Sei sulla pagina 1di 4

no 2, anno 1 Maggio 2012

Libero volantino a cura del Collettivo 10 Maggio di Picerno (PZ)


"...tutti noi siamo di fronte alla Storia. Io sono un uomo di pace, di idee. Provo sgomento per la vergognosa povert del mio popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita e a una vita decente. Cos ho dedicato tutte le mie risorse materiali ed intellettuali a una causa nella quale credo totalmente, sulla quale non posso essere zittito. Non ho dubbi sul fatto che, alla fine, la mia causa vincer e non importa quanti processi, quante tribolazioni io e coloro che credono con me in questa causa potremo incontrare nel corso del nostro cammino. N la prigione n la morte potranno impedire la nostra vittoria finale..." .

(Ken Saro-Wiwa, poeta nigeriano, impiccato dalla Shell il 10 Novembre 1995) Saro -

Voci dal Comune: la Giunta comunale e il tema petrolio


Il giorno 03/05/12 il Collettivo 10 maggio si recato in Comune per chiedere delucidazioni sul tema petrolio a Picerno. Dopo essere stati ricevuti dal sindaco Valeria Russillo, dallAssessore ai Lavori Pubblici e allAmbiente Giovanni Capece e dal consigliere comunale Nicola Riviello abbiamo sottoposto ai presenti le seguenti domande: Potrebbe spiegare i motivi per cui la Sua amministrazione ha detto no al petrolio a Picerno? Il nostro no motivato innanzitutto da problemi tecnici, poich larea di Monte Li Foi rientra a far parte di una zona SIC (Sito di Interesse Comunitario; contribuisce in modo significativo al mantenimento della biodiversit della regione in cui si trova. In queste zone tutti i progetti che possono avere incidenze significative sui siti devono essere assoggettati alla Valutazione di Incidenza Ambientale, ndr). Inoltre a questa prima ragione si aggiunge il fattore ambientale, poich le estrazioni petrolifere comportano la diffusione di sostanze nocive nellecosistema. Per di pi le societ petrolifere sfruttano al massimo il territorio senza fare nulla per la collettivit. Nel caso in cui le royaltes e lo sviluppo economico connesso alle estrazioni fossero pi alte, il vostro no sarebbe altrettanto forte? Il nostro no dettato anche da motivi di natura economica; il petrolio una ricchezza e come tale giusto che venga sfruttata. Noi saremmo, quindi, favorevoli alle estrazioni nel caso ci fossero introiti maggiori. In Basilicata le royalties sono al 10%, mi pare. Se fossero pi alte, saremmo senzaltro favorevoli. Quale valore assume il vostro no? Il parere espresso dal nostro comune tramite delibera di giunta non assolutamente vincolante, poich il potere decisionale spetta alla regione, per questo i comuni possono soltanto esprimere delle opinioni. Quanto ritenete sia importante linformazione al cittadino sulla questione energetica e credete che sia stata portata avanti in maniera adeguata? Nella nostra epoca il principale mezzo di comunicazione internet; attraverso questo mezzo il Comune ha fatto informazione. La nostra posizione stata chiara sin dallinizio; oltre alla sensibilizzazione sul web, abbiamo diffuso una nota a tutte le associazioni locali. Lamministrazione locale si impegna, inoltre, ad un incontro pubblico sul tema.

Unmig e Marmo Platano Melandro


Un ente semi-sconosciuto e le attivit di ricerca petrolifera fra passato, presente e futuro...
di Francesco Masi* LUNMIG (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse), del Dipartimento Energia del Ministero dello Sviluppo Economico, si presenta cos: In Italia le risorse minerarie, quali gli idrocarburi, appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato. Non procedendo direttamente al loro sfruttamento, l'Amministrazione assegna questo compito in concessione ad operatori privati, dopo averne verificato le capacit tecnico-economiche e mantenendo comunque sullo svolgimento delle attivit una vigilanza finalizzata ai controlli sulla sicurezza ed a garantire il buon governo dei giacimenti, oltre che il puntuale rispetto della normativa che disciplina l'intero settore upstream idrocarburi (prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi nella terraferma e nelle aree marine ricadenti sotto la giurisdizione nazionale). L'UNMIG fu istituito nel 1957 presso la Direzione generale miniere del Ministero industria, commercio e artigianato con la stessa legge che disciplin le attivit dellupstream in terraferma in Italia. Anche se si sono succedute molte modifiche normative, l'UNMIG continua tuttora a svolgere il suo compito, consistente fondamentalmente nell'applicazione delle normative e nellattuazione delle procedure istruttorie per il conferimento dei titoli minerari e le conseguenti procedure per la gestione tecnico-amministrativa delle attivit di ricerca e coltivazione. Tali compiti vengono svolti sia per le attivit di terraferma che per quelle in aree marine. In Basilicata lattivit dellUNMIG, come altrove, per lo pi invisibile quanto costante; attivit di approntamento, di mediazione burocratica, di affidamento e controllo. Affidamento a soggetti terzi privati, appunto, previa verifica del possesso delle capacit tecnico economiche, sintende! Di tanto in tanto da remoti spigoli di stampa locale affiora un rassicurante comunicato dellEnte in questione per rassicurare i cittadini delle aree di coltivazione a seguito di qualche insignificante incidente, sciorinando dati in modo asettico e burocratico. Di rado si intuisce una certa preoccupazione, dovuta alla consapevolezza della responsabilit giuridica di affidatario e di garante controllore. Nel territorio del Marmo Platano Melandro le autorizzazioni, le istanze di richiesta, le esplorazioni, sono state, a partire dalla fine degli anni 50, molte pi di quanto si possa immaginare. Sommate alle richieste di permesso attuali, le istanze, le attivit di sondaggio e prospezioni esplorative, potrebbero costituire di per s un voluminoso ed interessante capitolo di ricerca dal forte impatto economico e politico, ma anche strettamente culturale ed antropologico, su cui varrebbe la pena tornare per recuperare utilmente un intero filone di memoria storica del territorio che rischierebbe di sfumare nel dimenticatoio. Limitandosi ad alcuni esempi degni di menzione riguardanti larea di maggiore prospicienza a Picerno, varrebbe la pena leggere listanza di rinuncia dellAgip con relativa scheda di dettaglio del permesso di ricerca in terraferma denominata Picerno del 1/2/1989, per capire cosa NON abbiano combinato (quanti, tra amministratori e cittadini, ricordano attivit di sondaggio, esplorazione, con vibrazioni, esplosivi, elicotteri, per anni, su unarea di oltre 300 Kmq?). Quanti conoscono veramente le motivazioni (e le reali conseguenze geologiche e sulle falde acquifere) della sospensione per incidente del pozzo esplorativo Monte Foi 001 (cod. 3919) (nome di ricerca Baragiano) del 1997, condotto dalla Enterprise Oil Exploration? Potr ad esempio essere ripreso (magari da altri soggetti) il permesso sospeso detto Monte la Rossa, riguardante i comuni di Balvano, Picerno, Vietri, Caggiano, Polla, Satriano, Brienza? Sulle teste degli abitanti del Marmo Platano intanto pendono i tempi delle procedure di Istanza di permesso quali: -Frusci, presentata da ENI il 15/7/97, che interessa unarea di 237,13 Kmq dei comuni di Atella, Avigliano, Baragiano, Bella, Filiano, Pietragalla, Pignola, Potenza, Ruoti, S. Fele. Attualmente in corso la Conferenza dei servizi dal decreto VIA (Valutazione Impatto Ambientale) allemanazione dellintesa e pareri (MSE/Amministrazioni locali). Dopo il sollecito alla Regione Basilicata da parte del Ministero dello Sviluppo Economico del 19/2/08, lo scorso 21/2/012 lintera documentazione al vaglio del Dipartimento per la Competitivit Direz Gen per lEnergia e le Georisorse Unmig. -S. Fele, presentata il 2/1/2008 da ENI, interessa unarea di 142,9 Kmq dei comuni di Atella, Bella, Filiano, Muro Lucano, Ruoti, S. Fele. E in corso la Conferenza dei servizi dal decreto VIA (Valutazione Impatto Ambientale) allemanazione dellintesa e pareri (MSE/Amministrazioni locali).Il 20/2/012 lEni ha comunicato di aver presentato la VIA. -Muro Lucano. Presentata il 27/11/1996 da Italmin Exploration, interessa unarea di 22,9 Kmq dei comuni di Balvano, Baragiano, Bella, Castelgrande, Laviano, Muro Lucano, Pescopagano, S. Fele. Anche per questa istanza in corso la Conferenza dei servizi dal decreto VIA allemanazione dellintesa e pareri (MSE/ Amministrazioni). Il 19/9/011 lOperatore ha inviato alla Regione e Dipartimento p Ambiente il VIA. -Monte Li Foi, presentata il 31/12/2007 da ENI, per una superficie di 140,7 Kmq, riguardante i comuni di Baragiano, Picerno, Pignola, Potenza, Ruoti, Savoia di Lucania, Tito. Attualmente in corso la Conferenza dei servizi dal decreto VIA allemanazione dellintesa e pareri (MSE/ Amministrazioni locali). Il 31/1/ 2008 pubblicazione sul BUIG; il 19/2/ 08 Comunicazione di avvio procedimento; l11/12/08 Esame del CIRM (accordato); il 16/1/09 Comunicazione di parere favorevole CTIG/CIRM; il 6/2/09 Interlocutoria (richiesta di progetto opere); il 10/2/09 interlocutoria al WWF; il 4/3/09 ulteriori richieste (a Regione, Interlocutoria e VIA); il 24/5/2010 interlocutoria su situazione autorizzativa dellistanza; il 28/11/011 Comunicazione da parte dellOperatore di avvenuta presentazione del VIA. -Satriano di Lucania, presentata da ENI il 22/9/2005, interessa 104,3 Kmq di superficie dei comuni di Abriola, Brienza, Picerno, Pignola, SantAngelo le Fratte, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Savoiadi Lucania, Tito). Anche per questa istanza in corso la Conferenza dei servizi dal decreto VIA allemanazione dellintesa e pareri (MSE/Amministrazioni). Sollecitiamo in ogni comune interessato dalle procedure legate alle istanze suddette la formazione di un comitato in grado di interagire con i propri concittadini e con le rispettive amministrazioni per rafforzare consapevolezza, partecipazione, recupero di autonomia democratica e programmazione in rete organizzandosi in un unico Laboratorio del Marmo Melandro per i Beni Comuni. 20 Maggio 2012 * Potete trovare la versione integrale dellarticolo sul nostro blog (ndr)

25 anni di estrazione trascorsi invano


Unattenta riflessione dai luoghi simbolo della colonizzazione petrolifera
di Giambattista Mele* (Locomotiva della Val dAgri) A 25 anni dalle prime esplorazioni in al dAgri e a 15 anni dallestrazione massiccia di petrolio, con una prima lavorazione di esso presso il Centro Olio di Viggiano (idrodesulfurizzazione), il destino dei lucani non affatto mutato! Non cambiato il suo sviluppo, non cambiata la sua voglia di essere una delle regioni verdi dItalia, non cambiato il futuro di tanti giovani diplomati e laureati che continuano ad emigrare verso lidi pi proficui. Eppure il petrolio aveva promesso molto altro, non solo questo ed i politici che hanno governato la regione in questi ultimi 20 anni ne facevano un vanto; finalmente nuove prospettive di lavoro e sviluppo sbandierando una impossibile coesistenza tra Parco e petrolio, tra estrazione ed ambiente, tra lavoro e tutela della salute dei cittadini. Questa questione sta tutta qui: in questa serie di difficili equilibri. Qualche riflessione su ognuna di queste questioni dovuta; - Sviluppo: al momento non solo possiamo rilevare lassenza di una qualsiasi forma di sviluppo, men che meno quello sostenibile, in quanto le compagnie ed in particolare lEni non hanno mai messo a disposizione dei lucani il proprio know-how; si pretendono operai specializzati e laureati formati, ma questi giovani se non riescono a lavorare nelle aziende coinvolte nella estrazione e nella lavorazione dei suoi derivati come potranno mai acquisire le conoscenze utili per questo tipo di lavoro? (non dico in Italia, ma neanche allestero!); eppure di queste figure ve ne sono in Basilicata, ma forse per quei dirigenti sono insufficienti. Ad onor del vero, per, bisogna dire che le compagnie lo hanno sempre affermato a chiare lettere che il petrolio non porta posti di lavoro duraturi, ma questo alibi non pu in nessun modo giustificare lassenza di una qualsivoglia programmazione! Questo accontenta coloro che speravano nellindustria estrattiva come la panacea di tutti i mali che impedivano la creazione di nuovi e molti posti di lavoro. - Lavoro: questo tema, come ovvio, strettamente legato al primo; vero che la congiuntura mondiale ci ha regalato momenti duri come questi del tutto sfavorevoli per la produzione (e qui dovremmo incominciare a parlare di decrescita felice e di risparmio delle risorse energetiche mondiali visto che ci stiamo giocando in 30 anni le risorse che i nostri predecessori hanno utilizzato in pi di un secolo), ma la carenza cronica di lavoro buono, duraturo e sostenibile non pu che arrivare da una gestione corretta dellambiente e delle risorse ambientali, una corretta gestione dei rifiuti insieme ad un giusto equilibrio tra risorse derivanti da energia fossile (del petrolio e dei suoi derivati non se potr fare a meno per i prossimi 20-30 anni) ed energie rinnovabili. In buona sostanza dovremmo mettere un freno al nostro bisogno di consumi a tutti i costi. Ad ogni rinnovo dei contratti appaltanti che lEni effettua con le aziende che lavorano nel suo indotto, si configura una vera e propria guerra tra poveri! Il Contratto di sito di cui si tanto parlato negli anni scorsi e che doveva servire ad assicurare lavoro ai dipendenti di tali aziende anche nella malaugurata ipotesi della perdita di tale contratto da parte della ditta appaltata sebbene, stato sempre disatteso. Con esso saltata anche la cosiddetta clausola sociale proposta dalla CGIL nel lontano 2009, una sorta di vicinanza ai bisogni sociali ed economici di quei lavoratori, che in un periodo come questo avrebbe garantito agli operai un minimo di salario, aspettando tempi migliori. Questa dunque la situazione. - Ambiente: c stato e c un tale consumo di territorio a favore di altre attivit a pi alto rendimento economico (come cita la relazione daccompagnamento allart. 16 del decreto liberalizzazioni che questo governo ha approvato) rispetto alle attivit presenti da sempre nelle nostre aree verdi e che danno lavoro ad un numero maggiore di persone! Roba da far impallidire il pi consumato industrialista! Daltro canto larrivo continuo di richieste di permessi di ricerca e di esplorazione, oltre ai gi numerosi pozzi di perforazione per estrazione e produzione presenti sul territorio lucano, fanno della nostra regione un ambiente del tutto favorevole ai famelici progetti delle compagnie ed il disastro sotto gli occhi di tutti. Voglio ricordare che nellAccordo Stato-Eni-Regione Basilicata del 1998 era contenuto, tra laltro, lavvio dellOsservatorio Ambientale della Val dAgri (oggi dovrebbe coprire tutta la regione, e su questo do ragione alla politica, poich le criticit dei nostri territori spaziano dalla Val dAgri alla Val Basento, dallarea industriale di Tito alla Valle del Sauro-Camastra, dalla Fenice al Metapontino, ecc.). Lo scorso 3 marzo del 2011 fu inaugurata la sede, a Marsico Nuovo, ma a tuttoggi ancora non partito; la sede vuota ma in compenso sono gi stati nominati immediatamente sia il Comitato di Rappresentanza, costituito da una quarantina di persone (!) tra Presidenti di regione e provincia, sindaci, presidente del Parco e chi pi ne ha pi ne metta, sia il Comitato Tecnico-Scientifico che dovrebbe sovrintendere allacquisizione, alla elaborazione ed alla pubblicazione dei dati rilevati, oltre al non facile compito di renderli fruibili a tutti i cittadini lucani. Ma anche qui, ahim, le cose non vanno bene; sembra non ci sia stato un criterio oggettivo per la scelta di personalit terze al di sopra degli interessi particolari. In quellaccordo era anche prevista una rete di monitoraggio ambientale e biologico (attenzione siamo nel 2012 ed anche questa ancora deve partire), attraverso lutilizzo di centraline ad alta tecnologia; una rete di remote sensing trattandosi di una zona ad alto rischio sismico (la Val dAgri si trova in 1 fascia sismica, quella a pi elevato rischio). Un ambiente cos fragile come il nostro, pervaso di sorgenti dacqua che danno da bere ad una cinquantina di comuni della provincia sia di Potenza che di Matera, corsi dacqua che permettono lirrigazione della piana del Metapontino e portano preziosa acqua sia da bere che per scopi irrigui alla nostra vicina Puglia; aree dedicate alla produzione di alta qualit come il formaggio canestrato di Moliterno, il fagiolo di Sarconi, il vino doc delle dellAlta Val dAgri, oltre a tutta la produzione zootecnica (carne e latte): pu permettersi il lusso di estrarre tutto il petrolio che qui si vuole estrarre? O comunque di estrarlo con queste modalit? E di queste ultime ore le perdite del venefico gas H2S sempre pi numerose dai pozzi di Gorgoglione2 della Total ed ancora non chiaro cosa stiano facendo le istituzioni! C da pensare che la legge 152/2006 sia solo un optional. Ci viene spesso ripetuto, soprattutto ultimamente, da quando il terreno comincia a mancare sotto i piedi della politica che ha deciso tutto questo, che il petrolio serve allItalia, che lEni unazienda statale e corbellerie di questo genere. Certo, potranno convincere qualche lucano distratto o il solito codazzo di persone interessate a non disturbare il manovratore per scopi ed interessi personali, ma i cittadini ormai stanno prendendo coscienza della situazione disastrosa che una politica disattenta come questa, quali e quanti danni ha causato e sta causando in tutti questi anni al popolo lucano. Comunque, ad oggi, siamo ancora allo stato in cui i dati disponibili sono ancora quelli forniti dallEni! E lArpab cosa fa? Sembra una situazione surreale!

[continua a pag. 4]

25 anni di estrazione trascorsi invano


[segue da pag. 3]
- Salute: anche questa una nota dolente! A tanti anni dallinizio delle estrazioni non si ancora dato corso allattivazione di studi epidemiologici congrui, il Registro Tumori di Basilicata non ancora attivo pertanto si continua a brancolare nel buio. Voglio, anche qui ricordare, che nel SIA (Studio di Impatto Ambientale) che lEni SpA present nel lontano 1994 al Ministero dellAmbiente per il nulla osta alle perforazioni, vi erano due notizie a mio giudizio rimarchevoli di attenzione: la prima che si diceva in quello studio che le principali patologie di cui erano affette le popolazioni della Val dAgri erano nettamente inferiori a quelle della media nazionale, mentre in questi ultimi 20 anni circa non solo abbiamo eguagliato la media nazionale. La percentuale dei nostri malati , per, in ulteriore crescita esponenziale, come ha affermato la dott.ssa Cauzillo gi a febbraio 2009. Alla luce di questi dati bisogna riflettere bene per capire la vera causa di questa qualit cos disastrosa della salute dei lucani; poich se vero che arduo dimostrare il nesso di causalit tra inquinamento ambientale ed aumento delle patologie cardiorespiratorie e tumorali, altrettanto vero e semplicistico addebitare tutto ci alla mutata e non corretta alimentazione dei cittadini lucani. Attendiamo che qualcuno, prima o poi, faccia chiarezza su questi temi cos importanti. -Turismo: ogni tanto si sente parlare qualche sconsiderato sulle possibilit di attrarre turismo buono nella nostra regione, e come si fa ad avere tanto ardire? Certo se non tenessimo conto che, ad es., il Parco Nazionale della Val dAgri-Lagonegrese ha confini talmente frastagliati ed incastonati tra i pozzi esplorativi, se non tenessimo conto che allinterno di zone SIC (Siti di Interesse Comunitario) e zone ZPS (Zone a Protezione Speciale) di cui le nostre valli sono ricche, allora s che si potrebbe programmare un turismo verde che in fin dei conti la normale vocazione dei nostri territori. Aria buona, qualit dellaccoglienza e della gastronomia di elevatissima qualit, bellezze naturali, storiche ed artistiche in quantit abnorme, le bellezze delle spiagge e delle montagne, che fanno della nostra terra ancora un territorio misconosciuto e che pu generare emozioni. Ma come si pu pensare di programmare tutto questo quando la regione interessata da permessi di ricerca e di esplorazione, da richieste di concessione di coltivazione e da pozzi produttivi? una battaglia persa sin dallinizio e coloro che si stanno sforzando di coniugare limpossibile stanno perdendo tempo e denaro. Questa solo una parte dellamara disamina del tempo che stiamo vivendo nella nostra bella e sfortunata terra di Basilicata. * Potete trovare la versione integrale dellarticolo sul nostro blog (ndr)

Il cruciverba del vero picernese


La soluzione del cruciverba sar pubblicat sul nostro blog e sul nostro profilo Facebook. Inviateci le vostre soluzioni!!

ORIZZONTALI

12. Darsi da fare 13. Sputo dal multiforme co1. La lucciola lore 5. Bambino dal naso sporco 14. Pronome personale terza 11. Lo sono il tasso e persona singolare femminile lubriaco 15. Donna lenta e sciocca 7. Cespuglio di spine 8. Donna in costume tipico 9. Lo si usa per pulirsi il naso 10. Il maschio della capra

VERTICALI
2. 3. 4. 6. Il maiale ce lha tosta Lo il ragazzino Piccolo albero di quercia Quando la terra cede

CONTATTATECI:
Facebook: Facebook Collettivo Dieci Maggio Twitter: Twitter Blog: Blog mail: E -mail @coll10Maggio collettivo10maggio.wordpress.com collettivo10maggio@live.it

Questo volantino non ha carattere di periodicit e non rappresenta "prodotto editoriale".