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Chiara Pace a.a. 2010/2011 Corso di Economia dello Sviluppo (Corso Avanzato) Prof. P.G.

Ardeni

IL TERZO OBIETTIVO DI SVILUPPO DEL MILLENNIO


Terzo Obiettivo di Sviluppo del Millennio: Promuovere la parit dei sessi e l'autonomia delle donne 3.A) Eliminare la disparit dei sessi nell'insegnamento primario e secondario preferibilmente per il 2005, e per tutti i livelli di insegnamento entro il 2015. Questo obiettivo di sviluppo del millennio (da qui in poi MDG, dal suo acronimo inglese Millennium Development Goals), fa parte di una serie di obiettivi che gli Stati membri dellONU si sono impegnati a raggiungere entro il 2015. Questi obiettivi sono stati sviluppati dopo il Millennium Summit, svoltosi nel Settembre del 2000 a New York. In questo paper si vuole sottolineare limportanza di questo MDG ed analizzare la metodologia con cui questo obiettivo cerca di essere raggiunto, portando ad esempio alcuni casi pratici. Per la stesura sono stati consultati diversi documenti, il pi importante dei quali Taking Action: achieving gender equity and empowering women a cura della Task Force 3 del UN Millennium Project. un dato di fatto che non ci sia unuguaglianza di genere, e non solo nei paesi cosiddetti sottosviluppati: ovunque nel mondo troviamo disparit, nellambito lavorativo, politico o sociale. Generalmente pi un Paese povero, pi le disparit di genere aumentano, soprattutto nellambito delle opportunit e delle possibilit riservate a ciascun individuo, elementi essenziali per lo sviluppo sia personale che comunitario. In particolare, le sottocategorie di donne che necessitano di un impegno maggiore per lachievement di questo MDG sono: Le donne che vivono in uno stato di indigenza dei Paesi pi poveri hanno raggiunto un aumento della crescita economica, ma il cui tasso di povert rimane significante; Le adolescenti, la cui fascia det costituisce i due terzi della popolazione nei Paesi pi poveri; Donne e ragazze che vivono in zone di guerra.

Le strategic priorities
Per il raggiungimento del terzo MDG entro il termine stabilito (2015), la task force del UN Millennium Project ha stabilito sette strategic priorities. Strategic priority n.1: Rafforzare le opportunit di accesso alleducazione secondaria e terziaria femminile mentre si raggiungono gli obiettivi stabiliti per leducazione primaria universale. Questa priorit va considerata in sinergia con il secondo MDG (Garantire leducazione primaria universale ed assicurare che entro il 2015 tutti i ragazzi, sia maschi che femmine, possano completare un ciclo distruzione primaria). Leducazione femminile molto importante: una donna istruita pi propensa a partecipare alle decisioni familiari, a lavorare in numerosi settori, a controllare le risorse economiche.

Leducazione femminile gioca un ruolo importante anche nellambito della fertilit e della salute: uno studio di K. Subbarao e L. Rainey1 stima che raddoppiando la percentuale di ragazze che ricevono unistruzione secondaria dal 19% al 38%, mantenendo costanti tutte le altre variabili (per esempio, lassistenza medica e il family planning), il tasso di fertilit si riduce dal 5,3 ai 3,9 figli per donna, e la mortalit infantile passa da 81 morti su 1000 a 38. Listruzione secondaria femminile anche associata al matrimonio in et adulta: in un review globale sul matrimonio in giovane et2, listruzione femminile era inversamente proporzionale alla percentuale di ragazze sposate prima dei 18 anni. Le ragazze che non hanno potuto accedere ad unistruzione superiore (7 anni o meno di scuola), sono pi propense a sposarsi prima della maggiore et. Inoltre, leducazione secondaria abbassa il rischio di infezione dellHIV e la prevalenza di comportamenti a rischio associati alle malattie sessualmente trasmissibili. Una ragazza che riceve unistruzione superiore ha pi capacit critiche per discutere della possibilit di contagio con il proprio partner. Per aumentare la percentuale di ragazze che ricevono unistruzione superiore, si possono applicare alcune delle stesse misure usate per incentivare la partecipazione allistruzione primaria: ridurre le tasse scolastiche ed offrire borse di studio mirate; costruire scuole superiori vicino alle case delle ragazze, e rendere le scuole pi vivibili per le donne (per esempio costruendo servizi igienici). In aggiunta a ci, il contenuto, la qualit e la rilevanza delleducazione devono essere migliorati attraverso riforme, corsi daggiornamento per gli insegnanti ed altre azioni. Leducazione deve servire come il veicolo per trasformare le attitudini, le credenze ed i pregiudizi che perpetuano la discriminazione e la diseguaglianza. Strategic priority n.2: Garantire il diritto alla salute sessuale e riproduttiva Questa priorit una condizione essenziale per lachievement del terzo MDG. La salute sessuale e riproduttiva centrale affinch una donna possa raggiungere i suoi obiettivi o e sviluppare le proprie capacit. Le questioni principali legate alla salute riproduttiva sono la contraccezione, la maternit e linformazione. Per quanto riguarda la contraccezione, molti studi lo definiscono un unmet need, una necessit non disponibile. L unmet need for contraception definibile come la disconnessione tra le preferenze di fertilit di una donna (ovvero la propria idea a proposito di quanti figli vorrebbe avere e quando) e cosa fa al riguardo: vorrebbe evitare di rimanere incinta, ma non fa ci quello che dovrebbe fare per evitare una gravidanza indesiderata. Questo concetto si applica solitamente alle donne sposate, ma si pu applicare anche a donne non sposate che conducono una vita sessualmente attiva e a quelle che utilizzano un metodo di contraccezione inappropriato o inadeguato. La misura dellunmet need ci d una stima della proporzione di donne che potrebbero utilizzare dei metodi contraccettivi, ma che non li usano. La presenza di questo unmet need potrebbe far saltare alla conclusione che questo problema si pone per limpossibilit ad accedere ai metodi contraccettivi, per esempio per mancanza di ospedali o consultori. In realt ci possono essere varie ragioni, come spiegato dalla fig. n1.3
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Subbarao K, Rainey L.: Social gains from female education. Econ Dev Cult Change 1995; 44: 10528, [cit. da C. Grown, G.R. Gupta, R. Pande Taking action to improve womens health through gender equality and womens empowerment, The Lancet Gender, UN Millennium Project, 2005. Online allindirizzo http://www.unmillenniumproject.org/documents/TheLancetGender.pdf] 2 Mathur S, Greene M, Malhotra A.: Too young to wed: the lives, rights, and health of young married girls. Washington: International Center for Research on Women, 2003. [ibidem] 3 Immagine presa da Julie DaVanzo, David M. Adamson, Rodolfo A. Bulatao, The Unmet Need for Contraception in Developing Countries, tratto da The Value of Family Planning Programs in Developing Countries, RAND publications, 1998, disponibile online sul sito http://www.rand.org/pubs/research_briefs/RB5024/index1.html

Tra le principali annoveriamo mancanza di informazioni al riguardo della contraccezione, preoccupazioni riguardo alla propria salute, gli alti costi e obiezioni personali o culturali riguardo alluso degli stessi. La mancanza di informazione una delle maggiori cause, addotta da un quarto della popolazione femminile unmet need. Esistono a tal proposito programmi di family planning: stato riscontrato che dove sono presenti questi programmi, la conoscenza dei contraccettivi maggiore. Una delle ragioni pi importanti il costo dei contraccettivi: in alcuni Paesi potrebbero non essere disponibili o troppo costosi. In alcuni Paesi sub-sahariani (soprattutto nella parte occidentale4) una scorta annuale di contraccettivi pu arrivare a pesare per il 20% sul bilancio familiare. Per quanto riguarda la maternit, che anche il tema del quinto MDG (Migliorare la salute materna, ridurre di tre quarti, fra il 1990 e il 2015, il tasso di mortalit materna e rendere possibile, entro il 2015, l'accesso universale ai sistemi di salute riproduttiva) vi un tasso altissimo di mortalit durante il parto o subito dopo. Uno studio coordinato da J.L. lvarez delluniversit Re Juan Carlos di Madrid5, che analizza i dati di 45 Paesi africani dal 1997 al 2006, stima che la met delle donne che ogni anno muoiono per complicazioni legate al parto vivono nellAfrica sub-sahariana. Il tasso di mortalit puerperale un significativo indicatore di diseguaglianza, anche perch la maggior parte di queste morti potrebbe essere evitata: tra le cause principali di mortalit troviamo lemorragia (34%), infezioni (10%), ipertensione (9%) e complicazioni durante il parto (4%), differentemente dai Paesi sviluppati, dove la causa primaria di morte puerperale data dallipertensione. Molti dei casi di mortalit post-partum sarebbero evitabili poich le soluzioni mediche sono ben note. Un ultimo problema dato dalle adolescenti. Le adolescenti, infatti, sono pi vulnerabili davanti alle varie tematiche concernenti la sessualit. Circa 260 milioni di persone al mondo sono donne tra i 15 e i 19 anni, sposate o non sposate, e sono sessualmente attive ma non usano un metodo di contraccezione. Nel 2007, il 45% dei nuovi casi di contagio del HIV composto da giovani tra I 15 ed i 24 anni.6 Come fare per marginare questa situazione? Per quanto riguarda la mortalit puerperale, la situazione non migliorata negli anni, malgrado gli sforzi fatti. Il rapporto con leducazione (strategic priority n1) rimane essenziale: I giovani, sia femmine che maschi, devono essere informati. Inoltre, il sistema sanitario nazionale di ciascun paese dovrebbe provvedere a garantire un trattamento almeno basilare per quanto riguarda la cura delle malattie sessualmente trasmissibili, laborto (quando
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Secondo J.G. Cleland a, R.P. Ndugwa, E. M. Zulu, Family planning in sub-Saharan Africa: progress or stagnation?, Bullettin of the World Health Organisation, 4.11.2010, disponibile sul sito http://www.who.int/bulletin/volumes/89/2/10-077925/en/: In 1999, programmes in the two regions [Eastern and Western Africa] were judged to be equally strong overall, although the availability of contraceptive methods was lower in western Africa. However, in our study, a huge subregional divide was noted in availability or access, which strongly suggests that western Africa has not made as great an effort as eastern Africa to make contraceptive methods widely available. 5 Pubblicata sulla rivista online BMC Public Health del 14 dicembre 2009: http://www.biomedcentral.com/14712458/9/462 6 Tratto da 10 facts on adolescent health (in inglese) :http://www.who.int/features/factfiles/adolescent_health/facts/en/index1.html

legale) in tutte le sue tappe, le cure ostetriche e tutto quello che pu aiutare una donna a prendere piena coscienza della sua sessualit. Strategic priority n3: Investire nelle infrastrutture per alleggerire le mansioni domestiche per donne e ragazze Labilit delle donne e delle ragazze di partecipare alla vita pubblica, civica e sociale, o di impegnarsi nelleducazione (dunque di potenziare le proprie abilit) spesso limitata dalle mansioni domestiche, la quale responsabilit totalmente affidata a loro. Per le donne dei Paesi poveri questa responsabilit ancora pi onerosa a causa delle scarse infrastrutture (quali ad esempio pozzi, centrali energetiche, ospedali) che caratterizzano questi Paesi. NellAfrica rurale non raro vedere donne che per prendere lacqua (water collect) devono camminare pi di dieci miglia, e nelle stagioni secche spesso la distanza raddoppia. Una tale attivit comporta una gran perdita di tempo, aggravata ancora di pi dal fatto che, dopo tanto sforzo per raggiungere una fonte dacqua, essa sia inquinata o non potabile, a grande rischio per la salute. Il tempo speso dalle donne e dalle ragazze compiendo i gesti quotidiani pu essere ridotto drasticamente provvedendo a costruire efficaci ed accessibili sistemi di trasporto, di distribuzione dellenergia elettrica, di acqua e di misure sanitarie. Tutto ci pu ampliare le opportunit femminili, specialmente i mezzi di trasporto: attraverso questi, le possibilit di trovare un lavoro, andare in ospedale o andare a scuola aumenterebbero. Per aumentare i benefici occorre che i mezzi di trasporto vengano resi sicuri e percepiti come tali dalle donne: ad esempio, provvedendo ad unadeguata illuminazione stradale o situando le fermate degli autobus in posti affollati e non isolati. Un ottimo mezzo per sviluppare le idee sopradescritte coinvolgere le donne attivamente nella creazione di questi progetti. Nel caso delle misure sanitarie e della raccolta dellacqua, in Africa, le donne hanno le conoscenze adatte riguardo alla disponibilit dacqua in ogni stagione, alla sua qualit e alla propriet territoriale di ciascun pozzo. Adattare le nuove tecnologie in questo ambito per cercare di venire incontro ai bisogni delle comunit affidandosi alla conoscenza ed allesperienza delle donne in maniera accessibile a tutti una priorit dello sviluppo.

Strategic priority n4: Garantire alle donne ed alle ragazze i diritti di propriet ed eredit La propriet ed il controllo su terreni o case porta una sicurezza economica anche in caso di shock, incentivi per investimenti che portano alla crescita, ed una rendita sicura. Eppure, le donne di molti Paesi non hanno al stessa possibilit degli uomini di controllare questi assets economici molto importanti. Ci sono molti modi in cui un uomo od una donna possono avere un terreno: ad es. eredit, compravendita, programmi statali di assegnamento delle terre, programmi antipovert. Ma ogni possibilit ha quello che si definisce un gender bias, una inclinazione di genere: luomo sempre preferito alla donna, soprattutto nelleredit, ma anche nella compravendita e nei programmi statali. In alcuni casi, inoltre, le donne hanno la sicurezza della terra solo in qualit di mogli o figlie, e possono perderla in caso di divorzio o di morte del coniuge/padre; oppure, in caso di vedovanza, le donne non hanno diritto a disporre liberamente della propriet. In generale, le donne sposate hanno pi diritti di quelle non sposate, e le donne sposate con rito civile sono pi tutelate di quelle sposate solo con il rito locale. In Namibia per esempio, solo il 30% della

popolazione adulta ufficialmente sposata con entrambe i riti: le coppie sposate solo con il rito locale (relazione informale) non ha ricorso legale quando i loro diritti sono violati.7 Garantire alle donne il diritto di propriet ed eredit aiuterebbe a potenziarle sia economicamente che socialmente ed a rettificare quella che una disparit gravissima. Oltre allimpatto economico diretto, il possedere la terra pu agire come un fattore per prevenire le violenze domestiche. Si deve aggiungere che a questi vantaggi economici e sociali il possedere la terra pu aumentare lefficienza produttiva: questo pu essere visto come un aiuto allottenere accesso a fondi finanziari, che possono poi generare crescita. Questo cruciale soprattutto nel caso in cui le donne sono il traino delleconomia dellhousehold. A limitare per questo diritto ci sono una serie di pregiudizi addotti dagli uomini, raccolti in questo riquadro8:
If women gain property and inheritance rights Common View: Divorces will increase if women are empowered. Response: This wont happen if marriages are based on love and respect. Property rights cant harm a good marriage. Common View: There will be an increase in court cases and the legal system will be burdened. Response: Whether or not cases end up in court depends on the family and specific situation. Many families settle property disputes on their own; why would this change? Common View: Women cant manage property because they are uneducated and inexperienced in such matters. Response: If this is really the case, then we should make sure that women are educated and empowered. Its a question of equality and making sure that both men and women have access to the resources needed to own and manage property. Common View: We dont need a law; a will system that applies to women would be enough. Response: The ultimate goal is a good will system, but other steps are needed immediately. Many people are poor and own very little land. We are still living in a patriarchal society, and much change is needed to ensure that daughters are respected and viewed as equal members of the family. Excerpts from educational materials produced by the Forum for Women, Law, and Development

Non c una strada predefinita per far s che le donne possano accedere alle propriet: ogni intervento, dunque, deve essere specifico per il contesto di riferimento. In generale, tuttavia, ci sono alcune misure che un governo pu adottare: migliorare le leggi che regolano il diritto di propriet, supportare le organizzazioni che aiutano le donne ad ottenere le terre, e registrare presso le sedi competenti (catasto) le propriet delle donne. Strategic priority n5: Eliminare le disparit di genere in ambito lavorativo Il lavoro delle donne, sia quello pagato che quello domestico, essenziale per lo sviluppo e il sostentamento delle households pi povere ed una delle vie di uscita dalla povert. Nei contesti in cui la mobilit femminile ristretta, aumentare le opportunit di trovarsi trovare un lavoro pu

Diane Hubbard, Law for All, Volume 3 (Family Law). Out of Africa Publishers and the Namibia Institute for Democracy, 2001, p. 4. Fonte citata dal documento Womens Property and Inheritance Rights: Improving Lives in Changing Times, WID Tech, 2003. Disponibile sul sito http://pdf.usaid.gov/pdf_docs/PNADA958.pdf 8 [ibidem]

migliorare la mobilit e permettere alle donne di venire in contatto con nuove idee ed ampliare i propri orizzonti. Tra gli anni 80 e gli anni 90 del secolo scorso le attivit economiche gestite da donne sono aumentate ovunque, eccetto nellAfrica sub-sahariana, in parti dellEuropa, nellAsia centrale ed in Oceania. Eppure, malgrado il numero di queste attivit sia in aumento, lo status delle donne nel mercato del lavoro rimane inferiore a quello degli uomini. Le diseguaglianze di genere esistono allentrata del mondo del lavoro e nelle condizioni lavorative, e un matrimonio od un figlio in giovane et e una scarsa educazione costituiscono una barriera allingresso delle donne nel mercato del lavoro. Questa barriera, fortunatamente, sta iniziando a crollare con laumento della scolarizzazione femminile e con la creazione di nuove opportunit lavorative da parte degli enti statali. Anche laumento delleducazione contribuisce in tal senso, ma ancora molto deve essere fatto, per quanto riguarda listruzione superiore, soprattutto nellambito delle materie scientifiche. Una delle barriere pi difficili da superare rimane la responsabilit, tipicamente assegnata alle donne, di badare ai bambini, agli anziani ed agli ammalati. La presenza di figli e la mancanza di asili o strutture adatte per i bambini impedisce lingresso alle donne nel mondo del lavoro o lo rallenta enormemente. dunque compito del governo creare programmi e strutture che siano di supporto alle donne, come asili, o centri diurni per anziani Per quanto riguarda le attivit lavorative, agli uomini ed alle donne sono solitamente (e storicamente) assegnati settori diversi ed attivit diverse: questo dovuto alle differenze di genere proprie della nostra cultura (basti pensare ai mestieri tipicamente associati come maschili o femminili, come per esempio la maestra, linfermiera, la casalinga.). Approssimativamente, met dei lavoratori nel mondo lavorano in occupazioni dove l80% dei loro colleghi dello stesso sesso. Le differenze di genere sono anche evidenti nella disoccupazione, con la tendenza generale mondiale di un tasso di disoccupazione femminile pi alto di quello maschile9. Inoltre, in tutti gli Stati gli uomini guadagnano pi delle donne, in tutti i settori e in tutti i tipi di salario. Il record negativo va ai territori occupati palestinesi, dove una donna guadagna il 50% dello stipendio di un uomo.10. Per le low-income countries, un programma di rilancio della crescita economica, combinato con una politica sociale che abbatta i pregiudizi di genere nellambito lavorativo, essenziale. Anche gli impieghi nel settore pubblico possono essere ben utilizzati in tal senso, soprattutto per quanto riguarda le donne pi povere. In molti ambiti, come gi accennato, le donne guadagnano meno anche perch sono escluse dagli incarichi di responsabilit e dagli incarichi fisicamente pesanti. Inoltre, le donne sono pi soggette allo sfruttamento ed alle molestie. Per quanto riguarda leconomia sommersa, le donne hanno pi tendenza a lavorare in nero rispetto agli uomini. Il 60% delle lavoratrici nei Paesi in via di sviluppo lavorano in nero11, e la differenza tra gli stipendi maschili e femminili in questo caso addirittura aumenta.12. Una delle priorit pi grandi, per i Paesi la cui maggior parte delleconomia sommersa, quindi il miglioramento delle condizioni sociali e la lotta al lavoro nero.
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Dati tratti da UN Statistics Division, Statistics and indicators on woman and men, tabella 5f: Adult unemployement, disponibile sul sito http://unstats.un.org/unsd/demographic/products/indwm/tab5f.htm . Dati riferiti a dicembre 2010. 10 ibidem, tabella 5e. Women's wages relative to men's. Disponibile sul sito http://unstats.un.org/unsd/demographic/products/indwm/tab5e.htm
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Beneria, Lourdes and Maria S. Floro. Labor Market Informalization, Gender and Social Protection: Reflections on Poor Urban Households in Bolivia, Ecuador and Thailand, 2006, in Shahra Razavi e Shireen Hassim, eds. Gender and Social Policy in a Global Context: Uncovering the Gendered Structure of the Social, pp. 193-216. New York: Palgrave Macmillan. 12 Carr, Marilyn and Martha A. Chen. Globalization and the Informal Economy: How Global Trade and Investment Impact on the Working Poor. Background paper commissioned by the ILO Task Force on the Informal Economy. Geneva, Switzerland: International Labour Office, 2001

Unaltra strada per aumentare loccupazione femminile, soprattutto di quella delle donne pi povere, il microcredito. Il microcredito una strategia economica molto popolare negli ultimi due decenni e consiste nellaiutare persone in condizione di povert ed emarginazione che non possono accedere ad un finanziamento bancario a causa della mancanza di garanzie economiche. Il microcredito consiste in una sorta di prestito donore ad hoc per sviluppare piccole attivit commerciali o imprenditoriali. un mezzo effettivo ed un ottimo punto di partenza, per le donne, avere delle risorse finanziarie per potenziare la loro posizione, ed avere cos una maggiore eguaglianza di genere. Ci sono per molte critiche al riguardo: molte donne che chiedono di accedere ai programmi di microcredito non hanno poi controllo sui soldi ottenuti, limitandosi solamente a passarli al capofamiglia, o in altri casi il gestire lattivit finanziata dal microcredito non fa altro che aumentare il carico di lavoro e di responsabilit affidato alla donna. In generale, per, il microcredito un ottimo strumento per diminuire la diseguaglianza. Un aspetto marginale di questa strategic priority ma comunque di grande rilievo la vulnerabilit femminile dopo let adulta. Le donne infatti hanno quasi ovunque unaspettativa di vita maggiore rispetto agli uomini (la media mondiale di 65.0 anni per gli uomini e 69.5 anni per le donne13), ed hanno una grande possibilit di restare vedove, con una vulnerabilit alla povert molto alta. Sia nei Paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati, necessario un intervento agli impianti di legge in materia di lavoro, con lintroduzione di una legislazione in favore delle pari opportunit e dellantidiscriminazione. Strategic priority n6: Incrementare il numero di donne presenti nei Parlamenti e nei consigli locali. La quarta conferenza mondiale per la donna (World Conference on Women), svoltasi a Beijing nel 1995 ha stabilito una serie di obiettivi (raccolti nella Beijing Platform for Action, approvata dalla conferenza il 15 settembre del 1995 e da raggiungere entro lanno 2000) relativi allempowerment della donna. Tra questi obiettivi posto il tema della rappresentativit delle donne allinterno degli organi politici e dei partiti. La Dichiarazione Universale dei Diritti umani infatti stabilisce che tutti quanti hanno il diritto di partecipare al governo del proprio Paese, sia in prima persona che attraverso rappresentanti liberamente scelti14. La partecipazione femminile alla vita governativa dunque essenziale per lo Stato di diritto. Le donne hanno dimostrato di avere una considerevole leadership allinterno delle comunit e nella vita pubblica e lavorativa. Tuttavia, gli stereotipi negativi basati sullimportanza e la rilevanza di un ruolo di potere come quello politico fanno s che questo ambito rimanga quasi esclusivamente di dominio maschile. Al contrario per, la sottorappresentazione delle donne allinterno degli organi legislativi, amministrativi e culturali rende lo Stato pi discriminante, meno egalitario e pi antidemocratico.

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Dati previsti per il periodo 2005-2010, tratti da United Nations World Population Prospects: 2006 revision Tavola A.17, disponibili online sul sito http://www.un.org/esa/population/publications/wpp2006/WPP2006_Highlights_rev.pdf 14 Articolo 21 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (ONU, 1948): 1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio Paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. 2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio Paese. (continua nella prossima pagina) 3. La volont popolare il fondamento dell'autorit del governo; tale volont deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Nel 1991, il Economic and Social Council dellONU stabiliva che, entro il 1995, il 35% dei posti negli organi legislativi di ciascun Stato dovesse essere occupato da donne.15 Al giorno doggi, stando agli ultimi dati disponibili, solo 13 Paesi hanno superato il target previsto.16 Uniniziativa per aumentare la presenza femminile nei Parlamenti e negli altri organi decisionali lintroduzione delle cosiddette quote rosa, nonostante ci sia un ampio dibattito sullefficacia o sui danni che potrebbero arrecare le quote rosa alle donne. C chi sostiene che forzare una determinata percentuale di donne, non solo nei Parlamenti, ma anche nei consigli di amministrazione, per esempio, faccia s che una donna non venga scelta per i suoi meriti, ma semplicemente in virt del suo genere. Daltro canto, in Paesi come lIndia, dove le donne occupano solo l11% dei seggi disponibili17, stato approvato un disegno di legge del 2010 in cui si assegnano alle donne un terzo dei seggi parlamentari.18 Non solo le quote, ma anche la presenza di una donna che ricopre la massima carica pubblica pu essere di supporto per aumentare il numero delle donne in politica. Strategic priority n7: Combattere la violenza contro donne e ragazze. La violenza contro le donne ha seri impatti sullo sviluppo e sulla salute, oltre ad essere una gravissima violazione dei diritti della donna. Per raggiungere il terzo MDG dunque indispensabile sradicarla. Purtroppo essa continua a persistere in moltissimi paesi del mondo. La Dichiarazione sulleliminazione della violenza contro le donne (1993) promossa dallONU definisce nellarticolo 1 lespressione violenza contro le donne come ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libert, che avvenga nella vita pubblica o privata. Successivamente, nellarticolo 2, definisce tre tipi principali di violenza contro le donne: Violenza perpetuata allinterno del contesto domestico (stupro, percosse, mutilazioni genitali, violenza legata allo sfruttamento o alla dote, femminicidio, da parte dei famigliari) Violenza perpetuata allinterno della comunit nel suo complesso (nellambito lavorativo, negli istituti educativi, ma anche il traffico delle donne e la prostituzione forzata) Violenza perpetuata o condotta dallo Stato (Art. 4: Gli Stati dovrebbero condannare la violenza contro le donne e non dovrebbero appellarsi ad alcuna consuetudine, tradizione o considerazione religiosa al fine di non ottemperare alle loro obbligazioni quanto alla sua eliminazione. Gli Stati dovrebbero perseguire con tutti i mezzi appropriati e senza indugio una politica di eliminazione della violenza contro le donne), come per esempio lasciare che venga praticata una particolare forma di violenza come linfibulazione, anche se resa illegale dallapparato legislativo, poich considerata pratica culturale corrente. La World Health Organisation stima19 che il tipo di violenza sulle donne pi diffuso sia quello compiuto da un membro della propria famiglia (principalmente il padre, il marito, o altri parenti maschi).
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Risoluzione 1991/17 dellEconomic and Social Council, in Yearbook of the United Nations, Volume 45, pagg. 892893, online allindirizzo http://tinyurl.com/6ey7oaa (in inglese) 16 United Nations Statistics Division cit., tabella 6a, Women in Parliament. 17 idem 18 A.Muglia, India, primo s alle quote rosa, Corriere della Sera, 10 marzo 2010. Disponibile anche sul sito http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/10/India_primo_alle_quote_rosa_co_9_100310033.shtml 19 Fact sheet n239, Novembre 2009. Online alla pagina http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs239/en/ (in inglese)

Degli studi inizialmente compiuti in Europa e negli Stati Uniti20 (ma le cui conclusioni sono applicabili per analogia a tutto il mondo a mio avviso), le donne che hanno subito una violenza sessuale (sia da parte del coniuge/partner che da parte di un membro esterno alla propria famiglia) sono pi tendenti a soffrire di una vasta gamma di disfunzioni, tra cui dolore cronico, sindrome del colon irritabile, e disturbi ginecologici. Inoltre, le vittime sono pi soggette ad aborti spontanei, complicazioni durante la gravidanza, ed infezioni di malattie sessualmente trasmissibili rispetto alle donne che non hanno mai subito violenza. Ricordiamo poi che la violenza spesso causa di morte (non solo per le percosse subite, ma anche per i cosiddetti delitti donore e linfanticidio femminile) e di comportamenti sessuali a rischio (soprattutto se le violenze sono state subite in tenera et). Infine, limpatto psicologico tale da perdurare a lungo dopo che la violenza stessa finita. Gli studi sopracitati suggeriscono un collegamento tra tendenze suicide e violenza domestica. Altre conseguenze psicologiche derivate dalla violenza sono la depressione, i disturbi del sonno e dellalimentazione, la tendenza allabuso di sostanze chimiche e alcool e lo stress emotivo. Sempre dagli studi della WHO, si evince che la percentuale di donne che hanno subito della violenza fisica da parte del proprio partner e non hanno cercato aiuto o consulenza medica/psicologica esterna va dal 55% al 95% nel mondo. Tra le ragioni che spingono le donne a tacere sugli episodi di violenza, si pu annoverare il fatto che questi siano considerati normali poich avvengono quotidianamente, il fatto che le violenze non abbiano serie conseguenze dal punto di vista fisico, della paura di subire ulteriori violenze per aver riportato il fatto a membri esterni alla propria famiglia, per paura di non essere creduta o di essere biasimata, o per il timore di ricoprire di vergogna la propria famiglia. Dallaltro lato, le donne che hanno affrontato una seria esperienza di violenza sono pi disposte a cercare aiuto. Tra i motivi per cui una donna decide di rompere il silenzio su questi fatti si pu contare il fatto che la donna non sopporti pi gli abusi, delle serie conseguenze a livello fisico, le minacce del partner a lei o ai figli, o lincoraggiamento di amici o di altri membri della famiglia. Chi pi soggetto alle violenze? A livello individuale, gli individui pi colpiti sono quelli che non hanno ricevuto unadeguata educazione, chi ancora in giovane et, chi ha assistito a scene di violenza domestica da bambino (ricevendo cos limpressione che la violenza domestica non sia una cosa da combattere, ma un fenomeno normale, se non necessario, allinterno di una famiglia). A livello famigliare, un disagio economico e una scorretta gestione del mnage possono portare alla violenza. A livello comunitario, questa pu aumentare se c una diseguaglianza di genere di fondo e una mancanza di coesione tra i membri della comunit. Ad un livello pi ampio, la violenza pi presente nelle societ dove la donna per tradizione manca di autonomia o in quegli Stati dove le norme sul divorzio e sul diritto di propriet ed eredit della donna sono molto restrittivi, oppure in caso di un crollo della societ dovuto a guerre o calamit naturali. Cosa fare per arginare la violenza di genere? Nel capitolo 11 del Multi-Country Study on on Womens Health and Domestic violence against women sopracitato, vengono proposte 15 raccomandazioni per gli Stati membri del WHO, divisibili in sette macrocategorie: Rafforzare lazione dello Stato in merito alle violenze di genere Promuovere la prevenzione (es.: distribuzione di profilattici) Rafforzare il ruolo delleducazione nella prevenzione della violenza Rafforzare il settore sanitario e la sua risposta alle violenze Aiutare le donne vittime di violenza Potenziare il sistema giudiziario Supportare la ricerca e la collaborazione.
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World Health Organisation, Multi-Country Study on Womens Health and Domestic violence against women, Capitolo 7, online allindirizzo http://www.who.int/gender/violence/who_multicountry_study/en/index.html (in inglese)

Vediamo dunque che ancora una volta leducazione pu giocare un ruolo chiave nellambito della prevenzione, sia in ambito sanitario che in ambito economico che nellambito familiare. Probabilmente non possibile arginare del tutto il fenomeno delle violenze sulle donne ma possiamo fare in modo che le donne possano innanzitutto capire che questa violenza non un fenomeno normale di ogni coppia, e ricevere un trattamento medico ed un supporto psicologico adeguato (e la certezza di sapere che il loro aguzzino verr punito) poi.

Lapplicazione pratica delle strategic priorities


Una volta stabiliti i punti su cui lavorare per raggiungere questo MDG, dobbiamo concentrarci sugli indicatori da usare per raccogliere i dati che ci aiutino a valutare i progressi svolti. Gli indicatori che il nostro MDG 3 propone sono quattro21: 1. 2. 3. 4. Il rapporto bambini-bambine nelleducazione primaria e secondaria; Il rapporto tra ragazzi e ragazze tra i 15 ed i 24 anni alfabetizzati; La percentuale di donne che lavorano nei settori non agricoli La percentuale di donne presenti nei Parlamenti nazionali.

Eppure, la task force del Millennium Project ritiene che questi siano insufficienti a tracciare le sette strategic priorities e potrebbero porre qualche limitazione a livello statistico. Per migliorare lefficacia degli indicatori, la task force suggerisce 12 indicatori da usare nel monitoraggio degli sforzi fatti dai Paesi verso lObiettivo di Sviluppo del Millennio: Educazione 1. Il gross enrollment ratio22 nelleducazione primaria, secondaria e terziaria di ragazzi e ragazze 2. La completion rate23 dei ragazzi e delle ragazze per listruzione primaria, secondaria e terziaria Sexual and reproductive health and rights 3. Proporzione della domanda di contraccettivi soddisfatta 4. Tasso di fertilit delle adolescenti Infrastrutture 5. Numero totale di ore al giorno spese nella raccolta dellacqua e nella raccolta di carburante Diritto di propriet 6. Propriet terriere possedute da uomini, donne o da entrambi 7. Diritto di propriet sulla casa24 di uomini, donne o entrambi
21 22

http://www.unmillenniumproject.org/goals/gti.htm (in inglese) Detto anche GER, una misura statistica usata nel settore delleducazione dallONU. Il GER ci d una misura approssimativa del livello delleducazione, dallasilo alluniversit. Si calcola rapportando il numero di studenti nellleducazione primaria, secondaria e terziaria alla popolazione (della regione o dello Stato) che in et scolare. Il GER definisce la percentuale di studenti (o di potenziali studenti) davvero iscritti a scuola. 23 Unaltra misura statistica usata dallONU nel settore delleducazione. Si definisce completion rate per leducazione primaria la percentuale di studenti che effettivamente termina il ciclo di istruzione primaria. Si calcola prendendo il numero totale di studenti allultimo anno di ciclo, sottraendo ad esso il numero dei ripetenti di questanno, e dividendo il tutto per il numero totale dei bambini della popolazione di quellet. 24 Questo indicatore, che in inglese definito come housing title, un concetto complesso basato sulla definizione inglese di title. La definizione, tratta dal dizionario online dellUniversit di Cambridge, the legal right to own a piece of land or a building. In sostanza, il diritto di propriet (in questo caso, di un immobile) pu essere scisso in pi parti e detenuto da diverse persone. Il concetto di title non corrisponde al concetto di possesso, in quanto chi possiede non ha necessariamente il diritto di propriet (pensiamo per esempio al concetto di squatting, ovvero chi occupa una

Occupazione 8. Percentuale di donne impiegate sia nel settore privato che come libere professioniste, per tipo. 9. Differenze tra salari maschili e salari femminili, sia nel settore privato che tra i liberi professionisti. Partecipazione nei Parlamenti e negli organi amministrativi locali 10. Quota delle donne elette nei Parlamenti nazionali 11. Quota delle donne elette negli organi amministrativi locali Violenza sulle donne 12. Prevalenza della violenza domestica Una volta stabiliti gli indicatori, il momento di intraprendere unindagine statistica che dia un preciso ritratto della situazione femminile nellarea di riferimento. La precisione dellindagine statistica fondamentale, poich a partire dai dati raccolti che si elaborano le misure da prendere in atto per cercare di cambiare la situazione. Lindagine statistica un elemento utile anche a intervento compiuto, per vedere se, dopo un certo periodo di tempo, questo ha sortito gli effetti sperati, oppure per correggere e migliorare alcuni aspetti dellintervento in oggetto. Ad occuparsi delle indagini statistiche, della creazione di progetti ad hoc per il territorio e le specifiche esigenze delle donne, ed infine del monitoring dei progressi, ci sono i governi dei singoli Paesi, le ONG (organizzazioni non governative) e alcune agenzie dellONU, tra cui la United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women, conosciuta anche come UN Women25, che segue le Nazioni in ogni passo, dalle ricerche statistiche allassistenza tecnica ed al finanziamento. I costi da sostenere, infatti, sono alti: eliminare la diseguaglianza di genere uno sforzo che va compiuto a livello multidimensionale e multisettoriale. Per questo motivo, i costi finanziari di questo sforzo sono difficili da calcolare. Lagenzia UN Woman riceve annualmente dagli Stati Membri dellONU almeno US$500 milioni, senza contare le donazioni dai privati. Per porre un altro esempio, il Ministero degli Affari Esteri olandese mette a disposizione un fondo per progetti che promuovono le pari opportunit e possibilit per donne e ragazze in diversi paesi, e tra il 2008 ed il 2011 sono stati stanziati pi di 70 milioni di euro.26

A che punto siamo con il terzo MDG?


Dal 2000 ad oggi sono stati compiuti enormi progressi per quanto riguarda il raggiungimento del terzo obiettivo di sviluppo del millennio, fissato per il 2015. C ancora per molto da fare per ottenere la

casa non propria senza averla affittata e senza il permesso del legittimo proprietario: in questo caso, lo squatter possiede la casa, ma senza avere diritto a farlo), ma spesso luno collegato allaltro. 25 Attiva da settembre 2010, con sede a New York, essa racchiude in s quattro agenzie ONU che si occupano dei problemi legati alla diseguaglianza di genere: la United Nations Development Fund for Women, (UNIFEM), la Office of the Special Adviser on Gender Issues and Advancement of Women, (OSAGI), la International Research and Training Institute for the Advancement of Women (INSTRAW) e la Division for the Advancement of Women (DAW). Il Direttore Esecutivo e Sottosegretario Generale alla guida di UN Woman Michelle Bachelet, ex presidente del Cile (2006-2010) 26 Come riportato sulla loro pagina web (in inglese) http://www.minbuza.nl/en/Key_Topics/Millennium_Development_Goals_MDGs/Dutch_aim_for_MDG_3/MDG3_Fun d

gender equity in tutto il mondo. Questa tabella27 ci mostra a che punto are we on track:

Partendo dal settore delleducazione, i Paesi in via di sviluppo in generale sono on track sulla strada della parit distruzione tra bambini e bambine. Nel 200828 96 bambine ogni 100 bambini frequentavano la scuola primaria, e 95 bambine su 100 bambini frequentavano la scuola secondaria (nel 1999, 91 bambine su 100 bambini frequentavano la scuola primaria, e 88 bambine su 100 bambini quella secondaria). 73 Paesi hanno raggiunto la gender parity per leducazione secondaria (e dunque, anche in quella primaria), e altri 14 Paesi sono in dirittura darrivo. Malgrado i progressi, non siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo entro la scadenza fissata per il 2005: 29 Paesi in via di sviluppo (soprattutto nellAfrica sub-sahariana, nellOceania e nellAsia Occidentale) 29 sono seriamente indietro con il terzo MDG, tanto che, andando avanti con un tale trend, lobiettivo non verr raggiunto neppure nel 2015. Per quanto riguarda il terzo ciclo di educazione nei Paesi in via di sviluppo in generale, siamo quasi vicini alla parit, con 97 ragazze ogni 100 ragazzi. Questo risultato ottenuto grazie alle good practices dellAmerica del sud, del Nord Africa e dellAsia mediorientale, poich nellAfrica subsahariana, per esempio, il numero di ragazze di 67 ogni 100 ragazzi. Constatiamo per anche che c una disparit di genere nellambito del campo di studi, essendo le donne sovra rappresentate nel settore umanistico e in quello delle scienze sociali e sottorappresentate nel settore scientifico/tecnologico. Anche le completion rates sono pi alte per i maschi che non per le femmine. Il lavoro femminile nel settore non-agricolo aumentato in molte regioni, tanto da raggiungere il 41% a livello mondiale nel 2008 - ma rimane ancora fermo al 20% nel Medio Oriente, nel Nord Africa e nellAsia meridionale. Anche nei settori in cui le donne sono maggiormente prevalenti come il settore della sanit- non detto che esse abbiano un lavoro sicuro e ben pagato, e raramente raggiungono posizioni di management ad alti livelli. Globalmente si stima che, su 4 posizioni di alto livello, solo una occupata da una donna.
27

Tratta dalla 2010 MDG Progress Chart delle United Nations, http://unstats.un.org/unsd/mdg/Resources/Static/Products/Progress2010/MDG_Report_2010_Progress_Chart_En.pdf 28 I dati citati sono quelli riferiti da United Nations, The Millennium Development Goals Report 2010, lultimo disponibile. 29 Dati World Bank, 2008

Le donne inoltre hanno pi probabilit degli uomini di ottenere un lavoro precario e vulnerabile, soprattutto dopo lavvento della crisi economica del 2008, che ha mostrato la bassa resistenza mondiale agli shock macroeconomici. Tuttora, nei Paesi in via di sviluppo, le donne sono molto presenti nel lavoro c.d. nero. Infine, nei Paesi prevalentemente agricoli, le donne continuano ad essere impiegate soprattutto nel settore agricolo. Per quanto riguarda la rappresentanza femminile nei Parlamenti e nei seggi regionali, negli anni abbiamo assistito ad un aumento del 67% di presenze femminili (a livello globale, nel 1995 solo l11% dei seggi era occupato da una donna: nel 2010, il 19%). Questo aumento dovuto principalmente allintroduzione delle quote rosa: infatti, nei Paesi dove le quote rosa sono state applicate, abbiamo assistito ad una media del 27% di donne elette, a contrasto con il 14% di donne elette in Paesi che non hanno applicato tali misure. La good practice in tal senso stata data dal Rwanda: nella sua costituzione previsto che il 30% dei seggi in Parlamento vengano destinati alle donne. Durante le ultime elezioni, svoltesi tra il 15 ed il 18 settembre 2008, le candidate hanno guadagnato 45 seggi su 80, pari al 56,25%, rendendo cos il Rwanda il Paese con pi donne elette nel suo Parlamento.

Conclusione
Il terzo Millennium Development Goal rappresenta un problema globale, diffuso e grave, che per pu essere risolto. Il progresso e le azioni svolte in merito negli ultimi due decenni ci dimostrano che la diseguaglianza di genere si pu sconfiggere, anche se alcuni Paesi, potrebbero non farcela a raggiungere la deadline fissata per il 2015. Raggiungere questo obiettivo significherebbe fare un passo in avanti anche verso la realizzazione degli altri obiettivi di sviluppo del millennio: le azioni di sviluppo e le politiche che non considerano le donne come potenziali attrici e non considerano la diseguaglianza di genere come una realt, avranno una efficacia limitata ed un serio costo per le societ. Inoltre, quando le donne sono coinvolte, ci sono migliori risultati nellambito della sanit e delleducazione per i loro figli, e anche un utilizzo pi sostenibile delle risorse naturali. Malgrado alcuni Paesi non riescano ancora ad essere sulla buona strada per il raggiungimento dellobiettivo in oggetto, i risultati ottenuti dagli sforzi compiuti fino ad ora sono incoraggianti. Bisogna per ricordare che gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio non sono solo un asettico progetto che concerne solo le popolazioni dei Paesi pi poveri: gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio riguardano ciascuno di noi, come ci ricorda Kofi Annan "It is not in the United Nations that the Millennium Development Goals will be achieved. They have to be achieved in each of its Member States, by the joint efforts of their governments and people.

Bibliografia
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Sitografia

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