbiamo sentito la mancanza delle battute di Tony. Che cos' Ant hony de Mello senza le sue battute! Un uomo che, per dirla con le parole di uno di quelli che ci hanno scritto, era un riverito maestro spirituale ed diventato l 'irriverente direttore di S dhana e che, per dirla con le sue parole, voleva morire raccontando una barzelletta! Perci ne abbiamo introdotte alcune, non sue, ma prese da altre fonti. Speriamo che abbiano qualcosa dell'umorismo a doppio taglio e d ella saggezza tipica delle battute di Tony. Alla fine del libro c' un capitolo che abbiamo intitolato Cos felice, cos libero.... Contiene informazioni sulle citazioni letterali di Tony tratte dal materiale inviatoci. I revisori dei suoi scritti hanno osservato che l'uomo Tony rimasto misterioso fino alla fine. Forse questi brani rivelano un po' di pi l'uomo. Forse tutto il nostro libro lo fa. Abbiamo inviato la nostra prima lettera a circa cento venti persone che avevano conosciuto Tony personalmente. Avremmo pot uto inviarla a cinquecento se avessimo potuto disporre, allora, dell'elenco completo di cui disponiamo Oggi, di tutti coloro che sono stati a S dhana. Ci avrebbe reso pi ricco questo scritto. Questo volume non offre un quadro completo di Tony al lavoro. Il nostro scopo non mai stato quello di presentare una sintesi esauriente delle sue idee n intendiamo analizzare o valutare l'uomo. Vogliamo per dire questo: Tony non rappresentava, soprattutto negli ultimi anni, il pensiero o la piet cris tiana corrente; offriva per una testimonianza e un programma e ha sollevato alcune questioni che anche i cristiani tradizionali hanno trovato immensamente stimolanti e arricchenti; in questo stava, e sta, la sua importanza. I nomi di coloro che hanno contribuito a questo libro sono riportati in ordine a lfabetico. Ovviamente, alcuni hanno scritto pi di un brano. Tutti i nomi pubblica ti nei dialoghi sono di fantasia. I lettori non sapranno chi ha scritto un dato brano. Hanno contribuito alla realizzazione di questo volume: Abe Puthumana, Aurel Brys, Bernadette, Bob Grib, Carlos Valles, Celine, Celene K ., C.P. Varkey, Cyriac Muppathy, Delphine, Dina Guha, Dominic George, Estela Cor deiro, Francisca, Frank Stroud, George Ribas, Grace de Mello, Isabel Martin, Isa bel Roche, Jacob Madukakuzhy, Jim Dolan, Josita, Joe Mattam, Joe Pulickal, John Bosco, Joe Mekat, Leela Kottoor, Margaret Rodericks, Miriam K., Paul Raj, Ray Ja cques, Rex Pai, Sebastian Inchody, Selma, Spiro Camilleri, Stella, Tom Palakudiy il, Vincent Banon. Ringraziamo tutte le persone che ci hanno confidato esperienze molto personali. Ringraziamo, inoltre, gli amici che cos prontamente ci hanno fornito l'aiuto di c ui necessitavamo: James Pathippallil, John Vattanky, Francis D'Sa, Shanti, Leela, Lisbert, J. Thayil, Isabel, Michael, P.J. Francis, Lucien Clarjisse, Alex Toppo. E un grazie particolare alla casa editrice Gujarat Sahitya Prakash. J. PULICKAL sj - A. BRYS sj

Calcutta, 2 giugno 1994

Hai sentito quell'uccello cantare? La continua protesta del discepolo al suo maestro zen era: Tu mi stai nascondendo il segreto ultimo dello zen. E si rifiutava di credere alle smentite del maestro. Un giorno il maestro lo port a fare una passeggiata sulle colline. Mentre cammina vano sentirono cantare un uccello. Hai sentito quell'uccello cantare?, disse il maestro. S , disse il discepolo. Be', adesso sai che non ti ho nascosto niente. S , rispose il discepolo. Il canto degli uccelli, p. 31 1 Tony stava tenendo un seminario sulla preghiera e durante l'intervallo andai a f are la sua conoscenza. Lo trovai che faceva bolle di sapone con una cannuccia. Gu arda, guarda, mi disse, come sono belle, fragili, luccicanti queste bolle. E come muoiono senza opporre resistenza. Voglio morire cos , fresco e vitale. Il commento di Tony suscit in me il senso della vita, della sua fugacit e transitoriet , e il de siderio di dare il meglio di me: di godere della vita e accettarne la precariet . Una volta mi scrisse: Che cos' questo mistero che chiamiamo vita? Ci attacchiamo a lle persone, le amiamo profondamente e poi dobbiamo separarci da loro. Giovanni 3: il tema della rinascita: se uno non rinasce... Lo Spirito non sappiamo da dove viene e non sappiamo dove va. Siamo nati solo pe r venire separati. Perch questa la nascita: una separazione dal grembo materno. E questa la rinascita: una separazione e un addio. Dobbiamo continuamente allonta narci da quelli che amiamo, dobbiamo continuamente accomiatarci e separarci. In definitiva, nel pi profondo del nostro essere, ciascuno di noi solo. Alla fine dobbiamo venir separati dalla morte, non solo dei nostri amici e dei nostri cari, ma persino del nostro stesso corpo, della nostra personalit . Quale parte di noi rimarr ? Forse quella parte profonda che nessuno pu toccare..., misteriosa e sconosciuta, che potremmo chiamare spirito Quando entriamo in contatto con questo spirito siamo davvero rinati. 2 Tony era solito ridere delle mie preoccupazioni e dirmi: Dimettiti da madre super iora dell'universo. Quando gli parlavo del mio risentimento per il modo in cui qu alcuno mi aveva trattata, mi diceva: La dignit umana va rispettata: non fare da st uoino a nessuno.... Questa semplice verit mi ha aiutato molto. Un giorno, mentre passeggiavamo, volle sapere che cosa il gruppo pensasse di lui . Udita la mia risposta mi domand che cosa io pensassi di lui. Accanto a tutto l' amore e l'ammirazione che nutrivo per lui, c'erano nella sua personalit cose che non riuscivo ad accettare. Gliene parlai. Stette ad ascoltarmi. Parl duramente del modo il cui la Chiesa cattolica controlla i propri membri. Sen tendolo, mi domandai: "Prendo esempio dalla Chiesa e cerco anch'io di controllar

e coloro che mi vengono affidati?". Oggi sono in grado di_d 8 _p

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F!> ___Q _" <_0'___ ___"__"__'_ ____ "__ '__A Nulla sembrava sorprenderlo. Voleva che fossi responsabile di tutto ci che pensavo, sentivo o facevo, anzich biasimare qualcun altro per la mia infelici t . I fatti raccontati qui sopra, e molti altri, mi rivelavano una persona che spesso aveva ragione e talvolta torto e che possedeva gioia, empatia, saggezza e amore. Sperimentando in lui queste cose, ho iniziato a riconoscere la parte migliore di me e a credere in essa. 3 All'inizio di una seduta a S dhana stavo consigliando James. Alla fine Tony fece a lcuni commenti. Poi, rivoltosi a me, domand : Tony: Cos'hai fatto per James? Basil: Sembra che abbia preso coscienza di alcuni dei suoi sentimenti. T: Ti ho chiesto che cosa hai fatto tu per James. B: L'ho aiutato a capire i suoi sentimenti. T: Cosa stai facendo con le mani? Cosa provi? Avevo iniziato a battere il pavimento con le mani senza rendermene conto. Ero ne rvoso. Durante una seduta successiva una donna del gruppo disse che mi amava e che vole va avere una relazione con me. T: Come ti senti? B: Felice... T: Cosa stai facendo con le mani? Inconsapevolmente mi stavo dando dei colpetti sul ginocchio destro. Ero nervoso. Smisi. T: Cosa stai facendo con la mano sinistra? Avevo iniziato a battere sul ginocchio sinistro. Mi fermai e serrai le braccia al petto. T: Cosa stai facendo con le mani? Basil, non reprimere la gioia. Non ti bloccare. Non negarti l'amore. Accettalo. Datti il permesso di essere allegro. Invece di soffocare i tuoi sentimenti, sbandierali, agita le man i in alto. Lo feci. M'invase un senso di gioia e di libert e risi con abbandono. In un'altra occasione, Tony chiese al gruppo di descrivere le sensazioni che o gnuno stava provando. Esposi le mie impressioni. Quando ebbi finito, Tony mi guard e disse: T: Sei consapevole di aver parlato solo di sensazioni tattili? Sei consapevole del modo in cui stai seduto? Sei consapevole della posizione delle tue gambe e delle tue mani? Stavo accucciato, con le cosce strette e le mani a pugno sopra di esse. Cos iniziai un processo di presa di coscienza dei miei sentimenti e del mio cor po, iniziai a scorgere il nesso tra i sentimenti e le azioni, un processo di presa di possesso e di integrazione. Per me questo terreno lo stesso del movimento degli spiriti ignaziano, del discern imento e del processo decisionale.

4 Durante il nostro soggiorno a S dhana, Tony mi disse: Ti ho trovata viva, vibrante e davvero molto matura sotto diversi punti di vista. Tuttavia ho avvertito un ce

rto disagio e ora so il perch . Mia cara, emotivamente sei una tipica adolescente che seduce uomini a destra e a sinistra, di sopra e di sotto, e ti chiedi perch g li uomini cadono ai tuoi piedi a ogni passo. Aveva colto nel segno, anche se non mi era facile accettarlo, dal momento che mi consideravo gi prossima alla santit ... Dalla seduta successiva, Tony fece di tutto per farmi notare le mie tattiche di seduzione: sguardi, pose, scelta delle parole per comunicare i miei sentimenti, atteggiamen ti, ecc. 5 Jim lotta per essere indipendente, per vivere la propria vita, ma al tempo stess o non vuole deludere i suoi molti amici. T: Accetta la sofferenza di vivere da solo, di convivere con la verit , anche se t i inimicherai i tuoi amici. J: Ci sar sempre qualcun altro che mi ama. T: Stai minimizzando, cerchi scappatoie: accetta la sofferenza di vivere davvero da solo, senza biasimarli perch ti lasciano: sopporta la tua sofferenza. J: In questo momento vorrei non essere io. T: Senti la sofferenza di fare a modo tuo. Se accusi gli altri, potrai sentirti meglio, ma sfuggirai quella sofferenza. J: Improvvisamente ho la sensazione che nella mia provincia e nel mio lavoro pot r essere me stesso. T: Stai di nuovo scappando e illudendoti con degli slogan. Immaginati seduto con la persona con la quale vorresti stare e immagina gli altri adirati per essere stati esclusi. J: Vorrei fuggire... T: Quando sei nella tua stanza riascolta la registrazione di questa conversazion e e sopporta la sofferenza. una vera crocifissione... il chicco di grano dovr mor ire... e poi la vera risurrezione, in cui emerger il vero io. Non permettere a ne ssuna droga di distrarti dalla vita o di arrestare il tuo cammino: n la droga dei rapporti umani n la droga dell'amore - l'amore un dolcificante della vita, mai u n sostituto della vita - n la droga della religione n di Dio n la droga dell'apprez zamento, della lode o del rispondere alle aspettative altrui. Approfondisci la t ua sensazione di radicamento, di essere a casa. Senti la paura, la sofferenza... e poi senti la forza. doloroso camminare da soli. Ma non c' altro modo.

6 La sofferenza non n positiva n negativa: la sofferenza propria della vita. E la vit a crescita, e ogni crescita comporta la sofferenza come uno dei suoi ingredienti essenziali. Tony era solito ripetere tali affermazioni, soprattutto in situazioni concrete d i sofferenza nelle quali ci vedeva lottare e spendere molte energie. In questo m odo mi ha portato a sviluppare una certa tolleranza della sofferenza e delle con traddizioni della vita. Se mi immunizzo in tutti i modi contro la sofferenza, mi escluder da qualsiasi int imit e crescita, mi escluder dalla vita stessa. Una volta capito che non dovevo evitare la sofferenza a ogni costo, iniziai a re spirare liberamente. Fui in grado di "esplorare" con facilit i dolori della mia v ita, come la separazione dei miei genitori. Riconobbi l'energia che viene libera ta quando imparo ad accettare l'inevitabile: quei fattori sui quali non ho alcun controllo. All'inizio mi esercitai con Tony, che evidenziava questa verit nei momenti crucia li in cui ero pi vulnerabile; divenuto consapevole, in seguito continuai da solo e fui condotto nelle zone congelate della mia vita, le quali ritrovarono, a poco a poco, vita e movimento.

Mi ripetevo sovente: doloroso ma posso accettarlo, un atteggiamento vitale. Puoi accondiscendere e non soffrire, ma essere morto. Puoi essere libero e sponta neo e soffrire, ma essere vivo.

7 Nel nord dell'India c' la festa di Raksha Bandhan. Una ragazza lega un rakhee, un braccialetto di fiori di carta colorata o d'argento, al polso di suo fratello o di un amico. Ci significa che la ragazza chiede all'uomo protezione e cure frate rne, ed egli acconsente. Il giorno di Raksha Bandhan, nel corso del mio soggiorno a S dhana, una donna del gruppo port un rakhee per ciascuno dei dieci uomini del gruppo. Io ne portai due e ne legai uno al polso di Tony e l'altro al polso di un amico. Tony scoppi a rid ere e disse: facile legare un rakhee a tutti, cos nessuno resta escluso; ma diffic ile scegliere uno o due del gruppo, vero? 8 Ti aiuter con l'inglese, disse Tony. Era il dicembre del 1949. Eravamo entrambi sem inaristi gesuiti: lui aveva diciannove anni, io ventitr ed ero appena arrivato da lla Spagna. Voglio che parli non solo un inglese grammaticamente corretto, ma per sino l'inglese idiomatico, prosegu . Tony corresse il mio inglese per molti anni e lo fece in modo tale da non farmi mal sentire inferiore. Era un atto d'amore. Fui nominato direttore dei novizi, cosa che non mi sarei mai aspettato. Quando i ncontrai Tony, lui rise di cuore e disse: Sarai un ottimo direttore dei novizi. B asta che tu sia te stesso. Ci mi aiut molto a credere in me stesso. Quando mi fu affidato un importante incarico amministrativo, Tony mi disse: Ho id ea che sia troppo per te. Sicuramente soffrirai molto. Comunque, cosa ne pensi?. Risposi: La considero una sfida. Voglio lanciarmici. Vai avanti, replic Tony, ma sappi che dovrai soffrire cammin facendo. E in effetti soffrii molto. Tony una volta mi disse: A causa dell'enfasi posta, nella nostra formazione di ge suiti, sul controllo delle emozioni, sei diventato un uomo d'acciaio. C' un tale calore di sentimenti dentro di te, ma tu lo reprimi, non lo esprimi mai, non sei veramente te stesso. La sua osservazione mi infastid . Lo so, risposi, ma se lascio la presa potrei perdere il controllo di me stesso: una volta che la diga aperta, potrei essere trascinato via dalla piena dei miei sentimenti. Tony replic freddamente: Dipende da te. Puoi scegliere se essere un "uomo d'acciaio" o un individuo dal gran cuore. La mia porta sempre aperta il titolo di un libro, nel quale ci imbattemmo durante il corso di perfezionamento. Non sarebbe un bel motto per noi preti che stiamo per iniziar e il nostro ministero?, domandai a Tony. Rise e rispose causticamente: Andrebbe benissimo in Europa, dove nessuno va mai a cercare un pre te. Ma in India, se lasci la porta aperta, ti assaliranno. E cos fu. Tony era un uomo affettuoso in maniera

commovente. Uno che sapeva misurare le forze e i limiti degli altri, che sapeva confermare e ammonire con distacco. Uno che c i lasciava liberi. Un uomo coraggioso, che non pretendeva nulla per la sua autorit . Una persona che conosceva il proprio potere e i possibili pericoli di quel potere. Un amico - un filosofo - una guida.

9 Mi ero recato a S dhana per un week-end. A colazione Tony mi domand perch l'organizz azione cattolica mi angustiasse tanto. Risposi che non ritenevo salutare per la crescita spirituale di chicchessia essere costretti fin dall'adolescenza ad ader ire a un ordine religioso, con voti vincolanti di povert , castit e obbedienza sebb ene ci fossero delle eccezioni, come i nostri santi. Caddi quasi dalla sedia qua ndo Tony si disse pienamente d'accordo con il mio punto di vista. Poi mi sfid : Qua le alternativa consiglieresti? Risposi: L'antico asrama ind , cio i quattro stadi attraverso i quali un uomo arriva al sannyas, allo stadio della rinuncia, dopo essersi realizzato come capofamiglia. Di nuovo si disse d'accordo e aggiunse Come lo realizziamo? In quel momento seppi di avere di fronte un saggio che aveva veramente trasceso la competizione e il consumismo religiosi. Tony aiutava le persone a rimuovere i blocchi psicologici presenti in loro, cosi cch l'amore di Dio potesse fluire liberamente. Al tempo stesso consigliava: Non la sciate che il vostro amore per Dio interferisca con l'amore per il prossimo. 10 Sebastian: Ho una grande paura di Dio. Quando immagino Dio mi sento abietto, abb attuto, piccolo. Parlo alla gente della misericordia e della bont divine, ma io n on le sento. Tony: Chi ti spaventa? S: Dio, mi opprime con il suo sguardo penetrante. T: Chi traccia quest'immagine? S: Io. T: Ne sei proprio sicuro? S: Forse l'ho presa da qualche parte e attribuita a Dio. Forse lui cos . T: Forse lui cos ! S: Allora la mia paura sarebbe giustificata: s , forse Lui cos , oppure sono io a pr oiettare su di lui quell'immagine. T: Sei a tuo agio con questa ambivalenza o ti spaventa? S: Provo sempre apprensione al riguardo. T: Che cosa, chi e come sia Dio, la realt ultima, non lo so: compio un atto di fe de e talvolta lo sperimento come misericordioso. S , in fondo potrebbe dimostrarsi uno scherzo crudele, ma la cosa non mi disturba, mentre disturba te. Vuoi fare in modo che non ti disturbi pi ? S: Mi piacerebbe, ma ho paura di lasciarmi andare, di fare quel passo. T: Ci vuole la forza che tu ora usi contro te stesso. Ogni volta che cominci a t ormentarti, ad avere paura, riversi la tua forza su di lui perch ti opprima. Giob be lo ha combattuto e alla fine ha vinto. Tu ti definisci e ti consideri privo d i valore; e cos molti insegnanti, ritiri, sermoni religiosi, ecc... ti mantengono in questa convinzione. La paura di Dio la nostra crudelt , la nostra rabbia e la nostra forza che proietti amo su Dio, sull'altro. Prendete quella forza, anche se Vi appare negativa: la v ostra forza. Siatene consapevoli, prendetene possesso, impersonate Dio e superer ete la paura che vi paralizza: sarete in grado di comunicare con Dio, sarete in grado di ascoltarlo e di scoprirlo.

11 Avevo lavorato molto sulla mia rabbia durante le sedute terapeutiche e da solo. Rimaneva per ancora un senso di nervosismo e d'inquietudine, di oppressione. T: Che cos' che ti opprime? A: qualcosa che mi impedisce di provare gioia, di prendere decisioni, che m'indu ce a dubitare e procrastinare. Quando non presente mi sento libero e calmo. T: Racconta com' la cosa che ti opprime. Io dar voce al tuo io oppresso. A: Mi appare l'immagine di mio padre. T: Lascia che sia tuo padre o quello che vuoi: drammatizza ci che ti opprime. Imp ersona l'oppressore. A: So che cos' bene per te. Condurrai la tua vita come io ti dir . Io sono il capo. Gli ordini li do io. Devi fare ci che io voglio che tu faccia. E non brontolare o ti prender a pedate. T: Non ti obbedir . A: Provaci... Ti prender a calci. T: Opporr resistenza. Ce la far . A: Provaci. T: Ti resister . A: Provaci e vedrai. Andammo avanti per un certo tempo, con Tony che di tanto in tanto mi domandava c he cosa provassi. A poco a poco passai dal nervosismo a un senso di forza. Allor a Tony disse: Ce l'hai fatta. Hai paura dell'oppressore che in te. L'unico modo p er liberartene accettare l'oppressore. Quando l'avrai fatto sarai forte e potrai permetterti di essere gentile e comprensivo. Altrimenti sarai troppo duro, trop po brusco e susciterai risentimento negli altri. Gli esercizi che hai gi fatto ti hanno aiutato a entrare in contatto con la tua rabbia e con la forza in essa co ntenuta. Ora devi continuare a identificarti con la forza dell'oppressore che in te e cos svolgerai le tue attivit con armonia. La persona aperta al prepotente che in lei, non si comporter da prepotente: chi in vece non ha familiarit con esso, agir con prepotenza. importante essere in contatt o con la parte brutta di se stessi e accettarla. Non avrai pi a. paura di Dio il giorno in cui saprai diventare il Dio di cui hai paur

12 Durante una seduta di rinnovamento, dissi a Tony apertamente, senza esitazione n timore: Non sopporto il comportamento del mio Superiore. parziale e pieno di preg iudizi. La cosa mi secca immensamente. Tony replic : Puoi lavorare a questo problema in tre fasi: 1) Chi ha il problema? Lui o tu? 2) Sei pronto a dare a quest'uomo il permesso di comportarsi come si comporta? 3) Qual il problema? Capii che ero io ad avere il problema. Lo riconobbi. Ci mi port alla fase successi va. Tony mi chiese di lasciare il gruppo, di andarmene da solo e di iniziare a d are al mio Superiore il permesso di essere se stesso, prendendo nota di ci che pr ovavo durante quel processo. Feci cos per mezz'ora, poi mi riunii al gruppo. Tony mi chiese quali fossero le mie reazioni. Gli dissi che mi sentivo pi leggero, pi libero, pi forte. Le aspettative erano svanite. Concedendo la libert ad altri mi s entii libero e potente io stesso. Cos tante nostre azioni nella comunit e nella formazione derivano dall'intolleranza : tanta parte del nostro predicare e della nostra moralit una forma velata d'into lleranza.

Quando ti sposi confortante sapere che, comunque vadano le cose, avrai sempre qua lcuno al tuo fianco a cui dare la colpa. 13 Sentivo di non ottenere dalla vita ci che sapevo poteva offrirmi. Al contrario, m i appariva sempre pi un peso, un impedimento. Affrontavo in maniera inadeguata i miei problemi. Quando ne parlai con Tony - si trattava del mio primo incontro con lui - mi chie se di immaginarmi seduto con Cristo e che Cristo mi chiedesse di descrivergli le mie qualit migliori. Lo feci. Mi sembr di essere alquanto generoso nell'elogiare i miei talenti. Poi Tony mi chiese di enumerare a Ges i miei difetti, ecc. Al termine dell'esercizio, Tony disse che ero stato molto pi eloquente nell'elenc are i miei difetti di quanto non lo fossi stato nel presentare le mie buone qual it . Nella sua semplicit , questo dialogo provoc in me un mutamento importante. Fu l'ini zio del mio risveglio, della mia presa di coscienza. 14 Ero sulla cinquantina e, da molti anni, ero un sacerdote rispettato nella Compag nia di Ges . Nel corso della mia prima terapia, da parte di Tony, durante il mio s oggiorno lungo a S dhana, parlai delle difficolt che avevo con una persona. Tony mi aiut e, a poco a poco, m indusse ad ammettere la mia rabbia. Fui sorpreso di sco prire di essere arrabbiato e di aver nutrito quella rabbia senza rendermene cont o e di non aver perdonato quella persona per molto tempo. Ci mi aiut molto. La dif ficolt a perdonare mi tormenta ancora, ma ora ne sono consapevole e riesco a farl o pi facilmente. Un giorno Tony mi chiam . Mi disse molto onestamente che si sentiva minacciato e g eloso perch da quando un mio caro amico era arrivato, qualche giorno prima, sembr avo toccare il cielo con un dito. Scoppiai a ridere. Shanti, sto parlando seriame nte, mi disse, sono geloso, soffro e sono un nevrotico. La forza di una persona non sta nell'essere adulti, ma nell'essere onesti. C' una grande forza nel riconoscere e ammettere onestamente ci che si prova e ci che si v uole, qualunque cosa sia. 15 In una seduta parlai della mia timidezza. Tony mi consigli : Durante la prossima se ttimana prendi l'iniziativa di avviare delle conversazioni o di partecipare a co nversazioni in corso. Ci provai. Spesso gli altri mi ignoravano e io ne ero profo ndamente consapevole e addolorato. Quando lo riferii a Tony, alla fine della set timana, lui mi domand : Cosa fai per ottenere ci che vuoi? Nelle situazioni impegnative tendo a essere molto debole. Un amico reag negativam ente alle mie parole durante una riunione di gruppo. Rimasi l seduto, sorridendo. Ci fece adirare il mio amico e tutto il gruppo. Io, da parte mia, mi sentii abba ndonato da loro e solo. Non potevo capire perch reagissero in quel modo. Al termi ne della seduta Tony mi disse: Hai provato imbarazzo, dolore e autocommiserazione . Prendi coscienza del tuo monologo interiore e dei condizionamenti che lo produ cono. Non rinchiuderti nella tua stanza a piangere. Devi trovare altri modi di reagire. Durante var)d0p3_ __~'9^ i# !"& ___sp_" ___

m! & 0 < _p^!3 @_y'8I9)~ 1 ^c a02i# a p b__OK&o8_@_I_ 'p#")_ vero? Reazioni diverse in momenti diversi. Continuo a fare riferimento a esse nei miei sforzi per essere pi libero. 16 Ho avuto spesso l'impressione che la gente approfittasse di me, avanzando richie ste irragionevoli, non comprendendo le mie esigenze, i miei limiti, ecc. Ci era p articolarmente evidente nel caso delle mie amicizie: le volevo, ma al tempo stes so sentivo che interferivano con la mia libert . Non potevo dire di no ai miei ami ci, altrimenti li avrei scontentati. Dopo avermi sentito fare pi volte questi discorsi, Tony mi domand : Vuoi davvero sen tire la verit ? Tu non vuoi cambiare. Ci che vuoi veramente essere rassicurato da m e che hai ragione e tutti gli altri hanno torto, e che a causa degli altri che s tai soffrendo, che sei infelice, ecc... Qualche giorno dopo, una settimana prima di Natale, Tony mi porse un piatto di p lastica dicendo: Questo il mio regalo di Natale per te, e rise. Sul piatto era raf figurata un bimbetta seduta sul vasino. Riconosci quella bimba? Sei tu. Anche tu. .. non ti alzi mai dal vasino. Il messaggio era molto chiaro. Era davvero difficile accettare che fossi io a cr eare i miei problemi e che dovevo cambiare se volevo essere felice. Smettila di recitare la parte dello stupido! Non sto recitando. Quale consapevolezza! 17 Ricordo uno dei detti di Tony su Ges e Gandhi: Ges predicava ci che viveva; Gandhi v iveva ci che predicava. Il primo era quanto mai vivo perch il suo insegnamento ven iva dall'esperienza di vita. Il secondo era logico e razionale e di conseguenza la sua vita aveva molto meno gusto Ci che prima era ragionato, veniva poi trasposto nella vi ta. Senza denigrare il secondo, Tony privilegiava il primo: La vita e l'amore sono pe r coloro che osano correre dei rischi, non per i semplici spettatori. Per me, un esempio particolare di questo processo il seguente: durante un mio soggiorno breve a S dhana, alla fine degli an ni Settanta, Tony parl dell'amicizia uomo-donna tra religiosi. Non parlatene soltanto , sperimentatela e imparate, disse. So che tali amicizie portano spesso a contatti fisici. Considerateli una parte del processo di crescita. Comunque, l'amicizia tra religiosi non necessita di espressioni fisiche, che spe sso possono essere dannose, soprattutto se vanno a sostituire un'onesta comunicazione person ale. Avevo le mie idee in proposito, che tenni per me. Quando, qualche anno pi tar di, durante un breve ritiro a S dhana, affermai esplicitamente che il rapporto con le donne non faceva per me, Tony mi sfid : Stai parlando per principi, con la ment e. Non esprimi i tuoi sentimenti, il tuo cuore. Rimasi colpito dalle argomentazio ni di Tony e dal suo rispetto per la mia crescita, tuttavia preferivo vivere a l ivello mentale, senza tuffarmi nell'esperienza. Anni dopo, durante un ritiro ann uale, improvvisamente mi trovai a dover affrontare una scelta terribile: o diven tare un gesuita cinico, intellettuale e privo di vita, o avere rapporti con le donne, come Tony aveva detto circa dieci anni p rima. Scelsi la seconda alternativa. Non stato facile. Dovevo trovare la mia strada. L'enfasi di Tony sulla consapevolezza, sull'essere

V'

presente qui ed ora, sull'ascoltare onestamente la propria voce interiore assum endosi le proprie responsabilit personali mi ha molto aiutato in questo processo. Si dice che l'amore sia cieco, ma conosco un sacco di gente che sa vedere nella persona amata il doppio di quello che vedo io... 18 Una volta mi vidi con Tony per parlare del mio rapporto con uno degli uomini del gruppo. Ero allo stadio iniziale di un'amicizia e mi trovavo ad affrontare una battaglia interiore, incerto se procedere o meno, se cambiare direzione o lascia r perdere del tutto. Dopo che ebbi raccontato come e quando era iniziato questo rapporto e come stava andando, Tony mi fece alcune domande. Sentite le mie rispo ste, mi disse: Vai avanti, vai avanti a tutto vapore. E cos feci. Quell'amicizia dura ormai da diciassette anni. Grazie alla comprensione e al sos tegno che ho ricevuto, posso definire questo rapporto come una delle maggiori gr azie della mia vita. In questo frangente, come in altri, una parabola che Tony ci present in una della sedute, e le domande che fece, hanno rappresentato per me una guida preziosa. Ecco il suo raccont : In un certo paese desertico le pesche era rare. Alcuni santi uomini di quel paese ebbero una rivelazione che espressero in questi termini: " Non mangerai pi di due pesche al giorno". In seguito, qualcuno trov il modo di trasformare il deserto in un giardino. Gli alberi iniziarono a fiorire e le pesche crebbero in gran quant it , al punto che cadevano dagli alberi e marcivano al suolo. I giovani iniziarono a ribellarsi alla legge sulle pesche, ma i sant'uomini erano determinati a mant enere la legge perch sostenevano che era stata rivelata da Dio. C'erano alcune pe rsone che mangiavano pi di due pesche al giorno e si sentivano in colpa. Altri, i nvece, mangiavano pi di due pesche al giorno e non provavano alcun senso di colpa . Quelli tra i giovani che proclamavano: " giusto mangiare pi di due pesche al gio rno", furono puniti. Le domande che Tony formulava per la riflessione di gruppo erano: Il vostro codi ce morale va contro la ragione? Funziona nella pratica o crea pi tensioni interio ri che pace? Vi rende persone meno amorevoli, meno felici? Se e quando va contro il buonsenso, come vi comportate?

19 Mi recai a S dhana dopo molti anni di lavoro tra la gente e nella formazione di re ligiosi. Ero una persona di successo. Avevo letto e apprezzato gli scritti di Gi ovanni della Croce e di Teresa d'Avila. Avevo una spiritualit incentrata su Crist o e sulla Trinit , almeno cos credevo. Durante una seduta a S dhana, si discuteva dell'amicizia tra religiosi. Io dissi, nel mio solito modo fiducioso: Non ne ho bisogno. Ho Cristo e mi basta. Tony mi guard e disse: Non mi piace il tuo Cristo: Ti ha reso disumano. Ne fui scosso: il fulcro della mia spiritualit , Cristo, veniva attaccato. E io, c he mi ero dedicato cos instancabilmente ai poveri... ero diventato disumano? In seguito protestai con Tony: Stai abbattendo tutte le mie convinzioni. Mi stai lasciando senza sostegni. Replic : Lo faccio con pochissime persone. Nei mesi successivi imparai a verificare la verit delle nostre convinzioni, ipote si e interpretazioni di noi stessi. Mi resi conto, per esempio, che quando dicev o: Non m'importa di ci che la gente pensa di me, in realt me ne importava molto. A partire da quel momento, ho perso molte convinzioni che mi erano care. E ho pe rso gran parte del mio atteggiamento aggressivo, difensivo e insicuro. Ho sperim entato un grande senso di libert , di comunione con tutti gli esseri umani, con l'

intero creato. Cristo e la Trinit ora sono nella mia vita; e cos pure sono diventa te profondamente gioiose le amicizie, il divertimento e il gioco.

20 Durante una seduta, John disse: Ho un amico che amo profondamente. Sorprendenteme nte, di tanto in tanto, provo anche del risentimento nei suoi confronti. Mi facc io in quattro per dimostrargli il mio amore, ma lui spesso sembra darlo per scon tato, e io ho la fastidiosa sensazione di dargli troppo. Non mi piaccio quando f accio cos . C' troppa buona volont in te, osserv Tony, troppa spiritualit , e rimani invischiato. N ll'amicizia si deve essere in grado di dire questo: Io ti accetto, ti sosterr , pu oi contare su di me. E voglio che tu ricambi il mio amore. Voglio che tu sia one sto con me. L'amicizia come una danza. Se resti fermo non posso ballare. In questo caso ti la scio. Non voglio sacrificare la mia libert . Mi far soffrire, ma non importa. Devi essere pronto a rischiare un rapporto se vuoi salvarlo. 21 Verso la fine del nostro lungo ritiro, a S dhana, nel marzo del 1977, Tony diede, a noi animatori, questo saggio consiglio: Durante i ritiri evitate di favorire i rapporti interpersonali. Cercare di instaurare dei rapporti durante un ritiro va semplicemente contro l'etica professionale. Evitate ogni contatto: va contro l' etica professionale. In questa situazione estremamente artificiale, chi compie i l ritiro in una condizione di forte dipendenza da voi: potete manipolare quella persona inducendola a fare tutto ci che volete: persino a immamorarsi di voi. In una situazione in cui possibile continuare il rapporto e siete attratti da una p ersona e volete davvero instaurare un rapporto, possibile che esso si sviluppi i mpercettibilmente. Ma coltivare attivamente un rapporto non si addice al periodo del ritiro.

22 Un giorno, dopo circa tre mesi di corso a S dhana, Tony annunci in tono serio al gruppo: Ho deciso che da oggi sar uno del grup po, come tutti gli altri. A eccezione della terapia e di situazioni analoghe nelle quali desidero procedere senza interferenze, siamo uguali per ci che riguarda il diritto di instaurare rapporti con i membri del gruppo, di contribuire o interrompere le sedute. Io replicai: Idiozie, Tony, sono solo idiozie. Come puoi dire che siamo sullo s tesso piano quando sai benissimo di essere di tutta la testa e le spalle al di s opra di noi? Il tuo annuncio uno scherzo crudele. Ci fu un momento di silenzio. Poi Tony proruppe: questo il problema con voi, no n riuscite a credere, non osate credere nella vostra forza e nel vostro potenziale e vi comportate come galline. Non lo avevo mai visto cos ind ignato. Mi ci voluto molto tempo per capire perch avesse reagito in quel modo. Aveva ragione. Avevo bisogno dell'approvazione di Tony. Era il mio idolo. Durante una sessione nel 1976 alcuni membri del gruppo volevan

o conoscere cosa pensasse di loro. Sembrava una cosa carina e attesi con ansia il mio turno. Cosa pensi di me, Tony?, gli domandai. Non ho niente da dire, rispose, non hai bisogno della mia approvazione. Fu una bomba che mi colp duramente, suscitandomi sentimenti misti. Veniva lasciat o a me di riconoscere il messaggio. Durante un Rinnovamento S dhana a Lonavla, erano presenti la mia amica numero uno, dei giorni di S dhana, e un'altra amica. La prima, che si sentiva a disagio, mi incit ava a dichiarare quale di loro due fosse la prediletta! Mi rifiutai di prestarmi al suo gioco e questo la lasci insoddisfatta. Tony ci convoc entrambe nella sua s tanza. Dopo esserci detto apertamente i nostri sentimenti e le nostre aspettativ e, lei si sentiva ancora infelice. Tony si rivolse a lei e, affettuosamente ma c on fermezza, le disse: Vuoi renderti conto che non sei seconda a nessuno? Ci che i mporta che tu capisca che per valore non sei seconda a nessuno. Eva: Adamo, mi ami? Adamo: E chi altri? 23 Accadde a una seduta di un maxi-S dhana. Un giorno, con riluttanza, presentai un p roblema personale al gruppo. Tutti mi bombardarono. Per concludere, Tony fece es plodere un candelotto di dinamite che mand in frantumi tutte le mie difese. Dopo quella prova, non riuscii n a mangiare n a bere e rigettai ripetutamente. Mi senti vo esausto e solo. Tony aveva dato rigidi ordini al gruppo di non cercarmi affatto. Tuttavia, un bu on samaritano venne a consolarmi. Tony lo cacci via. Il giorno dopo Tony disse al gruppo che mi voleva bene e che sapeva che avevo le risorse necessarie per affr ontare l'agonia della crescita. Quel doloroso silenzio era un modo per capire le mie idee irrazionali e per ottenere una saggezza che mi avrebbe aiutato a cresc ere. Con crudele compassione Tony mi aveva magistralmente somministrato una terapia p er guarirmi. Quell'esperienza segn una svolta nella mia vita. Ero in terapia da Tony all'interno del gruppo. A poco a poco sprofondai in una s orta di depressione. Un giorno, due giorni, vari giorni..., la depressione conti nuava. Cos iniziai a essere molto arrabbiato con Tony. Perch non mi aiutava a usci rne? In maniera pi indiretta che diretta gli comunicai la mia rabbia. Tutto ci che mi disse fu: Ti voglio molto bene. Mi addolora vederti in questo stato. Hai tant a forza in te. Avevo imparato qualcosa di molto prezioso.

24 Ero una persona che aveva a cuore molti imperativi, al punto di essere legalista. Attraverso i molti programmi di Tony, che frequentai nel corso degli anni, e gra zie alla sua guida personale, ho lasciato per strada molti di questi imperativi. Lui mi ha indotto a esaminare i molti assoluti che mi ero creato. Dapprima mi opposi alla sua sfida. Minacciava la mia sicurezza e io litigavo con lui. Egli era paziente e comprensivo, ma continuava a incoraggiarmi a esplorare i miei timori, a riesaminare la mia posizione. Alla fine, ne passai effettivame nte in rassegna alcuni. All'inizio le conseguenze furono terrificanti. Molti segnali familiari della mia strada interiore scomparvero. A un certo punto non sapevo pi dove dovessi andare . Eppure, un po' alla volta, emerse un io nuovo e pi profondo. Divenni pi interior izzato, pi centrato verso l'interno. Iniziai ad assumere maggiormente la responsa bilit della mia vita e delle mie azioni. In quel processo arrivai a relativizzare

molte regole e regolamenti. Ne osservo ancora alcuni, ma pi come regole del club che come assoluti. Oggi mi sento molto pi libero dentro, molto pi profondamente donato al mio Dio e a lla mia vocazione.

25 Durante una seduta del mio maxi-S dhana, tra Tony e me si svolse il seguente dialo go: A: Mi sento minacciato dalla prospettiva di essere libero e di lasciare liberi g li altri. E provo risentimento per te perch imponi i tuoi punti di vista, ci fai il lavaggio del cervello e ci getti nel dubbio. T: Pi divento libero e sicuro e meno faccio proseliti. Nessuno pu indurvi a dubita re o imporvi qualcosa. Indica un settore in cui vuoi essere libero. A: Dio. Voglio essere libero da questo Dio Padre. T: Dimmi cosa significa. A: Credo che Dio mi ama e si prende cura di me. Al tempo stesso provo nei suoi c onfronti un senso di disagio. Ho del risentimento verso di lui. T: Supponi che Dio Padre sia un mito, un concetto per spiegare una realt ineffabi le. Ora va' oltre il mito e addentrati nell'Ineffabile. Con la fantasia addentra ti in esso come se fosse un viaggio spaziale, penetra nella realt , al di l del mit o. Cosa accade? A: Mi sento andare..., gli altri sono lontani. Mi sento forte e freddo e ho nost algia... T: Soffermati sul senso di freddezza, di nostalgia e di forza. A: Sono un robot con una fiamma interiore che vuole divampare. T: Sii il robot con la fiamma e poniti di fronte a tuo padre. Cosa accade? (Avev amo gi lavorato in precedenza sul mio rapporto incompiuto con mio padre). A: Mi sento irritato, arrabbiato con mio padre, pieno di risentimento. Voglio sp azzarlo via con il mio braccio metallico e poi la fiamma che in me si spegne. T: Non avvertivi la forza che in te mentre ti trovavi di fronte a tuo padre. Pon iti di nuovo di fronte a lui e sii consapevole della fiamma che in te, della tua forza. A: La fiamma vuole crescere. Ho paura, c' una lotta in me: la spegner ? Non provo p i nulla. T: Fallo di nuovo. Poniti davanti a tuo padre e ritrova la fiamma. Dedicaci del tempo. A poco a poco scoprii come il risentimento verso Dio Padre, verso mio padre e ve rso Tony fossero tutte tessere di uno stesso mosaico che traeva nutrimento da un insieme di esperienze, di immagini ereditate di Dio, di me stesso, da convinzio ni e principi riguardanti i rapporti morali e sociali. Prendendone coscienza e liberandomene, a piccoli passi penosi, confido di essere sulla strada giusta verso l'Ineffabile di cui parlava Tony.

26 Durante il mio ritiro a S dhana presi coscienza di qualcosa che mi soffocava: la c ongregazione alla quale appartenevo limitava la mia libert . Per quanto turbato e addolorato per la piega che avevano preso gli eventi, ero fortemente tentato di lasciare la mia congregazione. Aspetta, non ti preoccupare di questo ora, mi disse Tony. Mi fu difficile dargli ascolto. Avrei voluto risolvere la situazione su due pied i, tuttavia seguii il suo consiglio. Poi, dieci mesi dopo, mi svegliai una matti na con la consapevolezza interiore di trovarmi al posto giusto: il senso di soff ocamento era scomparso. Perch avevo voluto lasciare la congregazione? E perch ora, improvvisamente, mi ci

trovavo di nuovo a mio agio? A poco a poco mi resi conto che il mio problema non era con la congregazione ma con mia madre. Negli ultimi dieci mesi avevo dedica to molto tempo a quel problema. Tony l'aveva avvertito, ecco perch mi aveva chies to di aspettare e di non preoccuparmi del desiderio di lasciare la congregazione .

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Una volta rimasi molto turbato da un sogno estremamente vivido. Entravo in una g rande chiesa, dove molte persone partecipavano alla messa. Dopo qualche minuto m e ne andai. Uscendo da una porta laterale mi ritrovai in un'altra grande chiesa, dove alcune persone stavano pregando. Mi sentii ansioso per il fatto di essere in un'altra chiesa. Mi affrettai a uscire e mi ritrovai in un'altra chiesa ancor a. Questa era deserta e silenziosa. Ero molto agitato. Mi precipitai fuori da un a porta laterale solo per ritrovarmi in una quarta chiesa, fredda, antica e cade nte. C'era del muschio verde sulle pareti. Mancava il tabernacolo. Tutte le stat ue erano state tolte dall'altare e poste in una sala laterale. Ero terrorizzato. Ero intrappolato in quella chiesa. Mentre cercavo una via d'uscita, la statua d i san Paolo, nella sala laterale, inizi a muoversi e usc mormorando frasi sconness e come un pazzo. Ero in preda al panico. Mi svegliai respirando pesantemente, ma dido di sudore. Ogni volta che ricordavo quel sogno o lo raccontavo a qualcuno, tutto il mio corpo reagiva. Qualche tempo dopo ebbi occasione di incontrare Tony e gli riferii il mio sogno. Da quanti anni sei direttore dei novizi?, mi domand . Tre, risposi. E il prossimo anno sar il quarto, prosegu . Le quattro chiese stanno a indicare i quat tro anni della tua attivit come direttore dei novizi. Vi sei rimasto intrappolato . Sei diventato sempre pi solo, giorno per giorno. La gente scg]parsa .h_ ^J_2R_*^@I _ __'98_`I&_xS-<_<' q_^__1'_$"~_A7c_9

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__ _ticante&^Mentre mi parlava, ogni cosa and al suo posto. Stavo facendo un b uon lavoro come direttore dei novizi, ma a caro prezzo. Ero il primo direttore _ "Ndi un nuovo noviziato. Tutti gli occhi della provincia erano puntati su di me e sull'istituto. I miei amici mi avevano avvertito di essere molto circospetto e prudente, affinch il nostro noviziato avesse successo. Mi ero dato delle regole per essere un buon direttore dei novizi. Per natura mi piace muovermi e incontrare gente. Avevo limitato tutti i miei mov imenti ed ero rimasto nel noviziato per quasi tutto il tempo. Avevo smesso di an dare al cinema. Stavo perdendo interesse nelle mie amicizie femminili. Sebbene i l mio io interiore mi dicesse che non ero un novizio e non dovevo quindi seguire tutte le pratiche indicate per i novizi, mi attenevo a esse per dare il buon ese mpio. Tutto ci mi stressava. La mia preghiera si stava inaridendo. Tony mi consigli o di lasciare il posto di direttore dei novizi o di cambiare dra sticamente il mio modo di vivere. Non potendo lasciare il mio lavoro, cambiai al cune delle mie abitudini: colsi le occasioni per uscire, rinnovai i contatti con gli amici, iniziai ad andare al cinema di tanto in tanto. Allentai alcune regol e che mi ero imposto. In me flu una nuova vita. Credo di essere diventato anche u n direttore dei novizi migliore. L'apertura e il coraggio di Tony, nel mettere in discussione persino le cose fon damentali, le sue intuizioni della realt e la fragranza pasquale della sua spirit ualit hanno maturato i miei atteggiamenti spirituali e mi hanno illuminato su mol te questioni.

28 Liberarmi dalla religione, da Dio, da una moralit oppressiva stato un aspetto imp ortante della mia crescita in questi ultimi vent'anni. Un processo fortemente ac celerato nei giorni vissuti a S dhana, verso la met degli anni Settanta, quando Ton y poneva in vari modi l'attenzione su questi aspetti. Durante quel periodo, e fino al termine della sua vita, a Tony piaceva citare co n approvazione un autore che diceva sostanzialmente questo: nella mia lunga vita ho avuto molte sofferenze, ma la religione non mai stata una di queste. Ho davvero bisogno di uno "sconvolgimento" religioso per vedere il male "in situa zione" e fare qualcosa per correggerlo?, era solito dire. Lo scopo di cos tante nos tre esortazioni, prediche, ingiunzioni morali, ecc. quello di sconvolgerci per i ndurci ad agire, di assillarci perch facciamo il bene. Spesso aiuto il mio prossi mo "perch Ges mi chiede di farlo", per amor suo, perch lui ha fatto cos , per seguire le Scritture, perch sarebbe peccato non aiutarlo, ecc. Ma ho davvero bisogno di questa droga per essere compassionevole, per essere umano? Lasciare che sia la r ealt intorno a me, ci che vedo e sento, a motivarmi molto pi salutare. Sotto il mio senso di colpa, di rabbia e d'inquietudine ho scoperto spesso una c ausa religiosa. Tony mi ha aiutato a guardare con coraggio questa realt e a liber armene. Tanta parte delle nostre emozioni negative e dei nostri problemi, come l'insoddis fazione, la colpa, l'inquietudine, il senso d'inadeguatezza... sono dovuti al no stro lato moralistico, che ci sprona continuamente a cambiare e a fare. Questa v iolenza interiore produce la violenza esteriore. Tanta parte del morire a se ste ssi, vitale per la crescita spirituale, erroneamente identificata con l'uccision e del proprio io. Una religione che mira a renderci buoni finisce col renderci m alvagi, mentre una religione concepita come libert ci rende buoni, perch non crea questo conflitto interiore. Il motivo per cui scalo le montagne perch esse sono l ! lo stesso motivo per cui tutti gli altri le aggirano!

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Ho compiuto il mio lungo ritiro di specializzazione con Tony. Le sue conferenze quotidiane erano piene di intuizioni e di sfide. Verso la fine della seconda settimana tenne una conferenza sulla preghiera della fede o del silenzio, che m'impression . Quando glielo confidai mi disse semplicemen te: Smetti di meditare. Non comprendendo appieno che cosa volesse dire, ricorsi a una pi semplice preghiera emotiva. In occasione del mio successivo incontro perso nale con lui mi disse: Escludi tutto...: non pensare, non immaginare, non esprime re, ecc.. Ci mi lasci nella pi completa frustrazione e impotenza per un paio di gior ni, finch non ci fu un improvviso passo avanti..., una forte e prolungata esperie nza di preghiera in profondit senza alcuno sforzo da parte mia. Anche dopo vent'anni, sono profondamente grato a Tony. Mi ha ascoltato, mi ha ca pito, intervenuto al momento giusto. L'effetto di questa grazia stato duraturo ben al di l del periodo del ritiro - e ha progressivamente toccato ogni parte de l mio essere e della mia vita.

30 Un giorno, durante una delle sedute terapeutiche a S dhana, Sushila stava parlando della sua profonda depressione. Dopo aver interagito con lei per un po', Tony p arl al gruppo dei diversi modi di uscire dalla depressione. Poi rimase in silenzi o, guardando Sushila. Improvvisamente le domand : Anche Dio uscito dalla tua vita?. Lei inizi a piangere, poi raccont come Dio, che le era stato cos vicino fosse scomp arso dalla sua vita e come tutto ora le apparisse cos vuoto. Il gruppo tacque, co mmosso. Alla fine, Tony ci parl della depressione spirituale, diversa delle altre forme d i depressione psicologica. Un membro del gruppo domand a Tony come fosse giunto a lla conclusione che si trattasse di depressione spirituale. L'ho sentito nel prof ondo, rispose. Un giorno, Tony disse: Un insegnante insegna, ma un guru guida una persona a scop rire se stessa, Dio e la realt . Abbiamo bisogno di guru che abbiano sperimentato Dio, persone ricche di esperienza che possano guidare altri al misticismo. Va bene ap prendere l'arte della direzione spirituale, la teologia, la spiritualit , ecc., ma non vi fermate l : diventate dei mistici, dei guru. Tony credeva e si sforzava di farci capire che il misticismo anche per noi. Ci h a aiutato a riconoscere queste esperienze mistiche in noi stessi e negli altri.

31 Una volta, durante una seduta terapeutica, un sacerdote disse a Tony di sentirsi triste senza saper indicare il motivo della propria tristezza. Disse che si sen tiva cos , di tanto in tanto, da tre o quattro anni. Tony gli disse: Raccontami tut to ci che ti viene in mente sugli ultimi cinque anni della tua vita. Il prete parl per una ventina di minuti. Non riuscii a trarne nessuna indicazione circa la causa della sua tristezza. N sembrava riuscirci nessuno degli altri. Quando il sacerdote ebbe finito, Tony gli chiese di ripetere una certa frase che aveva pronunciato una decina di minuti prima. Il prete ripet : Mi fu impartito l'o rdine di trasferimento e mi fu chiesto di presentarmi al nuovo posto di lavoro d opo tre giorni. Mi presentai dopo due. Allora Tony gli domand : Sei forse triste per non aver avuto il tempo di salutare i parrocchiani che amavi tanto?. Il prete in izi a piangere. Il resto della terapia fu routine.

32 Una volta domandai a Tony: Che cos' la contemplazione?.Non mi rispose. Qualche giorno dopo cenammo, noi due soli, vicino al lago: c'era la luna piena e la sua luce giocava sulle dolci onde del lago. Sedemmo nel pi assoluto silenzio, come se non esistesse nient'altro. Ci dimenticammo quasi di consumare la cena c he avevamo portato con noi. Quando ci alzammo per tornare indietro, Tony si gir v erso di me e disse: Che cos' la contemplazione? Un pomeriggio, seduti sotto gli alberi fuori del vecchio edificio di S dhana, disc utevamo di diversi argomenti. Improvvisamente Whitey, il nostro cane, che sonnec chiava l vicino, balz in piedi, vigile, abbaiando a una scimmia sull'albero. Era c oncentratissimo e i suoi occhi seguivano anche il minimo movimento della scimmia . Per lui non esisteva nient'altro al mondo, tranne i movimenti di quella scimmi a. Tony mi chiese Vedi Whitey?... Nel corso di una passeggiata, Tony e io sedemmo sotto un albero in cima a una co llinetta. Parlavamo del pi e del meno, ma le mie parole uscivano dalla testa piut tosto che dal cuore. Tony mi aveva fatto notare questa cosa pi di una volta, ma s pesso me ne dimenticavo. Alla fine toccammo l'argomento della consapevolezza. Improvvisamente lui disse: S metti di parlare. Ascolta, guarda, sperimenta la bellezza del posto, gli alberi, i suoni..., quello che ci circonda. Hanno un sacco di cose da dirti. La conversazione cess . Mi acquietai, in silenzio.

33 Il libro S dhana. Un cammino verso Dio era appena uscito. Ammiccando, Tony mi conf id come immaginava le persone che compravano il libro desiderando sapere in che c osa consistessero i corsi a S dhana e rimanendo deluse. Pensano forse che passiamo tutto il tempo a svolgere esercizi di preghiera?, ironizz . No, S dhana come l'ho sperimentata io non svolgere esercizi di preghiera per tutto il giorno: piuttosto un modo di guardare la realt in atteggiamento di preghiera. P er dirla con le parole di uno dei miei compagni: S dhana si occupa di Dio, di probl emi spirituali, della crescita e della gente nel contesto della vita quotidiana.

34 Una seduta, durante un mio soggiorno breve a S dhana, rappresent una svolta nella m ia vita. Avevo sottoposto un problema a Tony e al gruppo: sentivo di amare sempr e le persone pi di quanto queste amassero me. Non potr mai dimenticare la risposta di Tony: Hai mai detto a qualcuno quanto lo/l a ami?. La mia risposta fu no. Allora come fanno a sapere quanto li ami? E come fai tu a sapere che non stiano f acendo esattamente la stessa cosa con te? Non c' una reale comunicazione, replic To ny. Per quanto semplice, questo dialogo ebbe un grosso impatto sulla mia vita. Ho un amore profondo per la preghiera prego molto nei miei ritiri e sempre nello stile del deserto - eppure avevo finito per abbandonare gran parte delle mie preg hiere formali. Questa contraddizione nella mia vita mi preoccupava e la espressi in un incontro aperto con tutto il gruppo. In risposta alle mie parole, Tony mi fece chiudere gli occhi e osservare ci che accadeva in me, mentre lui ripeteva: H o sbagliato e mi sto ingannando. All'inizio mi sentii terribilmente male, poi meg lio e alla fine totalmente calmo e gli dissi che sentivo profondamente che lui n on mi capiva e che io non avevo torto. Allora ripet : Tutti noi ti diciamo che hai torto e ti stai ingannando, e tutti gli specialisti di spiritualit ti dicono la s tessa cosa. Poi mi domand come mi ero sentito. Risposi: Malissimo all'inizio, poi s

empre pi calmo: sentivo nel profondo che nessuno di loro capiva davvero cosa foss e la mia preghiera. Tony non aggiunse altro. Eppure questo colloquio ha prodotto in me un approfondimento della mia vita e della mia preghiera.

35 Non prego, ma al tempo stesso provo il desiderio di pregare. In realt , ogni volta che ho pregato stata un'esperienza positiva. Eppure prego di rado. " Si deve pre gare! ". " Un religioso dovrebbe pregare! ". Queste regole mi infastidiscono? No n credo. Penso che i "dovrei" e i "si deve" non governino la mia vita. T: Vuoi pregare oggi? D: S . T.- Quando?... A che ora?... Dove?... In quale posizione?.. . Quando mi trovai di fronte la possibilit concreta di pregare, mi innervosii. Allora Tony disse: Hai un desiderio sincero di pregare, ma non stai tranquillo ab bastanza a lungo perch quel desiderio affiori in tutta la sua forza: ti distrai. Siedi per cinque minuti ogni giorno e percepisci il tuo desiderio di pregare, co me facevi un tempo. Chiediti: "Che cosa accade? che cosa ci guadagno? Cos' che vo glio?": ci pu favorire il processo di coscientizzazione. Lascia che il desiderio d i pregare emerga in tutta la sua forza, chiarezza e ragionevolezza; allora le di strazioni, le altre attrazioni svaniranno. Pregherai, pagandone lietamente il pr ezzo Lascia che il fango si depositi e vedrai l'acqua limpida. Ti piacer ..., preg herai.

36 L'esperienza centrale per la spiritualit ignaziana. Nella sua ricerca personale e nei suoi discorsi, Tony cercava di riportare l'esperienza allo stadio centrale di ogni ricerca spirituale, di ogni crescita. Ripercorrendo la mia lunga unione con Tony, dai tempi degli studi insieme, attra versa S dhana, i seminari di preghiera e i contatti personali, alcune cose mi appa iono evidenti: la sua esortazione a vivere il momento presente, la centralit dell 'esperienza personale e l'incessante ricerca della verit . La verit intesa non come verit in forma di proposizione, ma la mia verit cos come mi rivelata dalla vita st essa. Questa ricerca della verit e dell'esperienza diviene allora una forza di tr asformazione dell'esistenza. Questo aspetto dell'insegnamento di Tony mi stimolava immensamente, allora come adesso.

37 Avevo compiuto gli studi di teologia negli anni immediatamente successivi al con cilio Vaticano II. Gli insegnamenti sulla fede e la rivelazione avevano rapprese ntato per me uno stimolo, in quanto mi avevano aiutato ad andare al di l della se mplice affermazione e comprensione di verit concettuali. Eppure, qualche anno pi t ardi, durante il mio corso a S dhana a met degli anni Settanta, fui ancora pi stimol ato dall'idea di Tony che il Credo sia diverso dalla fede. La fede infatti intim amente connessa con la nostra esperienza vissuta. Non facile esprimere in parole o in concetti la propria esperienza esistenziale; analogamente la fede sfugge all'espressione verbale. La fede non pu essere cattu rata dalle convinzioni religiose. Quest'idea penetr profondamente in me. Mi indusse a rispettare fedelmente l'esperie nza, a esplorarla con riverenza e a scoprire la profondit che mi offriva. La mia

lettura delle Scritture divenne molto pi viva e reale. Ora potevo mettere in disc ussione senza timori le mie convinzioni religiose. E sempre di pi vivo in base alla fede. Quando si scambia il Credo per la fede, si finisce col perdere la fede.

38 Dopo avermi avuto in terapia per un certo tempo, Tony rilev la mia tendenza a corr eggere situazioni e persone. Guardandomi negli occhi, disse: John, raggiungerai la vera pace e la "salvezza" il giorno in cui accetterai il mondo, tutto e tutti c ome perfetti per quanto lo possono essere ora. Non c' niente da correggere, nient e da migliorare. Quando diverrai davvero consapevole di questo, troverai la pace interiore. In varie occasioni e in vari modi, Tony torn su questo stesso tema della salvezza ora.

39 Il giorno prima della fine del nostro corso a S dhana, una suora del nostro gruppo volle affrontare una difficolt personale. Tony l'ascolt pazientemente, poi le fec e notare alcune incongruenze nel suo comportamento. Quando lei si difese, le dis se apertamente che per tutto il corso aveva evitato di svolgere un reale lavoro personale. Fu esplicito, fermo e molto distaccato. Alla fine la lasci libera di a ndare avanti o meno. Tutti noi speravamo che saltasse il fosso. Dopo qualche mom ento di nervosismo, lei sorrise e disse: Ci penser pi tardi. Tony accett la sua decis ione e prosegu con un altro. Il silenzio nella consulenza pu essere un'arma potente per spezzare una resistenza nascosta. Lo interpreto come il massimo tributo alla persona umana: attendere i n rispettoso silenzio il momento in cui l'altro pronto. Non affatto una perdita di tempo

40 Quand'ero madre provinciale ero solito mandare un buon numero di suore da Tony p erch le aiutasse. Alcune ne traevano giovamento, altre sembravano trarne giovamen to all'inizio, ma poi ricadevano. Ci mi provocava frustrazione. Mi si chiedeva in oltre quanto fosse saggio inviare persone a S dhana, perch ricevessero aiuto. Un giorno ne parlai con Tony: possibile che la gente cambi? L'atteggiamento di fo ndo cambia? Rispose: Pi invecchio e pi mi rassegno al fatto che le persone sono come sono e che bisognerebbe accettarle e imparare a vivere con loro. Penso che la maggior part e dei nostri problemi con gli altri derivi dal fatto che pretendiamo, o ci aspet tiamo o speriamo, che cambino: non cambieranno. Lo psichiatra: L'ho avuto in cura per sei mesi e ora guarito. Lei non avr pi manie di grandezza n si creder pi Napoleone. Il paziente: Che meraviglia. Non vedo l'ora di andare a casa per dare la buona n otizia a Giuseppina. 41

Avevo finito di scrivere un libro e chiesi a Tony di farne l'introduzione. Accon sent subito e mi disse di lasciargli il dattiloscritto, cos avrebbe inviato l'intr oduzione direttamente al mio editore. L'editore non la ricevette mai. Fui invece io a ricevere una lettera di Tony, ne lla quale mi diceva: Ho cambiato idea. Il tuo libro merita un'introduzione miglio re di quella che potrei scrivere io in questo momento. E poi non ne hai bisogno: il libro si vender bene comunque Sapevo che mi sarei dovuto sentire offeso deluso e arrabbiato, ma non riuscii a prendermela per il suo rifiuto. Tony aveva fatto per me qualcosa di molto pi importante che non scrivere un'intro duzione: mi aveva insegnato che lui era assolutamente libero, persino nei confro nti della parola data. Sorrisi tra me e me e feci tesoro di quella lezione.

42

Il mio primo incontro con Tony ebbe luogo nel settembre del 1974. Dopo un decenn io di vita sacerdotale ero disilluso circa il sacerdozio e il suo funzionamento in seno alla Compagnia di Ges . Avevo quasi deciso di lasciare la Compagnia. Come ultimo tentativo di salvare la mia vocazione, l'allora generale Arrupe mi sugger di fare un lungo ritiro sotto la direzione di Tony. Acconsentii. Rimasi enormement e impressionato dalla persona di Tony e soprattutto dal suo amore per la povert e dalla semplicit del suo modo di vivere. Mi spron in maniera tale che rimasi nella Compagnia. Il secondo incontro si verific durante un corso di un mese a Pune. Durante il cor so capii in particolare che avevo troppe illusioni circa me stesso, troppi pregi udizi circa gli altri e molte immagini sbagliate di Dio. Ci mi diede una libert e un'audacia quali non avevo mai conosciuto prima. Il periodo di aprile-maggio 197 9 fu memorabile nella mia vita. Se non fosse stato per il costante incoraggiamen to di Tony non avrei superato un rischioso intervento a cuore aperto. Me.trdO^' _^K\ K_Q _ ___!11^9`__I __ @__" $_ '@ _%L_ __#' "_b__F5 _[^

NNK^_\]Y[_~ZH_[^~ _~_X[X]_^~][[Y[_, soggiorno lungo, a S dhana. Ci che mi colp f mbiamenti avvenuti in Tony. Si interessava molto di pi a tutto ci che era reale, a pprezzava una buona barzelletta e godeva di un buon pasto, rideva fragorosamente e godeva appieno di ogni minuto, passava il tempo con la gente e in mezzo alla natura. Sentivo che era divenuto tutt'uno con un altro mondo. Potremmo chiamarlo il mondo degli spiriti? Il mio ultimo incontro con Tony ebbe luogo il 27 maggio 1987, quando aveva appen a terminato il seminario di preghiera a Pune. Potevo vedere la fatica nei suoi o cchi e un certo sfinimento in tutto il suo modo di fare. Eppure, per tutto il se minario, Tony era stato nel suo elemento e aveva goduto di ogni singolo istante. L'11 giugno, seppi che era morto a New York. Nella tarda mattinata del 13 giugno vidi le sue spoglie mortali. I tanti e ricchi ricordi degli ultimi tredici anni mi passarono per la mente come lampi. Il mistero di una vita densa di avvenimen ti, inghiottito dall'altro mistero della morte. Avrebbe potuto vivere altri vent 'anni... Buone nuove, cattive nuove, chiss ...

43 Durante un nostro breve corso di rinnovamento a S dhana, nel 1984, in una discussi one sulla persona di Cristo, Tony disse: Per me Cristo qualcuno che stato fedele alle proprie sollecitazioni interiori, che ha seguito instancabilmente la sua vo ce interiore. Alla nostra vocazione a essere cristiani qui e ora dobbiamo rispon dere cercando senza sosta di seguire la nostra voce interiore, come ha fatto Cri sto. Queste parole mi dischiusero una dimensione nuova dell'essere seguace di Cristo. Ci significa che devo seguire la mia esperienza e la luce che emana dalla mia ri flessione su quell'esperienza. L'autorit non sacrosanta. La responsabilit della mia crescita grava sulle mie spalle.

44 Nel gruppo si discuteva della situazione multi-religiosa indiana, della salvezza di coloro che erano vissuti prima della venuta di Cristo e di coloro che erano vissuti dopo la sua venuta ma che non ne avevano mai sentito parlare, e dell'ins istenza della Chiesa sul fatto che la salvezza proviene solo da Cristo. Questa i mpostazione avrebbe incontrato lo stesso destino di una precedente, secondo cui si sarebbero salvati soltanto quelli che erano sotto la giurisdizione del papa? Ci ponevamo queste domande e altre analoghe. Tony era rimasto in silenzio. Poi c i diede la sua risposta: L'affermazione circa l'unicit di Cristo e altre simili affermazioni sono mitologic he o poetiche. Non possono essere prese in modo puramente razionalistico e alla lettera. Una riflessione che ho letto di recente si addice alla nostra discussio ne: quando un uomo dice di sua moglie che la donna pi bella del mondo, non fa que st'affermazione in confronto ad altre donne. Fa un'affermazione altamente person ale che, finch rimane su quel livello, molto significativa. Se va dal suo vicino e gli dice: "Mia moglie pi bella della tua", allora l'affermazione inizia a esser e offensiva. Si pu dire in tutta sincerit che Cristo unico per me, che la persona e la realt pi portante per me. Questo poetico, romantico e molto vero. Non ho alcun bisogno di preoccuparmi del posto di Cristo rispetto ad altre personalit religiose. Riferis co solo una mia esperienza personale. Fui condotto al nocciolo della realt religiosa, cio la centralit dell'esperienza pe rsonale in ogni comunicazione di verit religiose.

45 Se dovessi presentare Ges , ecco cosa direi, disse Tony un giorno. Dimentica le offes e subite. Trova qualcosa di positivo anche nei suoi avversari. Ha un'ottima memo ria per il bene fattogli. Dona la sua fragranza a quelli che lo feriscono, cos co me l'albero dona la sua fragranza a quelli che lo tagliano. " Siate misericordio si com' misericordioso il Padre vostro celeste" esprime bene chi Ges . Il vescovo, in visita al lago di Galilea: Quanto costa attraversare il lago? Il traghettatore: Cinquanta dollari. Il vescovo: Cinquanta dollari!? Non c' da meravigliarsi che Ges abbia deciso di an dare a piedi.

46 Tony era solito fare commenti del tipo: Il tal dei tali ha detto che sei affascin ante, oppure: Quando hai parlato la prima volta ho pensato: ecco una vera donna... , ma guarda come ti sei ridotta adesso. Quest'ultima affermazione si riferiva a u na mia reazione negativa a proposito di qualcosa o di qualcuno. Mi fece capire i l dono che avevo di essere positiva, che per avevo permesso che andasse perduto. La prima affermazione, apparentemente banale, non lo era per per me, in quel mome nto in cui stavo affermando la mia forza interiore basata sulla mia amabilit , ecc ., doti che il Signore mi aveva dato ma che avevo sfruttato ben poco. Nei giorni di S dhana ero tutta presa dalla mia crescita psicologica, totalmente i gnorata prima di allora. Con il passare degli anni cerco di integrare nella mia esperienza di fede tutta la crescita verificatasi nella mia vita. Per me, questa crescita ora consiste nel protendermi verso l'uguaglianza con Cristo. questa la sfida che ho raccolto da Tony: crescere superare i miei timori e le mi e ansie derivanti da un condizionamento non esaminato, comprendere l'impatto che questo condizionamento ha sulla mia vita attuale e capire come questo condizionamento f a di me un'adolescente, anche ora che sono una donna di mezz'et .

47 1986-1987: l'ultimo soggiorno lungo a S dhana con Tony. Mi piace ricordare un sing olo avvenimento, che continua a vibrare e a riaffiorare nella mia vita. Durante una delle sedute Tony mi domand : Ti rendi conto di quanto sei crudele?. Col ta alla sprovvista, non potevo accettarmi come una persona crudele. Qualcuno che conosceva la mia gentilezza cerc di difendermi, ma Tony fu irremovibile nella su a osservazione. Mi ci volle un po' per capire che cosa intendesse dire. Riguarda va la mia difficolt a dire di no agli altri: volevo compiacere gli altri e fare p ace con tutti. Con la guida di Tony fui in grado di comprendere un po' meglio qu esto io gentile e crudele. Qualche mese fa, ero in seduta e il mio consulente mi pose una domanda simile: Se i consapevole delle due personalit che convivono in te..., il tuo io migliore e i l tuo io ripudiato?. Avevo dedicato cos tante energie a cercare l'approvazione alt rui, a sforzarmi di fare la cosa giusta al momento giusto, che avevo rischiato d i far morire la parte migliore di me. I miei pensieri corsero subito a quella stan za a S dhana e rivissi l'intera seduta con Tony. Mi resi conto di quanta energia m ettevo ancora nel cercare approvazione, nello sforzarmi di fare la cosa giusta a l momento giusto. Notando ci che stava accadendo, il consulente mi invit a parlarn e, cosa che feci con piacere.

48 Avevamo discusso della necessit di cambiamento nella Chiesa, nella Compagnia, ecc . Il 21 agosto 1980, Tony scrisse: La mia valutazione della situazione identica alla tua: non otterremo molto, nonos tante tutti i nostri sforzi. Penso per di aver assunto in parte l'atteggiamento i nd , secondo cui le cose devono andare proprio cos ... C' sempre stata un'eterna lott a tra il bene e il male ed entrambe le forze devono essere pi o meno equilibrate. Deve esserci pi o meno la stessa proporzione di zizzania e di grano nei campi de l Regno, perci non sono troppo pessimista. Mi accontento di fare le mie cose, di danzare la mia danza... e basta. Secondo una bella frase che ho letto da qualche parte: "Un uccello non canta perch ha una risposta: canta perch ha una canzone". Perci sono contento di cantare la mia canzone, sebbene spesso l'intera faccenda s embri priva di senso.

49 Una volta, durante una seduta terapeutica a S dhana, parlavo a Tony della mia preo ccupazione per ci che la gente pensava di me. Mi domand se avevo sentito la storia dell'elefante sceso in citt . L'elefante va per la sua strada senza neppure curar si di osservare ci che la gente pensa o fa, mentre un cagnolino abbaia a ogni alt ro cane che incontra e alla gente che proviene dalla direzione opposta. Ho ancor a un disegno dell'elefante fatto per me, quello stesso giorno, da un Sadhanita. Pensa alla felicit come a uno stato di libert interiore. Dimentica completamente la parola "felicit ". Sostituiscila con "libert interiore". La libert interiore la ver a felicit . 50 E tutto sar bene. In S dhana. Un cammino verso Dio, Tony descrive questa come la fras e pi bella e consolante che abbia mai letto. l'epitaffio che troviamo sulla sua t omba, e racchiude il messaggio della sua vita: la profonda convinzione che tutto sar bene, che si pu confidare nella forza interiore della vita, perch il Dio della vita il Dio dell'amore, dell'amore incondizionato. La prima volta che afferrai la verit di questa convinzione fu nel 1976. Era il te mpo in cui avevo iniziato i miei studi come giovane seminarista. Ero ansioso di sapere come sarebbe stata la mia vita di gesuita. Ricordo che Tony mi raccont i m utamenti verificatisi nella sua vita: come il viaggio avesse compiuto svolte e p reso direzioni impreviste. Per me, il centro del suo racconto fu: ci che importa non aver ben delineato ogni passo del viaggio, ma intraprendere il cammino con la disponibilit di vivere app ieno la vita in quella particolare fase del viaggio. Il resto pu essere lasciato alla vita e a Dio, perch sotto il suo sguardo amorevole tutto andr bene. In molte altre occasioni della mia vita mi stata ricordata questa verit . Con il passare de l tempo la convinzione si approfondita e ha funzionato da ancora, aiutandomi a v ivere in pienezza, accettando il momento presente con i Suoi vari stadi e umori.

51 Mia madre era paralizzata da pi di due anni. Una notte feci un sogno: Una sera mi a madre mi dice: Sono stanca di stare a letto, usciamo a fare una passeggiata. L'a iuto ad alzarsi e a uscire dalla stanza. Iniziamo a camminare intorno alla casa, nel cortile. Quando abbiamo percorso due lati dell'edificio, le cade il drappo

che aveva intorno ai fianchi. Le dico che vado a riprenderlo, ma lei risponde: Pr oseguiamo, lascialo stare. E continuiamo a camminare Poi vedo mia cognata e sua f iglia che avanzano portando dell'acqua. Ridono e io dico di nuovo a mia madre ch e voglio andare a riprenderle il drappo, ma lei risponde: Lascia che ridano, non ci riguarda. E continuiamo a camminare. Elaborando questo sogno, sotto la guida di Tony, ho preso coscienza di come foss i stato paralizzato per anni: paralizzato dai sistemi di valori, dalle dottrine, dagli imperativi, dal mio bisogno di compiacere gli altri, dalla mia paura di c i che gli altri potevano pensare, fare, ecc. Quando vidi e presi coscienza di tutto ci , fui liberato. La vita non pi stata la stessa per me.

52 Tony e io c'eravamo incontrati in varie occasioni. Una bella sera, mentre passeg giavamo, parlavamo di come le nostre convinzioni teologiche fossero cambiate nel corso degli anni Ammisi apertamente che avevo finalmente smesso di credere in u n Dio che poteva punire, respingere, mettere in difficolt o abbandonare il suo po polo, dal momento in cui avevo accettato che l'amore di Dio era incondizionato. Dissi inoltre che non credevo pi nel limbo, nel giudizio finale, nell'inferno e n el purgatorio.... tutte quelle cose che m'intimorivano riguardo a Dio e alla rel igione. Tony impassibile, senza annuire n dissentire, replic : E credi ancora nel pa radiso? Non avevo bisogno di altro. Per molti giorni riflettei. Avevo visto andare in fr antumi un'altra mia illusione. Capii che se smettevo di credere in un Dio che pu nisce, avrei dovuto logicamente rinunciare a un Dio che premia E pensai di nuovo : Chi questo Dio al di l dei nostri concetti e delle nostre proiezioni, che mister o e amore? cos difficile lasciare che Dio sia Dio, accettare semplicemente Dio come un miste ro per tutte le generazioni. Compresi, una volta di pi , che la teologia non spiri tualit , che i concetti passatici da altri non sono ci che la verit in realt . Tony aveva una capacit straordinaria di aiutare le persone ad abbandonare le illu sioni. Mi aiuta tuttora a farlo.

53 Un giorno mi sentivo avvilito, confuso per i tanti insegnamenti religiosi e dogm atici, ecc. Parlando con Tony, dissi che mi sembrava di non credere pi a niente. Lui scoppi a ridere come se gli avessi raccontato una barzelletta. E chi ti ha det to di credere?, mi domand . Rimasi interdetto. E improvvisamente capii quant'ero st ato adirato con tutti coloro che mi avevano costretto a credere. Capii che non v olevo continuare a credere solo perch altri me l'avevano detto. Tony c'incitava sempre ad assumerci la responsabilit delle nostre azioni, della n ostra vita. Spesso ci opponevamo e cercavamo, direttamente o indirettamente, di indurre Tony a dirci quale strada intraprendere, quale scelta compiere, ad esemp io a proposito dell'eucaristia quotidiana, dei nostri rapporti, dell'intimit fisi ca nelle nostre amicizie, della forma e durata della nostra preghiera, ecc. Tony rifiutava categoricamente di decidere al nostro posto. Non ci permetteva mai di nasconderci dietro a lui o alla sua au torit , sottraendoci alle nostre responsabilit . Ci dava delle direttive, ma non dec ideva mai per noi, neppure implicitamente. Il figlio: Pap , quand' che sar abbastanza grande da fare quello che voglio? Il padre: Non lo so. Nessuno mai vissuto cos a lungo.

54 Un giorno, nel 1986, Tony e io camminavamo lungo l'argine del lago di Lonavla. F u il mio ultimo incontro con lui. La conversazione verteva su Dio. Io parlavo de lla mia esperienza personale di Dio come Padre, un Padre amorevole, che contava cos tanto nella mia vita. Tony ascoltava. A un certo punto disse: Quand' che lascer ai andare Dio, il tuo Dio? Lo usi come una gruccia e non cresci. La tua vita e i l tuo mondo saranno sempre sostenuti da grucce. Gettalo via e vedi cosa accade. Gettare via Dio? Contare sulle mie risorse interiori? Contare sul Dio che in me? Abbandonare le pratiche religiose che seguo per abitudine? Smettere di rivolger mi alla Bibbia e ai libri di catechismo per ricevere norme di condotta? Ascoltar e lo Spirito che parla dentro di me? Verificare le dottrine mandate a memoria su ll'incudine della ragione e dell'esperienza? Mettermi nelle mani del Mistero che opera potente nell'universo? Un giorno potresti dire, continu Tony, ho trovato Dio, lo conosco, cos e cos , qui e l , in me, nel creato, nell'eucaristia... Sar per te il giorno del disastro, perc h avrai trovato il tuo Dio, la tua proiezione di Dio, cos penoso e meschino. Quest i dei - questi idoli - a loro volta ci rendono penosi e meschini. Siamo pronti a combattere per loro. terribile sentire delle persone che parlano e minacciano c ose che semplicemente "credono". Fanno realmente paura... Il mistero non ha biso gno di difensori. Gli idoli s . Il mistero ci rende umili. Ho conosciuto l'ansia, i pericoli e il premio di gettare via le stampelle. Poveretto l'ateo, che si sente grato ma non ha nessuno da ringraziare!

55 Nel 1981, durante un ritiro di otto giorni, per gesuiti, diretto da Tony, un fer vente seminarista chiese: Capisco che ci sta dicendo chiaramente che tutto ci che facciamo pu essere una preghiera; ma quanto a lungo dovrebbe pregare un gesuita? Tony rimase in silenzio, ma sorrideva con l'aria di chi la sa lunga. Il giovane insistette: Mi vuole rispondere?. Tony replic seriamente: Quanto a lungo vorresti pr egare?. Il gesuita tacque..., restio a rispondere, incapace di rispondere. Non lo scoprimmo mai.

56 Sebbene personalmente non abbia frequentato S dhana n alcun corso sotto la direzion e di Tony, sono un suo grande ammiratore perch ricercava una verit pi profonda. Ci c he ho ricevuto da lui l'esempio stimolante di un gesuita che guardava con audaci a le mitologie ipocrite della religione, cos come viene vissuta, e aveva il corag gio di dire forte che il re nudo. E lo diceva con una tale consumata abilit , che er a in grado di sopravvivere senza sforzo alle critiche di coloro che erano distur bati dalle sue idee e che lo ritenevano un pericolo per la vita religiosa ortodo ssa, come in effetti probabilmente era. Non posso dire onestamente di essere stato profondamente influenzato da Tony nella mia ricerca e nella mia formazione. spirituali. Negli stadi iniziali della rice rca di una spiritualit e di un'umanit che avessero senso per me, per , Tony rapprese nt un esempio da cui trarre ispirazione, per condurre la mia ricerca senza troppi timori e senza confidare molto sulla guida di altre persone.

57 Un fine settimana, Mario, amico di Tony e custode di S dhana, mi diede l'unica ant

ica chiave di un'antica stanza. Non posso farne una copia, perci non la perdere, mi ammon . Io scomparvi nei campi. Mentre osservavo le nettarinie compiere la loro p rovocante danza del sole al tramonto, scivolai nella mia nube dell'inconsapevolez za; quando mi destai, molto pi tardi, scoprii che la chiave era scomparsa. Guardai nel canale, vicino al quale avevo sostato, dietro ogni cespuglio. Non era da ne ssuna parte. Tornai alle cucine per dirlo a Mario, che ne fu molto seccato. Quan do Mario se ne fu andato, pregai sant'Antonio, il santo degli oggetti smarriti e ritrovati. In quel momento apparve Anthony de Mello e mi domand : Dov' Mario?. Io domandai a mia volta: Perch ?. Assunse un'espressione sciocca e disse: Ho perso la chiave della mia stanza. Solo Mario mi pu aiutare a rientrarci Quasi caddi dalla finestra. Esclama i: Anche tu! Vagavi nel crepuscolo come me?. Parve sorpreso: Perch , anche tu hai per so la chiave?. Proprio cos , risposi, allora siamo in due. Ora mi sento meglio. Tony scomparv e nella natura selvaggia della sua S dhana. Il giorno dopo, a colazione, gli dissi: Tony, ho il sospetto che tu abbia inscena to la storia della chiave perduta solo per consolarmi, vero?. Rise e disse: Suppon iamo che abbia fatto finta: ti fa sentire diverso? E supponi che fosse vero: sta resti di nuovo male? Ci che importa che stai bene!. Era il saggio a parlare: come tutte le sue storie e lui stesso, amorevolmente distaccato. Non c' buona sorte o mala sorte, ci che , . 58 Durante il corso di rinnovamento del 1982, il gruppo aveva deciso di andare ad A janta-Ellora. Ero molto eccitato per quella gita. Due giorni prima dell'escursio ne, Tony mi si avvicin silenziosamente e mi chiese: Mi faresti un favore?. Certo, m a quale favore potevo mai fargli? Mi mise in tasca un po' di soldi e disse: Prend ili. Potrebbero servirti per l'escursione. E non dirlo a nessuno. Un giorno entrai nella stanza di Tony a Lonavla e gli chiesi con riluttanza se p oteva darmi una ricarica per la mia biro. Era seduto a scrivere qualcosa. Si gir e con espressione seria disse: Sei tu, Rita, che chiedi a me, Tony, tuo amico, un a ricarica...!. Rimasi confusa per un attimo. Poi Tony mi porse una bella penna! Provai vergogna per essere stata cos riluttante a chiedergliela. Mi resi conto de lla mia avarizia. Mi trovavo per qualche giorno a S dhana, soprattutto per passare un po' di tempo con un amico. Una sera Tony mi chiam nella sua stanza e, mettendomi in mano 300 rupie, mi disse : Michael, non penso che la tua provincia vi abbia dato molti soldi. Prendi quest i e porta fuori a cena il tuo amico e divertitevi. Mio fratello era malato terminale. Tony mi invi del denaro con un biglietto: Mathew, ecco le mie preghiere per tuo fr atello e per te. Tony raccont a noi del gruppo questa piccola esperienza. Doveva andare all'estero , e un giovane gesuita gli aveva chiesto di portargli un buon pallone da basket di marca straniera. Tony non era entusiasta di quella commissione e si sent scioc co quando incontr il giovane in questione e gli present il pallone che era riuscit o a portarsi dietro. Vedendolo, disse Tony, il giovane fece un tale salto di gioia e il suo volto s'illu min di un tale piacere che dimenticai tutti i problemi avuti per portargli quel p allone. Tony ne trasse la conclusione che non necessario ricambiare un dono con un altro dono: la gioia stessa che si riceve nel fare un dono la ricompensa migliore. Mi torn alla mente un'affermazione di Karl Barth: La gioia il modo pi eloquente di

mostrare gratitudine. 59 Accadde agli inizi del 1980. Una terapia di gruppo al mattino. Il mio problema: da qualche tempo avvertivo un crescente disgusto de i gruppi, delle folle, come se qualcosa mi trascinasse via da essi; e al tempo stesso provavo una crescente attrazione per il silenzio e la solitudine, cosa insolita per me: un forte richi amo per un tipo di vita improntato all'asrama... Tony, che mi conosceva in seguito a contatti precedenti, guardandomi mi fece alc une domande e mi riport con la fantasia a Manipur, alla mia comunit in quel luogo, al mio lavoro con gli studenti e alle varie situazioni che mi ero lasciato orma i alle spalle. In me sgorgarono emozioni connesse a quegli anni e a quegli event i, ma mi controllai. Tony mi chiese di uscire, di restarmene da solo, di prender mi tutto il tempo necessario e di ripercorrere idealmente l'intera situazione, p ermettendo ai miei sentimenti di fluire liberamente. E cos feci. Dopo un'ora e me zza tornai e gli dissi che ero stato felice di rivivere di nuovo quella parte de lla mia vita, ma che, con mia sorpresa, non avevo pianto molto. Sembr che non se ne curasse. Poi disse: Avendo perso Manipur, il tuo posto preferito, pensi di aver perso ogni cosa bella nella vita. Senti che non ci potr essere pi niente di bello e meravigl ioso nella tua vita... perci cerchi di sfuggire all'esistenza. No. Pensa alle per sone e ai luoghi, alle esperienze e al tipo di vita che hai vissuto nel tuo para diso. Per ciascuna di esse sii grato... e prendi commiato da esse. Prendi tempo, ripercorri ogni esperienza e prendi commiato. Ricorda: cose nuove ti attendono, luoghi nuovi, nuove esperienze, persone nuove, nuove sfide... Devi morire per v ivere. Questa la risurrezione: accomiatarsi, lasciar andare, muoversi. Solo allo ra potrai vivere pienamente. Essere pienamente vivi vivere nel presente. Vivere nel presente vivere nella pres enza. Se sei a Kerala, devi esserci con tutto il tuo essere. Ora sei a Lonavla: sii pienamente qui. Il tuo cuore ancora a Manipur, mentre il tuo corpo qui. Vuoi risolvere il problema divenendo un eremita. No: sii dove sei... pienamente. La vita non ieri. La vita non domani. La vita oggi. E cos l'amore. E cos Dio. Vivi ne l presente per sperimentare la vita com' adesso, perch la vita eterna ora: la vita eterna qui. Pi tardi, quel giorno, durante la celebrazione eucaristica, impiegando il tema de l morire e del vivere, Tony comment la gioia del commiato. Riuscii a vedere il se nso della risurrezione in una nuova luce. No, non divenni un eremita. Avendo imparato a scrollarmi di dosso il fardello de l passato, godo di una nuova libert di vivere appieno l dove lavoro.. 60 L'apprezzamento e l'amore non sono solo inutili, ma d'ostacolo. Questa fu la provo catoria affermazione di Tony, all'inizio di una seduta del rinnovamento S dhana, d el 1986. Se assaporiamo le lodi e l'apprezzamento inizieremo ad averne bisogno, un bisogno artificiale, un'invenzione della societ umana. un " bisogno del mondo", non un " bisogno dell'anima". Avendo assaggiato quell'apprezzamento e quell'amore, manip oleremo tutto e tutti per ottenerli, saremo infelici e depressi se non li otteni amo, ci prostituiremo per essi, faremo confronti alla luce di essi e li useremo per conquistare il potere e una posizione. Abbiamo bisogno di meno "emozioni del mondo" e di pi "emozioni dell'anima", come g odere della natura, dell'intimit , osservare un tramonto, una risata, il godimento di quei piaceri sensoriali che non derivano dalla compulsione, dalla compensazi one, ecc.... 61 Attraverso varie sedute fui aiutato a diventare sempre pi consapevole di me stess

o, identificando la mia gelosia e le mie ambizioni, i miei programmi nascosti e i "giochi" che giocavo. In larga misura ero in grado di prendere decisioni obiettive, di adottare sentim enti e schemi di comportamento sani. Quando lo facevo, avvertivo dentro di me un o spazio..., un senso di liberazione. Di conseguenza, divenni consapevole del mi o orgoglio e di un senso di superiorit . Allora iniziai a chiedermi: Che differenza fa nel liberarsi di un sentimento negativo per poi sentirsi orgogliosi di esso? La risposta di Tony a questo mio interrogativo assunse la forma di una storia: Un discepolo domand al maestro: Cosa ottieni con l'illuminazione?. Il maestro rispo se: Prima dell'illuminazione ero depresso; dopo l'illuminazione continuo a essere depresso. Ma c' una grande differenza: prima dell'illuminazione, la depressione mi rendeva infelice, dopo l'illuminazione la depressione va e viene senza turbar mi... come le nuvole in cielo, che vanno e vengono. E Tony continu : Osserva l'orgoglio che va e viene. Oggi l'orgoglio, domani sar qual cos'altro. Guardali andare e venire, sii consapevole. La stessa cosa vale per il discernimento. Tanto spesso cerchiamo la volont di Dio nell'oscurit , annebbiati d ella nostre emozioni e dai nostri pregiudizi. Guardiamoli andare e venire. Nella trasparenza che segue, saremo in grado di discernere liberamente. La madre: La faccia ce l'hai pulita, ma come hai fatto a sporcarti in quel modo le mani? Il figlio: Lavandomi la faccia. 62 Un tempo ero molto critico. Mentre parlavo a Tony della mia indignazione per il comportamento di alcuni miei confratelli, lui mi incit gentilmente a guardare in me stesso per scoprire perch fossi cos indignato e critico. Cosa c' in me che mi im pedisce di vedere gli esseri umani come amabili, a prescindere da ci che trovo di sdicevole in loro? Cosa rende il mio cuore cieco al fatto che qualche errore non li rende meno degni d'amore, cos come le mie debolezze e i miei errori non mi re ndono meno degno d'amore agli occhi dei miei amici? Sono rimasto colpito da come, dopo la morte di Tony, cos tanti abbiano detto di e ssersi sentiti amati personalmente da lui. La Bibbia ci dice di amare il nostro prossimo come pure i nostri nemici, probabil mente perch di solito si tratta delle stesse persone. 63 Ho la tendenza a reagire agli altri, a sentirmi sfidato, e ci influenza negativamen te la mia comunicazione con la gente. Un consiglio di Tony, per quanto semplice, mi stato di grande aiuto durante i sei anni in cui ho rivestito la carica di pa dre provinciale: Non considerare ogni sfida alla tua autorit da parte di un tuo so ttoposto come un atto di disobbedienza o un attacco alla tua autorit o alla tua p ersona. Considerala piuttosto un possibile problema di quella persona, come spes so . In un'altra occasione Tony disse: Spesso confondiamo le affermazioni che una pers ona fa nei nostri confronti con il suo rapporto con noi. Allora restiamo presi n ella nostra insicurezza... e prendiamo quell'affermazione come un giudizio o una "sfida", come un'offesa o un'umiliazione. 64 Un giorno, discutendo tra partecipanti a un ritiro, ci invischiammo in quella ch e ritenevamo una contraddizione nella vita di Ges : com'era possibile che Lui che aveva detto: Non siate ansiosi: guardate i gigli nei campi e gli uccelli nell'ari a... non sono ansiosi per il domani..., com'era possibile che fosse cos depresso e ansioso prima della sua morte? Non praticava ci che predicava!!!

Facendoci notare che confondevamo terribilmente piet e spiritualit , Tony disse: Mol te nostre difficolt ed emozioni, positive e negative, sono il frutto dei nostri c ondizionamenti. Essere spirituali significa comprendere che noi non siamo quelle depressioni, non siamo quelle ansie. Essere spirituali non significa non avere ansie e depressioni, bens accettare con amore tutto ci che ci capita. Supponiamo che una persona soffra di un grave complesso d'inferiorit . Qualunque co sa facciate, si risentir . possibile per questa persona essere illuminata, consegu ire la spiritualit ? Certo che possibile. Potrebbe continuare ad avere tutti i suo i problemi psicologici eppure essere molto spirituale, se considera il suo compl esso, i suoi timori e le sue angosce simili alle nuvole. Concepire Ges "al di sopra" di tutte le ansie, come voi lo vorreste, prima della s ua morte, piet , un Ges finto. una concezione superficiale di Ges e di ci che predic . Non essere ansiosi per il domani raggiungere uno stato in cui, che siate ansio si o meno, potete accettare ogni cosa. Questo stato non lo si pu produrre. Deriva dal capire qualcosa, dal vedere qualcos a. Queste idee mi hanno aiutato a conservare l'equilibrio, a non rimanere a lungo d i malumore o abbattuto, a dissociare gli eventi da me stesso, soprattutto quando ricoprivo qualche carica. Mi hanno fatto capire quanto spesso la gente non reag isce realmente contro di me, ma contro il particolare ruolo che rivesto in quel momento. Hanno reso diversa la mia vita e ora, ripensando a quegli anni, anni tu tt'altro che facili, mi rendo conto di quanto mi abbia aiutato vivere la spiritu alit nel senso inteso da Tony. 65 In una seduta di gruppo, a S dhana, avevo ricevuto una consulenza al termine della quale mi sentivo al settimo cielo. Pochi giorni dopo, per , ero di nuovo a terra: mi sentivo geloso, ansioso. Oltre a ci , ora provavo vergogna dinanzi al gruppo p er la mia ricaduta. Con un grande travaglio interiore, ne parlai nel gruppo. Ton y mi domand : L'altro giorno, Paul ha rivelato tanto delle sue debolezze davanti al gruppo; hai forse perso la tua stima per lui?. No, al contrario, aumentata. Allora, perch pensi di perdere l'affetto, la stima..., solo perch riveli le tue debolezze ? Ci mi fece riflettere: non proietto forse sugli altri i miei sentimenti, i miei m odi di fare? Sono in grado di amarmi con le mie cosiddette debolezze? Non pu una persona muovermi qualche critica, senza per questo cessare di amarmi? Non pu inqu ietarsi con me, senza perdere l'affetto?... Stavo imparando le prime lezioni per amare me stesso e gli altri, cos come ciascuno e. Mi torna alla mente un'altra risposta di Tony pochi giorni dopo, che ha avuto an ch'essa un effetto duraturo su di me. Ti preoccupi che ci che hai detto l'altro gi orno possa essere stato frainteso da qualcuno. Tu vuoi spiegarti e chiarire il m alinteso. In seguito, quando avrai incarichi pi importanti e avrai a che fare con persone in posti diversi, sicuramente molti ti fraintenderanno. Per chiarire tu tti questi malintesi dovresti continuamente girare il paese in lungo e in largo. .. John, che importa se qualcuno ti fraintende? Che cosa te ne importa. ..? Nel 1987 parlai a Tony di alcune offese e umiliazioni ricevute nei mesi passati. La sua risposta fu: Chi questo io di cui tu parli? Un io che pu essere offeso, umi liato...? E il tuo corpo? E la tua mente, la tua anima? Di certo la mente o l'an ima non possono essere offese, umiliate da ci che qualcuno ha detto o fatto. Perc i chi si offende... un io che tu postuli. Sei abituato a pensare che ci sia un io . Sei condizionato a pensare che certe cose influiscono sull'io. un'invenzione d ella tua immaginazione. una creazione della societ . La liberazione arriva quando sai che non c' un io da offendere, amare, apprezzare o rifiutare. L'io come sogge tto di esperienze " buone" e "cattive" un mito profondamente radicato nella nost ra psiche. Non capii. E non capisco nemmeno adesso. Ho la sensazione che l'argomento non po ssa esaurirsi qui. A ogni modo si pu dire questo, come del resto hanno gi fatto al cuni recensori: Tony aveva una profonda esperienza della trascendenza dell'io, e

d questa esperienza che esplorava e comunicava in quelle sconcertanti affermazio ni circa l'io e l'ego. L'idea che non ci sia davvero un io che pu essere influenzato positivamente o neg ativamente e di cui preoccuparsi, continua ad affascinarmi. L'insegnante: Qual la differenza tra una focena e un delfino? Lo studente: quello che dico io, che differenza c' ? 66 Amavo le mie passeggiate settimanali con Tony al lago di Lonavla, durante il mio soggiorno lungo a S dhana. Camminando verso il lago, invariabilmente ci fermavamo presso il parapetto del ponte e, in assoluto silenzio, guardando il cielo a occ idente di l dal lago, osservavamo il tramonto. O meglio, lo assimilavamo... Non ve rbalizzare la scena, Geeta, limitati a guardare e a lasciar andare e venire i co lori, era solito dire Tony. Osservando i colori, le ombre che si approfondivano s ul lago, le sfumature mutevoli... il tempo si fermava. Quando guardo l'orizzonte, disse Tony in una particolare occasione, con gli occhi fissi sulla scena lontana, penso alla creazione. Il tempo tocca l'eternit . Mi chie do a quanti milioni di tramonti ha assistito questo posto. Penso alla forza vita le di infinite persone che hanno guardato il tramonto prima di me, e dei milioni che lo guarderanno dopo di noi. Tu e io siamo due particelle insignificanti, ep pure infinitamente preziose nel cuore dell'universo che palpita con il cuore di Cristo. Se gli uomini guardassero l'infinit dello spazio e permettessero al loro cuore di entrare in sintonia con l'anima universale, porrebbero fine alla loro l otta selvaggia per il potere e la ricchezza. La forza vitale dei milioni che ci hanno preceduto, in sintonia con l'anima unive rsale...: erano concetti pagani, pensai per un po', con un senso di disagio. Eppu re, quei concetti e quella sera sulla riva del lago hanno risvegliato in me il d esiderio profondo di vivere la mia vita il pi pienamente possibile, sapendo che c ' molto pi spazio e tempo di quanto i nostri occhi non possano percepire. Ma non era finita qui. Era di sabato, durante un'altra delle nostre passeggiate settimanali. Mentre ci avvicinavamo al lago, Tony improvvisamente si arrest . Ripr endendo a camminare, mi parl della morte, del distacco e del dolore, idee con le quali era alle prese in quei giorni. In quel momento di pace vedeva chiaramente ch e l'attaccamento a qualcuno o a qualcosa comportava sofferenza e mancanza di lib ert . Era profondamente fedele ai suoi amici e ne amava sinceramente alcuni. Eppur e in quell'occasione disse: Sono legato ai miei amici da un filo sottile. Con tut to me stesso desidero tagliare quel filo che mi impedisce di volare. Tutto il mi o essere anela a quell'esilarante senso di libert . Eppure a una parte di me piace trascinarsi per terra. Era il periodo in cui scrisse quelle meditazioni che furo no pubblicate postume con il titolo Chiamati all'amore. Quello stesso giorno, do po aver guardato il tramonto, camminammo per un po' in silenzio, e il mio cuore era carico di presagi. Fermandosi alla fine del ponte, Tony riprese: Considero il nuovo edificio di S dhana come il mio mausoleo. So che non ci vivr a lungo. Lo ved o chiaramente: la mia vita sta giungendo al termine. Fui spaventato dalle sue parole. Non potevo pensare di perderlo. Eppure il mio c uore sentiva che anch'io avrei dovuto lasciarlo andare, se l'amavo. Un anno dopo, quando ricevetti la notizia della sua morte, affior il ricordo di q uella sera. E seppi che il pi grande dono che mi aveva fatto era stato il contemp lare insieme quel tramonto. 67 Avevo inviato a Tony una copia del mio articolo in cui sostenevo che la preghier a non per ottenere qualcosa da Dio n un obbligo. fine a se stessa, un'espressione d'amore, che si realizza al meglio nel silenzio. Dopo averlo letto, mi scrisse: Bene, la notte scorsa ho letto in tutta calma il t uo articolo. L'ho trovato molto interessante e persino audace. Tuttavia, come tu stesso mi hai detto spesso in passato, non possibile racchiudere tutta la verit

nella parola stampata. Io personalmente sono giunto alla convinzione che ogni pr eghiera (come l'intendiamo tradizionalmente) sia una pura e semplice perdita di tempo. Serve esclusivamente a soddisfare i bisogni immaginari di quelle persone che si sentono spinte a placare una divinit . Che tragedia vedere tante ore perse in adorazione che avrebbero potuto essere spe se a leggere un buon libro e, meglio ancora, a progredire nella comprensione e n ella conoscenza di se stessi. Dicendo questo, devo aggiungere che sono diventato molto pi radicale nel mio modo di pensare e molto pi audace - forse persino avven tato - nel mio modo di parlare. Terr un seminario di preghiera a Pune, alla fine di aprile '87, nel quale ho in programma di cambiare tutta l'impostazione e anch e buona parte degli argomenti. Ho smesso di chiamarli seminari di preghiera e li chiamo corsi di spiritualit . Cos la vita continua a essere interessante, perch io continuo a cambiare. 68 Ho avuto molte occasioni di trascorrere qualche momento tranquillo con Tony. Il periodo pi memorabile furono i due giorni che passai con lui a S dhana, di ritorno dall'ultimo seminario che tenne a Pune. Fu una settimana prima della sua morte. Molte cose che disse allora, mi tornano alla mente ora. Le ho applicate alla mia vita travagliata negli ultimi mesi e le ho trovate molto efficaci, mi hanno dat o tanta pace e felicit . 1. Un cuore colmo di gratitudine non pu mai essere infelice. 2. Ogni giorno, quando ti svegli, ricorda che potresti non vedere il domani. Se farai cos godrai di ogni singolo giorno. 3. Pensa alla morte e inizierai a vivere. Noi non pensiamo mai alla morte; perci ci attacchiamo alle cose e alle persone e finiamo per condurre una vita miserabi le nel terrore di perderle. 4. Non attaccarti alle cose nella vita: godine finch ci sono, ma ricorda che un g iorno dovrai lasciarle, non potrai portarle con te. Vale la pena essere cos infel ici nel tentativo di trattenerle? 5. Una cosa che mi disse quel giorno si staglia chiaramente nella mia memoria: Se dovessi morire domani e sapessi di dover morire, la cosa che mi renderebbe molt o felice sarebbe sapere di aver aiutato tante persone. La mia esistenza su quest a terra stata di qualche utilit per l'umanit . Quante persone possono dire lo stesso della propria vita su questa terra? Passiamo il tempo a fare cose per noi stess i o ad aiutare gli altri? 6. Abbiamo sempre tutto ci che ci serve per essere felici. Ma siamo infelici perc h ci concentriamo su ci che vogliamo e non possiamo avere. 69 Mi era difficile affrontare le persone arrabbiate e scortesi. Non potevo soffrir e le loro grida. Ne avevo gi parlato con Tony, il quale mi aveva dato vari esercizi che mi avevano aiutato in piccola parte. Tuttavia, continuavo a rimanere come paralizzato in q uelle situazioni. Poi, una volta, invece di darmi un esercizio, scelse di darmi la seguente spiegazione: Ogni volta che incontri una persona litigiosa, non ident ificarla come crudele, stupida, ecc. Considerala, invece, una persona spaventata . Una persona crudele o sgarbata esattamente questo. Tutte le emozioni negative affondano le radici nella paura. La sua rabbiosa aggressivit il solo modo che att ualmente conosce per scaricare la tensione o il timore. Se la concepisci erroneamente come crudele o odiosa, ci avr un effetto ben preciso sul modo in cui cercherai di affrontarla. Questa interpretazione, infatti, ti re nder timoroso di fronte a lei, perch la negativit in una persona suscita negativit n un'altra. Se dunque ti rivolgi a questa persona con un atteggiamento negativo, non potrai trattarla saggiamente n con tatto. Guarda cosa accade quando sei comprensivo: il processo si inverte. Invece di subi re su di te la sua negativit , tu trasferisci su di lei la tua positivit .

Metti in pratica questo metodo miracoloso in una situazione specifica: produrr mutamenti sorprendenti. In un'altra occasione, quando chiesi a Tony come potevo difendermi dalla crudelt altrui, da chi mi faceva del male o era crudele con me, mi rispose allo stesso m odo: con la comprensione.

dei

70 Tony mi ha portato a cercare consiglio e forza soprattutto in me stesso. Quando v edi chiaramente che una posizione che hai adottato, che un giudizio che hai form ulato puro, non influenzato dall'ego, avrai anche la forza di agire di conseguen za. Una volta mi scrisse: Al momento non sperimenti la forza perch non ti vedi chiaram ente. La verit ti render libero. Conoscendoti cos come sei, senza l'aggiunta di bug ie, diventerai saldo. E allora potrai far fronte a tutto e a tutti. Penetrando in me stesso iniziai a scoprire ci che stavo facendo con me stesso: i miei modi disonesti di affrontare i miei pensieri e sentimenti, la mia difficolt ad accettare le osservazioni positive e negative su di me... Tramite questa continua e onesta consapevolezza iniziai a godere di una maggiore libert e serenit nell'affrontare le situazioni sfavorevoli, sempre sostenuto dall a calorosa comprensione di Tony e dal suo incitamento amorevole e affettuoso. 71 Durante gli ultimi anni della sua vita, in Tony si verific un rapido mutamento. P oich ero in stretto rapporto con lui, potei osservare chiaramente questa trasform azione. Era solito scrivermi dettagliatamente a proposito delle sue idee ed espe rienze: Sento una spinta interiore a seguire questa nuova strada, come se fossi f ortemente incitato a vivere solo nel presente, mi disse una volta. Ci lo portava a prendere decisioni indubbiamente penose, eppure io lo capivo e non ho mai dubit ato del suo amore per me. Una volta gli domandai: C' posto per le emozioni nel tuo nuovo modo di pensare?, Cer to che c' , mio caro, rispose, altrimenti la vita sarebbe cos noiosa. Ma non c' posto per le emozioni negative... quel tipo di sofferenza davvero una perdita di tempo e una perdita di vita preziosa. Le emozioni negative provengono sempre dalle no stre percezioni e idee sbagliate. Ma per le emozioni positive c' moltissimo spazi o... si tratta per di emozioni positive suscitate dalla realt presente, non dai ri cordi del passato, perch tornare al passato tornare a ci che morto... S , lo capivo e lo amavo ancora di pi : amare senza trattenere. stata una grande esp erienza nella mia vita. 72 In una delle ultime sedute del mio corso o soggiorno lungo, a S dhana, Tony ripet u n'idea che aveva gi menzionato: Se non fate progressi, non perch mancate di buona v olont , ma perch non avete memoria... Non fate affidamento sulle "conquiste" fatte: i loro benefici svaniranno a poco a poco se non vi ricordate di rafforzarli att raverso la pratica quotidiana. I vostri modelli nevrotici saranno con voi anche domani. Avrete delle crisi. Allora ricordate ci che avete capito su di esse e com e ne siete usciti. Continuate a esercitarvi nei nuovi modelli, nelle reazioni nu ove, nelle fantasie e negli esercizi che vi hanno aiutato. Col passare del tempo , la stretta delle vecchie abitudini potrebbe allentarsi. In ogni caso non saret e pi gli stessi... se ricordate di fare pratica ogni giorno. Sarete come quell'uomo che, dopo il corso a S dhana, diceva alla sua comunit : " Entr o ancora in crisi un sacco di volte, ma rido di pi e certamente mi sento molto pi in pace". O come quell'uomo che si bagnava i pantaloni quando doveva affrontare il capo. Il principale, premuroso, lo mand da un urologo, che lo mand da uno psico logo. "E lo psicologo ti ha aiutato?", gli domandarono gli amici. "S , prima ci st avo male, adesso non pi ".

Un barbone buss alla porta di un contadino e gli chiese del cibo. Sei cristiano?, gli domand il contadino. Ma certo, rispose il barbone. Non si vede? Guarda le ginocchia dei miei pantaloni. Non ne sono una prova? Il contadino e la moglie notarono i buchi sulle ginocchia e gli diedero subito d el cibo. Quando il barbone si gir per andarsene, il contadino domand : A proposito, cosa ha p rodotto quei buchi sul fondo dei tuoi pantaloni? La ricaduta nel vizio, rispose il barbone.

Cos felice, cos

Libero...

Bombay, inizio anni Settanta. Tony guida spirituale dei giovani seminaristi gesu iti. Dovemmo portarlo d'urgenza in ospedale. Accusava forti dolori ai reni. I me dici lo trovarono disidratato. Aveva fatto esperimenti con il digiuno. Da quasi una settimana non assumeva n cibo n acqua. Quando si fu ripreso, Tony mi disse: Puo i fare a meno di mangiare, ma mai di bere. Il sistema va lavato. Tony aveva impar ato dall'esperienza e questo era importante per lui. Tony era stato in Spagna a studiare filosofia. L incontr un gesuita, padre Calvera s, che anche in quei giorni prima del Concilio Vaticano, sosteneva: La preghiera dei gesuiti diventata troppo speculativa. Ignazio dava grande importanza alle em ozioni nella preghiera. Tony rimase profondamente impressionato quando Calveras g li domand : Come preghi? Descrivi il tuo modo di pregare. Tony pens : " Ecco un vero g uru" . Si risvegliava in lui la guida spirituale. Ricordo che una volta mi disse: Ho pensato di sperimentare le droghe sotto il con trollo di un medico. Voleva conoscere dal di dentro, per essere in grado di parla re per esperienza guidando altri. Per quanto ne so, non fece mai esperimenti con le droghe. Era caratteristico di Tony voler condividere ci che aveva. Ne traeva piacere. Ton y avrebbe chiesto maliziosamente: Posso concedermi il piacere?. Bene, poich viaggia va continuamente, aveva tanto da condividere: libri, esperienze, aneddoti, idee. .. Applicava il suo cuore e la sua mente alle sue scoperte, le analizzava, facev a esperimenti, le verificava...; alla fine, gran parte le eliminava e altre le i ntegrava un po'. Poi arricchiva tutti con le sue conclusioni. Tony stava leggendo la biografia di Swami Ramdas. Era affascinato da quell'uomo. Parl di ci che aveva scoperto con gli alunni pi giovani, sottolineando che uomini come Swami Ramdas erano santi indiani da imitare. I giovani s'invaghirono di Swa mi Ramdas. Tanto per cominciare vollero imitarlo nel modo di vestire. Nel giro d i pochi giorni iniziarono ad avvolgersi in dothi e sadra. Quando alcuni membri d ella comunit sollevarono obiezioni, Tony spieg imperturbabile: I giovani hanno biso gno di esprimere la propria creativit ; meglio che lo facciano in modo costruttivo . Preferireste che indossassero jeans, T-shirts e cantassero musica pop? Tony sapeva come vendere la propria merce e ne era consapevole. Pi di una volta l 'ho sentito dire: Posso essere pericoloso. Con la mia forza di persuasione potrei convincere il diavolo stesso. Una volta, di ritorno da una passeggiata, Tony mi disse che il suo sogno era que llo di fare qualcosa per l'istruzione dei bambini poveri. Voleva istituire un fo ndo a S dhana a questo scopo. Quel giorno aggiunse che era venuto per lui il momen to di affidare S dhana a qualcun altro. Chiesi a Tony se non fosse fiero del nuovo edificio di S dhana che stava sorgendo

e del denaro che aveva raccolto con i suoi libri e le sue conferenze. Rise forte e disse: Ho un po' di materia grigia al quarto piano e faccio bla bla bla... e r accolgo del denaro. Se ce l'avessi tu, anche tu faresti bla bla bla e raccoglier esti del denaro... perci che cosa c' da essere fieri? Il merito non mio... Una sera uscii a passeggio con Tony. Parlavamo della libert e della felicit . Impro vvisamente Tony si arrest , in silenzio. Dopo qualche secondo mi disse: Come vorrei poterti mostrare ci che vedo. Ma dovrai scoprirlo da solo. Dopo di che proseguimm o, sempre discorrendo. Un giorno, nel 1985, durante un seminario di preghiera, Tony si sforzava di comu nicarci questo concetto: Noi non possiamo conoscere Dio. Nel momento in cui dai u n nome a un fiore, perdi la realt : nel momento in cui dai un nome a Dio, perdi Di o. A queste parole uno dei partecipanti sbott : Tony, non capisci niente di metafisi ca!. Lui lasci perdere. In seguito mi disse: Mi sono sentito offeso da quell'osserv azione. Molti pensano che non mi offenda, ma non cos , e voglio continuare a esser e vulnerabile alle offese. Apprezzavo molto Tony, che consideravo una persona fuori dell'ordinario. Quando cerco di rievocare i miei incontri con lui, mi rendo conto con sorpresa che furo no per lo pi negativi. Non mi piaceva il modo in cui evitava il disaccordo e il c onfronto contrapponendo una replica o un attacco ad hominem. Ne fui ripetutament e vittima. Tali esperienze mi offendevano e confondevano i miei sentimenti nei s uoi confronti, distanziandomi emotivamente da lui. Tony mi disse: Mi sono dedicato interamente alla predicazione durante i ritiri. P oi mi sono reso conto che il 95 % dei religiosi non sono pronti per i ritiri, impediti come sono dai loro problemi psicologici. Cos ho avviato S dhana e ora ne sono comp letamente preso. Poi, ammiccando, aggiunse: E poi? Chiss ... Potrei anche sposarmi. ... Tony una volta mi disse personalmente: Se tornassi indietro, non scriverei il lib ro S dhana. Era qualche settimana prima che morisse. Il suo libro pi tradotto, e si rammaricava di averlo scritto. Non sono sicuro del perch ... Sentii ripetere pi volte a Tony ci che aveva detto in Spagna davanti a quattrocent o persone: Non condivido pi il mio primo libro S dhana, che non rappresenta il mio p ensiero attuale. Permetto che venga ristampato solo perch lo vuole il mio editore. Nel 1977 Tony ci aveva detto che la respirazione conscia chiamata anna-panna era l'unico tipo di preghiera che usava da molto tempo. Ci fece il seguente esempio : L'altro giorno divenni un bambino impaurito, senza pace n sollievo. L'istinto mi guid in giardino e mi fece concentrare sulla mia respirazione. Ben presto mi cal mai e tornai a essere me stesso. Non ho mai visto Tony debole. Mi faceva paura e talvolta provavo disgusto nei su oi confronti, soprattutto quando rideva forte. Mantenni le distanze da lui. Non credo che fossi pronto a incontrarlo da uomo a uomo. Nelle sue lettere era invit ante: a faccia a faccia lo rifiutavo. Provavo invidia per un paio dei suoi predi letti. Il mio ultimo incontro con Tony non fu piacevole. Mi sentivo respinto da lui. Lui era stufo del mio infantilismo e del mio senso d'impotenza. Una volta che uscivamo dall'edificio di S dhana per una passeggiata serale, Tony d isse: Mi sta accadendo qualcosa. Sto facendo un sacco di cose. Non sono io a pian ificarle, ma sono realizzate da me e tramite me. Il 14 marzo 1985 scriveva: Non sono stato troppo bene ultimamente...: sospetto ch e ci dipenda dalla mia pressione arteriosa, che ho trascurato negli ultimi tempi. Be', immagino che dovr imparare che con il passare degli anni non ringiovanisco!

Da una lettera degli inizi del 1986: ...Ci sono tante cose delle quali vorrei scr ivere, ma mi accaduto qualcosa e non riesco proprio a scrivere. Questa notte ho fatto un'esperienza orribile - una delle peggiori esperienze della mia vita - e non ho dormito molto. Ci vorrebbe troppo a descriverla, ma era una sorta di sens o di disperazione e di terrore e una terribile solitudine..., come se nessuno po tesse raggiungermi, nessuno potesse toccarmi e io fossi semplicemente abbandonat o da Dio e da tutti. Mi svegliai in preda al panico, sudando nonostante il fredd o pungente, tanto che dovetti aprire le finestre e camminare su e gi per la stanz a. Se quella disperazione fosse durata pi a lungo penso che sarei impazzito. Ques ta mattina ne ho parlato con qualcuno. Ho la sensazione che si tratti di una sor ta di esperienza spirituale... Per tutto il giorno ho provato una certa tristezz a e mi sono sentito molto stanco, ho dovuto sforzarmi per svolgere i compiti ess enziali che andavano svolti... N.B.: Non ti preoccupare della mia tristezza...: mi gi accaduto altre due volte... e gradualmente ne sono uscito. Da una lettera del 2 marzo 1986: ... Perch mi sono sentito fisicamente esausto? A causa di uno strano fenomeno entrato nella mia vita: le meditazioni. In questi g iorni sto vivendo strani movimenti spirituali e mi sento spinto a elaborarli in forma di meditazioni per poi sottoporli al gruppo. Non posso resistere a questa compulsione e talvolta passo fino a tre ore al giorno a comporre una meditazione ... Da una lettera dell'8 marzo 1986: C' una cosa che amo pi di te. E quella cosa la am o pi di me. In confronto a essa noi non siamo niente, io non sono niente..., come la pallida luce delle candele in confronto al sole. Quando incontrai Tony per l'ultima volta, nel marzo del 1987, poco prima dell'ul timo rinnovamento S dhana a Lonavla, ebbi la sensazione che avesse eliminato ogni cautela nel suo modo di parlare e pensai che sarebbe stato messo a tacere da Rom a. Disse che non gliene importava pi . Che parlasse o meno, aveva poca importanza per lui. Era pronto a tutto. Da una lettera del 14 aprile 1987: Se le cose fossero andate bene sarei venuto a. .. Eppure sono perfettamente in pace e contento di essere qui nel fresco del mat tino, a guardare dalla finestra la serenit del paesaggio..., il luminoso sorgere del sole, la brezza fresca, le giovani foglie che germogliano dai rami e il ciel o azzurro. Tutto talmente impregnato di pace e di vita. cos che dovrebbe essere i l nostro cuore mentre avanziamo nella vita. Sento che il mio cuore si sta muoven do in questa direzione, sebbene ci siano cos tante montagne di spazzatura e di il lusioni da eliminare. Sono pi felice di quanto sia mai stato nella mia vita. Dalla stessa lettera del 14 aprile '87: ...Sono veramente sorpreso del fatto che, nonostante tutto il lavoro richiesto dal rinnovamento, non sono affatto stanco. Sento solo una specie di congestione al petto. Mi chiedo se sia ci che chiamano un raffreddore di petto . Comunque, a eccezione di questo, mi sento perfettamente in forma. Il 29 aprile 1987, poche settimane prima della sua morte, cos rispose alla mia ri chiesta di incontrarlo al suo ritorno dagli USA: Non so quando o dove ci incontre remo; forse mi vedrai prossimamente seduto sotto un albero del bodhi, nudo e in silenzio! Dall'ultima lettera di Tony del 1 o che tutti i miei interessi siano ello Spirito", e tutto il resto mi Mai prima, nella mia vita, mi sono giugno 1987, il giorno prima che morisse: Riteng ora incentrati su qualcos'altro, sul "mondo d appare futile e assolutamente irrilevante... sentito cos felice, cos libero...