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Lepida Scuola: per la diffusione della cultura scientifica

Il necessario change dell'impianto pedagogico Il problema della diffusione della cultura tecnico scientifica determinante per il futuro del nostro paese. Crediamo, per questo, necessaria una forte attenzione a metodologie didattiche altre rispetto a quelle oggi prevalenti. Passaggio obbligato questo per favorire apprendimenti meaningful e per creare le condizioni per una corretta integrazione delle tecnologie nella didattica. L'esperienza Lepida Scuola, attiva ormai da oltre cinque anni in oltre un terzo delle scuole della provincia di Reggio Emilia, cerca di tradurre nella pratica quotidiana di classe queste che sono indicazioni largamente condivise nella letteratura internazionale.
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Scenario Il prossimo decennio sar determinante per le economie mondiali e condizioner pesantemente diverse generazioni a venire: ci troviamo alle soglie di quella che viene chiamata global knowledge based economy. Due secoli fa lInghilterra assumeva la leadership mondiale, mantenendola per oltre un secolo: aveva capito e cavalcato la rivoluzione industriale con lo sviluppo di una robusta ed avanzata tecnologia industriale. Nel prossimo futuro i paesi capaci di riformare profondamente i processi educazionali, riusciranno ad affrontare e a trarre vantaggio dalla nuova economia globale basata soprattutto sulla conoscenza. Ma prima di mettere in atto qualunque tentativo di riforma credo dobbiamo fare nostra laffermazione di Edgar Morin: non possiamo riformare listituzione senza aver prima riformato le menti, ma non possiamo riformare le menti se non abbiamo preventivamente riformato le istituzioni. Tradotto in ambito educazionale, possiamo ipotizzare strutture e percorsi nuovi ma, se la sostanza dellinsegnamento rimane la stessa, qualunque riforma rischier di naufragare o comunque di produrre risultati deludenti. E questo vero anche, e soprattutto, in ambito tecnico/scientifico. Lo scenario drammaticamente chiaro. Lincremento continuo dei saperi disciplinari accompagnato spesso da una loro rapida obsolescenza che, a volte, si spinge a vere e proprie mutazioni di paradigma, uno dei dati che maggiormente caratterizzano lapprendimento in questo ambito. Si pensi alla transizione dallelettronica analogica a quella digitale, oppure alla sopravvenienza dei linguaggi di programmazione strettamente connessi ad Internet o ancora ai progressi in ambito biologico. Diventa dunque importante preparare gli alunni non solo e non tanto sullo specifico disciplinare quanto sullimpianto metodologico che li metta sostanzialmente in grado di imparare ad imparare. Debbono insomma impossessarsi di quegli strumenti cognitivi che si riveleranno un prezioso corredo nel momento in cui dovranno costruirsi dei percorsi, non determinati a priori, allinterno di una societ difficile e complessa.

Learning strategies Per questo, in accordo con la letteratura internazionale, auspichiamo la messa in atto di un nuovo approccio metodologico in cui lalunno, al centro del processo di apprendimento, costruisce, attivamente, la conoscenza. Alcune strategie, soprattutto in ambito tecnico scientifico, favoriscono questo processo. Inquiry learning. Nessun concetto, in ambito scientifico, dopo il termine hands-on, ha catturato limmaginazione di docenti e alunni quanto quello espresso dal termine inquiry learning, ben descritto dallultima parte delladagio: "Tell me and I forget, show me and I remember, involve me and I understand.". Problem based learning. E una delle intuizioni/innovazioni pi importanti in campo pedagogico degli ultimi anni. Nata in ambito medicale, ora ampiamente diffusa. Provoca un apprendimento tipo inquiry learning: i problemi sono il fulcro e spingono lo studente a ricercare e ad impossessarsi dei contenuti necessari a risolverli. Da non trasurare le learning strategies oggi emergenti. Per citarne alcune: il dynamic modeling, ossia la costruzione di modelli di fenomeni del mondo fisico, che rappresenta il cuore del pensiero e del metodoscientifico, la costruzione di semantic networks di temi o di casi, la simulazione e lapproccio ai problemi di troubleshooting particolarmente efficaci in ambito tecnico etc. E visto che queste learning strategies sono rese possibili soprattutto grazie alle tecnologie della comunicazione e dellinformazione (TIC), una breve riflessione sullannoso problema della loro integrazione nella didattica. Le tecnologie non penetrano nel cuore della didattica perch i riti della didattica trasmissiva sono talmente consolidati da non lasciare spazio ad altro. In un ambito didattico di tipo costruttivista, dove lapprendimento soprattutto di tipo inquiry, le TIC diventano una necessit, non se ne pu fare a meno. Il loro utilizzo non pi "to learn from" ma "to learn with" e il computer, in particolare, non pi visto come lo strumento da cui apprendere ma con cui apprendere. In questo contesto i docenti non solo accettano le TIC ma sono loro stessi a richiederle. Come in pratica: Lepida Scuola. Il Progetto Lepida Scuola, attivo ormai da cinque anni in oltre un terzo delle scuole della provincia di Reggio Emilia, affronta scientificamente il problema del transfer del pensiero costruttivista nella pratica quotidiana di classe. Nel concreto, come strategia principale opta per la didattica per problemi e progetti (PBL) e, per un suo inserimento efficace in classe, adotta il modello degli ambienti di apprendimento a matrice costruttivista (CLE) di David Jonassen, proponendone una versione rivisitata, contestualizzata e integrata con le infrastrutture tecnologiche ormai disponibili sul territorio. In particolare la rete pubblica della Regione Emilia Romagna Lepida, uninfrastruttura di telecomunicazioni a banda larga, naturale candidata a soddisfare la domanda di connettivit delle scuole. Un approccio coerente. Lepida Scuola concepito come un modello di didattica per problemi e progetti scalabile e non incoerente con le risorse limitate a disposizione della scuola. Lobiettivo mettere gli insegnanti in grado di accedere allo stato dellarte di

avanzate metodologie e tecnologie didattiche in modo autonomo, senza bisogno di costose attivit di affiancamento e tutoring. E perch la ricaduta in scuola sia effettivamente realizzabile, la scelta quella di un inserimento progressivo tramite un approccio misto (blended) in cui alle modalit consuete della didattica trasmissiva vengono associati spazi progettuali di ispirazione costruttivista. Come formare i docenti? Ovviamente non con un corso trasmissivo. Lepida Scuola ha dato vita ad un CLE per la formazione e il sostegno dei docenti sia prima che durante le sperimentazioni di classe. I docenti si confrontano sulle problematiche emergenti, negoziano possibili soluzioni, costruiscono e mettono a punto gli strumenti per le sperimentazioni, provano e apprendono metodi e strumenti da utilizzare in classe e si avvalgono della presenza di facilitatori e di esperti. Come controllare levoluzione del progetto nel tempo? Lepida Scuola ha adottato una strategia emergente in ambito educazionale: la Design Based Research (DBR). Si tratta del riconoscimento che una vera ricerca, anche e soprattutto in ambito pedagogico, non pu essere attuata se non basandosi direttamente sulla progettazione di interventi e sulla loro realizzazione. Questo metodo di ricerca, stretto parente di quello induttivo spesso usato nelle scienze fisiche, ribadisce che la taratura e la messa a punto di una teoria deve passare attraverso la sua applicazione. Conclusione Per elevare gli apprendimenti in ambito tecnico scientifico, assieme allintroduzione di nuove organizzazioni strutturali, si auspica un rinnovato approccio metodologico orientato soprattutto ad un apprendimento tipo inquiry. Si affronta il problema della sua concreta realizzabilit in ambito scolastico e si propone lapproccio, ormai collaudato in un terzo delle scuole della provincia, del progetto Lepida Scuola. Questo, fra laltro, da spazio alle learning strategies emergenti oltre che allutilizzo efficace delle TIC, prima fra tutte Lepida, la rete pubblica regionale in fibra ottica. Per saperne di pi : http://www.rivista.istruzioneer.it/didatticaetic/archivio/Lepida_scuola_alfa2.6.pdf e http://www.rivista.istruzioneer.it/innovazioneericerca/archivio/DBR_Lepida_v5.pdf

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Enzo Zecchi
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