Sei sulla pagina 1di 2

TORINO CAPITALE: PRIMA CAPITALE DITALIA NEL 1861 POI CAPITALE ITALIANA DELLAUTOMOBILE

Lautomobile ha rappresentato per Torino il traino e lartefice dellindustrializzazione piemontese fin dallinizio del Novecento. I talenti dello stile, lartigianalit e le capacit imprenditoriali di diversi personaggi hanno fatto di Torino e del Piemonte un sistema culturale dellautomotive che va al di l del solo fatto produttivo per diventare fenomeno culturale e sociale. Ancora oggi il capoluogo piemontese sede di poli di eccellenza nel settore dellautomobilismo, in questi anni sviluppatisi soprattutto nel campo della formazione, della progettazione e del design: lo IAAD (Istituto dArte Applicata e del Design), lo IED (Istituto Europeo del Design) e la Facolt di Disegno Industriale e di Ingegneria dellAutoveicolo al Politecnico di Torino si occupano di formare una nuova generazione creativa che permetta allindustria dellauto italiana di preservare la sua tradizione di avanguardia in una nuova prospettiva attenta ai temi dell eco-sostenibilit. La Torino artigianale del secolo scorso, quella dei meccanici e dei carrozzieri, diventata la culla italiana del nuovo prodigio tecnologico chiamato automobile: a Torino nascono le prime fabbriche, il primo Automobile club dItalia nel 1898, la Scuola italiana per meccanici e conduttori e la prima rivista italiana ad occuparsi quasi esclusivamente di automobilismo (LAutomobile). Torinese poi Ernestina Prola, la prima donna italiana a superare lesame per il rilascio della patente di guida, e nel capoluogo piemontese si svolta la prima esposizione di automobili che, nel 1900, diventa Salone dellautomobile. Torinesi sono anche i due padri delle prime 2 vetture interamente costruite in Italia: Virginio Bordino (1854) e Michele Lanza (1895). Sempre nel 1895, seguendo lesempio francese, a Torino si disputa la prima corsa automobilistica italiana, la Torino-Asti. Nel 1899, al caff Burello, Emanuele Cacherano di Bricherasio, Roberto Biscaretti di Ruffia, Michele Lanza, Cesare Goria Gatti e Giovanni Agnelli fondano la Societ italiana per la costruzione e il commercio delle automobili, poi diventata FIAT. Il merito di aver saputo interpretare e credere per primi in Italia alle potenzialit del nuovo mezzo e ad avere il coraggio di investire in questa scommessa furono alcuni esponenti della borghesia piemontese, appassionati e amanti della velocit. Vincenzo Lancia, padre dellomonima casa automobilistica, Giovanni Agnelli, fondatore della FIAT di cui fu il primo amministratore delegato e presidente, Roberto Biscaretti di Ruffia, fondatore dellAutomobile Club di Torino nel 1898, poi divenuto l'Automobile Club d'Italia, Giovanni Bertone, fondatore dellomonima carrozzeria diventata un punto di riferimento per il design internazionale sotto la guida del figlio Nuccio. In Bertone sono nati alcuni dei pi noti designer di fama mondiale come Giorgetto Giugiaro e Marcello Gandini. E ancora Pininfarina, lazienda attiva nel settore delle carrozzerie per automobili fondata nel 1930 come Societ anonima Carrozzeria Pinin Farina da Battista Farina (detto Pinin), poi passata al figlio Sergio, designer di fama internazionale. Fin quasi dalla sua nascita, alla fine dell800, lindustria metalmeccanica torinese occupava ben 9.000 operai e gi nei primi anni del 900 erano pi di 30, sulle 100 totali in Italia, le aziende che a Torino operavano in questo settore. Per citare solo le case automobilistiche pi famose, si possono menzionare: Lanza (1898), Ceirano GB & C. (1898), FIAT (1899), Taurinia (1902), Aquila Italiana (1905), Diatto (1905) e Lancia (1906). Allinizio della produzione automobilistica venivano realizzate vetture di piccole dimensioni e il costruttore provvedeva solo allautotelaio, demandando il completamento della vettura a carrozzieri e produttori di componenti. A Torino i pi apprezzati erano Locati & Torretta, Marcello Alessio e Giovanni Farina, fratello maggiore del pi famoso Battista. Solo dopo la crisi borsistica del 1907 e laumento della concorrenza dallestero, le fabbriche torinesi si organizzarono per avviare la produzione in serie sul modello americano di Ford.

Anche oggi, seppur in un clima di crisi e di conseguenti mutamenti, lauto e soprattutto gli aspetti ad essa legati, come lingegneria e il design, continuano ad essere un fiore allocchiello della citt. La rinascita del Museo Nazionale dellAutomobile di Torino lo dimostra: raccontare la storia dellauto anche attraverso il percorso compiuto dalla sua citt-emblema per riflettere sulla societ di oggi e le tendenze di uno dei suoi oggetti-simbolo: lautomobile appunto.

UFFICIO STAMPA MUSEO NAZIONALE DELLAUTOMOBILE DI TORINO: PAOLA MASETTA T. 011 677666 @ p.masetta@museoauto.it MAILANDER per MUSEO NAZIONALE DELLAUTOMOBILE DI TORINO: MARCELLA LATERZA, T. 011 5527322 M. 335 7559154 @ m.laterza@mailander.it STELLA CASAZZA, T. 011 5527327@ s.casazza@mailander.it