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UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BOLOGNA FACOLTA DI LETTERE E FILOSOFIA

Corso di laurea in DAMS curriculum cinema

COMUNICAZIONE GUERRIGLIA: FORME DI RESISTENZA E MITOPOIESI CULTURALE

Tesi di laurea in Semiotica dei Media

Relatore Prof. Guglielmo Pescatore

Presentata da Giulia Galzigni

Sessione I Anno accademico 2008/2009

SOMMARIO

INTRODUZIONE..............................................................................................................................................3 PARTE PRIMA .................................................................................................................................................6 1. Il terreno di gioco: la grammatica culturale.........................................................................................6 2. Principi della comunicazione-guerriglia...............................................................................................7 2.1) Straniamento.................................................................................................................................7 2.2) Sovraidentificazione......................................................................................................................8 3. Dalla teoria alla pratica........................................................................................................................8 3.1) Fake...............................................................................................................................................9 3.1.1) Il fake secondo Luther Blissett............................................................................................10 3.1.1) Il fake secondo Luther Blissett.................................................................................................10 3.2) Dtournement e culture jamming................................................................................................12 4. Intelligenze collettive, nomi multipli....................................................................................................13 4.1) Mail Art e Neoismo.....................................................................................................................14 4.2) Il con-dividuo Luther..................................................................................................................15 4.3) Traccia storica del nome collettivo. Da Pitagora a Marcos........................................................16 PARTE SECONDA..........................................................................................................................................18 1. A Parigi, tra situazione e ambiente......................................................................................................18 2. Reflussi europei...................................................................................................................................20 3. Dal D.I.Y. al cyberpunk.......................................................................................................................21 4. Tornando in Italia................................................................................................................................23 4.1) Eco e la guerriglia semiologica...................................................................................................23 4.2) Informazioni false che producono eventi veri.............................................................................26 4.3) Onde radio...................................................................................................................................27 4.4) Il Male.........................................................................................................................................28 PARTE TERZA................................................................................................................................................30 1. La coppia dellArt guerrilla.................................................................................................................30 2. La prima incursione nel web: Vaticano.org.........................................................................................31 3. Darko Maver.......................................................................................................................................31 4. Nike ground.........................................................................................................................................33 5. The Influencers Festival......................................................................................................................34 APPENDICE.....................................................................................................................................................35 1. Immagini..............................................................................................................................................35 2. Bibliografia.........................................................................................................................................43 3. Sitografia.............................................................................................................................................43

INTRODUZIONE
Muovi con rapidit senza lasciare traccia, quasi fossi evanescente, meravigliosamente misterioso, impercettibile: sarai padrone del destino del nemico. La tua formazione sia senza forma. In questo modo anche le spie pi abili non avranno nulla da scoprire, n un esperto potr elaborare una straregia efficace contro di te. La forma che vince i molti, non appare ai molti. Dopo la vittoria, la mia forma sar palese a tutti. Prima della vittoria, nessuno sa la forma che impiegher. Perci, la forma che fa conseguire la vittoria non ben definita, ma muta ogni volta. Sunzi, Larte della guerra1

La comunicazione guerriglia definibile come un insieme di pratiche, supportate da un profondo apparato teorico, che si pongono al crocevia tra arte, tecnica, comunicazione e politica. una pratica di resistenza, sovversiva, in quanto ha come scopo la destrutturazione dei codici linguistici dominanti nellambito della comunicazione di massa e della popular culture, che individua quindi come suoi interlocutori principali al fine di mettere in luce le idiosincrasie e le contraddizioni che le abitano. Partendo infatti dallassunto secondo cui lattuale sistema globale si regge anzitutto sul potere dellinformazione e sulla conseguente constatazione che essa, in una situazione odierna di overload, sia sempre al contempo anche disinformazione, si individua il linguaggio come arma da poter utilizzare per manipolare tali codici che legittimano un sistema di potere direttamente collegato allautorit costituita. Questo il senso pi propriamente politico di tali pratiche, termine che va chiaramente letto in un accezione ampia e apartitica, intese come tentativi di resistenza culturale che spingono verso unapertura dei codici e delle sorgenti di informazione, in opposizione alla chiusura e allunilateralit verso cui la gestione degli attuali mezzi di comunicazione sembra indirizzarsi. Parlo di gestione perch questa che viene contestata, non il sistema comunicazionale in s, che al contrario grazie alla proliferazione de mezzi tecnologici si offre come immensa risorsa
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Sun Tzu, Larte della guerra, BUR, 2006. Trattato di strategia militare risalente alla Cina del IV-V secolo a.C., attribuito al generale Sunzi, un testo di grande influenza storica ancora molto attuale, utilizzato tuttoggi soprattutto in ambito di menagement aziendale.

vitale sia in termini sociali che culturali, costituendo un plesso rizomatico in continua evoluzione la cui apertura potenziale deve quindi essere coltivata e ricercata con ogni sforzo. Laspetto pi interessante della comunicazione guerriglia risiede per a mio parere in un elemento che va oltre questo presupposto, sicuramente fondamentale ma comunque ampiamente condiviso e gi rilevato da numerose esperienze, anche molto diversificate, lungo tutto il corso del Novecento, parallelamente con laffermarsi del concetto di comunicazione di massa e levolversi delle sue potenzialit tecniche con le relative implicazioni teoriche. Mi riferisco al fatto che qui non si propone una strategia semplicemente di contro-informazione, di distruzione dei codici, ovvero unazione al negativo sul panorama mediale, ma anzi unars construens2 che pu a tutto diritto essere intesa come operazione di mitopoiesi culturale. Le pratiche di negazione infatti, di puro sabotaggio informativo, hanno alla base la stessa pulsione ma ha il limite di accettare comunque il terreno linguistico proposto dal nemico, operando cos soltanto un passaggio di mano del potere sul controllo informativo. La comunicazione guerriglia si propone invece di attivare uno scardinamento semiologico e strutturale profondo del sistema linguistico mediale, attraverso linnesto allinterno del sistema stesso di narrazioni e miti paralleli che si evolvano e proliferino attraverso le maglie ed i nodi connettivi del contesto comunicativo, non tanto per affermare un verit altra da quella esistente, ma per mettere in luce i meccanismi strutturali che formano tale contesto. Ai miti ufficiali costruiti dai mass media si affianca quindi una mitopoiesi alternativa che con la sua sola presenza funge da riattivatore di coscienza per gli utenti del villaggio globale, scuotendoli dallomeopatizzazione mediatica possibilit di nuovi canali e sorgenti da fruire e da costruire. Larticolato plesso teorico sotteso a tale pratica raggiunge la sua organicit circa alla met degli anni novanta in seno allesperienza europea del Luther Blissett Project e si dispiega attraverso numerosi testi programmatici che costituiscono il riferimento principale di questa ricognizione3, insieme ovviamente allanalisi delle innumerevoli azioni e degli interventi pratici messi in atto nei proficui anni di vita del progetto. Se ad esso si deve la parte pi cospicua delle operazioni, teoriche e pratiche, ascrivibili al campo da noi indagato, va per sottolineato come tali concetti abbiano ricorrenze e richiami molto
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e suggerendo la

Autonome a.f.r.i.k.a. gruppe, Luther Blissett, Sonja Brunzels, Comunicazione-guerriglia. Tattiche di agitazione gioiosa e resistenza ludica alloppressione, Deriveapprodi, Roma, 2001 (no copyright) 3 In particolare: Mind Invaders, Castelvecchi, Roma 2000 (no copyright) e Tot, Peppino e la Guerra Psichica, 1996 (no copyright)

ampi e diversificati sia a livello di precedenti storici che di dislocazione geografica. Cercher quindi di dar conto dellampio quadro di suggestioni in esso confluite, che si riallacciano ad esperienze culturali sviluppate lungo lintero arco del Novecento, se non prima in qualche caso, e della costellazione di casi che durante e dopo il L.B.Project hanno raccolto e sviluppato tali istanze. A livello tecnico si capir come questa articolazione non possa esprimersi che attraverso una pratica in linea con la nozione di transmedialit. La teoria infatti soltanto il retroterra di partenza che si traduce poi in un uso vastissimo delle nuove tecnologie dellinformazione, che assurgono cos al ruolo di vero e proprio braccio dei guerriglieri della comunicazione, protesi mcluhaniana4 indispensabile nel contesto di convergenza mediatica5 che caratterizza lattuale panorama, al fine di sfruttare contemporaneamente il maggior numero di piattaforme comunicative diverse e di creare movimenti di significato nuovi e trasversali. Vediamo come.

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Cfr. Marshall Mc Luhan, Gli strumenti del comunicare, Net, 2002 Cfr. Herny Jenkins, Cultura convergente, Apogeo, Milano 2007

PARTE PRIMA
1. Il terreno di gioco: la grammatica culturale
Le pratiche di comunicazione guerriglia si confrontano anzitutto con un dato strutturale della societ individuabile nella metafora di grammatica culturale. Questa in qualche modo il terreno di gioco, il teatro allinterno del quale si svolgono le azioni di cui parliamo. Termine mutuato dalla linguistica, la grammatica quell insieme di regole che forma la struttura di base della lingua, che apprendiamo senza necessariamente esserne consapevoli e rende possibile la creazione di nessi di significato tra i singoli elementi. Traslato nella sua accezione culturale, indica in modo ampio linsieme delle regole che strutturano i rapporti sociali e le interazioni fra individui e ambiente, con i loro codici estetici e comportamentali. Tali regole permeano lintero spazio sociale e guidano le interpretazioni dei significati: in questo senso, giocano un ruolo fondamentale nella produzione dei rapporti di potere e di comando. Esiste una legittimazione reciproca tra grammatica culturale e potere, che emerge in virt del fatto che il sistema sociale in cui viviamo altro non che un sistema di segni in cui literazione delle strutture significanti porta al mantenimento dell autorit costituita1. Tali rapporti di dominio, tutelati dalla convenzionalit dei segni allinterno della grammatica culturale, hanno ormai uno statuto di naturalezza universalmente accettato che presiede alla riproduzione costante degli stessi. questo quindi il livello zero su cui unoperazione di sovversione culturale si deve innestare al fine di scuotere una gerarchia sedimentata nel tessuto sociale. In questo senso risulta evidente come un intervento sulla cultura non possa esimersi dallavere al contempo anche una valenza politica, ferma restando laccezione ampia alla luce della quale i due ambiti vengono considerati. La cultura a cui qui ci riferiamo non infatti quella accademica e settorializzata tipica della societ odierna, ma include ogni manifestazione e azione dellessere umano relativa allattribuzione di significati rispetto al mondo circostante. La politica a sua volta intesa come regolazione delle forme di dominio che hanno luogo nel quotidiano e nei rapporti intersociali. La decodificazione delle strutture di potere che informano la grammatica culturale dunque operazione preliminare a qualunque azione di guerriglia comunicativa: da qui pu partire lazione,
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Cfr. Autonome a.f.r.i.k.a. gruppe, Luther Blissett, Sonja Brunzels, Comunicazione-guerriglia. Tattiche di agitazione gioiosa e resistenza ludica alloppressione, Deriveapprodi, Roma, 2001 (no copyright)

secondo le pi svariate modalit che andremo ora ad analizzare nel dettaglio.

2. Principi della comunicazione-guerriglia


Gli interventi nel processo comunicativo teorizzati e messi in pratica dei guerriglieri della comunicazione rifuggono una schematizzazione precisa, contemplano le pratiche pi disparate e originali e non disprezzano anche un aspetto ludico e giocoso che anzi anima la maggior parte ti tali esperienze, secondo una logica dello spiazzamento che, come vedremo, annovera padri illustri tra le file del Dada e del Situazionismo2. Alla base di questa estrema versatilit di forme, sempre in aggiornamento rispetto ai progressi dei mezzi tecnologici che animano il panorama mediatico, si riconoscono comunque due prinicipi teorici fondamentali condivisi e rintracciabili nella maggior parte delle esperienze ascrivibili a questa pratica. Ne dobbiamo la formulazione pi esplicativa a un testo no copyright edito in Germania nel 1997, Comunicazione-guerriglia. Tattiche di agitazione gioiosa e resistenza ludica alloppressione, che porta la firma di autonome a.f.r.i.k.a. gruppe, Luther Blissett e Sonja Brunzels. Il testo un concentrato teorico che argomenta il tessuto ideologico di riferimento non senza indugiare in numerosi esempi pratici di esperienze relative a zone geografiche molto ampie, ma risulta interessante anche per il linguaggio utilizzato, sempre sul filo dellironia quando non proprio giocosamente diretto, testimone dello spirito che contraddistingue i guerriglieri della comunicazione. Vediamo in dettaglio in cosa consistono questi principi.

2.1) Straniamento
Il principio di straniamento agisce secondo un processo di appropriazione e utilizzazione di forme, idee o concetti preesistenti nel contesto culturale e nella modifica del loro consueto funzionamento al fine di innescare uno spiazzamento percettivo. Tali modifiche, non sempre eclatanti e anzi spesso striscianti, seminascoste, hanno lo scopo di creare un disturbo cortocircuitante rispetto alla naturale aspettativa connessa a una determinata situazione comunicativa, scatenando un senso immediato di confusione. In un secondo tempo, superato il disorientamento iniziale, tale operazione innesca un processo di riflessione critica sul comune senso di percezione delle cose, troppo spesso standardizzato a causa della sedimentazione dellimposta grammatica culturale. Lapplicazione pratica di
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Cfr. Parte seconda, cap.1.

questo principio mette in luce le contraddizioni e le dinamiche sottese a processi che comunemente vengono accettati come dati di fatto non sottoponibili a problematizzazioni, ed in questo che risiede la valenza politica del gesto: tra tali processi ricopre un ruolo di primo piano soprattutto il disvelamento dei rapporti di potere che innervano il tessuto sociale e culturale, comunemente normalizzati e di conseguenza rimossi nella percezione quotidiana. Unesempio dellazione pratica di tale principio il dtournement, tecnica di derivazione Dada e Situazionista, che consiste nello slittamento di significato di un dato testo che modifica la percezione di immagini o oggetti conosciuti strappandoli dal contesto abituale di appartenenza, creando relazioni inconsuete3.

2.2) Sovraidentificazione
Al contrario del principio di straniamento, che presuppone e ricerca una distanza critica dalle logiche linguistiche che informano i rapporti di potere del tessuto sociale, il principio di sovraidentificazione agisce in modo pi complesso e subdolo. Qui infatti si tratta di sposare completamente il linguaggio dominante e le relazioni ad esso sottese, al fine per di scomporre dallinterno i meccanismi che ne regolano il funzionamento e portare quindi indirettamente alla luce il nucleo implicito di interesse. Bench di pi difficile e sottile applicazione per la sua evidente compromissione con i mezzi dellautorit, talvolta considerato principio pi efficace perch tramite il ricalco fedele della logica del sistema comunicativo dominante in questione e la sua conseguente esasperazione si pu innescare un corto circuito percettivo da parte del fruitore, inducendolo ad una riflessione sul contenuto proposto anche se laspetto sovversivo non viene dichiarato esplicitamente.

3. Dalla teoria alla pratica


Tendendo presente i presupposti teorici sopra esposti, arriviamo per al nucleo della comunicazione-guerriglia, che come abbiamo inizialmente anticipato anzitutto una
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Cfr. Luca Muchetti, Storytelling. Linformazione secondo Luther Blissett, Arcipelago, Milano 2007.

pratica e si compone quindi anzitutto di azioni reali e concrete. Cerchiamo quindi di identificare le principali tendenze operative in questione, rendendo conto della variet e delloriginalit dei modi di attuazione in questione. Nella situazione di saziet informativa che contraddistingue lattuale contesto infatti indispensabile escogitare dei meccanismi particolari grazie ai quali lo scopo straniante dellazione non passi inosservato, ma sia invece riconoscibile e riconosciuto in modo evidente. La chiave di questa riconoscibilit stata individuata nel camouflage4, che indica una forma di travestimento del testo che viene immesso o modificato nel panorama mediatico. Ci si appropria delle strutture estetiche e linguistiche dellespressione dominante per inserire per una tensione tra la forma e il contenuto del testo, portando a una frizione percettiva che indica la chiave di lettura secondo cui esso va interpretato.

3.1) Fake
Il Fake una delle tecniche predilette nella azioni di guerriglia comunicativa e consiste nella produzione di falsi, siano essi eventi o oggetti mediali. Si pu agire su tutti i mezzi di comunicazione mainstream, a partire dalla stampa (articoli di giornale, lettere alla redazione), passando per radio e tv, fino a Internet, mezzo di elezione dei guerriglieri. Accanto a questi mezzi principali si annoverano esperienze sui canali pi svariati inerenti allo street environment, come la cartellonistica pubblicitaria5 e politica, la segnaletica stradale, le icone di rappresentazione sociale e culturale (fig.1). un metodo che si fonda sullinvenzione creativa e sullimitazione, esasperando il linguaggio del potere con un tono ironico e giocoso. Non c una proposta di contro-discorso netto e opposto a quello ufficiale, quanto piuttosto unirrisione divertita che comunque innesca una riflessione sulla credibilit e lattendibilit dei contenuti veicolati dai media, rendendo evidente come i messaggi trasmessi potrebbero significare qualcosa come anche qualcosaltro, scuotendo il fruitore dalla passivit di uninterpretazione univoca e dogmatica. Lefficacia del fake per subordinata alla sua rivelazione come falso: lazione deve sempre essere seguita da una smentita chiara, una rivendicazione dellavvenuta operazione, condizione indispensabile affinch venga riconosciuto il potenziale destabilizzante e straniante del messaggio falsificato. Lo scopo che in conseguenza della smentita si apra un discorso
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Cfr. Autonome a.f.r.i.k.a. gruppe, Luther Blissett, Sonja Brunzels, Comunicazione-guerriglia. Tattiche di agitazione gioiosa e resistenza ludica alloppressione, Deriveapprodi, Roma, 2001 (no copyright) 5 La cartellonistica commerciale il terreno di gioco scelto in particolare dai Billboard Bandits, guerriglieri U.S.A. che modificano tramite graffiti i manifesti ridicolizzandone il messaggio e il potere di seduzione.

intorno ai processi comunicativi implicati, che ponga delle domande riguardo la non univocit della dicotomia strutturata nella comunicazione secondo cui sussiste ununit inscindibile tra autore e testo. A livello ufficiale infatti una determinata affermazione o un contenuto specifico deve essere prodotto necessariamente da unistituzione legittimata dal potere, costituendo cos una catena prestabilita di dominio informativo che annulla le possibilit plurali di una comunicazione di tipo network. I guerriglieri rivendicano invece laccessibilit del sistema lingua, struttura aperta in cui la posizione del parlante pu essere rivestita da chiunque, e usano la lingua stessa come arma nella convinzione che sia la forma in fondo a produrre la sostanza. I fake si basano proprio su unimitazione stilistica ed espressiva dei moduli linguistici tipici dei media entro cui inseriscono i propri testi, che, resi credibili da questo packaging costruito appositamente, filtrano tra le notizie vere. Il modulo base azione-smentita pu comunque essere esteso e replicato a piacimento, ampliandosi in un gioco ramificato di cui si perdono i contorni netti tra falsificazione e rivendicazione, ipertrofizzando il senso di confusione percettiva. La smentita spesso avviene da parte di coloro che hanno subito il fake, ed comunque funzionale allo scopo in quanto ne certifica la riuscita e spesso, sollevando un discorso attorno allazione in questione, ne amplifica addirittura leffetto. Se tale smentita non avviene da parte delle vittime, saranno i guerriglieri a provvedere al disvelamento della beffa e alla sua dettagliata spiegazione. 3.1.1) Il fake secondo Luther Blissett Luther Blissett un esempio perfetto dellutilizzo di questa struttura, come dimostra larchivio degli innumerevoli fake realizzati dal 1995 al 2000 e documentati sul sito ufficiale lutherblisset.net5. La denominazione con cui il Multiplo si riferisce al plesso di azioni guerrigliere quella di ratfucking, direttamente mutuata nientemeno che dal modo in cui lo staff del presidente americano Nixon chiamava la pratica di sabotaggio disinformativo messa in atto prima dellesplosione mediatica del caso Watergate6. Stando alle parole di Blissett, il ratfucking costituito dalla sommatoria di guerriglia mediatica + teoria della cospirazione, individuando cos una pratica che si muove nei coni dombra dellinfosistema senza mirare a una deflagrazione episodica, ma piuttosto alla
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Il sito Internet una piattaforma di grande utilit per comprendere larticolata evoluzione del L.B.Project. Raccoglie ordinatamente tutta la documentazione relativa alle azioni svolte dal 94 al 2000: articoli pubblicati su testate italiane e internazionali, comunicati stampa, rivendicazioni, smentite, dichiarazioni programmatiche. 6 Cfr. Bernstein-Woodward, Tutti gli uomini del Presidente. Laffare Wtergate, Garzanti, Milano 1974.

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disseminazione lenta e calibrata di incrinature, non immediatamente visualizzabili e quindi tanto pi efficaci nello sgretolare a poco a poco la sicurezza del terreno di manovra. Nel saggio Mind Invaders Luther Blissett spiega come sia necessario progettare eventi-ambienti, azioni che siano precedute da notizie vere/false di cui nessuno [] possieda il quadro globale e che non smettano di circolare neppure dopo la detonazione e il conseguente disvelamento: il clima deve essere creato prima dellazione ed edere modificato retroattivamente da questultima, poi sedimentarsi nel sottobosco degli archetipi, diventare terreno fertile per nuove azioni. anzitutto importante avere una conoscenza aggiornata dellinfosistema in cui si intende agire, sia del consesso mediale che della rete di rapporti sociali e umani, scandagliando la stampa locale, cos come gli ambiti pi informali dei circoli, degli ambienti culturali e politici, non ultime la fascia underground dei centri sociali e lindispensabile costellazione di Internet, principalmente i newsgroups e i forum. Tale ricognizione serve ad avere una precisa visione dei codici linguistici su cui si reggono i discorsi presenti nei vari ambiti indagati, in modo da poterli utilizzare appropriandosene nel modo pi aderente possibile, cos come a verificare i criteri di notiziabilit e di interesse su cui tali sistemi si reggono. Un esempio: la beffa a Il Resto del Carlino. Il 19 Ottobre 1995 il quotidiano bolognese pubblica in edizione nazionale una lettera pervenutagli da una prostituta sieropositiva che confessa di usare preservativi bucati in modo da diffondere il virus come sfogo vendicativo alla sua rabbia, corredato da articolo allarmistico in cui il giornale si assume il merito di aver gi dato comunicazione alla polizia e da pareri di esperti, un grafologo e uno psicologo, che delineano un temperamento inquieto e una fantasia ammalata7. La lettera un falso, ironicamente firmata dalla sigla L.B., rincarata dalla giustificazione scusandomi poich non mi firmo per intero, sar facile capire il motivo di questa mia scelta.. Il giorno seguente Luther Blissett rivendica la paternit della lettera tramite un comunicato dai toni accesi e divertiti che accusa il Carlino di buttarsi senza criterio e professionalit sugli stereotipi pi triti del disagio sociale, ammonendo di come il gioco continua, chiunque pu INVENTARSI i nuovi scoops del Carlino per i prossimi giorni: basta aver letto qualcosina sulla grafologia (qualsiasi libro di Klages va bene), stare attenti a battere i refusi giusti, inanellare con accortezza i giusti luoghi comuni.8. Il
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Il testo integrale dellarticolo disponibile allindirizzo http://www.lutherblissett.net/archive/110_it.html.

Comunicato ufficiale di Luther Blissett di rivendicazione della lettera fake, cfr. http://www.lutherblissett.net/archive/110_it.html.

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potere di filtraggio e di credibilit del fake blissettiano sta proprio nellappropriazione di un codice espressivo studiato in modo da ricalcare le strutture terminologia media delle lettere alla redazione. La settimana successiva la Repubblica fa uscire un articolo titolato Noi, Blissett, abbiamo beffato il Carlino, in cui si ironizza con un certo compiacimento sulla dabbenaggine del quotidiano bolognese, proprio lo stesso giorno in cui il giornale beffato pubblica la notizia della presenza a Bologna di Naomi Campbell, apparentemente in citt per un intervento di chirurgia estetica, prontamente rimbalzata sul Tg2 e sul Tg3 regionale. Lindomani la Repubblica reinterviene con il medesimo tono scanzonato negando lattendibilit della notizia e attribuendo immediatamente la falsa segnalazione al solito Luther Blissett, alimentando il botta e risposta che culmina in un rancoroso articolo che compare sul Carlino il giorno seguente. Qui il terreno si sposta in un attacco vero e proprio nei confronti del quotidiano di Scalfari, accusato anchesso di poca professionalit e di credulonit ripescando errori giornalistici passati e ripassando la palla in un goco alla smentita reciproca9. Repubblica attribuisce la segnalazione della Campbell al Multiplo con tale sicurezza proprio in virt dei precedenti rivendicati dallo stesso, che hanno quindi raggiunto lo scopo di destabilizzare la credibilit del mezzo, di seminare il dubbio e creare quel clima cospirativo , prova del nove dellefficacia degli interventi blissettiani. La spirale complottistica e accusatoria che si scatena tra le due testate infatti la degenerazione spontanea innescata dai fake, limmaginario collettivo. che mostra una dinamica inedita e ridicolizzante sicuramente aliena rispetto alla consueta autorit della stampa per linguistiche e la

3.2) Dtournement e culture jamming


Il dtournement un termine di derivazione situazionista che indica un dirottamento di significato, uno slittamento percettivo riguardo a un testo, unimmagine o un oggetto. E la creazione di un attrito, un cortocircuito di senso scatenato dallimmissione di un elemento in un contesto che gli consuetamente estraneo che costringe il pubblico a un allontanamento momentaneo dallautomatismo interpretativo che contraddistingue la fruizione mediatica, alimentando uno sguardo critico e non secondariamente un effetto
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Documentazione integrale allindirizzo http://www.lutherblissett.net/archive/115_it.html.

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ludico e irrisorio. Tecnica rispondente al principio dello straniamento, ne troviamo applicazioni anche precedenti alla teorizzazione debordiana10, ad esempio nei collages dei dadaisti berlinesi, in particolare nei fotomontaggi di Heartfield (fig. 2) e nelle opere della Hoch (fig. 3), e nei readymades duchampiani. Il dtournement ha un posto di rilievo in tutte le pratiche di guerriglia comunicativa, il meccanismo linguistico alla base della produzione dei fake e uno strumento efficace di stravolgimento semiotico (fig. 4). Nel contesto digitale lapplicazione riguarda prevalentemente la creazione di collages o montaggi audio-video, ma risulta fondamentale anche nella parodizzazione di concetti o frasi, come avviene nelle creazioni ironiche di subvertising.org (fig. 5), che hanno per obiettivo principalmente il mondo della pubblicit. Le pratiche viste possono rientrare nellambito del culture jamming, interferenza culturale, che viene definita da Naomi Klein come un mix di graffiti, arte moderna, filosofia punk fai da te e gusto per la provocazione vecchio di secoli 11, che si pone come atto di contestazione rispetto allinvasivit dei messaggi mediatici e pubblicitari, non disgiunta da una critica radicale al sistema economico capitalistico. La comunicazione guerriglia condivide con il culture jamming le tecniche di azione ma va oltre: alla mera intenzione contestataria aggiunge la volont di creazione di miti paralleli, alla spinta destrutturante unisce una fascinazione per la messa in circolo di leggende urbane aperte, collettive, che agiscano da linfa vivificante per la comunit metropolitana.

4. Intelligenze collettive, nomi multipli


Un aspetto di grande interesse nelle esperienze dei guerriglieri della comunicazione risiede poi nella scelta condivisa dalla maggior parte di essi di utilizzare un nome collettivo per firmare le proprie azioni. Questa caratteristica mostra grande coerenza rispetto al plesso teorico sopra individuato e racchiude una densa variet di significati. Questa scelta nasce infatti dalla necessit di superare la nozione identitaria individuale imposta dal sistema societario: il nome proprio considerato un retaggio di una concezione statalista e poliziesca di invasione della sfera privata11, e come tale rifiutato a
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Guy Debord, La societ dello spettacolo, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2008 Naomi Kein, No Logo Economia globale e nuova contestazione, Baldini & Castoldi, Milano 2001. Cfr. Luther Blissett, Mind Invaders, Castelvecchi, Roma 2000 (no copyright)

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favore della creazione di un con-dividuo. Unanalisi semantica della nozione di identit ne mette infatti in luce il suo essere definita sempre in rapporto ad un altro da s. Riguardo lutilizzo del nome proprio, questo altro da s lo Stato stesso che se ne serve a fini strumentali di controllo e di mantenimento del rapporto di forza coercitivo e unilaterale instaurato con gli individui. Nellattuale panorama di proliferazione di istituzioni mutanti, ramificazioni ingerenti nella vita e nella libert di ognuno di noi, lunica arma per sottrarsi alla sudditanza anche linguistica che questo polo di dominio presuppone sfuggire proprio dallo zoccolo duro di questo codice di nominazione. La soluzione a questa impasse stata trovata proprio nelluso del Multiple Name, che garantisce anche un margine di invisibilit e di non individuabilit da parte del potere, necessarie ai fini di unazione che fa della fluidit il proprio punto di forza.

4.1) Mail Art e Neoismo


I primi esperimenti di nome multiplo legato a pratiche di comunicazione guerriglia risalgono agli anni Settanta nellambiente avanguardista americano e inglese. anzitutto importante ricordare il circuito della Mail Art, o Arte Postale, immenso network creatosi dai Sessanta in poi allinterno di Fluxus anticipando le modalit dello scambio orizzontale in rete ben prima che Internet fosse disponibile. Allinterno della grande fucina sperimentativa di Ray Johnson, padre e ispiratore del movimento, si sono riunite virtualmente persone da tutto il mondo scambiandosi collages, cartoline, falsi francobolli, fotografie, oggetti, con uno spirito direttamente mutuato dai giochi dada e surrealisti. A suon di dtournement e di nomi multipli le operazioni di guerriglia culturale non si contano, ne un esempio il lancio delle finte avanguardie come il Neoismo, che significa letteralmente un nuovo -ismo, tutto e niente, volte a irridere in questo caso il sistema delle gallerie darte. proprio in seno allambiente neoista americano degli anni 70 che compare un famoso nome collettivo, quello di Monty Cantsin, in questo caso riferito a una rockstar inesistente che raggiunge una discreta notoriet grazie allincisione di numerose ed eclettiche demo tapes che iniziano a circolare e allindispensabile forza del passaparola. Cantsin comincia ad ottenere diversi ingaggi per spettacoli dal vivo e una notevole risonanza nellambiente musicale: lidea era che qualunque musicista potesse presentarsi sotto questo nome e, grazie alla fama di cui esso iniziava a godere, riuscisse ad aggirare le logiche gerarchiche e sedimentate del mercato discografico mainstream. 14

Negli anni Ottanta invece la colonna britannica del movimento neoista , di ascendenza pi legata allInternazionale Situazionista, d vita allartista virtuale Karen Eliot, nome con cui verranno firmate e consegnate alla critica un gran numero di opere. Nel 1989, al Festival del Plagiarismo di Glasgow12 e alledizione dellanno seguente a Londra si avr un importante momento di convergenza creativa in cui si incontreranno tutte le artiste e gli artisti uniti da questo nome. Legato al network della Mail Art anche Trax, comparso nel 1981. Condividuo eclettico e trasversale, firmava incessantemente i pi vari generi di produzioni, dalle performances alla poesia, dai dischi alle cassette musicali, dai racconti ai film alle pratiche ibridanti del cut-up. Chiunque poteva usare il nome di Trax per firmare i propri lavori, che nasconde se letto al contrario anche il secondo significato di X-art (arte proibita), con riferimento a un modello di diffusione orizzontale e modulare dei prodotti artistici e comunicativi opposto a quello contestato della produzione multinazionale. I partecipanti al progetto diventavano ununit Trax, contrassegnata singolarmente soltanto da un numero indicativo dellordine progressivo di adesione: i primi due, rispettivamente Trax 01 e Trax 02, erano rispettivamente Piermario Ciani e Vittore Baroni13.

4.2) Il con-dividuo Luther


Trax stato di grande ispirazione per il successivo progetto Luther Blissett, che ne ha mutuato e rivisitato dichiaratamente i testi e i meccanismi di propagazione, e per la sua successiva evoluzione in Wu Ming, in cui ripresa la numerazione progressiva dei membri unita al nome comune che significa anonimo in cinese mandarino. Blissett riunisce in s le suggestioni elaborate in queste esperienze, facendo della conidentit un valore fondante e primario nella propria elaborazione teorica. Il punto centrale infatti la negazione del concetto di individuo come essere separato dalla societ, chiuso entro i suoi limiti, centripeto, a cui oppone la proposta di una singolarit aperta verso lesterno: un corpo trasparente e trasversale che si lasci attraversare dai flussi e dai reflussi culturali in un gioco di scambio, la cui possibilit passa proprio dallo step dellazzeramento identitario garantita dalla scelta radicale dellanonimato.
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La cultura del plagio promossa dal neoismo prevede opposizione al copyright, uso sovversivo di forbici, registratori, computer, fotocopiatrici e pi tardi campionatori (www.dvara.net/HK/neoismo.asp) 13 Cfr. Luther Blissett, Mind Invaders, Castelvecchi, Roma 2007 (no copyright).

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palese la consonanza teorica con il concetto di intelligenza collettiva14, teorizzato da Pierre Lvy e sottoscritto da Luther Blissett come potenzialit di valorizzazione sinergica delle forze mentali del singolo in un processo di mitopoiesi allargato e costruito pluralmente. Labbandono del nome proprio una necessit storica [] a meno di non voler rimanere per sempre legati alle strategie dissuasive dei codici di dominio imperanti15; le reti telematiche digitali offrono la possibilit di realizzare questo superamento tramite ladozione di nicknames, alias, tags digitali, insomma di identit diverse nelle chat e nelle conferences, andando ad incrementare il flusso comunicativo libero e pervasivo del web. Luther rivendica la possibilit di dare dellio a qualcun altro16. Questa necessit consapevolmente legata alla battaglia contro il copyright: lidea alla base che qualunque testo sia in realt il prodotto di influenze e di incroci culturali, sintesi di elementi preesistenti la cui autorialit non sia quindi rivendicabile da un singolo. Da qui nasce il desiderio di spalancare le proprie identit per metterle in comunicazione tra di loro e di considerare la possibilit delluso di un nome [] di cui appropriarsi occasionalmente con una finalit specifica, che ci sia esterno, oggetto fluido di propriet di alcuno, solo di chi lo vuole17.

4.3) Traccia storica del nome collettivo. Da Pitagora a Marcos


Visti i casi di nome multiplo allinterno delle esperienze di comunicazione guerriglia interessante ora ricordare che la presenza dello pseudonimo multiuso non nuova nel panorama culturale. Lindividuazione di questi casi complessa proprio per la natura stessa della pratica, dal momento che i testi riportano le azioni o le riflessioni di un dato personaggio senza per dar conto della possibile rete creativa che si cela dietro tale nominazione. La pratica infatti antichissima: nel saggio Mind Invaders si rintraccia addirittura la possibilit che Pitagora stesso non fosse altro che uno pseudonimo utilizzato da un numero imprecisato di singoli, citando a sostegno di questa ipotesi le informazioni tra loro contraddittorie su questo nome presenti nei testi antichi e lincredibile poliedricit del
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Pierre Lvy, Lintelligenza collettiva. Per unantropologia del cyber-spazio, Feltrinelli, 2002. A questo richiamo possiamo aggiungere quello al concetto derivato di intelligenza connettiva, teorizzato da De Kerckhove in relazione alle possibilit di un sistema di connessione aperta realizzato delle tecnologie digitali. 15 Luther Blissett, Mind Invaders, Castelvecchi, Roma 2007 (no copyright).
16 17

Ibidem. Ibidem.

16

personaggio. Lo stesso nome di Buddha pu essere considerato un nome collettivo, dal momento che designa qualunque essere che abbia raggiunto il grado massimo di illuminazione spirituale. Altro precedente interessante, pi sicuro e documentato, riguarda lambito della massoneria operativa inglese, ovvero quella antecedente al 1717, anno in cui fu istituzionalizzata la Grande Loggia dInghilterra e si pass alla fase speculativa, svolta elitarista e borghese conseguente alla regolamentazione. La massoneria originaria aveva un atteggiamento culturalmente libero e incline al meticciato, sostanzialmente antipolitico; osteggiando il dogmatismo religioso ed opponendo ad esso una mitologia esoterica costituita dalla fusione dei culti pi disparati, dalla mistica egizia a quella druidica, si guadagn lostilit del potere ecclesiastico e la conseguente necessit della segretezza e della non identificazione dei membri18. Anche dopo listituzionalizzazione e lasservimento al potere sopravvissero piccole logge autonome che, per salvaguardare la propria esistenza, utilizzarono diffusamente nomi collettivi che proliferarono in uno sciame confuso non individuabile o perseguibile dalle forze del Grande Oriente. In ambito scientifico interessante citare Nicolas Bourbaki, nome fittizio sotto cui si celato a partire dal 1935 un gruppo di importanti matematici francesi. Questo personaggio immaginario ha firmato la pubblicazione di una serie di testi 19 con lo scopo primario di dare unesposizione sistematica dei principi della matematica moderna, attenendosi a un rigore e ad unorganicit che hanno avuto grande influenza nel campo della divulgazione scientifica. Il nome collettivo pu avere anche una precisa valenza politica, come nel caso delluso del nome Marcos relativamente alla guerriglia rivouzionaria messicana portata avanti dallEZLN. Il Subcomandante ha teorizzato una forma di lotta completamente innovativa rispetto alle esperienze latinoamericane precedenti: non si cerca pi di costruire un fronte di opposizione, ma una riappropriazione degli spazi e del terreno di discussione fluida, ramificata, tansmediale, unaffermazione di presenza che fa leva su una partecipazione collettiva e radicata alla contingenza del contesto locale. Marcos unicona aperta, viva, malleabile. Chiunque pu essere Marcos: il passamontagna non un attributo di negazione, ma una possibilit allargata di partecipare alla lotta e di identificarsi con essa. la strategia dellinvisibile visibilit20, giocata oltre
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Christian Jacq, La Massoneria. Storia e iniziazione, Mursia, 2005. In particolare ricordiamo il volume lments de mathmatiques, Hermann, Paris 1939 Cfr. Luther Blissett, Mind Invaders, Castelvecchi, Roma 2007 (no copyright).

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che grazie al Multiple Name anche attraverso le maglie delle reti telematiche, alle quali il Subcomandante affida la diffusione dei suoi messaggi verso lesterno per la creazione di un network che pu a tutto diritto essere ascritto allambito della comunicazione guerriglia. Legato a rivendicazioni di tipo politico-sociale anche il nome di Serpica Naro21, anagramma di San Precario22, fantomatica figura di una stilista giapponese creata ad arte per giocare una beffa alla settimana della moda milanese del 2005, resa credibile dalla creazione accurata di un contorno biografico estremamente verosimile e articolato. Dopo la riuscita dellincursione mediatica e reale nel sistema moda ufficiale, finalizzata a metterne in luce gli aspetti socialmente degradanti quali il precariato diffuso, la gerarchia di una struttura di potere fondata sullidea di un consumo futile, lautomatismo produttivo, Serpica Naro diventata un metabrand, un marchio registrato sotto licenza creative commons che si propone come luogo di condivisione creativa, di rete di autoproduzioni. I capi ed i materiali raccolti sul sito/laboratorio della finta stilista sono open source, disponibili per chi voglia copiarli o rielaborarli, e chiunque pu firmare le proprie creazioni con questo pseudonimo.

PARTE SECONDA
Cerchiamo ora di ricostruire un percorso storico che renda conto dei riferimenti culturali accumulati e confluiti allinterno del nostro campo dindagine, procedendo per spunti non necessariamente ordinati ma funzionali a dare unidea dellaffascinante compresenza di forme culturali alte e suggestioni provenienti dalle sottoculture, di ascendenze letterarie e filosofiche cos come di reflussi dellunderground e etica do it yourself.

1. A Parigi, tra situazione e ambiente


Prima di tutto pensiamo che il mondo debba essere cambiato. Cos si apre il documento che segna la nascita dellInternazionale Situazionista (fig. 6), scritto da Guy Debord nella Francia del 1957, che ci dice gi tanto dello spirito del movimento. Vi confluiscono vari gruppi avanguardisti come il Cobra, il Movimento Internazionale per una Bauhaus immaginista, lInternazionale Lettrista e il Comitato Psicogeografico di Londra. Riprendendo le istanze dadaiste, Debord intende distruggere la felicit e la sintassi della
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www.serpicanaro.com/about www.sanprecario.info

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vita sociale borghese1 per dare spazio alla possibilit di una liberazione vitale attraverso la creazione di situazioni costruite: momenti di qualit emotiva superiore rispetto alla mediocrit del vissuto nella societ dello spettacolo, da creare con gesti, eventi e movimenti in relazione attiva e significante con lo scenario circostante, che diventa milieu di un gioco di avvenimenti in cui lazione modifica lambiente e ne al contempo modificata. Questo concetto di situazione deve molto alle teorizzazioni del filosofo marxista Lefebvre presenti nel saggio Critique de la vie quotidienne del 19472, in cui si individua come chiave di cambiamento sociale non tanto lanalisi delle istituzioni e delle strutture di produzione e controllo, ma piuttosto quella dei momenti damore, dodio, di rabbia, di rivelazione emotiva, sedi delle possibilit reali dellessere umano. Teoria dei momenti epifanici, in cui si schiude lopportunit di reinventarsi fuori dalla ripetitivit e dalla noia della vita reale, risente di una forte dose di astrazione e di un utopismo romantico che portarono Lefebvre ad essere allontanato dal Partito Comunista francese, di cui per anni era stato il teorico principale, e ad avvicinarsi a Debord che con il suo spirito immaginifico seppe riprendere appieno questa suggestione. Come dicevamo al concetto di situazione si aggiunge la relazione significante che questa instaura con lambiente e il gioco di influenza reciproca che ne consegue. Questa relazione apre le porte ad un altro dei punti cardine del situazionismo, la psicogeografia, ripresa con entusiasmo dalle esperienze novantesche di comunicazione guerriglia. Tale nozione, sviluppata negli anni cinquanta in seno allInternazionale Lettrista3, si riferisce allo studio degli effetti e delle trasformazioni che lambiente geografico esercita sullindividuo, secondo una concezione particolare del potere sentimentale e psicologico delle architetture nellinfluenzare il comportamento umano. Attraverso la deriva, il vagare senza meta lasciandosi suggestionare e guidare dallambiente urbano, si disegnano mappe nuove, trasversali, si costruisce la propria citt scoprendo percorsi geografici che sono anche viaggi mentali, si notano elementi inconsueti, riattivati dal passaggio umano in un gioco di condizionamento libero reciproco (fig. 7). Alla ricerca della novit continua, si realizzano giochi detournanti a giro per le citt, esperienze collettive di straniamento che saranno riprese da varie iniziative negli anni novanta, come i flash mob o le burle notturne

1 2

il discorso ininterrotto dellordine esistente su s stesso, Guy Debord, La societ dello spettacolo,

Henri Lefebvre, Critica della vita quotidiana, Dedalo, Bari 1977. Testo ispiratore dellInternazionale Situazionista e del movimento del Maggio francese. 3 LInternazionale Lettrista, attiva a Parigi dal 52 al 57, oltre ai giochi di deriva urbana e allelaborazione dellUrbanismo Umanitario, effettu una serie di ricerche che portarono nel 1955 alla proposta del Progetto di migliorie razionali della citt di Parigi.

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di Blissett nella Bologna che dorme4. Segno dellattenzione dedicata da Debord e compagni alla relazione individuo-territorio, spesso dimenticata a vantaggio del ricordo della sola critica alla societ dello spettacolo, la teorizzazione di una proposta urbanistica innovativa e originale, contraria allarchitettura funzionalista e razionalista, che invece prevede una divisione dello spazio in quartieri stati danimo, volti a provocare sentimenti diversi nelle persone che li attraversano. Leredit situazionista nelle pratiche di comunicazione guerriglia innegabile, anche se non sempre riconosciuta dai diretti interessati, probabilmente a causa della riduzione grossolana e superficiale a etichetta che ha subito il termine da parte del giornalismo generalista. Oltre alla preziosissima arma del dtournement infatti, Debord, nonostante il suo elitarismo, ha lasciato ai guerriglieri culturali la forza vitale della reinvenzione creativa dello spazio urbano e della lingua, lo spirito dissacratorio da enrag e unanima immaginifica che sar la linfa per la creazione mediatica di miti urbani.

2. Reflussi europei
Il Situazionismo accorpava gruppi e anime diverse che, soprattutto a causa dellintransigenza debordiana, vennero progressivamente espulsi e si dispersero in una costellazione di esperienze minori ma originali. In Olanda, principalmente grazie allex-situazionista Constant, furono attivi i Provos, guerriglieri della strada, sabotatori da marciapiede. In opposizione alle multinazionali del tabacco ad esempio, si dedicavano alla billboard banditry dipingendo delle enormi lettere K, iniziale di cancro in olandese (kanker), sui manifesti pubblicitari delle sigarette. Eccentrici e impegnati politicamente, vestivano di bianco, organizzavano happening esuberanti di stampo ecologico5 ed avevano una rivista, Provo, che fungeva da canale di sfogo della rabbia contestataria del movimento studentesco e dellopposizione alla guerra del Vietnam. Il Germania invece, precisamente a Berlino Ovest, dal 62 si costitu la Kommune 1, gruppo di artisti che catalizz lattenzione di molti giovani verso il boicottaggio e lavversione a tutti i sistemi e le convenzioni del potere, agendo attraverso giochi ed azioni di chiara matrice situazionista. La loro forte connotazione politica gli cost lostilit delle forze dellordine ed alcune denunce per diffusione di scritti osceni, da cui
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Una su tutte il gioco psicogeografico realizzato la notte dellinaugurazione della trasmissione Radio Blissett, alle 00.30 del 22 Settembre 1994, in cui, guidati dalla voce della radio, pattuglie di ragazzi scandagliano gli angoli della citt raccontando in diretta le sensazioni evocate dai luoghi che percorrono. 5 Ad esempio la distribuzione gratuita di biciclette bianche, per contrastare luso inquinante dellautomobile.

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deriv la cessata attivit del gruppo dopo circa un anno di vita6. A Londra, dalla fine degli anni Sessanta, si form il gruppo sovversivo King Mob dai fuoriusciti della sezione inglese dellI.S., pi orientato verso unazione critica nei confronti della societ del consumo. Un esempio di azione volta a inceppare il meccanismo commerciale fu la diffusione di manifesti fake delle pubblicit dei supermercati in cui si annunciava un free shopping day, creando poi al personale dei negozi un grosso equivoco con gli acquirenti. La volont di riappropriazione di unicona popolare snaturata dalle leggi del consumo fu poi listanza sottesa a unazione svoltasi in una vigilia di Natale nel centro di Londra. Approfittando del caos provocato dalla frenesia dacquisto alcuni attivisti travestiti da Santa Claus si sparpagliarono rapidamente sulla Oxford Street regalando alle famiglie merce proveniente da un grande magazzino, scatenando una reazione della sorveglianza che si vide costretta a recuperare il materiale strappandolo dalle mani dei bambini.

3. Dal D.I.Y. al cyberpunk


E proprio King Mob che ci serve da nesso per affrontare un altro importante elemento di analisi. Lo scenario la Londra degli anni Settanta: qui che si sviluppa in questi anni un fermento sottoculturale potente sia a livello di immaginario collettivo che di portata rivoluzionaria. E londata punk scatenata dallesordio dei Sex Pistols e diventata in brevissimo tempo incredibile fenomeno di costume in Gran Bretagna e poi in U.S.A. Secondo linteressante teoria del critico musicale americano Greil Marcus7 esiste una continuit teorica tra il Situazionismo e il punk, di cui lo spunto dinizio ci dato dalla documentata vicinanza del manager di Jhonny Rotten e compagni, Malcolm McLaren, e di Vivienne Westwood, entrambi protagonisti della Londra underground di quegli anni, con il movimento King Mob. La parentela in realt non cos scontata, dato il diverso retroterra dei due movimenti, uno nato in una cerchia piuttosto ristretta di intellettuali parigini e laltro nel proletariato inglese. vero per che una linea di istanze comuni intercetta questi due momenti, suggerendo una lettura interessante di coincidenze culturali che saranno entrambe rintracciabili allinterno del calderone teorico della comunicazione guerriglia. E comune infatti
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I membri del gruppo continuarono la loro attivit sotto il nome di Azione Sovversiva.

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Greil Marcus, Tracce di rossetto. Percorsi segreti nella cultura del Novecento dal dada ai Sex Pistols, Leonardo Edizioni, Milano 1991

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lintenzione di attaccare lalienazione sedimentata nella societ dello spettacolo con unirruenza creativa che si pone come momento di rottura e di reinvenzione, anche se il punk era prevalentemente segnato da una visione nichilista dellesistente e da una presa di coscienza della mancanza di prospettive e di speranze individuali e collettive, come dimostra il popolarissimo no future urlato da Jhonny Rotten in God save the queen. Data limpossibilit di dar conto compiutamente dellabbondanza di riferimenti intrecciati che Marcus individua come prove avvaloranti la sua tesi, ci limitiamo a citare un esempio interessante che riguarda le suggestioni anche tecniche riscontrabili nelliconografia punk derivate dal linguaggio provocatorio situazionista, ovvero la copertina dell album Holidays in the sun (fig. 8) in cui compare, allinterno di un fumetto dtournato, lo slogan debordiano Club Med- vacanze a basso costo sulle miserie altrui. Lidea della vacanza come una sorta di spirale di alienazione e di dominio, un simbolo delle false promesse della vita moderna9 connessa allidea di rifiuto del lavoro sottoscritta da Debord e ripresa a piene mani nella Parigi del Maggio 68, dalla cui espressivit effettivamente il punk mutua pi di una suggestione10 (fig. 9). Letica Do it Yourself sviluppata nel bacino punk come rifiuto dellaccademismo in senso musicale e come possibilit per chiunque di costruire da s la propria band disperde la sua eco fino agli anni Novanta e si riversa, ampliandosi, nella comunicazione-guerriglia e nella scelta del nome collettivo: adesso chiunque pu essere chiunque e tutti quanti avere la stessa identit. La logica D.I.Y. continua dopo la formulazione del 77 ad essere un perno forte intorno a cui ruotano molte sottoculture: negli anni Ottanta si applica soprattutto allinterazione tra movimenti e nuove tecnologie, argomento di grande interesse collettivo che costituisce le premesse per lo sviluppo del cyberpunk e dellhacktivism, praticato da attivisti ed artisti digitali che considerano i computer e le reti come strumenti reali di cambiamento e terreno di conflitto, attraversandone i codici e producendo circuiti di conoscenza tramite le bbs e gli hacklabs
11

. Sono anni in cui

esplode la riflessione intorno allaccessibilit dei dati digitali e alla natura libera e indipendente incarnata dalle piattaforme informatiche, che devono quindi poter essere utilizzate da chiunque in modo interattivo e autonomo. Da questa urgenza si sviluppa la pratica dellhacking sociale, che prevede incursioni illegali nelle banche dati e nei circuiti dei computer per raccogliere e liberare
9

Ibidem.

10

Vedi ad esempio la grafica del volantino di God save the queen di Jamie Reed, che mette sulla bocca della regina una spilla da balia ripresa da un manifesto dellAtelier Populaire del Maggio 68. 11 Cfr. A.Di Corinto, T.Tozzi, Hacktivism. La libert nelle maglie della rete, Manifestolibri, Roma 2002

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informazioni utili a fini sociali o comunitari. Rivendicando il diritto allo scambio illimitato e allaccesso diretto ai flussi informativi, si guarda anche alla possibilit di modificarli attraversandoli, di plasmarli collettivamente in un gioco cooperativo ed orizzontale. Nascono in breve tempo moltissime community di hackers che costituiscono un network fertile di fermento innovativo teorico e tecnologico. Nel 1984 esplode il cyberpunk, termine di nascita letteraria riferito allo stile di alcuni scrittori di fantascienza, uno su tutti il William Gibson di Neuromancer, uscito quellanno, dove il cyberspace suggestivamente descritto come il luogo in cui la strada trova le sue modalit per usare la tecnologia12. Presto diventato un movimento ramificato e attivo, il cyberpunk fonde lo studio dei codici e lazione sul terreno dellinformation technology a unistanza di cambiamento dellordine sociale reale.

4. Tornando in Italia
4.1) Eco e la guerriglia semiologica
Nel 1969 Umberto Eco scrive un saggio in linea con le sue analisi semiotiche della cultura popolare e dei mass media titolato Per una guerriglia semiologica 13, che pu essere considerato a tutti gli effetti unintuizione anticipatrice delle dinamiche di cui ci interessiamo. Eco infatti comprende che in un paese industrializzato il potere non si esercita pi con limpiego della forza militare o politica, ma attraverso il controllo del flusso delle comunicazioni. Citando McLuhan nota che linformazione non pi uno strumento per produrre beni economici, ma diventato esso stesso il principale dei beni14, individuando quindi il panorama mediale come vero terreno di gioco per la detenzione dellautorit. Riferendosi poi alla distinzione da lui esemplificata tra apocalittici e integrati, si chiede quale peso abbiano nel processo comunicativo rispettivamente il contenuto del messaggio e la sua forma, individuando la chiave della risposta nella nozione di codice. Lo schema formulato da Shannon e Weaver fornisce uno strumento utile per la decifrazione di tale processo, a cui Eco sovrappone lanalisi di Jakobson che attribuisce grande importanza al contesto e al codice, comune alla Fonte e al Destinatario. Il codice un sistema di probabilit prefissato che ci permette di stabilire se gli
12 13 14

William Gibson, Neuromante, Mondadori 2003 Umberto Eco, Per una guerriglia semiologica, in Il costume di casa, Bompiani, Milano 1973 Ibidem.

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elementi del messaggio sono intenzionali (voluti dalla Fonte) o conseguenza del Rumore15, e se conseguentemente limportanza di un processo comunicativo specifico risieda nel contenuto del messaggio piuttosto che nel medium con cui tale messaggio viene trasmesso. Il destinatario comunque mantiene un margine di libert interpretativa nei confronti del messaggio ricevuto, che ancora forma vuota alla quale pu attribuire significati diversi, creando una possibile ambiguit nella catena comunicativa. Nelle comunicazioni di massa, essendoci una Fonte unica e strutturata opposta a una moltitudine di destinatari differenziati in base ad et sesso, lingua e cultura, questa ambiguit tende ad essere sempre presente e prevista, dando luogo ad unestrema variabilit delle interpretazioni dei messaggi. Eco sostituisce cos il mcluhaniano il medium il messaggio con il messaggio dipende dal codice che, per quanto veritiera, si rivela comunque una strettoia che non risolve il problema della potenza non controllabile dei mezzi di comunicazione di massa che sostanzialmente relega tutti gli esseri umani a una condizione di nuovo proletariato tecnologico. Per uscire da questa impasse di soggezione e riacquistare una certa libert nel discorso comunicativo necessario quindi ricorrere a una strategia unita ad una soluzione di guerriglia. Lidea quella di una forma di comunicazione alternativa a quella mass mediale che sia a diffusione capillare ed agisca non l dove il messaggio parte ma dove arriva, portando i destinatari ad una discussione aperta sui codici utilizzati per linterpretazione del messaggio. Proprio mentre i sistemi di comunicazione prevedono una sola Fonte industrializzata e un solo messaggio che arriver a una udienza dispersa in tutto il mondo, noi dovremmo essere capaci di immaginare sistemi di comunicazione complementare che ci permettano di raggiungere ogni singolo gruppo umano [] per discutere il messaggio in arrivo alla luce dei codici darrivo, confrontandoli con quelli di partenza16, nel tentativo di aprire ai destinatari una possibilit di controllo sullinterpretazione dei messaggi. La proposta, in accordo con la guerriglia culturale blissettiana e zapatista, non quella della costituzione di un fronte di opposizione rigido e antitecnologico 17; Eco usa appositamente il termine guerriglia per indicare piuttosto una strategia di utilizzo di forme non industriali di comunicazione, una presenza complementare a quella ufficiale che si occupi di correggere e verificare continuamente le prospettive di interpretazione e di
15 16 17

Ibidem. Ibidem. le rivoluzioni si risolvono spesso in forme pi pittoresche di integrazione. Ibidem.

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reintrodurre una dimensione critica nella ricezione passiva dei contenuti mediali.

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4.2) Informazioni false che producono eventi veri


Verso la fine degli anni Settanta Bologna vive una stagione di forte incandescenza politica accompagnata da spinte creative che segneranno uno sviluppo della cultura in relazione alle nuove tecnologie e alluso dei mezzi di comunicazione, di cui un retaggio importante presente nelle pratiche di comunicazione guerriglia. Ne un esempio il collettivo A/Traverso, formatosi nel 1976 nellambiente universitario, che si definisce mao-dadaista e produce una rivista indipendente omonima i cui redattori sono gli stessi che confluiranno di l a poco nellesperienza di Radio Alice, pubblicata fino al 1981. La rivista, in linea con le rivendicazioni della protesta culminata nel 77 , la voce dellala creativa e non violenta del movimento contestatario in cui la componente politica dei contenuti proposti si fonde ad unespressivit di stampo avanguardistico, in unaffermazione continua del potere rivoluzionario e mitopoietico del linguaggio (fig. 10). Considerato come una vera e propria arma, nel collettivo si cerca unelaborazione linguistica sovversiva attraverso la quale riflettere criticamente sulluso dei mezzi di comunicazione ed il flusso informativo mainstream. Si vuole proporre una modalit nuova, altra rispetto a quelle tradizionali, che non si limiti a lavorare sui contenuti con lintento li svelare la verit, come le pubblicazioni di controinformazione, ma anche sulla forma del mezzo stesso: limpostazione grafica originale della rivista dimostra questa volont, con un impianto a cut-up di fumetti, slogan, ritagli di altri giornali e scritte a mano o a macchina accostati in modo non ordinato, sulle orme delle vignette detournate situazioniste e dei collages dada. Anche le azioni dimostrative promosse dal collettivo fanno eco a quelle descritte precedentemente a proposito di Provos, Kommune 1 e King Mob: produzione e diffusione di biglietti fake di autobus e locandine false del Resto del Carlino, occupazione di luoghi ad alta significativit culturale come cinema e teatri, happening da street guerrilla manomettendo semafori e provocando ingorghi. Il movimento del 77 tutto comunque propose una forma di contestazione innovativa, consapevole del valore della tecnologia e dellimportanza della comunicazione allinterno del contesto sociale e politico, gi rilevata da Umberto Eco qualche anno prima. Il concetto alla base quello formulato allinterno di A/Traverso di informazioni false che producono eventi veri18, prima enunciazione del potere attivo del fake, che si traduce nella ricerca di un modello comunicazionale interattivo e sperimentale, essenziale per la
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A/Traverso, Dicembre 1976

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libert dellindividuo. C in queste proposte unintuizione importante della struttura da molti a molti che caratterizzer le reti telematiche, campo di azione importante dei guerriglieri mediatici. A riprova del clima culturale e delle spinte comuni del periodo si ricorda un seminario sul falso organizzato allUniversit di Bologna dal semiologo e docente Dams Paolo Fabbri, in collaborazione con alcuni dei fondatori di radio Alice: "In effetti stavamo semplicemente praticando quella che si potrebbe chiamare una guerriglia semiologica. (...) La falsificazione non era per noi che una piccola parabola della simulazione generalizzata nella quale viviamo."19.

4.3) Onde radio


E interessante in particolar modo lesperienza di Radio Alice, emittente sovversiva che diffonde la sua voce nella Bologna in rivolta dal Febbraio 1976 al Marzo del 77, chiusa da unirruzione delle forze dellordine. La radio un esperimento di comunicazione, un punto di incontro di riflessioni politiche e flussi creativi, la cui struttura risponde al bisogno di rivendicare unaccessibilit libera alla cultura e alla tecnologia. Le innovazioni tecniche di Alice risiedono soprattutto nella mancanza di una redazione e di un palinsesto fissi e nel dedicare la gran parte del tempo alla diretta telefonica, novit assoluta nel contesto radiofonico italiano. Il microfono aperto a chiunque voglia parlare, secondo unidea di costruzione collettiva e orizzontale della cultura e dellinformazione, annullando le tradizionali divisioni tra fonte e destinatario. Si mira ad un cambiamento effettivo del reale, ad un incursione nelle dinamiche del ciclo informativo: lesercizio di questa critica passa dalle possibilit di trasformazione del linguaggio e dalla sua incidenza rivoluzionaria, che si esplica attraverso le armi dello spiazzamento e della falsificazione creativa (fig. 11). Non si tratta di informazione pi vera sui medesimi fatti, informazione pi dettagliata, pi vasta pi articolata pi adeguata, pi corretta (come si corregge l'informazione?). Si tratta d'altro; un'altra informazione su altri fatti. [] Occorre registrare ogni minimo sbalzo nel diagramma quotidiano delle lotte20. Su Radio Alice tutto merita di essere condiviso. Si trasmettono estratti di libri, poesie, commenti politici o sui fatti di attualit, cos come favole della buonanotte, ricette, lezioni di yoga, musica underground, con il
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Articolo di P.Fabbri pubblicato nel 1978 sul numero 292 de "Le Monde Diplomatique". Primo volantino della radio del 1974, da www.radioalice.org

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brano Lavorare con lentezza a fare da leit motiv come sigla di apertura e di chiusura. Riprendendo Eco e anticipando Blissett, la redazione intuisce limportanza di agire sui codici e non soltanto sui contenuti, dando libero sfogo anche ad unispirazione poetico libertaria segno di un mutamento semiologico fondamentale rispetto alle strutture consolidate delle trasmissioni dellepoca: far saltare la dittatura del Significato, introdurre il delirio nell'ordine della comunicazione, far parlare il desiderio, la rabbia, la follia, l'impazienza ed il rifiuto21. Questo desiderio mitopoietico e lazione sullo scardinamento semiotico della lingua ci che pi di ogni altra cosa segna una parentela culturale tra il movimento del 77 e Luther Blissett, che affina la tecnica di Alice non servendosi di un mezzo preciso come strumento di comunicazione ma ponendosi esso stesso come medium: il nome multiplo che risponde a questa funzione in modo trasversale22.

4.4) Il Male
Un anno dopo vede la luce una testata satirica che passer alla storia e che fa della falsificazione ironica un uso sistematico. la rivista Il Male, edita da Vincenzo Sparagna, che raccoglie fumetti e vignette in tono di satira molto pungente e sfrontata, tant che i numeri in uscita si guadagnano spesso il sequestro della magistratura con le accuse di vilipendio e diffusione di materiale osceno (fig. 12). Il clima di redazione interessante e ricorda linformalit di Radio Alice, fatto di sinergie e di collaborazioni aperte, in cui ognuno partecipa ad un tassello del processo realizzativo: nonostante la presenza nello staff di molti autori e disegnatori importanti, uno su tutti Andrea Pazienza, tenendo in mano un numero del Male si ha limpressione che sia il prodotto di un unico autore collettivo. Una delle ragioni del giusto successo riscosso dalla rivista fu, oltre alla satira provocatoria, lidea di falsificare delle prime pagine dei pi importanti quotidiani nazionali. La redazione si ciment nel creare fake deliranti e ironici per i contenuti dei titoli ma accuratamente impaginati in modo verosimile, producendo un effetto di straniamento esilarante. La fase dei falsi del Male si apre ai tempi dellomicidio di Aldo Moro con una prima pagina di Repubblica dal titolo Lo Stato si estinto e prosegue con il Corriere dello
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Collettivo A/Traverso, Alice il diavolo. Sulla strada di Majakovskij: testi per una pratica di comunicazione sovversiva, Shake edizioni underground, 2002 22 Cfr. intervista a Wu Ming 1, in Luca Muchetti, Storytelling. Linformazione secondo Luther Blissett, Arcipelago Edizioni, Milano 2007

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Sport che annuncia lannullamento dei mondiali di calcio, il Corriere della sera che riporta la notizia dello sbarco degli ufo e lUnit che comunica la rottura di Berlinguer con la DC (fig. 13). Giustamente famosa la beffa lanciata dalle colonne di Paese Sera con il titolo Arrestato Ugo Tognazzi: il capo delle BR, ordita grazie anche alla collaborazione dellattore che si fa ritrarre ammanettato e portato via dalle forza dellordine, e parallelamente diffusa con approfondimenti e nuove congetture anche in edizioni fake di quotidiani locali (fig. 14). Non c per dietro queste pubblicazioni solo laspetto ludico e satirico, ma una consapevolezza notevole del potere dei codici ai fini della comunicazione e uno studio preciso dei meccanismi di gatekeeping: Pensare un falso era un esperimento di scrittura creativa: il gioco lasciava spazio alla nostra analisi sul mondo dei media, sul loro modo di raccontare la realt. Il falso diventa una delle cose pi importanti della nostra avventura perch Il Male lo reinventa come strumento narrativo.23 La diffusione dei falsi avviene tramite le edicole, senza preavviso, scatenando dapprima effetti cortocircuitanti di confusione e subito dopo uninevitabile curiosit che porta la rivista, nonostante la radicalit dei suoi contenuti, a raggiungere una grande diffusione e a diventare vero e proprio fenomeno di costume, strappando il gioco detournante dallelitarismo debordiano e riversandolo nella cultura popolare, alla portata di tutti. Bench meno riconosciuta, la parentela con la comunicazione guerriglia evidente sia per quanto riguarda lo spirito e lintenzione sia per lintuizione della formula del fake, arma potente di distorsione semiotica che ha continuato fino a oggi ad essere lo strumento privilegiato nelle azioni di sabotaggio mediatico creativo.

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Cfr. Vincino, Il Male 1978-1982. I cinque anni che hanno cambiato la satira, Rizzoli 2007

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PARTE TERZA
1. La coppia dellArt guerrilla
Analizziamo adesso un caso specifico di comunicazione guerriglia, prendendo in esame il progetto 0100101110101101.ORG attivo dalla fine degli anni Novanta e formato dalla coppia di artisti che adotta gli pseudonimi di Eva e Franco Mattes. Dispiegandosi transmedialmente su pi piattaforme, usano tattiche non convenzionali di comunicazione per ottenere la massima visibilit con il minimo sforzo1. Il loro terreno di gioco quello mediatico con particolare attenzione al campo dellarte, che attraversano con forme originali direttamente connesse alletica dellhacktivism e della communication guerrilla, producendo lavori che si sono guadagnati notevole risonanza ed ammirazione a livello mondiale. Le performances del duo hanno come spinta costante la rivendicazione della libera circolazione della cultura e propongono una riflessione critica sulle dinamiche esistenti e sul potere della comunicazione. A questa sono inestricabilmente connesse le questioni riguardanti lidea di autorialit e luso del copyright. Sullonda lunga del plagiarismo neoista, gli 0100101110101101.ORG duplicano siti web, si appropriano di loghi ed immagini note ri-distribuendoli sotto forme nuove, realizzano campagne commerciali fake utilizzando marchi esistenti, ottenendo sempre una grande risonanza mediatica grazie soprattutto alla loro abilit di sovra-identificarsi con il sistema comunicativo. Oltre a questa attivit pi propriamente guerrigliera, la coppia pioniera della net.art, importante tendenza legata alla produzione di opere artistiche create con il linguaggio di programmazione del web, fruibili liberamente da Internet e modificabili da chiunque, possibilmente interattive, di cui i Mattes si sono occupati soprattutto negli ultimi anni anche in relazione allambiente web di Second Life, di grande suggestione per le possibilit di creazione e moltiplicazione identitaria che offre. Affascinati da questo mezzo, hanno esposto ritratti degli avatar che lo abitano e hanno realizzato performances virtuali, ovvero reinterpretazioni in Second Life di performance storiche di bodyartisti del Novecento.

Cfr. la sezione About del sito HTTP://0100101110101101.ORG/index.html

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2. La prima incursione nel web: Vaticano.org


La prima volta che Eva e Franco Mattes mettono a segno un colpo da hacktivisti risale alla notte del 10 Dicembre 1998. Comprano un dominio con il nome vaticano.org (fig. 15) puntandolo su un server canadese, dove stato precedentemente costruito un sito fake esteticamente molto simile a quello ufficiale www.vatican.va (fig. 16). Un network incaricato di copiare quanti pi testi possibile dal sito vero, modificandoli leggermente per poi pubblicarli sul fake site: 0100101110101101.ORG has decided to open the Holy Doors of the Net to pilgrims from the whole world2. Dal momento della messa on line un gran numero di visitatori si riversano sul sito, che raggiunge in un anno quattro milioni di visualizzazioni, quantificabili come 200.000 utenti rubati al Vaticano, e scala verso la cima delle liste dei principali motori di ricerca. Nei testi-trappola si pu trovare di tutto: tra le righe delle encicliche papali, con effetto straniante per locchio di un lettore attento, sono inseriti proclami eretici, parole iventate, errori e dichiarazioni a favore dellaborto e della liberalizzazione dei costumi sessuali. possibile addirittura richiedere personalmente lindulgenza al Papa via mail, data la prossimit con il Giubileo. La credibilit dei contenuti garantita dalla supposta autorit parlante, indicata dal nome del dominio, e dallaccurata ricostruzione delle vesti grafiche del sito.

3. Darko Maver
Dalla collaborazione quanto mai fruttuosa tra i due Mattes e Luther Blissett nasce lesperienza che sar rivendicata come la grande truffa dellarte. Darko Maver, vero nome di un noto criminologo sloveno, una creatura mediatica che vede la luce nel 98, fantomatico artista serbo politicamente scomodo cresciuto nel difficile contesto geopolitico balcanico, dapprima presente su due siti web che poi, risultati insufficienti a garantirne lesistenza, vengono affiancati da altri indizi. Il personaggio viene costruito nei dettagli, accumulati e diffusi tramite molti canali diversi, e riesce nel suo scopo primario di penetrare le difese immunitarie del sistema

Cfr. http://0100101110101101.org/home/vaticano.org/index.html

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artistico3, guadagnando una crescente visibilit nel climax di due anni che precede la rivelazione della sua inesistenza. La documentazione sulla sua opera allaccademia di Belgrado e le recensioni sulle mostre da lui realizzate nei balcani vengono assemblate ad arte e diffuse viralmente su varie piattaforme, in modo da far crescere la riconoscibilit e la curiosit intorno al personaggio, insieme a deliranti testi teorici da lui scritti che ne giustificherebbero la poetica. La diffusione del nome e dell'opera di Darko Maver una rivolta attiva ad ogni forma artistica dominante. Dove i confini tra realt e falsificazione, se esistono, sono talmente sottili che spesso i ruoli si invertono ed la realt che si trova a copiare l'imitazione, Darko Maver un saggio di purissima mitopoiesi. 4 E in effetti si parla proprio di creazione di un mito, di una narrazione transmediale che, imboccata inizialmente dai nostri guerriglieri, cresce e raggiunge la sua autonomia affabulatoria, diventando leggenda in rete viva e autoreplicante (fig. 17). Strumento principale per la diffusione delle notizie sul web www.EntarteteKunst.org, sorto da una costola del Luther Blissett Project, e siti ad essi collegato, che creano rapidamente un network informativo sullartista. Le opere di Maver vengono censurate in Serbia e distrutte con laccusa di anti patriottismo, lui viene incarcerato: il 30 Aprile 99 viene data la notizia della morte, e limmagine del corpo si diffonde rapidamente su Internet. Le foto delle opere di Maver sono di una crudezza agghiacciante, riportano immagini di corpi umani lacerati e mutilati senza risparmiare dettagli, e cominciano ad attirare lattenzione dellunderground artistico e ad essere esposte a scopo documentativo prima in una galleria di Lubiana e poi a Bologna, contestualmente ad uniniziativa per la libert despressione. Dopo la morte il mito esplode: il nome di Maver rimbalza da una pagina allaltra delle pubblicazioni artistiche, dei quotidiani, degli articoli di costume e societ, dei siti web. La parabola tocca il suo apice quando lartista viene ufficialmente invitato a partecipare alla 48 Biennale di Arte Contemporanea di Venezia, alla quale si presenta effettivamente una delegazione che realizza uninstallazione video dal titolo Darko Maver. The Art of War. un successo, di critica e di pubblico. Il 6 Febbraio 2000 arriva, come una doccia fredda, la rivendicazione di 0100101110101101.ORG e Luther Blissett: E il teorema, una volta ancora, si dimostra esatto: [] Perch Darko Maver non esiste!5.
3 4 5

http://www.lutherblissett.net/archive/487_it.html http://www.lutherblissett.net/archive/487_it.html Ibidem.

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4. Nike ground
Nel Settembre 2003 i Mattes realizzano una performance urbana che ha per teatro lintera citt Vienna, al fine di produrre unallucinazione collettiva capace di alterare la percezione che la gente ha della citt in maniera totale, immersiva6. In mezzo alla storica Karlsplatz viene eretto il Nike Infobox, tecnologico container di vetro trasparente a due piani, sulla cui parete compare la scritta This square will soon be called Nikeplatz. Come insieme to find out (fig. 18). Il progetto dellazienda di comprare i nomi di alcune delle piazze delle pi importanti citt dEuropa viene pubblicizzato anche su altri canali, ad esempio con un sito web apposito realizzato graficamente sulla matrice di quello ufficiale Nike. Allinterno del container il personale disponibile ad illustrare ai cittadini il progetto, e un plastico in 3d mostra il monumento che sar posizionato nella piazza per corredare il cambio di nome: un baffo marchio dellazienda lungo 36 metri rosso fuoco e realizzato con suole di scarpe riciclate (fig. 19). stata addirittura attivata una infoline della campagna e vengono diffusi in tutta la citt dpliant informativi. Linstallazione genera un discreto scompenso nei cittadini, le cui interviste e dichiarazioni vengono registrate e mostrano un generale disappunto in cui si percepisce lo stupore riguardo liniziativa ma non una vera e propria incredulit. Tutti sono contrari al progetto ma non ne mettono in discussione leffettiva veridicit o realizzabilit. In poco tempo arriva la presa di distanza sia dellazienda che della citt di Vienna, che si dichiarano completamente estranee alliniziativa e la smentiscono su tutti i fronti; in Ottobre arriva la rivendicazione di 0100101110101101.ORG che si assume la responsabilit di questa hyper-real theatrical performance7. La multinazionale intraprende subito unazione legale impugnando lutilizzo illecito di materiale protetto da copyright, ma presto costretta a desistere. Public Netbase, lisituto di cultura web della citt di Vienna che produce il progetto dei Mattes, reclama il diritto di intervenire nello spazio urbano e mediale per sollevare la questione della dominazione simbolica nei luoghi pubblici degli interessi privati, sottolineando la natura artistica dellinstallazione che scoragger la Nike dal proseguire la causa, pressata dal pubblico internazionale e dallattenzione mediatica generata dallazione.
6 7

http:// 0100101110101101.org/home/nikeground/story.html Ibidem

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5. The Influencers Festival


Un laboratorio creativo, un luogo di riflessione sulle pratiche fin qui descritte, una possibilit di contatto e di scambio sinergico: questo dal 2004 il The Influencers, festival di arte, comunicazione guerriglia e intrattenimento radicale, curato e ideato proprio da Eva e Franco Mattes. Il festival ha luogo con cadenza annuale presso il Centro di cultura contemporanea di Barcellona ed levento di punta di un progetto pi ampio che si propone di aprire una discussione sulla pratiche di culture jamming in qualsiasi campo dellattuale scenario comunicativo. I tre giorni del Festival sono un collettore eterogeneo che raccoglie una selezione di progetti indipendenti che sfidano, deformano e contaminano quella che potremmo chiamare cultura popolare globale dellera digitale8, e si pone come punto daccesso per un pubblico sempre pi ampio al mondo della guerriglia culturale. Tutta la documentazione video relativa agli interventi degli ospiti presenti al Festival nelle sue edizioni rimane disponibile online sul sito del progetto, al fine di garantire una continuit di discorso e creare una piattaforma web di convergenza tra varie esperienze disseminate nel mondo. Caratteristica del festival anzitutto linterdisciplinariet, la ricerca di connessioni incontrollate ed inedite tra cultura alternativa e cultura di massa nelle forme pi disparate, che vanno dai graffiti alla tecnologia digitale, dalla letteratura alla performance, passando per la costruzione di miti e il sabotaggio informativo, tenute insieme da una spinta verso il rischio, verso lagire politicamente scorretto e il rifiuto del senso comune. In questo laboratorio dove le frontiere tra forme culturali diverse sono fluide ed attraversabili sono stati invitati negli anni i pi visionari ed intelligenti guerriglieri della comunicazione; se nei primi tempi lattenzione era puntata principalmente su esperienze di sovversione dei contenuti mediatici e di manipolazione delle nuove tecnologie, lultima edizione, tenutasi nel Febbraio 2009, si dedicata ad indagare soprattutto pratiche di tipo analogico, come le narrazioni dei Wu Ming e le murate di Blu, comunuqe informate da una sensibilt digitale tangibile. Il successo popolare di molti dei progetti presenti al festival dimostra la possibilit di cogliere lattenzione del pubblico anche utilizzando strategie non commerciali, provocando sorpresa e riflessione critica. Tra gli ospiti del festival ricordiamo Guerriglia Marketing, Insitute for Applied Autonomy, Adbusters, The Yes Men, Dragan Zivadinov, Vincenzo Sparagna e Il Male, Molleindustria, Oscar Brahim, Improv Everywhere, Blu e Wu Ming.
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Cfr. http://theinfluencers.org/en/project

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APPENDICE
1. Immagini

(1) Billboard Banditry

(2) John Heartfiled, Adolfo il superuomo: (3) Hannah Hoch, Taglio con il ingoia oro e vomita sciocchezze, 1932 coltello da cucina dada attraverso lultima Weimar, 1919

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(5) Fumetti dtournati, da Internazionale Situazionista

(4) Subvertising.org

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(6) Manifesto dellInternazionale Situazionista del Dicembre 1967.

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(7) Mappa psicogeografica di Debord

(8) Copertina del disco Holidays in the sun, Sex Pistols, 1977

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(9) Manifesto dellAtelier Populaire Parigi, Maggio 1968

Locandina di God Save the Queen, Jamie Reed, Londra 1977

(10) A/Traverso, Settembre 1977

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(11) Manifesto di Radio Alice

(12) Copertina de Il Male n 2 / 1978

(13) Fake de La Repubblica

(14) Fake di Paese Sera

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(15) www.vaticano.org (fake site)

(16) www.vatican.va (sito ufficiale)

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(17) Media coverage sul caso Darko Maver

(18) Nike infobox, Karlzplatz, Vienna

(19) Modello monumento Nike in Karlzplatz

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2. Bibliografia
Autonome a.f.r.i.k.a. gruppe, Luther Blissett, Sonja Brunzels, Comunicazioneguerriglia. Tattiche di agitazione gioiosa e resistenza ludica alloppressione, Deriveapprodi, Roma, 2001 (no copyright) Luther Blissett, Mind Invaders, Castelvecchi, Roma 2000 (no copyright) Luther Blissett, Tot, Peppino e la Guerra Psichica, 1996 (no copyright) Marshall Mc Luhan, Gli strumenti del comunicare, Net, 2002 Herny Jenkins, Cultura convergente, Apogeo, Milano 2007 Luca Muchetti, Storytelling. Linformazione secondo Luther Blissett, Arcipelago, Milano 2007 Guy Debord, La societ dello spettacolo, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2008 Pierre Lvy, Lintelligenza collettiva. Per unantropologia del cyber-spazio, Feltrinelli, 2002 Christian Jacq, La Massoneria. Storia e iniziazione, Mursia, 2005 Henri Lefebvre, Critica della vita quotidiana, Dedalo, Bari 1977 Greil Marcus, Tracce di rossetto. Percorsi segreti nella cultura del Novecento dal dada ai Sex Pistols, Leonardo Edizioni, Milano 1991 T.Tozzi, A.di Corinto, Hacktivism. La libert nella maglie della rete, Manifestolibri, Roma 2002 W.Molino, S.Porro, Disinformation Technology, Umberto Eco, Il costume di casa, Bompiani, Milano 1973 Collettivo A/Traverso, Alice il diavolo. Sulla strada di Majakovskij: testi per una pratica di comunicazione sovversiva, Shake edizioni underground, 2002 Vincino, Il Male 1978-1982. I cinque anni che hanno cambiato la satira, Rizzoli 2007

3. Sitografia
www.lutherblissett.net http://0100101110101101.org http://subvertising.org www.hackerart.org www.dvara.net/HK http://theinfluencers.org 43

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