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Fornito dalla prof.

ssa Angela Scozzafava EDGAR MORIN


Lessere umano esso stesso nel contempo uno e molteplice. [.] Ogni essere umano, come il punto di un ologramma, porta in s il cosmo. Ogni essere, anche il pi chiuso nella pi banale delle vite, costituisce in se stesso un cosmo1 Partendo da questa convinzione E. Morin ha, da decenni, avviato la riflessione teorica che, nutrendosi di moltissimi contributi, spunti, suggerimenti, suggestioni tratti dai pi disparati campi della cultura umanistica e scientifica, antica e recente, lo ha portato allelaborazione della teoria della complessit. Il punto di partenza la messa in discussione e la critica del grande paradigma dOccidente; ogni paradigma, in quanto tale, si costituisce accettando/negando alcuni concetti che diventano i criteri di pensabilit logica della realt e, in base ad essi, costituisce/esclude lambito stesso della realt. Il paradigma cartesiano, identificato come dominante nella storia della modernit occidentale, disgiunge il soggetto e loggetto, ciascuno con la propria sfera: da una parte, la filosofia e la ricerca riflessiva; dallaltra, la scienza e la ricerca oggettiva. Questa dissociazione attraversa luniverso da una parte allaltra: Soggetto/Oggetto Anima/Corpo Spirito/Materia Qualit/Quantit Finalit/Causalit Sentimento/Ragione Libert/Determinismo Esistenza/Essenza. [..] Questo paradigma determina una doppia visione del mondo, di fatto uno sdoppiamento dello stesso mondo: da una parte, un mondo di oggetti sottoposti a osservazioni, sperimentazioni, manipolazioni; dallaltra un mondo di soggetti che si pongono problemi di esistenza, di comunicazione, di coscienza, di destino.2 Morin convinto che il dominio di questo modello di pensiero sia ormai intollerabile: il suo persistere porta luomo a negare il legame tra uomo - natura - specie, cos come tra scienza politica ideologia, impedendogli di comprendere la natura dei problemi etico/politici che assediano lumanit del XXI secolo. E assurdo separare il concetto di uomo in essere talvolta individuale, talvolta sociale e talvolta biologico, necessario integrare i termini considerandolo quale concetto trinitario individuo societ specie in cui non si pu ridurre n subordinare un termine a un altro.3 Per fare ci bisogna riorganizzare il modo della conoscenza approdando ad un principio di spiegazione complesso, ad una teoria della riorganizzazione che tenga presente innanzitutto il legame, mostrato gi allinizio del Novecento dalle scienze fisiche, tra oggetto osservato e soggetto. Losservatore che osserva e la mente che pensa e forma concetti sono essi stessi indissociabili da una

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E. Morin, I sette saperi necessari alleducazione del futuro, Cortina, Milano, 2001, pag. 58 ibidem, pag.25-26 3 E. Morin, Il Metodo, vol. I, La natura della Natura, Cortina, Milano, 2001, pag.4 1

cultura, dunque da una societ hic et nunc. [] Immediatamente, la realt antropo-sociale si proietta e si inscrive nel nucleo stesso della scienza fisica.4 Si tratta di riunire ci che abbiamo separato e reso diverso/altro, assimilando/integrando loscuro e lincerto. In partenza, siamo privi del metodo; ma almeno possiamo disporre di un anti-metodo, in cui lignoranza, lincertezza, la confusione diventano virt.5 Dobbiamo costruire un metodo nella ricerca, imparare ad apprendere apprendendo, rifiutando la semplificazione, lidealizzazione e ogni sistema razionalizzatore/ordinatore partendo invece da un principio di complessit iniziando un cammino che sia di pensiero e di azione. Riflettendo sui contributi delle scienze e delle teorie pi disparate (dalla termodinamica alla fisica delle particelle alle teorie sullorigine delluniverso, alla teoria dellinformazione, alla genetica agli studi di paleontologia, allecologia, alla linguistica etc) Morin mostra la necessit assoluta di servirsi di concetti apparentemente contrastanti per comprendere la complessit della natura. Non pi solo lOrdine, ma anche il Disordine: luno e laltro emersi nellambito degli studi di microfisica, di genetica, di teoria dellinformazione - sono indispensabili per spiegare il processo attraverso il quale il cosmo disintegrandosi si organizza. Lorganizzazione, meglio lautorganizzazione, nasce da un gioco di interazione tra ordini e disordini che portano allevento dellorganizzazione.6 Ma capire la relazione tra Ordine e Disordine (e tra Uno e Molteplice, etc. come vedremo tra breve) implica comprenderne la natura unitaria, complementare, concorrenziale, antagonista. La descrizione del sistema non pu avvenire isolando le parti ma nemmeno con un riduzionismo olistico che tenga conto solo del Tutto. Il Tutto pi della somma parti, soprattutto per le nuove, indeducibili prima, qualit o propriet che emergono dallorganizzazione dellinsieme7, ma il Tutto anche meno della somma delle parti: perch alcune qualit delle parti considerate isolatamente scompaiono nel sistema. Bisogna comprendere le unit complesse organizzate che, a vari livelli, sono il cosmo, la physis, luomo, etc. Bisogna intendere lunitas multiplex, lunit nella diversit senza privilegiare luno o laltro aspetto. LUno pensato come uno e non uno, nello stesso tempo, relativo rispetto allaltro. Nella microfisica, nella cibernetica, nella biologia riemersa lidea filosofica (Eraclito, Cusano, Hegel) che lantagonismo, nascosto o effettivo che sia allinterno dellUno, svolge un ruolo non solo distruttivo, ma costruttivo. [] La complessit sorge dunque al centro dellUno come relativit, relazionalit, diversit, alterit, duplicit, ambiguit, incertezza, antagonismo nel contempo, e nellunione di queste nozioni che sono complementari, concorrenti e antagonistiche.8 Altro concetto chiave che gli esseri viventi, concepiti come macchine9, sono capaci di produzione di s, attraverso un anello ricorsivo, un processo, cio, attraverso il quale unorganizzazione attiva produce gli elementi e gli effetti che sono necessari alla sua stessa generazione o esistenza, processo circolatorio attraverso il quale il prodotto o leffetto ultimo diviene elemento primo e causa prima10; il vivente, macchina non-artificiale, si riorganizza in una continua relazione con lambiente rielaborando le informazioni.
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ibidem, pag. 5 - 6 ibidem, pag. 12 6 Luniverso il gioco di un bambino con i dadi. Eraclito, cit. in ibidem, pag. 95 7 Si possono chiamare emergenze le qualit o propriet di un sistema che presentano un carattere di novit rispetto alle qualit o propriet delle componenti considerate isolatamente o disposte in un maniera differente in un altro tipo di sistema. ogni stato globale presenta qualit emergenti., ibidem, pag. 121 8 ibidem, pag. 168 - 169 9 concepita non pi alla maniera del meccanicismo cartesiano ma, sulla scorta di Maturana e Varela, come esistenti auto-poietici formulazione in cui la vita non si riduce allidea di macchina, ma comporta lidea di macchina, nel senso pi forte e pi ricco del termine: organizzazione a un tempo produttrice, riproduttrice, auto-riproduttrice, ibidem pag. 189 10 ibidem, pag.213 - 214 2

La conoscenza complessa, che anche conoscenza della complessit, si avr senza scartare dal proprio orizzonte il conoscente, con la consapevolezza che il sapere si e ci trasforma e si avr allinterno di una prassi che non sar manipolativa e barbara come quella del pensiero della semplificazione. Questo metodo ci permette di capire che noi, lumanit, siamo radicati nella physis e nella biologia. Siamo dei super-sistemi aperti [..] Siamo macchine fisiche. Il nostro essere biologico una macchina termica. Questo essere macchina esso stesso un momento in una megamacchina che si chiama societ [..]Siamo esseri organizzati in modo comunicazionale/informazionale, ed nella nostra societ che pone in modo umano/inumano, centrale e tragico, il problema dellApparato e il problema dellasservimento.11 E sulla scia di questi concetti che Morin analizza il processo di ominidizzazione, inteso come morfogenesi complessa in cui sistema genetico, cerebrale, societ-cultura, ecosistema e prassi interagiscono ricorsivamente tra loro, 12 la formazione del linguaggio, della coscienza, della protosociet, fino alla societ storica, caratterizzata dallipercomplessit; la societ storica dunque una totalit nuova, dove lo Stato, la Citt, la Nazione, limpero lIndividuo, la Coscienza, le Classi, la Guerra diventano gli attori del nuovo destino dellumanit.13 In essa lo sviluppo dellindividualit, delle differenti personalit e dellio acquistano una specificit nuova. Luomo dunque una realt bioantropologica totale, ma anche psico-socio-culturale. Cos, lumanit porta al pi alto grado il paradosso delluno e del molteplice. E, per lappunto a causa di ci, essa porta al pi alto grado lattitudine evolutiva La variabilit individuale fonte permanente di devianza [..] fonte occasionale di innovazione.14 La falsa razionalit, ossia la razionalizzazione astratta e unidimensionale, conseguente dal paradigma della semplificazione, ha prodotto nel XX secolo, oltre a progressi notevolissimi nel campo scientifico che non vanno sottovalutati, anche cecit nei riguardi dei problemi globali15. La rivoluzione del paradigma ha innanzitutto valenza umana, etico e politica. Da qui lindicazione dei sette saperi necessari alleducazione del futuro. a) Riconoscere la cecit delle conoscenze: lerrore e lillusione b) promuovere i principi di una conoscenza pertinente, sviluppando lattitudine umana a situare le informazioni in un insieme, promuovendo lintelligenza generale che colga ci che per sua natura complexus, cio tessuto insieme c) insegnare la condizione umana; ognuno dovrebbe prendere coscienza del carattere complesso della propria identit, della presenza, in ognuno di noi di caratteri antagonisti: luomo sapiens e demens, empiricus e imaginarius, etc16. Leducazione dovr fare in modo che lidea di unit della specie umana non cancelli lidea della sua diversit e che lidea della sua diversit non cancelli lidea della sua unit. [..] Comprendere lumano significa comprendere la sua unit nella diversit, la sua diversit nellunit17 (si veda T. Todorov Universalit e difesa dellalterit: Las Casas e i conquistadores, www.emsf.rai.it) d) insegnare lidentit terrestre; la planetarizzazione un fatto, ormai, dirompente. Il mondo diviene sempre pi uno. La mondializzazione unificatrice ma anche violentemente conflittuale, accompagnata dalleffetto della balcanizzazione, i suoi pericoli sono evidenti ma ci sono anche contro-correnti (ecologica, pacifista, etc.) che suscitano speranza. In questo contesto, in cui il momento di fecondit degli Stati nazionali si esaurito, lunione planetaria lesigenza razionale minima di un mondo ristretto e interdipendente. Tale unione ha bisogno di una
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ibidem, pag. 433 vedi E. Morin, Il paradigma perduto, Feltrinelli, Milano, 2001, pag. 57 e segg. 13 ibidem, pag. 179 14 ibidem, pag. 201 - 202 15 E. Morin, I sette saperi necessari alleducazione del futuro, Cortina, Milano, 2001, pagg. 44 - 46 16 ibidem, pag. 59 17 ibidem, pag. 56 3

coscienza e di un sentimento di reciproca appartenenza che leghi alla nostra Terra considerata come prima e ultima Patria.18 e) affrontare le incertezze; lincertezza della conoscenza, come abbiamo visto sopra, ma soprattutto lincertezza/imprevedibilit a lungo termine del reale e le incertezze dellazione. Ci non vuol dire rinunciare allazione, ma agire con la piena coscienza della scommessa che la decisione comporta19 e ricorrendo alla strategia che elabora uno scenario di azione, elabora informazioni, si adatta ai cambiamenti del contesto, accetta compromessi si pone sempre in modo singolare, in funzione del contesto e in virt del suo sviluppo, il problema della dialogica tra fini e mezzi.20 f) insegnare la comprensione; bisogna sviluppare unetica della comprensione, superando egoismi individuali, etnocentrismi, sociocentrismi. Letica della comprensione unarte di vivere che richiede innanzitutto di comprendere in modo disinteressato. Richiede un grande sforzo, perch non pu aspettarsi reciprocit alcuna [.], richiede di comprendere lincomprensione [] richiede di argomentare, di refutare anzich scomunicare e anatemizzare.21 g) promuovere letica del genere umano, una antropo-etica che, partendo dalla coscienza che lumano individuo, parte di una societ e parte di specie e che il potenziamento di un aspetto richiede quello degli altri, porti ad un vero umanesimo. Il nostro disegno etico e politico richiede cos, nello stesso tempo, il potenziamento in senso democratico della relazione individuo societ e il potenziamento della relazione individuo specie ai fini della realizzazione

dellUmanit, ossia il reciproco potenziamento dei termini della triade individuo societ specie. Noi non abbiamo le chiavi che aprano le porte di un avvenire migliore. Non conosciamo le strade gi tracciate. El camino se hace al andar (Antonio Machado) La via si fa con landareMa possiamo individuare le nostre finalit: perseguire lominizzazione nellumanizzazione in virt dellaccesso alla cittadinanza terrestre in una comunit planetaria.22

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ibidem, pag.77 ibidem, pag. 91 92 20 ibidem, pag. 93 21 ibidem, pag.104 22 ibidem, pagg. 121 - 122 4