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ATTI DI CONTROLLO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Interpellanze urgenti (ex articolo 138-bis del regolamento): I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere premesso che: il signor Francesco Palmiro Mariani ha svolto il ruolo di presidente dellautorit portuale di Bari per un quadriennio, fino al 19 gennaio 2011; a seguito di pesanti irregolarit accertate nella gestione del Porto di Bari durante la presidenza del signor Francesco Palmiro Mariani, si provveduto con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 17 giugno 2009 alla rimozione dello stesso ed al contestuale commissariamento dellautorit portuale di Bari; alladozione di tale decreto il Ministro competente era pervenuto sulla scorta delle conclusioni rassegnate da unapposita Commissione ministeriale istituita con decreto del direttore generale dei porti n. 20/08 del 19 dicembre 2008 la quale, nella relazione conclusiva del 4 maggio 2009, aveva stigmatizzato che il Presidente dellAutorit portuale ha posto in essere iniziative ed atti quanto meno discutibili, in contrasto con le funzioni dufficio che postulerebbero la serena ed efficiente gestione, sotto il profilo istituzionale ed operativo, del Porto di Bari evidenziando che Alla luce dellaccertamento svolto, vi ragione di ritenere che la situazione del Porto di Bari, gi molto grave, sia destinata a peggiorare ulteriormente, proprio per effetto delle improvvise iniziative dellAutorit portuale destinate a compromettere irreversibilmente lo sviluppo futuro dello scalo barese ; la medesima commissione dindagine evidenziava che il presidente dellautorit

portuale di Bari privilegiava la cooperativa multi servizi portuali, alla quale era stato affidato dalla stessa autorit portuale con una procedura che desta forti perplessit, un appalto di svariati milioni di euro per lo svolgimento di servizi tanto che tale affidamento stato censurato sia dal Tar Puglia che dal Consiglio di Stato e stigmatizzava la presenza di soggetti discutibili (con riferimento a trascorsi penali certificati per molti componenti) nella stessa Cooperativa, che, con sprezzo di ogni dovere dufficio, sono stati dal Presidente dellAutorit portuale utilizzati addirittura come addetti di security per la sicurezza e la prevenzione nei confronti di eventuali attacchi terroristici internazionali ; numerosi articoli di stampa hanno evidenziato che risultano in corso indagini, da parte della procura della Repubblica di Bari, volte ad accertare irregolarit nella procedura di affidamento di alcuni servizi, nonch lesistenza di infiltrazioni malavitose nellambito del porto di Bari, essendo particolarmente elevato il grado di esposizione dello scalo barese ai rischi di traffici illeciti, sia per la contiguit fisica con il borgo antico di Bari che per i collegamenti internazionali; ci nonostante, in data 19 gennaio 2011, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il signor Mariani stato nominato commissario della stessa autorit portuale, fino alla nomina del nuovo presidente; ci nonostante, il sindaco di Bari, dottor Michele Emiliano, noto procuratore antimafia, ha designato il signor Mariani nella terna per la nomina del nuovo presidente dellautorit portuale di Bari; nei giorni scorsi, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha perfezionato lintesa con la regione Puglia per la nomina del presidente dellautorit portuale di Bari per il prossimo quadriennio, scegliendo nella tema designata dagli enti territoriali competenti proprio il signor Francesco Palmiro Mariani;

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successivamente allintesa tra il Ministro e la regione Puglia, con deliberazione del comitato portuale dellautorit portuale di Bari del 29 aprile 2011 stato approvato il rendiconto generale dellesercizio 2010, il cui conto economico consuntivo presentato un disavanzo di gestione di euro 622.665,73; nella relazione del collegio dei revisori dei conti dellautorit portuale evidenziato chiaramente che le ragioni principali del risultato negativo della gestione economica vanno ricercate nellincremento dei costi del personale e delle spese di funzionamento e per servizi istituzionali , a fronte di ricavi sostanzialmente immutati rispetto allanno precedente, ossia rispetto al 2009; nei conti consuntivi degli ultimi due anni sono stati contabilizzati, illegittimamente in quanto in contrasto con larticolo 36, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 97 del 2003, crediti non esigibili di circa 600.000,00 euro per il 2010 e di circa 1.400.000,00 euro per il 2009, a titolo di eccedenze rinvenienti dalladeguamento del canone di concessione che lautorit portuale ha assunto dovessero essere pagate dalla partecipata Bari Porto Mediterraneo S.r.l.; inoltre, in base a due sentenze del Tar Puglia del 9 maggio 2011, tali presunti crediti dellAutorit portuale sono stati dichiarati inesistenti, per cui il conto economico consuntivo del 2009, approvato con un avanzo di gestione di circa 900.000,00 euro, presenta effettivamente un disavanzo di circa 500.000,00 euro, mentre il conto economico consuntivo del 2010 registra un disavanzo non pi di 622.665,13 euro, bens di circa 1.200.000,00 euro; da tali atti, ancora una volta, appare evidente la mala gestio dellautorit portuale di Bari operata dal signor Mariani, che ha determinato disavanzi nei conti economici consuntivi per ben due anni consecutivi; larticolo 7, comma 3, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modifi-

che ed integrazioni, stabilisce che Con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione vengono disposti la revoca del mandato del presidente e lo scioglimento del comitato portuale qualora: ...b) il conto consuntivo evidenzi un disavanzo , mentre il successivo comma 4 stabilisce che Con decreto di cui al comma 3, il Ministro dei trasporti e della navigazione nomina altres un commissario che esercita, per un periodo massimo di sei mesi, le attribuzioni conferitegli con il decreto stesso ; da alcuni articoli di stampa pubblicati nei giorni scorsi, si appreso che il signor Mariani, ha dichiarato erroneamente che il conto consuntivo , di cui allarticolo 7, comma 3, lettera b), della legge n. 84 del 1994, non corrisponde al conto economico gestionale del Rendiconto, generale, dichiaratamente in disavanzo, bens alla situazione amministrativa di cui allo stesso rendiconto, che risulta essere in avanzo per circa 26 milioni di euro in quanto comprende i finanziamenti in conto capitale ottenuti dallo Stato esclusivamente per la realizzazione delle infrastrutture portuali e non gi per il pagamento delle spese correnti di gestione dellautorit portuale; da un ulteriore articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 22 maggio 2011, si appreso che la Gazzetta avrebbe consultato sullargomento la Direzione Generale per i porti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che avrebbe confermato la tesi sostenuta dal signor Mariani, in quanto alle Autorit portuali si applica il regolamento di contabilit degli enti locali dello Stato, cio il decreto del Presidente della Repubblica n. 97 del 2003 ; il richiamo al decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97, Regolamento concernente lamministrazione e la contabilit degli enti pubblici di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70 , risulta del tutto inconferente, in quanto assolutamente inadatto a supportare uninterpretazione dellarticolo 7 della

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legge n. 84 del 1994 che faccia coincidere il conto consuntivo con la situazione amministrativa dellautorit portuale; al riguardo, occorre innanzitutto rilevare che larticolo 7 della legge n. 84 del 1994, essendo riferito allo specifico settore portuale, costituisce norma di carattere speciale, in quanto tale destinata a prevalere sulle norme di carattere generale, anche se successive; con lespressione conto consuntivo debba intendersi il risultato di gestione, riferito ad uno specifico esercizio finanziario, e non la complessiva situazione amministrativa dellautorit portuale, reso palese non soltanto dal dato letterale della disposizione di cui al sopra citato articolo 7, ma anche dalla ratio della legge in cui essa contenuta, elementi che depongono entrambi in senso assolutamente contrario alla tesi riportata nella Gazzetta del Mezzogiorno; al riguardo, giova ricordare che la legge n. 84 del 1994 ha avuto origine dallesigenza di privatizzare la gestione dei porti in Italia, in quanto gli stessi assorbivano ingentissime risorse dalla finanza pubblica, registrando spaventosi disavanzi soprattutto in tema di lavoro portuale, che dovevano essere poi ripianati a carico dellerario; pertanto, con la legge n. 84 del 1994, si inteso creare lautonomia gestionale tramite listituzione delle autorit portuali, un nuovo modello di governance improntato a criteri di managerialit ci che confermato dai requisiti di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori delleconomia dei trasporti e portuale richiesti per la nomina a presidente nonch dare il via allautonomia finanziaria delle stesse autorit portuali, sanzionando con la revoca il presidente che si sia dimostrato incapace nella gestione dellautorit stessa, producendo un disavanzo; inoltre, se si ritenesse corretta la tesi riportata nella Gazzetta del Mezzogiorno, si finirebbe per attribuire al Ministro il po-

tere di decidere in modo arbitrario sulla sorte del mandato di ogni presidente di autorit portuale, in qualunque momento, revocando o concedendo quantit di finanziamenti pubblici tali da modificare in negativo o in positivo i risultati economici delle stesse autorit; linsostenibilit di tale tesi viene ulteriormente confermata laddove si ponga mente al comma 4 dellarticolo 7 della legge n. 84 del 1994, che perderebbe completamente di significato, non avendo pi senso sia la nomina di un commissario che la possibilit di imporre oneri aggiuntivi a carico delle merci sbarcate e imbarcate nel porto, se per superare il caso di disavanzo di cui allarticolo 7, comma 3, lettera b) si ritenesse possibile che il Ministro conceda al presidente dellautorit portuale che ha determinato il disavanzo finanziamenti adeguati per coprire il disavanzo stesso; va inoltre osservato che i finanziamenti ministeriali sono vincolati esclusivamente alla realizzazione delle infrastrutture e non sono quindi legittimamente utilizzabili per coprire un disavanzo determinato da un aumento delle spese correnti nella gestione ordinaria; pertanto, qualora si ritenesse valida la tesi riportata nella Gazzetta del Mezzogiorno, per assurdo, il presidente dellautorit portuale sarebbe incentivato a non realizzare alcuna infrastruttura, ma a tenere accantonate le risorse finanziarie corrispondenti a detti finanziamenti per coprire fittiziamente le spese di gestione corrente; alla luce di quanto sopra osservato, deve pertanto necessariamente concludersi che, con lespressione conto consuntivo di cui allarticolo 7, comma 3, lettera b), della legge n. 84 del 1994, si faccia riferimento solo ed esclusivamente al risultato di gestione; in definitiva, la tesi riportata nella Gazzetta del Mezzogiorno, producendo un risultato assurdo e aberrante, risulta dunque del tutto insostenibile;

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, pertanto, evidentissimo il tentativo del signor Mariani di mistificare la realt dei risultati negativi conseguiti nel rendiconto generale 2010 e di difendere secondo gli interpellanti maldestramente, con incredibile pervicacia, una gestione disastrosa dellautorit portuale di Bari, aggravata da perdite finanziarie crescenti negli ultimi due anni; alla luce delle considerazioni, dei dati e delle disposizioni di legge sopra riportati, appare evidente che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti tenuto a disporre la revoca del mandato del presidente dellautorit portuale e che il signor Francesco Palmiro Mariani non pu n essere rinominato presidente dellautorit portuale di Bari, n continuare a svolgere le funzioni di commissario della stessa autorit : se non intendano revocare la scelta del signor Francesco Palmiro Mariani quale futuro presidente dellautorit portuale di Bari, considerando che, in caso contrario, latto sarebbe ad avviso degli interpellanti gravemente censurabile in quanto illegittimo, sia perch in contrasto con larticolo 7 comma 3 della legge n. 84 del 1994, sia perch in totale contraddizione con i precedenti atti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che avevano determinato ladozione di un provvedimento di rimozione del signor Mariani dal suo incarico di Presidente dellAutorit portuale di Bari e di contestuale commissariamento dellEnte medesimo; se non intenda procedere alla revoca immediata del mandato dellattuale commissario dellautorit portuale di Bari, signor Francesco Palmiro Mariani avendo la sua gestione determinato i disavanzi causa di revoca necessaria dellincarico di vertice dellautorit portuale ed allo scioglimento del comitato portuale, nonch alla contestuale nomina di un commissario, ai sensi dellarticolo 7, comma 4, della legge n. 84 del 1994. (2-01088) Tassone, Galletti, Mereu, Compagnon, Cera, Ruggeri, Ador-

nato, Binetti, Bosi, Buttiglione, Calgaro, Capitanio Santolini, Enzo Carra, Ciccanti, De Poli, Delfino, Dionisi, Anna Teresa Formisano, Lib, Lusetti, Mantini, Marcazzan, Ricardo Antonio Merlo, Mondello, Naro, Occhiuto, Pezzotta, Poli, Rao, Ria, Scanderebech, Nunzio Francesco Testa, Volont, Zinzi .

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dellambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere premesso che: in queste settimane la Campania, e in particolare il comune di Napoli, sono ripiombati nellennesima emergenza legata alla mala-gestione dei rifiuti; le recenti nuove ennesime promesse del Presidente del Consiglio dei ministri per il quale in pochi giorni, con laiuto dellesercito, si sarebbero tolte le tonnellate di spazzatura che invadono le strade del comune di Napoli, si sono chiaramente rivelate un nuovo ulteriore bluff; nel napoletano, vi sono ancora circa 26 mila tonnellate di rifiuti che nellarco di due mesi, non sono state conferite come da programma; il Presidente del Consiglio dei ministri, ad avviso degli interpellanti, ha scaricato ancora una volta ogni responsabilit sugli amministratori locali prima, e quindi sullattivit dellautorit giudiziaria che avrebbe rallentato notevolmente le operazioni di conferimento negli impianti della regione Campania; sono passati solo sei mesi da quando il Governo approvava, ultimo in ordine di tempo, lennesimo decreto-legge (il 196 del novembre 2010) che avrebbe dovuto contribuire in maniera determinante alla risoluzione dellemergenza rifiuti in Campania;

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un provvedimento del tutto inadeguato, come sta dimostrando ancora una volta la drammatica situazione campana di queste settimane, e non in grado di fornire risposte convincenti non solo allemergenza, ma soprattutto perch non poneva le basi per avviare finalmente una politica strutturale corretta ed efficiente di gestione dei rifiuti; un decreto inefficace che inevitabilmente avrebbe riproposto come sta avvenendo gli stessi problemi del passato, ignorando del tutto quello che chiede lUnione europea; una ennesima occasione mancata da parte del Governo per intervenire con un piano serio ed efficace di investimenti infrastrutturali indispensabili e strettamente funzionali al ciclo completo dei rifiuti; invece non si andati oltre le solite ricette: utilizzo delle discariche, e trattamento dei rifiuti per produrre combustibile, laddove al contrario, il ciclo dei rifiuti si dovrebbe affrontare come un ciclo industriale vero e proprio; la Commissione europea, proprio sei mesi fa, in occasione della sua relazione sulla situazione rifiuti in Campania, aveva ben ricordato che il ricorso esclusivo a discariche e inceneritori, sebbene trovi utilizzo altrove nellUnione europea, non dovrebbe essere considerato la risposta al problema della gestione dei rifiuti se non come una componente integrata di un sistema coordinato ed efficace di gestione; al contrario, la soluzione principale individuata dal decreto 196, ancora una volta quella della realizzazione dei termovalorizzatori. Una soluzione che contrasta con quanto chiede lUnione europea e che taglia le gambe al decollo della raccolta differenziata; proprio intorno all affaire per la realizzazione dei medesimi termovalorizzatori, che si concentrano le attenzioni da parte di alcuni politici e di alcune imprese che operano nel settore. La posta in gioco infatti molto alta: circa 400

milioni di euro legati al business dei rifiuti e dei poteri decisionali legati ai progetti dei termovalorizzatori; per capire meglio la mole di interessi che si muovono dietro la realizzazione dei termovalorizzatori, molto utile ricostruire le settimane che hanno preceduto lapprovazione da parte del Governo del decreto-legge n. 196 del 2010. Il Paese ha assistito a uno scontro tutto interno alla maggioranza su chi avrebbe dovuto gestire la costruzione dei termovalorizzatori. Con il Ministro Mara Carfagna che sosteneva con determinazione (arrivando perfino a minacciare le dimissioni) la necessit che fosse il presidente della regione, il soggetto incaricato di gestire appalti e procedure, nonch la gestione commissariale ai fini della realizzazione dei termovalorizzatori, in netto contrasto con il gruppo politico legato a Nicola Cosentino che riveste ancora lincarico di coordinatore regionale della Campania del PdL, ossia il presidente della provincia di Napoli, e il presidente della provincia di Salerno, interessati invece a mantenere in capo alla provincia la gestione dei medesimi termovalorizzatori; la prima stesura del decreto-legge, affidava tutti i poteri al presidente della regione Caldoro per la realizzazione dei termovalorizzatori di Napoli est e Salerno. Successivamente per, le pressioni della dirigenza locale del Popolo della Libert, portavano a una seconda stesura del decreto che metteva i termovalorizzatori nelle mani sia della regione che delle province. Il testo faceva riferimento infatti ai poteri del presidente della regione, che doveva per operare in raccordo con le province. Uno scontro quindi chiaramente politico legato ad avviso degli interpellanti ai giochi di potere dentro il PdL e agli evidenti interessi economici che tale partita comportava; il testo del decreto-legge introduceva delle modifiche sostanziali che hanno ridotto il potere dei due presidenti delle province di Napoli e Salerno; alla fine il decreto-legge veniva pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 no-

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vembre. Ben nove giorni dopo la sua approvazione al Consiglio dei ministri; anche se il Presidente del Consiglio dei ministri, e con lui lo stesso candidato del centro-destra alla carica di sindaco di Napoli, danno tutte le responsabilit allincapacit degli amministratori locali e in particolare del sindaco di Napoli, necessario ricordare i pesantissimi tagli ai trasferimenti agli enti locali operati da questo Governo. stato lo stesso commissario liquidatore di quello che fu il Consorzio di bacino Napoli-Caserta, Gianfranco Torturano, che alcuni mesi fa dichiarava l impossibilit di continuare a gestire, per conto delle Province, i siti di stoccaggio provvisori e definitivi in assenza del ristoro delle spese sostenute sia per la gestione che per il personale . In pi, la societ provinciale che dovrebbe gestire il ciclo dei rifiuti non ha ancora presentato il piano industriale; la riduzione dei trasferimenti operata dal Governo comporta che molti comuni campani non si vedono ancora liquidate le risorse a loro dovute, come compensazioni ambientali per essere comuni localit che ospitano siti di discarica. E questo perch il Governo non ha trovato ad oggi copertura finanziaria nonostante i numerosi solleciti al Ministero delleconomia e delle finanze, al Ministero dello sviluppo economico ed al Cipe; la realt, secondo gli interpellanti, che linceneritore di Napoli est lo pagheranno gli stessi cittadini a favore di imprese gi saldamente inserite nellaffare rifiuti della Campania. La provincia di Napoli, secondo indiscrezioni, garantir al futuro gestore dellimpianto guadagni superiori a quelli che lA2A percepisce attualmente per limpianto di Acerra. Un affarone perch grazie agli incentivi Cip6, pagati obbligatoriamente dai cittadini con la bolletta Enel, linvestimento iniziale, compresi i costi di gestione, sar interamente recuperato nei primi otto anni di attivit dellimpianto; come ha ben sottolineato il quotidiano Terra del 24 maggio 2011, se-

guendo un preciso e collaudato copione, da qualche mese i rifiuti sono fatti accumulare lungo le strade come testimonianza di una grave emergenza rifiuti la cui soluzione pu avvenire solo con la costruzione di tre nuovi inceneritori e un gassificatore ordinati dalla legge n. 1/11. Grandi opere, grandi appalti, grandi affari. Per chi? Certamente non per i cittadini ma per laffiatato gruppo bipartisan che finora ha lucrato sullo scandalo rifiuti in Campania ; limpianto di termovalorizzazione Napoli-est, dovrebbe essere realizzato in una delle tre aree inquinate, dichiarate siti di interesse nazionale dal Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare, che circondano labitato di Napoli. Il suolo, sottosuolo e lacqua di falda di Napoli est sono notoriamente inquinati fino ad oltre 10 metri di profondit in seguito agli scarichi di varie industrie. Larea dovrebbe essere disinquinata prima di realizzare linceneritore: ci si chiede con quali soldi e con quali controlli, e in quanto tempo e chi collauder lavvenuto disinquinamento; sempre il quotidiano Terra , nel medesimo articolo, rammenta che in questi ultimi anni la magistratura ha evidenziato che 14 personaggi che avevano collaudato gli impianti Cdr realizzati dalla Fibe sono stati rinviati a giudizio (tra docenti universitari, liberi professionisti e funzionari regionali che due anni fa furono arrestati nellambito dellinchiesta sui collaudi agli impianti di Cdr con laccusa di falso ideologico in atto pubblico). Tra gli imputati figurano il presidente della provincia di Benevento, ex rettore delluniversit del Sannio, un ex preside della facolt di ingegneria di Napoli, lattuale preside della facolt di ingegneria di Salerno, il direttore dei lavori per la costruzione dellinceneritore di Acerra; anche lex direttore dellArpac stato sottoposto alla restrizione della libert. Non si salvata nemmeno lex vice di Bertolaso. ; i dati ufficiali Arpac evidenziano che nel 2009 i rifiuti differenziati in Campania

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ammontavano a 807.264 tonnellate, mentre quelli indifferenziati ammontavano a 1.965.400 tonnellate. Un dato interessante emerge dallandamento della raccolta differenziata negli ultimi anni: significativamente aumentata. Gli impianti di termovalorizzazione previsti con il decretolegge n. 196 del 2010 possono distruggere complessivamente 1.400 mila tonnellate di rifiuti allanno; molto probabilmente entreranno in funzione nel 2015 e devono lavorare a pieno regime almeno fino al 2023 per ammortizzare linvestimento; la necessit quindi obbligata, per i nuovi termovalorizzatori, di dover operare a pieno regime, chiaramente rischia di essere in contrasto con una gestione corretta del ciclo completo dei rifiuti come chiede lUnione europea, e che vede come momento centrale la forte crescita della raccolta differenziata e gli investimenti finalizzati alla realizzazione di infrastrutture intermedie indispensabili quali per esempio gli impianti di compostaggio; i dati ufficiali dellArpac, come si visto, evidenziano il notevole incremento della raccolta differenziata tra il 2007 e il 2009. La sensibilizzazione maturata nei cittadini e negli amministratori locali lascia prevedere che nei prossimi anni la differenziazione dei rifiuti dovrebbe procedere con lo stesso andamento del triennio 2007-2009. Ma se il riciclo prender piede si determiner conseguentemente una sostanziale riduzione dei materiali destinati allincenerimento. Si potr verificare che gi nel 2019, dopo 4 anni dallentrata in funzione degli impianti di termovalorizzazione, e questi ultimi avranno a disposizione una quantit di combustibile di buona qualit inferiore a quella richiesta; evidente che alla luce delle suddette valutazioni, le esigenze imprenditoriali degli imprenditori e politici interessati ai termovalorizzatori impongono che gli impianti debbano funzionare al massimo per garantire il rientro delle spese. Insomma, per funzionare hanno bisogno di rifiuti, e

questo con tutta evidenza una delle principali motivazioni per cui la raccolta differenziata stenta a decollare e ancora di pi lo sar nel futuro : se non si ritenga, nellambito delle proprie competenze, e al fine del superamento dellemergenza rifiuti, adottare ogni iniziativa volta a favorire prioritariamente la realizzazione in Campania di adeguate infrastrutture di compostaggio e impianti in grado di recuperare e trattare i rifiuti organici, migliorando a tal fine la gestione e il trattamento biologico dei rifiuti organici biodegradabili, in considerazione del loro sostegno allo sviluppo della raccolta differenziata, nonch anche alla luce del minor costo e di tempi di realizzazione pi rapidi di detti impianti rispetto ai termovalorizzatori; se non si ritenga indispensabile anche ai fini della tutela della salute pubblica, il ritorno alla normativa ambientale nazionale e comunitaria ordinaria promuovendo in tempi rapidi labrogazione della deroga introdotta da questo Governo con il decreto-legge n. 90 del 2008, e tuttora in vigore, che consente di poter sversare nelle discariche campane anche i rifiuti pericolosi, tra cui ceneri pesanti e fanghi con sostanze pericolose; se non si consideri necessario rendere ufficiali e pubblici i risultati relativi ai monitoraggi e ai controlli ambientali e sanitari che vengono di volta in volta effettuati nelle aree sulle quali insistono le discariche, garantendo costanti e opportune forme di pubblicizzazione; se non si ritenga opportuno prevedere il ritiro dei presidi militari dalle aree deputate allo smaltimento dei rifiuti, e contestualmente di coinvolgere maggiormente i comitati dei cittadini ai fini del controllo sui reali conferimenti in discarica, e della vigilanza civica sulla salute delle comunit locali; quali politiche ambientali si intendano mettere in atto con particolare attenzione alla situazione campana al fine di dare completa attuazione alla di-

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rettiva 2008/98/CE in materia di rifiuti, che chiede agli Stati membri dellUnione europea di attivarsi con politiche in grado di abbattere sensibilmente la produzione allorigine dei rifiuti stessi, tendendo a una politica a rifiuti zero , e contestualmente attuare il cosiddetto principio gerarchico dei rifiuti: riduzione, riutilizzo, riciclaggio, recupero, e infine, e solo per la parte residuale, lo smaltimento. (2-01090) Barbato, Aniello Formisano, Palagiano, Donadi .

Interrogazioni a risposta scritta: MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della difesa. Per sapere premesso che: il giorno 2 giugno 2011 si svolgeranno le celebrazioni della ricorrenza della festa della Repubblica, oltre alla sfilata dei reparti delle Forze armate, di quelli della polizia di Stato, dei corpi armati e civili dello Stato; per loccasione saranno impiegati un ingente numero di mezzi e di attrezzature di supporto e logistiche, oltre a un rilevante numero di appartenenti alle Forze armate e ai corpi armati e civili dello Stato; come dichiarato dal Ministro della difesa in risposta a un precedente atto di sindacato ispettivo riferito alle celebrazioni svoltesi il 2 giugno 2010 (4-07474), [...] Gli oneri previsionali per la cerimonia sono ammontati a circa 3,5 milioni di euro [...] La parata, cos come negli anni passati, stata articolata in sette settori tematici in rappresentanza dei reparti delle Forze armate, dei Corpi armati dello Stato a ordinamento sia civile sia militare e di organizzazioni civili. In tale ambito, va messo in evidenza come sia stata ampia la partecipazione di personale appartenente a tutte quelle istituzioni e agenzie dello Stato che concorrono con analogo senso del dovere, dedizione e spirito di

sacrificio alla sicurezza dei cittadini e ad affermare la sovranit dello Stato sul territorio. Alla sfilata inoltre hanno preso parte i gonfaloni delle regioni dItalia e delle province autonome, i labari delle associazioni combattentistiche e darma, nonch 18 delegazioni estere e 11 organizzazioni internazionali, a testimonianza della condivisione dellimpegno di tanti membri della Comunit internazionale per garantire condizioni di stabilit e sicurezza nel mondo. Complessivamente hanno sfilato circa 5.600 militari, 442 civili e 260 mezzi. Al termine della sfilata, sullarea antistante alla Scalea del Vittoriano, si tenuta unesibizione da parte di un complesso musicale composto da 75 elementi, 15 per ciascuna banda militare (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di finanza) e diretto a rotazione dai rispettivi maestri direttori. : quale sia la previsione di spesa per lesercizio finanziario in corso, quale sia previsione di impiego di personale e mezzi delle Forze armate e dei Corpi armati e civili dello Stato e se non si ritenga opportuno per il 2012 disporre che i festeggiamenti avvengano in forma esclusivamente simbolica e, conseguentemente, destinare i fondi eventualmente stanziati per loccasione al finanziamento di attivit sociali o di assistenza ai diversamente abili o agli anziani. (4-12053)

DI PIETRO. Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico. Per sapere premesso che: Current TV un network televisivo internazionale di informazione indipendente, fondato nel 2005 da Al Gore ex vicepresidente degli Stati Uniti e premio Nobel per la pace 2007 e dallimprenditore e avvocato Joel Hyatt; premiata nel 2007 con un Emmy Award per il suo originale servizio TV interattivo, Current TV una piattaforma cross-mediale attiva 24 ore su 24 che integra televisione e internet;

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Current TV si fonda sul concetto degli user generated content (contenuti generati dagli utenti), dunque conta sulla partecipazione attiva di un pubblico di young adults (18-35 anni), pronto a proporre e fruire dei contenuti con lintento di creare una coscienza collettiva attraverso lo scambio partecipativo dinformazioni da ogni angolo del pianeta; Current TV ha implementato per prima nellindustria televisiva il modello dei contenuti creati dallo spettatore (VC2 viewer created content), che costituiscono circa un terzo delle trasmissioni della rete. Il network ha inoltre sviluppato un nuovo modello di spot chiamato V-CAMs (viewer created advertising messages), ovvero messaggi pubblicitari creati dallo spettatore; Current TV attualmente visibile negli Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda, Italia attraverso i partner di distribuzione Comcast (Canale 107), Time Warner, DirecTV (Canale 366), Dish Network (Canale 196), BSkyB (Canale 193) e Virgin Media Cable (Canale 155) e SKY Italia (canale 130); le trasmissioni italiane sono partite l8 maggio 2008; dalla rete al satellite, Current TV ha sempre offerto proposte che tendono a discostarsi dalle usuali programmazioni e soprattutto investono su idee e persone nuove; il concetto alla base di questo modo di fare televisione consiste nel proporsi come alternativa alle forme tradizionali dinformazione imposta dallalto, senza possibilit di feedback da parte dellutenza. Con Current TV, infatti, le trasmissioni televisive sono realizzate anche grazie alla partecipazione degli utenti; Current TV stata fondata con lobiettivo di democratizzare lo scenario televisivo attraverso nuovi strumenti partecipativi di accesso ai media e la crescita del canale nellultimo triennio stata del 270 per cento di share in day time e del 550 per cento in prime time (fonte: ricerca Auditel-Starcom 2010);

secondo quanto si apprende dalla stampa nazionale, Current TV avrebbe ricevuto una notifica da parte di Sky Italia, la societ televisiva amministrata da Rupert Murdoch, con la quale si annunciava la decisione di interrompere la trasmissione del canale italiano gi da questa estate; tale notizia, per quanto risulta allinterrogante, sarebbe arrivata proprio nel momento in cui Current TV, ha aggiunto nel suo palinsesto, oltre al gi noto Passaparola di Marco Travaglio, anche un nuovo programma di Luca Telese (Fuoriluogo); la scorsa settimana Al Gore, cofondatore come si detto di Current TV, ha dichiarato alla stampa nazionale che forti pressioni da persone vicine al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi erano arrivate a SKY per bloccare programmi sgraditi; tale notizia da considerarsi di eccezionale gravit e tale da pregiudicare lapplicazione di qualsiasi principio democratico di rispetto della libert dellinformazione in Italia, anche alla luce del fatto che nel nostro Paese, il Presidente del Consiglio dei ministri concentra nella propria persona una molteplicit di poteri politici, economici e mediatici che hanno determinato nel tempo un costante conflitto di interessi in capo al Presidente stesso : se corrisponda al vero quanto descritto in premessa e quali elementi si intendano fornire al riguardo; se e quali iniziative si intendano assumere al fine di garantire lesclusione di qualsiasi tipo di ingerenza da parte dellattuale Esecutivo in ordine alle scelte commerciali compiute dalle emittenti televisive private; se e quali iniziative si intendano assumere, per quanto di competenza, al fine di incoraggiare la presenza nellam-

Atti Parlamentari
XVI LEGISLATURA


ALLEGATO

21978


SEDUTA DEL

Camera dei Deputati 24


MAGGIO

AI RESOCONTI

2011

bito dello scenario mediatico del nostro Paese di network televisivi di indubbio rilievo democratico come ad esempio Current TV. (4-12057)

nati a pagare una provvisionale immediatamente esecutiva di euro 60.000 per ciascuno dei figli minori; tutta questa vicenda ha avuto origine da colloqui dei minori Covezzi con assistenti sociali che hanno riferito loro dichiarazioni che non sono mai state registrate; ci si chiede come sia possibile in un paese democratico che una vicenda giudiziaria si trascini per pi di un decennio con lunica certezza che comunque la famiglia Covezzi ne uscir distrutta : quali iniziative, ispettive e normative, intenda assumere in merito a questa vicenda. (4-12059) * * *

BARBIERI. Al Presidente del Consiglio dei ministri. Per sapere premesso che: il 12 novembre 1998, venivano sottratti dal Tribunale dei minori ai coniugi Lorena e Delfino Covezzi di Massa Finalese di Modena i quattro figli minorenni con laccusa di non aver adeguatamente vigilato circa il loro presunto coinvolgimento in un giro di pedofilia e messe sataniche che sarebbero avvenute nella Bassa modenese; dopo alcuni mesi, il giorno prima che il Ministro della giustizia rispondesse in Parlamento ad una interrogazione sulla materia improvvisamente i coniugi Covezzi venivano accusati di essere loro stessi violentatori dei loro figli; sei anni fa il Tribunale di Modena ha condannato i coniugi Covezzi; nel frattempo i quattro figli minorenni sono stati separati gli uni dagli altri ed affidati in varie localit dItalia; dal momento dellallontanamento genitori e figli non si sono pi rivisti; nel frattempo la signora Lorena ha partorito un quinto figlio che oggi ha sei anni e vive con la mamma in Francia dove si rifugiata in Francia per evitare che anche questo bimbo le venisse tolto; il Tribunale di Reggio-Emilia in un procedimento penale connesso ha assolto gli imputati ritenendo non credibili le dichiarazioni fatte dalla minorenne V. Covezzi, sulla base delle quali i coniugi Covezzi vennero accusati; la Corte dappello di Bologna non ha preso ancora in esame il ricorso dei coniugi Covezzi; sono in corso procedimenti esecutivi immobiliari sulla casa dei Covezzi condan-

AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE Interrogazione a risposta immediata: PORFIDIA. Al Ministro dellambiente e della tutela del territorio e del mare. Per sapere premesso che: larea dei Regi Lagni un bacino di circa 1.095 chilometri quadrati tra le province di Napoli e Caserta. Si tratta di un vasto reticolo di canali rettilinei, perlopi artificiali, il cui bacino si estende attraversando le province di Caserta, Napoli e Benevento e 99 comuni, per un numero di abitanti equivalenti (sia dambito civile che industriale) pari a circa 2.796.360; classificati dal decreto legislativo n. 152 del 1999 come corpo idrico artificiale, i Regi Lagni raccolgono acque piovane e sorgive convogliandole dalla pianura a nord di Napoli per oltre 56 chilometri da Nola verso Acerra, Brusciano, Pomigliano dArco, Afragola e, quindi, al mare, tra la foce del Volturno ed il lago di Patria, estendendosi lungo 110 mila ettari pianeggianti dalle grandi qualit agrarie delimitati a nord-ovest dal litorale domizio

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