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1 Brunello Mantelli (Universit di Torino - Dipartimento di Storia) Da Brning a Gring.

La politica economica tedesca 1930-1939 e il concetto di economia di grande spazio (Groraumwirtschaft) 1) Il biennio 1929-1930 come crepuscolo della democrazia weimariana Lassetto politico democratico e parlamentare che contraddistingue la repubblica di Weimar entra in una crisi irreversibile nei mesi che vanno dalla primavera allautunno del 1930, periodo in cui avviene lo stravolgimento della Costituzione weimariana e si instaura una prassi di governo extraparlamentare che sfocer - senza soluzioni di continuit, da questo punto di vista - nella nomina a cancelliere di Adolf Hitler, conferitagli il 30 gennaio 1933 dal presidente Paul von Hindenburg. Come i suoi immediati predecessori, infatti, il capo della Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (NSDAP) si insedia alla testa di un gabinetto anchesso privo di maggioranza parlamentare, la cui legittimit non si basa quindi sul parlamento, ma fondata unicamente sul sostegno che gli accorda il presidente del Reich repubblicano1. Larticolo 48 della Costituzione weimariana affermava, del resto, che:
qualora lordine pubblico e la sicurezza dei cittadini del Reich tedesco siano gravemente turbati o messi in pericolo, il presidente del Reich ha la facolt di prendere tutte le misure necessarie per il ripristino dellordine e della sicurezza pubblici, se necessario facendo ricorso anche alla forza militare2,

e proseguiva autorizzando il presidente a sospendere, contestualmente, una serie di articoli della Costituzione. Lunico obbligo a cui era sottoposto il capo dello Stato nei confronti del parlamento era quello di informarlo con la massima sollecitudine delle misure intraprese, sulle quali non era richiesto il preventivo assenso della maggioranza dellassemblea; essa per poteva farle decadere pronunciandosi in tal senso 3. Posto che il presidente del Reich era eletto a suffragio universale diretto, il sistema costituzionale weimariano era caratterizzato da un duplice sistema di sovranit; esisteva cio un sovrano per i tempi normali, il Reichstag (la camera bassa), ed un sovrano per i momenti di eccezionalit (Notstand), il Reichsprsident, concepito esplicitamente come un contrappeso rispetto al parlamento4, e dotato di funzioni non certo puramente rappresentative, avendo tra laltro la possibilit di bloccare leggi regolarmente approvate

In questo modo non intendo sostenere che la fase di governi del Presidente (Presidialregierungen) privi di maggioranza parlamentare sia stata obbligatoriamente il prologo del nazionalsocialismo; come ha fatto recentemente notare Gustavo Corni (Storia della Germania. Dallunificazione alla riunificazione 1871-1990, Milano, Il Saggiatore, 1995, p. 204), l avvento al potere di Hitler [fu] un evento complesso, che aveva anche altre cause. Indubbiamente, per, le Presidialregierungen segnarono la fine della democrazia weimariana cos come era stata concepita dai suoi costituenti e come si era realizzata negli anni precedenti, e lasciarono presagire una svolta autoritaria, che non necessariamente avrebbe dovuto portare la camicia bruna. 2 Citato in Karl Dietrich BRACHER, Die Auflsung der Weimarer Republik, Dsseldorf, Droste, 1984 (1 ed. 1955), p. 47, nota n 90. 3 Secondo il dettato dello stesso articolo 48, 3 comma. 4 Hans BOLDT, Die Weimarer Reichsverfassung, in Karl Dietrich BRACHER, Manfred FUNKE, Hans-Adolf JACOBSEN (a cura di), Die Weimarer Republik 1919-1933. Politik, Wirtschaft, Gesellschaft, Bonn, Bundeszentale fr politische Bildung, 1988 (1 ed. 1987), p. 52.

2 dalle camere ma che gli fossero sgradite, nonch di indire su di esse un referendum popolare5. Coesistono cio nel modello costituzionale weimariano uno schema parlamentare che rappresenta una netta rottura con la Costituzione dellImpero bismarckiano e guglielmino, ed uno schema che potremmo definire di monarchia costituzionale elettiva, che ripropone invece le linee essenziali dellassetto crollato nel novembre 1918. Il primo si fonda sulla supremazia del Reichstag, espressione diretta - attraverso un sistema elettorale proporzionale - del corpo elettorale e sulla parallela riduzione del peso del Bundesrat (la camera alta, o consiglio federale, composto dai rappresentanti dei governi degli Stati che avevano dato vita al secondo Reich germanico nel 1871), il quale costituiva lo strumento attraverso cui si era esercitata, sotto gli Hohenzollern, legemonia della Prussia; il secondo, invece, ha come perno una sorta di Kaiser pro tempore (Ersatzkaiser6), che pu togliere al parlamento il potere di accordare o ritirare la fiducia al governo, ricacciando quindi lassemblea elettiva in una mera funzione di controllo, come ai tempi della monarchia, per di pi una funzione di controllo da esercitare sotto la spada di Damocle permanente costituita dalla facolt, conferita al presidente del Reich dallarticolo 25 della Costituzione, di sciogliere il Reichstag. Si configura quindi una sorta di doppia struttura istituzionale, espressione compiuta dellinstabile compromesso weimariano tra, da un lato, i partiti democratici fautori della repubblica parlamentare (con in prima fila le forze componenti la cosiddetta coalizione weimariana, o Linkskoalition, cio la SPD, la DDP7 di Walther Rathenau, il Zentrum cattolico di Matthias Erzberger 8), dallaltro, le lites burocratiche e militari, ostili alla repubblica, nemiche della democrazia di massa, diffidenti verso i partiti e fautrici del ritorno ad uno Stato autoritario che rimetta saldamente nelle loro mani il potere decisionale di cui avevano goduto sotto il primo ed il secondo Guglielmo9. Lequilibrio si rompe definitivamente il 23 marzo 1930, con le dimissioni dellultimo governo parlamentare della repubblica di Weimar, un gabinetto di grande coalizione 10

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In base al 1 comma dellarticolo 73 della Costituzione di Weimar. Cfr. Otto DANN, Nation und Nationalismus in Deutschland 1770-1990, Mnchen, Beck, 1994, p. 245. Il concetto di Ersatzkaiser fu enunciato, come noto, da Max Weber; Hans Kelsen defin invece la democrazia proprio come uno Stato senza Kaiser. 7 La Deutsche Demokratische Partei (DDP), che in seguito aggiunger al proprio nome la definizione di Staatspartei (partito dello Stato), un raggruppamento di sinistra liberale, erede della Fortschrittspartei (partito del progresso) ottocentesca. 8 Significativamente, tanto Erzberger quanto Rathenau, esponenti delle sinistre interne ai loro partiti, cadranno vittime di attentati organizzati dalla destra radicale antirepubblicana (rispettivamente il 26 agosto 1921 ed il 24 giugno 1922) dopo larretramento della coalizione weimariana alle elezioni per il rinnovo del Reichstag del 6 giugno 1920, che la privano della maggioranza parlamentare, aprendo cos una fase di instabilit politica destinata a trascinarsi, per quanto riguarda il Reich, fino al 1930. Lalleanza tra SPD, DDP e Zentrum, allargata inizialmente alla destra moderata della Deutsche Volkspartei (DVP), ma poi ricostituitasi nel 1925 - nella sua forma originaria, resiste invece in Prussia fino al 1932; dato che la Prussia rappresentava allepoca il 62,5% del territorio tedesco ed il 61,2% della sua popolazione, la stabilit politica di cui essa gode fino a pochi mesi prima della chiamata al potere di Hitler rappresenta per tutto il periodo un efficace contrappeso alle susseguenti crisi che travagliano il governo centrale. 9 Cfr. in proposito lanalisi, in chiave sistemica, di Gian Enrico RUSCONI, La crisi di Weimar. Crisi di sistema e sconfitta operaia, Torino, Einaudi, 1977, passim; nonch il recente studio di Stefano TRINCHESE, La repubblica di vetro. La nascita di Weimar tra rivoluzione e continuit, Roma, Studium, 1993, passim. 10 Nel linguaggio politico dellepoca si definisce grande coalizione (groe Koalition) lallargamento della coalizione weimariana alla destra liberalconservatrice rappresentata dalla DVP. Erede dei nazionalliberali del periodo bismarckiano, la DVP, inizialmente monarchica, assume progressivamente - sotto la guida

3 (SPD, Zentrum, BVP11, DDP, DVP) presieduto dal socialdemocratico Hermann Mller, che si era insediato il 29 giugno 1928. Nonostante, per effetto delle elezioni del 20 maggio 1928, la coalizione disponga di una solida maggioranza (301 seggi su un totale di 491, pari ad oltre il 61%12), essa incontra immediatamente notevoli difficolt che si aggravano nel 1929, anno che, pur segnato dalla firma del piano Young13 e dal fallimento del referendum promosso contro di esso dalle forze della destra antirepubblicana 14, mostra come nel campo dei nemici della Repubblica si stia affermando la linea favorevole alla formazione di una coalizione antiweimariana 15; lesito stesso del referendum, pur positivo per il

di Gustav Stresemann - una posizione tutto sommato di accettazione e difesa della forma repubblicana dello Stato e della sua Costituzione. 11 La Bayerische Volkspartei (BVP) rappresenta lespressione bavarese del cattolicesimo politicamente organizzato; con landare del tempo aveva sviluppato un forte spirito autonomista nei confronti del Zentrum, finendo col costituire di fatto un partito del tutto autonomo. 12 La SPD era tornata a sfiorare il 30%, risultando di gran lunga il primo partito (153 seggi), mentre la destra antirepubblicana aveva perso voti e seggi, anche per effetto della frammentazione in diverse liste (la Deutsch-nationale Volkspartei [DNVP] passa dal 20,5% al 14,2%, e da 103 a 73 deputati; la NSDAP dal 3% al 2,6% e da 14 a 12 deputati; le forze minori di orientamento nazionalconservatore, a prevalente base contadina o fondate su istanze localiste, ottengono complessivamente il 9,2%, e 47 rappresentanti). Da un punto di vista meramente quantitivo, quindi, la coalizione weimariana avrebbe potuto essere ricostituita e godere di una maggioranza, per quanto risicata (256 seggi, pari al 52%). Ricavo i dati citati da Eberhard KOLB, Die Weimarer Republik, Mnchen, Oldenbourg, 1993, pp. 282-283. 13 Il piano Young, sottoscritto a Parigi il 7 giugno 1929 dalla Germania e dai paesi suoi creditori per effetto delle riparazioni di guerra, consolidava ulteriormente il debito tedesco concedendo a Berlino dilazioni pi lunghe, rate pi basse e - in particolare - notevolmente ridotte fino al 1932 rispetto al piano Dawes dellaprile 1924; inoltre, la Germania otteneva leliminazione delle procedure di verifica dello stato della sua economia e labolizione degli organi, composti di rappresentanti delle potenze creditrici, che ne erano deputati al controllo. Francia e Gran Bretagna si dichiaravano altres disponibili a ritirare le proprie truppe stanziate in Renania entro il 30 giugno 1930, con un anticipo di ben sei anni rispetto a quanto stabilito a Versailles. Cfr. in proposito Martin VOGT (a cura di), Die Entstehung des Youngplans, dargestellt vom Reichsarchiv 19311933, Boppard am Rhein, Boldt, 1970; nonch Peter KRGER, Die Aussenpolitk der Republik von Weimar, Darmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, 1993 (1 ed. 1985), pp. 476-495. Lopposizione della destra antirepubblicana non si volgeva tanto contro questo o quellaspetto del piano Young; tendeva piuttosto a servirsene come pretesto per mettere radicalmente in discussione la repubblica di Weimar, considerata essa stessa - al pari delle riparazioni - un frutto avvelenato della pace di Versailles. 14 Del comitato promotore per il referendum, costituitosi il 9 luglio 1929, fanno parte la DNVP, la NSDAP, lo Stahlhelm - Bund der Frontsoldaten (Elmetto - Lega dei combattenti al fronte. Potente organizzazione combattentistica e reducistica guidata da Franz Seldte, lo Stahlhelm ha per tutti gli anni Venti fortissimi legami con la DNVP, che allenter progressivamente allinizio degli anni Trenta, iniziando un percorso di avvicinamento al partito nazionalsocialista). La presidenza del comitato per il referendum assunta da Alfred Hugenberg, importante uomo daffari ed imprenditore, nonch esponente dellala destra della DNVP; ad Hugenberg fa capo gran parte della produzione firmica e documentaristica del periodo weimariano, nonch numerosi organi di stampa; egli perci una sorta di signore dei mass-media dellepoca. In proposito cfr. Heidrun HOLZBACH, Das System Hugenberg. Die Organisation brgerlicher Sammlungspolitik vor dem Aufstieg der NSDAP, Stuttgart, Deutsche Verlags-Anstalt, 1981, passim. 15 Allinterno di quello che allora era il maggior partito della destra antirepubblicana, la DNVP, una linea del genere significava scegliere una stabile alleanza con la NSDAP (al tempo una piccola formazione estremista), considerata come la rappresentante dellarea nazionalpopulista (vlkisch); ci diede luogo ad accese discussioni che portarono, in seguito alla vittoria della frazione - capitanata da Hugenberg - favorevole alla costruzione di un fronte di opposizione nazionale, alluscita dal partito di importanti dirigenti e numerosi quadri. Ad allontanarsi furono sia esponenti delle correnti moderate, sia fautori di una restaurazione monarchica come strumento per la restaurazione delle vecchie gerarchie sociali, prospettiva che - ai loro occhi - mal si conciliava con il radicalismo nazionalpopulista e razzista di Hitler e dei suoi adepti. Cfr. BRACHER, Die Auflsung..., cit., pp. 276-287; vedi, inoltre, limportante Hermann WEI - Paul HOSER (a cura di), Die

4 governo Mller16, palesa lesistenza di un blocco compatto di cittadini e di esponenti della politica e del mondo degli affari schierato contro la Costituzione; inoltre, nelle settimane immediatamente successive il crollo della Borsa di New York, che avrebbe innescato la Grande Crisi, la decisione del governatore della Reichsbank, Hjalmar Schacht 17, di pronunciarsi contro la ratifica del piano Young, schierandosi cos - nei fatti - con la Nationale Opposition fautrice del referendum, mette messo in evidenza come tra gli attori principali della vita economica stesse verificandosi un processo di autonomizzazione dalle istanze della politica, e dal controllo parlamentare a cui la Costituzione di Weimar aveva sancito venisse sottoposta la politica economica18. La crescente insofferenza di gran parte dellimprenditoria nei confronti sia della politica sociale che aveva contraddistinto fin dalle origini la repubblica e che il governo Mller, a prevalente maggioranza socialdemocratica, si era impegnato a rafforzare, sia della politica salariale propugnata dalle organizzazioni sindacali si era manifestata, fin dal 1928, in ripetuti tentativi da parte di importanti gruppi industriali di non rispettare i contratti di lavoro precedentemente sottoscritti con i sindacati, e in una pressione sempre crescente verso il partito della coalizione pi sensibile, per cultura, linea politica, base elettorale alle richieste del mondo imprenditoriale, la DVP, perch si facesse portatore di una politica di riduzione delle prestazioni sociali. I primi effetti della crisi economica, con il conseguente aumento della disoccupazione, approfondiscono le crepe allinterno della maggioranza, mentre
aumentavano vieppi, allinterno della Confederazione degli industriali [Reichsverband der Deutschen Industrie - RdI], le voci favorevoli alla sostituzione della democrazia parlamentare con un regime che mettesse al primo posto lordine e lefficienza senza le lungaggini parlamentari, e fosse amico degli imprenditori19.

Deutschnationalen und die Zestrung der Weimarer Republik. Aus dem Tagebuch von Reinhold Quaatz 1928-1933, Mnchen, Oldenbourg, 1989, passim. 16 La proposta di legge della Nationale Opposition, oggetto del referendum del 22 dicembre 1929, prevedeva la cancellazione pura e semplice del residuo debito risultante dalla riparazioni di guerra e contemporaneamente disponeva venissero incarcerati i firmatari tedeschi del piano Young; se approvata, avrebbe aperto una gravissima crisi politica sia sul piano internazionale, sia negli equilibri interni; essa trovo il consenso di appena il 14% del corpo elettorale, cifra non elevata, ma che stava comunque a dimostrare che almeno un elettore su sei era pregiudizialmente ostile alla repubblica. Cfr. Hagen SCHULZE, La repubblica di Weimar. La Germania dal 1917 al 1933, Bologna, Il Mulino, p. 380. 17 Il memorandum di Schacht contrario al piano Young reso pubblico il 6 dicembre 1929, due settimane prima dello svolgimento del referendum. Il banchiere si sarebbe poi dimesso dalla presidenza della Reichsbank il 3 marzo 1930; lo avrebbe sostituito Hans Luther. Schacht sarebbe stato reintegrato nella carica di presidente della Reichsbank da Adolf Hitler, nel marzo 1933; nellagosto dellanno successivo il Fhrer del nazismo lo avrebbe altres nominato ministro delle Finanze. 18 Assieme a Schacht, prende posizione contro il piano Young Albert Vogler, presidente del Konzern metallurgico Vereinigte Stahlwerke ed influente membro della DVP, partito membro della coalizione di governo ed il cui massimo esponente, Gustav Stresemann, ministro degli esteri nel gabinetto Mller, si era impegnato personalmente nella stesura del piano medesimo; che gli interessi economici organizzati stessero prendendo le distanze dalle forze politiche e puntassero a rappresentarsi in prima persona ne fu spia significativa la costituzione, nel marzo dello stesso 1929, del fronte verde (Grne Front der Landwirtschaft), coalizione dei produttori agricoli posta sotto legemonia dellultraconservatore e antirepubblicano Reichslandbund (Lega agricola del Reich), organizzazione nata nellimmediato dopoguerra dalla fusione del Bund der Landwirte (Lega degli agricoltori), gi attivo nella Germania imperiale come rappresentante della grande propriet fondiaria, e dei Landbnde (Leghe agricole) locali, nati nel periodo rivoluzionario della Repubblica di Weimar raccogliendo in parte le suggestioni del movimento consigliare; cfr. Gustavo CORNI, La politica agraria del nazionalsocialismo 1930-1939, Milano, Angeli, 1989, p. 20. 19 BRACHER, Die Auflsung..., cit., p. 262.

5 Lultimo atto del governo di groe Koalition sar la ratifica parlamentare del piano Young, il 12 marzo 1930; due settimane dopo, il 27 marzo, di fronte allimpossibilit di raggiungere un compromesso sulle misure da prendere per arrestare la crescita del debito pubblico che non fosse puramente e semplicemente la riduzione del sussidio di disoccupazione, Mller ed i suoi ministri rassegnano le dimissioni. Il 29 marzo, richiamandosi in modo sostanzialmente anticostituzionale allarticolo 48, Paul von Hindenburg conferisce a Heinrich Brning, esponente dellala destra del Zentrum, lincarico di cancelliere, alla guida di un gabinetto di minoranza che si regge sul sostegno del Reichsprsident. Brning diventa il punto di coagulo di spinte tra loro assai diverse, da coloro che ritengono necessaria trovare una soluzione - non importa se temporaneamente autoritaria - allingovernabilit generata dalla crisi della groe Koalition, a chi pensa sia questa lunica via per prendere misure, sicuramente impopolari, ma giudicate necessarie per far fronte agli effetti montanti della crisi economica mondiale, a quanti invece giudicano sia venuto il momento di disfarsi dellodiata repubblica parlamentare ed avviarsi allinstaurazione di un regime autoritario, magari restaurando la monarchia degli Hohenzollern. Nei tre mesi successivi la questione del bilancio dello Stato diventa cruciale: la caduta del gettito fiscale e lincremento dei sussidi di disoccupazione, entrambi effetti della crisi, creano uno sbilancio insostenibile; Brning propone la riduzione delle prestazioni sociali, laumento dei contributi e la creazione di unapposita tassa di solidariet (Notopfer) a carico di funzionari dello Stato ed impiegati, nonch sgravi fiscali sugli investimenti di capitale, ma ci che pi conta che il nuovo cancelliere, che si autodefinisce un tecnico (Fachmann), convinto - e con lui buona parte delle lites sociali ed economiche - che non esista altra via per uscire dalla crisi, e non disposto a tenere in alcun conto uneventuale opposizione parlamentare. Allorch, il 17 luglio 1930, la maggioranza del Reichstag, conformemente alla norma costituzionale, si pronuncia per la decadenza del decreto governativo sul consolidamento delleconomia e delle finanze (Notverordnung zur Sicherung von Wirtschaft und Finanzen) emanato il giorno precedente, Brning risponde leggendo in aula il decreto di scioglimento dellassemblea; le nuove elezioni sarebbero state indette per il 14 settembre successivo. Appena otto giorno dopo la dissoluzione del Reichstag, il governo emana un nuovo decreto legge riproponendo, in forma ancor pi radicale, le misure cassate il 17 luglio , senza che questa volta ci [sia] un Parlamento che [possa] agire contro di esse 20. Il voto di met settembre stravolge la geografia parlamentare preesistente: se la SPD, con il 24,5% dei suffragi e 143 seggi, rimane il partito pi forte, la NSDAP diventa la seconda forza parlamentare, con il 18,3% dei voti e 107 seggi; la groe Koalition non avrebbe pi i numeri per governare (conterebbe su 280 seggi rispetto ad un totale di 57721), daltro canto la destra antirepubblicana, sia pur sommando NSDAP, DNVP, e forze minori, si fermerebbe molto prima: a 21622. Rendendo di fatto impossibile una maggioranza parlamentare dotata di una qualche coerenza politica, le elezioni del settembre 1930 hanno
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SCHULZE, La repubblica..., cit., p. 396. In base alla legge elettorale weimariana, il numero dei deputati che compongono il Reichstag non fisso, ma varia in rapporto con la proporzione dei votanti sul totale degli iscritti alle liste elettorali; nel 1928 aveva votato il 75,6% degli elettori, nel 1930 la percentuale sale all 82%, perci la camera bassa viene ad essere composta rispettivamente da 491 e 577 membri. 22 Restano fuori dal computo i 77 deputati del partito comunista tedesco (KPD), il quale conosce un buon successo elettorale (dal 10,6% del 1928 al 13,1%, con un aumento di 23 mandati), ma che - in questa fase - non disponibile ad alcuna coalizione, e i 4 deputati della Konservative Volkspartei, formazione nata dalla scissione della DNVP in seguito al prevalere in essa delle posizioni di Hugenberg.

6 trasformato la Presidialregierung da rimedio eccezionale in soluzione obbligata, ed hanno contributo in modo decisivo alla delegittimazione del parlamento, processo questo gi in corso nei mesi precedenti; a quel punto, inoltre, apparso chiaro come circa un quarto degli elettori, scegliendo candidati della NSDAP o della DNVP, cio di partiti schierati senza alcuna riserva contro la democrazia repubblicana e favorevoli ad una sua trasformazione in senso dittatoriale, abbiano assunto una posizione favorevole ad un cambio radicale di sistema. Non per caso, appena undici giorni dopo il voto di met settembre, Adolf Hitler dichiarer, di fronte alla corte suprema di Lipsia 23, che il suo partito intende utilizzare soltanto mezzi conformi alla Costituzione per porre le basi di quella trasformazione dello Stato che corrisponde alle idee che noi propugnamo 24. 2) Politica estera (Auenpolitik) e politica del commercio estero (Auenwirtschaftspolitik) nel periodo di Brning (1930-1932) Parallelamente alla perdita di centralit e di potere del parlamento, nella fase delle Presidialregierungen emerge vieppi, sia nellambito della politica estera come tale, sia in quello della politica economica, nonch per quanto riguarda la politica del commercio estero, il ruolo decisionale assunto, surrettiziamente, da istanze di natura tecnocratica che sfuggono al controllo politico degli organi rappresentativi; accanto ai gruppi di pressione espressione di potenti interessi privati (Reichsverband der Deutschen Industrie; Grne Front der Landwirtschaft; Deutscher Industrie-und Handelstag25 e cos via) aumenta il peso di branche interne ai grandi apparati pubblici, dai ministeri degli Esteri, dellEconomia, dellAgricoltura, alla Reichsbank ed alla stessa Reichswehr26. La funzione di queste istanze diventa cruciale proprio a causa dello stretto legame che, sotto Brning, viene ad essere stabilito tra politica estera in senso stretto (Auenpolitik) e politica del commercio estero (Auenwirtschaftspolitik); un fenomeno in cui convergono fattori congiunturali e tendenze ben radicate nella storia e nella cultura delle lites dirigenti germaniche. Il crollo dei flussi commerciali internazionali, la netta riduzione degli scambi tra le due sponde dellAtlantico e la frammentazione del mercato mondiale a causa del collasso delle parit valutarie imperniate sulloro27, conseguenze tutte della crisi del 1929 28, impongono
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Presso la corte suprema di giustizia del Reich, la cui sede era Lipsia, era in corso il processo per alto tradimento a carico di un gruppo di ufficiali di Ulm della Reichswehr. 24 Cfr. Albrecht TYRREL (a cura di), Fhrer befiel... Selbstzeugnisse aus der Kampfzeit der NSDAP, Dsseldorf, Droste, 1969, p. 300. 25 Il Deutscher Industrie-.und Handelstag lorganizzazione di coordinamento delle camere di commercio locali. 26 I dicasteri degli Esteri e dellEconomia (Auswrtiges Amt - AA - e Reichswirtschaftsministerium RWiM) dispongono di un organo di coordinamento comune, la Zentrale Stelle fr den Auenhandel; esisteva gi da tempo, inoltre, una commissione per la politica commerciale (Handelspolitisches Ausschu) che, sotto la presidenza del responsabile della divisione di politica commerciale (Handelspolitische Abteilung) dellAA, radunava periodicamente alti funzionari del RWiM, del ministero delle Finanze, e del ministero per lAgricoltura. La Reichswehr, dal canto suo, aveva istituito nel 1929, nellambito dellufficio armamenti dellesercito (Heereswaffenamt), uno stato maggiore per leconomia (Wirtschaftsstab). Cfr. Eckart TEICHERT, Autarkie und Groraumwirtschaft in Deutschland 1930-1939, Mnchen, Oldenbourg, 1984, pp. 52-74. 27 Sul rapporto tra gold standard e Grande Crisi, cfr. Barry EICHENGREEN, Gabbie doro. Il gold standard e la Grande Depressione 1919-1939, Milano-Roma-Bari, Cariplo-Laterza, 1994 (1 ed. 1992), passim. 28 Cfr. Charles P. KINDLEBERGER, La grande depressione nel mondo 1929-1939, Milano, Etas Libri, 1989 (1 ed. 1973), passim.

7 alla Germania, la cui economia strutturalmente basata sullesportazione e che difetta di materie prime cruciali per lindustria oltre che di sufficienti derrate alimentari, misure di salvaguardia e controllo dei flussi commerciali che tengano altres conto della carenza di divise di cui il paese patisce.
Tra il 1925 ed il 1929 il volume delle esportazioni [tedesche] era aumentato in media del 10%, crescendo di due volte e mezza rispetto allincremento del prodotto nazionale lordo e del volume delle importazioni. Nel corso del periodo di crisi 1930-1933 il tasso di esportazioni cal con un ritmo altrettanto rapido [...]. Circa il 50% delle importazioni tedesche costituito da merci di produzione agricola; nel 1929 il 60% di essi rappresentato da alimenti e derrate [...]. Per quanto riguarda le materie prime [...] la dipendenza della Germania dallestero era assai pi alta di quella degli Stati con uno sviluppo industriale paragonabile. Lindustria germanica ricorreva allimportazione per soddisfare oltre il 50% del suo bisogno di materie prime e semilavorati29.

Al calo costante delle riserve in oro e valuta pregiata (da circa 3 miliardi di marchi allinizio del 1930 ad appena 100 milioni di marchi tre anni dopo 30) Brning risponde introducendo, nel 1931, il controllo dei cambi, misura presentata come temporanea, motivata dalla necessit di far fronte alle crisi bancarie, ma destinata a diventare punto cardine della politica economica tedesca, al di l dei mutamenti intervenuti nella direzione politica, fino alla conclusione della Seconda guerra mondiale 31. La via scelta dalla Germania per far fronte agli effetti della crisi del 1929 si discosta in modo significativo tanto da quella dei paesi che scelgono di svalutare la propria moneta (come, per esempio, Gran Bretagna, Svezia, Stati Uniti), quanto da quelli che - almeno per qualche anno - cercano di tenere in vita il gold standard, formando il blocco delloro (tra gli altri, Francia, Belgio, Polonia, Italia) 32; il governo Brning cerca invece di mantenere stabile il potere dacquisto del marco e manovra in modo da non alterarne il rapporto di cambio estero, coerentemente con la prospettiva deflazionistica - di per s ispirata alle teorie liberiste classiche33 - che persegue:
lidea portante era che in via di principio, indipendentemente dallandamento congiunturale del momento, le entrate e le uscite dello Stato dovessero essere sempre in pareggio. Per tener fede a questo principio, gi dallestate del 1930 fu necessario procedere al taglio delle uscite e alla creazione di nuove fonti di entrata 34.

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TEICHERT, Autarkie..., cit., rispettivamente alle pp. 13, 22, e 23. Ivi, p. 28. 31 Cfr. Willi A. BOELCKE, Deutschland als Welthandelsmacht 1930-1945, Stuttgart-Berlin-Kln, Kohlhammer, 1994, pp. 20-22. 32 Per un esame complessivo di economia e finanza mondiali tra le due guerre dal punto di vista della politica economica tedesca, rinvio a Gottfried HABERLER, Leconomia mondiale e il sistema monetario internazionale tra le due guerre, in Deutsche Bundesbank (a cura di), Economia e finanza in Germania 18761948, Milano-Roma-Bari, Cariplo-Laterza, 1988 (1 ed. 1976), pp. 219-258. 33 In netto contrasto con esse invece la politica protezionista che Brning adotta nei confronti dellagricoltura, sotto la pressione del Reichslandbund e delle altre associazioni dei produttori; ci da luogo a molteplici conflitti, interni alla compagine ministeriale, tra sostenitori degli interessi delle associazioni industriali e rappresentanti del mondo agricolo; cfr. Hans-Erich VOLKMANN, Die NS-Wirtschaft in Vorbereitung des Krieges, II parte del volume di Wilhelm DEIST et alii, Ursachen und Voraussetzungen des Zweiten Weltkrieges, Frankfurt am Main, Fischer, 1989 (edizione riveduta ed ampliata del vol. I, uscito nel 1979, della serie Das Deutsche Reich und der Zweite Weltkrieg, curata dal Militrgeschichtliche Forschungsamt), pp. 211-438, qui a p. 214. 34 Heinrich IRMLER, Crisi bancaria e politica della piena occupazione (1931-36), in Deutsche Bundesbank, Economia..., cit., p. 328.

8 Lo sganciamento della sterlina dalla sua base aurea, e la conseguente svalutazione della valuta britannica, decise dal governo di Londra il 21 settembre 1931, si traducono automaticamente in una rivalutazione del marco, valutata positivamente dalle autorit germaniche perch essa comporta una parallela riduzione dellammontare delle riparazioni di guerra, calcolate in buona parte in sterline e dollari, mentre un mutamento verso il basso della parit aurea della valuta tedesca avrebbe determinato un aumento del debito, come era stato espressamente previsto dal piano Young; daltro canto, un marco troppo forte agisce da moltiplicatore degli effetti deflazionistici delle politica economica governativa, e rischia di incentivare le importazioni e di deprimere le esportazioni, accentuando gli squilibri della bilancia commerciale e mettendo a rischio le riserve valutarie. Il gabinetto Brning reagisce introducendo un rigido controllo statale sui movimenti valutari 35, ma per ovviare alle difficolt che il marco forte provoca alle imprese esportatrici - costretto a concedere sussidi straordinari per lincentivazione dellexport (Zusatzausfuhrverfahren), che pesano sul bilancio pubblico e sulle riserve valutarie. Ci rappresenta un ulteriore incentivo a far ricorso al bilateralismo: Berlino, cio, punta a stipulare con il maggior numero possibile di paesi accordi di compensazione (clearing), stabilendo con ciascuno parit specifiche tra marco e moneta dello Stato contraente, e cercando di pareggiare i flussi reciproci di commercio estero. In questo modo al mercato mondiale si sostituiscono relazioni bilaterali, le quali incorporano, in misura prima inusitata, rapporti di forza e determinazioni di natura prettamente politica, che si affiancano e non di rado prevalgono sulle dinamiche di carattere puramente economico (come per esempio i prezzi relativi di alcuni beni tanto industriali quanto agricoli). aperta cos la strada verso una
politica che vedeva in rapporti economici complementari unoccasione tanto sul piano economico quanto su quello politico per ridare alla Germania un ruolo di grande potenza. A tale scopo la costruzione nellEuropa centrale (Mitteleuropa) di unarea valutaria comune pareva essere un opportuno punto di partenza 36.

Nel 1932 Berlino stipula i primi accordi di compensazione con lAustria e lUngheria, a cui poi seguiranno negli anni successivi analoghe intese con quasi tutti gli Stati europei 37; a sottoscriverle sono inizialmente le banche centrali. Punto centrale di ogni trattato la fissazione di un determinato tasso di cambio bilaterale, e la decisione di dar vita a casse di compensazione in cui ogni singolo debitore verser quanto dovuto e da cui i creditori preleveranno ci che loro spetta. In tal modo tra i contraenti di ogni singola intesa bilaterale si elimina ogni flusso di valuta; a muoversi sono soltanto merci ed, eventualmente, persone (come nel caso del turismo). Le cosiddette partite invisibili (rimesse di qualunque genere) confluiscono nelle casse di compensazione, contribuendo cos al riequilibrio di flussi di import-export eventualmente asimmetrici. Nel contesto dato dalla crisi, allinizio degli anni Trenta, la Germania, paese debitore e a moneta debole [cio, di fatto, non convertibile], si trov[a] attratta dai paesi del centro Europa e dellEuropa sud-orientale, che [sono] in una situazione simile38; fatto sta che leffetto delle intese economiche tra Berlino e gli Stati dellarea danubiano-balcanica (Jugoslavia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Grecia, Turchia, Albania) di dirottare parte consistente
35

I decreti demergenza (Notverordnungen) che stabiliscono le regole per il controllo dei cambi sono emanati rispettivamente il 15 ed il 18 luglio, ed il 1 agosto 1931; ivi, p. 315 36 TEICHERT, Autarkie..., cit., p. 32. 37 Ne resteranno esclusi soltanto Gran Bretagna, Francia, Belgio e Lussemburgo. Cfr. ibidem. 38 Albert O. HIRSCHMAN, Potenza nazionale e commercio estero. Gli anni trenta, lItalia e la ricostruzione, Bologna, Il Mulino, 1987 (a cura di Pier Francesco Asso e Marcello de Cecco), p. 109.

9 della loro esportazione verso il mercato germanico; questi paesi diventano cos, proprio grazie al bilateralismo, importanti acquirenti dei prodotti industriali tedeschi 39. Se teniamo presente che, nel periodo considerato, il contributo complessivo dei paesi del Sudest europeo al commercio estero tedesco non supera mai il 15% del totale, mentre per ciascuno di essi i flussi di merci da e per la Germania rappresentano dal 20 al 50% del totale del proprio import-export40, e se consideriamo i prezzi delle merci scambiate allinterno della cosiddetta area del marco negli anni Trenta, indiscutibile che i paesi meno sviluppati dellarea danubianobalcanica abbiano trovato nella Germania da lato un buon acquirente, pronto ad accettare prezzi superiori a quelli correnti sul mercato mondiale, dallaltro un compratore tendenzialmente monopsonista 41; ne consegue che la loro struttura produttiva subisce una sorta di distorsione, e ne risulta indebolita la gi gracile spinta allo sviluppo economico ed industriale 42. Come gi si accennato, la soluzione data dalla Germania di Brning ai dilemmi posti dalla crisi mondiale non va letta soltanto come una risposta, basata sulle teorie economiche condivise dallintelligencija nazionalconservatrice dellepoca, ad una situazione congiunturale di gravi difficolt; essa riprende, al contrario, concetti e punti di vista che erano gi largamente diffusi nel periodo bismarckiano e guglielmino: elemento cardine e principio comune ai settori conservatori, antirepubblicani ed antidemocratici dellestablishment weimariano sono le concezioni di Groraumwirtschaft (economia di grande spazio) e Growirtschaftsraum (grande spazio economico), note anche sotto le denominazioni di Pan-Europa, Mitteleuropa, o Zwischeneuropa (Europa intermedia)43. In queste teorizzazioni si combinano esigenze di politica economica con istanze prettamente geopolitiche e di natura strategica; esse danno grande importanza al fatto che la Germania possa avere a disposizione in qualunque circostanza, in modo particolare in caso di conflitto militare, materie prime e derrate alimentari per essa assolutamente indispensabili. Si tratta di concezioni che sono elaborate dagli intellettuali nazionalisti e conservatori sul finire dellOttocento, vengono riprese dai teorici del nazionalismo economico (Nationalkonomie) influenzati dallo statalismo della scuola storica (Historische

39 40

BOELCKE, Deutschland..., cit., pp. 49-54. TEICHERT, Autarkie..., cit., p. 19. Si tenga presente, inoltre, che lAnschlu dellAustria nel 1938 elev ulteriormente queste percentuali: lexport ungherese nel Reich pass dal 24,2% al 41,1%, ed il suo import dal Reich dal 26,2% al 44,1%; la quota rumena sal rispettivamente dal 19,7% al 26,4% e dal 28,5% al 37,5%; ivi, p. 353, tabella 4. 41 Nel senso che lo spazio dazione del venditore rigorosamente limitato dal fatto che tutte o gran parte delle merci che produce hanno un solo acquirente. 42 Sarebbe tuttavia scorretto ritenere che i rapporti tra Germania e Stati dellEuropa centrale e sudorientale siano improntati ad una logica di sfruttamento dei pi deboli da parte del pi forte; occorre invece leggerli alla luce della categoria della dipendenza, che da meramente economica si sarebbe poi rovesciata in subalternit politica e militare dopo il 1939; cfr. il dibattito in proposito tra Alan S. MILWARD, The Reichsmark Bloc and the International Economy, e Bernd-Jrgen WENDT, Sdosteuropa in der nationalsozialistischen Groraumwirtschaft. Eine Antwort auf Alan S. Milward, in Gerhard HIRSCHFELD e Lothar KETTENHACKER (a cura di), Der Fhrerstaat. Mythos und Realitt. Studien zur Struktur und Politik des Dritten Reiches, Stuttgart, Klett-Cotta, 1981, rispettivamente alle pp. 377-413 e 414-428. Milward critica in particolare il concetto di sfruttamento applicato ai rapporti tra la Germania e gli Stati pi deboli dellarea del marco, mentre Wendt sottolinea lintreccio tra logica economica e geopolitica nelle politiche economiche tedesche verso il Sudest europeo. 43 VOLKMANN, Die NS-Wirtschaft..., cit., in particolare alle pp. pp. 211-247.

10 Schule)44 prima e dopo la Grande Guerra, e si diffondono largamente agli albori degli anni Trenta:
man mano che la crisi interna ed internazionale si approfondi[sce], si svilupp[a] un diffuso orientamento nellopinione pubblica che rende praticamente privo di rischi dal punto di vista politico per il regime del Presidente un radicale mutamento degli obiettivi e dei metodi per quanto riguarda la politica commerciale rivolta verso i paesi esteri [...]. Un fattore di gran peso in questo processo [] il diffondersi di un modo di pensare di carattere strategico e geopolitico. Esso propon[e] di considerare il commercio con lestero sotto un profilo militare ed ideologico 45.

Ma non si tratta solo di riflessioni accademiche:


Viene ipotizzato come obiettivo finale uno spazio economico europeo che dovrebbe raccogliere circa trecento milioni di esseri umani, che possa stare alla pari, se non superare, con larea egemonizzata dallAmerica, con limpero britannico, con il grande spazio sino-giapponese in via di costituzione, nonch con quello russo. [Nellelaborazione di questi progetti] un ruolo particolare giocato dalla Studiengesellschaft fr Mittel- und Sdosteuropa (Societ di studi per lEuropa centrale e del Sudest) e dal Mitteleuropische Wirtschaftstag (Congresso economico dellEuropa centrale); questultimo, che opera sotto linfluenza del Langnamverein46, del Reichsverband der Deutschen Industrie, e del Deutsche Industrie- und Handelstag, rappresenta gli interessi dellindustria pesante nellEuropa centrale e lavoro per mantenere aperte ed allargare gli spazi di penetrazione verso lEuropa meridionale ed orientale47

Attraverso le idee di Groraumwirtschaft e di Growirtschaftsraum viene quindi proposto un modello economico di carattere organicista, gerarchico e sedicente armonico, in cui diverse aree economiche sono interconnesse tra di loro attraverso meccanismi di scambio regolati, cos da formare uno spazio economico tendenzialmente (anche se non sempre concepito come totalmente) chiuso; esso presuppone necessariamente il passaggio ad un regime politico antidemocratico, autoritario e caratterizzato da una rigida gerarchia. Non per caso il tentativo di Brning di governare gli effetti della crisi economica mondiale attraverso una mescolanza di rigida politica deflazionistica allinterno, richiesta ai paesi vincitori del 1918 di rivedere il debito estero germanico cagionato dalle riparazioni di guerra), e ripresa sul piano propagandistico di temi tipici dellagitazione nazionalistica presuppone una svolta in politica interna che faccia piazza pulita del parlamentarismo e modifichi radicalmente, in senso autoritario, la Costituzione di Weimar:
Le Presidialregierungen persegu[ono] una revisione della Costituzione che da un lato, attraverso una riforma del Reich, interven[ga] nelle autonomie dei Lnder, dallaltro, attraverso la riconduzione del Parlamento ad una mera funzione di controllo, renda possibile la conduzione autoritaria della cosa pubblica secondo il
44

Ad essa facevano capo studiosi come Werner Sombart, Edgar Salin, Constantin von Dietze; essi scorgevano nello sviluppo capitalistico una tendenza verso un capitalismo pianificato, che avrebbe dovuto essere guidato da uno Stato autoritario ed orientato secondo una prospettiva di nazionalismo economico, TEICHERT, Autarkie..., cit., p. 94. 45 Ivi, p. 103. 46 Con la denominazione di Langnamverein era comunemente noto il Verein zur Wahrung der gemeinsamen witschaftlichen Interessen in Rheinland und Westfalen (Associazione per la difesa degli interessi economici comuni in Renania e Vestfalia), fondato nel 1871; per informazioni pi complete sul Mitteleuropische Wirtschaftstag e sui gruppi finanziari ed industriali che lo sostenevano (assai pi numerosi di quelli citati in nota) rinvio a Alfred SOHN-RETHEL, Industrie und Nationalsozialismus. Aufzeichnungen aus dem Mitteleuropischen Wirtschaftstag, Berlin, Wagenbach, 1992 (1 ed. 1973), in particolare alle pp. 65-71 e note relative (edizione italiana con il titolo: Economia e struttura di classe del fascismo tedesca, Bari, De Donato, 1978). 47 VOLKMANN, Die NS-Wirtschaft..., cit., pp. 222-223.

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modello di Bismarck. Questi progetti trova[no] il loro culmine nel bizzarro proposito di Brning di restaurazione della monarchia degli Hohenzollern, e nella proposta di costruire un nuovo Stato, ispirato chiaramente al modello italiano, avanzata da Franz von Papen 48.

Per questa via la Presidialregierung avrebbe assunto una dimensione permanente, e sarebbe stato finalmente realizzato un obiettivo da sempre assai caro alla destra politica programmaticamente antirepubblicana. Il cancellierato dellesponente cattolico rappresenta perci una fondamentale cesura, sia nella politica interna, sia nelle relazioni internazionali:
dopo il 1930 si manifesta con molta pi forza un modo di definire gli obiettivi che mette in primo piano il nazionalismo, si esprime con molta virulenza e si dimostra capace di esercitare notevole influenza; tesi del genere esistevano gi in precedenza, ma si presentavano come unalternativa alla politica dei governi in carica. Esse si orientano verso una concezione autarchica del mercato, sostengono il protezionismo, la riduzione dellinterdipendenza sul piano internazionale, ed il ritorno a intese speciali di carattere bilaterale [...] sul piano politico [si manifesta] la volont di sciogliersi dai legami internazionali e di ritornare ad un assetto internazionale che renda possibile alla Germania una politica indipendente, di avere le mani libere 49.

Ci si manifesta in pi ambiti, tra cui spiccano il rifiuto del memorandum presentato, nel mese di maggio 1930, da Aristide Briand, allora ministro degli Esteri del governo di Parigi, dove si delineava una prospettiva di unificazione politica ed economica dellEuropa; il rilancio dellipotesi di unione doganale con lAustria (nel successivo mese di giugno), percepita e presentata dai responsabili della politica estera di Berlino come il primo passo verso la costruzione di una zona di libero scambio che avrebbe dovuto comprendere anche Ungheria, Cecoslovacchia, Jugoslavia e Romania, nonch - in prospettiva - Polonia e Stati baltici; la richiesta di revisione delle riparazioni di guerra dovute dalla Germania, che non si limita a mirare alla messa in discussione del piano Young alla luce della crisi finanziaria internazionale, ma si propone esplicitamente il loro abbandono; infine la volont di porre sul tappeto il superamento dei limiti posti dal trattato di Versailles allarmamento del Reich tedesco, a cui viene rivendicato il diritto alla parit militare con le potenze di pari livello. Se si tien conto che la nascita di uno spazio economico coordinato nellEuropa centrale e meridionale avrebbe dovuto creare, secondo Brning ed i suoi, le condizioni pi favorevoli per discutere con gli Stati che ne avrebbero fatto parte quelle revisioni dei confini - ovviamente a favore della Germania - che lopinione pubblica nazionalconservatrice non si stancava di rivendicare, facile capire che linsieme di queste prospettive delinea uno scenario di crisi con la Francia e di messa in radicale discussione degli equilibri europei50. 3) Laggressivit verso lestero come rimedio allincombente crisi. Fondamenti e limiti della politica nazionalsocialista 1933-1939

48

Detlev J. K. PEUKERT, Die Weimarer Republik. Krisenjahre der Klassischen Moderne, Frankfurt am Main, Suhrkamp, 1987, p. 254. Di questo volume, assai importante, ora disponibile la traduzione italiana, con il titolo La repubblica di Weimar, Torino, Bollati Boringhieri, 1996). Von Papen, anchegli esponente, al pari di Brning, del Zentrum cattolico, ne rappresenta lala ultraconservatrice; personalmente legato ai circoli dellalta finanza e della grande industria, il 5 maggio 1932 von Papen sostituir Brning nella carica di cancelliere del Reich, anchegli alla testa di una Presidialregierung. 49 KRGER, Die Aussenpolitik..., cit., pp. 522-523. 50 Ivi, pp. 523-551.

12 Come si visto, la scelta in favore della Groraumwirtschaft inestricabilmente connessa, gi nella fase delle Prsidialregierungen, con lidea di uneconomia orientata alla guerra; ci va inteso non solo e non tanto nel senso che le forze e le personalit favorevoli a quella prospettiva lavorino coerentemente alla pianificazione della guerra, quanto piuttosto nel senso che una serie di preoccupazioni, timori, incubi risalenti alla Grande Guerra (il blocco economico attuato dalle potenze dellIntesa; il deficit cronico della produzione alimentare che gener la carestia nel territorio del Reich guglielmino, il crollo del fronte interno che ne consegu) influenzano le scelte e gli orientamenti dei decisori politici di Berlino, tanto prima, quanto - ed ancor di pi - dopo la nomina a cancelliere del Reich di Adolf Hitler, il 30 gennaio 1933, e la dittatura terroristica che viene instaurata nei mesi successivi. Ci comporta il deciso orientamento in favore della Mitteleuropa e dellEuropa del Sudest come cuore della Groraumwirtschaft, in quanto territorio dove era possibile instaurare scambi tra un centro produttore di manufatti industriali ed una periferia fornitrice di materie prime e prodotti agricoli (Stati dellarea danubiano-balcanica). Di per s, la costruzione della Groraumwirtschaft comporta una doppiezza strutturale rispetto ai mezzi da utilizzare, doppiezza che rinvia allintreccio gi ricordato tra Auenpolitik ed Auenwirtschtspolitik: accanto allutilizzo di mezzi egemonici pacifici (trattati bilaterali, accordi di clearing) non si esclude mai, in funzione del soddisfacimento di interessi strategici, il ricorso alle armi od a una pressione politica assai vicina alla soglia dellaggressione:
durante la crisi economica mondiale la NSDAP non solo si f[a] portatrice dellidea di unautarchia da realizzare in un grande spazio economico, ma integr[a] questo concetto, che si basava principalmente su riflessioni riguardanti il commercio ed i trattati commerciali, tramite unaggressiva componente di politica di potenza. La concezione [tipicamente nazionalsocialista] della vita come lotta port[a] cos a concepire la guerra come un aspetto ineliminabile non solo della politica, ma anche delleconomia51.

Nonostante il carattere particolarmente aggressivo della concezione nazista di autarchia52, allinizio degli anni Trenta la costruzione di unarea economica nel cuore dellEuropa con cui mantenere relazioni economiche favorevoli (nel senso pi globale possibile del termine) costituisce - almeno a breve termine - un obiettivo largamente condiviso e assolutamente ragionevole agli occhi della tecnocrazia attiva nelle istanze dello Stato e dellindustria privata nellultima fase della Repubblica di Weimar e nel primo periodo della dittatura hitleriana 53; che esista una forte
continuit [tra lultima fase della Repubblica di Weimar ed il Terzo Reich hitleriano] pu essere dimostrato anche sotto il profilo del personale politico. Rappresentanti dellorientamento favorevole ad una pi spiccata politica revisionista ed a una ripresa della politica di potenza come Neurath54 oppure Blomberg55, Hugenberg
51 52

VOLKMANN, Die NS-Wirtschaft..., cit., p. 234. Per unanalisi pi dettagliata delle elaborazioni nazionalsocialiste in ambito economico, e della loro prassi di governo delleconomia dopo il 1933, rinvio ad Avraham BARKAI, Das Wirstschaftssystem des Nationalsozialismus, Frankfurt am Main, Fischer, 1988 (1 ed. 1977), passim. 53 Si veda, a mero titolo di esempio, larticolo 70 Millionen etwicklungsfhiger Konsumenten der Zukunft. Sdosteuropa statt bersee, pubblicato il 24 giugno 1933 sul n 289 del quotidiano economico Berliner Brsen Zeitung, la cui autrice, leconomista berlinese Hedwig Meyer, indica apertamente nellEuropa sud-orientale unalternativa non puramente congiunturale ai mercati doltreoceano. Ho reperito il ritaglio, assieme a parecchi altri dello stesso tono, nel fondo Reichsbank, n 25.01, busta 2553, presso il Bundesarchiv - Abteilungen Potsdam. 54 Konstantin von Neurath ambasciatore a Roma dal 1921 al 1930, poi a Londra dal 1930 al 1932, quando von Papen, nominato cancelliere, lo chiama a ricoprire la carica di ministro degli Esteri, che mantiene

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oppure Papen occupa[no] anche nel nuovo governo di concentrazione nazionale [il governo presieduto da Hitler] posizioni assai significative. Il loro sforzo precedente teso ad integrare la NSDAP in un nuovo governo (basato anchesso sullappoggio del Presidente) si fondava non marginalmente sulla speranza di rafforzare, in tal modo, le basi per una linea revisionista secondo la prospettiva di una politica di potenza. A ci corrispond[e] ora lidea di addomesticare e porre limiti ad Hitler, in modo da poter controllare linfluenza ed il peso del nuovo cancelliere anche nellambito della politica estera56.

La politica economica perseguita dalla NSDAP come partito di governo (dal mese di luglio 1933 unica formazione politica legale 57) dopo il 30 gennaio 1933 non rappresenta perci alcunch di radicalmente nuovo, ma essenzialmente la prosecuzione di linee ed orientamenti gi diffusi in precedenza e divenuti poi, dopo il 1930, ispiratori della politica dei governi del Presidente. La consonanza facilmente riscontrabile tra idee largamente condivise nei circoli conservatori della burocrazia, delle forze armate, e dellindustria e lagire politico del governo guidato da Hitler spiega esaurientemente il progressivo avvicinamento delle tradizionali lites al nazionalsocialismo58, il cui specifico contributo e la cui significativa novit consistono da un lato nella messa a disposizione di un lessico politico e di un immaginario propagandistico che si sarebbero rivelati un potente strumento egemonico (i nazisti avrebbero tradotto il concetto, relativamente ostico, di Groraumwirtschaft in quello ben altrimenti efficace di Lebensraum - spazio vitale fornendo altres, attraverso le teorie razziali di derivazione vlkisch, un fondamento non meramente ancorato a rapporti di forza politico-economici ma fornito di una specifica naturalit allidea di Growirtschaftsraum, che veniva cos tradotto in quello di gerarchia di popoli59), dallaltro nel considerare come assolutamente logico e razionale che la guerra sia non solo la continuazione della politica tout court, ma altres la continuazione della politica economica con altri mezzi, estendendo ad allargando oltre misura la vecchia formula di Clausewitz.
La Weltanschauung [nazionalsocialista] si bas[a] su di una utopia che guarda allindietro. Essa presa a prestito da immagini e modelli di un passato idealizzato e romanzato, si rif ad ordinamenti sociali e statuali propri di et eroiche, patriarcali od assolutistiche; a queste idee viene conferito per un carattere avanguardistico e massificato, trasformandole in strumenti ideologici di lotta di un nazionalismo totalitario. Il concetto di lite proprio di un ceto signorile aristocratico diventa cos l aristocrazia di sangue nazionalrazziale (vlkisch); lidea di un capo supremo del popolo (Volksfhrer) di natura plebiscinaria prende il posto del potere per grazia divina dei principi; la sottomissione dei ceti subalterni si sublima nel concetto, mobilitante in senso nazionale, di seguaci [del Fhrer]. Queste nuove formula pa[iono] risolvere la sotto la successiva Presidialregierung guidata dal generale Kurt von Schleicher e poi ancora nel gabinetto presieduto da Hitler. Neurath rimane alla guida dellAuswrtiges Amt fino al 4 febbraio 1938. Il 18 marzo 1939 Hitler lo nomina Reichsprotektor della Boemia e della Moravia. 55 Werner von Blomberg, militare di carriera, nominato da Hitler ministro della difesa il 30 gennaio 1933, e resta in carica fino al 1938 (dal 1935 con il titolo di ministro della Guerra). 56 Marie Luise RECKER, Die Aussenpolitik des Dritten Reiches, Mnchen, Oldenbourg, 1990, p. 45. 57 Il 2 maggio 1933 viene sciolta la centrale sindacale socialdemocratica; il 24 giugno successivo ad essere colpiti da interdizione sono i sindacati cristiani; la SPD posta fuori legge il 22 giugno; gli altri partiti si autosciolgono nei giorni successivi (DNVP e DVP il 27 dello stesso mese; la DDP il 28; la BVP il 4 luglio, seguita dal Zentrum il 5). La KPD viene presa immediatamente di mira e obbligata ad una clandestinit di fatto gi dal mese di marzo. Il 14 luglio viene formalmente sancito il divieto di fondare partiti politici al di fuori della NSDAP. 58 Cfr. Hans MOMMSEN, Der Nationalsozialismus und die deutsche Gesellschaft. Ausgewhlte Aufstze, Reinbeck bei Hamburg, Rowohlt, 1991, in particolare il saggio Zur Verschrnkung traditioneller und faschistischer Fhrungsgruppen in Deutschland beim bergang von der Bewegungs- zur Systemphase, alle pp. 39-66. 59 WENDT, Sdosteuropa..., cit., p. 417.

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vecchia contraddizione del periodo imperiale gugliemino tra Stato autoritario e societ industriale, e nello stesso tempo permettere il ritorno ai sani principi guida dellordine tradizionale che regnava prima dellavvento della democrazia [...]. [Per quanto riguarda la politica estera] Hitler e la NSDAP f[anno] proprie le versioni pi radicali degli obiettivi che erano sorti nella Germania guglielmina dal sommarsi della spinta espansiva del capitalismo industriale, della dinamica di potenza intrinseca alla monarchia militare degli Hohenzollern, e delle aspirazioni di dominio di una burocrazia statuale ancora profondamente segnata da una mentalit autoritaria e legata allidea di una societ divisa rigidamente in ceti [...]. La ripresa da parte del nazionalsocialismo del pangermanesimo imperialista del periodo guglielmino [] possibile - dopo la guerra mondiale e la rivoluzione - solo al prezzo di una loro trasformazione e dinamizzazione in senso totalitario, della conversione del patriottismo in totalitarismo nazionalrazzista (vlkisch)60.

Sarebbe tuttavia inesatto ritenere che sulle prospettive della politica economica vi sia, allinterno del gruppo dirigente del Terzo Reich, una totale identit di vedute, come se le iniziative via via poste in atto dal 1933 al 1939 non rappresentassero altro che tappe coordinate dellattuazione di un piano preesistente e fondamentalmente coerente 61; da un lato, infatti, coesistono prospettive assai diverse circa il da farsi una volta superate le conseguenze pi drammatiche della crisi: per alcuni, prevalentemente alti funzionari dei ministeri economici e degli Esteri e tecnocrati del settore privato (tra essi Hans Posse, del Reichswirtschaftsministerium, Karl Ritter, dellAuswrtiges Amt, nonch Hjalmar Schacht, tornato nuovamente alla testa della Reichsbank e poi nominato - nellagosto 1934 - ministro dellEconomia), una Germania diventata pi forte si sarebbe dovuta progressivamente reintegrare nel mercato mondiale; per altri (sostanzialmente il gruppo dirigente della NSDAP pi vicino ad Hitler) occorre invece proporsi il raggiungimento di unautosufficienza autarchica su scala tendenzialmente continentale 62. Analogamente, negli anni Trenta non vi unicit di vedute tra i massimi esponenti del partito nazionalsocialista e dello Stato circa i rapporti che avrebbero dovuto intercorrere tra uno spazio economico mitteleuropeo (tendenzialmente paneuropeo) dominato dalla Germania e le economie doltremare; esistono tendenze favorevoli ad una chiusura quasi totale, e posizioni favorevoli ad un certo grado di interscambio, pur sottoposto ad un rigido controllo centrale63. Queste differenziazioni non passano per tra differenti istanze contrapposte, ma attraversano tutte quante le istituzioni preposte al commercio con lestero, che - come tipico della prassi politica e decisionale del Terzo Reich - sono tuttaltro che centralizzate e gerarchizzate; assistiamo anzi al moltiplicarsi delle competenze tra organi di Stato, di partito, e strutture istituite ad hoc64. Su una questione di cruciale rilevanza invece possibile rilevare, allinterno delle sfere dirigenti del regime, una concordanza quasi perfetta di ordine strategico: esiste infatti una forte consonanza sullimportanza cruciale che le risorse economiche e produttive
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Martin BROSZAT, Der Staat Hitlers. Grundlegung und Entwicklung seiner inneren Verfassung, Mnchen, Deutsche Taschenbuchverlag, 1987 (1 ed. 1969), pp. 39-40. 61 Come invece sostenuto, ad esempio, da BARKAI, Das Wirtschaftssystem..., cit., in particolare alle pp. 42-67. 62 Cfr. WENDT, Sdosteuropa..., cit., pp. 425-427. 63 Cfr. TEICHERT, Autarchie..., cit., pp. 254-260. 64 Accanto allHandelspolitische Auschu ed alla Reichstelle fr den Auenhandel (denominazione assunta il 18 ottobre 1933 dalla Zentralestelle organizzata in precedenza dai ministeri dellEconomia e degli Esteri), nasce nel dicembre 1933 la rete delle berwachtungsstellen destinate a sorvegliare limportazione di prodotti agricoli e materie prime. Nello stesso mese riorganizzato il controllo sulle valute attraverso la Reichsstelle fr Devisenbewirtschaftung. Nellottobre 1935 la Wehrmacht ristruttura i suoi uffici economici nel Wehrwirtschaftsstab; nel maggio dello stesso anno, per, Schacht era gi stato nominato Generalbevollmchtigter fr die Kriegswirtschaft. Gli anni che seguono vedono un ulteriore moltiplicarsi di competenze e centri decisionali.

15 dellURSS hanno per lo sviluppo dei progetti di autarchia continentale coltivati dalle lites germaniche65; per tutta la fase precedente lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale al loro interno non mancano per, in proposito, divergenze tattiche: tra imprenditori e burocrati, pur sostanzialmente concordi con lantibolscevismo nazionalsocialista, presente una consistente tendenza favorevole a stringere con lUnione Sovietica rapporti politici ed economici che la leghino pacificamente (almeno pro tempore) alla Groraumwirtschaft tedesca, ed a privilegiare la tradizionale direttrice di penetrazione nellarea danubianobalcanica66, mentre Hitler e la sua cerchia sottolineano esplicitamente, e senza stancarsi, la necessit a distruggere lURSS, occupandone il territorio e sfruttandolo a fondo67. Nei circoli dirigenti di Berlino prevarranno, come sappiamo, da un lato la dimensione ideologica tipicamente nazionalsocialista che vede nel bolscevismo, in quanto sintesi di marxismo, slavismo, ed ebraismo, il nemico mortale con cui necessario fare i conti una volta per tutte, dallaltro la paura di una possibile ripetizione della crisi del novembre 191868 e la volont di esorcizzarla mettendo le mani - appena possibile - sulle risorse agricole e sulle riserve di materie prime di cui lURSS dispone in misura per nulla trascurabile e che invece scarseggiano alla Germania. Da questi presupposti prender le mosse, nel giugno del 1941, la cosiddetta operazione Barbarossa 69; nel momento in cui la politica bellicista ed aggressiva della Germania nazista porta allinnescarsi di un conflitto generale in Europa, perci la linea pi radicale ad imporsi; su di essa si allineano prontamente, a quel punto, le lites della burocrazia e dellindustria, che

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Cfr. Rolf-Dieter MLLER, Das Tor zur Weltmacht. Die Bedeutung der Sowietunion fr die deutsche Wirtstafts- und Rstungspolitik in der Zwischenkriegszeit (1919-1939), Boppard am Rhein, Boldt, 1984, in particolare a p. 330 e ss. 66 Cfr. WENDT, Sdosteuropa..., cit., pp. 426. 67 Cfr. Peter KRGER, Hitlers Europapolitik, in Wolfgang BENZ, Hans BUCHHEIM, Hans MOMMSEN (a cura di), Der Nationalsozialismus. Studien zur Ideologie und Herrschaft, Frankfurt am Main, Fischer, 1993, pp. 104-132, in particolare alle pp. 110-116. In uno studio di notevole importanza (Ribbentrop und die deutsche Weltpolitik 1933-1940. Aussenpolitische Konzeptionen und Entscheidungsprozesse im Dritten Reich, Mnchen, Oldenbourg, 1980), Wolfgang Michalka sostiene che Joachim Ribbentrop, dal 1934 il pi importante consigliere di Hitler negli affari di politica estera e poi - dal 1938 - successore di Konstantin von Neurath alla carica di ministro degli Esteri, si era fatto portatore, dalla met degli anni Trenta in poi, di un programma espansionistico che proponeva la costruzione di un blocco continentale europeo in grado di mettere alle corde la Gran Bretagna, permettendo cos al Giappone di dirigere tutte le sue forze contro gli Stati Uniti. Secondo lo schema elaborato dallo staff di Ribbentrop, lURSS avrebbe dovuto essere indotta con mezzi pacifici a convergere nella Groraumwirtschaft ad egemonia germanica. In questi termini, il progetto si sarebbe significativamente discostato dalle concezioni hitleriane privilegiando la tradizionale politica di potenza di ascendenza guglielmina rispetto al Lebensraum dimpronta nazionalrazzista. Le difficolt incontrate da Ribbentrop nella conduzione del suo piano, che aveva bisogno di coinvolgere attivamente tanto la Francia di Vichy, quanto i regimi fascisti della penisola iberica, ed il radicamento delle concezioni antibolsceviche, antislave, ed antisemite nella mentalit del Fhrer e dei suoi collaboratori fecero s che prevalesse invece la linea della guerra ideologica contro lUnione Sovietica. 68 Cfr. Timothy W. MASON, Sozialpolitik im Dritten Reiches. Arbeitersklasse und Volksgemeinschaft, Opladen, Westdeutscher Verlag, 1978, pp. 15-41 (edizione italiana: La politica sociale del Terzo Reich, Bari, De Donato, 1980). 69 In proposito rinvio allottima raccolta di contributi, in gran parte stesi dagli storici militari attivi presso il Militrgeschichtliches Forschungsamt der Bundeswehr, in Gerd R. UEBERSCHAR, Wolfram WETTE (a cura di), Der deutsche berfall auf die Sowjetunion Unternehmen Barbarossa 1941, Frankfurt am Main, Fischer, 1991 (1 ed. 1984), passim.

16 riorienteranno i propri piani in funzione della Vernichtungskrieg (guerra di annientamento) che la Wehrmacht inizia a mettere in cantiere tra lestate e lautunno del 1940 70. Nei sei anni e mezzo che separano il 30 gennaio 1933 dal 1 settembre 1939, la politica economica del Terzo Reich pu essere descritta come una sequenza di fughe in avanti, con ognuna della quali si fa di volta in volta fronte a una crisi in procinto di esplodere, ponendo per le premesse della crisi futura 71. Le soluzioni di volta in volta trovate accentuano sempre pi la tendenza alla guerra come fuga in avanti definitiva - e senza ritorno. Le cause strutturali dello squilibrio che si cerca ripetutamente di tamponare vanno viste in primo luogo nella permanente sproporzione tra possibilit da parte del Terzo Reich di esportare merci e necessit da parte sua di importarne; le prime sono limitate dalla struttura della relazioni economiche, definite come sono dalla dottrina del bilateralismo e dagli accordi di clearing raggiunti con quasi tutti i principali partner commerciali di Berlino72; le seconde sono rese rigide ed in una certa misura incomprimibili a causa del deficit di prodotti agricoli e di materie prime di cui il Reich germanico soffre dalla sua costituzione nel 1871, deficit aggravato in misura significativa dalle amputazioni territoriali che la Germania aveva subito, sul confine orientale, per effetto del trattato di Versailles73. A ci vanno aggiunte, man mano che ci si inoltra nella seconda met degli anni Trenta, le ricorrenti tensioni sul mercato del lavoro originate dalle piena occupazione, che creano condizioni di per s favorevoli ad una ripresa di conflittualit rivendicativa tra i lavoratori industriali74, nonch le conseguenze negative sulla produttivit delle campagne e sui prezzi agricoli della politica agraria del regime, in mano a custodi dellortodossia razziale e cultori della piccola propriet familiare - in quanto ceppo della pura razza germanica da preservare ad oltranza - come il ministro dellAgricoltura e Fhrer dei contadini del Reich Walter Darr75. Dalla costituzione del Reich germanico, del resto, la sua bilancia commerciale era stata perennemente sospesa ad un precario equilibrio, in cui le esportazioni bilanciavano a malapena le importazioni, a cui per altro era assolutamente impossibile rinunciare; le perdite territoriali conseguenti alla sconfitta nella Grande Guerra avevano ulteriormente aggravato la situazione; solo nei primissimi anni Trenta, cio nel periodo pi profondo della crisi economica mondiale, la durissima deflazione interna e la caduta dei prezzi internazionali avevano determinato il formarsi di un surplus attivo, ma a prezzo di un impressionante aumento della disoccupazione e di una parallela riduzione della domanda interna, elementi che avevano innescato un drammatico circolo vizioso 76. La ripresa delleconomia a partire dalla seconda met del 1933 e dal 1934, le misure prese dal regime hitleriano per ridurre la disoccupazione, lincremento delle spese statali per il riarmo minacciano per di far nuovamente esplodere una crisi da sproporzione tra import ed export, per di pi allinterno di un quadro che vede le riserve valutarie tedesche ridotte al lumicino. La contraddizione, strutturale ma aggravata dalle politiche congiunturali condotte dalle autorit di Berlino e dalla Reichsbank, si manifesta in modo acuto appena
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La decisione di attaccare lUnione Sovietica viene resa nota informalmente alle massime autorit del partito nazista e dello Stato da Adolf Hitler il 31 luglio 1940; una direttiva ufficiale in proposito (HitlerWeisung Nr. 21) verr emanata dal Fhrer solo il successivo 18 dicembre. 71 Cfr. VOLKMANN, Die NS-Wirtschaft..., cit., pp. 292-301. 72 Cfr. BOELCKE, Deutschland..., cit., pp. 44-48. 73 Si vedano le considerazioni in proposito di CORNI, La politica agraria..., cit., pp. 15-34. 74 Cfr. MASON, Sozialpolitik..., cit., pp. 238-299. 75 Cfr. CORNI, La politica agraria..., cit., pp. 303-331. 76 Cfr. VOLKMANN, Die NS-Wirtschaft..., cit., pp. 212-213.

17 diciotto mesi dopo la Machtergreifung77 (conquista del potere) da parte della NSDAP, nel luglio 1934, allorch:
nel sistema economico nazionalsocialista si manifesta[no] i primi sintomi di crisi, da non sottovalutarsi nelle loro dimensioni, che minaccia[no] seriamente il riarmo. Essi hanno a che fare principalmente con il manifestarsi di carenze nel settore delle materie prime [...]. In linea teorica, il governo di Berlino si v[ede] improvvisamente posto di fronte allalternativa se continuare a spingere leconomia in direzione di una preparazione alla guerra, in modo conseguente alle linee inizialmente definite, oppure se orientarsi verso un equilibrio sostenibile, dal punto di vista delleconomia nazionale, tra le esigenze del riarmo e quelle pi generali del sistema economico complessivo; questultima soluzione avrebbe sgnificato rinviare di anni il rafforzamento militare del Reich. Per i detentori del potere nel Terzo Reich, per, un rallentamento dei ritmi del riarmo non [] mai seriamente preso in considerazione; essi perci deci[dono] di imbrigliare tutto quanto il commercio estero, come Schacht propone, attraverso misure di controllo centralizzato sulle valute e sulle materie prime 78.

Prende cos vita, tra la fine di agosto e la met di settembre 1934 il Neuer Plan (nuovo piano); posto sotto la direzione di Schacht, esso prevede una maggior centralizzazione degli acquisti in funzione del potenziamento della produzione degli armamenti, pur preoccupandosi di garantire la disponibilit di beni di consumo in modo da non ridurre lo standard di vita della popolazione; viene inoltre decisa la razionalizzazione delle scorte, cio - nei fatti - una loro riduzione a livelli pi bassi di quelli prima considerati minimi indispensabili. Lo sforzo per ridurre le importazioni non necessarie incentiva le prospettive di una autarchia che - per avere un minimo di possibilit pratiche di essere realizzata - deve assumere lottica del Growirtschaftsraum, ancorch per Schacht il raggiungimento dellautosufficienza nei settori in cui ci sia fattibile e desiderabile non stia di per s in contraddizione con lesser presenti sul mercato mondiale. In ogni caso, tra il 1934 ed il 1936 circa l80% del commercio estero tedesco si svolge in regime di clearing, e vengono stretti nuovi accordi commerciali con i paesi dellEuropa del Sudest 79. Nemmeno due anni dopo, per, nei primi mesi del 1936, il contrasto tra prosecuzione del riarmo a ritmi accelerati da un lato, sviluppo dei lavori pubblici di carattere civile e di rappresentanza nonch del livello di consumi della popolazione dallaltro si riaccende; secondo Schacht (che il 21 marzo 1935 aveva aggiunto alle sue cariche il titolo di Generalbevollmchtigter fr die Kriegswirtschaft - Plenipotenziario per la produzione bellica) leconomia della Germania ha raggiunto i limiti delle sue possibilit; a questo punto necessario frenare gli investimenti per il riarmo allo scopo di liberare risorse per lesportazione (compresa, ovviamente, lesportazione di armamenti, favorita dallenorme capacit produttiva sviluppata nel settore durante gli anni precedenti 80). In caso contrario, si sarebbe dovuto procedere a tagli nei consumi e nei lavori pubblici. Esiste, per la verit, una
terza alternativa, quella di finalizzare la costruzione e laccumulazione di armamenti al raggiungimento di un obiettivo strategico limitato, il pi vicino possibile dal punto di vista temporale. Che si sarebbe finito col
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il termine ufficialmente utilizzato dalla propaganda e dallautorappresentazione nazionalsocialista; oggi la storiografia in lingua tedesca preferisce, per definire gli eventi del gennaio 1933, servirsi del concetto di Machtbernahme (avvento al potere). Sulla particolare torsione subita dalla lingua tedesca ad opera del regime nazionalsocialista rimane fondamentale Victor KLEMPERER, LTI Notizbuch eines Philologen, Leipzig, Reclam, 1993 (1 ed. 1946); assai utile inoltre Karl-Heinz BRACKMANN, Renate BIRKENHAUER, NS-Deutsch. Selbstversndliche Begriffe und Schlagwrter aus der Zeit des Nationalsozialismus, Straelen am Niederrhein, Straelener Manuskripte Verlag, 1988. 78 VOLKMANN, Die NS-Wirtschaft..., cit., pp. 298-301. 79 Cfr. TEICHERT, Autarchie..., cit., pp. 33-35; nonch BOELCKE, Deutschland..., cit., pp. 49-56. 80 Cfr. BOELCKE, Deutschland..., cit., pp. 69-122.

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decidere in questo senso, cosa che avrebbe reso necessario un dirigismo economico ancora maggiore, appar[e] evidente allinizio del 1936; infatti per Hitler un rallentamento degli sforzi per il riarmo non [] da prendere in considerazione81.

Nellestate dello stesso anno i nodi irrisolti costituiti dalla scarsit di valuta e dallessersi ridotte al lumicino le scorte tanto di materie prime quanto di derrate alimentari si manifestano nuovamente con accentuata gravit. La soluzione verr trovata da un lato nella ulteriore concentrazione dei poteri di direzione delleconomia attraverso il cosiddetto Vierjahresplan (piano quadriennale), dallaltro nella parallela decisione di raggiungere in tempi brevi (quattro anni, per lappunto)82 la disponibilit di forze armate numericamente consistenti, pronte allimpiego, armate modernamente, in una parola adatte a condurre con successo operazioni belliche limitate nello spazio e nel tempo:
una tale politica re[nde] possibile procedere con il riarmo servendosi di risorse nel complesso limitate, e permetter in seguito, combinando aggressione militare e pressione diplomatica, di allargare la base economica del Reich ampliandone il territorio [...] In pratica, questa linea [ha] come effetto di concentrare i mezzi disponibili sulla produzione di armamenti immediatamente utilizzabili dalle truppe; di conseguenza una politica di riarmo in profondit viene trascurata a favore della scelta di un riarmo in estensione 83.

Allo scopo di dare attuazione a queste direttive verr istituita ex novo una complessa organizzazione, autonoma e parallela ai ministeri gi esistenti; la guider Hermann Gring, allepoca numero due del regime 84. Nellambito del Vierjahresplan saranno realizzati colossali investimenti diretti a ridurre la dipendenza dallimport di materie prime produttivamente e strategicamente chiave; per esempio, si inizier a costruire impianti per la produzione di benzina e gomma sintetiche, utilizzando procedimenti di idrogenazione del carbone, materia prima di cui la Germania grande produttrice, e si avvier lo sfruttamento dei minerali ferrosi della Bassa Sassonia, relativamente poveri e perci trascurati dai gruppi siderurgici privati. Il fantasma della crisi per esorcizzato, ancora una volta, per appena due anni, e si ripresenta puntualmente nel 1938: nellultimo anno di pace che lEuropa avrebbe conosciuto la Germania deve far fronte non solo alla ricomparsa di chiari segni di surriscaldamento delleconomia 85, ma anche ad una gravissima e - allo stato delle cose - irresolvibile carenza di divise estere, indispensabili daltro canto per acquisti di materie prime strategiche o comunque indispensabili per lindustria86.
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VOLKMANN, Die NS-Wirtschaft..., cit., p. 329. Essere pronti a condurre operazioni belliche entro un periodo massimo di quattro anni era esplicitamente indicato come obiettivo nel promemoria steso da Adolf Hitler nella seconda met di agosto 1936; cfr. Wilhelm TREUE, Hitlers Denkschrift zum Vierjahresplan 1936, in Vierteljahrshefte fr Zeitgeschichte, anno III (1955), n. 3, pp. 175-191. 83 Ivi, p. 333. Per riarmo in profondit si intende una politica che miri prima di tutto ad aumentare le capacit produttive dellindustria militare attraverso investimenti e razionalizzazioni; per riarmo in estensione si fa riferimento invece ad unipotesi che privilegi la produzione a breve termine di quanti pi armamenti possibile, a seconda delle previsioni dimpiego delle truppe in un futuro prossimo. 84 Cfr. Alfred KUBE, Pour le mrite und Hakenkreuz. Hermann Gring im Dritten Reich, Mnchen, Oldenbourg, 1986, pp. 151-201; inoltre Dieter PETZINA, Autarkiepolitik im Dritten Reich. Der nationalsozialistische Vierjahresplan, Stuttgart, Deutsche Verlags-Anstalt, 1968, pp. 57-109. 85 Cfr. MASON, Sozialpolitik..., cit., pp. 208-237. 86 Cfr. PETZINA, Autarkiepolitik..., cit., pp. 109-114. Nonostante, infatti, gran parte del commercio estero tedesco avesse luogo in regime di clearing, erano restati fuori dalle intese bilaterali paesi (in gran parte extraeuropei) fornitori di materie prime di cui Berlino non pu fare a meno ma che costretta a pagare in valuta; per inciso, questa lorigine della cosidetta punta in valuta libera che, richiesta dalla Germania al

19 La contraddizione viene risolta con la spada: alla crisi, di natura economica e semmai aggravata dalle scelte di politica economica del regime, il Terzo Reich risponde con luso della Wehrmacht: nel 1938 con lAnschlu e loccupazione dei Sudeti cecoslovacchi, lanno successivo con lo smembramento della Cecoslovacchia residua e lannessione di fatto di Boemia e Moravia sotto il labile velo giuridico della creazione di un Protettorato del Reich. Lespansione territoriale oltre i confini dellAltreich (Reich originario, come viene denominato dai nazisti il territorio germanico compreso nei confini del 1937) ha per Berlino anche il significato di mettere le mani su risorse (valutarie, finanziarie, agricole, minerarie ed industriali) che le permettono di tamponare ulteriormente la crisi strutturale che attanaglia il Terzo Reich87. Nel medio periodo, le conquiste territoriali acuiranno i problemi di approvvigionamento alimentare e di materie prime, ma tipico del nazionalsocialismo pensare ed agire a tempi brevi (unendo a ci una propaganda che agita prospettive a tempi lunghissimi: il Reich millenario, per esempio. Il tempo medio appare di norma ignorato). Gli eventi di Vienna e di Praga non comportano che il gruppo dirigente tedesco rinunci alla penetrazione pacifica nello spazio danubiano e balcanico visto da Berlino come naturalmente costitutivo del Growirtschaftsraum ad egemonia germanica: la crisi cecoslovacca coincide infatti con importanti accordi economici che vedono come controparti Ungheria, Bulgaria, Jugoslavia e Romania 88. Indubbiamente, per, la spinta verso la costruzione di una Groraumwirtschaft tende irresistibilmente ad evolvere verso una forma di Raubwirtschaft (economia di rapina), di cui faranno via via le spese i paesi conquistati nel corso della guerra che inizier a settembre 1939 89. Fonti ufficiali del Terzo Reich ci mostrano come non manchi nel suo gruppo dirigente - e nello stesso Hitler - la consapevolezza della situazione tuttaltro che brillante in cui la Germania si appresta alla guerra 90; Che il paese sia ben lontano dallavere la preparazione e la disponibilit di risorse di cui disponeva lImpero guglielmino nel 1914 cosa risaputa; parimenti noto, sulla base delle dure esperienze della Grande Guerra, che lEuropa continentale non in grado di produrre a sufficienza derrate alimentari, e di conseguenza vengono date per scontate, fin dallinizio del secondo conflitto, le difficolt di approvvigionamento e le carestie che si manifesteranno nel corso della guerra 1939-1945. Daltro canto rinunciare alle fughe in avanti e far fronte con altri mezzi ed una differente politica economica alla sproporzione strutturale tra import ed export avrebbe voluto dire
momento di trattare intese commerciali con lItalia dal 1934 in poi, pi volte oggetto di discussioni - non di rado aspre - tra i partner dellAsse; cfr. in proposito Felice Guarneri, Battaglie economiche tra le due guerre, Bologna, Il Mulino, 1988 (1 ed. 1953), passim. 87 Per unanalisi dettagliata del significato economico dellAnschlu e delle successive annessioni (nonch dello sfruttamento economico delle risorse del territorio spagnolo controllato dai franchisti durante la guerra civile), cfr. VOLKMANN, Die NS-Wirtschaft..., cit., pp. 375-411. 88 Cfr. BOELCKE, Deutschland..., cit., pp. 111-118. 89 Sui vari aspetti della politica nazionalsocialista tesa a sfruttare economicamente i territori occupati (e sulle diverse modalit di dominio, anche economico, utilizzate rispettivamente in Europa occidentale e settentrionale, nellarea danubianobalcanica, in Polonia ed in Unione Sovietica, cfr. Alan S. MILWARD, The New Order and the French Economy, New York, Oxford University Press, 1970; Idem, The fascist Economy in Norway, London, Oxford at Clarendon Press, 1972; Holm SUNDHAUSEN, Wirtschaftsgeschichte Kroatiens im nationalsozialischen Groraum 1941-1945. Das Scheitern einer Ausbeutungsstrategie, Stuttgart, Deutsche Verlags-Anstalt, 1983; Czeslaw MADAJCZYK, Die Okkupationspolitik Nazideutschlands in Polen 1939-1945, Kln, Pahl-Rugenstein, 1988 (1 ed. 1970); Rolf-Dieter MLLER, Das Unternehmen Barbarossa als wirtschaftlicher Raubkrieg, in UEBERSCHAR, WETTE, Der deutsche berfall..., cit., pp. 85-157. 90 Cfr. MASON, Sozialpolitik..., cit., pp. 299-312.

20 gettare alle ortiche il concetto stesso di Groraumwirtschaft, ed i suoi corollari di bilateralismo e accordi di compensazione, nonch il singolare intreccio tra progetti di autarchia economica, militarismo imperialista, e Weltanschauung razzista che contraddistingue il nazionalsocialismo. Per le lites dirigenti (economiche, burocratiche e militari) della Germania ci avrebbe comportato rinunciare alle prospettive imperiali a cui esse puntavano gi dal periodo guglielmino ed a cui non avevano certo rinunciato a pensare nel periodo della Repubblica di Weimar (da loro sopportata di malagrazia), facendone anzi il fondamento del patto scellerato che esse stringono, allinizio degli anni Trenta, con il movimento nazionalsocialista. Ne sorge una concatenazione sostanzialmente necessaria di scelte irreversibili, ognuna delle quali rende pressoch inevitabile la successiva, ma di una necessit in cui si intrecciano strettamente ragioni politiche, economiche, culturali e sociali; per sottrarvisi i settori di punta del Terzo Reich e della societ tedesca avrebbero dovuto commettere una sorta di suicidio collettivo 91.

Brunello Mantelli, dottore di ricerca in Storia Contemporanea, attualmente professore associato presso il Dipartimento di Storia dellUniversit di Torino. Si occupa principalmente di storia dei fascismi e storia della Germania

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Ci non esclude, naturalmente, che settori dellintelligencija di regime, dellalta burocrazia, degli osservatori economici legati ai circoli imprenditoriali non abbiano iniziato a riflettere, fin dal 1941, sulla riorganizzazione degli equilibri economici e sociali una volta che la guerra si fosse conclusa; in queste riflessioni ben presente, almeno a partire dal 1943, la consapevolezza della sconfitta, e la necessit di prevedere scenari ad essa conseguenti; cfr. In proposito lanalisi di Michael BRACKMANN, Von totalen Krieg zum Wirtschaftswunder. Die Vorgeschichte der westdeutschen Whrungsreform 1948, Essen, Klartext, 1993.